Un anno fa la scomparsa del Partigiano Natalini
Un anno fa la scomparsa del Partigiano Natalini
di C.B.
Libero Natalini, un Partigiano con la P maiuscola. Ci ha lasciati un anno fa, il 7 ottobre, alla veneranda età di 87 anni. Alla Garbatella era uno dei più anziani partigiani superstiti di quella generazione forte che, tra il 1943 e il 1945, difese con coraggio la dignità del Paese, creando le basi dei quella Costituzione repubblicana che è tra le più avanzate tra quelle degli stati democratici.
Libero era nato nel 1916 a Genazzano da una famiglia di origine marchigiana, una delle tante che, dalle province, a tappe, venivano ad inurbarsi nella capitale. Nelle Marche il padre, Giulio, aveva partecipato con i socialisti alle battaglie bracciantili e per l’occupazione delle terre dei latifondisti. Non a caso chiamò Libero quel figlio. …..
Un anno fa la scomparsa del Partigiano Natalini
di C.B.

Libero Natalini, un Partigiano con la P maiuscola. Ci ha lasciati un anno fa, il 7 ottobre, alla veneranda età di 87 anni. Alla Garbatella era uno dei più anziani partigiani superstiti di quella generazione forte che, tra il 1943 e il 1945, difese con coraggio la dignità del Paese, creando le basi dei quella Costituzione repubblicana che è tra le più avanzate tra quelle degli stati democratici.
Libero era nato nel 1916 a Genazzano da una famiglia di origine marchigiana, una delle tante che, dalle province, a tappe, venivano ad inurbarsi nella capitale. Nelle Marche il padre, Giulio, aveva partecipato con i socialisti alle battaglie bracciantili e per l’occupazione delle terre dei latifondisti. Non a caso chiamò Libero quel figlio.
Alla Garbatella i Natalini arrivano da pionieri, poco dopo la creazione dei primi insediamenti della borgata che comincia a formarsi nel 1920 intorno a Piazza Benedetto Brin. Qui Libero avrà casa fino agli anni ’60, quando un tentativo di speculazione edilizia peraltro fallito porterà alla demolizione di tre dei Lotti originari delle case popolari della Garbatella: al loro posto come risarcimento al quartiere fu costruito un parco. Da Piazza Brin si trasferirà in Via Antonio Rubino, sempre nella Garbatella storica. Una biografia pubblicata lo scorso anno racconta che la modesta casa di Piazza Brin era spesso frequentata da dirigenti socialisti. Ma Libero si orienta verso i comunisti a partire dal 1934, quando, durante il servizio militare a Civitavecchia, viene a contatto con personalità di quel partito che esercitano su di lui una forte influenza.
Da quel momento la sua sarà una vita cospirativa, comune a tantissimi antifascisti, particolarmente attiva nelle università e nei quartieri operai: da noi forti nuclei erano all’Ottica meccanica italiana, al Gas, ai Mercati generali, alla Vetreria San Paolo ecc. ma anche negli strati molto densi di quel sottoproletariato che costituiva la base prevalente dell’originaria popolazione della Garbatella. A partire dall’annuncio dell’armistizio, 8 settembre del ’43, Libero si collega subito con altri compagni, prima a Porta San Paolo per tentare con le armi di fermare i tedeschi e poi, dopo la sconfitta di quei primi resistenti, per organizzare partigiani e patrioti del quartiere, nell’ambito di quella VII Zona di Roma Sud che comprendeva Garbatella, Ostiense, San Paolo, Tormarancia, Testaccio e San Saba. Passò poi, col nome di battaglia di Gregorio, nell’organizzazione dei Gap centrali (Gruppi di Azione Patriottica), guidati da Carlo Salinari (futuro ordinario di letteratura italiana alla Sapienza). Ne facevano parte, tra gli altri, Franco Calamandrei, Antonello Trombadori, Pasquale Balsamo, Maria Teresa Regard, Rosario Bentivegna, Carla Capponi ecc. Per le sue azioni, Libero si guadagnò la croce di guerra.
All’alba del 4 giugno del ’44, quando gli americani della V Armata stanno per entrare in città, Libero fa parte di un gruppo di partigiani che occupano l’ex casa del fascio di Via Franceso Passino, la Villetta, un ex antico casaletto della campagna romana: quella sarà da allora le sede storica dei comunisti del quartiere e verrà intitolata a un martire della Ardeatine, Giuseppe Cinelli, un altro figlio della Garbatella. Più tardi Natalini di quella sezione per un certo tempo sarà anche il segretario. Poi, nel 1957, dopo i fatti d’Ungheria (la rivolta di Budapest repressa con l’intervento sovietico), Libero lascerà il Pci e aderirà al Partito socialista. Per molti anni manterrà il suo impegno politico accompagnato anche da quello sindacale, nella Federstatale della Cgil.
Nel primo anniversario della sua scomparsa,”Cara Garbatella” ha voluto ricordarne la nobile figura di resistente, di socialista e di sindacalista. (C.B.)
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tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 1 – Ottobre 2004





