Via dopo ventuno anni il parroco di Santa Galla
Via dopo ventuno anni il parroco di Santa Galla
Avevamo appena licenziato l’articolo dedicato all’altare di Santa Galla quando ci viene segnalata una notizia che ci lascia stupiti: don Franco Amatori, parroco da quasi 21 anni, lascerà – non per sua volontà – la chiesa della Circonvallazione cui ha dedicato tanta passione e tanta parte della sua vita. Dagli stessi parrocchiani raccogliamo meraviglia e sconcerto. Escluse motivazioni di ordine morale, nessuno sa darsi una spiegazione plausibile di una simile decisione. Don Franco è uno di loro. I più anziani ne ricordano …..
Via dopo ventuno anni il parroco di Santa Galla
Avevamo appena licenziato l’articolo dedicato all’altare di Santa Galla quando ci viene segnalata una notizia che ci lascia stupiti: don Franco Amatori, parroco da quasi 21 anni, lascerà – non per sua volontà – la chiesa della Circonvallazione cui ha dedicato tanta passione e tanta parte della sua vita. Dagli stessi parrocchiani raccogliamo meraviglia e sconcerto. Escluse motivazioni di ordine morale, nessuno sa darsi una spiegazione plausibile di una simile decisione. Don Franco è uno di loro. I più anziani ne ricordano la famiglia: i genitori e sei figli.
Il padre, dipendente dell’azienda tranviaria, restò ucciso durante il secondo bombardamento di Roma nell’estate del ’43, al Tiburtino. E per la guerra, non a Roma ma nelle originarie Marche dove erano sfollati, morì anche uno dei ragazzi, una bambina. Nel Lotto 26 di Via Roberto de Nobili la famiglia restò fino al 1958. Don Franco, in seminario dall’età di 11 anni, prese i voti nel ’59. Lavorò prima a Donna Olimpia e poi, per alcuni anni, con il movimento della Gioventù studentesca.
Personalmente ricordo la condizione catastrofica della parrocchia al tempo in cui egli ne prese la cura nel 1984: ancora squassata dalle bombe della guerra e da cedimenti statici causati da una edificazione autarchica, si dovette procedere a una totale ristrutturazione. Purtroppo andò perduto l’ospizio, che don Franco adesso contava di ripristinare, nello spirito e nella tradizione assistenziale di Santa Galla. Nella chiesa della Garbatella egli aveva portato una eccezionale carica di vivacità che tutti gli riconoscono, accompagnata da una forte attenzione al livello culturale, testimoniata dal recupero dell’antico altare, dall’allestimento del grande organo sul quale vengono di continuo eseguiti concerti, dalla creazione di un teatro che ospita spettacoli di qualità che arricchiscono il quartiere, dalla fondazione di una Associazione culturale. Molto forte è l’attività di assistenza sia dal punto di vista materiale che spirituale. Funzionano un Centro di ascolto molto frequentato e innumerevoli altre iniziative. Stando alle notizie forniteci da parrocchiani che, desolati, si sono rivolti al nostro giornale, don Franco dovrebbe lasciare Santa Galla a fine giugno. Non se ne conosce la destinazione.
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tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 2 – Aprile 2005




