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I tagli all’assistenza scolastica degli alunni diversamente abili

SPECIALE SCUOLA

I tagli all’assistenza scolastica degli alunni diversamente abili

Del tutto insufficienti i fondi messi a disposizione dall’Amministrazione centrale

di Eraldo Saccinto

Il nostro Municipio, come del resto gli altri municipi romani, ha l’obbligo di assicurare il servizio di assistenza scolastica in favore degli alunni con disabilità: nelle scuole dell’infanzia, nelle scuole primarie e nelle scuole secondarie …..

SPECIALE SCUOLA

I tagli all’assistenza scolastica degli alunni diversamente abili

Del tutto insufficienti i fondi messi a disposizione dall’Amministrazione centrale

di Eraldo Saccinto

Il nostro Municipio, come del resto gli altri municipi romani, ha l’obbligo di assicurare il servizio di assistenza scolastica in favore degli alunni con disabilità: nelle scuole dell’infanzia, nelle scuole primarie e nelle scuole secondarie di primo grado. Nel nostro quartiere l’assistenza viene erogata attraverso piani strutturati e personalizzati, predisposti dal Servizio psico-pedagogico in costante sinergia con la ASL RM/C e con le istituzioni scolastiche, al fine di coordinare e ottimizzare le risorse e di promuovere interventi in linea con le peculiarità e le effettive necessità di assistenza. Il servizio scolastico viene svolto dal personale AEC (Assistente Educativo Culturale), appartenente perlopiù ad organismi esterni accreditati ed in minima parte da personale interno all’Amministrazione. L’assistenza di base agli alunni con disabilità al momento attuale interessa circa un centinaio di alunni inseriti nelle diverse strutture educative e scolastiche.

Handicap e Società

Costituisce, da tempo, un qualificato punto di riferimento per le politiche di integrazione ed un delicato fattore di equilibrio nella vita quotidiana e sociale di famiglie e genitori.
Lo stanziamento che l’Amministrazione centrale, in relazione alla spesa per l’assistenza scolastica di base ha riservato a questo Municipio, è rimasto invariato rispetto ai precedenti esercizi. Ammonta a circa 600.000 euro. Tale importo risulta inadeguato, soprattutto rispetto alle esigenze del servizio ed alle richieste provenienti dal territorio. Ancor più significativo appare il limite dello stanziamento ove si consideri la necessità di un adeguamento delle tariffe orarie spettanti agli operatori.
La stima della spesa, per l’anno scolastico in corso, rapportata al previsto numero di alunni interessati e altresì alle tariffe orarie aggiornate, secondo gli accordi di settore porta a quantificare le necessità di bilancio in almeno 800.000 euro. Né si può pensare, in un contesto caratterizzato dalla generale contrazione delle risorse e delle disponibilità, ad aggiustamenti o compensazioni tutte interne al bilancio municipale, se non a rischio di pregiudicare l’offerta sociale complessiva del Municipio, gli standard e i livelli di sviluppo e di coerenza dei servizi.
Non sono difficili da immaginare le ripercussioni sui bambini, il loro disagio e la ferita che ciò ha prodotto sulle famiglie. Il Municipio, in particolare l’Assessore alle Politiche Sociali Andrea Beccari, ha organizzato una serie di incontri con le famiglie, dai quali è scaturita la necessità di rivolgere una precisa richiesta di impegno all’Amministrazione centrale, in relazione alle integrazioni finanziarie necessarie a realizzare un concetto di integrazione scolastica quanto meno dignitoso. Ma a distanza di circa sei mesi non è arrivata ancora alcuna risposta.

 

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 6 – Novembre 2009

 

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Gravano sulle scuole del quartiere i tagli della ministra Gelmini

SPECIALE SCUOLA

Gravano sulle scuole del quartiere i tagli della ministra Gelmini

Difficoltà maggiori per elementari e medie. Pesante l’aumento degli alunni per classe. Minori le difficoltà al Liceo “Socrate”. La drammatica situazione dei precari

di Paola Angelucci, Consigliera del Municipio Roma XI

L’anno scolastico è iniziato da poco più di un mese. Tutte le scuole del quartiere lavorano a pieno ritmo: il personale docente e non docente, le famiglie, i ragazzi …..

SPECIALE SCUOLA

Gravano sulle scuole del quartiere i tagli della ministra Gelmini

Difficoltà maggiori per elementari e medie. Pesante l’aumento degli alunni per classe. Minori le difficoltà al Liceo “Socrate”. La drammatica situazione dei precari

di Paola Angelucci, Consigliera del Municipio Roma XI

L’anno scolastico è iniziato da poco più di un mese. Tutte le scuole del quartiere lavorano a pieno ritmo: il personale docente e non docente, le famiglie, i ragazzi e i bambini ciascuno nel proprio ruolo s’impegna al meglio delle proprie possibilità, ma un malcontento e una dose di tensione sono palpabili, perché i tagli dalla ministra Gelmini, “mani di forbice”, ha colpito ovviamente anche le scuole pubbliche della nostra zona, quelle frequentate dai nostri figli e nipoti; quelle in cui il maestro o la professoressa rimasti senza lavoro sono un nostro amico o la vicina di casa.

scuola Cesare Battisti

E’ così che le grandi problematiche nazionali assumono immediatamente una dimensione più personale, pesando sulle nostre spalle ed emergendo in tutta la loro drammaticità.
Abbiamo voluto ascoltare la voce di chi sta ogni giorno in prima linea nelle nostre scuole, i docenti. “I tagli ci sono stati e abbiamo dovuto prenderne atto”, dice Francesca Salerno, maestra vicaria del 45° Circolo didattico Battisti-Alonzi, molto radicato sul territorio, che accoglie oltre settecento bambine e bambini. “Le ore di lezione adesso sono tutte frontali, cioè non ci sono più compresenze d’insegnanti all’interno della stessa classe; questo – aggiunge – rende difficile lo svolgimento delle attività laboratoriali, le uscite didattiche e le gite d’istruzione, perché non ci sono più due maestre insieme che possono portare fuori le classi. Potrebbero sembrare aspetti marginali, ma non è così! Quelle ore di compresenza erano tempo prezioso dedicato ad ampliare i concetti spiegati o per migliorare l’apprendimento di chi ha maggiori difficoltà o, ancora, per piccole sperimentazioni. Inoltre l’aumento obbligatorio del numero degli alunni per classe rende tutto più complicato. Alla scuola Alonzi abbiamo dovuto abbattere un muro per dare il giusto spazio vitale ai bambini di due quinte meno numerose costrette a unirsi in un’unica sezione”.
“Ci tengo a far sapere”, continua la maestra Salerno, “che lo Stato non dà più il denaro per pagare le supplenti, spesa divenuta completamente a carico della scuola, e vede quindi i docenti costretti a fare l’impossibile per garantire sempre il massimo ai bambini.
Sicuramente questo sistema danneggia la scuola pubblica, ma noi abbiamo, nonostante tutto, contenuto il danno dei tagli con un fortissimo impegno di tutti i lavoratori della scuola, dal direttore ai docenti, al personale non docente, per non svilire l’istituto e mantenere alta l’offerta formativa e la fiducia riposta in questo Circolo didattico da tantissime famiglie”.
Andiamo ora alla Scuola Media statale “G. Moscati” che, in controtendenza rispetto alle altre scuole medie della città, aumenta ogni anno il numero degli iscritti. Parla la professoressa di lettere Maria Di Cosimo che, dopo tante lotte e proteste, teme l’assuefazione a questo nuovo sistema scolastico che si rivela sbagliato e lesivo per la scuola pubblica. “E’ gravissima la decurtazione delle ore di lettere, comprendenti italiano, storia, geografia e educazione alla Costituzione, che passano da undici a nove; scompaiono anche alle medie come nelle elementari le compresenze che erano utilizzate per le attività integrative e per dedicarsi a gruppi più ristretti di studenti per i corsi di recupero e di potenziamento gratuiti necessari a tanti ragazzi. La verità è che subiamo non una riforma, ma solo un’operazione di tagli economici che fa degenerare l’offerta formativa.
A pagare sono in primo luogo i ragazzi”.
Come abbiamo visto la scuola dell’obbligo è sicuramente per ora la più colpita. Andando al “nostro” Liceo Classico statale “Socrate” (istituto storico del Municipio XI, in crescita esplosiva con circa ottocento iscritti), capiamo, dalle parole della Preside, professoressa Gabriella De Angelis, che effettivamente per quest’anno l’assetto scolastico non è stato compromesso da grandi modifiche.
La professoressa di lettere Zinetta Cicero si unisce a noi facendo un’importante sottolineatura: “Questa pseudo riforma si scaglia contro tutto ciò che è ritenuto superfluo; per esempio nel nostro liceo il potenziamento della Storia dell’Arte, che prevedeva dieci ore nel quinquennio, è stata ridotto a sei ore e solo nel triennio, esclusivamente per un bieco calcolo economico, senza considerare l’arricchimento che ne derivava agli studenti in termini culturali e formativi.
Un’altra cosa cui teniamo moltissimo, divenuta negli anni una grande e nobile tradizione del Socrate, è l’insegnamento alternativo alla religione cattolica, pur mantenendo il massimo rispetto per chi sceglie lo studio della religione che si avvale di ottimi professori. Gli studenti che si avvalgono di questa opportunità sono più di duecento, per loro la scuola propone lezioni di musica con insegnanti di altissimo livello. A questa possibilità teniamo tantissimo e non ci rinunceremo
qualsiasi cosa accadrà in futuro”.
Dopo queste testimonianze dall’interno delle nostre scuole, vogliamo dare spazio a chi è costretto a starne fuori, unendoci così alla lotta degli insegnanti precari; lo facciamo con le parole di Monica Palmieri, cittadina del nostro quartiere, donna, insegnante, maestra di pianoforte, in una parola, precaria: “Da quando ho iniziato ad insegnare nelle scuole medie di primo grado come supplente mi confronto quotidianamente con la precarietà, come tanti miei colleghi che condividono la mia stessa sorte; costretti ad aspettare convocazioni di lavoro che non arrivano; a viaggiare da scuola a scuola ogni anno, se va bene, se va male a spostarsi nella stessa mattinata per racimolare qualche ora di lavoro; se va malissimo a restare a casa.
La situazione di attesa, di lavoro ad intermittenza spesso causa ansia e momenti di scarsa fiducia in se stessi e nelle proprie capacità professionali, mettendo in discussione anche la prospettiva di costruirsi una vita più soddisfacente. Il decreto cosiddetto “salva precari” è in realtà un ammazza precari, perché per vari meccanismi interni crea una sorta di doppia modalità d’accesso all’insegnamento nelle suole pubbliche che, praticamente, mette i precari nella condizione di “farsi le scarpe” l’uno con l’altro. Un vero cannibalismo sociale!”

 

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Per chi suona la campanella? La nostra scuola destabilizzata

SPECIALE SCUOLA

Per chi suona la campanella? La nostra scuola destabilizzata

di Andrea Pioppi, insegnante elementare

Ormai da parecchio tempo a questa parte ogni anno scolastico inizia sotto il segno dell’inquietudine e dell’incertezza per le famiglie, per gli alunni e per il  personale della scuola. Le continue modifiche apportate all’organizzazione ed ai curricoli in modo disorganico, spesso in contraddizione le une con le altre, adottate sempre senza un vero confronto con insegnanti e famiglie e senza mai il tempo di verificarne l’efficacia, hanno avuto come effetto la progressiva destabilizzazione della scuola pubblica. …..

SPECIALE SCUOLA

Per chi suona la campanella? La nostra scuola destabilizzata

di Andrea Pioppi, insegnante elementare

Ormai da parecchio tempo a questa parte ogni anno scolastico inizia sotto il segno dell’inquietudine e dell’incertezza per le famiglie, per gli alunni e per il  personale della scuola. Le continue modifiche apportate all’organizzazione ed ai curricoli in modo disorganico, spesso in contraddizione le une con le altre, adottate sempre senza un vero confronto con insegnanti e famiglie e senza mai il tempo di verificarne l’efficacia, hanno avuto come effetto la progressiva destabilizzazione della scuola pubblica.
SPECIALE SCUOLA Per chi suona la campanella? La nostra scuola destabilizzata di Andrea Pioppi, insegnante elementare Ormai da parecchio tempo a questa parte ogni anno scolastico inizia sotto il segno dell’inquietudine e dell’incertezza per le famiglie, per gli alunni e per il personale della scuola. Le continue modifiche apportate all’organizzazione ed ai curricoli in modo disorganico, spesso in contraddizione le une con le altre, adottate sempre senza un vero confronto con insegnanti e famiglie e senza mai il tempo di verificarne l’efficacia, hanno avuto come effetto la progressiva destabilizzazione della scuola pubblica.A maggior ragione questa volta, con l’entrata in vigore della cosiddetta “Riforma Gelmini”, si torna a scuola carichi di un fardello di dubbi e preoccupazioni. Quali saranno le conseguenze sociali del taglio degli organici di insegnanti e personale amministrativo ed ausiliario?

scuola Cesare Battisti

Quali le ricadute sull’organizzazione della scuola e sulla didattica?
Le proteste messe in atto nei giorni scorsi da parte di insegnanti che dopo anni ed anni di insegnamento (spesso anche più di 10…) non si sono visti rinnovare il contratto, rischiando di essere espulsi definitivamente dal mondo della scuola, richiamano l’attenzione sull’entità dei tagli all’occupazione (15.000 quest’anno, altri 30.000 nei prossimi due anni…) e già se ne vedono le prime conseguenze sull’organizzazione della scuola rendendo difficile la stesura di orari che rispettino le esigenze didattiche, costringendo a rinunciare a molti dei progetti di arricchimento dell’offerta formativa, di recupero e di integrazione che avevano reso la scuola più interessante ed adeguata alle esigenze degli alunni.
La parola d’ordine del Ministero, ripresa in molti casi dai dirigenti scolastici, sembra essere una sola: minimizzare, convincere le famiglie che nulla è cambiato, anzi, che grazie ai tagli la scuola sarà meglio di prima!
La realtà però è ben diversa e nel corso dell’anno scolastico ciò diverrà chiaro sia per i ragazzi che hanno bisogno di una particolare attenzione per integrarsi, per recuperare, per socializzare, sia per tutti gli altri che hanno usufruito delle attività laboratoriali, dei percorsi di arricchimento dell’offerta formativa e delle uscite didattiche.
Tutto ciò sarà reso più difficile, se non impossibile, dalla contrazione del tempo-scuola e soprattutto dal fatto che le risorse umane che fino all’anno scorso contribuivano al tempo scuola arricchendo l’offerta didattica saranno impiegate principalmente per tappare i buchi creati dalla mancata erogazione dei fondi necessari alla nomina dei supplenti.
La scelta del governo di ridurre le risorse destinate all’istruzione e alla ricerca è una scelta miope, che guarda solo all’oggi e non al futuro, in controtendenza con quella di tutti i principali paesi industrializzati che si sono resi conto che solo una nuova generazione istruita sia in grado di trovare soluzioni innovative ai problemi che si presentano oggi e che si prospettano per domani.
Per costringere il governo a rivedere le proprie scelte, invertire questa pericolosa tendenza e tornare ad investire sull’istruzione e per non rubare il futuro alle nuove generazioni le famiglie, gli insegnanti e gli studenti hanno una forza contrattuale enorme: costituiscono la grande maggioranza della popolazione. Se unissero le proprie forze e facessero sentire tutti insieme la propria voce rivendicando il diritto dei giovani alla speranza, ad una prospettiva di vita migliore di quella che si prevede attualmente, riuscirebbero davvero a cambiare lo stato di cose esistente.
Il tentativo di chi ci governa è invece quello di dividere mettendo i protagonisti del mondo della scuola gli uni contro gli altri e trovando di volta in volta un nuovo capro espiatorio su cui scaricare la responsabilità di questo stato di cose: “Fannulloni, bamboccioni, ecc.” Quest’anno il suono della campanella che scandisce l’inizio delle lezioni è più cupo, fa pensare al titolo del famoso romanzo di Ernest Hemingway sulla guerra di Spagna.
Ascoltandolo viene da chiedersi: “Per chi suona la campanella?” Per i lavoratori precari della scuola? Per tutti quei bambini e adolescenti che avrebbero bisogno di un po’ di attenzione in più per superare le difficoltà e probabilmente non la otterranno?
Per tutti gli studenti a cui viene rubato il futuro? Per questa nostra povera Italia condotta da una classe dirigente che naviga a vista, il cui sguardo non va al di là del proprio naso? Se vogliamo che quella campanella riprenda ad essere un suono allegro ed accogliente, il segnale d’ingresso in un ambiente attento alle esigenze di tutti e di ciascuno, è cosa che dipende da tutti noi.

 

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AMA: raccolta gratuita dei rifiuti ingombranti

AMA: raccolta gratuita dei rifiuti ingombranti

L’Ama ha avviato un servizio di raccolta gratuita di rifiuti ingombranti
riservato alle utenze domestiche. Un servizio ancor più
vicino ai cittadini per contrastare il cattivo costume dell’abbandono
indiscriminato di suppellettili, elettrodomestici e arredamenti. …..

AMA: raccolta gratuita dei rifiuti ingombranti

L’Ama ha avviato un servizio di raccolta gratuita di rifiuti ingombranti
riservato alle utenze domestiche. Un servizio ancor più
vicino ai cittadini per contrastare il cattivo costume dell’abbandono
indiscriminato di suppellettili, elettrodomestici e arredamenti.
Il servizio nel Municipio Roma XI sarà attivo ogni 1° e 3° venerdì del mese.
Via delle Sette Chiese angolo Via di Santa Petronilla, 12.30 – 13.45
Piazzale del Caravaggio – area parcheggio, 14.00 – 15.30
Piazza Federico Marcello Lante 21, 16.00 – 17.30
Piazzale Caduti Della Montagnola – fronte chiesa, 18.00 – 19.30
Piazza Giovanni da Lucca – fronte civico 1, 12.30 – 13.45
Piazza Bartolomeo Romano 4, 14.00 – 15.30
Piazza Oderico da Pordenone angolo Via G. Genocchi 16.00 – 17.30
Piazza del Gazometro, parcheggio fronte Via del Commercio, 18.00 – 19.30
Viale Giustiniano Imperatore – angolo via Tito, 12.30 – 13.45
Largo Leonardo da Vinci 18, 14.00 – 15.30
Largo Valerio Bacigalupo – interno parcheggio, 16.00 – 17.30
Via Simone Martini,  parcheggio angolo Via A. di Bonaiuto, 18.00 – 19.30

 

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Lettere aprile 2010

Degrado alla Circonvallazione
Preti importanti di Santa Galla
Troppe buche a Via Casati
Mercati invadenti
Quanto sei “cara” cara Garbatella

Ingorghi davanti alle scuole

Degrado alla Circonvallazione

Vorrei portare all’attenzione la situazione di tremendo squallore urbano che si riscontra nei giardini siti al centro della Circonvallazione Ostiense. Risiedo in questo quartiere da circa 10 anni ma quello che sto vedendo ultimamente non ha paragoni.
Ho tentato più volte di intervenire come un qualunque cittadino chiamando il comando dei vigili urbani dell’XI° Municipio ma la situazione non è cambiata. Le amministrazioni si passano la palla l’una contro l’altra senza giungere ad un risultato.
La Municipale contattata ultimamente mi risponde che loro possono solo inoltrare la richiesta al Servizio giardini.
Gli addetti a tale servizio sono però latitanti da circa cinque mesi. Così facendo la sporcizia, il fogliame, l’inaudita quantità di bottiglie di birra sui giardini aumenta di giorno in giorno fino a coprire quasi del tutto l’intera area per i bimbi.
Per questo chiedo anche a voi di documentare, attraverso il giornale, questa situazione di degrado urbano. Chissà, magari può succedere un miracolo.
Tale situazione si riscontra nei giardini siti al centro della Circonvallazione Ostiense tra Via Candeo e Via Citerni.

Andrea Cappella

Preti importanti di Santa Galla

Nel numero di dicembre dell’anno scorso ho letto con interesse l’articolo che ricordava i 75 anni della fondazione della mia parrocchia, Santa Galla alla Circonvallazione Ostiense.
Mi sono meravigliato però che non venissero ricordati due parroci storici che hanno contribuito a rendere importante quella comunità. Mi riferisco a don Teocle Bianchi, il primo, che resse la parrocchia negli anni tremendi della guerra che colpì proprio la zona della Circonvallazione; in seguito, don Franco Amadori, il dinamico prete peraltro originario della Garbatella, il quale diede, in lunghi anni di attività, un contributo fondamentale all’affermarsi della parrocchia come punto focale del nostro quartiere. In entrambi i casi, due preti che hanno lasciato un segno e che è giusto ricordare.
Roberto Tedeschi Strisce pedonali e lavori stradali In Via Alessandro Cialdi, Via Rocco, Vicolo della Garbatella, Via Fincati etc. le strisce pedonali sono scomparse
da mesi: cosa si aspetta a ripristinarle?
O meglio ancora, fare come in Via del Boschetto e Via Leonina, dove sono state sostituite con indelebili blocchetti e lastre di pietra bianca.
Quand’è che verrà eliminato quel ridicolo trabiccolo che intralcia la circolazione all’incrocio di Via Giovannipoli e Viale Leonardo da Vinci?
Oppure, nel caso sia reputato utile, perché non metterlo anche tra Via Costantino e Viale Leonardo da Vinci?
Quando verranno ripresi (o aboliti) i lavori che hanno sconvolto Viale Leonardo da Vinci e sono fermi da un anno? Cordiali saluti e auguri.

Mario Minissi

Troppe buche a Via Casati

Di recente ho acquistato un locale in Via Casati, strada senza uscita non lontana dalla Metro-Garbatella, una corta traversa della Circonvallazione Ostiense. La via è molto utilizzata dai residenti sia per il transito pedonale che per il parcheggio. Volevo segnalarvi il forte degrado in cui versa: è piena di buche e il manto stradale è sconnesso. Ho pensato di organizzare una raccolta di firme per invocare una manutenzione. Può fare una denuncia il giornale oppure dobbiamo attivarci noi residenti?

Rosaria Di Donato

Mercati invadenti

Le bancarelle del mercato di Via di Santa Galla si espandono a dismisura oltre lo spazio consentito. Specie il sabato è molto difficoltoso transitare con l’auto nella strettoia che si crea a causa dell’abnorme ingombro dei banchi. Lo stesso dicasi per il tratto di Via Giustiniano imperatore che va dalla Via Ostiense alla Metro San Paolo. Nonostante le ripetute proteste che leggo sui giornali non c’è verso che qualcuno intervenga.

Bea Giberti

Quanto sei “cara” cara Garbatella

Cara Garbatella, mi piace rivolgermi direttamente a te, proprio come quartiere.
Sono un “immigrato” abruzzese arrivato a Roma due anni fa. Fin dal primo momento sono rimasto positivamente colpito dal quartiere, storicamente popolare, di quel popolo cui anch’io appartengo. Per varie ragioni non ho potuto venirci a vivere anche se l’ho spesso frequentato.
Adesso  sarebbe arrivato il momento. Però ora non si può più, nessun appartenente al ceto sociale di chi ha costruito la Garbatella potrebbe permettersi di comprare casa o andare in affitto nel quartiere. La Garbatella è “cara”!!
Mi si dirà: “è il mercato, bello”. Sarà anche vero, ma cosa ne sarà della storia della Garbatella? Professionisti e figli, artisti e figli, banchieri e figli appartengono ad un altro livello sociale, rispettabilissimo ma diversissimo da chi ha fatto la storia del quartiere. Sarò triste tra qualche anno quando leggerò che la Garbatella fa parte dei quartieri “in” di Roma. Ciao.

Andrea

Ingorghi davanti alle scuole

Ma è possibile che bisogna andare con la macchina a prendere i figli a scuola perfino quando c’è bel tempo?
All’uscita dei ragazzi si creano regolarmente degli ingorghi, a Piazza Sauli come a Piazza Nicola Longobardi, a Via Padre Semeria, a Via Valigiano o a Largo delle Sette Chiese. Conosco una signora che abita in Via Magnaghi, a 200 metri dalla Cesare Battisti: prende regolarmente la macchina per andare a prendere la figlia all’uscita.

Carlotta Rendina


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Morte di un poeta: Nello Governatori

Morte di un poeta: Nello Governatori

Non era un Belli, non era un Trilussa, era Nello Governatori, poeta romanesco, innamorato della sua città e della Garbatella, nella quale viveva da 45 anni, oriundo di un altro quartiere popolare, San Lorenzo, dove subì, il 19 luglio 1943, il celebre bombardamento, mentre era al lavoro in un laboratorio di Via dei Sabelli. Se n’è andato l’11 gennaio scorso, all’età di 87 anni.
Aveva lavorato nelle officine di precisione dell’Ottica Meccanica Italiana e da sempre aveva scritto versi in vernacolo con i quali aveva collaborato con un foglio specializzato, “Il Rugantino”, pubblicando inoltre su numerosi …..

Morte di un poeta: Nello Governatori

Nello Governatori

Non era un Belli, non era un Trilussa, era Nello Governatori, poeta romanesco, innamorato della sua città e della Garbatella, nella quale viveva da 45 anni, oriundo di un altro quartiere popolare, San Lorenzo, dove subì, il 19 luglio 1943, il celebre bombardamento, mentre era al lavoro in un laboratorio di Via dei Sabelli. Se n’è andato l’11 gennaio scorso, all’età di 87 anni.
Aveva lavorato nelle officine di precisione dell’Ottica Meccanica Italiana e da sempre aveva scritto versi in vernacolo con i quali aveva collaborato con un foglio specializzato, “Il Rugantino”, pubblicando inoltre su numerosi altri giornali romani, tra i quali anche il nostro “Cara Garbatella”. Sempre in dialetto, aveva scritto anche prose, aforismi, articoli e canzoni. Era quel che si definisce “un personaggio”, noto, soprattutto per la sua ostinata passione poetica, nel quartiere e specialmente nella zona della Circonvallazione Ostiense, dove abitava. Nel pubblicare questo breve ricordo, inviamo alla famiglia le nostre condoglianze. (C.B.)

 

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Festeggiato il 91°anno del quartiere, tra feste ed eventi

Festeggiato il 91°anno del quartiere, tra feste ed eventi

18 febbraio 1920 – 18 febbraio 2011: prosegue l’iter della vita del quartiere verso il primo secolo. La Garbatella, fra i “rioni” storici, è l’unico a sapere  esattamente quando è nato: il 18 febbraio 1920, grazie al sogno urbanistico delle “città giardino”, oggi osservato e studiato in tutto il mondo. Dunque, 91 anni, un’età importante, portata con orgoglio.  …..

Festeggiato il 91°anno del quartiere, tra feste ed eventi

18 febbraio 1920 – 18 febbraio 2011: prosegue l’iter della vita del quartiere verso il primo secolo. La Garbatella, fra i “rioni” storici, è l’unico a sapere  esattamente quando è nato: il 18 febbraio 1920, grazie al sogno urbanistico delle “città giardino”, oggi osservato e studiato in tutto il mondo. Dunque, 91 anni, un’età importante, portata con orgoglio.
Qualche ruga appare qua e là, ma i suoi abitanti festeggiano questo compleanno con l’amore e la creatività di chi ha il cuore sempre giovane.

Fin dalla fondazione sono stati innumerevoli gli avvenimenti storici, le iniziative culturali e artistiche che vi si sono realizzati. La Garbatella ha ispirato personaggi importanti del cinema neorealista e non solo, da Pasolini a Nanni Moretti.
E’ stata culla di artisti come Maurizio Arena, Enrico Montesano, Valerio Mastandrea; figli della Garbatella sono anche Victor Cavallo e Tiziana Foschi. Gli avvenimenti che hanno animato il 91° compleanno sono stati un’occasione di valorizzazione dei segni e dei simboli della gente presso la quale il patrimonio storico ancora vive nella quotidianità, grazie anche alla trasmissione orale degli episodi e delle vicende quotidiane, del ricordo di “attori di tutti i giorni”.
Dal 14 al 28 febbraio si è svolto un programma ricco di appuntamenti e di eventi per la cui realizzazione sono state coinvolte numerose realtà associative e commerciali del territorio, nonché semplici cittadini.
Ad essi è pervenuto un ringraziamento speciale da parte del presidente del Municipio Andrea Catarci e dell’assessora alle Politiche culturali Carla di Veroli. (E.S.)

 

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Inadeguato quel pino di fronte all’asiletto

Inadeguato quel pino di fronte all’asiletto

Un amico, Paolo Moccia, una persona che di salvaguardia ambientale se ne intende, ci segnala come talvolta anche le migliori intenzioni di incremento del verde possano risultare contrastanti con particolari luoghi. E’ il caso – segnala – del pino impiantato al centro della rotatoria di Piazza Nicola Longobardi, proprio di fronte alla bella facciata della Scuola dei bimbi. Quell’albero rompe il godimento della bellezza di quell’edificio, certamente il più pregiato …..

Inadeguato quel pino di fronte all’asiletto

Un amico, Paolo Moccia, una persona che di salvaguardia ambientale se ne intende, ci segnala come talvolta anche le migliori intenzioni di incremento del verde possano risultare contrastanti con particolari luoghi. E’ il caso – segnala – del pino impiantato al centro della rotatoria di Piazza Nicola Longobardi, proprio di fronte alla bella facciata della Scuola dei bimbi. Quell’albero rompe il godimento della bellezza di quell’edificio, certamente il più pregiato del quartiere. Ricordiamo che l’asiletto è costituito, per la parte centrale, dalla cinquecentesca villa di campagna di un nobile prelato senese alla corte di Leone X, Filippo Sergardi; mentre le due
ali sono il felice ampliamento ad uso della scuola eseguito dall’architetto Innocenzo Sabbatini alla fine degli anni ’20 del secolo scorso.
L’armonioso equilibrio di quella facciata, probabilmente ideata da un architetto della scuola romana di Raffaello, va esaltato con un’apertura ampia, non interrotta da alcun ostacolo, sia pure di tipo vegetale ma di alto fusto. Al centro della rotonda starebbe bene una scultura o un’essenza vegetale, comunque di modesta elevazione.
Naturalmente non si tratterebbe di eliminare il pino, ma di riutilizzarlo a ornamento di altro sito. (C.B.)

 

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Restaurare i luoghi simbolo di Garbatella

Restaurare i luoghi simbolo di Garbatella

Irestauri di alcune emergenze architettoniche e ornamentali del nostro territorio, già da tempo invocati, sono stati l’oggetto di una proposta di risoluzione presentata in Municipio il 18 febbraio scorso dalla capogruppo SEL Paola Angelucci. Tale proposta tende a dare mandato al Presidente e alla Giunta municipale di intervenire sull’ATER, proprietaria degli edifici interessati, perché effettui gli opportuni interventi.
In particolare vengono  …..

 

Restaurare i luoghi simbolo di Garbatella

Irestauri di alcune emergenze architettoniche e ornamentali del nostro territorio, già da tempo invocati, sono stati l’oggetto di una proposta di risoluzione presentata in Municipio il 18 febbraio scorso dalla capogruppo SEL Paola Angelucci. Tale proposta tende a dare mandato al Presidente e alla Giunta municipale di intervenire sull’ATER, proprietaria degli edifici interessati, perché effettui gli opportuni interventi.
In particolare vengono nominati: la storica pietra di fondazione del quartiere murata a Piazza Benedetto Brin; il festone ornamentale recante la scritta “La Garbatella” al Lotto 27 di Piazza Bonomelli; l’orologio della torre dell’Albergo Rosso; l’arco di accesso da Piazza Sant’Eurosia a Via Rubini; tutti i manufatti di ferro battuto (cancelli, lampadari ecc.) dislocati negli edifici della Garbatella storica.

 

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Premio Fantasia di Garbatella Siamo alla decima edizione

Dedicato alla memoria di Carlo Acciari

Premio Fantasia di Garbatella Siamo alla decima edizione

Assegnati i Premi Fantasia di Garbatella, 10° Edizione, in una manifestazione che si è tenuta il 14 febbraio nel teatro “In Portico” alla Circonvallazione Ostiense. Il Premio, ideato dalla associazione “Il tempo ritrovato”, è stato assegnato in una sala stracolma, alla presenza del presidente dell’ XI Municipio, Catarci, del vicepresidente della …..

Dedicato alla memoria di Carlo Acciari

Premio Fantasia di Garbatella Siamo alla decima edizione

Assegnati i Premi Fantasia di Garbatella, 10° Edizione, in una manifestazione che si è tenuta il 14 febbraio nel teatro “In Portico” alla Circonvallazione Ostiense. Il Premio, ideato dalla associazione “Il tempo ritrovato”, è stato assegnato in una sala stracolma, alla presenza del presidente dell’ XI Municipio, Catarci, del vicepresidente della Commissione scuola del Comune, Masini, e dell’assessora alla cultura del Municipio, Di Veroli. Ai premiato è stata consegnata la riproduzione di un quadro rappresentante un particolare scorcio della Garbatella, la fontana di Carlotta, dipinto dal maestro Carlo Acciari, recentemente scomparso.

premio fantasia di garbatella

I premiati

Gli alunni e le maestre IIb, IIc e IIIb della Elementare Alessandro Malaspina
La Compagnia teatrale “I ragazzi di Santa Galla”
Le maestre di musica Savina Retica e Bruna Zoia
Pierpaolo Pasquini, fumettista
Lidia De Carolis, coordinatrice scolastica
La Scuola materna “La coccinella”
Graziella Cascioli, nonna vigilessa all’esterno delle scuole
Padre Melani alla memoria
Ivo Ubaldini, cartolaio
Giuseppe Rossini, collezionista degli eventi del quartiere
Antonella Spalvieri, ballerina e cantante Rai
Elena Spadolini, 49 anni alla Caritas del quartiere
Saverio Du Bussé, autore della storia “Quel pasticciaccio brutto della Garbatella” per i bambini
Daniele Bello, autore di “Papà raccontami una storia” per i bambini
I coniugi De Laurentis, vecchia sartoria a Via delle Sette chiese
Corrado Marini e Enzo Capuano, cultura per e nel teatro
Maria Luisa Corami, -Marcello Rosati, ex presidente dei commercianti dellaCirconvallazione
Riccardo Mancini, “La storia siamo noi”, figlio di Enrico,martire alle Ardeatine.

 

 

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Dal filosofo Socrate alla maestrina dalla penna rossa e ritorno

Il 40° del Liceo classico della Garbatella: una palestra di libera cultura

Dal filosofo Socrate alla maestrina dalla penna rossa e ritorno

L’anniversario celebrato con una serie di iniziative aperte al quartiere. L’Unità d’Italia?
Fu l’inizio di una nuova era per l’istruzione pubblica, laica e obbligatoria per le bambine e i bambini

della prof. Gabriella de Angelis preside del Liceo Socrate

Quest’anno il Socrate, il liceo classico della Garbatella, compie quarant’anni e l’Italia Unita 150. L’accostamento dei due anniversari, d’importanza  incommensurabilmente diversa, può sembrare irriverente e ha bisogno di una spiegazione. …..

Il 40° del Liceo classico della Garbatella: una palestra di libera cultura

Dal filosofo Socrate alla maestrina dalla penna rossa e ritorno

L’anniversario celebrato con una serie di iniziative aperte al quartiere. L’Unità d’Italia?
Fu l’inizio di una nuova era per l’istruzione pubblica, laica e obbligatoria per le bambine e i bambini

della prof. Gabriella de Angelis preside del Liceo Socrate

Quest’anno il Socrate, il liceo classico della Garbatella, compie quarant’anni e l’Italia Unita 150. L’accostamento dei due anniversari, d’importanza  incommensurabilmente diversa, può sembrare irriverente e ha bisogno di una spiegazione.

L’Unità d’Italia, molti lo hanno ricordato, segnò l’inizio di una nuova era per l’istruzione, che da quel momento divenne pubblica, laica e obbligatoria (almeno a livello di base) per tutte le bambine e i bambini del regno e venne sottratta alla Chiesa che, in vario modo, ne deteneva sostanzialmente il monopolio. Chi ne avesse voglia può andare a rileggersi qualche sonetto dell’abate Zanella che, come conseguenza, prefigurò la vittoria del materialismo e dei cattivi costumi.

il liceo socrate compie 40 anni

Ma la scuola pubblica segnò anche una tappa importante nel percorso dell’emancipazione femminile: per la prima volta migliaia di donne uscirono dalle loro case per andare a fare le maestre e, non di rado, mantennero intere famiglie con il loro magro e precario stipendio.
Molte di loro si adattavano a vivere da sole in zone poverissime e dovevano affrontare, oltre ai disagi, anche il giudizio severissimo sulla loro moralità, sottoposta ad un malevolo controllo.
De Amicis ne disegnò in Cuore alcune figure indimenticabili (‘la maestrina dalla penna rossa’) avvolgendole in un’aura di paternalistico rispetto; contribuì tuttavia in modo decisivo a creare lo stereotipo della maestra che ripropone anche a scuola quel ruolo materno o “di cura” che le è tradizionalmente affidato tra le pareti domestiche.
Eppure sono stati proprio loro, le maestre e i maestri della scuola postunitaria, a riannodare il filo della storia dell’istruzione “laica” (e cioè libera da ogni principio di autorità) che risale all’Atene del V secolo a.C..
Fu qui che alcuni pensatori, che non erano al servizio di nessun potente (i sofisti), cominciarono ad esigere una retribuzione per la loro attività di insegnamento, suscitando un qualche sconcerto, se non un vero e proprio scandalo.
Quando il nostro Liceo ha aperto i suoi battenti eravamo all’inizio degli anni ’70 e la scuola era stata da poco investita da una tempesta dagli esiti complessi, quella del ’68. Bisognava ripensarla daccapo, renderla capace di accogliere i fermenti di una società nuova. Non è per caso, credo, che quando si trattò di deciderne il nome, tra le varie proposte tutte significative, si fece strada e vinse il nome di Socrate, il filosofo greco contemporaneo dei sofisti che fu condannato a morte con l’accusa di corrompere i giovani.
A pensarci bene, l’accusa non è poi tanto diversa da quella che è stata rivolta di recente alla scuola pubblica, dove, secondo il nostro Presidente del Consiglio, ci sono “degli insegnanti che vogliono inculcare dei principi che sono il contrario di quelli che i genitori vogliono inculcare ai loro figli”. Socrate non insegnava trale mura di una scuola, ma nelle strade di Atene, o in piazza, il luogo più pubblico che c’è; non insegnava questa o quell’altra disciplina, non dava voti e non bocciava.
Non si stancava, invece, di discutere con i giovani ateniesi del suo tempo, suscitando domande che non avevano facili risposte, sottoponendo al vaglio della ragione le idee date per definitive, insinuava il dubbio. Invitava i suoi allievi a non fidarsi di nessuno (genitori, insegnanti e governanti compresi) a cercare da soli la verità, a conoscere se stessi e a scegliere consapevolmente la propria strada nel mondo.
Per questo meritò la morte, cui, pur avendo la possibilità di farlo, si rifiutò di sottrarsi, in nome del rispetto per le leggi della sua città.
Di Socrate ci proclamiamo eredi tutti noi che crediamo nella scuola pubblica come luogo, l’unico dove possono incontrarsi, confrontarsi, essere sottoposte a verifica tutte le idee (e tutti i principi).
Crediamo che il nostro Liceo nei suoi quarant’anni di vita abbia svolto discretamente questa missione, dando prova di saper accogliere tutti e tutte, valorizzando e non cercando di annullare le differenze che abbiamo sempre considerato come ricchezza; facendo cultura non solo attraverso i libri, ma anche col teatro, la musica, il cinema; dialogando con il territorio.

il liceo socrate compie 40 anni

 

festeggiamenti per il 40°

All’inizio uno spettacolo dedicato alla maestrina dalla penna rossa e a tutte le sue colleghe, Maestre, in scena il 29 marzo al Teatro Ambra della Garbatella. Proseguiremo il 18 aprile con una tavola rotonda, alla quale parteciperanno giovani scrittori e registi che lavorano nella scuola e la raccontano dal di dentro.
Tra il 19 e il 20 aprile terremo la scuola aperta anche la notte per leggere insieme tutta l’Odissea (circa 12000 versi!) e festeggiare con gli ex alunni e le persone del quartiere che vorranno unirsi a noi (La Notte Bianca dell’Odissea al Socrate).
Intorno al 25 maggio, infine, presenteremo in una mostra i nostri quarant’anni e magari ci faremo fare l’oroscopo per i prossimi quaranta.

 

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I Municipi protestano contro i limiti delle politiche sociali

I Municipi protestano contro i limiti delle politiche sociali

Gravi responsabilità della Giunta Alemanno. Manifestazione in Campidoglio insieme con i cittadini per un percorso di dignità, di diritti e giustizia

Si è svolta, il 17 febbraio u.s. presso la scalinata del Campidoglio, la manifestazione “Pride del sociale”, una protesta …..

I Municipi protestano contro i limiti delle politiche sociali

Gravi responsabilità della Giunta Alemanno. Manifestazione in Campidoglio insieme con i cittadini per un percorso di dignità, di diritti e giustizia

roma social pride

Si è svolta, il 17 febbraio u.s. presso la scalinata del Campidoglio, la manifestazione “Pride del sociale”, una protesta contro i drammatici limiti delle politiche per il sociale, tra procedure irrituali, militarizzazione degli interventi, sgomberi indiscriminati, tagli locali e nazionali, procedure burocratiche sempre più penalizzanti, ritardi dei pagamenti e addirittura penalizzazione degli enti a favore delle banche.
Insieme con moltissimi cittadini, alla manifestazione, ha partecipato, tra gli altri, l’assessore alle Politiche sociali del Municipio XI Andrea Beccari, al quale abbiamo chiesto il senso di questa iniziativa. “Molte delle conseguenze di quanto sta succedendo si scateneranno sul sociale cittadino tra mesi, ma saranno decise ora e non potranno essere cambiate facilmente.
Proprio per questo, i cittadini, assieme agli operatori dei servizi pubblici, della cooperazione sociale, dell’associazionismo e del volontariato, il cui lavoro è quello dell’azione sociale e della promozione del welfare hanno deciso di manifestare contro i tagli alla loro attività, che si rivolge in particolare agli emarginati, ai poveri,
agli anziani, ai malati, ai bambini ed ai ragazzi, ai diversamente abili.
Le politiche della Giunta Alemanno stanno distruggendo questo sistema, con minori risorse previste per l’assistenza domiciliare e con il rischio di chiusura dei servizi per i minori, ludoteche e centri ricreativi, con la diminuzione di posti negli asili nido, la riduzione delle risorse per la prevenzione del disagio e per i servizi rivolti ai cittadini immigrati, i servizi per la promozione culturale e sociale, i servizi rivolti agli anziani.
Il ritardo dei pagamenti dei servizi e delle prestazioni sociali è ormai imbarazzante, con al scientifica esclusione dei Municipi e delle associazioni di settore dalla politica di pianificazione, programmazione, progettazione e controllo dei servizi sociali. Se a questo associamo – prosegue Beccari – l’affidamento di mega appalti alle grandi organizzazioni, il risultato sarà che l’area delle politiche sociali si trasformerà in pura carità o assistenzialismo, con la monetizzazione delle prestazioni individuali. Siamo al cospetto di una amministrazione che non investe risorse nell bilancio comunale per le politiche sociali e culturali, che non riconosce minimamente l’impegno delle associazioni, delle cooperative, del volontariato né tantomeno pensa di coinvolgerle nella programmazione e progettazione dei servizi, così come non riesce a vedere quale sia la centralità delle politiche del territorio e quelle dei municipi. Vogliamo – conclude Andrea Beccari – una politica che abbia come priorità la lotta alla solitudine e all’emarginazione, la prevenzione del disagio, la promozione del benessere e che affermi i diritti sociali per tutti, una politica che promuova la partecipazione e non si riduca a mera burocrazia e meschini e miopi interessi di parte”. (E.S.).

 

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“Pietra d’inciampo” in Via Bossi all’Ostiense

“Pietra d’inciampo” in Via Bossi all’Ostiense

Il 13 gennaio è stata messa a dimora una “Stolpersteine” (pietra d’inciampo) anche nel nostro Municipio in Via B.Bossi 8, all’Ostiense. Si tratta di una iniziativa dell’artista tedesco Gunter Damnig, ideata per ricordare i deportati razziali e politici.
In quei giorni sono state posizionate a Roma altre 53 “pietre d’inciampo”.
Quella di Via Bossi …..

 “Pietra d’inciampo” in Via Bossi all’Ostiense

Il 13 gennaio è stata messa a dimora una “Stolpersteine” (pietra d’inciampo) anche nel nostro Municipio in Via B.Bossi 8, all’Ostiense. Si tratta di una iniziativa dell’artista tedesco Gunter Damnig, ideata per ricordare i deportati razziali e politici.
In quei giorni sono state posizionate a Roma altre 53 “pietre d’inciampo”.
Quella di Via Bossi
è stata posta a ricordo di Filippo D’Agostino, rinchiuso a Regina Coeli, deportato con altri 330 uomini a Mauthausen e assassinato nel
Castello di Hartheim il 14 luglio 1944. L’iniziativa gode del patronato del Presidente della Repubblica.

 

 

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“Cannucce” e “Cartoccetti” per le “battaglie” nei Lotti

I giochi dei ragazzi di cinquant’anni fa

“Cannucce” e “Cartoccetti” per le “battaglie” nei Lotti

di Enrico Recchi

Continuiamo a passare in rassegna i vecchi giochi con i quali noi ragazzi passavamo il tempo per strada o nei cortili dei Lotti della Garbatella. Nel numero di giugno abbiamo parlato della fionda o mazzafionda. Nel numero di novembre dell’anno scorso …..

I giochi dei ragazzi di cinquant’anni fa

“Cannucce” e “Cartoccetti” per le “battaglie” nei Lotti

di Enrico Recchi

Continuiamo a passare in rassegna i vecchi giochi con i quali noi ragazzi passavamo il tempo per strada o nei cortili dei Lotti della Garbatella. Nel numero di giugno abbiamo parlato della fionda o mazzafionda. Nel numero di novembre dell’anno scorso una bella lettera di padre Guido Chiaravalli, animatore dell’Oratorio dei Filippini, ha rievocato l’arte di costruzione dei “carrettini” e i giochi del picchio e della nizza; oggi parliamo delle “battaglie” con le “cannucce”, cioè con le cerbottane.
L’uso della cerbottana risale alla notte dei tempi, ai nostri antenati cacciatori.
Ancora oggi, guardando i documentari in TV, vediamo gli indigeni dell’Amazzonia andare a caccia con dei lunghi tubi nei quali soffiano frecce avvelenate con il curaro. Noi ragazzi, ispirandoci inconsapevolmente a quell’antico metodo di caccia, avevamo inventato il gioco delle “cannucce”.

cerbottana

Anni fa, quando con gli amici si decideva “domani si gioca con le cannucce”, voleva dire che il giorno seguente bisognava scendere nei cortili dei Lotti o per strada muniti di due cose: la cerbottana ed i dardi, che a Roma si chiamano rispettivamente “cannuccia” e “cartoccetti”.
Il perché di questi nomi è presto detto. Quando ancora la plastica non aveva “colonizzato” la nostra società era prassi cercare i “tubi di lancio”, cioè lo strumento col quale tirare i “cartoccetti”, tra le canne, allora qui da noi facilmente reperibili lungo i prati e soprattutto nelle marrane. Una volta individuato il pezzo di canna adatto, si procedeva al taglio ed al suo svuotamento (come si fa con le zucchine per farle ripiene). Negli anni ’60 l’arrivo della plastica facilitò il tutto ai ragazzini.
Era molto più semplice procurarsi un tubo di plastica da elettricista di lunghezza variabile da usare come cerbottana. Lo si poteva trovare tra il materiale dei palazzi in costruzione alla Circonvallazione Ostiense oppure nei negozi di ferramenta.
Il nome cannuccia però restò in uso.
Bisogna senz’altro dire che si trattava di un gioco prettamente maschile a differenza di altri (per esempio, campana era praticato dai due sessi).
Con le cannucce (ed anche con le fionde) si rievocavano le battaglie e le guerre raccontate dai nostri padri.
Superfluo stare a spiegare come funzionava la cannuccia. Qualche parola invece va spesa sulle “munizioni” e su come si facevano: si preparavano a casa, tagliando strisce regolari di carta di quaderno o di vecchi libri o meglio ancora dei giornaletti.
Le strisce di carta erano poi messe nelle tasche dei calzoni (corti) o nella cinta (di chi ce l’aveva) pronte all’uso. Quindi si prendeva il pezzo di carta si formava un cono molto sottile attorcigliandolo attorno ad un dito e si fissava lo stesso con la saliva; infine si rigirava ben bene la punta tra le labbra per “saldare” il tutto.
Come detto la lunghezza era variabile e addirittura i “cacciatori” o “guerrieri” più abili erano soliti girare con due cannucce: una corta, più maneggevole e adatta agli scontri ravvicinati; l’altra più lunga, con la quale aumentava la gittata del tiro, adatta ad attacchi da lontano o a tiri da “cecchino”, appostati nascosti dietro
un muretto o un albero per colpire il bersaglio senza farsi vedere.
Agguati e scontri in campo aperto erano all’ordine del giorno tra i Lotti.
Capitava di vedere gruppi armati di cannucce correre a perdifiato per Viale Guglielmo Massaia inseguiti dai “nemici”, alla ricerca di un posto adatto per organizzare la difesa.
Alcuni sovrapponevano poi due cannucce fissandole con il nastro adesivo in modo da avere una “doppietta”.
I più maligni poi fissavano uno spillo in cima al cartoccetto, cosa pericolosa ed assolutamente vietata perché rischiosa per gli occhi e quando se ne accorgeva un adulto come minimo si rimediava uno scappellotto. Si combatteva finché c’erano “munizioni” o fino a quando si era richiamati a casa.

 

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Quando tentarono di demolire Cecilia Metella

Due singolari “recenti” storie riguardanti l’antica Via Appia

Quando tentarono di demolire Cecilia Metella

La Regina viarum, che sfiora il territorio del nostro quartiere, è ricca di storie, di miti e di misteri che riguardano anche tempi più vicini a noi rispetto alla sua venerabile età. Nel 1400 fu rinvenuto un sarcofago: dentro, una fanciulla morta che pareva viva. Un secolo dopo un nobile romano salvò appena in tempo il celebre mausoleo condannato alla distruzione

di Cosmo Barbato

Via Appia, una delle più antiche strade che si dipartono da Roma e, ai suoi tempi, certamente la più importante, al punto di essersi  guadagnato l’appellativo di Regina viarum, è ricca di storie, di miti, di leggende e di misteri. Il mito più antico: nell’VII secolo a.C., lungo il suo tracciato che forse costituiva già un primitivo percorso tra Roma e Albalonga (zona dei Castelli), sarebbe avvenuto il duello fra i tre fratelli albesi Curiazi e i tre fratelli romani Orazi, conclusosi con la vittoria di questi ultimi.  …..

Due singolari “recenti” storie riguardanti l’antica Via Appia

Quando tentarono di demolire Cecilia Metella

La Regina viarum, che sfiora il territorio del nostro quartiere, è ricca di storie, di miti e di misteri che riguardano anche tempi più vicini a noi rispetto alla sua venerabile età. Nel 1400 fu rinvenuto un sarcofago: dentro, una fanciulla morta che pareva viva. Un secolo dopo un nobile romano salvò appena in tempo il celebre mausoleo condannato alla distruzione

di Cosmo Barbato

cecilia metella

Via Appia, una delle più antiche strade che si dipartono da Roma e, ai suoi tempi, certamente la più importante, al punto di essersi  guadagnato l’appellativo di Regina viarum, è ricca di storie, di miti, di leggende e di misteri. Il mito più antico: nell’VII secolo a.C., lungo il suo tracciato che forse costituiva già un primitivo percorso tra Roma e Albalonga (zona dei Castelli), sarebbe avvenuto il duello fra i tre fratelli albesi Curiazi e i tre fratelli romani Orazi, conclusosi con la vittoria di questi ultimi.
L’esito di quel duello avrebbe determinato la definitiva prevalenza di Roma su Albalonga, la principale città della Lega Latina (la strada vera e propria sarà fondata ben tre secoli dopo, nel 312 a.C., dall’edile Appio Claudio, che le lasciò anche il nome). Ma non sono queste importanti storie o leggende che vogliamo raccontare oggi. Vogliamo invece ricordare due episodi riportati dalle cronache, che riguardano fatti più recenti – si fa per dire – attinenti l’antica via.

Nel  sarcofago sembrava viva

Il 18 aprile 1485, in uno scavo effettuato presso un casale di proprietà della chiesa di Santa Maria Nuova, in un luogo non molto distante dal mausoleo di Cecilia
Metella, venne scoperto un sarcofago anonimo di marmo contenente un corpo femminile. Ce ne parla il diarista romano Gaspare Pontani., che nel suo diario nota il ritrovamento di “un corpo intero in un pilo di marmo”.

cecilia metella

Più particolareggiata la cronaca di un altro diarista, Stefano Infessura: “Aperta la cassa marmorea, si trovò un corpo femminile intatto, avvolto in una mistura aromatica: aveva una cuffia d’oro in capo e i biondi capelli sulla fronte e dal colorito della carne pareva viva. Gli occhi e la bocca erano semi aperti: tirando in fuori la lingua, questa tornava al posto suo appena lasciata. Denti bianchi e solidi, le unghia bianche e fermissime.
Le braccia si potevano sollevare e abbassare, come se non fosse morta”.
Il singolare rinvenimento fece in un baleno il giro della città, sicché folle di curiosi si precipitarono sul luogo della scoperta. Su richiesta generale, anche per risparmiare ai visitatori la fatica di raggiungere lo scavo sull’Appia, le autorità cittadine si risolsero di trasportare l’arca con il corpo in Campidoglio, dove fu esposto nel cortile del palazzo dei Conservatori. Il corpo, esposto per parecchi giorni, a contatto dell’aria si scurì ma non si alterò.
Sempre dal diario di Stefano Infessura apprendiamo che si trattava di una adolescente di 12 o 13 anni, “tanto bella da non potersi descrivere: e se qualcuno avesse provato a scrivere e a parlare della sua bellezza, non sarebbe stato creduto da quelli che non avevano potuto vederla”.
Si parlò di prodigio. La fantasia popolare si inventò, senza alcun riscontro reale, che quel corpo leggiadro fosse appartenuto a Tulliola, l’amata figlia di Cicerone morta appunto in giovane età, la cui tomba però si sarebbe dovuta trovare nella zona tuscolana, dove era deceduta nella villa paterna.
A un certo punto il fanatismo sembrò prendere il sopravvento, al punto che se ne preoccuparono i Conservatori per l’ordine pubblico e il papa, Innocenzo VIII Cybo, per motivi religiosi. Risultato, il corpo della fanciulla fu rimosso nottetempo e sepolto in un luogo rimasto segreto fuori Porta Pinciana. La qual cosa creò immediatamente molto disappunto nel pubblico.
Ma poi piano  piano il popolo “fanatico e superstizioso” dimenticò.

cecilia metella

 

E il papa disse si alla demolizione

Sempre sulle vicende dell’Appia, veniamo ora ad un altro episodio: il rischio che corse il celebre mausoleo di Cecilia Metella, uno dei monumenti-simbolo della città di Roma, di finire ridotto in calce o in materiale da costruzione.
Come è indicato in una tabella posta in alto sul cilindro del mausoleo, la tomba ospitava i resti di Cecilia, figlia di Quinto Cecilio Metello Cretico e moglie di Crasso,
probabilmente il figlio maggiore di quel Marco Licinio Crasso, triunviro con Pompeo e Cesare, feroce repressore della rivolta schiavista di Spartaco. Il monumento è datato tra il 50 e il 40 a.C.
Già trasformato in fortezza per il controllo dell’Appia dai bizantini, era passato poi ai Conti di Tuscolo e infine dal 1299, durante il regno di Bonifacio VIII Caetani, alla sua potente famiglia. Danneggiato da varie spoliazioni, dal passaggio del corteo di Carlo V nel 1536 e da quello di Marcantonio Colonna nel 1571, divenuto asilo di malfattori, ne fu decretata la demolizione dal pontefice Sisto V nel 1589. Ne erano proprietari in quel momento due famiglie della borghesia romana. Per ottenere licenza di demolire presentarono al papa questa domanda: “G.B.Mottino e Girolamo Leni e fratelli sono proprietari da antico tempo del casale di Capo di Bove, dov’è una sepoltura, ovvero Torrione, quale gli tornerai molto comodo poterlo spogliare.
Supplicano umilmente V.S. Ill.ma si degni di fargli grazia con Sua Santità che gli concedino licenza, acciò li Signori Conservatori non se gli oppongano, col dire che sia antiquità: il che non doveriano per essere fuori di Roma e non essere in luogo pubblico, e altre ne siano, una per la strada di Tivoli, un’altra di marmo al Ponte dell’Arco, un’altra Casal Ritonno e molte altre.
Il che facendo grazia Sua Santità, crederanno anche il Popolo Romano sia per compiacerneli, e il tutto riceveranno per grazia speciale di N. Signore, e di continuo pregheranno Iddio per la conservazione Sua, ed a V.S.Ill.ma conceda lunga e felicissima vita”.

Sisto V, che non aveva mai mostrato di amare le vestigia della Roma pagana e che riteneva giusto abbattere gli antichi monumenti per crearne di nuovi (sotto il suo regno corse grave pericolo anche il Colosseo), fece rispondere col seguente rescritto: “Nostro Signore concede la grazia purché il popolo romano se ne contenti”.
Il Senato incredibilmente decretò la demolizione. L’opera era già iniziata quando ci fu una specie di rivolta popolare della quale si fece portavoce il Conservatore Claudio Lancellotti, assecondato dai colleghi Ottavio Gabrielli e Alessandro Gottifredi.
I picconi furono fermati e il mausoleo di Cecilia Metella fu salvo.
Ma il celebre monumento corse ancora il rischio di divenire una cava di travertino. Fu sotto Urbano VIII Barberini (1623-1644), quando questo pontefice decise di porre mano al rifacimento della Fontana di Trevi, dandone incarico a Gian Lorenzo Bernini. Al celebre architetto concesse un permesso scritto per demolire “un monumento antico di forma rotonda, di circonferenza grandissima e di bellissimo marmo presso San Sebastiano, detto Capo di Bove”, cioè il nostro mausoleo (“Ciò che non fecero i barbari fecero i Barberini!”).
Anche in quest’altra circostanza ci fu resistenza popolare che valse a sospendere le demolizioni già iniziate.
La morte di Urbano VIII fece poi tramontare il progetto berniniano per la Fontana di Trevi, che verrà ripreso nel 1733 da altri papi e dall’architetto Nicola Salvi con altri travertini, ma non con quelli di Cecilia Metella.

 

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Garbatella si racconta con “Le solite storie” nella rassegna “Visioni di Roma”

Garbatella si racconta con “Le solite storie” nella rassegna “Visioni di Roma”

Il 10 febbraio scorso, nella sede AAMOD di Via Ostiene 106, si è svolta una Rassegna di Cinema del reale dedicata a Roma.
Davanti a un pubblico folto e attentissimo, sono stati proiettati sette documentari di alta qualità, tra i quali, di estremo interesse, uno dedicato alla Garbatella, intitolato “Le solite storie”, una pellicola di un’ora girata nel 2006 da tre giovani autori: Arianna Felicetti,  …..

Garbatella si racconta con “Le solite storie” nella rassegna “Visioni di Roma”

visioni di Roma

Il 10 febbraio scorso, nella sede AAMOD di Via Ostiene 106, si è svolta una Rassegna di Cinema del reale dedicata a Roma.
Davanti a un pubblico folto e attentissimo, sono stati proiettati sette documentari di alta qualità, tra i quali, di estremo interesse, uno dedicato alla Garbatella, intitolato “Le solite storie”, una pellicola di un’ora girata nel 2006 da tre giovani autori: Arianna Felicetti, Matteo Marson e Lorenza Pallini. Sono stati passati in rassegna le demolizioni del periodo fascista che provocarono gli spostamenti di popolazione verso la nuova borgata, le vicissitudini degli sfollati, i giochi d’infanzia, l’antifascismo, la fame, i bombardamenti, l’arrivo degli alleati ecc.
Con le memorie degli anziani è stato compiuto un viaggio appassionante di vita vissuta, privo di retorica e di campanilismo, raccontato dai “protagonisti delle solite ma eccezionali storie di un quartiere popolare tra i più belli di Roma”.

 

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In scena l’Albergo rosso

In scena l’Albergo rosso

Al Teatro “Roma” una storia scritta da Pier Paolo Palladino rievoca il dramma dei “deportati” alla Garbatella negli anni ’30 del secolo scorso

di Gianni Rivolta

QL’Albergo rosso va in scena a teatro.
Già, è proprio così, il più famoso degli Alberghi suburbani della Garbatella, costruiti tra il 1926 e il ’29 su progetto dall’architetto Innocenzo Sabbatini, è  iventato il soggetto di una pièce teatrale, che è rimasta in cartellone al Teatro Roma di Via Umbertide (sulla Tuscolana) fino al 13 febbraio.
“L’Albergo rosso” è la storia di una famiglia di una Roma che non c’è più. Una coppia con figli e …..

 

In scena l’Albergo rosso

Al Teatro “Roma” una storia scritta da Pier Paolo Palladino rievoca il dramma dei “deportati” alla Garbatella negli anni ’30 del secolo scorso

di Gianni Rivolta

QL’Albergo rosso va in scena a teatro.
Già, è proprio così, il più famoso degli Alberghi suburbani della Garbatella, costruiti tra il 1926 e il ’29 su progetto dall’architetto Innocenzo Sabbatini, è  iventato il soggetto di una pièce teatrale, che è rimasta in cartellone al Teatro Roma di Via Umbertide (sulla Tuscolana) fino al 13 febbraio.
“L’Albergo rosso” è la storia di una famiglia di una Roma che non c’è più. Una coppia con figli e giovane nuora a carico, in seguito agli sventramenti di Spina di Borgo, è costretta a trasferirsi coattamente alla Garbatella. Siamo nel 1936, il piccone di Mussolini si abbatte inesorabilmente sulle prime case di Borgo, che verranno del tutto demolite nell’arco di due anni.

Il padre (Ninetto Davoli), un orologiaio con una affermata clientela persino tra monsignori e cardinali in Vaticano, vive il dramma dell’abbandono della casa e della bottega. Lo aspetta, in età avanzata, una nuova vita e un futuro denso di incertezze. La sua casa sta per essere demolita per fare spazio alla grandiosità di Via della Conciliazione. Bisogna andarsene. Caricare mobili e masserizie su un camion, paga tutto il Governatorato.
Stipati i propri mobili nei magazzini, tra le misere camere dell’Albergo e senza lavoro, la famiglia sopporterà l’umiliazione della chiusura della stanza per morosità da parte del direttore. Non sono bastate le promesse e le intercessioni di un viscido milite fascista, vagamente interessato alla giovane figlia. Saranno costretti a scendere ai seminterrati nelle stanze senza luce e finestre esterne.
Nell’inferno delle “camere oscure” vive già una moltitudine proletaria di diseredati, ma tra loro come in una favola c’è anche “Mao miao”( personaggio realmente esistito), così era chiamato dagli “albergaroli” un principe turco in esilio, perennemente vestito di bianco e con un discreto portafoglio. Il giovane figlio dell’orologiaio lo deruba nottetempo e con i soldi pagherà i debiti, consentendo ai familiari di risalire ai piani superiori.
La regìa è di Federico Vigorito, il testo di Pierpaolo Palladino, scrittore teatrale romano, che nel 2004 con questa opera vinse il premio Riccione. Palladino non è nuovo alla Garbatella. In diverse occasioni, infatti, collaborò alla stesura di brevi testi messi in scena dall’attrice Tiziana Foschi al teatro Palladium. E’ da lì che nacque in lui la passione e il legame con il vecchio quartiere popolare …..

 

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Minacce sulle vendite delle case ATER

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Minacce sulle vendite delle case ATER

di Paola Angelucci, Capogruppo SEL del Municipio XI

L’Assessore regionale alla Casa della Giunta di centro destra della Polverini, Buontempo, promette di “mettere in regola le cose” e, con il pretesto dell’ennesima affittopoli, blocca le vendite delle case ATER, finché, dice lui, non ci sarà chiarezza sulla situazione.
Il 15 marzo in un’audizione pubblica alla Regione, alla quale però “l’ex fascista” ha negato l’accesso ai cittadini presenti, ha promesso fuoco e fiamme sugli inquilini …..

Minacce sulle vendite delle case ATER

di Paola Angelucci, Capogruppo SEL del Municipio XI

L’Assessore regionale alla Casa della Giunta di centro destra della Polverini, Buontempo, promette di “mettere in regola le cose” e, con il pretesto dell’ennesima affittopoli, blocca le vendite delle case ATER, finché, dice lui, non ci sarà chiarezza sulla situazione.

Il 15 marzo in un’audizione pubblica alla Regione, alla quale però “l’ex fascista” ha negato l’accesso ai cittadini presenti, ha promesso fuoco e fiamme sugli inquilini irregolari e, cosa gravissima, di alzare i prezzi di vendita di tutte le case ATER. Forse l’Assessore non sa che i prezzi popolari stabiliti per la cessione degli alloggi agli inquilini assegnatari che hanno tutti i requisiti è un punto da cui non si torna indietro, un diritto acquisito vincendo una battaglia contro chi avrebbe voluto equiparare la Garbatella alle zone di pregio di Roma, per esempio ai Parioli.
Forse l’Assessore non sa che abbiamo lottato, scontrandoci anche con l’Amministrazione Petrucci, affinché case che cadono a pezzi, tenute in piedi solo dalla cura e dall’amore dei residenti, essendo l’ATER inadempiente da decenni, potessero essere acquistate dai residenti al giusto prezzo.

Non venga in mente a nessuno di fare cassa, sulla scia emotiva dello scandalo di turno, sfruttando i residenti delle case popolari di Garbatella, Ostiense, Tor Marancia, tenendo conto inoltre che alcuni inquilini hanno già comprato, creando così un’altra grande ingiustizia.
Grave sarebbe se quanto annunciato continuasse a essere la posizione ufficiale della Giunta regionale sulle case ATER; la nostra opposizione sarà costante, decisa e vigile per impedire che, come al solito, siano sempre le cittadine e i cittadini più deboli a pagare per gli errori di altri ben più potenti.
PS: Si aggiunge ora la notizia che la Presidente Polverini, pur essendo proprietaria di varie case comprate a prezzi agevolati dagli enti, e avendo stipendi ben superiori al reddito consentito per la permanenza, è stata, fino a poco tempo fa, residente in un alloggio ATER a San Saba e che il marito lo è ancora. Assessore Buontempo, da dove vuole cominciare?
Sportello Politiche abitative /ATER La Villetta – Via F. Passino, 26 06 5136557 – 339 3959674

 

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A strappi, quando c’è qualche euro, il progetto del ponte va avanti

Il Cavalcaferrovia tra la Circonvallazione Ostiense e la Via Ostiense

A strappi, quando c’è qualche euro, il progetto del ponte va avanti

di Eraldo Saccinto

Previsto dal Piano regolatore del 1932, programmato dalla precedente Giunta Veltroni, che ha concesso i finanziamenti per la sua realizzazione, dopo anni di studi, di rinvii dovuti alle introspezioni archeologiche ed ai carotaggi sedimentariostratografici, sono iniziati i lavori per la realizzazione del Cavalcaferrovia di collegamento tra la Circonvallazione Ostiense e la Via Ostiense. …..

Il Cavalcaferrovia tra la Circonvallazione Ostiense e la Via Ostiense

A strappi, quando c’è qualche euro, il progetto del ponte va avanti

di Eraldo Saccinto

Previsto dal Piano regolatore del 1932, programmato dalla precedente Giunta Veltroni, che ha concesso i finanziamenti per la sua realizzazione, dopo anni di studi, di rinvii dovuti alle introspezioni archeologiche ed ai carotaggi sedimentariostratografici, sono iniziati i lavori per la realizzazione del Cavalcaferrovia di collegamento tra la Circonvallazione Ostiense e la Via Ostiense.

L’opera, che attraverserà sia i binari della ferrovia Roma-Lido che i binari della linea B della Metropolitana, in corrispondenza della fermata Garbatella, fa parte di quel programma di riqualificazione dell’area Ovest del Municipio XI.
Il ponte si trova in un ambito destinato ad importanti interventi di riqualificazione urbanistica e collegherà l’area della Circonvallazione, ad alta densità abitativa, a quella degli ex Mercati Generali di Via Ostiense, per i quali è previsto un piano di riassetto con la realizzazione di parcheggi e di nuova viabilità. Le due zone sono attualmente divise dal fascio di binari della ferrovia e della Metropolitana.
Aldilà della passerella pedonale stesa sui binari quando venne realizzata la nuova stazione della Metropolitana, se oggi si vuole andare dalla Garbatella all’Ostiense bisogna percorrere una gimkana di stradine e sensi unici oppure passare per il trafficatissimo nodo di Via Matteucci.
Il nuovo ponte prevede un impalcato tale da consentire la circolazione veicolare su due corsie per senso di marcia, un corridoio centrale per il trasporto pubblico su ferro e su gomma e marciapiedi di 2 metri di larghezza ciascuno, idonei a garantire la connessione pedonale. La luce complessiva dell’arco, comprendente tre appoggi, è di circa 240 metri, di cui 150 circa totalmente sospesi.
L’arco ed i suoi appoggi saranno realizzati in acciaio, così come gli stralli; parapetti e sistemi illuminanti contribuiranno a connotare l’opera come importante punto di riferimento del contesto urbanistico della zona. A questo punto ci si domanda se sarà possibile inserire quest’opera nel contesto più ampio del progetto Caravaggio, che prevede la connessione su ferro della direttrice Marconi-Grotta Perfetta.
La società esecutrice dei lavori è la Cimolai, un’azienda di Udine, tra le più avanzate nelle costruzioni metalliche, operante in Italia e all’ estero, specializzata nella costruzioni di ponti, viadotti, stadi, edifici civili e industriali.
L’inaugurazione del manufatto, come ricorderanno i nostri lettori, era prevista per il 30 aprile del 2009, il finanziamento di circa 11 milioni di euro ed il lavoro era da realizzarsi il circa 300 giornate. Tra mancanza di fondi, macchinari di supporto migrati in altri cantieri, tra cui la Città dello Sport di Calatrava, e le proroghe dovute ai problemi illustrati in apertura, la nuova data è stata posticipata in un non meglio definito mese dell’anno 2012.
zxgine dell’ultima ora, senza ascoltare, e senza dare l’altrettanto giusta attenzione, comprensione e rispetto per gli inquilini.
Per quanto riguarda le vendite delle case, dopo una lunga stasi queste riprendono secondo i piani stabiliti in precedenza.

 

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Ricordo di Giuliano Callegati

Ricordo di Luciano Callegati

Santa Galla era gremita quel venerdì 11 marzo, buona parte della Garbatella, e oltre, si è unita alla famiglia per salutare Luciano che ha lasciato tutti dopo aver lottato per mesi contro un irrefrenabile male. Al centro della chiesa, vicino a lui, spiccava un grande quadro ad olio raffigurante un angelo, una figura originale, stilizzata e armoniosa, dipinta con i colori del sole e dell’aria: è un’opera di Luciano …..

Ricordo di Luciano Callegati

Santa Galla era gremita quel venerdì 11 marzo, buona parte della Garbatella, e oltre, si è unita alla famiglia per salutare Luciano che ha lasciato tutti dopo aver lottato per mesi contro un irrefrenabile male. Al centro della chiesa, vicino a lui, spiccava un grande quadro ad olio raffigurante un angelo, una figura originale, stilizzata e armoniosa, dipinta con i colori del sole e dell’aria: è un’opera di Luciano che, oltre ad essere un uomo buono  e gentile, era un pittore, un bravissimo pittore, di professione tipografo, ma con l’animo e la mano d’artista.

Essendo una persona mite e riservata non ostentava la sua arte della quale non era facile fruire, ma chi, come chi scrive, ha avuto il privilegio ed il piacere d’imbattersi nella sua pittura e poter ammirare le sue opere, ha senza dubbio colto la grande sensibilità di Luciano che si rende concreta nei suoi dipinti, senza alcuna retorica, anzi sperimentando fino all’ultimo, tra il figurativo e l’astratto, con forme, materiali e modi diversi di esprimere la sua arte.
Un abbraccio alla moglie Ada, ai figli Alessandra e Daniele, alle sorelle Marisa e Franca e ai nipoti). (P.A)

 

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Difendiamo i Registri per il testamento biologico

Contro il disegno di legge che contrasta la libera scelta

Difendiamo i Registri per il testamento biologico

Intervista ad Andrea Beccari, Assessore alle Politiche sociali del Municipio Roma XI

di Giancarlo Proietti

“E’ una battaglia di democrazia, di libertà. Nessuno può scegliere al posto tuo quale vita è degna di essere vissuta, …..

Contro il disegno di legge che contrasta la libera scelta

Difendiamo i Registri per il testamento biologico

Intervista ad Andrea Beccari, Assessore alle Politiche sociali del Municipio Roma XI

di Giancarlo Proietti

“E’ una battaglia di democrazia, di libertà. Nessuno può scegliere al posto tuo quale vita è degna di essere vissuta ognuno può e deve poterlo decidere per se stesso, la legge in discussione in questi giorni è solo prevaricazione e violenza”: l’assessore Andrea Beccari risponde così alla nostra domanda sul perché, su sua sollecitazione, la Giunta del Municipio XI ha ritenuto di dover istituire il Registro per il testamento biologico.

“Con questa legge – prosegue l’assessore – sono a rischio proprio quei registri municipali che sono stati fortemente voluti dalla Giunta che guida il nostro territorio, ci si vuole impedire di adempiere a quel bene comune fondamentale costituito dalle libertà personali, ossia il diritto di ogni cittadino di decidere sulla propria vita e sulla propria morte!
Nel Municipio XI, da oltre un anno è stato istituito il Registro del testamento biologico, che ha dato la possibilità a centinaia di cittadini romani di depositare le proprie dichiarazioni di fine vita contenenti le proprie decisioni in merito all’essere o non essere sottoposti a trattamenti sanitari, compresa l’idratazione e l’alimentazione forzate, a seguito di malattia invalidante permanente e non curabile che impedisca una normale vita di relazione.
Il Registro ha consentito, inoltre, di lasciare le proprie indicazioni sulla volontà o meno di avvalersi al momento della morte dell’assistenza religiosa, sulle forme (laiche o religiose) del rito funebre, sulla donazione degli organi e sulla cremazione.
Ora, questo elementare fatto di civiltà verrebbe completamente gettato al vento se dovesse essere approvato il DDL Calabrò sul testamento biologico in discussione alla Camera. Quel testo – prosegue Beccari – è un testo liberticida, che baratta la liberà dei cittadini con l’appoggio politico delle alte gerarchie cattoliche, le quali dovrebbero forse meditare con più coerenza sul loro concetto di libero arbitrio e di libertà di coscienza. L’ordine dei medici
– sottolinea Beccari – ha scritto che bisogna rispettare la volontà del paziente, l’80 % dei chirurghi ha sottolineato che se passerà questa legge disubbidiranno, il 70% dei cittadini vuole una legge dove siano i malati, le persone care e i medici a decidere.
E’ per queste ragioni – conclude Beccari – che considero assolutamente decisivo che anche gli amministratori locali, insieme ai cittadini che fino ad oggi hanno usufruito dei registri del testamento biologico, siano al fianco delle Associazioni aderenti al Coordinamento Laico Nazionale, e quando a marzo riprenderà l’esame del ddl, visto che è ancora atteso il parere della commissione Giustizia della Camera, sarà una prova di democrazia e di libertà, partecipare al sit-in già previsto davanti a Montecitorio”.

 

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Sostegno psicologico a favore di persone in stato di disagio

Siglato protocollo di intesa tra il Municipio XI e l’Associazione psicologi per i popoli.
Previsti anche incontri specifici presso i Centri anziani

Sostegno psicologico a favore di persone in stato di disagio

Siglato il protocollo di intesa tra il Municipio XI e l’Associazione Psicologi per i Popoli – Regione Lazio – Onlus.
L’associazione fornirà gratuitamente presso i Servizi Sociali del Municipio azioni di sostegno psicologico a favore di persone italiane e …..

Siglato protocollo di intesa tra il Municipio XI e l’Associazione psicologi per i popoli.
Previsti anche incontri specifici presso i Centri anziani

Sostegno psicologico a favore di persone in stato di disagio

Siglato il protocollo di intesa tra il Municipio XI e l’Associazione Psicologi per i Popoli – Regione Lazio – Onlus.
L’associazione fornirà gratuitamente presso i Servizi Sociali del Municipio azioni di sostegno psicologico a favore di persone italiane e straniere che vivono in condizioni di profondo disagio psicologico legato ad eventi traumatici quali sfratto, perdita del lavoro, lutti, etc., e a favore di persone anziane vittime di violenze psichiche o fisiche.
Andrea Beccari, Assessore alle Politiche sociali del Municipio XI e Giovanni Vaudo, Presidente dell’Associazione psicologi per i popoli – Regione Lazio – Onlus, un’associazione costituita da psicologi volontari, hanno firmato un protocollo di intesa che arricchirà l’impianto di welfare del Municipio col nuovo apporto di un gruppo di psicologi volontari che entrerà in azione nel lavoro di sostegno psicologico. Ha dichiarato l’Assessore Beccari: “Dalle situazioni sempre più critiche che siamo costretti a fronteggiare, è emersa la necessità di avvalersi di professionisti che non solo forniscano un supporto psicologico nel momento in cui il cittadino viene investito da eventi traumatici emergenziali, ma coadiuvino gli operatori dei nostri Servizi nel processo d’aiuto nel contesto dell’evento traumatico o nella fase immediatamente successiva.
Questo accordo ha riempito esattamente tale vuoto”.
L’Associazione Psicologi per i Popoli, attraverso propri psicologi volontari e su segnalazione del Servizio sociale del Municipio XI, realizzerà i seguenti interventi: incontri con gli assistenti sociali, contestualmente o successivamente alle situazioni emergenziali, finalizzati a supportare l’operatore nell’individuazione degli opportuni interventi di carattere generale o specifico; incontri con persone italiane e straniere che vivano una situazione di emergenza, al fine di orientare le stesse verso percorsi psicologici più sistematici e strutturati; incontri e seminari a tema da realizzarsi presso i Centri anziani del Municipio XI, previo accordo con i presidenti dei Centri medesimi. Gli incontri o seminari riguarderanno temi cruciali della vita dell’anziano e potranno, eventualmente, anche essere finalizzati alla creazione di una rete di automutuo aiuto tra gli anziani medesimi.
Al fine di realizzare tali interventi, laddove gli stessi non si attuino nei luoghi di volta in volta concordati con il Servizio sociale o i presidenti dei Centri anziani, il Munis /P.U.A. da utilizzarsi nei giorni e negli orari da concordare di volta in volta con il Responsabile del servizio. Per ulteriori informazioni ci si può rivolgere al Punto unico di accesso di Via Benedetto Croce 50 ai numeri di telefono 06.696.11.670\1\2, oppure personalmente durante i normali orari di ricevimento. (E.S.)

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Auguri professoressa Tosi

Auguri professoressa Tosi

Compie in questi giorni 80 anni la professoressa Gabriella Tosi, per lunghi anni apprezzata insegnante di matematica e scienze nella scuola Moscati. Sotto di lei, nei lunghi anni di insegnamento, sono passati innumerevoli allievi che la ricordano con riconoscenza e affetto. Originaria di una famiglia partigiana del Nord, è stata assistente di matematica e poi di fisica alla Sapienza. Il suo primo incarico di giovane laureata lo ebbe all’Avviamento professionale Locatelli di Tormarancia. All’inizio degli anni 60 fu redattrice a Milano delle edizioni scientifiche Feltrinelli. E’ moglie  …..

Auguri professoressa Tosi

Compie in questi giorni 80 anni la professoressa Gabriella Tosi, per lunghi anni apprezzata insegnante di matematica e scienze nella scuola Moscati. Sotto di lei, nei lunghi anni di insegnamento, sono passati innumerevoli allievi che la ricordano con riconoscenza e affetto. Originaria di una famiglia partigiana del Nord, è stata assistente di matematica e poi di fisica alla Sapienza. Il suo primo incarico di giovane laureata lo ebbe all’Avviamento professionale Locatelli di Tormarancia. All’inizio degli anni 60 fu redattrice a Milano delle edizioni scientifiche Feltrinelli. E’ moglie del nostro collaboratore giornalista Cosmo Barbato, e madre dell’ing. Guido Barbato, anch’egli nostro collaboratore, professore di matematica e fisica nei licei. Alla professoressa Tosi gli auguri vivissimi di Cara Garbatella.

 

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 7 – Giugno 2010

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Paline turistiche senza pubblicita

Paline turistiche senza pubblicità

Apprendo dal vostro giornale che un atto vandalico è stato compiuto da ignoti, con imbrattamento prima e asportazione poi di una palina che ricordava la storia della fontana di Carlotta. E che analoghi imbrattamenti hanno reso illeggibili le”paline turistiche” che illustravano la storia di altri angoli del quartiere.
Premetto che abito a Valco San Paolo, quartiere limitrofo al vostro, e che sono tanto affascinato dalla Garbatella …..

Paline turistiche senza pubblicità

Apprendo dal vostro giornale che un atto vandalico è stato compiuto da ignoti, con imbrattamento prima e asportazione poi di una palina che ricordava la storia della fontana di Carlotta. E che analoghi imbrattamenti hanno reso illeggibili le”paline turistiche” che illustravano la storia di altri angoli del quartiere.
Premetto che abito a Valco San Paolo, quartiere limitrofo al vostro, e che sono tanto affascinato dalla Garbatella che spesso in auto allungo il percorso per casa passando da voi, per stare un po’ nel quartiere, vedere cosa accade……. Altre volte, con mia moglie, ho attraversato a piedi le vostre stradine e ci siamo scoperti a parlare sottovoce, quasi per non disturbare la tranquillità che ci circondava. Ho anche notato che, quando il fenomeno “cartelloni pubblicitari” era già avviato nelle altre parti della città, Garbatella ne era sempre rimasta esclusa, quasi che nessuno osava profanarla.
E’ ancora così? Io credo che i pubblicitari stianno cercando di entrare anche alla Garbatella, e io penso che il veicolo di ingresso può essere anche una, o più paline che spiegano la storia del quartiere, che tutti conoscono e di cui penso non ci sia bisogno. Le paline le ho viste solo in foto sul vostro giornale, ma immagino che nella parte bassa rechino una piccola pubblicità politica o di una qualche ditta, o magari con la parte retro che reclamizzi qualcosa. Ecco, io penso che non serve evidenziare con una palina o con una targa i vari luoghi da ricordare; per questo ci sono i libri, che ogni tanto vengono anche presentati al Palladium, o ci sono le visite per il quartiere, a cui chi vuole può partecipare ed istruirsi.
Per quanto detto propongo di valutare la possibilità di rimuovere tali paline, perché sono convinto della loro non utilità all’abitante del quartiere ed al visitatore, al quale così si preclude la possibilità di cercare da solo la fontana e gli altri luoghi belli, e la scoperta e la meraviglia di quando li ha trovati.

Pietro Maura

Non c’è pubblicità sulle paline. Le notizie esplicative contenute nei pannelli, redatte da persona competente, sono state generalmente apprezzate dagli abitanti e dai visitatori della città giardino. Purtroppo quei pannelli sono ricaduti sotto lo scempio delle bombolette spray degli imbrattatori, così come i bei muri color ocra dei Lotti della Garbatella

 

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 7 – Giugno 2010

 

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