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Tag: hitler

La villa dei piaceri. Sull’Appia Antica il circolo privato dei gerarchi fascisti

[Municipium. Storia e Archeologia del nostro territorio. Rubrica a cura di Luca Canali]

Nel 1976 il giornalista Osvaldo Pagani intervistò e trascrisse le memorie della signora Fedora Sandelli nel libro L’orgasmo del regime. La Sandelli si occupava di ricerca e di istruzione di ragazze da avviare alla prostituzione di alto bordo e nel 1934, venne incaricata, attraverso un tramite di Mussolini, di allietare le ore libere delle personalità politiche durante la visita di Hitler a Venezia.

Il compito venne svolto con successo e perciò alla donna venne affidato un nuovo incarico, stavolta direttamente dal Duce stesso nel suo studio a Palazzo Venezia: l’allestimento di un circolo riservato esclusivamente ai gerarchi del regime fascista.

La villa dei piaceri

La prima cosa da cercare fu la location. Fedora all’inizio pensava ad una villa a Lavinio o Torvajanica, ma “Carmelo” (nome fittizio usato dalla Sandelli per il tramite del Duce) disse che “certi personaggi possono contare solo su qualche mezz’ora di tempo libero”, per cui bisognava rimanere nella fascia romana ed aveva già adocchiato alcune soluzioni sull’Appia Antica e sulla Cassia.

Fedora, dopo diversi sopralluoghi, decise di acquistare una vecchia villa in stile ottocentesco “quasi a metà dell’Appia Antica […] ad una decina di minuti verso l’interno”. Dopo aver sistemato e rinnovato un po’ l’arredamento, vennero fatti colloqui per trovare le ragazze e stabiliti gli orari (dalle 18 alle 2 di notte) e i prezzi:

  • 500 lire prestazione semplice
  • 1000 lire da mezz’ora ad oltre un’ora
  • 1300 lire trattenimento oltre mezzanotte
  • 2000 lire da mezzanotte in poi.

L’inaugurazione e gli ospiti fissi

La grande inaugurazione avvenne il 23 marzo del 1935 e vennero tutti i grandi nomi del regime, tranne Mussolini: Galeazzo Ciano, Ettore Muti (di cui abbiamo parlato nell’articolo su Porta San Sebastiano), Giuseppe Bottai, Roberto Farinacci e tanti altri. Anche Italo Balbo, nelle occasioni in cui si trovava nella Capitale, anche se raramente, usufruiva dei servizi. Ospiti fissi erano il Conte Ciano, Muti, Bottai e molti ufficiali della milizia, funzionari del partito e del Ministero degli Esteri.

Ascesa e caduta

Festini, cene galanti, feste di compleanno, orge, il tutto innaffiato con fiumi di champagne… questa era la vita nella villa a cui nel corso del tempo si aggiunsero anche le SS ed Hermann Goering tra gli altri. Tutto cominciò a scemare con l’entrata in guerra, poi la caduta del fascismo e l’armistizio e pochi giorni dopo l’8 Settembre, la signora Fedora lasciò e chiuse per sempre la villa dei piaceri.

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Viale e piazzale Hitler. Quando Mussolini omaggiò il Führer nell’odonomastica

[Municipium. Storia e Archeologia del nostro territorio. Rubrica a cura di Luca Canali]

A Roma durante il regime fascista furono intitolate una strada e un piazzale ad Adolf Hitler, tracciati che esistono tuttora, ma ovviamente con un nome diverso. Dove si trovavano?

La stazione Ostiense

Nel 1937 si decise di costruire un nuovo scalo ferroviario imponente, nell’area occupata da campi presso via della Travicella per la visita di stato del Cancelliere tedesco che avvenne il 6 maggio 1938. La stazione però era molto al di là dall’essere completata e si decise di costruire una stazione monumentale provvisoria (costituita quasi per intero da un impalcato portante rivestito con pannelli riproducenti le fattezze del marmo) progettata dall’architetto Roberto Narducci.

La costruzione della scenografia venne commentata anche da Pasquino con queste parole:

«Povera Roma mia de travertino
te sei vestita tutta de cartone
pe’ fatte rimira’ da ‘n imbianchino
venuto da padrone! »

Il viale ed il piazzale

Con il terreno di riporto venne alzato un terrapieno sul quale vennero impostati il viale fiancheggiato da pini ed il piazzale antistante la stazione. Per omaggiare il suo collega dittatore, Mussolini volle dedicare entrambi ad Adolf Hitler. Dopo la guerra, i due nomi furono cambiati in piazzale dei Partigiani e viale delle Cave Ardeatine (in ricordo dell’eccidio delle Fosse Ardeatine): una damnatio memoriae perfetta.

Piazzale dei Partigiani

Per approfondire

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