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Parco Schuster gremito per “Il canile va in città”

Al via la prima sfilata per promuovere l’adozione dei cani di Ponte Marconi

Socievoli, innocui, affettuosi: a elencare i pregi dei cani di Ponte Marconi sono stati i rappresentanti dell’amministrazione municipale e capitolina, mentre gli animali sfilavano su un tappeto rosso lungo una cinquantina di metri. Siamo al parco Schuster, a due passi dalla basilica di San Paolo che tra qualche mese si riempirà di pellegrini da tutto il mondo. Oggi, invece, a recarsi nell’area verde sono state decine di curiosi per assistere all’iniziativa “Il canile va in città”, organizzata dalla garante romana per la tutela degli animali Patrizia Prestipino. Una giornata all’aria aperta per conoscere dieci dei 140 cani ospitati dal canile di Ponte Marconi, e promuoverne le adozioni. Presente anche una delegazione dal Municipio VIII composta dal presidente Amedeo Ciaccheri, l’assessore all’ambiente Claudio Mannarino e i consiglieri Giovanni Fasiello, Saverio Milana, Massimo Nanni e Monica Rossi.

Una mattinata per promuovere le adozioni

Dopo l’esperienza a febbraio di “Quattro zampe in fiera”, esposizione alla Fiera di Roma cui il Comune ha partecipato con un proprio stand al fine di sensibilizzare sul tema delle adozioni, l’incontro al parco Schuster è solo il primo di una serie. Oggi non erano per esempio presenti i cani di Muratella, che verranno mostrati alla cittadinanza in un evento simile in data da destinarsi. Riprendendo le parole del minisindaco Ciaccheri: “questa iniziativa ha un doppio obiettivo: portare il canile in città, ma soprattutto portare la città in canile, un luogo che vive delle visite, delle adozioni e del lavoro di molti volontari”. A recare i saluti istituzionali dal Comune di Roma, l’assessora all’ambiente Sabrina Alfonsi. “Questa città sta cercando di diventare sempre più sostenibile” ha commentato l’assessora. “Una città diversa in cui la cura dell’ambiente e l’amore per gli animali possono convivere. Adottare un cane del canile è un’azione di una persona già sensibilizzata” ha concluso. “Noi invece portiamo i cani in città per farli conoscere a tutti”."Il canile va in città". Sfilata di cani

Le parole di Patrizia Prestipino

Mentre i cani sfilavano tra due ali di occhi curiosi e obiettivi fotografici, poco oltre uno stand offriva microchippatura gratuita, a sottolineare che un animale non basta adottarlo, ma è necessario prendersene cura con costanza. L’ha ricordato anche Patrizia Prestipino: “l’adozione deve essere responsabile. Il cane non è un oggetto da regalare a Natale e poi riportare indietro quando arrivano le prime ferie” ha commentato la garante. “Chiunque decidesse di farsi carico di un animale deve mantenere serietà e rispetto. Il nostro motto sarà sempre: chi ama gli animali ama tutto il pianeta”.

"Il canile va in città" parco Schuster
In basso al centro, Amedeo Ciaccheri con la garante Patrizia Prestipino
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Sulla manutenzione delle scuole: critiche da Fratelli d’Italia e FI

La scuola è iniziata da un paio di mesi e già iniziano le prime verifiche. Ma non sono solo gli studenti e le studentesse ad essere valutati; ad essere messo sotto esame è anche il lavoro degli amministratori municipali, soprattutto quando si tratta di scuola.
A questo proposito i due consiglieri Franco Federici, capogruppo di Fratelli d’Italia e Matteo Bruno di Forza Italia, hanno firmato un comunicato congiunto per chiedere maggiore equità e trasparenza nella gestione dei fondi scolastici dedicati al Municipio Roma VIII.

Il comunicato

I due consiglieri hanno partecipato al sopralluogo della Commissione Scuola presso l’Istituto Principe di Piemonte constatando: “lo stanziamento di rilevanti risorse per questo istituto: 1 milione e 200 mila euro per le tubature fognarie e ulteriori 600 mila euro destinati alla ristrutturazione di una sezione della scuola che ospiterà tre classi”.

La scuola Principe di Piemonte, inaugurata nel 1940, reclamava da circa dieci anni la risoluzione del problema all’impianto fognario. L’opera di rifacimento è iniziata nell’estate del 2023 e dovrebbe concludersi nei prossimi mesi. Il secondo intervento riguarda, invece, la ristrutturazione del Padiglione degli Ulivi da circa cinque anni chiuso al pubblico e che presto sarà restituito alla scuola per le attività didattiche.

La nota prosegue criticando la disparità di attenzione che la giunta municipale dedica alle scuole: “Pur essendo favorevoli allo stanziamento di risorse per interventi fondamentali come questi, non possiamo ignorare che molte altre scuole del Municipio VIII restano da tempo in attesa di fondi. Il Plesso Alonzi, ad esempio, necessita da anni della messa in sicurezza e di un piano caldaie adeguato, interventi essenziali per garantire condizioni di base ai suoi studenti e al personale scolastico”.

Plesso Principe di Piemonte

La replica dell’assessora Francesca Vetrugno

Tirata in causa sull’argomento è intervenuta anche l’assessora municipale alle politiche scolastiche Francesca Vetrugno, che afferma: “gli interventi alla Principe di Piemonte erano necessari, non era possibile rimandare ancora il problema, c’era il rischio che si venisse a creare un ambiente insalubre che potesse mettere a rischio la salute dei più piccoli e del personale scolastico. Sono stupita che i consiglieri Bruno e Federici si siano accorti solo adesso di questi lavori in corso”.

Inoltre, l’amministratrice locale precisa: “che alcune scuole abbiano ricevuto più attenzione di altre è una stupidaggine. Tutti gli istituti hanno pari trattamento, è normale che le emergenze hanno priorità, soprattutto quando impreviste. Solo quest’estate abbiamo avuto 23 cantieri attivi sulle scuole del municipio, inoltre abbiamo provveduto a rifare molti marciapiedi di fronte agli edifici, per garantire una maggiore sicurezza in strada”.

Per quanto riguarda il plesso Alonzi risponde: “è una situazione che conosco perfettamente. L’edificio è di proprietà Inps che lo affitta al Comune di Roma, pertanto, i lavori di manutenzione come quello della caldaia, sono di competenza dell’ente proprietario. Non è vero che non ce ne siamo presi carico, è dallo scorso inverno che ci stiamo lavorando. Ora l’Inps sta temporeggiando sulla sistemazione della caldaia, per cui abbiamo chiesto l’intervento del Simu e del Comune di Roma di farsi carico di questa criticità”.

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Si ritira Giovanni De Carolis, il suo mondiale è nato alla Garbatella

di Dario TORROMEO.

Boxe – Ha il marchio della Garbatella il pugilato di Giovanni De Carolis, l’ultimo italiano ad avere conquistato un titolo mondiale. Era il 2016 quando diventava campione dei supermedi per la World Boxing Association. La boxe l’aveva scoperta molto tempo prima alla Circonvallazione Ostiense. Era entrato in palestra per fare un po’ di esercizio fisico. Il maestro era Roberto Chiacchierini. Non so cosa l’abbia colpito, il fatto è che la passione lo ha subito travolto. Sono passati ventisei anni da quel giorno e De Carolis è ancora presente nel pugilato con testa, cuore e corpo.
Quella passione con il tempo si è trasformata in lavoro. Da vent’anni Giovanni si allena alla Montagnola nella palestra Team Boxe Roma XI, con gli stessi maestri. Luigi Ascani detto Gigi e Italo Mattioli, nato al Quadraro ma cresciuto e tuttora residente alla Garbatella. Un matrimonio sportivo di lungo corso.

Giovanni De Carolis si allena con Italo Mattioli e Luigi Ascani. Foto di Dario Torromeo

Giovanni De Carolis è un pugile con un’ottima tecnica, nelle serate migliori si esprime su alti livelli. È vero, perché renda al massimo nulla deve andare storto. È da sempre convinto che sia la mente a decidere il risultato dei match, il corpo ne è responsabile in una percentuale molto più bassa.
Contro Vincent Feigenbutz, il 9 gennaio del 2016, è stato tutto perfetto. L’altro boxava in casa, era imbattuto (21-0), aveva un contratto con Sauerland. Uno degli organizzatori più importanti d’Europa. Insomma, a crederci erano in pochi. Per fortuna i tre che stavano sul ring o all’angolo erano convinti che sarebbe stata una notte magica. Giovanni, Italo e Gigi erano certi che avrebbero realizzato l’impresa, offrendo agli spettatori della Baden Arena di Offenburg, in Germania, lo spettacolo di una grande sorpresa. Detto, fatto. Vittoria per kot all’undicesima ripresa. Mondiale in tasca.
Siamo partiti con un sogno che era poco più grande di un granello di sabbia, siamo tornati a casa con un castello” confessa Giovanni con vena romantica.
Esordio da dilettante a 18 anni, prima non poteva perché la mamma glielo aveva vietato. Debutto nel professionismo a 23 con pochi incontri e un’esperienza tutta da costruire.

De Carolis all’Allianz Cloud di Milano, 13 maggio 2022

Nella sua storia c’è anche un momento drammatico. La vittoria contro Daniele Scardina il 13 maggio 2022 è arrivata per kot al quinto round. Tardi, l’arbitro avrebbe dovuto fermare prima il match.
Per un pugile l’ultimo combattimento è sempre il prossimo. È stato così anche per De Carolis. Gli amici avevano provato a indagare.
Giovanni ti sei ritirato?” gli chiedevano.
Sto alla finestra, aspetto l’offerta giusta” rispondeva.
Poi un giorno di ottobre, quest’anno, è arrivato il mio turno.
Me lo hai chiesto al telefono, ci ho pensato su per qualche ora. Poi mi sono detto. Giovà, hai quarant’anni, e dillo! Ho finito. Ecco, te lo dico, mi ritiro.”
E così è sceso dal ring l’ultimo italiano campione del mondo. Un pugile serio, uno che si è sempre preparato con grande scrupolo. Uno che ha capito che non si può battere il tempo che passa. La reattività diminuisce, la velocità cala, i tempi di recupero si allungano. E vedi che non riesci più a fare quello che prima ti veniva così facile. È semplicemente arrivato il momento di chiudere, e lui l’ha fatto.
È già cominciata una nuova avventura.

Da sinistra: Luigi Ascani, Giovanni De Carolis, Italo Mattioli

Lavoro sempre nel pugilato. Organizzo eventi. Cerco di costruire una struttura che dia continuità all’attività pugilistica. I rapporti internazionali, che nel corso degli anni ho intrecciato con personaggi importanti. mi potrebbero consentire di allestire qualcosa di bello per i pugili italiani.  Voglio seguirli nel modo in cui avrei voluto essere seguito io quando avevo 20 anni. Vorrei farli combattere con grandi avversari anche in Italia. Da qui a cinque anni spero di riuscire a realizzare questo programma. Struttura, marketing, promozione, organizzazione, preparatori, allenatori per potersi esprimere al massimo. È un sogno, ci credo. Proverò a realizzarlo.
La De Carolis Promotions gestisce una società che cura l’attività di giovani talenti, li segue in ogni aspetto della carriera, con la speranza che qualcuno di quei ragazzi riesca a imitare Giovanni. Il 14enne che ha scoperto il pugilato alla Garbatella e che diciannove anni dopo, con un maestro della Garbatella all’angolo, è diventato campione del mondo.
La storia continua, non perdiamolo di vista.

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Sfruttamento della prostituzione: risoluzione “pilota” del Municipio VIII

Presentata da cinque partiti, sottoscritta all’unanimità. A saldare lo spettro politico di via Benedetto Croce è una proposta di risoluzione per contrastare lo sfruttamento della prostituzione. Un fenomeno che da oltre vent’anni affligge la zona Marconi e Valco San Paolo, tra residenti che hanno paura di uscire di casa di sera ed altri, invece, che nelle settimane scorse sono scesi per strada a denunciare a gran voce ciò che accade; ovvero urla, tafferugli e litigi tra “clan” rivali che si contendono i marciapiedi. Donne che si riforniscono dai secchi dell’immondizia per accendere roghi, incendiando anche sostanze tossiche. E poi ciò che rimane al mattino sul “campo di battaglia”: profilattici usati, fazzoletti, resti di fuochi, rami caduti e utilizzati di notte come giacigli di fortuna. Un ampio affresco che muove dalla disperazione più profonda – delle donne – alla violenza più sfacciata dei protettori.

La proposta di risoluzione

Approvata il 26 settembre in assemblea municipale, il documento proposto dal centro sinistra (Lista Calenda, Lista Gualtieri, PD, M5S e Sinistra Civica Ecologista) e sottoscritto anche da Forza Italia e Fratelli d’Italia è una risoluzione “pilota”, unicum nel panorama romano. Si chiede al primo cittadino Roberto Gualtieri e alla Giunta Capitolina l’emanazione di un’ordinanza speciale ad hoc.

“L’unico mezzo di cui un sindaco dispone per derogare alla normativa primaria” ha ricordato la consigliera Simonetta Novi, che da mesi si spende sul tema. “L’ordinanza avrà durata semestrale, com’è accaduto anche a Firenze, Milano, Rimini e Riccione”. Questo provvedimento del Sindaco, inoltre, sarebbe uno stimolo per le forze di polizia, “che potranno chiedere al Ministero degli Interni i fondi necessari per aumentare i pattugliamenti” ha concluso la consigliera.

Infatti, benché la prostituzione di per sé non sia un reato, zona Marconi di illeciti pullula. Basta avere sotto gli occhi il Regolamento della Polizia Urbana di Roma. Articolo 4: vietato compiere atti contrari al decoro. Gli articoli 12 e 30, inoltre, proibiscono di emettere grida e schiamazzi e di accendere fuochi su suolo pubblico. Senza contare, poi, che la posizione dei protettori è ben diversa: lo sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione sono reati. Queste le premesse da cui muove la richiesta del Municipio VIII.

degrado via Marconi
Resti di un rogo su viale Marconi

Quali prospettive?

Una battaglia contro i mulini a vento? Sicuramente contro i paravento. Quelli usati nelle traverse di viale Marconi per coprire alla bell’e meglio rapporti sessuali consumati sul marciapiede, a qualche metro da portoni e finestre. A seguito di queste e altre scenette emblematiche, nella primavera di due anni fa i residenti si erano mobilitati. Avevano diffuso una petizione di protesta che raggiunse subito le duecento firme. A giugno scorso, invece, risale un incontro tra cittadini e consiglieri municipali a largo Enea Bortolotti, altro punto nevralgico della zona. Come accennato in quell’occasione, la consigliera Novi ha compattato l’ala progressista di via Benedetto Croce mietendo consensi anche dalla destra.

Adesso, oltre all’ordinanza speciale per aumentare i controlli, si chiede alla Giunta Capitolina il potenziamento del progetto “Roxanne”, che dal 1999 soccorre e protegge le persone vittime di tratta. “Stiamo parlando di donne sfruttate, strappate alla loro terra spesso con l’inganno, spogliate della propria dignità” ha commentato la consigliera Valchiria Vittori (PD). “Punire reati minori come l’accensione dei roghi e gli schiamazzi è un primo passo, ma rischia di dislocare il fenomeno senza minarlo alla base. A queste persone bisogna offrire un’alternativa: in quest’ottica, fondamentale il potenziamento del progetto Roxanne”.

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Porta San Paolo: l’ultimo baluardo

[Municipium. Storia e Archeologia del nostro territorio. Rubrica a cura di Luca Canali]

Da Porta Ostiensis a Porta San Paolo

Come la Porta Appia, l’odierna Porta San Paolo è la meglio conservata della cinta aureliana. Da qui partiva la via Ostiense, che conduceva al porto di Ostia, da cui prendeva il nome, per poi essere cristianizzata in “Porta San Paolo” dovuto alla vicinanza della basilica dedicata all’Apostolo delle Genti.

Nella sua maestosità è possibile distinguere diverse fasi costruttive:

  • Prima fase: la porta presentava due ingressi, inquadrati da torri a pianta semicircolare
  • Seconda fase: nel periodo di Massenzio (306-312) vennero aggiunti due muri a tenaglia, con la controporta, anch’essa dotata di due fornici in travertino e vennero foderate le torri.
  • Terza fase: con l’imperatore Onorio (395-423), come nelle altre porte delle mura, i fornici di ingresso e della controporta vennero ridotti da due ad uno e le torri rialzate.

È qui che, durante la Guerra Greco-Gotica (535-553), il re ostrogoto Totila nell’autunno del 549, dopo aver posto sotto assedio Roma per la terza volta, riuscì a conquistarla grazie a un nuovo tradimento dei guardiani, che aprirono i battenti di Porta San Paolo al suo esercito.

Già dal V secolo e almeno fino al XV, come abbiamo già visto per Porta San Sebastiano, le porte aureliane erano concesse in appalto o vendute a privati per la riscossione del pedaggio per il relativo transito di merci e persone.

Granatieri a Porta San Paolo, foto tratta da “Trent’anni di vita italiana” di Pietro Caprioli

La Battaglia di Porta San Paolo

La sera del 9 settembre 1943, mentre le truppe tedesche marciavano sulla via Ostiense pronte ad occupare la Capitale, la 21ª Divisione fanteria “Granatieri di Sardegna” si spostò verso il centro, ingaggiando duri combattimenti alle Tre Fontane), attorno alla Collina dell’Esposizione (attuale quartiere EUR), al Forte Ostiense ed infine asserragliandosi a Porta San Paolo, che divenne un baluardo difensivo della Resistenza, protetta da barricate e carcasse di veicoli.

In aiuto dei granatieri accorsero numerosi civili armati alla meglio, i reparti della legione territoriale Carabinieri di Roma, il Reggimento Lancieri di Montebello, il I squadrone del Reggimento Genova Cavalleria, alcuni reparti della divisione Sassari, lo squadrone guidato dal tenente Maurizio Giglio e i paracadutisti del X Reggimento Arditi.

La Battaglia di Porta San Paolo ebbe inizio il 10 Settembre. A fianco dei granatieri trovò la morte Maurizio Cecati, diciassettenne, forse il primo caduto nella lotta di Liberazione.

Ai combattimenti partecipò il futuro Presidente della Repubblica Sandro Pertini che si pose a capo di uno dei primi gruppi combattenti della Resistenza, anche utilizzando come munizioni delle pietre.

L’eroica difesa durò fino alle ore 17:00: l’accordo della resa di Roma era già stato firmato alle ore 16:00 dal generale Giorgio Carlo Calvi di Bergolo, mentre i combattimenti ancora infuriavano.

Museo via Ostiense

Il Museo della Via Ostiense

Realizzato nel 1954, il Museo della Via Ostiense conserva materiali provenienti dal territorio compreso tra Roma e Ostia. Vanno segnalati tre arcosoli, dipinti provenienti da una tomba del III secolo ritrovata presso la Basilica di San Paolo, numerosi calchi di iscrizioni e cippi funerari. Nella torre orientale vi sono resti di affreschi databili tra la fine del XIII e gli inizi del XIV secolo, decorazioni di una cappella della comunità bizantina. Ad oggi, purtroppo è chiuso al pubblico.

Per approfondire

  • Coarelli F., Guida Archeologica di Roma
  • Piscitelli E., Storia della resistenza romana
  • Roatta M., Memoria sulla difesa di Roma, relazione all’Ufficio Operazioni dello Stato Maggiore Esercito, Brindisi, 18 gennaio 1944
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Invasione di topi in via Girolamo Benzoni

Tutto nasce dallo stato di abbandono dei Mercati Generali

Ostiense – Non sono rane o cavallette, la “piaga d’Egitto” romana è la diffusione di topi. In particolar modo in via Girolamo Benzoni, tra i quartieri Ostiense e Garbatella, la situazione è precipitata. Ratti che infestano le cantine e le aree verdi vicino al ponte Settimia Spizzichino sono all’ordine del giorno. Alcuni tombini — raccontano i residenti — sono stati coperti con reti per arginare l’invasione.
A scendere in campo è il comitato di Legambiente Garbatella, che venerdì 20 settembre ha inviato una lettera di protesta al sindaco Gualtieri e ai rappresentanti del Municipio VIII. Duplice è l’obiettivo: sollecitare un intervento di derattizzazione e chiedere un confronto con l’amministrazione locale per mettere in chiaro quali sono i progetti di recupero dell’area degli ex mercati generali, diventata un vero e proprio serraglio di ratti, blatte e serpenti. A sostegno dell’istanza, una petizione che dal 10 al 21 settembre ha raccolto il consenso di oltre 500 residenti.
“Quello dei topi, in zona, è un problema grave e sentito che si protrae da anni” ha raccontato Maurizio Santoni, promotore dell’iniziativa, “sono stati i cittadini a mobilitarsi in prima persona per far circolare la petizione”. Una solerzia che non stupisce, se letta alla luce dei recenti avvenimenti che coinvolgono la Casa dei Bimbi, la materna di Garbatella costretta a chiudere a una settimana dall’inizio dell’anno scolastico a causa della presenza di ratti ed escrementi. Un problema, dunque, sentito anche in altri angoli del quartiere. “Il problema di via Benzoni nasce dallo stato di abbandono degli ex mercati generali” ha proseguito Maurizio Santoni, “è da lì che vengono gli animali”.


Non solo topi: anche blatte e serpenti si aggirano tra i capannoni dell’area abbandonata sottostante, e talvolta fanno capolino in strada. Come nel caso della vipera segnalata a novembre 2023 all’incrocio tra via Benzoni e via Pigafetta. “Il biologo che la raccolse” racconta una residente di via della Moletta, “disse che era sicuramente venuta dagli ex mercati generali dove si era creato un ambiente favorevole ai serpenti”.
Ex mercati generali una storia infinita
Un’enorme voragine urbanistica che si spalanca nel quartiere Ostiense, tra i più vivaci e popolosi di Roma. Ecco come si presentano gli ex mercati generali, chiusi dal 2003, quando le attività commerciali si spostarono al Centro Agroalimentare di Roma con sede a Guidonia. Da quel momento tanti sono stati i progetti, e altrettanti i tecnici e gli investitori che hanno fatto dietrofront in una serie di peripezie lunga oltre vent’anni.
Nel 2006 la riqualificazione aveva il nome di “Città dei giovani”, su iniziativa dell’allora sindaco Walter Veltroni. Prevedeva uno studentato, un centro anziani, un auditorium, un’area verde, oltre a bar, ristoranti e uffici pubblici, il tutto affidato all’azienda Lamaro che, non riuscì a completare più del 26 per cento degli interventi. Il progetto, modificato più volte nel corso degli anni, sembrava aver trovato una forma definitiva nel 2015, quando l’Assessore all’Urbanistica della giunta Marino, Giovanni Caudo, aveva dichiarato che i cantieri si sarebbero chiusi entro il 2018.

Una speranza più che una certezza, come dimostrano le evoluzioni successive: nel 2017 della riqualificazione nemmeno l’ombra ma il programma, intanto, aveva avuto il tempo di cambiare di nuovo. Prevedeva una nuova biblioteca comunale, un corso, una piazza, spazi per studenti, un cinema, una sala conferenze, un’area sportiva, mentre la giunta Raggi assicurava che i lavori sarebbero terminati entro il 2020.
Fatto che sta che proprio quell’anno è scoppiata la pandemia, che ha paralizzato contestualmente cantieri e buona volontà. Adesso sulla giunta Gualtieri si appuntano le speranza dei residenti.
“Chiediamo un incontro con l’amministrazione locale per chiarire se sono previsti interventi di riqualificazione degli ex mercati generali” ha spiegato Maurzio Santoni, “e soprattutto quali sono le tempistiche”.

[Articolo pubblicato sul periodico Cara Garbatella, Anno XVIII – Ottobre 2024/numero 65, pag. 6]

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Presentazione del libro “La verità sull’eccidio del ponte di Ferro”

L’appuntamento è previsto per il 14 ottobre alla sala del Carroccio in Campidoglio

Prosegue il ciclo di presentazioni del libro di Giorgio GuidoniLa verità sull’eccidio del Ponte di Ferro”. Il nuovo appuntamento è alle ore 16.00 del prossimo 14 ottobre presso la sala del Carroccio in piazza del Campidoglio. L’evento, organizzato dall’associazione culturale Cara Garbatella, vedrà l’intervento di Valeria Baglio, capogruppo PD all’assemblea Capitolina, di Gabriele Ranzato ex professore ordinario di Storia Contemporanea all’Università di Pisa ed altri storici. Il dibattito sarà moderato da Gianni Rivolta, giornalista, scrittore e direttore di Cara Garbatella.

Con questa ricerca l’autore ha finalmente fatto chiarezza su un episodio della storiografia della Resistenza romana ritenuto dubbio. Si tratta del presunto eccidio delle dieci popolane, uccise il 7 aprile 1944 da parte di militi nazisti sul Ponte dell’Industria, noto ai romani come Ponte di Ferro. Il primo a citare l’episodio fu il giornalista Cesare De Simone in un suo testo del 1994. Benché non ci fossero riscontri documentali, il racconto fu accolto come reale e portò all’installazione di una stele commemorativa con i nomi delle vittime a ridosso della balaustra del ponte, dove ogni anno si svolge una cerimonia celebrativa con la presenza delle autorità.

La ricerca di Guidoni, incentrata sui nomi e cognomi citati da De Simone, porta in rilievo la storia delle dieci donne, anzi di nove e un uomo, e stabilisce una verità storica sconcertante. Pur essendo tutte delle patriote con un preciso ruolo nella lotta contro il nazifascismo, nessuna è stata coinvolta in quell’episodio perché decedute anni dopo e in altri frangenti.

[Articolo pubblicato sul periodico Cara Garbatella, Anno XVIII – Ottobre 2024/numero 65, pag. 3]

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In ricordo di Nicola Perfetto, l’amato maestro della Garbatella

L’estate appena trascorsa ha scavato un vuoto incolmabile in un quartiere assolato e semideserto. E mentre le scuole riaprono e le strade tornano a riempirsi di studenti e professori, Nicola Perfetto non è più tra noi. È scomparso il 13 agosto all’età di 73 anni il maestro che ha cresciuto i bambini della Garbatella, tra i banchi della Cesare Battisti prima e del plesso Alonzi poi. “Era una persona estremamente generosa” queste le parole commosse della moglie Rina, che prosegue “Anche dopo dieci anni gli ex-studenti lo riconoscevano per la Circonvallazione Ostiense, lo salutavano, lo abbracciavano”.

Centinaia sono i volti che passano davanti agli occhi di un maestro, ma il maestro resta uno. E i bambini, adesso uomini e donne, continuano a ricordarlo. “Per scherzo gli dicevo che avrebbero dovuto farlo Sindaco” ricorda sorridendo la figlia Natalia, “quando uscivamo di casa c’era sempre qualcuno che ci fermava, ci salutava, e per arrivare ci mettevamo due ore”. Il maestro Perfetto è stata una presenza costante nella vita del quartiere: di carattere solare e giocoso, era in grado di stringere con colleghi e bambini un legame indissolubile. E non solo nelle aule scolastiche, ma anche a casa degli studenti, dove spesso si recava per aiutarli con i compiti.

Il maestro aveva anche un’altra passione, come membro dell’associazione sportiva Rione Garbatella, organizzava tutti gli anni la storica maratona di quartiere che prevede non a caso una sezione dedicata ai più piccoli. “Era un uomo di una disponibilità instancabile. Faceva volontariato anche in Vaticano e alla Basilica di San Paolo, con servizi di guardia” ha raccontato la figlia Natalia. Non diceva mai di no il maestro Perfetto, originario di Rossano in Calabria ma romano di adozione. Dopo il diploma magistrale, inizia a insegnare come supplente in diversi istituti senza riuscire a entrare di ruolo.

Allora intraprende il mestiere di tassista, che svolge a Roma fino alla metà degni anni Ottanta, quando finalmente vince il concorso e corona quello che è sempre stato il suo sogno: sedersi dietro una cattedra e insegnare – tra una battuta e l’altra a intervallare la lezione. Tornato a casa non perdeva il sorriso. “Era una battuta continua! Certo, sapeva essere severo quando serviva” ricorda la figlia, “però spesso e volentieri era permissivo, scherzoso. Mi è sempre stato vicino”. Sensibilità e generosità, ottimismo e serietà allo stesso tempo. Ricorda Francesca Vetrugno, che qui parla più come amica che come assessora municipale alle Politiche Scolastiche: “la figura del maestro è diventata rara, perché purtroppo l’insegnamento è un ambito marcatamente connotato al femminile.

Ma quando ci sono, i maestri rappresentano un valore aggiunto, un punto di riferimento diverso e importantissimo per i bambini. Se ripenso a Nicola Perfetto, mi viene in mente la grande serietà di insegnante, e poi tanta gentilezza, il sorriso sempre sulle labbra”.

[Articolo pubblicato sul periodico Cara Garbatella, Anno XVIII – Ottobre 2024/numero 65, pag. 3]

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Basket: il San Paolo Ostiense è in Serie B. Città Futura in cerca di conferme

Smaltiti i legittimi festeggiamenti per la promozione, c’è grande fermento in casa del San Paolo Ostiense Basket in vista dell’inizio del campionato di Serie B Interregionale.
Sotto la guida tecnica di coach Carlo Colella, la squadra si prepara ad affrontare nuove sfide, fin dalla prima delle ventidue partite del girone F Conference Centro Italia.
Conferma importante è quella del capitano Riccardo Conte, uomo spogliatoio e giocatore in grado di saper interpretare tutti i ruoli in campo: “Ci stiamo approcciando a questa nuova stagione con grande entusiasmo e determinazione – ci racconta Conte – La squadra è in ottima forma, abbiamo lavorato duramente nella preparazione estiva e siamo pronti a dare il massimo in ogni partita. Le motivazioni sono alte, vogliamo dimostrare il nostro valore e raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati. Il coach ci sta trasmettendo molta fiducia e ci sta spingendo a migliorare continuamente, sia individualmente che come gruppo. Non vedo l’ora di scendere in campo con i miei compagni per affrontare le sfide che ci attendono”.
Al suo fianco la rosa si va a completare con: Emiliano Attia, Eugenio Amanti, Maurizio Antinori, Federico Conte, Gianluca Ferrara, Federico Loi, Gian Marco Miscione, Raul Moldovan, Mario Mugnaioli, Francesco Paolini, Simone Repaci, Gabriele Sarghini, Lorenzo Sedita, Valerio Terrasini, Tommaso Vettor e Marco Vrancianu. Si sono aggiunti i 2005 Tristano Cecchini, proveniente dal Pass Roma, Claudio Paluzzi del Roseto Bk e i giovani Giuseppe Carannante e Luca Cardinali. Questa stagione segna anche il ritorno, conclusa l’esperienza alla Lazio Basket, del play Paolo Gentiloni e dell’ala Riccardo Moretti.
La prima palla a due è in programma sabato 28 settembre alle ore 17:00, in casa al Pala Spano (viale di San Paolo 12) contro l’Esperia Cagliari; l’ultima della Regular Season è prevista domenica 2 febbraio in trasferta contro Stella Azzurra Viterbo.
Le prime 6 squadre classificate di ogni girone di Conference si qualificheranno per i Play-in Gold, le ultime 6 per i Play-in Out.

San Paolo Ostiense Basket

Calendario andata Regular Season

      • 28 set. 17:00 San Polo Ostiense – Esperia Cagliari
      • 6 ott. 18:00 Supernova Fiumicino – SPO
      • 9 ott. 20:30 SPO – Centro Bk Mondragone
      • 12 ott. 18:00 Pescara Bk 2.0 – SPO
      • 19 ott. 18:00 SPO – Basket Ferentino 1977
      • 26 ott. 18:00 SPO – Amatori Pescara 1976
      • 3 nov. 18:00 Basket Palestrina – SPO
      • 10 nov. 18:00 Vasto Basket – SPO
      • 16 nov. 18:00 SPO – Nuovo Basket Aquilano
      • 21 nov. 20:00 Carver Roma – SPO
      • 23 nov. 18:00 SPO – Stella Azzurra Viterbo

Serie C: Città Futura Basket in cerca di conferme

Si accendono i riflettori sulla prossima stagione della Serie C Unica. Dopo il sorteggio dei due gironi, che vedranno protagoniste 28 società partecipanti, i ragazzi allenati da coach Massimo Baralla sono stati inseriti nel girone I con: Vigna Pia, Hsc Palocco Roma Basket, Fonte Roma Basket, Tiber Basket Roma, Cestistica Civitavecchia, Pass Roma, Alfa Omega, Bracciano Basket, Borgo Don Bosco, La Salle, Rim Sport Cerveteri, Stelle Marine e Basket Roma.
La nuova formula prevede una Regular Season più lunga (26 partite) e per fare una valutazione sul tipo di girone in cui siamo stati inseriti dovremmo aspettare un po’ di partite – ci racconta coach Baralla – La squadra sta molto bene, il fatto di aver inserito “solo” due giocatori ci ha aiutato a ritrovare subito la giusta alchimia. Stiamo lavorando bene, sono molto soddisfatto e credo che potremo dire la nostra contro tutti. Abbiamo qualche ragazzo che deve recuperare da infortuni pregressi, ma hanno voglia di tornare in campo e questo sono convinto che li porterà ad un recupero più veloce del previsto”.

Città Futura Basket

Il coach potrà contare ancora sul capitano Daniele Bonessio, fresco di rinnovo del contratto: “Sono davvero molto contento di poter proseguire questa avventura – si esprime Bonessio in una nota societaria – Per me vestire questi colori è da sempre una grande emozione e credo che non ci sia cosa più bella di poter giocare in quella che a tutti gli effetti considero casa mia. Siamo reduci da una stagione sicuramente positiva, nel corso della quale abbiamo raggiunto gli obiettivi che ci eravamo prefissati, sostenuti dal fantastico pubblico del Pala Avenali e dalla Brigata PCF che è sempre stata al nostro fianco in casa e in trasferta. Ma è già arrivato il momento di focalizzare la nostra attenzione sul prossimo campionato, che si prospetta ancora più impegnativo e che ci obbligherà a non commettere passi falsi”.

I due nuovi innesti principali sono il playmaker classe 1999 Luigi Cimminella e l’ala grande classe 1997 Eugenio Boccafurni; la rosa si va completare con: Francesco Argenti, Mattia Giannini, Francesco Ingrillì, Federico Pierantoni, Alessio Ranocchia, Singh Taranjit (Tony) e gli under Davide Santomassimo, Simone Camposeo, Giordano Cantoni, Jacopo Conte, Kareem Rady e Luigi De Caro. Assistente Federico Bonistalli, secondo assistente Mattia Finozzi.

Il campionato di Serie C Unica prenderà il via il weekend del 5 e 6 ottobre; per seguire Città Futura in casa basta recarsi al Pala Avenali in via dell’Arcadia 108

[Articolo pubblicato sul periodico Cara Garbatella, Anno XVIII – Ottobre 2024/numero 65, pag. 8]

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Invasione di topi: la “piaga d’Egitto” di via Girolamo Benzoni

Non sono rane o cavallette, la “piaga d’Egitto” romana è la diffusione di topi. In particolar modo in via Girolamo Benzoni, tra i quartieri Ostiense e Garbatella, la situazione è precipitata. Ratti che infestano le cantine e le aree verdi vicino al ponte Settimia Spizzichino sono all’ordine del giorno. Alcuni tombini – raccontano i residenti – sono stati coperti con reti per arginare l’invasione.

via Benzoni problema topi
Area verde interessata

A scendere in campo è il comitato di Legambiente Garbatella, che venerdì 20 settembre ha inviato una lettera di protesta al sindaco Gualtieri e ai rappresentanti del Municipio VIII. Duplice è l’obiettivo: sollecitare un intervento di derattizzazione e chiedere un confronto con l’amministrazione locale per mettere in chiaro quali sono i progetti di recupero dell’area degli ex mercati generali, diventata un vero e proprio serraglio di ratti, blatte e serpenti. A sostegno dell’istanza, una petizione che dal 10 al 21 settembre ha raccolto il consenso di oltre 500 residenti.

Topi e non solo

“Quello dei topi, in zona, è un problema grave e sentito che si protrae da anni” ha raccontato Maurizio Santoni, promotore dell’iniziativa, “sono stati i cittadini a mobilitarsi in prima persona per far circolare la petizione”. Una solerzia che non stupisce, se letta alla luce dei recenti avvenimenti che coinvolgono la Casa dei Bimbi, la materna di Garbatella costretta a chiudere a una settimana dall’inizio dell’anno scolastico a causa della presenza di ratti ed escrementi. Un problema, dunque, sentito anche in altri angoli del quartiere. “Il problema di via Benzoni nasce dallo stato di abbandono degli ex mercati generali” ha proseguito Maurizio Santoni, “è da lì che vengono gli animali”.

vipera via Benzoni
Novembre 2023, via Benzoni

Non solo topi: anche blatte e serpenti si aggirano tra i capannoni dell’area abbandonata sottostante, e talvolta fanno capolino in strada. Come nel caso della vipera segnalata a novembre 2023 all’incrocio tra via Benzoni e via Pigafetta. “Il biologo che la raccolse” racconta una residente di via della Moletta, “disse che era sicuramente venuta dagli ex mercati generali dove si era creato un ambiente favorevole ai serpenti”.

Ex mercati generali, una storia infinita

Un’enorme voragine urbanistica che si spalanca nel quartiere Ostiense, tra i più vivaci e popolosi di Roma. Ecco come si presentano gli ex mercati generali, chiusi dal 2003, quando le attività commerciali si spostarono al Centro Agroalimentare di Roma con sede a Guidonia. Da quel momento tanti sono stati i progetti, e altrettanti i progettisti e gli investitori che hanno fatto dietrofront in una serie di peripezie lunga oltre vent’anni.

Nel 2006 la riqualificazione aveva il nome di “Città dei giovani”, su iniziativa dell’allora sindaco Walter Veltroni. Prevedeva uno studentato, un centro anziani, un auditorium, un’area verde, oltre a bar, ristoranti e uffici pubblici, il tutto affidato all’azienda Lamaro che, schiacciata dai debiti, non riuscì a completare più del 26 per cento degli interventi. Il progetto, modificato più volte nel corso degli anni, sembrava aver trovato una forma definitiva nel 2015, quando l’Assessore all’Urbanistica della giunta Marino, Giovanni Caudo, aveva dichiarato che i cantieri si sarebbero chiusi entro il 2018.

Una speranza più che una certezza, come dimostrano le evoluzioni successive: nel 2017 della riqualificazione nemmeno l’ombra ma il progetto, intanto, aveva avuto il tempo di cambiare di nuovo. Prevedeva una nuova biblioteca comunale, un corso, una piazza, spazi per studenti, un cinema, una sala conferenze, un’area sportiva, mentre la giunta Raggi assicurava che i lavori sarebbero terminati entro il 2020. Fatto sta che proprio quell’anno è scoppiata la pandemia, che ha paralizzato contestualmente cantieri e buona volontà. Adesso sulla giunta Gualtieri si appuntano le speranza di oltre 500 residenti.

Oltre 500 firme via benzoni
Oltre 500 firme di denuncia

“Chiediamo un incontro con l’amministrazione locale per chiarire se sono previsti interventi di riqualificazione degli ex mercati generali” ha spiegato Maurzio Santoni, “e soprattutto quali sono le tempistiche”.

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In migliaia per Ilaria Salis e Zerocalcare a Parco Schuster. Carcere, antifascismo e Europa al centro del dibattito

Questa notte non sarà breve. Più di quattromila persone in fila per entrare a Propaganda Schuster, negli spazi del festival che anima il parco davanti alla Basilica di San Paolo. Questa volta non è per un concerto, ma un dibattito politico. Sabato 21 settembre, Ilaria Salis, europarlamentare neo-eletta del gruppo The Left, e Zerocalcare si sono confrontati in una lunga discussione che ha guidato la platea tra i temi più importanti del presente: dal carcere alla repressione, fino all’antifascismo da una prospettiva europea.

Questa notte non sarà breve

Questa notte non sarà breve”: a dare il nome all’evento è il piccolo volume che ha riunito tutti i fumetti che Zerocalcare ha dedicato alla vicenda di Ilaria Salis e degli altri diciannove militanti antifascisti sotto processo in Ungheria.

Sul palco a moderare il dibattito Mattia Tombolini, fondatore di Momo Edizioni, la casa editrice che ha pubblicato il fumetto. Gli introiti della vendita andranno a finanziare una cassa in supporto delle persone coinvolte nelle vicende giudiziarie. La discussione, infatti, ha seguito due binari paralleli che hanno caratterizzato la vicenda di Salis: l’antifascismo in Europa e il carcere.

Abolire il carcere non è un’utopia

Le parole di Ilaria Salis ricostruiscono le dure giornate della detenzione ungherese, l’esperienza dell’arresto e delle condizioni di privazione a cui è stata sottoposta a Budapest. “Abolire il carcere non è un’utopia” afferma la Salis, avanzando una riflessione profonda sul sistema penale e carcerario, sulle sue funzioni e gli obiettivi. Una suggestione che porta le migliaia di persone presenti, in gran parte giovani, ad immaginare come sarebbe la società se il carcere non esistesse.

L’antifascismo è una responsabilità collettiva

Dalla memoria antifascista fino ai giorni nostri, sul palco Zerocalcare e Ilaria Salis hanno cercato di rappresentare una fotografia lucida dell’Europa di oggi. Lo hanno fatto raccontando come forme di  repressione e di chiusura degli spazi di democrazia impongano a tutte e tutti la responsabilità collettiva dell’antifascismo. A partire, per esempio, dal Ddl 1660 approdato recentemente in Parlamento sulle norme di sicurezza pubblica e dagli antifascisti e dalle antifasciste ancora in carcere per vicende simili a quella di  Ilaria Salis.

Un palco per tante voci

Oltre agli interlocutori, il palco è stato spazio anche per altre voci. In apertura, l’intervento della rete che sta promuovendo il referendum sulla cittadinanza ha invitato tutte e tutti i presenti a sottoscrivere per  permettere a chi vive stabilmente in Italia da più di cinque anni di richiedere la cittadinanza e di trasmetterla ai propri figli. Non poteva mancare, durante la serata,  un pensiero dedicato a Renato Biagetti, antifascista ucciso a coltellate nel 2006, la cui memoria, ogni anno, viene celebrata proprio su quel palco. In chiusura un saluto istituzionale del Presidente del Municipio VIII Amedeo Ciaccheri, che ha, poi, lasciato i microfoni agli attivisti di Extinction Rebellion per parlare di crisi climatica.

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Al via le celebrazioni per la giornata dell’otto settembre, Mattarella a Porta San Paolo

Al via le celebrazioni legate alla giornata dell’otto settembre che anche quest’anno, in cui ricorre l’81° anniversario della Difesa di Roma dalla barbarie nazista, saranno ricche di appuntamenti e che si svolgeranno come sempre a Porta San Paolo, luogo sacro per la Resistenza e per l’Italia.
Si comincia al mattino con la cerimonia a cui parteciperà il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, al “Parco della Resistenza dell’8 settembre 1943”, successivamente è prevista un’altra cerimonia in piazza di Porta San Paolo.

Il Presidente Mattarella rende omaggio ai martiri delle Fosse Ardeatine

Le misure di sicurezza previste

Diverse le misure di sicurezza, previsti divieti di sosta, con rimozione, già dalla sera di sabato, su  viale della Piramide Cestia, tra piazzale Albania e piazzale di Porta San Paolo, ma soltanto direzione della Piramide.
Divieti di sosta anche in largo Manlio Gelsomini, in piazzale Ostiense in via del Campo Boario.  Nel corso delle celebrazioni non si escludono deviazioni, oltre che per il traffico, anche per le linee di bus che transitano nella zona.

Le iniziative nel territorio dell’VIII Municipio

Nel pomeriggio, invece, è in programma una pedalata nei luoghi della Resistenza dell’VIII Municipio. L’iniziativa è organizzata dalla Associazione Sportiva Dilettantistica Le Bici. L’appuntamento è alle 16:00 in Piazzale Caduti della Montagnola per raggiungere Piazzale Ostiense. Il percorso di circa 10 km è adatto anche ai bambini e toccherà diversi luoghi della memoria. Per iscriversi e per ulteriori informazioni basta mandare una mail a lebicidiroma@gmail.com. Domenica sera a partire dalle 20:00, sempre a Porta San Paolo, ci sarà lo spettacolo “Poeti e Poesie di Pace” nella scenografia ideata dall’architetto Cesare Esposito.
Infine, alle ore 21:00, sulla facciata della Piramide Cestia, in programma la proiezione del film documentario “Lussu”, film realizzato nel 2021 dal regista Fabio Segatori che sarà presente alla serata.
La pellicola racconta le vicende di Emilio Lussu eroe di guerra con 4 medaglie al valor militare e in seguito pacifista dopo aver assistito al massacro della Grande Guerra. La sua partecipazione al conflitto sarà raccontata nel suo libro di memorie Un anno sull’altopiano, tradotto in tutto il mondo.

La storia di Emilio Lussu

Dopo aver fondato il Partito Sardo d’Azione è eletto parlamentare diventando uno strenuo oppositore al fascismo che lo arresta e lo spedisce al confino, a Lipari.
Da qui scappa su una barca col suo amico Carlo Rosselli col quale fonda, a Parigi, la prima organizzazione antifascista: “Giustizia e Libertà”.
Partecipa quindi alla Guerra Civile Spagnola sul fronte antifranchista. Ricercato e braccato dall’OVRA anche oltralpe, Emilio Lussu vive tra Parigi, la Svizzera, il Portogallo e Marsiglia. Rientra in Italia dopo l’8 settembre, dove è ministro nei governi Parri e De Gasperi.
Il film è anche la storia di un grande amore: quello con Joyce Salvadori, compagna di una vita, anche lei partigiana, scrittrice e attivista per i diritti delle donne.

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Viale e piazzale Hitler. Quando Mussolini omaggiò il Führer nell’odonomastica

[Municipium. Storia e Archeologia del nostro territorio. Rubrica a cura di Luca Canali]

A Roma durante il regime fascista furono intitolate una strada e un piazzale ad Adolf Hitler, tracciati che esistono tuttora, ma ovviamente con un nome diverso. Dove si trovavano?

La stazione Ostiense

Nel 1937 si decise di costruire un nuovo scalo ferroviario imponente, nell’area occupata da campi presso via della Travicella per la visita di stato del Cancelliere tedesco che avvenne il 6 maggio 1938. La stazione però era molto al di là dall’essere completata e si decise di costruire una stazione monumentale provvisoria (costituita quasi per intero da un impalcato portante rivestito con pannelli riproducenti le fattezze del marmo) progettata dall’architetto Roberto Narducci.

La costruzione della scenografia venne commentata anche da Pasquino con queste parole:

«Povera Roma mia de travertino
te sei vestita tutta de cartone
pe’ fatte rimira’ da ‘n imbianchino
venuto da padrone! »

Il viale ed il piazzale

Con il terreno di riporto venne alzato un terrapieno sul quale vennero impostati il viale fiancheggiato da pini ed il piazzale antistante la stazione. Per omaggiare il suo collega dittatore, Mussolini volle dedicare entrambi ad Adolf Hitler. Dopo la guerra, i due nomi furono cambiati in piazzale dei Partigiani e viale delle Cave Ardeatine (in ricordo dell’eccidio delle Fosse Ardeatine): una damnatio memoriae perfetta.

Piazzale dei Partigiani

Per approfondire

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Dalle carceri un appello alla coscienza civile

Di Claudio D’Annamà

Ieri 8 agosto si è svolta, nelle prigioni di questa assolata e disastrata nazione, una giornata di protesta sulla condizione di “non vita” carceraria a cui sono costretti oltre 60 mila detenuti. La forma di protesta scelta dal movimento che da qualche settimana sta agitando tutti i luoghi di reclusione della penisola è quella della battitura ovvero la scelta di fare rumore, il più possibile, ricorrendo a pentole e stoviglie, oggetti vari da sbattere contro le sbarre della propria cella. E’ una forma di protesta assolutamente pacifica che contrasta con la situazione drammatica che si vive dentro.

Il sovraffollamento negli istituti penitenziari e il numero dei suicidi ormai fuori controllo sono infatti un’emergenza nazionale. Un’emergenza tutta legata al degrado totale delle carceri a cui questo governo non sa dare risposte.

Sono 65 i suicidi dall’inizio dell’anno e altrettanto significativo è il fatto che sono almeno 7 gli agenti di sorveglianza che si sono tolti la vita. Un carcere come questo insomma non dà speranze di recupero a nessuno ma produce piuttosto malessere sociale, disperazione, ulteriore devianza. “E un carcere che non dà speranze di reinserimento vale zero anche sul piano della sicurezza e della convivenza civile”: questo l’avvertimento che sta dietro la denuncia di questi giorni.

A Garbatella un’iniziativa di solidarietà con i detenuti

L’appello a non lasciare isolata e chiusa dietro le sbarre la protesta è stato accolto da diverse associazioni che si occupano di carceri. E anche da privati cittadini, singole persone o protagonisti a vario titolo della vita che percorre i quartieri delle nostre città. C’è chi ha messo striscioni o lenzuoli bianchi ai balconi. C’è chi dalle 12 alle 12 e 30, ovvero nella mezz’ora di battitura prevista dentro, si è dato appuntamento davanti una chiesa o in altro posto per discuterne.

C’è chi, magari in un lontano posto del Sud o in qualche dispersa periferia, ha scritto su un foglio di carta la sua adesione alla lotta e l’ha affissa nel bar del paese. Piccole cose, testimonianze spontanee, idee portate avanti senza il clamore delle grandi manifestazioni.

A Garbatella è andata in onda una di queste iniziative minime di solidarietà. Tre cittadini per quanto avanti negli anni hanno rinnovato una scelta molto in voga nel secolo passato ed ora quasi scomparsa con l’avvento dei social. Agostino, noto animatore del gruppo di lettura Cavallo Pazzo Legge, Claudio e Michele due ex compagni di liceo negli anni 60, i loro nomi.

Hanno scritto un volantino, lo hanno stampato in centinaia di copie, sono scesi per le strade, hanno girato tra i lotti, mettendosi a distribuire copie e scambiando pareri con le persone più diverse. L’hanno chiamata “un’ora d’aria al fianco dei detenuti” e nel percorso hanno toccato alcuni punti tra i più vivi, per quanto arsi dal solleone, di Garbatella: Sant’Eurosia, i Cesaroni, la scuola migranti di Casetta Rossa, gli Alberghi, la Metro, l’hub culturale Moby Dick, via Passino ovvero il cuore della politica locale, piazza Sauli col suo nuovo murale dedicato a un Daniele De Rossi bambino.

Un bilancio positivo e il 15 si replica

Come è andata ce lo dice uno dei tre “agitprop dai capelli bianchi” che parla a nome di tutti: “Beh volevamo dare un segnale di vicinanza a chi vive una situazione terribile e crediamo di esserci riusciti.

Abbiamo distribuito 250 volantini e attaccato decine di copie in giro. Sicuramente la notizia di questa cosa arriverà anche dentro.” E per quanto riguarda il grado d’accoglienza? “Ovviamente molto vario. In maggioranza positivo da parte di persone anziane e soprattutto donne di una certa età, indifferente diciamo un 20% e purtroppo molti ragazzi preoccupati di non staccarsi dal telefonino, ostile al problema invece una minoranza.

E ci sono stati pure momenti veri di condivisione non solo in posti come la Scuola per migranti di Casetta Rossa ma anche davanti bar o sotto portoni, per fortuna ombrati, dove si sono formati anche piccoli capannelli.” E ora? “E ora niente. Noi qua stiamo. Sappiamo che il 15 si replica e forse ce ne saranno altre ancora, se questo governo che possiamo chiamare Sordio, cioè sordo e Nordio, non risponde alle giuste richieste dei detenuti.

Un quartiere come questo, è la nostra speranza, non resterà certo insensibile a dare nuovi segnali di partecipazione democratica e civile.

Ah, un’ultima cosa, questa nostra piccola iniziativa l’abbiamo voluta dedicare a Nadia Bagni un’assistente sociale molto nota nel quartiere, protagonista di un forte impegno sociale, che è venuta a mancare proprio un anno fa.”

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Referendum Autonomia Differenziata. Ecco dove si firma nel Municipio VIII

È partita la raccolta firme nel Municipio VIII per il Referendum contro l’Autonomia Differenziata. Il primo appuntamento è previsto per domenica 21 luglio a piazza Benedetto Brin, dalle ore 19:00. Presente anche l’Anpi mercoledì 24 luglio dalle ore 17:00 con un banchetto a Metro Garbatella, seguiranno tanti altri incontri per raggiungere l’obiettivo delle 500 mila firme necessarie.

Banchetti ANPI (in aggiornamento) sulle pagine social

La campagna referendaria nazionale

Prende il via nel weekend del 20 e 21 luglio 2024, in tutta Italia, la campagna di raccolta firme per il referendum integralmente abrogativo della legge sulla autonomia differenziata, promossa dal Comitato Referendario costituito da un vasto schieramento di forze sociali, politiche, associative e della società civile. In testa ovviamente la CGIL e l’ANPI, ma anche partiti, associazioni e rappresentanti delle istituzioni locali.

“Sì all’Italia unita, libera e giusta. Una firma contro l’Autonomia differenziata”, questo lo slogan della mobilitazione che punterà a coinvolgere mezzo milione di cittadini necessari per ottenere il Referendum. L’obiettivo è quello di riuscire ad abrogare la legge Calderoli.

La Legge Calderoli

La Legge Calderoli è l’attuazione concreta del modello leghista dell’autonomia differenziata. Consisterà sostanzialmente nel riconoscimento alle Regioni, da parte dello Stato, di autonomia legislativa sulle alcune materie di competenza concorrente e in tre casi di materie di competenza esclusiva dello Stato.

Parliamo di scuola, di rapporti con l’Unione Europea, della tutela e della sicurezza sul lavoro, delle reti di trasporto, della tutela ambientale ed altro ancora. Insieme alle competenze, le Regioni potranno anche trattenere il gettito fiscale. Insomma, con questa legge il Governo Meloni rafforza il potere delle Regioni e, soprattutto, la loro autonomia economica rispetto allo Stato.

Le ragioni del No

Da subito questa legge è stata duramente contestata dalle opposizioni in Parlamento. Concedere alle Regioni autonomia legislativa e la possibilità di trattenere il gettito fiscale su molte materie, fino ad oggi competenza dello Stato, vuol dire differenziare di molto i servizi pubblici essenziali nel territorio nazionale.

Lo spirito della raccolta per il No si concentra proprio su questo: la Legge Calderoli rischia di spaccare l’Italia ed aumentare il divario tra il Sud e il Nord. Per molti, questa legge rappresenterebbe un attacco diretto al principio di solidarietà sociale definito dalla nostra stessa Costituzione.

Per questo la battaglia politica e sociale si annuncia lunga e sicuramente dura, perché chiamerà a confrontarsi due anime opposte del nostro Paese.

Regione Lazio

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Degrado, roghi tossici e prostituzione in zona Marconi

“Ci sentiamo stanchi e abbandonati” : è il grido di allarme dei cittadini

Immondizia, preservativi usati, resti di roghi. Questo è lo spettacolo che i residenti di viale Marconi e delle vie traverse si trovano davanti ogni mattina, ormai da qualche decennio. Quella dello sfruttamento sessuale è una situazione calda, e non solo in senso letterale. Ai roghi che punteggiano i bordi delle carreggiate si aggiungono rumori, risse e la paura di alcuni residenti che di sera non mettono piede fuori casa. A parlarne giovedì scorso 19 giugno, durante un incontro pubblico a largo Enea Bortolotti, sono stati la consigliera municipale Simonetta Novi (Lista Calenda), il capogruppo Pd Flavio Conia e il rappresentante pentastellato Marco Merafina, con la partecipazione di una quarantina di cittadini.

La voce degli abitanti

Risale a un anno fa una petizione lanciata da due residenti, che ha subito raccolto oltre duecento firme, per chiedere maggiori controlli da parte della Polizia. “All’altezza dell’istituto Sant’Anna” ci ha raccontato una delle firmatarie, “si vedono sempre gli stessi volti, uomini che camminano avanti e indietro. Abbiamo la chiara sensazione che si tratti di sorveglianti, e non è difficile capire che la prostituzione in zona Marconi è un caso evidente di sfruttamento sessuale.”

Ma non solo all’altezza del Sant’Anna (tra viale Marconi e via Cristoforo Colombo), anche largo Veratti, largo Bortolotti e via Vito Volterra sembrano essere luogo di incontri notturni, con conseguenti schiamazzi, eventuali risse e regolare accensione di fuochi. “Siamo stanchi e ci sentiamo abbandonati, di sera ci passa la voglia di uscire di casa” ha raccontato Valentina, una residente. “Gli incontri avvengono dietro paraventi di plastica, in mezzo alla strada, proprio a qualche metro dalle finestre delle case” ha proseguito, “e poi c’è il problema dei roghi. Fino a un anno fa la dinamica era questa: nel pomeriggio qualcuno veniva a portare pile di cassette di plastica, quelle che si usano nei mercati per la frutta, agli incroci delle strade e all’altezza delle fermate degli autobus. Di notte, soprattutto d’inverno, le donne bruciavano le cassette, mentre adesso usano direttamente la plastica dei cassonetti perché, da quello che ci risulta, il fornitore delle cassette è stato intercettato.” Simile è la ricostruzione della consigliera Novi, che commenta: “E’ un fenomeno che crea disagio e insicurezza, è anche una questione di igiene pubblica a causa della presenza di roghi tossici.”

degrado via Marconi
Resti di roghi e immondizia in via Marconi

degrado via Marconi

Due tavoli sulla sicurezza

Ma a seguito della petizione qualcosa si è mosso, anche se forse solo in superficie. Sono stati organizzati due tavoli sull’ordine pubblico e la sicurezza. Al primo, del 6 ottobre 2023, hanno partecipato il viceprefetto, i rappresentanti del dipartimento Cyber Security e Sicurezza Urbana, la polizia municipale, i carabinieri, la guardia di finanza, il minisindaco Amedeo Ciaccheri e alcuni residenti. “Avrebbero dovuto fare un mese di prova, con l’intensificazione dei controlli, e poi riconvocarci per una sorta di verifica” ha proseguito Valentina, “però la seconda convocazione non è mai avvenuta. Per circa un mese una volante della polizia è rimasta stazionata davanti alla fermata della metro. Magari se ci fossero andati in borghese” ha aggiunto con una punta di ironia, “avrebbero potuto cogliere il fenomeno nella sua interezza.” Ma non è andata così. Dopo un mese di controlli intensificati, la volante è sparita e la situazione è di nuovo precipitata. In seguito è stato convocato un secondo tavolo sulla sicurezza, ma questa volta né residenti né consiglieri municipali hanno partecipato. “Quello che posso dire è che ad oggi la situazione è peggiorata” conclude Valentina. Benché punire la prostituzione non sia possibile, in quanto non rappresenta reato, sanzionare roghi, schiamazzi e risse, oltre che indagare sull’organizzazione che sta dietro queste donne, agli occhi dei residenti appare doveroso.

Il problema del decoro pubblico

Un’altra residente ci ha fatto presente due temi correlati al problema dello sfruttamento sessuale. Il primo è evidente: la necessaria pulizia delle strade da parte di Ama. “Le altre traverse di viale Marconi non vengono pulite da un paio di mesi” ha aggiunto. Il secondo problema, la sostituzione delle alberature di via Volterra. “Nell’aprile 2023” ci ha raccontato la stessa residente, “sono stati sostituiti tutti gli alberi della strada, eccetto quelli tra il civico 36 e il 39. I rami bassi delle piante” ha proseguito, “vengono usati per appendere paraventi. L’odore è nauseabondo e si passa facendo lo slalom tra fazzoletti e preservativi. Sostituire gli alberi e pulire la strada sono azioni semplici, chiediamo solo questo.”

Via Vito Volterra
Tratto di via Vito Volterra

La voce dell’amministrazione municipale

Sull’argomento abbiamo sentito anche Flavio Conia, capogruppo municipale del Pd. “Su questa questione non bisogna avere un atteggiamento vessatorio” ha commentato prendendola un po’ alla lontana, “non bisogna avere a cuore solo l’ordine pubblico ma soprattutto la problematica sociale. È reato lo sfruttamento della prostituzione, non la prostituzione in sé. Nel novanta per cento dei casi, però, queste donne sono sfruttate, ridotte a uno stato di schiavitù da cui bisogna tirarle fuori, per esempio tramite il potenziamento, da parte del Comune, del progetto Roxanne” ha proseguito, facendo riferimento al progetto di aiuto e reinserimento delle persone vittime di tratte di esseri umani. Intanto la consigliera Novi sta studiando una proposta di risoluzione che potrebbe saldare il blocco progressista dell’assemblea municipale, raccogliendo le firme di Lista Calenda, Movimento Cinque Stelle, Lista Gualtieri, Partito Democratico e Lista Civica Ecologista. L’obiettivo: presentare al sindaco Gualtieri la situazione in cui versa quel quadrante e chiedere i provvedimenti del caso. Un modello da imitare potrebbe essere il primo cittadino di Firenze Dario Nardella, come ha ribadito Conia. Nardella nel 2017 aveva emanato un’ordinanza per colpire alla base il sistema dello sfruttamento sessuale, introducendo sanzioni per i clienti. “L’ordinanza non va intesa come una misura punitiva” aveva detto il Sindaco in quell’occasione al giornale la Repubblica, “ma come un concreto deterrente per scoraggiare la domanda e di conseguenza colpire o prevenire lo sfruttamento.”

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L’università Roma Tre esce a testa alta dalle indagini AlmaLaurea

L’ateneo di Roma Tre esce a testa alta dall’ultima indagine di AlmaLaurea sul rapporto tra studenti e università in Italia presentato lo scorso 13 giugno presso l’università di Trieste. Lo studio si ripete annualmente dal 1999, con lo scopo di presentare un quadro obiettivo su qualità e difetti degli atenei italiani, e sulle opportunità lavorative offerte ai laureati. L’indagine è stata condotta in tutto il paese, analizzando un campione di circa 300 mila studenti da 78 diversi atenei. In questo panorama, la Terza Università romana è tra i capofila degli atenei laziali, staccandosi di netto dalla media regionale e nazionale su più di un tema. Andiamo a vedere quali.

Soddisfazione per il corso e buon rapporto con i docenti

Il primo dato riguarda la soddisfazione per il corso di studio svolto: il 92,8 per centro degli studenti di Roma Tre si considera complessivamente contento dell’esperienza universitaria e, in particolare, il 90,3 per cento vanta un buon rapporto con i docenti. Un risultato che si stacca di tre punti percentuali dalla media regionale. Ma lo scarto più netto si avverte sull’adeguatezza delle aule: il 92,1 per cento degli studenti della Terza Università romana ritiene che le strutture siano adatte, con una differenza di ben dieci punti percentuali rispetto alla media laziale, mentre il 95 per cento ha usufruito del sistema bibliotecario. L’età dell’immatricolazione è pressoché regolare: il 63,8 per cento degli studenti di Roma Tre si è iscritto dopo il diploma o al massimo con un anno di ritardo. Meno incoraggianti i dati sui fuoricorso: solo il 57,4 per cento degli studenti è in regola con gli esami. Male anche la conoscenza della seconda lingua: solo il 66,8 per cento legge l’inglese, e la percentuale cala drasticamente per quanto riguarda le altre maggiori lingue europee (francese, spagnolo, tedesco).

Rettorato Roma Tre
Il rettorato di Roma Tre (foto di Alessia Samaritani)

Panorama occupazionale

Ma quali sono le prospettive lavorative degli studenti di Roma Tre? A parlarne è l’indagine occupazionale di AlmaLaurea, dove i dati sono suddivisi in base al titolo di studio conseguito (triennale o magistrale) e in base agli anni trascorsi dall’ottenimento della laurea. Scartabellando tra dati e tabelle, a un anno dalla laurea magistrale biennale il 74,9 per cento degli studenti di Roma Tre risulta occupato. Se si osserva la colonna accanto – laurea magistrale a ciclo unico – la percentuale di occupazione cala al 68,9 per cento, restando comunque nella media nazionale, che vede i tre quarti degli studenti occupati a un anno dal conseguimento della laurea di secondo livello. Alla percentuale restante – i laureati che non lavorano – bisogna sottrarre coloro che stanno svolgendo praticantato (circa il 30 per cento) e quelli che il lavoro non lo cercano proprio. Solo così possiamo ottenere la percentuale dei disoccupati: si tratta dell’11,1 per cento degli studenti tra triennale e magistrale, a un anno dell’ottenimento della laurea. Questa percentuale, però, cala notevolmente a una distanza di cinque anni dal conseguimento del titolo, sfiorando il 5 per cento.

Ambiti lavorativi

La maggior parte dei laureati di Roma Tre, inoltre, lavora nel settore privato. Lo scarto tra pubblico e privato è particolarmente evidente nei laureati della triennale – dove il 76,9 lavora nel privato, contro un 14,0 per cento che è impiegato nel pubblico – e si appiana per i laureati in magistrale a ciclo unico – il 44,8 per cento lavora nel pubblico e solo il 52,6 nel privato. Il settore che offre maggiori possibilità lavorative è il terziario, dove la percentuale di impiego tocca il picco del 97,7, soprattutto nell’ambito dell’insegnamento, della ricerca e delle consulenze, con una particolare concentrazione nel Centro Italia.

Oltre alla soddisfazione degli studenti, dunque, l’indagine AlmaLaurea evidenzia alte percentuali di occupazione e buoni sbocchi lavorativi. Un risultato di cui la Terza Università romana può andare fiera.

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Inaugurata la nuova sede dello Spi Cgil

Servizi per pensionati e cittadini a via Ignazio Persico

“Spi può fare” è il motto col quale la Cgil dei pensionati, il 30 maggio scorso, ha inaugurato la nuova sede a  Garbatella. Da quella storica di via Percoto, il Sindacato si era trasferito circa cinque anni fa in via Padre Reginaldo Giuliani e ora definitivamente in via Ignazio Persico 8-12.

Il motivo del trasferimento – racconta la responsabile Caterina Serraè sia quello di avere un locale più spazioso e soprattutto quello di collocarsi nel cuore del quartiere e dei lotti popolari, per essere più visibili e vicini agli utenti. I servizi che mettiamo a disposizione sono usufruiti, non solo da persone anziane, anche da giovani e da utenti provenienti da altre zone. Della città. Le necessità sociali alle quali la Cgil cerca di rispondere, provengono un po’ da tutte le fasce di età e per motivi economici”.

Al taglio del nastro si sono susseguiti gli interventi di Donatella Onofri, Alessandra Romano, Natale Di Cola, segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio e Amedeo Ciaccheri presidente dell’VIII Municipio. Erano presenti anche Antonio Mastromattei, direttore del Distretto 8 della ASL Roma 2 ed il consigliere comunale Nando Bonessio.  “Avevo i pantaloni corti quando incontrai la prima volta Giuseppe Di Vittorio – ha raccontato Dante un iscritto di 97 anni, autore del famoso presepe animato della Chiesa di Santa Galla – mi misi a piangere perché parlava delle vere condizioni di vita dei contadini”.

Ad operare, in collaborazione con la Camera del lavoro, ci sono volontari che vengono specializzati per fornire i servizi fiscali e previdenziali ora arricchiti da  uno sportello sociale, collegato ai PUA del territorio. In sede i cittadini potranno usufruire dei facilitatori sociali per aiutare nell’ottenere bonus, integrazioni alle pensioni minime (si ottengono dall’Inps) solo su richiesta, lo Spid e successiva assistenza per il suo utilizzo. Possono accedere agli sportelli sia gli iscritti a tariffe scontate che i non iscritti, senza agevolazione tariffaria.

Per informazioni chiamare il 065110845 o il 0673100700

[Articolo pubblicato sul periodico Cara Garbatella, Anno XVIII – Giugno 2024/numero 64, pag. 2]

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Ago e un filo giallorosso lungo trent’anni

di Claudio D’Aguanno

A rovistare tra le carte smarrite nel più fondo dei cassetti, spesso un sollievo per la memoria e altrettanto spesso un tormento per l’anima, ci sono fogli che più di altri hanno la capacità di scuotere lo sguardo e di marcare meglio le rughe sul volto. Giornali e foto di fine secolo, appunti buttati via di un libro mai chiuso, note scritte e messe da parte. Quel 30 maggio del ’94 era un lunedì senza calcio o meglio di quelli a campionato ormai spento e archiviato.

L’Inter s’era salvata dalla retrocessione per un punto, l’Atalanta scendeva in B, il Milan di Capello dopo il titolo t’aveva pure travolto il Barcellona in Coppa campioni mentre la Roma di Mazzone proprio per un ics patteggiato coi nerazzurri a San Siro era finita settima: “mia adorata –scriveva allora Victor Cavallo– sono stanco e ho bisogno dei tuoi capelli e di una campagna acquisti che mi ridia speranze di coppa Uefa”. La tensione pallonara ormai era però tutta rivolta altrove e in attesa dei Mondiali.

Quel pezzo su Paese Sera

È  proprio una copia d’un ingiallito Paese Sera quella che recupero e che mi si accartoccia tra le mani. Quotidiano romano che aveva conosciuto tempi migliori il giornale allora tentava l’ennesimo rilancio. Aveva ridotto il formato ma non lo stile e nella sua qualità comunicativa la cronaca cittadina si alternava a quella globale, un massacro in Ruanda stava nella pagina accanto alle udienze per la banda della Magliana, notizie made in Usa si confondevano con veloci incursioni nei quartieri di periferia. Berlusconi aveva appena formato il suo governo e lo smarrimento della sinistra istituzionale era compensato dal vigore dei movimenti di opposizione.

Eppure di tante cose è solo lo sconcerto per quel maledetto colpo di 38 quello che mi rincorre forte tra le righe stampate.  “Sciagurato come un autogol, inaspettato come un cartellino rosso immeritato, fulminante come uno di quei calci piazzati, così poco rispettosi delle barriere, che soltanto lui sapeva realizzare.” Così l’attacco del pezzo a tutta pagina sulla partita finita male di Agostino.

Il ragazzo del Borromini

Su tanta stampa più o meno specializzata, anche di ottima letteratura sportiva, le metafore si sposavano con l’emozione e il rumore dell’ultima sconfitta rendeva mesto anche il ricordo più bello. A me invece era venuto naturale andare a cercare tra le strade di Garbatella e Tor Marancia il ragazzo incontrato al Liceo,  l’avversario di tante sfide vissute “al gran sole carico d’amore” dell’oratorio o tra la polvere sudata del “campo del palo”, il centrale del Borromini nel torneo del 72, quello di noi che s’allenava con De Sisti al Tre Fontane, il formidabile capitano dello scudetto, l’atleta protagonista di tanti momenti felici e meno felici.

E l’incredulità di allora ci mette meno di un attimo a tornare a galla. Rileggo la commozione di Danilo o di Gigi cresciuti con lui alla De Nicola. Rivedo lo stupore di Padre Guido che ancora non sapeva spiegarsi “quella multa di 30 lire” che gli aveva appioppato in una partita “categoria microbi”.

E l’affetto, pieno di rabbia tenera e commossa, dei suoi compagni di scuola. “Agostino triste? Forse il mondo del pallone, con cui ha avuto a che fare, era triste. Lui era di una serietà unica e di un’umiltà sconvolgente –sbotta Carmine Tortorella detto Cino- pensa che per il Roma Junior Club lasciò a me la fascia di capitano, proprio a me che rispetto a lui ero una sega totale e fisicamente valevo meno della metà.” Per Corrado Mezzanotte “Una scelta sconvolgente la sua ma più di lui colpevole l’affollata solitudine in cui l’avevano confinato. Ma quale campione dal destino segnato! Infelice è l’ambiente che non ha saputo tenerselo. Io ricordo il suo piacere nel far correre la palla, il suo estro, la sua semplicità piena e generosa.”

Ecco, trent’anni dopo, il segno di un’esistenza unica e particolare trovare ancora le sue note più vere. “Il calcio è talento ma è gioco collettivo. E’ sport e agonismo ma va fatto con divertimento. Il calcio è lealtà verso l’avversario. E’ rispetto delle regole. E’ rispetto verso l’arbitro e guardialinee. Il calcio è semplicità!” Proprio così appuntava Agostino in un suo manuale pubblicato dopo la sua morte. E quanta ricchezza anche in quella sola rivendicazione di “semplicità”!

Le dichiarazioni del figlio Luca

Ora sono le frasi di un figlio ormai adulto a venirmi incontro: “No, non facciamo di lui un santino – scrive Luca Di Bartolomei-  Ago va ricordato non celebrato. E va ricordato tutto. Affinchè sia monito di amore, di cura e di perseveranza.

Perché la vita è ciclica e sta a tutti noi impegnarci per riconoscere i momenti di difficoltà e la fragilità di chi è intorno a noi. Essere empatici, mostrare gentilezza, essere aperti è un investimento e ripaga sempre. E’ così che in questi trent’anni insieme siamo riusciti a far tornare mio padre fra le strade della sua città. Con gioia e senza più malinconia.”

Nei prossimi giorni vedrà la luce una piccola associazione che ne porterà il nome. Ci saranno azioni concrete in suo nome e borse di studio sportive per ragazzi del quartiere. Così Agostino oggi è ancora tra noi e, chiude Luca, “il coraggio non ruggisce sempre, piuttosto a volte è un fiato sottile che dice riproverò domani”

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Coppa Ago 2024: il Socrate fa cinquina

di Claudio D’Aguanno

Ormai è un appuntamento classico di metà primavera per le scuole di Roma VIII. Da scrivere in agenda. La Coppa Ago riscoperta e riportata in vita da Massimo Pelliccia è la sfida che, nel nome di capitan Di Bartolomei, ogni anno torna a far correre il pallone sul campo verde di via Costantino.

E’ la competizione, semplice e forte nel suo statuto, dove in palio non c’è la proprietà di un trofeo ma la sua presa in custodia e, forse anche per questo, quella più adatta al gioco della memoria e all’incontro tra le diverse generazioni.

Il Liceo Socrate vincitore della Coppa Ago 2024

Edizione numero sei questa del 2024. Tre, al solito, le squadre in campo: i campioni uscenti del Liceo Socrate, gli eterni sfidanti del Liceo Caravaggio, la new entry del Liceo Majorana di Spinaceto sceso dalle nostre parti a contrastare l’egemonia dei liceali della Garbatella.Ma le intenzioni non sempre vanno d’accordo con i risultati e il responso delle gare ancora una volta ha premiato i ragazzi del Socrate guidati in panchina dalla terna Pes Magistro D’Alessandro.

Netto il punteggio delle partite che li ha visti dominare sui rivali. Tripletta di Catanoso più Peri e D’Antoni nel match d’apertura con i blu del Majorana che trovano con il capitano Scarpetti il gol della bandiera.Punteggio tennistico invece, 6 a 0, nella chiusura di giornata ai danni del Caravaggio con doppiette di uno scatenato Catanoso e Pasquini più Pavinato e Ventura.

Nella partita di mezzo, tra Majorana e Caravaggio, il pari e patta al termine dei minuti regolamentari ha portato le due squadre a giocarsela ai rigori.Gli errori dal dischetto degli amaranto di Tor Marancia hanno fatto la differenza dando così ai blu di Iorio e Cirillo quella vittoria tenacemente negata nei minuti regolamentari dai ragazzi allenati da Antelmi e Silvestri.

il bomber Catanoso in azione

Al termine della competizione l’esplosione, con invasione di campo, della torcida del Socrate ha salutato il quinto successo, quarto consecutivo, dei liceali garbatellardi accompagnando pure con olè la consegna dei premi.

Diverse le presenze degne di nota e piacevolmente confuse sugli spalti tra le tifoserie più accese: Luca Di Bartolomei e Gabriele D’Urbano, il “fedelissimo” del torneo Carlo Firmani Preside del Socrate, l’immancabile Prof.ssa Fiorella De Benedictis del Caravaggio, qualche compagno sparso delle sfide “al campo del palo” come Enrico Tubili per anni stimato prof di matematica al Socrate, Enzo Del Poggetto del Roma Club Eur Torrino “Federica Del Poggetto”, Agnese ed Emma Petrucci con la loro mamma Beatrice ovvero la famiglia dell’indimenticato ex docente del Caravaggio Fabio Petrucci “uno del nucleo storico” della Coppa Ago al quale, da questa edizione, è intitolato il Premio fair play.

Foto di gruppo della Coppa Ago 2024

Nelle parole di Massimo Pelliccia il commento finale della giornata: “Questo torneo è nato per caso, per un ritrovamento fortuito, ma non è dovuto al caso il fatto che continui ad esistere. Senza sponsor e col solo sostegno organizzativo del Municipio, la coppa Ago è un piccolo miracolo di volontariato sportivo attorno a cui sta crescendo l’attaccamento delle scuole di zona. Abbiamo richieste di nuove partecipazioni e vedremo dal prossimo anno come rispondere.”

Per Amedeo Ciaccheri presidente di Roma VIII il torneo è un “bene comune” da proteggere e rilanciare sempre più:  “Quest’anno –ha poi sottolineato l’ex alunno del Socrate- sono trent’anni dalla scomparsa di Agostino e ci sono tante idee che girano tra di noi.

Flavio Grotti e Riccardo Rossetti (entrambi Socrate) premiati ex aequo

Fortemente voluto dal figlio Luca c’è il progetto di un’associazione in suo nome e di borse di studio per consentire a ragazzi meritevoli di studiare e fare sport insieme. Agostino Di Bartolomei non è un solo ricordo del passato ma una spinta sempre nuova ad andare avanti e crescere assieme nei valori che erano i suoi: quelli della correttezza, dell’impegno, della solidarietà.”

Formazioni, tabellini, marcatori e nomi della Coppa Ago 2024

 Liceo Scientifico e Linguistico  Statale  Ettore Majorana: Alluvion (F) – Araco – Busana – Cicchinelli – De Rocco – Lombardo – Mascia – Petri– Pietropaolo – Pimpinelli – Piro – Scalzotto – Scarpetti (C) – Tavani – Vigorita. Allenatori: Iorio, Cirillo.

 Liceo Artistico  Statale Caravaggio: Alleva – Amodio – Angeli – Arena – Bianchi – Biginelli – Capodanno – Cavalieri -Congiu – Del Castello – Di Blasi – Di Prospero – Gentile – Lucarelli – Maccarrone – Mancini -Mori – Pini (F) (C) – Rosati – Ruvolo – Serafini – Stoppaccioli – Trapani L. – Trapani F.  Allenatori: Antelmi-Silvestri.

 Liceo Classico e Scientifico Statale Socrate: Battista – Bosman (F) – Carfagna – Catanoso – Colizza (C) – Cucci – D’Antoni – D’Aversa – Di Fraia – Fontana – Giorgi – Grotti – Pasquini – Pavinato – Peri – Petrucci –Pica – Pomarici – Ronzoni – Rossetti – Santini – Tedone – Trainito – Ventura. Allenatori: Pes-Magistro-D’Alessandro.

1a partita: Socrate 5 – Majorana 1

Catanoso (S) -Catanoso (S) – Catanoso (S) – Peri (S) – D’Antoni (S) – Scarpetti (M)

Arbitro: Fabrizio Silvestroni – Assistenti: Alessandro Crolla – Alessio Alessandro

2a partita: Caravaggio 3 – Majorana 5

Di Blasi (C) – Scarpetti (M)

(dopo i calci di rigore: 1-1 nei tempi regolamentari)

La sequenza dei calci di rigore:

Di Blasi (C) gol – Tavani (M) gol

Lucarelli (C) gol – Scalzotto (M) gol

Bianchi (C) parato – Araco (M) (gol)

Di Prospero (C) parato – Vigorita (M) (gol)

Arbitro: Alessandro Crolla – Assistenti: Fabrizio Silvestroni – Alessio Alessandro

3a partita: Socrate 6 – Caravaggio 0

Catanoso (S) – Catanoso (S) – Ventura (S) – Pasquini (S) – Pavinato (S) – Pasquini (S)

Arbitro: Fabrizio Silvestroni – Assistenti: Alessandro Crolla – Alessio Alessandro

 

Vincitore Coppa Ago 2024 Liceo Classico e Scientifico Statale Socrate

Premio miglior calciatore ex aequo Flavio Grotti e Riccardo Rossetti (Socrate)

Premio Fair Play “Fabio Petrucci” Daniel Angeli (Caravaggio)

Menzione speciale a Gaia Fintini e Ludovica Alunni del Liceo Caravaggio per aver realizzato, rispettivamente, il servizio fotografico e la locandina della manifestazione.

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Palla al centro e in alto i cuori. Coppa Ago 2024!

DI Claudio D’Aguanno

Le squadre di tre Licei, il sole che batte sul campo di pallone, striscioni e cori, il tifo sugli spalti e il trofeo Roma Junior Club 1972 di nuovo in palio. E’ l’edizione 2024 della Coppa Ago in onda lunedì 13, calcio d’inizio ore 9, sul rettangolo verde di via Costantino 5. Edizione questa numero sei che conferma, dopo gli anni grigi del covid, la forza dell’affetto portato al capitano dai ragazzi con i docenti delle scuole coinvolte, il positivo sostegno di tutto il Municipio di Roma VIII e in particolare del suo presidente Amedeo Ciaccheri, l’impegno di tante persone unite nel ricordo di Agostino ragazzo, cresciuto tra Tor Marancia e Garbatella tra campi sterrati e d’Oratorio.

A sinistra: la squadra del Borromini al RJC 1972.  A destra: Coppa Ago 2023 Ubaldo Righetti consegna la Coppa RJC 1972 a Sofia Bosman del Liceo Socrate

“La memoria –si ripete spesso nei quartieri popolari- è un ingranaggio collettivo” e la tradizione di questo torneo, il suo racconto, lo conferma. Ma senza la passione e la competenza di Massimo Pelliccia questa coppa non avrebbe mai ripreso luce. È stata infatti sua la riscoperta del trofeo dimenticato, finito abbandonato e dismesso in un corridoio secondario del Liceo Caravaggio, ultimo domicilio conosciuto del Borromini, l’istituto superiore frequentato da Agostino nei suoi anni giovani.

Ed è sempre a Massimo Pelliccia, con il concorso attivo di Luca Di Bartolomei, che si deve l’invenzione del torneo e la forma che ha preso nel tempo. Doveva essere, quello del 2016, appuntamento unico e irripetibile. Una partita secca tra Liceo Socrate e l’Artistico Caravaggio sul campo ex OMI di via Giangiacomo con formazione vincitrice pronta a riconsegnare alla famiglia Di Bartolomei la coppa ritrovata. “E’ una coppa che appartiene a voi studenti –commenta però sulla scena, al momento delle premiazioni, Luca Di Bartolomei- E’ vostra. Rimettetela in palio ogni anno che viene e sempre nel nome di Agostino”.

Agostino Di Bartolomei in una foto inedita archivio di Cara Garbatella
Agostino Di Bartolomei durante un allenamento con la Roma al campo delle Tre Fontane. (Foto inedita, archivio Cara Garbatella)

Di qui la felice epifania d’una competizione che sempre Massimo Pelliccia si preoccupa ogni volta di rinnovare e organizzare. La formula viene da sé: tre scuole convocate, girone semplice all’italiana, partite secche e classifica scritta da scontri diretti e differenza reti. E chi vince festeggia tra gli olè, tiene la coppa in bacheca per un anno per poi, quasi una Rimet di quartiere, rimetterla in concorso la volta successiva.

Quella di quest’anno è appunto l’edizione numero sei. In quelle passate oltre le due scuole d’esordio si sono viste correre anche le maglie orange dell’Itis Armellini, istituto tecnico di buone tradizioni calcistiche, quest’anno sostituito dal Liceo Majorana. Una volta l’ha spuntata il Caravaggio e ben quattro sono stati i successi del Liceo Socrate. Il regolamento prevede che tra gli undici schierati a lottare su ogni pallone ci sia la presenza di una giocatrice. L’anno scorso fu Sofia Bosman del Liceo Socrate, con la fascia di capitana al braccio, a sollevare il trofeo.

Non mancheranno comunque come sempre le presenze romaniste ad arricchire il richiamo della competizione. Dopo i volti di Odoacre Chierico, di Paolo Alberto Faccini, di Ubaldo Righetti e di Giulia Anzalone, questa volta toccherà a Franco Peccenini premiare i vincitori. E toccherà soprattutto alla straordinaria verve di Federica Cicchinelli del “Roma Club Fornaci Agostino Di Bartolomei”, ormai compagna di ventura e salda collaboratrice del torneo, accompagnare questa edizione verso il suo esito più positivo, festa piena di sport e di colori giallorossi.

Programma della giornata – Lunedì 13 maggio

Ore 8:00 Ritrovo al Campo G. Fiorini di via Costantino 5

Ore 8:30 Accesso del pubblico. Presentazione della manifestazione da parte di Massimo Pelliccia.

Saluto di un docente per ognuna delle tre scuole.

Il Liceo Socrate riconsegna la Coppa Ago vinta nella scorsa edizione.

Ore 9:00 Inizio partite.

Ore 12:00 Cerimonia di premiazione a cura di Massimo Pelliccia, Amedeo Ciaccheri, Federica Cicchinelli e l’ospite d’onore Franco Peccenini

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Celebrazioni in Municipio VIII per la Festa della Liberazione

Anche quest’anno il Municipio VIII partecipa attivamente alle celebrazioni del 25 aprile, Festa della Liberazione con grande partecipazione dei cittadini e delle cittadine.

La giornata è organizzata dall’ANPI provinciale e inizierà alle 8:30 con l’omaggio ai Martiri delle Fosse Ardeatine. Subito dopo, alle 10:00, partirà da Largo Bompiani un corteo che arriverà a Porta San Paolo.

 

Le adesioni

Il concentramento è previsto a Largo Bompiani e vedrà alla testa le associazioni partigiane e della memoria antifascista ( Aned – Anppia – Anei – Anvrg – Aicvas – Fiap – Anpc – Anfim – Circolo G.Bosio – Prog.Memoria) che apriranno la manifestazione con i loro striscioni, bandiere, medaglieri e labari. Parteciperanno tante associazioni tra cui Libera, Acli, Arci, Casa delle Donne, Famiglie arcobaleno, Mediterranea, Emergency, e anche i sindacati Cgil-Cisl-Uil. Non mancheranno gli studenti con le lore organizzazioni e i partiti politici.

 

Il percorso

Per chi vuole unirsi al corteo, ecco il percorso completo :  via delle Sette Chiese, via di Santa Petronilla, via Rufina, viale di Tor Marancia, piazza Rufino, via Colombo, via Genocchi, piazza Oderico da Pordenone, via Guglielmo Massaia, piazza Bonomelli, viale Massaia, piazza Michele da Carbonara, viale Massaia, piazza Biffi, circonvallazione Ostiense, Ponte Settimia Spizzichino, via Ostiense e arriverà verso le 11 a Porta San Paolo.  Arrivati a Largo delle Sette chiese, una parte del corteo, con l’organizzazione Rete Antifascista Roma Sud, devierà verso Parco Shuster  con lo slogan “ieripartigian* oggi antifascist*” ; nel parco è previsto un pic nic dalle 13:00  e spettacoli per grandi e piccini a partire dalle 16:00

Gli artisti sul palco di Porta San Paolo

Sul palco di Porta San Paolo si alterneranno  “giovani, donne e uomini del mondo del lavoro, dello studio, del volontariato, in un collegamento ideale e forte con le partigiane e i partigiani, e con le associazioni della Resistenza”. Ci sarà tanta musica con Nicola Alesini, la Banda Cecafumo, la BandaJorona, il Coro “Inni e Canti di Lotta” di Giovanna Marini diretto da Sandra Cotronei, Sara Modigliani e Massimo Lella. E anche letture a cura di Andrea Berbetti, Ivan Costantini, Alessia Gabbarrini, Ilaria Patamia, Giovanni Rossi, Teatrullo Antifascista ( Francesco Mariani, Mauro Zannella, Andrea Zijno). “Lo spettacolo per la Resistenza e la Libertà” è ideato dall’architetto Cesare Esposito. “E’ uno spettacolo serale di luci, film storici sulla Resistenza e sulla Liberazione.- spiega Esposito – Canti, poesie nella scena della notte dei tempi della piramide, schermo di pace”. In particolare verrà proiettato il film ‘Mamma Roma’ di Pier Paolo Pasolini con Anna Magnani.

Pomeriggio alla Villetta

In contemporanea, le celebrazioni di Garbatella offrono un ricco calendario di interventi e musica alla Villetta Social Lab – Via degli armatori, 3  dove chi vuole può anche prenotarsi per il pranzo delle ore 13. Il pomeriggio, organizzato dalla scrittrice e regista Maria Jatosti, accoglierà dalle ore 17,00 le esibizioni musicali di “AcousticLane“, Piero Brega, Oretta Orengo, e letture a cura di Antonio Amendola, Tiziana Colusso, Giovanni Fontana, Vittorio Viviani, F.Paolo Memmo e altri, oltre ad interventi della stessa scrittrice e regista Maria Jatosti. Parteciperà sul palco anche Massimo Wertmuller.

Sempre nel pomeriggio, alle 16 a Largo delle Sette Chiese, si svolgerà una cerimonia con rappresentati del Municipio VIII con la deposizione di una corona d’alloro e la presenza delle staffette partigiane presso il monumento dell’architetto Esposito dedicato alle Fosse Ardeatine.

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Il PD dell’VIII municipio incontra i cittadini

Era piena la sala che alle Industrie Fluviali all’Ostiense ha accolto mercoledì 17 aprile il Sindaco di Roma Roberto Gualtieri, con la capogruppo in Campidoglio del Partito Democratico Valeria Baglio e il segretario del PD romano Enzo Foschi. C’era un po’ di timore nell’aria che all’appuntamento si sarebbero presentati soltanto una manciata di militanti e qualche esponente dell’amministrazione municipale. Alla fine, invece, c’erano molti cittadini, alcuni con spirito tutt’altro che amichevole, venuti con la voglia di capire di come la città, non soltanto il PD, si stesse muovendo a due anni e mezzo dall’insediamento della Giunta Gualtieri.
Perché se la politica non esercita più quel fascino di cui si avvaleva fino a trent’anni fa, è anche vero che soprattutto nel nostro territorio, il rapporto con le amministrazioni, gli enti locali e i comitati dei cittadini, ha ancora un legame più o meno stretto.L’intervento del presidente Amedeo Ciaccheri in questo senso, presente per un saluto, ha assunto anche un valore simbolico, tanto che – rimarcando le differenze che vi sono tra il partito di Elly Schlein e l’esperienza della maggioranza all’VIII Municipio – ha ribadito la stretta collaborazione che perdura tra il Campidoglio e la Giunta di via Benedetto Croce.
Lo stesso Ciaccheri ha più volte sottolineato che per lavorare bene ed ottenere risultati, non solo è essenziale un’intesa totale con Sindaco e assessori municipali, ma è fondamentale avere un rapporto ben saldo con i cittadini e con le istanze portate avanti dalle varie associazioni e dalle organizzazioni che agiscono sul territorio.

Roberto Gualtieri, Amedeo Ciaccheri, Valeria Baglio

Anche l’Assessore Luca Gasperini, presente in veste di iscritto al PD, si è espresso sulla lunghezza d’onda di Ciaccheri. “Alla fine, il buon lavoro, lo stare a contatto con i cittadini del Municipio, ti premia”. “Lo abbiamo visto, soltanto per fare un esempio recente, quando abbiamo portato le fioriere in via Baldovinetti, al Serafico, dove anche chi non è dalla tua parte politica si complimenta con te”.
Se il Sindaco ha ribadito per grandi linee i prossimi interventi in cantiere per la città, non dimenticando di annunciare la riapertura del Ponte dell’Industria entro dicembre e l’avvio dei lavori al Ponte di via Giulio Rocco, è stata la capogruppo Valeria Baglio a fare gli onori di casa.

Intervista a Valeria Baglio

Ogni tanto è necessario riscoprire il rapporto tra la politica e i cittadini. Forse dovreste incontrarvi più spesso con il territorio.
“Questa è un’iniziativa del PD di Roma che mette insieme le istituzioni, gli scritti e le realtà del territorio per consentirci di raccontare ma soprattutto di raccogliere le istanze dei cittadini e migliorare nella programmazione, nella realizzazione e nella trasformazione di Roma che stiamo mettendo in campo”. “Una trasformazione che si comincia a vedere dopo due anni di lavoro, che è possibile anche nella capitale d’Italia, e che ci ha visto impegnati non soltanto nell’urbanistica e nei lavori pubblici, ma anche e soprattutto sul tema del sociale della scuola perché nessuno deve essere lasciato indietro, quindi grandi investimenti, aumento dell’occupazione e risposte a chi ne ha più bisogno”.

La percezione è che Gualtieri dopo un momento di incertezza nei primi mesi, adesso si stia dimostrando all’altezza degli interventi di cui Roma ha bisogno.
“Abbiamo trovato la città immobile, senza prospettiva, e questo chiaramente ha messo tutti noi in grande difficoltà, ma con il lavoro attento del Sindaco e con moltissimo impegno siamo riusciti a rifare i bandi pubblici, trovare soluzioni per i rifiuti, lavorare per rendere il trasporto pubblico più efficiente”.

La città è andata spesso in sofferenza anche sul fronte dell’occupazione.

“Con una serie di provvedimenti siamo riusciti ad assumere educatori ed insegnanti, lavorando per l’inclusione dei bambini con difficoltà potenziando il servizio dell’OEPAC e soprattutto abbiamo ridato dignità alle aziende del Comune di Roma trovando una soluzione per scongiurare il fallimento di Roma Metropolitane, abbiamo assorbito, rispondendo a un’esigenza dei lavoratori, la Multiservizi”.

Secondo lei i cittadini devono aspettare ancora a lungo per avere dei risultati tangibili?
“Il nostro è un lavoro che ha richiesto del tempo, ma che sta dando i risultati e questi risultati noi li vogliamo continuare ad offrire nei prossimi tre anni, ma anche per il prossimo mandato perché alcune opere sono di lungo respiro”.

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Sempre più in alto la Capitolina Scherma. Sono in categoria A2 le squadre di fioretto femminile e maschile.

di Fabrizio Fagiani

Grande prestazione delle squadre di fioretto della Capitolina Scherma nei Campionati italiani assoluti di Piacenza.  L’Associazione sportiva dilettantesca, che dal 2008 sta diffondendo la pratica della scherma nel Municipio VIII, ha raggiunto un importante traguardo.

«E sì, è stata una grande emozione» ci ha raccontato Beatrice Salvati, presidente dell’associazione «perché siamo una realtà sportiva che è riuscita a crescere in questi anni grazie soprattutto ad una grande passione per la scherma e alla determinazione e allo spirito di sacrificio che ci hanno animato fin dall’inizio della nostra avventura».

La Capitolina Scherma ha in affidamento il Centro sportivo municipale nell’Istituto comprensivo Salvatore Pincherle e nella Scuola elementare Principe di Piemonte.

Le parole di Beatrice Salvati

«La nostra missione» ha specificato Beatrice Salvati «è quella di diffondere la passione per lo sport nei bambini piccoli già in età pre-scolare insieme all’impegno di rendere accessibile  la pratica sportiva alle persone diversamente abili e agli anziani, anche attraverso l’utilizzo degli specifici voucher che Roma Capitale assegna alle famiglie in difficoltà economiche».

E poi, naturalmente, c’è l’attività agonistica di tante e tanti giovani e meno giovani atlete e atleti che raggiungono sempre più importanti risultati sportivi, come quelli ottenuti partecipando a questi ultimi Campionati italiani assoluti.

A Piacenza la Capitolina Scherma si è presentata nel fioretto con una squadra femminile composta da Caterina De Stefano, Agnese Scarascia Mugnozza, Flaminia Gambino e Claudia Altamura e una quadra maschile  formata da Massimo Inches, Simone Sbracia, Federico Colamarco e Giancarlo Scarascia Mugnozza.

Piacenza, 21-24 Marzo 2024
Campionati Italiani a squadre serie A2-B1-B2, serie C di FM, serie C1 di SPM-SPF
Foto: TRIFILETTI Andrea / Bizzi Team

La bella prova della squadra femminile e l’exploit di quella maschile, promossa in serie A2 .

«Subito protagoniste le nostre ragazze in A2, autrici di un buon girone e che con la vittoria per 45-39 sul Club Scherma Rapallo, hanno ottenuto la conferma nella seconda massima serie nazionale» ci ha raccontato la presidente Salvati «purtroppo per poche stoccate non sono riuscite ad entrare nelle prime otto, perdendo l’assalto dei quarti 42-38 contro il Circolo della Spada Vicenza.

Il giorno dopo è stata la volta dei nostri ragazzi in B1, grandi protagonisti della gara. Infatti hanno concluso il girone con tutte vittorie e solo poche stoccate ricevute, classificandosi in testa dopo il primo turno. L’ottimo risultato ottenuto ha consentito di saltare la prima diretta e vincere in scioltezza l’assalto con il Club Scherma Bentegodi per 45-36 entrando nei primi quattro, ottenendo così di diritto il pass per la serie A2.

Purtroppo hanno perso 45-44 la semifinale ma si sono rifatti subito dopo vincendo la finale 3º-4º posto contro il Circolo Scherma Firenze Raggetti con il risultato di 45-34. Complimenti a tutti quanti ed al nostro maestro Gabriele Anfora che ha seguito le nostre squadre a fondo pedana».

 

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Presentazione del libro “Diario delle molestie nella vita di una donna”

Il 21 Marzo alle ore 18:30, nel cuore della Garbatella, presso l’Atelier d.IsaGio di Isa Giovannozzi in Via delle Sette Chiese 108 si terrà la presentazione del libro “E’ capitato anche a me. Diario delle molestie nella vita di una donna” di e con la presenza di Cristina Formica, casa editrice Red star press.

Da dove nasce l’idea di questo libro? 

Il pensiero di scriverlo deriva da un percorso che sto facendo da molti anni. Ho sempre svolto attività e politiche legate alle donne. Poi, la scorsa estate ho letto una pubblicazione a cura di Laura Volpato, “Raccontare le molestie sessuali. Un’indagine empirica “(Edizioni Rosemberg&Sellier), in cui un capitolo è dedicato totalmente al racconto delle molestie subite dalle migliaia di persone che hanno risposto alla ricerca, fatta all’Università degli Studi Milano-Bicocca. Ho iniziato a ripensare a cosa mi era capitato, ed ho iniziato a scrivere degli episodi di violenza e molestie sessuali che avevo subito.

L’idea di strutturare l’opera in forma di “diario” ti ha aiutata ad approfondire una tematica così toccante oppure per cercare di coinvolgere maggiormente il lettore?

La scelta della scrittura in forma di diario mi è venuta istintivamente, ho voluto scrivere con uno stile asciutto ma che esprimesse le emozioni, i contesti, a partire dalla descrizione del fatto. In un mese, ho ricostruito tanti piccoli e grandi episodi che avevano inciso sulla mia vita, sulle mie scelte, su ciò che sceglievo di essere e di fare; allo stesso tempo, parlando con altre donne, mi sono resa conto di quanto fossero vicende comuni nella vita di noi tutte. Chi non è mai stata seguita da un uomo in macchina e non ha provato timore? Il mio libro è un diario che potrebbe aver scritto anche un’altra donna, con racconti magari diversi, ma penso che gli avvenimenti che racconto non sono capitati solo a me. Mi ha fatto bene ripensare a quanto accaduto, scriverlo e parlarne: mi ha rafforzato ancora di più nella convinzione che bisogna cambiare questo stato di cose.

In che modo possono difendersi le donne?

Dobbiamo e possiamo combattere perché le molestie sessuali non accadano più a nessuna donna. È un problema culturale che riguarda gli uomini. Il genere femminile può agire perché questa cultura sia cambiata, a partire dai commenti che sentiamo, dai ragionamenti, piccole azioni, dall’educazione nelle scuole. Credo che come donne dobbiamo chiedere alla politica di occuparsi di noi, siamo la metà della popolazione e dobbiamo esigere più asili nido, il potenziamento dei Consultori Familiari pubblici, protestare per il problema di differenti salari a parità di mansione lavorativa con gli uomini. Sappiamo difenderci, ma dobbiamo solidarizzare tra donne; secondo me bisogna battersi perché le altre donne, soprattutto le più giovani, vivano in un mondo che non le molesti più.

Perché la rassegnazione è così comune?

Purtroppo è considerato normale che un uomo sia sessualmente insistente con una donna; è difficile riconoscere che si sta subendo una molestia, soprattutto se intorno a te non c’è solidarietà, attenzione. Io mi sono spesso vergognata e non ho raccontato, però ho avuto l’appoggio della mia famiglia quando potevo entrare in una relazione malata. È importante ribaltare l’ottica che la colpa della violenza non riguarda il costume; perciò, descrivo il mio abbigliamento negli anni in cui avvenivano le molestie che subivo e come ero vestita non giustifica assolutamente quello che avveniva, ero un obiettivo perché ero una donna.

 Il concetto di “solidarietà” esiste? 

 È fondamentale come concetto per alimentare una comunità umana. Ci sono tantissime esperienze che lavorano perché la società italiana, sia più giusta, attenta alle differenze, solidale con le donne e con gli altri popoli. Dobbiamo essere solidali, coltivare la gentilezza. Quale essere umano vorrebbe vivere in un mondo in guerra, che affama, che violenta. Credo fortemente nella testimonianza individuale, con il mio libro vorrei contribuire a una discussione e all’azione collettiva.

In quale modo il tuo operato è in grado di aiutare generazioni?

 Per la gioventù futura spero, come ho detto prima, che vivano e crescano in un cosmo in cui non debbano difendersi da tali crudeltà. Parlarne è importante, anche per coinvolgere in questo cambiamento gli uomini. E ‘importante che anche il maschile partecipi a cambiare la cultura patriarcale. Con questo libro vorrei proporre discussioni e ragionamenti collettivi, che portino a fare e richiedere politiche più giuste anche per le donne.

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