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Tag: Massimiliano Smeriglio

PRESENTAZIONE in Villetta di “reload Glossario minimo di riGenerazione politica”

Smeriglio rilancia il vocabolario per una nuova cultura politica di sinistra

di Gianni RIVOLTA

Il rilancio di un ragionamento in libertà, la costruzione di una cultura politica autonoma intorno ad alcune parole chiave. L’obiettivo è quello di buttare nella mischia le parole non dette o quelle mal pronunciate: A come apprendimento, C come comune e conoscenza, E come ecologia ed europa, F come femminismo, G come generazioni, M come mutuo soccorso, S come social. E’ questa la sfida che Massimiliano Smeriglio, vicepresidente della Regione Lazio e braccio sinistro di Nicola Zingaretti, insieme ad altri 14 autori, ha voluto lanciare alla storica Villetta della Garbatella con la prima presentazione di Reload, Glossario minimo di rigenerazione politica (Bordeaux edizioni, 143 pagine, 12 euro).

“Siamo preoccupati del clima generale nel paese- ha detto Smeriglio-, della deriva razzista, nazionalista, omofoba e maschilista di questo governo. Zingaretti va sostenuto con un impianto politico e culturale di sinistra, lo sosterremo da esterni al Pd, un partito oggi molto povero nell’elaborazione. Ma certamente — ha concluso tra le mura di casa non saremo noi questa volta a frammentare il campo della sinistra, sarebbe drammatico. Lavoreremo per portare nella lista delle europee biografie democratiche e qualificate come quelle di Giuliano Pisapia, di Mimmo Lucano ex sindaco di Riace. E Reload potrà essere utile anche dopo le primarie per misurare lo stato di avanzamento del programma del nuovo centrosinistra”.

Attorno a Smeriglio, coordinatore nazionale di Piazza Grande, quattordici voci rileggono altrettante parole per tracciare il percorso verso il campo largo della Sinistra. Sono autori di generazioni e storie politiche molto diverse: da Amedeo Ciaccheri, il giovane presidente del Municipio VIII a Franco Giordano, ex segretario di Rifondazione comunista, da Marta Bonafoni consigliera della Regione Lazio a Livia Turco, ex ministra e femminista storica, da Giulia Lorenzon, giovanissima consigliera di Labico, un paesino della provincia di Roma, a Enrico Parisio, creativo ed esperto di immagine del Coworking di Garbatella. Le parole che sono state declinate in Villetta sono quelle di Internet e dell’uso dei Social, di Europa, di Generazione, di Conoscenza, Scuola e Formazione, di Comunicazione e Immagine. Tutti uniti nell’impegno per provare a disegnare, parola per parola il tracciato di un progetto politico, che sfugga alla frammentazione a sinistra e all’inconsistenza politica, prima che rimangano solo le macerie e non ci sia più niente da mettere insieme di fronte alla deriva nazionalista e populista.

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Garbatella: dopo il restauro è ricomparsa la storica scritta del Fronte popolare

RIECCO “VOTA GARIBALDI”

Vota Garibaldi lista n.1 torna al suo posto. Questo pomeriggio, infatti, la storica scritta in vernice rossa delle elezioni del 18 aprile 1948 è ricomparsa sul muro del lotto 27 in via Basilio Brollo a pochi passi dagli Alberghi suburbani. Il restauro, a tempo di record, è stato realizzato dai tecnici della Soprintendenza capitolina, che hanno rimosso lo strato di vernice gialla coprente apposta qualche giorno fa per sbaglio da un operaio del gruppo decoro urbano del Campidoglio. Il caso era finito su tutti i giornali romani e nazionali e solo oggi si è rimarginata la ferita con la Garbatella.Quella scritta del Fronte democratico popolare, la coalizione dei partiti della sinistra storica : Pci, Psi e Partito d’Azione, che si contrapponevano all’epoca alla Democrazia Cristiana, rappresenta uno dei segni identitari della memoria e della storia democratica del quartiere. Alla inaugurazione del nuovo restauro, oltre al presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri, erano presenti  il vicepresidente della Regione Lazio Massimiliano Smeriglio e Clara  la figlia dell’operaio Alfonso Cini, che più di 70 anni fa realizzò quella scritta di propaganda : “ adesso  mio padre può dormire tranquillo- ha detto Clara visibilmente commossa- e anche io posso tirare un sospiro di sollievo”.

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Per quieto vivere, di Massimiliano Smeriglio

Sinossi

Dopo Suk ovest, che si inseriva perfettamente nel solco di Romanzo criminale, l’autore torna a raccontare una città che conosce fin troppo bene nelle sue pieghe più profonde.
Un romanzo che, intrecciando presente e passato, indaga le ragioni profonde dell’individualismo contemporaneo con una storia fatta di personaggi tormentati in cui tutti sono soli e nessuno è in pace.
4 giugno 1944. Una donna si getta dal decimo piano di un caseggiato popolare. È la portiera del palazzo che, fedele al regime fascista, con le sue denunce ha provocato la condanna a morte di alcuni giovani partigiani. Settant’anni dopo, il nipote della donna, un uomo superficiale e indo- lente che ha ereditato il ruolo di portiere nel medesimo stabile, è all’ossessiva ricerca dei parenti di coloro che considera i responsabili del suicidio. Sotto al suo sguardo morboso, si dipanano le vite dei condomini: un giornalista colpito da una malattia degenerativa e suo figlio; un’anziana donna, considerata matta, che cela nella sua follia un terribile passato; un uomo che è al contempo spac- ciatore spregiudicato e padre premuroso; una bambina enigmatica e solitaria; un uomo indifferente all’imminente morte del genitore. Il portiere osserva e si nutre dei tormenti di questa umanità di- sgregata, troppo spesso incapace di compassione, e quello che prova non è che sprezzante distacco: nel suo cuore, arido, c’è posto solo per il rancore.Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

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