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Garbatella: da settimane due motociclette abbandonate a ridosso dei cassonetti

Sui marciapiedi e per le strade dell’Ottavo Municipio, nelle vicinanze dei cassonetti della spazzatura, abbiamo visto abbandonata qualsiasi cosa: mobili vecchi, materassi, reti da letto, sanitari da bagno, ventilatori, elettrodomestici, sacchi dell’immondizia, materiale edile.
Tuttavia mai si era vista una motocicletta. Anzi, due. Parliamo di due moto Kawasaki entrambe con la targa, abbandonate a ridosso dei cassonetti in via Lorenzo da Pietrasanta nelle adiacenze del Parco caduti del mare alla Garbatella.
Un abbandono singolare perché queste due moto (per giunta della stessa marca) sono comparse insieme, improvvisamente, giunte da chissà dove, un mattino di tre settimane fa.
Non è azzardato supporre che in passato i due motoveicoli siano stati usati per qualche operazione poco chiara, oppure che siano stati rubati e quindi cannibalizzati, anche se dal sito del Ministero dell’Interno non risultano denunce per furto, o ancora che provengano da alcuni autodemolitori che se ne sono voluti disfare in vista di una prossima chiusura.
Un cittadino che abita nello stabile prospiciente ha confermato che sono lì da poco meno di un mese e che per ora – a quanto pare – nessuno ha chiamato la Polizia Locale. Ci si chiede a questo punto se qualcuno delle forze dell’ordine sia passato di lì per caso o se gli operatori dell’Ama abbiano fatto, almeno loro, una segnalazione per far rimuovere questi motocicli. Anche perché questi due rottami, pieni di ruggine e di acciaio tagliente, potrebbero rappresentare un pericolo per le persone, soprattutto per i bambini e i cani che frequentano il parco, che transitano nella zona.

Una delle due moto abbandonate

Smaltimenti poco chiari

A Roma, oltre alla maleducazione che vede molti cittadini infischiarsene del corretto conferimento dell’immondizia, è frequente che alcune persone prive di scrupolo svuotino qualsiasi oggetto direttamente nei cassonetti o lo abbandonino nei dintorni.
Questa pratica incivile avviene soprattutto nelle ore notturne, in zone lontane da telecamere, segno che si è pienamente consapevoli che si sta compiendo un reato.
Spesso l’opera di abbandono o lo svuotamento nei cassonetti è frutto dell’azione di presunte ditte che si occupano di svuotare le cantine e di smaltirne il contenuto e che si guardano dal recarsi nelle isole ecologiche. Non sveliamo nessun segreto, anche perché la nostra città è piena di avvisi, di adesivi appiccicati ovunque e di cartelli ben visibili (alcuni con scritte nere e fondo giallo) in cui si reclamizzano servizi di svuotamento cantine e successivo smaltimento.
Di questi cartelli, in cui tra l’altro si evidenzia un numero di cellulare da chiamare, se ne vedono di continuo, in tutti i municipi. Sono fissati con le fascette ferma cavi (quelle che usano gli elettricisti) sui pali della segnaletica stradale o su quelli della luce, ai semafori, su molte staccionate anche a ridosso di zone di pregio archeologico. Lo sconcerto è che, a quanto pare, nessuno in città si sta adoperando seriamente per interrompere questo scempio.

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Da Sant’Egidio un sostegno concreto alla popolazione ucraina

Lontana, incomprensibile, sfumata. Oppure nitida, agghiacciante, terribilmente vicina. Dopo due anni e mezzo di conflitto, la guerra in Russia e in Ucraina si affaccia ai nostri pensieri per poi subito sparire, si confonde col sangue sparso in altre regioni del mondo, riempie le pagine dei giornali ma rischia di cadere nell’indifferenza per chi si considera troppo lontano e impotente per intervenire. Eppure è proprio per dare un aiuto concreto che la Comunità di Sant’Egidio sabato 26 ottobre organizzerà una manifestazione in piazza Eugenio Biffi. Verranno raccolte offerte e ascoltate testimonianze, a due passi dall’Albergo Rosso che anche solo con la sua silenziosa presenza ci parla di altre devastazioni. Era il 7 marzo 1944 quando le lancette dell’orologio che sovrasta la Circonvallazione si bloccarono alle ore 11:25. Nello stesso momento, un bombardamento faceva tremare la terra e devastava gli edifici dell’Ostiense.

A piazza Biffi per parlare di pace

“Durante flash mob verranno scritti pensieri di pace da appendere a un cartello” ha spiegato Marco Peroni della Comunità di Sant’Egidio. “Come i vari strumenti musicali si accompagnano per generare una melodia, così anche le persone possono convivere aiutandosi” ha proseguito, usando come metafora la Banda della Scuola Popolare di Testaccio che, sotto la direzione del maestro Silverio Cortesi, accompagnerà l’evento. Anche il luogo della manifestazione non è casuale. Proprio in piazza Eugenio Biffi entro la fine dell’anno aprirà una nuova sede della Comunità. “Con questo flash mob vogliamo recuperare lo scopo per cui le piazze sono nate: l’aggregazione e l’incontro” ha commentato Peroni. “Ascolteremo anche il racconto di una testimone diretta. Le offerte raccolte verranno destinate alla popolazione civile”.

sant'egidio

La Comunità di sant’Egidio in Ucraina

Attivi dal 1991 nell’ambito dell’assistenza ad anziani, senzatetto e bambini, i volontari di sant’Egidio hanno moltiplicato il loro impegno nel corso dell’ultimo biennio, parallelamente all’aumento della povertà dovuta alla guerra. “Al momento gestiamo cinque centri umanitari per gli sfollati interni” ci ha spiegato Marco Peroni, “uno si trova a Leopoli, un altro a Ivano-Frankivsk e tre solo a Kiev”.

Duemila sono le tonnellate di aiuti concreti inviati nell’arco degli ultimi due anni al paese invaso, per un totale di 370.000 persone che si sono avvalse del sostegno della Comunità. “A queste si aggiungono circa 10.000 minori a cui offriamo riparo e assistenza, e garantiamo il diritto allo studio anche in condizioni di sfollamento” ha concluso il volontario.

 

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Al Liceo Socrate il concorso fotografico per Francesco Valdiserri: la comunità scolastica non dimentica

Al Liceo Classico e Scientifico Socrate, venerdì 18 ottobre, si è tenuta la premiazione del concorso fotografico dedicato a Francesco Valdiserri, studente della scuola che due anni fa perdeva tragicamente la vita, investito sul marciapiede di via Cristoforo Colombo. Tante studentesse e studenti hanno partecipato al progetto, che si inserisce tra le varie iniziative organizzate dalla famiglia e dalla comunità scolastica per tenere viva la memoria di Francesco, attraverso l’espressione artistica dei più giovani.

Il conoscorso fotografico Francesco Valdiserri

Circa trenta ragazze e ragazzi della scuola hanno partecipato, dando interpretazioni differenti del tema scelto per il concorso, ovvero “La strada“. Un tema che ha permesso di fondere il ricordo di Francesco Valdiserri e la sensibilizzazione dei giovani in merito alla sicurezza stradale. Il frutto di questo progetto sono state decine di immagini che restituiscono prospettive differenti di ciò che la strada può rappresentare: dall’intimità della vita quotidiana alle questioni sociali o a quelle legate alla mobilità, fino ad arrivare alla musica e all’arte. Un’ampia selezione che, ancora una volta, ha messo in evidenza il dinamismo creativo delle nuove generazioni. Il concorso, infatti, si inserisce in una più ampia serie di iniziative che la famiglia e la scuola stanno portando avanti.

Concorso al Liceo Socrate per Francesco Valdiserri - 18.10.24
Foto di Francesca Della Ratta

Liceo Socrate, molto più di un liceo

“In ricordo di Francesco – ci racconta Luca Valdiserri, il papà di Francesco – abbiamo fatto tante cose. Abbiamo organizzato concerti: il prossimo lo faremo il primo novembre, il giorno del suo compleanno, a La Strada, che è un altro posto dove lui aveva  suonato, per cui un posto del cuore anche quello. Abbiamo realizzato un concorso cinematografico di cortometraggi, che ripeteremo anche quest’anno. Abbiamo ultimato il concorso fotografico, adesso, al Socrate, che è stato di altissimo livello e, anzi, non è stato semplice scegliere le opere. C’è stata una lunga discussione all’interno della giuria”.

“Il Socrate, per noi, è qualcosa di più di un liceo” ci dice ancora il papà di Francesco. “È una tradizione di famiglia, anche perché Paola, la mamma di Francesco, ha frequentato il Socrate un po’ di anni fa. Adesso sono passati due anni, per cui molti dei ragazzi che lui conosceva non sono più al liceo, però tutti quelli che entrano la mattina vedono Francesco su quel murale bellissimo che ha fatto Wuarky, uno dei ragazzi di Dominio pubblico. Per cui è come se Francesco, in quel liceo, ci fosse ancora e quello che noi vorremmo è, appunto, mantenerlo, in qualche modo, vivo dentro quella comunità, la comunità del Socrate”.

Il murale di Wuarky all’interno del liceo Socrate. Foto di Francesca Della Ratta

“Quello che speriamo – conclude – è che anche chi non conosce Francesco, vedendo il disegno, il murales di questo ragazzo, abbia un pensiero per lui e anche un pensiero su come bisogna comportarsi sulla strada e direi, in generale, nella vita quotidiana. Insomma avere più interesse, più attenzione agli altri e non solo a se stessi”.

La premiazione in Aula Magna 

In Aula Magna, tra i docenti, il dirigente scolastico e molti studenti, è arrivata la premiazione. Tanti partecipanti e un livello particolarmente alto delle proposte hanno costretto la giuria ad una difficile selezione: alla fine, sono stati ben quattro i premi assegnati, più uno speciale per la foto scelta da Daria, la sorella di Francesco. Gli studenti e le studentesse premiati appartengono a classi e anni scolastici differenti, dal secondo al quinto, a dimostrazione della trasversalità della partecipazione al concorso. Alcune menzioni particolari sono arrivate anche per otto fotografie che hanno colpito l’interesse della giuria.

Concorso al Liceo Socrate per Francesco Valdiserri - 18.10.24
Foto di Francesca Della Ratta

Alla premiazione dei vincitori è seguita la proiezione di tre cortometraggi, realizzati con la partecipazione di alcuni studenti del Socrate, estratti dalla rassegna 24 Frame al secondo (edizione 2024), organizzata dalla famiglia Valdiserri insieme all’Associazione Controchiave.

Tra la proiezione e il concorso fotografico, come attraverso la musica, queste occasioni di ricordo dimostrano ancora una volta di essere momenti di vita e di comunità, capaci di generare idee e sperimentazioni artistiche che spingono studentesse e studenti a mettersi in gioco ed esprimere la propria creatività.

[Foto di Francesca Della Ratta]

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La Festa del Cinema di Roma ritorna al Teatro Palladium

Festa del Cinema di Roma – La diciannovesima edizione della Festa del Cinema di Roma si terrà dal 16 al 27 ottobre 2024, il red carpet e le principali proiezioni in gara si svolgeranno all’Auditorium Parco della Musica. Il programma coinvolgerà anche altri luoghi della città.
Tra le varie realtà culturali interessate c’è anche il Teatro Palladium alla Garbatella, che ha rinnovato l’accordo con la Fondazione Cinema per Roma e l’Università Roma Tre.
Dal 19 al 24 ottobre si potrà  assistere a cinque proiezioni della sezione Alice nella città, un’unità autonoma del Festival, dedicata alle giovani generazioni che si pone l’obiettivo di promuovere e valorizzare i contenuti cinematografici prodotti dal Festival e di estenderne la fruizione in particolare al pubblico degli studenti universitari.

Programma. Sabato 19 ottobre

Marko Polodi Elisa Fuksas, Italia, 2024, 77’.
Apre il sipario del teatro il film in rassegna, Marko Polo diretto da Elisa Fuksas. La pellicola si pone la domanda su come rappresentare l’irrappresentabile. La fede, il Mistero, Dio, ma vale anche per l’amore, la radicalità di certe idee, una convinzione politica. Marko Polo è una riflessione sul successo e sul fallimento, e ha a che fare con Dio ma soprattutto con la vita, e il suo racconto.

Marko Polo

Lunedì 21 ottobre

The Trainerdi Tony Kaye, Stati Uniti, 2024, 95’.
Domenica sarà la volta di The Trainer, diretto da Tony Kaye, noto per American History X.
Jack, interpretato da Vito Schnabel, si lancia alla conquista del sogno americano in una Los Angeles grottesca e surreale. La sua impresa eroica si snoda in otto giorni senza sosta e insonni, offrendoci uno spunto di riflessione sull’ossessione contemporanea per il successo.

The Trainer

Martedì 22 ottobre

Blanket Wearerdi Jeong-mi Park, Corea del Sud, 2024, 116’.
Martedì non perdete Blanket Wearer, il diario di viaggio della regista Park Jeong-mi, che abbandona la vita convenzionale e decide di vivere senza denaro per un anno.
Un viaggio alla scoperta delle comunità alternative in Europa, in un documentario che va alla ricerca di libertà e serenità interiore.

Blanket Wearer

Mercoledì 23 ottobre

Sugarcanedi Julian Brave NoiseCat, Emily Kassie, Stati Uniti, Canada, 2024, 107’.
Un tributo sbalorditivo alla resilienza dei nativi americani e al loro stile di vita. Sugarcane, il documentario d’esordio di Julian Brave NoiseCat ed Emily Kassie, è un epico ritratto cinematografico di una comunità, in un momento di resa dei conti internazionale.

Sugarcane

Giovedì 24 ottobre

Ghostlightdi Kelly O’Sullivan, Alex Thompson, Stati Uniti, 2024, 115’.
Un film che ha raccolto ottime recensioni e il plauso del pubblico è Ghostlight, in  programma giovedì 24 ottobre. Il  film narra la storia di Dan Mueller un operaio edile che lotta con i problemi disciplinari della figlia adolescente Daisy e con la causa per omicidio colposo che sta intentando contro Christine Hawthorne, l’ex fidanzata di suo figlio Brian, morto suicida.

Ghostlight

Informazioni

Il Teatro Palladium è ubicato nel quartiere della Garbatella, in Piazza Bartolomeo Romano 8.
Le proiezioni hanno inizio alle ore  20:00. Per informazioni, costi e prenotazioni dei biglietti, rivolgersi ai contatti del Teatro Palladium.

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100 anni dei Padri Filippini attorno alla Chiesoletta (Servizio video)

Cento anni di presenza sul territorio. Cento anni in cui i Padri Filippini hanno contribuito alla formazione, allo sviluppo e alla crescita umana e spirituale della Garbatella e dei quartieri limitrofi. Tutto ciò emerge nel libro “I Padri Filippini attorno alla Chiesoletta. Cento anni di fede, operosità e carità”, presentato nei locali della Chiesa parrocchiale di San Filippo Neri, al cospetto degli autori: Mario De Laurentis, Marco Marcelli, Emma Motta, Maria Scapati e Dario Torromeo.

Le pagine raccontano fin da quando nel 1924 il Cavaliere Luigi Sant’Ambrogio donò all’Opera Filippina un vasto terreno con fondo rustico e vaccheria adiacente alla Chiesoletta rurale dei Santi Isidoro e Eurosia, per giungere fino alla storia recente di Padre Guido e della sua eredità raccolta da Padre Matteo.

Il libro edito dalla Congregazione dell’Oratorio San Filippo Neri di Roma-Garbatella è stato distribuito gratuitamente durante la presentazione e fino ad esaurimento copie resta disponibile presso i locali della chiesa.

Servizio video a cura di: Giuliano Marotta, Stefano Baiocchi, Giancarlo Proietti.

Intervista a Dario Torromeo.

Parrocchia San Filippo Neri con l’arcobaleno. Foto di Giorgio Guidoni 05/10/2024
Oratorio Chiesoletta. Foto di Giorgio Guidoni 05/10/2024
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Il Centro Sociale La Strada spegne 30 candeline

Csoa La Strada – Sono passati trenta anni dall’8 ottobre 1994, quando alcuni studenti e giovani della zona occupano l’ex circolo Enal di via Passino situato sotto il mercato coperto. Un locale abbandonato da anni, divenuto un deposito di mobili pignorati e scartoffie impolverate. Rivendicano un posto dove incontrarsi e organizzare attività che possono essere utili alle necessità emergenti e a contrastare i problemi che affliggono il quartiere.

Carichi d’idee e progetti provano a ottenere la gestione del posto e, viste le mancate risposte della politica, decidono di liberarlo, rivitalizzandolo per renderlo fruibile alla collettività.

Si avviano così le prime iniziative. L’apertura innanzitutto di uno sportello per l’assistenza ai tossicodipendenti, per combattere la piaga dell’eroina che miete ancora vittime tra i giovanissimi. Uno sportello per gli extracomunitari, che vogliono regolarizzare la propria posizione. Si fa assistenza allo studio, si organizzano concerti, spettacoli e mostre ed eventi vari. Infine, si pensa anche ai meno giovani, creando un appuntamento fisso con la balera il lunedì.

Il centro sociale autogestito La Strada emerge così come una nuova realtà territoriale, che da voce a chi non l’aveva promuovendo cultura, accoglienza e partecipazione attiva. Dopo trenta anni, in cui il mondo e le abitudini umane sono completamente differenti, La Strada mantiene ancora oggi questo spirito di fermento, con nuove generazioni che continuano a promuovere e a realizzare progetti fondamentali non solo per la sopravvivenza culturale e sociale della Garbatella, ma per la stessa qualità della vita della città.

1994, occupazione Csoa La Strada. Foto Gianluca Belei
1995, Giovani davanti al centro sociale La Strada. Foto tratta dal libro “Garbatella 100. Il racconto di un secolo” p. 247. Iacobelli Editore

Programma del trentennale

Abbiamo iniziato giovani e finiremo giovani” sotto una citazione di Abdullah Öcalan che da martedì 8 ottobre fino a domenica 13 ottobre, si svolgeranno i festeggiamenti per i trenta anni dall’occupazione del Csoa La Strada, una settimana di dibattiti, musica e cultura, di momenti di memoria, ascolto e aggregazione.

Il primo appuntamento è alle ore 18:30 di martedì 8 ottobre, in cui sarà inaugurata la mostra sui trenta anni del centro sociale, a seguire una cena col dovuto brindisi di festeggiamento.

Le iniziative proseguono nei giorni successivi con dibattiti sulla questione curda e palestinese, sui temi dell’ambiente e sulle pratiche di antifascismo e conflitto sociale, cineforum e concerti. Venerdì 11 ottobre alle ore 19:00 è prevista anche una passeggiata musicale per le vie della Garbatella.

Il programma dettagliato è visibile sulle pagine social del centro sociale.

Gli auguri di Ciaccheri e Marotta

L’impegno politico alla Garbatella non è mai mancato, tra Villetta, Casetta Rossa, La Strada e i circoli anarchici, molte persone si sono forgiate le ossa, raccogliendo migliaia di consensi e avviando carriere che dal Municipio sono giunte anche al Parlamento Europeo.

Amedeo Ciaccheri, l’attuale presidente dell’Ottavo Municipio, proprio nei locali del Centro Sociale e nell’ex scuola popolare Piero Bruno è cresciuto politicamente: “La Strada ha la capacità di far entrare il mondo in un quartiere speciale di questa grande città. Un posto dove fare attivismo ma allo stesso tempo trovare soluzioni, costruire risposte, una fra tutte la Scuola Popolare Piero Bruno. Trasformare uno spazio dismesso al centro di Garbatella in un laboratorio di diritto allo studio, di emancipazione sociale attraverso la conoscenza, di riscatto dentro lo spazio antagonista, questa è una piccola immagine cui sono affezionato, che può raccontare una storia più grande che oggi fa 30 anni”.

Anche Claudio Marotta, attuale consigliere regionale, al Csoa ha trascorso buona parte della sua vita e con queste parole ricorda alcuni momenti speciali: “La nostra esperienza collettiva ha sempre tenuto insieme la scintilla delle culture alternative e una vocazione sinceramente popolare.

La Strada non è stata solo una straordinaria fucina politica, ma anche l’avamposto delle scene alternative dal punk, all’hard core, al rap; è stata l’approdo dei curdi, dei baschi e dei popoli oppressi; allo stesso tempo è stata il motore della lotta per la rigenerazione del quartiere.

Alto e basso, locale e globale: non una formuletta didascalica, ma una postura con cui vogliamo provare a cambiare il mondo e attraverso cui abbiamo costruito quel contropotere che ha cambiato il nostro municipio”.

La Strada, ex scuola popolare Piero Bruno
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Un secolo di Padri Filippini. Tutta la storia nel libro in distribuzione da ottobre

Cento anni di presenza sul territorio. Cento anni in cui i Padri Filippini hanno contribuito alla formazione, allo sviluppo della Garbatella e alla crescita umana e spirituale del quartiere. Tutto ciò emerge con forza nel libro “Padri Filippini. Cento anni di fede, operosità e carità” scritto a più mani, che sarà presentato sabato 5 ottobre alle ore 18.00 presso la Chiesa Parrocchiale San Filippo Neri. Nella prefazione di Padre Rocco Camillò, Preposito della Congregazione dell’Oratorio San Filippo Neri di Roma, c’è tutto il senso di questo lavoro: “… il cuore che parla al cuore è, alla fine, il segreto dell’umanità.

La storia inizia con San Filippo Neri, fiorentino di nascita, romano di adozione. Ordinato sacerdote e 36 anni, ne aveva 60 quando nel 1575 Papa Gregorio XIII promulgò la Bolla che riconosceva la Congregazione dell’Oratorio assegnandole una chiesa fatiscente: Santa Maria in Vallicella. Il tempio fu ricostruito integralmente e rinominato Chiesa Nuova, ancora oggi presente a due passi da Piazza Navona. Proprio nel 1575, durante le celebrazioni del Giubileo, San Filippo Neri promosse il pellegrinaggio lungo quella via, che dalla basilica di San Paolo fuori le mura conduceva alle catacombe di San Sebastiano e ancora oggi porta il nome di via delle Sette Chiese.

Oratorio San Filippo Neri ottobre 1940
Oratorio San Filippo Neri ottobre 1940

Lungo questa strada, in un contesto di piena campagna, nel 1818 Monsignor Nicola Maria Nicolai, un ricco e colto prelato, erigeva per i contadini della sua tenuta una chiesetta intitolata ai Santi Isidoro ed Eurosia, rispettivamente patrono degli agricoltori e protettrice dai fulmini.

Nel 1889 la chiesetta e gli edifici ad essa collegati furono acquistati da padre Generoso Calenzio, Preposito della Congregazione di Roma. Su richiesta di Papa Pio XI, che aveva contribuito con un supporto economico e con l’impegno assiduo di padre Cesare Nanni, proprio 100 anni fa i Padri dell’Oratorio affidarono a questa piccola proprietà la loro azione pastorale. La storia di questo luogo, che ha accolto decine di migliaia di ragazzi della zona, ha virtualmente inizio il giorno di Natale del 1924. A maggio di quell’anno il cavaliere Luigi Santambrogio donò all’Opera Filippina 1.700 mq di terreno con fondo rustico con vaccheria adiacente alla chiesa rurale dei Santi Isidoro ed Eurosia. Padre Luigi Botton, trasferito alla Garbatella proprio in quell’anno, trasformò quei locali in Cappella ove celebrò la messa di mezzanotte.

In quel periodo il quartiere Garbatella si stava sviluppando, la cura delle anime era affidata alla Basilica di San Paolo, nella zona non erano presenti altre parrocchie. Negli anni Trenta del secolo scorso l’azione pastorale del quartiere si intensificò grazie a padre Alfredo Melani e padre Alessandro Daelli. La piccola chiesa, i locali e gli spazi adiacenti erano diventati per tutti la “Chiesoletta”.

Durante la guerra i padri aiutarono la popolazione in tutti i modi possibili. Nei nove mesi in cui Roma fu occupata dai nazisti, molti giovani renitenti alla leva ed ebrei sfuggiti ai rastrellamenti trovarono rifugio clandestino all’interno della struttura tanto che in seguito i sacerdoti ricevettero il titolo di Giusti tra le Nazioni. Nel 1940 la Congregazione deliberò l’inizio dell’attività di una scuola media. Vennero adattati i locali adiacenti la Chiesoletta e il 6 novembre 1944 ebbero inizio le lezioni. Nel 1948 fu edificato l’edificio come lo vediamo oggi: la scuola media fu intitolata al venerabile Cardinale Cesare Baronio. In quel periodo svolgevano la loro opera, oltre a quelli dei sacerdoti già nominati, padre Giuseppe De Libero, padre Armando Raglioni, padre Antonio Bordonali, padre Gaetano Angilella.

19 febbraio 1967 Paolo V I in visita alla chiesa San Filippo Neri
19 febbraio 1967 Paolo V I in visita alla chiesa San Filippo Neri

A dicembre del 1952, grazie alla donazione dei coniugi statunitensi Thomas e Irene Bradley, fu istituita la parrocchia con il suo edificio. Su indicazione di Monsignor Montini fu intitolata a “San Filippo Neri in Eurosia”, nome che sintetizzava tutta la storia dell’opera filippina alla Garbatella.
A partire da quella data, negli ultimi 72 anni, la parrocchia è stata centro di formazione e di spiritualità, di attività caritative e culturali. Due Papi la visitarono, Paolo VI nel 1967 e Giovanni Paolo II nel 1986; quest’ultimo sintetizzò con efficacia la missione dell’oratorio: “Un ponte tra la Chiesa e la strada”.

Alla fine degli anni Cinquanta entrò in campo padre Guido Chiaravalli che lasciò un’impronta fondamentale per la scuola e l’Oratorio ricreativo. Milanese di nascita ma, come san Filippo Neri, romano di adozione, incarnò una figura di riferimento per più di 50 anni e per tante generazioni di adolescenti. I ragazzi della zona consideravano l’Oratorio come un luogo dove era dolce approdare. Tra quelle mura c’era la rappresentazione della vita di un’intera borgata. C’era la povertà di tanti, depredati nel secondo dopoguerra del pane e di un lavoro dignitoso, la rinascita lenta del ceto medio, la contestazione giovanile, l’amore per il calcio, la Roma, la Lazio, Agostino Di Bartolomei, i ricordi del cinema di Totò, Alberto Sordi e Maurizio Arena.

Nelle stagioni più disperate l’Oratorio della Chiesoletta era una vera e propria casa rifugio per chi non aveva né ricovero né casa.
Il 22 aprile 2014 morì Padre Guido, da allora tutta la comunità lo ricorda con profondo affetto. Lui che sapeva guardare il mondo con gli occhi di un bambino e la mente di un uomo. Lui che al vespro invitava i ragazzi ad alzare gli occhi al cielo per cercare il dono divino. Lui che ha lasciato in eredità alla Garbatella un dono inestimabile, il ricordo di una persona vera, di una brava persona, capace di amare il prossimo, praticando il bene con i fatti concreti. La sua eredità è stata raccolta da Padre Matteo-Mathew Pallathukuzhy, originario dell’India, che oggi è il responsabile dell’Oratorio.

(I Padri Filippini.Cento anni di fede, operosità e carità, edito dalla Congregazione dell’Oratorio San Filippo Neri di Roma-Garbatella. Autori: Mario De Laurentiis, Marco Marcelli,Emma Motta, Maria Scapati e Dario Torromeo).
(Si ringraziano Emma Motta e Dario Torromeo per le informazioni fornite).

[Articolo pubblicato sul periodico Cara Garbatella, Anno XVIII – Ottobre 2024/numero 65, pag. 5]

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In ricordo di Nicola Perfetto, l’amato maestro della Garbatella

L’estate appena trascorsa ha scavato un vuoto incolmabile in un quartiere assolato e semideserto. E mentre le scuole riaprono e le strade tornano a riempirsi di studenti e professori, Nicola Perfetto non è più tra noi. È scomparso il 13 agosto all’età di 73 anni il maestro che ha cresciuto i bambini della Garbatella, tra i banchi della Cesare Battisti prima e del plesso Alonzi poi. “Era una persona estremamente generosa” queste le parole commosse della moglie Rina, che prosegue “Anche dopo dieci anni gli ex-studenti lo riconoscevano per la Circonvallazione Ostiense, lo salutavano, lo abbracciavano”.

Centinaia sono i volti che passano davanti agli occhi di un maestro, ma il maestro resta uno. E i bambini, adesso uomini e donne, continuano a ricordarlo. “Per scherzo gli dicevo che avrebbero dovuto farlo Sindaco” ricorda sorridendo la figlia Natalia, “quando uscivamo di casa c’era sempre qualcuno che ci fermava, ci salutava, e per arrivare ci mettevamo due ore”. Il maestro Perfetto è stata una presenza costante nella vita del quartiere: di carattere solare e giocoso, era in grado di stringere con colleghi e bambini un legame indissolubile. E non solo nelle aule scolastiche, ma anche a casa degli studenti, dove spesso si recava per aiutarli con i compiti.

Il maestro aveva anche un’altra passione, come membro dell’associazione sportiva Rione Garbatella, organizzava tutti gli anni la storica maratona di quartiere che prevede non a caso una sezione dedicata ai più piccoli. “Era un uomo di una disponibilità instancabile. Faceva volontariato anche in Vaticano e alla Basilica di San Paolo, con servizi di guardia” ha raccontato la figlia Natalia. Non diceva mai di no il maestro Perfetto, originario di Rossano in Calabria ma romano di adozione. Dopo il diploma magistrale, inizia a insegnare come supplente in diversi istituti senza riuscire a entrare di ruolo.

Allora intraprende il mestiere di tassista, che svolge a Roma fino alla metà degni anni Ottanta, quando finalmente vince il concorso e corona quello che è sempre stato il suo sogno: sedersi dietro una cattedra e insegnare – tra una battuta e l’altra a intervallare la lezione. Tornato a casa non perdeva il sorriso. “Era una battuta continua! Certo, sapeva essere severo quando serviva” ricorda la figlia, “però spesso e volentieri era permissivo, scherzoso. Mi è sempre stato vicino”. Sensibilità e generosità, ottimismo e serietà allo stesso tempo. Ricorda Francesca Vetrugno, che qui parla più come amica che come assessora municipale alle Politiche Scolastiche: “la figura del maestro è diventata rara, perché purtroppo l’insegnamento è un ambito marcatamente connotato al femminile.

Ma quando ci sono, i maestri rappresentano un valore aggiunto, un punto di riferimento diverso e importantissimo per i bambini. Se ripenso a Nicola Perfetto, mi viene in mente la grande serietà di insegnante, e poi tanta gentilezza, il sorriso sempre sulle labbra”.

[Articolo pubblicato sul periodico Cara Garbatella, Anno XVIII – Ottobre 2024/numero 65, pag. 3]

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Vicoli scomparsi: l’odonomastica nella campagna del Municipio VIII

[Municipium. Storia e Archeologia del nostro territorio. Rubrica a cura di Luca Canali]

Nello scorso articolo, abbiamo parlato di vie e piazzali spariti o che hanno cambiato nome, ma non sono i soli ad essere scomparsi durate i cambiamenti urbanistici dei quartieri del Municipio Roma VIII.

Vicolo Ampliato

Era situato a Tor Marancia, corrispondeva al tratto di strada attualmente denominato via di Santa Petronilla, una zona che fino agli anni Cinquanta era tutta un’area campestre. Il vicolo era affiancato da una via omonima, ed entrambi furono soppressi nel 1955, più o meno quando si conclusero le edificazioni delle attuali case popolari.

Il nome derivava non dalla sua dimensione, ma dalla vicinanza e dalle memorie epigrafiche del Cubicolo di Ampliato nelle Catacombe di Domitilla.

Vicolo Tamariceto

Iniziava da fuori Porta San Paolo (anche se in alcuni documenti è posto fra la Garbatella e il Fosso di Grotta Perfetta) e prendeva nome da una zona ricca di tamerici, piante spontanee mediterranee e coltivate per ornamento.

Tamariceto – Tamarix

Vicolo della Caffarella

Aveva principio da Porta San Sebastiano e si snodava costeggiando la tenuta della famiglia Caffarelli, da cui il toponimo.

Dinastia di cui si hanno notizie fin dal 1186, anche se la loro ascesa si ebbe nel XVI secolo quando ottennero il titolo di duchi. Il loro patrimonio terriero era tale da possedere tenute e casali che si estendevano da Roma ad Ardea, lungo le vie Appia e Ardeatina, all’interno dell’agro romano.

Vicolo della Caffarelletta

Andava dal vicolo della Caffarella e si inoltrava nella campagna verso una piccola tenuta dipendente dalla Tenuta della Caffarella.

Per approfondire

  • Carpaneto Giorgio, I vicoli di Roma

La foto in evidenza ritrae il vicolo della Caffarella nel 1930 ed è tratta dal sito Roma Ieri Oggi.

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Al via le celebrazioni per la giornata dell’otto settembre, Mattarella a Porta San Paolo

Al via le celebrazioni legate alla giornata dell’otto settembre che anche quest’anno, in cui ricorre l’81° anniversario della Difesa di Roma dalla barbarie nazista, saranno ricche di appuntamenti e che si svolgeranno come sempre a Porta San Paolo, luogo sacro per la Resistenza e per l’Italia.
Si comincia al mattino con la cerimonia a cui parteciperà il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, al “Parco della Resistenza dell’8 settembre 1943”, successivamente è prevista un’altra cerimonia in piazza di Porta San Paolo.

Il Presidente Mattarella rende omaggio ai martiri delle Fosse Ardeatine

Le misure di sicurezza previste

Diverse le misure di sicurezza, previsti divieti di sosta, con rimozione, già dalla sera di sabato, su  viale della Piramide Cestia, tra piazzale Albania e piazzale di Porta San Paolo, ma soltanto direzione della Piramide.
Divieti di sosta anche in largo Manlio Gelsomini, in piazzale Ostiense in via del Campo Boario.  Nel corso delle celebrazioni non si escludono deviazioni, oltre che per il traffico, anche per le linee di bus che transitano nella zona.

Le iniziative nel territorio dell’VIII Municipio

Nel pomeriggio, invece, è in programma una pedalata nei luoghi della Resistenza dell’VIII Municipio. L’iniziativa è organizzata dalla Associazione Sportiva Dilettantistica Le Bici. L’appuntamento è alle 16:00 in Piazzale Caduti della Montagnola per raggiungere Piazzale Ostiense. Il percorso di circa 10 km è adatto anche ai bambini e toccherà diversi luoghi della memoria. Per iscriversi e per ulteriori informazioni basta mandare una mail a lebicidiroma@gmail.com. Domenica sera a partire dalle 20:00, sempre a Porta San Paolo, ci sarà lo spettacolo “Poeti e Poesie di Pace” nella scenografia ideata dall’architetto Cesare Esposito.
Infine, alle ore 21:00, sulla facciata della Piramide Cestia, in programma la proiezione del film documentario “Lussu”, film realizzato nel 2021 dal regista Fabio Segatori che sarà presente alla serata.
La pellicola racconta le vicende di Emilio Lussu eroe di guerra con 4 medaglie al valor militare e in seguito pacifista dopo aver assistito al massacro della Grande Guerra. La sua partecipazione al conflitto sarà raccontata nel suo libro di memorie Un anno sull’altopiano, tradotto in tutto il mondo.

La storia di Emilio Lussu

Dopo aver fondato il Partito Sardo d’Azione è eletto parlamentare diventando uno strenuo oppositore al fascismo che lo arresta e lo spedisce al confino, a Lipari.
Da qui scappa su una barca col suo amico Carlo Rosselli col quale fonda, a Parigi, la prima organizzazione antifascista: “Giustizia e Libertà”.
Partecipa quindi alla Guerra Civile Spagnola sul fronte antifranchista. Ricercato e braccato dall’OVRA anche oltralpe, Emilio Lussu vive tra Parigi, la Svizzera, il Portogallo e Marsiglia. Rientra in Italia dopo l’8 settembre, dove è ministro nei governi Parri e De Gasperi.
Il film è anche la storia di un grande amore: quello con Joyce Salvadori, compagna di una vita, anche lei partigiana, scrittrice e attivista per i diritti delle donne.

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Ricordando Rossana Di Lorenzo all’Arena Garbatella

A due anni dalla sua scomparsa, avvenuta il 13 agosto 2022, l’attrice Rossana Di Lorenzo sarà celebrata in una serata in suo onore all’Arena Garbatella in piazza Benedetto Brin. Nel quartiere dove è cresciuta, Rossana sarà ricordata domenica 1° settembre alle ore 21:00, attraverso i racconti di chi l’ha conosciuta, incontrata per le strade dello storico quartiere romano, magari in compagnia del fratello maggiore Maurizio Arena.

Programma dell’evento

Fotografie, proiezioni, racconti per ricordare Rossana Di Lorenzo ed il suo contribuito al cinema italiano. A ricordarla ci saranno, oltre alle Istituzioni municipali, la giornalista e critica cinematografica Marta Zoe Poretti, il nipote Jean Maurizio Di Lorenzo, Massimiliano Smeriglio e Mirella Arcidiacono, in arte Fatagarbatella, autrice del racconto C’era una volta una bambina della Garbatella testo che verrà letto dall’attore Luciano Roffi. L’ingresso è libero e gratuito dalle ore 21:00.

Rossana Di Lorenzo (Ballando, ballando 1983) Credits foto

Chi era Rossana Di Lorenzo?

Rossana Di Lorenzo, classe 1938, è cresciuta a via della  Garbatella 24.  Sorella di Maurizio Arena, fusto neorealista di Poveri ma belli e zia del presentatore Pino Insegno, fu attrice autentica tra gli anni ‘70 e ‘90, recitando a fianco dei grandi protagonisti del cinema italiano dell’epoca: da Alberto Sordi a Ugo Tognazzi, da Luciano Salce a Monica Vitti.

Forse i più la ricordano nel film a episodi Le coppie e nella pellicola Il comune senso del pudore, dove ebbe la parte della moglie di Alberto Sordi, che la lanciò verso il vasto successo di critica e di pubblico, tanto da garantirle una candidatura come migliore attrice non protagonista ai Nastri d’Argento nel 1971. La sua bravura la porta a recitare accanto a Claudia Cardinale, Florinda Bolkan, Philippe Noiret e Cochi Ponzoni, e a calcare le scene con Alain Delon nel film Flic Story, con Giuliano Gemma in Africa Express e con Anthony Quiin e Gigi Proietti in L’eredità Ferramonti.

Tra le sue migliori interpretazioni ricordiamo anche quella in Ballando ballando, diretta da Ettore Scola nel 1983. Il film, di produzione italo-franco-algerina, ripercorre cinquant’anni di storia della Francia, dalla vittoria del Fronte Popolare del 1936 fino al Sessantotto; ottenne diversi premi, la candidatura all’Oscar come miglior film straniero e per la Di Lorenzo la candidatura come miglior attrice non protagonista ai David di Donatello.

2004 Sulla dx Rossana di Lorenzo, al centro Fatagarbatella e l’ex presidente di Circoscrizione XI Massimiliano Smeriglio

Filmografia

  • La camera, episodio Le coppie, (Alberto Sordi 1970)
  • Il presidente del Borgorosso Football Club (Luigi Filippo D’Amico 1970)
  • Senza famiglia, nullatenenti cercano affetto (Vittorio Gassman 1972)
  • Buona parte di Paolina, (Nello Rossati 1973)
  • Per amare Ofelia (Flavio Mogherini 1974)
  • Permettete signora che ami vostra figlia? (Gian Luigi Polidoro 1974)
  • Flic Story (Jacques Deray 1975)
  • Africa Express (Michele Lupo 1976)
  • Il comune senso del pudore (Alberto Sordi 1976)
  • L’eredità Ferramonti (Mauro Bolognini 1976)
  • Taxi Girl (Michele Massimo Tarantini 1977)
  • Letti selvaggi (Luigi Zampa 1979)
  • Ballando ballando (Ettore Scola 1983)
  • Vacanze di Natale (Carlo Vanzina 1983)
  • Amarsi un po’… (Carlo Vanzina 1984)
  • Cuori nella tormenta (Enrico Oldoini 1984)
  • Montecarlo Gran Casinò (Carlo Vanzina 1987)
  • Quelli del casco (Luciano Salce 1988)
  • S.P.Q.R. – 2000 e ½ anni fa (Carlo Vanzina 1994)
  • L’assassino è quello con le scarpe gialle (Filippo Ottoni 1995)
1948 la quinta C della scuola Michele Bianchi (oggi Cesare Battisti), la prima in piedi a sinistra Rossana Di Lorenzo. La foto è stata gentilmente concessa da Nino figlio di Maria Pizzuto, che è la seconda a destra della fila in piedi
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Dalle carceri un appello alla coscienza civile

Di Claudio D’Annamà

Ieri 8 agosto si è svolta, nelle prigioni di questa assolata e disastrata nazione, una giornata di protesta sulla condizione di “non vita” carceraria a cui sono costretti oltre 60 mila detenuti. La forma di protesta scelta dal movimento che da qualche settimana sta agitando tutti i luoghi di reclusione della penisola è quella della battitura ovvero la scelta di fare rumore, il più possibile, ricorrendo a pentole e stoviglie, oggetti vari da sbattere contro le sbarre della propria cella. E’ una forma di protesta assolutamente pacifica che contrasta con la situazione drammatica che si vive dentro.

Il sovraffollamento negli istituti penitenziari e il numero dei suicidi ormai fuori controllo sono infatti un’emergenza nazionale. Un’emergenza tutta legata al degrado totale delle carceri a cui questo governo non sa dare risposte.

Sono 65 i suicidi dall’inizio dell’anno e altrettanto significativo è il fatto che sono almeno 7 gli agenti di sorveglianza che si sono tolti la vita. Un carcere come questo insomma non dà speranze di recupero a nessuno ma produce piuttosto malessere sociale, disperazione, ulteriore devianza. “E un carcere che non dà speranze di reinserimento vale zero anche sul piano della sicurezza e della convivenza civile”: questo l’avvertimento che sta dietro la denuncia di questi giorni.

A Garbatella un’iniziativa di solidarietà con i detenuti

L’appello a non lasciare isolata e chiusa dietro le sbarre la protesta è stato accolto da diverse associazioni che si occupano di carceri. E anche da privati cittadini, singole persone o protagonisti a vario titolo della vita che percorre i quartieri delle nostre città. C’è chi ha messo striscioni o lenzuoli bianchi ai balconi. C’è chi dalle 12 alle 12 e 30, ovvero nella mezz’ora di battitura prevista dentro, si è dato appuntamento davanti una chiesa o in altro posto per discuterne.

C’è chi, magari in un lontano posto del Sud o in qualche dispersa periferia, ha scritto su un foglio di carta la sua adesione alla lotta e l’ha affissa nel bar del paese. Piccole cose, testimonianze spontanee, idee portate avanti senza il clamore delle grandi manifestazioni.

A Garbatella è andata in onda una di queste iniziative minime di solidarietà. Tre cittadini per quanto avanti negli anni hanno rinnovato una scelta molto in voga nel secolo passato ed ora quasi scomparsa con l’avvento dei social. Agostino, noto animatore del gruppo di lettura Cavallo Pazzo Legge, Claudio e Michele due ex compagni di liceo negli anni 60, i loro nomi.

Hanno scritto un volantino, lo hanno stampato in centinaia di copie, sono scesi per le strade, hanno girato tra i lotti, mettendosi a distribuire copie e scambiando pareri con le persone più diverse. L’hanno chiamata “un’ora d’aria al fianco dei detenuti” e nel percorso hanno toccato alcuni punti tra i più vivi, per quanto arsi dal solleone, di Garbatella: Sant’Eurosia, i Cesaroni, la scuola migranti di Casetta Rossa, gli Alberghi, la Metro, l’hub culturale Moby Dick, via Passino ovvero il cuore della politica locale, piazza Sauli col suo nuovo murale dedicato a un Daniele De Rossi bambino.

Un bilancio positivo e il 15 si replica

Come è andata ce lo dice uno dei tre “agitprop dai capelli bianchi” che parla a nome di tutti: “Beh volevamo dare un segnale di vicinanza a chi vive una situazione terribile e crediamo di esserci riusciti.

Abbiamo distribuito 250 volantini e attaccato decine di copie in giro. Sicuramente la notizia di questa cosa arriverà anche dentro.” E per quanto riguarda il grado d’accoglienza? “Ovviamente molto vario. In maggioranza positivo da parte di persone anziane e soprattutto donne di una certa età, indifferente diciamo un 20% e purtroppo molti ragazzi preoccupati di non staccarsi dal telefonino, ostile al problema invece una minoranza.

E ci sono stati pure momenti veri di condivisione non solo in posti come la Scuola per migranti di Casetta Rossa ma anche davanti bar o sotto portoni, per fortuna ombrati, dove si sono formati anche piccoli capannelli.” E ora? “E ora niente. Noi qua stiamo. Sappiamo che il 15 si replica e forse ce ne saranno altre ancora, se questo governo che possiamo chiamare Sordio, cioè sordo e Nordio, non risponde alle giuste richieste dei detenuti.

Un quartiere come questo, è la nostra speranza, non resterà certo insensibile a dare nuovi segnali di partecipazione democratica e civile.

Ah, un’ultima cosa, questa nostra piccola iniziativa l’abbiamo voluta dedicare a Nadia Bagni un’assistente sociale molto nota nel quartiere, protagonista di un forte impegno sociale, che è venuta a mancare proprio un anno fa.”

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Ad agosto prosegue M’illumino di Teatro a Garbatella

La Garbatella torna a riempirsi di musica e teatro con la terza edizione di “M’illumino di Teatro a Garbatella”, che si svolgerà in piazza Damiano Sauli dal 1 al 7 agosto con spettacoli teatrali e concerti, tutti gratuiti, dalle ore 19:30.

Il Programma

Nel programma ci sono storie divertenti come “Pasticceri io e mio fratello” il racconto di due fratelli molto diversi ma molto uniti nel loro lavoro di pasticceria, di e con Leonardo Capuano e Roberto Abbiati, in scena giovedì 1 agosto.

O anche storie che coinvolgono il pubblico, come “La battaglia dei cuscini” di Gimmi Basilotta e Marina Berro con veri e propri cuscini a disposizione dei presenti che vorranno partecipare alla battaglia il 2 agosto.

E concerti, come quello di Clavdio, con la sua coinvolgente musica Capoverdiana, il 3 agosto, o lo spettacolo misto di teatro e musica della Marlon Banda il 5 agosto, “Trash and Cleaner“.

Per completare segnaliamo anche “Esercizi per combattere se stessi” il 4 agosto di e con Gioia Salvatori e la musica dal vivo di Simone Alessandrini; “Shekspeareology, un’intervista impossibile a William Shakespeare” con Woody Neri, un catalogo di materiali shakespeariani, il 6 agosto.

L’ultimo giorno, 7 agosto, s conclude con “Carmen che non vede l’ora” con Tamara Bartolini e Michele Baronio, la storia di una donna in cerca della sua libertà.

Inoltre, nei giorni 4 e 5 agosto, verrà realizzato il podcast “Pesca Lemon” in collaborazione don Smile Bar di Garbatella; gli ospiti saranno Gioia Salvatori e la Marlon Banda

Come partecipare

Gli organizzatori consigliano di portarsi un cuscino, una sedia, una stuoia da casa per accomodarsi in piazza, come se fosse un pic-nic teatrale, per trascorrere le calde serate estive insieme agli artisti che si esibiranno in piazza Damiano Sauli.

Tutte le attività sono a titolo gratuito ma per un numero limitato di spettatori.

La prenotazione è obbligatoria a: prenota369@gmail.com o via Whatsapp al 371 61610065

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Cocktail Therapy: la ASL Roma 3 a Garbatella per una serata con bar no-alcol

Da Monteverde a Garbatella, circa dieci tra ragazze e ragazzi del Centro Diurno Monteverde per una sera gestiranno il bar all’interno degli spazi di Casetta Rossa in via Magnaghi 14. Cocktail Therapy: questo è il nome dell’evento che si svolgerà martedì 23 luglio, dalle ore 17:30 alle ore 20:00.

Il bar per una serata senza alcol

Al bancone i ragazzi saranno protagonisti nella preparazione di cocktail analcolici e bevande da bar. Il filo conduttore dei cinque cocktail che saranno offerti è non solo l’assenza di alcol, ma anche la presenza di ingredienti come kefir, zenzero, erbe aromatiche e altri, tutti elementi benefici per la salute: da qui il nome di Cocktail Therapy.

Per gli utenti questa è la fase finale di un progetto esperienziale, denominato “Progetto L.e.o.“, iniziato nel mese di gennaio e aperto ai giovani tra 18 e 35 anni con l’obiettivo di fornire orientamento, consigli e supporto rispetto ad alcune aree professionali. Tra queste, l’area della ristorazione, del lavoro del bartender e di quella del social media manager. Le attività del Centro Diurno Monteverde sono cofinanziate dall’Assessorato Politiche Sociali e Salute di Roma Capitale.

Cocktail Therapy

I Centri Diurni della ASL Roma 3

I Centri Diurni nascono per accogliere persone con disagio mentale. Nell’ambito di un processo di inclusione e risocializzazione, le attività che i giovani svolgono rivestono un ruolo fondamentale durante tutto il percorso di cura. “L’orientamento che il nostro personale medico e sanitario, in collaborazione con la Cooperativa sociale Il Grande Carro, è in grado di offrire si fonda sulla formazione specifica, ma anche sulla costruzione di esperienze concrete che creino connessioni con il nostro territorio.
In quest’ottica, l’esperienza che abbiamo proposto ai ragazzi rappresenta il modo migliore per tutti loro di mettere a frutto le conoscenze acquisite nel corso dell’attività laboratoriale, aprendo la porta anche a futuri tirocini”, spiega Serena De Simone, psicologa della Asl Roma 3.
“I risultati sono tangibili”, commenta Francesca Milito, Direttrice Generale della Asl Roma 3. “Si trasformano in iniziative di grande impatto per gli utenti, come quella che si svolgerà a Casetta Rossa, che ringraziamo per la disponibilità attuale e l’attenzione che in futuro vorrà riservarci”.

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Referendum Autonomia Differenziata. Ecco dove si firma nel Municipio VIII

È partita la raccolta firme nel Municipio VIII per il Referendum contro l’Autonomia Differenziata. Il primo appuntamento è previsto per domenica 21 luglio a piazza Benedetto Brin, dalle ore 19:00. Presente anche l’Anpi mercoledì 24 luglio dalle ore 17:00 con un banchetto a Metro Garbatella, seguiranno tanti altri incontri per raggiungere l’obiettivo delle 500 mila firme necessarie.

Banchetti ANPI (in aggiornamento) sulle pagine social

La campagna referendaria nazionale

Prende il via nel weekend del 20 e 21 luglio 2024, in tutta Italia, la campagna di raccolta firme per il referendum integralmente abrogativo della legge sulla autonomia differenziata, promossa dal Comitato Referendario costituito da un vasto schieramento di forze sociali, politiche, associative e della società civile. In testa ovviamente la CGIL e l’ANPI, ma anche partiti, associazioni e rappresentanti delle istituzioni locali.

“Sì all’Italia unita, libera e giusta. Una firma contro l’Autonomia differenziata”, questo lo slogan della mobilitazione che punterà a coinvolgere mezzo milione di cittadini necessari per ottenere il Referendum. L’obiettivo è quello di riuscire ad abrogare la legge Calderoli.

La Legge Calderoli

La Legge Calderoli è l’attuazione concreta del modello leghista dell’autonomia differenziata. Consisterà sostanzialmente nel riconoscimento alle Regioni, da parte dello Stato, di autonomia legislativa sulle alcune materie di competenza concorrente e in tre casi di materie di competenza esclusiva dello Stato.

Parliamo di scuola, di rapporti con l’Unione Europea, della tutela e della sicurezza sul lavoro, delle reti di trasporto, della tutela ambientale ed altro ancora. Insieme alle competenze, le Regioni potranno anche trattenere il gettito fiscale. Insomma, con questa legge il Governo Meloni rafforza il potere delle Regioni e, soprattutto, la loro autonomia economica rispetto allo Stato.

Le ragioni del No

Da subito questa legge è stata duramente contestata dalle opposizioni in Parlamento. Concedere alle Regioni autonomia legislativa e la possibilità di trattenere il gettito fiscale su molte materie, fino ad oggi competenza dello Stato, vuol dire differenziare di molto i servizi pubblici essenziali nel territorio nazionale.

Lo spirito della raccolta per il No si concentra proprio su questo: la Legge Calderoli rischia di spaccare l’Italia ed aumentare il divario tra il Sud e il Nord. Per molti, questa legge rappresenterebbe un attacco diretto al principio di solidarietà sociale definito dalla nostra stessa Costituzione.

Per questo la battaglia politica e sociale si annuncia lunga e sicuramente dura, perché chiamerà a confrontarsi due anime opposte del nostro Paese.

Regione Lazio

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Daniele De Rossi bambino sui muri della Garbatella

Questa mattina Garbatella si è svegliata con due poster dedicati a Daniele De Rossi, l’attuale allenatore della AS Roma, nonché bandiera storica della squadra giallorossa e campione del mondo con la Nazionale Italiana nel 2006.

L’autrice dell’opera è Alessandra Francesca Coppola, che ha rielaborato una celebre foto di De Rossi bambino, biondo e sorridente, in posa con la maglia della Roma, quella con lo sponsor Barilla e il lupetto sul petto.

In basso l’autrice ha inserito la scritta “Sogna ragazzo sogna” ripresa dalla canzone di Roberto Vecchioni del 1999. “È per Daniele – ha dichiarato Coppola ad alcune testate giornalistiche – ma anche per tutti i ragazzi che come lui sognano di poter vestire un giorno quella maglia”.

I poster sono visibili sui muri di piazza Damiano Sauli e in via Giacomo Rho.

Poster in via Giacomo Rho

De Rossi e il ricordo di quello scatto

De Rossi, originario di Ostia, è molto affezionato a quello scatto, tant’è che lo ha citato nella sua lettera di addio al calcio giocato:

Che te ridi regazzi’?
So’ felice!
Perché sei felice?
C’ho la maglietta della Roma
Ma non è che è falsa?
Ma no, il numero l’ha cucito mia zia…
E se te dico che la indosserai più di seicento volte?
A me ne basterebbe una di partita.

Riguardando questa foto, che ormai conoscete tutti, mi rendo conto di quanto io sia stato fortunato, una fortuna mai data per scontata e per la quale non sarò mai abbastanza grato.
È stato un viaggio lungo, intenso, sempre accompagnato dall’amore per questa squadra.
Questa gratitudine non voglio lasciarla sospesa per aria, perché, mentre scrivo la parola grazie, non mi passano per la testa dei concetti astratti, ma dei ricordi e delle sensazioni, delle facce e delle voci”.

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Fulvio Carnevali ci ha lasciato. Mercoledì l’ultimo saluto a “Er Garbatella”

Fulvio Carnevali, classe 1932 aveva 92 anni, detto “Er Garbatella”, come amava farsi chiamare nell’ambiente cinematografico romano, ci ha lasciato portando con sé un pezzo di memoria storica del quartiere. I funerali si terranno, mercoledì 10 luglio 2024, alle ore 11:00 alla chiesa Madonna del Carmine e San Giuseppe in via del Casaletto 691.

Un doppiatore al Lotto 12

La vita privata di Fulvio Carnevali si è incrociata più volte con la storia collettiva del quartiere della Garbatella. Alcune bellissime pagine ne ricostruiscono le vicende nel Quaderno n°1 di Moby Dick, grazie alle interviste preziose di Giovanna Mirella Arcidiacono ed al suo lavoro instancabile di documentazione e racconto.

Era cresciuto al Lotto 12, quello dietro al Palladium, che negli anni dell’infanzia di Carnevali ancora si chiamava Cinema Teatro Garbatella. Fu operatore cinematografico di stabilimento e doppiatore, amico di Maurizio Arena, conobbe anche Pier Paolo Pasolini, con cui lavorò nel film Accattone, e il cui ricordo si può riascoltare ancora oggi in una video-intervista dell’Associazione Il Tempo Ritrovato a L’Ardito, lo storico ristorante di piazza dei Navigatori.

Fulvio-Carnevali.-Foto-Facebook-Giovanna-Arcidiacono

Un ricordo di Giovanna Mirella Arcidiacono

Grazie a tutti i suoi racconti abbiamo conosciuto quella Garbatella dei ragazzi degli anni Trenta e Quaranta” ci spiega Giovanna, conosciuta come Fatagarbatella. Nei suoi racconti sono vivide le immagini e le emozioni di una giovinezza passata tra i lotti, come i ricordi delle docce con i fratelli e la mamma ai Bagni pubblici lasciati nelle sue interviste. Come tanti giovani in quegli anni, era passato anche per i Mercati Generali, dove aveva conosciuto  Er Capece e la cooperativa dei facchini, un luogo di straordinaria resistenza umana di cui aveva parlato spesso raccontando il quartiere. “Amico di Maurizo Arena – prosegue Fatagarbatella – amava mostrarci una foto di quando era anche lui un fusto, come il suo amico di scorribande. Con la scomparsa di Er Garbatella se ne va una parte di quel quartiere dove un tempo si nasceva in casa“.

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Parcheggio in via Tito: Veloccia dà ragione ai residenti

Ormai sembra un’idea da scartare: sull’area verde tra via Cristoforo Colombo e via Tito non verrà più costruito il parcheggio previsto nella convenzione confermata sei anni fa dalla giunta Raggi. A dichiararlo è il presidente del Municipio VIII Amedeo Ciaccheri, che manifestando la contrarietà della giunta municipale aveva esposto a inizio luglio due possibilità. O modificare gli interventi, per ridurre l’area destinata ai posti auto, preservare i quindici pini presenti e garantire la permeabilità del suolo, evitando colate di cemento. Oppure rivedere radicalmente il progetto ed eliminare tout court la possibilità di costruire il parcheggio. “Al momento l’iter dei lavori è sospeso” ha dichiarato il presidente, “e ci stiamo muovendo sulla nostra posizione primaria, cioè quella di lasciare l’area verde com’è.”

La storia del progetto

Risale al marzo 2018 l’approvazione in giunta capitolina della convenzione per la riqualificazione di piazza dei Navigatori e di altre zone del Municipio VIII, tra cui viale Giustiniano Imperatore, con un investimento di 30 milioni di euro. La concessione di queste aree per la realizzazione di opere pubbliche, in realtà, è nata nel 1996 e successivamente formalizzata nel 2004. I lavori previsti però non furono portati a termine entro le scadenze stabilite, e le società non adempienti dovettero rimborsare il Comune di 16 milioni di euro, oltre che impegnarsi a concludere gli interventi non ultimati. Contestualmente la giunta Raggi avviò un procedimento di bilancio partecipativo, per consentire ai cittadini di intervenire sui processi decisionali riguardo i lavori che si sarebbero realizzati nel territorio. Ironia della sorte, questo clima di partecipazione era destinato a ripetersi a pochi anni di distanza, in questo momento, ma in senso opposto. Ora sono proprio i cittadini che si oppongono agli interventi in programma, sottoscrivendo petizioni di critica tanto sui lavori di piazza dei Navigatori quanto sul parcheggio in via Tito. A inizio luglio, come riportato dal giornale online Roma Today, si è inoltre espresso l’assessore capitolino all’Urbanistica Maurizio Veloccia. “E’ un’idea dannosa” ha detto l’assessore riferendosi al parcheggio, “un’idea figlia di altri tempi e di norme rigide e superate, soprattutto perché a poca distanza ce n’è un altro, spesso libero.”

area via Tito-via Cristoforo Colombo

L’opinione di Municipio e cittadini

La richiesta della cancellazione del progetto viene dalla giunta municipale, su spinta di alcune associazioni, tra cui Legambiente Garbatella, e dei molti cittadini che hanno fatto circolare una petizione. “Abbiamo appreso con preoccupazione che l’area in questione (tra via Colombo e via Tito, ndr) è prevista essere trasformata in un parcheggio” si legge nel testo della raccolta firme. “Tale decisione” proseguono gli oltre settecento firmatari “contraddice non solo le indicazioni del Piano di Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima del Comune di Roma, ma anche gli obiettivi nell’ambito del Green Deal Europeo.” I residenti chiedono l’annullamento del progetto – un risultato che sembra raggiunto – ma soprattutto la consultazione dei cittadini prima di qualsiasi trasformazione dell’area.

Allo stesso tempo si levano voci contrastanti. Altri cittadini ci fanno notare che l’area in questione è in stato di evidente abbandono ormai da molti anni. Sterpaglie e sporcizia sembrano essere gli unici veri frequentatori del giardino. Dopo aver scongiurato la colata di cemento, Municipio e Comune dovranno dunque affrontare una sfida più grande: riqualificare un’area che definire “verde”, almeno finora, è stato un eufemismo.

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Nuovo murale alla fermata metro Garbatella

Viale di Tor Marancia, Valco San Paolo, via Carlo Tommaso Odescalchi e adesso anche la metro Garbatella: negli ultimi anni il Municipio VIII ha vissuto una vera e propria pioggia di colori. Sono ormai numerose le opere di arte urbana che arricchiscono pareti e piazzali dei quartieri, a cui da poco si è aggiunto un murale di Michela Picchi, realizzato sulla pavimentazione esterna della fermata Garbatella. L’inaugurazione è avvenuta lunedì 25 giugno alla presenza dei rappresentanti del Municipio e di Roma Capitale, oltre che dell’associazione Yourban 2030, che ha patrocinato la realizzazione dell’opera. “As above so below” è il titolo che racchiude quel mare fluttuante di colori, con un sole al tramonto e forme sinuose che corrono sui muri perimetrali. Grazie all’impiego vernici fotocatalitiche, il murale assorbe inoltre lo smog della zona circostanze con un impatto pari a quello di 12 alberi. Per capirci, come il famoso pellicano di via del Porto Fluviale.

“È un’opera importante, esteticamente e anche sul piano della sostenibilità” ha commentato l’assessora alla Cultura Maya Vetri, che ha poi ricordato: “Sul territorio del Municipio VIII l’associazione Yourban 2030 ha realizzato anche i murales a largo delle Sette Chiese, via del Porto Fluviale e in via Tessalonica.”

L’artista Michela Picchi

Michela Picchi, autrice romana conosciuta in tutto il mondo, ha posto una firma non a margine ma all’interno dell’opera: colori accesi e forme ondeggianti sono infatti tipici delle sue creazioni. Basti pensare al murale della fermata metro Cavour dal titolo “Secret Garden”, con una tigre che fa capolino in un tappeto di fiori e foglie. Queste opere rivelano anche un’altra caratteristica dell’autrice: l’impegno a trasformare gli spazi pubblici in opere d’arte, rendere originali quelli che altrimenti sarebbero luoghi di passaggio, grigi e amorfi come molti angoli cittadini.

Murale metro Garbatella 25 giugno 2024
(Foto di Alessia Samaritani)

“Il murale che presentiamo oggi è il frutto di una virtuosa collaborazione pubblico-privato” ha dichiarato l’assessore alla Cultura capitolino Miguel Gotor il giorno dell’inaugurazione, facendo riferimento alla collaborazione dell’associazione Yourban 2030 con un noto marchio commerciale. “Il nuovo eco murale” ha proseguito l’assessore, “non solo contribuirà a rendere il quartiere più bello e piacevole, ma sarà anche un preciso segno dell’impegno di tutta la nostra comunità a favore della tutela dell’ambiente e della sostenibilità.”

Eppure non finisce qui: tra il ponte Spizzichino e il Centro Pullino la musica completa la street art. Sul muro a destra entrando nel piazzale è stato affisso un codice QR, che basterà inquadrare col cellulare per ascoltare una traccia di accompagnamento appositamente registrata dal producer Andrea Marra.

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Al circolo socialista rivive il ricordo di Iolanda “la pasionaria” della Garbatella

“Rossa e tenace come un corallo”. Con questa metafora Giorgia Natalini, giovane socialista della Garbatella, ha ricordato Iolanda Pallocca, femminista tra le più attive negli anni Settanta. È un ritratto politico e umano quello che è emerso sotto il tetto a volta del circolo socialista di via Edgardo Ferrati 12, attraverso le voci di parenti e compagni di lotta. Iolanda Pallocca, scomparsa il 14 aprile 2020, al termine di un periodo di malattia che l’aveva costretta a una quasi totale reclusione in casa, è stata una socialista e attivista convinta, in prima linea nelle battaglie sociali per il divorzio, l’aborto, la legge 194 e i decreti delegati per la partecipazione agli organismi collegiali delle scuole. Una donna incisiva e tenace, ma anche estremamente empatica, così la ricordano i familiari; una madre che si trasferì alla Garbatella nel ’72, e davanti alla scuola dei figli entrò subito in contatto con altre donne (molte coinvolte nella vita politica, alcune ex partigiane) con le quali stabilì un rapporto di forte solidarietà e confronto continuo. Dopo la partecipazione al suo primo corteo dell’8 marzo, la Pallocca sentì il richiamo dell’impegno sociale, affrontando battaglie scottanti e progetti pionieristici. A quegli anni risale la fondazione del primo consultorio familiare di Garbatella in via Montuori, dove Iolanda partecipava all’assemblea di gestione delle donne insieme alla comunista Elisabetta Di Rienzo, a cui è dedicato l’attuale consultorio di largo delle Sette Chiese. La “pasionaria” – come la chiamava affettuosamente il socialista Sandro Natalini – ha rappresentato un tassello fondamentale per la storia e l’identità del quartiere ma non solo. Per capirlo bastava vedere la platea gremita e commossa che giovedì scorso ha riempito il locale ipogeo dell’edificio di via Ferrati 12.

Le parole di Giorgia e Sandro Natalini

Tra vita partitica e attivismo femminista, Iolanda Pallocca si collocò in una via di mezzo, “uno spazio ibrido”, come l’ha definito Giorgia Natalini, “che permetteva di toccare più problematiche. Iolanda non apparteneva a un gruppo autonomo di donne” ha proseguito, “ed è questo elemento che la distingueva dal femminismo in senso stretto. Lei faceva vita partitica, cioè si collocava in un ambiente prevalentemente maschile dove portava anche le istanze delle donne.”

“Le donne con le donne possono” era il motto di Iolanda Pallocca, ad indicare che le donne hanno bisogno di incontrarsi e confrontarsi, per sviluppare consapevolezza e poi passare all’azione. Come recitava uno slogan di quegli anni: “Tra di noi non c’è distinzione, all’uomo serve la divisione.”

Giorgia e Sandro Natalini al circolo socialista
Giorgia e Sandro Natalini al circolo socialista

Ha poi preso la parola Sandro Natalini. “Mi sento in obbligo di dire la mia davanti a una figura così straordinaria” ha esordito con voce vibrante. “Ho avuto l’onore di essergli amico e di stabilire con lei un rapporto di simpatia ma soprattutto di socialismo. Avevamo gli stessi valori: libertà e giustizia sociale era ciò che alimentava il partito di una volta. Erano altri tempi” ha proseguito con una certa amarezza, “allora si intendeva la politica come servizio e si viveva l’idealità, cioè i pensieri forti. Iolanda era il mio termometro politico” ha concluso. “Quando sono stato presidente di municipio, era lei che mi dava contezza delle tensioni e delle questioni sociali da affrontare. Una persona di straordinaria empatia, sorridente e capace di ascoltare. Dava fiducia e speranza a chi le stava intorno.”

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Festa per la Cultura al parco della Legambiente

La tradizionale manifestazione culturale è giunta alla XXXI edizione

Parlare di pace attraverso la voce degli artisti: ecco la sfida che affronterà quest’anno l’associazione culturale Controchiave, con la trentunesima edizione della Festa per la Cultura in programma dal 21 al 23 giugno al parco di Legambiente a Garbatella. Dedicata al tema della guerra e del cessate il fuoco, la Festa non è solo il manifesto dell’attività artistica di Controchiave nel corso dell’ultimo anno. “Abbiamo un ulteriore obiettivo” ci ha spiegato Luciano Bevilacqua del comitato direttivo, “cioè proporre alla città un evento culturale di qualità. Ogni anno, poi, poniamo al centro dell’iniziativa un tema ancorato all’attualità”.

Ma non solo il riferimento alla situazione internazionale pone la Festa per la cultura su un piano ben diverso dalla semplice realtà di quartiere. A dimostrare che l’iniziativa ha ormai risonanza cittadina è anche la presenza di gruppi di varia provenienza. Solo due esempi. Il rapper Raro, giovane promessa del Quadraro, e l’Ensable Invisibile, che proporrà una selezione di danze popolari francesi. Entrambi gli spettacoli sono in programma per venerdì 21, ma molti altri artisti faranno sentire la propria voce nel corso dei due giorni successivi.

Scorrendo rapidamente il programma la prima caratteristica che salta all’occhio è la contaminazione. Non solo generi musicali mescolati, ma anche contaminazione di danze e canti tipici di diversi paesi. Come nel caso di Opa Cupa (il nome è ispirato al grido di esortazione alla danza degli zingari del sud-est Europa), che proporrà una musica balcanica attraversata da sonorità jazz e da elementi della tradizione musicale meridionale, o come i Tarabeddas, che con la voce della cantante Filiò Sotiraki alterneranno musiche cretesi, turche e azere. Ma se ci spingiamo oltre arriviamo addirittura in Brasile, con le note del gruppo Conjunto Bossagora.

Fondamentale è l’appuntamento di sabato sera” ci ha ricordato Luciano Bevilacqua. Sì, perché alle ore 20:00 sarà ospite Moni Ovadia, musicista e attore molto vicino alla questione palestinese. Fortemente critico nei confronti dell’ultranazionalismo israeliano, interverrà sulla necessità di cessare il fuoco a Gaza. Ma non solo l’attualità, anche la tradizione avrà un suo spazio. Per esempio venerdì 21, quando si esibirà il coro della Scuola di Musica di Testaccio con l’obiettivo di tramandare i canti di lotta e di lavoro delle varie tradizioni regionali italiane.

Un’altra scuola di Musica arriverà a Garbatella, questa volta originaria del Gianicolense: è la scuola Donna Olimpia, che da dieci anni conduce un progetto di sostegno alle persone con disabilità. Pasolini sarà argomento del docufilm “Fatti Corsari” di sabato sera. Mentre domenica ci sarà un’altra proiezione, senza nomi altisonanti questa volta: verranno proiettati i cortometraggi dei ragazzi che hanno partecipato al concorso “24 frame al secondo”, in memoria dello studente del Socrate Francesco Valdiserri.

È un’iniziativa partita dal basso” ha concluso Luciano Bevilacqua, “e negli ultimi due anni completamente autofinanziata. Il nostro sforzo è coinvolgere i giovani, dare spazio agli artisti e soprattutto offrire al pubblico una rassegna culturale interessante. Per molti anni ci siamo spostati per le vie di Garbatella, dal 2014 abbiamo organizzato la Festa presso la Principe di Piemonte. Adesso l’appuntamento è al parco di via Rosa Raimondi Garibaldi.”

E Legambiente, che quest’anno gioca in casa, non si farà sfuggire l’occasione per organizzare attività a sfondo ambientale. Per il programma completo: www.controchiave.it

Una comunità amica

La Redazione

non tutti conoscono la malattia di Alzheimer, né tanto meno saprebbero agire qualora si trovassero davanti una persona confusa e disorientata. Nell’ambito della FEsta della Cultura, venerdì 21 alle ore 18:00 è previsto un incontro con la Prof.ssa Bartorelli che esporrà il progetto “Garbatella – Comunità amica delle persone con demenza”.

Sulla pedana dedicata ai dibattiti, nel Parco Garbatella, assieme alla nota geriatra, interverranno esponenti della Associazione Alzheimer Uniti Roma, il presidente Paolo Marin e la vice presidente Paola Borghesi.

Nell’incontro verranno illustrati i punti cardine del Progetto e i “buoni comportamenti” di una comunità che sa riconoscere i sintomi della malattia e rendere più semplice la vita dei malati e dei loro familiari, aiutandoli a spezzare lo stigma e il conseguente isolamento in cui spesso le famiglie si trovano a vivere.

[Articolo pubblicato sul periodico Cara Garbatella, Anno XVIII – Giugno 2024/numero 64, pag. 3]

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Il tenore della Garbatella con le star della lirica

Franco Zaniol ha cantato nei più prestigiosi teatri del mondo

Se vedete passeggiare per le strade del nostro quartiere un uomo alto, dai capelli brizzolati, dal portamento autorevole, abbigliato in maniera semplice ed elegante, dai gesti sobri e con la voce chiara e sicura, avete di fronte un tenore d’eccellenza che ha calcato i palcoscenici più prestigiosi del mondo: Franco Zaniol.

La famiglia Zaniol, che in precedenza abitava a Borgo Pio in vicolo delle Palline, approdò nella Città Giardino nei primi anni Venti del secolo scorso e si stabilì al Lotto 3. Il papà di Franco, Alessandro (Sandro per gli amici), classe 1900, nel 1926 aprì il primo negozio di barbiere del quartiere in via Enrico Cravero a pochi passi dal Cinema teatro di piazza B. Romano.

Grande appassionato di canto lirico, nella sua bottega, tra un taglio e una barba, Sandro intonava le arie più famose per la gioia dei presenti. Quando poi il negozio abbassava le serrande, si ritrovava con gli amici, tra cui Gino Luci e Marcello il macellaio, tutti tenori autodidatti del quartiere, a cantare brani lirici, musica napoletana e arie della tradizione romana.

Franco, quarto di cinque figli, nacque nel 1942 e crebbe in un ambiente modesto ma pieno di stimoli artistici, grazie anche alle inclinazioni musicali del padre. Fin da bambino, la grande passione per la musica si accompagnò ad un talento naturale per il canto.

Gli studi e la grande svolta

Iniziò studiando violino con il maestro Enrico Padella (nipote del maestro Massimo Pradella scomparso nel 2021), poi nel 1973 la grande svolta: vinse una borsa di studio al Conservatorio di musica di Santa Cecilia di Roma, grazie al direttore artistico Jacopo Napoli del Teatro dell’Opera di Roma il quale, ascoltandolo durante le prove del coro, era rimasto colpito dalla potenza e dalla brillantezza del suo registro vocale.

Nel 1974 Franco vinse il concorso Rai “Nati per la lirica” e nel 1975 conseguì il diploma di Conservatorio. Come maestro privato ebbe nientemeno che il famosissimo Mario Del Monaco, l’incontro con il quale ricorda con particolare affetto. “Mi trovavo in una profumeria in viale America all’EUR.

Fu lì che riconobbi Mario del Monaco, con cui iniziai a conversare parlando della sua recente rappresentazione della Tosca a Caracalla, alla quale avevo assistito. Andammo a gustare un caffè e diventammo amici. Ci trovavamo spesso a pranzo al ristorante Al Fungo, di cui Mario era azionista, andavamo al cinema, facevamo passeggiate insieme al mare perché lui era amante del silenzio.

Un giorno gli proposi di andare a conoscere mio padre alla Garbatella. Arrivammo sulla sua Bentley marrone in via Cravero, suscitando lo stupore di tutti. Ricordo c’erano tante persone che si avvicinarono incuriosite, il proprietario del negozio di calzature Ugo Latessa, Rascelli che aveva l’osteria di fronte. Mio padre uscì incredulo dalla bottega e fraternizzò subito con Mario. Del Monaco confessò che io avevo una voce molto importante, che mi avrebbe aiutato e consigliato per raggiungere l’eccellenza, impegno che successivamente mantenne.”

Nel 1976 Franco dovette rinunciare ad un concerto al Metropolitan di New York perché fu coinvolto in un grave incidente stradale che gli fece perdere l’uso della parola per oltre un anno ma, confortato dall’amore dei suoi cari, riprese a cantare e continuò la sua straordinaria carriera. Grande appassionato di aerei, ricorda con piacere un altro episodio tra i mille che ha vissuto.

Nel 1996, dopo essersi esibito nella Tosca a Parigi, si imbarcò per Montréal dove aveva in programma altri concerti. Dopo il decollo a bordo del Jumbo Jet chiese di poter accedere alla cabina di comando. Il comandante lo riconobbe, gli consentì di pilotare per qualche minuto, e di realizzare un sogno che coltivava da anni. Lo invitò quindi a intonare un’aria della Tosca, cosa che Franco fece con entusiasmo. Appena conclusa l’esibizione estemporanea partì l’applauso scrosciante dei 480 passeggeri: il comandante aveva aperto il collegamento fonico all’interno della cabina di volo diffondendo la voce del nostro tenore sia all’interno del velivolo sia di altri aerei in quel momento in volo. Poter cantare nel cielo a 10 mila metri di altezza ed essere ascoltato da più di mille persone fu una esperienza incredibile e inattesa.

Partecipò spesso a serate di beneficenza, per finanziare la ricerca sulla leucemia e sulle malattie rare, o per costruire scuole e asili. Franco ha collaborato con i più grandi musicisti del secolo quali Josè Carreras, Angeles Gulìn, Vladimir Spivakov, Elena Mauti Annunziata, Riccardo Muti, Galliano Masini, Flaviano Labò, Giuseppe Di Stefano, Katia Ricciarelli, Luciano Pavarotti. Ha calcato le scene dei teatri italiani più importanti a Roma, Parma, Piacenza, Cremona, Milano, Napoli, Reggio Emilia, Verona e si è esibito nelle grandi città del mondo quali Montreal, Toronto, New York, San Francisco, Londra, Parigi, Buenos Aires, Rio de Janeiro, Sydney, Melbourne, Hong Kong, Tokyo, Singapore.

Pur avendo viaggiato tantissimo è sempre rimasto legato al suo quartiere. “Nessun albergo mi fa risvegliare sereno come quando sono a casa a Garbatella e ascolto il silenzio tra il canto degli uccellini al mattino.” Per il prossimo autunno Franco sta pianificando una prossima tournée in Canada e Australia, ma ha anche un paio di sogni che vorrebbe realizzare: “Mi piacerebbe far nascere nel mio amato quartiere una fondazione musicale, una scuola di canto che possa far innamorare della musica i tanti giovani che incontro per le strade. E vorrei esibirmi nuovamente in un concerto di beneficenza al Palladium: cantare a Garbatella sarebbe per me una soddisfazione immensa.

[Articolo pubblicato sul periodico Cara Garbatella, Anno XVIII – Giugno 2024/numero 64, pag. 4]

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Affondi di classe per la Capitolina Scherma

Traguardi prestigiosi per la Capitolina Scherma. Sono in categoria A2 le squadre di fioretto femminile e maschile. Terzo gradino del podio nella Coppa Italia Master.

di Fabrizio Fagiani

Grandi prestazioni per le squadre di fioretto della Capitolina Scherma nei Campionati italiani assoluti di Piacenza e per gli individuali di Coppa Italia Master. L’Associazione sportiva dilettantesca, che dal 2008 sta diffondendo la pratica della scherma nel Municipio VIII, sta conseguendo sempre nuovi e importanti risultati.

«E sì, sono state grandi emozioni» ci ha raccontato Beatrice Salvati, presidente dell’associazione «perché siamo una realtà sportiva che è riuscita a crescere in questi anni grazie soprattutto ad una immensa passione per la scherma e alla determinazione e allo spirito di sacrificio che ci hanno animato fin dall’inizio della nostra avventura».

La Capitolina Scherma ha in affidamento il Centro sportivo municipale nell’Istituto comprensivo Salvatore Pincherle e nella Scuola elementare Principe di Piemonte.

«La nostra missione» ci ha specificato la presidente Salvati «è quella di diffondere la passione per lo sport nei bambini più piccoli, già in età pre-scolare, insieme all’impegno di rendere accessibile la pratica sportiva alle persone diversamente abili e agli anziani, anche attraverso l’utilizzo degli specifici voucher che Roma Capitale assegna alle famiglie disagiate».

E poi, naturalmente, c’è l’attività agonistica di tante e tanti giovani e meno giovani atlete e atleti che raggiungono sempre più importanti risultati sportivi, come quelli ottenuti partecipando agli ultimi Campionati italiani assoluti e nella Coppa Italia Master 2023-24.

Piacenza, 21-24 Marzo 2024 – Campionati Italiani a squadre serie A2-B1-B2, serie C di FM, serie C1 di Spm-Spf – Foto: Trifiletti Andrea / Bizzi Team

«A Piacenza, con una prova appassionante, le nostre ragazze della squadra del fioretto hanno ottenuto la conferma nella seconda massima serie nazionale» ci ha raccontato ancora Beatrice Salvati «e a seguire, il giorno dopo, grande protagonista della gara è stata la squadra dei ragazzi che con un vero exploit conquistano il podio ottenendo così di diritto la conquista della serie A2. Eccezionale è stato poi il nostro maestro Gabriele Anfora che ha seguito le nostre squadre a fondo pedana»

Il prossimo appuntamento agonistico è per i Campionati Italiani Master individuali e a squadre che si svolgeranno a Verona all’inizio di giugno, alla fine dei quali ci sarà la premiazione delle vincitrici della Coppa Italia Master 2023-24, dove ha conquistato il podio per il fioretto l’atleta Claudia Altamura.

Per la promozione della pratica sportiva sono invece numerose le manifestazioni pubbliche svolte nelle piazze e nei parchi del nostro municipio durante le quali la Capitolina Scherma ha montato le sue pedane per dimostrare che tirare di scherma è veramente uno sport per tutti e ha un grande valore formativo.

«E noi crediamo che la pratica sportiva diffusa nel territorio del Municipio svolga una funzione sociale fondamentale» ha ribadito la presidente Salvati «sia per la sua valenza educativa sia per la capacità di alimentare un solido senso di comunità locale».

[Articolo pubblicato sul periodico Cara Garbatella, Anno XVIII – Giugno 2024/numero 64, pag. 7]

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Big Dave e il “Figlio della Luna”

Un mix di culture e stili diversi a ritmo di soul e R&B. Big Dave, cantante di origine italo-congolese classe ’90, si definisce un figlio della luna, come dice il nome del suo nuovo album in uscita a settembre. Big Dave è anche un figlio della Garbatella, il quartiere dove è nato e cresciuto e col quale si è ricongiunto da qualche anno, dopo aver viaggiato a lungo in Inghilterra e in Germania.

Dove sei nato e che rapporto hai con il luogo in cui sei cresciuto?

Sono nato alla Garbatella, come mia madre e gran parte della sua famiglia. Mio padre invece è originario della Repubblica Democratica del Congo e ha vissuto per diversi anni negli Stati Uniti, oltre che a Roma. Le mie influenze culturali sono molteplici ma ho un legame particolare con questo quartiere. La Garbatella mi ha sempre regalato diversi spunti per i miei brani, è un luogo di poesia che stimola la creatività. Qui l’arte nasce, cresce e spesso viene esportata altrove, ma sempre rimanendo fedele alle proprie radici. Infatti, dopo un’infanzia tra la Garbatella e San Paolo, in primo superiore ho avuto la possibilità trasferirmi in Inghilterra e di completare lì gli studi. Poi, dopo un breve periodo a Berlino, sono tornato a Roma in pianta stabile per dedicarmi a pieno al mio progetto musicale.

In che modo e quando hai iniziato a fare musica?

È una passione che ho ereditato dai miei genitori, entrambi hanno a che fare con l’arte. La mia prima esperienza professionale risale al 2015, quando ho avuto l’opportunità di collaborare come corista per “The halleluja gospel singer”, il coro guidato dalla celebre cantante americana Cheryl Porter. Due anni dopo ho iniziato a pubblicare i primi brani e nel 2022 ho conosciuto Giordano Dan, il mio attuale produttore, con cui stiamo lavorando al prossimo album “Figlio della Luna” per l’etichetta Antartis records.

Come descriveresti il tuo stile e quali sono le tue influenze musicali?

Vengo dal genere R&B e da tutto ciò che è la derivazione del soul afroamericano. Negli ultimi anni con Giordano Dan abbiamo sviluppato un genere nostro riuscendo a reinterpretare tutte le influenze che derivano dal mio background, a partire dagli stili più moderni nati in Africa come l’Afrobeat e l’amapiano, fino ad arrivare alla world music attraverso l’uso di strumenti etnici particolari come l’handpan e l’arpa.

Parliamo del tuo prossimo progetto “Figlio della Luna”.

Uscirà a settembre e sarà composto da otto o nove brani. Siamo partiti dal singolo “Figlio della Luna”, che è già disponibile al pubblico, per poi iniziare a costruire un disco con un concept più esteso. Figlio della Luna rappresenta chi come me non ha radici ben definite e non si sente vincolato da un unico luogo di appartenenza. Da qualche mese abbiamo anche iniziato un percorso live e tutti i nostri musicisti sono ragazzi di seconda generazione. Veniamo tutti da diverse parti del mondo e proviamo a contraddistinguerci proprio per questo. Per quanto riguarda il sound non ci vogliamo fossilizzare su di un genere specifico ma sicuramente la black music e in particolare l’R&B faranno da filo conduttore per tutto il progetto.

[Articolo pubblicato sul periodico Cara Garbatella, Anno XVIII – Giugno 2024/numero 64, pag. 4]

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Fantasmi e altri animali, tra angoscia individuale e tragedie collettive

Presso Héco Trastevere, un locale incastonato tra il corso lento del Tevere e la trafficata via Portuense, è stato presentato a maggio “Fantasmi e altri animali”, secondo libro dell’autore di Garbatella Dario Ronzani. L’opera è divisa in due parti, come suggerisce anche il titolo.

Nella prima, i protagonisti sono gli spettri che Cortazar definiva “crepe della realtà”, cioè ricordi, aspirazioni, inganni. Non si tratta dei fantasmi della letteratura gotica, ma delle angosce che affollano la vita quotidiana.

Nel primo racconto emerge la figura di un uomo “che è sempre stato un fantasma”, vittima delle persecuzioni del regime di Videla e padre di una ragazza argentina, tormentata e malinconica, ma anche capace di una stoica impassibilità, che dopo anni di attesa riesce a fare i conti col passato.

L’intero racconto è percorso da metafore, che rientrano in quello che Ronzani ha definito “stile argentino, barocco”, cioè realismo magico. Dopotutto cos’è una metafora? Una metamorfosi allo stato embrionale, uno slittamento di significato che permette di avvicinarsi di più alla realtà. Alla metamorfosi in senso stretto è dedicata invece la seconda sezione, con la storia di sei donne che si trasformano in altrettanti animali.

Qui è ancora più evidente il legame con la letteratura argentina” ha ammesso Ronzani, “autori come Borges, Cortazar, Casares sono stati fondamentali. Leggere Marquez, poi, ha cambiato profondamente il mio modo di scrivere. Anche quando vedo un albero, adesso, lo vedo in modo diverso.” Non sappiamo cosa veda Ronzani in un albero, sicuramente ci vede qualcosa. Ed è proprio questo lo spirito di “Fantasmi e altri animali”: la realtà è trasfigurata, l’autore descrive un mondo continuamente attraversato dal fantastico per avvicinarsi ai dolori della vita vera.

Vita non solo individuale, ma anche di interi popoli. Gli attacchi terroristici a Parigi, la guerra libanese, i problemi sociali in Romania sono solo alcuni dei “fantasmi collettivi” affrontati dallo scrittore di Garbatella.

Di fronte a una pletora di ingiustizie senza rimedio, solo la natura – e l’amore – sembrano rappresentare una via di fuga, un’alternativa vitale alle sofferenze imposte dai meccanismi della Storia. “Veneravano il giaguaro e l’aquila, pregavano il perdono quando disboscavano per coltivare un terreno” dice la protagonista del primo racconto riferendosi alle civiltà precolombiane, poi si domanda: “Perché tutto questo è considerato stupido rispetto a Platone e Giulio Cesare?

[Articolo pubblicato sul periodico Cara Garbatella, Anno XVIII – Giugno 2024/numero 64, pag. 6]

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