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Tag: San michele

Riapre al pubblico il Museo Diffuso del San Michele

Asp Istituto San Michele – Dopo il successo di stampa e pubblico, sabato 19 ottobre 2024 l’Istituto Romano di San Michele riaprirà ai visitatori la mostra Museo Diffuso del San Michele, una visita eccezionale temporaneamente chiusa da gennaio 2024 per importanti lavori di restauro dell’edificio sede della Presidenza e della Direzione nel complesso storico a Tor Marancia.

Quella del 19 ottobre sarà un’apertura straordinaria per l’occasione dell’evento La Notte Bianca dell’Arte al San Michele, con visite guidate a partire dalle ore 19:00 fino alle ore 23:00.
Il percorso espositivo sarà poi visitabile a partire da sabato 9 novembre 2024 e per due sabati al mese sino al 20 dicembre 2025, dalle 10:00 alle 14:00.

Le Opere restaurate

Opere di straordinaria rilevanza artistica, testimonianze uniche di una storia secolare che ha caratterizzato la Roma papale e la Roma moderna. Oltre trenta dipinti e le altrettante sculture, che abbracciano un arco temporale dal Rinascimento fino agli inizi del XX secolo.

In occasione della riapertura saranno esposti al pubblico due eccezionali dipinti restaurati dall’Ente: I figli di Caino di Giulio Aristide Sartorio, un frammento di tela di un fregio di circa sei metri di lunghezza che Sartorio realizzò nel 1888 circa, concentrandosi sull’origine di tutte le violenze della storia a partire dal primo atto di sangue dell’umanità: Caino che uccide il fratello Abele.
La seconda opera è la Madonna del Rosario, un olio su tela risalente al 1740 circa, di un maestro del Settecento romano probabilmente attivo nella bottega di Marco Benefial, grazie al restauro la pala ha ritrovato i colori brillanti tipici del tardo Barocco Romano.

A sx I figli di Caino di Sartorio; a dx La Madonna del Rosario bottega di Marco Benefial

Un nuovo percorso espositivo

Il visitatore potrà ammirare opere quali: La Madonna del Cardo di Emma Regis, inedita pittrice degli anni Venti del ‘900. La Sacra Famiglia con San Giovannino, della metà del ‘500 capolavoro di scuola toscana. Il San Giuseppe con Cristo giovane di Giovanni Baglione.
Il San Girolamo nel deserto, del grande maestro veneto Girolamo Muziano. La SS. Trinità con Sacra Famiglia e le anime del Purgatorio, grande pala d’altare romana settecentesca, o gli straordinari dipinti teatrali di Ettore Serbaroli, Filippo Petrattini e Bruno Ximenes che testimoniano il gusto per temi romantici legati alla storia classica tipici della prima metà del Novecento.

Tra le novità l’esposizione di uno spettacolare arazzo della fine del XIX secolo prodotto dalle ex Officine dell’Ospizio Apostolico a Ripa Grande raffigurate Il Sogno dell’Arabo, restaurato a titolo gratuito dalla scuola Enaip di Botticino grazie a un accordo di collaborazione promosso dall’Istituto.
Il percorso espositivo sarà ampliato aprendo al pubblico gli uffici della Presidenza e della Direzione, locali ricchi di opere d’arte e memorie storiche e la grande chiesa basilicale interna dedicata a San Michele Arcangelo, architettura razionalista di Alberto Calza Bini, vero e proprio museo di dipinti, sculture e arti applicate antiche per la maggior parte inediti.

A sx San Giuseppe con Cristo giovane di Giovanni Baglione; a dx La Madonna del Cardo di Emma Regis

Info e prenotazioni

Le visite guidate svolte eccezionalmente in occasione de La Notte Bianca dell’arte al San Michele, saranno a partire dalle ore 19:15 di sabato 19 ottobre 2024, hanno la durata di un’ora circa. L’ultima visita guidata avrà inizio alle ore 22:15.
L’ingresso alla mostra è gratuito da Piazzale Antonio Tosti 4, la prenotazione obbligatoria via email: museodiffuso@irsm.it
Per ulteriori informazioni visita il sito dell’Istituto.

Scene di vita quotidiana al San Michele a Ripa di anonimo decoratore della seconda metà del XIX secolo.
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Per gli anziani pranzo di Ferragosto al Csaq San Michele

Ferragosto in città – Nella settimana di Ferragosto la città cambia volto, riprende fiato, si svuota e tace. Per molti anziani che restano a casa, però questo silenzio può diventare fonte di solitudine e il senso di abbandono può comportare anche rischi per la salute mentale da non sottovalutare.
Per contrastare l’isolamento e affrontare il caldo il Comune di Roma, tramite l’Assessorato alle Politiche Sociali e alla Salute, insieme ai Municipi, ha organizzato il pranzo di Ferragosto, una occasione per passare una giornata in compagnia in luoghi freschi.
Il 15 agosto, infatti, in decine di spazi della città, nella maggior parte dei casi presso le sedi delle Case sociali degli anziani, verranno serviti 3.000 pasti gratuiti e organizzati momenti di convivialità.

La dichiarazione dell’Assessora Comunale

Dopo il successo degli anni passati siamo riusciti, con la preziosa collaborazione dei Municipi e dei Csaq, a raddoppiare il numero dei pasti disponibili per il pranzo di Ferragosto – spiega l’assessora alle Politiche Sociali e alla Salute Barbara Funari – una tavolata che potrà accogliere 3000 persone nei diversi luoghi della città per trascorrere una giornata di festa in compagnia“.

Il pranzo nel Municipio Roma VIII

Nell’Ottavo Municipio, il pranzo si terrà al Centro Anziani all’interno dell’Istituto Romano di San Michele, l’ingresso è da piazzale Antonio Tosti 4, zona Tor Marancia.
L’appuntamento è alle ore 12:30, dopo il pranzo è prevista una cocomerata, musica e balli fino a sera.
Per prenotazioni e ulteriori informazioni contattare il numero: 331 6022407

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Importanti novità al San Michele di Tor Marancia

L’Istituto Romano di San Michele, la più grande Azienda Pubblica di Servizi alla Persona di Roma, per rilevanza patrimoniale e attività di assistenza svolta,  ha portato in porto due rilevanti risultati.
Il primo riguarda l’avvio della collaborazione con la Fondazione Santa Lucia, l’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, situato sulla via Ardeatina a poche centinaia di metri rispetto al San Michele.
L’altro, invece, concerne l’investimento di circa 12 milioni di euro per ridisegnare l’insieme dei servizi che verranno erogati dal San Michele nei prossimi anni.

Collaborazione con Santa Lucia

Il Presidente dell’Asp San Michele Giovanni Libanori, eletto a novembre 2023, e il Direttore Fabio Liberati si sono recati presso la Fondazione Santa Lucia Irccs per formalizzare l’avvio della collaborazione tra i due enti nell’ambito dell’erogazione di servizi alla persona e degli individui con disabilità.

Assieme a Maria Adriana Amadio, la Presidente della Fondazione e ad Antonino Salvia il Direttore Sanitario, i presenti hanno convenuto sull’importanza di questa reciproca collaborazione volta ad incrementare, nel campo della diagnostica e specialistica, i servizi per gli ospiti del San Michele.

L’obiettivo – dichiara in un comunicato il Presidente Libanori – è quello di agevolare l’accesso alle prestazioni sanitarie dei nostri ospiti della RSA e della Casa di Riposo. Dalla diagnostica di laboratorio a quella per immagini, passando per le prestazioni specialistiche di andrologia, angiologia, geriatria, fisiatria e così via, mettiamo a disposizione dei nostri utenti la possibilità di accedere a un centro di eccellenza dotato di tecnologie all’avanguardia, ottimizzandone altresì le tempistiche di ingresso”.

Un investimento per l’ottimizzazione dei servizi

Un tesoro complessivo di 12 milioni di euro, acquisito tra accantonamenti e riserve di bilanci, è l’investimento con cui l’Asp San Michele andrà ridisegnare tutto l’insieme dei servizi che verranno erogati dall’ente nei prossimi anni e di conseguenza alla ristrutturazione di alcune palazzine facenti parte del patrimonio dell’Azienda.

Nel corso dell’ultimo Cda abbiamo approvato un importante atto di indirizzo sulla nuova destinazione degli immobili Toti e Giuliani di proprietà dell’Ente da utilizzare a fini socio-sanitari- assistenziali – dichiara il  presidente Libanori – Infatti, vista l’esigenza di avviare il Servizio Permanente di interesse regionale inerente alla reintegrazione familiare e sociale del paziente post- comatoso e il Servizio di Cure Palliative, si è reso necessario stabilire una nuova destinazione degli immobili, secondo una ripartizione dei servizi di natura socio-sanitaria per la Palazzina Toti (Rsa, Servizio Post Comatosi e Servizio Cure Palliative) e di natura socio-assistenziale per la Palazzina Giuliani (Casa di riposo e Servizio di co-housing)”.

Si tratta di un investimento importante necessario alla riqualificazione delle due Palazzine e alla realizzazione delle opere di ristrutturazione per l’adeguamento degli immobili alle diverse tipologie di servizi. Ringrazio – conclude Libanori – il Cda per aver condiviso all’unanimità questo atto di indirizzo, fondamentale per migliorare sempre di più l’erogazione di prestazioni a sostegno delle fasce più deboli della nostra comunità”.

Il cantiere aperto in via Cerbara

L’area del San Michele, nel frattempo, è interessata anche dai lavori del cosiddetto ‘scheletro in cemento armato’ in via Giuseppe Cerbara a Tor Marancia. Lo spazio, abbandonato da circa 30 anni, è stato individuato dalla Asl Rm 2 per la realizzazione di una Casa di Comunità di 750 metri quadrati e un Ospedale di Comunità di altrettanti 1.800 mq.
Si tratta di un investimento da sette milioni di euro, finanziato con i fondi del Pnrr. Il cantiere dovrebbe chiudersi entro il 31 dicembre 2025, per essere inaugurato agli abitanti nel 2026.

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Col Pnrr nuovi presidi sanitari nel municipio

E’ sempre alta l’attenzione dei cittadini, in particolare anziani, sulle sorti della sanità territoriale. Martedì 23 aprile, all’interno del centro sociale Pullino, si è parlato di salute: come cambieranno i presidi sanitari del territorio grazie ai fondi del Pnrr? Un argomento che ci tocca da vicino, soprattutto in vista del prossimo 13 maggio, quando alcuni servizi del Cto verranno temporaneamente trasferiti per consentire una radicale ristrutturazione dell’edificio di via San Nemesio. I prelievi, gli ambulatori infermieristici, lo screening del tumore al colon, gli sportelli Cup e i Pdta (Percorsi Diagnostici Terapeutici Assistenziali), nonché i reparti di cardiologia, dermatologia, diabetologia, ecografia, endocrinologia, neurochirurgia, ortopedia e pneumologia saranno spostati nella Palazzina Liuzzi in via Casal del Merode 8. L’offerta odontoiatrica, invece, verrà garantita in via Marotta 5 e a via di Torrenova 138. Per il momento l’ospedale della Garbatella continuerà a ospitare solo lo studio del dottor Volpi (ecografia), del dottor Farotti (oculistica) e del dottor Zianni (dermatologia). Ma andiamo a vedere perché.

La ristrutturazione del Cto e le tre Case della Salute

I lavori che riguardano il Centro Traumatologico inizieranno a maggio per terminare entro otto mesi al massimo. Ad assicurarlo è il dottor Antonio Mastromattei, direttore del distretto 8 dell’Asl Roma 2. Al termine degli interventi, il piano terra dell’edificio ospiterà una delle tre case di comunità previste sul territorio del Municipio VIII. Si tratta di strutture polifunzionali “che offrono una risposta socio-sanitaria” ha spiegato Mastromattei. Il che, parafrasato, significa che i medici di base lavoreranno gomito a gomito con gli specialisti, per garantire ai pazienti un iter di cura più rapido. Il Cto, in particolare, oltre ai servizi di medicina generale, offrirà anche un punto unico di accesso, vaccinazioni e screening mammografici; la struttura sarà dunque adibita alla prevenzione. La seconda casa di comunità sorgerà a via Malfante 35, mentre la terza, prevista tra via Odescalchi e via Cerbara, occuperà il terreno dove attualmente si erge il cosiddetto “scheletro del San Michele.”

Lo scheletro di cemento armato in via Cerbara

Grandi aspettative per il nuovo Ospedale di comunità

Sembra un sogno che diventa realtà, e non a caso sono alte le aspettative che accompagnano questo progetto di riqualificazione. Lo scheletro di cemento armato appartenente all’Istituto Romano di San Michele, in via Cerbara, versa in stato di abbandono da circa trent’anni. Oltre a una delle tre case di comunità, ospiterà un nuovo ospedale, con un investimento complessivo di sette milioni di euro. Sarà un centro adibito alla breve permanenza di pazienti con patologie croniche, in attesa che possano proseguire la degenza in forma domiciliare. Il transito dei pazienti si prevede rapido, motivo per cui i posti letti non supereranno le venti unità. Saranno inoltre messi a disposizione un ambulatorio medico e uno infermieristico, dando concretezza a un progetto ambizioso i cui primi frutti dovrebbero vedersi già nel 2026.

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Nello ‘scheletro di cemento’ di via Cerbara un Ospedale e una Casa di Comunità

Si apre il cantiere nell’area abbandonata del cosiddetto ‘scheletro in cemento armato’ in via Giuseppe Cerbara a Tor Marancia, di proprietà dell’Istituto Romano di San Michele. Lo spazio è stato individuato dalla Asl Rm 2 per la realizzazione di una Casa di Comunità di 750 metri quadrati e un Ospedale di Comunità di altrettanti 1.800.
Si tratta di un investimento da sette milioni di euro, finanziato con i fondi del Pnrr. Il cantiere dovrebbe chiudersi entro il 31 dicembre 2025, per essere inaugurato agli abitanti nel 2026.

Cosa sono la Casa e l’Ospedale di Comunità?

Per Casa e Ospedale di Comunità si intendono delle strutture sanitarie di ricovero della rete di assistenza territoriale che svolgono una funzione intermedia tra il domicilio e il ricovero ospedaliero.
Sono rivolte a pazienti che, a seguito di un episodio di acuzie minore o per la riacutizzazione di patologie croniche, necessitano di interventi sanitari a bassa intensità clinica potenzialmente erogabili a domicilio, ma che necessitano di assistenza e sorveglianza sanitaria infermieristica continuativa, anche notturna, non erogabile a domicilio o in mancanza di idoneità del domicilio stesso (strutturale o familiare).
Prevedono un modello di intervento multidisciplinare e al suo interno si troveranno équipe multiprofessionali composte da medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, specialisti ambulatoriali, infermieri e psicologi.

Le dichiarazioni di Libanori il Presidente dell’Asp San Michele

Un passo avanti per il potenziamento dell’assistenza territoriale. Contribuiamo in modo significativo al rilancio e allo sviluppo delle attività socio-sanitarie-assistenziali del territorio – Lo dichiara Giovanni Libanori il Presidente dell’Asp San Michele – Il progetto in questione è finanziato con le risorse del Pnrr, consiste nella realizzazione di un’importante struttura socio-sanitaria all’interno del Comprensorio Istituzionale dell’Asp, da ultimare entro il 31 dicembre 2025.
Le recenti interlocuzioni tra l’Asp e la Asl Rm 2, finalizzate al raggiungimento di un accordo sul completamento delle opere e alla contestuale riconversione della destinazione d’uso originaria dell’opera, hanno condotto prima alla stipula di un protocollo d’intesa e successivamente alla sottoscrizione di un contratto di comodato d’uso gratuito di durata trentennale dell’area ove realizzare la nuova struttura sanitaria.
L’intervento per il recupero della struttura in cemento armato va sempre più nella direzione di una reale integrazione e risulta funzionale e strategico anche rispetto alla mission dell’Asp, ovvero quella di assicurare una migliore qualità della vita alla nostra comunità. Grazie a questo accordo, – conclude il Presidente Libanori – dunque, oltre alle prestazioni che vengono già erogate direttamente dal San Michele, che gestisce una Rsa e una Casa di Riposo per complessivi 120 posti, fino al 2053 i cittadini potranno avvalersi anche di ulteriori servizi all’interno del Comprensorio. Un passo avanti per il potenziamento dell’assistenza territoriale”.

La  storia incompiuta dello scheletro

Nel novembre del 1977 l’amministrazione dell’immenso patrimonio delle Ipab (Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza) passa dallo Stato alle Regioni. Di questi beni fa parte anche l’istituto Romano di San Michele oggi Azienda pubblica di Servizi alla Persona, un complesso edilizio che si estende su un’area di 120 mila metri quadri, con dodici palazzine, un teatro, una chiesa e un centro sportivo.
Nell’area di via Cerbara nel 1988 si avvia un progetto per costruire una residenza sanitaria assistenziale per anziani disabili con trentadue posti letto; nel 1993, grazie ad un finanziamento regionale di circa due miliardi di lire, partono i lavori ma, nel 1998, a causa di un contenzioso con la ditta edile, i lavori vengono interrotti.
Nel frattempo cambiano le disposizioni per la costruzione e i finanziamenti sono improvvisamente insufficienti alla realizzazione della Rsa.
È così che il quartiere si è ritrovato con un’ulteriore struttura incompiuta, che ancora oggi è visibile in via Giuseppe Cerbara, dove uno scheletro di cemento armato abbandonato da quasi trent’anni ci ricorda che danni può fare una improvvida gestione delle risorse pubbliche.

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È Giovanni Libanori il nuovo presidente dell’Asp San Michele a Tor Marancia

A seguito delle dimissioni dell’onorevole Livia Turco dalla carica di presidente dell’Asp San Michele, la commissione Affari istituzionali del Consiglio regionale del Lazio, presieduta da Flavio Cera di Fdl, ha dato parere favorevole, all’unanimità, alla designazione di Giovanni Libanori come nuovo presidente dello storico istituto ex Ipab in piazzale Antonio Tosti 4 nel quartiere di Tor Marancia.

La carriera di Libanori

Libanori, nato a Roma nel 1967, ha un passato politico intenso. Ha militato nell’Udc, finché nel 2013, a seguito delle delusioni elettorali dei moderati, è passato al Movimento Politico Idee Popolari fondato da Luciano Ciocchetti ex Udc.

Nel 2018, invece, è balzato nelle liste elettorali di Noi Con l’Italia guidato da Maurizio Lupi, per essere accolto infine nel 2019 tra le file di Fratelli D’Italia.

Nella sua carriera amministrativa ha ricoperto nel 2011 la carica di consigliere di Cotral, e a Nemi è stato eletto nel 2017 consigliere comunale con la lista civica Uniti per Nemi, poi nel 2022 assessore con deleghe al decoro urbano, ai servizi sociali, al commercio e lavori pubblici, nonché nell’aprile del 2023 vicesindaco del paese dei Castelli Romani.

La facciata del San Michele nel 1947
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New Jersey Youth Symphony in concerto e apertura del Museo Diffuso all’Istituto San Michele

L’Istituto Romano del San Michele prosegue con le iniziative culturali aperte al pubblico e con il progetto di valorizzazione del proprio patrimonio storico artistico.

Al percorso espositivo denominato Museo Diffuso, inaugurato il 21 maggio scorso, si aggiungono nuove opere, nuove sale e la visita alla grande chiesa all’interno del complesso dedicata a San Michele Arcangelo, capolavoro razionalista di Alberto Calza Bini, ornata di dipinti e sculture.

Il percorso espositivo, curato da Tommaso Strinati, sarà inoltre ampliato aprendo al pubblico per la prima volta gli uffici della Presidenza e della Direzione, locali ricchi di opere d’arte e memorie storiche.

Tra i capolavori assoluti emergono: il dipinto I figli di Caino di Giulio Aristide Sartorio recentemente restaurato con i fondi dell’Ente, La Madonna del Rosario della cerchia di Marco Benefial, seconda metà del XVIII secolo e La Madonna del Cardo di Emma Regis, inedita pittrice degli anni ‘20 del XX secolo.

a sx La Madonna del Cardo di Emma Regis a dx I Figli di Caino di Giulio Aristide Sartorio

New Jersey Youth Symphony in concerto

Non solo percorsi espositivi, al San Michele va in scena anche la grande musica, giovedì 29 giugno dalle ore 17:00, presso la chiesa di San Michele Arcangelo all’interno dell’Istituto, si esibirà in Concerto la New Jersey Youth Symphony un’eccellenza musicale giovanile degli Stati Uniti, formata da circa trentacinque elementi e diretta da Helen Cha-Pyo, per l’occasione suddivisa in formazione da camera e in trii e quartetti di archi e di fiati.

Il programma prevede diverse esecuzioni tra cui spiccano i nomi di Margaret Bonds, compositrice afroamericana, ricordata soprattutto per i suoi arrangiamenti di spirituals, canti di chiesa arrangiati con melodie blues e jazz; Arcangelo Corelli  e Antonio Vivaldi celebri compositori italiani del periodo barocco.

Il concerto, patrocinato dal Municipio Roma VIII vede la collaborazione con la Comunità di Sant’Egidio, è inserito nell’ambito delle celebrazioni per i 90 anni di Tor Marancia e nasce dal desiderio della direttrice e dei ragazzi della NJYS di esibirsi durante la loro tournée italiana in un contesto di valenza sociale.

Prenotazioni

Il percorso espositivo è visitabile per due sabati al mese sino al 9 dicembre 2023, dalle ore 10:00 alle 14:00. Le visite hanno la durata di un’ora circa, l’ingresso alla mostra è gratuito previa prenotazione tramite email museodiffuso@irsm.it o chiamando lo 0651858213.

L’ingresso al concerto da Piazzale Antonio Tosti 4, è gratuito e libero fino ad esaurimento posti, è consigliata la prenotazione tramite email comunicazione@irsm.it o telefono 0651858227/250.

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Apre le porte il Museo diffuso del San Michele

Museo Istituto San Michele – Opere di straordinaria rilevanza artistica, testimonianze uniche di una storia secolare che ha caratterizzato la Roma papale e la Roma moderna. I trenta dipinti e le altrettante sculture, che abbracciano un arco temporale dal Rinascimento fino agli inizi del XX secolo, sono visitabili fino al 13 agosto, all’interno dell’Istituto Romano del San Michele, in piazzale Antonio Tosti, nel quartiere di Tor Marancia.

I pezzi provengono dalle collezioni dell’ex Ospizio Apostolico del San Michele a Porta Portese, e furono trasferiti nella nuova sede dell’Istituto a Tor Marancia attorno al 1936.

L’iniziativa denominata Museo diffuso del San Michele, ideata da Tommaso Strinati – storico dell’arte collaboratore dell’Ente – è la prima tappa di un progetto di valorizzazione del patrimonio storico artistico dell’ente regionale e porterà in prospettiva all’allestimento permanente di tutte le opere conservate nella sede storica.

Sacra Famiglia con San Giovannino
scuola toscana

San Giuseppe e Cristo giovane
di Giovanni Baglione e bottega

Le opere esposte

Il visitatore potrà ammirare opere quali: La Madonna del Cardo di Emma Regis, inedita pittrice degli anni ‘20 del ‘900. La Sacra Famiglia con San Giovannino, della metà del ‘500 capolavoro di scuola toscana. Il San Giuseppe con Cristo giovane di Giovanni Baglione. Il San Girolamo nel deserto, del grande maestro veneto Girolamo Muziano. La SS. Trinità con Sacra Famiglia e le anime del Purgatorio, grande pala d’altare romana settecentesca, o gli straordinari dipinti teatrali di Ettore Serbaroli, Filippo Petrattini e Bruno Ximenes che testimoniano il gusto per temi romantici legati alla storia classica tipici della prima metà del Novecento.

Tra i capolavori assoluti emerge il dipinto di Giulio Aristide Sartorio: I figli di Caino un frammento di tela di un fregio di circa sei metri di lunghezza che Sartorio realizzò tra i 27 i 28 anni concentrandosi sull’origine di tutte le violenze della storia a partire dal primo atto di sangue dell’umanità: Caino che uccide il fratello Abele.

Non mancano sculture di grande pregio, come i busti lignei dorati dei SS. Pietro e Paolo un tempo destinati alla chiesa di S. Maria della Trasfigurazione nell’ex Ospizio Apostolico a Trastevere, o raccolte di disegni di grande importanza storica come l’album di Francesco Giangiacomo.

La Madonna del Cardo di Emma Regis
I Figli di Caino di Giulio Aristide Sartorio

Prenotazioni

Il percorso di visita, della durata di un’ora, comprende anche la chiesa di San Michele Arcangelo, progettata da Alberto Calza Bini, con la collezione di reliquiari argentei del Sei e Settecento in perfetto stato di conservazione. Il museo diffuso è visitabile gratuitamente con guida, tutti i sabati mattina fino al 13 agosto 2022, previa prenotazione tramite e-mail: museodiffuso@irsm.it o al numero 338.1536106.

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Arriva a Tor Marancia la prima Scuola di storia orale

Storia orale – La memoria è un valore enorme per un territorio dalla storia lunga e complessa come quello dell’ottavo Municipio. Imparare a raccogliere, elaborare e restituire testimonianze private e collettive sono gli obiettivi che l’Aiso (Associazione Italiana di Storia Orale) si pone nella prima Scuola di storia orale e public history nel paesaggio metropolitano di Roma che si svolgerà nel quartiere di Tor Marancia dal 17 al 19 giugno.

Il programma dei tre giorni

Il programma prevede lezioni interdisciplinari, geoesplorazioni e laboratori. I temi principali che i formatori e le formatrici coinvolte affronteranno saranno: la storia della borgata Tor Marancia “Sciangai” dalle origini al dopoguerra; la campagna in città da cui siamo circondati; le politiche urbane e riqualificazione delle periferie tra anni Novanta e nuovo Millennio, la storia delle Fosse Ardeatine e tanti altri argomenti che a partire da Tor Marancia coinvolgono tutta la città.

Istituto Sant’Alessio Margherita di Savoia negli anni ’50

L’obiettivo è fornire ai e alle partecipanti strumenti per leggere la città e i suoi quartieri in prospettiva storica, utilizzando (anche) le fonti orali. Saranno intervistate circa quindici persone del quartiere, dai più anziani ai più giovani, da chi a Tor Marancia ci è nato e a chi ci è arrivato dopo un lungo viaggio. Ognuna racconterà la propria vita, il rapporto con il territorio e le sue passioni. A partire dalle interviste raccolte e avvalendosi di altri materiali documentali messi a disposizione dagli organizzatori, i partecipanti sono poi invitati a creare dei prodotti culturali da restituire alla comunità territoriale ospitante. 

Come iscriversi?

Per l’iscrizione c’è tempo fino al 3 giugno, è previsto un tetto massimo di 25 iscrizioni, di cui 5 riservate per utenti del S. Alessio.Le iscrizioni verranno accolte in ordine di candidatura fino ad esaurimento dei posti disponibili. Per tutte le altre informazioni vi consigliamo di visitare il sito dell’Aiso. L’evento si svolgerà all’interno dell’Istituto Sant’Alessio e al Parco della Torre. Promosso da Aiso vede lacollaborazione dell’Associazione Parco della Torre di Tormarancia, del Circolo Gianni Bosio e l’Asp Sant’Alessio, con il patrocinio del Municipio Roma VIII.

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Tor Marancia: pranzo solidale di Sant’Egidio al San Michele

E’ stata un’occasione di incontro in un’atmosfera quasi di festa, il pranzo solidale organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio domenica scorsa. Nei locali dell’Istituto San Michele si sono ritrovati più di duecento persone, c’erano alcune decine di uomini e donne senza fissa dimora a cui è stato servito un piatto caldo. Ai tavoli erano seduti tutti insieme, volontari di Sant’Egidio e i senza fissa dimora. A turno i volontari hanno servito lasagne e carne, molti erano ragazzi, adolescenti accompagnati dai genitori per offrire un gesto di solidarietà e nello stesso tempo sentire nuove storie, come quella di una donna, che ogni mercoledì frequenta i locali dell’Istituto per dipingere quadri molto colorati appesi alle pareti della grande sala. 

Il pranzo è avvenuto in occasione della giornata dedicata a Modesta Valenti, una donna anziana che morì sola su una banchina della stazione Termini agli inizi degli anni ’80. Da allora la Comunità di Sant’Egidio ha iniziato la sua attività di aiuto e distribuzione di pasti caldi e coperte per i senza tetto. Via Modesta Valenti è diventata per il Comune di Roma una via virtuale per l’iscrizione anagrafica delle persone senza casa. 

Al pranzo solidale è arrivato per un saluto anche il Presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri, che insieme alla Croce Rossa a gennaio ha inaugurato un centro di accoglienza notturno per i senza fissa dimora proprio nell’Ipab San Michele. Una ventina di posti letto, per dare un tetto a chi non ce l’ha, dopo che nel giro di pochi mesi due uomini sono morti di freddo e di stenti nella zona. A piazza Lotto il 3 gennaio, infatti, è stato ritrovato su una panchina il corpo senza vita di Stanislao, conosciuto e benvoluto da molti abitanti, a cui affidavano a volte lavoretti saltuari, e che i volontari di San’Egidio incontravano la sera quando distribuivano la cena itinerante. I pranzi solidali sono iniziative che si svolgono in diversi quartieri, e nel Municipio VIII verranno riproposti, sempre all’Istituto San Michele anche nei prossimi mesi.

Anna Bredice

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