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Tag: Sport

25 aprile 2015: “Sport e memoria” Nel 70° anniversario della Liberazione, nuova edizione della manifestazione della Polisportiva “G.Castello”, per non dimenticare il passato e capire il presente

25 aprile 2015: “Sport e memoria”
Nel 70° anniversario della Liberazione, nuova edizione della manifestazione della Polisportiva “G.Castello”, per non dimenticare il passato e capire il presente

di Enzo D’Arcangelo

La Polisportiva “G. Castello” organizza anche quest’anno una nuova edizione della manifestazione “XXV Aprile: Sport e Memoria”, nel 70° anniversario della Liberazione del nostro Paese dalla tirannia nazifascista. A fronte dei continui tentativi di cancellare questa ricorrenza, riteniamo importante riproporre una riflessione sui valori stessi su cui si fonda la nostra Repubblica nata dalla Resistenza.
Fortemente convinti che sono i giovani che devono fare propri i valori della democrazia, della libertà, della solidarietà e della giustizia, indipendentemente dalla fede religiosa e
dalle ideologie politiche, a 10 anni dal viaggio ad Auschwitz della Polisportiva, in un periodo di pesante crisi sia economica che sociale vogliamo contribuire con le nostre iniziative a tenere viva la “memoria” degli eventi, dei luoghi, ossia della storia e dei suoi insegnamenti.
“Sport e Memoria” ha riscosso sempre un notevole successo: grazie alla pluralità degli eventi organizzati, ai valori trasmessi, al fair play che lo contraddistingue e alle centinaia di giovani che vi hanno partecipato ogni anno, é diventata un momento di incontro significativo nel panorama sportivo romano.
Anche quest’anno sono previsti molti incontri, dai tornei di minivolley e pallavolo, a quelli di calcio giovanile, alle esibizioni di ginnastica ritmica e arti marziali, ai tornei di dama e scacchi, il tutto a fare da cornice al Trofeo Liberazione di atletica, organizzato il collaborazione con la Polisportiva Popolare Roma 6 Villa Gordiani, in programma allo Stadio
della Farnesina e diventato ormai uno degli appuntamenti più prestigiosi di tutta la stagione atletica laziale.
Gli altri luoghi della manifestazione “XXV aprile sport e memoria  2015” sono quelli soliti della Polisportiva nel Municipio Roma VII: la palestre di Via Sannio (minivolley, pallavolo, arti marziali, ginnastica ritmica) – che la G. Castello dovrà lasciare definitivamente a fine giugno a causa delle note vicende legate alla gestione del bando-truffa ordito da Alemanno e Cochi e che l’Amministrazione Marino non ha ritenuto doveroso annullare nonostante le numerose irregolarità denunciate – e nel Municipio Roma VIII la palestre della Scuola Peano (dove si terrà il torneo di Tennis Tavolo), l’impianto di Via A. Severo (calcio giovanile) e la Villetta di Via Passino dove il tutto si concluderà domenica 26 con un torneo di dama e scacchi, in collaborazione proprio con Cara Garbatella.
Sicuri che anche quest’anno molti saranno i giovani che aderiranno alle varie iniziative, invitiamo tutti i lettori e i cittadini a contribuire con la loro presenza, i loro valori e le loro idee al successo della manifestazione.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 11 – Aprile 2015

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“Sine Ira et Studio”: 1968-1988 20 anni di volantini e tatse-bao 

Padre Guido

“Sine Ira et Studio”: 1968-1988
20 anni di  volantini e tatse-bao

2000 documenti raccolti da Padre Guido Chiaravalli davanti alle porte del Liceo Borromini, alla Garbatella.
Una testimonianza specifica di quegli anni nel quartiere e  similmente in Italia.
Un lascito donato e che va messo in rete

Se avete una certa età e se siete della Garbatella dovreste aver già capito tutto. E in tal caso non dovremmo nemmeno spiegarvi cosa sia un tatse-bao.

Padre Guido Chiaravalli è un sacerdote ultraottantenne, meneghino purosangue, che verso i suoi trent’anni, nel 1956, arrivò spinto dalle circostanze, dalla sede centrale dell’Ordine dei Sacerdoti di San Filippo Neri e forse dalla Provvidenza, alla Garbatella.

E’ uomo di grande intelligenza, di grandissima umanità e di estremo attivismo. Le sue iniziative nei confronti dei parrocchiani della Parrocchia di San Filippo Neri, soprattutto i giovani dell’Oratorio, sono note. In realtà sono quasi leggendarie, anche se viene da dire che quasi tutto ciò che si racconta di buono su di lui è al di sotto della realtà. Tuttavia non vogliamo fare una apoteosi dell’uomo, il quale oltretutto politicamente parlando era, diciamo così, un po’ conservatore:  fermo al Concilio di Trento, piuttosto che al Vaticano Secondo. E però con una mentalità così aperta da insistere perché le ragazze fossero ammesse sia all’Oratorio che all’Istituto Cesare Baronio. Adesso sembra una ovvietà, a metà degli anni Sessanta, più di 45 anni fa, era un gesto decisamente rivoluzionario.

Ma i rivoluzionari o i se-dichiaranti tali, soprattutto se comunisti o anche vagamente marxisti, a Padre Guido non stavano simpatici. Anche se ad ogni buon conto li conosceva da quando frequentavano l’Oratorio.

Facciamola corta: per 20 anni Padre Guido ha raccolto quasi tutti i volantini, tutti i ciclostilati distribuiti davanti alle porte dell’attiguo liceo statale Borromini e qualche tatse-bao staccato dalle porte del liceo e li ha conservati. L’uomo ama ricordare, ed ama ricordare agli altri quello che hanno fatto e detto. Nella ferma convinzione che gli autori di quei volantini fossero nel torto (non ce lo ha mai mandato a dire, anzi per anni ce lo ha sempre detto direttamente e più volte ed in molti modi) ha raccolto tutto con l’idea, più  o meno, di conservarne memoria a vari scopi. Soprattutto per rinfacciarcelo quando avessimo cambiato idea, probabilmente. Ennio Flaiano diceva che si è incendiari a venti anni e pompieri a quaranta. Forse. Ma forse no. Di fatto Padre Guido ci ha fatto due favori. Il primo quello di raccogliere questo “fondo” di quasi 2000 pezzi. Avete letto bene: duemila. E il secondo di darceli, o forse dovrei dire ridarceli.

Leggere 20 anni (e quegli anni!) di slogan, concetti, frasi, eventi è interessante, straniante, emozionante, irritante. Siamo arrivati alla conclusione che è un fondo che non va disperso.

Le stesse cose venivano dette, scritte, ciclostilate contemporaneamente in altre cento e mille città e scuole in tutta Italia. Ma queste hanno alcune particolarità. Sono concentrate in quegli anni, in un luogo specifico, in un quartiere specifico, il nostro, la Garbatella. Eppure anche in questa ultraspecificità, al tempo stesso sono comuni a quelle dette e scritte in altri specifici quartieri di tante città italiane. Quelle idee, quei sogni, quelle rabbie sono state comuni ad un paio di generazioni almeno. E con quelle parole.

Vanno conservate, ma non solo. Il modo migliore per conservare una idea secondo noi, allora come oggi, è renderle comuni. collettive. Ed oggi rendere comune una idea significa metterla in rete, metterla su Internet. E’ questo che vogliamo fare. Adesso pensiamo bene al modo poi vi terremo informati. Per ora serve una mano per scannerizzare 2000 pezzi e non metterci una vita, serve una mano ad organizzare il lavoro … Potrete intanto trovare parte del materiale ed un contatto con noi sulla pagina di Face Book intitolata a “Sine Ira et Sudio”…

Sine Ira Et Studio” è una frase di Tacito, all’inizio degli Annales e vuol dire “senza simpatia e senza antipatia” o “senza animosità e senza passione”. A dire che quel che lui voleva raccontare sarebbe stato onesto e veritiero. E in questo senso la frase viene usata da secoli. In realtà è anche la frase che per due volte ci ha detto Padre Guido Chiaravalli, ex parroco della chiesa di San Filippo Neri, alla Garbatella, quando ci ha passato il materiale. Non sapete cos’è un tatse-bao? Oh, beh, cercate su Google …

                                                                                                                      Massimo Mongai
Giancarlo Proietti

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