Tag: vita comune e storia locale
REGIONALISMO A ROMA Tipi e linguaggi: il caso Garbatella
Scritto da Redazione il . Pubblicato in Libri sulla Garbatella.
di Francesca Romana Stabile
La diffusione del linguaggio neogotico teso a recuperare nella cultura locale
un’alternativa all’astratta generalizzazione di uno stile neoclassico internazionale del tutto indipendente dal contesto storico e geografico. È testimoniata dalla borgatagiardino “Garbatella”, analizzata nel volume sia nell’aspetto tipologico che morfologico.
Il gioco degli immortali
Scritto da Redazione il . Pubblicato in Autori della Garbatella.
di Massimo Mongai (Roma, 3 novembre 1950 – Roma, 1º novembre 2016)
La mia è una storia un po’ complicata.No, non è esatto, questo è a dir poco un
eufemismo. La mia è una storia molto complicata, complicata e lunga al punto che io non so bene come cominciarla; anche perché me ne sono successe talmente tante di cose, e di tanto improbabili, che semplicemente non so “da dove” cominciare. Forse la cosa migliore è cominciare a raccontare quello che è l’ultimo ricordo cosciente che ho della mia vita sulla Terra.È un ricordo molto vivido.
Ricordo che ero in un letto d’ospedale. Credo che fosse l’Ospedale di San
Giacomo, il più vicino a casa mia (vivevo a via Frattina, al centro di Roma), dove
per forza di cose mi dovevano aver portato; ma non ne sono sicuro, dato che non ci ero mai stato prima; anzi, a dire il vero io non ero mai stato in un ospedale in vita mia, non in un letto per lo meno, non a passare una notte: ero sempre stato molto sano.
Però devo dire che anche alcuni ricordi immediatamente precedenti non sono meno vividi.In uno ero a casa mia e mi ero appena alzato; mi ero fatto il mio solito caffè, me lo stavo bevendo in cucina, come tutte le mattine, come sempre; in un altro, subito dopo sono in moto, sul lungotevere, quando un imbecille assassino mi taglia la strada proprio davanti a ponte Garibaldi, partendo da fermo alla mia sinistra e diretto verso il ponte.
Mi taglia la strada ed io freno, ma pur rallentando tantissimo la mia moto, una vecchissima ma ben tenuta Honda a quattro cilindri, 500cc Four K, pesante com’è frena sì, ma non tanto da non
toccare la macchina, che mi ha tagliato la strada, nella parte posteriore sinistra.Ed io cado di lato, quasi da fermo, senza poter fare niente. E ricordo che il casco, che avevo infilato ma non allacciato, vola via.
invito alla garbatella
Scritto da Redazione il . Pubblicato in Libri sulla Garbatella.
Comune di Roma
Assessorato alle Politiche Culturali
Invito alla Garbatella ha dato l’opportunità a ventitrè artisti di confrontarsi direttamente con la città e, soprattutto, con gli abitanti del quartiere.
Presentando i propri lavori senza alcuna mediazione critica nelle piazze, sulle strade, nei cortili, tra i palazzi, luoghi da molto tempo non più depuati all’arte, gli artitisti hanno recuperato la loro importana “sociale”, avviando un rapporto immediato e spontaneo con il pubblico, che è raro trovare in altre occasioni a Roma.
Le impressioni, i commenti e le emozioni che tali opere hanno suscitato tra i cittadini dimostrano che Roma, una città che vive di uno splendido passato, può oggi vantare delle presenze artistiche contemporanee di grande talento e valore, capaci di ridisegnare il volto di una città che si prepara a vivere l sfide del nuovo millennio.
Gianni Borgna
Assessore alle Politiche
Culturali del Comune di Roma
Memorie di un cuoco d’astronave
Scritto da Redazione il . Pubblicato in Autori della Garbatella.
Mongai, Massimo (Roma, 3 novembre 1950 – Roma, 1º novembre 2016)
Romanzo vincitore del Premio Urania 1997.
Si ringraziano l’Autore e la Ar-noldo Mondadori Editore per averci concesso i diritti di pubblicazione.DIRITTI D’AUTORE: sìLICENZA: questo testo è distribuito con la
licenzaspecificata al seguente indirizzo Internet:
http://www.liberliber.it/biblioteca/licenze
Il romanzo narra dell’esperienza di un giovane cuoco terrestre imbarcato su un’astronave come vice Chef che diventa subito Chef per indisposizione del capo.
Le vicende sono suddivise in racconti autonomi sulle varie vicende capitategli durante i tre anni di crociera. Le storie dimostrano l’importanza del cibo nelle relazioni e grazie al protagonista viene salvata la galassia dalla distruzione. Le vicende del protagonista, Rudy “Basilico” Turturro, pare siano in parte autobiografiche; nella postfazione l’autore infatti racconta di aver avuto l’ispirazione durante una sua esperienza reale di cucina, su una barca, come del resto la lezione di Filosofia del Cibo, ricorda molto una lezione di filosofia del diritto (l’autore è laureato in giurisprudenza).
Nel romanzo sono esposte varie idee dell’autore, tra cui il principio di tolleranza e di uguaglianza di tutte le razze del cosmo. La futura comunità galattica, detta l’Agorà, che pare rispecchiare le idee dell’autore, è antiproibizionista, liberale, libera in materia sessuale con controllo demografico, antirazzista. Il romanzo, realizzato con un certo humor, contiene anche una serie di ricette realmente realizzabili (a condizione di sostituire gli ingredienti “alieni” con gli equivalenti terrestri.)
Una delle trovate dell’autore, infatti, è quella del linguaggio “alieno”, che, a differenza della maggioranza delle altre lingue immaginarie, è un italo-romanesco scritto all’inglese.
Ad esempio: Tuk-kkhee-no = tacchino. Così decifrati, i piatti divengono commestibili.
Le ricette inserite alla fine di ogni capitolo spaziano da quelle più comuni, come la carbonara, a quelle più esotiche. Una delle ricette contiene quella che sulla Terra è la Cannabis sativa, volgarmente detta marijuana.
Memorie di un cuoco d’astronave
Scritto da Redazione il . Pubblicato in Autori della Garbatella.
Mongai, Massimo (Roma, 3 novembre 1950 – Roma, 1º novembre 2016)
Romanzo vincitore del Premio Urania 1997. Si ringraziano l’Autore e la Arnoldo Mondadori Editore per averci concesso i diritti di pubblicazione.
Qui puoi scaricarlo gratuitamente
“La natura è né madre né matrigna, è solo un enorme ristorante in cui siamo tutti al tempo stesso commensali e sul menu.”
Rudy “Basilico” Turturro, il cuoco di bordo dell’astronave Muhmmeenuh è convinto che questo antico proverbio sia verissimo. D’altra parte nel ventiseiesimo secolo, a girare per la Galassia, c’è il rischio di incontrare pianeti e ristoranti in cui le vivande possono cercare di mangiare voi.
E poi come si fa un soufflé in assenza di gravità? Perché viaggiare a velocità curvatura fa inacidire il vino? Qual è la Direttiva Alimentare Primaria, l’unica regola assolutamente ineliminabile a bordo di una astronave multispecie?
Sono problemi non da poco.
E si complicano se vanno gestiti assieme a personaggi come Chef, il computer senziente della cucina, che parla con un accento francese ed è “una checca isterica” (parole di Rudy), o come Chaka, il comandante Zulu della nave che quando si arriabba da nero com’è, diventa blu.
Insomma, sono problemi…
Via delle Sette Chiese in Roma
Scritto da Redazione il . Pubblicato in Libri sulla Garbatella.
di M. Guarrera
Via delle Sette Chiese in Roma
Un percorso storico, archeologico, paesistico
Contenuto: Saggi di: Cooperativa Res Antiquae, Cosmo Barbato, Paolo Berdini, Laura Caserta, Armando De Vincenzi, Gianfranco Filacchione, Vincenzo Fiocchi Nicolai, Gabriele Maria Guarrera, Paolo Maria Guarrera, Enzo Iorio, Paola Lanzara, Annalisa Lombardi, Alessandro Mazza, Maria Carla Meloni, Simona Messina, Maria Pia Pacente, Pia Pascalino, Patrizia Polimeni, Anna Maria Ramieri, Raffaella Sini, Lucrezia Spera, Lucia Tangari, Ufficio Studi Circoscrizione XI, Franco Zagari Via delle Sette Chiese rappresenta assieme alle consolari storiche Ostiense, Laurentina, Ardeatina e Appia Antica la preesistenza viaria più qualificante della Circoscrizione XI del Comune di Roma ( il cui territorio si estende a Sud di Roma tra le mura Aureliane e l’Eur).
Quest’antica strada che collega attualmente le basiliche di S. Paolo fuori le mura
sull’Ostiense e di S. Sebastiano sull’Appia Antica, deve il suo nome al pellegrinaggio ripristinato da San Filippo Neri alle sette basiliche giubilari nel 1552.
Il libro indaga la storia della via e ne ripropone la riqualificazione, anche nell’imminenza del Giubileo dell’anno 2000.
Quanto in realtà è antico il percorso di via delle Sette Chiese? Sicuramente si può risalire all’età preromana per passare all’età tardo-repubblicana e imperiale romana, periodo ben documentato dai ritrovamenti archeologici lungo il suo percorso.
Ci riferiamo in particolare ad alcune ville ed ai complessi cimiteriali, pagani e cristiani come il sepolcreto ostiense, le catacombe di Commodilla, di Domitilla e di S. Callisto, descritti in questo libro.
Il testo oltre ad indagare la storia della via anche in epoca moderna e i suoi caratteri geologici e botanici ne ripropone la riqualificazione ad opera di giovani progettisti (a partire dal progetto per il suo recupero di Enzo Iorio e, come afferma Franco Zagari, “seguendo una logica di lettura e di concezione che assomiglia molto a quella di un parco”).
L’Ufficio Studi della Circoscrizione XI, che promuove il recupero del percorso, in sintonia con queste proposte, propone la pedonalizzazione di alcuni tratti della via e una sua rinnovata pavimentazione. Via delle Sette Chiese si ricollegherà più organicamente all’Appia Antica attualmente in via di ripristino e, tramite alcuni antichi tratturi nella campagna romana al Santuario della Madonna del Divino Amore in un progetto pedonale e ciclabile denominato.
