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Tag: vita comune e storia locale

Lavori pubblici nel quartiere: ed ora tiriamo le somme

Lavori pubblici nel quartiere: ed ora tiriamo le somme

dalla Redazione

Siamo alla fine dell’anno ed è tempo di tirare le somme, di misurare cioè quel che si è realizzato rispetto a quanto programmato.
Un rendiconto con una marcia in più quando parliamo di interventi tesi a migliorare la vita della comunità nella quale viviamo. Molti sono stati gli interventi di manutenzione edilizia, altri stanno partendo, per una spesa complessiva di oltre 6 milioni di euro. Nella tipologia degli interventi si va dalla manutenzione straordinaria per l’adeguamento alla legge 626/94 della Scuola Cesare Battisti e della Leonardo Da Vinci, ai lavori di riqualificazione e ristrutturazione degli istituti superiori e la manutenzione straordinaria di alcuni edifici in Via Costantino e in Via delle Sette Chiese.

portale-monsignor-nicolaiPer quel che riguarda la manutenzione stradale, un intervento importante è stato il rifacimento dei marciapiedi di Viale Guglielmo Massaia, dove sono state ripristinate le alberature, e quello di Via Prospero Alpino, prodromo degli interventi per Campidoglio 2. Aggiungiamo la nuova asfaltatura di Via Rosa Guarnieri Carducci in cui è stato rifatto lo square, di Via Girolamo Benzoni, di Via della Moletta e di Via Palos. Sono stati, inoltre, effettuati interventi di manutenzione straordinaria in strade e marciapiedi di Piazza Longobardi, Piazza Pantera, Via Roberto De Nobili, Via Fincati, Vicolo della Garbatella, Via Guglielmotti, Via Magnaghi, Via Ignazio Persico e Circonvallazione Ostiense, nel tratto dei negozi compreso tra Via Usodimare e Via di S.Galla.

Inoltre sta per essere avviato l’appalto per la manutenzione straordinaria di alcune delle strade più interne della Circonvallazione Ostiense tra cui Via Usodimare, Via Citerni, Via Candeo, Via Frediani e Via Camperio. E’ poi programmato un intervento di riqualificazione dell’area di Via Benzoni che riguarderà l’abbattimento del rudere presente in quella strada, residuo dei bomba rda – menti del ’44, e l’edificazione di nuovi manufatti, per un totale di circa 5000 metri cubi, come prescritto dal nuovo Piano Regolatore.

Sono state inoltre avviate le procedure preliminari che porteranno alla riqualificazione di Piazza Pecile. Per ciò che concerne invece i lavori a Piazza Oderico da Pordenone, è opportuno un approfondimento. La piazza è un nodo in cui converge il traffico che entra e esce dalla Garbatella. Da un lato da Via Massaia, dall’altro da Via Macinghi Strozzi, da Via Genocchi e da Via Rosa Raimondi Garibaldi. E’, in termini tecnici, una intersezione a cinque braccia non semaforizzata, dove mancano canalizzazioni e segnaletica adeguate, per cui la circolazione è spesso lenta e, soprattutto, poco sicura. Attualmente sono consentite tutte le manovre, anche quelle verso Via di Villa Belardi e Via delle Sette Chiese. Regolare l’intersezione con un semaforo non è stato possibile: sarebbe stato necessario, infatti, impedire alcune manovre di svolta, ovvero istituire una regolazione a quattro fasi semaforiche, che avrebbe ulteriormente complicato il deflusso.

lavori-alla-garbatellaCon la soluzione individuata, cioè la rotatoria compatta, si è in grado di limitare la velocità dei veicoli in entrata, incanalando le manovre su una apposita corsia. Saranno conseguentemente sistemati gli spazi pedonali e i passi carrabili laterali. L’intero intervento è stato coordinato con il progetto previsto dal “Contratto di quartiere Garbatella”. La riorganizzazione di Piazza Oderico da Pordenone è un esempio di attuazione dei piani del traffico del “Piano Generale del Traffico Urbano”, che puntano alla riduzione dei livelli di inquinamento, alla riduzione dell’incidentalità e al miglioramento delle condizioni di circolazione.

In tutto questo bailamme di attività, progettate ed eseguite, si trova anche qualche nota fuori posto, e riguarda principalmente la disastrosa situazione dell’antico ponticello di Piazza Biffi e l’incuria dimostrata verso il portale di Via delle Sette Chiese, ai quali il nostro giornale ha già dedicato più di un intervento. Il primo è un manufatto, recuperato durante l’operazione di scavo per il parcheggio sotterraneo, ed è ancora in attesa di un intervento di consolidamento e di una barriera di protezione. L’altro è l’unico superstite dei dodici accessi dell’enorme tenuta settecentesca di monsignor Nicolai (su di esso è quasi certo che ci fu l’intervento del grande architetto Valadier): si trova sulla recinzione della “Libera Università San Pio V”, trascurato e assediato da piante infestanti. Tempo fa, per interessamento di padre Guido Chiaravalli, su di esso fu eseguito un superficiale intervento. Occorre invece un vero restauro e una messa in sicurezza. 

 

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 9 – Novembre 2012

 

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Solidali con Carla Di Veroli

Solidali con Carla Di Veroli

Carla Di Veroli, assessora alla Cultura con delega alla Memoria del nostro Municipio, è stata insultata e offesa sul WEB attraverso un forum razzista presente su Waterfront Italia, un sito palesemente neonazista.
L’assessora è stata derisa per le sue origini ebraiche, per la solidarietà da lei espressa verso le organizzazioni gay, nonché per essersi a suo tempo opposta all’intitolazione di una strada al fascista della repubblica di Salò e ex segretario dell’MSI Giorgio Almirante. Nell’attacco si è richiamato il fatto che  ‘assessora sia nipote di Settimia Spizzichino, l’unica donna sopravvissuta ai rastrellamenti del Ghetto, definita sprezzantemente “olomiracolata” nei campi di sterminio. Carla Di Veroli è stata anche accusata di doppiezza, per presentarsi da noi come persona democratica e all’estero come sionista, “tanto da deridere i pacifisti della Freedom Flottilla”.
Cara Garbatella esprime a Carla la più viva solidarietà, nel momento in cui si moltiplicano qua e là rigurgiti neonazisti o quando si innalza in una cittadina del Lazio addirittura un monumento al criminale di guerra Rodolfo Graziani.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 9 – Novembre 2012

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“Dalla Villetta ai Gazometri”

E’ uscito a fine ottobre il nuovo libro di Gianni Rivolta

“Dalla Villetta ai Gazometri”

di Giancarlo Proietti

Una ricerca storica incrociata con la vita nei nostri quartieri nei primi anni del dopoguerra. La presentazione alla Garbatella l’8 novembre al Teatro Ambra di Piazza Giovanni da Triora La storia dei partiti politici e le lotte popolari nel primo dopoguerra nella zona industriale di Roma e nei quartieri Iacp di Garbatella e Testaccio-San Saba. E’ questo l’argomento del nuovo libro di Gianni Rivolta, che si apre con la presentazione di Massimiliano Smeriglio e una suggestiva testimonianza di Cosmo Barbato e che verrà presentato il prossimo 8 novembre alle ore 16,30 presso il Teatro Ambra, in Piazza Giovanni da Triora 15, alla Garbatella.
dalla-villetta-ai-gazometriSi tratta di una ricerca storica, i cui protagonisti sono i facchini dei Mercati generali, i macellai del Mattatoio, gli operai dell’Ottica meccanica, i gassisti delle Officine di San Paolo, gli edili e le donne dei quartieri popolari, mossi da grandi speranze di cambiamento e di giustizia sociale, impegnati strenuamente in quegli anni dopo la Liberazione di Roma nelle battaglie contro la disoccupazione, il carovita e per i miglioramenti contrattuali. Ad organizzare questi uomini e queste donne furono la Camera del lavoro, i sindacati e i giovani partiti usciti dalla Resistenza: il nuovo Pci di Togliatti, la Democrazia cristiana, il Psi e il Partito d’Azione, ma anche le forze che per la pregiudiziale antimonarchica non avevano aderito al Comitato di Liberazione nazionale come il Partito Repubblicano e il Movimento comunista d’Italia, meglio conosciuto come “Bandiera Rossa” dal nome del giornale omonimo.
Ancora una volta Gianni Rivolta, come aveva fatto nei “Ribelli di Testaccio, Ostiense e Garbatella” (ed. Cara Garbatella 2006), ripercorrendo le vicende di questi quartieri sulla riva sinistra del Tevere e l’impegno politico dei suoi abitanti, racconta la storia della città di Roma e i passaggi salienti della vita nazionale, dalle prime elezioni amministrative per il Campidoglio nel novembre del ’46 a quelle per la Costituente, dal referendum Monarchia-Repubblica fino al 18 aprile del 1948. In più di 200 pagine, corredate da inedite foto d’archivio, l’autore ci conduce per mano in quei quattro anni della vita politica romana, densi di avvenimenti straordinari.dalla-villetta-ai-gazometri

Tra le righe del testo non c’è spazio per la retorica, tant’è che vengono narrati anche episodi tragici e scomodi come l’uccisione di Angela Novelli, colpita sul terrazzo del lotto 2 in Via della Garbatella da un proiettile sparato dalle colonne alleate mentre imboccavano Via delle Sette Chiese o l’omicidio in Villetta di Martino Malù due giorni dopo la Liberazione. A sparare sul militante del Pci, scambiato per un ladro, da una finestra del primo piano della Villetta, fu il mitra di un partigiano, di cui non si saprà mai l’identità. E ancora le storie drammatiche dei vecchi confinati allontanati dal Pci come quella del maestro Jatosti o del capopolo della borgata di Shangai Pippo De Cupiis, detto “Marsaletta”.

Emergono in queste pagine testimonianze orali di grande valore storico, ma anche rari documenti d’archivio. E’ il caso della relazione di scioglimento della Settima zona dei Gap del Pci, stilata dal commissario politico Giovanni Valdarchi, l’organigramma completo dei patrioti lasciato nel fondo di Roberto Forti alla Fondazione Gramsci, l’occupazione di Bandiera Rossa della Scuola dei Bimbi, i verbali del Cln Garbatella, gli articoli dell’Unità del giugno ’45 sulla commovente e prematura morte di Spartaco Proietti, già comunista clandestino negli anni Trenta e la visita di Cino Moscatelli, il mitico comandante partigiano del Nord, alle Officine del Gas di Via Ostiense.

La sommossa di popolo dopo l’attentato a Togliatti del 1948 e un’appendice con l’assalto missino alla Villetta nel 1950 chiudono la nuova ricerca di Gianni Rivolta, che costituisce un altro importante tassello dell’identità di questi quartieri e dei suoi abitanti, che hanno dato un contributo straordinario allo sviluppo della vita democratica nella città di Roma.

(Dalla Villetta ai Gazometri – Partiti politici e movimenti popolari nel dopoguerra tra Garbatella e Ostiense, Iacobelli editore, euro 15,00)

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 9 – Novembre 2012

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Campidoglio 2 – Si riparte?

Campidoglio 2 – Si riparte?

di Eraldo Saccinto

Appena insediato, il sindaco Alemanno azzerò il vecchio concorso per Campidoglio Due, rinunciando al progetto vincitore del concorso internazionale lanciato da Veltroni, quello del team di Mario Cucinella. La gara, all’epoca, aveva visto in campo numerosi studi italiani e stranieri. manifattura-tabacchiEvidentemente, il progetto preliminare, che comunque costò all’amministrazione comunale 500mila euro previsti come compenso al vincitore, non era piaciuto alla nuova Giunta. Ora, l’intervento riparte, sarà realizzato in projectfinancing, col duplice obiettivo, ottimizzare l’attività attraverso il risparmio sugli affitti e di riqualificare l’area urbana interessata, motivandolo esattamente con le stesse spiegazioni della precedente amministrazione.

Tant’è, comunque, l’appalto è stato aggiudicato finalmente all’Impresa Astaldi Spa. L’ha annunciato l’assessore al Patrimonio e Casa di Roma Capitale, Lucia Funari, in una nota nella quale si sottolinea che “la realizzazione di Campidoglio Due permetterà la razionalizzazione del sistema delle sedi e degli uffici centrali dell’Amministrazione Capitolina, ottimizzando il funzionamento della macchina amministrativa oggi eccessivamente frammentata, riqualificando fortemente la qualità dei servizi e il rapporto con il cittadino”.

Lo spostamento degli uffici riguarderà gran parte della struttura amministrativa capitolina, mentre solo alcuni settori continueranno ad occupare le sedi attuali, in particolare quelle che si trovano tra il Colle Capitolino e Via Petroselli, secondo una strategia di delocal izzazione dalle aree più centrali e di accorpamento degli uffici lanciata dalla Giunta Veltroni. manifattura-tabacchi-due

Nello storico sito del Campidoglio saranno mantenuti gli organi politici e le funzioni di rappresentanza dell’Amministrazione, mentre nella nuova sede saranno concentrate le funzioni amministrative, tecniche e di relazione con il pubblico. Nel nuovo polo saranno accorpati uffici e dipartimenti per un totale di 4350 addetti. La realizzazione di Campidoglio Due prevede nuove edificazioni per un totale di 134.700 mq: 53.300 mq di uffici, 13.500 di archivi, 59.400 di parcheggi, 8.600 per servizi alla cittadinanza. Il programma prevede la ristrutturazione dell’ex Manifattura Tabacchi, la sua urbanizzazione, la realizzazione di parcheggi, verde pubblico, piazze e spazi pedonali.

L’investimento previsto da parte dei privati per la realizzazione del progetto è di circa 193 milioni di euro, da realizzarsi a fronte di un canone annuale di offerta di 15 milioni di euro per un periodo di 25 anni. Il progetto sarà ultimato in circa 2 anni e mezzo ed il risparmio previsto è di circa 30 milioni di euro l’anno.

La realizzazione di Campidoglio Due, con la trasformazione delle aree dove sarà ospitata il nuovo polo, e le connessioni con quelle circostanti, saranno occasione di ricucitura dei diversi settori e motore della riqualificazione di un’area che, nonostante la sua posizione centrale e la sua alta accessibilità, risulta oggi disgregata e isolata. Il contesto territoriale presenta infatti un mix particolarmente complesso, in cui a funzioni alte – quali Università, uffici direzionali, sedi di rappresentanza – si affiancano realtà di quartieri con una forte identità locale – come Garbatella, San Saba, Testaccio – aree industriali dismesse e in corso di trasformazione quali l’ex Mattatoio, l’area Italgas, ex Mercati Generali, ex Manifattura Tabacchi – ed elementi storici e paesistici quali il Parco dell’Appia Antica, il Tevere e le Mura Aureliane.

 

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 9 – Novembre 2012

 

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Macinghi Strozzi

ATTRAVERSAMENTO PEDONALE VIA ALESSANDRA MACINGHI STROZZI – VIA ANNA MARIA TAIGI – VIA FILIPPO TOLLI

Roma, 16 gennaio 2013

Gentile Redazione,

a distanza di circa due mesi dalla comunicazione con cui il Presidente del Municipio XI ci informava che avrebbero provveduto con soluzioni strutturali (semaforo ? dossi ?) “non appena “saranno disponibili le necessarie risorse finanziarie”. Il caso ha voluto che lo stesso giorno, all’alba, il Sindaco Alemanno rendesse pubblica proprio l’approvazione del bilancio comunale.
Da allora sono passati oltre due mesi e non si e` avuta alcuna notizia in merito a quando e a come il Municipio XI intenda intervenire per cercare di garantire ai cittadini quel minimo di sicurezza necessaria per attraversare un punto cosi` cruciale. A scopo scaramantico evidenzio che gia` 4 anni fa ed esattamente in data 7 novembre 2008 il Municipio XI aveva affrontato la questione approvando un’analoga proposta di risoluzione per la messa in sicurezza del medesimo incrocio (documento prot. CM 67844, in allegato). Anche all’epoca sembrava cosa fatta … e invece …

Le elezioni sono vicine, di promesse sappiamo che ne sentiremo tante, ma sarebbe bello sperare che una volta tanto qualcuno ci dimostri che alle parole possono seguire i fatti, se non altro per spiegare ai 500 firmatari della petizione e agli abitanti dell’intero quartiere, il motivo del ritardo o dell’impossibilita` di rispettare l’impegno assunto.

Stefano Guicciardi

>delibera_municipio_xi_7_nov_2012
> risoluzione_consiglio_municipio_xi_2008


Roma, novembre 2012

Gentile Redazione,
sono davvero grato della vostra disponibilità a perorare la causa supportandomi nella raccolta firme. In realtà attraverso l’aiuto degli amici di Legambiente, nonchè di abitanti ed esercenti del quartiere, siamo riusciti a raccogliere oltre 500 firme in meno di due settimane e questo ci ha permesso di inoltrare al Muncipio XI una lettera, allegandovi il risultato della petizione, chiedendo di intervenire con urgenza per garantire la sicurezza dell’incrocio (come ribadeva Mario Capezza nell’ultimo numero di edizione cartacea di Cara Garbatella) e del relativo attraversamento pedonale.

A quanto pare il Municipio ha ascoltato questa richiesta giacchè, come potete leggere voi stessi nel documento allegato, ha dichiarato che procederà con interventi strutturali  per la messa in sicurezza dell’attraversamento pedonale condizionando tali interventi all’approvazione del bilancio del comune di Roma. Il caso vuole che la lettera sia perventua in data 7 novembre scorso, il giorno stesso dell’attesa e sofferta approvazione del bilancio comunale.

In poche parole, forse ce l’abbiamo fatta. Forse non avremo il semaforo, ma più probabilmente un attraversamento pedonale rialzato, una sorta di dosso artificiale. La speranza è che l’intervento permetta anche di modificare la struttura dei marciapiedi dell’incrocio impedendo fisicamente alle macchine di parcheggiare in corrispondenza dell’incrocio togliendo completamente la visibilità a chi si affaccia a piedi o in macchina su via Macinghi Strozzi.

Detto ciò, grazie comunque di cuore per la disponibiltà. Se mai vorrete ancora aiutarmi questo potrebbe avvenire attraverso una sorta di sollecito a mantenere l’impegno promesso e soprattutto divulgando (a cose fatte) la disponibilità del Presidente Catarci, dell’Assessore alla Mobilita`Alberto Attanasio e dell’intero Consiglio di Municipio.

Stefano Guicciardi

> Lettere – L’incrocio Via Tolli-Via Macinghi Strozzi … [aprile 2013]
>
Per la sicurezza di Via A. Macinghi Strozzi – una delibera del Municipio … [dicembre 2012]
>
Raccolta firme per la sicurezza di Via Alessandra Macinghi Strozzi [novembre 2012]
>
Via Macinghi Strozzi strada ad alto rischio [marzo 2012]
>
Piazza Oderico da Pordenone e via A. Macinghi Strozzi: a rischio la sicurezza stradale [ottobre 2004]

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dalla Villetta ai Gazometri

dalla villetta ai gazometri
Autore Gianni Rivolta | Editore Iacobelli 2012 | ISBN 8862521782, 9788862521789

di Gianni Rivolta

La Villetta è stata dalla Liberazione in poi la casa dei comunisti della Garbatella.
E’ diventata negli anni delle scissioni del Pci e poi del Pds, un simbolo nazionale, quasi alla stregua della “Bolognina”, dove si è consumata la svolta di Occhetto dell’89.

Allo stesso modo il vecchio Gazometro sulla via Ostiense, che è oggi l’immagine più conosciuta dell’archeologia industriale, fu luogo di lavoro e di sacrificio quotidiano di generazioni di operai e gassisti.

Questo volume racconta la storia dei partiti politici usciti dalla Resistenza (Pci, Psi, Dc, Partita d’azione) e delle formazioni rigidamente antimonarchiche, che non avevano aderito al Comitato di liberazione nazionale, come il movimento comunista d’Italia Bandiera rossa e il Partito repubblicano. Protagonisti sono gli uomini e le donne dell’ex zona industriale di Roma, cresciuta nei primi decenni del Novecento sulla sponda sinistra del Tevere: i facchini dei mercati generali, i macellai del Mattatoio, gli operai dell’Ottica meccanica, i gassisti delle Officine di San Paolo, dle donne dei quartieri Icp, gli edili, mossi da grandi speranze di cambiamento e di giustizia sociale, impegnati strenuamente nelle lotte contro la disoccupazione, il carovita e per i miglioramenti contrattuali.

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dalla Villetta ai Gazometri

Giovedì 8 novembre alle ore 16,30

presentazione del libro
dalla VILLETTA ai GAZOMETRI

di Gianni Rivolta

Iacobelli editore

Teatro Ambra
piazza Giovanni da Triora, 15 (Garbatella)

intervengono insieme all’autore

Cosmo Barbato
Andrea Catarci
Enzo Foschi
Massimiliano Smeriglio

coordina Carlo Picozza

ingresso libero

scarica l’invito in pdf
La Villetta è stata dalla Liberazione in poi la casa dei comunisti della Garbatella.
E’ diventata negli anni delle scissioni del Pci e poi del Pds, un simbolo nazionale, quasi alla stregua della “Bolognina”, dove si è consumata la svolta di Occhetto dell’89. Allo stesso modo il vecchio Gazometro sulla via Ostiense, che è oggi l’immagine più conosciuta dell’archeologia industriale, fu luogo di lavoro e di sacrificio quotidiano di generazioni di operai e gassisti. Questo volume racconta la storia dei partiti politici usciti dalla Resistenza (Pci, Psi, Dc, Partita d’azione) e delle formazioni rigidamente antimonarchiche, che non avevano aderito al Comitato di liberazione nazionale, come il movimento comunista d’Italia Bandiera rossa e il Partito repubblicano. Protagonisti sono gli uomini e le donne dell’ex zona industriale di Roma, cresciuta nei primi decenni del Novecento sulla sponda sinistra del Tevere: i facchini dei mercati generali, i macellai del Mattatoio, gli operai dell’Ottica meccanica, i gassisti delle Officine di San Paolo, dle donne dei quartieri Icp, gli edili, mossi da grandi speranze di cambiamento e di giustizia sociale, impegnati strenuamente nelle lotte contro la disoccupazione, il carovita e per i miglioramenti contrattuali.
Gianni Rivolta
è nato ad Abbiategrasso nel 1950
ma vive a Roma, alla Garbatella,
da quarantanni.
Giornalista free-lance,
ha collaborato con la cronaca romana de
il Messaggero e de la Repubblica e per vari
programmi Rai.
E’ stato direttore responsabile
della Gazzetta dell’Undicesima,
mensile dell’XI Municipio.
E’ autore di numerose ricerche
storiche a livello locale e di
pubblicazioni, tra cui
Garbatella mia (2003), i Ribelli (2005);
e per Iacobelli editore
Garbatella tra storia e
leggenda (2010) e Le ragazze del ‘58 (2011).

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Serve gente!

serve gente
formato: Brossura | anno di pubblicazione: 2011 | lingua: italianopagine: 132 | codice ISBN: 9788897401018 | genere: Pubblicazioni varie

di Adelio Canali

Dopo il felice esordio de “La Terrazza sulla Garbatella”, Adelio Canali si ripropone al lettore con “Serve Gente!”.
Quest’ultima opera è una serie garbata e vivace di bozzetti tratteggiati con tono
colorito, ironico e spesso pungente, venato da tracce di malinconia. Sempre sul filo della memoria, tra gli anni 50 e la fine della Prima Repubblica, l’autore offre una carrellata di tipi e situazioni, vizi e virtù di una politica fatta di piccole cose a contatto con la gente, attingendo alla larga esperienza di dirigente politico alla Garbatella.
Canali ne ottiene una rassegna di caratteri vividi, con diversi protagonisti che si
materializzano di fronte al lettore, quasi con l’immediatezza cinematografica di un film a episodi.
“Serve GENTE!” è un libro lieve ma nello stesso tempo induce alla riflessione, a tratti increspata dal sorriso, a tratti da un pizzico di amarezza.

articolo di Cara Garbatella di Cosmo Barbato

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Suk Ovest, banditi a Roma

sukovest
Codice isbn: 9788864115788 | Prezzo in libreria: € 15,00 | Codice isbn Epub: 9788864116822 | Prezzo E-Book: € 4.99 | Data Pubblicazione: 21-06-2012

di Massimiliano Smeriglio

«Un’avventura febbrile nella Roma di oggi, una metropoli indecifrabile governata dalla legge della violenza, dove fra writers schizzati, sbirri corrotti, tenere escort e avidi squali della politica, affiora il volto antico del male di sempre».
Giancarlo De Cataldo

Dopo l’esordio con Garbatella combat zone – già opzionato da Cattleya che ne ha affidato la regia a Stefano Sollima, regista della serie «Romanzo criminale» e «Acab» – Massimiliano Smeriglio torna in libreria con Suk Ovest. Banditi a Roma, un romanzo che fa incontrare l’escalation di violenza che sta colpendo Roma con il tragico periodo dell’occupazione nazista e della Resistenza.

Il Gatto è morto, l’hanno assassinato. Sono proiettili, queste parole, che accolgono Valerio Natali al suo rientro dal Messico dove ha trascorso una lunga latitanza. Massimo Giunti, alias il Gatto, amico fraterno, anche lui della Garbatella, non c’è più. E quello che adesso conta, per Valerio, è soltanto la vendetta: ripartire dall’unico indizio disponibile, il misterioso numero di cellulare digitato dal Gatto prima di morire accoltellato, e ricostruire le sue recenti frequentazioni con faccendieri coinvolti nel colossale business dello smaltimento dei rifiuti. Lente e sofferte come un viaggio nei ricordi, le indagini di Valerio si addentrano nel vecchio quartiere, nell’intrico di strade e vie che hanno il sapore della propria infanzia. È qui che si riunisce la vecchia batteria. Mario, Nicche, Panettone e Papella. E ancora Bracalone, giovane graffitaro e hacker geniale, e Victor, che ha preso una strada diversa finendo per diventare poliziotto. Sono loro gli uomini della Garbatella, cresciuti insieme, che accompagnano Valerio nella ricerca della verità e della vendetta. Insieme a Ramona, tenera escort, che tiene Valerio per mano. La vendetta nella famiglia di Valerio Natali è come un destino, un respiro affannato che da sempre ne appesantisce il cammino. Da quando anche il nonno, partigiano, in una Roma terrorizzata dalla famigerata banda Koch, non riuscì a impedire una morte crudele, lasciandosi poi sfuggire per un soffio il diretto responsabile. Ed è proprio dal passato, dalla storia dolorosa della sua città e del suo quartiere, che Valerio otterrà le risposte che cerca.
Con Suk Ovest, Massimiliano Smeriglio ci offre non solo un accattivante crime novel, ma una storia che celebra il valore della memoria e dell’appartenenza, capace allo stesso tempo di raccontare il presente e farci gettare uno sguardo sulla nuova, confusa mappa criminale di Roma.

Massimiliano Smeriglio vive e lavora a Roma. Nel 2010 ha pubblicato il suo primo romanzo, Garbatella combat zone (Voland edizioni). Ha scritto saggi e articoli sulla politica, il sociale, la città e la cittadinanza. Collabora con la rivista «Loop – Cultura e conflitti dentro l’apocalisse». Attualmente è membro del Coordinamento Nazionale di Sinistra Ecologia e Libertà. Per la Provincia di Roma è Assessore alle Politiche del Lavoro e Formazione. Dal 2001 al 2006 è stato presidente dell’XI Municipio di Roma (Garbatella, Ostiense, Appia Antica).

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15 minuti. Passavo di qui

quindici minuti passavo di qui
Editore Agenzia Il Segnalibro | Data di pubblicazione |5 Luglio 2012 | Lingua Italiano | Formato Ebook | Pagine 14 | ISBN-10 8889932317ISBN-13 9788889932315

Autore Massimo Mongai (Roma, 3 novembre 1950 – Roma, 1º novembre 2016)

È sera, un uomo è solo in casa con i suoi ricordi. Vorrebbe uscire, distrarsi, trovare l’unica persona che potrebbe renderlo felice. Ma non ha troppe speranze: ci vorrebbe un atto di coraggio da parte sua o, miracolo, un improvviso squillare del citofono… Ci vorrebbe lei, che passa, suona e dice: “Ciao, passavo di qui… posso salire?”. Ed ecco la sorpresa, quella vera, quella di una vita. Il citofono suona per davvero.

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Brevi


Per il diritto di voto di stranieri e cittadini non residenti
Possono esercitare i diritti connessi all’iniziativa popolare e ai referendum consultivi comunali i cittadini non residenti a Roma che lavorano in questo Comune, gli studenti non residenti a Roma che studiano presso scuole e università romane, gli stranieri maggiorenni, residenti o domiciliati a Roma. Per esercitare il diritto di voto i cittadini suddetti debbono registrarsi, entro il 31 dicembre 2010, presso gli Uffici relazioni con il pubblico (URP) nei Municipi. Info: URP Municipio Roma XI – via Benedetto Croce 50 – 06.696.11.333 – orari dal lunedì al venerdì 8.30\12.30, martedì e giovedì anche 14.30\16.30.


Convegno sulla disabilità
Col patrocinio del Municipio XI e la collaborazione di JA Association, la Sovrintendenza all’Archivio di Stato (Piazzale degli Archivi 27, Eur) ha organizzato,
nell’ambito della Giornata dei diritti dei disabili, un convegno dal titolo “Cultura e disabilità, le buone prassi nella Pubblica amministrazione e nelle imprese”. Il convegno è stato un’occasione importante per sottolineare come le Istituzioni possono adoperarsi per consentire la piena integrazione delle persone con disabilità in tutti campi della vita sociale e culturale.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 7 – Dicembre 2010

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Lettere


Violenze sugli animali

Sono una volontaria responsabile di un’oasi felina, che ospita una trentina di gatti e due cani, gestita a mia spese alla Garbatella in Via Guglielmotti. Ho scritto alle autorità comunali e ai giornali romani per denunciare maltrattamenti verso gatti e gattini lapidati a morte, gattini tolti alle madri prima dei prescritti 60 giorni, chiusura dei passaggi per l’accudimento e la distribuzione di cibo agli animali. Ho indicato che le violenze sugli animali sono stati costatati nella zona della Metro Garbatella. Chiedo un intervento urgente a difesa della legge per la tutela del diritto degli animali.
Tina Labricciosa


Per “Porci romani” denuncia a Garbatella

Alla Garbatella due nostri concittadini, Paolo Moccia e Simonetta Greco, hanno sporto formale denuncia contro il big della Lega Umberto Bossi per l’infelice frase pronunciata il 26 settembre a Lazzate in Lombardia nel corso di una manifestazione per Miss Padania: come è noto, l’antico acronimo SPQR, che significa “Il senato e il popolo romano”, era stato letto polemicamente dal dirigente leghista come “Sono Porci Questi Romani”. I due nostri concittadini, nell’esposto presentato il 28 settembre presso il Commissariato “Colombo”, denunciano i reati di ingiuria e diffamazione “considerando noi e le nostre famiglie persone gravemente offese” in base agli articoli 594 e 595 del codice penale. Le scuse presentate successivamente da Bossi e la riappacificazione con Alemanno e la Polverini a base di trippa e polenta – hanno dichiarato – non bastano a cancellare la volgare offesa.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 7 – Dicembre 2010

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Un regalo buono che fa bene

Un regalo buono che fa bene

Anche quest’anno, in occasione delle festività natalizie, le Associazioni Culturali Altrevie e Cara Garbatella, in collaborazione con Ulaia ArteSud onlus, promuovono l’iniziativa di solidarietà un regalo buono che fa bene che, attraverso la vendita di olio extra-vergine d’oliva dop della Sabina, ha l’obiettivo di
raccogliere fondi a sostegno del progetto ‘Music for Study’ per borse di studio da destinare a giovani universitari palestinesi dei Campi profughi di Burj al Scemali, in Libano.
Si tratta dei campi in cui risiedono i giovani musicisti della Guirab Band, la band di cornamuse palestinesi che le due Associazioni promotrici aiutarono a venire in Italia per una tournée l’estate del 2009 e che tennero una memorabile esibizione nelle strade della Garbatella e un bellissimo concerto alla Villetta di Via Passino. Alcune immagini sono visibili su youtube cliccando ‘Guirab Band Altrevie’.
Confezione regalo da 2 bottiglie, euro 20
Lattina da lt. 3, euro 25
Lattina da lt.5, euro 40
Le prenotazioni si raccolgono agli indirizzi e.mail:
vidali.orietta@minambiente.it
am.procacci@federlazio.it
nataliacodispoti@yahoo.it

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L’olimpiade in mostra

Adelio Canali

L’olimpiade in mostra

Adelio Canali, l’autore del fortunato libro sul quartiere “La terrazza sulla Garbatella”, ha esposto nei mesi di settembre e ottobre, nei locali di Via Alessandra Macinghi Strozzi (ex DC), una parte della sua raccolta di documenti, giornali e immagini relativi all’Olimpiade di Roma del 1960. Canali è un appassionato collezionista di documentazione storica del secondo dopoguerra. La recente mostra ha fatto registrare lusinghieri apprezzamenti da parte di numerosi interessati visitatori.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 7 – Dicembre 2010

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Ludomagicadue per i bimbi dell’Ostiense

Ludomagicadue per i bimbi dell’Ostiense

di Fulvio De Pascale
Associazione Insieme per Ostiense

 

Nell’ultimo periodo ci siamo abituati, in qualità di utenti, a registrare solo aumenti di tariffe e tagli nell’erogazione dei servizi. Quindi assume ancora maggior rilievo l’inaugurazione, avvenuta il 20 novembre, del centro polivalente per bambini all’interno del giardino di Via Pellegrino Matteucci. L’edificio, previsto nel progetto del giardino, era lì pronto, ma era rimasto chiuso dal luglio 2008, prima per la mancanza del collegamento idrico e fognario, poi per problemi burocratici e di carenza di risorse.
Circa un anno fa l’Associazione Insieme per Ostiense ha raccolto con una petizione oltre 400 firme di abitanti del quartiere Ostiense, chiedendo la rimozione degli ostacoli burocratici e a maggio 2010 si è tenuto un incontro decisivo tra l’Assessora alla Cultura del Municipio XI Carla Di Veroli e l’Assessore all’Ambiente del Comune De Lillo. Ad ottobre finalmente l’edificio è stata dato in carico al Municipio XI. A quel punto, pur nella ristrettezza economica del momento, il Municipio è riuscito a decentrare dalla Ludoteca municipale Ludomagicabù di Via dei Lincei alcune disponibilità orarie, creando così una succursale, permettendo ai bambini dai 5 ai 10 anni ed ai loro genitori di avere un nuovo servizio con spazio per giochi, animazioni e laboratori espressivi.
“Ludomagicadue” (così è stata denominata) è aperta il lunedì, giovedì e venerdì dalle 16 alle 18 e le attività sono gratuite. Negli altri giorni vi si potranno
svolgere feste di compleanno su prenotazione con il pagamento di un ticket.
E’ stato previsto che, su richiesta dei genitori, Ludomagicadue potrà essere aperto anche in orario antimeridiano nei giorni feriali di chiusura delle scuole. I citati centri polivalenti sono gestiti dall’ATI Arciragazzi Comitato di Roma/Coop.Oltre, con un progetto della legge 285.97. Per informazioni ci si può rivolgere al numero 06.41 73 356.

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La targa ricordo del pittore Acciari

Carlo Acciari

La targa ricordo del pittore Acciari

Una targa ricordo del pittore Carlo Acciari sarà probabilmente affissa lungo la scalinata di Via Orsucci, tante volte ritratta dall’artista scomparso. Ci sono infatti  difficoltà ad affiggerla di fianco alla cantina di Via Roberto de Nobili 27, dove il pittore teneva il suo studio. L’Associazione “Il tempo ritrovato” aveva proposto di  musealizzare quel locale e di affiggere nei pressi la targa, ma sono sorte difficoltà con la proprietà Ater e con la sua destinazione d’uso. Tra l’alto quella cantina ha subito ben tre tentativi di occupazione.

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“L’albero del paradiso” un vegetale infernale

“L’albero del paradiso” un vegetale infernale

Una pianta infestante anche nei giardini della Garbatella

di Cosmo Barbato

Su Cara Garbatella di novembre ci siamo occupati di quel terribile coleottero, il Punteruolo rosso (Rhynchoforus ferrugineus), che anche qui alla Gasrbatella, come del resto in tutta Italia, sta rapidamente distruggendo le palme, in particolare le palme delle Canarie introdotte da noi a scopo ornamentale. Si prevede che entro il 2015 tutte le palme di Roma saranno state distrutte.Finora non è stato trovato alcun metodo valido di difesa. Ora un altro nemico minaccia i nostri giardini.Ailanto, albero del paradiso
Questa volta non si tratta di un insetto ma di una pianta, uno sfarzosissimo albero che potrebbe apparire ornamentale, ma che per il suo carattere infestante tende ad invadere completamente il terreno circostante diffondendosi a spese delle altre piante. Parliamo dell’Ailanto, ovvero dell’Ailanthus altissima, detto anche “Albero del paradiso” che però si sta rivelando infernale. Originario della Cina, fu introdotto, con scadenti risultati utili, per alimentare con le sue foglie un baco da seta simile a quello del gelso.
Qui da noi, alla Garbatella, queste piante infestanti si vanno diffondendo nei giardini dei Lotti, nelle aiuole spartitraffico, in alcuni parchi, talvolta persino negli interstizi dei muri. Sono ben visibili ad esempio negli spartitraffico lungo la Circonvallazione Ostiense ma anche altrove. L’esemplare più imponente si trova in un’aiuoletta lungo una strada di fianco al mercato coperto, Via Nicolò Odero, a ridosso del muro perimetrale del Lotto 12.
Dove qualche esemplare riesce ad attecchire si può essere certi che ben presto altre piante simili verranno fuori dal terreno circostante, per diffusione dei semi o dai polloni che emergono dall’apparato radicale che si può estendere fino a trenta metri dall’albero. La pianta può raggiungere dimensioni cospicue, fino a 20/25 metri. Si caratterizza per una crescita velocissima, il primo anno di 50/80 centimetri. Cresce in tutti i terreni, ma preferisce quelli profondi e freschi. Le foglie, lussureggianti, mandano un odore sgradevole. Per la sua rapidità di diffusione andrebbe sistematicamente eliminato dai giardini e dai parchi: nei luoghi abitati può diventare una vera calamità.

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Una web radio anche sulla Garbatella

Una web radio anche sulla Garbatella

Nel nostro territorio, un gruppo di appassionati ha dato vita a un fenomeno chiamato “web radio”. L’emittente si chiama “Quanta radio”: si occupa di informazione, diritto, denuncia, dibattito culturale, satira e divertimento

Nostra intervista

 

Siamo andati a trovare un gruppo di agguerriti e appassionati giornalisti, artisti e musicisti che, nel territorio del Municipio XI, hanno dato vita ad un fenomeno che viene chiamato “web radio”, cioè una radio che si sente attraverso il computer collegato a internet.
L’innovazione tecnologica, lo sappiamo, sta sconvolgendo, nel bene e nel male, le nostre vite sia nel lavoro che nella vita privata. Ultimamente le  applicazioni si sono moltiplicate, fino a semplificare, soprattutto per i più “smanettoni” di noi, alcune macchine o procedure che ogni giorno vengono sostituite dal computer, perché è “lui” che ormai gestisce tutto.
E’ il caso della nuova stagione che sta vivendo la radiofonia. Infatti con i nuovi sistemi è possibile gestire
una stazione radio con un personal computer e la linea adsl.
Abbiamo rivolto alcune domande al direttore di Quanta Radio, il presidente dell’Associazione Culturale Jaisha, Antonio Persia, e al vice-direttore, Fabio D’Orazi.

D: Come nasce la vostra esperienza?
R: L’idea di Quanta Radio nasce intorno al febbraio del 2009, ma inizia le trasmissioni il 22 marzo 2010. E’ diretta espressione dell’Associazione Culturale Jaisha di Roma ed è una radio generalista di tipo comunitario. E’ ovvio che chi ha abbracciato questa avventura crede nella comunicazione e nella libera circolazione delle idee, anche in relazione ad un bisogno di resistenza all’informazione pilotata dei media nazionali.

D: Cosa trasmettete?
R: Quanta Radio promuove la musica emergente e tutte le forme d’arte e gli eventi culturali poco conosciuti che non trovano spazio sui media tradizionali.

D: Come vi finanziate?
R: Quanta Radio è auto-finanziata e vive grazie al contributo volontario dei suoi collaboratori, ma è aperta, come statuto associativo, a donazioni e finanziamenti pubblici, ove disponibili.

D: Vi occupate di politica?
R: Quanta Radio partecipa a pieno titolo al dibattito politico, pur non appartenendo ad alcun partito, e si occupa, in attesa di gestire una testata giornalistica, di informazione, diritti, denuncia, dibattito culturale, satira e divertimento, quando questi ultimi contribuiscano alla crescita etica e legalitaria del nostro Paese. Quanta Radio ama quest’Italia disgraziata ma crede fermamente nel dissenso quando la politica devia (purtroppo molto spesso) dal nostro dettato costituzionale. Anzi, lanciamo un appello: chi condividesse i nostri principi e volesse partecipare è sicuramente il benvenuto.

D: Cosa bisogna fare per ascoltarvi?
R: L’operazione è molto semplice: scrivere su Google le parole “quanta radio”, cliccare sull’indirizzo www.quantaradio.it e il gioco è fatto, infatti appena visualizzata la pagina la radio si sente subito. Altrimenti si può cliccare sul lettore preferito, già presente.

D: Trasmettete in diretta?
R: Si, parecchie ore della nostra programmazione sono in diretta. Troverete sul nostro sito www.quantaradio. it il palinsesto completo con le trasmissioni in diretta e quelle in differita.
QUANTA RADIO è un marchio dell’Associazione Culturale “Jaisha” di Roma.
MULTIMEDIA CONTENT PROVIDER
Indirizzo:
Via Francesco Belloni, 46 – 00147 – Roma
Tel: (+39) 065132341 \ (+39) 065132341 \ Fax: (+39) 0699700148
Cell: (+39) 3933914229
Web: www.quantaradio.itn

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Nasce “Il Giardino ideale” centro di aggregazione giovanile

A Via Ignazio Guidi, alle spalle di Piazza dei Navigatori

Nasce “Il Giardino ideale” centro di aggregazione giovanile

La partecipazione dell’Associazione culturale Cara Garbatella

Mercoledì 3 novembre presso la sua sede di Via Ignazio Guidi, alle spalle di Piazza dei Navigatori, si è tenuta l’inaugurazione del centro di aggregazione giovanile “Il Giardino ideale”. All’affollata cerimonia erano presenti l’assessore alle Politiche sociali della Provincia, Claudio Cecchini, il consigliere Gianluca Peciola, il presidente del Municipio XI Andrea Catarci, l’assessore alle Politiche sociali Andrea Beccari ed i presidenti della associazioni che garantiranno la gestione del centro, Annalisa Scepi, per la Cooperativa sociale Obiettivo Uomo, Alessandro Reali, per l’Associazione 180Amici, Andrea Cavallieri per Annarella e Francesca Vitalini per l’Associazione Culturale Cara Garbatella. “Il Giardino ideale” è un progetto promosso dalla Provincia di Roma, il cui scopo è quello di promuovere iniziative culturali finalizzate all’aggregazione sociale tra i giovani ed al contrasto dell’emarginazione.
Al progetto ha partecipato anche l’Associazione Cara Garbatella che per la prima volta si è coinvolta in una iniziativa di ampio respiro culturale, dopo essersi cimentata in campo pubblicistico, di organizzazione di eventi culturali, musicali ed editoriali (tra l’altro il nostro giornale ne è una diretta filiazione). Cara Garbatella si propone come responsabile di alcune iniziative di rilievo tra cui la pubblicazione di audiovisivi sulle attività che si terranno nel centro e di alcuni convegni sui temi dell’aggregazione sociale e del contrasto all’emarginazione. Per spiegare i motivi della partecipazione di Cara Garbatella al progetto, abbiamo interrogato Francesca Vitalini: “E’ il nostro primo vero grande impegno su un territorio nuovo, oltre a continuare le nostre iniziative istituzionali. Il nostro obiettivo nel progetto è quello di garantire il costante aggiornamento sugli eventi, sulle manifestazioni e sugli appuntamenti di maggior rilievo in programma nel centro, partecipando attivamente alla realizzazione di laboratori e corsi, pensando al centro come a uno spazio di comunicazione, ad un ‘luogo telematico’, nel quale l’autonomia di ogni associazione si rimette in gioco per poter costantemente dialogare e collaborare.
In  una prospettiva nella quale diventa fondamentale una positiva ed efficace interlocuzione con le istituzioni, prima fra tutte la Provincia, che ha agevolato l’apertura del centro, ed il Municipio Roma XI, col quale intendiamo collaborare in modo quasi quotidiano, ma anche con le rappresentanze del quartiere ed in particolare con quanti in qualche modo sono già occupati nel sociale”. E il Presidente del Municipio Andrea Catarci: “Si tratta di un progetto innovativo, frutto della collaborazione tra la Provincia, che fornisce il sostegno economico, ed il Municipio XI, che svilupperà iniziative culturali per i giovanissimi e per gli adolescenti disabili, al fine di contrastarne il disagio e l’emarginazione, favorendone sviluppo e capacità di autonomia.
Nello stesso senso le affermazioni dell’Assessore alle Politiche sociali del Municipio, Andrea Beccari: “Il Centro, con le sue iniziative culturali, intende fornire un contributo significativo alla rete dei servizi municipali a sostegno dei giovani, dei giovanissimi e dei loro nuclei familiari, promuovendo la partecipazione sociale senza tralasciare l’aspetto formativo.
Per tale motivo, nel ‘Giardino ideale’ abbiamo previsto di organizzare corsi di lingua, di musica, di informatica, laboratori teatrali, di musicoterapia e laboratori multimediali”.

Nel centro vengono proposti i seguenti laboratori gratuiti

Musicalità: Percorso musicale alternativo per chi è totalmente a digiuno di musica e vuole avvicinarsi a questa divertendosi e giocando
Musicoterapia: Esperienza di comunicazione musicale per scoprirsi e scoprire l’altro
Fotogiornalismo:Per acquisire tecniche di interviste e fotografa per la produzione di un elaborato sulla storia del quartiere.
Audiovisivo: Messa in scena e registrazione video di una storia di e per ragazzi
Teatroterapia: Composizione di uno spazio e interattivo di una drammaturgia ispirata ad un testo teatrale

CORSI E LABORATORI SUL TERRITORIO a pagamento:

LUNEDI:19,15-20,15 G-MUSIC ginnastica (Francesca Blai)
MARTEDI:18,30-20,00 MUSICA PIANOFORTE (Monica Palmieri)
MERCOLEDI:15,00-16,00 SCRITTURA CREATIVA E MULTIMEDIALE (Beatrice Fieschi) – 16,00-17,30 INFORMATICA – 17,30-19,00 LABORATORIO TEATRALE (Cristina Colonnetti) – 19,00-20,30 INFORMATICA AVANZATA
GIOVEDI:15,00-16,30 SCUOLA CALCIO “TORNEO COPPA DEL
SORRISO” presso il campo sportivo dei Vigili Urbani Lungotevere Dante, 311 (allenatore Antonio Petruzzelli) – 16,30-18,00 LABORATORIO CREATIVO
“Mani in Pasta” per minori (Chiara Ciarrocchi) – 17,00-18,00 INGLESE – 19,00-20,00 DANZE POPOLARI (Daniele Evangelista)
VENERDI:16,00-17,30 PITTURA EMOZIONALE (Angela Scappattici) 18,30-20,00 SCACCHI
SABATO: 10,00-12,00 MUSICA PIANOFORTE (Monica Palmieri)

INCONTRO DI SOSTEGNO ALLA GENITORIALITA’ sportello di ascolto, mercoledi 17,00 – 19,00 dott. Giuseppe Itri 35 euro ogni 4 incontri

FACCIAMO I COMPITI INSIEME: Insegnanti a disposizione degli studenti per due ore, due volte a settimana, 50 euro mensili

VIA IGNAZIO GUIDI,92
3289585774 www.ilgiardinoideale.splinder.com
centroilgiardinoideale@gmail.com

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Venite a vedere il mio presepe

Venite a vedere il mio presepe

di Tiziana Petrini

Arrivano le festività natalizie e come tutti gli anni il nostro “presepista” di quartiere si accinge a preparare un nuovo presepe per l’anno 2010. Sulla base del presepe dello scorso anno aggiungendo personaggi, sassi, statuine, corteccia, legnetti, acqua ed altri materiali comuni realizzerà la sua complessa opera dedicata alla ricorrenza del Natale. Il presepe di quest’anno sarà caratterizzato dalla presenza di bancarelle, mercatini e artigiani.
Con l’esperienza sviluppata negli ultimi anni è riuscito a trovare le giuste proporzioni, e attraverso scorci particolari e pittoreschi saprà emozionare grandi e piccini .
Il presepe sarà allestito dal 23 dicembre 2010 al 31 gennaio 2011 presso la sua abitazione dove sarà lieto di ricevere tutti i visitatori interessati all’arte. Via Prospero Alpino 62. Orari da concordare telefonando ai numeri 065747669 cell.3298875546.

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Il presepe meccanico Pica alla Circonvallazione

Il presepe meccanico Pica alla Circonvallazione

di Antonella Di Grazia

E’ una tradizione tutta italiana quella del presepe, che proviene dalla tradizione etrusca e latina. Per la precisione dal culto dei larii, gli antenati che vegliavano sul buon andamento della famiglia. La loro epifania avveniva tramite una statuetta di terracotta che in occasione della festa del Sol Invictus, celebrata tra il 21 ed il 27 di dicembre, i parenti si scambiavano assieme a dei doni, i sigilla, a memoria dei familiari defunti. In questa occasione il compito dei bambini era quello di lucidare le statuette e disporle, secondo la loro fantasia, in un piccolo recinto nel quale si rappresentava un ambiente bucolico in miniatura. In epoca più vicina alla nostra, è stato San Francesco d’Assisi che nel 1223 ha realizzato a Greccio la prima rappresentazione figurata della Natività.Presepe Meccanico Pica
Nell’accezione cristiana, presepe significa mangiatoia e indica la greppia, nella quale, come è raccontato nel Vangelo di Luca, fu collocato il Bambino Gesù alla sua nascita.
Anche quest’anno, rinverdendo la tradizione, la Parrocchia di Santa Galla sta organizzando l’allestimento del presepe artigianale, che sarà collocato nei locali dell’oratorio, adiacenti al Teatro “In Portico”. Il presepe, è stato realizzato interamente dal mastro artigiano Dante Pica. Per questa opera, il maestro Pica è stato insignito quest’anno del rinomato “Premio Fantasia di Garbatella”, dedicato dall’Associazione Culturale “Il Tempo Ritrovato” proprio al prezioso lavoro di artigianato per il presepe meccanico, che riesce a far rivivere, in modo gioioso, gli antichi e gli attuali mestieri. L’opera, sarà visitabile liberamente secondo il seguente calendario: a partire dall’8 dicembre, tutti i sabati e le domeniche del mese inclusi i giorni di Natale e di Santo Stefano, la mattina tra le ore 11,30 e le 13 e il pomeriggio tra le 15 e le 19.
A partire dal 24 dicembre e fino al 6 gennaio il presepe rimarrà visitabile nei giorni festivi secondo gli orari precedentemente indicati e nei giorni feriali tra le 15 e le 19.

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Un racconto natalizio della scrittrice Maria Jatosti

Un racconto natalizio della scrittrice Maria JatostiMaria Iatosti

 

Anche quest’anno, come per i precedenti Natale, la scrittrice e poeta Maria Jatosti, nostra concittadina per tutti gli anni della sua giovinezza, ha accolto il nostro invito di dedicare ai piccoli lettori di Cara Garbatella un racconto scritto appositamente per loro. Il ricordo del quartiere ha ispirato molti dei suoi scritti, a partire dal primo romanzo, “Il confinato”, dedicato al padre, maestro elementare, spedito al confino per il suo antifascismo.
A breve uscirà un nuovo romanzo, che andrà ad aggiungersi alla sua già ampia produzione: “Tutto d’un fiato”, “Matrioska”, un libro di filastrocche per bambini, testi teatrali e molte raccolte di poesie. Apprezzata traduttrice di opere straniere, è molto impegnata nell’organizzazione di manifestazioni culturali. (C.B.)

Giovannino e il sogno di Natale

– Sveglia, Giovannino. È tardi.  Lei era già pronta per andare al lavoro e quel figliolo lì non voleva saperne di alzarsi dal letto. E poi, lavarsi, vestirsi, fare colazione, aiutarla a mettere un po’ di ordine nella stanza… Aveva voglia a predicare lei: Diglielo anche tu a tuo figlio di imparare a essere più ordinato, guarda che disastro…
– Giovannino, Giovannino, fai il bravo, aiuta la mamma, – mugugnava il padre senza alzare gli occhi dal piatto, con quella voce stanca e un po’ arrochita dalla bronchite cronica.
– Allora che cos’hai stamattina? Non starai mica male? Fammi sentire.
Al contatto gelido della mano Giovannino ebbe un brivido.Maria Iatosti
– Macché, macché, sei fresco come una rosa. La tua malattia è la pigrizia. Su, sbrigati. C’è il latte caldo sul tavolo. Io devo andare. Giovannino trasse un profondo respiro. Che aveva la mamma da agitarsi tanto, da muovere il freddo attorno a sé? pensò vagamente. Per lui era notte e si stava così bene al calduccio, con le ginocchia fino al mento, la testa sepolta sotto il piumone nuovo nuovo che odorava ancora di negozio. Farfugliò qualcosa, si girò sull’altro fianco e ripiombò nell’ovatta nera del sonno. Lassù, nel grande spazio c’era il suo sogno, oscillava come un aquilone al vento di primavera. Giovannino doveva solo tendere la mano, riprendere il filo, avvolgerne il capo al dito, una due volte perché non gli sfuggisse, non si perdesse fra le nuvole.
Ecco, ce l’aveva, ben saldo. Giovannino esitò un attimo ascoltando il silenzio, poi si mise a correre. La strada era lunga lunga: non si vedeva la fine, ma lui sapeva che al fondo c’erano qualcuno ad aspettarlo. Non sapeva chi. Lo chiamavano, lo incitavano, Giovannino Giovannino, ma la strada si allungava davanti ai suoi piedi leggeri e lui correva. Doveva raggiungere quelle voci, trovare la radura, il grande prato verde con il grande albero al centro fitto di foglie da dove si levava il canto stridulo e acuto di mille uccelli colorati venuti da tanto lontano. Indicandogli la cima alta e buia il suo babbo gli aveva spiegato un giorno che quella specie estranea aveva fatto un viaggio lunghissimo e estenuante affrontando fatica e pericoli d’ogni sorta per arrivare fino alla loro città e annidarsi negli alberi più alti della villa. Molti non ce l’avevano fatta: o erano tornati indietro o erano morti per via. I superstiti se ne stavano tutti ammucchiati insieme e quando vedevano che in giro c’erano più bambini e più vecchi e tante mamme coi bebè, per farsi sentire cominciavano a gracchiare e sbattere le ali contro i rami, da creare un gran concerto insieme al fruscio delle foglie. Quel canto per Giovannino aveva odore di zucchero filato, aveva il ritmo dei racconti del babbo e il calore della sua mano. Il babbo di Giovannino aveva le mani morbide e lisce, senza bisogno della crema che la mamma si metteva qualche volta dopo aver lavato i piatti. Perché il babbo, prima di essere licenziato, aveva sempre fatto un lavoro di quelli dove stai seduto e non ti vengono i calli e non ti sporchi, non come lo zio Francesco che quando staccava e veniva dritto dritto a trovarli e lo prendeva in braccio, puzzava di sudore e di unto.
Giovannino stringeva il filo del suo sogno e correva. Volava. Gli piaceva pensare di avere le ali ai piedi come certe figure che erano sul libro di storie mitologiche che il babbo gli leggeva prima di dormire. Spingeva lo sguardo, ma i suoi occhi non vedevano la fine della corsa. Gli altri, giù nella valle, continuavano a intonare il suo nome: Giovannino! Giovannino! come una canzone. L’eco di quei richiami gli turbinava nelle orecchie insieme al sibilo leggero del vento. Corri, corri, Giovannino, corri, cantava l’eco. E lui correva senza peso, senza affanno. Non importava quando, ma sarebbe arrivato, lo sapeva. Non c’era Fretta. Nel sogno non c’è il Tempo: Tardi. Presto. Domani. Sabato. Lunedì. Presente. Passato. Futuro. Sempre. Mai… Parole, suoni
forse esistenti in qualche luogo, qualche dimensione, e forse no.
Giovannino non poteva spiegarsi di dove venisse quella sottile sensazione, come di qualcosa o qualcuno che gli vellicasse i ricordi in cerca di un’immagine, un concetto distinto come una figura geometrica: un triangolo, un cerchio, un trapezio. Trapezio… Una figura luccicante di lustrini che si lancia nello spazio con le mani tese a incontrare nel vuoto altre mani, una piroetta, un salto, il cuore in gola, il respiro trattenuto, poi il boato della folla, il rombo dei piedi battuti sul legno della gradinata.
Giovannino che vola con le ali alle caviglie, ed ecco, nella testa affiorare un ricordo: le dita appiccicose di gelato, il duro della panca sotto il sedere, la calca che stringe, che urla, che ride, le capriole dei clown, le luci, la musica, l’odore di segatura e di letame… e poi subito un altro: l’albero illuminato coi regali attorno da scartare, la letterina sotto il tovagliolo.
La lunga notte dell’attesa… Giovannino! Giovannino! E a un tratto eccolo il grande prato. Grande e smagliante di colori. Fiori, pensa Giovannino con gli occhi immensi di stupore. Di questa stagione.
Con la pioggia e la neve e la tramontana e il terremoto… Non fiori, Giovannino, guarda, guarda. Bambini sono, bambini come te. È un vecchio che ha parlato. Accovacciato sotto il grande albero dei pappagalli venuti da lontano tiene sulle ginocchia uno strumento e lo fa andare girando una manovella. Il suono è stridulo, gracchiante, si confonde con quello degli uccelli nascosti nel fogliame. I bambini circondano Giovannino, festosi e colorati come una ghirlanda: neri gialli rossi azzurri verdi. Lo prendono per mano e girano girano attorno all’albero, attorno al vecchio che suona con la testa china sullo strumento, senza volto.
Giovannino ha perduto l’aquilone: s’è impigliato lassù tra i rami e poi, con uno strappo, è volato più in alto. Sembra una nuvola che si sfiocca e si  allunga all’orizzonte. Giovannino è felice. Gira gira girotondo…
– Giovannino! Giovannino! Ancora a letto! Alzati pigrone. Guarda che anche se sei in vacanza, abbiamo tante cose da fare. Il tempo vola. Natale è vicino.
– Natale?
Natale, Natale. Vieni, aiutami, dobbiamo addobbare l’albero.
– L’albero?
– Dai Giovannino, dove hai la mente? Svegliati! Lo sai che in piazza è arrivato il Circo? Dicono che quest’anno sarà un po’ più piccolo, un po’ più povero. Mah!… Su, vestiti, andiamo a vedere.
– Il circo…
– Certo, come tutti i Natali. Di che ti meravigli? Muoviti, Giovannino… Sbrigati.
– Volo, mamma.
– Eh, Giovannino, Giovannino. Sempre con la testa fra le nuvole.Chissà a cosa pensavi.
– Sognavo, mamma, sognavo.
Natale 2010.

 

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Orlando Lombardi quindici anni dopo

 

 

Orlando Lombardi quindici anni dopoOrlando Lombardi con Enrico Berlinguer alla Villetta

Quindici anni fa la Garbatella popolare perdeva un figlio benemerito, l’ex partigiano Orlando Lombardi. Aveva 70 anni. Originario di una famiglia operaia, fin da giovanissimo era stato lui stesso operaio all’Ottica Meccanica. L’8 settembre del ’43, all’annuncio dell’armistizio, insieme al fratello maggiore Giuseppe, scelse la strada della clandestinità. Aveva poco più che 18 anni. Svolse la sua attività nei Gap romani e nelle Marche. Alla vigilia della liberazione di Roma, occupò con altri partigiani l’ex casa del fascio di Via Passino, la Villetta, che divenne da quel giorno la sede dei comunisti del quartiere. L’impegno sociale e politico di Lombardi non venne mai meno. Licenziato dal lavoro per rappresaglia, fece parte della vigilanza del Pci e successivamente fu assunto come operaio presso la Camera dei deputati. Dirigente per moltissimi anni della sezione del Pci della Garbatella, non rivestì mai cariche istituzionali.
Nel quartiere  era particolarmente amato per le lotte sociali e civili che aveva condotto. Nel 1991, al momento dello scioglimento del Pci, non volle confluire nel Pds, ma scelse Rifondazione comunista, allora diretta da Garavini. La Villetta, oggi sede di due circoli di Sinistra Ecologia e Libertà, fu spartita tra il Pds al piano terra e al primo piano Rifondazione, la cui sezione dopo la morte di Orlando fu dedicata al suo nome. I funerali di Lombardi furono celebrati unitariamente alla Villetta, la casa del popolo che per tanti anni era stata la sede della sua instancabile attività. (C.B.)

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La protesta degli studenti del Socrate Anche nel nostro quartiere in agitazione contro il Decreto Gelmini

 

La protesta degli studenti del Socrate

Anche nel nostro quartiere in agitazione contro il Decreto Gelmini

Il 25 novembre studenti e studentesse del Liceo classico Socrate hanno occupato l’istituto, nell’ambito della protesta contro il disegno di legge Gelmini che ha coinvolto la stragrande maggioranza delle scuole romane e italiane. In un comunicato gli studenti dichiarano di rifiutare le politiche governative rivolte a Scuola, Lavoro e Cultura.
“Siamo per la scuola pubblica accessibile a tutti – si legge nel comunicato – dove non siano solo i più ricchi e i raccomandati ad andare avanti e dove si dia libero spazio alle nostre iniziative”. Si sottolinea inoltre come il precariato diminuisca la tutela del lavoratore. “La disoccupazione giovanile è al 27% e lo studente, uscito dalla scuola superiore, non ha possibilità di lavoro davanti a sé”.
E’ nostro obbiettivo – si conclude – sensibilizzare gli studenti e l’intero quartiere perché si acuisca una maggiore coscienza della situazione attuale.

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Un attacco ai consultori Reagiscono le donne

Un attacco ai consultori
Reagiscono le donne

Contro la proposta di Legge regionale dell’on.Tarzia

di Luciana Abate

Giovedì 25 ottobre, giornata mondiale contro la violenza sulle donne, il piazzale di fianco alla sede della Regione Lazio era affollato di donne giovani, meno giovani e non più giovani, che, con vistosi ciuffi di prezzemolo su petti, giacconi, cappotti e cartelli, lanciavano un duro NO alla proposta Tarzia sui consultori familiari, percepita come vera e propria violenza istituzionale contro le donne.
Le più arrabbiate erano quelle come Elisabetta, Loreta, Wanda, Gabriella, Leandra ed altre donne della Garbatella, che si erano barricate nella sala consiliare della Circoscrizione, trascorrendovi notti insonni per ottenere la prima sede di un consultorio territoriale, dopo la legge istitutiva n. 405 del 19’75 e quella regionale n.15 del ’76.
L’on. Olimpia Tarzia, già nel 2005, aveva provato a proporre un “rilancio del ruolo dei consultori familiari” alla luce dei cambiamenti presenti nella società, ma le donne si erano coralmente sollevate con un sonoro “giù le mani dai consultori” che deve aver creato qualche turbamento allo Storace di allora, pronto a ricandidarsi per la presidenza alla Regione Lazio. Così non se ne fece nulla.
Fu il centrosinistra a vincere le elezioni di allora, con Marrazzo, e a perderle di recente come ben si sa.
Inesorabile, con il rientro alla Regione del centrodestra, arriva la nuova “Proposta di legge regionale sui consultori” n. 21 del 26 maggio 2010, con prima firmataria Olimpia Tarzia, seconda firmataria Isabella Rauti, cui seguono altre 37 firme: l’oggetto è “Riforma e riqualificazione dei consultori familiari.”
La Consulta dei Consultori familiari di Roma si riunisce ed elabora un’attenta analisi della proposta Tarzia rilevandone aspetti positivi, pochi e sempre con riserva, e punti di criticità, numerosissimi. Per esempio, vi si riconosce la famiglia come soggetto politico, ma solo “la famiglia naturale fondata sul matrimonio” escludendo tutte le altre forme di famiglie che sono ormai realtà consolidata, o che aspirano ad esserlo. La Consulta stessa, dopo le assemblee pubbliche che si sono svolte in molti luoghi della città , dà vita a un’ Assemblea permanente delle donne contro la proposta Tarzia, presso la Casa Internazionale delle Donne.
Viene lanciato un appello ed una raccolta di firme per chiedere il ritiro della proposta Tarzia e per un impegno della Giunta e del Consiglio regionale ad adoperarsi per il rafforzamento degli attuali consultori e per la piena attuazione della legge in vigore.
Donne singole e gruppi di donne del variegato mondo dell’ associazionismo aderiscono all’iniziativa e si sollevano contro la proposta Tarzia che determina la cancellazione di “un patrimonio pubblico frutto di lotte e di conquiste sociali e civili delle donne”, negandone l’autodeterminazione e la responsabilità personale; che sposta ingenti risorse economiche a favore di soggetti privati che si propongono obiettivi diversi da quelli di una struttura pubblica che si rivolge a tutte/i nel rispetto delle sensibilità singole.
In concreto si chiede che i Consultori possano continuare ad essere un punto di riferimento per le donne italiane e per le nuove cittadine provenienti dai mondi delle migrazioni: per le loro famiglie; per il sostegno alla genitorialità; per consulenze psicologiche con sostegno psicoterapeutico individuale e di coppia , ma anche rivolto alla fascia adolescenziale.
Che possano avere risorse adeguate per poterlo fare bene: risorse economiche, di personale formato, di strutture predisposte ad accogliere (1 consultorio ogni 20.000 abitanti). Che si confermi il carattere di struttura pubblica dei consultori e del loro personale, ed il carattere di laicità a garanzia del rispetto delle diversità culturali e delle diverse sensibilità. Che non venga abrogata la Legge regionale 15 del ”76.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 7 – Dicembre 2010

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