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Tag: vita comune e storia locale

In ricordo di Piero Bruno

Piero Bruno

In ricordo di Piero Bruno

Il 23 novembre scorso ricorreva il 35° anniversario della morte dello studente dell’Armellini Piero Bruno, militante di Lotta Continua, ucciso dalle forze dell’ordine durante una manifestazione a sostegno della lotta del popolo angolano. Aveva 18 anni. Per ricordare quella uccisione, rimasta impunita, una corona è stata deposta in Via Passino presso la lapide a lui dedicata.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 7 – Dicembre 2010

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Nonna Garbatella ci ha lasciato

Nonna Garbatella ci ha lasciato

 

E’ stato l’undici novembre appena passato che Marcella Sabbadini, classe 1917, ha salutato tutti, la famiglia, gli amici e tutto il quartiere, per l’ultima volta, lasciando una vita di ricordi in chi l’ha conosciuta. La nonna Garbatella di tante ragazze e ragazzi, ormai  adulti, cui cuciva (era questa la sua specialità) una maschera di carnevale, una gonna di jeans, un orlo o una chiusura lampo e, perché no, anche grandi, grandissime bandiere della Roma, la sua squadra del cuore; aiutava nei compiti gli studenti che rimanevano indietro, faceva regali a tutti senza volere nulla in cambio, perché questo era il modo con cui ha sempre dimostrato la sua bontà di donna generosa, creativa ed operosa, ma anche schietta e determinata, sempre dalla parte dei più deboli e bisognosi, non facendo mai segreto delle sue idee di sinistra che metteva in pratica ogni giorno della sua vita offrendo solidarietà e attenzione per il prossimo.
Tutti la ricordiamo con affetto.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 7 – Dicembre 2010

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Ater: disordine nei servizi Protestano gli inquilini

Ater: disordine nei servizi
Protestano gli inquilini

In attesa che la Regione nomini la nuova dirigenza

di Paola Angelucci
Consigliera, capogruppo SEL del Municipio Roma XI

E’ da mesi che l’ATER, l’azienda territoriale per l’edilizia residenziale pubblica, proprietaria di quasi la totalità delle case della Garbatella storica, non ha più una guida. L’ATER è un’azienda regionale il cui presidente e Consiglio d’amministrazione dipendono dalla Regione Lazio che, dall’elezione della Giunta di centro-destra, ancora oggi non ha provveduto a scegliere la nuova dirigenza. Tutte le ATER del Lazio sono state commissariate ed anche quella di Roma ha subito la stessa sorte. Infatti il vecchio presidente Petrucci e relativo CdA non sono più in carica. Al loro posto è stata nominata commissario straordinario la dott.ssa Stefania Graziosi, già dirigente ATER, ovviamente in via provvisoria fino alla nomina del nuovo gruppo dirigente. La dott.ssa Graziosi ha cominciato a trasferire personale dagli uffici centrali a quelli delle zone territoriali per rafforzarne l’operato, ma questi trasferimenti sono stati imposti d’imperio, senza ascoltare gli impiegati, creando malcontento e trasformando, così, un’azione di per sé buona, in una situazione di malessere tra i dipendenti che si ripercuote negativamente sui servizi all’utenza.
Comunque, entro questo mese, e qui il condizionale è d’obbligo, dovrebbe uscire il bando con cui la Presidente della Regione Lazio dovrà scegliere: praticamente una gara in cui i “papabili” presentano i loro requisiti e tra i più titolati per curriculum, competenza e professionalità saranno scelti presidente e relativo CdA. Questa sarebbe, anzi deve essere, la prassi corretta da seguire per le nomine, augurandoci che siano le migliori possibili, all’altezza del loro compito.
In questi mesi di latitanza apicale, gli inquilini ATER hanno ricevuto sempre meno risposte ai loro quesiti, alle loro esigenze e difficoltà. Gli uffici di zona sembrano
diventati bunker inespugnabili ai quali i cittadini non possono più accedere, fatta eccezione per quei pochi appuntamenti elargiti con il contagocce.
In particolare le cittadine ed i cittadini della Garbatella subiscono dalla V Zona, non solo in questo periodo ma ormai da troppo tempo, lungaggini e inadempienze nella risoluzione di problemi burocratici ed amministrativi: volture di contratti ferme da anni, riduzioni dei canoni di locazione per gli aventi diritto non applicate, richieste di manutenzione non soddisfatte, solo per fare gli esempi più frequenti.
Un caso eclatante che sta scoppiando nel quartiere è quello della richiesta, al momento del rinnovo del contratto, di nuovi affitti per cantine e soffitte regolarmente assegnate ai locatari, aumentati del quattrocento per cento: per piccoli spazi di pochi metri quadrati ricavati spesso dai locali dei vecchi cassoni dell’acqua ormai smantellati o in sottoscale umide e spesso inagibili, restaurati e bonificati dagli inquilini stessi a proprie spese, si passa da un costo di quaranta euro circa a duecento euro al mese, perché considerati un lusso! Paradossalmente tanti inquilini pagherebbero così molto di più per la cantina che per la casa.
Ancora una volta ci ritroviamo a indignarci e a denunciare quanto l’ATER sia sempre pronta e solerte a esigere la giusta legalità e correttezza applicando tutte le leggi e leggine dell’ultima ora, senza ascoltare, e senza dare l’altrettanto giusta attenzione, comprensione e rispetto per gli inquilini.
Per quanto riguarda le vendite delle case, dopo una lunga stasi queste riprendono secondo i piani stabiliti in precedenza.

Sportello Politiche abitative /ATER
La Villetta – Via F. Passino, 26
06 5136557 – 339 3959674

 

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 7 – Dicembre 2010

 

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Il teatro Ambra alla Garbatella

Il teatro Ambra alla GarbatellaTeatro Ambra

 

Corrado, Sabina e Caterina Guzzanti, Serena Dandini, Nicola Piovani, Francesca Reggiani, Neri Marcorè, tra gli altri: il gruppo del vecchio Ambra Jovinelli trasloca alla Garbatella. La nuova sala da 250 è stata inaugurata la mattina dell’8 dicembre con i bambini di Alice nella Città, in piazza Giovanni da Triora. Guidato da Valerio  Terenzio, l’Ambra teatro alla Garbatella promette numerosi eventi. Sono annunciati anche Valerio Mastandrea, Fiorella Mannoia, Carlotta Natoli, il progetto Letture a cura di Lele Marchitelli, ed Elio Germano con Le Bestie Rare.
“Il giorno prima dell’inizio del mondo” è il primo spettacolo che è stato in scena mercoledì 8 dicembre a cura di Scarlattine Teatro/Luna e Gnac con il contributo della Provincia; nelle mattinate dall’8 al 12 dicembre l’Ambra teatro alla Garbatella è stato aperto gratuitamente a scuole e famiglie.
“È una grande occasione – dice Andrea Catarci, presidente del municipio XI – anche per gli artisti che respireranno il protagonismo di tante realtà del nostro quartiere. Sarà davvero una piacevole contaminazione”.

 

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 7 – Dicembre 2010

 

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Il mercato infinito di Via Passino. Forse un altro a Piazza da Verrazzano

Mancano risposte certe da parte dell’Amministrazione centrale

Il mercato infinito di Via Passino. Forse un altro a Piazza da Verrazzano

Facciamo il punto col presidente del Municipio Andrea Catarci

Procede, in modo estremamente complesso, l’opera di recupero del Mercato coperto di Via Passino. L’intervento, nel corso degli anni, è stato modificato più volte, per adeguare le fondamenta alle normative antisismiche. Inevitabilmente si sono esaurite, durante i lavori dell’anno 2008, le originarie risorse economiche disponibili. Dopo una forzata prolungata interruzione, finalmente, all’inizio del mese di luglio, sono ripresi i lavori. I tempi previsti per l’ultimazione sono stati stimati in sei mesi e si dovrebbero concludere nel corrente mese di dicembre.
Per fare il punto della situazione abbiamo incontrato il presidente del Municipio Roma XI, Andrea Catarci: “Abbiamo pazientato, intendo i cittadini e gli operatori in primis e noi come amministratori, per oltre sette anni, è arrivato il momento di tirare le somme. Per avere una visione aderente alla realtà dei fatti e per dare ai lettori una visione d’assieme di quale sia la complessità della situazione, ritengo necessario trattare in modo distinto i lavori e i rapporti con gli operatori”, esordisce il Presidente. “I lavori sembrerebbero procedere a buon ritmo, perlomeno questa è l’idea che se ne ha vedendo il manufatto dall’esterno.
In realtà, un sopralluogo effettuato dai tecnici dei nostri uffici alla fine del mese di settembre ha rilevato delle carenze strutturali legate all’impianto elettrico, agli ascensori e ai magazzini di stoccaggio merci. Carenze nella struttura che sembrerebbero essere confermate anche da voci ufficiose vicine alla ditta che sta effettuando i lavori. Ci aspettiamo, ovviamente, che nel momento in cui il mercato ci sarà riconsegnato, non ci siano problemi di sorta; ci aspettiamo cioè che la riqualificazione sia completa e non a metà, a meno che l’Amministrazione centrale, resasi conto del fatto che non riesce a completare i lavori, non ritenga che sia il caso di affidarli direttamente al Municipio, predisponendo al contempo un adeguato stanziamento tale da permetterci di terminarli.
In mancanza di questa condizione -continua Catarci – non considereremo concluso l’iter dei lavori, con conseguenze ad oggi imprevedibili. C’è da dire che, ad una nostra richiesta scritta nella quale chiedevamo lumi al Dipartimento per ciò che riguarda lo stato di avanzamento dei lavori, non è ancora giunta risposta alcuna”. Catarci prosegue: “Per quanto riguarda i rapporti con gli operatori del mercato, fermo restando la nostra chiarissima intenzione di restituire l’area del Mercato coperto alla sua vocazione commerciale (con gli operatori del mercato siamo stati chiari sin dall’inizio di questo percorso che prevedeva al termine dei lavori il loro reintegro negli spazi di Via Passino), per venire incontro alle richieste di alcuni di loro che, dopo anni di lavoro in Via di Santa Galla, sono spaventati dall’idea di dover stravolgere nuovamente una rete commerciale costruita a fatica, abbiamo concordato di proporre al Dipartimento l’uso dell’area di servizio sita di fronte a Piazza Giovanni da Terrazzano, dopo la sua trasformazione di parte del parcheggio in plateatico. Anche in questo caso c’è da sottolineare, semmai ce ne fosse bisogno, la reticenza nel rispondere da parte della Amministrazione centrale, di assumere cioè una presa di posizione che ci permetta di capire se c’è la volontà, da parte della Giunta Comunale, di voler predisporre uno stanziamento di bilancio tale da coprire le spese di realizzazione di un nuovo mercato. E’ secondo ma il caso di ribadire – prosegue – che questa proposta, legata all’individuazione dell’area di Piazza da Verrazzano, è stata partorita unitariamente dal Municipio XI. Si tratta del riuso di un’area privilegiata, nell’intersezione di un perimetro che sarà da un lato quello di Campidoglio 2 e l’albergo di Fuksas e dell’altro delle nuove urbanizzazioni di Via Palos. Proprio per questo ho in mente un nuovo assetto mercantile, costruito con un’immagine che non potrà più essere quella dei vecchi manufatti per la vendita come quelli impiantati oggi in Via di Santa Galla ma più vicini al nuovo assetto estetico della zona. E’ chiaro che, se sarà costituito questo nuovo mercato e se i suoi tempi di realizzazione non saranno dilatati a dismisura, sarebbe ovvia l’inutilità di un doppio spostamento e sarebbe cura del Municipio fare in modo che l’attuale situazione di Via di Santa Galla sia congelata sino alla realizzazione della nuova struttura, ferme restando le nostre prerogative e le garanzie dovute da parte del Comune”.
Catarci conclude: “Presupponendo quindi che alla fine si avranno due mercati, penso a quello di Via Passino popolato da un nucleo di operatori dedicati alla vendita tradizionale col quale far coesistere una rete di servizi ed una serie di venditori più vicini alle sensibilità del mercato equo solidale. Un’area cioè di vendita variegata che potrà offrire sia prodotti classici che quelli legati alle produzioni ONG ed all’altro mercato”.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 7 – Dicembre 2010

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Prendetevi cura dei vostri nonni


Prendetevi cura dei vostri nonni

Due anni fa, di questi giorni, moriva la mia amata nonna Marisa Sardella, un personaggio ben noto nel mercato della Garbatella e nel quartiere. E io ringrazio ancora Cara Garbatella e Cinzia Cenciarelli che firmò sul giornale un bel ricordo di mia nonna. Non c’è giorno che non penso a lei e a mio nonno che, un po’ per colpa dei medici e un po’ perché si lasciò andare, morì poco dopo.
Spesso mi capita di incontrare per strada dei nonni con i loro nipoti. Li guardo con gioia ma anche con dolore pensando a quanto ho perduto e mi ritrovo con le lacrime che scendono da sole. Amavo immensamente i miei nonni, sono cresciuta con loro, con la loro “comitiva”, i viaggi in pullman cantando, i posti meravigliosi che mi hanno fatto conoscere, l’amore che mi hanno dato, il sorriso di mia nonna che cancellava tutti i dolori e i momenti brutti. Oggi ho 34 anni, due bimbi meravigliosi, un marito che mi adora, i miei genitori e una sorella.
Ma i miei nonni mi mancano tremendamente. Vorrei dire a chi ha ancora la fortuna di avere i nonni: custoditeli, amateli, perché l’amore che loro vi hanno dato è superiore ad ogni cosa, anche se a volte non vi capiscono perché i tempi sono diversi. Ma loro vi amano e non smetteranno mai. Io credo che i miei nonni, in qualsiasi posto stiano (non sono credente, ma mi piace pensare che possano stare insieme come in tutti gli anni passati, ben 60), pensino a noi: il loro amore non è finito con la morte ma in qualche modo ci arriva lo stesso. E vorrei dire loro che anche io non smetterò mai di amarli e credo pure che loro lo sappiano.
Grazie dell’ospitalità.

Valentina

 

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 7 – Novembre 2010

 

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Una targa in ricordo del maestro Acciari

Una targa in ricordo del maestro Acciari

Ad una anno dalla morte del maestro Carlo Acciari è stata chiesta l’intitolazione a suo ricordo della bella scalinata sita in Via Orsucci. In modo particolare, si è spesa per questa iniziativa l’Associazione Culturale “Il tempo ritrovato” che ha proposto, oltre all’intitolazione, l’apposizione di una targa davanti al suo studio, sito al lotto 27 di Via Roberto de Nobili e l’organizzazione di alcune iniziative culturali che ne celebrassero il ricordo. Carlo Acciari, come apprendiamo dalla bella intervista concessa qualche anno fa al nostro giornale, era nato a Roma, a San Giovanni, nel 1926. Trasferitosi alla Garbatella all’età di cinque anni, frequentò l’avviamento professionale nel quartiere Testaccio per poi lavorare come venditore ambulante a Porta Portese. Fin da piccolo nutrì una grande passione per i cavalli passando intere giornate a cavalcare quei maestosi animali. Carlo Acciari
Da quella esperienza, i cavalli passano sulla carta, diventando così uno dei soggetti preferiti delle sue pitture. Alla fine degli anni ’60 iniziò a sostenere l’associazione dei “Cento pittori di Via Margutta”, con la quale presentò le sue opere. Una di queste opere, una grande tela che ritrae la scalinata della famosa fontana Carlotta, simbolo del quartiere, fa bella mostra di sé nella Sala Consiliare del Municipio XI. Già nello scorso mese di giugno la consigliera municipale Paola Angelucci ha presentato una proposta di risoluzione affinchè il seminterrato dove si trovava lo studio del maestro Acciari, fatto oggetto in passato di atti vandalici, venga musealizzato. Proposta votata all’unanimità dal Consiglio Municipale. (E.S.)

ULTIM’ ORA: Il municipio XI, con una Risoluzione dela Commissione Cultura ,ha proposto di realizzare nello studio del Maestro Carlo Acciari un museo in memoria delle opere e della vita artistica del Maestro; “Carlo Acciari è stato, e rimane, una figura fondamentale della cultura della Garbatella e di Roma, la cui fama travalica i confini nazionali” – dichiara la Cons. Paola Angelucci, Presidente della Commissione Cultura del Municipio XI- “Faremo di tutto per rendere concreta la nostra proposta e realizzarla nel nostro quartiere”.Lo studio in questione è un locale di proprietà dell’ATER nel Lotto 27, ma purtroppo, nonostante avesse la porta d’ingresso murata per scongiurare appropriazioni indebite, è stato recentemente occupato abusivamente per la terza volta.

 

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 7 – Novembre 2010

 

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Celebrati i 10 anni di Hàgape 2000

Celebrati i 10 anni di Hàgape 2000

L’associazione di genitori e ragazzi disabili

di Eraldo Saccinto

L’Associazione Hàgape 2000 compie dieci anni. Costituitasi nel luglio del 2000, è formata da genitori e ragazzi disabili fisici e/o psichici. E’ nata dall’esigenza di offrire a giovani con diverse capacità fisiche e psichiche un punto di incontro per svolgere attività ludiche e creative, per dare a tali soggetti la possibilità di socializzare e continuare la crescita educativa-formativa, in particolar modo al termine del percorso scolastico. Associazione Hagape
L’associazione persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale e tutela dei diritti delle persone disabili ed è un punto di aggregazione anche per le famiglie, spesso isolate per il problema che vivono. I genitori con tale spirito si sono autotassati anche a favore di adozioni a distanza tramite la Comunità di Sant’ Egidio e seguono la formazione professionale di quattro portatori di handicap in Madagascar.
Le attività dell’associazione sono affidate, oltre che al presidente, Giovanni Buttaroni, ad un Comitato di gestione composto da un gruppo di soci genitori che operano a titolo gratuito nelle attività di gestione amministrativa e sovraintendono ai laboratori a loro affidati. I laboratori attualmente accolgono circa 50 ragazzi. Si avvalgono della collaborazione di maestri e operatori volontari ed hanno l’obiettivo di favorire la socializzazione attraverso la creatività, aumentando la capacità di concentrazione dei ragazzi, sviluppandone le potenzialità. Hàgape 2000 è accreditata presso il Municipio Roma XI e dispone di tre sedi operative, in Via Pullino nel “Parco dei Caduti del Mare”, in Via Macinghi Strozzi 51 presso la Media “Moscati”e un’altra in Via Salvatore Di Giacomo 13 presso la Media “Spizzichino”. La sua segreteria è aperta in Via Pullino nei pomeriggi del lunedì, martedì e venerdì dalle ore 16,30 alle ore 19 e nelle mattine del martedì e del giovedì dalle ore 10 alle ore 12; il suo recapito telefonico è 0697842671 ed il suo fax è 06 97842717. A Via Pullino si svolgono nel pomeriggio i laboratori di musica, di “Comicità è Salute” e di danza popolare. Allo scopo di favorire la socializzazione degli utenti, organizza feste di compleanno, gite, visite culturali, soggiorni estivi marini, serate teatrali e partecipazione ad eventi con esibizioni dei partecipanti ai laboratori di musica e di danza, organizza mostre di ceramica e di pittura.
Per la qualità dei suoi progetti si è saputa accreditare come punto di riferimento per la disabilità nel Municipio XI. In occasione dei suoi dieci anni di attività, presso gli spazi del Parco Caduti del Mare, in Via Pullino, ha organizzato sabato 30 ottobre un interessante convegno, “I Disabili durante Noi e dopo di Noi”, a cui hanno partecipato attivamente molti esponenti delle istituzioni e che ha avuto lo scopo di aprire il dibattito col territorio sulle iniziative che l’associazione ha realizzato per la comunità locale e la positiva ricaduta che queste hanno avuto sul benessere delle famiglie e dei ragazzi. Ha concluso il dibattito l’Assessore alle Politiche sociali del Municipio XI, Andrea Beccari, che ha sottolineato la bontà del lavoro che l’associazione ha svolto e che rappresenta un patrimonio di civiltà unico per il nostro territorio.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 7 – Novembre 2010

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“Anniversario” Auguri a Giulio e Rosina

Giulio e Rosina

“Anniversario” Auguri a Giulio e Rosina

Il giorno 8 ottobre u.s. Rosina e Giulio insieme alle figlie, nipoti, pronipoti e amici hanno festeggiato le “nozze di diamante” celebrate nella “Chiesa di S. Francesco
Saverio”.
La coppia che da circa quaranta anni vive nel nostro quartiere partecipa attivamente a tutte le iniziative promosse alla Garbatella.
Tante felicitazioni e congratulazioni a loro e ai loro famigliari per aver raggiunto questo traguardo insieme.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 7 – Novembre 2010

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Picchio, nizza, fionda e i giochi dei ragazzi di quarant’anni fa

Dall’Oratorio dei Filippini ricordi del decano padre Guido Chiaravalli

Picchio, nizza, fionda e i giochi dei ragazzi di quarant’anni fa

Signor direttore, ho letto con vivo interesse la dotta  disquisizione del signor Recchi sulla “mazzafionda”, pubblicata nel numero di giugno di Cara Garbatella. Mi ha fatto rivivere quella stagione di quaranta anni fa quando, al termine della scuola, qualche piccolo gruppo andava a “pesca” (di ranocchie) nella marrana di Grottaperfetta, dove ora vi sono le vie di Tiberio, Giustiniano, Costantino imperatori, oppure a caccia di uccellini.
Andavano in due o tre con la fionda infilata nei calzoni posteriormente per evitare incontri non graditi (guardie ecc.).
Un buon luogo di caccia era la rupe di San Paolo sul versante di Via Giovannipoli. Ho notato il silenzio del signor Recchi sull’alternativo bersaglio in caso di insuccesso venatorio. E’ bene che un’idea del genere non si diffondi.Oratorio San Filippo Neri - Chiesoletta
Nell’impeccabile descrizione del signor Recchi si parla del bosso e del frassino, ma alla Garbatella non vi è reperibilità di tali piante. E’ opportuno invece portare attenzione sui ligustri presenti nei Lotti. La forcella si divarica simmetricamente ed è un buon legno. Sarebbe bene che qualche “tecnico” (di età almeno sessantenne) descrivesse i giochi del “picchio” e della “nizza”. Occorre rivolgersi ai nonni perché vi è alle spalle un salto generazionale. Giochi intelligenti, come le biglie, scomparsi, purtroppo sostituiti, come il gioco nelle piazze, dall’abuso dei mezzi virtuali che rubano la bella socialità di allora.
Un gioco invece ormai impossibile col traffico attuale era quello dei “carrettini” o “pattini”. Iniziava anche esso con le vacanze. Dopo una “passata” dai meccanici per rimediare due cuscinetti piccoli e uno grande, all’Oratorio che forniva gli attrezzi sembrava di essere a Maranello in una catena di montaggio. Il problema maggiore era trovare il legno adatto. Una pista di prova la offriva Via Lorenzo da Brindisi ma il meglio era Via Massaia con lo scarso traffico di allora. Una volta in Via Tosi traslocavano ed avevano smontato dei mobili riservandosi di prenderli successivamente. Sparirono alcuni pezzi. Il proprietario preoccupato della cosa venne all’Oratorio a cercarli, ma non li trovò. Era veramente inquieto. Ne parlai agli agenti del CIO (Centro investigativo Oratorio) specializzato nel recupero palloni, scarpe ed anche qualche strumento musicale. Lui aveva promesso una buona ricompensa.
“Radio scarpa” entrò in azione e si venne a sapere che li avevano presi alcuni ragazzi di Via Giovannipoli per fare una capanna sulla rupe. La mancia venne pagata.
Era il mondo dei ragazzetti (e ragazzette) di allora. Non si finirebbe di raccontarlo. Un mondo che è bello non si perda. Fine anni cinquanta. Era stato donato per la Colonia un canotto gonfiabile Pirelli. Era uno dei primi e lo avevano mandato da Milano. A turno a Torvaianica lo pagaiavano: una cosa ambita. La sera, al rientro, lo si lavava con cura e lo si appendeva ad asciugare. Una mattina era scomparso. Costernazione. Assemblea. La traccia: l’ha preso certamente un ragazzo del quartiere.
Passare la voce. Arriva una ragazzina: questa mattina due del mio Lotto sono andati al mare col trenino per il Lido con un canotto.. Piano di recupero: a turno due controlleranno i trenini in arrivo. Non accade nulla. Aspettare. La sera mentre il sottoscritto era a cena una scampanellata. I due compari erano stati pedinati sino alla Garbatella ed in un cortile erano assediati da una massa vociante. Se la squagliarono infuriati e la mattina dopo il canotto rientrò in servizio.
Padre Guido Chiaravalli

Ringraziamo padre Guido per la preziosa testimonianza che ha voluto affidare a Cara Garbatella. Cogliamo l’occasione per augurare un buon tornato a padre Guido, era stato indisposto per un periodo di tempo.

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Non procedono i lavori del cavalcaferrovia

Il ponte tra la Circonvallazione e la Via Ostiense

Non procedono i lavori del cavalcaferrovia

di Eraldo Saccinto

Doveva essere la punta di diamante della viabilità nel progetto di riqualificazione del quadrante Ostiense, Marconi, Garbatella. La giunta Alemanno lo ha ereditato, come tutta l’area degli ex mercati, come ponte di collegamento essenziale per la viabilità locale. I lavori, però sono stati bloccati per lungo tempo e sono ripresi col contagocce.
e ultime informazioni sono quelle che riguardano l’esecuzione delle fondazioni profonde ma il cantiere è stato fermato perché sembra che la Soprintendenza comunale abbia ritenuto necessario condurre ulteriori sondaggi archeologici. A ciò si sono aggiunti problemi di natura geotecnica e lavori di bonifica e rimozione di sottoservizi Italgas. Per cui la fine dei lavori adesso è stata ripianificata a non prima della metà del prossimo anno.
La realizzazione del cavalcaferrovia, dicevamo, è opera fondamentale per la viabilità perché collegherà Via Ostiense e l’area degli ex Mercati Generali alla Circonvallazione Ostiense in prossimità della fermata metro Garbatella. La percorribilità, come descritto nei precedenti articoli nei quali ci siamo occupati di questo manufatto, sarà garantita dai marciapiedi laterali, dalle due corsie per senso di marcia destinate ai veicoli e a un corridoio centrale per il trasporto pubblico.
Qualcuno afferma che i problemi siano sorti a causa di improvvise difficoltà economiche delle ditte appaltatrici; secondo altri, nonostante i lavori per la realizzazione del cavalcaferrovia fossero già stati inseriti nel PRG e i problemi con la Soprintendenza fossero già venuti a galla, questi sarebbero stati risolti già ai tempi dell’Amministrazione Veltroni. A settembre-ottobre scorsi si è parlato più volte dell’imminenza della ripresa dei lavori per il cavalcaferrovia e della presentazione di un nuovo progetto per i Mercati Generali, ad oggi ancora nulla è pervenuto al Municipio, tanto che l’Assessore ai Lavori pubblici dell’ XI Municipio, Alberto Attanasio dichiara: “Ad oggi ancora non riceviamo nessun effetto visibile di avanzamento nei lavori e miglioramento nella mobilità, anche se formalmente non è pervenuta nessuna comunicazione di blocco per il cantiere”.

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Anche da noi fa strage di palme: il Punteruolo rosso

Anche da noi fa strage di palme: il Punteruolo rosso

Il Punteruolo rosso, originario dall’Asia meridionale, ha colpito anche qui da noi, alla Garbatella. L’insetto, ovvero il vorace Rhynchoforus ferrugineus, è un coleottero curculionide nemico soprattutto delle palme, che divora in ogni sua parte fino ad ucciderle. Nel quartiere la palma più vistosamente colpita e uccisa è il magnifico esemplare che svettava al fianco della scalinata del Pincetto, a Piazza Benedetto Brin.
Ora è ridotta a un tronco nudo e calvo, avendo perduto completamente la sua bella e folta chioma. Alla Garbatella non sono molte le palme che ornano il verde dei giardini. Le più belle e le più numerose si possono ammirare nell’ampio parco che si trova alle spalle della Scuola dei bimbi, la Scoletta di Piazza Nicola Longobardi. Altre si trovano nel parco che circonda lo storico Casale Santambrogio, sulla collina più alta della Garbatella, alle spalle dell’Università San Pio V. Sono già attaccate dal famelico coleottero gli esemplari del Parco di Commodilla. punteruolo rosso
Così come quella che orna il piccolo giardino adiacente alla chiesoletta di sant’Eurosia. Altre piante sono sparse qua e là nei Lotti. Sono tutte palme delle canarie (Phoenix canariensis), una pianta d’alto fusto che ha avuto larga diffusione in Italia a scopo ornamentale a partire dal 1800. Ma il terribile punteruolo rosso colpisce tutte la specie di palme e talvolta anche altre piante. Si tratta di un insetto, lungo tra 19 e 45 millimetri, munito di una specie di proboscide detta rostro con la quale perfora e divora il tessuto della pianta fino ad ucciderla. Le femmine adulte a un certo punto sfarfallano e depositano circa 300 uova che hanno uno sviluppo che, in varie fasi, dura circa 82 giorni.
Quando la pianta non offre più materia di cui cibarsi perché rinsecchita l’insetto vola via a cercare altre vittime, con un raggio d’azione di circa un chilometro.
Il punteruolo rosso è stato esportato dall’Asia sud-orientale e dalla Melanesia all’interno di palme di cui non si conosceva o era stata taciuta l’infestazione, introdotte a scopo ornamentale. Ha avuto una diffusione rapidissima: nel 1980 si è manifestato negli Emirati arabi, nel 1992 aveva raggiunto l’Egitto, nel 1994 la Spagna, nel 2005 è arrivato in Italia (la prima segnalazione è di un vivaista di Pistoia che aveva importato palme a scopo ornamentale dall’Egitto). Per dare un’idea della velocità di diffusione del micidiale insetto, i botanici hanno calcolato che le palme esistenti a Roma potrebbero essere tutte attaccate e uccise entro il 2015. Purtroppo finora i metodi di disinfestazione sperimentati si sono dimostrati molto costosi e scarsamente efficienti: le speranze sono ora riposte nella lotta biologica cui si sta dedicando la ricerca. (C.B.)

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 7 – Novembre 2010

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Dal Municipio

Dal Municipio

Raccolta dei rifiuti ingombranti a giorni prestabiliti nel Municipio

L’Ama ha avviato un servizio di raccolta gratuita di rifiuti ingombranti riservato alle utenze domestiche. Un servizio ancor più vicino ai cittadini per contrastare il cattivo costume dell’abbandono indiscriminato di suppellettili, elettrodomestici e arredamenti. Il servizio nel Municipio Roma XI sarà attivo ogni 1° e 3° venerdì del mese. Di seguito, i punti di raccolta e gli orari:

  • Via delle Sette Chiese – angolo Via di Santa Petronilla 12.30 – 13.45
  • Piazzale del Caravaggio – area parcheggio 14.00 – 15.30
  • Piazza Federico Marcello Lante, 21 16.00 – 17.30
  • Piazzale Caduti Della Montagnola – fronte chiesa 18.00 – 19.30
  • Piazza Giovanni da Lucca – fronte civico 1 12.30 – 13.45
  • Piazza Bartolomeo Romano, 4 14.00 – 15.30
  • Piazza Oderico da Pordenone – angolo Via G. Genocchi 16.00 – 17.30
  • Piazza del Gazometro 18.00 – 19.30 – fronte Via del Commercio
  • Viale Giustiniano Imperatore – angolo via Tito 12.30 – 13.45
  • Largo Leonardo da Vinci, 18 14.00 – 15.30
  • Largo Valerio Bacigalupo – interno parcheggio 16.00 – 17.30
  • Via Simone Martini 18.00 – 19.30

Il Registro municipale dei Testamenti biologici

Bastano tre copie del modulo testamentario, una copia del modulo per la dichiarazione sostitutiva di atto notorio, scaricabili dal sito del Municipio XI e recarsi, assieme ad un fiduciario e con una marca da € 0,26, presso l’Ufficio demografico di Via degli Armatori 13 per poter esercitare la propria volontà riguardo al Testamento biologico. Possono chiedere l’iscrizione al Registro tutti i cittadini italiani e dell’Unione Europea, residenti nel territorio del Comune di Roma, che abbiano compiuto 18 anni. Per l’appuntamento contattare l’Ufficio relazioni con il Pubblico, recandosi di persona in via Benedetto Croce 50, oppure chiamando lo 06.696.11.333.

Per il diritto di voto di stranieri e cittadini non residenti

Possono esercitare i diritti connessi all’iniziativa popolare e ai referendum consultivi comunali i cittadini non residenti a Roma che lavorano in questo Comune, gli studenti non residenti a Roma che studiano presso scuole e università romane, gli stranieri maggiorenni, residenti o domiciliati a Roma. Per esercitare il diritto di voto i cittadini suddetti debbono registrarsi, entro il 31 dicembre 2010, presso gli Uffici relazioni con il pubblico nei Municipi. Info: URP Municipio Roma XI – via Benedetto Croce 50 – 06.696.11.333 – orari dal lunedì al venerdì 8.30\12.30, martedì e giovedì anche 14.30\16.30.

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Garbatella Jazz Festival 2010 Gran successo della sesta edizione

Organizzato dalle associazioni “Cara Garbatella” e “Altrevie”

Garbatella Jazz Festival 2010
Gran successo della sesta edizione

La manifestazione ha assunto negli anni popolarità e prestigio cittadini. Tre serate ad alto livello e dense di pubblico alla Villetta di Via Passino.

di Benedetto Mercuri

 

Lino Patruno, Luca Velotti, Gianni Sanjust, Red Pellini: sono solo alcuni degli artisti saliti sul palco della rassegna jazzistica che si svolge da sei anni, al cospetto dei due pini secolari che sovrastano un casale del XVII secolo al centro, o quasi, della Garbatella.
Anche quest’anno, e non poteva essere altrimenti, il 23, 24 e 25 settembre si è svolto il “Garbatella Jazz Festival”, la rassegna, che é arrivata alla sesta edizione, ha avuto luogo, come avviene tradizionalmente, alla “Villetta” di Via Passino 26, sede dell’Associazione culturale “Cara Garbatella”.
Nell’edizione di quest’anno, negli intenti degli organizzatori si sono voluti mettere a confronto modi diversi di suonare ed ascoltare jazz, nonché evidenziare differenti dialettiche che si possono sviluppare tra artista e pubblico. Nella prima serata i protagonisti sono stati Andrea Beneventano al piano e Nicola Puglielli alle chitarre nella originale formazione “Duality”: con i contrappunti e le variazioni improntati dal Duo si è potuto apprezzare un progetto di jazz acustico dove ognuno è solista ed accompagnatore, dove conta il come più del cosa suonare, dove l´improvvisazione stessa si anima di una sincera passione per la composizione, lasciando così costantemente il pubblico con il fiato sospeso in attesa di nuove invenzioni sonore.
Nella seconda serata ha tenuto la scena del Festival, nel palco coperto a causa dei frequenti scrosci di pioggia, il “Maurizio Giammarco Jazz3” con Marcello Di Leonardo alla batteria, Francesco Puglisi al contrabbasso e ovviamente Maurizio Giammarco ai sax: con questi “Jazz3”, il famoso sassofonista non solo ha proposto i brani più recenti della sua produzione ma, al contrario di quanto accadeva nelle sue formazioni precedenti, ha gettato anche uno sguardo retrospettivo su tutto il suo passato di compositore e di appassionato di jazz, cogliendo l’occasione per ripescare qualche tesoro nascosto o dimenticato della letteratura del jazz o, più che altro, dall’archivio delle proprie memorie musicali.Ha chiuso la manifestazione la piccola Big Band capitanata da Pino Sallusti, appunto “Pino Sallusti Group”, che comprende Claudio Corvini alla tromba, Massimiliano Filosi al sax alto, Marco Conti al sax tenore, Marco Guidolotti al sax baritono, Andrea Frascaroli al piano, Pino Sallusti al contrabbasso e Gianni Di Renzo alla batteria.
La sezione ritmica, potente e coinvolgente, si avvale della solidità fornita dalla venticinquennale collaborazione tra Pino Sallusti e Gianni Di Renzo ed è arricchita dalla qualità armonica di Andrea Frascaroli.
I solisti, tutti noti nel panorama jazzistico nazionale, in questa densa formazione hanno sempre saputo rendere differenti, all’orecchio dell’ascoltatore, le timbriche delle composizioni in base alla pertinenza del brano, creando di volta in volta l’effetto alternato di una big band come pure di una small band.
Il progetto di Pino Sallusti si sviluppa in sonorità hard bop e non tralascia brillanti e trascinanti escursioni in ambito modern jazz.
Le tre serate sono state aperte dal concerto dei “Dasa Quartetto”, formazione attiva con l’attuale organico da alcuni anni, che ha presentato un repertorio volto prevalentemente al jazz, proponendo anche una serie di brani di propria composizione. Il quartetto é composto da Antonio Ricciardi al piano, Alessandro Ionescu alla chitarra, Dario Ambrosiani al basso e Sauro Giovanetti alla batteria: in questa occasione la formazione si è avvalsa della collaborazione della vocalist Maria Antonietta Bombardieri. Protagonista di tutto il festival come sempre è stata la cornice scenica costituita dal quartiere nonché la partecipazione molto fitta e sentita di quanti sono accorsi nelle tre serate, nonostante le frequenti minacce del tempo.
La rassegna si è svolta anche quest’anno, come nelle edizioni precedenti, con ingresso gratuito ai concerti e, soprattutto, grazie al lavoro ed all’impegno volontario delle persone che fanno capo ad “Altrevie” e “Cara Garbatella”, le due Associazioni culturali che nel tempo sono state e continuano ad essere il soggetto propulsivo ed organizzativo della manifestazione. Quest’anno poi a tale impegno si è aggiunto il contributo determinante di Pino Sallusti in qualità di direttore artistico.
La rassegna, annuale, che ha come scopo dichiarato la diffusione e lo sviluppo della cultura musicale, ha acquisito una rilevanza cittadina, e forse anche più che cittadina, che si evince chiaramente sia dalla qualità degli artisti che si esibiscono, sia dalla partecipazione del pubblico ormai da tempo non più esclusivamente di quartiere (nelle tre serate tra il pubblico si è sentito parlare frequentemente in inglese).

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Indignazione a Garbatella per lo scempio del CTO

Proteste contro la politica liquidatoria della Giunta Polverini

Indignazione a Garbatella per lo scempio del CTO

Chiusura del Pronto soccorso medico. Drastica riduzione dei posti letto. Soppressione di interi reparti come la neuro, la rianimazione, l’Unità spinale. Verso la liquidazione dell’ospedale di un quartiere di anziani. Le gravi responsabilità fin dai tempi della Giunta Storace

di Massimo Marletti
Coordinamento iscritti CGIL del CTO

Igiorni scorsi, dopo le notizie diffuse dalla stampa cittadina circa il progressivo imminente smantellamento del CTO, si è svolta per le strade del quartiere una manifestazione di protesta a cui hanno partecipato, oltre a centinaia di cittadini, le istituzioni locali, le forze politiche democratiche, le organizzazioni sindacali, i centri anziani e praticamente tutte le associazioni presenti sul territorio. La battaglia per la salvaguardia di questa fondamentale struttura sanitaria è in atto da mesi e noi ne abbiamo dato puntualmente notizia ai cittadini. Ora siamo arrivati alla conclusione dell’attacco al CTO, che fa seguito alla chiusura del  poliambulatorio di Piazza Pecile, che già tanti disagi ha arrecato alla popolazione.
Riprendiamo il discorso ripercorrendo le varie tappe che hanno portato all’attuale stato di grave crisi che si risolverà, se non corretta, con una pesante riduzione della assistenza sanitaria.
Il 26 febbraio 2007 la Corte dei Conti, Sezione Regionale di Controllo per il Lazio, nella seduta dedicata alla Ausl Roma C (iniziativa fortemente voluta dalla dottoressa Paccapelo per accertare la reale situazione amministrativo-contabile della Asl dopo gli scandali che avevano travolto i vecchi dirigenti di centrodestra di Via dell’Arte) accertò perdite di gestione di circa 235 milioni di euro, un patrimonio negativo netto di 665 milioni di euro, un ammontare di debiti pari a 2 miliardi di euro.
Nella stessa seduta, la medesima Sezione Regionale, oltre a segnalare la grave situazione, esortava il Presidente della Giunta Regionale ad adottare misure correttive imposte dalla gravità della situazione (Delibera 30/2007). Dieci i miliardi di euro lasciati in eredità da Storace alla neoeletta Giunta.
La Ausl Roma C, grazie alle allegre gestioni degli anni precedenti trascorse tra finte inaugurazioni, progetti di finanza, scandali vari tra cui la vicenda di lady Asl, partecipò con un buon 30% sul totale. Una breve considerazione: per quanti sforzi si possano fare, trovo difficile tenere una sorta di equidistanza nel giudizio verso gli schieramenti che si sono alternati in questi ultimi dieci anni.
Ammetto che questo è un mio limite che molte volte mi si fa notare, anche in ambito CGIL. Nel caso specifico però, da una parte esiste una Giunta, quella di centrodestra, ed una Direzione Strategica Aziendale che dopo aver fatto man bassa nella gestione 2000/2005, coprendosi di scandali, oggi pensa di risolvere la questione tagliando l’assistenza e scaricando il peso delle proprie nefandezze ed incapacità sui cittadini. Dall’altra una Giunta ed una Amministrazione, quella di centrosinistra, che tante colpe ha e che, specificamente nel nostro territorio, si è dimostrata poco coraggiosa, deficitaria dal punto di vista della politica sanitaria, molto sbilanciata sul versante amministrativo, poco incisiva su quello del cambiamento. Pur con tutti questi limiti, però l’Amministrazione di centrosinistra, negli anni 2005/2010, sul territorio dei Municipi 6/9/11/12, due cose sicuramente non ha fatto: non ha lasciato ulteriori buchi, anzi, parecchi ne ha coperti; non ha tagliato nel nostro territorio, a differenza della precedente, posti letto né ucciso servizi vitali per noi. E questo, per la gente normale che si alza e va a lavorare, per il pensionato o la casalinga che lavora in casa e va al mercato, non è cosa di poco conto.
Fatta questa breve premessa veniamo alla manovra Polverini (il Decreto 80) e agli effetti disastrosi che, se approvata senza modifiche, avrà nei confronti del nostro quartiere, e non solo.
Secondo il piano regionale, quello nuovo, 71 sono i posti letto che vengono tagliati al CTO. Un po’ di chiarezza sui numeri. Nel 2000 i posti letto erano 420, diventati seccamente 328 a fine 2005. Il D.G.R. n.149 del 6/3/2007, per effetto della manovra economica legata al piano di rientro voluta dal Governo a seguito del debito accumulato negli anni precedenti, prevedeva per l’ospedale CTO una ulteriore riduzione di posti letto, ricoveri ordinari per acuti, da 328 a 240. Come questi posti letto da 240 siano diventati oggi 215 rimane un mistero. Né più né meno come rimane un mistero l’aver scoperto, nella nostra dotazione organica, 5 posti di ostetricia e ginecologia.
Tutto questo per dire che in realtà i posti letto effettivi per il CTO erano, al momento dell’emanazione del decreto Polverini, 240 e non 215 e che quindi a quei 71 soppressi vanno aggiunti ulteriori 25 posti letto che si erano persi tra un carteggio e l’altro, portando a 96 il taglio effettivo per il nostro ospedale.
Ritorniamo però al punto. Malgrado l’energica sforbiciata, l’ipotesi di ridefinizione per l’ospedale CTO (presentata dalla Direzione Strategica dell’Azienda a giugno del 2007 all’Assessore alla Sanità e al Direttore dell’Agenzia di Sanità Pubblica della Regione Lazio in piena legislatura di Centrosinistra) manteneva integre le sue caratteristiche: Centro Traumatologico Zonale saldamente ancorato al territorio e ricompreso nel circuito dell’emergenza. Oggi, alla luce di questa ultima manovra, il panorama è radicalmente mutato.
Appare evidente, per lo meno ai cosiddetti addetti ai lavori, che la questione centrale non è data solo dai tagli di ben oltre le 71 unità. E questo con buona pace della governatrice Polverini che in campagna elettorale aveva promesso che avrebbe ricontrattato con il Governo il piano di rientro e aveva giurato che al CTO non si sarebbe chiuso neanche un posto letto, e come questi vengono operati e gli effetti che produrranno nel territorio sia a livello di municipi che a livello cittadino e regionale.
Nel dettaglio:

  • 20 posti di Neurochirurgia vengonosoppressi , praticamente tutto ilreparto;
  • 16 posti di Unità SpinaleUnipolare che sparisce e si trasformain semplice reparto di riabilitazione;
  •  31 posti tra Breve osservazione eMedia intensità che spariscono perandare da un’altra parte;
  • 8 posti di Rianimazione, l’interoreparto. Rimangono solo 6 posti diterapia intensiva;
  • ed a corollario dell’intera operazionesi abolisce il Pronto SoccorsoMedico, lasciando solo quelloOrtopedico, vera e propria assurdità,per aprirne un altro presso il CampusBiomedico di Trigoria ( il CTO con isuoi 35.000 accessi l’anno non andavabene?), sparisce il Centro TraumatologicoZonale che viene dato alSant’Eugenio, anche se lo stessoperde definitivamente il Dea disecondo livello.

Da quanto detto, appare evidente che ci troviamo davanti ad una vera e propria operazione chirurgica, a tagli mirati.
Dopo dieci anni di tentativi, siamo di fronte alla spallata finale, ad una sorte di chiusura del cerchio. Togliere al CTO il Pronto soccorso (perché di questo si tratta), la Neuro, la Rianimazione, i posti di Breve Osservazione, cacciare l’Unità Spinale facendola finire al Policlinico Umberto Primo, togliere con un gioco di prestigio il Centro Traumatologico Zonale, vuol dire sradicarlo dal territorio, farne un’altra cosa. Significa che, a dispetto di una popolazione che si fa sempre più anziana, gli utenti, su tutto ciò che riguarda le urgenze, saranno costretti a rivolgersi presso altre strutture (in altre parole l’ospedale CTO esce dal circuito dell’emergenza); vuol dire sottoporli ad odissee interminabili, rendendo inevitabilmente critiche, più di quello che già oggi sono, altre realtà. Vedi per esempio il Pronto Soccorso del Sant’Eugenio o quello del San Giovanni.
La soppressione di un Pronto Soccorso medico e di tutte quelle specialità legate al circuito dell’emergenza sarà foriero, da qui a un paio d’anni, di ulteriori assestamenti con probabili ulteriori chiusure di reparti.
Penso ad una Chirurgia Generale, ad una Urologia, alle stesse Divisioni ortopediche. Penso, anche se nessuno ne parla, ai probabili effetti negativi che si avranno in termini di organizzazione del lavoro, di dotazioni organiche da rivedere, di conferme di posto di lavoro specialmente per il personale precario e delle cooperative. Più che ad un nuovo Rizzoli ( celebre ospedale ortopedico emiliano) se proprio mi si prospetta uno scenario possibile, vedo questo nostro ospedale sempre più proiettato verso una trasformazione in RSA o ad una sorta di Clinica Geriatrica per lungodegenti, staccato dal territorio, magari dotato di una pista per l’atterraggio di elicotteri ed un Angiografo per la radiologia interventistica.
Spero di sbagliare. Contro questa prospettiva, estremamente penalizzante e contro cui la CGIL ha sempre combattuto, portando soluzioni alternative al problema ed un proprio progetto, sacrosanta ci sembra la mobilitazione delle forze politiche ed istituzionali, delle associazioni, dei circoli degli anziani, di singoli cittadini, del sindacato confederale e primo fra tutti quello dei pensionati. Giuste le iniziative di lotta che si stanno svolgendo a livello territoriale.
A dispetto dei tanti pifferai magici che girano oggi per la Asl, raccontandoci bellissime storie su come questo glorioso ospedale finirà, noi abbiamo idee chiare. E queste nostre idee viaggiano in termini diametralmente opposti a quanto questa Giunta Regionale dice e ci propone. Democraticamente lotteremo contro questo disgraziato decreto. Lo faremo insieme ai partiti, alle Istituzioni, alle associazioni, a tutti coloro che vogliono bene a questo pezzo di storia del Quartiere e della città di Roma.

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Domande mal poste


Domande mal poste

Spettabile redazione, leggo sul vostro numero di dicembre lo Speciale dedicato alla Sanità del nostro Municipio. Come mai tanto scalpore e meraviglia da parte vostra per la quasi certa chiusura dei locali ASL di Piazza Pecile? Dove eravate quando fu chiusa la sede ASL di Largo delle Sette Chiese? Perché tale chiusura passò sotto silenzio? Allarghiamo il discorso anche alla sede del Municipio XI, di Largo delle Sette Chiese: quando riaprirà? Sono più le volte che gli operai non lavorano che quelle che lavorano. Possibile che non vi sia nessuno preposto alla vigilanza e al controllo? Perché non restituire al Municipio anche i locali  abusivamente occupati dal Centro sociale la Strada, che erano l’ archivio del nostro Municipio?
Dove eravate allora voi? Anche questo passò sotto silenzio. Perché tanto clamore per la ventilata chiusura del CTO? Dove eravate voi quando venne chiuso il San Giacomo?
Un lettore

Domande mal poste se rivolte a un giornale di quartiere, il cui compito è quello di informare e di denunciare quel che non funziona nell’organizzazione della
vita pubblica nell’area di propria competenza. Esattamente quel che abbiamo fatto, nei nostri sette anni di vita e anche oggi, pubblicando la lettera del nostro
anonimo lettore.

 

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Lettere febbraio 2010


Segnalazioni al Municipio

Abito a Via delle Sette Chiese. Pur sforzandomi di apprezzare il restauro intrapreso nel tentativo di valorizzare l’antica strada, non posso fare a meno di segnalare alcune incongruenze. Nel tratto Largo delle Sette Chiese – Piazza Sant’Eurosia le strette aiuole che corrono lungo i marciapiedi sono diventate per mancanza di manutenzione ricettacolo di sporcizia o di cespugli incolti. In tal modo, oltre ad essere antiestetiche, contribuiscono a rendere difficoltoso il passaggio dei pedoni. Non sarebbe più opportuno chiudere quelle inutili aiuole con delle lastre di basalto, uniformandole al resto del marciapiede? E ancora. Non sarebbe ora di correggere quello spigolo di marciapiede all’incrocio con Via Borri, contro il quale continuano a sbattere le macchine, danneggiandosi e spostando le pietre del ciglio?
Dante Tersigni

Da mesi un tratto di Via delle Sette Chiese, poco prima della Clinica Concordia, è ristretto a causa di un transennamento ricavato per consentire i movimenti dei mezzi pesanti che erano addetti alla ristrutturazione dell’edificio comunale che gli sta di fronte. I lavori nell’edificio ormai da tempo sono stati interrotti, ma il transennamento della strada è rimasto in piedi senza che abbia più motivo di esistere, creando intralcio alla circolazione.
Marta Buzzoli

 

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Dedicato a Carlo Acciari il nono Premio Fantasia

Dedicato a Carlo Acciari il nono Premio FantasiaCarlo Acciari

Sarà dedicato alla memoria del pittore Carlo Acciari, recentemente scomparso, la nona edizione del tradizionale Premio Fantasia, organizzato dall’Associazione “Il tempo ritrovato”, che si concluderà il prossimo 15 febbraio con una cerimonia nel Teatro “In portico” alla Circonvallazione Ostiense. La morte dell’artista, molto noto nel quartiere, aveva provocato una vasta generale emozione. Dalla Associazione è stata avanzata la proposta di intitolare a Carlo Acciari la scalinata che sovrasta la fontana di Carlotta (già dedicata al missionario del XVII secolo Angelo Orsucci) da lui tante volte dipinta, come nel bel quadro che fa da sfondo alla sala consiliare del nostro Municipio. Una proposta questa alla quale aderisce volentieri Cara Garbatella.
Quest’anno il Premio Fantasia è particolarmente dedicato al mondo dell’infanzia e all’adolescenza. I vincitori: Federica Crocetti, studentessa, autrice di un video sulla Garbatella; Laura Monaco, autrice del libro “Finestre sulla Garbatella”; Maurizio Francisci, professore di sostegno alla “Alessandro Severi”; Marina Tiberi, della elementare “Alonzi”; Pierangela Di Bella, Michela Vitulano e Clelia Porchetti, maestre della “Malaspina”; Cristina Mussa, dirigente scolastica; Ivana Emiliani, maestra di “La Coccinella”; Claudia Della Valle, coordinatrice della “Scoletta”; La compagnia degli attori “I Masnadieri”; Barbara Tupini, presidente dell’Assoc.Sportello Famiglia; Dante Pica, novantenne artigiano inventore di un presepe meccanico; Domenico Sacco, poeta e scrittore; Marco Olivieri, dirigente delle elementari “Battisti” e “Alonzi”; Maria Rita Parsi, psicoterapeuta dell’infanzia; L’antico Bar dei romanisti di Via Fincati; Anna Maria Felici Paoloni, catechista di Santa Galla.

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Scompare il pedagogista prof. Carlo Piantoni

Scompare il pedagogista prof. Carlo Piantoni

Si è spento nei primi giorni dello scorso dicembre il prof. Carlo Piantoni, pedagogo e docente universitario, membro emerito del Gruppo di Studio e Ricerca per la promozione dell’educazione artistica dell’UNESCO, esperto dell’uso delle immagini e dei linguaggi non verbali. E’ noto per le sue numerose pubblicazioni sull’educazione all’immagine e per l’ attività svolta nel campo della qualificazione e dell’aggiornamento degli insegnanti. Prof. Carlo Piantoni
Piantoni iniziò la sua opera di maestro nell’immediato dopoguerra tra mille difficoltà in uno sperduto villaggio dell’Umbria. Il fatto di risiedere sul posto, tra i contadini e i braccianti, gli offre la possibilità di effettuare una preziosa esperienza umana.. Nel ’60 il maestro terrà settanta lezioni al famosissimo corso televisivo “Non è mai troppo tardi”.
Quindi, dopo una breve parentesi di insegnamento in una borgata romana, venne chiamato al Centro didattico per la Scuola elementare. Nel 1969 l’UNESCO lo inserì nel gruppo per la promozione dell’educazione artistica in Italia. Poi, dopo sette anni di permanenza al Centro didattico, il maestro si fece distaccare in una scuola speciale dove guidò una sperimentazione per il recupero dei bambini disabili mediante i linguaggi non verbali. Dopo una serie di incarichi negli anni, venne chiamato a far parte della Commissione per i nuovi programmi della scuola elementare. Ha diretto il Centro segno e immagine per l’educazione grafica e visiva. Piantoni, abitava nel nostro quartiere, in Via Costantino. Per chi, come chi scrive, ha avuto l’onore di conoscerlo, rimarrà per sempre nella memoria per la semplicità amichevole e per la simpatia, legati ad una non comune capacità immaginifica.
Scompare con lui una delle figure più rappresentative della pedagogia e della didattica italiana, un punto di riferimento per tantissimi operatori della scuola, per i genitori e per gli alunni di ogni età e classe, un punto di riferimento ed una grande risorsa per il territorio. (E.S.)

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L’Oratorio San Filippo Neri festeggia 75 anni di attività

L’Oratorio San Filippo Neri festeggia 75 anni di attività

di Leopoldo Tondelli

L’Oratorio San Filippo Neri, che nel 2010 festeggia 75 anni di attività, è collegato da tutti gli abitanti della Garbatella alla “Chiesoletta”, la chiesetta adiacente l’Oratorio, dedicata a San Isidoro, santo spagnolo protettore delle campagne, e a Sant’Eurosia, protettrice dalla grandine. Padre Generoso Calenzio (come ricorda Padre Guido Chiaravalli in un suo scritto pubblicato per i cinquant’anni dell’Oratorio) la volle salvare, alla fine del XIX secolo, dal distruttivo abbandono in cui si trovava. La lapide all’ingresso dell’Oratorio ricorda poi che il signor Luigi Santambrogio, subentrato alla sua proprietà, “i locali e il terreno adiacente a servizio spirituale del nascente quartiere umilmente offrì”. La storia dell’Oratorio si intreccia in modo indissolubile con quella del quartiere, non soltanto perché quasi tutti gli abitanti della Garbatella e dei quartieri vicini hanno frequentato da bambini le vecchie strutture, ma soprattutto per il fatto che l’Oratorio ha sempre, tramite i suoi sacerdoti, adempiuto alle aspettative ed alle esigenze sociali della zona, soddisfacendole e spesso anche anticipandole.Padre Guido Chiaravalli
Il “pioniere” Padre Alfredo Melani, che era giunto alla Garbatella nel 1935, si recava nei lotti e tramite il suono di un campanaccio radunava i ragazzi per portarli all’Oratorio cercando di aggregarli non solo per una finalità religiosa, ma per impartire loro anche una educazione scolastica (non a caso la scuola media “Cesare Baronio” iniziò la propria attività proprio all’interno dell’Oratorio nel lontano 1944) ma anche sportiva, in un momento storico nel quale l’attività fisica non era considerata ancora un’esigenza primaria, fondando la società sportiva Astro (Associazione sportiva tra ragazzi dell’Oratorio) con la finalità principale della pratica sportiva all’interno di un progetto di socializzazione ed aggregazione, organizzando tornei.
Il gioco del calcio adempie pienamente a questo compito perché la pratica agonistica svolta all’Oratorio contiene un sistema di regole codificate, complementari allo stesso gioco. Infatti, sotto la direzione di Padre Guido Chiaravalli, vengono interrotti i campionati esterni per organizzare tornei interni dotati di alcune regole particolari: “Il Capitano non può battere i rigori e le punizioni, perché essendo di solito il più bravo o il più grande deve esercitare la sua funzione ‘super partes’ fra i compagni non abusando del suo ‘status’ ma usarlo per mettersi al servizio dei compagni”.
Padre Guido cerca di introdurre una certa responsabilizzazione “collettiva” sanzionando con ammonizioni le squadre che non indossano maglie di uno stesso colore, l’obbligo del lucchetto per chiudere lo spogliatoio per evitare furti, la perdita di un punto in classifica dopo aver sommato dieci ammonizioni, l’essere in regola con il pagamento dell’iscrizione al campionato e l’obbligo morale di far giocare anche i meno bravi della squadra. Padre Guido Chiaravalli
Alcune consuetudini sono rimaste impresse nella memoria di tutti: per esempio, il giro d’onore al suono della campanella prima delle finali sia per il primo che per il terzo posto. In finale in caso di parità (la partita dura un’ora, mezz’ora a tempo) si tirano subito i calci di rigore: prima tutta una squadra poi l’altra. In caso di ulteriore parità calciano solo i giocatori che hanno segnato il rigore. I premi non sono più trofei come le coppe, ma materiale sportivo acquistato da Foresi a San Giovanni. La L’Oratorio San Filippo Neri festeggia 75 anni di attività squadra prima classificata vince le magliette, i secondi i calzoncini, i terzi i calzettoni, il miglior attacco i numeri grandi da apporre sulle maglie, la miglior difesa i numeri piccoli da apporre sui calzoncini. I campionati sono suddivisi in tornei con la denominazione: mini-atomi, atomi, microbi, pulcini, giovani.
L’Oratorio ha anche un merito particolare: quello di distinguere l’attività sportiva dal semplice gioco. Infatti da sempre i ragazzini passavano – e lo fanno ancora – diverse ore al gioco del sasso e a quello del passo volante. Le punizioni per chi contravveniva alle regole, oltre a quella massima dell’espulsione, erano quelle di raccogliere dieci cartacce nel cortile o gettare dieci secchi d’acqua nel gabinetto. Sanzioni che avevano lo scopo, per chi le riceveva, di imparare l’umiltà: questa pratica provvedeva dunque ad un’educazione che non era esclusivamente religiosa ma che doveva “preparare alla vita”.
L’apertura alle ragazze modificherà anche le attività. Si pratica la pallavolo oltre al calcio ed al basket nel nuovo campo di cemento polifunzionale ove prima vi era l’arena del cinema Columbus, e prende piede anche il tennis in un momento in cui questo sport diviene popolare. Si sviluppano negli anni settanta altre attività: oltre alla colonia marina a Torvaianica, inizieranno i viaggi in Italia ed in Europa con lo zaino in spalla, spostandosi anche con l’autostop, con la cassa dei soldi in comune, con i ragazzi più grandi quali accompagnatori. Lo spirito è sempre quello della socializzazione, ma stavolta in una ottica anche “culturale” che è quella di far conoscere l’Europa in un periodo storico in cui si inizia a votare per il Parlamento Europeo.
Infine, tra le molteplice attività, oltre all’organizzazione di spettacoli teatrali, significativa mi sembra quella di dare ospitalità a diversi gruppi musicali fra la fine degli anni sessanta e l’inizio degli ottanta, da far meritare all’oratorio di San Filippo Neri, forse, la palma di essere stato il primo centro sociale in chiave attuale a Roma.
L’Oratorio è stato anche un set cinematografico di film importanti: come “Mamma mia che impressione” con Alberto Sordi, “Caro Diario” di Nanni Moretti. Il complesso Baronio fece da sfondo alle storie dei due fidanzatini Lucia Bosè e Renato Salvatori nelle “Ragazze di Piazza di Spagna”. E recentemente è stato utilizzato in alcune puntate dei “Cesaroni”. Il nostro augurio per i 75 anni dell’Oratorio: poter sempre comprendere le esigenze dei giovani.

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Una medaglia d’oro alla polisportiva Yubikai

Una medaglia d’oro alla polisportiva Yubikai

Intervista a Massimo Lucidi, maestro di arti marziali e gestore della palestra Yubikai

di Ottavio Ono

La storica palestra di arti marziali della Garbatella, che vanta una presenza ultra trentennale nel nostro quartiere, gestita già da molti anni da Massimo Lucidi, ha ospitato Pino Maddaloni campione olimpico di Judo alle olimpiadi di Sydney del 2006. E’ un caso?
Pino è uno dei nostri ragazzi, un atleta che ha avuto e ci ha dato l’opportunità di crescere sotto l’aspetto sportivo agonistico ad alti livelli. Noi abbiamo offerto il nostro supporto nel periodo in cui lui si preparava per le Olimpiadi, dove ha conquistato la medaglia d’oro. Oggi Pino allena un gruppo di giovani agonisti ed in questo clima di scambio è stata inserita anche un’altra società, l’ Akiyama di Settimo Torinese. Con Pierangelo Tognolo e Pino Maddaloni ci siamo incontrati sulla stessa traiettoria educativa, quella di coltivare la crescita e la formazione educativa dei giovani, attraverso lo sport, che è forza ed energia. Abbiamo sempre cercato di migliorare la nostra condizione atletica e anche quella degli altri.Pino Maddaloni
Magari un/a ragazzo/a viene qui e sogna di diventare una velina o di apparire in televisione. Cosa diresti?
Direi che ognuno di noi ha un sogno nel cassetto, vuole diventare velina o vuole diventare un personaggio di “Amici”. Bene, non lo bocciamo, ma c’è da lavorare. Ed è fondamentale ricordare che campioni si nasce, forti atleti si diventa: un percorso è sempre legato all’impegno, alla costanza. C’è chi nasce geneticamente fortunato e chi invece si deve costruire, chiaramente essendo molto umili e lavorando tanto. Senza questa consapevolezza penso che non ci siano cose che si possano raggiungere, in tutti i campi, dal lavoro allo sport.
Leggo su “Visto” di novembre che hai rilasciato un intervista molto bella, diverse pagine, molte fotografie a colori, dal titolo “Alla Garbatella sono più famoso dei Cesaroni”. Ce la puoi riassumere?
Un settimanale nazionale si è occupato di noi e la giornalista Mirella Dosi ha catturato gli elementi più legati allo sport, all’agonismo e alle attività giovani, ma ha anche verificato che questa è una polisportiva multietnica e colorata, ragazzi iraniani, etiopi, cubani, thailandesi, cine, dove si costruisce anche integrazione-Garbatella non è solo i Cesaroni, è un quartiere importante con una grossa storia, noi ne siamo una piccola parte. Iniziando da mio padre, mio fratello e ora da me ci siamo mossi con intenti unici e molto semplici: creare una sorta di isola felice dove anche i sogni servono a mettere i piedi per terra, per assaporare la vera realtà della vita fatta di fatica, di impegno.
Che cosa insegna il Tatami e che cosa lascia, a parte il frastuono dei colpi?
Il Tatami è una piattaforma particolare. Entri in un altro universo, in un’altra atmosfera; le regole danno un forte tono alla concentrazione necessaria a sostenere sensazioni forti violente faticose e con una grossa soddisfazione ti accorgi che hai passato un’ora ad imparare e ad affrontare cose nuove, insieme agli altri.
Diresti ai bambini di frequentare questo mondo e soprattutto il tuo che mi sembra di capire sia un mondo un po’ a parte…?
I bambini devono essere interessati con la curiosità dei bambini e devono partecipare a questo gioco, che è il Judo che è il Karaté, con un sistema divertente. Quindi noi facciamo giocare i nostri bambini con l’idea di farli crescere da atleti, ma rispettando sempre quello che il bambino ama più di tutto, il divertimento, il
gioco. Giocare per imparare, combattendo. Questo sicuramente funziona, tant’è che i bambini qui alla YubiKai sono tanti.
I tuoi progetti e il tuo futuro? Siamo un gruppo di persone che si impegnano e quando serve una mano ci siamo. E anche se una giornata sia di 24 ore, noi cerchiamo di farla diventare di 25, se serve. Lavoriamo con tanta umiltà e forza: lo staff di Yubikai è così e anche i politici sanno che cosa rappresentiamo, per questo ci sono stati molto vicini. Forse è il momento di fare un piccolo sforzo, per aiutarci a realizzare il nostro sogno, dare uno spazio a tutti moltiplicato per cinque.

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Dal Municipio

Dal Municipio

Forse va a Via Pigafetta la Asl di Piazza Pecile

Una commissione congiunta tra la ASL RMC, il Presidente del Municipio XI Andrea Catarci e il Consigliere delegato alla sanità municipale Antonio Bertolini ha esaminato la pesante situazione venutasi a creare con la parziale inagibilità dell’edificio che ospita l’ambulatorio di Piazza Pecile, al fine di individuare rapidamente soluzioni alternative. Un comunicato del Municipio dice che di alternative ne sono state individuate due: la prima, la più rispondente a dare risposte efficaci specie alla popolazione più anziana della Garbatella e dell’ Ostiense, consiste nello spostare gli uffici e i servizi all’interno di un edificio disponibile in Via Pigafetta, vicino a Piazza Pecile; la seconda, utilizzando i nuovi locali presso l’IPAB del San Michele a Piazza Tosti o presso la nuova sede direzionale ASL RMC di via Primo Carnera per la parte amministrativa, collocando gli ambulatori presso il CTO, insieme agli ambulatori ospedalieri utilizzando finalmente le strutture 12 ore al giorno. “Si auspica che la ASL RMC trovi rapidamente soluzioni strutturali, vista la già debole situazione dei servizi sanitari territoriali esistente ancora prima della inagibilità di Piazza Pecile. Il sistema è infatti insufficiente a dare risposte ad una domanda sanitaria crescente, che è ulteriormente minata da quei tagli dei posti letto del CTO a cui ci siamo e continueremo fortemente ad opporci” – conclude il comunicato di Catarci e Bertolini.

Trasferiti Igiene mentale e Assistenza domiciliare
Nuova sede per due vitali servizi sanitari nel distretto XI della ASL RMC. Il CIM (Centro di igiene mentale) e il CAD (Centro assistenza domiciliare ) sono stati trasferiti in locali più idonei al pubblico, presso l’Istituto San Michele, entrando da Via Casal De Merode 8, “palazzina Liuzzi”, secondo piano. Il Municipio XI ha perseguito con tenacia questi trasferimenti trovando risposte, insieme alla Direzione della ASL RMC, a problematiche logistiche più volte rappresentate nelle Consulte municipali. Il Centro di igiene mentale è la struttura destinata alla profilassi e cura delle malattie mentali; mentre il Centro per l’assistenza domiciliare ha il compito di definire il piano d’intervento assistenziale nel quale le prestazioni sanitarie sono garantite dalla ASL e quelle assistenziali dai Servizi sociali municipali. “I locali preesistenti erano in pessime condizioni di manutenzione e non erano qualificati all’accoglienza dell’utenza né decorosi per il lavoro del personale. Ora si
disporrà di ampi e nuovi locali”, dichiara l’Assessore alle politiche sociali del Muncipio, Andrea Beccari. Inoltre, nel continuare ad assicurare al CTO servizi utili per la popolazione, al fine di mantenerlo attivo con il suo Pronto Soccorso, al 5° piano si è trasferita tutta la Reumatologia ed una parte della Endocrinologia del Sant’ Eugenio.

XI: Punto unico di accesso ai servizi socio-sanitari
Il Segretariato Socio-sanitario del Municipio si è trasformato in PUA, Punto Unico di Accesso. Presso la nuova istituzione saranno a disposizione dei cittadini, insieme agli assistenti sociali del Municipio, anche infermieri della ASL RMC. Il servizio nasce da un protocollo di intesa tra Municipio e ASL RMC – Distretto XI, coerentemente con gli indirizzi nazionali e regionali, con lo scopo di garantire un servizio socio-sanitario sempre più efficace e vicino ai bisogni dei cittadini.
Il Punto Unico è istituito presso la sede di Via Benedetto Croce 50 alla Montagnola. Esso nasce con l’obiettivo di costituire un punto di riferimento per la presa in carico dei bisogni sociali e sanitari della cittadinanza, per facilitare l’accesso ai servizi sociali e sanitari del territorio, per semplificare i percorsi necessari all’attivazione degli interventi e delle prestazioni, per accogliere, ascoltare, informare e orientare il cittadino, supportandolo nell’utilizzo appropriato dei servizi esistenti ed infine per effettuare una prima valutazione integrata dei suoi bisogni socio-sanitari. Al PUA il cittadino può rivolgersi per essere aiutato ad orientarsi nella rete dei servizi, pubblici e privati, disponibili sul territorio, che meglio possono rispondere al suo bisogno, per avere informazioni sui servizi sociali e sanitari esistenti, sui giorni e gli orari di apertura al pubblico, sugli interventi erogati e sulle modalità di accesso alle singole prestazioni e per reperire la modulistica necessaria per accedere alle prestazioni sociali e sanitarie. “Finalmente, anziché vedersi ‘rimbalzati’ da un servizio all’altro, i cittadini del Municipio XI potranno avvalersi di un unico punto di accoglienza per essere ascoltati, ricevere informazioni sulle prestazioni e avviare la presa in carico integrata sul versante sociale e sanitario”, dichiara Andrea Catarci, Presidente del Municipio. “Vorremmo sottolineare – aggiunge Andrea Beccari, Assessore alle Politiche sociali del Municipio – l’ottima collaborazione tra Regione Lazio, con l’azienda sanitaria RMC, e Municipio XI, nella comune preoccupazione di garantire un servizio sociosanitario sempre più efficace e vicino ai bisogni dei cittadini. Va evidenziata, infine, l’intelligenza e la professionalità che gli operatori dei servizi sanitari e sociali del Municipio hanno dimostrato nel percorso di conoscenza e integrazione propedeutico alla istituzione del PUA”. Il PUA è aperto il martedì dalle 9.00 alle 12.00 ed il giovedì dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 16.00.

Riaperto il parcheggio della Metro Garbatella
Il 13 gennaio scorso è stato finalmente riaperto il parcheggio accanto alla stazione Metro di Via Pullino. Sull’argomento dal Municipio è stato emesso un polemico comunicato firmato dal Presidente Catarci e dall’Assessore ai Lavori pubblici Attanasio nel quale si critica “il disinteresse reiterato dell’Assessore alla Mobilità del Comune, Sergio Marchi”, sottolineando che quel parcheggio è rimasto chiuso per oltre un anno e mezzo per consentire la realizzazione di un Progetto del Piano Urbano Parcheggi (PUP). “Finalmente – conclude il comunicato – si conclude una vicenda che ha creato più di un danno ai residenti e ai tanti cittadini che si servono della Metro. La tenacia del Municipio ha permesso di ridurre i tempi e di restituire alla cittadinanza l’indispensabile parcheggio”.

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Intitolata a Guido Rossa la nuova sede del PD della Garbatella

Intitolata a Guido Rossa la nuova sede del PD della Garbatella

 

Il Partito Democratico della Garbatella ha trovato finalmente casa. Giovedì 4 febbraio alle ore 18, infatti , è stato inaugurato a Via Luigi Ansaldo il nuovo circolo del quartiere popolare, a pochi passi dalla sede degli avversari del Pdl. La sede, piccola ma ben ristrutturata, può contare su un bel saloncino per le riunioni plenarie, un’altra saletta,una cucina e un bel giardino antistante utilizzabile nella bella stagione. “La prima volta che siamo entrati qui- ha detto Federico Raccio, segretario del circolo nella sala stracolma di iscritti e simpatizzanti,- abbiamo trovato una stella a cinque punte sul muro e abbiamo pensato di intitolarlo a Guido Rossa, l’operaio comunista assassinato dalle Br”.
Con l’apertura dei nuovi locali, dove negli anni Ottanta c’era “La volpe e l’uva”, un’enoteca molto conosciuta in quell’epoca, il maggior partito della Garbatella mette le radici in un territorio che lo ha sempre premiato nelle scadenze elettorali. Alla nascita del nuovo partito, il Pd aveva dovuto lasciare ai”mussiani”, oggi Sinistra e Libertà, la sede storica della “Villetta” a via Passino e si era dovuto accontentare di un piccolo locale a via delle Sette Chiese, messo a disposizione da un iscritto. In questi anni, dunque, tra mille difficoltà aveva mantenuto i contatti con gli iscritti e gli elettori tramite un sito web e appoggiandosi provvisoriamente ad un’associazione culturale del quartiere. Alla cerimonia, oltre al consigliere regionale Enzo Foschi, sono intervenuti Sabina Rossa, parlamentare del PD figlia di Guido Rossa, Di Berardino, responsabile della Cgil di Roma sud e Marco Miccoli per la federazione romana del PD. (G.R.)

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Due “Raffaello” molto simili: uno scambio di immagini

Due “Raffaello” molto simili: uno scambio di immagini

Nello scorso numero di dicembre 2009, nell’illustrare il servizio di Cosmo Barbato dedicato a Filippo Sergardi, il nobile senese committente nel 1500 della villa di campagna trasformata nel 1927 nella Scuola dei bimbi (la “Scoletta”) di Piazza Nicola Longobardi, abbiamo pubblicato l’immagine di un quadro di Raffaello rappresentante la Vergine con il Bambino e San Giovannino.
La pubblicazione illustrava la notizia che il Sergardi ai suoi tempi aveva acquistato da Raffaello una tavola rappresentante un soggetto analogo, appunto la Vergine con il Bambino e San Giovannino, detta anche “La bella giardiniera”, che aveva poi rivenduto a Francesco I di Francia, quadro che oggi è esposto al Louvre.
Dobbiamo una doverosa correzione. Il quadro pubblicato in dicembre, che qui vediamo riprodotto a sinistra, non è “La bella giardiniera”, pur se gli somiglia molto, ma “La madonna del cardellino”, esposto agli Uffizi di Firenze; mentre “La bella giardiniera” è quello che qui pubblichiamo a destra e che, venduto dal Sergardi a Francesco I di Francia, è esposto oggi nel famoso museo parigino!

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“Quelle foto sbagliate”

“Quelle foto sbagliate”

Oltre che dal “Messaggero” e da “La Tribuna” del 19 febbraio 1920, l’avvenimento della fondazione della “Borgata Giardino Concordia” sui Colli di San Paolo in località Garbatella fu riportato da “Il Popolo romano”, da “Il Piccolo Giornale d’Italia” e con un ampio servizio corredato da fotografie dalla “Illustrazione Italiana” del 7 marzo 1920 e dalla rivista di Paolo Orlando “Roma Marittima” del 29 febbraio. Una delle due foto erroneamente attribuite alla fondazione della Garbatella . In realtà si tratta di altra cerimonia avvenuta nello stesso 1920
Le uniche immagini del giorno della fondazione sono dunque quelle riportate da queste pubblicazioni dell’epoca e quelle conservate, per testimoniare la presenza del Re, dall’archivio fotografico dell’Istituto Luce.
Purtroppo in precedenti lavori editoriali, in articoli di quotidiani e pagine web sono state abbinate alla fondazione della Garbatella due belle immagini che rappresentano il Re Vittorio Emanuele III, in compagnia di vari notabili, su un palco mentre si cala una prima pietra. Ma queste foto non hanno nulla a che vedere con l’avvenimento del 18 febbraio in località Garbatella. Probabilmente chi le ha trovate è stato tratto in inganno dall’anno, il 1920, dal Re e dalla cerimonia.
Gli ingredienti essenziali c’erano tutti. Ma ciò non basta. Infatti le due foto in questione si riferiscono ad altri episodi simili. Una rappresenta la posa della prima pietra per le case degli impiegati del Ministero dell’Interno tra Via San Quintino e Via Statilia l’11 luglio 1920, l’altra l’inaugurazione delle case degli impiegati dello Stato a Villa Lancellotti su Via Salaria il mese dopo e precisamente l’8 agosto (in entrambe le foto le persone ritratte indossano abiti estivi).
Tutto ciò è verificabile dalla consultazione dell’archivio dell’Istituto Luce (Fondo Pastorel) e dall’incrocio con gli articoli pubblicati sul “Messaggero” dell’epoca (1).
Inoltre nelle foto “sbagliate”,ad ulteriore prova della loro non autenticità, non compaiono accanto al Re i personaggi che lo accompagnavano quel 18 febbraio 1920, in primo luogo Paolo Orlando, presidente dell’Ente per lo sviluppo marittimo e industriale di Roma, e il presidente dell’Istituto Case Popolari di Roma, il commendator Magaldi. (G.R.)

(1) Vedi pag. 4 del “Messaggero” dell’ 11 luglio 1920: ” Oggi alle 15 con l’intervento del Re avrà luogo la posa della prima pietra delle costruzioni edilizie della Cooperativa fra impiegati al Ministero degli Interni nel cantiere posto tra Via San Quintino e Via Statilia”. Le foto che testimonia l’avvenimento sono i codici FP02FP00000126-130 dell’archivio Istituto Luce Fondo Pastorel. E ancora. “Messaggero” dell’8 agosto 1920: articolo dal titolo “Le case degli impiegati a Villa Lancellotti, la posa della prima pietra”. “Ieri alle ore 11, nella già Villa Lancellotti sulla Via Salaria, a duecento metri dal Viale della Regina, Re Vittorio Emanuele posava la prima pietra delle case della Cooperativa degli impiegati dello Stato”.
La foto interessata è il codice FP02FP00000145 del Fondo Pastorel.

 

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