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La consigliera municipale Floriana Delia lascia il PD

La consigliera municipale Floriana Delia lascia il PD

di Giancarlo Proietti

Floriana, hai deciso di lasciare il Partito democratico?
Sì, è stata una scelta maturata con profonde riflessioni e con molto dolore. Già da tempo avvertivo un forte disagio per la distanza fra la mia idea di sinistra e ciò che invece vedo rappresentato dal PD. Ci tengo, però, a ringraziare e salutare con profondo affetto gli amici e le compagne del Partito democratico per tutto quello che ho imparato in questi anni, per tutto quello che di bello abbiamo costruito e per il nostro lungo percorso che ha radici lontane. Molte delle scelte fatte in questi ultimi anni dal PD non rispondono più a quella che considero una sinistra progressista che mira alla costruzione di una società più equa, solidale e inclusiva.
Le scelte sul mercato del lavoro, sulla scuola e anche quelle istituzionali rispondono per me ad altro. Ad un modello di società che risponde a giudizi di valore che io non condivido.
floriana deliaQuale è stato il motivo per cui hai deciso di lasciare questa lunga esperienza proprio in questo momento?
Quanto è accaduto nella nostra città con Mafia Capitale e poi con lo scioglimento del Comune di Roma con le firme dal notaio, pur con tutte le contraddizioni e i limiti di quell’esperienza e nella piena legittimità delle scelte compiute, ha determinato un’ultima insanabile dissonanza con il Partito Democratico. Si tratta di una profonda ferita alla democrazia e alla credibilità delle Istituzioni.
E adesso che cosa pensi che accadrà?
Ho deciso di iniziare un nuovo viaggio “politico”, che comincia proprio da una scelta dolorosa e al tempo stesso pienamente consapevole. Ma, come dice una mia cara amica, le scelte non devono essere indolori, devono essere utili per andare avanti per la realizzazione delle proprie convinzioni.
E proprio da una scelta così difficile voglio cominciare questo viaggio per realizzare un unico obiettivo: la costruzione di un autorevole soggetto di sinistra, radicato nei territori,
anche e soprattutto nella nostra bella Roma; un soggetto nuovo che include e non esclude, che pone al centro della propria azione la realizzazione del benessere degli individui; che guarda ai lavoratori e alle lavoratrici come a delle preziose risorse su cui costruire una crescita equa e sostenibile, e che non li consideri solo dei fannulloni e dei corrotti; un soggetto politico che tuteli gli interessi dei lavoratori che perdono il lavoro o di quelli che non riescono a trovarlo o di quelli che lo hanno trovato ma rimangono precari a vita, senza ferie, malattie e diritti. Oggi per me il punto di partenza è rappresentato da Sinistra Italiana, il nuovo gruppo consiliare che con SEL abbiamo costruito anche nel Municipio VIII sull’esempio di quanto fatto in Parlamento.
Quindi si è già realizzato il nuovo soggetto politico?
No, decisamente no. Questo passaggio non deve e non può essere considerato un punto di arrivo, oltretutto siamo perfettamente consapevoli che il suo esito non è certo, né tantomeno ancora definito, dipende da quanto saremo in grado di essere davvero credibili. L’unica cosa chiara è che questo percorso, per essere convincente, dovrà essere aperto a tutti coloro che oggi sentono di voler costruire una nuova forza politica di sinistra. Non si può più rischiare di continuare ad illudere coloro i quali si avvicinano con entusiasmo alla partecipazione democratica attiva (come è accaduto con le primarie per Marino e poi con il voto per il Comune e l’esito finale cui abbiamo assistito) con metodi che poi calano dall’alto e in modo autoreferenziale le decisioni di questo o di quel politico di turno.
Si alimenterebbe ulteriormente la disaffezione nei confronti delle istituzioni democratiche e il fallimento, in questo caso, diventerebbe letale per la sinistra e per la democrazia.
Dobbiamo dimostrare di essere aperti e di costruire insieme qualcosa sui temi che prima ho descritto sinteticamente, basta con i giochetti. Ci sono persone che con entusiasmo e competenza sono pronte a dare contributi nuovi e impensabili, basta saper ascoltare e coinvolgere. Solo così si può vincere.
Sarà un viaggio lungo, che non finirà, ci tengo a sottolinearlo, con le elezioni amministrative di Roma, sarà bello ed entusiasmante e lo intraprendo impegnandomi con tutto quello in cui credo e tutta me stessa.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 11 – Dicembre 2015

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