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Tag: Cara Garbatella

Giuliano Marotta nuovo direttore di Cara Garbatella online

Passaggio di consegne questa mattina al Tribunale per la Stampa. Dopo cinque anni il giornalista e
scrittore Gianni Rivolta lascia la direzione del magazine online Cara Garbatella nelle mani di
Giuliano Marotta.
Cara Redazione, dopo quasi cinque anni lascio la direzione di Cara Garbatella online a Giuliano
Marotta – scrive in un messaggio Rivolta – Auguro buon lavoro a lui e a tutti voi. Naturalmente
non scomparirò del tutto, intanto perché rimango responsabile del giornale cartaceo, ma rimarrò
a disposizione per consigli e chiarimenti”.
Giuliano Marotta, 39 anni, giornalista pubblicista, collabora con Cara Garbatella dal 2020, nelle sue
parole traspare trepidazione per questo nuovo incarico: “Spero di essere all’altezza del compito, non
sarà facile sostituire Gianni. Per me questo è un grande incentivo a migliorarmi come individuo,
emozione che spero di trasmettere anche alle persone che mi circonderanno in questo percorso”.
Cara Garbatella negli ultimi anni è diventata un punto di riferimento dell’informazione per gli
abitanti dell’Ottavo Municipio e una fonte attendibile sulla storia del territorio, meriti premiati
grazie al costante lavoro della Redazione, coordinata da Gianni Rivolta e dal direttore editoriale
Giancarlo Proietti.
Al nuovo direttore Giuliano Marotta, ora il compito di affrontare le prossime sfide e raggiungere
traguardi ambiziosi nell’informazione locale, a lui i migliori auguri da parte di tutta Cara Garbatella.

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Eraldo, rimarrai sempre con noi

A un anno dalla scomparsa del nostro Presidente

Un anno fa Eraldo Saccinto, il presidente di Cara Garbatella, dopo due settimane di terapia intensiva all’ospedale San Camillo, se ne andava per sempre e ci lasciava soli. Avevamo tutti sperato in una guarigione definitiva dopo un importante intervento chirurgico al cuore e una lunga riabilitazione. Non è stato così, ma è come sia rimasto sempre tra noi.

Come definire Eraldo? Era un signore nel vero senso della parola, una persona educata, sobria, affidabile che non amava mettersi in mostra. Anche nel lavoro in Municipio ha sempre ricoperto ruoli di fiducia nelle segreterie degli assessorati perché era un uomo su cui si poteva contare, competente, che lavorava sodo dietro le quinte.

Ecco come lo ricordava un anno fa il presidente Amedeo Ciaccheri: “Purtroppo dobbiamo dare una terribile notizia per tutta la comunità municipale: è scomparso Eraldo Saccinto, storico dipendente e colonna del Municipio Roma VIII. Da anni un caposaldo dell’Amministrazione comunale, si è occupato di politiche sociali nel corso degli ultimi vent’anni. Stroncato da una malattia che repentinamente lo ha strappato alla famiglia, il Municipio VIII non dimenticherà mai un esempio di professionalità e sensibilità per tutta la comunità territoriale, soprattutto per le fasce più deboli. Saremo al fianco della famiglia, in particolare della moglie e del figlio, in questo momento così doloroso e per il futuro.

Eraldo aveva 62 anni, da undici era Presidente dell’associazione Cara Garbatella e con noi aveva condiviso i progetti del giornale on line e del rilancio del cartaceo, su cui ha scritto per anni informando i cittadini sulle realizzazioni del Municipio VIII.

Oggi ci lascia soli alla vigilia del Garbatella Jazz Festival, una sua creatura. Come faremo a non vederlo più alla cassa del bar, servizio che da anni amava fare e a cui non voleva mai rinunciare? Caro Eraldo ci mancherai e ci stringiamo con affetto intorno alla tua famiglia, a tua moglie Antonella, a tuo figlio Antonio e a tuo fratello Gabriele.

Gli amici e le amiche di Cara Garbatella

[Articolo pubblicato sul periodico Cara Garbatella, Anno XVIII – Giugno 2024/numero 64, pag. 5]

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Casetta Rossa: incontro con la senatrice Ilaria Cucchi (Servizio video)

La neoeletta senatrice Ilaria Cucchi, è tornata a Casetta Rossa alla Garbatella, questa volta per ringraziare e festeggiare con tutte le persone che l’hanno sostenuta in questa campagna elettorale.

Candidata con l’Alleanza Verdi Sinistra Italiana è stata eletta nel collegio uninominale Toscana UO4 di Firenze, con circa 208 mila voti pari al 40% dei suffragi, il 10% in più rispetto alla candidata di Fratelli d’Italia Federica Picchi.

Ai microfoni di Cara Garbatella ha commentato il risultato delle elezioni politiche e la sua intenzione di entrare a far parte della Commissione Giustizia del Senato.

Stefano BAIOCCHI & Giuliano MAROTTA

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BOOM ! VISIONARIA, il Festival de La Villetta Social Lab

Boom !! Visionaria, il festival che si svolge alla Villetta, quest’anno promette di essere una vera “esplosione” di incontri e eventi interessanti. Dal 5 al 10 settembre 2022 infatti si avvicenderanno sul palco centrale esponenti del mondo della cultura e dello spettacolo, del giornalismo e della politica.

Chi sarà presente

Interverranno tra gli altri Massimiliano Smeriglio, Nicola Zingaretti, Nicola Fratoianni, Andrea Catarci, Amedeo Ciaccheri, Michela Cicculli, Marilena Grassadonia, Rossella Muroni; il sindacalista Aboubakar Soumahoro; i giornalisti Daniela Preziosi, Michele Santoro, Luisa Monforte, Andrea Carugati; ma anche personaggi dello spettacolo quali Luca Barbarossa, Fiorella Mannoia, Neri Marcoré.

 

I temi del festival

Si parlerà di giustizia sociale e climatica, di diritti e di equità, di libertà dagli stereotipi e dalla violenza di genere, di idee e azioni concrete per il futuro della nostra città. Sarà uno spazio aperto al confronto, come è tradizione per questa festa della Villetta. Ci saranno dibattiti, musica e presentazione di libri.

 

Alcune delle iniziative

Il programma è davvero fitto.  Tra i vari dibattiti segnaliamo quello in cui si parlerà di diritti e di lotta per la libertà di scelta di genere, mercoledì 7, in cui interverranno tra gli altri Michela Cicculli e Marilena Grassadonia.

Non mancherà un incontro dedicato all’importante tema dell’Europa: Daniela Preziosi intervisterà Massimiliano Smeriglio e Nicola Fratoianni, sabato 9.

Sempre sabato, Amedeo Ciaccheri e Eleonora Evi parleranno del loro programma politico.

 

Presentazione di libri

Tra i libri che verranno presentati  segnaliamo, giovedì 8,  “Sorella Rivoluzione” di P. Majorino, con il quale interverrà tra gli altri Nicola Zingaretti, e il libro di Michele Santoro “Non nel mio nome”, venerdì 9 in presenza dell’autore.

 

La partecipazione di Cara Garbatella a VISIONARIA

Quest’anno Cara Garbatella partecipa a Visionaria con tre iniziative. La prima è quella dedicata a Rossana di Lorenzo, attrice e sorella di Maurizio Arena, abitante della Garbatella, scomparsa ad agosto:  lunedì 5, dopo un ricordo del nipote Jean Maurizio, sarà proiettato l’episodio del film “Il comune senso del pudore” di cui è stata protagonista con Alberto Sordi.

La seconda è quella che si terrà la sera di mercoledì 7  “BIANCIARDI GARIBALDINO”  e che vedrà la scrittrice Maria Jatosti  insieme a Claudio Fracassi e Antonello Ricci ricordare Luciano Bianciardi e la sua importante presenza nel panorama culturale del dopoguerra con particolare riferimento ai suoi numerosi testi dedicati al Risorgimento e alle imprese dell’eroe dei due mondi. Con Maria sul palco ci saranno anche Luca Barbarossa, Neri Marcorè e Fiorella Mannoia e i loro interventi in musica e parole.

E infine sabato 10 settembre la Villetta ospiterà un’anteprima del tanto atteso Garbatella Jazz Festival che tornerà in grande stile dopo il periodo pandemico dal 29 settembre al 1 ottobre, sempre alla Villetta, organizzato da Cara Garbatella. Il gruppo che suonerà nell’anteprima è “Lucia Ianniello Quartet”, composto da Lucia Ianniello tromba e voce, Roberto Cervi chitarra, Paolo Tombolesi tastiere, Alessandro Forte batteria.

Ecco il programma completo di Visionaria Urban Fest 2022:  www.visionaria-urban-fest.it

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Riconosciuti i resti di Marian Reicher al mausoleo delle Fosse Ardeatine

Era un ebreo polacco di 43 anni rimasto per anni tra gli otto martiri non identificati

Venerdì 24 marzo 1944, una data che resta nella memoria e nel cuore di tutti gli italiani ed in particolare dei romani. Quel giorno 335 esseri umani vennero barbaramente trucidati alle Fosse Ardeatine dalle SS naziste che occupavano Roma. 

Stavolta non ci soffermiamo sulla storia di quell’eccidio che dovrebbe essere risaputa e conosciuta da tutti.  I poveri resti di quelle persone oggi sono custoditi, come tutti sappiamo, nel Mausoleo di via Ardeatina. 

327 di loro nel tempo sono stati identificati grazie a registri, testimonianze, reperti. Per otto invece non si è riusciti a abbinare i resti mortali ad un nome. 

Quindi da un lato i nomi degli otto ultimi martiri non erano sconosciuti ma dall’altro non si sapeva a quale nome corrispondessero quelle ossa piuttosto che quelle altre.

Nei giorni scorsi grazie al lavoro del Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti avviato nel 2010, con il supporto del RIS dell’Arma dei Carabinieri e del Laboratorio di Antropologia dell’Università di Firenze e con la collaborazione dell’Anfim (associazione familiari delle vittime) e della Comunità Ebraica si è avuta la certezza dell’appartenenza di  resti umani non ancora identificati a Marian Reicher anche lui vittima dell’eccidio.

Marian Reicher era un ebreo polacco di 43 anni che venne arrestato a Roma e cadde vittima della rappresaglia tedesca.

Grazie alla comparazione del DNA di David Reicher, figlio di Marian, con i DNA dei resti senza nome si è finalmente riusciti ad abbinare resti e nome per un’altra persona e ora Marian Reicher riposa nel sacello 272.

Il Ministero della Difesa informa che passata l’emergenza della pandemia del coronavirus sarà organizzata una cerimonia al Mausoleo per onorare ufficialmente la ritrovata identità di Marian Reicher alla presenza del figlio David.

Enrico Recchi

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Ridotta a discarica la fontana di Carlotta

Fino a pochi mesi fa, uno dei luoghi più gettonati delle visite guidate nel quartiere, ora simbolo di degrado e di incuria. É la Fontana Carlotta che riversa in un preoccupante stato di abbandono a causa di elettrodomestici, mobili, sanitari, carrelli della spesa, spazzatura gettati lì da circa dieci giorni.

Abitanti del posto ci hanno rivelato che la responsabile di tale situazione potrebbe essere un’abitante del lotto 27, che gradualmente ha lasciato nella piazza antistante la fontana gli oggetti dei quali non si serviva più, incurante degli effetti del proprio gesto.

Purtroppo, non è la prima volta che Carlotta viene deturpata. In passato l’effige è stata danneggiata da vandali e ridotta ad uno stato di degrado e poi restaurata in più di un’occasione. Allo stesso modo, ciclicamente, l’area che la circonda è stata lasciata allo stato brado e poi recuperata. 

Sembra che la bella Carlotta non debba avere pace neanche in tempi di Covid-19.

Di Francesca vitalini

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Ci ha lasciato Cosmo Barbato, per anni maestro e guida di Cara Garbatella

Questa mattina se ne è andato per sempre Cosmo Barbato. Aveva 89 nove anni e con lui se ne è andato l’ultimo grande vecchio della Villetta. Non ci sono parole per definire Cosmo, per lui parla la sua vita.

Nella primavera del 1944 venne a Roma, sfollato da Cassino bombardata e si stabilì con suo padre l’avvocato Guido Barbato, sua madre e  una sorellina in due stanze in una casa in coabitazione nelle vicinanze di piazza Mazzini. Nel 1949 la famiglia ottenne una casa Iacp e si trasferì alla Garbatella, dove Cosmo trascorse  tutta la sua vita di militante comunista e giornalista. Prima come segretario di redazione di “Vie Nuove”, il settimanale fondato da Luigi Longo e più tardi alla fine degli anni Sessanta a Paese Sera.

E’ stato un grande maestro per tutti i giovani che frequentavano la Villetta, la storica sezione del Pci della Garbatella, un uomo d’altri tempi, ma sempre attivo nella vita sociale e politica. Si iscrisse al partito da giovanissimo studente del liceo Mamiani nel 1946 e nel 1950 era tra i compagni che difesero la Villetta dall’assalto missino. Dopo il congresso di Rimini non aderì alla proposta di Achille Occhetto di cambiare nome e simbolo al Partito, tanto che si iscrisse a Rifondazione comunista.

 A casa del suo carissimo amico Umberto Pradella, maestro di violino e compositore in piazza Oderico da Pordenone, conobbe Gabriella Tosi, un’insegnante di Matematica e Fisica, e fu amore a prima vista. Gabriella fu la compagna della sua vita e, quando qualche anno fa morì per un male incurabile, Cosmo e suo figlio Guido ebbero una perdita incolmabile.

Cosmo aveva tanti interessi oltre alla scrittura, uno su tutti l’archeologia. Fino a che le sue ginocchia lo ressero, insieme a Gabriella, fu un grande viaggiatore, un visitatore entusiasta dei siti archeologici in Medio Oriente. Ma fu anche uno studioso di cose locali. Erano noti a tutti i servizi che Cosmo scriveva prima sulla Gazzetta dell’Undicesima e poi sul periodico Cara Garbatella, che per tanti anni sostenne con tutte le sue forze. Attraverso i suoi racconti e i suoi articoli abbiamo conosciuto i personaggi della Resistenza, uomini e donne della Garbatella, come i fratelli Cinelli, Enrico Mancini, Giuseppe Felici o Libero De Angelis.Il Quaderno della Resistenza Garbatella – Ostiense di Cosmo Barbato rimane un testo fondamentale, che ricostruisce le figure e la storia della guerra e dell’occupazione tedesca della città di Roma.

La sua è stata una esistenza piena e intensa, ricca di curiosità e amore per la vita, un esempio per tutti i giovani. Pochi giorni prima di morire, alla notizia del crollo del pino secolare della Villetta, ha voluto tornare nella sua casa politica, non solo una sezione ma un luogo di affetti e passioni. Gli abbiamo voluto bene per tanti anni. Il suo ricordo rimarrà per sempre nei nostri cuori.

Di Gianni Rivolta

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Intervista a Patrizia Prestipino

Presidente dell’ex XII Municipio, eletta deputata del Partito democratico per il collegio Ardeatino, insegnante e componente a Montecitorio della Commissione Scienza – Cultura –  Istruzione.

Onorevole, lei è sempre stata considerata una renziana di ferro. Come mai non ha seguìto Matteo Renzi nella sua avventura nonostante – si dice – le sue avances? Io sono stata la prima amministratrice romana nel 2011 ad abbracciare il progetto di Matteo Renzi quando era ancora sindaco di Firenze; ci incontrammo proprio nel capoluogo toscano dove mi parlò della sua volontà di cambiare profondamente il PD. Ho aderito immediatamente al suo progetto riformista – avevo capito che si sarebbe presentato alle primarie – che credo però debba continuare all’interno del Partito. Rimane naturalmente la stima e l’affetto verso Matteo, ma resta anche la voglia e la passione di proseguire la strada tracciata alla Leopolda all’interno del PD.

Parliamo di un altro leader. Lei ha collaborato con Zingaretti in provincia, e quindi lo conosce bene, pensa che stia facendo un buon lavoro nel Partito?
Conosco Nicola da quando era Segretario dei DS di Roma e c’è stima reciproca. Ho lavorato benissimo in quella Giunta Provinciale in cui ho ricoperto il ruolo di assessora; posso dire che Nicola è un grande lavoratore, che crede molto in quello che fa, qualsiasi sia il suo incarico; non si mette però in mostra né ama troppo i riflettori puntati. È una persona che lavora tanto e in silenzio.


Crede che l’arrivo di Laura Boldrini – in parte bilanciato da quello di Beatrice Lorenzin –  possa spostare troppo l’asse del partito a Sinistra?
Laura è una cara amica, una bella persona, vittima di “fake news” e degli “haters”, dai cosiddetti odiatori della Rete. Ha una grande storia e un grande passato nell’ambito della cooperazione internazionale e andrebbe rispettata e stimata soltanto per questo. Nell’ambito della Sinistra sta assumendo – a mio avviso – spesso posizioni riformiste e meno conservatrici. Sarà una delle tante anime che un partito riformista e pluralista come il PD deve avere al suo interno.
 

Lei ha lamentato più volte che il PD romano non ha idee e non produce iniziative.
Secondo il suo parere bisognerebbe andare ad un congresso straordinario ed azzerare la segreteria romana oppure è un problema che riguarda un po’ tutte le sezioni e quindi – in parte – i militanti della Capitale?
La Capitale versa in uno stato di degrado politico, economico, sociale, culturale, la risposta non può essere quella del PD romano. Non ce l’ho con le persone, ma con la visione che questo partito non ha prodotto sui grandi progetti per il rilancio di Roma di cui non vedo ombra da nessuna parte. Quando Roma non è al centro del dibattito nazionale, tantomeno locale, questo è un problema che va quanto prima sanato. Se il Partito va azzerato non sta a me decidere, c’è ancora un Segretario che è Andrea Casu, dovrà decidere lui (e la sua maggioranza) se andare avanti.

Ultimamente i consiglieri Capitolini del suo partito sembra abbiano ammorbidito l’opposizione nei confronti della Sindaca e della sua Giunta. Eppure i risultati, tutt’altro che favorevoli al governo dei Cinquestelle, sono sotto gli occhi di tutti.
Io non credo affatto che i nostri consiglieri abbiano abbassato la guardia, li vedo sempre molto attivi nel denunciare il malgoverno della Giunta Raggi, che ormai ha raggiunto punte ridicole anche nel cambio continuo degli assessori, nell’incapacità di guidare i processi amministrativi, gli investimenti e lo sviluppo della città. Credo piuttosto che non abbiamo attenzione da parte dei mass-media, non riuscendo a comunicare la loro azione politica in Campidoglio. Capisco anche che fare l’opposizione diventa pesante, perché è come fare l’opposizione a un Re Travicello, si finisce nel perdere forza di fronte ad una nullità quale è la Sindaca di Roma.

Molti politici, una volta eletti, non danno peso al collegio e al territorio dove risiedono gli elettori. In molti si ricordano di Lei anche per essere stata Presidente dell’ex XII Municipio; nelle ultime elezioni è stata eletta alla Camera nel collegio Ardeatino (che racchiude anche il territorio dell’VIII Municipio), grazie a oltre 50.000 voti, ogni tanto se lo fa un giro per i quartieri del territorio?
Sono stata eletta nel collegio più a sud d’Italia perché dopo di me, scendendo verso sud, c’è il giallo dei Cinquestelle… Ho l’onere e l’onore di essere stata eletta in un collegio bello e importante; ho fatto la mia campagna elettorale nei mercati, nei centri anziani, davanti alle scuole. Stare in mezzo alla gente è la mia caratteristica. Credo di essere l’unica deputata che ha aperto un ufficio di collegio (al Torrino n.d.r.) nel quale ricevo cittadini e che ospita alcune associazioni. Tengo sempre acceso il filo rosso che mi lega con gli elettori, non è un caso che il mio slogan elettore è “Ho scelto Voi”

Alla Garbatella, ma anche negli altri quartieri del Municipio ci si lamenta molto della spazzatura nelle strade. Ha qualche idea per risolvere la questione?
Quando c’è stato il blocco del TMB di Roma e il territorio dell’VIII Municipio è diventato una discarica a cielo aperto, ho partecipato insieme al presidente Amedeo Ciacchieri alla marcia a favore del decoro contro il degrado provocato da questa immondizia che infestava la Garbatella.
Bisogna avere il coraggio di chiudere il ciclo dei rifiuti e realizzare impianti che pongano fine a questa continua emergenza. Si sta lavorando sull’emergenza, anziché sulla lunga visione. Basta che un impianto si rompa o si blocchi e Roma finisce nel caos dei rifiuti. Io sono stata la prima presidente di Municipio a iniziare nel 2007 la raccolta differenziata.

Può essere soltanto colpa della Giunta Raggi oppure alcuni cittadini hanno una buona dose di responsabilità?
Che i cittadini abbiano delle responsabilità è vero, basta guardarsi intorno. Manca l’educazione nelle famiglie e nella scuola. Il tema dell’ambiente è diventato un tema importante, lo abbiamo visto anche con il fenomeno Greta Thunberg. Bisogna cominciare ad educare dalle piccole cose.

È d’accordo con il rinvio di un anno per l’insegnamento dell’educazione civica nelle scuole? Non sono affatto d’accordo, ma il problema è stata la mancanza di fondi specifici per la formazione dei professori. Non tutti possono insegnare educazione civica, bisogna essere formati, altrimenti si fanno dei danni. E lo dico da insegnante.

Cosa le manca di più della sua vita da docente? Il rapporto con i ragazzi, i loro sorrisi, le loro ansie, il rapporto di assoluto amore che avevamo l’uno verso l’altro anche quando si partiva con delle diffidenze.
Non scorderò mai il pezzo di musica Rap che un alunno mi ha dedicato in latino. È stato il mio Inno (e portafortuna) elettorale.


A proposito, non crede che questo Governo dovrebbe (o potrebbe) tornare ad investire sulla scuola? I fondi dove si possono trovare?
Il Governo Renzi e poi quello guidato da Gentiloni investirono oltre 5 miliardi per l’edilizia scolastica. Il Governo targato Lega-Cinquestelle ne ha tagliati fino a 4 miliardi. Hanno anche tolto 5 miliardi dedicati alla formazione dei docenti e alle offerte formative, ma soprattutto agli insegnanti di sostegno. Oggi la scuola è iniziata nel caos più completo. Mancano tanti docenti e présidi perché scappati grazie a “Quota 100” e, soprattutto, pesa l’assenza di insegnanti di sostegno; a pagare come al solito sono le fasce più deboli, quindi i ragazzi con disabilità intellettiva e fisica. Ciò è inaccettabile per un Paese civile

Di Stefano Baiocchi

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Ferragosto 2019: gli eventi per chi rimane nella Capitale

Ferragosto a Roma. Per chi vive qui, potrebbe quasi sembrare una punizione. Le strade vuote, quel caldo afoso che ti costringe a stare abbracciato al tuo ventilatore, e l’unica gioia è la birretta fresca la sera tra i vicoli del quartiere. Ah no, un momento, con la nuova ordinanza non si puo’ più neanche bere per strada. Insomma, Ferragosto nella capitale non sembra una delle mete più ambite dai romani. Ma non demoralizzatevi: tra serate per ragazzi, cibo ed eventi culturali, ecco alcune date da segnarvi.

Pronti e via, si parte da Piazza Benedetto Brin, dove all’Arena Garbatella lunedi 12 alle ore 21:15 verrà proiettato il film; “C’è tempo” di Walter Veltroni. Lunedi 19 invece, toccherà a Claudio Genovesi con la pellicola “La paranza dei bambini”.

Per i più giovani, tranquilli che ce né anche per voi. Infatti il più eccentrico e bizzarro party a tema, con musiche anni 90 e non solo, il 15 sera colorerà il Parco Schuster; di cosa stiamo parlando? Del Borghetta Style! E non dimenticate che capiterà proprio di mercoledi, quindi, spritz a 2€ al Chiringuito Libre.

Per finire, ma non meno interessante, arriviamo al cibo. E chi meglio di Eataly, il tempio del food in Piazzale XII Ottobre, puó accontentare i nostri palati. Ma senza fretta, perché avete ben 18 giorni per poter gustare ogni specialità dell’evento «Fish and wine ». Dall’8 al 25 Agosto vi attendono una montagna di abbinamenti di pesce, fritto o crudo, con gli gnocchi o le linguine, frutti di mare o baccalà a non finire. Il tutto accompagnato da vini merditerranei e tanto altro.

Insomma, Ferragosto a Roma non è poi così male. E poi diciamocela tutta, anche senza mare rimane sempre la più bella capitale.

Di Ilaria Proietti Mercuri

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Parco Schuster ospita “Sport in Piazza 2019”

Lo sport piace a tutti. Da vedere, ma ancora meglio se da praticare:
che sia in un prato rincorrendo un pallone, o con guantoni e
paradenti, o danzando su un palco. Tutti veniamo travolti, in un modo
o nell’altro, in qualche sport. 
E indovinate un po’: anche il nostro Municipio si prepara ad essere
presto trasportato in una giornata tutta dedicata allo sport.

Sabato 28 Settembre infatti, dalle ore 10 alle 18, il Parco Schuster
in Via Ostiense accoglierà bambini e bambine, genitori e nonni, che
potranno cimentarsi in tantissime attivita’. Scherma, boxe, pallavolo,
arti marziali, basket, rugby e tanto altro. “Sport in Piazza 2019”,
questo il nome dell’iniziativa, e’ stato organizzato da Coni e Regione
Lazio. 

La partecipazione e’ gratuita, sia per i cittadini sia per i soggetti
sportivi intenti a partecipare. A proposito di questo: per aderire
alla giornata dello “Sport in Piazza 2019”, basta andare sul sito di
Roma Capitale. C’è ancora tempo fino all’iniziativa è vero, per
l’iscrizione peró, occhio al calendario, non oltre il 5 agosto. 

di Ilaria Proietti Mercuri

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Alla cooperativa Garibaldi ospite il giornalista Andrea Pamparana per la presentazione del libro “Cronista del disagio autistico”.

Di Ilaria Proietti Mercuri

Pochi ne parlano, eppure, è la forma di disabilità più frequente al mondo. Proprio così, solo nel 2018 in Italia l’autismo ha riguardato un bambino su 59. E sapete una cosa? Non può essere curato, ma capito, sì. 

E a tentare di comprendere cosa passi nella mente dei bambini affetti da questa malattia, ci ha pensato Andrea Pamparana; giornalista, scrittore, sceneggiatore e documentarista.

Proprio stamattina, Sabato 6 Aprile presso la cooperativa sociale Garibaldi, ha presentato il suo ultimo libro. 

Con una minuziosa indagine, aiutato da neuropsichiatri, assistenti sociali e pedagogisti, lo scrittore spiega cosa significhi essere autistici: “Dal greco autos, ovvero se stesso. Una netta chiusura dei rapporti comunicativi con il mondo esterno”. Difficoltà nel comunicare che poi, si riflette su tutta la famiglia, la quale non solo si ritrova a dover far fronte a tale malattia, ma come sostiene Pamparana, anche a doversela cavare senza alcun aiuto, in quanto abbandonata dalle istituzioni. Dover dire ad un genitore che il figlio è affetto da autismo non è facile, aggiungere poi che dovrà cavarsela da solo perché in Italia non ci sono mezzi economici adeguati per le terapie, è devastante. 

Con questo libro, oltre a denunciare la stupidità della burocrazia e il menefreghismo dello stato, il giornalista vuole anche dare una risposta ai genitori dei ragazzi autistici, che attraverso varie testimonianze, possono magari più facilmente trovare una risposta ai piccoli e grandi problemi da affrontare nella vita quotidiana. Sperando nel frattempo, che si possa trovare una cura a questa società così menefreghista. 

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Morìa di volpi nei parchi campagna

Può sembrare strano parlare di volpi nel territorio urbano, ma non è così. Gli animali selvatici sono molto più presenti di quanto noi immaginiamo nei parchi della città. Purtroppo negli ultimi giorni due esemplari sono stati trovati morti sulle strade adiacenti le aree verdi. Ieri una piccola volpe senza vita è stata vista da un runner nelle adiacenze del parco del Forte ardeatino e questa mattina un passante ne ha notata un’altra senza vita sulla via Laurentina nei pressi dello svincolo delle Tre Fontane e della Roma Fiumicino. D’altra parte è cosa nota che una coppia, maschio e femmina, staziona da diverso tempo nel canneto degli orti Tre Fontane , tra via del Tintoretto e in parco delle Rane di largo Longanesi. (r.g)

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VIA GIULIO ROCCO: MENO TARI PER TUTTI

Nelle prossime settimane, per i cittadini della zona San Paolo-Garbatella potrebbe esserci una svolta. In particolare ci riferiamo a quelli di via Giulio Rocco, che da ormai quasi due anni, si trovano in una situazione di disagio causata dalla chiusura del ponte che collega i due quartieri. Questa chiusura ha portato col tempo a una condizione di degrado e sporcizia ormai insostenibile: “per questo nei prossimi giorni, in Consiglio municipale e in Assemblea capitolina, verranno votati atti per procedere alla richiesta di riduzione della Tari per i commercianti proprio a partire da via Giulio Rocco”. Ha spiegato il Presidente del Municipio Roma VIII Amedeo Chiacchieri.
Il ponte tra via Ostiense e via Cialdi, era stato chiuso ad ottobre 2016, poco dopo il terremoto che ha scosso il centro Italia, per motivi di sicurezza. Avrebbero poi dovuto portare a termine qualche verifica strutturale. Ma si sa, in Italia i tempi per questo genere di cose si protraggono anni luce. A complicare le cose poi, c’è sempre la divisione delle competenze. Il cavalca ferrovia infatti, passa al di sopra di due ferrovie distinte, la Metro B gestita da Atac, e la ferrovia Roma Lido gestita dalla Regione Lazio.
Nonostante le varie difficoltà però, la speranza è sempre l’ultima a morire. Ora infatti, grazie anche all’insistenza del Municipio VIII, è partita la gara per il progetto di un nuovo cavalca-ferrovia che consentirà di ricollegare i due quartieri romani.
Insomma, tra l’abbassamento della Tari e il progetto per il nuovo cavalca-ferrovia, i buoni propositi ci sono, speriamo che la svolta si concretizzi il prima possibile.

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Emergenza freddo in VIII Municipio

Iniziative di solidarietà all’Ottavo Municipio

Con l’ improvviso abbassamento delle temperature  di questi ultimi giorni è scattata l’emergenza freddo anche sul territorio dell’VIII Municipio. Dopo la morte del clochard polacco, trovato senza vita, su una panchina di piazza Lorenzo Lotto a Tormarancio le istituzioni locali e le associazioni dei cittadini hanno organizzato una serie di iniziative per i senza tetto. Intanto è stato allestito un punto di raccolta di coperte, giacconi, indumenti di lana e generi alimentari al centro sociale La Strada di via Passino 20, la stazione Piramide della metropolitana è stata aperta per la notte. Le iniziative per fronteggiare il gelo di questi giorni non finiscono qui:  “siamo  mobilitati insieme alla comunità di Sant’Egidio – ha spiegato Paola Angelucci, consigliera municipale-  ai volontari della Villetta, della Casetta rossa e della Strada per portare un pasto e una bevanda calda ai senza tetto del nostro territorio”. (g.r)

web del MunicipioFacebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Magia-di-Natale

Pronti, Natale, e via: iniziano le feste! Tra corsi di cucina, alberi col puntale, street art, spettacoli e fiere, il quartiere degli storici lotti e i suoi dintorni, vi propongono alcune date a cui non potrete
mancare. Per gli amanti dell’arte culinaria, stringete le cinture, anzi, forse sarebbe meglio dire allargate e tenetevi forte. Tra le iniziative più gustose di Natale, vi aspettano divertenti esperienze
gastronomiche così da poter battere persino vostra suocera ai fornelli. Dove? Da Eataly, in piazzale 12 Ottobre 1492 il regno del food d’eccezione ai confini della Garbatella, troverete svariati corsi sia per grandi che per bambini: dalla cucina Gourmet, alla pizza fatta in casa, lezioni sulla pasticceria tradizionale italiana o tutorial per riconoscere le migliori birre.
Con l’arrivo delle festività poi, presepi e alberi diventano protagonisti indiscussi di questi giorni. A piazza Albini dall’8 dicembre al 7 gennaio ci sarà un albero alquanto particolare.

Palle di Natale? Naah…, a decorarlo ci saranno i personaggi delle fiabe di Fata Garbatella. Il tutto costruito a mano dai ragazzi nigeriani dell’associazione Amici di Fruzzico.
Insomma un mix di integrazione per i ragazzi stranieri unito al
divertimento per i piccoli del quartiere. Se invece amate la musica o l’arte, sappiate che piazza Biffi, base di ritrovo per molti giovani della Garbatella, il 21 dicembre diventerà la tela di un gruppo di ragazzi pronti a riqualificare il nostro territorio, attraverso la Street Art, il Live Painting, Stencil Art, il tutto accompagnato da musica e Video Mapping sull’albergo rosso. In un’epoca dove la tv ha soppresso il teatro, la fotografia ha ucciso la pittura e i graffiti sono invece rimasti incontaminati dal progresso, quale idea migliore se non arricchire il quartiere attraverso le nuove arti? Il Natale però, si sa, non è solo una data, ma piuttosto uno stato d’animo, che spesso porta solidarietà.
Per questo, con una vitalità stravolgente, al Nuovo Teatro di viale di San Paolo, i genitori e i ragazzi della associazione “Stiamo bene insieme”, hanno organizzato uno spettacolo per raccogliere i fondi da devolvere all’Agop, l’Associazione di Oncologia Pediatrica. Un divertente musical recitato da volontari dai 12 ai 30 anni, che nella vita fanno tutt’altro che stare su un palco: infermieri, studenti, gelatai o psicologi. Tutti riuniti per poi, una volta spente le luci del teatro, donare i soldi a chi ne ha bisogno.
Potete venirli a trovare il 9 dicembre alle 15:30 o alle 19:30 a viale di San Paolo 12. La solidarietà inoltre, quest’anno ha una missione impossibile, che nessuno è mai riuscito a compiere; quale?

Bloccare il traffico a Marconi! Proprio così, per poi trasformare il tutto in area pedonale, all’insegna di una giornata in cui le associazioni del quartiere presenteranno le loro attività, dal teatro, al canto, agli sportelli di ascolto con psicologi o ostetriche.
Salvatevi la data: 22 dicembre in via Orso Mario Corbino. E a proposito di date, anche quest’anno, il 25 dicembre la Comunità di Sant’Egidio al San Michele di piazza Tosti 4 ci ricorda che per il tradizionale pranzo, ancor prima di decidere cosa mangiare, è fondamentale scegliere con chi. Per questo dal 1982, famiglie povere, persone sole o malate e immigrati si ritrovano a festeggiare alla stesso tavolo.
Età diverse, ma anche lingue, tradizioni e religioni opposte riescono ad unirsi, in un mondo che tende invece sempre più a chiudere porti e innalzare muri. Non mancheranno poi di certo iniziative per i più golosi. E visto che la specie umana si divide in due categorie: gli amanti del cioccolato e quelli che non vogliono ammetterlo, se fate parte della prima categoria, potete degustare ogni tipo di dolciume artigianale alla festa del cioccolato, accompagnato dai mercatini di Natale, l’8 e il 9 dicembre dalle 10:00 alle 18:00 presso il parco Egeria, in via dell’Almone 105. Se poi il cioccolato non dovesse bastarvi, e ogni anno al cenone in famiglia siete schierati nella squadra di quelli che: “Buuu il pandoro viva i canditi!”.

Beh, sappiate che sua maestà il panettone vi aspetta sempre al Parco Egeria il 15 e il 16 dicembre, 10:00-18:00, in un’incredibile week-end tra panettoni ricoperti di pistacchio, cioccolato bianco o all’arancia, fondente, ripieni di frutta o affogati nel rum. Il tutto tra luci colorate e un mercatino artigianale. Insomma, le proposte non mancano, affacciatevi con i vostri occhi per giudicare la migliore, o magari, la
più gustosa.Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Ritorna in edicola Cara Garbatella

L’INFORMAZIONE LOCALE

Da dicembre torneremo in edicola ogni primo giovedì del mese con otto pagine di cronaca locale. Dopo un anno di stop, “Cara Garbatella” si ripresenta nella sua veste originale cartacea, quella che
ha fatto appassionare i numerosi lettori del quartiere e non solo.
Il primo numero verrà festeggiato insieme ai cittadini e ai fondatori storici sabato 15 dicembre alle ore 18,00 presso l’hub culturale Moby Dick in via Edgardo Ferrati 3. Per l’occasione ci sarà anche musica jazz e una mostra fotografica dei vecchi numeri del giornale.
Tante le conferme ma altrettante le novità. Cominciamo con queste ultime. Innanzitutto il giornale uscirà tutto l’anno, tranne la pausa estiva di luglio e agosto, con una nuova veste grafica che
gli editori ritengono essere più moderna e più godibile. Sarà un grosso sforzo, un lavoro che ci vedrà impegnati senza sosta per dare tutte quelle informazioni che non potete trovare sui quotidiani nazionali. A noi, infatti, non interessa fare il controcanto alle notizie che tutti i giorni sentiamo nei telegiornali, nei diversi talk show sul piccolo schermo o sulle pagine dei più noti fogli di informazione. Accenderemo piuttosto i riflettori sulle piccole storie che nascono dietro l’angolo di casa, nella scuola del rione, al centro anziani, nel campo di calcio della parrocchia, ovvero su tutto ciò che contribuisce a fare dei nostri quartieri una vera comunità. Saremo dunque attenti a darvi, ogni mese, le notizie di attualità che riguardano il territorio, ma non mancheremo di raccontare
le vostre storie più belle, quelle di una collettività cittadina in marcia da tantissimi anni per un mondo più giusto e solidale. La seconda novità è che in questa nuova veste editoriale Cara Garbatella sarà ancora più curiosa. Non solo dirigerà le antenne dei suoi redattori sul vecchio quartiere popolare dell’Ater, ma si occuperà anche di cosa succede a Montagnola, Roma 70, Tormarancia, San Paolo e Ostiense, dedicando loro due pagine dell’ancora esigua foliazione. Sarà, inoltre, un giornale più strutturato con una redazione composta da diversi giovani aspiranti giornalisti, che quotidianamente aggiorneranno con servizi in tempo reale anche la versione on line del periodico.

La cronaca la farà da padrona, ma parleremo anche di politica municipale, di cultura e di sport locale con alcune rubriche dedicate. Cosa rimane del passato? Innanzitutto abbiamo voluto lasciare
la storica testata, riconoscibile da tutti gli abitanti della Garbatella, inoltre la tiratura in cinquemila copie al mese e la diffusione gratuita. Infatti il giornale lo potrete trovare presso tutti i nostri inserzionisti e nei luoghi pubblici di transito dei cittadini: la sede del Municipio a via Benedetto Croce, i centri anziani, i centri sportivi e culturali, i bar e i ristoranti. Non rimane che fare un appello ai lettori. Dietro questo giornale non ci sono grandi editori, c’è una piccola associazione composta da volontari, che opera da più di vent’ anni nel quartiere con l’appuntamento annuale del
Jazz festival Garbatella e con un sito web molto visitato. Quindi i veri proprietari del giornale siete voi e gli inserzionisti, che ci credono e investono piccole somme in pubblicità. Continuate a sostenerci. Auguriamo lunga vita a questo foglio, che ci ha accompagnato nei giorni più difficili e in quelli più belli della nostra esistenza degli ultimi vent’anni, una piccola finestra che vogliamo tenere aperta sul mondo che ci circonda.
Un saluto affettuoso e un sentito ringraziamento lo dobbiamo ad Alessandro Bongarzone, che per tanti anni ha firmato il periodico come direttore responsabile.
(g. r.)Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

È arrivata fino a Sanremo la musica degli Sgarbatelli

IL GRUPPO FOLK-POP DELL’ISTITUTO DAMIANO SAULI
di Lorena GUIDALDI

Sono già conosciuti in tutta Roma e non solo gli Sgarbatelli Drum Circle, il gruppo musicale della scuola media Macinghi Strozzi che quest’anno ha partecipato alla manifestazione Tamburi della
Pace in Campidoglio, alla Festa della Cultura e al Festival dello Street Food a Garbatella nonché alla Festa della Musica a piazza Santa Maria in Trastevere. “Il gruppo è nato nel 2016 – racconta
la professoressa Serena Della Monica, insegnante di educazione musicale – su un progetto che ho presentato contro la dispersione scolastica: un corso pomeridiano di musica folk–pop con uso di strumenti legati alla tradizione popolare del centro e sud Italia come organetti, fisarmoniche, tamburi a cornice, castagnetti che si fondono con i suoni più moderni delle chitarre acustiche, dei bassi elettrici e della batteria.” Il complesso musicale che nei primi tempi coinvolgeva una trentina di ragazzi, dopo due anni, a progetto concluso, ha raddoppiato i partecipanti e ha cominciato a uscire dall’ambito scolastico proponendosi con successo in diverse manifestazioni cittadine, fino ad arrivare al Global education festival a Sanremo classificandosi tra i finalisti e ricevendo la Menzione Speciale. L’entusiasmo dei ragazzi ha naturalmente contagiato le famiglie e gli altri docenti della scuola, che seguono assiduamente il gruppo con passione nelle trasferte. Il prossimo appuntamento per gli Sgarbatelli sarà a piazza Benedetto Brin in occasione del 99 esimo compleanno della Garbatella.Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

la Garbatella piange Anna. Il funerale in piazza santa Maria in trastevere

di Giancarlo PROIETTI

Anna Federico, meglio conosciuta come la mamma di Stefano “Zoretto”, ci ha lasciati a 93 anni con l’arrivo del freddo autunnale.

Chi era Anna? Era una donna del popolo a cui non piaceva mettersi in mostra, era riservata e discreta, ma con un grande cuore. Nativa della Calabria ha raggiunto la capitale nel 1949.
Dopo aver abitato per molti anni a Tormarancia nel 1974, si era stabilita in un piccolo appartamento del lotto 28 alla Garbatella in piazza Sapeto dove, dopo la morte del marito, ha cresciuto con dignità i suoi tre figli Alberto, Andrea e Stefano, il più piccolo. Aderì fin da subito alla Comunità di Sant’Egidio, che allora aveva sede in uno scantinato tra i lotti. Con i fratelli della comunità ha portato per anni una parola di conforto a chi ne aveva bisogno, ma Anna partecipava con entusiasmo anche alla vita sociale e politica del quartiere, come attivista della Villetta, la storica sezione del Pci della Garbatella a via Passino. La vogliamo ricordare così minuta, graziosa, ma determinata e fiera di appartenere al popolo, che in quegli anni si sentiva protagonista del cambiamento della società.
Quel popolo commosso che abbiamo visto nella chiesa di Santa Maria in Trastevere a dare l’ultimo saluto a questa grande donna della Garbatella. La funzione funebre è stata celebrata dal vescovo Ambrogio Sprefico.Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

La Garbatella amata da Mirkoeilcane

INTERVISTA AL CANTANTE ROMANO PREMIATO A SANREMO
di francesca Vitalini

Nato a Roma e cresciuto nel quartiere Garbatella, Mirko Mancini, in arte Mirkoeilcane, classe ’86, inizia da bambino a suonare la chitarra. Come musicista compone colonne sonore, sigle e spot pubblicitari, testi e musiche per altri artisti, finché nel 2015 intraprende la carriera da solista e pubblica il suo primo ed omonimo lavoro “Mirkoeilcane”, che ottiene il plauso della critica. Nel 2018 esce il suo secondo album “Secondo me” e con il singolo “Stiamo tutti bene” partecipa al Festival di Sanremo nella sezione Nuove proposte: si classifica al secondo posto e vince il premio della Critica Mia Martini.
Nello stesso anno il brano ottiene altri importanti riconoscimenti: il premio Enzo Jannacci di Nuovolmaie alla migliore interpretazione Sezione Nuove Proposte, il premio PMI (music) alla musica
indipendente e quello Sergio Bardotti per il miglior testo. Ultimo in ordine di tempo il premio Tenco, dedicato alla canzone d’autore, come migliore canzone. Stai vivendo un 2018  importantissimo, come pensi di concluderlo?
Spero con una vacanza!
Ovviamente sto scherzando.
Sono impegnato con il tour, iniziato a maggio, la cui ultima tappa sarà a Roma il 20 dicembre all’Auditorium Parco della Musica. Con il 2019 inizierà, poi, la preparazione di un nuovo album…
c’è da fare ancora! Qual è, secondo te, il successo del singolo “Stiamo tutti bene”, che racconta uno dei tanti viaggi della disperazione nel Mediterraneo, questa volta visto dagli occhi di un
bambino?
Credo sia lo stesso tema trattato, sempre in primo piano nelle agende politiche e dei media, un argomento che divide l’Italia, così come ha diviso la critica.
L’ho affrontato usando come punto di vista la storia di un bambino perché è fondamentale affidarsi all’esperienza diretta più che al sentito dire, che abitualmente genera incomprensione, paura, che a loro volta sono l’anticamera del razzismo.
Ma ecco, un artista può sollevare il tema, è poi responsabilità dei media dare la giusta informazione sulla migrazione e non generare false paure.
I tuoi testi sono impegnati e nello stesso tempo carichi di quell’ironia sarcastica del tutto romana. Cos’altro ti hanno insegnato Roma e la Garbatella?
Il sarcasmo è un modo di fare tipico dei romani, tra di noi ci capiamo, per altri è un atteggiamento inusuale, originale.
Garbatella, poi, mi ha insegnato la semplicità, la convivialità, l’immediatezza dei rapporti umani. Faccio parte dell’ultima generazione del citofono: ci si citofonava per giocare insieme
nel cortile, dove in sedici/diciassette stavamo per ore, finché non faceva buio. Questo tipo di vita, per un bambino, non è possibile in altri quartieri romani.
Ma è un tipo di vita che ti porti da grande, che ti forma nel relazionarti agli altri.
Attraverso tale sguardo sarcastico, come descriveresti la Garbatella. Ci diresti un suo aspetto negativo ed uno positivo?
A Garbatella c’è condivisione; si svolge un tipo di vita non individualistica e si rimane in contatto con la realtà. Di aspetti negativi ne vedo di meno ed hanno a che fare sia con il passato, quando, come borgata, si potevano incontrare delle situazioni di degrado sociale, sia con il presente: essere un quartiere centrale e ricercato lo porta a degli svantaggi, come il rischio di perdere l’ identità più popolare.
Ma è l’unico quartiere in cui vivrei a Roma per la sua dimensione calma, dilatata, a differenza dell’intera città, un ritmo che è utile per il mio lavoro.
Cosa pensi del cantautorato romano che sembra rifiorire in questi ultimi anni con tante proposte musicali diverse?
Sì, c’è molta varietà. Mi piace girare per i locali romani per ascoltare qualcosa di originale, a prescindere dal genere, ma spesso questa originalità è nascosta sotto cumuli di polvere, tranne rarissimi casi: pseudo direttori artistici che scelgono unicamente “musica per riempire i locali”, gli stessi locali organizzati più per chiacchierare che per apprezzare l’artista, impianti audio/
luci di serie c…ecco, in situazioni del genere puoi scrivere anche “La donna cannone”, ma nessuno la sentirebbe.
Non sono i tempi del Folkstudio, né quelli dell’underground romano con Fabi, Silvestri, Gazzè. C’è una proposta molto ampia, ma il cantautorato non è un’etichetta, non basta scrivere canzoni, bisogna creare un’emozione, ascoltare un brano con le gambe che tremano, creare condivisione. Questo è raggiungere l’eccellenza.Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Cara Garbatella: da dicembre torneremo in edicola

Da dicembre torneremo in edicola ogni primo giovedì del mese con otto pagine di cronaca locale.

Dopo un anno di parentesi sul web, Cara Garbatella si ripresenta nella sua veste originale cartacea, quella che ha fatto appassionare i numerosi lettori del quartiere e non solo.
Tante le conferme ma altrettante le novità. Cominciamo con queste ultime. Innanzitutto il giornale uscirà tutto l’anno, tranne la pausa estiva di luglio e agosto, con una nuova veste grafica che gli editori ritengono essere più moderna e più godibile. Sarà un grosso sforzo, un lavoro che ci vedrà impegnati senza sosta per dare le informazioni che non potete trovare sui quotidiani nazionali. A noi non interessano tanto le notizie che tutti i giorni sentiamo nei telegiornali, nei diversi talk show sul piccolo schermo o sulle pagine dei più noti fogli di informazione, alle quali noi dovremmo fare il controcanto.

A noi interessano le piccole storie che nascono dietro l’angolo di casa, nella scuola del quartiere, al centro anziani, nel campo di calcio della parrocchia.
Saremo dunque attenti a darvi le notizie di attualità che riguardano il quartiere, ma non mancheremo di raccontare le vostre storie più belle, quelle di una comunità cittadina in marcia da
tantissimi anni per un mondo più giusto e solidale.

La seconda novità è che in questa nuova veste editoriale Cara Garbatella sarà più curiosa. Non solo alzerà le antenne dei suoi redattori sul vecchio quartiere popolare dell’Ater, ma si  occuperà anche di cosa succede nei quartieri limitrofi Montagnola, Roma 70, Tormarancia, San Paolo e Ostiense dedicando due pagine della già ridotta foliazione.
Con questo non ci arroghiamo il titolo di giornale del Municipio, ma non possiamo nasconderci dietro un dito. Quotidianamente chi abita a Garbatella ha rapporti continui con i quartieri
del suo Municipio. Centralità dunque a Garbatella, ma un occhio anche ai quartieri vicini.

Sarà un giornale più strutturato e scritto da una redazione con la presenza di diversi giovani aspiranti giornalisti. La cronaca la farà da padrona, ma parleremo anche di politica municipale, di cultura e di sport locale con alcune rubriche dedicate. Cosa rimane del passato? Innanzitutto abbiamo voluto lasciare la storica testata, riconoscibile da tutti gli abitanti della Garbatella, la tiratura in 5 mila copie al mese e la diffusione gratuita.

Infatti il giornale lo potrete trovare presso tutti i nostri inserzionisti pubblicitari e nei luoghi pubblici di transito dei cittadini: la sede del Municipio a via Benedetto Croce, i centri anziani,
i centri culturali ecc…
Non rimane che fare un appello ai lettori. Dietro questo giornale non ci sono grandi editori, c’è una piccola associazione composta da volontari che opera da più di vent’ anni nel quartiere
con un bel cineforum e con l’appuntamento annuale del Jazz festival Garbatella. Quindi i veri proprietari del giornale siete voi e gli inserzionisti che ci credono e investono piccole somme in pubblicità. Continuate a sostenerci, senza di voi non potremo andare avanti a lungo. Auguriamo dunque lunga vita a questo foglio che ci ha accompagnato nei giorni più tristi e più
belli della nostra esistenza.
E’ una piccola finestra aperta sul mondo che ci circonda, non facciamola chiudere.

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Riparata dagli “Amici di Fruzzico” la panchina davanti la fontana di Carlotta

Riparata dagli “Amici di Fruzzico” la panchina davanti la fontana di Carlotta

di Mirella Arcidiacono

L’associazione di volontariato onlus “Amici di Fruzzico”, è intervenuta per restaurare la panchina che si trova nel luogo simbolo dello storico quartiere, a Piazza Ricoldo da Montecroce,  proprio dove gorgoglia la fontana di Carlotta.
Alcuni vandali l’avevano devastata, così i volontari dell’associazione si erano adoperati per comprare delle nuove stecche ed avevano iniziato il rifacimento.
La pioggia però ha interrotto il lavoro degli Amici di Fruzzico, che vengono ad operare nel nostro quartiere dalla Toscana, solo nei fine settimana.
Prima che venisse terminato il restauro, il lavoro iniziato è stato distrutto più volte da atti di vandalismo e così, i volontari, quando sono tornati, hanno ricominciato da capo la sostituzione delle stecche per ben due volte.
Si ringraziano il Presidente dell’Associazione Massimo Tiezzi e gli altri volontari che sono intervenuti, restituendo agli abitanti della zona la possibilità di fruire di un angolo tranquillo per socializzare, scambiare quattro chiacchiere o godersi le splendide giornate di sole ed ora, non resta che attendere il restauro della fontana di Carlotta e dell’adiacente scalinata, progettate dall’architetto Innocenzo Sabbatini al quale è stato dedicato il primo quaderno dell’Hub culturale Moby Dick, da parte dell’Università Roma Tre, che per questo, nello scorso anno, si è impegnata, tramite il proprio Rettore.

di Mirella Arcidiacono

Copyright  tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 13 – dicembre 2017Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Un racconto natalizio della scrittrice Maria Jatosti

Un racconto natalizio della scrittrice Maria Jatosti

Maria Jatosti, scrittrice e poeta, anche quest’anno ha fatto dono ai nostri lettori di un racconto di Natale. Protagonista, come negli anni precedenti, è la figura di Giovannino, che nel frattempo è cresciuto ovviamente in età e in responsabilità. Ora è un bel giovanotto alla ricerca di lavoro, che però si deve accontentare di qualche giornata e in ogni caso di incarichi precari e aleatori. Ma Giovannino insiste, ha fiducia in se stesso, crede nella lotta per un mondo migliore che dipenderà anche da lui, dalla sua tenacia.
Maria ha trascorso la gioventù nel nostro quartiere al quale è legata in forma quasi viscerale. Abitava con la famiglia in piazza Oderico da Pordenone. Qui ha fatto le prime solide amicizie, qui le prime esperienze politiche nella storica Villetta: una esaltante eredità dalla quale è impossibile discostarsi. Figlia di un maestro elementare, perseguitato politico antifascista, privato del lavoro e condannato con la famiglia al confino di polizia, ha gratificato la memoria del padre col suo primo romanzo, appunto “Il confinato” , recentemente rieditato, al quale sono seguite molte altre opere di prosa (romanzi e racconti) e di poesia. Si è occupata anche di letteratura infantile, è inoltre una nota traduttrice e soprattutto una infaticabile operatrice culturale. Il romanzo dedicato al padre sarebbe un’ottima lettura soprattutto per i giovani che sanno poco, troppo poco del fascismo, nel momento che qua e là nel mondo e anche in Italia assistiamo a preoccupanti rigurgiti. (C.B.)

Frohe Weihnachten,
Buon Natale

di Maria Jatosti

Qui per la padrona di casa, Frau Brigitte, sono Johann, tutti gli altri chi mi chiama Jonas chi Hans chi Ivan o Jan. Latif, il grosso turco di “Pizza Napoli” dove lavoro da più di un anno, mi dice Yahya. L’unica che si sforza di chiamarmi Giovannino è Marike. I nomi delle donne in questo paese finiscono tutti con la e: Beate, Annette, Clementine, Else, Berte. Se cambi la e finale e con la a sono uguali ai nostri… Marike è la ragazza del selfy sulla torre dell’Olympiapark . Una specie di pinnacolo alto 300 metri, sempre illuminato che lo vedi da ogni punto in cui ti trovi e che, se non soffri di vertigini e ci sali fino in cima, ti permette di vedere tutta la città e perfino le Alpi… Qualche volta la domenica con Marike andiamo a bere una birra nel quartiere antico, oppure in centro a sentire il carillon che suona dal campanile del municipio. Lì davanti, nella piazza, hanno alzato un albero di Natale. È enorme e scintilla tutto d’oro Che nostalgia i nostri alberelli di plastica! Le tue palline, i festoni, il babbo ritto sulla sedia che infila il puntale con la stella, mentre io attacco le lucine che nel buio si accen-dono e smorzano di colori e mettono tanta allegria nel cuore.

Però, l’ultimo Natale, niente allegria. Non posso ricordarlo senza sentire un groppo alla gola. Il regalo per nonna Maria sotto l’albero stavolta non c’era. Grande nonna Maria, se n’era andata da poco, piano piano, senza rumore. Né lacrime né fiori, diceva. Piangeva quand’era felice e se ne rideva delle difficoltà. Vai vai col vento Giovannino, mi salutava dalla finestra. Vai, non ti fermare. La vita è là davanti, acciuffala per i capelli…
Mi manca tanto. E Puccio, come sta? È invecchiato? Ingrassato? Chi lo porta fuori a correre? Dove gli hai acconciato la cuccia ora che la mia cameretta, mi dici, è occupata dall’ucraina che lava le scale insieme a te? Com’è, giovane? simpatica? Anche qui ci sono parecchie ragazze che vengono dall’Est.
Corrono da un posto all’altro facendo i mestieri più umili per mandare i soldi a casa dove la miseria è tanta e la ricchezza più sfrenata è di pochi. Quel breve periodo che ci sono stato prima di venire qui, mi è bastato per vedere come sono finite le cose da quelle parti. Da quando il sole dell’avvenire è tramontato sono sorti i guai.
Anche qui non tira una buona aria, ma  se sgobbi sodo e non fai storie te la cavi abbastanza bene. Io mi accontento. Il lavoro mi piace, sono nel mio.
Se penso a tutte le pizze che ho consegnato quando filavo fischiettando per le vie del quartiere, in bicicletta o in motorino…
A proposito, dov’è finito? In cantina sfasciato e arrugginito? La prima volta che vengo a casa voglio rimetterlo in sesto. Ne ha fatta di strada! Prima con quello spilungone di Lucas che rideva come un salvadanaio con quel lampo dei dentoni sul nero della faccia… Lo vedi mai? Ti viene a trovare qualche volta? Ti chiede di me? È scomparso, neanche un messaggino, brutto muso nero.
Quante corse e quante risate! Tieniti forte Giò, si vola! E via d’un balzo, un’impennata, di corsa tra  bozzi fosse e bu-che e clacson stizzosi e madonne fino al ronfo e al borbottio sornione della resa sul più bello e addio! lemme lemme a fette col sole o con la neve… Le volte che siamo rimasti a piedi! Bei ricordi. Qui le pizze non le consegno, le servo a tavola ai clienti e da un po’ di tempo metto anche le mani in pasta. Dicono che le mie pizze sono le migliori.
Bravo, Jonas! e crescono i clienti.
Iyisin Yahya, iyisin! gongola Latif alla cassa. Con l’anno nuovo mi ha promesso un aumento, ma io confido nelle mance, anche se qui abbondano meno che da noi. Ti ricordi quando per comprarmi il motorino usato nascondevo il gruzzolo nella scatola di latta, dentro il cassetto del comò? Alla fine l’avevo racconciato che sembrava quasi nuovo… Sì, voglio dargli un’occhiata quando vengo a casa. Passate le feste, prima non si può, purtroppo. Bisogna sfruttare l’ondata natalizia, dice Latif.
Ha ragione. Piccolo com’è, questi giorni il locale si inzeppa come un uovo, con la gente che aspetta il turno. Viene Marike a darmi una mano a servire, e siccome è bella come il sole, rimedia parecchie mance. Questi lavori saltuari Marike li fa mentre studia per essere indipendente dai suoi che, da quanto ho capito, devono essere dei tipi piuttosto rigidi. So che non vedono di buon occhio che stia con un migrato, anche se italiano, grazie al cielo non musli.
Come molti giovani, soprattutto studenti, si accontenta di impieghi part time, che si trovano facilmente.
Precari, in nero, naturalmente, come da noi, solo un po’ meglio pagati e in qualche modo tutelati, diciamo un po’ meno sfruttati. Se penso alle peripezie degli ultimi anni, a improvvisare un lavoro dopo l’altro per una miseria, senza speranza, senza dignità…
Non era vita… Quando le cose poi precipitarono con il pestaggio del povero Kemal e l’incendio mafioso del magazzino dove mi rompevo la schiena a caricare e scaricare casse di non so cosa, capii che quello non era più il mio paese e come gli eserciti di morti di fame e di paura che vengono da ogni parte a barattare la vita con un sogno, mi misi anch’io in marcia…
Aveva un bel predicare il babbo come un disco rotto che scappare è da vigliacchi, che è dove si è nati che bisogna restare e lottare e non perdere mai la speranza: ormai ero deciso. Povero babbo, un giorno si e dieci no, al freddo e al caldo, col sole cocente, col vento e con la pioggia, sulle impalcature a tirar su case su case, scale su scale per quelle come te armate di scopettone secchio e cencio… Povero babbo, ogni anno più stracco, più vecchio e più perso di coraggio e di illusioni. Lui che voleva cambiare le cose…! Non dimentico i suoi insegnamenti, il mio quadernetto delle parole difficili e lui che mi spiegava, mi indottrinava… Tutti insieme, uniti, ce la possiamo fare, diceva… Ricordo vivamente un ventiquattro di dicembre di tanti anni fa… Fin dal pomeriggio, il piazzale della fabbrica occupata aveva cominciato a popolarsi. Venivano da tutta la città. Quelli del terzo canale Tv giravano tra la gente con la macchina in spalla. C’era un gran freddo.
Avevano acceso dei fuochi dentro grossi fusti, messo insieme cavalletti e lunghe tavole per mangiare… A un certo punto arrivò un furgone, scaricò un gigantesco albero di plastica…
Attorno attorno si ammucchiavano panettoni, fiaschi di vino, pacchi, ma anche coperte e piumini portati dalla gente. Noi piccoli in girotondo cantavamo per fare un albero ci vuole un fiore, le mamme cucinavano a cielo aperto: in enormi paioli neri il sugo borbottava rosso come l’inferno… A buio, il piazzale rigurgitava di folla con striscioni, cartelli, bandiere.
Arrivarono giovani con strumenti e si misero a suonare con tutto il fiato bella ciao. In alto, dal tetto, applaudivano.
Il fiasco passava di mano in mano lesto a sciogliere i rospi nella gola dei vecchi. A mezzanotte qualcuno mi issò sulla tavolata tra piatti e bicchieri sporchi di plastica rossa. Mi teneva il megafono davanti alla bocca: dai leggi la letterina, diceva…
Io, non mi veniva la voce, mi vergognavo…
Giovannino, fatti onore! Gridò il babbo dall’alto della gru.
Allora mi sentii un leone e cominciai a leggere e poi recitai anche la poesia e la gente non smetteva di battere le mani e urlare Bravo, bravo Giovannino! Viva Giovannino! e i giovani di suonare e le ragazze di ballare e i vecchi di bere e le bandiere di schioccare e io avevo il cuore gonfio di orgoglio e di felicità… E il babbo lassù in cima mi sembrò… Un Natale così non l’ho più visto. È tutto cambiato, tutto finito, povero babbo… E io cosa potevo fare? Sto qui e sto bene. Tutto sommato non è una vitaccia. Se lavori e stai tranquillo, se non fai comunella coi migranti o con i turchi, se tieni le distanze e badi agli affari tuoi, nessuno ti rompe le scatole.
Perciò seguo la corrente e vado avanti, un giorno dopo l’altro, senza sogni. Nonna Maria non sarebbe contenta, lo so. Vai vai Giovannino, prenditi la vita, non ti fermare…!
Invece mi sono fermato qui e mi adatto. Ci sarebbe lo scoglio della lingua, ma sto imparando: Frohe Weihnachten und Gutes Neues Jahr, Buon Natale e Felice Anno Nuovo! Ma la gente non sembra felice.
Sembra ottusa, incattivita.
Ha la paura negli occhi. Tutto è successo dopo quell’amaro giorno dell’anno scorso, che per un pelo Marike e io non ci siamo trovati in mezzo alla tragedia… Eravamo lì, in centro, non lontano dal locale, quando sentimmo i botti e vedemmo attorno a noi gente fuggire cadere gridare… e qualcuno in cima a un tetto di fronte sparare… Era fine luglio e faceva un caldo fuliggi-noso, l’aria era sporca, acida… Chi se li scorda quei momenti: quei dieci morti sull’asfalto… e quei feriti, tanti giovani come quello lassù: straniero, diciott’anni, si seppe più tardi… Prima Berlino, ora tocca a noi, dice la gente terrorizzata. Brutta aria, brutti tempi. Ma io sto bene, non preoccuparti. Vado d’accordo con tutti, ho qualche amico, oltre a Latif che grazie a me sta imparando a fare la pizza come si deve. E gongola perché gli affari vanno a gonfie vele. Tu good freund sonu up do tu no mosli, dice nella sua lingua pasticciata, un giorno mein freund, diventiamo soci e questo posto volerà alle stelle.
Amici per sempre, fino alla fine, mi ripete, ma io non credo che io e Latif diventeremo mai soci. Il futuro è molto confuso, Marike ed io non facciamo progetti, stiamo bene così.
Sono la tua freundin, la tua amica, la tua compagna, domani, morgen, chissà, dice lei sorridendo. E io le canticchio quella canzone che andava di moda parecchi anni fa in Tv, te la ricordi? Domani è un altro giorno, si vedrà… Qui la Tv c’è dap-pertutto, anche nelle baracche. Ma da Frau Brigitte non c’è, e allora qualche volta vado dagli amici italiani.
Guardiamo le partite. Il mio tifo è mutuato dall’amore del babbo per la grande Roma di Totti, in realtà ho grandi simpatie per il Napoli e grandi antipatie po-litiche per il Milan, che pare  non stia troppo bene in salute.
Evito di vedere la pubblicità e i servizi che parlano di Natale per non soffocare di nostalgia. Avrei tanta voglia di par-tire, ma sono giorni d’oro, Yahya, non puoi lasciarmi nei guai. A casa ci andrai dopo, te lo prometto, magari alla Befana. Io chino il capo, metto le mani in pasta, affetto la mozzarella, il pomodoro, fischietto Stille Nacht, Heilige Nacht Durch der Engel Halleluja! guardo Marike sgattaiolare svelta tra i tavoli e aspetto…
Buon Natale, mamma.
Monaco di Baviera, Dicembre 2017

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Premio Fantasia

Premio Fantasia ventiseiesima edizione: quest’anno nell’hub culturale di Moby Dick

di Clementina Averardi

E’giunto alla XXVI edizione il Premio Fantasia di Garbatella, ideato da Mirella, Adalberto, Romolo Arcidiacono e realizzato dall’associazione culturale Il Tempo Ritrovato.

Premio Fantasia ventiseiesima edizione: quest’anno nell’hub culturale di Moby Dick

di Clementina Averardi

E’giunto alla XXVI edizione il Premio Fantasia di Garbatella, ideato da Mirella, Adalberto, Romolo Arcidiacono e realizzato dall’associazione culturale Il Tempo Ritrovato.

La manifestazione annuale è in onore alla memoria del Maestro Carlo Acciari e del Maestro Enzo Ventre, che hanno dipinto e scritto canzoni per lo storico quartiere popolare.

Nel passato sono stati diversi i personaggi in vari settori delle arti e delle professioni che hanno ottenuto il riconoscimento garbatellano. Si sono avvicendate persone affermate ed emergenti nel cinema, dal regista Ferzan Optek all’attore Franco Nero, da Fabrizio Amici a Paolo Pagano, da Tosca a Valerio Mastandrea per arrivare a Tiziana Foschi e a Pino Insegno. In questi anni sono stati premiati anche i campioni della solidarietà, da Padre Guido a Cristiano Bartolomei della Brigata Garbatella della Protezione civile.

PremioFantasiaTanti premiati ci sono stati anche nel mondo della cultura e del giornalismo come il rettore dell’Università Roma Tre, Guido Fabiani, e la professoressa di Scienze Politiche, Ginevra Conti Odorisi, da Maria Egizia Franceschetti del “Corriere della Sera” a Francesca Vitalini di Cara Garbatella.

Ricordiamo i primissimi premiati, proprio per la storia del territorio: Enzo Staiola, ilragazzino di “Ladri di biciclette”, Carlo Acciari, Augusto Venturini, Bruno Filippini, Massimo Mongai, Riccardo Mancini, Elisabetta di Renzo, Vera Natalini, Alberto Mariotti e, alla memori, Padre Melani e Iole Zedde.

Anche quest’anno i prescelti sono stati 10 e sono stati insigniti del Premio Fantasia 2017 negli Ex Bagni Pubblici, l’hub culturale di Moby Dick nel cuore della Garbatella, dove hanno presenziato tra gli altri l’ex assessore alla cultura dell’VIII Municipio Claudio Marotta e l’attore Marco Roffi, che ha letto le motivazioni.

Ecco la lista dei premiati:

1 – Moira Monetti, una mamma della Garbatella che lavora come assistente di poltrona dalla igienista e dalla dentista del centro di Marilab Caffaro, con lei è stato realizzato il progetto della Fatina dei dentini. Un incontro con i bambini e i loro genitori che hanno visto in un filmato di cartoni animati come lavare i dentini e mantenere l’igiene orale.

2 -Marco Stazi ha raccontato in musica una storia importante per il territorio, racchiusa in un anello indossato da un suo amico. La storia di un amore spezzato nel bombardamento del marzo del 1944 alla Maternità dell’Albergo bianco. Marco incuriosito chiese al suo amico se quell’anello che portava aveva un particolare motivo e lui rispose” Si me lo ha dato mia madre, era di sua sorella Antonietta, lo aveva regalato al suo fidanzato che ce lo ha restituito come ricordo. Antonietta morì all’albergo della maternità nel bombardamento del 7 marzo del 1944. Ne è uscito un bel video che è stato trasmesso durante la premiazione.

3 – Carla Tamburo e Bruno Malu, sono moglie e marito, cantano e suonano in vari luoghi, il loro appuntamento fisso è nel Centro anziani di San Paolo. Hanno partecipato al teatro Ambra nel 2015 al progetto di solidarietà metropolitana per le malattie rare “Gente allegra Dio l’aiuta” e hanno inciso due canzoni che cantano la Garbatella: “Carlotta . Una voce di Roma e Sognando Garbatella”.

4 -Fulvio Vento, ha lavorato nel cinema al montaggio e qualche volta anche al doppiaggio. Ha conosciuto Maurizio Arena e non solo, ha un suo modo romano e molto verace di raccontare il mondo del cinema e dei suoi personaggi. Fulvio, nato al lotto 12, ha 86 anni ed è una testimonianza preziosa per la storia del territorio.

Era un ragazzino di appena 12 anni quando quel 7 aprile del 1944 si trovò sul Ponte di ferro al Porto Fluviale e vide sul greto del Tevere i corpi freddati dai tedeschi delle donne che per fame avevano tentato di assaltare il forno Tesei per accaparrarsi farina e pane.

5 – Luciano Roffi, è un attore di cinema e teatro, un bravissimo doppiatore e con la sua bellissima voce ha registrato favole e passeggiate culturali. In particolare con lui è stato realizzato un video proprio dentro Moby Dick; dove si racconta la storia di quello che erano i bagni pubblici.

6 – Patty Perticari, é una magica e dolce donna dotata di una grande creatività. Infatti ha donato all’associazione Il Tempo ritrovato una torta scultura che rappresenta la fontana
Carlotta e l’effige della Garbatella. L’opera e’ stata esposta presso la scuola “La coccinella” per la gioia dei bambini.

7 – Lidia De Carolis, è la coordinatrice delle scuole materne “La coccinella” e “Il Girasole colorato”, grazie a lei e alle maestre si sono potute realizzare negli anni molte iniziative a favore dell’infanzia. L’ultima in ordine di data è stata  quella di Garbabalena, amica di Moby Dick, 230 disegni di balene realizzati dai bambini ed esposti sulla scalinata della fontana Carlotta.

8 – Gabriele Fortuna, il giovane diplomato al Dams ha vinto il concorso della Regione Lazio “Torno subito”, che gli ha dato la possibilità di promuovere il progetto di gemellare la Garbatella a Cuba. Dal gemellaggio è nata una sceneggiatura che ora dovrà essere realizzata in un filmato.

9 – Elisabetta Rossi, redattrice dei Quaderni di Moby Dick, il periodico del Tavolo archivio storico del territorio, in un viaggio a Osimo, paese natale di Innocenzo Sabbatini, ha riportato tante testimonianze fotografiche dell’opera eclettica dell’architetto marchigiano. Con un gruppo di persone, inoltre, ha dato vita all’associazione Conosciamo l’Eur e si adopera on varie iniziative per la riapertura del Museo della Civiltà.

10 Concetta Fusco, è la vicepresidente nazionale del Movimento Italiano Casalinghe (Moica), che opera da ben 35 anni sul territorio della Garbatella a favore del mondo delle casalinghe e non solo e della tutela del territorio. In particolare l’associazione si batte per assicurare alle casalinghe una pensione. Molto attenta all’annosa problematica delle violenze domestiche, organizza convegni e incontri culturali a tema.

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Cuba dietro l’angolo

Cuba dietro l’angolo

Garbatella oltre i suoi confini gemellata all’Havana

di Gabriele Fortuna

Garbatella è un microcosmo di  idee che nascono e si sviluppano, un hub culturale e sociale a cielo aperto, dove le persone si incontrano e raccontano. E proprio da un incontro tra chi scrive, un giovane studente di cinema, apprendista story-teller, e una garbatellana doc, una fata con la bacchetta dalla punta a forma di stella, si è realizzato un gemellaggio tra la coriacea Garbatella e l’esotica Cuba.

Cuba dietro l’angolo

Garbatella oltre i suoi confini gemellata all’Havana

di Gabriele Fortuna

Garbatella è un microcosmo di  idee che nascono e si sviluppano, un hub culturale e sociale a cielo aperto, dove le persone si incontrano e raccontano. E proprio da un incontro tra chi scrive, un giovane studente di cinema, apprendista story-teller, e una garbatellana doc, una fata con la bacchetta dalla punta a forma di stella, si è realizzato un gemellaggio tra la coriacea Garbatella e l’esotica Cuba.

Le basi per il ponte su Cuba sono state costruite a partire dall’ottobre 2016, quando sono risultato tra i vincitori del bando regionale Torno subito cinema, un’opportunità fornita ai giovani per formarsi all’estero nel settore lavorativo di interesse, reimpiegando poi le competenze acquisite nella Regione Lazio.

Cuba

Una volta scelto di apprendere il mestiere della sceneggiatura presso la EICTV, ovvero l’EscuelaInternacional de Cine y Tv di Cuba, una delle più importanti scuole di cinematografia in America Latina, fondata dallo scrittore Gabriel Garcia Marquez e il Líder Màximo Fidel Castro, sul modello del Centro Sperimentale di Cinema di Roma, ho redatto un progetto dal titolo “Il viaggio della memoria: Garbatella-Cuba A/R, alla scoperta delle radici della Resistenza e della Rivoluzione che liberarono i popoli dalla dittatura”, teso alla ricerca di un filo rosso che collegasse le due fasi storiche e potesse essere raccontato da parole e da immagini.

Un filo allungatomi da Giancarlo Leone, operatore di Laziodisu, ente per il diritto agli studi universitari nel Lazio che finanzia Torno Subito e si occupa dell’erogazione dei contributi cui i govani in partenza attingono  per sostentarsi e della stipula delle convenzioni che attestano la partecipazione al bando. Un filo che mi ha legato a Mirella Arcidiacono, meglio nota come Fata Garbatella, un’istituzione del quartiere omonimo, di cui tramanda la storia, salvaguardandola dall’accanirsi del tempo.

Trascorso il tempo a Cuba (dove sono stato peraltro spettatore della morte di Fidel Castro, accolta dai cubani con mestizia e preoccupazione per il futuro prossimo), sono tornato a Roma e, come un novello Dante accompagnato da Virgilio, ho percorso insieme alla fata le vie della ‘Garbata ostessa’, vedendo fontane con il volto di donna cui si abbeverano grandi e piccoli, orologi le cui lancette non girano più, case, spazi che nacquero per un uso e si sono trasformati in altro… Ma, soprattutto, ho conosciuto persone di varie età ed estrazione che mi hanno raccontato cosa significhi essere un abitante della Garbatella.

Persone come il giornalista e scrittore Gianni Rivolta, che mi ha parlato dei moti di Resistenza del quartiere durante la Seconda Guerra Mondiale; Rossana Di Lorenzo, attrice di film al fianco di Alberto Sordi o Anthony Quinn, sorella di Maurizio Di Lorenzo, Sora Garbatella ma, soprattutto madre e, per me, una seconda nonna; Giancarlo Proietti, che mi ha raccontato della Villetta, edificio della sinistra nelle cui stanze sono transitati Enrico Berlinguer e Pier Paolo Pasolini; Gianna Muriani, Lady Garbatella, cresciuta all’Albergo Bianco, uno dei palazzi bombardati il 7 marzo 1944; Massimiliano Smeriglio, vicepresidente della Regione Lazio e scrittore che ha dato vita a Valerio, il protagonista del noir “Garbatella combat zone”; infine, Fulvio Carnevali, ex doppiatore, un concentrato di simpatia ed energia, il cui padre pose la prima pietra del quartiere fondato nel lontano 1920 alla presenza del re Vittorio Emanuele III. E proprio grazie a Fulvio e alle sue narrazioni attorno a una tavola imbandita nella casa di Mago Laureotto (Francesco Ottaviani), sita presso il palazzo che ospitava la Maternità, ho ascoltato la storia delle donne del ponte, un episodio avvenuto il 7 aprile 194, avente per protagoniste dieci donne assassinate dalle milizie nazi-fasciste, che mi ha dato lo spunto per scrivere un soggetto che attende di essere tramutato in cortometraggio.

Una storia che parte da Cuba per finire alla Garbatella. Una storia al femminile con al centro due donne legate da un tragico avvenimento che farà emergere un passato celato nei meandri della loro mente. Passato e presente, verità e finzione,si mescolano grazie alla conoscenza e alla creatività, tanto da permettermi di vincere il Premio Fantasia 2017, dedicato a promuovere chi fa dell’arte il proprio mestiere.

Una fantasia che può tutto, anche unire due luoghi distanti migliaia di chilometri.

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