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Garbatella-Jazz-Festival-GJF-settembre-2013

L’Associazionegarbajazzfestival2013

in collaborazione con:

Presenta la 9° Edizione del Garbatella Jazz Festival
Presso la Villetta di Via Francesco Passino 26

Giovedì 26 settembre 2013garbatella-jazz-festival-settembre-2013
ore 20.30

La Scuola Popolare di Musica di Testaccio presenta:
JOE HENDERSON PROJECTLaboratorio diretto da Antonello Sorrentino

ore 22.00

CARLO CONTI TRIO
Carlo Contisassofoni
Vincenzo Florio
contrabbasso
Armando Sciommeribatteria


Venerdì 27 settembre
ore 20.30

La Scuola Popolare di Musica di Testaccio presenta:
Laboratorio Piano jazz Trio diretto da Carlo Cittadini
“Standards e Canzoni da film” 

ore 22.00

JAZZ NO LIMITS QUARTET di Marcello Rosa
Marcello Rosatrombone
Paolo Tombolesipianoforte
Stefano Cantaranocontrabbasso
Ettore Fioravantibatteria


Sabato 28 settembre
ore 20.30

La Scuola Popolare di Musica di Testaccio presenta:
ANGELO MAZZOTTI TRIOOMAGGIO A CHARLIE PARKER

ore 22.00

LEANDRO GUFFANTIGIULIA SALSONE QUARTET
Leandro Guffanti sassofoni
Giulia Salsonechitarra
Pino Sallusticontrabbasso
Alessandro Marzibatteria

Direttore Artistico:Pino Sallusti
Responsabile Organizzativo: Giancarlo Proietti – Cell. 328 0580162

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Il concorso “Noi e Dante”dell’Istituto statale Caravaggio Due dei premiati sono ragazzi della Garbatella

Il concorso “Noi e Dante”dell’Istituto statale Caravaggio

Due dei premiati sono ragazzi della Garbatella

“Noi e Dante”, cioè Dante rivissuto con gli occhi di un giovane di oggi: questo è stato il tema del concorso che gli studenti dell’Istituto superiore statale Caravaggio, a Tormarancia, si sono trovati ad affrontare. Concorso che si è concluso a fine anno scolastico con l’assegnazione ai primi classificati di tre borse di studio. I vincitori sono tre ragazzi, due della Garbatella e uno di Tormarancia: prima, Irene Jodice (Garbatella); secondo, Andrea Lo Giudice (Tormarancia); terza, Ilaria Proietti Mercuri (Garbatella). Le motivazioni: Jodice, “per aver colto lo spirito della Commedia di Dante come grande allegoria del peccato e della salvezza ed averla elaborata nella modernità”; Lo Giudice, “per le capacità immaginifiche e la familiarità con le avanguardie artistiche, unite all’abile fusione tra discipline scientifiche, umanistiche e pratiche”; Ilaria Proietti, “per l’uso spregiudicato del vernacolo che l’autrice fa aderire perfettamente alla metrica dantesca e alla attualità”.

A noi è piaciuto particolarmente il lavoro di Ilaria, che ci è sembrato adatto alle pagine di “Cara Garbatella”. Aggiungiamo quindi un nostro premio, la pubblicazione.

Ner mezzo der cammin della mia vita
me ritrovai ‘sto libro fra le dita,
sicuro m’avrebbe demolita!
Più de mille pagine de rime,
solo a guardà er titolo m’opprime!
Ma ‘n curiosita chiaramente
‘n cominciai a legge’ attentamente…
‘Sto Dante nell’inferno se trovava,
creato da Lucifero
che pe’ poco nun se spaccava!
Anfatti, da n’accesa discussione,
nostro signore l’ha scaraventato ner burone.
Intanto l’Alighieri tormentato
scrisse dell’inferno come si nce fossi mai stato.
Qua, artro che bestemmiatori, violenti e ruffiani,
c’avemo Berlusconi, Grillo e Bersani!
Nell’ottavo cerchio i ladri
staveno legati da serpenti,
oggi spaparanzati ‘n parlamento tutti contenti.
Il nostro poeta, dopo aver attraversato
le viscere dell’emisfero australe,
fa ‘n sarto ar Purgatorio
pena purificazione totale.
Fa ‘n saluto a Giotto e a Corso Donati,
becca poi papa Adriano ‘n mezzo agli avari.
“Resistetti ar pontificato pe’ poco più de ‘n mese!”
esclamò Adriano il Ligurese,
“Aaah! Allora è ‘n vizio de voi Papi,
ma che so’ tutti ‘sti abdicati?!”
Ma adesso miei signori ariva ‘r bello,
anfatti ‘n avorta giunti ‘n Paradiso
Dante pare tornato quasi ‘n pischello,
vede Beatrice e je se illuminano l’occhi,
ma nun s’azzitta e parla parla
mica ce prova a baciarla!
Intanto che la guardava er core je tremava,
dentro ar petto c’aveva n ‘macello
che manco ar derby Roma-Lazio
ce starebbe quer bordello.
Lei imbarazzata che pensava:
“Ma che c’avrai tanto da guardà?
Le donne mica staranno solo nell’aldilà!
Anzi, sulla terra so pure più belle,
rifatte, e piene de botulino,
c’hanno più canotti loro de n’bagnino!”.
Ora mio caro Dante te lo devo proprio da di’,
per carità, come poeta sei la perfezione,
ma pure in amore
fattela venì quarche illuminazione!

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Grande partecipazione alla ventesima edizione della ormai tradizionale festa organizzata dall’Associazione culturale Controchiave Festa per la cultura: Garbatella in piazza

Festa per la cultura: Garbatella in piazza

di Giancarlo Proietti

festa-della-culturaIl 15 giugno si è svolta alla Garbatella la ventesima edizione della Festa per la Cultura. Anche quest’anno grande successo di pubblico. L’iniziativa, fin dalla sua prima edizione, è organizzata e prodotta dall’Associazione culturale Controchiave. La festa nasce a Roma il primo sabato di giugno del 1994 col nome di “Festa della musica”. festa-cultura-a-garbatella

Modificò la propria connotazione nel 1997 e assunse la denominazione di “Festa per la cultura”. Le cinque piazze (Piazza Sauli, Piazza Masdea, Piazza da Montecroce, Piazza Montecorvino, Piazza Longobardi) e le adiacenti vie che le collegano sono state interamente chiuse al traffico ed allestite come luoghi in grado di ospitare gruppi musicali, teatrali, di danza, di artisti di strada. Le piazze, le strade, i vicoli, sono stati gremiti di gente fino a notte fonda. La festa è stata aperta da Claudio Romanelli, segretario generale e figura storica dell’Associazione Controchiave, alla Villetta, con il saggio di musica del Municipio Roma VIII Controtempo.

Prima di dare inizio alla manifestazione Claudio ha voluto ricordare Raimondo Nitoglia, prematuramente scomparso, che è stato uno dei fondatori dell`Associazione Controchiave. Fin dall`inizio Raimondo portò all`interno di questa realtà la sua esperienza di `manipolatore di luci`, con la sua capacità, quasi magica, di creare scenografie di luci, con i pochi mezzi che sempre caratterizzano gli spettacoli autoprodotti. A mano a mano che si avvicinava la sera anche altri luoghi del quartiere si sono animati di musica e colori con l’estate finalmente arrivata. Da anni questo momento dimostra che cultura, musica e arte non sono solo rappresentati dai grandi eventi o giudicati solo da valutazioni di mercato. Anche cultura meno celebre ma qualificata, partecipata e condivisa può essere stimolo di crescita, dove anche il pubblico si sente protagonista. Appuntamento alla ventunesima edizione.

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Situazione critica alla parrocchia di Santa Galla Una cova di gabbiani blocca i lavori del campanile

Situazione critica alla parrocchia di Santa Galla
Una cova di gabbiani blocca i lavori del campanile

Acosa è dovuta la presenza di impalcature addossate al campanile della chiesa di Santa Galla? Tranquilli. Non sono i presupposti dell’istallazione di un traliccio di Radio Maria alla ricerca di qualche anima pia che le lasci in eredità qualche immobile. Il campanile della Parrocchia di Santa Galla è ormai da tempo in situazione critica.

La copertura del tetto è divenuta malferma a causa della vetustà e della presenza di alcune crepe e fessure che ne rendono indispensabile il riassesto. A questi motivi è legata la presenza dell’infrastruttura che dal mese di marzo orna il campanile. Negli anni recenti, sotto la giurisdizione dei vari parroci che si sono avvicendati, sono stati effettuati degli interventi che si sono dimostrati però solo dei palliativi. chiesa-santa-galla

Oramai la situazione si è talmente complicata che non esistono alternative ad un intervento radicale, immediato ed efficacie. Perché allora il traliccio è ancora immobile al suo posto ed i lavori procedono col contagocce? Dicevamo che il problema è legato alla staticità del campanile per cui si è deciso di far ricorso al lavoro di alcune maestranze di riconosciuta esperienza che hanno iniziato la loro attività tra marzo e aprile.

Una sorpresa c’è stata quando, durante le ispezioni preparatorie, si è riscontrata la presenza sul tetto del campanile di un nido di gabbiani in cova, la cui presenza è stata segnalata dalla LIPU. La segnalazione ha provocato una momentanea interruzione dei lavori, con grave danno economico per la parrocchia, per via dell’alto costo dell’affitto delle incastellature metalliche. In particolare, si è dovuto risolvere la contestazione di un costruttore che aveva eseguito in passato altri lavori a Santa Galla e che si riteneva in diritto di vedersi assegnati i lavori. Per ripicca, non ha trovato niente di meglio se non denunciare la presenza della coppia di gabbiani in riproduzione alla Lega per la protezione degli uccelli, che ha immediatamente diffidato la parrocchia a continuare l’esecuzione dei lavori …

Qualche buontempone, nel frattempo, ha proposto una soluzione “omeopatica” per risolvere l’impasse: noleggiare cioè la famosa coppia di falchi “aria e vento”, nella speranza che un loro passaggio sfrattasse i gabbiani dal tetto. (L.T.)

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Tre cori a Santa Galla non solo per le funzioni

Tre cori a Santa Galla non solo per le funzioni

Scriveva Sant’Agostini nella sua Regola: “Nel rivolgervi a Dio con salmi o inni mettete il massimo impegno perché il vostro cuore sia tutto preso da ciò che pronunciate con la voce. Quanto al canto attenetevi alle norme che ne prevedono coro-santa-gallal’uso ed evitate di cantare tutto quello che non è stato composto per il canto”. Alla Parrocchia di Santa Galla queste regole sono seguite con estremo rigore e per poterle applicare nella maniera più ampia possibile ci si è dotati della presenza di tre cori per poter conciliare al meglio le tante presenze che animano solitamente le funzioni sacre.

I cori della Parrocchia sono: il Coro di Santa Galla vero e proprio, che segue la celebrazione della funzione domenicale delle 10,30 e le principali cerimonie parrocchiali; il coro della “Resurrezione”, che deve il nome alla partecipazione alle celebrazioni funebri e a cui appartiene la gran parte dei veterani di Santa Galla, coro questo gestito direttamente da Don Matteo Castellina che coordina anche gli altri cori della Parrocchia; infine il coro dei “Giovani” che ravviva la celebrazione domenicale delle 12. Non esistono vincoli, entrare nel coro è molto semplice, non vi sono limiti di età o di genere anche se prevale quello femminile.

L’unico obbligo vero e serio è quello delle prove, costanti e molto impegnative. Hanno inizio nei primi giorni di settembre in accordo col calendario liturgico e si interrompono con la pausa estiva ai primi di luglio. Gli impegni sono diversificati in tre momenti differenti della settimana. Citiamone uno per tutti, quello del coro liturgico delle 10,30.

Le prove si tengono con qualsiasi tempo, tutti i venerdì sera dalle ore 21 in poi. Nelle ricorrenze più importanti dell’anno (quali il Concerto di Natale, che Santa Galla tiene il 6 gennaio, e la Pasqua o gli eventi esterni cui il coro viene frequentemente invitato) si aggiungono le prove del mercoledì.

La cosa bella di questi cori è che nonostante tutto non esistono posizioni privilegiate, aldilà di alcune costruzioni musicali riservate alla voce di solisti. (L.T.)

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Garbatella, ciclomobilità ma soltanto sulla carta

Garbatella, ciclomobilità ma soltanto sulla carta

di Fabrizio Calistri

Era il 22 giugno 2012, esattamente un anno fa quando veniva inaugurato il cavalcaferrovia della Circonvallazione Ostiense, successivamente dedicato alla memoria di Settimia Spizzichino. La struttura, sicuramente molto bella, moderna, innovativa, dal forte impatto architettonico, era stata presentata anche come parte di un più ampio progetto, al momento del tutto eluso, che aveva come scopo il tentativo di creare percorsi ciclabili anche nel nostro quartiere.

Durante la cerimonia di inaugurazione venne ricordato dal presidente della Commissione ambiente Andrea De Priamo che la creazione della ciclabile sul Cavalcaferrovia costituiva segnale importante, poiché “… per noi rappresenta soltanto l’inizio, poiché con l’approvazione del piano quadro intendiamo far diventare Roma una città veramente ciclabile…”.ponte-garbatella

Sappiamo tutti come è andata a finire. La giunta del Sindaco Alemanno ha terminato il suo mandato non facendo seguire con i fatti tante e tante belle parole. Speriamo che il nuovo sindaco, Marino, sappia fare qualcosa di concreto per la ciclomobiltà quotidiana, ossia per tutti quei cittadini che usano la bicicletta non come svago domenicale, ma come mezzo di spostamento quotidiano, come d’altronde avviene in tutte le capitali europee degne di questo nome.
In particolare, secondo il progetto originario, dalla zona Marconi, dov’è presente la dorsale del Tevere, attraverso il ponte della Scienza, si doveva creare un collegamento con la dorsale della Colombo. Tale collegamento prevedeva il passaggio sia attraverso l’area del Gazometro che quella degli ex Mercati Generali e che, passando sopra il Ponte Settimia Spizzichino, con un ultimo tratto di ciclabile sulla Circonvallazione Ostiense raggiungesse la Colombo. Di tutto questo progetto cosa ci troviamo
oggi? Molto poco e forse le due opere più costose, di cui una ancora da inaugurare, che rimangono lì, scollegate dal resto, perche mancano i tracciati intermedi.
E’ vero che il cavalcavia sulla ferrovia alleggerisce il traffico automobilistico e “decongestiona” via Pellegrino Matteucci, ma per la ciclomobilità, rimane una cattedrale nel deserto. Tutto farebbe pensare a una sconfitta anche per il nostro presidente Catarci che fortemente si era battuto per far realizzare il tratto ciclabile sul Cavalcaferrovia, ma forse la conferma elettorale potrebbe fornire l’occasione per completare e mettere in opera quello che è stato più volte promesso.

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Garbatella-Jazz-Festival-GJF-2013

in collaborazione con:altrevie-logo

i-trovatori

Rivisitazione in chiave gipsy swing di alcune  indimenticabili melodie del “TROVATOREdi Giuseppe Verdi, basata su un’idea di Nicola Puglielli, con arrangiamenti di Nicola Puglielli, Luca Pagliani e Roberto Nicoletti per il quintetto “Hot Club de Zazz” (un’armonica, tre chitarre e un contrabbasso).

Un gioco appassionante con la musica di Verdi, dove il susseguirsi delle melodie si alterna all’evocazione di una storia rocambolesca –  (Durata del concerto: ca. 90 minuti).

La storia del “Trovatore” è basata sulla rivalità tra due uomini, il Conte e il Trovatore Manrico, che ignorano di essere fratelli e amano la stessa donna. Partecipe della storia, la zingara Azucena, madre adottiva del Trovatore,  responsabile inconsapevole e lei stessa vittima dell’incatenarsi di eventi, che mescolano amore, onore, gelosia fino al fuoco dell’ ”orrenda pira”. La tragedia è ambientata in Spagna alla fine del Quattrocento.

Un’opera con zingari, fuoco e musica? Un destino o una scommessa, quella di far incontrare la lirica di Giuseppe Verdi con lo swing del chitarrista Django Reinhardt (1910-1953), anche lui zingaro e passato “attraverso il fuoco” prima di diventare il più grande jazzman europeo?

“Hot Club de Zazz” è impegnato in questa sfida ambiziosa, per festeggiare il bicentenario Verdi e omaggiare la città di Roma che ospitò la prima rappresentazione trionfale del Trovatore, nel Teatro Apollo, il 19 gennaio 1853.

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HOT CLUB DE ZAZZ

Roberto Nicoletti (g)
Nicola Puglielli (g)
Pino Sallusti (b)
Xavier Rigaut (hca)
Luca Pagliani (g)

[(g): chitarra – (b): contrabbasso – (hca): armonica cromatica]

 

ASCOLTO DEMO streaming:

Tacea La Notte Placida… / Quanto Narrasti Di Turbamento… / Di Tale Amore Che Dirsi… (8’06’’)
Stride La Vampa… (3’34’’)
Di Quella Pira… (4’20’’)

HOT CLUB DE ZAZZ, formazione musicale creata a Roma nel 2002 e  ispirata alla musica di Django Reinhardt, il leggendario chitarrista jazz di origine zigana “manouche”, nato il 23 gennaio 1910 a Liberchies (Belgio) e morto il 16 maggio 1953 a Samois-sur-Seine (Francia).

In questo quintetto acustico, basato su un’idea dell’armonicista francese Xavier Rigaut,  3 chitarristi di eccezione: Nicola Puglielli, solista poliedrico della scena jazz italiana, Luca Pagliani, di formazione classica, e Roberto Nicoletti, di formazione jazz fusion. Completa l’assetto ritmico, il contrabbassista Pino Sallusti di esperienza internazionale.

 Ultimi importanti concerti di HOT CLUB DE ZAZZ
18/04/2010: Roma, CASA DEL JAZZ, “La Casa del Jazz compie 5 anni !”, Dedicato a Django Reinhardt
08/10/2010: Roma, RAI, RADIO TRE, “LA STANZA DELLA MUSICA”, diretta live
10/10/2010: Bologna, Museo Internazionale e Biblioteca della Musica, FESTIVAL 2010 “INCORDE”
39/07/2012: Albano Laziale, Anfiteatro Flaviano, 1° ANFITEATRO FESTIVAL


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HOT CLUB DE ZAZZ: Xavier Rigaut (hca); Nicola Puglielli, Luca Pagliani, Roberto Nicoletti (g); Pino Sallusti (b);

Un incastro di ritmi e melodie nello spirito del chitarrista Django Reinhardt (1910-1953) con un quintetto acustico formato da tre chitarre, un’armonica cromatica e un contrabbasso. L’energia e la leggerezza dello swing tsigano ‘manush’ aprono nuove possibilità di riscoprire le grandi arie melodiche della musica europea, tra lirica e canzone popolare, con l’anima gioiosa del ballo.


Xavier-RIGAUT

Xavier RIGAUT (armonica cromatica, voce)

Nato a Parigi il 6 marzo 1963, si trasferisce a Roma nel 1987.
Armonicista jazz, cantante poliglotte, ricercatore e organizzatore di eventi.  Attratto dalla libertà creativa e dalla forza ritmica della musica di Django Reinhardt, fonda nel 2002 la formazione HOT CLUB DE ZAZZ  che inizia la sua attività concertistica nel 2003 per festeggiare – con tanto “gypsy swing” – il grande musicista zingaro, 50 anni dopo la sua scomparsa.

 

Nicola-PUGLIELLI

Nicola PUGLIELLI (chitarra)

Nato a Roma il 14 Aprile 1962. E’ chitarrista e compositore, vive a Roma. Nei suoi concerti e Cd si incrociano cultura classica, improvvisazione Jazz e tradizione europea. Sia in solo che in gruppo riesce a rivalutare il ruolo della chitarra nel Jazz. Ha collaborato con musicisti di fama internazionale (K. Lightsey, S. Nistico, M. Urbani, G. Tommaso) e con diverse orchestre (Acc. S. Cecilia di Roma, Roma Sinfonietta), oltre che con importanti compositori (N. Piovani, L.Bacalov), suonando in prestigiosi Festival e Rassegne, in Italia e all’estero. Diplomato in Chitarra e in Jazz. Insegna Chitarra presso l’I.C. “Virgilio” di Roma e Chitarra Jazz al Conservatorio “F.Morlacchi” di Perugia..

Discografia:“In the middle” e “Viaggio ConCorde”.

Roberto-NICOLETTI

Roberto NICOLETTI (chitarra)

Nato a Roma il 22 novembre 1960, ha studiato al Berklee College of Music di Boston.
Dal 1979 insegna chitarra jazz e improvvisazione presso il CIAC (Roma) e la Scuola  Popolare di Musica di Testaccio (Roma) dove ricopre attualmente la carica di presidente. Ha suonato in Italia e all’estero con formazioni composte da vari musicisti italiani e stranieri.

Discografia : “Tracks”, Movie Jazz Quartet  (Domani Musica, 1998 )

 

 

 Luca-PAGLIANILuca PAGLIANI (chitarra)

Nato a Roma il 5 agosto 1963, diplomatosi in chitarra classica nel 1991 sotto la guida di Senio Diaz, si è perfezionato con Alirio Diaz e Oscar Ghiglia. Ha studiato la chitarra jazz con Massimo Ruoco, Eddy Palermo, Tony Akermann e Jim Hall.  Suona in varie formazioni dal duo all’ottetto di chitarre.

Discografia : “Overcrossing”, Luca Pagliani & Pino Furestiere (Equipe, 1999)

 

 

 

Pino-SALLUSTI

Pino SALLUSTI (contrabbasso)

Nato a Roma il 19 marzo 1957 e autodidatta, ha suonato con Eddie Henderson, George Coleman, Gary Bartz, Harry “Sweets” Edison, Jimmy Owens, Ernie Wilkins, Bobby Watson, Steve Grossman, Mike Mainieri, George Garzone, Bob Gullotti, Bruce Foreman, Oscar Klein, Ralph Sutton, Peanuts Hucko, Massimo Urbani, Franco D’Andrea, Tullio De Piscopo, Giulio Capiozzo, Marcello Rosa, Romano Mussolini, Pino Massara, Nicola Arigliano, Maurizio Giammarco, Dado Moroni, Bruno Tommaso ecc.. Ha collaborato inoltre come solista nelle orchestre sinfoniche del Lazio e del Molise e nell’orchestra “Sinfonietta”.

Discografia :  “Leucasia” (Pino Sallusti, feat. Mike Manieri, George Garzone) -“Colors”,”Night of Dreams” (Pino Sallusti feat Gary Bartz e Jimmy Owens. ) – “Ipotetico” (Silent Circus feat. George Garzone) –  “Live at Supino Jazz Festival 1987”, Live at the Blue Lab”  (Massimo Urbani) -“Handprints” (Worldream) -“Remembering Gil”,“Blues in the sky”,“The best live” (Sergio Coppotelli) – “Worldreams” (Federico Laterza) – “Così è…” (Galliano Prosperi) – “Northern light” (Paul Linge) – “Tango!” (Garua Tango Ensemble) – “Four in Monk” (Andrea Gomellini feat. EddieHenderson) – “Così è se…” (Galliano Prosperi) – “Uomini di terra” (Pasquale Innarella)


INFO          Xavier Rigaut          rigaut@libero.it          cell (+39) 333.8274894

 

 

 

 

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Brevi – E’ crollato il pino di Piazza Sant’Eurosia Uno dei tre pini di Piazza Sant’Eurosia, che aveva pressappoco gli anni della Garbatella e stava in un angolo del largo che fa da spartitraffico in uno dei punti nodali della Via delle Sette Chiese, è cro

E’ crollato il pino di Piazza Sant’Eurosia

Uno dei tre pini di Piazza Sant’Eurosia, che aveva pressappoco gli anni della Garbatella e stava in un angolo del largo che fa da spartitraffico in uno dei punti nodali della Via delle Sette Chiese, è crollato il 15 marzo alle 8,30, all’ora cioè che la piazza è percorsa dai ragazzi che si recano a scuola. Si è abbattuto in direzione di Via Giustino De Jacobis, fortunatamente senza danni. Il vecchio albero aveva una ricca chioma, ma aveva le radici corrose dal …

E’ crollato il pino di Piazza Sant’EurosiaUno dei tre pini di Piazza Sant’Eurosia, che aveva pressappoco gli anni della Garbatella e stava in un angolo del largo che fa da spartitraffico in uno dei punti nodali della Via delle Sette Chiese, è crollato il 15 marzo alle 8,30, all’ora cioè che la piazza è percorsa dai ragazzi che si recano a scuola. Si è abbattuto in direzione di Via Giustino De Jacobis, fortunatamente senza danni. Il vecchio albero aveva una ricca chioma, ma aveva le radici corrose dal

marciume, come hanno costatato i tecnici del Servizio Giardini. Ci sembra il caso di fare un’indagine sulle condizioni di salute degli altri due alberi.
Se ne va così un altro dei bei pini della Garbatella. Ricordiamo con nostalgia quelli maestosi di Piazza Oderico da Pordenone, ultimo residuo della tenuta di mons. Nicolai. Avevano ispirato il nome anche al vicino chiosco del “Bar due pini”, ora ribattezzato “Casina Liberty”. Se ne andarono a distanza di tempo uno dopo l’altro, il primo fatto morire per consentire la costruzione di una palazzina, l’altro per atti vandalici e per scarsa manutenzione. I pini più antichi del quartiere, anche se notevolmente malmessi, sono i due giganti che fanno ombra alla Villetta di Via Passino. Dovrebbero avere più di un secolo e mezzo.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 9 – Aprile 2013

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12ma edizione del premio Fantasia di Garbatella

12ma edizione del premio Fantasia di Garbatella

Giunto alla 12ma edizione, il premio Fantasia di Garbatella, promosso dall’Associazione Il tempo ritrovato, ha concluso le molte manifestazioni del Buon compleanno Garbatella che si sono tenute presso il teatro In Portico alla Circonvallazione Ostiense. Qui, come cornice del premio, si è avuta la bella mostra fotografica di Francesco Piastra. Il premio Fantasia di Garbatella è dedicato al maestro Carlo Acciari: erano presenti la sorella, il fratello ed i figli del pittore che ha dipinto il quartiere per circa 60 anni e che ha donato all’Associazione un quadro, la cui riproduzione costituisce il premio.
Quel dono voleva promuovere la diffusione dell’arte tra le nuove generazioni. Questi i premiati 2013: Mirko Guastatore, ballerino; Francesca Cicchinelli, mezzosoprano e cuoca di Casetta rossa; Andrea Furbini, poeta romanesco; Francesco Giansanti, autore di molte canzoni romane; Claudio Fabi, autore, regista e attore di commedie romane; Roberto Bussaglia, cantante di canzoni romane; Anna Rossini, bidella della scuola d’infanzia “La coccinella”; Paolo Masini, genitore, membro della Commissione scuola del Comune; Marco Baldini, conduttore radiodjei; Franco Pasqualetti, giornalista di Leggo; Daniel Dell’Ariccia, conduttore di Undiciradoiweb; Francesco Giaquinto, presidente del Centro anziani di Via Pullino; Althea Cominiello, campionessa di pugilato; Corrado Croce, attore, erede di Checco Durante; Rita Cellucci, da 35 anni impiegata di Marilab.

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Per i 90 anni di nonno Angelino

Per i 90 anni di nonno Angelino


Il 18 febbraio 1923 nasce a Roma, per l’esattezza a Porta Metronia, Angelo Bruni detto “Angelino” e, con i suoi, si trasferisce, quando era molto piccolo, nello storico quartiere della Garbatella. E’ curioso notare che il mio amato nonno compie 90 anni proprio il giorno in cui, tre anni prima, viene fondata la Garbatella! Forse da questo nasce il mio amore per questo quartiere che porto sempre nel mio cuore. Tornando a mio nonno, egli cresce in una famiglia numerosa in un piccolo appartamento nell’Albergo Rosso, ed inizia a lavorare molto giovane per aiutare i genitori ed i fratelli più piccoli. Nel suo cammino si troverà davanti gli anni duri della guerra che non risparmieranno neanche lui: nel fiore della sua gioventù viene chiamato alle armi, imbarcato e diretto verso l’Africa. nonno-angelinoMi racconta sempre il perché della sua paura per il mare, dovuta al fatto che la nave sulla quale viaggiava viene bombardata e affondata, e lui terrorizzato cerca di salire sulle strutture più su che può mentre la nave si inabissa.
Con i suoi racconti riesce a portarmi con lui in quei momenti, quando alfine cade in acqua, perde i sensi e viene salvato da un soldato americano, di cui conserva una foto, ingiallita dal tempo, dietro la quale c’è una nitida dedica a lui!
Operaio dell’ Ottica Meccanica (OMI), spesso mi racconta le battaglie e le occupazioni che lui e gli altri operai hanno affrontato per far valere i loro diritti.
E mi racconta l’incontro in fabbrica con mia nonna Nanda, dal quale sboccerà un amore fortissimo che li tiene legati ancora oggi dopo 65 anni di matrimonio.
Loro hanno trasmesso a mia madre i veri valori della famiglia che lei ha riversato su di me e mio fratello.
Grande sportivo, appassionato sia di boxe che di ciclismo (conosce alla perfezione la vita di Fausto Coppi), ama anche i grandi artisti nel campo della musica leggera, come Claudio Villa e, da buon romano, Alvaro Amici. Ottiene anche molti consensi nelle sale da ballo dove si diletta nei più svariati balli tra cui uno spettacolare tango argentino. Dotato di una spiccata romanità, oggi ha raggiunto un importante traguardo della sua vita: 90 anni! Sono orgogliosa di averlo vicino, così come i figli Roberto e Daniela, la nuora Fabiana, il genero Aleandro, e gli altri nipoti Alessandro, Noemi, Roberto e la piccola pronipote Aurora. Attraverso questa lettera ho cercato di descrivere una persona che mi ha insegnato qualcosa di veramente prezioso: l’amore incondizionato di un uomo per la sua famiglia! Spero che tenendomi per mano continui ad accompagnarmi nel cammino della vita, incoraggiandomi ad affrontare le mie paure, come faceva quando ero piccola, mentre imparavo a restare in equilibrio sulla bicicletta e lui mi sosteneva per non farmi cadere. Auguri nonno!

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 9 – Aprile 2013

tua nipote Cristina

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Un’autorimessa di qualità di Orietta Vidali

Un’autorimessa di qualità

di Orietta Vidali

Schiavi d’Abruzzo è un piccolo paese ai confini con il Molise da cui provengono, storicamente, moltissimi tassisti romani e tanti operatori professionali collegati alla gestione delle automobili. Per questo non ci sorprende l’origine di Antonio Tucci, titolare dell’Autorimessa Troiano II ubicata in Via Prospero Alpino 74, angolo Circonvallazione Ostiense, di fronte alla ex Manifattura Tabacchi. garage-troiano
L’autorimessa ha da sempre puntato sulla qualità dei servizi e sull’attenzione ai clienti che confermano l’affabilità e la disponibilità di Antonio e dei suoi collaboratori.
In un’area di 5.000 mq, con i suo 250 posti auto e aperto 24 ore su 24, in effetti, il garage Troiano permette non soltanto il parcheggio per qualsiasi tipo di veicolo, dalle auto ai camper, ma anche una serie di servizi che vanno da un accurato lavaggio a mano, al grafitaggio e al cambio d’olio. Nello sforzo di risolvere il più possibile i problemi ai suoi clienti l’autorimessa è dotata anche di un servizio di autofficina che fornisce il tagliando completo, piccole riparazioni, pasticche freni, revisioni e ricarica aria condizionata.
L’orientamento al cliente non si limita ai cittadini di Garbatella ma si estende alla rinnovata vitalità dei nuovi insediamenti economici che hanno riqualificato l’Air Terminal: la linea ferroviaria ‘Italo’ e la magnifica casa del gusto ‘Eataly’. Sconti particolari sono riservati ai possessori del biglietto del treno veloce che fa scalo alla Stazione Ostiense a cui è offerto, se richiesto, anche l’accompagnamento in stazione!
“Svolgiamo il nostro lavoro con cura e passione – ci dice Antonio Tucci – e questo, in un’attività di servizio, è molto apprezzato dai nostri clienti che registrano una differenza rispetto ad esperienze precedenti”.
Una visita al garage Troiano II può avvenire anche in maniera virtuale visitando il moderno sito internet http//garagetroiano2.altervista.org.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 9 – Aprile 2013

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Disquisizione sul “sesso” della torre medioevale dirimpettaia della Garbatella Tormarancia o Tormarancio?

Disquisizione sul “sesso” della torre medioevale dirimpettaia della Garbatella
Tormarancia o Tormarancio?

di Cosmo Barbato

tormaranciaCominciamo col demolire una credenza consolidata. La Tormarancia attuale non è quella “originale”, nel senso che è esistita un’altra Tormarancia, situata non tanto vicino alla nostra ma nella stessa tenuta, crollata o distrutta non sappiamo quando, forse nel XIV secolo, della quale però si sono ritrovate poderose tracce di fondazione all’interno del Parco di Tormarancia.
Il nome di Tormarancia si trasferì nel tempo all’attuale torre, la più importante tra quelle superstiti del circondario. Da quell’imprecisato momento in poi la nostra torre, indicata nella cartografia antica come Tor delle vigne, cominciò a chiamarsi Tormarancia: raccolse cioè il nome della distrutta consorella maggiore.tormarancia-anni-quaranta
Da questo punto in poi, quando parliamo di Tormarancia, ci riferiamo alla torre che svetta sulla collinetta che si affianca al bel Viale di Tormarancia. “Maschio o femmina”?
Si può disquisire del “sesso” di una torre? La toponomastica moderna si è già pronunciata: “femmina”, stando al nome del Viale.
La cartografia antica chiama la nostra torre, almeno fino al 1453, Tor delle vigne, pare per via della fertilità del territorio: vi sgorgano infatti tre sorgenti ed è attraversata dal Fosso di Tor Carbone, oggi in parte ricoperto (per anni le sue frequenti esondazioni allagavano Shangai, la misera borgata oggi scomparsa, che si era andata formando nella seconda metà degli anni Venti del secolo scorso).
In una carta del 1480 appare per la prima volta il nome di Tormarancia riferito alla Tor delle vigne e da quel momento in poi sempre così, “Tormarancia” e mai “Tormarancio” (fatta eccezione per un modo di dire popolaresco degli anni 30/40 del secolo scorso dei vecchi abitanti di Shangai: “Tor marancio” o addirittura “Tor m’arrangio”, con riferimento alla vita precaria che si conduceva nella borgata). Tormarancia è anche il toponimo che riporta il massimo studioso della Campagna romana, Giuseppe Tomassetti (1910/1926).
Dello stesso avviso è anche un altro ricercatore, Giovanni M. De Rossi, nel suo “Torri medioevali della campagna romana”(1981). “Lo stradario di Roma” di Benedetto Blasi (1922) cita Tormarancia. Lo stesso fa Sergio Delli nel suo monumentale “Le strade di Roma” (1989). Viene definita Tenuta di Tormarancia la porzione di territorio aggregato di recente al Parco dell’Appia Antica. E Tormarancia si chiamava la tenuta di 232 ettari alla quale, tanto la prima torre quanto la nostra, facevano la guardia. Ma perché quel “marancia”?
mappa-tormaranciaUna prima osservazione: “marancia”, come aggettivo del sostantivo femminile “torre”, non poteva che essere femminile anch’esso.
Si è appurato che in antico, cioè nel III secolo dopo Cristo, proprietaria del fondo fosse la famiglia senatoria dei Numisi, che ha lasciato nel territorio non poche importanti testimonianze archeologiche, oggi quasi tutte esposte ai Musei Vaticani. Si è immaginato che quella grande proprietà sia pervenuta successivamente a un ricco liberto di nome Amaranthus. Sicché dal suo nome la tenuta si chiamò inizialmente “praedium Amaranthianum”, cioè “Fondo di Amaranto”. Quando, nel 1200, fu eretta la prima torre così come anche la nostra (probabilmente dai potenti Conti di Tuscolo), nel tempo l’aggettivo “Amaranthianum” riferito al fondo si trasferì alla torre, passando ovviamente al femminile.
Le torri avevano una funzione giurisdizionale, cioè ribadivano il possesso su una proprietà (come mettere il cappello su una sedia). Ma avevano anche una funzione semaforica: nella
campagna romana, dopo l’incursione saracena giunta dal mare del IX secolo che colpì le basiliche di San Pietro e di San Paolo, poste fuori delle mura, si andò creando un sistema di torri di segnalazione con fuochi (di notte) e con fumi (di giorno) per allertare la città nel caso di un nuovo sbarco o di una delle frequenti scorrerie arabe lungo la costa. La nostra torre ha base quadrata di 6 metri per lato. E’ posta in cima a una collina a 800 metri dalla Via Ardeatina e a poco di più dall’Ostiense.
Alta 15 metri, poteva essere in grado di segnalare con le numerose altre torri dislocate lungo l’Ardeatina e l’Appia Antica. L’ipotesi della derivazione dal nome della tenuta (e quindi della torre) da quello del liberto Amaranthus è tutt’altro che provata, però finora sembra la più plausibile.
Scartata un’altra che farebbe riferimento al colore rossiccio (con qualche forzatura, amaranto) dei blocchetti di tufo con i quali è costruita la torre, come quasi tutti gli edifici medioevali coevi di Roma e della Campagna romana.
Lunga è la storia della nostra torre.
Nel tempo fu dei Bottoni, dei Leni, dei Tebaldi. Nel 1470 un Tebaldi vendette parte della tenuta all’ospedale di Santa Santorun (l’attuale San Giovanni) e 18 anni dopo un Leni vendette allo stesso ospedale un’altra parte della tenuta. In precedenza, sotto il papa Nicolò V (1447/1455), la torre dovette subire un restauro, a giudicare da una piccola lapide oggi scomparsa recante il monogramma del pontefice: PPNV, cioè Papa Nicolò V. I romani, interpretando sarcasticamente quella sigla, peraltro riportata in tutte le opere edificate o restaurate in quegli anni, la lessero come “Poco Pane Niente Vino”, alludendo al fiscalismo di quel pontefice.
Agli inizi dell’800 poi la grande proprietà fu acquistata da una facoltosa nobildonna, Marianna di Savoia contessa di Chablais, figlia di Vittorio Amedeo III re di Sardegna, che la utilizzò proficuamente come cava di pozzolana, come fertile tenuta agricola e, non ultimo, come campo di importanti scavi archeologici.
In conclusione, torniamo al “sesso” della nostra torre. Che sia esistito o no quel liberto Amaranthus, che avrebbe trasmesso il suo nome alla tenuta e alla torre, certo è che quel “marancia” è la contrazione dell’aggettivo “amaranziana” relativo al sostantivo “torre”: femminile il sostantivo, necessariamente femminile l’aggettivo.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 9 – Aprile 2013

 

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Il “Socrate” quando c’è! Progetto teatro a scuola Andato in scena ad aprile “L’amore quando c’era” con la partecipazione della classe IV A del Liceo della Garbatella

Il “Socrate” quando c’è! Progetto teatro a scuola
Andato in scena ad aprile “L’amore quando c’era” con la partecipazione della classe IV A del Liceo della Garbatella

Interessante progetto scolasticoteatrale è quello iniziato da un gruppo di studenti del “Socrate”,
il Liceo classico della Garbatella, promosso dell’attore Daniele Coscarella.
l'amore-quando-c'era-i-ragazzi-del-socrateI ragazzi si sono preparati e hanno messo in scena nel mese di aprile uno spettacolo tratto dal libello di Chiara Gamberale “L’amore quando c’era”. Grazie all’aiuto dei professori e alla disponibilità della scuola, è stato possibile per i giovani liceali partecipare ad un progetto artistico totalmente autofinanziato. Infatti, a causa dei noti tagli verso la pubblica istruzione, ormai da tempo le scuole italiane hanno poche possibilità di ricevere finanziamenti per laboratori come questo. La giovane e ormai nota scrittrice, ex alunna del liceo stesso, si è offerta di privilegiare l’Accademia dei Cento e la scuola romana del suo testo, da cui appunto prende ispirazione lo spettacolo.
La storia messa in scena narra dell’amore finito, come si può facilmente intuire dal titolo, di Amanda e Tommaso. Amanda, interpretata dall’attrice Eva Milella, è proprio un’insegnante delle scuole superiori. Gli studenti hanno avuto infatti il compito di rappresentare sul palcoscenico la classe della giovane donna. Nello specifico, i ragazzi si sono incontrati per molte settimane per esercitare la dizione, la coordinazione e ovviamente la recitazione. Il tutto è avvenuto grazie alla supervisione e ai preziosi consigli di Coscarella, protagonista stesso della rappresentazione nel ruolo di Tommaso. Ogni alunno ha avuto la possibilità di ottenere una parte all’interno dello
spettacolo, di partecipare alla parte tecnica, occupandosi della scenografia, delle luci o dell’editoria.
Complimenti quindi a chi ha ideato il progetto e soprattutto a questi giovani socratini, non soltanto dediti alla traduzione delle tragedie classiche ma anche interpreti della drammaturgia contemporanea!
Lo spettacolo si è tenuto all’Accento Teatro Roma dal 4 al 14 Aprile 2013.
Cast
Tommaso : Daniele Coscarella
Amanda : Eva Milella
I ragazzi della classe IV sezione A del Liceo Socrate (nella foto)
Regia : Pascal La Delfa
Scene : Alessandra Ricci, Elettra Marta Massimilla

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 9 – Aprile 2013

 

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