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PAZZO ad ARTE … Frammenti di vita che ci “ri-guardano”

20 e 21 aprile
PAZZO ad ARTE … Frammenti di vita che ci “ri-guardano”
liberamente tratto da alcune scene dell’Amleto di W. Shakespeare
di Alessandra Niccolini e Giuseppe Pestillo
con Giuseppe Pestillo

Azione scenica per un solo attore.
L’attore diventa, di volta in volta, personaggi diversi del dramma:
Amleto, Laerte, Polonio, Claudio, il becchino…
scegliendo tra il pubblico i suoi interlocutori: Laerte, Ofelia, Rinaldo, Gertrude…

Polonio: “A quale scopo ?”
Rinaldo: “Certo lo vorrei sapere, mio Signore!”

Lo scopo è quello di accorciare le distanze tra un testo “sacro” del teatro e la nostra vita, immergendolo nel quotidiano della convivialità.
Un attore da solo cosa può fare dell’Amleto di Shakespeare ? Solo i monologhi ?!
Ci siamo divertiti, invece, a trasformare alcuni dialoghi in monologhi, in cui il personaggio, pur rivolgendosi ad una persona, pare che non ascolti l’interlocutore, e di fatto, sembrano monologhi…come tutti sperimentiamo nella quotidianità quando siamo noi a trattare il nostro amico come “due orecchie” per i nostri soliloqui e viceversa.

Per rendere più accessibile il testo sono stati fatti adattamenti e qualche piccola attualizzazione.

PERSONAGGI

AMLETO: figlio del defunto Re Amleto e di Gertrude
LAERTE: figlio di Polonio
OFELIA: figlia di Polonio
POLONIO: consigliere di corte
RINALDO: servo di Polonio
GERTRUDE: madre di Amleto, Regina di Danimarca, vedova del Re defunto e ora moglie di Claudio
CLAUDIO: fratello del defunto Re Amleto, ora Re di Danimarca

PROGRAMMA

24 e 25 marzo 2017
VIAGGIO CON DANTE
Letture da La Divina Commedia di Dante
con Daniela Barra e
batteria e percussioni Matteo Santi
18b/FORMAZIONE
20 e 21 aprile
PAZZO ad ARTE … Frammenti di vita che ci “ri-guardano”
liberamente tratto da alcune scene dell’Amleto di W. Shakespeare
di Alessandra Niccolini e Giuseppe Pestillo
con Giuseppe Pestillo
SOSTIENI 18b
Dal 5 al 7 maggio
UNDERWOOD
Storie dal sottobosco della vita

di e con Cecilia D’Amico
INFORMAZIONI
Dal12 al 14 maggio
15 lune

presenta
FAMOSA
di e con Alessandra Mortelliti
supervisione alla regia Rocco Mortelliti
musiche Paola Ghigo
organizzazione Annalisa Gariglio
spazio18b
La Compagnia dei Masnadieri
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Salpano i Quaderni di Moby Dick

Comunicato stampa

Salpano i Quaderni di Moby Dick

”Lo Stabilimento dei Bagni pubblici alla Garbatella – Innocenzo Sabbatini l’architetto visionario” è questo il titolo del primo numero dei Quaderni, che  verrà presentato il 18 febbraio alle ore 17 presso la biblioteca – hub culturale  di via Edgardo Ferrati, 3

L’idea della pubblicazione dei Quaderni di Moby Dick nasce all’interno del Tavolo per l’archivio storico e il centro di documentazione sul territorio, un organismo di ricerca e di studio composto da architetti, studiosi, giornalisti, storici e cittadini di varie associazioni, che opera all’interno degli ex Bagni pubblici fin dai giorni della sua occupazione-liberazione.

I Quaderni, con cadenza quadrimestrale, vogliono essere un elemento dinamico e vivo del progetto più generale dell’archivio storico, mettendo in relazione la Garbatella, come gli altri territori dell’VIII Municipio (Ostiense, San Paolo, Tormarancia, Montagnola), con le esperienze romane e italiane: la Città Giardino Aniene a Montesacro, il Villaggio Crespi sull’Adda, le sperimentazioni milanesi del villaggio – giardino Campo dei Fiori, Baravalle, Breda, Tiepolo e “Milanino”dell’Unione Cooperativa, il quartiere giardino Littorio a Palermo, il rione Carelli a Posillipo.

Insomma la narrazione della Garbatella vuole uscire dagli steccati del localismo per parlare alla città, ma anche all’Europa in relazione agli esperimenti di Letchworth a Londra, Hellerau a Dresda, Gartenstadt a Norimberga e via dicendo.

Garbatella, infatti, è un nome che di per sé va oltre i confini della città di Roma, esattamente come il Quartiere Latino o Belleville di Parigi, Mitte o Kreuzberg di Berlino, Higbury o Islington di Londra e non ultimo il Bronx di New York.

Fin dalla sua nascita nel febbraio del 1920 la Borgata Giardino Concordia, edificata sui colli di San Paolo ai piedi dell’omonima Basilica romana per ospitare gli operai della zona industriale dell’Ostiense, ha evocato le esperienze delle Città Giardino europee.

Ma a differenza di quest’ ultime, la Garbatella a Roma rappresenta uno degli esempi più originali di sperimentazione urbanistica, un vero e proprio laboratorio di tipologie e stili architettonici.  Un percorso di edificazioni che si sviluppa lungo dieci anni, fino al 1930, rispondendo alle emergenze che si presentarono in città in seguito allo sblocco degli affitti, agli sventramenti del centro storico voluti dal Fascismo e all’abbattimento delle baracche abusive.

Tantè che si passa dalle amene casette economiche con orto di piazza B. Brin, a quelle rapide di via Adautto, dal quartiere degli sfrattati alle spalle dei Bagni pubblici, ai villini a riscatto di Plinio Marconi intorno a piazza Carlo Randaccio, per finire con gli imponenti Alberghi suburbani intorno a piazza Michele da Carbonara e  la sperimentazione delle casette modello del lotto 24 su via delle Sette Chiese.

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Eroina Un primo argine contro la morte

Eroina Un primo argine contro la morte

QUANTI siano i tossicomani nel quartiere è impossibile dirlo e determinarlo. A sentire i genitori e i farmacisti che vendono siringhe ed acqua distillata, sarebbero molti di più di quanto si pensi.
Alla Circonvallazione Ostiense (la parte nuova che avvolge da una parte i lotti delle case popolari) il fenomeno e senz’altro in aumento. In questa situazione, dopo la morte di tre ragazzi per overdose, un gruppo di genitori, di cittadini e di tossicodipendenti hanno dato vita ad un comitato di intervento. L’Assemble al Teatro Mongiovino 300 persone nei primi giorni dell’ottobre scorso è stata l’assemble costituente, il primo momento autenticamente di massa, di confronto ma anche di denuncia sul problema della droga del nostro quartiere. In quell’occasione il dramma individuale dei genitori è diventato pubblico e collettivo, un problema sociale sul quale si sono interrogati i partiti e si è impostata una vertenza per l’apertura di un Centro Sanitario e di un Centro Sociale per i giovani.
Oggi il centro Sanitario è aperto, è una realtà, e l’ex condotta medica dell’Appia Antica aperta ai tossicodipendenti della zona dalle 8 alle 20 ogni giorno, con una equipe medica e  paramedica che ha voglia ed entusiasmo di lavorare. In queste prime settimane sono 65 già i ragazzi che si rivolgono al Centro, la metà hanno stabilito il piano terapeutico in prevalenza a base di metadone ma in qualche caso anche di morfina. C’è soddisfazione e speranza ma è solo il primo passo occorre forse un approccio di analisi più preciso sul fenomeno droga nel quartiere, occorre modificare e precisare a livello regionale e comunale titubanze e limiti degli strumenti legislativi. Il Comitato e impegnato ora con la Circoscrizione che ha già assicurato con atti concreti il suo impegno per l’apertura del Centro sociale Polivalente per i giovani. Su questo obiettivo devono impegnarsi i giovani in primo luogo ma anche tutti i cittadini coscienti per questo il Comitato si sta preparando alla diffusione di massa di un opuscolo di informazione sulla droga nel territorio in collaborazione il Consiglio di zona sindacale unitario e col Distretto scolastico.

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Servizi curati da Gianni Rivolta
Collaborazione di M. Gizzi, A. Diemoz, A. Santini
Centro Anziani, Comitato sulle tossicodipendenze.
Sez. SUNIA, Gruppo di Giovani del quartieri

Domenica 1 febbraio 1981

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Giovani La luna e i falò: Come la noia finisce al rogo

Giovani

La luna e i falò: Come la noia finisce al rogo

PER PARLARE meglio ci siamo incontrati in “fraschetta” da Marisa. Ci siamo? C’è qualcuno del ’68, ancora militante (pezzo molto raro) e molti altri “cani sciolti”.
Roberto vuolare parlare: “Sono un “disoccupato tranquillo”, abito al lotto 27, ora faccio l’imbianchino e cerco lavoro fisso. Noi ci vediamo la sera in piazza Sant’Eurosia davanti all’Oratorio a giocare a pallone. Ma con quelli dell’oratorio non abbiamo rapporti.
Gianni – Perchè?
Roberto – Perchè non c’è ne frega niente.
Gianni – Se non giocate a pallone che fate?
Roberto – Se ci va andiamo in birreria o a Trastevere  nei locali macrobiotici, perchè è alternativo no?
Gianni – Perchè non rimanete nel quartiere?
Roberto – Senti. io la Garbatella l’amo, la conosco tutta perchè ci ho giocato, ma qui non ci sono locali, punti di ritrovo per stare “aggregati”.
Gianni – E la politica?
Roberto – L’ho fatta quando stavo a scuola ma ormai non ci credo più, credo solo ai movimenti fatti di gente autentica, come mio padre e mia madre, spontanei.
Pino – La mia zona è tra il Dollaro e il King (sono due bar della circonvallazione Ostiense). Stavo al Collettivo di medicina ed ora sto ancora  … a medicina.
Gianni – Voi che cosa fate?
Pino – D’inverno stiamo al bar o a casa di qualcuno a giocare a scacchi, d’estate dove capita.
Gianni – In discoteca ci vai?
Pino – No, perchè non mi va di codificare un rapporto con il corpo, comunque la sera si va fuori di Garbatella.
Simona – Ho 17 anni, non sono molto soddisffatta di quello che si fa oltre lo studio, si finisce sempre d’andare a casa di qualcuno a sentire i dischi, a fare una passeggiata. E poi il nostro gruppo è costruito per forza, vorrei conoscere gente nuova.
Ciupi (è straniero, abita all’Ardeatino) – Figuratevi che può essere l’Ardeatino, tutti condomini e cooperative, è ancora meno socializzante di Garbatella. La sera non si può nemmeno andare nei bar perchè c’è un brutto giro di fasci ed eroina.
Roberto G. – Beh … io non voglio essere definito un ex, io stavo al Pci. Anche se ora non ci sto più ritengo che la politica è importante, in particolare i movimenti di massa, ma altrettanto importante è conoscere le persone. tra di noi che stiamo al fuoco la sera ci sono rapporti veri. Io di solito vado a letto verso le 5 le 6 di mattina e poi mi faccio sbattere giù verso le 12.
Gianni – Che è questa storia del fuoco?
Roberto G. – Beh … “er foco” è na calamita, lo facciamo verso le 11 fino alle 3 le 4 di notte, in piazzetta davanti al Bar Lunin e poi si fanno le patate, ieri sera abbiamo fatto il pesce. La gente si ferma e parla, qualche volta si ferma anche la polizia o la gente più strana.

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Servizi curati da Gianni Rivolta
Collaborazione di M. Gizzi, A. Diemoz, A. Santini
Centro Anziani, Comitato sulle tossicodipendenze.
Sez. SUNIA, Gruppo di Giovani del quartieri

Domenica 1 febbraio 1981

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Anziani. Dal nuovo centro partono le proposte per uscire dal ghetto

Anziani

Dal nuovo centro partono le proposte per uscire dal ghetto

CORIANDOLI, festoni colorati, addobbi di cartapesca in un grande locale ex circolo ENAL, sotto il mercato coperto alla Garbatella, ma questa volta non c’è l’aria di festa di qualche settimana fa, quando il Centro anziani della XI Circoscrizione è stato inaugurato. Anzi, questa  volta l’ariaè molto fredda per mancanza di riscaldamento e qualche vetro rotto e non c’è nemmeno il chiassoso affollamento della volta precedente.
Mappa di Paolo SamarelliA riunirsi sono una decina di “anziani” che fanno parte di una commissione per il rilevamento dei problemi più urgenti nella assistenza agli anziani e per la programmazione delle attività. Le questioni in discussione nella commissione, sono molte, innanzitutto il completo risanamento del locale (vetri, riscaldamento, bagni) in modo da iniziare al più presto le attività del centro che comunque verrà trasferito nella sua sede definitiva al Casale Garbatella in via Pullino per lasciare la sede attuale al comitato sulle tossicodipendenze. Numerosissime le proposte: iniaiztive culturali ed artistiche, ginnastica, hobbies e piccolo artigianato, feste danzanti oltre a consulenze pensionistiche in collaborazione con le associazioni sindacali.
Quindi obiettivi a medio termine come il potenziamento dell’assistenza domiciliare socio-sanitaria, già in atto da qualche tempo, ma insufficiente per i 24.000 anziani della Circoscrizione, e l’apertura di altri centri come quello della Garbatella negli altri quartieri vicini.
Importanti sono le proposte a più lunga scadenza, quali l’apertura in zone di reparti ospedalieri diurni per l’assistenza specifica agli anziani e di una casa di cura per i malati di lunga degenza in modo che la vicinanza con le abitazioni dei famigliari eviti il frequente abbandono dell’anziano da parte dei parenti.
Ma il problema più pressante rimane quello del centro, della sua attività, che – ripetono gli anziani – non deve rimanere staccato dal quartiere quasi a configurare una nuova forma di ghettizzazione, ma stimolare l’incontro tra gli anziani e gli altri cittadini.
Anche la Circoscrizione si sta muovendo dal canto suo in questa direzione con un censimento degli anziani e delle loro occupazioni precedenti e dei loro hobbies al fine di sfruttare socialmente  le capacità di persone che l’età non certo reso inutili. Il progetto è quello di impiegare gli anziani per vigilare e guidare i visitatori di mesei zonali, nelle biblioteche circoscrizionali, nei giardini pubblici e davanti alle scuole.
Un tentativo di ricondurre l’anziano ad un ruolo attivo nella vita sociale facendolo finalmente uscire da un mondo di isolamento ed emarginazione.

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Servizi curati da Gianni Rivolta
Collaborazione di M. Gizzi, A. Diemoz, A. Santini
Centro Anziani, Comitato sulle tossicodipendenze.
Sez. SUNIA, Gruppo di Giovani del quartieri

Domenica 1 febbraio 1981

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Strade, verde, recupero urbanistico. Non più paese ma neanche metropoli

Strade, verde, recupero urbanistico
Non più “paese” ma neanche “metropoli”

SE CHIEDI a un giovane della Garbatella dove abiti il più delle volte ti risponderà “vicino all’EUR”, all'”Ostiense”.
“C’è una tendenza diffusa al rifiuto, un processo di non identificazione dei giovanissimi con il quartiere, la volontà di rompere con la tradizione storica”.
E l’inizio di una chiacchierata-intervista con Aldo Santini, un nome conosciuto nella sinistra del quartiere. Aldo e un gruppo di compagni stanno lavorando da più di un anno ad una ricerca storica ed archeologica sulla Garbatella.

“La Garbatella – prosegue Aldo – è un quartiere nato prima del fascismo nel 1920, urbanisticamente si rifà agli utopisti inglesi e tedeschi, alle città giardino”.
“Il fascismo ha poi snaturato questo progetto. Generalmente  invece per scarsa informazione e conoscenza lo si pensa come un prodotto del fascismo e ci si chiede erroneamente come Mussolini avesse potuto far costruire un quartiere simile, delle casette così belle, tutte diverse, con i giardinetti interni, abituati come si è alle costruzioni classiche del ventennio”.
Come la trovi oggi la Garbatella, rispetto alle sue origini? Ti sembra “omologata” nella metropoli?
Questo quartiere mantiene le sue peculiarità, un suo patrimonio generazionale, mantiene un tessuto di compagni che oggi la cultura moderna ha disaggregato. Una generazione che si rifà all’origine operaia del quartiere, alla coscienza di classe dei primi tipografi, ferrovieri e artigiani, dei lavoratori dei Mercati Generali e dell’Officina del Gas, i primi assegnatari dei lotti 1-2-3-4-5 che stanno sulla collinetta sopra San Paolo.
“Su questo terreno fertile si sono innestati gli abitanti degli “alberghi” (grandi costruzioni unicellulari dove venivano relegati e controllati gli elementi scomodi al regime fascista, i politici), che per loro condizione di emarginazione sono stati preziosi elementi di coesione politica”.
Il secondo biennio della Legge 457 (Piano decennale per l’edilizia pubblica e residenziale) stanzia altri 900 milioni per la Garbatella, una cifra inadeguata. Se utopisticamente questi 900 milioni fossero miliardi quali sarebbero le proposte da re?
“Esistono – risponde Santini – vari problemi e di vario ordine:

Un quartiere chiuso
La Garbatella è un quartiere chiuso tra la Cristoforo Colombo e l’Ostiense, le vie che lo mettono in contatto con il centro della città (via P. Matteucci, vi Benzoni) sono strette, lo strozzano. La costruzione del cavalcavia che unisce in via Ostiense con la Circonvallazione Ostiense significherebbe maggiore facilità di scorrimento e di scambi con il centro, inoltre sgraverebbe la zona dei Mercati Generali da una quantità enorme di traffico.

Un nuovo habitat
Ragionando sull’utopia si potrebbe pensare  ad una ridistribuzione delle superifici rispetto alle funzionalità e alle nuove modifiche dei nuovi nuclei familiari. Una vera e propria riqualificazione dell’abitazione.

Acqua e fogne
Sopperire al vecchio sistema fognario a “cappuccino” che è ormai inadeguato, infatti quando piove di continuo i cortili dei lotti si allagano pericolosamente, sopperire alla mancanza dell’acqua diretta (lavori che sono stati finanziati con il primo biennio della Legge 457).

Spazi verdi
La particolare struttura e conformazione dei lotti che hanno i giardini interni fa si che la Garbatella non abbia mai avuto un parco vero e prorprio ma appezzamenti rimediati e sottodimensionati. A questo scopo e per lo sport di quartiere andrebbero utilizzate le aree di via Pullino e quelle a via Guglielmotti (sulle quali sorgevano i vecchi lotti 1 e 4 da anni smantellati).

Centri sociali
Vanno inoltre riconsiderati e riconsegnati alla cittadinanza per scopi culturali, di aggregazione (Centro Sociale) le vecchie strutture pubbliche oggi usate in modo privatistico, un esempio per tutti sono i vecchi bagni pubblici oggi occupati dal Mobilificio Proietti.
– Insomma ai giovani il nome della Garbatella – a me pare – va un pò stretto, forse perchè ha la fama di quartiere malfamato?
Non credo – conclude Aldo – perlomeno gli abitanti che provengono dagli sventramenti del Centro storico, di piazza Montanara, da via della Consolazione non sono i sottoproletari dei quartieri ghetto, non si tratta quindi della malavita stracciata della periferia, ma di quella della tradizione romana, il ladro gentiluomo, certo oggi notevolmente modificata dal mercato dell’eroina.
E’ un quartiere il nostro dove c’è sempre stata solidarietà, dove artigiani, operai, anarchici e socialisti hanno formato una miscela unica. L’obiettivo del nostro lavoro di ricerca in questo quadro è la rivalutazione del quartiere, l’individuazione di strutture per mettere in contatto i vecchi e i giovani, i giovani che oggi vivono da vecchi.

 

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Centro Anziani, Comitato sulle tossicodipendenze.
Sez. SUNIA, Gruppo di Giovani del quartieri

Domenica 1 febbraio 1981

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Garbatella fra ieri e domani

Paese Sera / Cronaca di Roma – domenica 1 febbraio 1981

Garbatella fra ieri e domani

Spazio autogestito dagli organismi democratici di base
QUANDO SI parla della Garbatella il più delle volte si parla delle sue case popolari, della loro storia e delle lotte dei suoi abitanti.

Oggi, in questa pagina, vogliamo far parlare alcune tra le espressioni più vere di democrazia e di partecipazione, le forme più “fresche” di aggregazione giovanile, alcuni gruppi organizzati (Centro anziani, Comitato sulle tossicodipendenze, sez. Sunia), ma anche gruppi occasionali di giovani.

La Garbatella  negli anni ’70 è stata segnata largamente ed in profondità dai movimenti popolari risultando un grosso centro di aggregazione giovanile (Comitato di quartiere di Via Pullino, sezioni di partiti e gruppi di sinistra). Come in tutta la città, dopo il ’76, il riflusso taglia le gambe alle espressioni organizzate ed autonome del “movimento”.

Nonostante ciò, dalla sua storia ed originalità, la Garbatella trova le risorse per il fiorire di nuovi organismi di base e per l’affermazione di grandi momenti partecipativi la lotta degli abitanti contro gli aumenti delle affitti IACP (legge 513), l’assemblea popolare sulla droga al Teatro Mongiovino e quella per l’apertura del Centro anziani circoscrizionale.

Perchè oggi questa pagina? Perchè, la presenza di un vasto tessuto democratico ma anche di una aomizzazione degli organismi di base, essa rimbalzi nelle case, nelle sedi di partito, tra i giovani, a provocare un interrogativo: questo quartiere, negli anni ’80 mantiene la sua originalità o è irrimediabilmente omologato nella metropoli? I problemi di oggi. Il risanamento del patrimonio edilizio pubblico, l’acquisizione di nuovi spazi sociali, la ridefinizione di un quartiere, devono essere oggetto di una vertenzialità diffusa, di massa. Tutto ciò per impedire che, in assenza di un processo che cancelli i risultati positivi di questi anni. Che si cancellano con la vernice grigia le scritte colorate sui muri e nelle piazze.

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Servizi curati da Gianni Rivolta
Collaborazione di M. Gizzi, A. Diemoz, A. Santini
Centro Anziani, Comitato sulle tossicodipendenze.
Sez. SUNIA, Gruppo di Giovani del quartieri

Domenica 1 febbraio 1981

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Garbatella Jazz Festival (GJF) 2016 – Programma

Garbatella Jazz Festival (GJF) 2016 – Programma

Giovedì 29 Settembre
H. 20.30

MOOD 5
Lamberto Armenia – alto sax
Gian Domenico Murdolo – sax soprano e baritono
Stefano Diotallevi – piano
Giuliano Stacchetti – basso elettrico e contrabbasso
Vladimiro Nigro – batteria e percussioni

H. 21.30

PLAY VERDI
Nicola Puglielli – chitarra
Andrea Pace – sax tenore
Piero Simoncini – contrabbasso
Massimo D’Agostino – batteria


Venerdì 30 Settembre

H. 20.30

DOO BEE DUO
Giada Pietrini – voce
Carlos Fanelli – chitarra

H. 21.30

MORE THAN CLASSIC DUO
Alessandro Bonanno – piano
Flavio Bonanno – tastiere


Sabato 1 Ottobre

H. 20.30

TAMIA QUARTET

Alberto Ruggeri – sax tenore
Tommaso Castellani – piano
Benedetto Mercuri – contrabbasso
Roberto Ghersi – batteria

H. 21.30

OPEN SPACE QUARTET
Claude Bolling: Suite nr. 2 per flauto e trio jazz

Iolanda Zignani – flauti
Cinzia Gizzi – piano
Pino Sallusti – contrabbasso
Carlo Bordini – batteria


CARA GARBATELLA
È un’associazione culturale nata nel 1998 ed ha sede in Via F. Passino n. 26. Si occupa di promuovere, di valorizzare e di recuperare il patrimonio storico-culturale, umano, artistico, architettonico e paesaggistico del quartiere Garbatella, del territorio dell’VIII Municipio del Comune di Roma e dell’intera città di Roma. A tal riguardo, l’associazione pubblica gratuitamente da dodici anni il bimestrale “Cara Garbatella” ed ha editato le seguenti pubblicazioni: “Il quaderno della Resistenza. Garbatella – Ostiense” di Cosmo Barbato e Gianni Rivolta; “I ribelli di Testaccio, Ostiense e Garbatella. Dal biennio rosso alla liberazione” di Gianni Rivolta.
Inoltre, promuove il “Garbatella Jazz Festival”, giunto alla dodicesima edizione.

Info
Tel. 3280580162
331 9496348 (per prenotazioni per la cena)
www.caragarbatella.it

Ufficio Stampa
Francesca Vitalini
stampa@caragarbatella.it
339.339.0878

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Il Maestro Gianpistone dalla Garbatella al mondo

Il Maestro Gianpistone dalla Garbatella al mondo

di Francesca Vitalini

“Attraverso la mia pittura ho voluto cogliere l’essenza della realtà che ho sperimentato con viaggi reali, molti, e fantastici”. Esordisce così il Maestro Gianpistone, da poco superati gli 87 anni. Nato a Roma, nella zona Ostiense, “in un palazzo talmente popolare che ospitava la Maternità”, ricorda.
Inizia ad esprimersi attraverso la pittura casualmente, per una sorta di rivalità nei confronti di una giovane fidanzatina, cantante lirica: stanco di dover essere sottoposto ai suoi impegni, decide un giorno di comprare dei cartoni telati, dei colori, un tubetto del bianco ed alcuni pennelli. Inizia, così, a dipingere e si avvicina al gruppo de “I Pennellati”, dopo qualche mese si aggiudica il premio di incoraggiamento alla carriera della Galleria di Arte Moderna di Roma.
“I miei inizi sono divertenti – continua il Maestro Gianpistone – e la mia esperienza dimostra che ero un pittore da prima che iniziassi a dipingere.
Considero la pittura una maniera di esprimermi, un percorso che avevo dentro e che si è manifestato ad un tratto”.
La pittura si collega ad altre forme d’arte: il teatro e la scultura, tanto che nel 1957 partecipa con due opere alla “Biennale Internazionale di Carrara” e nel 1966 fonda a Testaccio lo Studio Arte Equipe ’66 aprendolo al mondo con eventi di teatro d’avanguardia, poesia, jazz, folclore di numerosi paesi e con laboratori teatrali ed artistici per persone con disabilità.
Quasi parallelamente inizia una serie di viaggi in tutta Europa: dalla Groenlandia alla Grecia, dall’Inghilterra all’Unione Sovietica.
E, poi, America ed Africa, dall’Egitto al Sud Africa. Nel 1966 compie il primo dei tre viaggi in Estremo Oriente, arrivando in Indonesia, in Cina ed in Giappone. Numerosissimi i viaggi in Medio Oriente uno dei quali in macchina, fino alle soglie di Kabul in Afghanistan. L’India è il paese dove ha raccolto le maggiori esperienze, attraversandola dal Sud al Nord alla ricerca di una “verità assoluta”.
“Quando arrivavo in un posto – racconta il Maestro – avevo l’atteggiamento di un neofita desideroso di apprendere e di fissare sulla propria pelle, come un tatuaggio, l’esperienza del viaggio… Con il passare del tempo, però, i “tatuaggi” sbiadivano ed avevo bisogno di vivificarli di nuovo con altri viaggi”.
Nel cogliere l’essenza della realtà umana e naturale che si manifesta sotto ai suoi occhi si compongono i suoi cicli pittorici, tra i quali, per citarne alcuni: Entromondo, Natura Mirabilis, I colori del sacro, Le vie della seta, Le origini delle scritture, Memorie, Mediterraneo, Alle origini della cultura europea, Ierofanie, ospitate in più di 200 mostre personali in Italia, tra le quali, al Complesso Monumentale del Vittoriano a Roma, nel 2000, e in prestigiosissime esibizioni all’estero. Dal 1954 il pittore Gianpistone partecipa attivamente alle maggiori rassegne nazionali, conseguendo in oltre venti anni di attività oltre duecento premi (fra cui dodici medaglie d’oro). Da ricordare fra questi, il significativo riconoscimento alla sua opera e alla nuova dimensione della ricerca, il “Premio  Enrico Mattei” (1974).
Oggi la sua opera, in attesa di future mostre personali, può essere ammirata presso il suo studio di Poggio Moiano, nota cittadina in provincia di Rieti, dove una volta al mese la figlia, Sabina Pistone, organizza delle visite guidate in compagnia dell’artista e, permanentemente, presso il “Museo Etnologico delle Maschere di Cartapesta Gianpistone”, che raccoglie circa 500 maschere in cartapesta, che l’artista romano ha realizzato, riproducendole dai modelli africani e asiatici e da modelli carnevaleschi italiani.
Cos’altro rimane da cogliere in un’esperienza così vasta e poliedrica?
“Il Gazometro – conclude il maestro Gianpistone – nella mia giovinezza ho provato più volte a catturarlo: andavo davanti alla sua struttura, così aerea, e mai sono rimasto soddisfatto di come la riproducevo perché le mie spatolate non riuscivano a rappresentarne la leggerezza”.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 12 – Aprile 2016

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Archeologia industriale nel quartiere Ostiense Smantellata la tramoggia Italgas Caricava il carbone nei forni

Archeologia industriale nel quartiere Ostiense Smantellata la tramoggia Italgas

Caricava il carbone nei forni

di Flavio Conia

Quando pensiamo ad un bene culturale solitamente ci viene in mente qualcosa di bello, esteticamente rilevante, qualcosa che abbia un valore artistico.
Raramente riusciamo ad andare aldilà della natura estetizzata del bene culturale, difficilmente consideriamo (o conosciamo) la vera definizione di “bene culturale” che va ad includere i beni che siano «testimonianze aventi valore di civiltà» (Dlgs 22/01/2004, n. 42 art. 2 comma 2).
Riportando questa definizione alla nostra vita quotidiana, al nostro vivere la città, possiamo spiegare queste semplici parole andando a prendere come esempio l’archeologia industriale dell’area Italgas nel quartiere Ostiense. Un’area ed un quartiere di grande fascino, sotto i riflettori del cinema, delle arti visive, della movida: ciò che ha smosso l’attenzione di tanti verso questo quartiere di Roma è sicuramente in modo primario la presenza del complesso di archeologia industriale che è composto dai gasometri e dal resto degli impianti presenti tra Via del Commercio e Via di Riva Ostiense. Orami simboli, elementi inconfondibili del paesaggio urbano, presenze importanti nello skyline cittadino, le tramogge, i forni e le strutture ad essi connesse segnano il passato ed il presente di una delle aree urbane più affascinanti di Roma. Passato e presente dunque, ma sul futuro chi può dirlo.
L’abbattimento di una tramoggia oramai pericolante presente nell’area limitrofa al fiume avvenuto nel mese di novembre deve riportare l’attenzione sul perché è un dovere di tutti vigilare perché l’archeologia industriale vada conservata e tutelata al meglio: una tramoggia non è bella, non è un quadro di Sironi, non è un Tiziano, ma è lo strumento più semplice che abbiamo per raccontare ai più giovani cosa voleva dire agli inizi del Novecento far nascere la Roma contemporanea, è il mezzo più diretto a nostra disposizione per dimostrare l’ingegno dell’uomo e la sua idea di sviluppo economico ed urbano.
Questi vecchi edifici parlano, raccontano storie che aprono a racconti antropologicamente fondamentali per comprendere la crescita sociale della popolazione di Roma, descrivono unitariamente, nel loro complesso, la manifestazione di una cittadella industriale (l’area Ostiense – Portuense) che stenta ad oggi a dimostrarsi unitariamente agli occhi dei cittadini.
Italgas ha in mano un patrimonio unico, che va valorizzato e messo a disposizione di tutti i cittadini e le cittadine, perché possa essere palese la passata vocazione di quest’area in modo da restituire il passato al futuro.
La ex Centrale elettrica Montemartini è l’esempio lampante della buona politica applicata agli spazi ex industriali: riunire in un unico sito, anche virtuale, anche attraverso politiche di corretta valorizzazione, l’attuale museo con l’area Italgas, i Mercati Generali, il complesso dell’Istituto Superiore Antincendi (splendidamente conservato), l’ex Miralanza, il Ponte di Ferro, il Teatro India sarebbe il modo corretto di ridare a Roma la dimensione di ciò che è stato questo territorio e come si è trasformato.
Ricostruire un legame, un filo rosso che sia guidato dalla valorizzazione dell’esistente, mirando ad informare, a potenziare il turismo locale, nazionale ed estero, andando a dare nuova anima ai luoghi, lasciandoli però liberi di raccontarci ciò che erano.
Difendere l’archeologia industriale significa parlare di lavoratori, di storie di fabbrica che non conosciamo abbastanza, racconti di Resistenza che rimangono taciuti. Il Gasometro è un bellissimo simbolo per Roma, ma prima di essere illuminato per la Notte Bianca è stato ben altro. Questa storia forse ci resta da raccontarla al meglio, finché siamo in tempo, fino a che non sarà tutto troppo pericolante, fino a quando non sarà tutto irrimediabilmente compromesso, com’è stato per la tramoggia di Riva Ostiense. Era testimonianza di civiltà, ma forse non abbastanza.

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Le vie della Garbatella: marinai, pirati e … non solo

Le vie della Garbatella: marinai, pirati e … non solo

di Enrico Recchi

“Italiani, un popolo di santi, poeti, navigatori…”. Così inizia l’iscrizione sul Palazzo della Civiltà del Lavoro all’Eur, quello che tutti noi conosciano come il “Colosseo Quadrato” perché ricorda in chiave moderna il monumento più famoso dell’antica Roma. E la Garbatella nella sua toponomastica rispecchia perfettamente quell’iscrizione.
Vi siete mai chiesti chi siano i personaggi i cui nomi leggiamo sulle targhe delle vie del nostro quartiere?
Come è stato raccontato più volte alle vie e piazze del nucleo originario della Garbatella (che nasce a Piazza Brin nel febbraio del 1920) vengono dati i nomi di personaggi legati al mondo marinaresco perché in qualche modo connessi alla funzione che avrebbe dovuto avere il nascente quartiere: ospitare le maestranze, gli operai e gli addetti amministrativi che avrebbero dovuto lavorare al progetto del bacino e del canale con i quali la zona di San Paolo sarebbe stata trasformata in un terminale commerciale delle merci che potevano arrivare a Roma sull’acqua, sia risalendo appunto il corso del Tevere che sfruttando un progettato canale artificiale (Chi volesse approfondire può leggere di più sul bellissimo libro di Gianni Rivola “Garbatella mia”).
Tutto questo poi non si materializzò.
Il progetto restò solo un progetto ma le strade che collegavano le nuove costruzioni, presero i nomi di ingegneri navali, Ministri della Marina, Ammiragli e pirati.
Ma non solo. Le strade della Garbatella sono dedicate anche a missionari, esploratori ed altro.
Partiamo quindi dalla categoria dei  personaggi legati al mondo del Mare e cerchiamo di scoprire qualcosa di più su alcuni di loro.
Innanzitutto Benedetto Brin che dà il nome alla piazza dove venne posta la prima pietra della borgata e dove si affacciavano le prime costruzioni. A metà ‘800, quando aveva vent’anni, entrò in servizio nella marina del Regno di Sardegna e percorse tutta la carriera militare. Progettista navale, a lui si devono le corazzate gemelle Caio Duilio e Enrico Dandolo, le prime navi italiane ad avere una corazzatura laterale di 55 cm. tale da considerarle imperforabili, migliore anche della protezione che avevano le navi della famosa marina reale britannica.
Diventato poi ministro, Brin spinse per accelerare la politica di armamento italiana sul mare, facendo costruire altre navi da guerra per intraprendere la politica di espansionismo coloniale. Secondo Brin l’Italia doveva produrre non solo le navi, ma anche tutte le componenti necessarie, seguendo una politica nazionalistica che contribuì anche alla nascita dell’industria pesante nel nostro paese.
Promosse la nascita degli stabilimenti di Venezia e Pozzuoli e delle Acciaierie di Terni, della base di Taranto e dell’Arsenale di La Spezia.
Decretò infine che le scuole navali di Napoli e di Genova, retaggio di una Italia formata da più stati, confluissero nella Accademia Navale di Livorno. A lui agli inizi del ‘900 venne anche intitolata una corazzata.
Dopo un personaggio così serio e compassato, passiamo a due personaggi più antichi e romantici. Tutti e due vissero a cavallo tra ‘500 e ‘600.
Già i nomi sono un programma, sfido a dimenticarli: Obizzo Guidotti e Pantero Pantera. Il primo, Obizzo Guidotti, era un cavaliere bolognese del Santo Sepolcro imbarcato su un nave dell’ordine gerosolimitano.
All’epoca il Mediterraneo era solcato non solo da navi commerciali e da quelle delle varie potenze, ma anche dai pirati che facilmente attaccavano e mettevano in pericolo i traffici mercantili.
I primi scontri del nostro avvengono con i corsari nelle acque di Malta e poi lungo le coste tunisine, partecipando alla conquista di Hammamet. Diventato poi capitano di nave, da difensore si trasforma in predatore ed assale, sempre al servizio dell’Ordine dei cavalieri di Malta, le navi turche cariche di frumento e riso per portare il prezioso carico a Malta.
Il secondo, Pantero Pantera, (con un nome che sembra quello di un bullo del quartiere. Pare di sentire una voce dal cortile che grida: “Ahò, Hai visto er Pantera?”. Era un nobile comasco del ‘500 appartenente alla famiglia Pantera, che si imbarcò giovanissimo nella flotta pontificia fino a diventare capitano della nave “Santa Lucia”. Scrisse anche trattati marinareschi, ma sopratutto è ricordato per aver combattuto i pirati turchi nel Mediterraneo. Quindi possiamo immaginare il prode Pantero salire sulla tolda della sua nave e lanciare l’arrembaggio contro la nave nemica.
Proprio perché servì nella marina pontificia, Roma e la Garbatella sono le uniche a ricordarlo.

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Il Presepe artigianale al Teatro “In Portico”

Il Presepe artigianale al Teatro “In Portico”

All’Oratorio di Santa Galla l’opera meccanica del maestro Dante Pica

di Antonella Di Grazia

Rinverdendo la tradizione, anche quest’anno nei locali dell’oratorio della Parrocchia di Santa Galla alla Circonvallazione Ostiense sarà ospitato il Presepe artigianale “Vita e Mestieri” realizzato interamente dal mastro artigiano Dante Pica. Si tratta di una composizione di oltre 170 personaggi semoventi, che ricordano gli antichi mestieri scomparsi.
L’idea del presepe, nacque anni fa quando il maestro Dante costruì un piccolo giocattolo meccanico per far divertire la nipotina: l’arrotino. Aggiungendo personaggio a personaggio, il fabbro, il falegname, realizzati i primi cinque o sei pezzi, è sorta l’idea di trasformarli in presepe. Dante ha continuato a lavorarci nella natia Guardea, dove il manufatto è rimasto esposto qualche anno finché non è stato riportato a Santa Galla dove lo si sta allestendo, nei locali adiacenti il Teatro “In Portico”, da una decina di anni, durante il periodo natalizio. L’uso degli ambiti della parrocchia è però temporaneo, avendo assunto il presepe dimensioni ragguardevoli e ogni anno, dopo l’Epifania, deve essere smontato. La richiesta di spazi in cui allestirlo in modo permanente è stata presentata al Municipio, corredata da un centinaio di firme, ma non ha ancora avuto risposta.
Il meccanismo di ogni statuetta è diverso dall’altro, fatto interamente a mano, Per questa opera, il maestro Pica è stato insignito negli sorsi anni del rinomato “Premio Fantasia di
Garbatella”, dedicatogli dall’Associazione Culturale “Il Tempo Ritrovato”, proprio per il prezioso lavoro di artigianato fatto con l’esposizione del presepe meccanico, che riesce a far rivivere, in modo gioioso, gli antichi e gli attuali mestieri. L’opera, sarà visitabile gratuitamente tutti i giorni a partire dal 13 dicembre fino al 7 gennaio, dalle ore 15,30 alle ore 19,00. Il sabato e la domenica inclusi i giorni di Natale e di Santo Stefano, anche la mattina tra le ore 11,30 e le 12,30.

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La Bottega del Sapere Associazione di promozione sociale

La Bottega del Sapere Associazione di promozione sociale

Nell’ottobre 2012 un gruppo d’insegnanti, con esperienza ventennale nella scuola, dà vita ad un progetto mirato alla guida e al sostegno dei ragazzi e delle famiglie. Tale progetto è finalizzato all’assistenza allo studio pomeridiano dopo regolare orario scolastico e durante i periodi di vacanze scolastiche.
Nasce così la Bottega del Sapere, un’Associazione di Promozione Sociale che offre tale sostegno a studenti di scuole di ogni ordine e grado attraverso lezioni individuali e collettive. La scelta di far lavorare in gruppo i ragazzi è mirata anche a permettere loro un processo di socializzazione e a creare, in un clima disteso e sereno, rapporti di solidarietà e amicizia. Il nostro staff è costituito anche da psicologi e insegnanti con master certificato in grado di sostenere anche studenti con disturbi specifici dell’apprendimento – Dislessia, Disgrafia, Disortografia, Discalculia. Consapevoli che la formazione scolastica ma anche la curiosità, non si fermano in età scolare, offriamo anche attività per adulti come corsi di lingua straniera ad ogni livello sia collettivi che individuali. Proponiamo anche il sostegno alla preparazione agli esami per tutte le persone che vogliono conseguire un diploma e che non riescono a conciliare l’impegno scolastico con il lavoro.
Orari flessibili, disponibilità, cortesia ed efficienza sono le nostre particolarità! Venite a trovarci nella nostra sede, nello storico quartiere Garbatella, in Via Prospero Alpino, 52 anche solo per conoscerci …..
Ascolteremo le vostre richieste, cercheremo di trovare insieme una soluzione ai vostri problemi.
Certi di svolgere con professionalità, impegno e passione il nostro lavoro, vi aspettiamo numerosi.

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Presentato al Palladium il nuovo libro di Massimiliano Smeriglio

Presentato al Palladium il nuovo libro di Massimiliano Smeriglio

massimilianosmeriglioDomenica 13 dicembre, alle ore 10, è stato presentato al Teatro Palladium il libro “A fattor comune – visioni e buone pratiche per fare Sinistra”. Sul palco, insieme all’autore, erano presenti anche Alfredo D’Attore, Franco Giordano, Marta Bonafoni, Paola Natalicchio e Nichi Vendola.
E’ stata un’ occasione importante occasione di confronto sul nuovo cantiere che si è aperto a sinistra.
“Serve, infatti, un impegno collettivo per ridare dignità alla parola politica”, spiega Smeriglio dal palco, e continua, “Soprattutto servono nuove energie che sappiano mettere a “fattor comune” tutte le forze dell’alternativa.
Solo così si può costruire la Sinistra che vogliamo: pragmatica, radicale, pronta a misurarsi con la sfida del governo.”

www.bordeauxedizioni.it/?product=a-fattor-comune

www.massimilianosmeriglio.it/libro/

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Comunicato corri alla Garbatella 2016

L’Associazione Culturale e Sportiva Rione Garbatella, si è impegnata per coordinare l’organizzazione della 24 esima edizione della gara podistica Corriallagarbatella svoltasi il 29 novembre scorso.
Il percorso si è snodato tra le strade che lambiscono i lotti dello storico quartiere, ambientazione del tutto particolare, che è stata una delle chiavi del successo della manifestazione. Ne sono convinti gli organizzatori dell’Associazione Rione Garbatella, i veterani dello storico Gruppo sportivo Arcobaleno, i professionisti della ASD Roma Road Runners Club, che ha curato la gestione tecnica dell’evento e soprattutto Andrea Catarci, che ha rilanciato l’idea di creare il Trofeo podistico dell’ottavo Municipio, una sorta di mini circuito che metterebbe in rete i 4 eventi sportivi podistici del territorio e precisamente, oltre la Corriallagarbatella, anche la Granai Run, la Corri…Amo San Paolo e la Corsa della Resistenza. Il progetto, sarà messo a punto per l’anno 2016 e concepito con una classifica cumulativa sia per atleti individuali che per società, ma soprattutto toccando anche l’aspetto non competitivo, premiando i gruppi, i Comitati, i Centri anziani, le Associazioni di via e le scuole più numerose del territorio.
Tornando alla gara gli organizzatori, in primis Ernesto Del Vescovo (lo storico) e Walter Graziani (il nuovo corso), assieme a Patrizio Mancini, si ritengono più che soddisfatti, soprattutto perché la gente che vi ha partecipato, ha dato testimonianza di aver apprezzato la cura dei particolari con cui il Comitato organizzatore ha lavorato. Non solo, per la prossima edizione, sarà potenziata la gara non competitiva riservata ai bambini e saranno svolti tre eventi collaterali nelle piazze principali in cui il percorso si snoda, in modo da poter accompagnare i partecipanti durante la gara, ma soprattutto per far vivere la Corri alla Garbatella, come una grande festa del bellissimo rione romano.
La Corriallagarbatella voluta fortemente dai runner e dalla gente del quartiere, si vuole che diventi un appuntamento fisso per gli abitanti e che cresca in popolarità e attrattiva nei confronti degli atleti che provengono anche da fuori Roma: il Presidente del Municipio Andrea Catarci, l’Associazione Rione Garbatella con il fattivo e professionale contributo della Roma Road Runners di Patrizio Mancini lavoreranno insieme per questo, al fine di valorizzare l’immenso patrimonio di fascino e riconoscibilità di questo quartiere ormai quasi centenario che concede un ineguagliabile scenario ed offrire così agli amanti della corsa e non solo a loro, quello che si meritano: una esperienza indimenticabile.
La 25 esima edizione della Corriallagarbatella che si svolgerà la mattina dell’ultima domenica di novembre del prossimo anno, dovrà essere una festa per tutti, di tutto il quartiere, per i podisti sarà la “Gara di Roma” e chi la scoprirà, magari anche all’estero, inevitabilmente – sicuramente – se ne innamorerà.

Walter Graziani
Presidente Associazione Culturale e Sportiva
Rione Garbatella e del Comitato Organizzatore
Corriallagarbatella 2015

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Alla Circonvallazione Ostiense senzatetto ripuliscono strade e giardini

Alla Circonvallazione Ostiense senzatetto ripuliscono strade e giardini

di Ilaria Proietti

La vita ha deciso di buttarli sulla strada. Trascorrevano le giornate senza fare nulla, ogni giorno era uguale a quello precedente, poi, qualcosa è cambiato.
E’ bastata una semplice iniziativa per migliorare tutto.
Vi sarà capitato molte volte di leggere interviste di politici, attori, atleti, personaggi illustri di qualsiasi categoria. Questa è un’intervista un po’ diversa, i nostri protagonisti sono
infatti dei semplici, e simpatici senza tetto.
Passeggiando per la Circonvallazione Ostiense, all’altezza del mercato rionale, forse vi sarà capitato di vederli chiacchierare su una panchina, in un giardinetto che così pulito non si vedeva da almeno 20 anni.
Già, così pulito perché ad occuparsene ora sono proprio loro. Ma da cosa è nato tutto? Ce lo spiegano così.
– “Ciao, sono una ragazza che scrive per il giornalino Cara Garbatella, lo conoscete?
Sulla panchina sono seduti due uomini e una donna, dietro di me un altro uomo che ha appena finito di gustarsi uno yogurt. I tre sulla panchina guardano il giornale che gli porgo.
– “Sì sì lo conosciamo!” – “Posso farvi qualche domanda per raccontare della vostra nuova iniziativa?
Sorridono e annuiscono, poggiando comodi la schiena sulla panchina pronti per iniziare. Quando sto per fare la prima domanda il signore seduto al centro ci tiene a precisare: “Aspetta, io però sono solo un loro amico! Non pulisco, vengo qui per chiacchierare!” E dopo la perla di onestà ho potuto iniziare l’intervista.
– “Mi raccontate la vostra storia?” – “Ti racconto dall’inizio alla fine! – risponde il più giovane del gruppo – Eravamo qui anni fa, senza tetto, senza niente. Un giorno è arrivata una persona che ha dettoSentite, fate questo lavoro, e la gente vi pagherà”. Ed è la verità, 10/15 euro li guadagniamo sicuro. Ci ha aiutato a comprare il rastrello, la scopa, le buste per raccogliere la sporcizia. E’ cosi che abbiamo iniziato.
Questa persona di cui ci parlano, e a cui devono molto, è il signor Mario.
Che vive da molti anni alla Garbatella. L’idea l’ha avuta proprio questo Agosto con un suo amico.
Spesso passeggiando per i giardini della Circonvallazione pensava a quanto fosse brutto vedere il suo quartiere così sporco e abbandonato a se stesso. I cittadini si lamentano sempre ma in fin dei conti poi, non fanno niente per risolvere le situazioni.
Lui ha invece deciso di chiedere ai senza tetto che da anni si trovavano lì senza fare nulla, di dare una mano, di aiutare a pulire, che sarebbero stati sicuramente ripagati. All’inizio non è stato facile, quando poi andando avanti i risultati erano sempre più evidenti, la gente ha cominciato a conoscerli, a ringraziarli. Chi viene dall’estero spesso, anche se non ce ne accorgiamo, può diventare una grande risorsa per il nostro Paese.
Ma continuiamo con le domande ai nostri protagonisti.
-“Chi passa e vi guarda cosa pensa di voi?” -“La gente è felice. Soprattutto le persone anziane ci ringraziano sempre. L’altro giorno una signora mi ha fermato e mi ha detto” “Vivo qui da 52 anni, non avevo mai visto così pulito questo posto”.
-“Perché lo fate?
-“Per il nostro bene, perché un altro lavoro non si trova. E anche per non fare del male a nessuno, come rubare. Spesso chi non ha lavoro si ritrova a rubare. E’ brutto che le persone debbano vivere con la paura. Che ogni volta che si esce di casa si debba chiudere tutto con mille chiavi. Così non è una casa, ma un recinto.
-“E’ cambiata la vostra vita con questa nuova occupazione?
-“Si certo, ora non dobbiamo pregare nessuno per farci dare 20 centesimi. Guadagniamo quello che ci basta per mangiare, per qualche sigaretta. Dipende tutto dagli altri, da chi decide di darci una mano. E poi dobbiamo ringraziare lui, Mario, che ha pensato e organizzato tutto.
-“Avete un sogno?” -“Stare tranquilli e lavorare. Tornare a casa normalmente, sarebbe un sogno davvero.
-“Avete paura di qualcosa?” -“No, di cosa dobbiamo avere paura? Noi non tocchiamo nessuno e nessuno tocca noi. Paura solo di Dio, quando ti prende ti prende, non sai quando, questa è la verità. L’importante è essere felici e andare avanti con la vita.
-“E voi siete felici?” Dopo un po’ di esitazione, fanno un cenno con la testa del tipo, così così. Ho risposto io per loro: “Diciamo che potrebbe andare meglio?
-“Potrebbe! Ogni giorno bisogna migliorare!
E forse proprio questo lavoro potrebbe essere un nuovo inizio, il punto da cui partire per migliorare. Dopo aver passato un’altra oretta con loro, che mi hanno raccontato di quanto astio avessero verso la politica, verso un governo che non fa niente per aiutare né gli italiani né chi cerca aiuto da altri paesi, gli ho dato un grosso in bocca al lupo. E ho promesso di portare loro il nostro Cara Garbatella non appena fosse uscito.
Vorrei spendere due righe per un piccolo appello: loro sono lì, aiutano noi ad avere un quartiere vivibile.
Aiutiamo anche noi loro come possiamo.
Spesso chi non ha niente si accontenta davvero di poco, qualcosa da mangiare, un pacchetto di sigarette, qualche vestito o due soldi. “Fare del bene, porta del bene”, direbbe il signor Mario.

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Il 29 novembre la 24a edizione della corsa Corri alla Garbatella

Il 29 novembre la 24a edizione della corsa Corri alla Garbatella

E’ la seconda gara, dopo quella del 2014, che riprende quella storica sospesa cinque anni fa.
Partenza e allestimento dei supporti da Viale Guglielmo Massaia 31

L’Associazione Culturale e Sportiva Rione Garbatella si è impegnata sin dallo scorso anno per l’organizzazione della Corsa podistica “Corriallagarbatella”, dopo 5 anni dall’ultima edizione. La gara è stata da sempre organizzata dal Gruppo Sportivo Arcobaleno nel segno della continuità e nel rispetto del lavoro svolto nei precedenti anni. E’ stata volontà di questa Associazione coinvolgere il predetto gruppo sportivo, lasciare invariato il nome della corsa “Corriallagarbatella” e continuare nella numerazione delle edizioni che si sono succedute: quella di quest’anno sarà la 24a.
Con il fattivo supporto della C.N.A. Roma, l’Associazione Rione Garbatella ha coinvolto i runner della zona, affermate associazioni podistiche ex agenti e funzionari di polizia locale ed i vertici della C.N.A. ai fini della costituzione di un apposito tavolo tecnico per gli aspetti afferenti la complessa organizzazione della gara. Con riferimento alla data, dopo un attento esame delle sempre più numerose gare che sono in calendario nella nostra città, al fine di coinvolgere il maggior numero di società podistiche e, quindi, di partecipanti, è stato deciso che lo svolgimento della manifestazione fosse l’ultima domenica di novembre.
Nell’intento di dare un carattere qualificante e, allo stesso tempo, rilevante alla manifestazione, si è stabilito di fare ricorso alla regolamentazione della Federazione Italiana di Atletica Leggera. Pertanto è stato deciso che per la strutturazione della gara, ancorché promossa dall’Associazione Culturale e Sportiva Rione Garbatella, la stessa fosse affidata tecnicamente alla Roma Road Runners.
La partenza e l’arrivo della gara avverranno presso la sede della CNA Roma di Viale G. Massaia 31; nell’area di pertinenza dello stesso Ente saranno allestiti i gazebo per le società partecipanti e verranno messi a disposizione i servizi igienici e di ristoro per i concorrenti.
Non poche sono state le difficoltà per l’organizzazione. Il percorso anzi tutto. L’arrivo e la partenza presso la sede della CNA di Viale Guglielmo Massaia ha, per così dire, stravolto i precedenti tracciati con riflessi problematici legati all’impiego degli agenti di Polizia Locale. Tuttavia, attraverso il buon senso e la collaborazione di tutti è stata tenuta in debita considerazione la peculiarità delle strade che attraversano il nostro quartiere, e della volontà di ciascuno, di voler valorizzare, quale “scenario” della corsa, un territorio con angoli di rara bellezza.
Questa consapevolezza non è mancata nelle persone coinvolte che, fin da subito, hanno manifestato un grande entusiasmo nel veder riprendere l’organizzazione di “Corriallagarbatella” dopo 5 anni di avvertita assenza; la stessa consapevolezza che, certamente, non è sfuggita alla sensibilità del Municipio di Roma VIII, nella figura del suo Presidente Andrea Catarci, il cui sostegno è stato forte e tangibile. Non potremmo annunciare questo ritorno se non avessimo potuto contare sulla sinergia tra la volontà e il fattivo coinvolgimento dei runner della Garbatella, dei componenti del gruppo sportivo Arcobaleno da un lato e l’Amministrazione dall’altra.
Auspichiamo, quindi, ma ne siamo certi, visto il calore dimostrato dal quartiere e dai runner, che la manifestazione confermi per il corrente anno il successo che merita, anche nei confronti del lavoro svolto dal Municipio che, come noi, ha creduto nella gara podistica e ha fattivamente collaborato per la sua migliore riuscita contemperando i diversi interessi.
L’impegno dell’Associazione Rione Garbatella, della ASD Podistica Mare di Roma e, per questa edizione, della ASD Roma Road Runners, così come degli altri attori coinvolti ed, in particolare, del glorioso Gruppo Sportivo Arcobaleno, è stato quello, di “restituire” la gara concorrendo tutti, con con tutte le proprie forze, alla realizzazione di un’edizione che possa raccogliere, ci auguriamo anche per quest’anno, un grande consenso di pubblico e partecipanti.
Credo che tutti possiamo convenire che correre per le strade del nostro quartiere provocherà sensazioni forti, ma abbiamo tutti la certezza che, tra tutte le gare podistiche, questa abbia un valore aggiunto: tragitti suggestivi e di rara bellezza.
Non posso non ringraziare gli amici runner della Garbatella, che hanno costituito l’asse portante del Comitato organizzatore della gara i cui nomi li potete leggere uno ad uno sul sito web corriallagarbatella.it, strumento di comunicazione e divulgazione della corsa, l’Associazione Podistica Mare di Roma nelle figure del Presidente e del Vice Presidente Gianni Pambianchi e Antonio Mezione e l’Associazione Sportiva Dilettantistica Roma Road Runners nelle persone di Patrizio Mancini, Massimo Guidobaldi e Siro Pierini, che hanno messo a disposizione la loro esperienza e professionalità per la non semplice organizzazione tecnica della gara e, da ultimo, ma non per ultimo,  il Gruppo Sportivo Arcobaleno; storico e glorioso gruppo sportivo del nostro quartiere, scioltosi qualche anno fa per ….raggiunti limiti di età che, attraverso le
persone più rappresentative (Romolo Ferrari, Tiberio e Sandro Fogliati) ha fornito il proprio contributo – divenuto via via insostituibile per l’organizzazione, trasmettendo con la loro saggezza ed esperienza, linfa, vitalità e positività nei momenti più critici.
Dopo un primo momento anche di scetticismo, come sempre accade quando avanza “il nuovo”, il Gruppo Sportivo Arcobaleno ha creduto con sempre maggior convinzione alla possibile realizzazione dell’impresa, proponendosi, quale valido supporto e “archivio storico” di memoria, esperienza e condivisione delle vicende di una
gara che ha finito per legare le diverse generazioni di un intero quartiere. Un ringraziamento particolare va ad Ernesto Del Vescovo, giovane grande vecchio, che ha messo sul campo tutta la sua esperienza, la sua volontà ed il proprio entusiasmo che, giorno dopo giorno, ha contagiato: un uomo vero, un vero romano che ha rappresentato, nei momenti più critici, lo spirito gagliardo e combattivo del garbatellano doc !!.
Grazie a Ernesto ed al Gruppo Sportivo Arcobaleno composto da atleti che nonostante tutto …ancora gareggiano !! ed alle loro mogli e famiglie, perché attraverso questa esperienza vissuta insieme si è incarnato lo spirito più alto dei valori dell’uomo. Il vero valore dello sport, che unisce al di là delle divisioni e che supera i conflitti tra le generazioni, per porre – quale fattore comune – l’esperienza del “vecchio”, con l’energia e la modernità del nuovo, il tutto nell’ottica di una fattiva collaborazione che ha proficuamente portato ancora oggi alla preparazione della 24a edizione della Corriallagarbatella che si svolgerà il 29 novembre prossimo.
Il frutto tangibile dell’impegno di tutti e della grande sinergia che si è creata è la presentazione di questa corsa che dallo scorso anno – dopo 5 anni – è tornata alla Garbatella, per la gioia di tutti e, soprattutto, dei più nostalgici.

Walter Graziani
Presidente Associazione Culturale e Sportiva Rione Garbatella

www.rionegarbatella.it/
www.corriallagarbatella.it/

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Street food grande successo 60 cucine itineranti nelle nostre strade

Street food grande successo 60 cucine itineranti nelle nostre strade

Ha avuto una grande affermazione l’edizione denominata  “street food” organizzata alla Garbatella dall’otto all’undici ottobre. Oltre 60 banchetti e food truck (cibo sui camioncini), dove è stato possibile degustare molte diverse tipologie di cibo di strada ormai divenuto un fenomeno mondiale.
Da Via Passino a Piazza Damiano Sauli, risalendo Via De Jacobis fino ai giardini davanti alla Parrocchia di san Filippo Neri, sin dal primo pomeriggio di giovedì 8 ottobre un’infinità di persone hanno potuto degustare cibi caratteristici di molte regioni italiane e cibi internazionali. Dalla bombetta pugliese, all’arrosticino abruzzese, cibo di strada greco, paella, pizza e mortadella, tanta varietà per tutti gusti. Non solo cibo, ma anche attività per bambini, e incontri dove si è parlato di cibo e workshop con esperti dell’università di Roma Tre e della milanese La Bicocca.
Nota dolente il tempo. Un calo visibile di visitatori si è avuto nella serata di venerdì e per tutta la giornata di sabato a causa della pioggia incessante caduta su tutta Roma, ma nonostante questo la manifestazione ha avuto un’ottima riuscita. Per tutta la giornata di domenica, tornato il bel tempo, si è vista un’affluenza straordinaria di persone, e un traffico caotico dalla Circonvallazione Ostiense fino alla regione Lazio causando anche qualche problema ai residenti.
E’ stata una vera e propria festa, per la gioia anche dei ristoratori stanziali del nostro territorio che per quattro giorni hanno fatto registrare il tutto esaurito. La Manifestazione è stata organizzata da Sarti del Gusto, che è un team di professionisti che opera nel mondo degli eventi enogastronomici, all’Associazione Compagnia della Terra Alta, in collaborazione con la Presidenza dell’Assemblea Capitolina e col patrocinio di Regione Lazio, Assessorato Roma Produttiva e Municipio Roma VIII.

(G.P)

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Garbatella Jazz festival 2015 Tanto entusiasmo tanto successo

Garbatella Jazz festival 2015
Tanto entusiasmo tanto successo

La rassegna giunta alla undicesima edizione fa registrare ancora una volta il tutto esaurito.
La tre giorni quest’anno a causa del mal tempo si è ridotta a due giorni di festa

di Gianluca Di Stefano

Nell’immaginario comune il jazz è un genere che viene suonato in locali piccoli e fumosi alla presenza di pochi fortunati astanti che, per seguire le evoluzioni di eclettici quanto introversi musicisti, hanno dovuto raccomandarsi a qualche Santo in paradiso ovvero sborsare qualche bigliettone per essere tra quei pochi eletti.
Per noi di Cara Garbatella non è proprio così. Il Jazz è una musica che può essere offerta a platee numerose e, perché no, anche gratis.
E’ così che, grazie allo sforzo di diverse persone, alla collaborazione di Altre Vie ed al supporto dell’Associazione Castello, per l’undicesimo anno consecutivo siamo riusciti ad offrire a centinaia di persone, perlopiù giovani, un’offerta musicale di tutto rispetto in un ambiente piacevole e tutt’altro che fumoso.
La proposta di Jazz dell’Estate Romana ormai si può contare sulle dita di una mano ed alcuni appuntamenti fissi a cui eravamo abituati in passato non ci sono più ed è così che il Garbatella Jazz Festival è diventato un punto di riferimento e forse una delle poche certezze per gli amanti del genere di ascoltare dal vivo la loro musica preferita.
Forse è anche per questo motivo che pure quest’anno la Villetta ha fatto il tutto esaurito e centinaia di persone di tutte le età sono accorse ad ascoltare i sassofonisti a cui il Direttore Artistico, Pino Sallusti, ha deciso di dedicare l’edizione di quest’anno. Purtroppo il mal tempo ci ha privati della prima serata e della performance del quartetto di Marco Guidolotti, probabilmente uno dei migliori sax-baritonisti che abbiamo in Italia. In undici anni di Garbatella Jazz Festival è la seconda volta che ci capita di dover annullare un concerto a causa della pioggia…
La seconda serata, con la temperatura tornata perfetta per assistere ad un concerto di jazz, si è aperta con la proposta della Scuola Popolare di Musica di Testaccio che con Aria Jazz Trio ha accompagnato diverse persone durante la cena servita dallo staff di volontari di Cara Garbatella e preparata dalle mani sapienti di “Massimone” e di Maria. E stato quindi il turno di Marco Raia e del suo Ellingtonia che ha presentato brani di Duke Ellington arrangiati secondo l’originalità tipica di questo gruppo ed accompagnati dalla vera voce del “Duca” riprodotta al computer.
Il bis, eseguito a grande richiesta, ha avuto come guest star il Sax Alto di Carlo Conti ed ha proposto una meravigliosa versione di Take the “A” Train, uno dei pezzi di punta della Duke Ellington Orchestra ed ispirato alla linea A della metropolitana di New York, quella che andava dall’estremo est di Brooklyn fino all’estremo nord di Harlem attraversando i quartieri “neri” di Manhattan.
La terza ed ultima serata si è aperta con le rivisitazioni di pezzi dei King Crimson, dei Soft Machine e di altri brani della scena di Canterbury e del progressive inglese proposti in modo inedito dal Sax e dal Clarinetto del duo Improgressive.
“Il tempo di un altro disco”, è il libro autobiografico in musica, realizzato attraverso ascolti, riflessioni, passioni e condivisioni che il suo autore, Fabio Ciminiera, ci ha raccontato prima del concerto di chiusura del Festival. Concerto affidato al Sax di Pasquale Innarella e del suo Quartetto che hanno presentato il loro ultimo lavoro che avrà il titolo di “Migrantes” e che verrà pubblicato nelle prossime settimane.
Il Pasquale Innarella quartet, sempre attento al sociale, dopo il disco dedicato a Di Vittorio ed ai lavoratori della terra, pone ora le sue attenzioni a tutte quelle persone costrette a lasciare i propri Paesi ed i propri cari nella speranza di raggiungere una vita migliore ma che spesso si trovano davanti a persone ostili e paesi inospitali.
Purtroppo il coprifuoco invocato a gran voce da alcuni abitanti del quartiere, ha costretto il gruppo a lasciare insoddisfatte le accalorate richieste di bis da parte di un pubblico che ancora una volta è giunto numeroso ad occupare qualsiasi spazio disponibile alla Villetta tanto da far riflettere gli organizzatori sull’opportunità di trasferire la prossima edizione in spazi più consoni alla notorietà che questo Festival ha ormai raggiunto.

Nell’immaginario comune il jazz è un genere che viene suonato in locali piccoli e fumosi alla presenza di pochi fortunati astanti che, per seguire le evoluzioni di eclettici quanto introversi musicisti, hanno dovuto raccomandarsi a qualche Santo in paradiso ovvero sborsare qualche bigliettone per essere tra quei pochi eletti.
Per noi di Cara Garbatella non è proprio così. Il Jazz è una musica che può essere offerta a platee numerose e, perché no, anche gratis. E’ così che, grazie allo sforzo di diverse persone, alla collaborazione di Altre Vie ed al supporto dell’Associazione Castello, per l’undicesimo anno consecutivo siamo riusciti ad offrire a centinaia di persone, perlopiù giovani, un’offerta musicale di tutto rispetto in un ambiente piacevole e tutt’altro che fumoso.
La proposta di Jazz dell’Estate Romana ormai si può contare sulle dita di una mano ed alcuni appuntamenti fissi a cui eravamo abituati in passato non ci sono più ed è così che il Garbatella Jazz Festival è diventato un punto di riferimento e forse una delle poche certezze per gli amanti del genere di ascoltare dal vivo la loro musica preferita.
Forse è anche per questo motivo che pure quest’anno la Villetta ha fatto il tutto esaurito e centinaia di persone di tutte le età sono accorse ad ascoltare i sassofonisti a cui il Direttore Artistico, Pino Sallusti, ha deciso di dedicare l’edizione di quest’anno.
Purtroppo il mal tempo ci ha privati della prima serata e della performance del quartetto di Marco Guidolotti, probabilmente uno dei migliori sax-baritonisti che abbiamo in Italia. In undici anni di Garbatella Jazz Festival è la seconda volta che ci capita di dover annullare un concerto a causa della pioggia…
La seconda serata, con la temperatura tornata perfetta per assistere ad un concerto di jazz, si è aperta con la proposta della Scuola Popolare di Musica di Testaccio che con Aria Jazz Trio ha accompagnato diverse persone durante la cena servita dallo staff di volontari di Cara Garbatella e preparata dalle mani sapienti di “Massimone” e di Maria. E stato quindi il turno di Marco Raia e del suo Ellingtonia che ha presentato brani di Duke Ellington arrangiati secondo l’originalità tipica di questo gruppo ed accompagnati dalla vera voce del “Duca” riprodotta al computer.
Il bis, eseguito a grande richiesta, ha avuto come guest star il Sax Alto di Carlo Conti ed ha proposto una meravigliosa versione di Take the “A” Train, uno dei pezzi di punta della Duke Ellington Orchestra ed ispirato alla linea A della metropolitana di New York, quella che andava dall’estremo est di Brooklyn fino all’estremo nord di Harlem attraversando i quartieri “neri” di Manhattan.
La terza ed ultima serata si è aperta con le rivisitazioni di pezzi dei King Crimson, dei Soft Machine e di altri brani della scena di Canterbury e del progressive inglese proposti in modo inedito dal Sax e dal Clarinetto del duo Improgressive.
“Il tempo di un altro disco”, è il libro autobiografico in musica, realizzato attraverso ascolti, riflessioni, passioni e condivisioni che il suo autore, Fabio Ciminiera, ci ha raccontato prima del concerto di chiusura del Festival. Concerto affidato al Sax di Pasquale Innarella e del suo Quartetto che hanno presentato il loro ultimo lavoro che avrà il titolo di “Migrantes” e che verrà pubblicato nelle prossime settimane.
Il Pasquale Innarella quartet, sempre  attento al sociale, dopo il disco dedicato a Di Vittorio ed ai lavoratori della terra, pone ora le sue attenzioni a tutte quelle persone costrette a lasciare i propri Paesi ed i propri cari nella speranza di raggiungere una vita migliore ma che spesso si trovano davanti a persone ostili e  paesi inospitali.
Purtroppo il coprifuoco invocato a gran voce da alcuni abitanti del quartiere, ha costretto il gruppo a lasciare insoddisfatte le accalorate richieste di bis da parte di un pubblico che ancora una volta è giunto numeroso ad occupare qualsiasi spazio disponibile alla Villetta tanto da far riflettere gli organizzatori sull’opportunità di trasferire la prossima edizione in spazi più consoni alla notorietà che questo Festival ha ormai raggiunto.

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Disordine nelle aree di sosta alla stazione Ostiense Gli ex parcheggi di “Italo” utilizzati dagli abusivi

Disordine nelle aree di sosta alla stazione Ostiense

Gli ex parcheggi di “Italo” utilizzati dagli abusivi

Gli abitanti di Ostiense e della Garbatella più vicini alla Stazione ferroviaria Ostiense sono molto preoccupati per la recente decisione della NTV di chiudere il presidio del treno Italo ad Ostiense. Il famoso cancello oggetto di dispute tre anni fa con la Rete ferroviaria italiana è rimasto aperto, il piccolo parcheggio di Italo attiguo all’accesso al sottopassaggio che fa accedere alla Stazione ferroviaria ed alla Metro B è stato abbandonato ed è preda di automobilisti che entrano contromano e parcheggiano addirittura vicino all’ingresso ai binari. La cura delle piante che si trovano attorno all’ingresso del sottopassaggio ferroviario è stata abbandonata, l’area pedonale viene usata a dir poco impropriamente (parcheggi personali), senza che qualcuno sanzioni questi comportamenti.
Anche le auto per così dire “parcheggiate correttamente” in quel parcheggio non si capisce a quale titolo siano lì, visto che l’ingresso del parcheggio è delimitato da una sbarra che già qualcuno sta tentando di rompere. Le nostre lamentele già di diversi mesi fa presso il Municipio Roma VIII sono state condivise dal Presidente Catarci e girate alla Polizia Municipale, ma senza alcun esito. La situazione con l’addio del treno Italo fa temere il peggio.
Mi rivolgo quindi al Presidente della Regione Zingaretti (sapendo che a suo tempo è stato uno dei principali artefici dell’avvento sia di Eataly che del treno Italo nell’ex Terminal Ostiense e della bonifica dell’intera zona) ed al Sindaco Marino, sperando che possano entrambi interessarsi alla questione e favorire un diverso uso sia dei locali sia del parcheggio, anche in vista dell’ormai vicino Giubileo, perché crediamo che l’unico sistema per eliminare alla radice il degrado sia farli vivere di nuovo con una diversa utilizzazione.
Altro argomento purtroppo sempre di attualità è l’uso smodato dell’impianto di amplificazione sonora utilizzato all’interno e sui binari della Stazione Ostiense che allieta dalle 6 del mattino fino all’ora di andare a dormire chi abita in Via Pellegrino Matteucci ed in Via Benzoni ed i palazzi che si affacciano su Piazzale 12 ottobre 1492. Di sicuro non è possibile affrontare l’avvento del Giubileo nelle attuali condizioni, chi esce dalla Stazione Ostiense lato sud non può avere un impatto così negativo con la nostra città.

Fulvio De Pascale
per l’Associazione Insieme per Ostiense

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 11 – Ottobre 2015

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Garbatella Jazz Festival (GJF) 2015

Garbatella Jazz Festival (GJF) 2015

XI appuntamento con la musica jazz nel noto quartiere capitolino

24-26 Settembre 2015
La Villetta – Via Francesco Passino n. 26, Roma
dalle ore 20,30
Ingresso gratuito – Bar e cucina

Roma, 3 Settembre 2015 – Il 24, il 25 e il 26 Settembre la Villetta si animerà con il Garbatella Jazz Festival, giunto alla sua XI edizione, dando spazio alla figura del sassofonista.
La rassegna, totalmente gratuita, si propone di diffondere il genere musicale del jazz e le sue eterogenee manifestazioni ad un pubblico ampio e variegato. Il progetto è nato dalla collaborazione delle associazioni culturali Cara Garbatella ed Altrevie, è patrocinato dall’VIII Municipio di Roma (ex XI). Da tre anni riceve il sostegno della Polisportiva G. Castello.
La direzione artistica è di Pino Sallusti, che commenta in questo modo l’attuale edizione: ”La scelta di dedicare il Festival 2015 ai sassofonisti parte dal fatto che il sax è un pò lo strumento simbolo del jazz, soprattutto per quello che riguarda l’immaginario collettivo. Se a questo aggiungiamo che i progetti che verranno presentati nella rassegna sono tutti estremamente interessanti, mi è sembrato giusto pensare a questa formula”.
Giovedì 24 Settembre salirà sul palco MARCO GUIDOLOTTI QUARTET, Venerdì 25 Settembre il gruppo di ELLINGTONIA, Sabato 26 Settembre PASQUALE INNARELLA QUARTET.
I primi due concerti avranno come gruppo spalla LA SCUOLA POPOLARE DI MUSICA DI TESTACCIO, mentre il terzo, il gruppo IMPROGRESSIVE, che reinterpreta il progressive inglese.
Quest’anno, oltre agli spettacoli musicali, verrà presentato sabato 26 settembre, alle 21.30, il libro “Il tempo di un altro disco” di Fabio Ciminiera, giornalista ed editore di Jazzconvention.

La tre giorni ha come sponsor tecnici le società Pera&Mela ed Algoltour

Info
Tel. 3280580162
331 9496348 (per prenotazioni per la cena)
www.caragarbatella.it
Ufficio Stampa
Francesca Vitalini
stampa@caragarbatella.it
339.339.0878
GIOVEDI’ 24 SETTEMBRE

GIOVEDI’ 25 SETTEMBRE
Ore 21:00

La Scuola Popolare di Musica di Testaccio presenta:
DOO BEE DUO

Giada Pietrini – voce
Carlos Fanelli – chitarra

Doo Bee Duo” è una formazione nata tra i “banchi” della SPMT è cresciuta con diverse esperienze musicali personali legate tra loro da una bella amicizia. Questo “datato” ma giovane progetto spazia dal jazz alla bossa nova, dal pezzo conosciuto a quello meno, ricercando nuove e vecchie sonorità per giocare con la musica.

Ore 22:00

MARCO GUIDOLOTTI QUARTET

Marco Guidolotti – sax baritono
Francesco Lento – tromba e flicorno
Marco Loddo – contrabbasso
Giovanni Campanella – batteria

MARCO GUIDOLOTTI QUARTETMarco Guidolotti, eccellente sassofonista, già premio Massimo Urbani nel 2010, attivissimo solista in Rai, Mediaset e Sky, rende omaggio alla grande musica di Gerry Mulligan e nello specifico al quartetto con Chet Baker. Anni d’oro per il Jazz della West Coast. Tosky Records® presenta la nuova release discografica “’s Wonderful” del Marco Guidolotti Quartet. Un album pieno di gioia e di swing, mescola brani inediti del sassofonista Guidolotti a celebri composizioni dell’immortale Gerry Mulligan. Guidolotti ha avuto importanti collaborazioni internazionali con WOODY ALLEN, BOB BROOKMEYER, DAVE LIEBMAN, RANDY CRAWFORD, DEE DEE BRIDGWATER, WAYNE MARSHALL. E’ docente di Sax e Clarinetto in alcune scuole di musica tra cui il Saint Louis College of Music di Roma. E’ stato premiato dai lettori di JAZZ tra i primi 5 sax-baritonisti italiani.

VENERDI’ 25 SETTEMBRE
Ore 21:00

La Scuola Popolare di Musica di Testaccio presenta:
ARIA JAZZ TRIO
Valeria Arienti – voce
Paolo Cintio – pianoforte
Leonardo De Rose – contrabbasso

Il trio propone un omaggio ai grandi standard della tradizione jazz, rivisitati in una chiave originale e creativa dagli arrangiamenti di Paolo Cintio. Da Davis a Shorter, un viaggio indietro nel tempo alla ricerca di atmosfere suggestive.

Ore 22:00
ELLINGTONIA
Alice Ricciardi – voce e tastiere
Daniele Tittarelli – sax alto e live electronics
Mario Raja – sax tenore e clarinetto
Luca Fattorini – contrabbasso
Pietro Lussu – pianoforte e tastiere
Armando Sciommeri – batteria

ELLINGTONIALa musica di Duke Ellington a quarant’anni dalla sua scomparsa è più viva che mai. Compositore e pianista geniale, Ellington è stato un artista nel senso più ampio del termine, ma anche colui che ha indicato un modo di vivere e concepire la musica destinato a lasciare un segno indelebile per le generazioni future. I sei musicisti di “Ellingtonia” affrontano le partiture del “Duca” e del suo alter ego Billy Strayhorn con insieme rigore e estrema libertà. In alcuni pezzi si ascolta la ruvida sonorità dei tempi del “Cotton Club”, mentre in altri le partiture diventano uno spunto per un approccio assolutamente personale. La scrittura accorta e un uso sapiente delle tastiere danno al gruppo un suono quasi orchestrale, mentre è anche possibile apprezzare le elaborazioni della voce estremamente carismatica dell’Ellington narratore.

SABATO 26 SETTEMBRE
Ore 21:00

IMPROGRESSIVE
Alberto Popolla – clarinetti
Errico De Fabritiis – sassofoni

Il duo reinterpreta una serie di brani di gruppi della scena di Canterbury e del progressive inglese, integrandoli con brani originali. Sospesi tra libere improvvisazioni e suoni progressivi, le ance di Improgressive si fondono in un vortice di note solenni e spazi creativi. Musiche di Hatfield and the North, Soft Machine, Gong, Matching Mole, Caravan, Kevin Ayers, King Crimson.

Ore 21:30

FABIO CIMINIERA presenta “Il tempo di un altro disco

“Il tempo di un altro disco” è un racconto autobiografico in musica, realizzato attraverso ascolti, riflessioni, passioni e condivisioni. Un viaggio avanti e indietro nel tempo per riportare alla luce aneddoti e acquisti di dischi, passare per pochi attimi dietro le quinte, scorrere le immagini dei grandi del rock e le copertine dei dischi, cercare il lato migliore, e quello meno accattivante, di ogni supporto. Una storia che riporta al centro il piacere per la musica, attraverso i brani e gli interpreti delle varie stagioni del rock e del jazz, una storia fatta di episodi, ricordi, ironia e tanta curiosita.

Ore 22:00

PASQUALE INNARELLA QUARTET
Pasquale Innarella – sassofoni
Francesco Lo Cascio – vibrafono
Pino Sallusti – contrabbasso
Roberto Altamura – batteria

PASQUALE INNARELLA QUARTET“Il quartetto è una realtà attiva già da diversi anni. Pasquale Innarella unisce nel suono dei suoi sassofoni improvvisazione radicale e senso melodico in una fusione stretta e vivace, animata da un equilibrio tutto personale tra questi due poli. La costruzione del quartetto segue un principio analogo. Innanzitutto la scelta di accostarsi ad uno strumento eccentrico come il vibrafono e, in particolare, allo stile fluido e sempre efficace di Francesco Lo Cascio, capace da una parte di far coesistere anche nella sua voce melodia e radicalità e quindi di interpretare e rispondere alle stesse istanze del leader, dall’altra di far questo con grande senso estetico e una spiccata attenzione alle dinamiche del quartetto. La ritmica formata da Pino Sallusti e Roberto Altamura crea ulteriori sponde per le intenzioni del sassofonista e per la ricerca tra le diverse spinte che ne animano scrittura e assolo.” Da Jazz Convention. Al Garbatella Jazz Festival il quartetto presenterà anche dei brani dell’ultimo lavoro discografico, “Migrantes”, che verrà inciso a ottobre.

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Auto date alle fiamme: un piromane o un segnale?

Auto date alle fiamme: un piromane o un segnale?

Paura ed inquietudine tra i residenti del nostro quartiere per il ripetersi di roghi che distruggono auto. Prese di mira soprattutto le Smart. Dopo gli incendi di fine febbraio che hanno distrutto otto vetture tra Via Padre Reginaldo Giuliani, Via Padre Semeria, Via di Villa Berardi, i piromani si sono ripetuti una settimana dopo dando alle fiamme tre autovetture in Via Capitan Bavastro.auto-in-fiamme
Ma quella che era una paura per i cittadini del nostro quartiere dalla notte del 30 marzo si sta trasformando in terrore. Alle due di notte, in via Cristoforo Borri una traversa alle spalle della Parrocchia di San Francesco Saverio, sono state date alle fiamme altre autovetture, quattro sono andate completamente distrutte sei gravemente danneggiate. Anche questa volta coinvolta una Smart Car to Go le City car usate per il noleggio. Dall’inizio dell’anno gli incendi che hanno distrutto autovetture sono 23 dati decisamente allarmanti. Su i gravi fatti sta indagando il Commissariato Colombo. Gli episodi sono chiaramente di origine dolosa. Le indagini si muovono su più fronti: si ipotizzano segnali al momento incomprensibili di una azione delinquenziale o non si esclude la presenza nella zona di un maniaco piromane. Ma arginare una situazione come questa non è facile quando a colpire sono degli atti vandalici compiuti in piena notte. Oltre al lavoro fatto dalle forze dell’ordine spetta anche a noi cittadini vigilare e denunciare qualora ci fossero seri sospetti.chiaramente c’è molta paura tra i residenti, in una zona dove c’è carenza di box o parcheggi con un minimo di sorveglianza. Già nell’estate del 2006 si verificarono in zone limitrofe episodi analoghi. (G.P.)

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 11 – Aprile 2015

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La Street Art sbarca a Tormarancia Con il Progetto Big City Life, nasce il primo museo a cielo aperto della street art romana

La Street Art sbarca a Tormarancia
Con il Progetto Big City Life, nasce il primo museo a cielo aperto della street art romana

di Carlo Martello

Promuovere l’arte urbana contemporanea quale elemento integrante degli interventi di riqualificazione degli edifici di edilizia residenziale pubblic: è con questo obiettivo che è nato Big city Life, un impressionante intervento di arte urbana che ha letteralmente trasformato il Lotto 1 di Tormarancia , dipingendo oltre 20 facciate del lotto stesso e trasformandolo in un vero e proprio museo a cielo aperto della street art romana. Il progetto, ideato e curato da Francesca Mezzano e Stefano Antonelli, è frutto del protocollo di intesa sottoscritto dall’Ater del Comune di Roma, il Municipio Roma VIII e l’Associazione culturale 999 Contemporary.
Daniel Modigliani, commissario straordinario Ater, afferma che “l’arte urbana è uno strumento efficacissimo per dare valore culturale agli interventi di rigenerazione degli edifici e degli spazi pubblici anche per la sua funzione di forte coesione sociale che si crea attraverso il coinvolgimento dei cittadini in questi progetti”.
Andrea Catarci, Presidente del Municipio Roma VIII e precursore della street-art a Roma è convinto che l’arte urbana “può divenire uno strumento stabile di riqualificazione urbana. Attraverso opere murali di artisti internazionali si procede alla riqualificazione degli edifici, edilizia popolare, presenti nel nostro territorio, senza oneri economici da sostenere per l’Amministrazione municipale” Dopo anni di battaglie contro la passata Amministrazione capitolina, cieca e sorda davanti all’innovazione che queste arti figurative stanno portando a Roma, con la Giunta Marino e con il Bando Roma Creativa promosso dall’assessorato capitolino alla cultura. si è invertita di netto la tendenza è si è potuto investire in termini di risorse ed energie, producendo un positivo effetto domino di proliferazione delle opere anche in altri Municipi romani.
In questa azione oltre a Municipi e Campidoglio è altrettanto importante il protagonismo di enti e istituzioni culturali della nostra città, come la Fondazione Roma, sponsor di Big City Life. Si sta riuscendo a mettere a sistema un vero e proprio laboratorio a cielo aperto sull’arte ultra-contemporanea, che ha come capisaldi l’attivismo delle associazioni del settore, come la 999Contemporary, e la disponibilità gratuita degli artisti.
“Questa operazione ha una duplice fondamentale funzione: promuovere l’arte di strada e fare riqualificazione urbana di ambienti malmessi.
Ostiense e Tormarancia ne sono un esempio virtuoso con i due progetti in corso, Ostiense Art District e Tormarancia Big City Life.
Testimoniano quanto si può produrre positivamente anche in coinvolgimento delle cittadine e dei cittadini”, afferma Claudio Marotta, assessore alla Cultura del Municipio Roma VIII.
“In particolare – aggiunge e conclude il Presidente Catarci – a Tormarancia l’Associazione Rude, composta da giovani del territorio, si prenderanno cura del villaggio artistico e produrranno a loro volta delle nuove opere di street art”.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 11 – Aprile 2015

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