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Tag: Comunista

Inventare il Futuro: un nuovo ciclo d’incontri al circolo Che Guevara alla Montagnola

Prende il via la rassegna Marx Now, un ciclo di tre incontri per descrivere la società contemporanea sempre più tecnologica, ma incapace di trovare un’alternativa al capitalismo e al ricatto del lavoro come forma di alienazione e sfruttamento.

In programma, tra aprile e maggio, presentazioni di libri, dibattiti, ma anche momenti di socialità con la partecipazione di alcuni ospiti tra cui Bifo e Renato Curcio. L’evento è organizzato da Inventare il Futuro, un collettivo presente sia a Roma che a Torino, il cui pensiero prende spunto dal libro omonimo degli autori Srnicek Nick e Williams Alex; celebri scrittori del Manifesto per una politica accelerazionista in cui sposano la causa di una Sinistra postcapitalista e pro-tecnologia, lontana da vecchie nostalgie.

Gli appuntamenti

Tutti gli appuntamenti si svolgeranno dalle ore 17:30 al circolo Che Guevara in via Fontanellato 69, nel quartiere Montagnola.

Il primo incontro è previsto per mercoledì 13 aprile, con Franco “Bifo” Berardi, scrittore, filosofo tra i più importanti pensatori radicali contemporanei, che per l’occasione presenterà il suo ultimo libro Disertate pubblicato con Timeo Edizioni. L’autore, di fronte a tempi drammatici propone come unica prospettiva quella di fuggire, di allontanarsi; come presupposto per la creazione di nuovi metodi di vita collettiva e di apertura di nuovi spazi conflittuali.

Il secondo  è venerdì 21 aprile, con il Circolo Nomade Accelerazionista, il collettivo bolognese presenterà la traduzione della conversazione tra la sociologa Judy Thorne e il teorico Mark Fisher, in cui si evince il significato e il possibile uso del concetto di Comunismo di lusso. Attraverso il testo ci s’interrogherà su come ripensare il comunismo nell’era attuale, spaziando tra temi di architettura, semantica e sociologia.

L’ultimo incontro è in programma mercoledì 3 maggio, con Renato Curcio, scrittore, sociologo, fondatore nel 1969 con Margherita Cagol e Alberto Franceschini del Collettivo Politico Metropolitano, il primo nucleo delle Brigate Rosse. Renato Curcio, presenterà il suo libro Capitalismo cibernetico edito nel 2020 da Sensibili alle Foglie, in cui l’autore sottopone al lettore una nuova idea di riorganizzazione digitale del modo di produzione capitalistico, sotto le insegne dell’intelligenza artificiale.

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Ci ha lasciato Cosmo Barbato, per anni maestro e guida di Cara Garbatella

Questa mattina se ne è andato per sempre Cosmo Barbato. Aveva 89 nove anni e con lui se ne è andato l’ultimo grande vecchio della Villetta. Non ci sono parole per definire Cosmo, per lui parla la sua vita.

Nella primavera del 1944 venne a Roma, sfollato da Cassino bombardata e si stabilì con suo padre l’avvocato Guido Barbato, sua madre e  una sorellina in due stanze in una casa in coabitazione nelle vicinanze di piazza Mazzini. Nel 1949 la famiglia ottenne una casa Iacp e si trasferì alla Garbatella, dove Cosmo trascorse  tutta la sua vita di militante comunista e giornalista. Prima come segretario di redazione di “Vie Nuove”, il settimanale fondato da Luigi Longo e più tardi alla fine degli anni Sessanta a Paese Sera.

E’ stato un grande maestro per tutti i giovani che frequentavano la Villetta, la storica sezione del Pci della Garbatella, un uomo d’altri tempi, ma sempre attivo nella vita sociale e politica. Si iscrisse al partito da giovanissimo studente del liceo Mamiani nel 1946 e nel 1950 era tra i compagni che difesero la Villetta dall’assalto missino. Dopo il congresso di Rimini non aderì alla proposta di Achille Occhetto di cambiare nome e simbolo al Partito, tanto che si iscrisse a Rifondazione comunista.

 A casa del suo carissimo amico Umberto Pradella, maestro di violino e compositore in piazza Oderico da Pordenone, conobbe Gabriella Tosi, un’insegnante di Matematica e Fisica, e fu amore a prima vista. Gabriella fu la compagna della sua vita e, quando qualche anno fa morì per un male incurabile, Cosmo e suo figlio Guido ebbero una perdita incolmabile.

Cosmo aveva tanti interessi oltre alla scrittura, uno su tutti l’archeologia. Fino a che le sue ginocchia lo ressero, insieme a Gabriella, fu un grande viaggiatore, un visitatore entusiasta dei siti archeologici in Medio Oriente. Ma fu anche uno studioso di cose locali. Erano noti a tutti i servizi che Cosmo scriveva prima sulla Gazzetta dell’Undicesima e poi sul periodico Cara Garbatella, che per tanti anni sostenne con tutte le sue forze. Attraverso i suoi racconti e i suoi articoli abbiamo conosciuto i personaggi della Resistenza, uomini e donne della Garbatella, come i fratelli Cinelli, Enrico Mancini, Giuseppe Felici o Libero De Angelis.Il Quaderno della Resistenza Garbatella – Ostiense di Cosmo Barbato rimane un testo fondamentale, che ricostruisce le figure e la storia della guerra e dell’occupazione tedesca della città di Roma.

La sua è stata una esistenza piena e intensa, ricca di curiosità e amore per la vita, un esempio per tutti i giovani. Pochi giorni prima di morire, alla notizia del crollo del pino secolare della Villetta, ha voluto tornare nella sua casa politica, non solo una sezione ma un luogo di affetti e passioni. Gli abbiamo voluto bene per tanti anni. Il suo ricordo rimarrà per sempre nei nostri cuori.

Di Gianni Rivolta

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