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Le favole di Pa’gongolo
Scritto da Redazione il . Pubblicato in Autori della Garbatella.
di Enrico Matteo Ponti
Favola: componimento il cui fine è far comprendere una verità morale. Questa l’etimologia della parola. Ed è in questo assunto etimologico che risiede la centralità del lavoro di Enrico Matteo Ponti che, dopo la pubblicazione del corpus poetico “L’acqua dell’ultimo mare”, passa ai racconti per l’infanzia con “Le favole di Pa’ Gongolo”. Questo salto narrativo così repentino non deve ingannare.
I temi centrali del precedente lavoro dell’autore (l’amore e il rispetto per il prossimo, la meraviglia davanti alla natura, il ricordo da custodire, la salvaguardia ambientale, il sentimento come antidoto alle brutture del mondo, l’accettazione della diversità) sono il collante anche di questa ironica, magica incursione della narrativa rivolta ai più piccini (ma non solo) .
Le dieci storie narrate divertono insegnando e insegnano divertendo, riuscendo a conquistare il cuore del lettore e a regalare squarci di assoluta poesia. L’universo fiabesco orchestrato dall’autore è una sinfonia di sentimenti, un mare di annotazioni capaci di emozionare. Che ci regalano un insegnamento del grande Pablo Neruda: mai dimenticare l’importanza del gioco che alberga nel nostro cuore. Indipendentemente dall’età. . . Età di lettura: da 5 anni.
L’Acqua dell’Ultimo Mare: Il Viaggio Vita nel mondo Dentro di noi, Fuori di noi e Sopra di noi
Scritto da Redazione il . Pubblicato in Autori della Garbatella.
di Enrico Matteo Ponti (Autore)
Prima o poi si sente il bisogno di riordinare le proprie idee e rivisitarle per capire, con il distacco del tempo, il disegno che si è andato creando.
Confrontare nell’oggi il punto dal quale, ieri, si è partiti e dove si pensava di arrivare. Enrico Matteo Ponti, l’autore di questo affascinante corpus poetico, ha iniziato a rivisitare il suo percorso poetico e, sommando al nuovo il meglio del vecchio, ha pensato di racchiuderlo in questa raccolta, giunta oggi alla seconda edizione, arricchita da nuovi inediti dell’autore, dalla presentazione del giornalista Patrizio Paolinelli e dalla postfazione di Marcello Alberto Cristofani Della Magione.
Un po’ come un vascello che, riposandosi in quella che, solo per un attimo, è per lui “L’acqua dell’ultimo mare”, l’autore rivisita tutti i porti dei viaggi nei quali ha attraversato i tanti e spesso sconosciuti mondi nei quali, contemporaneamente, tutti viviamo: il mondo dentro di noi (quello dell’amore e della psiche), il mondo fuori di noi (quello del sociale e dell’ambiente), e quello sopra di noi (il mondo della fede, della spiritualità e del misticismo).
Un percorso poetico dal profondo impegno sociale e civile, in cui prevale la dolcezza del verso anche quando vengono trattati temi come quello delle ingiustizie o dello squilibrio ecologico che rischiano di portare il pianeta “verso la fine del nostro domani”.
Il rispetto per la persona e per la natura, l’odio per ogni forma di violenza, razzismo ed arroganza, l’amore per la vita e la ricerca di un “qualcosa” che è allo stesso tempo dentro di noi, fuori di noi e sopra di noi, risultano tratteggiati in maniera nuova, inducendo, cosa sempre più difficile in un tempo superficiale e convulso, a riflessioni spesso inconsciamente evitate.
il confinato
Scritto da Redazione il . Pubblicato in Autori della Garbatella.
La vita italiana e l’antifascismo nel ventennio del regime mussoliniano, la liberazione, la conquista della democrazia, la passione politica, insieme allo sgretolamento dell’unità familiare e allo scontro generazionale nelle vicende di una famiglia piccolo-borghese durante gli anni trenta-cinquanta. Per aiutarci a conoscere la nostra storia, a capire come eravamo e soprattutto chi siamo oggi. Per indicarci come coltivare la speranza.
Dettagli prodotto
Copertina flessibile: 191 pagine
Editore: Stampa Alternativa (20 marzo 2013)
Collana: Eretica speciale
Lingua: Italiano
ISBN-10: 886222334X
ISBN-13: 978-8862223348
Psicopatologia sessuale di una prostituta cyborg, e altre storie
Scritto da Redazione il . Pubblicato in Autori della Garbatella.
Autore Massimo Mongai (Roma, 3 novembre 1950 – Roma, 1º novembre 2016)
In questa antologia si dispiegano 19 storie brevi. Un discreto numero di queste
novelle hanno per protagonista il celeberrimo cuoco spaziale Rudy Turturro, già
personaggio-icona del romanzo, vincitore del mondadoriano Premio Urania,
“Memorie di un Cuoco d’Astronave”. Altre sono fuori dal “ciclo turturriano”.
Il più schiettamente “mongaico” dei temi affrontati è il dualismo cibo-eros, quel tantrico e inconscio intreccio di vizi da gourmet con piaceri e perversioni sessuali. Meno pruriginosi, ma ugualmente interessanti, sono gli spunti da “what
if?” presenti nei racconti ucronici.
Non mancano poi incursioni nel genere catastrofico, nel filone “invasioni aliene”, nel paradossale, nel “politico”, nell’umoristico puro, persino nelle riflessioni intimiste e filosofiche. Disponetevi
dunque alla fruizione di quest’antologia allentando la cintura e con un alka-seltzer a portata di mano: è un banchetto a diciannove portate, un’esperienza per gli stomaci più che rodati.
Pubblicazioni
Scritto da Redazione il . Pubblicato in News.
Pubblicazioni
Stiamo aggiornando questa pagina, per mettere maggiormente in risalto tutti gli autori che hanno scritto, ricordato e fatto conoscere la Garbatella e l’ Ostiense.
Vi chiediamo di mandarci tramite l’apposito modulo di “Lavora con noi” eventuali imprecisioni. Grazie
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Spettri Rossi
Autore Gianni Rivolta Jacobelli editore Altezza : 23 cm
Larghezza : 16 cm Pagine : 160 Data di pubblicazione : ottobre 2017 Isbn : 9788862523592 |
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Morte a Montecitorio
AutoreMassimo Mongai (Roma, 3 novembre 1950 – Roma, 1º novembre 2016)
Editore
Data di pubblicazione |15 Dicembre 2015
Lingua Italiano
FormatoEdizione in brossura
Pagine 176
ISBN-10
8899304335
ISBN-13
9788899304331
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Editore Edizioni della Vigna
Data di pubblicazione |23 Dicembre 2013
Lingua Italiano
Formato Edizione in brossura
Pagine 286
ISBN-10 8862761155
ISBN-139788862761154 In questa antologia si dispiegano 19 storie brevi. Un discreto numero di queste novelle hanno per protagonista il celeberrimo cuoco spaziale Rudy Turturro, già personaggio-icona del romanzo, vincitore del mondadoriano Premio Urania, “Memorie di un Cuoco d’Astronave”. Altre sono fuori dal “ciclo turturriano”. Il più schiettamente “mongaico” dei temi affrontati è il dualismo cibo-eros, quel tantrico e inconscio intreccio di vizi da gourmet con piaceri e perversioni sessuali. Meno pruriginosi, ma ugualmente interessanti, sono gli spunti da “what if?” presenti nei racconti ucronici. Non mancano poi incursioni nel genere catastrofico, nel filone “invasioni aliene”, nel paradossale, nel “politico”, nell’umoristico puro, persino nelle riflessioni intimiste e filosofiche. Disponetevi dunque alla fruizione di quest’antologia allentando la cintura e con un alka-seltzer a portata di mano: è un banchetto a diciannove portate, un’esperienza per gli stomaci più che rodati.
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P.UN.FO.Autore Massimo Mongai
Editore Agenzia Il Segnalibro
Data di pubblicazione |3 Ottobre 2012
Lingua Italiano
Formato Ebook
Pagine 263
ISBN-10 8889932341
ISBN-13 9788889932346
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15 minuti. Passavo di qui
Autore Massimo Mongai (Roma, 3 novembre 1950 – Roma, 1º novembre 2016) Editore |Agenzia Il Segnalibro
Data di pubblicazione |5 Luglio 2012
Lingua Italiano
Formato Ebook
Pagine 14
ISBN-10 8889932317
ISBN-13 9788889932315
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50 minuti. Fattaccio
Editore Agenzia Il Segnalibro
Data di pubblicazione |1 Gennaio 2012
Lingua Italiano
Formato Ebook
Pagine 64
ISBN-10 8889932244
ISBN-13 9788889932247
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EAN: 9788873714156
Quando scopre di essere gay, Giulio, giovane studente universitario di Roma, decide di farsi dotare dalla chirurgia plastica di un bellissimo seno femminile e comincia, col nome di Giulia, la sua nuova vita di donna, o meglio di prostituta, ottenendo grande successo per la sua avvenenza. Un giorno sale però sull’auto sbagliata e si ritrova faccia a faccia con un serial killer che, credendo di averlo ucciso, lo getta in un canale. È a questo punto che per Giulio inizia davvero una nuova vita. Deciso a rintracciare chi ha tentato di ucciderlo per consumare la propria vendetta, muta nuovamente il proprio aspetto in quello d’un uomo, riprende gli studi in legge che aveva abbandonato, diviene commissario di polizia e si trasforma in un efficiente cacciatore di assassini seriali. Dimentica l’episodio, dimentica la vendetta e vive da super-poliziotto. Finché…
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Massimo Mongai (Roma, 3 novembre 1950 – Roma, 1º novembre 2016) Editore: Robin
Collana: I libri bianchi. Contemporanei
Anno edizione: 2005
Pagine: 310 p. , Brossura
EAN: 9788873711667
Un’avventura che condurrà il lettore nei meandri di quello che, forse, è lo spazio inesplorato più vasto: l’inconscio. Se era già difficile nutrire le razze aliene non sarà certo meno facile curarne gli individui, redimerli dalla loro condizione di alienati. La domanda che Sieg Von Freidenker-Rotunno, il protagonista della storia, analista provetto, si pone, è sostanzialmente questa: “Come posso analizzare un tripode di Alpha Centauri e… soprattutto, qual è il lato giusto per farlo stendere sul lettino?”. Tra improponibili traumi extraterrestri, Mongai ci dimostra che, se già è difficile entrare in contatto con un nostro simile, diventa forse impossibile guarire una razza per la quale potremmo essere noi la principale causa di fobia.
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Editore: Robin
Collana: I libri colorati. Blu: contemporanei
Anno edizione: 2005
Pagine: 283 p. , Brossura
EAN: 9788873711117
Norman Spinrad, qualche anno fa, ha raccontato ne “Il Signore della svastica” la storia di Hitler emigrato nel 1918 negli USA. E se lo avesse fatto anche Benito Mussolini? E fosse diventato anche lui uno scrittore di fantascienza? Mongai decide di offrire al lettore di questa realtà parallela la riproposta dei racconti più belli di “Benny” Mussolini, il “galvanized yankee” troppo a lungo dimenticato in favore del suo collega e avversario Adolf Hitler, l'”Unno Pazzo”. Ecco quindi una raccolta dei migliori racconti di Benny “da lui stesso curata e pubblicata originariamente con il titolo “Antologia Personale”, in occasione del suo novantesimo compleanno.”
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di Massimo Mongai (Roma, 3 novembre 1950 – Roma, 1º novembre 2016) Copertina flessibile: 419 pagine Dante Nicoloso è un giovane capitano dei Carabinieri che si trova suo malgrado coinvolto in una spy-story internazionale quando salva la vita del generale Barbieri, alto ufficiale dei Servizi Segreti italiani. Da allora gli eventi si susseguono con incredibile velocità. Qualcuno ha rubato una vecchia arma batteriologica russa da uno degli arsenali dell’ex-Unione Sovietica e l’arma è finita (o sta per finire) nelle mani di un terrorista mediorientale che vuole usarla per un enorme massacro in Israele. Poco prima di partire per questa avventura, la madre di Dante gli consegna il diario del bisnonno Felice, che gli svelerà un affascinante parallelismo fra quella vecchia storia di spionaggio nel Risorgimento italiano, e la sua vicenda personale. |
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QUESTO E-BOOK:TITOLO: Memorie di un cuoco d’astronaveAUTOREMongai, Massimo (Roma, 3 novembre 1950 – Roma, 1º novembre 2016) TRADUTTORE:CURATORE:NOTE: Romanzo vincitore del Premio Urania 1997. Si ringraziano l’Autore e la Ar-noldo Mondadori Editore per averci concesso i diritti di pubblicazione.DIRITTI D’AUTORE: sìLICENZA: questo testo è distribuito con la licenzaspecificata al seguente indirizzo Internet: http://www.liberliber.it/biblioteca/licenze/TRATTO DA: “Memorie di un cuoco d’astronave” di Massimo MongaiArnoldo Mondadori Editore, 1997Urania n. 1320 del 12 ottobre 1997CODICE ISBN: informazione non disponibile Un divertente romanzo di fantascienza che narra l’esperienza di un giovane cuoco terrestre imbarcato su un’astronave come vice chef.Il libro è suddiviso in brevi racconti autonomi che descrivono le varie vicende capitate al giovane cuoco durante i tre anni di crociera spaziale. Le storie dimostrano l’importanza del cibo nelle relazioni, al punto da salvare la galassia dalla distruzione. Il romanzo ha vinto il Premio Urania 1997. Si ringraziano l’Autore e la Arnoldo Mondadori Editore per averci concesso i diritti di pubblicazione. |
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Memorie di un cuoco di un bordello spaziale
Massimo Mongai (Roma, 3 novembre 1950 – Roma, 1º novembre 2016) EAN: 9788873718727
Il secondo capitolo delle avventure di Rudy “Basilico” Turturro, giovane cuoco umano-terrestre imbarcato sulle astronavi nell’Agorà del XXVI secolo. Storie di ordinaria golosità nell’universo; problemi gastronomici e non che si determinano nel contatto fra le migliaia di specie “senzienti” costrette o desiderose di frequentarsi. Con in più, questa volta, la componente del cibo afrodisiaco all’interno di un “bordello spaziale”, in uno dei tanti Porti Pazzi dell’universo, pianeti
relax dove accade di tutto. |
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di Massimo Mongai (Roma, 3 novembre 1950 – Roma, 1º novembre 2016)La mia è una storia un po’ complicata.No, non è esatto, questo è a dir poco un eufemismo. La mia è una storia molto complicata, complicata e lunga al punto che io non so bene come cominciarla; anche perché me ne sono successe talmente tante di cose, e di tanto improbabili, che semplicemente non so “da dove” cominciare. Forse la cosa migliore è cominciare a raccontare quello che è l’ultimo ricordo cosciente che ho della mia vita sulla Terra.È un ricordo molto vivido. Ricordo che ero in un letto d’ospedale. Credo che fosse l’Ospedale di San Giacomo, il più vicino a casa mia (vivevo a via Frattina, al centro di Roma), dove per forza di cose mi dovevano aver portato; ma non ne sono sicuro, dato che non ci ero mai stato prima; anzi, a dire il vero io non ero mai stato in un ospedale in vita mia, non in un letto per lo meno, non a passare una notte: ero sempre stato molto sano.Però devo dire che anche alcuni ricordi immediatamente precedenti non sono meno vividi.In uno ero a casa mia e mi ero appena alzato; mi ero fatto il mio solito caffè, me lo stavo bevendo in cucina, come tutte le mattine, come sempre; in un altro, subito dopo sono in moto, sul lungotevere, quando un imbecille assassino mi taglia la strada proprio davanti a ponte Garibaldi, partendo da fermo alla mia sinistra e diretto verso il ponte.Mi taglia la strada ed io freno, ma pur rallentando tantissimo la mia moto, una vecchissima ma ben tenuta Honda a quattro cilindri, 500cc Four K, pesante com’è frena sì, ma non tanto da non toccare la macchina, che mi ha tagliato la strada, nella parte posteriore sinistra.Ed io cado di lato, quasi da fermo, senza poter fare niente. E ricordo che il casco, che avevo infilato ma non allacciato, vola via. |
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A volte l’amore è un affare di condominio
I condomini sono riuniti al completo quando, nel loro palazzo alla Garbatella, arriva l’affascinante Daniele Bracci, un musicista che si fermerà lì per qualche mese. Daniele è frastornato dall’accoglienza più che calorosa. Matteo Spina, il saggio, lo recluta subito per lavorare nell’orto condominiale. Paolo e Rudy, che vivono nell’attico, pensano già a un pranzo di benvenuto. Giovanna, invece, vede in lui un fidanzato perfetto per la figlia Anita… Ma la mattina dopo, quando Matteo Spina blocca Anita per presentarle il nuovo arrivato, la ragazza ha uno shock: perché lei, quel Daniele Bracci, lo conosce bene, e dai tempi del liceo. E ha fatto di tutto per dimenticarlo. E ora? Dovrà fingere di non averlo mai visto prima? Certo, Anita non è l’unica, nel condominio, ad avere qualcosa da nascondere. Giovanna, ogni lunedì, esce vestita di tutto punto. E con una scusa sempre buona per chi le chiede dove va. E Matteo Spina? Nemmeno lui la racconta giusta. Lo sa bene Pina, la pettegola del palazzo, che dietro alle persiane spia quello che accade, e annota poi tutto sul suo diario segreto… Un condominio colorato, divertente e imprevedibile Tutti i protagonisti: ISBN: 978-88-541-9475-5 |
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Fuori i secondi
«Ci piace pensare che la passione di Claudio D’Aguanno per la ricerca e la divulgazione dei percorsi di vita di gente vera sia nata proprio dall’amore per il racconto che c’è in quell’area compresa tra la Colombo e l’Ostiense, tra la Circonvalla e Via Costantino: la Garbatella, popoloso e popolare quartiere romano. Quel racconto che si fa poi facilmente tradizione orale, mito, storia e affabulazione, trasmettendo spruzzi di storia sminuzzata di un paese-città nella città-paese. Un percorso simile, tanto per intenderci, a quello che ha compiuto Cesare Fiumi scrivendo Storie esemplari di piccoli eroi. Quelli di Fiumi però erano atleti a cui, per dirla alla romana, era mancato. il classico soldo per fare una lira, ma che avevano avuto almeno una possibilità nella vita di scaldarsi, anche solo per un secondo, sotto il confortante sole della notorietà. Questi di Claudio sono invece atleti più particolari e intimi. Eroi che vivono e che sono vissuti nella gloria minuta di un quartiere, di una via, di un isolato, di un oratorio, di un campo polveroso, di una palestra, di un bar. Contemporaneamente, e non si cerchi contraddizione in questo, frammenti e collante di un’aggregazione da area metropolitana che poteva esprimersi solo così, unendo e omologando per isolati.» Gli eroi dello sport: vite dimenticate. Nelle pieghe leggendarie della storia dello sport riposa un cuore oscuro dove le medaglie d’oro smettono di brillare, il clamore della folla tace e le prime pagine dei giornali si trasformano in trafiletti nascosti tra la cronaca locale. Perché quando le luci dei riflettori si spengono o quando il gong suona per l’ultima volta, comincia la più difficile delle partite: la partita che l’ex campione gioca con la vita e che, molto spesso, si risolve con una sconfitta. È il caso, questo, del mitico Agostino Di Bartolomei, il capitano del secondo scudetto della Roma, che esce di scena piantandosi una pallottola nel cuore. Ma accanto a lui si erge tutta una schiera di personaggi incapaci di scendere a compromessi con la realtà di una vita “normale” e, per questo, condannati a soccombere sotto il peso della loro stessa gloria. Con il rigore dello storico e la penna del romanziere, Claudio D’Aguanno percorre le vite degli eroi della sua città, Roma, spesso dimenticati, rendendo allo sport quella carica di umanità che questo sembra aver perduto da tempo. |
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La nostra via Questo libro fotografico testimonia “come nasce, cresce e si sviluppa la “nostra via”, la Circonvallazione Ostiense, e il nostro Quartiere da “Valle Dell’Almone a Campidoglio Due”, scrive Enzo Gori. Una raccolta di fotografie d’epoca, oltre 150, che ci raccontano la trasformazione di un quartiere, Ostiense, dalle impalcature di edifici in costruzione alle scena di vita quotidiana come può essere la partenza in pullman per una gita. Immagini di una vita che si srotolava per le strade, con una dimensione domestica al di là delle quattro mura di casa. Perché, al tempo, la socialità si condivideva “fuori”: per le vie, all’oratorio, nelle botteghe del barbiere, dal “pizzicarolo” o dal calzolaio. Enzo Gori illustra tutto ciò con il trasporto di chi ha vissuto in prima persona quella realtà domestica di quartiere.
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La Villetta è stata dalla Liberazione in poi la casa dei comunisti della Garbatella.
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La Garbatella il moderno attraverso Roma
La Guida a cura di Antonella Bonavita, Piero Fumo e Maria Paola Pagliari, dell’Osservatorio sul moderno a Roma con il coordinamento scientifico di Gaia Remiddi e stampata dagli editori Palombi, pubblica i materiali delle ricerche in atto da alcuni anni, in collaborazione con l’XI Municipio, sulle case e sugli edifici della Garbatella. Una serie di sette percorsi attraverso i lotti, le case e i giardini, che raccontano le architetture. Una parte di Roma interessante per l’architettura del secolo scorso la cui conoscenza è assolutamente necessaria per la nostra cultura e che pone il patrimonio dell’architettura moderna romana all’altezza delle testimonianze più importanti in ambito europeo. La Garbatella si porta il pesante fardello di essere il quartiere moderno di Roma. Certo, bisogna guardare oltre l’aspetto primo (pittoresco), quello che si mostra con forza anche ai più distratti, e oltre quell’aspetto apparente si può vedere la ricerca sul moderno, confrontabile e all’altezza di quella di altre città. Dove bisogna guardare? Al modello urbano della città giardino delle case piccole e basse e insieme alle eccezioni: le case di Nicolosi, gli alberghi di Sabbatini, le tipologie miste (alloggi e bagni pubblici, alloggi e cinema-teatro, …) stanno a dimostrare quanto il tema (moderno!) della casa popolare sia stato assunto come compito “alto” della ricerca e della sperimentazione sulla casa e sull’architettura. C’è da parlare allora (da studiare, capire, verificare) anche del cammino che questa architettura moderna ha percorso e come è arrivata fino a noi.
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Continuava a battere l’indice sul bancone.
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La diffusione del linguaggio neogotico teso a recuperare nella cultura locale un’alternativa all’astratta generalizzazione di uno stile neoclassico internazionale del tutto indipendente dal contesto storico e geografico. È testimoniata dalla borgata-giardino “Garbatella”, analizzata nel volume sia nell’aspetto tipologico che morfologico.
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Dopo il felice esordio de “La Terrazza sulla Garbatella”, Adelio Canali si ripropone al lettore con “Serve Gente!”. articolo di Cara Garbatella di Cosmo Barbato
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Valerio si porta dentro la Garbatella e le sue radici come fossero una malattia: le storie di famiglia, che hanno nel nonno partigiano un’origine fatta di libertà e ideali, si intrecciano con le velenose lusinghe del Garbatella combat zone e di una scelta criminale che lo trascinano verso una vertigine fatta di violenza e rapine, ferite e tradimenti. Il sogno giovanile di un Chiapas prima idealizzato e poi perduto tra le nebbie del narcotraffico torna a essere la meta, il nuovo approdo dove poter ricominciare prima che sia troppo tardi. Ma il passato non si può cancellare tanto facilmente, anche perché nulla è come appare.
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Un viaggio nel cuore del vecchio quartiere romano dell’Istituto case popolari. Una piccola borgata operaia e marinara, sorta a ridosso di un porto mai realizzato, progettata sognando le città giardino inglesi e tedesche. Le strade, le piazzette e i giardini dei lotti popolari dove sono cresciuti Maurizio Arena e Alberto Sordi, hanno ispirato da sempre intellettuali e scrittori come Pier Paolo Pasolini e Primo Levi, i registi Luciano Emmer, Giuseppe De Santis e Nanni Moretti. Negli ultimi anni la Garbatella è stata l’ambientazione di film e fiction fino all’ultimo fenomeno mediatico de I Cesaroni. Gli itinerari proposti sono arricchiti da schede, fatti curiosi, personaggi e leggende popolari, che rendono più piacevole e interessante la lettura. Fotografie di Giancarlo Proietti
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Percorsi di Garbatella: itinerari turistici del quartiere
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Terrazza sulla Garbatella … ricordi“La terrazza sulla Garbatella” è una sorta di diario, corredato da documenti d’epoca, che ripercorre gli anni dalla prima infanzia alla giovinezza dell’autore, tra gli eventi drammatici determinati dal secondo conflitto mondiale e quelli spensierati vissuti fra la gente del quartiere. Un racconto semplice che contribuirà a risvegliare i ricordi di quanti hanno vissuto quegli anni e, forse, a spingere alla riflessione i più giovani. Ricorda in proposito la venuta di Gandhi nel quartiere, il rastrellamento delle Fosse Ardeatine e poi i giochi di strada, lo sport, le amicizie, in un tutt’uno completamente legato dal quotidiano di un bambino come tanti.
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Il libro si propone come omaggio a uno dei quartieri più belli della Capitale.
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In una casa della Garbatella viene rinvenuto il cadavere di una giovane e bellissima hostess africana dell’Ethiopian Airlines. La ragazza è stata assassinata e la polizia trova sul posto il suo diario scritto in parte in Amhara e in parte in Ge’ez, l’antica lingua parlata in Etiopia. Il maresciallo Cafuni chiede a Ras Tafari Diredawa, il barbone etiope che l’ha aiutato nella precedente indagine, di collaborare con la polizia per tradurlo, coinvolgendolo in un’inchiesta che chiamerà in causa alti esponenti romani della Fao, l’organizzazione delle Nazioni Unite che combatte la fame nel mondo. Dal diario della ragazza emerge una vita sentimentale travagliata, che indirizza gli inquirenti su varie piste. Per Tafari è l’inizio di un incubo, perché la lettura riporta in superficie avvenimenti tragici del suo passato che era stato costretto ad annegare nell’alcolismo, spettro col quale deve tornare a lottare. Ma è dalle ultime pagine, dalle rivelazioni più intime della ragazza, che Tafari apprenderà la verità più inquietante che lo indirizza sulle tracce dell’assassino.
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I ribelli di Testaccio, Ostiense e Garbatella
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Il “Quaderno della Resistenza”, curato dall’associazione Cara Garbatella, autori Cosmo Barbato e Gianni Rivolta, è una raccolta di diciotto brevi capitoli che raccontano la tragica storia della resistenza antifascista nel territorio Garbatella-Ostiense. Diciotto racconti la cui protagonista assoluta è la voce diretta dei portatori della memoria, coloro che hanno vissuto, o hanno visto accadere, le brutalità dell’occupazione nazista. Diciotto tasselli che si completano l’uno con l’altro, lungo il filo delle date, fino a comporre il mosaico storico dei nove mesi in cui militari e civili condussero il paese alla liberazione. Diciotto frammenti di storie parlate che si amalgamano bene con frammenti di vere e proprie cronache degli eventi storici più salienti.
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Invito alla Garbatella: ventitrè artisti nella città-giardino
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Via delle Sette Chiese in RomaUn percorso storico, archeologico, paesistico Contenuto: Saggi di: Cooperativa Res Antiquae, Cosmo Barbato, Paolo Berdini, Laura Caserta, Armando De Vincenzi, Gianfranco Filacchione, Vincenzo Fiocchi Nicolai, Gabriele Maria Guarrera, Paolo Maria Guarrera, Enzo Iorio, Paola Lanzara, Annalisa Lombardi, Alessandro Mazza, Maria Carla Meloni, Simona Messina, Maria Pia Pacente, Pia Pascalino, Patrizia Polimeni, Anna Maria Ramieri, Raffaella Sini, Lucrezia Spera, Lucia Tangari, Ufficio Studi Circoscrizione XI, Franco Zagari Via delle Sette Chiese rappresenta assieme alle consolari storiche Ostiense, Laurentina, Ardeatina e Appia Antica la preesistenza viaria più qualificante della Circoscrizione XI del Comune di Roma ( il cui territorio si estende a Sud di Roma tra le mura Aureliane e l’Eur).
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| Il confinato
Romanzo / Maria Jatosti |
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dalla Villetta ai Gazometri
Scritto da Redazione il . Pubblicato in Autori della Garbatella.
di Gianni Rivolta
La Villetta è stata dalla Liberazione in poi la casa dei comunisti della Garbatella.
E’ diventata negli anni delle scissioni del Pci e poi del Pds, un simbolo nazionale, quasi alla stregua della “Bolognina”, dove si è consumata la svolta di Occhetto dell’89.
Allo stesso modo il vecchio Gazometro sulla via Ostiense, che è oggi l’immagine più conosciuta dell’archeologia industriale, fu luogo di lavoro e di sacrificio quotidiano di generazioni di operai e gassisti.
Questo volume racconta la storia dei partiti politici usciti dalla Resistenza (Pci, Psi, Dc, Partita d’azione) e delle formazioni rigidamente antimonarchiche, che non avevano aderito al Comitato di liberazione nazionale, come il movimento comunista d’Italia Bandiera rossa e il Partito repubblicano. Protagonisti sono gli uomini e le donne dell’ex zona industriale di Roma, cresciuta nei primi decenni del Novecento sulla sponda sinistra del Tevere: i facchini dei mercati generali, i macellai del Mattatoio, gli operai dell’Ottica meccanica, i gassisti delle Officine di San Paolo, dle donne dei quartieri Icp, gli edili, mossi da grandi speranze di cambiamento e di giustizia sociale, impegnati strenuamente nelle lotte contro la disoccupazione, il carovita e per i miglioramenti contrattuali.
Serve gente!
Scritto da Redazione il . Pubblicato in Libri sulla Garbatella.
di Adelio Canali
Dopo il felice esordio de “La Terrazza sulla Garbatella”, Adelio Canali si ripropone al lettore con “Serve Gente!”.
Quest’ultima opera è una serie garbata e vivace di bozzetti tratteggiati con tono
colorito, ironico e spesso pungente, venato da tracce di malinconia. Sempre sul filo della memoria, tra gli anni 50 e la fine della Prima Repubblica, l’autore offre una carrellata di tipi e situazioni, vizi e virtù di una politica fatta di piccole cose a contatto con la gente, attingendo alla larga esperienza di dirigente politico alla Garbatella.
Canali ne ottiene una rassegna di caratteri vividi, con diversi protagonisti che si
materializzano di fronte al lettore, quasi con l’immediatezza cinematografica di un film a episodi.
“Serve GENTE!” è un libro lieve ma nello stesso tempo induce alla riflessione, a tratti increspata dal sorriso, a tratti da un pizzico di amarezza.
Suk Ovest, banditi a Roma
Scritto da Redazione il . Pubblicato in Autori della Garbatella.
di Massimiliano Smeriglio
«Un’avventura febbrile nella Roma di oggi, una metropoli indecifrabile governata dalla legge della violenza, dove fra writers schizzati, sbirri corrotti, tenere escort e avidi squali della politica, affiora il volto antico del male di sempre».
Giancarlo De Cataldo
Dopo l’esordio con Garbatella combat zone – già opzionato da Cattleya che ne ha affidato la regia a Stefano Sollima, regista della serie «Romanzo criminale» e «Acab» – Massimiliano Smeriglio torna in libreria con Suk Ovest. Banditi a Roma, un romanzo che fa incontrare l’escalation di violenza che sta colpendo Roma con il tragico periodo dell’occupazione nazista e della Resistenza.
Il Gatto è morto, l’hanno assassinato. Sono proiettili, queste parole, che accolgono Valerio Natali al suo rientro dal Messico dove ha trascorso una lunga latitanza. Massimo Giunti, alias il Gatto, amico fraterno, anche lui della Garbatella, non c’è più. E quello che adesso conta, per Valerio, è soltanto la vendetta: ripartire dall’unico indizio disponibile, il misterioso numero di cellulare digitato dal Gatto prima di morire accoltellato, e ricostruire le sue recenti frequentazioni con faccendieri coinvolti nel colossale business dello smaltimento dei rifiuti. Lente e sofferte come un viaggio nei ricordi, le indagini di Valerio si addentrano nel vecchio quartiere, nell’intrico di strade e vie che hanno il sapore della propria infanzia. È qui che si riunisce la vecchia batteria. Mario, Nicche, Panettone e Papella. E ancora Bracalone, giovane graffitaro e hacker geniale, e Victor, che ha preso una strada diversa finendo per diventare poliziotto. Sono loro gli uomini della Garbatella, cresciuti insieme, che accompagnano Valerio nella ricerca della verità e della vendetta. Insieme a Ramona, tenera escort, che tiene Valerio per mano. La vendetta nella famiglia di Valerio Natali è come un destino, un respiro affannato che da sempre ne appesantisce il cammino. Da quando anche il nonno, partigiano, in una Roma terrorizzata dalla famigerata banda Koch, non riuscì a impedire una morte crudele, lasciandosi poi sfuggire per un soffio il diretto responsabile. Ed è proprio dal passato, dalla storia dolorosa della sua città e del suo quartiere, che Valerio otterrà le risposte che cerca.
Con Suk Ovest, Massimiliano Smeriglio ci offre non solo un accattivante crime novel, ma una storia che celebra il valore della memoria e dell’appartenenza, capace allo stesso tempo di raccontare il presente e farci gettare uno sguardo sulla nuova, confusa mappa criminale di Roma.
Massimiliano Smeriglio vive e lavora a Roma. Nel 2010 ha pubblicato il suo primo romanzo, Garbatella combat zone (Voland edizioni). Ha scritto saggi e articoli sulla politica, il sociale, la città e la cittadinanza. Collabora con la rivista «Loop – Cultura e conflitti dentro l’apocalisse». Attualmente è membro del Coordinamento Nazionale di Sinistra Ecologia e Libertà. Per la Provincia di Roma è Assessore alle Politiche del Lavoro e Formazione. Dal 2001 al 2006 è stato presidente dell’XI Municipio di Roma (Garbatella, Ostiense, Appia Antica).
15 minuti. Passavo di qui
Scritto da Redazione il . Pubblicato in Autori della Garbatella.
Autore Massimo Mongai (Roma, 3 novembre 1950 – Roma, 1º novembre 2016)
È sera, un uomo è solo in casa con i suoi ricordi. Vorrebbe uscire, distrarsi, trovare l’unica persona che potrebbe renderlo felice. Ma non ha troppe speranze: ci vorrebbe un atto di coraggio da parte sua o, miracolo, un improvviso squillare del citofono… Ci vorrebbe lei, che passa, suona e dice: “Ciao, passavo di qui… posso salire?”. Ed ecco la sorpresa, quella vera, quella di una vita. Il citofono suona per davvero.
“L’albero del paradiso” un vegetale infernale
Scritto da Redazione il . Pubblicato in Ottavo Colle.
“L’albero del paradiso” un vegetale infernale
Una pianta infestante anche nei giardini della Garbatella
di Cosmo Barbato
Su Cara Garbatella di novembre ci siamo occupati di quel terribile coleottero, il Punteruolo rosso (Rhynchoforus ferrugineus), che anche qui alla Gasrbatella, come del resto in tutta Italia, sta rapidamente distruggendo le palme, in particolare le palme delle Canarie introdotte da noi a scopo ornamentale. Si prevede che entro il 2015 tutte le palme di Roma saranno state distrutte.Finora non è stato trovato alcun metodo valido di difesa. Ora un altro nemico minaccia i nostri giardini.
Questa volta non si tratta di un insetto ma di una pianta, uno sfarzosissimo albero che potrebbe apparire ornamentale, ma che per il suo carattere infestante tende ad invadere completamente il terreno circostante diffondendosi a spese delle altre piante. Parliamo dell’Ailanto, ovvero dell’Ailanthus altissima, detto anche “Albero del paradiso” che però si sta rivelando infernale. Originario della Cina, fu introdotto, con scadenti risultati utili, per alimentare con le sue foglie un baco da seta simile a quello del gelso.
Qui da noi, alla Garbatella, queste piante infestanti si vanno diffondendo nei giardini dei Lotti, nelle aiuole spartitraffico, in alcuni parchi, talvolta persino negli interstizi dei muri. Sono ben visibili ad esempio negli spartitraffico lungo la Circonvallazione Ostiense ma anche altrove. L’esemplare più imponente si trova in un’aiuoletta lungo una strada di fianco al mercato coperto, Via Nicolò Odero, a ridosso del muro perimetrale del Lotto 12.
Dove qualche esemplare riesce ad attecchire si può essere certi che ben presto altre piante simili verranno fuori dal terreno circostante, per diffusione dei semi o dai polloni che emergono dall’apparato radicale che si può estendere fino a trenta metri dall’albero. La pianta può raggiungere dimensioni cospicue, fino a 20/25 metri. Si caratterizza per una crescita velocissima, il primo anno di 50/80 centimetri. Cresce in tutti i terreni, ma preferisce quelli profondi e freschi. Le foglie, lussureggianti, mandano un odore sgradevole. Per la sua rapidità di diffusione andrebbe sistematicamente eliminato dai giardini e dai parchi: nei luoghi abitati può diventare una vera calamità.
Copyright
tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 7 – Dicembre 2010
Adelio Canali ci racconta com’era la DC della Garbatella
Scritto da Redazione il . Pubblicato in Garbatella, News.
di Cosmo Barbato
Sulle doti di scrittore di Adelio Canali non avevamo dubbio alcuno. Il suo “La terrazza sulla Garbatella” pubblicato nel 2008 – il bel libro che racconta la sua scoperta del mondo tumultuoso dei suoi primi vent’anni (oggi ha superato gli 80) – ce ne ha fornito una prova.
La sua famiglia proveniva dalla demolita Piazza Montanara sotto il Campidoglio ed era stata “deportata” in uno dei quattro “alberghi” allestiti dal fascismo per portare lontano dalla città, in periferia, alla Garbatella, la gente povera sfrattata per le opere del regime, gli sbaraccati, gli sbandati, i sovversivi, i pregiudicati, i primi immigrati dalle altre regioni che avevano trovato asili precari ai margini o al centro degradato della Capitale. Tra di loro veri romani erano soltanto gli ebrei, anch’essi “deportati” dai quartieri sorti intorno al demolito ghetto. Una popolazione dunque quanto mai disomogenea, culture (spesso inculture), etnie, parlate diverse. Quella gente aveva soltanto in comune la solidarietà che nasceva dalla generale indigenza. Così la Garbatella plasmava una nuova unità demografica, come aveva fatto Roma tanti secoli prima. E gli abitanti degli Alberghi e dei Lotti diventavano tutti romani, pur con qualche residua specificità “garbatellese”.
Il secondo libro di Canali, “Serve gente!”, riguarda la seconda parte delle vita dell’autore, quando diventa dirigente della locale sezione della Democrazia Cristiana fino al crollo di Tangentopoli, in un quartiere in maggioranza orientato a sinistra come la Garbatella. E’ costituito da flash che non hanno un consequenzialità temporale. Sono ricordi, spesso pieni di ironia e di autoironia, molti divertenti, sempre godibilissimi, che non nascondono il “raccomandificio” del partito allora di maggioranza. Non sono riuscito a capire se Canali critica quel mondo di favori, di spintarelle, di aiutini, di promesse che non sempre potevano essere mantenute ma che comunque servivano a ispirare speranze. Egli ne parla senza veli, come un comportamento naturale di chi, con spirito generoso, fa volontariamente del bene a qualcuno. Ma Canali nel contempo non si nasconde che tutta quell’attività ha un fine: “Serve gente!”, cioè simpatie, consensi, voti. Tant’è che ci intitola il libro.
Al di là di ogni considerazione di carattere morale, il libro, come al solito ben scritto, ci sembra un documento, una testimonianza dall’interno di un mondo che, pur nello spazio ristretto di un’esperienza di quartiere, ci racconta uno squarcio di quella che è stata la vita politica in Italia, al tempo della “balena bianca”.
Copyright
tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 9 – Marzo 2012
Memorie di un cuoco di un bordello spaziale
Scritto da Redazione il . Pubblicato in Autori della Garbatella.
Massimo Mongai (Roma, 3 novembre 1950 – Roma, 1º novembre 2016)
Il secondo capitolo delle avventure di Rudy “Basilico” Turturro, giovane cuoco
umano-terrestre imbarcato sulle astronavi nell’Agorà del XXVI secolo. Storie di
ordinaria golosità nell’universo; problemi gastronomici e non che si determinano nel contatto fra le migliaia di specie “senzienti” costrette o desiderose di frequentarsi.
Con in più, questa volta, la componente del cibo afrodisiaco all’interno di un
“bordello spaziale”, in uno dei tanti Porti Pazzi dell’universo, pianeti
relax dove accade di tutto.
Percorsi di Garbatella: itinerari turistici del quartiere
Scritto da Redazione il . Pubblicato in Libri sulla Garbatella.
In occasione del 90° compleanno del quartiere di Garbatella, l’associazione di promozione sociale Bristol, con il sostegno della Provincia di Roma e il patrocinio del Municipio XI, il giorno 16 febbraio 2010 alle ore 17 al Teatro 15, piazza da Triora 15, presenta ”Percorsi di Garbatella – itinerari turistici del quartiere”.
L’iniziativa è realizzata in collaborazione con il collettivo Casetta Rossa, l’associazione Progetto Laboratorio e l’associazione Il Tempo Ritrovato.
P.UN.FO.
Scritto da Redazione il . Pubblicato in Autori della Garbatella.
Autore Massimo Mongai (Roma, 3 novembre 1950 – Roma, 1º novembre 2016)
Nel 2075 viene inventato il “circuito Carosi-Jurgens”, un piccolo chip radiotrasmittente che, inserito sottopelle, permette ai ricchi di essere rintracciati in caso di rapimento. Successivamente questo circuito viene modificato da trasmittente in ricevente: con esso è possibile dare una leggera scossa elettrica al suo portatore, che, amplificata, provoca un vero e proprio dolore fisico. Dapprima utilizzato solo nei criminali comuni e pregiudicati per tenerli sotto controllo, la sua applicazione viene poi estesa ai sospetti, agli eversivi, ai ribelli, insomma praticamente a tutti.
È diventato “Il Circuito”. Dopo circa 3000 anni il Circuito è diffuso in gran parte dello spazio conosciuto ed ha creato un vero e proprio Impero, dittatoriale come mai nessuno prima nella storia dell’umanità, nel quale gli esseri umani si dividono in Umani Standard, quelli senza il Circuito addosso e quelli Fuori Standard, che invece ce l’hanno, e devono obbedire sempre.
Ma come spesso accade, su un lontano pianeta “Fuori dal Circuito”, si è sviluppata una civiltà speciale. Nessuno porta il Circuito e nessuno è obbligato a vivere su quel pianeta che è chiamato il “Pianeta della Menzogna”. Il nome deriva dal fatto che su quel pianeta, se richiesto dalla legge, nessuno può mentire (solo che da fuori nessuno ci crede): nel senso che esiste una macchina della verità, ultra economica e semplice, diffusa ovunque per cui se dici una bugia, la macchina se ne accorge. I processi per un omicidio diventano molto ma molto più semplici. Ma anche altri aspetti della vita quotidiana cambiano radicalmente: è impossibile truffare, tradire, abusare degli altri; o meglio è possibile farlo, ma è pressoché sicuro che si sarà scoperti a breve. Il Circuito ed il Pianeta della Menzogna, come era inevitabile vengono a contatto. E solo uno dei due potrà sopravvivere.
La Garbatella il moderno attraverso Roma
Scritto da Redazione il . Pubblicato in Libri sulla Garbatella.
di Antonella Bonavita, Piero Fumo, Maria Paola Pagliari
La Guida a cura di Antonella Bonavita, Piero Fumo e Maria Paola Pagliari,
dell’Osservatorio sul moderno a Roma con il coordinamento scientifico di Gaia Remiddi e stampata dagli editori Palombi, pubblica i materiali delle ricerche in atto da alcuni anni, in collaborazione con l’XI Municipio, sulle case e sugli edifici della Garbatella.
Una serie di sette percorsi attraverso i lotti, le case e i giardini, che raccontano le
architetture.
Una parte di Roma interessante per l’architettura del secolo scorso la cui conoscenza è assolutamente necessaria per la nostra cultura e che pone il patrimonio dell’architettura moderna romana all’altezza delle testimonianze più importanti in ambito europeo.
La Garbatella si porta il pesante fardello di essere il quartiere moderno di Roma. Certo, bisogna guardare oltre l’aspetto primo (pittoresco), quello che si mostra con forza anche ai più distratti, e oltre quell’aspetto apparente si può vedere la ricerca sul moderno, confrontabile e all’altezza di quella di altre città. Dove bisogna guardare? Al modello urbano della città giardino delle case piccole e basse e insieme alle eccezioni:
le case di Nicolosi, gli alberghi di Sabbatini, le tipologie miste (alloggi e bagni pubblici, alloggi e cinema-teatro, …) stanno a dimostrare quanto il tema (moderno!) della casa popolare sia stato assunto come compito “alto” della
ricerca e della sperimentazione sulla casa e sull’architettura. C’è da parlare allora (da studiare, capire, verificare) anche del cammino che questa architettura moderna ha percorso e come è arrivata fino a noi.
Garbatella combat zone
Scritto da Redazione il . Pubblicato in Autori della Garbatella.
di Massimiliano Smeriglio
Valerio Natali è un giovane di borgata, non di una qualunque borgata di Roma, ma della Garbatella, un quartiere storico e atipico che, dal fascismo in poi, ha avuto un peso importante nella storia recente della Capitale d’Italia. Valerio ha un nonno importante, che fu un uomo di riferimento della resistenza antifascista romana, ancora amato e rispettato, riconosciuto nella sua importanza anche dai giovani. Ed ha avuto, Valerio, i genitori cresciuti tra le contestazioni giovanili, gli scontri di piazza e le contrapposizioni ideologiche degenerate nella violenza terroristica degli anni ’70. Ma un ragazzo nato nel 1974 conosce quelle storie solo “di striscio”, ne ha sentito parlare e, oggi, ne vive il ricordo indiretto deviato da una serie di mistificazioni e fraintendimenti. Valerio vive ed è parte di una Roma violenta e borderline, si guadagna da vivere facendo poche mirate rapine in banca, con pochi, anch’essi mirati, complici. A guidare la sua vita sono delle certezze chiare, semplici, benché poche, rette come linee parallele che non concedono deviazioni e curve: “solo di fronte a quella specie di monumento a Pasolini non riusciva ad essere netto, chiaro con sé stesso. Pasolini era un mito, lo scrittore più letto e amato da tutta la famiglia. Geniale il pensiero, trenta anni prima di veline vip escort e smignottamenti vari, per cui non era il sottoproletariato a muoversi verso l’imborghesimento, ma la borghesia che si andava incoattendo in un’orgia barbarica di costumi e vissuti”. Un ispettore di polizia corrotto, però, trova un metodo semplice per incastrarlo e mandarlo in galera e a Valerio non resta che aspettare di scontare la pena per poter giungere a smascherare quel poliziotto corrotto ed i traffici di quartiere in cui era coinvolto. Ma l’uscita dal carcere ed il reinserimento, non sono cosa da poco. Valerio insegue traiettorie internazionali del crimine, fino a Dubai e ritorno, si vendica del poliziotto corrotto, è costretto alla fuga da Roma e, giunto in Messico, prova a ricostruire un suo vecchio progetto di vita: riaprire il vecchio bar “Garbatella combat zone” sulla spiaggia di Mazunte, in Messico. Lontano da Roma, irrimediabilmente, le ombre del passato tornano a chiedere il conto di una vita violenta…
Il racconto di Smeriglio potrebbe anche essere una buona intuizione narrativa se non ci fossero una serie di limiti che collocano il presunto romanzo in un’area di scrittura che si fatica a definire letteratura. Per prima cosa il personaggio principale: questo eroe negativo di borgata (sulla brutta falsariga dei personaggi secondari di De Cataldo) vive staccato dal resto del sottofondo cittadino in cui, pure, l’autore lo vorrebbe invece incastonare. Le sue idee, la sua vita, le sue scelte, le sue riflessioni, la sua identità, la sua violenza, la sua solitudine: non vi è nulla di corale o di collettivo che faccia immaginare al lettore Valerio come un giovane della Garbatella, ma piuttosto come qualcosa di compiuto in sé che nulla ha a che vedere con il quartiere in cui pure abita e di cui dovrebbe essere frutto. Tutti gli altri, amici, amori, nemici ed abitanti del quartiere gli si muovono intorno quasi senza contatto autentico, lasciandolo emergere dalle pagine del racconto in maniera fin troppo solitaria ed isolata. Un uomo solo, senza rete di connessioni con il resto del mondo, che smuove traffici dal Messico agli Emirati Arabi per ricondurli, da solo, alla Garbatella! E poi, a non convincere c’è la questione della lingua: la lingua dei personaggi – un romanesco che diventa caricatura senza mai riuscire a sembrare autentico nei passaggi dialogici, quando i ragazzi si salutano dicendo “Bella” invece che “ciao” – ma, soprattutto, la lingua del narratore fastidiosamente incline a recuperare lessico e sintassi di un giovanilistico dialetto e dello slang di Roma, inserendo nel tessuto linguistico del romanzo termini come “incoattendo”, “smignottare”, che stonano con la pulizia e correttezza del resto del racconto, in virtù di un mal riuscito tentativo di ammodernare la lingua della letteratura (?) secondo schemi e pretese e convinzioni superate ormai da qualche decennio. Insomma, un’operazione posticcia e mal riuscita, altro che quel mito – quello, sì, davvero tale – di Pasolini che era riuscito, fuori dalle ipertrofie della letteratura tradizionale, a mettere in bocca a personaggi “veri” una lingua (dialetto o slang) “autentica”!
Finestre sulla Garbatella
Scritto da Redazione il . Pubblicato in Libri sulla Garbatella.
di Laura Monaco
Il libro si propone come omaggio a uno dei quartieri più belli della Capitale.
Lo scritto da uno sguardo complessivo sulla situazione politica, economica, sociale e artistica che sta alla base della formazione del quartiere.
Inizia con l’inquadramento del dibattito politico seguito alla nomina di Roma Capitale e alla sua sistemazione urbanistica.
Prosegue con il dibattito architettonico tra razionalismo e regionalismo.
Dopo la pianificazione urbanistica si analizza l’opera dell’Istituto Case Popolari e si guarda nello specifico alla progettazione del quartiere con le sue scelte ideologiche e architettoniche.
Si passa quindi all’analisi dei diversi lotti fino alla costruzione degli Alberghi suburbani con analisi specifica dell’Albergo Rosso.
Note particolari sono inserite in merito allo stile barocchetto, scelto come stile base per la Garbatella e per la nuova Roma, e di uno degli architetti operanti nell’Istituto Case Popolari e nel quartiere, Innocenzo Sabbatini artefice degli edifici su generis degli Alberghi Suburbani, dei Bagni pubblici e del Cinema-Teatro-Palladium. Si chiude il quadro con la “fortuna critica” che il quartiere ha avuto negli anni.
50 minuti. Fattaccio
Scritto da Redazione il . Pubblicato in Autori della Garbatella.
Autore Massimo Mongai (Roma, 3 novembre 1950 – Roma, 1º novembre 2016)
Una Panda con due uomini a bordo. Un monologo sconnesso sulla notte appena trascorsa. Una notte tragico-farsesca conclusa miseramente con una serie di sciagure a catena, compresa la morte di un uomo.
Ras Tafari Diredawa e il fiore reciso
Scritto da Redazione il . Pubblicato in Autori della Garbatella.
di Massimo Mongai,Roma, 3 novembre 1950 – Roma, 1º novembre 2016
Una bellissima hostess delle linee aeree etiopi viene trovata morta nel suo appartamento, vicino a lei un diario scritto in una lingua incomprensibile. Una situazione difficile per il maresciallo Cafuni che decide di rivolgersi al suo ormai amico Ras Tafari Diredawa.
Tafari era un barbone alcolizzato, tormentato da un oscuro e doloroso passato a cui la sua mente aveva deciso di soccombere. Etiope e clandestino, istruito e poliglotta, con acume e determinazione aveva scoperto e consegnato alla giustizia l’assassino di una volontaria della Caritas… Eurosia, l’unica persona che credeva in lui. In quell’occasione aveva conosciuto il maresciallo della benemerita, uomo deciso e risoluto, integerrimo e privo di pregiudizi, che andando oltre l’apparenza degli stracci da barbone era riuscito a trovare il vero Ras Tafari.
In questa nuova indagine i due saranno costretti a misurarsi con uomini di potere e tragici ricordi di un passato dimenticato, che inesorabili riaffiorano attraverso le pagine di un diario.
Questi sono alcuni degli avvenimenti di Ras Tafari Diredawa e il fiore reciso di Massimo Mongai, edito dalla Robin edizioni nella splendida collana I Luoghi del delitto.
Terrazza sulla Garbatella … ricordi
Scritto da Redazione il . Pubblicato in Libri sulla Garbatella.
“La terrazza sulla Garbatella” è una sorta di diario, corredato da documenti d’epoca, che ripercorre gli anni dalla prima infanzia alla giovinezza dell’autore, tra gli eventi drammatici determinati dal secondo conflitto mondiale e quelli spensierati vissuti fra la gente del quartiere. Un racconto semplice che contribuirà a risvegliare i ricordi di quanti hanno vissuto quegli anni e, forse, a spingere alla riflessione i più giovani.
Ricorda in proposito la venuta di Gandhi nel quartiere, il rastrellamento delle Fosse Ardeatine e poi i giochi di strada, lo sport, le amicizie, in un tutt’uno completamente legato dal quotidiano di un bambino come tanti.
E’ stata poi la volta del senatore Andreotti, amico di vecchia data di Adelio Canali, il quale ha rimarcato la differenza di questo libro rispetto ai tanti che escono su Roma:
chi lo legge prova grandi sensazioni, i vecchi rivivono, i giovani imparano la storia della nostra città oltre che della Garbatella e si è augurato, oltre che il successo per questo lavoro, di continuare a vedere cose belle e interessanti da quella “terrazza”.
da Cara
Garbatella marzo 2009 di Cosmo Barbato
Fuori i secondi
Scritto da Redazione il . Pubblicato in Libri sulla Garbatella.
di Claudio D’Aguanno
«Ci piace pensare che la passione di Claudio D’Aguanno per la ricerca e la
divulgazione dei percorsi di vita di gente vera sia nata proprio dall’amore per il
racconto che c’è in quell’area compresa tra la Colombo e l’Ostiense, tra la Circonvalla e Via Costantino: la Garbatella, popoloso e popolare quartiere romano.
divulgazione dei percorsi di vita di gente vera sia nata proprio dall’amore per il
racconto che c’è in quell’area compresa tra la Colombo e l’Ostiense, tra la Circonvalla e Via Costantino: la Garbatella, popoloso e popolare quartiere romano.
Quel racconto che si fa poi facilmente tradizione orale, mito, storia e affabulazione, trasmettendo spruzzi di storia sminuzzata di un paese-città nella città-paese. Un percorso simile, tanto per intenderci, a quello che ha compiuto Cesare Fiumi scrivendo Storie esemplari di piccoli eroi. Quelli di Fiumi però erano atleti a cui, per dirla alla romana, era mancato. il classico soldo per fare una lira, ma che avevano avuto almeno una possibilità nella vita di scaldarsi, anche solo per un secondo, sotto il confortante sole della notorietà. Questi di Claudio sono invece atleti più particolari e intimi. Eroi che vivono e che sono vissuti nella gloria minuta di un quartiere, di una via, di un isolato, di un oratorio, di un campo polveroso, di una palestra, di un bar.
Contemporaneamente, e non si cerchi contraddizione in questo, frammenti e collante di un’aggregazione da area metropolitana che poteva esprimersi solo così, unendo e omologando per isolati.»
Gli eroi dello sport: vite dimenticate.
Gli eroi dello sport: vite dimenticate.
Nelle pieghe leggendarie della storia dello sport riposa un cuore oscuro dove le medaglie d’oro smettono di brillare, il clamore della folla tace e le prime pagine dei giornali si trasformano in trafiletti nascosti tra la cronaca locale.
Perché quando le luci dei riflettori si spengono o quando il gong suona per l’ultima volta, comincia la più difficile delle partite: la partita che l’ex campione gioca con la vita e che, molto spesso, si risolve con una sconfitta.
È il caso, questo, del mitico Agostino Di Bartolomei, il capitano del secondo scudetto della Roma, che esce di scena piantandosi una pallottola nel cuore. Ma accanto a lui si erge tutta una schiera di personaggi incapaci di scendere a compromessi con la realtà di una vita “normale” e, per questo, condannati a soccombere sotto il peso della loro stessa gloria. Con il rigore dello storico e la penna del romanziere, Claudio D’Aguanno percorre le vite degli eroi della sua città, Roma, spesso dimenticati, rendendo allo sport quella carica di umanità che questo sembra aver perduto da tempo.
I ribelli di Testaccio, Ostiense e Garbatella
Scritto da Redazione il . Pubblicato in Libri sulla Garbatella.
La memoria di Ras Tafari Diredawa
Scritto da Redazione il . Pubblicato in Autori della Garbatella.
Massimo Mongai (Roma, 3 novembre 1950 – Roma, 1º novembre 2016)
Tafari è un barbone alcolizzato etiope e ultraquarantenne che vive alla meno peggio a Roma, elemosinando pochi spiccioli per comprarsi da bere. Non ricorda il suo cognome ma solo la sua lingua, l’amarico. L’unica persona con cui ha un rapporto umano è Eurosia, volontaria della Caritas. La sua vita cambia quando, non visto, assiste all’omicidio di Eurosia. Il terrore, ma anche improvvisi ricordi lo paralizzano, e Tafari fugge per essere poi arrestato e trattenuto in camera di sicurezza per quattro giorni, nutrito ma senza toccare alcool. A costo di una grande sofferenza inizia una risalita, trova aiuto e vestiti puliti, perfino un lavoro e ricomincia a ricordare tutta la sua vita, anche se ancora non sa chiaramente perché parli perfettamente italiano, inglese e arabo. La sfida che a questo punto gli si pone davanti è: a Roma, oggi, in mezzo a tre milioni di persone, come può un barbone etiope alcolizzato e clandestino a trovare un assassino e le prove per convincere la polizia?
Finalista al Premo Azzaccagarbugli 2006 al romanzo poliziesco
«Il Fascio sulle Stelle» di Benito Mussolini
Scritto da Redazione il . Pubblicato in Autori della Garbatella.
Massimo Mongai (Roma, 3 novembre 1950 – Roma, 1º novembre 2016)
Norman Spinrad, qualche anno fa, ha raccontato ne ”’Il signore della svastica’ di Adolf Hitler” la storia di Hitler emigrato nel 1918 negli USA. E se lo avesse fatto anche Benito Mussolini? E fosse diventato anche lui uno scrittore di fantascienza? Mongai decide di offrire al lettore di questa realtà parallela la riproposta dei racconti più belli di “Benny” Mussolini, il “galvanized yankee” troppo a lungo dimenticato in favore del suo collega e avversario Adolf Hitler, l’”Unno Pazzo”. Ecco quindi una raccolta dei migliori racconti di Benny “da lui stesso curata e pubblicata originariamente con il titolo ‘Antologia Personale’, in occasione del suo novantesimo compleanno”.

P.UN.FO.
15 minuti. Passavo di qui
50 minuti. Fattaccio



Cronache, non ufficiali, di due spie italiane
QUESTO E-BOOK:TITOLO:
Memorie di un cuoco di un bordello spaziale
Il gioco degli immortali
Fuori i secondi









Terrazza sulla Garbatella … ricordi
Finestre sulla Garbatella

I ribelli di Testaccio, Ostiense e Garbatella
Quaderno della Resistenza

