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Tag: libri

La villa dei piaceri. Sull’Appia Antica il circolo privato dei gerarchi fascisti

[Municipium. Storia e Archeologia del nostro territorio. Rubrica a cura di Luca Canali]

Nel 1976 il giornalista Osvaldo Pagani intervistò e trascrisse le memorie della signora Fedora Sandelli nel libro L’orgasmo del regime. La Sandelli si occupava di ricerca e di istruzione di ragazze da avviare alla prostituzione di alto bordo e nel 1934, venne incaricata, attraverso un tramite di Mussolini, di allietare le ore libere delle personalità politiche durante la visita di Hitler a Venezia.

Il compito venne svolto con successo e perciò alla donna venne affidato un nuovo incarico, stavolta direttamente dal Duce stesso nel suo studio a Palazzo Venezia: l’allestimento di un circolo riservato esclusivamente ai gerarchi del regime fascista.

La villa dei piaceri

La prima cosa da cercare fu la location. Fedora all’inizio pensava ad una villa a Lavinio o Torvajanica, ma “Carmelo” (nome fittizio usato dalla Sandelli per il tramite del Duce) disse che “certi personaggi possono contare solo su qualche mezz’ora di tempo libero”, per cui bisognava rimanere nella fascia romana ed aveva già adocchiato alcune soluzioni sull’Appia Antica e sulla Cassia.

Fedora, dopo diversi sopralluoghi, decise di acquistare una vecchia villa in stile ottocentesco “quasi a metà dell’Appia Antica […] ad una decina di minuti verso l’interno”. Dopo aver sistemato e rinnovato un po’ l’arredamento, vennero fatti colloqui per trovare le ragazze e stabiliti gli orari (dalle 18 alle 2 di notte) e i prezzi:

  • 500 lire prestazione semplice
  • 1000 lire da mezz’ora ad oltre un’ora
  • 1300 lire trattenimento oltre mezzanotte
  • 2000 lire da mezzanotte in poi.

L’inaugurazione e gli ospiti fissi

La grande inaugurazione avvenne il 23 marzo del 1935 e vennero tutti i grandi nomi del regime, tranne Mussolini: Galeazzo Ciano, Ettore Muti (di cui abbiamo parlato nell’articolo su Porta San Sebastiano), Giuseppe Bottai, Roberto Farinacci e tanti altri. Anche Italo Balbo, nelle occasioni in cui si trovava nella Capitale, anche se raramente, usufruiva dei servizi. Ospiti fissi erano il Conte Ciano, Muti, Bottai e molti ufficiali della milizia, funzionari del partito e del Ministero degli Esteri.

Ascesa e caduta

Festini, cene galanti, feste di compleanno, orge, il tutto innaffiato con fiumi di champagne… questa era la vita nella villa a cui nel corso del tempo si aggiunsero anche le SS ed Hermann Goering tra gli altri. Tutto cominciò a scemare con l’entrata in guerra, poi la caduta del fascismo e l’armistizio e pochi giorni dopo l’8 Settembre, la signora Fedora lasciò e chiuse per sempre la villa dei piaceri.

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Parte la programmazione al parco don Giacomo Alberione

“Una collaborazione preziosa”. Così l’ha definita l’assessora Maya Vetri, dalla piazza sopraelevata del parco don Giacomo Alberione nel quartiere San Paolo. Difatti quella che avrà luogo nell’area verde non è una delle tante rassegne estive che riempiono gli spazi pubblici di Roma, forse per consolare chi è costretto ad arrostire in pieno agosto al sole spietato della Capitale. Si tratta invece della risposta delle associazioni territoriali a un bando triennale del Municipio VIII.

L’obiettivo è proprio quello di portare varie attività nelle zone meno toccate dai grandi eventi dell’Estate Romana. Da oggi sarà il parco don Alberione, tra via Alessandro Severo e via Giustiniano Imperatore, il palcoscenico su cui saliranno registi e scrittori per presentare le proprie opere ed entrare in contatto con i residenti. Un’iniziativa partita dal basso, come hanno sottolineato anche i rappresentanti dell’associazione Viva il quartiere, che ha organizzato la programmazione.

La programmazione

Il programma inizia stasera giovedì primo agosto e proseguirà fino al 26 ottobre. Un’estate un po’ allungata che permetterà al defilato parco don Alberione di diventare punto di riferimento o quantomeno di passaggio per la zona.

Stasera alle 18:30 è in programma la presentazione del libro “Storia e storie del quartiere San Paolo”. Durante l’incontro, i partecipanti ascolteranno le biografie raccolte dall’associazione Viva il quartiere e avranno modo di narrare la propria. Venerdì prossimo verrà proiettato il cortometraggio “Anne Marie”, sul tema della violenza di genere, alla presenza degli autori.

Sabato ci sarà ancora il cinema sotto le stelle, con la proiezione di “Monarch” di Stefano Scaramuzzino, un film “pilota” – cioè non ancora uscito nelle sale – che si muove tra thriller, horror e fantascienza. Lunedì 5, invece, si tornerà a parlare di libri e in particolar modo de “Il Conte di Ponte Sisto”, romanzo di Maurizio Milazzo sulle storie spesso rocambolesche ma poco conosciute dei senzatetto romani.Don Alberione

Il programma al momento tocca solo queste quattro giornate, ma verrà aggiornato da Viva il quartiere fino alla fine di ottobre.

Le associazioni coinvolte

“Il nostro obiettivo è diffondere l’amore per la lettura” hanno spiegato i rappresentanti di Viva il quartiere, “ma anche proporre cinema e teatro.” Per questo sono scese in campo le associazioni attive sul territorio, sia in ambito culturale – come Tra le righe, Gruppo Accademia, Bereshit – sia nel volontariato, come nel caso de La voce di Rita, che da vent’anni offre assistenza alle persone vittime di violenza.

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“Introduzione alla realtà” : il nuovo libro di Edoardo Camurri a Moby Dick

L’evento

Edoardo Camurri arriva alla Garbatella con il suo nuovo libro, “Introduzione alla realtà”. Il conduttore televisivo, giornalista e scrittore, sarà ospite oggi, 26 giugno 2024 alle ore 18:00, dell’Hub culturale Moby Dick, in Via Edgardo Ferrati 3.  L’autore dialogherà con Emanuele Dattilo, dopo i saluti e una breve introduzione alla discussione, che sarà realizzata dal consigliere municipale Lorenzo Giardinetti.

 

Foto di facebook. Edoardo Camurri 2020

Il libro

“Introduzione alla realtà” è un’epistola, un piccolo pamphlet filosofico di un centinaio di pagine in cui l’autore si rivolge ad un tu immaginario, che possiamo assumere come tutti noi. Il libro, edito da Timeo nel 2024, raccoglie un flusso di riflessioni appassionanti, capaci, come dice l’autore stesso, di farci incontrare la realtà nella sua durezza. Nelle sue pagine raccoglie, quindi, questioni che spaziano dalla paura alla morte, dalla psichedelia all’amore. Quella contenuta nel libro è una storia che parte dall’inizio, dalla nascita che ci introduce al mondo e alla realtà. I ragionamenti dell’autore ci possono aiutare a ridefinire la realtà possibile.

 

L’autore

Giornalista e scrittore classe ’74, Edoardo Camurri ha concentrato il suo lavoro nella divulgazione filosofica e culturale. Fino al gennaio di quest’anno ha condotto, su Rai 3, il programma culturale “Alla scoperta del ramo d’oro”, che ha raccolto un vasto pubblico di studenti e di persone di ogni età, entrando anche nelle scuole. Tante  le conduzioni radiofoniche e i contributi cartacei. Tra gli altri, ha introdotto nell’edizione di Mondadori, gli scritti psichedelici di Huxley. Durante la pandemia, ha condotto “Maestri”, il programma di Rai Cultura che promuoveva la didattica a casa durante la chiusura delle scuole, in collaborazione con il MIUR.

 

 

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Presentato “Ci vediamo a Gaza” di Fabio Giardinetti

Un “viaggio sentimentale” per raccontare la Palestina

L’avevamo lasciato alle prese con una telefonata che gli avrebbe cambiato la vita, affaccendato a organizzare bagagli e biglietti aerei in fretta e furia, affascinato dall’ignoto e in preda all’adrenalina. Marco, il protagonista del racconto “Un cerchio che si chiude”, torna ad essere protagonista di “Ci vediamo a Gaza”, il nuovo romanzo di Fabio Giardinetti. “Con questo romanzo” ha spiegato l’autore nel corso della presentazione del 13 giugno alla Casetta Rossa, “intendo dare seguito al racconto precedente, che si chiudeva con la partenza di Marco. Nel romanzo, Marco arriva a Gaza come reporter per sostituire un collega infortunato. L’idea non è legata ai recenti avvenimenti” ha poi specificato, “anche se dopo il 7 ottobre l’intera vicenda assume tutto un altro significato.”

Marco alla ricerca dei suoi ricordi

In una mattinata nebbiosa e umida inizia il viaggio del fotografo Marco, inviato a Gaza per testimoniare le dure condizioni di vita della popolazione. La scelta di intraprendere il viaggio, un dovere lavorativo che ben presto si trasforma in opportunità, nasce dal bisogno di affrontare un’esperienza intensa, una storia qualunque vissuta fino in fondo per smorzare la monotonia della propria esistenza. Una motivazione prettamente egoistica, dunque, che subito si trasforma in una coinvolgente avventura per la Palestina, a partire dalle sfavillanti città di Israele fino alle lande desolate della Striscia di Gaza. “La storia di Marco” ha puntualizzato l’autore durante la presentazione, “non ha una connotazione politica evidente, è più che altro un viaggio sentimentale.”

Un viaggio che attraversa vent’anni, da quando il giovane Marco, studente universitario militante, decide di partire come volontario per la liberazione di Gaza. Due decenni dopo si trova a ripercorrere gli stessi spazi per motivi professionali, trovando una situazione completamente diversa a causa del conflitto in corso e della connotazione religiosa, estremista, che ha assunto a Gaza la lotta per la liberazione. “Le persone della mia generazione” ha proseguito Fabio Giardinetti, “hanno vissuto una trasformazione radicale. Prima la battaglia era quella per una Gaza rossa, gli stessi militanti erano laici e comunisti. Adesso la guerra ha preso la connotazione religiosa imposta da Hamas.”

Il che implica un confine più labile tra bene e male, ragione e torto. E questo Marco lo sa. Il fotografo si aggira tra accampamenti e presidi ospedalieri, palazzi distrutti e città in continuo pericolo, ma non dà giudizi politici né tanto meno morali, si limita a osservare e registrare i volti, le storie, le scene. Sono moltissimi i monologhi che attraversano il libro. A partire da quelli dei giornalisti dei primi capitoli, mossi dal desiderio di denuncia, fino ai resoconti sconsolati di medici, volontari e abitanti della Striscia. Marco osserva, ascolta, registra. Un po’ come il famoso specchio di Stendhal che, posto in mezzo a una via, riflette tanto il cielo azzurro quanto il fango della strada. Donne ferite, bambini abbandonati a se stessi, perfino lattanti a cui sono precluse le necessarie cure mediche, a causa del blocco dei confini con Israele. Sullo sfondo, due mondi che si scontrano. Il lusso e il comfort dei locali di Tel Aviv, dell’aeroporto Ben Gurion o di Neve Tzedek, il quartiere degli artisti e della movida; un benessere ostentato, secondo il modello occidentale, a cui però fa da contrappunto la miseria al di là del confine. Sarà un riferimento al nostro stile di vita? Un tacito rimprovero a chi pensa che la prosperità sia sinonimo di felicità e, chiudendo gli occhi, ignora la disperazione di chi gli vive proprio accanto? Sicuramente c’è anche questo. “Dobbiamo capire anche noi quali sono le priorità” ha commentato enigmaticamente Giardinetti nel corso della presentazione.

Fabio Giardinetti e Ilaria Giovinazzo
Lo scrittore Fabio Giardinetti con la poetessa Ilaria Giovinazzo alla Casetta Rossa

Ad assumere particolare risalto, poi, è la condizione dei bambini. Non a caso sono i protagonisti della poesia presente nel testo e della scena finale della narrazione. Bambini che, secondo l’autore, sono gli unici a mantenere un cuore puro in mezzo alla devastazione. Li troviamo a cercare libri e lavoretti scolastici tra le macerie, o a giocare con spensieratezza sotto il volo incessante e persecutorio dei droni. “Ma come saranno da adulti questi bambini?” ha riflettuto la poetessa Ilaria Giovinazzo nel corso del pomeriggio, “riusciranno davvero a rifiutare, da adulti, gli orrori della guerra? O ne saranno assuefatti?”

Sono domande che tutti si pongono leggendo i giornali. Ma le risposte non possono venire dai notiziari, dai numeri o dalle fotografie. “Tramite gli articoli di cronaca veniamo a conoscenza di certe storie che sono solo una minima parte delle migliaia di storie individuali che si nascondono dietro un singolo episodio” ha ragionato l’autore il 13 giugno. Un romanzo, dunque, anche per dare spazio a diversi volti della stessa drammatica vicenda, alternando personaggi disparati ma uniti da un’esperienza, almeno esteriormente, comune. Ma si tratta di finzione letteraria, si potrebbe obiettare. Come può un romanzo raccontare gli orrori della vita vera? “Quando in un dramma c’è uno che muore per finzione” scriveva De Filippo in un’opera del 1964, “da qualche parte del mondo c’è uno che muore per davvero.” E nel caso di “Ci vediamo a Gaza”, i morti veri sappiamo tutti dove si trovano.

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A Tor Marancia ritorna Er Fest, il Festival di Editoria Radicale

Un festival dell’editoria radicale indirizzato ai più giovani illuminerà il Parco della Torre a Tor Marancia, venerdì 14 e sabato 15 giugno.
Un evento ricco di ospiti provenienti dal panorama dell’arte e della cultura popolare nazionale, oltre dieci case editrici, laboratori e un torneo di calcetto per i bambini e le bambine a cura della Scuola Popolare Sciangai.
Organizzato da Momo edizioni, con la collaborazione dell’Associazione Parco della Torre, l’Associazione Conflitti, il Monk Roma e con il patrocinio del Municipio Roma VIII, Er Fest ha come obiettivo quello di promuovere la cultura radicale e portare le persone all’interno di quartieri che raramente vengono raggiunti da questo tipo di manifestazioni.

Il programma

Ritorneranno per l’occasione il fumettista Zerocalcare, che presenterà il suo nuovo libro Quando muori resta a me, Erica Silvestri con i laboratori per i bambini di riciclo e di lettura ispirati al suo libro Karukinka e infine Davide Grillo, con un reading dal titolo Tre racconti belli e uno mio con lui si alterneranno alle letture: Caterina Guzzanti, Flavia Fazi, Arianna Gaudio, Giacomo Ciarrapico e Daniele Miglio.

Tre le novità la presenza del fumettista Maicol & Mirco, autore per altro della locandina dell’evento. L’artista presenterà insieme a Chiara Cruciati, giornalista de Il Manifesto, il suo ultimo successo Favole per psicoterapeuti, un libro che vede protagonisti i suoi celebri “scarabocchi” su sfondo rosso, che con irriverenza e sarcasmo raccontano la realtà.

C’è grande attesa per Franchino er Criminale, atipico food blogger che sui social registra milioni di visualizzazioni per le sue recensioni, fin troppo sincere, riguardo a locali che propongono cibo da strada. Franchino presenterà il suo libro Me sò magnato Roma e dialogherà con Zerocalcare e Giulia Crossbow, in un dibattito grottesco dal titolo La carbona come metro de valutazione di un popolo.

La territorialità sarà ben rappresentata dalla presentazione del libro fresco di stampa, edito da Red Star Press, Tor Marancia – Storia di un quartiere popolare di Roma, di Giuliano Marotta e Luca Canali; insieme ai due autori il rapper tormarancino Chino, che canterà dal vivo alcune delle sue ultime canzoni. L’incontro sarà moderato da Giulia Zitelli Conti, vicepresidente dell’Aiso, l’Associazione Italiana di Storia Orale.

Da segnalare anche lo spettacolo Notte prima degli esami, a cura della Scienza Coatta e Marzio Persiani, ed infine la presentazione del libro Tu che sei la mia Roma, con Umberto Liviadotti, Andrea Catarci e Sandro Gobetti.

Altre informazioni

Il  dettaglio del programma è disponibile sulle pagine social degli organizzatori. L’ingresso al Parco della Torre è su viale di Tor Marancia 29 e la partecipazione all’evento è completamente gratuita. Sarà inoltre presente un punto ristoro con merende per grandi e piccini, con una selezione di birre, vini e bevande analcoliche.

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È in libreria: “Tor Marancia. Storia di un quartiere popolare di Roma”

Edito dalla Red Star Press il testo di Giuliano Marotta e Luca Canali

Da molti romani Tor Marancia è considerata solo come un lembo di terra che si trova al lato opposto della Cristoforo Colombo rispetto alla Garbatella. Un quartiere raccontato spesso attraverso stereotipi e luoghi comuni, che lo vogliono poco interessante, decentrato, privo di luoghi di interesse e senza alcuna attrattiva. Questo può sembrare Tor Marancia a uno sguardo disinteressato e superficiale, e solo chi vive le sue strade quotidianamente può riuscire a cogliere la sua bellezza, la ricchezza che risiede nelle molteplici storie e soggettività che il libro Tor Marancia – Storia di un quartiere popolare di Roma cerca di raccontare attraverso le sue pagine.

Edito dalla Red Star Press, la casa editrice che ha sede proprio lungo viale di Tor Marancia, il volume è stato scritto a quattro mani, dall’archeologo Luca Canali e dal giornalista Giuliano Marotta.

Intervista a uno degli autori

Proprio quest’ultimo ci ha raccontato in una breve intervista come è nata l’idea di questo libro: «Sono uno dei fondatori dell’Associazione di promozione sociale Parco della Torre di Tormarancia, che svolge attività culturali nel quartiere dalla fine del 2017.  La nostra storia nasce proprio ai piedi della Torre medievale che da sempre si ergeva all’interno di uno dei parchi che eravamo soliti frequentare. Un giorno guardando quella torre, ci rendemmo conto che nessuno di noi conosceva la sua storia, così come non c’era una versione univoca rispetto al motivo che aveva portato a chiamare Tor Marancia quella borgata soprannominata Sciangai».

«Così – prosegue Marotta – mossi dalla curiosità abbiamo iniziato le prime ricerche partendo dalla torre e dal toponimo ricercando nelle biblioteche, negli archivi pubblici e privati, andando a parlare con chiunque fosse disposto a condividere i propri ricordi, fino ad avere un patrimonio consistente di libri, giornali, foto e testimonianze. Dopo qualche anno – conclude Marotta – ho deciso che era giunto il momento di divulgare questi miei approfondimenti, e di omaggiare un quartiere che, seppur ricco di storia, non aveva mai goduto della fama e dell’interesse dei quartieri ad esso vicini».

Viale di Tor Marancia, inizio anni Cinquanta

Oltre mille anni di storia

Il libro, diviso in quattro capitoli, ripercorre la storia di Tor Marancia con una scansione cronologica. Ogni capitolo è arricchito da una vasta galleria fotografica, con volti di persone, luoghi perduti e immagini inedite sia colori che in bianco e nero. I primi due capitoli, scritti dall’archeologo Luca Canali, raccontano le origini del quartiere dall’età Repubblicana, fino alla scoperta delle antiche ville romane con gli scavi che i Savoia perpetrarono nel territorio.

Gli altri due capitoli, elaborati da Giuliano Marotta, pubblicista e redattore di Cara Garbatella, narrano la storia dell’ultimo secolo di Tor Marancia, approfondendo argomenti poco conosciuti come la nascita della Borgata Sciangai, la Resistenza e le bande armate, la lotta per un’abitazione dignitosa e quindi la costruzione delle case popolari, l’edificazione della chiesa, della scuola e degli edifici istituzionali come il Sant’Alessio e il San Michele.

Una parte è dedicata anche all’arte, alla letteratura e al cinema, con un elenco impressionate di circa cento film girati a Tor Marancia, oltre alla vita di alcuni attori più o meno famosi. A chiudere il libro si trova il racconto dell’attualità e dei grandi lavori urbanistici in atto, che cambieranno inevitabilmente il volto e l’animo del quartiere.

Il libro vanta una copertina illustrata dall’artista Federico Russo, che elaborando una foto di Marcello Sallustri,  ritrae un gelataio circondato da alcuni bambini tra le baracche di Sciangai nel 1953. Alle loro spalle si elevano in modo armonioso due balene, come a protezione di una storia che non va dimenticata, mandato che finalmente grazie a questo libro può essere onorato.

Dove trovarlo?

Il libro è disponibile sul sito della casa Editrice o presso la sede della Red Star Press in viale di Tor Marancia 76. Inoltre si può trovare presso:

  • Sede Associazione Io Sono via dei Lincei 7.
  • Edicola v.le di Tor Marancia.
  • Edicola v.le del Caravaggio 81.
  • Edicola via Macinghi Strozzi incrocio Largo Sette Chiese.

La prossima presentazione è prevista martedì 23 luglio 2024 alle ore 18:30, presso Moby Dick.

[Articolo pubblicato sul periodico Cara Garbatella, Anno XVIII – Giugno 2024/numero 64, pag. 6]

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Fantasmi e altri animali, tra angoscia individuale e tragedie collettive

Presso Héco Trastevere, un locale incastonato tra il corso lento del Tevere e la trafficata via Portuense, è stato presentato a maggio “Fantasmi e altri animali”, secondo libro dell’autore di Garbatella Dario Ronzani. L’opera è divisa in due parti, come suggerisce anche il titolo.

Nella prima, i protagonisti sono gli spettri che Cortazar definiva “crepe della realtà”, cioè ricordi, aspirazioni, inganni. Non si tratta dei fantasmi della letteratura gotica, ma delle angosce che affollano la vita quotidiana.

Nel primo racconto emerge la figura di un uomo “che è sempre stato un fantasma”, vittima delle persecuzioni del regime di Videla e padre di una ragazza argentina, tormentata e malinconica, ma anche capace di una stoica impassibilità, che dopo anni di attesa riesce a fare i conti col passato.

L’intero racconto è percorso da metafore, che rientrano in quello che Ronzani ha definito “stile argentino, barocco”, cioè realismo magico. Dopotutto cos’è una metafora? Una metamorfosi allo stato embrionale, uno slittamento di significato che permette di avvicinarsi di più alla realtà. Alla metamorfosi in senso stretto è dedicata invece la seconda sezione, con la storia di sei donne che si trasformano in altrettanti animali.

Qui è ancora più evidente il legame con la letteratura argentina” ha ammesso Ronzani, “autori come Borges, Cortazar, Casares sono stati fondamentali. Leggere Marquez, poi, ha cambiato profondamente il mio modo di scrivere. Anche quando vedo un albero, adesso, lo vedo in modo diverso.” Non sappiamo cosa veda Ronzani in un albero, sicuramente ci vede qualcosa. Ed è proprio questo lo spirito di “Fantasmi e altri animali”: la realtà è trasfigurata, l’autore descrive un mondo continuamente attraversato dal fantastico per avvicinarsi ai dolori della vita vera.

Vita non solo individuale, ma anche di interi popoli. Gli attacchi terroristici a Parigi, la guerra libanese, i problemi sociali in Romania sono solo alcuni dei “fantasmi collettivi” affrontati dallo scrittore di Garbatella.

Di fronte a una pletora di ingiustizie senza rimedio, solo la natura – e l’amore – sembrano rappresentare una via di fuga, un’alternativa vitale alle sofferenze imposte dai meccanismi della Storia. “Veneravano il giaguaro e l’aquila, pregavano il perdono quando disboscavano per coltivare un terreno” dice la protagonista del primo racconto riferendosi alle civiltà precolombiane, poi si domanda: “Perché tutto questo è considerato stupido rispetto a Platone e Giulio Cesare?

[Articolo pubblicato sul periodico Cara Garbatella, Anno XVIII – Giugno 2024/numero 64, pag. 6]

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“Fantasmi e altri animali” il libro di Dario Ronzani

Un autore che si definisce “cantastorie” e un libro che parla di assenze, ambiguità e metamorfosi: questi saranno i protagonisti della presentazione di “Fantasmi e altri animali”, raccolta di racconti di Dario Ronzani. L’evento si terrà il 24 maggio alle 18:30 in via Portuense 47 e prevede, oltre agli interventi dell’autore e della giornalista Veronica di Benedetto Montaccini, la lettura di passi scelti con accompagnamento musicale. “Ho organizzato in questo modo la serata perché anche la lettura ha una sua musicalità” ci ha raccontato Ronzani, che nasce come musicista e quindi con note e spartiti ha una certa familiarità. “Credo addirittura che scrivere sia un modo diverso di suonare. La scrittura, come la musica, ha un suo ritmo che non può essere spezzato. Per questo mi definisco cantastorie.”

Tra realismo magico, cronaca e vita vissuta

Sulla scia del realismo magico, “Fantasmi e altri animali” descrive una realtà continuamente attraversata dal mistero e dall’ambiguità. “Non sono gli spettri di Poe o Lovecraft” ha spiegato l’autore, “per me i fantasmi sono crepe della realtà, cioè assenze, ricordi, incertezze.”

Si tratta dunque di fantasmi reali, che vivono tra noi e anzi sono parte di noi, e che popolano soprattutto la prima parte della raccolta. Nella seconda, è l’elemento fantastico a esplodere, tramite storie di donne che si trasformano negli “altri animali” suggeriti dal titolo. “La metamorfosi, che da Ovidio ad Apuleio fino a Kafka ha una lunga tradizione letteraria, nella mia raccolta permette alle protagoniste di affrontare un dolore e di andare avanti” ha proseguito l’autore. “Alla base di questo libro c’è molta letteratura argentina, autori come Borges, Casares e Cortazar. E poi la lettura di Marquez, che ha cambiato profondamente il mio stile.”

Solo lo stile, però. Le idee, invece, per Ronzani nascono non dalla letteratura ma sempre da elementi di vita vissuta. “Per esempio un animale, una strada, uno sconosciuto che incontro o un articolo di cronaca che leggo” ci ha spiegato. Il legame con la cronaca è particolarmente evidente nel primo racconto, che affronta il tema dei desaparecidos argentini e dei militari che fuggirono in Europa dopo la caduta del regime di Videla. Ma per questo racconto, che dall’Argentina approda alla Garbatella, anche le strade e i lotti della Borgata Giardino hanno rappresentato fonte di ispirazione continua.

Ronzani e la Garbatella

Garbatella non solo è il quartiere in cui Ronzani vive, ma anche luogo di incontro e stimoli culturali, ispirazione e riflessione. “Un quartiere molto poetico” l’ha descritto, “qui a Garbatella anche le persone umili trasmettono un grado di poesia altissimo. Il legame col quartiere” ha concluso, “è particolarmente evidente nel primo racconto. Per la protagonista Garbatella è come un vestito, e sarebbe impossibile immaginarla in un altro contesto. La sua visione del mondo è il riflesso dei luoghi in cui vive.”

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Presentato alla libreria “Le storie” il primo romanzo di Claudia Origoni

Tratto da un fatto di cronaca nera degli anni ’20, “Non escludo il ritorno” è il primo romanzo di Claudia Origoni e si presenta fin da subito come un libro molto enigmatico. Primo enigma: che si tratti veramente di un romanzo. Difatti la trama si basa su una storia vera, tuttora molto inquietante e controversa: l’assassinio della giovane Vanda Serra avvenuto il 7 gennaio 1925 in un paesino dell’entroterra sardo. L’autrice ricostruisce la dinamica del delitto e i fatti immediatamente successivi sulla base delle fonti documentarie dell’epoca e di moderne banche dati. Qual è dunque il confine tra realtà e finzione?

Un controverso caso di cronaca nera

Immaginario è sicuramente il nome del paesino sardo scenario dell’omicidio: Aitadei, “aiuto di Dio”, nome devoto e un po’ beffardo vista la piega che presero gli eventi. “La località reale si chiama Aidomaggiore” ha spiegato Claudia Origoni nel corso della presentazione dello scorso 23 marzo presso la libreria di Garbatella Le Storie. “Trattandosi di un caso tuttora controverso, ho sentito la necessità di riformulare almeno il nome del paese” ha proseguito. “Il ricordo del delitto lì è ancora vivo, prova ne è che l’abitazione della vittima è stata recentemente murata.”

libro di claudia origoni

Ma perché una narratrice esordiente sceglie di cimentarsi proprio con una storia così lontana nel tempo e, paradossalmente, così scottante? Per capirlo bisogna riavvolgere il nastro a qualche anno fa, quando Claudia Origoni entra in possesso di un fascicolo ministeriale modello 27 bis, una richiesta di grazia per un certo don Giovanni Spanu dispersa tra le anticaglie di piazza Fontanella Borghese. Questa vicenda un po’ manzoniana – il rinvenimento di un vecchio documento – stimola la curiosità dell’autrice al punto da indurla ad approfondire. “Sono sempre stata un’appassionata di ricerche storiche” ha raccontato Claudia Origoni, “e allo stesso tempo mi domando quante storie siano state dimenticate, quante è possibile riportare alla luce.”

I documenti le sono giunti per vie traverse e talvolta grazie a straordinarie, quasi fatali coincidenze. Questa enorme quantità di dati, che sembrano quasi accumularsi da soli, guida la penna dell’autrice per le vie tortuose di un dramma che però si conclude in maniera inaspettata, dimostrando l’innocenza del presunto assassino: don Giovanni Spanu.

La storia di don Spanu riportata alla luce

Chi era don Giovanni Spanu? Un giovane costretto a prendere i voti, un prete depravato, un presunto assassino. Oltre a ciò, un disgraziato condannato alla reclusione al Santo Stefano, carcere borbonico di massima sicurezza a largo del mar Tirreno in cui a loro tempo furono rinchiusi anche Luigi Settembrini, Gaetano Bresci e Sandro Pertini. Nelle condizioni disumane di una galera che l’Origoni paragona al castello d’If, don Spanu godette di un trattamento parzialmente privilegiato, in virtù dell’abito che indossava, fino alla grazia ricevuta nel 1943.

A questo punto è facile concludere che i religiosi siano i soliti raccomandati, membri privilegiati di una casta chiusa che fa di tutto per proteggere i suoi rappresentanti. Ma non la pensa così l’autrice, che anzi è convinta dell’innocenza del prete e riesce infine a scagionarlo. Il romanzo – “un teatro delle ombre illuminato da una torcia elettrica”, com’è definito in chiusura – ha questo grande obiettivo morale: riabilitare la memoria di un uomo. Un uomo la cui tonaca certamente non era immacolata, ma forse neanche sporca di sangue, come si è creduto per quasi un secolo.

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Tor Marancia: inaugurata la biblioteca dedicata a Don Gallo

Suona la campanella! Un nuovo anno scolastico inizia. Tra cartelle, libri e la gioia di rincontrarsi con gli insegnanti e i compagni, all’Istituto Poggiali Spizzichino a Tor Marancia, c’è stata la sorpresa di trovare anche una biblioteca. Infatti, al civico 73 di viale Odescalchi, tra il plesso Raimondi e il liceo Caravaggio, è stata inaugurata la biblioteca Don Andrea Gallo, un nuovo avamposto culturale, nato in uno spazio che fino a qualche mese fa era adibito a magazzino polveroso.

L’inaugurazione si è tenuta giovedì mattina davanti tanti e tante bambine, la dirigenza scolastica ed esponenti istituzionali. è proseguita nel pomeriggio, con il taglio del nastro eseguito da Amedeo Ciaccheri presidente dell’VIII Municipio e dal segretario della Cgil Maurizio Landini, storico amico di Don Andrea Gallo.

Ciaccheri e Landini inaugurano la biblioteca

La Biblioteca

La biblioteca, si presenta con un’ampia sala, al centro tavoli circolari e tante librerie perimetrali. Le pareti, ancora scarne di disegni e arredi, saranno occasione per i ragazzi e le ragazze di poterle decorare con pitture e scritte, magari coadiuvati dalle volontarie della Scuola Popolare Sciangai, anche loro presenti all’inaugurazione, che si adoperano gratuitamente, da circa sette anni, nell’assistenza allo studio e in attività laboratoriali con i tanti minori del quartiere.

Per adesso, lo spazio sarà a disposizione solo per chi frequenta l’Istituto, però il Municipio sta lavorando affinché si possa aprire a tutto il territorio e collegare la struttura al circuito delle Biblioteche di Roma, che nel frattempo sta arricchendo gli scaffali con molti volumi.

I lavori di ristrutturazione nella scuola

Oltre a trovare una biblioteca, chi frequenta l’Istituto Poggiali Spizzichino, quest’anno, troverà anche un ambiente ristrutturato. L’assessora alle politiche scolastiche ed educative Francesca Vetrugno, si è adoperata per far ripulire e verniciare il teatro, la sala mensa, i corridoi e le aule dell’edificio.

L’ufficio del consigliere municipale Roberto Falasca e il Coordinamento Centrale al decoro invece, si sono attivati per imbiancare il muro esterno e sistemare le ringhiere della biblioteca e del liceo Caravaggio. Per andare, poco dopo, a rimuovere una vergognosa svastica che capeggiava sul monumento ai Caduti della Montagnola.

Biblioteca Don Andrea Gallo

Il ricordo di Don Gallo prosegue a La Villetta

La giornata è proseguita a La Villetta a Garbatella. Tante e tanti ospiti si sono avvicendati per ricordare il prete di strada, militante antifascista e libero pensatore Don Andrea Gallo.

L’attrice e scrittrice Francesca Fornario ha aperto il dibattito, spiegando con ironia e rispetto l’importanza della Costituzione Italiana. Gli hanno fatto seguito, Domenico “Megu” Chionetti della comunità San Benedetto al Porto, Caterina Pozzi presidente del Cnca, il presidente nazionale dell’Arci Walter Massa, Emiliano Manfredonia presidente nazionale Acli e l’avvocato Anna Falcone, tutte e tutti hanno raccontato aneddoti sul prete ligure e sull’importanza di “Vivere in sana e robusta Costituzione” citando le sue parole.

Don Gallo si è distinto per essere andato controcorrente rispetto ad alcuni temi che la Chiesa da sempre respinge, come i matrimoni omosessuali, partecipando addirittura al Gay Pride, le posizioni sull’uso dei contraccettivi e sull’aborto. Nel  2001 fu in prima linea negli eventi sanguinosi del G8 di Genova, criticando aspramente l’operato del Governo Berlusconi. Nel 2006, invece, per porre l’attenzione sulla legalizzazione della cannabis, si fece multare per aver fumato uno spinello in pubblico.

Il 7 ottobre lungo “La via maestra”

In chiusura, il segretario della Cigl Maurizio Landini, nel suo intervento a La Villetta, ha ricordato Don Gallo per essere stato vicino ai lavoratori e la sua partecipazione a tante manifestazioni per i diritti degli operai delle  fabbriche.

Infine, invita a seguire “La via maestra” segnata proprio dal prete ligure, e a scendere in piazza a San Giovanni a Roma il 7 ottobre: per il lavoro, contro la precarietà, per la difesa e l’attuazione della Costituzione, contro l’autonomia differenziata e lo stravolgimento della nostra Repubblica parlamentare.

Dibattito a La Villetta
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Garbatella d’estate: teatro, presentazioni di libri e concorsi fotografici

Spettacoli teatrali, musica, installazioni multimediali e laboratori gratuiti. Sette giorni di appuntamenti per famiglie, dedicati soprattutto ai bambini, tornano ad animare il quartiere con la seconda edizione di “M’illumino di teatro”, una rassegna di eventi e attività che sarà possibile svolgere dal 1 al 7 agosto nel cortile del lotto 29/b alla Garbatella. Gli spettatori, genitori e non solo, potranno osservare il palco da vicino portando da casa cuscini o teli e sorseggiando i drink proposti dall’Enoteca La Mescita. Tutte le attività per ragazzi saranno gratuite e per un numero limitato di spettatori, è dunque obbligatorio prenotarsi scrivendo alla mail prenota369@gmail.com o contattando tramite Whatsapp il numero 371 6160065.

“Gomerosol, la città che non c’era” alla libreria Moby Dick

Alla biblioteca hub culturale Moby Dick invece, in via Edgardo Ferrati 3a, verrà presentato martedì 25 luglio alle ore 18:00 “Gomerosol, la città che non c’era”, il nuovo libro di Lorenzo Pompeo, scrittore romano classe ’68, autore di poesie e romanzi, traduttore e studioso di lingue e culture slave. Questa nuovissima raccolta di racconti, edita da Lithos libri, narra di un’affascinante e visionaria spedizione militare alla ricerca di una leggendaria città perduta e ancora mai ritrovata. L’autore, che nel 2019 ha pubblicato la sua prima raccolta di poesie dal nome “Cemento armato di santa pazienza”, ha già collaborato con diverse case editrici traducendo testi letterari dal polacco e dall’ucraino, come nel 2003 “Moscoviade” di Jurij Andruchovyc, uno dei primi romanzi di uno scrittore contemporaneo ucraino stampato in Italia. L’evento sarà introdotto da Marcello Soro e
durante la presentazione l’autore del libro dialogherà con il regista Marco Belocchi.

Raccolta di materiale documentario al Teatro Palladium

A pochi metri di distanza dalla libreria Moby Dick, in occasione delle celebrazioni per i vent’anni del Teatro Palladium, la struttura progettata dall’architetto Innocenzo Sabbatini nel 1927, ma inaugurata ufficialmente nel 2003 dall’allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, l’Università Roma Tre in collaborazione con l’VIII Municipio ha lanciato un appello rivolto a tutte le associazioni, agli enti e ai singoli cittadini per raccogliere video, fotografie, registrazioni audio e altri tipi di documentazione sullo storico teatro in piazza Bartolomeo Romano, dalle sue origini sino ad oggi nel suo rapporto con il quartiere. Sempre citandone le fonti, è possibile mandare il materiale documentario entro e non oltre il 21 agosto alla mail staff.spettacolo@teatropalladium.it . Le celebrazioni invece sono previste per 14 ed il 15 ottobre 2023 e il materiale raccolto sarà presentato al pubblico attraverso diverse iniziative culturali.

Concorso fotografico “Natura in città”

Infine, sempre per quanto riguarda le arti visive, la rivista “Fiori vivi” in collaborazione con la libreria “Le Storie” presentano la prima edizione del concorso fotografico “Natura in città”. Le iscrizioni sono aperte fino al 31 agosto e la partecipazione è gratuita. Possono partecipare fotografi professionisti e non, se pur maggiorenni e non necessariamente residenti a Roma. Le fotografie selezionate verranno esposte nella serata evento “Fiori vivi Le Storie”, che si svolgerà presso la libreria in via Giulio Rocco 37/39, di fronte al Rettorato dell’Università Roma Tre. La data dell’evento sarà stabilita, comunicata e resa pubblica dopo la scadenza della preselezione. Il primo classificato potrà allestire gratuitamente una sua mostra personale all’interno della libreria e la foto vincitrice, insieme ad una breve intervista, sarà pubblicata sulla rivista “Fiori Vivi”. Il secondo classificato sarà comunque menzionato nella rivista e avrà in omaggio la stampa di una sua altra opera presso uno dei laboratori che collaborano con l’iniziativa mentre il terzo, oltre la menzione, riceverà un libro fotografico e dei quaderni. Per consultare il regolamento e compilare il modulo di partecipazione è possibile visitare i siti www.fiorivivi.com e www.lestorie.it .

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Presentato al Bar Paolo di via Fincati il libro Campioni, dedicato alla Roma del 1983

Tancredi, Nela, Vierchowod, Ancelotti, Falcao, Maldera… Chi non ricorda l’incipit di quella formazione giallorossa che ha fatto sognare i tifosi romanisti facendosi apprezzare anche dai supporters avversari?
Una squadra che giocava un calcio totale, a zona, come si diceva all’epoca. Cinque anni di bel gioco, i cui artefici furono il presidente Dino Viola e l’allenatore svedese Nils Liedholm.
Quella Roma, oltre allo scudetto del 1983, vinse anche tre coppe Italia, di cui due in finale contro il Torino e decise entrambe dai calci di rigore. Ironia della sorte, Ciccio Graziani sbagliò dal dischetto in entrambe le finali. Passato alla Roma, l’attaccante di Subiaco sbagliò anche il calcio di rigore più importante, quello contro il Liverpool nella finale di Coppa dei Campioni il 30 maggio del 1984.
Il 30 maggio è una data particolare perché è anche quella della scomparsa (dieci anni dopo) di Agostino Di Bartolomei. Capitano coraggioso, dotato di un tiro micidiale, Ago era nato e cresciuto a Tor Marancia. Prima di passare nel vivaio giallorosso aveva calcato giovanissimo i campi dell’OMI.

 

Dopo quarant’anni un libro racconta quello scudetto

A quarant’anni di distanza, l’epopea di quella squadra è stata raccontata nel libro “Campioni” uscito recentemente e presentato al Bar Paolo di via Luigi Fincati 15, alla Garbatella.
La Garbatella fu uno dei quartieri di Roma dove si ebbero i festeggiamenti maggiori, tanto che ancora oggi alcuni muri portano i segni e le scritte di quella festa popolare.
Il libro è un lavoro corale, che ha visto la partecipazione di Giorgio Martino, Marco Emberti Gialloreti, Francesco Goccia, Marianna Monello e del bomber Roberto Pruzzo.
Composto da circa 200 pagine, dal costo di € 17.90 ed edito da Il Giornale di Roma, il volume racconta cronologicamente il campionato della Roma nell’anno 1982/1983.
Il 1982 fu un anno fastoso per il calcio italiano, con la squadra azzurra guidata da Enzo Bearzot trionfatrice ai mondiali di Spagna. Oltre ai gol di Pablito, al portiere Zoff con la coppa alzata, all’urlo di Tardelli e all’esultanza di Sandro Pertini, uno dei ricordi indelebili di quel mondiale furono le discese sulla destra e i cross di Bruno Conti. Proprio Conti si rivelò alla fine uno dei migliori giocatori di quel mondiale e lo sarà ancora per diversi nella Roma di Liedholm e poi in quella di Eriksson.
Il libro, oltre a fornirci delle interviste e delle schede dettagliate per ogni giocatore, ci offre le illustrazioni di tutti gol della camminata giallorossa verso lo scudetto. Tra queste la rete di Pruzzo contro il Genoa che l’8 maggio del 1983 sancì la vittoria del tricolore.

Marco Albani, titolare del bar di via Fincati

Le immagini e le fotografie iconiche del trionfo giallorosso

Ma ci sono anche immagini iconiche – molte sono tratte dall’archivio personale di Fabrizio Grassetti, presidente dell’Unione Tifosi Romanisti – come l’esultanza di Falcão nel gol contro il Pisa all’Arena Garibaldi. Fu un’esultanza rabbiosa, perché arrivava al termine di una settimana di polemiche seguite alla sconfitta casalinga contro la Juventus quando proprio il centrocampista di Porto Alegre aveva portato in vantaggio la Roma. Poi Michel Platini e Sergio Brio rovesciarono le sorti della gara regalando i due punti ai bianconeri. Alcuni tifosi ricorderanno che al termine della partita un cane pastore in dotazione alle forze dell’ordine morderà proprio Brio mentre si stava recando negli spogliatoi.
In chiusura il libro ci regala un’interessante intervista a Valerio Bianchini, allenatore del Banco Roma di basket campione proprio nel 1983 (era il 19 aprile). L’anno successivo quella formazione si aggiudicò la Coppa dei Campioni contro il Barcellona e la Coppa Intercontinentale a San Paolo del Brasile.

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Presentazione in Villetta del libro “Seguendo un ideale”. Giuseppe Marchetti “Vinet”, combattente antifascista senza frontiere.

Nel Servizio di Polizia militare delle Brigate Internazionali in Spagna era “Alfredo Vinet”, ma il suo vero nome di battesimo era Giuseppe Marchetti. Proprio di questo straordinario combattente antifascista si parlerà lunedì 19 giugno alle ore 18 alla Villetta in occasione della presentazione del libro “Seguendo un ideale”. Con l’autore Marco Puppini, interverranno anche Leonardo Marchetti figlio di Giuseppe, Amedeo Ciaccheri e Maya Vetri rispettivamente presidente e assessora alla cultura dell’VIII Municipio. Ma chi era “Alfredo Vinet”?

La sua vita

Giuseppe Marchetti nasce l’8 luglio 1906 a Varmo, un piccolo comune della pianura friulana, in provincia di Udine. Dal mese di aprile 1926 all’aprile 1929 è in Africa del nord, in Libia, per il servizio militar di leva. Subito dopo il congedo, nell’agosto del 1929, emigra con passaporto regolare in Belgio. Entra in questi anni in contatto con le organizzazioni comuniste. A Flémalle inizia l’attività con la Gioventù Comunista, gruppi di lingua italiana assumendo incarichi di responsabilità. Con lui, sono attivi molti compagni italiani quasi tutti giovani che avevano vissuto il momento rivoluzionario del primo dopoguerra e poi le feroci rappresaglie fasciste, spesso colpiti da espulsioni e rappresaglie. Alcuni di loro andranno con lui in Spagna.

È eletto segretario della Gioventù comunista in Belgio

Nel giugno 1931, poco dopo il suo arrivo, Marchetti è nominato segretario nazionale della Gioventù Comunista del Belgio. Arrestato quell’anno è trasferito in vagone cellulare al carcere di Orlon alla frontiera del Lussemburgo. Dal Lussemburgo arriva però subito in Svizzera e si stabilisce a Basilea. Anche in Svizzera Marchetti continua la sua attività con la Gioventù Comunista assieme ad altri compagni italiani arrivati in quel periodo dopo aver passato mille avventure e traversato molte frontiere. Diviene anche responsabile del Patronato pro Vittime del Fascismo.

È tra i primi volontari internazionali ad accorrere in Spagna a difendere la Repubblica democratica

Nel 1936 scoppia la ribellione militare contro la Repubblica spagnola che dà inizio alla guerra. Marchetti è tra i primi ad accorrere e si arruola nella Centuria Gastone Sozzi, formazione militare italiana organizzata dai comunisti prima della formazione delle Brigate Internazionali. Combatte in settembre sul fronte di Madrid. In seguito inizia a svolgere “incarichi speciali”, ovvero un lavoro politico e di controspionaggio, nelle delegazioni delle Brigate. E’ spostato alla base di Figueras, che “filtrava” i volontari appena giunti sul suolo spagnolo dalla Francia. Nel 1938 è richiamato alla Base delle Brigate Internazionali con mansioni direttive in seno al Servicio Información Militar – SIM, il servizio di polizia militare creato a fine ottobre 1936 in seno alle Brigate Internazionali. Come responsabile del SIM, Marchetti, con il falso nome di “Alfredo Vinet” ed una falsa identità spagnola, conduce l’importante inchiesta sugli abusi commessi dal francese Marcel Lantez, comandante del carcere destinato agli uomini delle Brigate Internazionali responsabili di diserzione ed altri reati, situato nel castello di Castelldefels. L’inchiesta, coraggiosa, confermava le accuse contro Lantez ed i suoi collaboratori, che sono disarmati, arrestati ed infine condannati. I prigionieri vengono liberati ed indirizzati ai vari reparti militari cui appartenevano.

L’esperienza nella Resistenza francese

Nel febbraio 1939 Marchetti esce dalla Spagna con i resti delle Brigate Internazionali ed alcune centinaia di migliaia di profughi civili, e finisce internato nel campo di concentramento di Argèles. Da qui evade e raggiunge Parigi dove è curato alla Maison du Blessé, perché sofferente di malattia polmonare, e poi ad Eaubonne, a spese dell’Ambasciata della Repubblica spagnola in Francia. Con l’invasione della Francia da parte dei nazisti, nel giugno 1940, si sposta da Parigi verso sud dove si stava ricostituendo il Centro Estero del PCI. Inizia a lavorare in qualità di Agente P1 dal 1 marzo 1941 per la rete Bertaux, gruppo autonomo partigiano formatosi a Tolosa. Dopo la caduta di questa formazione lavora sempre in quella città col movimento “Libérer et Fédérer”. In seguito si unisce alla 35^ brigata “Valmy” guidata da Marcel Langer, unità combattente che faceva parte della rete degli FTP MOI (Francs Tireurs et Partisans – Maine Ouvre Immigrée) le formazioni militari organizzate dal Partito Comunista francese. La brigata era composta oltreché da francesi, anche da uomini e donne di tutte le nazionalità, esuli italiani, spagnoli, polacchi, reduci delle Brigate Internazionali e lavoratori immigrati che in precedenza si trovavano organizzati nel MOI. All’inizio del 1944 anche nella regione di Tolosa si formano le FFI (Forces françaises de l’intérieur) che riuniscono varie formazioni di diverso colore politico. Marchetti risulta arruolato nelle FFI, gruppo “Philip” della Haute Garonne dal 1° gennaio 1943 ed è probabile abbia partecipato a tutte le azioni del gruppo tra cui la tentata, ma purtroppo fallita, evasione di centinaia di partigiani detenuti nelle carceri situate nell’antica abbazia benedettina di Eysses del febbraio 1944. In agosto una divisione delle FFI agli ordini di Serge Asher “Ravanel” libera la città di Tolosa. Le formazioni si scioglieranno dopo qualche mese; Marchetti resta inquadrato nelle FFI sino al 31 dicembre 1944. Nel dopoguerra si stabilisce a Montaubàn, qui è corrispondente del periodico “Italia Libera” edito dal Comitato Italiano di Liberazione Nazionale ed è segretario del medesimo Comitato. È pure segretario dell’Associazione ex garibaldini e volontari italiani nell’Armata francese.

In Italia negli anni Cinquanta sarà prima a Milano e poi a Roma

Nell’ottobre 1950 Marchetti ed un compagno vengono arrestati ed espulsi dalla Francia. Nel luglio 1951 risulta pertanto residente in Italia, a Milano, inabile al lavoro perché aveva contratto la Tbc ed in difficoltà economiche. In seguito si trasferisce a Roma dove lavora come amministrativo in un Istituto Tecnico e dove per decenni svolge attività come archivista e segretario dell’Aicvas (l’associazione italiana combattenti volontari antifascisti di Spagna). Sue sono le “schede Marchetti”, presenti nell’archivio dell’associazione, che ogni studioso dei combattenti italiani non può ignorare.

La biografia è tratta da “Iniziativa su Giuseppe Marchetti Vinet combattente antifascista senza frontiere” di Marco Puppini sulle pagine dell’Aicvas.

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Garbatella Biblio Expò Junior all’Approdo

Il Centro culturale L’Approdo a via Magnaghi accoglie dal 26 al 28 maggio 2023 le novità librarie destinate a bambini e bambine e a ragazzi e ragazze provenienti dalla Fiera di Bologna. L’evento, organizzato dall’Associazione Donne di Carta,  è in collaborazione con alcune case editrici che hanno accolto con entusiasmo e spirito solidale l’appello loro lanciato.        Si tratta di Edizioni Corsare, Il Barbagianni, Telos Edizioni, Orecchio acerbo, Sinnos, Uovonero, All Around Edizioni, Atmosphere e Anicia Edizioni.

L’importanza dei libri per ragazzi

“Per la fascia d’età  4/13 anni, leggere è ancora un’attività di scoperta e di meraviglia – dichiara Sandra Pranzo Giuliani – un mezzo per stimolare immaginazione e acquisire conoscenza e anche uno strumento potente di socialità. Rinforzare queste basi accompagnando il lavoro prezioso che si fa a scuola e nelle famiglie è il compito delicato di questa piccola Fiera organizzata nel nostro Centro Culturale Approdo, proprio nel cuore della Garbatella storica.” La Giuliani sottolinea anche il grande impegno di volontariato su cui il Centro Culturale si basa e che coinvolge in primis l’associazione Donne di Carta  e Scuolaliberatutti , oltre alle altre associazioni che cogestiscono lo spazio sociale.

Il taglio del nastro

Durante la manifestazione si alterneranno diversi autori e autrici che presenteranno libri e leggeranno brani per i piccoli ospiti: Barbara Iannini, Simonetta Lambertini, Roberta Leporati, Nonno Ube.

L’evento è patrocinato dal Municipio VIII : il taglio del nastro alle ore 09:30 del 26 maggio è affidato al Presidente Amedeo Ciaccheri, alle assessore Maya Vetri e Francesca Vetrugno. Saranno presenti gli alunni delle classi 2F-2G della scuola primaria Alonzi (IC Piazza Sauli).

Il programma

Un programma denso di proposte, con “letture animate” a cura di Telos Edizioni e “letture magiche” a cura di Donne di Carta. Ma anche tanti laboratori: quelli di musica,  o “l’indovinello della tigre”,  o “animali bellissimi” per i bambini e bambine della scuola primaria.

Inoltre, il 28 alle 10:30 una Tavola rotonda su un tema importante ovvero:  “La Letteratura per ragazzi riesce ancora a competere con il digitale? E per quali fasce di età si può parlare ancora di lettura?”.

Al dibattito, con Silvia Bazzocchi dell’Associazione Donne di Carta che farà da moderatrice,  parteciperanno Amalia Maria Amendola (CEPELL), Lucia Antonelli (AIB LAZIO), Maurizio Caminito (FORUM DEL LIBRO), Rosaria Carbone (ASSOCIAZIONE CITTADINI DEL MONDO) e Ottavia Murru (NATI PER LEGGERE).

Per info e prenotazioni ai laboratori: progettoapprodo@gmail.com

Svelata la sorpresa

Ed è stata anche svelata la sorpresa annunciata nel programma: si tratta del libro per ragazzi sulla vita di Gino Strada, Diario di un sogno possibile, presentato da Emergency domenica 28 maggio alle 15:30.

E ad allietare le serate ci saranno anche eventi musicali per giovani e adulti.
Si inizia il 26 maggio alle ore 19:00 con il Duo acustico Moonlit Floor.

Qui di seguito il programma completo.

 

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A spasso per la Garbatella tra citazioni letterarie e set cinematografici, la quarta edizione del libro di Gianni Rivolta

Arriva la quarta edizione aggiornata e corretta di “Garbatella tra storia e leggenda”, il libro guida di Gianni Rivolta, uscito per la prima volta nel 2010, che ripercorre le strade del vecchio quartiere popolare. Questa volta un nuovo itinerario letterario-cinematografico, accompagna il lettore attraverso le strade, le piazzette e i giardini fioriti che hanno ispirato intellettuali e scrittori e sono state l’ambientazione privilegiata di molti film e fiction
televisive di successo nel corso del novecento fino ad oggi.
L’appuntamento per la presentazione del libro è martedì 16 maggio alle ore 18:00 presso la biblioteca del centro culturale Moby Dick, in via Edgardo Ferrati 3a. Saranno presenti e dialogheranno con l’autore Lucia Di Cicco, Livia Omiccioli e Francesco Lizzani. L’iniziativa è organizzata in collaborazione con le associazioni Altre Vie e Cara Garbatella.

La dichiarazione di Gianni Rivolta

“Ringrazio Claudio Bocci e Livia Omiccioli dell’associazione Altre Vie che hanno voluto questa iniziativa a Moby Dick”, afferma Gianni Rivolta, giornalista e scrittore.
“Sarà l’occasione – spiega l’autore – per presentare questa edizione aggiornata del mio libro, uscito per la prima volta nel 2010, con un nuovo itinerario letterario-cinematografico.
“Un ringraziamento particolare va a Giancarlo Proietti, direttore editoriale di Cara Garbatella, che ha curato le immagini di tutto il libro e la ricerca fotografica del percorso.”

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Rime Amore Poesia: incontro con gli autori a Moby Dick (Servizio video)

Ritmo e Poesia, o meglio, Rythm And Poetry vale a dire il significato misconosciuto dell’acronimo Rap. Due linguaggi simili che s’intrecciano e che per la prima volta si specchiano nel libro Rime Amore Poesia, presentato alla biblioteca Moby Dick alla Garbatella, alla presenza dei due autori il rapper Amir Issaa e la cantautrice Giulia Ananìa.

Un’inedita operazione di traduzione in versi poetici delle tipiche barre hip hop cui ha dato vita il dialogo tra i due autori.

Il libro edito da Bizzarro Books e Red Star Press, è un autentico canto di riscatto che, rima dopo rima, s’impone sulla carta con la forza di cicatrici aperte su una realtà ostile e su una scommessa decisiva. Quella di essere sé stessi malgrado tutto.

Servizio video a cura di Stefano BAIOCCHI & Giuliano MAROTTA

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Mia sorella è figlia unica: incontro con l’autrice Cecilia Lavatore (Servizio video)

Ventuno storie di donne, diverse ma accumunate dal coraggio e dalla voglia di libertà, sono i racconti narrati in Mia sorella è figlia unica il nuovo libro di Cecilia Lavatore pubblicato dalla Red Star Press.

Abbiamo incontrato l’autrice nella sede della casa editrice, in viale di Tor Marancia 76, dove ci ha raccontato come è nata l’idea di scrivere questo libro e come ha scelto le storie da raccontare.

Un libro scritto con un ritmo incalzante, in cui emergono ritratti femminili pieni di disperata bellezza ed inesauribile speranza; lo si può acquistare in tutte le librerie, negli store online e sul sito della Red Star Press.

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“La Resistenza dimenticata”: il libro di Carlo Picozza e Gianni Rivolta

Sei partigiani dimenticati dalla storia, tre uomini e tre donne, ognuno con un vissuto diverso dall’altro ma uniti dalla volontà di lottare per la stessa grande causa, la libertà. Durante quei lunghi dieci mesi di occupazione tedesca a Roma, dall’8 settembre 1943 al 4 giugno del ’44, ebbero un ruolo cruciale nella Resistenza ai nazifascisti, compiendo azioni coraggiose che alcuni di loro pagarono con la vita. Tuttavia, sono caduti nell’oblio, dimenticati dalla storiografia resistenziale, non avendo mai ricevuto il giusto riconoscimento che il Paese gli doveva.

La presentazione al Millepiani Coworking

Sono loro i protagonisti del saggio “La Resistenza dimenticata”, scritto a quattro mani da Carlo Picozza, giornalista della Repubblica e il collega Gianni Rivolta, direttore di Cara Garbatella. Il libro verrà presentato venerdì 27 gennaio, Giorno della Memoria, alle ore 18,00 al Millepiani Coworking, in via Nicola Odero 13. L’evento, promosso dal Municipio VIII e dall’associazione Cara Garbatella, sarà introdotto da Amedeo Ciaccheri, presidente del Municipio e da Maya Vetri, assessora alle Politiche Culturali. Interverranno gli storici Mauro Canali e Simona Lunadei.

Gli autori, dopo anni di ricerche documentarie, hanno dedicato un capitolo a ciascuno degli eroi dimenticati per esplorare a fondo la vicenda personale e politica di queste figure considerate minori poiché, non appartenendo all’élite della partigianeria, sono rimaste incredibilmente fuori dal pantheon resistenziale. Si tratta di Luciano Lusana, capo del Servizio Informazioni del Partito Comunista clandestino, arrestato nel gennaio del ’44 e morto torturato nel carcere romano di via Tasso covo delle SS, Riziero Fantini, anarchico abruzzese fucilato al Forte Bravetta nel dicembre del ’43, Anna Carrani, operaia trasteverina della Manifattura Tabacchi di piazza Mastai, Raffaella Chiatti, infermiera della Garbatella, Salvatore Petronari detto l’Avvocatino dell’Ostiense per le sue doti nell’esortare gli operai ad opporsi ai nazifascisti e Maria Baccante, la partigiana più ricercata del Pigneto appartenente alla formazione Bandiera Rossa.

(“La Resistenza dimenticata” di C. Picozza e G. Rivolta, edizioni Media&Books)

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Cambiare il mondo con i libri. La storia di Giangiacomo Feltrinelli (Servizio video)

Cambiare il mondo con i libri un testo per ragazzi che racconta l’incredibile storia di Giangiacomo Feltrinelli, un personaggio di rilievo per la cultura italiana.

Nato a Milano nel 1926, partecipò giovanissimo alla Resistenza, fondò poi nel 1954 la casa editrice che porta il suo nome. Nel 1970 fondò una delle prime formazioni armate di sinistra i Gruppi d’Azione Partigiana. Morì a Segrate nel 1972 in circostanze misteriose, mentre preparava, sembra, un’azione di sabotaggio a un traliccio dell’alta tensione. Le cause della sua morte, ancora oggi, presentano delle zone d’ombra.

Con Cara Garbatella ci siamo recati alla libreria Nuova Europa ai Granai per incontrare Mattia Tombolini autore del libro e fondatore nel 2019 della casa editrice Momo Edizioni.

Il libro è arricchito dai disegni di Marta Baroni e dalla postfazione di Carlo Feltrinelli. Il testo della collana Libri Monelli, è disponibile in tutte le librerie, negli store online e sul sito di Momo edizioni.

Servizio video a cura di: Stefano BAIOCCHI & Giuliano MAROTTA

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Visionaria Urban Fest: incontro con Michele Santoro (Servizio video)

La penultima giornata di Visionaria Urban Fest 2022 ha visto protagonista Michele Santoro, che ha presentato a La Villetta il suo ultimo libro Non nel mio nome per Marsilio Editori. Davanti alle tragedie collettive degli ultimi mesi il noto giornalista sente il bisogno di lanciare un grido d’allarme contro l’orrore che ci lascia ormai indifferenti.

Nel suo libro Santoro sottopone a una feroce critica tutte le grandi contraddizioni che ci hanno condotto al baratro e sottolinea un’evidente perdita di fiducia nella politica da parte dei cittadini, un dato evidenziato dalla drammatica crescita dell’astensionismo.

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“Moscabianca”: una nuova casa editrice a Garbatella

Casa editrice Moscabianca Edizioni“Come le mosche, ci arrampichiamo su qualsiasi superficie, anche su quelle più scabrose. Ci posiamo senza timore su generi narrativi che, in Italia, sono ancora poco esplorati o considerati di nicchia, come la bizarro fiction e il new weird”. Questa è la breve ed efficace descrizione che si trova sul sito di Moscabianca Edizioni, casa editrice romana con sede in via Giovannipoli 65, nel cuore della Garbatella, che pubblica romanzi, racconti e libri illustrati di genere fantastico e fantascientifico. Ci siamo fatti raccontare la loro storia e cosa significa lavorare alla pubblicazione di opere appartenenti a generi ancora non troppo conosciuti da molti, ma ultimamente in grande ascesa.

“Uno dei principi che guida la nostra attività è quello di proporre opere che possano rinnovare la tradizione della letteratura fantascientifica e fantastica: il mondo e la società in cui viviamo sono in continuo mutamento, per questo ci piace pubblicare opere che, seppur in scenari immaginari, riflettano ciò che stiamo vivendo oggi: nuove tecnologie e intelligenze artificiali, cambiamenti climatici e ambientali, questioni di genere e tematiche LGBT+ sono alcuni degli argomenti che ci stanno più a cuore. Amiamo le storie che mescolano sottogeneri diversi e che sfuggono alle etichette, e siamo aperti a proposte di autori con esperienze di pubblicazione alle spalle così come a quelle degli esordienti, che possono avvalersi dell’approfondito lavoro di revisione che facciamo insieme a loro su ogni testo”.

La storia della casa editrice

“Dopo diversi anni di esperienza nel campo dell’editoria, nel 2018 abbiamo deciso di fondare una realtà nostra per promuovere il tipo di storie che amiamo: Moscabianca Edizioni, infatti, è stata sin dall’inizio specializzata nella fantascienza e nel fantastico con la speranza di far conoscere e apprezzare questi generi anche ai lettori non appassionati. Per questo lavoriamo molto sulla qualità delle storie che pubblichiamo, nonché sulla veste grafica e tipografica dei volumi. A oggi il nostro catalogo ospita circa trenta opere tra romanzi, raccolte di racconti e libri illustrati per adulti e ragazzi”.

Il genere fantastico in Italia

“Negli ultimi anni nel nostro paese abbiamo assistito a una rivalutazione di questi generi, che fino a non molto tempo fa venivano spesso considerati “di serie B”. Lo dimostra il fatto che un numero sempre maggiore di case editrici si sta aprendo a questo tipo di narrativa e i lettori hanno cominciato a riscoprirlo anche grazie all’aumento e al successo di proposte che viaggiano su altri media, come film e serie televisive”.

Le opere consigliate ai nostri lettori

“Per approcciarsi al nostro catalogo consigliamo il nostro libro più venduto, “Il codice delle creature estinte” dell’autore statunitense E. B. Hudspeth, un manuale sull’anatomia delle creature mitologiche pieno di stupefacenti tavole illustrate. Per quanto riguarda i romanzi, consigliamo la lettura di “Decluna” di Federica Leonardi, un’opera dal ritmo incalzante di un thriller, con elementi ispirati al folklore italiano e un’ambientazione che ricorda borghi e paesaggi del basso Lazio”.

I progetti futuri della casa editrice

“Quest’anno abbiamo lanciato “Cuspidi”, una collana composta da piccoli volumi che contengono un singolo racconto accompagnato da illustrazioni a colori. E’ un progetto che ci sta dando grandi soddisfazioni e che continueremo a coltivare nel futuro. Inoltre, stiamo lavorando a una collana di narrativa young adult (italiana e straniera) e alla realizzazione di nuovi libri illustrati dedicati a creature e mondi immaginari”.

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Er FEST incontro con Zerocalcare a Tor Marancia (Servizio video)

Er Fest un festival dell’editoria radicale indirizzato ai più giovani ha illuminato il Parco della Torre di Tor Marancia. L’evento, organizzato da Momo Edizioni, è risultato tra i vincitori del bando “Estate Romana 2022 – Riaccendiamo la Città, Insieme”.

Tra gli obiettivi quello di promuovere la cosiddetta cultura radicale per portarla all’interno di quartieri e zone della città che raramente vengono raggiunte da questo tipo di manifestazioni.

Oltre dodici le case editrici presenti, cui si aggiungono laboratori e spazi dedicati agli incontri d’autore che hanno visto la presenza: di Elio Germano, Alessandro Gori, Giulio Armeni, Marta Baroni, Davide Grillo e Zerocalcare.

Quest’ultimo che si è concesso al pubblico regalando disegni e vignette, ha poi presentato il suo ultimo fumetto «Niente di nuovo sul fronte Rebibbia», un’ampia raccolta che tratta diversi temi quali: la condizione dei reclusi, l’importanza della sanità territoriale, la seduzione della denuncia della cosiddetta “cancel culture”, le condizioni dei curdi e lo stravolgimento che ha portato la pandemia nelle nostre vite.

Da segnalare infine la preziosa collaborazione delle Associazioni Parco della Torre, Conflitti e dell’Asp Sant’Alessio dell’istituto dei disabili visivi, che ha curato due incontri sui temi dell’editoria per ciechi e ipovedenti e del linguaggio inclusivo.

Stefano BAIOCCHI, Giuliano MAROTTA

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A Tor Marancia arriva Er Fest

Estate romana – Un festival dell’editoria radicale indirizzato ai più giovani illuminerà il Parco della Torre a Tor Marancia, dal 30 giugno al 3 luglio. Un evento importante, organizzato da Momo edizioni, in collaborazione con l’associazione Parco della Torre e l’associazione Conflitti

Il progetto è risultato tra i vincitori dell’Avviso Pubblico Estate Romana  2022 – Riaccendiamo la Città, Insieme  e ha come obiettivo quello di promuovere la cultura radicale e portarla all’interno di quartieri che raramente vengono raggiunti da questo tipo di manifestazioni.

Programma

Durante i quattro giorni sarà allestito uno spazio lettura per bambini e ragazzi, saranno presenti oltre dodici case editrici indipendenti e ci sarà la possibilità di partecipare a presentazioni e dibattiti su vari temi.

Dal pomeriggio si alterneranno laboratori, come quello di scrittura di Gina dal titolo Gli adulti fanno schifo, quello diretto da Flavia Fazi con Libera dal ciclo, che affronta un tema importante e complicato come il ciclo mestruale, per proseguire poi con il laboratorio antifascista di Erica Silvestri autrice di Il domani era venuto, fino al laboratorio introduttivo alle meraviglie del sesso di Silvio Montanaro e Francesca d’Onofrio autori di Cos’è il sesso?

Si potrà fare pratica con le bombolette e i pennelli nel laboratorio di Scrivere sui muri e dibattere in quelli di Uma del Mondo di Sotto con Marta Baroni,  Fuga in punta di piedi con Francesca Carabelli e La Resistenza spiegata ai bambini  con Francesca Parmigiani e Shu Garbuglia.

2 luglio “Il tempo stringe” Davide Grillo
1° luglio incontro con Zerocalcare

Gli incontri di Er Fest

Molto spazio sarà dedicato agli incontri con autori d’eccezione, come quello del 1° luglio con il fumettista Zerocalcare, che presenterà il suo ultimo libro Niente di nuovo sul fronte di Rebibbia.

Il 30 giugno sarà invece Elio Germano a portare in scena uno spettacolo dal titolo Segnali d’Allarme, un’opera in realtà virtuale da lui diretta con Omar Rashid, che prevede l’uso di un visore (su prenotazione).

Sabato 2 luglio, invece, si riderà con lo spettacolo tragicamente divertente di Alessandro Gori, detto lo Sgargabonzi, dal titolo Confessioni di una coppia scambista al figlio morente. Proseguendo Giulio Armeni de la Storia d’aa filosofia coatta e Tiziano Scrocca, faranno di tutto  per risultare scherzosamente irreverenti in un reading dedicato a Dante Alighieri.

Da segnalare la preziosa partecipazione dell’Asp Sant’Alessio dell’istituto dei disabili visivi, che curerà due incontri sui temi dell’editoria per ciechi e del linguaggio inclusivo. 

Infine, saranno allestite alcune mostre fotografiche, tra cui quella di Simona Pampallona, dal titolo Tor Marancia western, in cui saranno esposte alcune delle foto che sono state inserite nel calendario 2023 dedicato al quartiere, che sarà possibile visionare e acquistare durante Er Fest per autofinanziare le attività dell’associazione del Parco della Torre.

30 giugno “Segnale d’allarme” E. Germano O. Bashid
3 luglio Lo Sgargabonzi

Altre informazioni

Il  programma completo è disponibile sulla pagina Facebook e sul sito di Momo Edizioni,  l’ingresso al Parco della Torre è su viale di Tor Marancia 29, la partecipazione all’evento è completamente gratuita. Sarà inoltre presente un punto ristoro con merende per grandi e piccini, con una selezione di birre e vini naturali e popolari.

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La libreria Nuova Europa ai Granai festeggia 30 anni di attività (Servizio video)

La libreria indipendente Nuova EuropaGranai festeggia 30 anni di attività. Un traguardo raggiunto grazie al lavoro delle sorelle libraie Barbara e Francesca Pieralice, custodi di un luogo di opportunità, di formazione culturale e sociale indispensabile.

Per l’occasione è stato pubblicato il libro Quella volta in libreria edito da Garzanti e a cura di Roberto Ippolito. Un elegante volume con i racconti inediti di quarantadue scrittori, tra i più apprezzati in Italia e oltre frontiera.

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CACCIA AL TESORO ALl’APPRODO DI GARBATELLA

L’appuntamento è giovedì 16 GIUGNO ore 15,30  NELL’EX CASA DEL CUSTODE DELLA SCUOLA DEI BIMBI.

L’Approdo è un servizio bibliotecario nella storica Casa dei Bimbi a via G.B. Magnaghi, 12 alla Garbatella, inaugurato nel febbraio dello scorso anno . Ma “Approdo”, come dice il termine stesso, vuole essere anche un “porto sicuro”, uno spazio dedicato all’accoglienza, contro l’isolamento sociale. E quindi la sua qualifica corretta è “Biblioteca Civica e Porto Culturale Sicuro”.

Qui, giovedì 16 giugno, si riuniranno ragazz* dagli 8 agli 11 anni per un gioco che, più che una caccia al tesoro, sarà una “caccia al libro”, perché… ”anche i libri nascondono segreti”. Gli organizzatori non hanno voluto svelare molto di più per mantenere viva la sorpresa per i partecipanti, ma raccomandano la prenotazione perché ci sono solo 20 posti massimo. E, per la squadra vincitrice, ci sarà un premio finale.

Di Paola BORGHESI

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I film che nel corso degli anni sono stati girati alla Garbatella
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