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Tag: Municipio VIII

“Dalla Villetta ai Gazometri”

E’ uscito a fine ottobre il nuovo libro di Gianni Rivolta

“Dalla Villetta ai Gazometri”

di Giancarlo Proietti

Una ricerca storica incrociata con la vita nei nostri quartieri nei primi anni del dopoguerra. La presentazione alla Garbatella l’8 novembre al Teatro Ambra di Piazza Giovanni da Triora La storia dei partiti politici e le lotte popolari nel primo dopoguerra nella zona industriale di Roma e nei quartieri Iacp di Garbatella e Testaccio-San Saba. E’ questo l’argomento del nuovo libro di Gianni Rivolta, che si apre con la presentazione di Massimiliano Smeriglio e una suggestiva testimonianza di Cosmo Barbato e che verrà presentato il prossimo 8 novembre alle ore 16,30 presso il Teatro Ambra, in Piazza Giovanni da Triora 15, alla Garbatella.
dalla-villetta-ai-gazometriSi tratta di una ricerca storica, i cui protagonisti sono i facchini dei Mercati generali, i macellai del Mattatoio, gli operai dell’Ottica meccanica, i gassisti delle Officine di San Paolo, gli edili e le donne dei quartieri popolari, mossi da grandi speranze di cambiamento e di giustizia sociale, impegnati strenuamente in quegli anni dopo la Liberazione di Roma nelle battaglie contro la disoccupazione, il carovita e per i miglioramenti contrattuali. Ad organizzare questi uomini e queste donne furono la Camera del lavoro, i sindacati e i giovani partiti usciti dalla Resistenza: il nuovo Pci di Togliatti, la Democrazia cristiana, il Psi e il Partito d’Azione, ma anche le forze che per la pregiudiziale antimonarchica non avevano aderito al Comitato di Liberazione nazionale come il Partito Repubblicano e il Movimento comunista d’Italia, meglio conosciuto come “Bandiera Rossa” dal nome del giornale omonimo.
Ancora una volta Gianni Rivolta, come aveva fatto nei “Ribelli di Testaccio, Ostiense e Garbatella” (ed. Cara Garbatella 2006), ripercorrendo le vicende di questi quartieri sulla riva sinistra del Tevere e l’impegno politico dei suoi abitanti, racconta la storia della città di Roma e i passaggi salienti della vita nazionale, dalle prime elezioni amministrative per il Campidoglio nel novembre del ’46 a quelle per la Costituente, dal referendum Monarchia-Repubblica fino al 18 aprile del 1948. In più di 200 pagine, corredate da inedite foto d’archivio, l’autore ci conduce per mano in quei quattro anni della vita politica romana, densi di avvenimenti straordinari.dalla-villetta-ai-gazometri

Tra le righe del testo non c’è spazio per la retorica, tant’è che vengono narrati anche episodi tragici e scomodi come l’uccisione di Angela Novelli, colpita sul terrazzo del lotto 2 in Via della Garbatella da un proiettile sparato dalle colonne alleate mentre imboccavano Via delle Sette Chiese o l’omicidio in Villetta di Martino Malù due giorni dopo la Liberazione. A sparare sul militante del Pci, scambiato per un ladro, da una finestra del primo piano della Villetta, fu il mitra di un partigiano, di cui non si saprà mai l’identità. E ancora le storie drammatiche dei vecchi confinati allontanati dal Pci come quella del maestro Jatosti o del capopolo della borgata di Shangai Pippo De Cupiis, detto “Marsaletta”.

Emergono in queste pagine testimonianze orali di grande valore storico, ma anche rari documenti d’archivio. E’ il caso della relazione di scioglimento della Settima zona dei Gap del Pci, stilata dal commissario politico Giovanni Valdarchi, l’organigramma completo dei patrioti lasciato nel fondo di Roberto Forti alla Fondazione Gramsci, l’occupazione di Bandiera Rossa della Scuola dei Bimbi, i verbali del Cln Garbatella, gli articoli dell’Unità del giugno ’45 sulla commovente e prematura morte di Spartaco Proietti, già comunista clandestino negli anni Trenta e la visita di Cino Moscatelli, il mitico comandante partigiano del Nord, alle Officine del Gas di Via Ostiense.

La sommossa di popolo dopo l’attentato a Togliatti del 1948 e un’appendice con l’assalto missino alla Villetta nel 1950 chiudono la nuova ricerca di Gianni Rivolta, che costituisce un altro importante tassello dell’identità di questi quartieri e dei suoi abitanti, che hanno dato un contributo straordinario allo sviluppo della vita democratica nella città di Roma.

(Dalla Villetta ai Gazometri – Partiti politici e movimenti popolari nel dopoguerra tra Garbatella e Ostiense, Iacobelli editore, euro 15,00)

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 9 – Novembre 2012

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Macinghi Strozzi

ATTRAVERSAMENTO PEDONALE VIA ALESSANDRA MACINGHI STROZZI – VIA ANNA MARIA TAIGI – VIA FILIPPO TOLLI

Roma, 16 gennaio 2013

Gentile Redazione,

a distanza di circa due mesi dalla comunicazione con cui il Presidente del Municipio XI ci informava che avrebbero provveduto con soluzioni strutturali (semaforo ? dossi ?) “non appena “saranno disponibili le necessarie risorse finanziarie”. Il caso ha voluto che lo stesso giorno, all’alba, il Sindaco Alemanno rendesse pubblica proprio l’approvazione del bilancio comunale.
Da allora sono passati oltre due mesi e non si e` avuta alcuna notizia in merito a quando e a come il Municipio XI intenda intervenire per cercare di garantire ai cittadini quel minimo di sicurezza necessaria per attraversare un punto cosi` cruciale. A scopo scaramantico evidenzio che gia` 4 anni fa ed esattamente in data 7 novembre 2008 il Municipio XI aveva affrontato la questione approvando un’analoga proposta di risoluzione per la messa in sicurezza del medesimo incrocio (documento prot. CM 67844, in allegato). Anche all’epoca sembrava cosa fatta … e invece …

Le elezioni sono vicine, di promesse sappiamo che ne sentiremo tante, ma sarebbe bello sperare che una volta tanto qualcuno ci dimostri che alle parole possono seguire i fatti, se non altro per spiegare ai 500 firmatari della petizione e agli abitanti dell’intero quartiere, il motivo del ritardo o dell’impossibilita` di rispettare l’impegno assunto.

Stefano Guicciardi

>delibera_municipio_xi_7_nov_2012
> risoluzione_consiglio_municipio_xi_2008


Roma, novembre 2012

Gentile Redazione,
sono davvero grato della vostra disponibilità a perorare la causa supportandomi nella raccolta firme. In realtà attraverso l’aiuto degli amici di Legambiente, nonchè di abitanti ed esercenti del quartiere, siamo riusciti a raccogliere oltre 500 firme in meno di due settimane e questo ci ha permesso di inoltrare al Muncipio XI una lettera, allegandovi il risultato della petizione, chiedendo di intervenire con urgenza per garantire la sicurezza dell’incrocio (come ribadeva Mario Capezza nell’ultimo numero di edizione cartacea di Cara Garbatella) e del relativo attraversamento pedonale.

A quanto pare il Municipio ha ascoltato questa richiesta giacchè, come potete leggere voi stessi nel documento allegato, ha dichiarato che procederà con interventi strutturali  per la messa in sicurezza dell’attraversamento pedonale condizionando tali interventi all’approvazione del bilancio del comune di Roma. Il caso vuole che la lettera sia perventua in data 7 novembre scorso, il giorno stesso dell’attesa e sofferta approvazione del bilancio comunale.

In poche parole, forse ce l’abbiamo fatta. Forse non avremo il semaforo, ma più probabilmente un attraversamento pedonale rialzato, una sorta di dosso artificiale. La speranza è che l’intervento permetta anche di modificare la struttura dei marciapiedi dell’incrocio impedendo fisicamente alle macchine di parcheggiare in corrispondenza dell’incrocio togliendo completamente la visibilità a chi si affaccia a piedi o in macchina su via Macinghi Strozzi.

Detto ciò, grazie comunque di cuore per la disponibiltà. Se mai vorrete ancora aiutarmi questo potrebbe avvenire attraverso una sorta di sollecito a mantenere l’impegno promesso e soprattutto divulgando (a cose fatte) la disponibilità del Presidente Catarci, dell’Assessore alla Mobilita`Alberto Attanasio e dell’intero Consiglio di Municipio.

Stefano Guicciardi

> Lettere – L’incrocio Via Tolli-Via Macinghi Strozzi … [aprile 2013]
>
Per la sicurezza di Via A. Macinghi Strozzi – una delibera del Municipio … [dicembre 2012]
>
Raccolta firme per la sicurezza di Via Alessandra Macinghi Strozzi [novembre 2012]
>
Via Macinghi Strozzi strada ad alto rischio [marzo 2012]
>
Piazza Oderico da Pordenone e via A. Macinghi Strozzi: a rischio la sicurezza stradale [ottobre 2004]

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dalla Villetta ai Gazometri

Giovedì 8 novembre alle ore 16,30

presentazione del libro
dalla VILLETTA ai GAZOMETRI

di Gianni Rivolta

Iacobelli editore

Teatro Ambra
piazza Giovanni da Triora, 15 (Garbatella)

intervengono insieme all’autore

Cosmo Barbato
Andrea Catarci
Enzo Foschi
Massimiliano Smeriglio

coordina Carlo Picozza

ingresso libero

scarica l’invito in pdf
La Villetta è stata dalla Liberazione in poi la casa dei comunisti della Garbatella.
E’ diventata negli anni delle scissioni del Pci e poi del Pds, un simbolo nazionale, quasi alla stregua della “Bolognina”, dove si è consumata la svolta di Occhetto dell’89. Allo stesso modo il vecchio Gazometro sulla via Ostiense, che è oggi l’immagine più conosciuta dell’archeologia industriale, fu luogo di lavoro e di sacrificio quotidiano di generazioni di operai e gassisti. Questo volume racconta la storia dei partiti politici usciti dalla Resistenza (Pci, Psi, Dc, Partita d’azione) e delle formazioni rigidamente antimonarchiche, che non avevano aderito al Comitato di liberazione nazionale, come il movimento comunista d’Italia Bandiera rossa e il Partito repubblicano. Protagonisti sono gli uomini e le donne dell’ex zona industriale di Roma, cresciuta nei primi decenni del Novecento sulla sponda sinistra del Tevere: i facchini dei mercati generali, i macellai del Mattatoio, gli operai dell’Ottica meccanica, i gassisti delle Officine di San Paolo, dle donne dei quartieri Icp, gli edili, mossi da grandi speranze di cambiamento e di giustizia sociale, impegnati strenuamente nelle lotte contro la disoccupazione, il carovita e per i miglioramenti contrattuali.
Gianni Rivolta
è nato ad Abbiategrasso nel 1950
ma vive a Roma, alla Garbatella,
da quarantanni.
Giornalista free-lance,
ha collaborato con la cronaca romana de
il Messaggero e de la Repubblica e per vari
programmi Rai.
E’ stato direttore responsabile
della Gazzetta dell’Undicesima,
mensile dell’XI Municipio.
E’ autore di numerose ricerche
storiche a livello locale e di
pubblicazioni, tra cui
Garbatella mia (2003), i Ribelli (2005);
e per Iacobelli editore
Garbatella tra storia e
leggenda (2010) e Le ragazze del ‘58 (2011).
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Rassegna stampa

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data testata titolo

28 settembre 2012  Repubblica on line  Giorno e notte
27 settembre 2012 Roma Capitale Municipio XI. Al via il Garbatella Jazz Festival
25 settembre 2012 CaraGarbatella Comunicato stampa Garbatella Jazz Festival 2012
settembre 2011 corriere della sera Da San Francisco alla Garbatella
3 luglio 2011 paesesera.it Un assaggio del Garbatella Jazz Festival, in ricordo di Di Vittorio
 30 settembre 2006  Jazz Italia Garbatella Jazz Festival 2006, 3 giorni di jazz tradizionale nel parco della Villetta – II edizione
12 ottobre 2006 Il Tempo Ritorna la buona musica per le strade di Garbatella
 22 settembre 2005  Il Tempo  Alla Garbatella in scena il jazz d’autore
 22 settembre 2005 corriere della sera  Il sassofonista Luca Velotti inaugura un festival jazz
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Brevi


Per il diritto di voto di stranieri e cittadini non residenti
Possono esercitare i diritti connessi all’iniziativa popolare e ai referendum consultivi comunali i cittadini non residenti a Roma che lavorano in questo Comune, gli studenti non residenti a Roma che studiano presso scuole e università romane, gli stranieri maggiorenni, residenti o domiciliati a Roma. Per esercitare il diritto di voto i cittadini suddetti debbono registrarsi, entro il 31 dicembre 2010, presso gli Uffici relazioni con il pubblico (URP) nei Municipi. Info: URP Municipio Roma XI – via Benedetto Croce 50 – 06.696.11.333 – orari dal lunedì al venerdì 8.30\12.30, martedì e giovedì anche 14.30\16.30.


Convegno sulla disabilità
Col patrocinio del Municipio XI e la collaborazione di JA Association, la Sovrintendenza all’Archivio di Stato (Piazzale degli Archivi 27, Eur) ha organizzato,
nell’ambito della Giornata dei diritti dei disabili, un convegno dal titolo “Cultura e disabilità, le buone prassi nella Pubblica amministrazione e nelle imprese”. Il convegno è stato un’occasione importante per sottolineare come le Istituzioni possono adoperarsi per consentire la piena integrazione delle persone con disabilità in tutti campi della vita sociale e culturale.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 7 – Dicembre 2010

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Lettere


Violenze sugli animali

Sono una volontaria responsabile di un’oasi felina, che ospita una trentina di gatti e due cani, gestita a mia spese alla Garbatella in Via Guglielmotti. Ho scritto alle autorità comunali e ai giornali romani per denunciare maltrattamenti verso gatti e gattini lapidati a morte, gattini tolti alle madri prima dei prescritti 60 giorni, chiusura dei passaggi per l’accudimento e la distribuzione di cibo agli animali. Ho indicato che le violenze sugli animali sono stati costatati nella zona della Metro Garbatella. Chiedo un intervento urgente a difesa della legge per la tutela del diritto degli animali.
Tina Labricciosa


Per “Porci romani” denuncia a Garbatella

Alla Garbatella due nostri concittadini, Paolo Moccia e Simonetta Greco, hanno sporto formale denuncia contro il big della Lega Umberto Bossi per l’infelice frase pronunciata il 26 settembre a Lazzate in Lombardia nel corso di una manifestazione per Miss Padania: come è noto, l’antico acronimo SPQR, che significa “Il senato e il popolo romano”, era stato letto polemicamente dal dirigente leghista come “Sono Porci Questi Romani”. I due nostri concittadini, nell’esposto presentato il 28 settembre presso il Commissariato “Colombo”, denunciano i reati di ingiuria e diffamazione “considerando noi e le nostre famiglie persone gravemente offese” in base agli articoli 594 e 595 del codice penale. Le scuse presentate successivamente da Bossi e la riappacificazione con Alemanno e la Polverini a base di trippa e polenta – hanno dichiarato – non bastano a cancellare la volgare offesa.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 7 – Dicembre 2010

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Un regalo buono che fa bene

Un regalo buono che fa bene

Anche quest’anno, in occasione delle festività natalizie, le Associazioni Culturali Altrevie e Cara Garbatella, in collaborazione con Ulaia ArteSud onlus, promuovono l’iniziativa di solidarietà un regalo buono che fa bene che, attraverso la vendita di olio extra-vergine d’oliva dop della Sabina, ha l’obiettivo di
raccogliere fondi a sostegno del progetto ‘Music for Study’ per borse di studio da destinare a giovani universitari palestinesi dei Campi profughi di Burj al Scemali, in Libano.
Si tratta dei campi in cui risiedono i giovani musicisti della Guirab Band, la band di cornamuse palestinesi che le due Associazioni promotrici aiutarono a venire in Italia per una tournée l’estate del 2009 e che tennero una memorabile esibizione nelle strade della Garbatella e un bellissimo concerto alla Villetta di Via Passino. Alcune immagini sono visibili su youtube cliccando ‘Guirab Band Altrevie’.
Confezione regalo da 2 bottiglie, euro 20
Lattina da lt. 3, euro 25
Lattina da lt.5, euro 40
Le prenotazioni si raccolgono agli indirizzi e.mail:
vidali.orietta@minambiente.it
am.procacci@federlazio.it
nataliacodispoti@yahoo.it

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L’olimpiade in mostra

Adelio Canali

L’olimpiade in mostra

Adelio Canali, l’autore del fortunato libro sul quartiere “La terrazza sulla Garbatella”, ha esposto nei mesi di settembre e ottobre, nei locali di Via Alessandra Macinghi Strozzi (ex DC), una parte della sua raccolta di documenti, giornali e immagini relativi all’Olimpiade di Roma del 1960. Canali è un appassionato collezionista di documentazione storica del secondo dopoguerra. La recente mostra ha fatto registrare lusinghieri apprezzamenti da parte di numerosi interessati visitatori.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 7 – Dicembre 2010

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Ludomagicadue per i bimbi dell’Ostiense

Ludomagicadue per i bimbi dell’Ostiense

di Fulvio De Pascale
Associazione Insieme per Ostiense

 

Nell’ultimo periodo ci siamo abituati, in qualità di utenti, a registrare solo aumenti di tariffe e tagli nell’erogazione dei servizi. Quindi assume ancora maggior rilievo l’inaugurazione, avvenuta il 20 novembre, del centro polivalente per bambini all’interno del giardino di Via Pellegrino Matteucci. L’edificio, previsto nel progetto del giardino, era lì pronto, ma era rimasto chiuso dal luglio 2008, prima per la mancanza del collegamento idrico e fognario, poi per problemi burocratici e di carenza di risorse.
Circa un anno fa l’Associazione Insieme per Ostiense ha raccolto con una petizione oltre 400 firme di abitanti del quartiere Ostiense, chiedendo la rimozione degli ostacoli burocratici e a maggio 2010 si è tenuto un incontro decisivo tra l’Assessora alla Cultura del Municipio XI Carla Di Veroli e l’Assessore all’Ambiente del Comune De Lillo. Ad ottobre finalmente l’edificio è stata dato in carico al Municipio XI. A quel punto, pur nella ristrettezza economica del momento, il Municipio è riuscito a decentrare dalla Ludoteca municipale Ludomagicabù di Via dei Lincei alcune disponibilità orarie, creando così una succursale, permettendo ai bambini dai 5 ai 10 anni ed ai loro genitori di avere un nuovo servizio con spazio per giochi, animazioni e laboratori espressivi.
“Ludomagicadue” (così è stata denominata) è aperta il lunedì, giovedì e venerdì dalle 16 alle 18 e le attività sono gratuite. Negli altri giorni vi si potranno
svolgere feste di compleanno su prenotazione con il pagamento di un ticket.
E’ stato previsto che, su richiesta dei genitori, Ludomagicadue potrà essere aperto anche in orario antimeridiano nei giorni feriali di chiusura delle scuole. I citati centri polivalenti sono gestiti dall’ATI Arciragazzi Comitato di Roma/Coop.Oltre, con un progetto della legge 285.97. Per informazioni ci si può rivolgere al numero 06.41 73 356.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 7 – Dicembre 2010

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La targa ricordo del pittore Acciari

Carlo Acciari

La targa ricordo del pittore Acciari

Una targa ricordo del pittore Carlo Acciari sarà probabilmente affissa lungo la scalinata di Via Orsucci, tante volte ritratta dall’artista scomparso. Ci sono infatti  difficoltà ad affiggerla di fianco alla cantina di Via Roberto de Nobili 27, dove il pittore teneva il suo studio. L’Associazione “Il tempo ritrovato” aveva proposto di  musealizzare quel locale e di affiggere nei pressi la targa, ma sono sorte difficoltà con la proprietà Ater e con la sua destinazione d’uso. Tra l’alto quella cantina ha subito ben tre tentativi di occupazione.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 7 – Dicembre 2010

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“L’albero del paradiso” un vegetale infernale

“L’albero del paradiso” un vegetale infernale

Una pianta infestante anche nei giardini della Garbatella

di Cosmo Barbato

Su Cara Garbatella di novembre ci siamo occupati di quel terribile coleottero, il Punteruolo rosso (Rhynchoforus ferrugineus), che anche qui alla Gasrbatella, come del resto in tutta Italia, sta rapidamente distruggendo le palme, in particolare le palme delle Canarie introdotte da noi a scopo ornamentale. Si prevede che entro il 2015 tutte le palme di Roma saranno state distrutte.Finora non è stato trovato alcun metodo valido di difesa. Ora un altro nemico minaccia i nostri giardini.Ailanto, albero del paradiso
Questa volta non si tratta di un insetto ma di una pianta, uno sfarzosissimo albero che potrebbe apparire ornamentale, ma che per il suo carattere infestante tende ad invadere completamente il terreno circostante diffondendosi a spese delle altre piante. Parliamo dell’Ailanto, ovvero dell’Ailanthus altissima, detto anche “Albero del paradiso” che però si sta rivelando infernale. Originario della Cina, fu introdotto, con scadenti risultati utili, per alimentare con le sue foglie un baco da seta simile a quello del gelso.
Qui da noi, alla Garbatella, queste piante infestanti si vanno diffondendo nei giardini dei Lotti, nelle aiuole spartitraffico, in alcuni parchi, talvolta persino negli interstizi dei muri. Sono ben visibili ad esempio negli spartitraffico lungo la Circonvallazione Ostiense ma anche altrove. L’esemplare più imponente si trova in un’aiuoletta lungo una strada di fianco al mercato coperto, Via Nicolò Odero, a ridosso del muro perimetrale del Lotto 12.
Dove qualche esemplare riesce ad attecchire si può essere certi che ben presto altre piante simili verranno fuori dal terreno circostante, per diffusione dei semi o dai polloni che emergono dall’apparato radicale che si può estendere fino a trenta metri dall’albero. La pianta può raggiungere dimensioni cospicue, fino a 20/25 metri. Si caratterizza per una crescita velocissima, il primo anno di 50/80 centimetri. Cresce in tutti i terreni, ma preferisce quelli profondi e freschi. Le foglie, lussureggianti, mandano un odore sgradevole. Per la sua rapidità di diffusione andrebbe sistematicamente eliminato dai giardini e dai parchi: nei luoghi abitati può diventare una vera calamità.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 7 – Dicembre 2010

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Una web radio anche sulla Garbatella

Una web radio anche sulla Garbatella

Nel nostro territorio, un gruppo di appassionati ha dato vita a un fenomeno chiamato “web radio”. L’emittente si chiama “Quanta radio”: si occupa di informazione, diritto, denuncia, dibattito culturale, satira e divertimento

Nostra intervista

 

Siamo andati a trovare un gruppo di agguerriti e appassionati giornalisti, artisti e musicisti che, nel territorio del Municipio XI, hanno dato vita ad un fenomeno che viene chiamato “web radio”, cioè una radio che si sente attraverso il computer collegato a internet.
L’innovazione tecnologica, lo sappiamo, sta sconvolgendo, nel bene e nel male, le nostre vite sia nel lavoro che nella vita privata. Ultimamente le  applicazioni si sono moltiplicate, fino a semplificare, soprattutto per i più “smanettoni” di noi, alcune macchine o procedure che ogni giorno vengono sostituite dal computer, perché è “lui” che ormai gestisce tutto.
E’ il caso della nuova stagione che sta vivendo la radiofonia. Infatti con i nuovi sistemi è possibile gestire
una stazione radio con un personal computer e la linea adsl.
Abbiamo rivolto alcune domande al direttore di Quanta Radio, il presidente dell’Associazione Culturale Jaisha, Antonio Persia, e al vice-direttore, Fabio D’Orazi.

D: Come nasce la vostra esperienza?
R: L’idea di Quanta Radio nasce intorno al febbraio del 2009, ma inizia le trasmissioni il 22 marzo 2010. E’ diretta espressione dell’Associazione Culturale Jaisha di Roma ed è una radio generalista di tipo comunitario. E’ ovvio che chi ha abbracciato questa avventura crede nella comunicazione e nella libera circolazione delle idee, anche in relazione ad un bisogno di resistenza all’informazione pilotata dei media nazionali.

D: Cosa trasmettete?
R: Quanta Radio promuove la musica emergente e tutte le forme d’arte e gli eventi culturali poco conosciuti che non trovano spazio sui media tradizionali.

D: Come vi finanziate?
R: Quanta Radio è auto-finanziata e vive grazie al contributo volontario dei suoi collaboratori, ma è aperta, come statuto associativo, a donazioni e finanziamenti pubblici, ove disponibili.

D: Vi occupate di politica?
R: Quanta Radio partecipa a pieno titolo al dibattito politico, pur non appartenendo ad alcun partito, e si occupa, in attesa di gestire una testata giornalistica, di informazione, diritti, denuncia, dibattito culturale, satira e divertimento, quando questi ultimi contribuiscano alla crescita etica e legalitaria del nostro Paese. Quanta Radio ama quest’Italia disgraziata ma crede fermamente nel dissenso quando la politica devia (purtroppo molto spesso) dal nostro dettato costituzionale. Anzi, lanciamo un appello: chi condividesse i nostri principi e volesse partecipare è sicuramente il benvenuto.

D: Cosa bisogna fare per ascoltarvi?
R: L’operazione è molto semplice: scrivere su Google le parole “quanta radio”, cliccare sull’indirizzo www.quantaradio.it e il gioco è fatto, infatti appena visualizzata la pagina la radio si sente subito. Altrimenti si può cliccare sul lettore preferito, già presente.

D: Trasmettete in diretta?
R: Si, parecchie ore della nostra programmazione sono in diretta. Troverete sul nostro sito www.quantaradio. it il palinsesto completo con le trasmissioni in diretta e quelle in differita.
QUANTA RADIO è un marchio dell’Associazione Culturale “Jaisha” di Roma.
MULTIMEDIA CONTENT PROVIDER
Indirizzo:
Via Francesco Belloni, 46 – 00147 – Roma
Tel: (+39) 065132341 \ (+39) 065132341 \ Fax: (+39) 0699700148
Cell: (+39) 3933914229
Web: www.quantaradio.itn

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Nasce “Il Giardino ideale” centro di aggregazione giovanile

A Via Ignazio Guidi, alle spalle di Piazza dei Navigatori

Nasce “Il Giardino ideale” centro di aggregazione giovanile

La partecipazione dell’Associazione culturale Cara Garbatella

Mercoledì 3 novembre presso la sua sede di Via Ignazio Guidi, alle spalle di Piazza dei Navigatori, si è tenuta l’inaugurazione del centro di aggregazione giovanile “Il Giardino ideale”. All’affollata cerimonia erano presenti l’assessore alle Politiche sociali della Provincia, Claudio Cecchini, il consigliere Gianluca Peciola, il presidente del Municipio XI Andrea Catarci, l’assessore alle Politiche sociali Andrea Beccari ed i presidenti della associazioni che garantiranno la gestione del centro, Annalisa Scepi, per la Cooperativa sociale Obiettivo Uomo, Alessandro Reali, per l’Associazione 180Amici, Andrea Cavallieri per Annarella e Francesca Vitalini per l’Associazione Culturale Cara Garbatella. “Il Giardino ideale” è un progetto promosso dalla Provincia di Roma, il cui scopo è quello di promuovere iniziative culturali finalizzate all’aggregazione sociale tra i giovani ed al contrasto dell’emarginazione.
Al progetto ha partecipato anche l’Associazione Cara Garbatella che per la prima volta si è coinvolta in una iniziativa di ampio respiro culturale, dopo essersi cimentata in campo pubblicistico, di organizzazione di eventi culturali, musicali ed editoriali (tra l’altro il nostro giornale ne è una diretta filiazione). Cara Garbatella si propone come responsabile di alcune iniziative di rilievo tra cui la pubblicazione di audiovisivi sulle attività che si terranno nel centro e di alcuni convegni sui temi dell’aggregazione sociale e del contrasto all’emarginazione. Per spiegare i motivi della partecipazione di Cara Garbatella al progetto, abbiamo interrogato Francesca Vitalini: “E’ il nostro primo vero grande impegno su un territorio nuovo, oltre a continuare le nostre iniziative istituzionali. Il nostro obiettivo nel progetto è quello di garantire il costante aggiornamento sugli eventi, sulle manifestazioni e sugli appuntamenti di maggior rilievo in programma nel centro, partecipando attivamente alla realizzazione di laboratori e corsi, pensando al centro come a uno spazio di comunicazione, ad un ‘luogo telematico’, nel quale l’autonomia di ogni associazione si rimette in gioco per poter costantemente dialogare e collaborare.
In  una prospettiva nella quale diventa fondamentale una positiva ed efficace interlocuzione con le istituzioni, prima fra tutte la Provincia, che ha agevolato l’apertura del centro, ed il Municipio Roma XI, col quale intendiamo collaborare in modo quasi quotidiano, ma anche con le rappresentanze del quartiere ed in particolare con quanti in qualche modo sono già occupati nel sociale”. E il Presidente del Municipio Andrea Catarci: “Si tratta di un progetto innovativo, frutto della collaborazione tra la Provincia, che fornisce il sostegno economico, ed il Municipio XI, che svilupperà iniziative culturali per i giovanissimi e per gli adolescenti disabili, al fine di contrastarne il disagio e l’emarginazione, favorendone sviluppo e capacità di autonomia.
Nello stesso senso le affermazioni dell’Assessore alle Politiche sociali del Municipio, Andrea Beccari: “Il Centro, con le sue iniziative culturali, intende fornire un contributo significativo alla rete dei servizi municipali a sostegno dei giovani, dei giovanissimi e dei loro nuclei familiari, promuovendo la partecipazione sociale senza tralasciare l’aspetto formativo.
Per tale motivo, nel ‘Giardino ideale’ abbiamo previsto di organizzare corsi di lingua, di musica, di informatica, laboratori teatrali, di musicoterapia e laboratori multimediali”.

Nel centro vengono proposti i seguenti laboratori gratuiti

Musicalità: Percorso musicale alternativo per chi è totalmente a digiuno di musica e vuole avvicinarsi a questa divertendosi e giocando
Musicoterapia: Esperienza di comunicazione musicale per scoprirsi e scoprire l’altro
Fotogiornalismo:Per acquisire tecniche di interviste e fotografa per la produzione di un elaborato sulla storia del quartiere.
Audiovisivo: Messa in scena e registrazione video di una storia di e per ragazzi
Teatroterapia: Composizione di uno spazio e interattivo di una drammaturgia ispirata ad un testo teatrale

CORSI E LABORATORI SUL TERRITORIO a pagamento:

LUNEDI:19,15-20,15 G-MUSIC ginnastica (Francesca Blai)
MARTEDI:18,30-20,00 MUSICA PIANOFORTE (Monica Palmieri)
MERCOLEDI:15,00-16,00 SCRITTURA CREATIVA E MULTIMEDIALE (Beatrice Fieschi) – 16,00-17,30 INFORMATICA – 17,30-19,00 LABORATORIO TEATRALE (Cristina Colonnetti) – 19,00-20,30 INFORMATICA AVANZATA
GIOVEDI:15,00-16,30 SCUOLA CALCIO “TORNEO COPPA DEL
SORRISO” presso il campo sportivo dei Vigili Urbani Lungotevere Dante, 311 (allenatore Antonio Petruzzelli) – 16,30-18,00 LABORATORIO CREATIVO
“Mani in Pasta” per minori (Chiara Ciarrocchi) – 17,00-18,00 INGLESE – 19,00-20,00 DANZE POPOLARI (Daniele Evangelista)
VENERDI:16,00-17,30 PITTURA EMOZIONALE (Angela Scappattici) 18,30-20,00 SCACCHI
SABATO: 10,00-12,00 MUSICA PIANOFORTE (Monica Palmieri)

INCONTRO DI SOSTEGNO ALLA GENITORIALITA’ sportello di ascolto, mercoledi 17,00 – 19,00 dott. Giuseppe Itri 35 euro ogni 4 incontri

FACCIAMO I COMPITI INSIEME: Insegnanti a disposizione degli studenti per due ore, due volte a settimana, 50 euro mensili

VIA IGNAZIO GUIDI,92
3289585774 www.ilgiardinoideale.splinder.com
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La piazza della Chiesoletta vive e fa vivere il quartiere

La piazza della Chiesoletta vive e fa vivere il quartiere

Il più bel triangolo di verde nella città giardino

Oggi parliamo del giardino intitolato a mons.D.Nobels, fondatore degli scout di Roma, quel piccolo parco delimitato da Via delle Sette Chiese, Via Tolli e Via Macinghi Strozzi. Gli abitanti del quartiere lo conoscono semplicemente come i Giardinetti, o i Giardini della Chiesoletta. Non è una vera e propria piazza, ma lo è nella sostanza, nel senso che svolge il ruolo che la piazza ha svolto per secoli nelle città italiane. Dal foro romano, sua matrice originaria, a quella medioevale e poi rinascimentale, la piazza è stata luogo fondamentale dell’incontro e dello scambio, in cui si intrecciano cultura e storia, simboli e tradizioni. E’ stata centro vitale della città, sorta di palcoscenico dell’identità e del senso di appartenenza di una comunità. Lo è stata fino a qualche decennio fa e sicuramente continua tuttora ad esserlo nella provincia. Ma nelle metropoli questo ruolo sta tramontando, sommerso da cemento, traffico, ritmi e stili di vita alienanti e dal trionfo dei media tecnologici che anestetizzano e lobotomizzano bambini, adulti ed anziani.Chiesa di San FIlippo Neri in Eurosia
Da quando però alcuni anni fa questo triangolo di verde è stato ristrutturato e riqualificato grazie all’impegno del nostro Municipio, la Garbatella ha un nuovo e straordinario punto di aggregazione e di incontro. A noi sembra determinante il gusto estetico e la cura con cui sono stati realizzati i lavori: materiali e piante di pregio, illuminazione efficace e di sicuro effetto scenografico, la pedonalizzazione del tratto di strada prospiciente la chiesa, l’installazione di una valida area giochi per i bambini, la realizzazione di due belle e funzionali fontanelle di marmo. Tutto ciò ha creato un vero e proprio “cortile di casa” per gli abitanti del quartiere.
E così in primavera estate ed autunno, ma anche nelle belle giornate invernali, giovani ed anziani si rifugiano spesso in questo accogliente prolungamento dei propri Lotti condominiali. Si alimenta il senso di condivisione, e il bene collettivo viene vissuto e amato come quello individuale, con rispetto e geloso senso di protezione. Si riscopre quel senso civico che la metropoli tende a cancellare e che qui invece rinasce, a testimonianza di quanto uno sviluppo urbanistico attento alle esigenze dei cittadini possa trasformare i mostri metropolitani in luoghi di arricchimento collettivo.
La scelta del luogo è stata particolarmente felice perché qui e nell’adiacente Piazza Sant’Eurosia non manca quasi nulla: c’è la chiesa e l’oratorio (San Filippo Neri), la pizzeria (“Mi garba la pizza”) e la gelateria (“La chiesoletta”), alcuni bar e ristoranti, vari esercizi commerciali e perfino un teatro (il terzo della Garbatella, l’Aula Columbus, distaccamento del Dipartimento di Arte Musica e Spettacolo, corso di laurea dell’università Roma3). Succede allora che a tutte le ore del giorno e tutti i giorni della settimana questo mini parco sia vissuto intensamente. La mattina i nonni passeggiano coi nipotini e si incontrano tra di loro. A metà giornata lavoratori e giovani studenti pranzano all’aperto con pizze e gelati tra i più buoni del quartiere, divisi tra un momento di relax o un appuntamento di studio o di lavoro.
Al pomeriggio l’oratorio si popola di bambini e adolescenti mentre magari qualcuno festeggia il compleanno di fronte alla pizzeria mentre sulle panchine o ai tavolini della gelateria i giovani si incontrano per studiare, socializzare o amoreggiare. In serata decine di persone (centinaia a volte nella bella stagione) si ritrovano per una cena o un dopocena nel parco, ed è difficile passeggiare per più di un quarto d’ora senza incontrare un amico o un conoscente che ti dice “Ciao come stai, anche tu qui?”. Nel frattempo giovani studenti universitari frequentano il teatro per i laboratori la mattina e il pomeriggio e per gli spettacoli la sera. La ciliegina sulla torta è rappresentata dalle periodiche riprese del noto sceneggiato “I Cesaroni”, che occasionalmente monopolizzano la piazza e l’oratorio inorgogliendo, a torto o a ragione (ognuno può pensarla a modo suo), gli abitanti del quartiere, ma conferendo di sicuro a questo luogo una notorietà nazionale che lo valorizza ancora di più. L’Aula Columbus è poi occasionalmente utilizzata dal Municipio e da enti o associazioni per convegni, congressi e spettacoli. La chiesa ovviamente raccoglie i fedeli per le sue funzioni religiose ordinarie e straordinarie.
Insomma il quadro è completo: come in un antico comune rinascimentale la nostra piazza racchiude in sé un’anima commerciale, religiosa, politico- amministrativa, sociale e ludica che fanno di un centro abitato una comunità civile. Federico, il gestore della pizzeria e abitante del quartiere, ci conferma che tutto ciò dà i suoi frutti e che negli anni il giardino è diventato più sano e vivibile: non c’è più droga, delinquenza o teppismo, perché “la piazza bella attira gente bella e emargina o trasforma quella brutta”.
Anche padre Guido, ex parroco, anima dell’oratorio e memoria storica della piazza e di tutto il quartiere, ci offre la sua preziosa lettura dei fatti. Ci fa notare quanto questo luogo sia penetrato a fondo tra la gente. Basta osservare “la gioia dei bambini e dei nonni che giocano nelle giornate di sole: senza questo luogo sarebbero chiusi dentro casa, incollati alle televisioni o ai computer, ognuno isolato nella sua triste solitudine”. Così invece ciascuno trova piacere e sollievo in una dimensione di condivisione “e nelle sere d’estate si sente cantare”, in senso metaforico e letterale.
“Mancano ancora un po’ gli adolescenti, che però stanno gradualmente scoprendo e ripopolando questo luogo dopo i decenni di degrado, mentre quelli della generazione precedente hanno ricreato il paese, e gli anziani vivono per strada. In chiusura elenchiamo anche qualche nota dolente. I bambini possono andare liberamente in bicicletta, e ciò è meraviglioso, ma talvolta possono entrare anche moto e motorini e ciò disturba e crea pericolo: bisognerebbe impedire il loro ingresso. I cestini della spazzatura sono assolutamente inadeguati alla frequentazione del giardino e il servizio di pulizia e manutenzione non sempre è puntuale, tanto che per mesi i negozianti stessi, con l’aiuto della associazione culturale “Itaca”, hanno volontariamente provveduto alle relative incombenze. Per finire bisognerebbe educare o sanzionare i padroni dei cani, che spesso non rispettano le regole fondamentali di igiene e sicurezza.
La Garbatella ha acquisito un ulteriore bene prezioso per la comunità. Usiamolo e rispettiamolo tutti, e facciamo in modo che la trascuratezza e la disattenzione della burocrazia non ce lo sottraggano mai più. Amministratori vigilate e aiutateci a preservare e migliorare questo angolino incantevole del quartiere in modo che tutti, noi e voi, ne possiamo in futuro godere ed andare orgogliosi.

 

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Venite a vedere il mio presepe

Venite a vedere il mio presepe

di Tiziana Petrini

Arrivano le festività natalizie e come tutti gli anni il nostro “presepista” di quartiere si accinge a preparare un nuovo presepe per l’anno 2010. Sulla base del presepe dello scorso anno aggiungendo personaggi, sassi, statuine, corteccia, legnetti, acqua ed altri materiali comuni realizzerà la sua complessa opera dedicata alla ricorrenza del Natale. Il presepe di quest’anno sarà caratterizzato dalla presenza di bancarelle, mercatini e artigiani.
Con l’esperienza sviluppata negli ultimi anni è riuscito a trovare le giuste proporzioni, e attraverso scorci particolari e pittoreschi saprà emozionare grandi e piccini .
Il presepe sarà allestito dal 23 dicembre 2010 al 31 gennaio 2011 presso la sua abitazione dove sarà lieto di ricevere tutti i visitatori interessati all’arte. Via Prospero Alpino 62. Orari da concordare telefonando ai numeri 065747669 cell.3298875546.

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Un racconto natalizio della scrittrice Maria Jatosti

Un racconto natalizio della scrittrice Maria JatostiMaria Iatosti

 

Anche quest’anno, come per i precedenti Natale, la scrittrice e poeta Maria Jatosti, nostra concittadina per tutti gli anni della sua giovinezza, ha accolto il nostro invito di dedicare ai piccoli lettori di Cara Garbatella un racconto scritto appositamente per loro. Il ricordo del quartiere ha ispirato molti dei suoi scritti, a partire dal primo romanzo, “Il confinato”, dedicato al padre, maestro elementare, spedito al confino per il suo antifascismo.
A breve uscirà un nuovo romanzo, che andrà ad aggiungersi alla sua già ampia produzione: “Tutto d’un fiato”, “Matrioska”, un libro di filastrocche per bambini, testi teatrali e molte raccolte di poesie. Apprezzata traduttrice di opere straniere, è molto impegnata nell’organizzazione di manifestazioni culturali. (C.B.)

Giovannino e il sogno di Natale

– Sveglia, Giovannino. È tardi.  Lei era già pronta per andare al lavoro e quel figliolo lì non voleva saperne di alzarsi dal letto. E poi, lavarsi, vestirsi, fare colazione, aiutarla a mettere un po’ di ordine nella stanza… Aveva voglia a predicare lei: Diglielo anche tu a tuo figlio di imparare a essere più ordinato, guarda che disastro…
– Giovannino, Giovannino, fai il bravo, aiuta la mamma, – mugugnava il padre senza alzare gli occhi dal piatto, con quella voce stanca e un po’ arrochita dalla bronchite cronica.
– Allora che cos’hai stamattina? Non starai mica male? Fammi sentire.
Al contatto gelido della mano Giovannino ebbe un brivido.Maria Iatosti
– Macché, macché, sei fresco come una rosa. La tua malattia è la pigrizia. Su, sbrigati. C’è il latte caldo sul tavolo. Io devo andare. Giovannino trasse un profondo respiro. Che aveva la mamma da agitarsi tanto, da muovere il freddo attorno a sé? pensò vagamente. Per lui era notte e si stava così bene al calduccio, con le ginocchia fino al mento, la testa sepolta sotto il piumone nuovo nuovo che odorava ancora di negozio. Farfugliò qualcosa, si girò sull’altro fianco e ripiombò nell’ovatta nera del sonno. Lassù, nel grande spazio c’era il suo sogno, oscillava come un aquilone al vento di primavera. Giovannino doveva solo tendere la mano, riprendere il filo, avvolgerne il capo al dito, una due volte perché non gli sfuggisse, non si perdesse fra le nuvole.
Ecco, ce l’aveva, ben saldo. Giovannino esitò un attimo ascoltando il silenzio, poi si mise a correre. La strada era lunga lunga: non si vedeva la fine, ma lui sapeva che al fondo c’erano qualcuno ad aspettarlo. Non sapeva chi. Lo chiamavano, lo incitavano, Giovannino Giovannino, ma la strada si allungava davanti ai suoi piedi leggeri e lui correva. Doveva raggiungere quelle voci, trovare la radura, il grande prato verde con il grande albero al centro fitto di foglie da dove si levava il canto stridulo e acuto di mille uccelli colorati venuti da tanto lontano. Indicandogli la cima alta e buia il suo babbo gli aveva spiegato un giorno che quella specie estranea aveva fatto un viaggio lunghissimo e estenuante affrontando fatica e pericoli d’ogni sorta per arrivare fino alla loro città e annidarsi negli alberi più alti della villa. Molti non ce l’avevano fatta: o erano tornati indietro o erano morti per via. I superstiti se ne stavano tutti ammucchiati insieme e quando vedevano che in giro c’erano più bambini e più vecchi e tante mamme coi bebè, per farsi sentire cominciavano a gracchiare e sbattere le ali contro i rami, da creare un gran concerto insieme al fruscio delle foglie. Quel canto per Giovannino aveva odore di zucchero filato, aveva il ritmo dei racconti del babbo e il calore della sua mano. Il babbo di Giovannino aveva le mani morbide e lisce, senza bisogno della crema che la mamma si metteva qualche volta dopo aver lavato i piatti. Perché il babbo, prima di essere licenziato, aveva sempre fatto un lavoro di quelli dove stai seduto e non ti vengono i calli e non ti sporchi, non come lo zio Francesco che quando staccava e veniva dritto dritto a trovarli e lo prendeva in braccio, puzzava di sudore e di unto.
Giovannino stringeva il filo del suo sogno e correva. Volava. Gli piaceva pensare di avere le ali ai piedi come certe figure che erano sul libro di storie mitologiche che il babbo gli leggeva prima di dormire. Spingeva lo sguardo, ma i suoi occhi non vedevano la fine della corsa. Gli altri, giù nella valle, continuavano a intonare il suo nome: Giovannino! Giovannino! come una canzone. L’eco di quei richiami gli turbinava nelle orecchie insieme al sibilo leggero del vento. Corri, corri, Giovannino, corri, cantava l’eco. E lui correva senza peso, senza affanno. Non importava quando, ma sarebbe arrivato, lo sapeva. Non c’era Fretta. Nel sogno non c’è il Tempo: Tardi. Presto. Domani. Sabato. Lunedì. Presente. Passato. Futuro. Sempre. Mai… Parole, suoni
forse esistenti in qualche luogo, qualche dimensione, e forse no.
Giovannino non poteva spiegarsi di dove venisse quella sottile sensazione, come di qualcosa o qualcuno che gli vellicasse i ricordi in cerca di un’immagine, un concetto distinto come una figura geometrica: un triangolo, un cerchio, un trapezio. Trapezio… Una figura luccicante di lustrini che si lancia nello spazio con le mani tese a incontrare nel vuoto altre mani, una piroetta, un salto, il cuore in gola, il respiro trattenuto, poi il boato della folla, il rombo dei piedi battuti sul legno della gradinata.
Giovannino che vola con le ali alle caviglie, ed ecco, nella testa affiorare un ricordo: le dita appiccicose di gelato, il duro della panca sotto il sedere, la calca che stringe, che urla, che ride, le capriole dei clown, le luci, la musica, l’odore di segatura e di letame… e poi subito un altro: l’albero illuminato coi regali attorno da scartare, la letterina sotto il tovagliolo.
La lunga notte dell’attesa… Giovannino! Giovannino! E a un tratto eccolo il grande prato. Grande e smagliante di colori. Fiori, pensa Giovannino con gli occhi immensi di stupore. Di questa stagione.
Con la pioggia e la neve e la tramontana e il terremoto… Non fiori, Giovannino, guarda, guarda. Bambini sono, bambini come te. È un vecchio che ha parlato. Accovacciato sotto il grande albero dei pappagalli venuti da lontano tiene sulle ginocchia uno strumento e lo fa andare girando una manovella. Il suono è stridulo, gracchiante, si confonde con quello degli uccelli nascosti nel fogliame. I bambini circondano Giovannino, festosi e colorati come una ghirlanda: neri gialli rossi azzurri verdi. Lo prendono per mano e girano girano attorno all’albero, attorno al vecchio che suona con la testa china sullo strumento, senza volto.
Giovannino ha perduto l’aquilone: s’è impigliato lassù tra i rami e poi, con uno strappo, è volato più in alto. Sembra una nuvola che si sfiocca e si  allunga all’orizzonte. Giovannino è felice. Gira gira girotondo…
– Giovannino! Giovannino! Ancora a letto! Alzati pigrone. Guarda che anche se sei in vacanza, abbiamo tante cose da fare. Il tempo vola. Natale è vicino.
– Natale?
Natale, Natale. Vieni, aiutami, dobbiamo addobbare l’albero.
– L’albero?
– Dai Giovannino, dove hai la mente? Svegliati! Lo sai che in piazza è arrivato il Circo? Dicono che quest’anno sarà un po’ più piccolo, un po’ più povero. Mah!… Su, vestiti, andiamo a vedere.
– Il circo…
– Certo, come tutti i Natali. Di che ti meravigli? Muoviti, Giovannino… Sbrigati.
– Volo, mamma.
– Eh, Giovannino, Giovannino. Sempre con la testa fra le nuvole.Chissà a cosa pensavi.
– Sognavo, mamma, sognavo.
Natale 2010.

 

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Orlando Lombardi quindici anni dopo

 

 

Orlando Lombardi quindici anni dopoOrlando Lombardi con Enrico Berlinguer alla Villetta

Quindici anni fa la Garbatella popolare perdeva un figlio benemerito, l’ex partigiano Orlando Lombardi. Aveva 70 anni. Originario di una famiglia operaia, fin da giovanissimo era stato lui stesso operaio all’Ottica Meccanica. L’8 settembre del ’43, all’annuncio dell’armistizio, insieme al fratello maggiore Giuseppe, scelse la strada della clandestinità. Aveva poco più che 18 anni. Svolse la sua attività nei Gap romani e nelle Marche. Alla vigilia della liberazione di Roma, occupò con altri partigiani l’ex casa del fascio di Via Passino, la Villetta, che divenne da quel giorno la sede dei comunisti del quartiere. L’impegno sociale e politico di Lombardi non venne mai meno. Licenziato dal lavoro per rappresaglia, fece parte della vigilanza del Pci e successivamente fu assunto come operaio presso la Camera dei deputati. Dirigente per moltissimi anni della sezione del Pci della Garbatella, non rivestì mai cariche istituzionali.
Nel quartiere  era particolarmente amato per le lotte sociali e civili che aveva condotto. Nel 1991, al momento dello scioglimento del Pci, non volle confluire nel Pds, ma scelse Rifondazione comunista, allora diretta da Garavini. La Villetta, oggi sede di due circoli di Sinistra Ecologia e Libertà, fu spartita tra il Pds al piano terra e al primo piano Rifondazione, la cui sezione dopo la morte di Orlando fu dedicata al suo nome. I funerali di Lombardi furono celebrati unitariamente alla Villetta, la casa del popolo che per tanti anni era stata la sede della sua instancabile attività. (C.B.)

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La protesta degli studenti del Socrate Anche nel nostro quartiere in agitazione contro il Decreto Gelmini

 

La protesta degli studenti del Socrate

Anche nel nostro quartiere in agitazione contro il Decreto Gelmini

Il 25 novembre studenti e studentesse del Liceo classico Socrate hanno occupato l’istituto, nell’ambito della protesta contro il disegno di legge Gelmini che ha coinvolto la stragrande maggioranza delle scuole romane e italiane. In un comunicato gli studenti dichiarano di rifiutare le politiche governative rivolte a Scuola, Lavoro e Cultura.
“Siamo per la scuola pubblica accessibile a tutti – si legge nel comunicato – dove non siano solo i più ricchi e i raccomandati ad andare avanti e dove si dia libero spazio alle nostre iniziative”. Si sottolinea inoltre come il precariato diminuisca la tutela del lavoratore. “La disoccupazione giovanile è al 27% e lo studente, uscito dalla scuola superiore, non ha possibilità di lavoro davanti a sé”.
E’ nostro obbiettivo – si conclude – sensibilizzare gli studenti e l’intero quartiere perché si acuisca una maggiore coscienza della situazione attuale.

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Un attacco ai consultori Reagiscono le donne

Un attacco ai consultori
Reagiscono le donne

Contro la proposta di Legge regionale dell’on.Tarzia

di Luciana Abate

Giovedì 25 ottobre, giornata mondiale contro la violenza sulle donne, il piazzale di fianco alla sede della Regione Lazio era affollato di donne giovani, meno giovani e non più giovani, che, con vistosi ciuffi di prezzemolo su petti, giacconi, cappotti e cartelli, lanciavano un duro NO alla proposta Tarzia sui consultori familiari, percepita come vera e propria violenza istituzionale contro le donne.
Le più arrabbiate erano quelle come Elisabetta, Loreta, Wanda, Gabriella, Leandra ed altre donne della Garbatella, che si erano barricate nella sala consiliare della Circoscrizione, trascorrendovi notti insonni per ottenere la prima sede di un consultorio territoriale, dopo la legge istitutiva n. 405 del 19’75 e quella regionale n.15 del ’76.
L’on. Olimpia Tarzia, già nel 2005, aveva provato a proporre un “rilancio del ruolo dei consultori familiari” alla luce dei cambiamenti presenti nella società, ma le donne si erano coralmente sollevate con un sonoro “giù le mani dai consultori” che deve aver creato qualche turbamento allo Storace di allora, pronto a ricandidarsi per la presidenza alla Regione Lazio. Così non se ne fece nulla.
Fu il centrosinistra a vincere le elezioni di allora, con Marrazzo, e a perderle di recente come ben si sa.
Inesorabile, con il rientro alla Regione del centrodestra, arriva la nuova “Proposta di legge regionale sui consultori” n. 21 del 26 maggio 2010, con prima firmataria Olimpia Tarzia, seconda firmataria Isabella Rauti, cui seguono altre 37 firme: l’oggetto è “Riforma e riqualificazione dei consultori familiari.”
La Consulta dei Consultori familiari di Roma si riunisce ed elabora un’attenta analisi della proposta Tarzia rilevandone aspetti positivi, pochi e sempre con riserva, e punti di criticità, numerosissimi. Per esempio, vi si riconosce la famiglia come soggetto politico, ma solo “la famiglia naturale fondata sul matrimonio” escludendo tutte le altre forme di famiglie che sono ormai realtà consolidata, o che aspirano ad esserlo. La Consulta stessa, dopo le assemblee pubbliche che si sono svolte in molti luoghi della città , dà vita a un’ Assemblea permanente delle donne contro la proposta Tarzia, presso la Casa Internazionale delle Donne.
Viene lanciato un appello ed una raccolta di firme per chiedere il ritiro della proposta Tarzia e per un impegno della Giunta e del Consiglio regionale ad adoperarsi per il rafforzamento degli attuali consultori e per la piena attuazione della legge in vigore.
Donne singole e gruppi di donne del variegato mondo dell’ associazionismo aderiscono all’iniziativa e si sollevano contro la proposta Tarzia che determina la cancellazione di “un patrimonio pubblico frutto di lotte e di conquiste sociali e civili delle donne”, negandone l’autodeterminazione e la responsabilità personale; che sposta ingenti risorse economiche a favore di soggetti privati che si propongono obiettivi diversi da quelli di una struttura pubblica che si rivolge a tutte/i nel rispetto delle sensibilità singole.
In concreto si chiede che i Consultori possano continuare ad essere un punto di riferimento per le donne italiane e per le nuove cittadine provenienti dai mondi delle migrazioni: per le loro famiglie; per il sostegno alla genitorialità; per consulenze psicologiche con sostegno psicoterapeutico individuale e di coppia , ma anche rivolto alla fascia adolescenziale.
Che possano avere risorse adeguate per poterlo fare bene: risorse economiche, di personale formato, di strutture predisposte ad accogliere (1 consultorio ogni 20.000 abitanti). Che si confermi il carattere di struttura pubblica dei consultori e del loro personale, ed il carattere di laicità a garanzia del rispetto delle diversità culturali e delle diverse sensibilità. Che non venga abrogata la Legge regionale 15 del ”76.

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In ricordo di Piero Bruno

Piero Bruno

In ricordo di Piero Bruno

Il 23 novembre scorso ricorreva il 35° anniversario della morte dello studente dell’Armellini Piero Bruno, militante di Lotta Continua, ucciso dalle forze dell’ordine durante una manifestazione a sostegno della lotta del popolo angolano. Aveva 18 anni. Per ricordare quella uccisione, rimasta impunita, una corona è stata deposta in Via Passino presso la lapide a lui dedicata.

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Ater: disordine nei servizi Protestano gli inquilini

Ater: disordine nei servizi
Protestano gli inquilini

In attesa che la Regione nomini la nuova dirigenza

di Paola Angelucci
Consigliera, capogruppo SEL del Municipio Roma XI

E’ da mesi che l’ATER, l’azienda territoriale per l’edilizia residenziale pubblica, proprietaria di quasi la totalità delle case della Garbatella storica, non ha più una guida. L’ATER è un’azienda regionale il cui presidente e Consiglio d’amministrazione dipendono dalla Regione Lazio che, dall’elezione della Giunta di centro-destra, ancora oggi non ha provveduto a scegliere la nuova dirigenza. Tutte le ATER del Lazio sono state commissariate ed anche quella di Roma ha subito la stessa sorte. Infatti il vecchio presidente Petrucci e relativo CdA non sono più in carica. Al loro posto è stata nominata commissario straordinario la dott.ssa Stefania Graziosi, già dirigente ATER, ovviamente in via provvisoria fino alla nomina del nuovo gruppo dirigente. La dott.ssa Graziosi ha cominciato a trasferire personale dagli uffici centrali a quelli delle zone territoriali per rafforzarne l’operato, ma questi trasferimenti sono stati imposti d’imperio, senza ascoltare gli impiegati, creando malcontento e trasformando, così, un’azione di per sé buona, in una situazione di malessere tra i dipendenti che si ripercuote negativamente sui servizi all’utenza.
Comunque, entro questo mese, e qui il condizionale è d’obbligo, dovrebbe uscire il bando con cui la Presidente della Regione Lazio dovrà scegliere: praticamente una gara in cui i “papabili” presentano i loro requisiti e tra i più titolati per curriculum, competenza e professionalità saranno scelti presidente e relativo CdA. Questa sarebbe, anzi deve essere, la prassi corretta da seguire per le nomine, augurandoci che siano le migliori possibili, all’altezza del loro compito.
In questi mesi di latitanza apicale, gli inquilini ATER hanno ricevuto sempre meno risposte ai loro quesiti, alle loro esigenze e difficoltà. Gli uffici di zona sembrano
diventati bunker inespugnabili ai quali i cittadini non possono più accedere, fatta eccezione per quei pochi appuntamenti elargiti con il contagocce.
In particolare le cittadine ed i cittadini della Garbatella subiscono dalla V Zona, non solo in questo periodo ma ormai da troppo tempo, lungaggini e inadempienze nella risoluzione di problemi burocratici ed amministrativi: volture di contratti ferme da anni, riduzioni dei canoni di locazione per gli aventi diritto non applicate, richieste di manutenzione non soddisfatte, solo per fare gli esempi più frequenti.
Un caso eclatante che sta scoppiando nel quartiere è quello della richiesta, al momento del rinnovo del contratto, di nuovi affitti per cantine e soffitte regolarmente assegnate ai locatari, aumentati del quattrocento per cento: per piccoli spazi di pochi metri quadrati ricavati spesso dai locali dei vecchi cassoni dell’acqua ormai smantellati o in sottoscale umide e spesso inagibili, restaurati e bonificati dagli inquilini stessi a proprie spese, si passa da un costo di quaranta euro circa a duecento euro al mese, perché considerati un lusso! Paradossalmente tanti inquilini pagherebbero così molto di più per la cantina che per la casa.
Ancora una volta ci ritroviamo a indignarci e a denunciare quanto l’ATER sia sempre pronta e solerte a esigere la giusta legalità e correttezza applicando tutte le leggi e leggine dell’ultima ora, senza ascoltare, e senza dare l’altrettanto giusta attenzione, comprensione e rispetto per gli inquilini.
Per quanto riguarda le vendite delle case, dopo una lunga stasi queste riprendono secondo i piani stabiliti in precedenza.

Sportello Politiche abitative /ATER
La Villetta – Via F. Passino, 26
06 5136557 – 339 3959674

 

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Il teatro Ambra alla Garbatella

Il teatro Ambra alla GarbatellaTeatro Ambra

 

Corrado, Sabina e Caterina Guzzanti, Serena Dandini, Nicola Piovani, Francesca Reggiani, Neri Marcorè, tra gli altri: il gruppo del vecchio Ambra Jovinelli trasloca alla Garbatella. La nuova sala da 250 è stata inaugurata la mattina dell’8 dicembre con i bambini di Alice nella Città, in piazza Giovanni da Triora. Guidato da Valerio  Terenzio, l’Ambra teatro alla Garbatella promette numerosi eventi. Sono annunciati anche Valerio Mastandrea, Fiorella Mannoia, Carlotta Natoli, il progetto Letture a cura di Lele Marchitelli, ed Elio Germano con Le Bestie Rare.
“Il giorno prima dell’inizio del mondo” è il primo spettacolo che è stato in scena mercoledì 8 dicembre a cura di Scarlattine Teatro/Luna e Gnac con il contributo della Provincia; nelle mattinate dall’8 al 12 dicembre l’Ambra teatro alla Garbatella è stato aperto gratuitamente a scuole e famiglie.
“È una grande occasione – dice Andrea Catarci, presidente del municipio XI – anche per gli artisti che respireranno il protagonismo di tante realtà del nostro quartiere. Sarà davvero una piacevole contaminazione”.

 

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Prendetevi cura dei vostri nonni


Prendetevi cura dei vostri nonni

Due anni fa, di questi giorni, moriva la mia amata nonna Marisa Sardella, un personaggio ben noto nel mercato della Garbatella e nel quartiere. E io ringrazio ancora Cara Garbatella e Cinzia Cenciarelli che firmò sul giornale un bel ricordo di mia nonna. Non c’è giorno che non penso a lei e a mio nonno che, un po’ per colpa dei medici e un po’ perché si lasciò andare, morì poco dopo.
Spesso mi capita di incontrare per strada dei nonni con i loro nipoti. Li guardo con gioia ma anche con dolore pensando a quanto ho perduto e mi ritrovo con le lacrime che scendono da sole. Amavo immensamente i miei nonni, sono cresciuta con loro, con la loro “comitiva”, i viaggi in pullman cantando, i posti meravigliosi che mi hanno fatto conoscere, l’amore che mi hanno dato, il sorriso di mia nonna che cancellava tutti i dolori e i momenti brutti. Oggi ho 34 anni, due bimbi meravigliosi, un marito che mi adora, i miei genitori e una sorella.
Ma i miei nonni mi mancano tremendamente. Vorrei dire a chi ha ancora la fortuna di avere i nonni: custoditeli, amateli, perché l’amore che loro vi hanno dato è superiore ad ogni cosa, anche se a volte non vi capiscono perché i tempi sono diversi. Ma loro vi amano e non smetteranno mai. Io credo che i miei nonni, in qualsiasi posto stiano (non sono credente, ma mi piace pensare che possano stare insieme come in tutti gli anni passati, ben 60), pensino a noi: il loro amore non è finito con la morte ma in qualche modo ci arriva lo stesso. E vorrei dire loro che anche io non smetterò mai di amarli e credo pure che loro lo sappiano.
Grazie dell’ospitalità.

Valentina

 

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Lettere


Fa bene un po’ di nostalgia

“Le Armonie della Garbatella” era il nome di un complessino di musicanti che, in cambio magari di un semplice bicchiere di vino (ed allora si trovava ancora buono in qualcuna delle locali osterie), avevano il piacere di andare, dietro richiesta degli interessati, a rallegrare qualche serata tra amici uno dei quali compiva gli anni o a fare la serenata notturna sotto la finestra o il balcone della bella che l’indomani si sarebbe recata in chiesa per sposarsi. Gli strumentisti erano, se ben ricordo, tre: chitarra, mandolino e fisarmonica.
Mio padre, “er sor Lello”, classe 1887, era il mandolinista che faceva “trillare” il suo gran bello strumento, bello ancora oggi (un Hembergher), con una maestria che mi incantava facendomi sognare (nella foto, io bambino, oggi settantaseienne, lo tengo sulle ginocchia).
Uno dei brani che adoravo e mi commuoveva era l’ouverture “Poeta e contadino” del compositore austriaco Franz von Suppè. Dello stesso compositore anche l’ouverture “Cavalleria leggera” era un punto di forza delle “Armonie della Garbatella”, brani a mio avviso stupendi, pieni di poetica melodia, ormai caduti quasi completamente in oblio. Io continuo ad abitare all’Albergo Rosso, quello con l’orologio sulla torre. Sono certo che la nostalgia fa bene. Vi ringrazio per averle dato spazio.

Mario Zacchia

 

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I film che nel corso degli anni sono stati girati alla Garbatella
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