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Tag: piazza biffi

Da Sant’Egidio un sostegno concreto alla popolazione ucraina

Lontana, incomprensibile, sfumata. Oppure nitida, agghiacciante, terribilmente vicina. Dopo due anni e mezzo di conflitto, la guerra in Russia e in Ucraina si affaccia ai nostri pensieri per poi subito sparire, si confonde col sangue sparso in altre regioni del mondo, riempie le pagine dei giornali ma rischia di cadere nell’indifferenza per chi si considera troppo lontano e impotente per intervenire. Eppure è proprio per dare un aiuto concreto che la Comunità di Sant’Egidio sabato 26 ottobre organizzerà una manifestazione in piazza Eugenio Biffi. Verranno raccolte offerte e ascoltate testimonianze, a due passi dall’Albergo Rosso che anche solo con la sua silenziosa presenza ci parla di altre devastazioni. Era il 7 marzo 1944 quando le lancette dell’orologio che sovrasta la Circonvallazione si bloccarono alle ore 11:25. Nello stesso momento, un bombardamento faceva tremare la terra e devastava gli edifici dell’Ostiense.

A piazza Biffi per parlare di pace

“Durante flash mob verranno scritti pensieri di pace da appendere a un cartello” ha spiegato Marco Peroni della Comunità di Sant’Egidio. “Come i vari strumenti musicali si accompagnano per generare una melodia, così anche le persone possono convivere aiutandosi” ha proseguito, usando come metafora la Banda della Scuola Popolare di Testaccio che, sotto la direzione del maestro Silverio Cortesi, accompagnerà l’evento. Anche il luogo della manifestazione non è casuale. Proprio in piazza Eugenio Biffi entro la fine dell’anno aprirà una nuova sede della Comunità. “Con questo flash mob vogliamo recuperare lo scopo per cui le piazze sono nate: l’aggregazione e l’incontro” ha commentato Peroni. “Ascolteremo anche il racconto di una testimone diretta. Le offerte raccolte verranno destinate alla popolazione civile”.

sant'egidio

La Comunità di sant’Egidio in Ucraina

Attivi dal 1991 nell’ambito dell’assistenza ad anziani, senzatetto e bambini, i volontari di sant’Egidio hanno moltiplicato il loro impegno nel corso dell’ultimo biennio, parallelamente all’aumento della povertà dovuta alla guerra. “Al momento gestiamo cinque centri umanitari per gli sfollati interni” ci ha spiegato Marco Peroni, “uno si trova a Leopoli, un altro a Ivano-Frankivsk e tre solo a Kiev”.

Duemila sono le tonnellate di aiuti concreti inviati nell’arco degli ultimi due anni al paese invaso, per un totale di 370.000 persone che si sono avvalse del sostegno della Comunità. “A queste si aggiungono circa 10.000 minori a cui offriamo riparo e assistenza, e garantiamo il diritto allo studio anche in condizioni di sfollamento” ha concluso il volontario.

 

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Piazza Biffi: un nuovo spazio delle donne per le donne

di Veronica GAGLIANO

“Libertà, Sostegno, Sorellanza”, sono queste alcune delle parole che lunedì 24 ottobre hanno popolato Piazza Biffi. Un urlo, una richiesta d’ascolto e confronto da parte di chi sogna spazi comuni dove si possa vivere tutti in libertà senza guardarsi alle spalle.

Tante le voci, riunite all’unisono dopo che le storiche vie della Garbatella, lo scorso 5 ottobre sono state protagoniste inaspettate di una violenza sessuale ai danni di una donna di 44 anni che si accingeva ad entrare nella sua automobile, dopo aver cenato in un ristorante della zona.

Un evento che ha smosso le coscienze degli abitanti del quartiere, in particolare di molte donne, emotivamente coinvolte da una vicenda che avrebbe potuto toccare ognuna di loro, tanto da organizzare in vista del 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne, un’assemblea di rappresentanza, vicinanza e progettazione per una maggiore tutela dei diritti di genere.

Così in Piazza Biffi, un gruppo di donne si è ritrovato al centro di uno spazio pubblico per condividere la propria voce a sostegno di tutte “le sorelle” che vivono o hanno vissuto sulla loro pelle abusi psicologici o fisici da parte del sesso opposto.

foto di Francesca Dellaratta

Gli onori di casa li ha fatti Maya Vetri, assessora alle politiche culturali dell’ottavo Municipio, la quale ha invitato le presenti a esporre le proprie idee, proponendo l’utilizzo di parole chiave che riassumessero il loro pensiero. Per prima, prende la parola Sara. La sua parola d’ordine è: libera.

«Vorrei una città in cui camminare senza paura, dove sentirmi al sicuro, percorrere le vie del quartiere senza dovermi guardare alle spalle continuamente», dice al microfono con voce decisa.

Allo stesso modo Francesca, cita la parola, luce; «La luce per me rappresenta un mezzo di difesa e di illuminazione non solo fisica ma anche metaforica, che illumini l’emergenza alla difesa dei diritti di genere», ci spiega durante il suo intervento.

E ancora Cristiana «Dobbiamo illuminare, porre luce sul problema strutturale che possiamo ritrovare anche nelle segrete stanze delle case, in cui non siamo realmente libere da una cultura profondamente sessista e patriarcale».

foto di Francesca Dellaratta

Noi donne non siamo sole e dobbiamo guardare al futuro creando una rete assistenziale chiara nel territorio, parole d’ordine che affiorano anche nel motto curdo, emerso nell’ultimo periodo su scala mondiale: «Donne! Vita! Libertà!».

Piazza Biffi muta da semplice luogo d’incontro a centro di rappresentanza a sostegno delle donne, centro d’unione e forza dove sarà possibile, già il 7 novembre, data del nuovo incontro, allargare il cerchio della lotta al protagonismo, dove nessuna dovrà più cedere alla consuetudine del silenzio e del giudizio.

di Veronica GAGLIANO

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