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Sulla manutenzione delle scuole: critiche da Fratelli d’Italia e FI

La scuola è iniziata da un paio di mesi e già iniziano le prime verifiche. Ma non sono solo gli studenti e le studentesse ad essere valutati; ad essere messo sotto esame è anche il lavoro degli amministratori municipali, soprattutto quando si tratta di scuola.
A questo proposito i due consiglieri Franco Federici, capogruppo di Fratelli d’Italia e Matteo Bruno di Forza Italia, hanno firmato un comunicato congiunto per chiedere maggiore equità e trasparenza nella gestione dei fondi scolastici dedicati al Municipio Roma VIII.

Il comunicato

I due consiglieri hanno partecipato al sopralluogo della Commissione Scuola presso l’Istituto Principe di Piemonte constatando: “lo stanziamento di rilevanti risorse per questo istituto: 1 milione e 200 mila euro per le tubature fognarie e ulteriori 600 mila euro destinati alla ristrutturazione di una sezione della scuola che ospiterà tre classi”.

La scuola Principe di Piemonte, inaugurata nel 1940, reclamava da circa dieci anni la risoluzione del problema all’impianto fognario. L’opera di rifacimento è iniziata nell’estate del 2023 e dovrebbe concludersi nei prossimi mesi. Il secondo intervento riguarda, invece, la ristrutturazione del Padiglione degli Ulivi da circa cinque anni chiuso al pubblico e che presto sarà restituito alla scuola per le attività didattiche.

La nota prosegue criticando la disparità di attenzione che la giunta municipale dedica alle scuole: “Pur essendo favorevoli allo stanziamento di risorse per interventi fondamentali come questi, non possiamo ignorare che molte altre scuole del Municipio VIII restano da tempo in attesa di fondi. Il Plesso Alonzi, ad esempio, necessita da anni della messa in sicurezza e di un piano caldaie adeguato, interventi essenziali per garantire condizioni di base ai suoi studenti e al personale scolastico”.

Plesso Principe di Piemonte

La replica dell’assessora Francesca Vetrugno

Tirata in causa sull’argomento è intervenuta anche l’assessora municipale alle politiche scolastiche Francesca Vetrugno, che afferma: “gli interventi alla Principe di Piemonte erano necessari, non era possibile rimandare ancora il problema, c’era il rischio che si venisse a creare un ambiente insalubre che potesse mettere a rischio la salute dei più piccoli e del personale scolastico. Sono stupita che i consiglieri Bruno e Federici si siano accorti solo adesso di questi lavori in corso”.

Inoltre, l’amministratrice locale precisa: “che alcune scuole abbiano ricevuto più attenzione di altre è una stupidaggine. Tutti gli istituti hanno pari trattamento, è normale che le emergenze hanno priorità, soprattutto quando impreviste. Solo quest’estate abbiamo avuto 23 cantieri attivi sulle scuole del municipio, inoltre abbiamo provveduto a rifare molti marciapiedi di fronte agli edifici, per garantire una maggiore sicurezza in strada”.

Per quanto riguarda il plesso Alonzi risponde: “è una situazione che conosco perfettamente. L’edificio è di proprietà Inps che lo affitta al Comune di Roma, pertanto, i lavori di manutenzione come quello della caldaia, sono di competenza dell’ente proprietario. Non è vero che non ce ne siamo presi carico, è dallo scorso inverno che ci stiamo lavorando. Ora l’Inps sta temporeggiando sulla sistemazione della caldaia, per cui abbiamo chiesto l’intervento del Simu e del Comune di Roma di farsi carico di questa criticità”.

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Si ritira Giovanni De Carolis, il suo mondiale è nato alla Garbatella

di Dario TORROMEO.

Boxe – Ha il marchio della Garbatella il pugilato di Giovanni De Carolis, l’ultimo italiano ad avere conquistato un titolo mondiale. Era il 2016 quando diventava campione dei supermedi per la World Boxing Association. La boxe l’aveva scoperta molto tempo prima alla Circonvallazione Ostiense. Era entrato in palestra per fare un po’ di esercizio fisico. Il maestro era Roberto Chiacchierini. Non so cosa l’abbia colpito, il fatto è che la passione lo ha subito travolto. Sono passati ventisei anni da quel giorno e De Carolis è ancora presente nel pugilato con testa, cuore e corpo.
Quella passione con il tempo si è trasformata in lavoro. Da vent’anni Giovanni si allena alla Montagnola nella palestra Team Boxe Roma XI, con gli stessi maestri. Luigi Ascani detto Gigi e Italo Mattioli, nato al Quadraro ma cresciuto e tuttora residente alla Garbatella. Un matrimonio sportivo di lungo corso.

Giovanni De Carolis si allena con Italo Mattioli e Luigi Ascani. Foto di Dario Torromeo

Giovanni De Carolis è un pugile con un’ottima tecnica, nelle serate migliori si esprime su alti livelli. È vero, perché renda al massimo nulla deve andare storto. È da sempre convinto che sia la mente a decidere il risultato dei match, il corpo ne è responsabile in una percentuale molto più bassa.
Contro Vincent Feigenbutz, il 9 gennaio del 2016, è stato tutto perfetto. L’altro boxava in casa, era imbattuto (21-0), aveva un contratto con Sauerland. Uno degli organizzatori più importanti d’Europa. Insomma, a crederci erano in pochi. Per fortuna i tre che stavano sul ring o all’angolo erano convinti che sarebbe stata una notte magica. Giovanni, Italo e Gigi erano certi che avrebbero realizzato l’impresa, offrendo agli spettatori della Baden Arena di Offenburg, in Germania, lo spettacolo di una grande sorpresa. Detto, fatto. Vittoria per kot all’undicesima ripresa. Mondiale in tasca.
Siamo partiti con un sogno che era poco più grande di un granello di sabbia, siamo tornati a casa con un castello” confessa Giovanni con vena romantica.
Esordio da dilettante a 18 anni, prima non poteva perché la mamma glielo aveva vietato. Debutto nel professionismo a 23 con pochi incontri e un’esperienza tutta da costruire.

De Carolis all’Allianz Cloud di Milano, 13 maggio 2022

Nella sua storia c’è anche un momento drammatico. La vittoria contro Daniele Scardina il 13 maggio 2022 è arrivata per kot al quinto round. Tardi, l’arbitro avrebbe dovuto fermare prima il match.
Per un pugile l’ultimo combattimento è sempre il prossimo. È stato così anche per De Carolis. Gli amici avevano provato a indagare.
Giovanni ti sei ritirato?” gli chiedevano.
Sto alla finestra, aspetto l’offerta giusta” rispondeva.
Poi un giorno di ottobre, quest’anno, è arrivato il mio turno.
Me lo hai chiesto al telefono, ci ho pensato su per qualche ora. Poi mi sono detto. Giovà, hai quarant’anni, e dillo! Ho finito. Ecco, te lo dico, mi ritiro.”
E così è sceso dal ring l’ultimo italiano campione del mondo. Un pugile serio, uno che si è sempre preparato con grande scrupolo. Uno che ha capito che non si può battere il tempo che passa. La reattività diminuisce, la velocità cala, i tempi di recupero si allungano. E vedi che non riesci più a fare quello che prima ti veniva così facile. È semplicemente arrivato il momento di chiudere, e lui l’ha fatto.
È già cominciata una nuova avventura.

Da sinistra: Luigi Ascani, Giovanni De Carolis, Italo Mattioli

Lavoro sempre nel pugilato. Organizzo eventi. Cerco di costruire una struttura che dia continuità all’attività pugilistica. I rapporti internazionali, che nel corso degli anni ho intrecciato con personaggi importanti. mi potrebbero consentire di allestire qualcosa di bello per i pugili italiani.  Voglio seguirli nel modo in cui avrei voluto essere seguito io quando avevo 20 anni. Vorrei farli combattere con grandi avversari anche in Italia. Da qui a cinque anni spero di riuscire a realizzare questo programma. Struttura, marketing, promozione, organizzazione, preparatori, allenatori per potersi esprimere al massimo. È un sogno, ci credo. Proverò a realizzarlo.
La De Carolis Promotions gestisce una società che cura l’attività di giovani talenti, li segue in ogni aspetto della carriera, con la speranza che qualcuno di quei ragazzi riesca a imitare Giovanni. Il 14enne che ha scoperto il pugilato alla Garbatella e che diciannove anni dopo, con un maestro della Garbatella all’angolo, è diventato campione del mondo.
La storia continua, non perdiamolo di vista.

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Quell’incisione di Pinelli che ricorda l’Ostessa garbata

“Er pittore de Trastevere”, così era chiamato Bartolomeo Pinelli (1781-1835), con i suoi diecimila disegni e più di quattromila incisioni è probabilmente l’artista più prolifico, che ha tramandato la visione della “Roma de ‘na vorta”. Tra le sue tante opere, ne ha dedicata una che riguarda il nostro territorio. Nel 1830 pubblicò una incisione dal titolo “Costume villanesco osservato in una Vigna fuori la Vesta Ostiense detta San Paolo”.

A quei tempi Roma era circondata da vigne e orti che arrivavano fin sotto le mura della città e si spingevano anche all’interno della cinta muraria. Sia la zona di Testaccio sia tutta l’area che partiva dalla Porta Ostiense in direzione Basilica di San Paolo era aperta campagna, meta di gite turistiche, luogo di villeggiatura anche per un solo giorno. Diverse erano le osterie presenti, spesso all’interno delle vigne, altre volte adiacenti lo stradone Ostiense. Un esempio ce lo fornisce una tela del 1815 del pittore danese Christoffer Wilhelm Eckersberg, riportandoci alla dimensione agreste dell’epoca. Il dipinto ritrae un piccolo edificio nelle vicinanze della Basilica, in cui lo stesso pittore pranzò con la sua famiglia nel novembre del 1814.

Osteria_della_Garbatella
Stato delle Anime all’osteria della Garbatella

Nel quadro è ben visibile sulla destra la rocca di San Paolo, praticamente immutata dopo più di due secoli. L’edificio posto sul bivio con la graziosa loggetta è l’osteria di Martinetti, oggi scomparsa. La coppia sta passeggiando sulla strada lastricata della via Ostiense; il viottolo che si inerpica tra l’osteria e la rocca è il tratto iniziale di via delle Sette Chiese, che conduceva fino alla basilica di San Sebastiano fuori le mura. Il dipinto riesce a rendere il silenzio naturale che si viveva allora, oggi definitivamente perduto. Ma torniamo alla litografia del Pinelli e osserviamo con attenzione questa vigna fuori porta San Paolo, in aperta campagna, dalla quale emergono diversi spunti di interesse. La famiglia del “vignarolo” utilizzava il grande pozzo centrale per le esigenze dell’orto e domestiche. Sullo sfondo a sinistra si notano, appena abbozzate eppure così caratteristiche, le statue dei dodici Apostoli poste sulla sommità della basilica di San Giovanni in Laterano. Poco a destra è raffigurata la porta San Sebastiano e gli archi dell’Acquedotto Felice.

Il Pinelli dava priorità alle esigenze pittoriche e non si preoccupava troppo dell’esatta localizzazione delle opere architettoniche e dei luoghi di Roma. La collocazione dei monumenti sullo sfondo è chiaramente una forzatura stilistica poiché non è possibile vedere la Basilica, la Porta e l’Acquedotto insieme da uno stesso punto di osservazione. Il soggetto principale dei suoi disegni era sempre il popolano (donna, uomo, bambino), il popolo e il suo genio. In questo caso la gustosa scenetta ritrae un momento di riposo di una intera famiglia intenta a spidocchiarsi a catena! La figlia lavora sulla testa della madre che a sua volta controlla quella del marito che intanto gioca con il bambino. Persino il grande poeta Giuseppe Gioachino Belli dedicò un delizioso sonetto sul bisogno e la “bellezza” dello “spulciamento” dal titolo “La Purciarola”.

Una osteria sotto la rupe di San Paolo. C.W. Eckersberg 1815
Una osteria sotto la rupe di San Paolo. C.W. Eckersberg 1815

Spostata di poco a destra ecco la nonna che lavora con il fuso filando a mano. Due secoli fa le condizioni igieniche delle abitazioni popolari erano scadenti, ma quest’opera del Pinelli rivela tuttavia una nobiltà di tratto all’interno di una cornice di dignitosa povertà. E ci fa pensare inoltre, con un po’ di fantasia, a quello che potrebbe essere un quadretto familiare che ritrae la famiglia di Clementina Eusebi, la donna da cui nasce il toponimo Garbatella. Grazie a documenti reperiti presso l’archivio del Monastero San Paolo, conosciamo la composizione di quella famiglia poco prima della data del 1830.

Ci piace immaginare che Carolina Cascapera potrebbe essere la giovane che sta lavorando sulla testa della madre Clementina Eusebi, che opera a sua volta su quella di suo marito Giovanbattista Cascapera, il contadino che aveva in affidamento la vigna Torti con relativa osteria. Il bambino con cui sta giocando il capofamiglia potrebbe essere Paride, mentre la nonna che lavora il filo potrebbe essere Maddalena Garbata mamma di Clementina. È proprio dal cognome di Maddalena che probabilmente nacque il toponimo Garbatella. Madre e figlia vissero la loro vita sempre insieme, tanto che per riconoscerle venivano appellate “Garbata la madre, Garbatella la figlia”. L’osteria all’interno della vigna a quei tempi era chiamata “dei Cascapera”, ma, dopo la morte di Giovanbattista avvenuta nel 1834, fu denominata l’Osteria della Garbatella, come si evince da un estratto dello Stato delle Anime del 1837. La vigna Torti si trovava a ridosso del bivio tra l’attuale via degli Argonauti e via Ostiense ed era un punto di ristoro per i viandanti e pellegrini, che transitavano da e per via delle Sette Chiese. Quella stradina inizierà a chiamarsi vicolo della Garbatella dall’anno 1835.

[Articolo pubblicato sul periodico Cara Garbatella, Anno XVIII – Ottobre 2024/numero 65, pag. 4]

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Torna a dicembre la nuova serie de “I Cesaroni”

Bar dei Cesaroni – “Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano”, recita una nota canzone di Venditti. Così a distanza di dieci anni, la Garbatella riabbraccia nuovamente la famiglia Cesaroni e la settima serie di una delle fiction più amate dagli italiani, che l’ha resa famosa sugli schermi tv.

Con sei stagioni e otto milioni di spettatori “I Cesaroni” è stata una delle fiction più seguite degli ultimi anni, un vero e proprio fenomeno di costume. Andata in onda su Canale 5 dal 2006 al 2014 ha raccontato con toni vivaci e ironici la storia di due ex fidanzati che si ritrovano dopo vent’anni: Claudio Amendola ossia Giulio Cesaroni, nei panni di un oste e padre vedovo di tre figli maschi e Lucia Liguori, una professoressa divorziata con due figlie, interpretata da Elena Sofia Ricci. Giulio e Lucia capiscono di amarsi ancora e decidono di sposarsi e vivere insieme con la prole avuta dai precedenti matrimoni.

L’idea di ricominciare nasce proprio dall’enorme popolarità del format, liberamente ispirato alla serie spagnola Los Serrano. Da quando la serie è stata caricata sulle note piattaforme streaming, i 142 episodi che la compongono hanno vissuto un vero e proprio revival e le strade e i locali della Garbatella hanno attratto molte persone alla ricerca delle ambientazioni e di testimonianze.

Gaetano titolare del bar dei Cesaroni

Chi ha molto beneficiato di questa popolarità è anche il bar di Gaetano a piazza Giovanni da Triora 6, che con l’affermarsi della serie è diventato per tutti “il bar dei Cesaroni”. La sua attività, infatti, insieme alla scuola Cesare Battisti, è la location principale dove è ambientata, ovvero la Bottiglieria Cesaroni dove Giulio, il fratello Cesare e l’amico Ezio, quest’ultimi due interpretati rispettivamente da Antonello Fassari e Max Tortora, si ritrovano quotidianamente per lavorare e combinare perlopiù guai.

Per me è una grande gioia il ritorno dei Cesaroni in tv – ci racconta Gaetano mentre ci mostra le foto con gli attori – ormai ci vengono da tutta Italia per conoscere il bar, per scattare fotografie e per respirare l’aria della Garbatella. La casa di produzione è passata per fare dei sopralluoghi e per riferirci che le riprese inizieranno verso Natale”.

Gaetano ci racconta inoltre, che ha rilevato il locale nel 1999 col nome di Bar Triora; al suo posto prima c’era un negozio di alimentari. Tifoso sfegatato giallorosso, decise di fare di quel  posto un circolo romanista, una scelta che si rivelò fortunata perché la Roma nel 2001 vinse lo scudetto, scucendolo ai cugini biancocelesti.

Gaetano ha vissuto tanti anni felici alla Garbatella, facendo però tanti sacrifici e faticando dietro al bancone, un po’ come alcuni personaggi dei Cesaroni, sempre con la battuta pronta, tipica della veracità  romana, ma anche tanta gentilezza e umiltà.

La serie andrà in onda sempre su Mediaset, per ora tutto il cast artistico principale è confermato, ad eccezione di Alessandra Mastronardi, ovvero Eva Cudicini, la primogenita di Lucia Liguori, già  assente nella sesta stagione.

C’è tanta curiosità sulla trama dei sei nuovi episodi della settima stagione, in molti si chiedono come saranno cambiati in questi dieci anni di silenzio i personaggi e quali scelte di vita gli sceneggiatori hanno deciso per loro. Insomma, tra ricordi e aspettative, per ora agli appassionati non resta che attendere e vedere se i Cesaroni sapranno ancora parlare al loro cuore.

[Articolo pubblicato sul periodico Cara Garbatella, Anno XVIII – Ottobre 2024/numero 65, pag. 6]

Bar dei Cesaroni

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In arrivo la nuova edizione di “Visionaria” a La Villetta

Dopo la pausa estiva La Villetta torna all’opera. Spossati dal caldo romano o di ritorno da rigeneranti vacanze, gli organizzatori di “Visionaria” proporranno anche questo settembre la tradizionale settimana fitta di incontri che si ripete annualmente dal 2018. L’edificio ocra in via degli Armatori 3, ex sede del Partito Comunista, sarà cornice dell’evento, pronto a dimostrare ancora una volta che, sui temi sociali, arte e politica possono viaggiare sugli stessi binari.

La data da segnare in agenda è lunedì 2 settembre ore 18:00, quando al tintinnio dei bicchieri del brindisi di apertura verrà tagliato il nastro della nuova edizione Visionaria Fest: guerre stellari. Il programma, stilato dall’associazione Villetta Social Lab, si snoderà straordinariamente fino a domenica 8 settembre, spaziando dai dibattiti politici alle attività di intrattenimento – libri, musica, cinema – e mettendo a fuoco un ampio ventaglio di problematiche dei nostri tempi. Un modo per fare i conti con il presente. O quantomeno per aprire gli occhi nel tentativo di comprenderlo.

Il programma

“Il Guerre stellari del titolo è un gioco di parole, non bisogna intenderlo in senso letterale” ha spiegato Francesca Mollo dell’organizzazione. “Siamo entrati in una fase in cui la guerra è la cifra costante del nostro tempo. Da quando è partito il primo colpo in Ucraina noi siamo stati per il cessate il fuoco. Ma poi ci sono anche altri tipi di conflitti, battaglie sociali per il welfare, la scuola pubblica, lo stato unitario…” Sono guerre silenziose anche quelle che attaccano le libertà personali, le diversità o i diritti che uno stato sociale dovrebbe garantire. Perciò Visionaria ospiterà il tema dell’eutanasia, della migrazione e dell’istruzione pubblica. Ma a parlarne non saranno solo rappresentanti delle forze politiche.

Mercoledì alle 19:00 lo scrittore Erri De Luca e la cantante Tosca parteciperanno al dibattito “Mediterraneo: presidio di civiltà tra guerre e migrazioni.” Alle ore 21:30 si parlerà di fine vita, ma attraverso uno spettacolo teatrale di Valentina Petrini.

Giovedì 5 alle 18:00 sarà il turno della scuola col documentario “D’Istruzione pubblica”. La giornata di sabato verrà invece occupata interamente dal tema della guerra a Gaza, raccontata dalle voci di attivisti provenienti da tutta Italia. Alle ore 19:00 Fausto Bertinotti e la giornalista Anna Maria Selini dialogheranno sull’argomento, in un confronto intitolato “Fine guerra mai”.
Non mancheranno poi le iniziative di puro intrattenimento, come i concerti di The Pungitors venerdì e di The Gang domenica alle 21:30. E per chi ricorda ancora la musica e le luci soffuse dell’ultima edizione del Jazz Festival, giovedì alle ore 21:30 c’è un appuntamento da non perdere. Tornerà alla Villetta il sassofonista Pasquale Innarella, accompagnato dal Gasp Quartet, in un concerto organizzato dall’Associazione Cara Garbatella.

Tra politica e attività culturali

“A Garbatella c’è sempre stata una festa a sfondo politico” ha spiegato Francesca Mollo, “ma nel 2018 ci siamo interrogati sui linguaggi da adottare. Abbiamo deciso di proporre non solo dibattiti, ma anche attività culturali o di intrattenimento.” E così politici e attivisti, ma anche giornalisti come Sigfrido Ranucci, attori come Riccardo Rossi calcheranno lo stesso palco nel corso di poche ore. “Il titolo Visionaria contiene il senso della manifestazione” ha continuato l’organizzatrice, “cioè vedere nella realtà gli elementi che prefigurano il futuro, andare a fondo di certe problematiche e allo stesso tempo andare avanti, nel tentativo di immaginare un mondo diverso. I temi proposti sono disparati, in questo modo ognuno può scegliere quelli che preferisce approfondire. E alle persone piace stare insieme” ha concluso, “dopo la pandemia abbiamo avuto un boom di partecipazione”.

Sei giorni più uno

Per il primo anno “Visionaria” proseguirà anche di domenica, dando spazio alle attività che si sono svolte a La Villetta nel corso dell’anno. Un esempio? Il circolo di Scrittura Autobiografica Clara Sereni, coordinato dalla professoressa Gabriella De Angelis, presenterà una raccolta di racconti con l’accompagnamento musicale di Paola Della Camera. A seguire – ore 19:00 – la presentazione del libro “Cento storie per cento canzoni” del cantautore Luca Barbarossa, con gli interventi del critico Francesco Paolo Memmo, della scrittrice Maria Jatosti e dell’attore Riccardo Rossi.
“Si tratta di una storia della musica leggera a largo raggio, dalla nascita del jazz fino ai nostri giorni” ci ha raccontato Maria Jatosti. “È un libro estremamente godibile e istruttivo, pieno di curiosità e aneddoti, di storie e di Storia. Io ho scoperto Visionaria qualche anno fa” ha proseguito, “quando dei vecchi compagni mi chiamarono in quanto militante del PC, ai tempi in cui la Villetta era sede del partito. Ricordo Visionaria come una festa piena di giovani entusiasti di ascoltare i miei racconti. E vedo molta continuità tra la vecchio fermento politico e le iniziative che si organizzano oggi alla Villetta” ha concluso la scrittrice. “Un tempo i militanti combattevano a pugni chiusi e denti stretti contro la DC, adesso la politica affronta di più le questioni sociali. Molte associazioni, in questo senso, svolgono un lavoro egregio, mentre i partiti stanno perdendo sempre più di credibilità. La politica si fa nella vita di tutti i giorni: questo è il messaggio che posso continuare a dare”.

Per il programma completo clicca qui

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Ad agosto prosegue M’illumino di Teatro a Garbatella

La Garbatella torna a riempirsi di musica e teatro con la terza edizione di “M’illumino di Teatro a Garbatella”, che si svolgerà in piazza Damiano Sauli dal 1 al 7 agosto con spettacoli teatrali e concerti, tutti gratuiti, dalle ore 19:30.

Il Programma

Nel programma ci sono storie divertenti come “Pasticceri io e mio fratello” il racconto di due fratelli molto diversi ma molto uniti nel loro lavoro di pasticceria, di e con Leonardo Capuano e Roberto Abbiati, in scena giovedì 1 agosto.

O anche storie che coinvolgono il pubblico, come “La battaglia dei cuscini” di Gimmi Basilotta e Marina Berro con veri e propri cuscini a disposizione dei presenti che vorranno partecipare alla battaglia il 2 agosto.

E concerti, come quello di Clavdio, con la sua coinvolgente musica Capoverdiana, il 3 agosto, o lo spettacolo misto di teatro e musica della Marlon Banda il 5 agosto, “Trash and Cleaner“.

Per completare segnaliamo anche “Esercizi per combattere se stessi” il 4 agosto di e con Gioia Salvatori e la musica dal vivo di Simone Alessandrini; “Shekspeareology, un’intervista impossibile a William Shakespeare” con Woody Neri, un catalogo di materiali shakespeariani, il 6 agosto.

L’ultimo giorno, 7 agosto, s conclude con “Carmen che non vede l’ora” con Tamara Bartolini e Michele Baronio, la storia di una donna in cerca della sua libertà.

Inoltre, nei giorni 4 e 5 agosto, verrà realizzato il podcast “Pesca Lemon” in collaborazione don Smile Bar di Garbatella; gli ospiti saranno Gioia Salvatori e la Marlon Banda

Come partecipare

Gli organizzatori consigliano di portarsi un cuscino, una sedia, una stuoia da casa per accomodarsi in piazza, come se fosse un pic-nic teatrale, per trascorrere le calde serate estive insieme agli artisti che si esibiranno in piazza Damiano Sauli.

Tutte le attività sono a titolo gratuito ma per un numero limitato di spettatori.

La prenotazione è obbligatoria a: prenota369@gmail.com o via Whatsapp al 371 61610065

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Daniele De Rossi bambino sui muri della Garbatella

Questa mattina Garbatella si è svegliata con due poster dedicati a Daniele De Rossi, l’attuale allenatore della AS Roma, nonché bandiera storica della squadra giallorossa e campione del mondo con la Nazionale Italiana nel 2006.

L’autrice dell’opera è Alessandra Francesca Coppola, che ha rielaborato una celebre foto di De Rossi bambino, biondo e sorridente, in posa con la maglia della Roma, quella con lo sponsor Barilla e il lupetto sul petto.

In basso l’autrice ha inserito la scritta “Sogna ragazzo sogna” ripresa dalla canzone di Roberto Vecchioni del 1999. “È per Daniele – ha dichiarato Coppola ad alcune testate giornalistiche – ma anche per tutti i ragazzi che come lui sognano di poter vestire un giorno quella maglia”.

I poster sono visibili sui muri di piazza Damiano Sauli e in via Giacomo Rho.

Poster in via Giacomo Rho

De Rossi e il ricordo di quello scatto

De Rossi, originario di Ostia, è molto affezionato a quello scatto, tant’è che lo ha citato nella sua lettera di addio al calcio giocato:

Che te ridi regazzi’?
So’ felice!
Perché sei felice?
C’ho la maglietta della Roma
Ma non è che è falsa?
Ma no, il numero l’ha cucito mia zia…
E se te dico che la indosserai più di seicento volte?
A me ne basterebbe una di partita.

Riguardando questa foto, che ormai conoscete tutti, mi rendo conto di quanto io sia stato fortunato, una fortuna mai data per scontata e per la quale non sarò mai abbastanza grato.
È stato un viaggio lungo, intenso, sempre accompagnato dall’amore per questa squadra.
Questa gratitudine non voglio lasciarla sospesa per aria, perché, mentre scrivo la parola grazie, non mi passano per la testa dei concetti astratti, ma dei ricordi e delle sensazioni, delle facce e delle voci”.

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“Corri alla Garbatella” confermata per la trentesima edizione

Si riscaldano i muscoli alla Garbatella, in vista della trentesima edizione della storica maratona di quartiere. La settimana scorsa la Casetta Rossa ha accolto l’incontro dei rappresentati di Rione Garbatella, l’associazione promotrice dell’evento, e il minisindaco Amedeo Ciaccheri. “Corriallagarbatella è tra le più attese e partecipate gare podistiche di Roma – ha commentato il Presidente del Municipio VIII – rimane l’evento sportivo più importante dell’anno sul territorio.”

L’organizzazione della gara podistica

In programma come al solito per l’ultima domenica di novembre, la Corriallagarbatella potrebbe però stupire con alcune novità. Il Comitato Organizzatore fa sapere che il punto di partenza e di arrivo rischia di cambiare, e in tal caso Enrico Cajusi, Fabio Valletta e Piero Restante dell’associazione avranno cura di individuare una nuova sede e di fornire le relative informazioni sul sito di Rione Garbatella.

Edizione 2023

Si prevede ancora una volta un’edizione ricca di partecipanti, come l’anno scorso, grande ritorno dopo ben quattro anni di pausa a causa dell’emergenza Covid. In quell’occasione aveva preso parte alla corsa un fiume di persone, sia bambini sia adulti, questi ultimi divisi tra gara competitiva di 9,8 chilometri e una maratona amatoriale più breve.

L’assessora municipale alle Politiche Scolastiche ed Educative Francesca Vetrugno aveva dato ai bambini la possibilità di partecipare al concorso “Corri forte cresci bene” presentando un disegno corredato da una frase, sul tema della corsa. Ma sicuramente non avrebbe immaginato che sarebbero approdati sulla scrivania della commissione oltre 160 elaborati.

Per la prossima edizione della gara, notizie in aggiornamento sul sito di Rione Garbatella.

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Al Teatro In Portico “Il Malato Immaginario”

il 15-16 Novembre ore 21:00 17 Novembre ore 17:00

Teatro In Portico

Circonvallazione Ostiense, 195, Roma

La compagnia La Scintilla presenta, un classico intramontabile del Teatro tratto da “Il malato immaginario” di Molière.

Nella rivisitazione della commedia, frutto del genio ironico e pungente dell’autore francese, questo gruppo teatrale vuole accentuare il carattere paradossale dei personaggi, soprattutto del protagonista, vittima delle sue stesse paure e della sua ingenuità.

In un alternarsi di equivoci e intrighi, figure grottesche e situazioni esilaranti, prende vita una trama scoppiettante e briosa in cui si ride, ma si riflette anche sulla fragilità umana, che spesso finisce per renderci ciechi, sciocchi e facili prede di chi ci imbroglia.

L’incasso, sarà devoluto in beneficenza alla Parrocchia di S. Galla. Spettacolo adatto a tutti, sano divertimento facendo anche del bene.

Ingresso 10 euro

 

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“Introduzione alla realtà” : il nuovo libro di Edoardo Camurri a Moby Dick

L’evento

Edoardo Camurri arriva alla Garbatella con il suo nuovo libro, “Introduzione alla realtà”. Il conduttore televisivo, giornalista e scrittore, sarà ospite oggi, 26 giugno 2024 alle ore 18:00, dell’Hub culturale Moby Dick, in Via Edgardo Ferrati 3.  L’autore dialogherà con Emanuele Dattilo, dopo i saluti e una breve introduzione alla discussione, che sarà realizzata dal consigliere municipale Lorenzo Giardinetti.

 

Foto di facebook. Edoardo Camurri 2020

Il libro

“Introduzione alla realtà” è un’epistola, un piccolo pamphlet filosofico di un centinaio di pagine in cui l’autore si rivolge ad un tu immaginario, che possiamo assumere come tutti noi. Il libro, edito da Timeo nel 2024, raccoglie un flusso di riflessioni appassionanti, capaci, come dice l’autore stesso, di farci incontrare la realtà nella sua durezza. Nelle sue pagine raccoglie, quindi, questioni che spaziano dalla paura alla morte, dalla psichedelia all’amore. Quella contenuta nel libro è una storia che parte dall’inizio, dalla nascita che ci introduce al mondo e alla realtà. I ragionamenti dell’autore ci possono aiutare a ridefinire la realtà possibile.

 

L’autore

Giornalista e scrittore classe ’74, Edoardo Camurri ha concentrato il suo lavoro nella divulgazione filosofica e culturale. Fino al gennaio di quest’anno ha condotto, su Rai 3, il programma culturale “Alla scoperta del ramo d’oro”, che ha raccolto un vasto pubblico di studenti e di persone di ogni età, entrando anche nelle scuole. Tante  le conduzioni radiofoniche e i contributi cartacei. Tra gli altri, ha introdotto nell’edizione di Mondadori, gli scritti psichedelici di Huxley. Durante la pandemia, ha condotto “Maestri”, il programma di Rai Cultura che promuoveva la didattica a casa durante la chiusura delle scuole, in collaborazione con il MIUR.

 

 

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Secondo appuntamento del festival della danza a Garbatella

Per gli appassionati della danza, ma anche per i semplici curiosi, venerdì 14 giugno il parco Caduti del Mare si riempirà di iniziative. Si tratta del secondo appuntamento a Garbatella di “Corpo Libero”, il festival della danza nato l’anno scorso e già diffuso in quindici municipi di Roma. È da lunedì 10 giugno che coreografie, musiche, laboratori e molte altre attività si diramano per i quattro angoli della capitale, in un progetto promosso dall’Assessorato alla Cultura di Roma. Iniziative a cui si può partecipare gratuitamente, a patto di premunirsi del giusto entusiasmo e della voglia di mettersi in gioco.

Il programma

Già lunedì scorso gli abitanti della Borgata Giardino, forse attratti dalla musica o dagli applausi, entrando nel parco Caduti del Mare hanno potuto sperimentare di cosa si tratti: una carrellata di coreografie e attività organizzate da scuole di danza o associazioni territoriali, di cui si ripeterà l’esperienza venerdì 14, ma con ospiti diversi. Il prossimo appuntamento, ancora una volta al parco Caduti del Mare, è venerdì alle cinque meno un quarto, con una coreografia a cura dell’Accademia nazionale di danza. Si proseguirà con laboratori dedicati a tutte le età, uno spettacolo di danza afro contemporanea, progetti di danza e sport e tanto altro. “Quest’anno abbiamo visto per la prima volta la partecipazione di una scuola di danza del territorio, la Unity Dance School di via Giulio Rocco, e dell’associazione Hagape 2000 con sede proprio a Garbatella” ha commentato l’Assessora alla Cultura del Municipio VIII Maya Vetri. “Anche la location del parco Caduti del Mare è particolarmente favorevole” ha proseguito, “perché permette la partecipazione delle famiglie con bambini.”

Esibizione al parco Caduti del Mare lo scorso 10 giugno (foto di Alessia Samaritani)

Il festival proseguirà nel corso del fine settimana, spostandosi nei Municipi I, III, V, X e XII. Tutta la città, insomma, verrà attraversata da musica e danze, a partire dagli scintillanti quartieri del centro fino alle meno appariscenti zone di periferia. Ma il festival non è solo l’occasione di accogliere artisti esordienti o ben noti, scuole prestigiose e associazioni, attirare i giovani o scuotere di brio gli indifferenti: ieri, martedì 11, si è svolta anche una cerimonia ufficiale, alla presenza del direttore artistico del festival, Fabrizio Arcuri. Nella cornice di Palazzo Braschi è stata infatti invitata la coreografa Michela Lucenti, che in quell’occasione è stata insignita del premio Ada D’Adamo, in ricordo della danzatrice e scrittrice vincitrice, tra l’altro, del Premio Strega 2023. D’Adamo è scomparsa l’anno scorso a seguito di una lunga malattia e al termine di una vita interamente dedicata all’impegno artistico e all’aiuto degli altri. Il premio in sua memoria è stato istituito quest’anno, con l’obiettivo di omaggiare i professionisti che si sono distinti nel campo della danza sì, ma con un occhio di riguardo all’inclusività. Tra attività artistica e missione sociale c’è infatti un legame fatto di coinvolgimento, accessibilità dei linguaggi, interazione con le fasce più deboli della cittadinanza. Anche per questo il festival torna in piazza, quest’anno, con un programma ben più capillare rispetto alla precedente edizione: per condividere con tutti l’allegria della danza e diffondere il valore della partecipazione.

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È tempo di Jazz Festival

In Villetta il tradizionale appuntamento musicale dell’estate

Musica, compagnia, divertimento e la Villetta di via Passino che torna a riempirsi di entusiasmo. Tutto questo è il Garbatella Jazz Festival, giunto ormai alla diciottesima edizione.

Si inizierà venerdì 21 giugno alle ore 20:00 con il Midnight Eclipse Quartet e il Silvia Manco Quartet. Sabato sera l’appuntamento sarà ancora alla stessa ora in compagnia del Diletta Longhi Trio; a seguire, il Susanna Stivali New Quartet.

La serata di domenica è dedicata a Duke Ellington, in occasione dei cinquant’anni dalla scomparsa. Il compositore statunitense verrà omaggiato dalle note di violino e contrabbasso dell’Ellington Duo, in seconda serata entreranno in scena i ventidue musicisti della Nuove Risposte Jazz Orchestra. Nel corso della manifestazione musicale, il punto ristoro della Villetta resterà aperto, e nel cortile della storica casa del popolo si prevede ancora una volta grande allegria.

Come pochi quartieri di Roma, Garbatella ha un compleanno da festeggiare e le sue ricorrenze da onorare. Il Jazz Festival è ormai una di queste, da quando nel lontano 2005 i membri delle associazioni culturali Altrevie e Cara Garbatella organizzarono per la prima volta una rassegna musicale destinata ad ottenere fin da subito un buon successo di pubblico e di critica. Successo che è la ricompensa migliore che esista, soprattutto quando altra ricompensa non c’è. Sì, perché il Jazz Festival è organizzato interamente da volontari, mossi dal sogno di offrire una rassegna di qualità ma completamente gratuita. Ci sono riusciti per diciott’anni.

XVIII Edizione del Garbatella Jazz Festival

Solo la pandemia riuscì a bloccare la manifestazione. Ma ad ottobre 2022 alla Villetta già si accordavano gli strumenti e si rispolveravano gli spartiti: tutto era pronto per tonare in campo. In quasi vent’anni di storia, il Jazz Festival è riuscito a spaziare tra esibizioni musicali e intermezzi teatrali, proiezioni di film e lezioni pubbliche sul tema; ha coinvolto altre associazioni locali, come Villetta Social Lab, la Scuola Popolare di Musica di Testaccio e la San Lorenzo Jazz Orchestra; ha ospitato giovani esordienti o artisti consolidati, come Pasquale Innarella, sassofonista di spicco nel panorama romano e attuale direttore artistico dell’evento. O come il grande contrabbassista Pino Sallusti, vera e propria anima del festival fino alla sua improvvisa scomparsa nel 2017.

Appassionato di musica fin da bambino, Sallusti si formò da autodidatta e arrivò a registrare album con Mike Mainieri, George Garzone, Eddie Henderson, Gary Bartz e Massimo Urbani. Era inevitabile che il Garbatella Jazz Festival, sotto la sua direzione artistica, vivesse una svolta qualitativa notevole. Alla memoria dell’amico, oltre che del musicista, gli organizzatori hanno dedicato una targa da consegnare a un giovane jazzista nel corso di ogni edizione. Quest’anno sarà la volta di Francesco Tursini, ospite d’onore della prima serata.

Il jazz era una musica di carattere popolare; anzi, di più: la sua peculiarità è stata sempre quella di rendere in musica i suoni della vita verascriveva Pasquale Navarra su Cara Garbatella nel 2005, riportando le parole dell’allora direttore artistico Marcello Minuti. Forse è questa la ragione del successo del Jazz Festival. O forse la ragione va cercata nel bisogno che abbiamo di incontrarci ogni tanto per scambiare quattro chiacchiere e un momento di spensieratezza, sulle note del genere più coinvolgente che esista. A questa domanda ognuno troverà una risposta. E forse proprio alla Villetta, chissà.

La storia del Jazz Festival raccontata dalle locandine

Due donne rapite dal fascino delle note e una tromba tinta di rosa energico: sto parlando della locandina di quest’anno, icona di un Jazz Festival dedicato alla gioia della musica e alla forza delle donne. “Ho voluto trasmettere la vitalità dello swing al femminile” ci ha raccontato Carmela di Giambattista, autrice delle diciotto locandine che dal 2005 hanno rappresentato l’iniziativa ben oltre i confini di Roma. Solo per fare un esempio, nel 2022 i manifesti sono volati fino all’Accademia Nazionale del Jazz di Siena. Anche nella provincia toscana i rappresentanti del Garbatella Jazz Festival sono stati ospiti graditi, giacché i responsabili della prestigiosa scuola già conoscevano l’iniziativa proprio tramite la locandina, che quell’anno raffigurava un sassofonista tra luci soffuse e un pubblico entusiasta.

Accanto, la scritta “make musica not war”, significativo riferimento ai tragici avvenimenti della guerra in Ucraina. “Con la locandina di quest’anno” ha proseguito l’autrice tornando ai giorni nostri, “ho voluto sottolineare anche il valore dell’inclusione, che è la vera cifra del Jazz Festival 2024”. Ma per capire fino in fondo questa affermazione sibillina, ci si vede dal 21 al 23 giugno alla Villetta.

[Articolo pubblicato sul periodico Cara Garbatella, Anno XVIII – Giugno 2024/numero 64, pag. 1]

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In bici per Gaza. La carovana Ride 4 Sunbirds arriva alla Garbatella

Partita il 25 aprile da Milano, la lunga carovana di bici Ride 4 Sunbirds arriva questo pomeriggio alla Garbatella. È la Ride 4 Sunbirds: 700 km per raccogliere fondi e raccontare la storia dei Gaza Sunbirds, una squadra palestinese di para-ciclisti.

 

Logo di Ride 4 Sunbirds.

Chi sono i Gaza Sunbirds

La squadra nasce nel 2020 grazie ad un’idea di Alaa al-Dali, ciclista professionista che durante le manifestazioni al confine tra Israele e la Striscia di Gaza ha perso una gamba colpito da un cecchino dell’esercito israeliano. Tra il 2018 e il 2019 sono stati migliaia i giovani palestinesi che hanno dovuto subire amputazioni agli arti a causa dei colpi subiti durante le manifestazioni. Dopo aver perso la gamba, Alaa al-Dali ha deciso di fondare una squadra di para-ciclisti, composta da ciclisti professionisti che prima della recente aggressione militare israeliana su Gaza avevano iniziato ad allenarsi per competere alle Paralimpiadi del 2024.

La carovana Ride for Sunbirds

Un gruppo di ciclisti italiani ha deciso di raccontare questa storia. Lo fanno attraversando un pezzo di stivale con le proprie bici: molte tappe in un lungo percorso con l’obiettivo di raccogliere fondi e dare voce alla storia di Alaa e degli altri ragazzi. La carovana si è fermata lungo il percorso a Parma, Bologna, Firenze, San Quirico d’Orcia, Bolsena e, poi, finalmente a Roma. Lo sport diventa così un mezzo potente per costruire ponti di solidarietà e sostenere il sogno di questi ragazzi.

L’arrivo alla Garbatella

Il taglio del nastro finale della carovana è stato fissato in Piazza Santa Maria della Pietà. È, però, alla Garbatella che nel corso di questo pomeriggio e della sera saranno accolti i ciclisti. L’evento, che si svolge tra Piazza Sauli e La Villetta, è stato promosso e organizzato da Assopace Palestina con il patrocinio del Municipio VIII di Roma. Dalle 19:00 il film-documentario Tour de Gaza, di Flavia Cappellini, racconterà negli spazi di Via degli Armatori 3 la storia dei paraciclisti. Tra gli altri, infatti, ad attendere la carovana ci sarà anche il Presidente del Municipio VIII Amedeo Ciaccheri. Con lui, Meri Calvelli, cooperante italiana di ACS che per anni ha lavorato nella Striscia di Gaza. E ancora ci saranno Hatem Abed Sabra della Comunità palestinese e Daniele Lauri, del Disability Pride Italia.

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Celebrazioni in Municipio VIII per la Festa della Liberazione

Anche quest’anno il Municipio VIII partecipa attivamente alle celebrazioni del 25 aprile, Festa della Liberazione con grande partecipazione dei cittadini e delle cittadine.

La giornata è organizzata dall’ANPI provinciale e inizierà alle 8:30 con l’omaggio ai Martiri delle Fosse Ardeatine. Subito dopo, alle 10:00, partirà da Largo Bompiani un corteo che arriverà a Porta San Paolo.

 

Le adesioni

Il concentramento è previsto a Largo Bompiani e vedrà alla testa le associazioni partigiane e della memoria antifascista ( Aned – Anppia – Anei – Anvrg – Aicvas – Fiap – Anpc – Anfim – Circolo G.Bosio – Prog.Memoria) che apriranno la manifestazione con i loro striscioni, bandiere, medaglieri e labari. Parteciperanno tante associazioni tra cui Libera, Acli, Arci, Casa delle Donne, Famiglie arcobaleno, Mediterranea, Emergency, e anche i sindacati Cgil-Cisl-Uil. Non mancheranno gli studenti con le lore organizzazioni e i partiti politici.

 

Il percorso

Per chi vuole unirsi al corteo, ecco il percorso completo :  via delle Sette Chiese, via di Santa Petronilla, via Rufina, viale di Tor Marancia, piazza Rufino, via Colombo, via Genocchi, piazza Oderico da Pordenone, via Guglielmo Massaia, piazza Bonomelli, viale Massaia, piazza Michele da Carbonara, viale Massaia, piazza Biffi, circonvallazione Ostiense, Ponte Settimia Spizzichino, via Ostiense e arriverà verso le 11 a Porta San Paolo.  Arrivati a Largo delle Sette chiese, una parte del corteo, con l’organizzazione Rete Antifascista Roma Sud, devierà verso Parco Shuster  con lo slogan “ieripartigian* oggi antifascist*” ; nel parco è previsto un pic nic dalle 13:00  e spettacoli per grandi e piccini a partire dalle 16:00

Gli artisti sul palco di Porta San Paolo

Sul palco di Porta San Paolo si alterneranno  “giovani, donne e uomini del mondo del lavoro, dello studio, del volontariato, in un collegamento ideale e forte con le partigiane e i partigiani, e con le associazioni della Resistenza”. Ci sarà tanta musica con Nicola Alesini, la Banda Cecafumo, la BandaJorona, il Coro “Inni e Canti di Lotta” di Giovanna Marini diretto da Sandra Cotronei, Sara Modigliani e Massimo Lella. E anche letture a cura di Andrea Berbetti, Ivan Costantini, Alessia Gabbarrini, Ilaria Patamia, Giovanni Rossi, Teatrullo Antifascista ( Francesco Mariani, Mauro Zannella, Andrea Zijno). “Lo spettacolo per la Resistenza e la Libertà” è ideato dall’architetto Cesare Esposito. “E’ uno spettacolo serale di luci, film storici sulla Resistenza e sulla Liberazione.- spiega Esposito – Canti, poesie nella scena della notte dei tempi della piramide, schermo di pace”. In particolare verrà proiettato il film ‘Mamma Roma’ di Pier Paolo Pasolini con Anna Magnani.

Pomeriggio alla Villetta

In contemporanea, le celebrazioni di Garbatella offrono un ricco calendario di interventi e musica alla Villetta Social Lab – Via degli armatori, 3  dove chi vuole può anche prenotarsi per il pranzo delle ore 13. Il pomeriggio, organizzato dalla scrittrice e regista Maria Jatosti, accoglierà dalle ore 17,00 le esibizioni musicali di “AcousticLane“, Piero Brega, Oretta Orengo, e letture a cura di Antonio Amendola, Tiziana Colusso, Giovanni Fontana, Vittorio Viviani, F.Paolo Memmo e altri, oltre ad interventi della stessa scrittrice e regista Maria Jatosti. Parteciperà sul palco anche Massimo Wertmuller.

Sempre nel pomeriggio, alle 16 a Largo delle Sette Chiese, si svolgerà una cerimonia con rappresentati del Municipio VIII con la deposizione di una corona d’alloro e la presenza delle staffette partigiane presso il monumento dell’architetto Esposito dedicato alle Fosse Ardeatine.

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“Controversie per un massacro”, il libro di Dino Messina presentato a Moby Dick

C’è ancora molto interesse, voglia di capire, ma anche di ribadire da che parte stare. Ovverosia dalla parte dell’umanità e della libertà, contro la barbarie.
Per questo c’erano tanti cittadini all’hub culturale Moby Dick, lunedì 8 aprile, in occasione della presentazione del libro “Controversie per un massacro”, scritto da Dino Messina, giornalista del Corriere della Sera, ed edito da Solferino.
Un libro che mette un punto finale ricostruendo, anche sulla base di nuove testimonianze, l’intera storia della più feroce rappresaglia, fino ad allora mai compiuta dai tedeschi contro la popolazione civile in una città dell’Europa occidentale, quella delle Fosse Ardeatine.
Presenti anche Francesco Albertelli, presidente dell’ANFIM, il giornalista del Corriere della Sera Paolo Conti, la professoressa Michela Ponzani, storica presso l’università di Tor Vergata e volto noto in TV anche per la trasmissione Il tempo e la storia, mentre Amedeo Ciaccheri ha portato il saluto dell’VIII Municipio che ha patrocinato l’iniziativa.

Dino Messina

Il comunicato nazista all’indomani dell’azione di via Rasella

«Nel pomeriggio del 23 marzo 1944, elementi criminali hanno eseguito un attentato con lancio di bombe contro una colonna tedesca in transito per via Rasella. In seguito all’imboscata, trentadue uomini della polizia tedesca sono stati uccisi e parecchi feriti. Il comando tedesco ha ordinato che per ogni tedesco ammazzato siano fucilati dieci criminali comunisti badogliani.»
Questo comunicato degli occupanti nazisti è l’inizio della storia ufficiale di uno degli episodi più clamorosi della Resistenza italiana.
Un sacrificio che avrebbe richiesto una narrazione corale, ma che ha registrato invece nel corso del tempo un fitto intreccio di polemiche e liti giudiziarie iniziate dopo gli avvenimenti e proseguite fino ad oggi. Ma chi svolse e decise l’azione partigiana? Come si schierò il Cln? La rappresaglia fu inevitabile? Perché nessun partigiano si consegnò? Pio XII ne fu informato? Perché non intervenne?
A ottant’anni esatti dagli eventi, Dino Messina ha dunque messo in ordine, con dovizia di particolari, con documenti e prove, tutti gli accadimenti, raccontando anche i processi ai responsabili della rappresaglia, Kesselring, Mälzer, Mackensen, Kappler e Priebke. E le dispute politiche ancora scottanti, dall’intervento di Norberto Bobbio negli anni Settanta alle più recenti dichiarazioni di esponenti della maggioranza di governo.
“L’azione militare di via Rasella, fu un legittimo atto di guerra, quello che non fu legale – lo ha ribadito la professoressa Ponzani – fu la rappresaglia dei nazisti, anche perché nessuna norma internazionale l’autorizzava”.

 

L’assessora Maya Vetri: “In cantiere altre iniziative per coltivare la memoria”

Al nostro giornale l’assessora Maya Vetri ha ribadito che “il periodo tra il 23 marzo e il 25 aprile è un momento utile per un esercizio di democrazia nei nostri territori”.
“Come municipio abbiamo messo in pratica una serie di iniziative che prevede presentazioni di libri, incontri nelle scuole, momenti di riflessioni e che vuole riportare all’attenzione della cittadinanza e delle associazioni, non soltanto i tragici episodi dell’epoca, ma anche il ruolo centrale delle testimonianze”.
“Questo è un tratto fondamentale delle nostre politiche di cura e di tutela della memoria – conclude Vetri – tanto che ci sono in cantiere altri appuntamenti che culmineranno il 27 aprile con l’intitolazione dell’aula studio della biblioteca Joyce Lussu di via Costantino a due partigiani, Lucia Ottobrini e Mario Fiorentini”.

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Il rilancio dei servizi sanitari territoriali

 Il rilancio dei servizi sanitari nel Municipio VIII

Cosa cambia con il PNRR
Il Municipio VIII Roma e il Distretto 8 della Asl Roma 2 invitano la cittadinanza Martedì 23 aprile alle 18 presso Casa Sociale degli Anziani e del Quartiere Pullino, in via Giacinto Pullino 95, ad un incontro pubblico sul rilancio dei servizi sanitari territoriali nell’ambito della realizzazione delle Case della Comunità previste dalla Missione 6 del PNRR.
Sarà l’occasione per illustrare i progetti, le nuove collocazioni dei servizi sanitari territoriali e come l’offerta territoriale cambia per favorire un’esistenza quanto più possibile autonoma e dignitosa, limitando ai casi più gravi e alle riacutizzazioni le cure in ambiente ospedaliero.
Vi aspettiamo!

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Un modo diverso per celebrare la giornata delle donne a Garbatella

A Garbatella il 10 marzo si continua a celebrare la giornata internazionale della donna.

La via delle donne

Il centro culturale Approdo, infatti, in collaborazione con Donne di Carta e con il patrocinio del Municipio VIII, ha scelto la domenica mattina per proporre un modo diverso per stare insieme: una passeggiata all’interno del reticolo di strade dedicate alle donne del quartiere Garbatella.

Di cosa si tratta

“Sarà un gioco fatto di rebus, quiz, enigmi per scoprire le diverse tappe di questo percorso al femminile – spiega Sandra Giuliani dell’Associazione Donne di Carta – E per sapere di più sulle donne che abitano con le loro storie il quartiere, dove ha sede il centro culturale Approdo”.

Un’indagine, quindi, un itinerario a sorpresa, che culmina in una piccola mostra dedicata alle leggi che hanno cambiato la vita delle donne e a quelle lotte che hanno contribuito a ottenerle e a immaginare per noi tutt* un futuro diverso.

Istruzioni per la giornata

I bambini e le bambine avranno il loro spazio. Per loro è infatti prevista la lettura – discussione sul libro “Nina e i diritti delle donne” di Cecilia D’Elia.

Al termine della mattinata ci sarà un brunch etnico a cura di Hummus Town, per ricordarci che siamo… nel mondo.

“E’ gradita la prenotazione – sottolinea Sandra Giuliani – E poi ecco tre raccomandazioni: 1. portatevi appresso gli uomini; 2. indossate scarpe comode (il tragitto comunque è breve); 3. controllate che i cellulari siano carichi (servono per giocare e non perdersi)”

Per prenotare

Per prenotare inviare una email a: progettoapprodo@gmail.com

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Massimiliano Smeriglio è il candidato di Alleanza Verdi Sinistra alle prossime Europee

dalla Redazione

L’intervista di Cara Garbatella

 

Sabato 8 e domenica 9 giugno siamo chiamati a votare i nostri rappresentanti (76) al Parlamento europeo e lei si ricandida nel collegio dell’Italia Centrale (Toscana, Umbria, Marche e Lazio) non più come indipendente nel Partito democratico, ma con l’Alleanza Verdi Sinistra. In breve può spiegarci questa scelta?

 

È stata una decisione ponderata. Mi ero candidato come indipendente nelle liste del PD durante il periodo di Piazza Grande, di cui sono stato coordinatore nazionale. Questo momento avrebbe dovuto segnare una svolta nella linea politica del partito, aprendolo a diverse sensibilità politiche. Tuttavia, ciò non è avvenuto. Dopo le dimissioni di Zingaretti, seguite da polemiche e conflitti interni, è regnato solo il silenzio.

Ancora oggi, persiste una mancanza di dinamicità determinata da logiche territoriali autoreferenziali, sempre le stesse. A un certo punto ho dovuto constatare con disappunto l’indifferenza verso il lavoro svolto e l’imbarazzo per le battaglie ambientaliste e pacifiste condotte in Europa in questi anni.

Ho preso quindi la difficile decisione, in coerenza con il mio percorso e le mie posizioni parlamentari, di abbandonare la delegazione del Partito Democratico per dedicarmi al consolidamento di un’alleanza a favore della giustizia climatica e sociale, e per promuovere un’Europa promotrice della pace. Nel tempo, la distanza su questioni fondamentali, come la transizione ecologica e la guerra, si è accentuata.

Neanche nel mio ruolo di Coordinatore S&D della Commissione Cultura c’è stata un’interlocuzione con la leadership del partito.

Il tema centrale ora è come ricostruire la credibilità. Nel panorama del Campo democratico, manca una discussione approfondita sul profilo politico-culturale e programmatico. Non c’è stata una riflessione critica sui dieci anni di governi tecnici e di unità nazionale, che hanno profondamente modificato il Paese, favorendo l’ascesa della destra estrema.

Ho votato contro il ritorno al vecchio Patto di Stabilità pre-pandemia, che soffoca persone e enti locali, insieme al Partito Verde Europeo e alla Sinistra. In diverse occasioni ho preso posizioni diverse da quelle del Pd, ad esempio riguardo al massacro di Gaza, la guerra in Ucraina, la corsa al riarmo di 27 Stati, la centralità delle questioni ecologiche e il garantismo, oltre alla pericolosa equiparazione tra fascismo e comunismo.

Nel frattempo AVS è diventata un punto di riferimento per numerose reti, vertenze, conflitti territoriali ed esperienze di governo, come quella di Roma con Gualtieri. La mia scelta è principalmente politica. Voglio ripartire dai concetti fondamentali: giustizia ambientale e sociale, alleanza per il clima, lavoro e reddito al tempo dell’intelligenza artificiale e della predominanza delle piattaforme, difesa del pianeta, gestione limitata delle risorse e loro redistribuzione sociale. E infine, il reddito universale, considerando la contrazione del lavoro e la crescente diffusione del lavoro precario.

Le elezioni europee si caratterizzano per il sistema di voto proporzionale. La frammentazione delle liste preoccupa sempre il popolo della Sinistra. Pensa che l’Avs possa superare la quota di sbarramento del 4% a livello nazionale, che consentirebbe di eleggere dei rappresentanti senza disperdere voti?

Nelle elezioni europee il sistema elettorale è proporzionale. Non esiste il tema delle coalizioni o del cosiddetto voto utile. Le persone saranno libere di esprimere il loro orientamento. I sondaggi al momento sono positivi, e i risultati delle elezioni in Sardegna incoraggianti. AVS può proporsi come un polo attrattivo della sinistra pacifista, antifascista ed ecologista. Con il contributo che potremo dare io, Mimmo Lucano e altre candidature autorevoli nei vari collegi penso che potremo farcela.

Su quali tematiche principali baserà la sua campagna elettorale?

In tutta Europa assistiamo ad una avanzata delle destre sia sul piano comunitario con 12 leader nazionali fra destra estrema e moderata con una forza nelle istituzioni comunitarie sempre più a vantaggio del Consiglio, delle singole nazioni rispetto al Parlamento. Abbiamo avuto avvisaglie importantissime in questo senso nell’ultimo anno: il voto sui pesticidi, quello sul nucleare, quello sugli imballaggi e quelli sul cessate il fuoco a Gaza.

E’ dunque la destra che unifica un campo mettendo insieme il negazionismo climatico ad un’agenda che non è certo un’agenda di pace. I valori della destra vanno dunque dall’avversare l’agenda green ad un’idea di Stato di diritto neocoloniale. Una destra razzista, suprematista, guerrafondaia, omofobica, nazionalista, fossile, patriarcale, autoritaria.

Noi dobbiamo avere il coraggio di costruire un’agenda non temperata ma totalmente opposta, capace di muovere una reazione anche emotiva dei cittadini che il 9 giugno devono scegliere in quale Europa vivere. Io penso che noi dobbiamo lavorare per un’Europa comunitaria, parlamentare, una comunità che possa svolgere il ruolo di agente diplomatico di pace. Un’Europa che rilanci l’agenda green, che sia femminista, ecosolidale. Un’Europa antifascista, solidale accogliente. Un’Europa di Pace.

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Quella croce di Plautilla a testimoniare il martirio di San Paolo

Di Giorgio Guidoni

La colonna era situata nei pressi della chiesa di San Salvatore sulla via Ostiense

C’è una mappa di Roma del 1469 che, oltre a raffigurare i più importanti monumenti all’interno delle Mura Aureliane, riporta, unica nel suo genere, particolari inediti della zona dell’Agro Ostiense. È una mappa di Pietro del Massaio, pittore, cartografo e miniatore, vissuto tra il 1420 e il 1480. Questa carta, il cui originale si trova presso la Biblioteca Apostolica Vaticana, era stata già utilizzata per un nostro precedente articolo sulla Moletta e sul fiume Almone e sin da allora un elemento aveva stuzzicato la nostra curiosità. Ci riferiamo all’illustrazione di una colonna sulla cui sommità è posta una croce, dislocata tra la Piramide Cestia e la Moletta, poco distante dal ponticello di via Ostiense che permetteva di oltrepassare il fiume Almone (foto 1). Poiché il cartografo si era preso la briga di riportarla accanto a monumenti di notevole importanza giunti fino ai nostri giorni, la stele doveva avere una sua importanza precipua. Che cosa commemorava questa colonna? Dove si trova ora? In questo breve articolo cercheremo di far luce su questi aspetti ancora sconosciuti. Per iniziare la ricerca ci viene in aiuto la didascalia riportata da Del Massaio accanto alla colonna, che recita: “AB HAC CRUCE S. PAULO PURA DEFUNCTU MULIER REDDIDIT”. La frase, liberamente tradotta, significa: “Presso questa croce, dopo la morte di San Paolo, una pia donna restituì”. L’espressione si riferisce a un miracolo testimoniato da Plautilla, una giovane vedova vissuta nel I secolo D.C., convertitasi al Cristianesimo dopo aver assistito alle prediche degli Apostoli e successivamente battezzata da San Pietro. Plautilla incontrò San Paolo mentre veniva condotto al martirio. Il Santo chiese alla donna un velo per bendarsi gli occhi al momento dell’esecuzione, promettendole di restituirglielo. La colonna testimoniava il luogo in cui San Paolo, dopo esser stato decapitato, restituì miracolosamente il velo a Plautilla. L’erudito Michelangelo Lualdi descrive questo episodio nel suo testo del 1650 “L’origine della Christiana Religione nell’Occidente”, aggiungendo il particolare dell’ubicazione della casa della donna: si trovava in via Ostiense, nel luogo in cui fu successivamente costruita la chiesa di San Salvatore della Porta. Di questa piccola chiesa troviamo un’importante testimonianza in un dipinto di Achille Pinelli, figlio del più noto Bartolomeo, che la immortalò in un suo acquerello del 1834 (foto 2). In questo realistico dipinto, ricco di particolari, non vi è tuttavia traccia della colonna, forse intenzionalmente lasciata fuori dal campo visivo. In un’altra incisione del 1747 dell’architetto Giuseppe Vasi è invece chiaramente visibile, in prossimità della Piramide e della Porta Ostiense, una porzione della chiesa e la colonna segnalata originariamente da Del Massaio (foto 3). Anche nella famosa mappa di Roma di Giovan Battista Nolli del 1748 sono raffigurate la chiesa e in sua prossimità la colonna con croce (particolare-foto 4). Non si conosce con precisione quando la colonna sia stata eretta, mentre della piccola chiesa si hanno tracce a partire dal 1300, anno in cui è citata nel codice di Torino tra quelle abbandonate. Nei libri delle Indulgenze del secolo successivo la Ecclesia S. Salvatoris extra portam è citata tra gli oratori visitabili dai pellegrini (1). Sia la chiesa sia la colonna con croce sfortunatamente non arriveranno ai nostri giorni. Durante il periodo della Repubblica Romana, più precisamente nei giorni dell’assedio e riconquista di Roma da parte dell’esercito francese a inizio luglio 1849, entrambe furono abbattute e mai più ricostruite. Da allora si è persa traccia di questi monumenti storici ed oggi, nella trafficata via Ostiense, non rimane alcun ricordo di questo leggendario evento miracoloso.

Nota 1- Bullettino di archeologia cristiana, Giovan Battista De Rossi, n.2 marzo-aprile1866, pag 34.

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La Garbatella a The Voice Senior

di Giorgio GUIDONI

L’esibizione di Marcello Malù alla nota trasmissione di Rai Uno in prima serata

La recente puntata di The Voice Senior, andata in onda l’8 marzo scorso su Rai Uno, ci ha riservato due belle sorprese. La prima, l’interpretazione magistrale del brano Just a gigolò da parte di Marcello Malu a 80 anni compiuti; la seconda quando lui stesso in televisione ha svelato di essere nato a Garbatella. Ecco l’intervista che ci ha rilasciato.

Marcello raccontaci di te, delle tue origini, delle tue passioni.

Sono nato alla Garbatella il 10 aprile 1943, e qui sono sempre rimasto a vivere: ancora oggi abito nella stessa casa al lotto 15. Sin da ragazzino la musica e il canto mi appassionavano, sono cresciuto ascoltando i grandi interpreti del tempo come Frank Sinatra e Ray Charles, imitando sia il loro modo di cantare sia le loro movenze. Ho studiato musica da autodidatta, la prima opportunità mi si è presentata nel 1960 quando mi proposero un contratto musicale con il complesso “I soliti ignoti”. Dovevo sostituire il cantante che aveva lasciato il gruppo perché aveva velleità teatrali: accettai di buon grado e iniziai con entusiasmo. Successivamente, seppi che quel cantante che amava fare l’attore era nientemeno che il grande Gigi Proietti! Nel 1968 a Torvajanica partecipai a un concorso di voci nuove organizzato e condotto da Pippo Baudo: mi classificai primo, il secondo posto se lo aggiudicò Claudio Baglioni. Ricordo ancora i complimenti di Claudio che mi disse: “Chissà se un giorno diventerò bravo come te a cantare!”

La musica è stata la tua attività principale o hai esercitato altre professioni?

Dal 1975 al 2002 sono stato insegnante di sostegno presso la scuola elementare Principe di Piemonte sulla rupe di San Paolo, davanti alla Basilica. Grazie alla musica portavo allegria e leggerezza a tanti bambini che ne avevano bisogno e che mi insegnavano quotidianamente la gioia di vivere dall’alto dei loro handicap. Contemporaneamente, avevo messo su una piccola orchestra con cui ci esibivamo in varie manifestazioni ed eventi.

Raccontaci delle tue esperienze televisive.

Dagli anni Duemila ho iniziato a comparire in diversi programmi televisivi. Nel 2000 ho partecipato a Momenti di Gloria condotta da Mike Bongiorno, imitando Ray Charles e classificandomi secondo su ben quattrocento concorrenti. In una delle puntate del 2004 de La Corrida, condotta da Jerry Scotti, ho vinto imitando Frank Sinatra nella celebre “New York New York”. L’anno dopo, nella trasmissione Sei un mito, ho vestito i panni di Franco Califano cantando il suo successo Il sognatore. Nel 2006 fui invitato al Maurizio Costanzo Show in cui incontrai Claudio Baglioni, ricordando l’episodio di Torvajanica del 1968: abbiamo quindi duettato sulle note di “Yesterday” con il pubblico, che apprezzò moltissimo. Tutte queste mie esperienze sono testimoniate da video presenti su YouTube e sulla mia pagina Facebook.

Regalaci un ricordo di gioventù legato alla Garbatella.

Ricordo che il mio barbiere di fiducia era Mario, detto “Scarpavecchia”, che aveva un piccolo negozio in vicolo della Garbatella. Era un valente chitarrista, scherzava sempre su tutto, mi stimava come cantante e io  lui come musicista. Mario nel suo gruppo suonava la chitarra, ai mandolini c’erano Lorenzo, detto il Palletta, e Bruno, alla voce un altro valente cantante, Maurizio, che lavorava alle pompe funebri. Tra di loro scherzavano dicendo che loro avevano l’hobby della musica, mentre Maurizio aveva l’hobby-torio! Il loro repertorio si basava su canzoni della tradizione romana, si esibivano nei ristoranti tipici, ma la loro specialità erano le serenate. Abbiamo collaborato diverse volte e ricordo quell’aria scanzonata e leggera a suonare e cantare di sera sotto le finestre della promessa sposa solo con strumenti acustici e la bellezza armoniosa della voce. Il tempo si fermava, i vicini si affacciavano incuriositi e silenziosi, a gustare quei momenti irripetibili di leggera felicità: la musica e la passione ci univano, noi e tutto il pubblico affacciato sulla primavera romana. La musica è rimasta una fonte di gioia per me, che mi ha accompagnato per tutta la vita.

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Con Alessandro Barbero al Teatro Palladium

 

Il professor Alessandro Barbero e centinaia tra studentesse, studenti e docenti, hanno affollato le mura del Teatro Palladium alla Garbatella nella mattinata di mercoledì 27 febbraio. Un’occasione più unica che rara, quella che si è presentata alle ragazze e ai ragazzi del triennio del Liceo Peano di Via Morandini, in zona Laurentina.

Il professor Barbero

Specializzato in storia del Medioevo, è uno dei professori più autorevoli, ma soprattutto più conosciuti e popolari nell’Italia degli ultimi anni. Ordinario all’Università del Piemonte Orientale, può vantare, oltre che un’altissima carriera accademica e produzione saggistica, di essere una vera e propria star di internet e dei social network. Grazie alla divulgazione delle sue lezioni e video-conferenze sulle piattaforme digitali, la voce di Barbero ha raccontato, e racconta tuttora, i passaggi fondamentali della Storia europea – e non solo – a giovani e meno giovani.

Un’opportunità da non perdere

L’iniziativa nasce proprio in virtù della grande popolarità di Barbero. Alcune studentesse e studenti, infatti, sono riusciti ad entrare in contatto con il Professore strappando la sua disponibilità ad un incontro dal vivo: grazie alla collaborazione con il Municipio VIII e alla Fondazione Teatro Palladium, la scuola ha ottenuto la possibilità di svolgere l’evento all’interno del Teatro, permettendo, così, a molte classi del triennio di partecipare. Una grande opportunità, che l’intera comunità scolastica non si è fatta sfuggire.

 

Foto tratta dal profilo Facebook del Presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri.

Domande e risposte al Teatro Palladium 

A meno di un mese da un’importante commemorazione per il territorio come quella delle Fosse ardeatine, con il Professor Barbero, gli studenti hanno potuto dialogare apertamente intorno ai temi della guerra e delle guerre, e del rapporto che queste hanno con l’informazione. “Guerre attuali e virtuali. Lo storico Alessandro Barbero dialoga con gli studenti del Liceo Peano“, questo il titolo della giornata. Una mattinata che difficilmente dimenticheranno, a discutere insieme intorno ad una lettura storica degli eventi del presente, necessaria per capire le radici profonde dei conflitti attualmente in corso, ma anche le differenze e le similitudini nella percezione e nel racconto dei conflitti di oggi e di ieri.

 

 

 

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“La memoria delle Emozioni” Tappa romana al Teatro Palladium

Quanti hanno sentito parlare del Paese Ritrovato ? “La memoria delle emozioni” è un docufilm che racconta di questo posto speciale.  E sabato 9 marzo p.v. il Teatro Palladium accoglierà la proiezione di questa opera cinematografica presentata al Festival di Venezia ed ora candidata ai David di Donatello.

L’evento è stato organizzato in collaborazione con l’associazione Alzheimer Uniti Roma Aps ed è patrocinato dal Municipio VIII del Comune di Roma.

Il tema del docufilm

“Ne La memoria delle emozioni sono approfondite, grazie a filmati, interviste e storie inedite, le vicende di alcuni residenti del Paese Ritrovato, un villaggio vicino Monza dove vivono persone con Alzheimer – spiega il regista Marco Falorni – Queste persone, con  grande umanità, ci fanno conoscere la loro vita che attraversa momenti di fragilità ed altri più sereni e divertenti.”

Oltre al racconto in prima persona dei residenti, ci sono testimonianze di familiari e di persone che si occupano di chi vive al Paese Ritrovato.

Viene anche coinvolta una voce autorevole come quella del professore Marco Trabucchi e intervengono, con le proprie esperienze familiari, personalità dello spettacolo come  Giulio Scarpati e Diego Dalla Palma.

Tra i protagonisti del documentario c’è anche Enrico Ruggeri con la sua musica. Ruggeri, infatti, ha voluto ambientare proprio al Paese Ritrovato il videoclip del suo ultimo brano “Dimentico”, realizzato da Libero Produzioni e ispirato ad una persona con Alzheimer.

La produzione è di Rai Documentari insieme a Libero Produzioni.

Il tour

La Memoria delle Emozioni sta compiendo un tour in tutta Italia. E’ già stato presentato in diverse città come Milano, Venezia, Monza, Bergamo, Varese.

Inoltre la produzione ha attivato un sito sul quale si possono vedere date e luoghi futuri e  proporre nuove location dove proiettarlo.

E’ un modo per sensibilizzare le persone al tema della malattia e a superare lo stigma che porta i malati e le loro famiglie all’isolamento dalla società.

Il Paese Ritrovato

Il Paese Ritrovato è un progetto che rivoluziona la cultura della cura – spiega Marco Fumagalli della Cooperativa La Meridiana – E’ un villaggio alle porte di Monza che accoglie 64 persone con Alzheimer, una vera e propria cittadina con strade, giardini, cinema, teatro e negozi, come il parrucchiere e il bar, e c’è anche un orto”.

Il villaggio è stato inaugurato nel 2018 grazie al lavoro della Cooperativa La Meridiana che da oltre 45 anni si occupa di assistere e curare le persone anziane, ma anche grazie all’aiuto di cittadini, imprese, enti, associazioni, istituzioni.

La tavola rotonda

Subito dopo la proiezione è prevista una tavola rotonda con il regista , rappresentanti della Cooperativa La Meridiana, di Libero Produzioni, Rai Documentari e altri ospiti.

Parteciperanno, tra gli altri, il Dr Paolo Marin, Presidente dell’Associazione Alzheimer Uniti Roma Aps, e la Prof Luisa Bartorelli, che esporrà il progetto “Garbatella, Comunità amica delle persone con demenza”, sostenuto dal Presidente del Municipio VIII, Amedeo Ciaccheri, per una comunità attenta ai bisogni dei più deboli.

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La biblioteca Lussu incontra il territorio

Come promuovere la lettura sul territorio? Come avvicinare bambini e ragazzi ai libri senza risultare pesanti o addirittura noiosi? Queste sono le domande su cui ieri 14 febbraio i rappresentanti del Municipio VIII e alcune associazioni del quartiere si sono interrogati presso la biblioteca Joyce Lussu, inaugurata in via Costantino lo scorso ottobre.

L’incontro e le proposte

L’incontro si è tenuto in una sala distaccata del polo bibliotecario con la partecipazione di Maya Vetri e Monica Rossi del Municipio VIII. “Roma Capitale ha sottoscritto un Patto per la lettura” ha ricordato l’assessore alla cultura in apertura. “È la lettura che deve incontrare le persone, noi siamo qui per vedere cosa possiamo fare a livello municipale.” Sono quindi intervenuti i rappresentanti delle associazioni culturali con le loro proposte, delineando un 2024 ricco di iniziative.

incontro associazioni biblioteca Lussu 14 02 2024

Il “Centro Olistico Essenzia”, con sede in via Francesco Giangiacomo 20, proporrà la lettura di poesie. “La voce di Rita”, invece, organizzerà quattro dibattiti proprio all’interno della biblioteca – il primo marzo, il 5 aprile, il 3 maggio e il 5 giugno. “Di’gayproject” è particolarmente sensibile alle tematiche LGBT, e proporrà degli incontri sul tema. Molte sono le associazioni che si rivolgono ai bambini, come “Sahajayoga” o “Il tempo ritrovato”.

È intervenuta anche Anna Maria Baiocchi di Legambiente, che da quattro anni all’interno dell’area verde degli orti urbani propone, oltre ad incontri di approfondimento sulla questione ambientale, presentazione di libri pubblicati da piccoli editori, grazie alla collaborazione della scrittrice Serena D’Arbela. “Abbiamo notato che lo spazio all’aperto attira molte persone, soprattutto dopo la pandemia” ha detto la Baiocchi. “Potrebbe essere un modo per avvicinare i bambini ai nostri progetti culturali.” Da qui è iniziato il confronto tra le associazioni. Tra le altre proposte, quella di avvicinare i giovani alla lettura tramite l’arte, la musica e i fumetti.

In ricordo del consultorio com’era

In chiusura l’assessore Vetri ha ricordato la situazione del consultorio in largo delle Sette Chiese, depotenziato dall’Asl a causa di carenza di personale. “È importante conservare memoria di quello che il consultorio ha rappresentato fino a poco tempo fa, per trasmetterlo alle giovani generazioni che spesso non sanno neanche cosa sia un consultorio familiare” ha detto l’assessore. Per chiunque abbia del materiale a disposizione sulla storia di questo luogo, il Municipio si è mostrato disponibile a raccoglierlo in vista di un’eventuale esposizione. “La memoria è alla base dell’azione politica” ha continuato Vetri. “Noi continueremo a batterci per il consultorio, ma è importante anche ricordare la storia che ci precede.”

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In ricordo del partigiano della Garbatella Libero Natalini

Dopo l’installazione delle due pietre d’inciampo in via Massaia per i patrioti Libero De Angelis e Giuseppe Felici, nella storica sede del Circolo dei Socialisti in via Edgardo Ferrati 12, si è tenuta una giornata commemorativa in ricordo di “Gregorio”. Così veniva chiamato sul campo di battaglia Libero Natalini, figura di spicco della Resistenza romana e figlio della Garbatella, alla cui memoria il Municipio ha già dedicato una targa a piazza Benedetto Brin, nelle vicinanze della sua dimora.

L’evento, organizzato da Cara Garbatella con l’associazione culturale Forum Terzo Millennio e il patrocinio del Municipio, ha visto la partecipazione dei due figli Giulio e Sandro, che con commozione hanno ricordato la figura di Libero, venuto a mancare nell’ottobre del 2003. “Nostro padre ci ha trasmesso l’amore per la democrazia, la libertà e la giustizia sociale. Per noi è un atto dovuto onorare la sua memoria”.

La relazione di Gianni Rivolta

Durante la conferenza, accompagnato da immagini d’archivio selezionate da Giancarlo Proietti direttore editoriale di Cara Garbatella, il giornalista Gianni Rivolta ha ripercorso la biografia del partigiano, soffermandosi anche su due episodi inediti, ricavati da una raccolta di interviste a Libero Natalini del 1986 rilasciate ad Aldo Santini, militante del Pci della Villetta prematuramente scomparso. Il primo risale al 13 marzo del ’44, quando al mattino, dopo una riunione del gruppo operativo della Garbatella, Libero viene avvertito da Raffaella Chiatti, la sora Lella, della presenza di un gruppo di tedeschi nei pressi della sua casa in via di Sant’Emerita al lotto 4. Fortunatamente “Gregorio” riuscirà a scappare e a rifugiarsi a casa dello zio in vicolo del Cinque a Trastevere. Il secondo risale al 3 aprile, quando avviene l’arresto da parte di Veronesi, maresciallo delle SS italiane, di Pietro Asdrubalini gerente dei bagni pubblici della Garbatella e appartenente al Partito Socialista clandestino. Quest’ultimo, nonostante conoscesse il repubblichino che lavorava per l’Icp, venne comunque portato nella prigione-lagher di via Tasso e, dopo essere passato per le torture dei tedeschi, confessò i nomi dei partigiani più in vista della Settima zona con cui teneva i contatti clandestini e rivelò i luoghi dei depositi delle loro armi. Tuttavia, la moglie dell’Asdrubalini sora Bice cercò di organizzare un incontro con Libero per avvisarlo di essere ricercato dai tedeschi. Dopo questi fatti la Settima zona dei Gap subì una forte battuta d’arresto nelle azioni di sabotaggio contro gli occupanti tedeschi e nelle attività di propaganda.

Gli intervenuti

All’incontro sono intervenuti Giovanna Mirella Arcidiacono, presidente dell’associazione culturale “Il Tempo Ritrovato”, che ha ricordato l’impegno e il supporto di Vera Rocchi, moglie di Libero Natalini, nell’attività partigiana e nella vita politica anche dopo la liberazione, l’ex dirigente Anpi Aladino Lombardi e il Presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri. “Insieme ai cittadini stiamo facendo un lavoro che esce dalle maglie della formalità istituzionale” ha affermato il mini sindaco. “Nell’VIII Municipio – prosegue – il tema della memoria è fortemente radicato nel territorio e nella coscienza di tutte quelle donne e quegli uomini che negli anni hanno contribuito a mantenere solidi e a trasmettere alle nuove generazioni i valori su cui si fonda la storia resistenziale, antifascista e democratica di questa zona. Le biografie dei partigiani – conclude Ciaccheri – sono un patrimonio di cui abbiamo la necessità e il dovere di prenderci cura per continuare a coltivare un senso di appartenenza, coscienza e consapevolezza dei luoghi in cui viviamo”.

La biografia

Libero Natalini nasce a Genazzano il 9 febbraio 1916. Si traferisce da giovanissimo con la famiglia alla Garbatella, nel primo nucleo di case Icp intorno a Piazza Benedetto Brin. Abita in quei lotti fino ai primi anni ’60, quando gli edifici verranno demoliti e Libero si traferirà in via Antonio Rubino. Nel 1934, durante il servizio militare a Civitavecchia, si avvicina alle idee comuniste e inizia la vita cospirativa rendendosi subito attivo nei quartieri operai e nelle università. Dall’8 settembre ’43, giorno dell’armistizio, combatte contro i tedeschi sulla via Ostiense, a porta San Paolo e organizza i Gap di zona Garbatella, Ostiense, San Paolo, Tormarancia, Testaccio e San Saba. In seguito, con il nome di battaglia di “Gregorio”, collaborerà anche ai Gap centrali. E per il suo impegno antifascista e l’attività partigiana gli sarà conferita la Croce al Merito di guerra. Il 4 giugno del ’44, quando gli americani stanno per entrare in città, Libero fa parte del gruppo di persone che occupa l’ex casa del fascio in via Passino, l’odierna Villetta. La struttura, un vecchio casale di campagna, da allora sarà la sezione storica dei comunisti del quartiere, di cui egli più avanti sarà anche segretario. Nel 1957, dopo l’entrata dei carri armati sovietici a Budapest in Ungheria, decide di
lasciare il Pci e aderire al Partito Socialista, mantenendo per anni il suo impegno politico e sindacale nella Cgil.

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Migranti e Migrazioni in una mostra a Via Candeo

Un’originale mostra sul tema dell’immigrazione, quella che si è svolta ieri 26 gennaio in via Giuseppe Candeo 18. Ventuno artisti hanno partecipato all’esposizione delle proprie opere sotto la supervisione delle organizzatrici Raffaela Bucci e Amelia Mutti. Il locale, che dallo scorso aprile si riempie di quadri e iniziative a scadenza più o meno regolare, prende il nome di “Area M, arte e architettura” e ha l’obiettivo di promuovere le arti visive nel territorio del Municipio VIII.

opere sulla migrazione in via candeo 18

La mostra Migranti e migrazioni

Ciò che colpisce al primo sguardo è la varietà delle opere esposte. Non solo le tecniche sono diverse – dagli acquerelli agli inchiostri, dalle rielaborazioni fotografiche alla scultura in gesso o in legno – ma anche gli stili e la prospettiva da cui è osservato il fenomeno migratorio. Accanto a opere che raffigurano le migrazioni naturali, vale a dire quelle degli uccelli e delle altre specie animali, quadri drammatici che rappresentano tragedie umanitarie, come il naufragio a Cutro o la storia di Samia Yusuf Omar, l’atleta somala che nel 2012 è morta nel Mediterraneo nel tentativo di raggiungere l’Europa per partecipate ai giochi olimpici di Londra.

“Il mediterraneo è un continente liquido, attraversato da chi fugge dalle guerre o da chi vuole semplicemente migliorare la propria condizione di vita” ha ricordato l’assessora Maya Vetri in apertura. “Questo è un tema molto importante, soprattutto in prospettiva dei diritti civili. Nelle scuole accade che ragazzi nati in Italia da genitori stranieri non hanno le stesse possibilità dei loro compagni. Due ragazzi cresciuti insieme si trovano, a diciotto anni, in condizioni completamente diverse: uno può votare, l’altro no.”

mostra in via candeo 18

Diversi aspetti del fenomeno

Il tema della migrazione è stato trattato anche dalla prospettiva degli affetti familiari: una madre che abbraccia la figlia dopo una lunga separazione, una donna che accompagna i suoi bambini lungo una strada tortuosa e deserta. Il tema del lavoro ha avuto il proprio spazio, in un dipinto di Caterina Mulieri che mette a confronto la condizione degli stranieri nei cantieri di oggi e le traversie affrontate dagli emigranti italiani nel primo Novecento, disposti ad accettare condizioni lavorative spesso disumane e consapevoli di rischiare ogni giorno la vita. Un pericolo reale, come testimoniano le tragedie della fabbrica di Triangle e nella miniera di Marcinelle.

“Bisogna soprattutto ricordare che la storia italiana è una storia di migrazioni, migrazioni verso l’estero e anche all’interno delle stesse regioni d’Italia, dal sud al nord” ha commentato Grazia Labate in chiusura. “Noi stessi siamo un popolo in continuo spostamento. Il grande sviluppo tecnologico americano, per esempio, sarebbe impensabile senza le braccia degli emigrati italiani che nel primo Novecento sono andati negli Stati Uniti alla ricerca di una vita migliore.”

mostra in via candeo 18

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I film che nel corso degli anni sono stati girati alla Garbatella
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