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Tag: Coordinatore dei CCSSAA del Municipio RM VIII

Edilizia convenzionata a Roma 70 È ancora caos per le affrancazioni

Affollatissima Assemblea al Centro Anziani Granai di Nerva
di Eraldo SACCINTO

C’è preoccupazione e sconcerto a Roma 70 dopo l’approvazione della nuova delibera comunale dello scorso ottobre sull’affrancazione degli immobili costruiti in regime di edilizia convenzionata, legge 167/62. Infatti la procedura amministrativa prevista dal Comune di Roma per rimuovere il vincolo di prezzo massimo di cessione degli appartamenti, contenuto nelle convenzioni originarie, non è per niente chiara e di facile applicazione. Per questo il Comitato di quartiere di Grottaperfetta ha organizzato domenica 18 novembre, al Centro Anziani Granai di Nerva, un’ assemblea pubblica avvalendosi delle spiegazioni di Rosa Muscente, consulente del settore. Le sale dove si è tenuta l’iniziativa erano affollate all’inverosimile, nel tentativo di capire quale sarà il futuro delle
case costruite all’epoca dalle 80 cooperative di tutto il comprensorio ( Rinnovamento, Scer, Roma 70, Sogno e altre ) alla luce del nuovo provvedimento.

Una vicenda che risale agli anni Settanta, centinaia di case edificate grazie alla legge 167 costruite per chi aveva redditi bassi. Gli alloggi furono venduti a prezzo calmierato in quanto i costruttori beneficiavano di contributi a fondo perduto. Tra gli obblighi da rispettare, per la futura vendita, le convenzioni prevedevano quello temporale dei cinque anni dal primo acquisto e/o del prezzo massimo di cessione oltre il quale il bene non poteva essere rivenduto. A Roma invece gli uffici comunali hanno sempre rilasciato i nulla osta alla vendita dopo i cinque anni di vincolo e gli immobili di fatto sono stati venduti a prezzo di mercato. Ma nel settembre 2015, la Corte di Cassazione, con la sentenza 18135, recepisce il contenuto della legge 106/11 e stabilisce che il vincolo
del prezzo delle cessioni successive alla prima può essere rimosso solo col pagamento di una imposta di affrancazione.

Un fulmine a ciel sereno e il Comune deve correre urgentemente ai ripari. Due direttive commissariali del 2015 e 2016, sono emanate per ripristinare la regolarità. Norme che, dato l’elevato numero degli immobili, circa 400 mila in tutta la città, non sono di facile attuazione. La macchinosità blocca le compravendite e genera una situazione caotica, che rivela i limiti di un’amministrazione impreparata e investe le aule del Tribunale con centinaia di cause. Si scatenano, infatti, i nuovi proprietari che richiedono la differenza tra il prezzo di mercato pagato e quello massimo di cessione, cifre che variano dai 100 mila fino a oltre i 300 mila euro. Senza considerare che, chi ha comprato casa in seconda battuta e poi l’ha rivenduta, si ritrova nella situazione
paradossale di subire una richiesta di risarcimento senza poter rivendicare alcunché a causa dell’avvenuta prescrizione (10 anni). Questo bailamme dura fino all’aprile di quest’anno, quando un’ordinanza del tribunale di Roma sancisce l’uso della sola affrancazione come soluzione delle controversie. Il Campidoglio, nel frattempo, riesce finalmente a dare il via all’iter per l’adozione della delibera sulle affrancazioni, la 116 del 23 ottobre. Sin qui la storia, ma dalle domande della platea agli organizzatori, riguardanti calcoli e tecnicismi, si è capito che le soluzioni previste non sembrano essere risolutive. Il livello di soglia, ad esempio, la tassa per l’avvio della pratica e commisurata al valore dell’immobile, è fissato ad una quota forfettaria di 2.500 euro da pagare anche
nel caso in cui l’importo sia inferiore.
È stata sottolineata, inoltre, la farraginosità dei metodi di calcolo, ancora complicati, e come possa rivalersi chi ha pagato con i vecchi criteri e scopre che gli importi attualmente richiesti sono più bassi. L’evidenza più vistosa però è quella dell’esasperante lentezza nello smaltimento delle istanze fin qui presentate, evase solo nell’ordine del 10 per cento, e delle risorse messe a disposizione dall’amministrazione che sono scarsissime.
È del 27 novembre l’approvazione in Senato dell’ emendamento M5S “salva famiglie” al decreto legge fiscale, che consentirebbe a migliaia di venditori di essere liberati dall’incubo di dover sborsare somme fino a 300 mila euro, ovvero la differenza tra il prezzo massimo consentito e quello di mercato. In attesa che tale emendamento venga approvato anche alla Camera dei Deputati al Comitato venditori 18135 tirano un sospiro di sollievo.

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Maria Novella Rota, eletta Coordinatrice dei Centri Anziani del Municipio VIII

Maria Novella Rota, eletta Coordinatrice dei Centri Anziani del Municipio VIII
di Eraldo Saccinto

Il 9 novembre, presso la Sala Consiliare del Municipio RM VIII, alla presenza dell’Assessore alle Politiche Sociali di Roma Capitale Laura Baldassarre, dei dirigenti municipali e dei Presidenti eVice Presidenti dei Centri Anziani Municipali, si sono svolte le elezioni per la carica di Coordinatore e Vice Coordinatore dei Centri del Municipio VIII.
I candidati alla carica di Coordinatore sono stati: Maria Novella Rota, ex Presidente del CSA San Michele, Enrico Lupardini, già Presidente del decaduto Consiglio Municipale e Bruno Cipullo membro del CSA Vasca Navale, mentre alla carica di Vice Coordinatore sono stati: Elena Inguaggiato ex Presidente del CSA Parco Schuester e Bruno Cipullo.
Il coordinamento dura in carica tre anni e gli eletti a livello municipale fanno parte di diritto di quello cittadino. La carica di Coordinatore, impone che non ci sia la possibilità di un doppio incarico, per cui se si è Presidente di un Centro Anziani, non si può essere contemporaneamente Coordinatore o Vice Coordinatore Municipale. Le finalità con le quali sono stati istituiti, sono quelle relative alla promozione di iniziative unitarie, scambi di esperienze tra centri e sviluppo ed integrazione delle attività, come prevede il regolamento dei Centri Anziani di Roma Capitale, che è oggetto di una revisione in sede di commissione Politiche Sociali di Roma Capitale. Sotto la guida del Responsabile dei Servizi Sociali del Municipio la Dott.ssa Sara Di Loreto si è proceduto alla presentazione dei candidati, i quali sono stati inviatati ad esporre il loro programma.
Al termine delle esposizioni, si è provveduto a consegnare ad ognuno dei votanti le due schede per l’attribuzione dei voti, quella per Coordinatore e quella per Vice-Coordinatore. Al termine si è svolto lo spoglio delle schede dal quale è emerso il seguente risultato, sono stati eletti: Coordinatore dei CCSSAA del Municipio RM VIII: Maria Novella Rota e  Vice Coordinatore : Elena Inguaggiato.
“Oggi siamo stati testimoni di una bella prova di democrazia – ha commentato al fine seduta l’Assessore Baldassarre-. L’insediamento del Coordinatore e Vice-Coordinatore dei Centri Anziani del Municipio, rafforza le iniziative comuni e lo scambio di esperienze tra i Centri, con l’obiettivo di sviluppare ed integrare tra loro le attività.

Copyright  tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 13 – dicembre 2017

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Riparata dagli “Amici di Fruzzico” la panchina davanti la fontana di Carlotta

Riparata dagli “Amici di Fruzzico” la panchina davanti la fontana di Carlotta

di Mirella Arcidiacono

L’associazione di volontariato onlus “Amici di Fruzzico”, è intervenuta per restaurare la panchina che si trova nel luogo simbolo dello storico quartiere, a Piazza Ricoldo da Montecroce,  proprio dove gorgoglia la fontana di Carlotta.
Alcuni vandali l’avevano devastata, così i volontari dell’associazione si erano adoperati per comprare delle nuove stecche ed avevano iniziato il rifacimento.
La pioggia però ha interrotto il lavoro degli Amici di Fruzzico, che vengono ad operare nel nostro quartiere dalla Toscana, solo nei fine settimana.
Prima che venisse terminato il restauro, il lavoro iniziato è stato distrutto più volte da atti di vandalismo e così, i volontari, quando sono tornati, hanno ricominciato da capo la sostituzione delle stecche per ben due volte.
Si ringraziano il Presidente dell’Associazione Massimo Tiezzi e gli altri volontari che sono intervenuti, restituendo agli abitanti della zona la possibilità di fruire di un angolo tranquillo per socializzare, scambiare quattro chiacchiere o godersi le splendide giornate di sole ed ora, non resta che attendere il restauro della fontana di Carlotta e dell’adiacente scalinata, progettate dall’architetto Innocenzo Sabbatini al quale è stato dedicato il primo quaderno dell’Hub culturale Moby Dick, da parte dell’Università Roma Tre, che per questo, nello scorso anno, si è impegnata, tramite il proprio Rettore.

di Mirella Arcidiacono

Copyright  tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 13 – dicembre 2017

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“Resistere è anche un destino” il libro di Andrea Catarci

“Resistere è anche un destino” il libro di Andrea Catarci

Intervista con l’autore

di Giancarlo Proietti

Andrea Catarci, per la maggior parte dei lettori di Cara Garbatella non ha bisogno di molte presentazioni, ha 48 anni e vive nel quartiere San Paolo – Garbatella, in quel Municipio Roma VIII di cui è stato Presidente per 10 anni, dal 2006 al 2016, alla guida di coalizioni di centro sinistra. Laureato in Scienze Politiche all’Università La Sapienza, si è poi avvicinato al mondo della formazione professionale e della ricerca. Dopo aver scritto e pubblicato un gran numero di articoli, saggi, rapporti e documenti, per la prima volta si cimenta con un racconto di ampio respiro, scegliendo di indagare le storie e le memorie delle famiglie di origine ed in particolare le figure dei nonni.

“Resistere è anche un destino” il libro di Andrea Catarci

Intervista con l’autore

di Giancarlo Proietti

Andrea Catarci, per la maggior parte dei lettori di Cara Garbatella non ha bisogno di molte presentazioni, ha 48 anni e vive nel quartiere San Paolo – Garbatella, in quel Municipio Roma VIII di cui è stato Presidente per 10 anni, dal 2006 al 2016, alla guida di coalizioni di centro sinistra. Laureato in Scienze Politiche all’Università La Sapienza, si è poi avvicinato al mondo della formazione professionale e della ricerca. Dopo aver scritto e pubblicato un gran numero di articoli, saggi, rapporti e documenti, per la prima volta si cimenta con un racconto di ampio respiro, scegliendo di indagare le storie e le memorie delle famiglie di origine ed in particolare le figure dei nonni.

– Quali storie che ti hanno raccontato della loro vita, ti hanno particolarmente colpito?

RicordiLe figure dei miei nonni, Vincenzo ed Armando, più che da parole ascoltate in presa diretta -sono morti quando avevo 10 anni e poco più – prendono forma nei racconti di familiari ed amici,riportati in una carovana di sere. Sono circondate da un alone di suggestione e di fascino, talvolta al limite dell’agiografia e della santità. In realtà sono storie di lavoro duro dentro cave, cantieri e Mercati Generali, vissute a torso nudo e sopra cavalli, storie di antifascismo e resiste2<Nessuno(a)>nza, di occupazioni di terre e scontri di piazza, di reclusioni e libertà riconquistate sul campo, di insofferenza per ingiustizie e discipline ottuse, di dimensioni private fatte di delusioni, rabbia, amori, sogni, emozioni e drammi.

C’è Vincenzo che apre una sua cava per necessità, perché malgrado l’abilità indiscussa come scalpellino e ‘spaccatore’ non sarebbe più chiamato da nessuno a lavorare, a seguito del rifiuto a sottoscrivere la tessera del partito fascista. C’è Armando che gira Roma in lungo ed in largo mostrandone le bellezze ineguagliabili ai turisti, in un’occupazione che è un tutt’uno col suo legame per la città. Ci sono le mischie consumate in strada, la passione politica e la militanza comunista, un Motom ed una apparizione fugace a fianco di Silvana Pampanini, le vicende di amici di comunità larghe e solide, di figlie e figli che scendono bambine al ghetto a portare cibo e che scoppiano nel palcoscenico  inusuale di una chiesa. C’è il Novecento nelle loro vite comuni ed insieme esemplari, che hanno fatto la storia senza lasciare traccia nei libri, in punta di piedi e col
clamore relegato al focolare domestico.

– Perché la scelta di due uomini e non di una nonna e di un nonno?

Perché in “Resistere è anche un destino” c’è molta verità storica e di loro non avrei potuto delineare ritratti veritieri, seppur agiografici. Le mie nonne sono morte nei primi anni Settanta, troppo presto per lasciare segni diretti su testa e orecchie di un bambino. Nelle chiacchiere sul passato sono generalmente liquidate con riferimenti alla concretezza ed alla perfezione: sono quelle che in silenzio fanno funzionare tutto, che magari usano le maniere forti nell’educazione dei figli ma che difficilmente sbagliano un colpo. Troppo poco per farsene un’idea e costruirci una memoria intorno.

– Tre aggettivi dell’uno e tre dell’altro… Vincenzo è forte, risoluto ed altruista, Armando è scaltro, intelligente ed ha istinto organizzativo, tutti e due sono caldi e passionali.
– Cos’hai dell’uno e dell’altro Per andare sul sicuro direi che tutti e due mi hanno trasmesso l’ambizione a migliorare il condominio ed il mondo, la passione, la voglia di resistere e combattere sempre, semplicemente perché è giusto farlo.

– Perché l’esigenza di raccontare le loro storie?

Per senso di appartenenza, ricerca delle radici, riconoscenza, amore, in poche parole è un libro che nasce dal cuore.

Il resto lo ha fatto la paura che quel patrimonio di voci e racconti esclusivamente orali potesse andar perduto del tutto e, infine, la malattia e la morte recente di mio padre Ezio, una delle mie fonti principali. Avevo già cominciato a scrivere ed annotare episodi, pur non avendo chiaro come finalizzare il tutto. Dopo averne parlato con lui e con mia madre, in quei giorni ho deciso che doveva diventare un racconto organico. Così è stato, grazie all’editore Francesco Palombi, che ci ha creduto insieme a Marcello Ciccaglioni, ai consigli ed alle parole preziose di Erri de Luca e Massimiliano Smeriglio, ai ricordi ulteriori dei parenti che lo hanno arricchito strada facendo.

– La frase sul destino: sei attivista, combattivo e impegnato da sempre.

Quanto è merito loro?

Tanto,siamo fatti di radici oltre che di aspirazioni ed ali, siamo come Enea che carica sulle spalle il vecchio padre Anchise mentre trascina per mano il figlio Ascanio. Poi, in realtà, la sensazione è di non essere mai abbastanza combattivi ed impegnati, non quanto servirebbe, ma per demerito nostro, non certo dei cromosomi migliori che ci sono arrivati. Però quella del titolo è una frase bella e vera: resistere e combattere sono anche un destino, oltre che una scelta da rinnovare ogni giorno.
– Roma fa da sfondo alle storie. Qual è la Roma del tuo libro…

E’ la Roma del Novecento, sanguigna e popolare ed insieme incline all’obbedienza, metà rivoluzionaria e metà clerico-fascista. Ed è la Roma di sempre, la città che ha nella contraddizione la sua cifra, che è destinata a rinascere in eterno sulle macerie di saccheggi millenari, quella che nessun barbaro di nessuna età è riuscito e riuscirà a far sparire
definitivamente.

Copyright  tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 13 – Novembre 2017

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Il Municipio VIII e le politiche di integrazione socio sanitaria – parte due

Il Municipio VIII e le politiche di integrazione socio sanitaria

Parte 2 – La realtà del Piano Regolatore Sociale

Grazie a questi accordi, all’interno del “Centro per le Famiglie C. Battisti”, aperto per volontà del Municipio una decina di anni orsono, hanno lavorato a stretto contatto gruppi composti di personale appartenenti ai servizi sociali municipali e a quelli distrettuali. Sinergia dimostratasi vincente soprattutto per i casi legati alle richieste di adozioni e di affidamento familiare, a sostegno alla genitorialità e di tutela per i minori. Per i disabili, nell’ambito del “Dopo di Noi”, l’accordo tra Municipio e ASL, si è realizzato nel progetto della Casa Famiglia “Casa nostra“, destinata ad utenti disabili, per il quale, il Servizio Sociale municipale  ha avuto la collaborazione fattiva ed essenziale della ASL – Servizio Disabili Adulti. L’inserimento degli utenti nella struttura, infatti, avviene dopo esame dei singoli casi da parte di una equipe congiunta socio sanitaria, così come le periodiche riunioni settimanali e mensili di monitoraggio, valutazione ed efficacia del servizio. Un altro esempio di intesa è la collaborazione per il servizio di Dimissioni Protette, cioè la presa in carico congiunta da parte della ASL con l’area anziani del servizio sociale, per gli utenti in dimissione dopo un ricovero ospedaliero. Il servizio, del quale fruiscono più di un centinaio di utenti anziani l’anno, si è rivelato nel tempo una grande risorsa per l’utente e la sua famiglia al rientro nella propria abitazione. La collaborazione ha permesso l’istituzione, sin dal 2004, del Centro Diurno per malati medio-lievi di Alzheimer. Presso il Centro ha operato personale che ha fornito assistenza socio – sanitaria ad una quarantina di ospiti presenti.

L’opera di questo personale ha permesso agli anziani di poter più a lungo mantenere le sue capacità residue e sviluppare capacità sottaciute, tanto che al fine di poter meglio valutare l’efficacia e l’efficienza del servizio, fin dal 2011, il Servizio Sociale ha intrapreso il monitoraggio sulla qualità della vita degli anziani inseriti nei Centri Diurni quantificando come la vita dell’anziano malato di Alzheimer possa essere positivamente influenzata dall’inserimento in un centro diurno così specifico. Un ulteriore aspetto è quello legato alla sinergia intercorsa tra Municipio e ASL con l’avvio del progetto “Un cuore nel territorio di Roma XI”, una serie di corsi abilitanti alla rianimazione cardio-polmonare e all’uso dei defibrillatori semiautomatici esterni (DAE) culminato positivamente con la consegna di defibrillatori da parte della ASL ai CCSSAA municipali. Nell’ottica di un comune sentire, aldilà di progetti specifici, bisogna sottolineare la fondamentale importanza dei tavoli di confronto permanente stabiliti tra Municipio e Distretto, in particolare tramite l’uso di istituzioni ponte quali la Consulta per la Disabilità e la Consulta Socio Sanitaria, organi istituzionali del Municipio che rappresentano i cittadini del nostro territorio nel loro rapporto con le strutture sanitarie.

Le consulte, promuovono la partecipazione dei cittadini alla definizione delle priorità socio-sanitarie quale presupposto necessario per il perseguimento del benessere di tutti globalmente inteso, garantiscono l’applicazione delle norme regionali e di quelle municipali, verificano l’integrazione tra i progetti programmi del Municipio e del Distretto Sanitario e attraverso la partecipazione dei cittadini e delle loro organizzazioni, esprimono i bisogni socio sanitari della collettività e contribuiscono alla definizione dei piani di intervento formulando proposte al Consiglio Municipale e al Distretto Sanitario. La Consulta per la Disabilità in particolare è l’unica, nel contesto di Roma Capitale, ad aver inserito tra i propri scopi quello di risolvere i problemi legati a difficoltà di carattere mentale. Le Consulte, sono state istituzionalizzate con Deliberazioni del Consiglio Municipale (Deliberazione n.15 del 15/04/1999, D.D. n.939 del 26/05/2000 modificata con D.D. 1019 del 9/6/2009) e rinnovate ogni tre anni. Alle Consulte, hanno dato la propria adesione le Associazioni di volontariato, le cooperative sociali e le Organizzazioni Sindacali e ne fanno parte, di diritto, i rappresentati istituzionali, cioè il Direttore del Distretto Sanitario dell’ASL del nostro territorio, il Presidente del Municipio VIII ed il coordinatore dei Centri Anziani, come previsto dal Regolamento istitutivo. In questo contesto ben si è adattata la collaborazione anche con Enti di rappresentanza dei cittadini, quali Cittadinanza Attiva e lo sportello dei Diritti del Malato, i Lyon’s, l’ANT, la C.R.I., associazioni e cooperative che sono state riconosciute come tramite tra le istituzioni e da entrambe riconosciute come interlocutori previlegiati.

Non ultimo il riconoscimento, risalente ad alcuni anni addietro, dell’area del parcheggio municipale di un servizio di posteggio per gli automezzi del Pronto Soccorso. Tramite la firma di alcuni protocolli di intesa è stata resa possibile la fruizione da parte dei cittadini del Municipio di alcuni servizi socio sanitari di prossimità. L’istituzione del P.U.A (Punto Unico di Accesso), infine, avvenuta nel giugno del 2009, in via sperimentale e a tutti gli effetti dal Gennaio 2010, come servizio al quale possono rivolgersi gli utenti del nostro Municipio. Tanto più il livello istituzionale dell’integrazione sarà in grado di realizzarsi quanto più funzionerà il meccanismo di ricezione e trasmissione delle istanze sociali da parte di chi opera nel territorio. Questo lavoro, è stato, deve e dovrà essere necessariamente accompagnato da una capacità di ascolto e di guida da parte di quei livelli politico-istituzionali, che nel nostro territorio, soprattutto in quest’ultimo anno, per varie vicessitudini, si sono mostrati terribilmente latitanti. Si deve solamente alla professionalità dei Servizi Sociali municipali, in tutti i suoi componenti, il mantenimento dello standard dei servizi ad un livello qualitativamente elevato. Il ruolo della politica, quello cioè di governare gli eventi, si è dimostrato l’anello debole della catena, vuoi negli aspetti organizzativi come nella incapacità di reale progettazione o anche di semplice manutenzione dell’esistente. Il senso del mandato sociale, deve contribuire a favorire, sviluppare, diffondere la cultura dell’integrazione partendo da una comprensione della realtà sia ai livelli gestionali che politico-istituzionali, quei dati che letti in modo opportuno, forniscono quella chiave di lettura che favorisce lo sviluppo di nuove progettualità. La natura dell’integrazione è semplicemente uno strumento, seppur privilegiato, attraverso il quale tentare di aiutare le persone a trovare risposte ai loro bisogni.

Eraldo Saccinto

Copyright  tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 13 – Ottobre 2017

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Servizi e strategie locali in ambito di welfare

Servizi e strategie locali in ambito di Welfare

In preparazione il Piano regolatore sociale del Municipio VIII del triennio 2017-2019

Di Eraldo Saccinto

È in dirittura di arrivo la stesura del piano di zona municipale. L’ufficio di piano del nostro Municipio, così come quello di tutti quelli di Roma Capitale è impegnato da alcuni mesi nella sua realizzazione. Il percorso, attivato a livello cittadino, ha già visto la realizzazione di alcuni incontri di ascolto, a cui hanno partecipato cittadini, associazioni ed organizzazioni sindacali. Nel nostro Municipio, politicamente latitante da circa un anno, con una Giunta che comunque non è stata mai in grado di esprimere un proprio indirizzo a causa dei noti accadimenti, c’è da dire che il lavoro svolto dal nostro Ufficio di Piano è stato veramente superlativo.

È stato essenziale, non solo per organizzare i tavoli di lavoro, ma soprattutto nella fase organizzativa in cui bisognava prevedere specifici incontri con le organizzazioni territoriali. Un lavoro di una rilevante complessità ma svolto in modo impeccabile. Il Piano Regolatore Sociale, d’altronde, proprio per le sue peculiarità qualitative, offre l’occasione adatta per ampliare, consolidare e rivedere i processi di consultazione e concertazione a supporto delle scelte strategiche nel settore dei servizi e del welfare sociale, che rappresentano proprio la realtà e la storia del territorio, per rispondere in modo globale ed organico alle esigenze dei cittadini. Motivo per cui il percorso del piano regolatore sociale, deve essere aperto e condiviso, basato su una relazione di giusto equilibrio tra decisori politici e decisori amministrativi, tra livelli istituzionali e organizzazioni del consesso civile.

Essere riusciti a gestire correttamente questi processi ha significato, da un lato, recepire una indicazione di legge, dall’altra strutturare una chiara e impegnativa ricerca di consenso all’azione attraverso l’interlocuzione con gli attori del sociale. La consultazione e la concertazione sono stati, in quest’ottica, passaggi indispensabili per costruire un welfare delle responsabilità fondato sull’esercizio ed il dovere della solidarietà sociale.

Nella costruzione del piano regolatore sociale, entrano in gioco alcune dinamiche che devono essere riconosciute da chi governa le politiche sociali del Municipio: quella di percepire i cambiamenti socio-culturali territoriali e l’impatto che questi hanno sulla vita delle persone, affinché queste possano diventare progettualità operative per la redazione del nuovo piano municipale.

Di contro, le direttive imposte dall’amministrazione centrale sono invece state imperniate soprattutto sui Livelli Essenziali delle Prestazioni e dei Servizi nell’ottica di una omogeneità in tutto il territorio romano, in netto contrasto con tutti i precedenti piani sociali, e quelli redatti dal nostro Municipio sono sempre stati all’avanguardia, i quali hanno mostrato che ciò che deve caratterizzarne la proposta deve essere lo spirito e il senso del territorio, che il suo obiettivo prioritario è quello della comprensione, promozione e costruzione di una comunità solidale, capace di creare situazioni e luoghi di inclusione, condivisione, dialogo e solidarietà ma nella loro specificità territoriale, che siano in grado di superare la dimensione puramente assistenziale, muovendosi in un quadro di progettazione personalizzata.

Non significa soltanto l’offerta di servizi e strumenti alla cittadinanza, significa anche impegnarsi per rispondere in modo concreto e puntuale ai diritti delle persone. Deve essere innanzi tutto strumento che permetta il riconoscimento e la risposta al diritto di una vita pienamente vissuta e realizzata nella costruzione di occasioni e progetti tesi a rispondere alle esigenze territoriali, una vera e propria sinergia senza la quale non è possibile comprendere fino in fondo l’anima di questo piano territoriale. Significa utilizzare appieno le capacità operative delle porte sociali, veri e propri avamposti aperti sul territorio a disposizione dei cittadini, incrementare i protocolli di intesa con associazioni e le cooperative e sviluppare la loro capacità di integrazione ed interazione con gli uffici municipali, coinvolgere le associazioni che operano nel sociale e le strutture operative di volontariato nel campo educativo e scolastico.

La storia del nostro Municipio è fatta di incontri e di una proficua interazione nel rispetto dei diversi ruoli e delle funzioni sociali. La stesura di questo nuovo piano deve pertanto essere basata sullo stato dei servizi proprio delle specificità territoriali con l’utilizzo delle buone prassi che indichino le traiettorie progettuali verso cui tendere. Non si può ridurre il piano sociale municipale ad un elenco di cose che non vanno, così come rappresentato dai rappresentanti dell’Amministrazione Centrale durante i tavoli di lavoro, accampando difficoltà economiche, di mancanza di risorse personali e strutturali dovute alla cattiva gestione di precedenti amministrazioni. Da sempre questa è la realtà quotidiana in cui il nostro Municipio si muove, ma non possiamo ignorare o sottovalutare che di fronte a nuove e drammatiche situazioni sociali come la crisi abitativa, i senza fissa dimora, gli immigrati, i disoccupati, non si può essere lasciati soli e senza adeguati strumenti politici di intervento perché i drammi delle famiglie, delle persone, delle donne e dei bambini, sono quelli che disgregano la struttura sociale di un territorio.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 13 – Ottobre 2017

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Villetta in Festa. Si inizia il 5 settembre

Villetta in Festa. Si inizia il 5 settembre

Inizia oggi la sei giorni di dibattiti, musica, cinema, teatro e buona politica a Garbatella con “Villetta in Festa. La festa della Sinistra. Insieme per inventare il futuro”, che si svolgerà dal 5 al 10 settembre in via degli Armatori n. 3, via F. Passino n. 26.

Martedì 5 settembre l’inaugurazione è affidata a Paola Angelucci con un intervento sulla Villetta, da sempre luogo di scambi, di politica e cultura. A seguire un dibattito sulla memoria storica del quartiere con la presentazione del nuovo volume “Innocenzo Sabbatini, l’architetto visionario” e delle prossime uscite della collana “I Quaderni di Moby Dick”, pubblicazioni semestrali, Iacobelli editore, che mettono in relazione la Garbatella e altri quartieri dell’VIII municipio con le esperienze romane e nazionali. La collana nasce all’interno del Tavolo per l’archivio storico e il centro di documentazione sul territorio, un organismo di ricerca e studio composto da architetti, studiosi. giornalisti, storici e cittadini di varie associazioni che opera all’interno dell’hub culturale Moby Dick. Al dibattito parteciperanno gli scrittori Gianni Rivolta e Claudio D’Aguanno.

Mercoledì 6, la riflessione si sposterà sulle elezioni regionali con gli interventi di Gino De Paolis e Marta Bonafoni (consiglieri Regione Lazio), Chiara Cremonesi (consigliera regionale Lombardia), Luca Pizzuto (consigliere regionale Sardegna), Giulio Lauri (consigliere regionale Friuli Venezia Giulia), Nico Ioffredi (consigliere regionale Molise), Gaspare Giacalone (sindaco di Petrosino), coordina Giancarlo Torricelli. A seguire, la proiezione del film “Sole Cuore Amore”di Daniele Vicari, che introdurrà il lungometraggio con la scrittrice Francesca Fornaio e due lavoratrici dell’Ispra Occupato.

Giovedì 7 si discuterà del protagonismo civico come modello per il governo dei territori, a Ostia come a Roma, nell’incontro ‘Partecipazione civica e governo locale’. Al dibattito, che sarà introdotto da Gianluca Peciola, intervengono Don Franco De Donno (candidato presidente elezioni Municipio Rm 10), Marco Miccoli (deputato PD), Amedeo Ciaccheri (coalizione civica municipio Rm 8), Martina Di Pirro (rete dei numeri pari), coordina la giornalista Valeria Costantini.

Venerdì 8 i temi dominanti saranno quelli della migrazione e dell’accoglienza con un dibattito al quale parteciperanno Luigi Manconi (senatore), Domenico Lucano (sindaco di Riace), Don Paolo Lojudice (vescovo responsabile migrantes Lazio e ausiliario di Roma), Tommaso Fabbri (capomissione MSF in Italia). Coordina il blogger Enrico Sitta. A seguire il concerto di Sergio Gaggiotti in arte Rossomalpelo cantautore della scena underground internazionale con i suoi ritmi indie, jazz, manouche.

Sabato 9 la festa prosegue con un momento di discussione per riscoprire le parole importanti per la Sinistra, ‘Cambiare le parole’. Daniela Preziosi intervista Franco Giordano, Maria Pia Pizzolante, Massimiliano Smeriglio. A seguire la disco anni ’70 dei Fugadamamas.

Domenica 10 sarà al centro la Capitale con il dibattito ‘C’è Roma da far rinascere’. Intervengono Andrea Catarci, Sabrina Alfonsi, Francesca Del Bello, Filiberto Zaratti, Lionello Cosentino, coordina Claudio Marotta. Saranno presenti: Rino Fabiano, Cecilia D’Elia, Anna Vincenzoni, Stefano Veglianti. E per finire, la festa si concluderà con lo spettacolo teatrale ‘Non una storia di meno’,  nuove storie non violente raccontate da narratrici e narratori a sorpresa.

Corollario alla festa, iniziative culturali, come la mostra del fotografo Matteo Nardone dal titolo “Roma. Città, territorio e comunità”, un insieme di scatti sugli eventi, l’impegno sociale, politico, culturale, le emozioni colte in città.

La Festa inizia ogni giorno alle 18.00 circa, alcuni appuntamenti sono pomeridiani, è possibile consultare il programma completo qui: https://www.facebook.com

di Francesca Vitalini

Copyright  tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 13 – Settembre 2017

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Il Presepe artigianale al Teatro “In Portico”

Il Presepe artigianale al Teatro “In Portico”

All’Oratorio di Santa Galla l’opera meccanica del maestro Dante Pica

di Antonella Di Grazia

Rinverdendo la tradizione, anche quest’anno nei locali dell’oratorio della Parrocchia di Santa Galla alla Circonvallazione Ostiense sarà ospitato il Presepe artigianale “Vita e Mestieri” realizzato interamente dal mastro artigiano Dante Pica. Si tratta di una composizione di oltre 170 personaggi semoventi, che ricordano gli antichi mestieri scomparsi.
L’idea del presepe, nacque anni fa quando il maestro Dante costruì un piccolo giocattolo meccanico per far divertire la nipotina: l’arrotino. Aggiungendo personaggio a personaggio, il fabbro, il falegname, realizzati i primi cinque o sei pezzi, è sorta l’idea di trasformarli in presepe. Dante ha continuato a lavorarci nella natia Guardea, dove il manufatto è rimasto esposto qualche anno finché non è stato riportato a Santa Galla dove lo si sta allestendo, nei locali adiacenti il Teatro “In Portico”, da una decina di anni, durante il periodo natalizio. L’uso degli ambiti della parrocchia è però temporaneo, avendo assunto il presepe dimensioni ragguardevoli e ogni anno, dopo l’Epifania, deve essere smontato. La richiesta di spazi in cui allestirlo in modo permanente è stata presentata al Municipio, corredata da un centinaio di firme, ma non ha ancora avuto risposta.
Il meccanismo di ogni statuetta è diverso dall’altro, fatto interamente a mano, Per questa opera, il maestro Pica è stato insignito negli sorsi anni del rinomato “Premio Fantasia di
Garbatella”, dedicatogli dall’Associazione Culturale “Il Tempo Ritrovato”, proprio per il prezioso lavoro di artigianato fatto con l’esposizione del presepe meccanico, che riesce a far rivivere, in modo gioioso, gli antichi e gli attuali mestieri. L’opera, sarà visitabile gratuitamente tutti i giorni a partire dal 13 dicembre fino al 7 gennaio, dalle ore 15,30 alle ore 19,00. Il sabato e la domenica inclusi i giorni di Natale e di Santo Stefano, anche la mattina tra le ore 11,30 e le 12,30.

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Il Polo museale dell’Atac: locomotori, tram storici, cimeli

Il Polo museale dell’Atac: locomotori, tram storici, cimeli

Uno spazio aperto come una piazza, un luogo la cui vocazione è quella di accogliere soprattutto le scuole. Il progetto “Adotta un treno antico” coinvolge i giovani ma anche i Centri anziani

di Floriana Delia

Nell’ottica, sempre perseguita nel nostro Municipio di creare reti tra realtà territoriali e Istituzioni, le Commissioni Cultura e Scuola hanno avviato un progetto nato in collaborazione con l’Atac e rivolto alle scuole e ai Centri sociali anziani.
Il Polo museale dell’ Atac, inaugurato nel settembre del 2004 e situato presso la stazione metro Piramide, conserva una esposizione permanente di locomotori, tram storici, fotografie, cimeli, attrezzi del mestiere, documenti storici e un plastico ferroviario degli anni cinquanta, restaurati grazie alla passione del personale Atac che, in questo modo, li ha sottratti al degrado ineluttabile del tempo e all’oblio della memoria.
Uno spazio aperto, proprio come una piazza, ai cittadini del territorio e a tutti i visitatori, uno spazio la cui vocazione è quella di accogliere soprattutto i giovani.
Con il progetto “Adotta un treno antico” si è mirato al coinvolgimento di alcune scuole del nostro quartiere: la Scuola dell’Infanzia “Coccinella” di piazza Sauli e la Scuola primaria “Alonzi” di via Valignano.
L’obiettivo consiste nel veicolare ai più giovani un messaggio ben preciso: il trasporto pubblico è qualcosa di più di un semplice servizio prestato ai cittadini e si vuole invitare a riflettere sul suo valore potenziale per scoprire come questo, in fondo, rimandi a un’idea di città virtuosa, efficiente e pulita.
Le iniziative sviluppate con tale progetto nascono soprattutto con la convinzione che, per educare preventivamente al consumo sobrio, discreto, rispettoso del territorio, occorre proprio partire dai più piccoli e dalle più piccole (dall’adolescenza, se non dall’infanzia).
Attraverso attività didattiche innovative, infatti, e promuovendo la conoscenza e la bellezza dei luoghi della città, si mira ad appassionare i ragazzi e le ragazze all’uso e alle regole del mezzo pubblico e a far loro comprendere la nozione di “bene comune”.
Il progetto, in una prima fase, in concerto con l’Assessorato alla Scuola, è partito nel mese di settembre con la partecipazione delle scuole coinvolte ai laboratori predisposti all’interno del Polo museale ATAC nell’ambito delle iniziative previste per la Settimana per la Mobilità.
Con la seconda fase, gli alunni, dopo aver effettuato la visita dei vagoni e delle locomotive conservate nel museo, adottano un treno. Da qui parte poi il loro coinvolgimento attivo, con la realizzazione di disegni, racconti, testi multimediali, video e prodotti grafici di varia natura sul tema del treno e dei viaggi.
Uno degli obiettivi principali, nelle intenzioni delle Commissioni che hanno promosso il progetto nel Municipio con le scuole, consiste nel coinvolgere in attività esterne alle mura scolastiche docenti e alunni, per far sì che l’apprendimento e la condivisione nascano anche dalla conoscenza e dall’utilizzo sano dello spazio urbano.
E non è stato solo questo. Nel corso di quest’anno il Polo museale ha ripetutamente aperto i suoi cancelli per moltissime altre iniziative, molte delle quali condivise proprio con il Municipio VIII. Grazie al coinvolgimento dell’Assessorato alle Politiche sociali e ai Centri sociali anziani, infatti, sono stati avviati i progetti “Nonni e bimbi giardinieri”, con i quali i bambini della scuola Alonzi, hanno adottato e trasformato in orto la piccola area verde presente nel Polo, e “Tutti in carrozza in viaggio dentro la storia”, con progetti di cogestione per un dialogo fertile con i giovani basato sulla trasmissione della conoscenza, della memoria e dell’esperienza.
Il Polo museale, come tutte le piazze, è il luogo delle persone, dove potersi ritrovare e perdersi in un viaggio della memoria, per uscire dal percorso della vita di tutti i giorni accompagnati da mostre, musica, giochi e visite guidate. E’ proprio seguendo un’ottica di coinvolgimento, apertura e condivisione nella e della comunità che le Istituzioni territoriali decidono di fare rete; ed è soprattutto con una rete così costruita che, anche se si hanno a disposizione poche risorse economiche, si fa cultura, si impara, si conosce il proprio quartiere e si invade pacificamente la città.

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Presentato al Palladium il nuovo libro di Massimiliano Smeriglio

Presentato al Palladium il nuovo libro di Massimiliano Smeriglio

massimilianosmeriglioDomenica 13 dicembre, alle ore 10, è stato presentato al Teatro Palladium il libro “A fattor comune – visioni e buone pratiche per fare Sinistra”. Sul palco, insieme all’autore, erano presenti anche Alfredo D’Attore, Franco Giordano, Marta Bonafoni, Paola Natalicchio e Nichi Vendola.
E’ stata un’ occasione importante occasione di confronto sul nuovo cantiere che si è aperto a sinistra.
“Serve, infatti, un impegno collettivo per ridare dignità alla parola politica”, spiega Smeriglio dal palco, e continua, “Soprattutto servono nuove energie che sappiano mettere a “fattor comune” tutte le forze dell’alternativa.
Solo così si può costruire la Sinistra che vogliamo: pragmatica, radicale, pronta a misurarsi con la sfida del governo.”

www.bordeauxedizioni.it/?product=a-fattor-comune

www.massimilianosmeriglio.it/libro/

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A rischio l’assistenza scolastica per gli alunni diversamente abili Grido d’allarme del Presidente del Municipio Catarci e dell’Assessore Gasparri. Primi successi della nuova Giunta: il Comune garantisce i fondi almeno per quest’anno

A rischio l’assistenza scolastica per gli alunni diversamente abili
Grido d’allarme del Presidente del Municipio Catarci e dell’Assessore Gasparri.
Primi successi della nuova Giunta: il Comune garantisce i fondi almeno per quest’anno

Il municipio VIII, come del resto tutti gli altri municipi romani, ha l’obbligo di assicurare il servizio di assistenza scolastica in favore degli alunni con disabilità: nelle scuole dell’infanzia, nelle scuole primarie e nelle scuole secondarie di primo grado. Nel nostro quartiere, l’assistenza viene erogata attraverso piani strutturati e personalizzati, predisposti
A-rischio-l'assistenza-scolastica-per-gli-alunni-diversamente-abilidal Servizio psico-pedagogico in costante sinergia con la ASL Rm/C e con le istituzioni scolastiche al fine di coordinare e ottimizzare le risorse e di promuovere interventi in linea con le peculiarità e le effettive necessità di assistenza. Il servizio scolastico viene svolto dal personale AEC (Assistente Educativo Culturale), appartenente perlopiù ad organismi esterni accreditati ed in minima parte da personale interno all’Amministrazione.
L’assistenza di base agli alunni con disabilità al momento attuale interessa oltre un centinaio di alunni inseriti nelle diverse strutture educative e scolastiche e costituisce, da tempo, un qualificato punto di riferimento per le politiche di integrazione ed un delicato fattore di equilibrio nella vita quotidiana e sociale di famiglie e genitori, grazie anche all’enorme lavoro svolto dall’Ufficio Psico-Pedagogico del municipio.
A causa delle impostazioni date al bilancio dall’Amministrazione Alemanno, l’assistenza scolastica di base nel nostro municipio sta ancora risentendo pesantemente dei tagli allora imposti, ai quali si è aggiunta l’inadeguatezza di chi non è stato in grado, durante il suo mandato, di predisporre uno straccio di bilancio degno di questo nome.
La Giunta municipale, in particolare il Presidente Andrea Catarci e l’Assessore alle Politiche Sociali Dino Gasparri, si sono spesi personalmente col Sindaco Ignazio marino e con gli Assessori competenti per poter reperire le necessarie risorse finanziarie affinché si possa provvedere alla necessaria copertura economica,
tale da evitare una interruzione di prestazioni di primaria importanza che danneggerebbe in modo irreparabile la rete di servizi sociali erogati attualmente dal nostro municipio.
La loro missione sembra aver avuto un primo successo. Infatti, perlomeno per l’anno in corso, i fondi sono stati trovati e la copertura oraria per i ragazzi è stata assicurata.

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