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La Festa del Cinema di Roma ritorna al Teatro Palladium

Festa del Cinema di Roma – La diciannovesima edizione della Festa del Cinema di Roma si terrà dal 16 al 27 ottobre 2024, il red carpet e le principali proiezioni in gara si svolgeranno all’Auditorium Parco della Musica. Il programma coinvolgerà anche altri luoghi della città.
Tra le varie realtà culturali interessate c’è anche il Teatro Palladium alla Garbatella, che ha rinnovato l’accordo con la Fondazione Cinema per Roma e l’Università Roma Tre.
Dal 19 al 24 ottobre si potrà  assistere a cinque proiezioni della sezione Alice nella città, un’unità autonoma del Festival, dedicata alle giovani generazioni che si pone l’obiettivo di promuovere e valorizzare i contenuti cinematografici prodotti dal Festival e di estenderne la fruizione in particolare al pubblico degli studenti universitari.

Programma. Sabato 19 ottobre

Marko Polodi Elisa Fuksas, Italia, 2024, 77’.
Apre il sipario del teatro il film in rassegna, Marko Polo diretto da Elisa Fuksas. La pellicola si pone la domanda su come rappresentare l’irrappresentabile. La fede, il Mistero, Dio, ma vale anche per l’amore, la radicalità di certe idee, una convinzione politica. Marko Polo è una riflessione sul successo e sul fallimento, e ha a che fare con Dio ma soprattutto con la vita, e il suo racconto.

Marko Polo

Lunedì 21 ottobre

The Trainerdi Tony Kaye, Stati Uniti, 2024, 95’.
Domenica sarà la volta di The Trainer, diretto da Tony Kaye, noto per American History X.
Jack, interpretato da Vito Schnabel, si lancia alla conquista del sogno americano in una Los Angeles grottesca e surreale. La sua impresa eroica si snoda in otto giorni senza sosta e insonni, offrendoci uno spunto di riflessione sull’ossessione contemporanea per il successo.

The Trainer

Martedì 22 ottobre

Blanket Wearerdi Jeong-mi Park, Corea del Sud, 2024, 116’.
Martedì non perdete Blanket Wearer, il diario di viaggio della regista Park Jeong-mi, che abbandona la vita convenzionale e decide di vivere senza denaro per un anno.
Un viaggio alla scoperta delle comunità alternative in Europa, in un documentario che va alla ricerca di libertà e serenità interiore.

Blanket Wearer

Mercoledì 23 ottobre

Sugarcanedi Julian Brave NoiseCat, Emily Kassie, Stati Uniti, Canada, 2024, 107’.
Un tributo sbalorditivo alla resilienza dei nativi americani e al loro stile di vita. Sugarcane, il documentario d’esordio di Julian Brave NoiseCat ed Emily Kassie, è un epico ritratto cinematografico di una comunità, in un momento di resa dei conti internazionale.

Sugarcane

Giovedì 24 ottobre

Ghostlightdi Kelly O’Sullivan, Alex Thompson, Stati Uniti, 2024, 115’.
Un film che ha raccolto ottime recensioni e il plauso del pubblico è Ghostlight, in  programma giovedì 24 ottobre. Il  film narra la storia di Dan Mueller un operaio edile che lotta con i problemi disciplinari della figlia adolescente Daisy e con la causa per omicidio colposo che sta intentando contro Christine Hawthorne, l’ex fidanzata di suo figlio Brian, morto suicida.

Ghostlight

Informazioni

Il Teatro Palladium è ubicato nel quartiere della Garbatella, in Piazza Bartolomeo Romano 8.
Le proiezioni hanno inizio alle ore  20:00. Per informazioni, costi e prenotazioni dei biglietti, rivolgersi ai contatti del Teatro Palladium.

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Smeriglio subentra al dimissionario Gotor all’assessorato alla Cultura di Roma. Nuovo incarico anche per Catarci

Comune di Roma – Un inaspettato rimpasto di giunta al Campidoglio ha colto di sorpresa i romani; il Sindaco Roberto Gualtieri ha accolto le dimissioni dell’assessore alla cultura Miguel Gotor, che per motivi personali ha dovuto lasciare l’incarico che ricopriva dal 4 novembre 2021: “Fare l’Assessore alla Cultura di Roma non è un lavoro solitario, ma un impegno collettivo e desidero ringraziare di tutto cuore le persone che ho sentito vicino in questi tre anni perché senza di loro non sarei riuscito a farlo”, chiude in un comunicato Gotor.

Massimiliano Smeriglio nuovo assessore

Gualtieri ha indicato come successore alla carica di assessore alla cultura Massimiliano Smeriglio, 58 anni, concittadino della Garbatella, ex eurodeputato, non rieletto alle europee di giugno 2024, con Alleanza Verdi e Sinistra: “Ho deciso di accettare con responsabilità e dedizione assoluta. Roma rimane il mio personale centro di gravità permanente – dichiara Smeriglio sui social media – Ascolterò, investiremo in un tour per comprendere meglio gli umori, i bisogni e i desideri della città: dai municipi agli operatori e le operatrici culturali, dalle associazioni alle imprese creative, dall’intellettualità diffusa alla cultura popolare, dalle università al sistema scolastico, dalle parrocchie ai centri sociali. Con due assi di lavoro: riappropriazione e riconciliazione”.

Gualtieri e Smeriglio durante Visionaria Fest a La Villetta. Foto di Maria Chiara Pellone, 7 settembre 2024

Andrea Catarci nuovo incarico al Comune

Cambio anche per Andrea Catarci, 55 anni, che passa a Giulio Bugarini, attuale capo di segreteria di Gualtieri, il testimone all’assessorato alle Politiche del Personale, al Decentramento, Partecipazione e Servizi al Territorio per la città dei 15 minuti. Catarci va a ricoprire il ruolo di Direttore del nuovo ufficio di scopo all’interno del Gabinetto del Sindaco denominato Giubileo delle persone e Partecipazione, un incarico fondamentale in vista dell’Anno Santo del 2025, in cui le previsioni stimano un arrivo a Roma tra i 13 e i 25 milioni di pellegrini e turisti.
Nell’annunciare il passaggio a questo nuovo incarico nell’amministrazione di Roma Capitale, Catarci ringrazia il Sindaco e tutte le persone che hanno lavorato al suo fianco: “Sono stati tre anni intensi, pieni di incontri, spunti, stimoli, idee e soddisfazioni in cui ho dato tutto me stesso, sempre con Roma in fondo al cuore.
Grazie al Sindaco per la fiducia rinnovata nello sforzo da profondere nella seconda metà del mandato”.
Ritorna invece a capo della segreteria del Sindaco, Albino Ruberti, ex capo di gabinetto di Zingaretti alla Regione Lazio e poi proprio di Gualtieri, da cui si dimise nell’estate 2022.
Nomine e incarichi saranno operativi non appena terminati gli adempimenti formali.

Gualtieri e Catarci durante Visionaria Fest a La Villetta. Foto di Maria Chiara Pellone, 7 settembre 2024
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Ex Fiera di Roma: dal deserto dei tartari alla “città della gioia”

Ex Fiera di Roma – “La città della gioia”: è questo il titolo del masterplan vincitore per la riqualificazione dell’ex fiera di Roma. Non più capannoni abbandonati, viali-fantasma nascosti dietro il muro rossiccio dell’ex area espositiva. A breve a occupare il quadrante sarà un nuovo quartiere in linea con le direttive pubblicate il 5 febbraio da Roma Capitale in collaborazione con Orchidea Srl. L’80 per cento del suolo verrà destinato a uso abitativo; il 20 per cento ospiterà servizi e attività commerciali. Non mancherà il verde: oltre 25mila metri quadrati sono riservati a giardini.

A partecipare al bando internazionale, che si è chiuso ad aprile, sono stati 41 progetti di cui quattro arrivati ex aequo al secondo posto. Mentre il lavoro vincitore – firmato ACPV Architects, Arup, Parcnouveau e Asset – è stato presentato agli inizi di settembre in una conferenza stampa alla presenza, tra gli altri, del sindaco Roberto Gualtieri e del presidente del Municipio VIII Amedeo Ciaccheri.

Progetto

Sostenibilità, continuità urbanistica con i quartieri adiacenti, attenzione per i più piccoli: queste le qualità del progetto vincitore, illustrate dalla presidente di giuria Guendalina Salimei. In particolare l’inserimento di aree giochi richiama, forse involontariamente, una proposta del 2007 dal titolo “la città dei bambini”, mai realizzata. “Gli obiettivi del progetto” ha dichiarato l’assessore capitolino ai Lavori Pubblici Maurizio Veloccia, “sono tre: sanare una ferita urbanistica, restituire verde, garantire qualità. Abbiamo intrapreso una collaborazione con l’Università Roma Tre per la possibile presenza di strutture di ricerca e formazione.”

Ma in cosa consiste il progetto?

Tredici palazzine di cinque-sei piani circondate da verde e viali pedonali, con oltre 7mila metri quadrati vincolati ad housing sociale (appartamenti con affitto a basso canone), due edifici alti circa 40 metri, diversi parcheggi interrati. “Questo progetto sblocca una ferita urbanistica profonda” ha commentato il sindaco Gualtieri, “e mi piace sottolineare il metodo di lavoro, un modello positivo di collaborazione pubblico-privato. Da parte nostra occorre serietà, stabilità negli impegni e chiarezza di vedute, oltre a un interlocutore privato disponibile a realizzare grandi opere di rigenerazione urbana”.

Lo stato attuale dell’area

Ma dal deserto dei tartari alla “città della gioia” il passo non è breve. La demolizione dei vecchi capannoni e la rimozione dei materiali di risulta, come ha ricordato il primo cittadino, inizierà nei prossimi mesi, mentre la posa della prima pietra non è prevista che nel 2026. L’amministratore delegato di Orchidea, Luca Fantin, ha poi assicurato che il termine dei lavori non avverrà prima di tre anni. Il nuovo quartiere sorgerà dunque sulle soglie del 2030. In attesa di questa data, fermo resta l’ammonimento del minisindaco Ciaccheri: “massimizzare l’interesse pubblico e minimizzare l’impatto.” Impatto non solo ambientale, ma anche urbanistico: sugli otto ettari di cemento lasciati a cuocere sotto il sole per quasi vent’anni, non dovrà sorgere un blocco di case isolato bensì collegato armoniosamente con Tor Marancia e Garbatella. A proposito degli edifici, la dottoressa Salimei ha commentato: “Sono state premiate le palazzine basse perché i grattacieli non appartengono a questa città.” Una frase da incorniciare. Chissà poi cosa direbbe la stessa dottoressa Salimei se tra qualche mese le capitasse di passare per piazza dei Navigatori…

[Articolo pubblicato sul periodico Cara Garbatella, Anno XVIII – Ottobre 2024/numero 65, pag. 7]

Progetto

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Porta San Sebastiano: la più grande delle Mura Aureliane (parte I)

[Municipium. Storia e Archeologia del nostro territorio. Rubrica a cura di Luca Canali]

Tra le porte che si aprono nei 19 km circa che costituivano la cinta muraria fatta innalzare dall’imperatore Aureliano (270-275) per difendere Roma, la meglio conservata e la più grande è la Porta Appia, denominata poi nella metà del XV secolo “Porta San Sebastiano”.

Una stratigrafia muraria

Prendetevi del tempo e tornate (o andate per la prima volta) a guardate la porta con attenzione e potrete notare ben cinque fasi costruttive:

  1. La porta di Aureliano, due fornici gemelli si aprivano tra due torri (come le altre più importati della cinta). Sopra di essi, un secondo piano con finestre ad arco.
  2. Con il primo rifacimento, le torri vengono ampliate, inglobando quelle precedenti, assumendo una pianta a forma di cavallo e con un rialzamento di un piano. Come controporta, venne utilizzato il preesistente arco, detto “di Druso”.
  3. L’imperatore Onorio (401-402) aggiunge basamenti quadrati rivestiti di marmo.
  4. Successivamente, ci sono alcune sistemazioni interne.
  5. Infine le torri e il corpo intermedio vengono rialzati di un ulteriore piano.

San Michele il guerriero

Entrando nella porta e volgendo lo sguardo sullo stipite di sinistra, noterete un angelo che infilza un drago con una lancia affiancato da quest’epigrafe in latino:

«Nell’anno del Signore 1327, indizione XI, mese di settembre, penultimo giorno, nella festa di San Michele, entrò in città gente straniera e fu sconfitta dal popolo romano proprio qui. Giacomo de’ Ponziani, capo del rione.»

L’evento qui ricordato è la vittoriosa battaglia sostenuta dai Romani guidato da Giacomo Ponziani (la famiglia di Ceccolella, ossia Santa Francesca Romana) il 29 settembre (festa di San Michele) del 1327 contro il re di Napoli Roberto d’Angiò.

Ma le storie che ha in serbo la Porta Appia non sono ancora finite…

Clicca qui per leggere la seconda parte della storia di Porta di San Sebastiano.

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Dalle carceri un appello alla coscienza civile

Di Claudio D’Annamà

Ieri 8 agosto si è svolta, nelle prigioni di questa assolata e disastrata nazione, una giornata di protesta sulla condizione di “non vita” carceraria a cui sono costretti oltre 60 mila detenuti. La forma di protesta scelta dal movimento che da qualche settimana sta agitando tutti i luoghi di reclusione della penisola è quella della battitura ovvero la scelta di fare rumore, il più possibile, ricorrendo a pentole e stoviglie, oggetti vari da sbattere contro le sbarre della propria cella. E’ una forma di protesta assolutamente pacifica che contrasta con la situazione drammatica che si vive dentro.

Il sovraffollamento negli istituti penitenziari e il numero dei suicidi ormai fuori controllo sono infatti un’emergenza nazionale. Un’emergenza tutta legata al degrado totale delle carceri a cui questo governo non sa dare risposte.

Sono 65 i suicidi dall’inizio dell’anno e altrettanto significativo è il fatto che sono almeno 7 gli agenti di sorveglianza che si sono tolti la vita. Un carcere come questo insomma non dà speranze di recupero a nessuno ma produce piuttosto malessere sociale, disperazione, ulteriore devianza. “E un carcere che non dà speranze di reinserimento vale zero anche sul piano della sicurezza e della convivenza civile”: questo l’avvertimento che sta dietro la denuncia di questi giorni.

A Garbatella un’iniziativa di solidarietà con i detenuti

L’appello a non lasciare isolata e chiusa dietro le sbarre la protesta è stato accolto da diverse associazioni che si occupano di carceri. E anche da privati cittadini, singole persone o protagonisti a vario titolo della vita che percorre i quartieri delle nostre città. C’è chi ha messo striscioni o lenzuoli bianchi ai balconi. C’è chi dalle 12 alle 12 e 30, ovvero nella mezz’ora di battitura prevista dentro, si è dato appuntamento davanti una chiesa o in altro posto per discuterne.

C’è chi, magari in un lontano posto del Sud o in qualche dispersa periferia, ha scritto su un foglio di carta la sua adesione alla lotta e l’ha affissa nel bar del paese. Piccole cose, testimonianze spontanee, idee portate avanti senza il clamore delle grandi manifestazioni.

A Garbatella è andata in onda una di queste iniziative minime di solidarietà. Tre cittadini per quanto avanti negli anni hanno rinnovato una scelta molto in voga nel secolo passato ed ora quasi scomparsa con l’avvento dei social. Agostino, noto animatore del gruppo di lettura Cavallo Pazzo Legge, Claudio e Michele due ex compagni di liceo negli anni 60, i loro nomi.

Hanno scritto un volantino, lo hanno stampato in centinaia di copie, sono scesi per le strade, hanno girato tra i lotti, mettendosi a distribuire copie e scambiando pareri con le persone più diverse. L’hanno chiamata “un’ora d’aria al fianco dei detenuti” e nel percorso hanno toccato alcuni punti tra i più vivi, per quanto arsi dal solleone, di Garbatella: Sant’Eurosia, i Cesaroni, la scuola migranti di Casetta Rossa, gli Alberghi, la Metro, l’hub culturale Moby Dick, via Passino ovvero il cuore della politica locale, piazza Sauli col suo nuovo murale dedicato a un Daniele De Rossi bambino.

Un bilancio positivo e il 15 si replica

Come è andata ce lo dice uno dei tre “agitprop dai capelli bianchi” che parla a nome di tutti: “Beh volevamo dare un segnale di vicinanza a chi vive una situazione terribile e crediamo di esserci riusciti.

Abbiamo distribuito 250 volantini e attaccato decine di copie in giro. Sicuramente la notizia di questa cosa arriverà anche dentro.” E per quanto riguarda il grado d’accoglienza? “Ovviamente molto vario. In maggioranza positivo da parte di persone anziane e soprattutto donne di una certa età, indifferente diciamo un 20% e purtroppo molti ragazzi preoccupati di non staccarsi dal telefonino, ostile al problema invece una minoranza.

E ci sono stati pure momenti veri di condivisione non solo in posti come la Scuola per migranti di Casetta Rossa ma anche davanti bar o sotto portoni, per fortuna ombrati, dove si sono formati anche piccoli capannelli.” E ora? “E ora niente. Noi qua stiamo. Sappiamo che il 15 si replica e forse ce ne saranno altre ancora, se questo governo che possiamo chiamare Sordio, cioè sordo e Nordio, non risponde alle giuste richieste dei detenuti.

Un quartiere come questo, è la nostra speranza, non resterà certo insensibile a dare nuovi segnali di partecipazione democratica e civile.

Ah, un’ultima cosa, questa nostra piccola iniziativa l’abbiamo voluta dedicare a Nadia Bagni un’assistente sociale molto nota nel quartiere, protagonista di un forte impegno sociale, che è venuta a mancare proprio un anno fa.”

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Ago e un filo giallorosso lungo trent’anni

di Claudio D’Aguanno

A rovistare tra le carte smarrite nel più fondo dei cassetti, spesso un sollievo per la memoria e altrettanto spesso un tormento per l’anima, ci sono fogli che più di altri hanno la capacità di scuotere lo sguardo e di marcare meglio le rughe sul volto. Giornali e foto di fine secolo, appunti buttati via di un libro mai chiuso, note scritte e messe da parte. Quel 30 maggio del ’94 era un lunedì senza calcio o meglio di quelli a campionato ormai spento e archiviato.

L’Inter s’era salvata dalla retrocessione per un punto, l’Atalanta scendeva in B, il Milan di Capello dopo il titolo t’aveva pure travolto il Barcellona in Coppa campioni mentre la Roma di Mazzone proprio per un ics patteggiato coi nerazzurri a San Siro era finita settima: “mia adorata –scriveva allora Victor Cavallo– sono stanco e ho bisogno dei tuoi capelli e di una campagna acquisti che mi ridia speranze di coppa Uefa”. La tensione pallonara ormai era però tutta rivolta altrove e in attesa dei Mondiali.

Quel pezzo su Paese Sera

È  proprio una copia d’un ingiallito Paese Sera quella che recupero e che mi si accartoccia tra le mani. Quotidiano romano che aveva conosciuto tempi migliori il giornale allora tentava l’ennesimo rilancio. Aveva ridotto il formato ma non lo stile e nella sua qualità comunicativa la cronaca cittadina si alternava a quella globale, un massacro in Ruanda stava nella pagina accanto alle udienze per la banda della Magliana, notizie made in Usa si confondevano con veloci incursioni nei quartieri di periferia. Berlusconi aveva appena formato il suo governo e lo smarrimento della sinistra istituzionale era compensato dal vigore dei movimenti di opposizione.

Eppure di tante cose è solo lo sconcerto per quel maledetto colpo di 38 quello che mi rincorre forte tra le righe stampate.  “Sciagurato come un autogol, inaspettato come un cartellino rosso immeritato, fulminante come uno di quei calci piazzati, così poco rispettosi delle barriere, che soltanto lui sapeva realizzare.” Così l’attacco del pezzo a tutta pagina sulla partita finita male di Agostino.

Il ragazzo del Borromini

Su tanta stampa più o meno specializzata, anche di ottima letteratura sportiva, le metafore si sposavano con l’emozione e il rumore dell’ultima sconfitta rendeva mesto anche il ricordo più bello. A me invece era venuto naturale andare a cercare tra le strade di Garbatella e Tor Marancia il ragazzo incontrato al Liceo,  l’avversario di tante sfide vissute “al gran sole carico d’amore” dell’oratorio o tra la polvere sudata del “campo del palo”, il centrale del Borromini nel torneo del 72, quello di noi che s’allenava con De Sisti al Tre Fontane, il formidabile capitano dello scudetto, l’atleta protagonista di tanti momenti felici e meno felici.

E l’incredulità di allora ci mette meno di un attimo a tornare a galla. Rileggo la commozione di Danilo o di Gigi cresciuti con lui alla De Nicola. Rivedo lo stupore di Padre Guido che ancora non sapeva spiegarsi “quella multa di 30 lire” che gli aveva appioppato in una partita “categoria microbi”.

E l’affetto, pieno di rabbia tenera e commossa, dei suoi compagni di scuola. “Agostino triste? Forse il mondo del pallone, con cui ha avuto a che fare, era triste. Lui era di una serietà unica e di un’umiltà sconvolgente –sbotta Carmine Tortorella detto Cino- pensa che per il Roma Junior Club lasciò a me la fascia di capitano, proprio a me che rispetto a lui ero una sega totale e fisicamente valevo meno della metà.” Per Corrado Mezzanotte “Una scelta sconvolgente la sua ma più di lui colpevole l’affollata solitudine in cui l’avevano confinato. Ma quale campione dal destino segnato! Infelice è l’ambiente che non ha saputo tenerselo. Io ricordo il suo piacere nel far correre la palla, il suo estro, la sua semplicità piena e generosa.”

Ecco, trent’anni dopo, il segno di un’esistenza unica e particolare trovare ancora le sue note più vere. “Il calcio è talento ma è gioco collettivo. E’ sport e agonismo ma va fatto con divertimento. Il calcio è lealtà verso l’avversario. E’ rispetto delle regole. E’ rispetto verso l’arbitro e guardialinee. Il calcio è semplicità!” Proprio così appuntava Agostino in un suo manuale pubblicato dopo la sua morte. E quanta ricchezza anche in quella sola rivendicazione di “semplicità”!

Le dichiarazioni del figlio Luca

Ora sono le frasi di un figlio ormai adulto a venirmi incontro: “No, non facciamo di lui un santino – scrive Luca Di Bartolomei-  Ago va ricordato non celebrato. E va ricordato tutto. Affinchè sia monito di amore, di cura e di perseveranza.

Perché la vita è ciclica e sta a tutti noi impegnarci per riconoscere i momenti di difficoltà e la fragilità di chi è intorno a noi. Essere empatici, mostrare gentilezza, essere aperti è un investimento e ripaga sempre. E’ così che in questi trent’anni insieme siamo riusciti a far tornare mio padre fra le strade della sua città. Con gioia e senza più malinconia.”

Nei prossimi giorni vedrà la luce una piccola associazione che ne porterà il nome. Ci saranno azioni concrete in suo nome e borse di studio sportive per ragazzi del quartiere. Così Agostino oggi è ancora tra noi e, chiude Luca, “il coraggio non ruggisce sempre, piuttosto a volte è un fiato sottile che dice riproverò domani”

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Elezioni Europee: Fabio Alberti si candida con la lista “Pace Terra Dignità”

In previsione delle Elezioni Europee dell’8 e del 9 giugno, si va delineando sempre di più il quadro dei pretendenti per un seggio a Bruxelles.

Tra i cittadini dell’Ottavo Municipio spicca il nome di Fabio Alberti, candidato nella circoscrizione Centro, con la lista Pace Terra Dignità, movimento promosso a luglio 2023 in particolare dai giornalisti Michele Santoro e Raniero La Valle.

Conosciamo meglio il candidato

Fabio Alberti, 67 anni, studioso di politica internazionale, è un volto noto nella militanza politica della sinistra radicale e nel volontariato dell’Ottavo Municipio, soprattutto nei quartieri di Tor Marancia e Montagnola.

Fin da giovane si è schierato in prima linea nelle lotte per il diritto alla casa, per l’equo canone e contro le case sfitte. Tra gli anni Settanta e Ottanta è divenuto consigliere comunale di Bologna, poi segretario romano di Rifondazione Comunista.

È stato tra le voci più significative in Italia per l’abrogazione del referendum contro il Nucleare e poco dopo si è mobilitato contro i bombardamenti nella guerra del Golfo. Negli ultimi anni è membro della Rete Italiana Pace e Disarmo e di Un Ponte Per, da sempre ha dedicato la sua vita all’attivismo per la pace, per i diritti e contro le disuguaglianze.

Il mio impegno per la pace

«Sono molto preoccupato per il presente, per il clima di scontro tra le grandi potenze militari, la situazione sta sfuggendo di mano, così rischiamo di ritrovarci nella terza guerra mondiale» – ci racconta Fabio Alberti – «L’Unione Europea spende miliardi di euro in armamenti, tutte le nazioni stanno riempiendo i propri arsenali; in alcuni stati europei hanno reintrodotto la leva obbligatoria e la cosa preoccupante che anche il Governo italiano sta vagliando la possibilità».

«Mi candido per la pace, per rimettere al centro dei discorsi europei temi che parlino di uguaglianza, di sanità, di riscaldamento globale e del diritto all’abitare. Sento l’urgenza di impegnarmi e di mettere in gioco tutta la mia esperienza maturata negli anni. Con le associazioni di cui faccio parte, abbiamo perseguito dei processi di pace e proposto negoziati sia in Ucraina sia in Medio Oriente. Sono stato nelle zone di guerra, ho visto e ho parlato con le persone che hanno subito i bombardamenti, che stanno vivendo in stati continui di paura e angoscia.

Nel mondo ci sono circa cinquanta guerre in corso, e l’Europa ha delle responsabilità gravi in molte di esse. La sinistra atlantista, che si spaccia per democratica, ha appoggiato governi guerrafondai, dimostrando di non essere sovrana in Europea ma soltanto una colonia degli Stati Uniti, tutto questo non è più tollerabile, bisogna costruire un fronte comune per la pace».

«Siamo certi di superare la soglia del 4% – conclude Alberti – I sondaggi spesso hanno commesso errori di valutazione, contiamo di attirare i voti delle persone deluse e preoccupate per la situazione bellica e dei molti astenuti alle precedenti elezioni».

Per chi volesse conoscere Fabio Alberti e la lista Pace Terra Dignità, può farlo lunedì 3 giugno alle 18:30, alla presentazione della lista, presso il Bar di Gigi a Tor Marancia (via dei Lincei 9), con lui dialogherà Elena Mazzoni, anche lei candidata alle prossime elezioni europee.

Come si vota?

Con le elezioni europee, i cittadini dell’Unione Europea eleggono i propri rappresentanti come Membri del Parlamento Europeo, un incarico della durata di cinque anni. Gli elettori italiani avranno l’opportunità di eleggere 76 membri del Parlamento europeo.

Le elezioni si terranno sabato 8 giugno dalle 15:00 alle 23:00 e domenica 9 giugno dalle 7:00 alle 23:00.

Si vota con il sistema delle preferenze: occorre tracciare un segno sul simbolo della lista che si intende votare, e si possono esprimere fino a tre preferenze ma non dello stesso sesso.

Non è possibile il voto disgiunto, ossia  non si potrà barrare il simbolo di una lista ed esprimere preferenze su candidati di altre liste.

In caso di tessera esaurita, deteriorata, smarrita o di mancato recapito, si ricorda di richiedere quanto prima un duplicato alla la Direzione Centrale dei Servizi Elettorali, in via Petroselli 50, oppure rivolgersi al Municipio di competenza territoriale.

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Coppa Ago 2024: il Socrate fa cinquina

di Claudio D’Aguanno

Ormai è un appuntamento classico di metà primavera per le scuole di Roma VIII. Da scrivere in agenda. La Coppa Ago riscoperta e riportata in vita da Massimo Pelliccia è la sfida che, nel nome di capitan Di Bartolomei, ogni anno torna a far correre il pallone sul campo verde di via Costantino.

E’ la competizione, semplice e forte nel suo statuto, dove in palio non c’è la proprietà di un trofeo ma la sua presa in custodia e, forse anche per questo, quella più adatta al gioco della memoria e all’incontro tra le diverse generazioni.

Il Liceo Socrate vincitore della Coppa Ago 2024

Edizione numero sei questa del 2024. Tre, al solito, le squadre in campo: i campioni uscenti del Liceo Socrate, gli eterni sfidanti del Liceo Caravaggio, la new entry del Liceo Majorana di Spinaceto sceso dalle nostre parti a contrastare l’egemonia dei liceali della Garbatella.Ma le intenzioni non sempre vanno d’accordo con i risultati e il responso delle gare ancora una volta ha premiato i ragazzi del Socrate guidati in panchina dalla terna Pes Magistro D’Alessandro.

Netto il punteggio delle partite che li ha visti dominare sui rivali. Tripletta di Catanoso più Peri e D’Antoni nel match d’apertura con i blu del Majorana che trovano con il capitano Scarpetti il gol della bandiera.Punteggio tennistico invece, 6 a 0, nella chiusura di giornata ai danni del Caravaggio con doppiette di uno scatenato Catanoso e Pasquini più Pavinato e Ventura.

Nella partita di mezzo, tra Majorana e Caravaggio, il pari e patta al termine dei minuti regolamentari ha portato le due squadre a giocarsela ai rigori.Gli errori dal dischetto degli amaranto di Tor Marancia hanno fatto la differenza dando così ai blu di Iorio e Cirillo quella vittoria tenacemente negata nei minuti regolamentari dai ragazzi allenati da Antelmi e Silvestri.

il bomber Catanoso in azione

Al termine della competizione l’esplosione, con invasione di campo, della torcida del Socrate ha salutato il quinto successo, quarto consecutivo, dei liceali garbatellardi accompagnando pure con olè la consegna dei premi.

Diverse le presenze degne di nota e piacevolmente confuse sugli spalti tra le tifoserie più accese: Luca Di Bartolomei e Gabriele D’Urbano, il “fedelissimo” del torneo Carlo Firmani Preside del Socrate, l’immancabile Prof.ssa Fiorella De Benedictis del Caravaggio, qualche compagno sparso delle sfide “al campo del palo” come Enrico Tubili per anni stimato prof di matematica al Socrate, Enzo Del Poggetto del Roma Club Eur Torrino “Federica Del Poggetto”, Agnese ed Emma Petrucci con la loro mamma Beatrice ovvero la famiglia dell’indimenticato ex docente del Caravaggio Fabio Petrucci “uno del nucleo storico” della Coppa Ago al quale, da questa edizione, è intitolato il Premio fair play.

Foto di gruppo della Coppa Ago 2024

Nelle parole di Massimo Pelliccia il commento finale della giornata: “Questo torneo è nato per caso, per un ritrovamento fortuito, ma non è dovuto al caso il fatto che continui ad esistere. Senza sponsor e col solo sostegno organizzativo del Municipio, la coppa Ago è un piccolo miracolo di volontariato sportivo attorno a cui sta crescendo l’attaccamento delle scuole di zona. Abbiamo richieste di nuove partecipazioni e vedremo dal prossimo anno come rispondere.”

Per Amedeo Ciaccheri presidente di Roma VIII il torneo è un “bene comune” da proteggere e rilanciare sempre più:  “Quest’anno –ha poi sottolineato l’ex alunno del Socrate- sono trent’anni dalla scomparsa di Agostino e ci sono tante idee che girano tra di noi.

Flavio Grotti e Riccardo Rossetti (entrambi Socrate) premiati ex aequo

Fortemente voluto dal figlio Luca c’è il progetto di un’associazione in suo nome e di borse di studio per consentire a ragazzi meritevoli di studiare e fare sport insieme. Agostino Di Bartolomei non è un solo ricordo del passato ma una spinta sempre nuova ad andare avanti e crescere assieme nei valori che erano i suoi: quelli della correttezza, dell’impegno, della solidarietà.”

Formazioni, tabellini, marcatori e nomi della Coppa Ago 2024

 Liceo Scientifico e Linguistico  Statale  Ettore Majorana: Alluvion (F) – Araco – Busana – Cicchinelli – De Rocco – Lombardo – Mascia – Petri– Pietropaolo – Pimpinelli – Piro – Scalzotto – Scarpetti (C) – Tavani – Vigorita. Allenatori: Iorio, Cirillo.

 Liceo Artistico  Statale Caravaggio: Alleva – Amodio – Angeli – Arena – Bianchi – Biginelli – Capodanno – Cavalieri -Congiu – Del Castello – Di Blasi – Di Prospero – Gentile – Lucarelli – Maccarrone – Mancini -Mori – Pini (F) (C) – Rosati – Ruvolo – Serafini – Stoppaccioli – Trapani L. – Trapani F.  Allenatori: Antelmi-Silvestri.

 Liceo Classico e Scientifico Statale Socrate: Battista – Bosman (F) – Carfagna – Catanoso – Colizza (C) – Cucci – D’Antoni – D’Aversa – Di Fraia – Fontana – Giorgi – Grotti – Pasquini – Pavinato – Peri – Petrucci –Pica – Pomarici – Ronzoni – Rossetti – Santini – Tedone – Trainito – Ventura. Allenatori: Pes-Magistro-D’Alessandro.

1a partita: Socrate 5 – Majorana 1

Catanoso (S) -Catanoso (S) – Catanoso (S) – Peri (S) – D’Antoni (S) – Scarpetti (M)

Arbitro: Fabrizio Silvestroni – Assistenti: Alessandro Crolla – Alessio Alessandro

2a partita: Caravaggio 3 – Majorana 5

Di Blasi (C) – Scarpetti (M)

(dopo i calci di rigore: 1-1 nei tempi regolamentari)

La sequenza dei calci di rigore:

Di Blasi (C) gol – Tavani (M) gol

Lucarelli (C) gol – Scalzotto (M) gol

Bianchi (C) parato – Araco (M) (gol)

Di Prospero (C) parato – Vigorita (M) (gol)

Arbitro: Alessandro Crolla – Assistenti: Fabrizio Silvestroni – Alessio Alessandro

3a partita: Socrate 6 – Caravaggio 0

Catanoso (S) – Catanoso (S) – Ventura (S) – Pasquini (S) – Pavinato (S) – Pasquini (S)

Arbitro: Fabrizio Silvestroni – Assistenti: Alessandro Crolla – Alessio Alessandro

 

Vincitore Coppa Ago 2024 Liceo Classico e Scientifico Statale Socrate

Premio miglior calciatore ex aequo Flavio Grotti e Riccardo Rossetti (Socrate)

Premio Fair Play “Fabio Petrucci” Daniel Angeli (Caravaggio)

Menzione speciale a Gaia Fintini e Ludovica Alunni del Liceo Caravaggio per aver realizzato, rispettivamente, il servizio fotografico e la locandina della manifestazione.

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Palla al centro e in alto i cuori. Coppa Ago 2024!

DI Claudio D’Aguanno

Le squadre di tre Licei, il sole che batte sul campo di pallone, striscioni e cori, il tifo sugli spalti e il trofeo Roma Junior Club 1972 di nuovo in palio. E’ l’edizione 2024 della Coppa Ago in onda lunedì 13, calcio d’inizio ore 9, sul rettangolo verde di via Costantino 5. Edizione questa numero sei che conferma, dopo gli anni grigi del covid, la forza dell’affetto portato al capitano dai ragazzi con i docenti delle scuole coinvolte, il positivo sostegno di tutto il Municipio di Roma VIII e in particolare del suo presidente Amedeo Ciaccheri, l’impegno di tante persone unite nel ricordo di Agostino ragazzo, cresciuto tra Tor Marancia e Garbatella tra campi sterrati e d’Oratorio.

A sinistra: la squadra del Borromini al RJC 1972.  A destra: Coppa Ago 2023 Ubaldo Righetti consegna la Coppa RJC 1972 a Sofia Bosman del Liceo Socrate

“La memoria –si ripete spesso nei quartieri popolari- è un ingranaggio collettivo” e la tradizione di questo torneo, il suo racconto, lo conferma. Ma senza la passione e la competenza di Massimo Pelliccia questa coppa non avrebbe mai ripreso luce. È stata infatti sua la riscoperta del trofeo dimenticato, finito abbandonato e dismesso in un corridoio secondario del Liceo Caravaggio, ultimo domicilio conosciuto del Borromini, l’istituto superiore frequentato da Agostino nei suoi anni giovani.

Ed è sempre a Massimo Pelliccia, con il concorso attivo di Luca Di Bartolomei, che si deve l’invenzione del torneo e la forma che ha preso nel tempo. Doveva essere, quello del 2016, appuntamento unico e irripetibile. Una partita secca tra Liceo Socrate e l’Artistico Caravaggio sul campo ex OMI di via Giangiacomo con formazione vincitrice pronta a riconsegnare alla famiglia Di Bartolomei la coppa ritrovata. “E’ una coppa che appartiene a voi studenti –commenta però sulla scena, al momento delle premiazioni, Luca Di Bartolomei- E’ vostra. Rimettetela in palio ogni anno che viene e sempre nel nome di Agostino”.

Agostino Di Bartolomei in una foto inedita archivio di Cara Garbatella
Agostino Di Bartolomei durante un allenamento con la Roma al campo delle Tre Fontane. (Foto inedita, archivio Cara Garbatella)

Di qui la felice epifania d’una competizione che sempre Massimo Pelliccia si preoccupa ogni volta di rinnovare e organizzare. La formula viene da sé: tre scuole convocate, girone semplice all’italiana, partite secche e classifica scritta da scontri diretti e differenza reti. E chi vince festeggia tra gli olè, tiene la coppa in bacheca per un anno per poi, quasi una Rimet di quartiere, rimetterla in concorso la volta successiva.

Quella di quest’anno è appunto l’edizione numero sei. In quelle passate oltre le due scuole d’esordio si sono viste correre anche le maglie orange dell’Itis Armellini, istituto tecnico di buone tradizioni calcistiche, quest’anno sostituito dal Liceo Majorana. Una volta l’ha spuntata il Caravaggio e ben quattro sono stati i successi del Liceo Socrate. Il regolamento prevede che tra gli undici schierati a lottare su ogni pallone ci sia la presenza di una giocatrice. L’anno scorso fu Sofia Bosman del Liceo Socrate, con la fascia di capitana al braccio, a sollevare il trofeo.

Non mancheranno comunque come sempre le presenze romaniste ad arricchire il richiamo della competizione. Dopo i volti di Odoacre Chierico, di Paolo Alberto Faccini, di Ubaldo Righetti e di Giulia Anzalone, questa volta toccherà a Franco Peccenini premiare i vincitori. E toccherà soprattutto alla straordinaria verve di Federica Cicchinelli del “Roma Club Fornaci Agostino Di Bartolomei”, ormai compagna di ventura e salda collaboratrice del torneo, accompagnare questa edizione verso il suo esito più positivo, festa piena di sport e di colori giallorossi.

Programma della giornata – Lunedì 13 maggio

Ore 8:00 Ritrovo al Campo G. Fiorini di via Costantino 5

Ore 8:30 Accesso del pubblico. Presentazione della manifestazione da parte di Massimo Pelliccia.

Saluto di un docente per ognuna delle tre scuole.

Il Liceo Socrate riconsegna la Coppa Ago vinta nella scorsa edizione.

Ore 9:00 Inizio partite.

Ore 12:00 Cerimonia di premiazione a cura di Massimo Pelliccia, Amedeo Ciaccheri, Federica Cicchinelli e l’ospite d’onore Franco Peccenini

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Sempre più in alto la Capitolina Scherma. Sono in categoria A2 le squadre di fioretto femminile e maschile.

di Fabrizio Fagiani

Grande prestazione delle squadre di fioretto della Capitolina Scherma nei Campionati italiani assoluti di Piacenza.  L’Associazione sportiva dilettantesca, che dal 2008 sta diffondendo la pratica della scherma nel Municipio VIII, ha raggiunto un importante traguardo.

«E sì, è stata una grande emozione» ci ha raccontato Beatrice Salvati, presidente dell’associazione «perché siamo una realtà sportiva che è riuscita a crescere in questi anni grazie soprattutto ad una grande passione per la scherma e alla determinazione e allo spirito di sacrificio che ci hanno animato fin dall’inizio della nostra avventura».

La Capitolina Scherma ha in affidamento il Centro sportivo municipale nell’Istituto comprensivo Salvatore Pincherle e nella Scuola elementare Principe di Piemonte.

Le parole di Beatrice Salvati

«La nostra missione» ha specificato Beatrice Salvati «è quella di diffondere la passione per lo sport nei bambini piccoli già in età pre-scolare insieme all’impegno di rendere accessibile  la pratica sportiva alle persone diversamente abili e agli anziani, anche attraverso l’utilizzo degli specifici voucher che Roma Capitale assegna alle famiglie in difficoltà economiche».

E poi, naturalmente, c’è l’attività agonistica di tante e tanti giovani e meno giovani atlete e atleti che raggiungono sempre più importanti risultati sportivi, come quelli ottenuti partecipando a questi ultimi Campionati italiani assoluti.

A Piacenza la Capitolina Scherma si è presentata nel fioretto con una squadra femminile composta da Caterina De Stefano, Agnese Scarascia Mugnozza, Flaminia Gambino e Claudia Altamura e una quadra maschile  formata da Massimo Inches, Simone Sbracia, Federico Colamarco e Giancarlo Scarascia Mugnozza.

Piacenza, 21-24 Marzo 2024
Campionati Italiani a squadre serie A2-B1-B2, serie C di FM, serie C1 di SPM-SPF
Foto: TRIFILETTI Andrea / Bizzi Team

La bella prova della squadra femminile e l’exploit di quella maschile, promossa in serie A2 .

«Subito protagoniste le nostre ragazze in A2, autrici di un buon girone e che con la vittoria per 45-39 sul Club Scherma Rapallo, hanno ottenuto la conferma nella seconda massima serie nazionale» ci ha raccontato la presidente Salvati «purtroppo per poche stoccate non sono riuscite ad entrare nelle prime otto, perdendo l’assalto dei quarti 42-38 contro il Circolo della Spada Vicenza.

Il giorno dopo è stata la volta dei nostri ragazzi in B1, grandi protagonisti della gara. Infatti hanno concluso il girone con tutte vittorie e solo poche stoccate ricevute, classificandosi in testa dopo il primo turno. L’ottimo risultato ottenuto ha consentito di saltare la prima diretta e vincere in scioltezza l’assalto con il Club Scherma Bentegodi per 45-36 entrando nei primi quattro, ottenendo così di diritto il pass per la serie A2.

Purtroppo hanno perso 45-44 la semifinale ma si sono rifatti subito dopo vincendo la finale 3º-4º posto contro il Circolo Scherma Firenze Raggetti con il risultato di 45-34. Complimenti a tutti quanti ed al nostro maestro Gabriele Anfora che ha seguito le nostre squadre a fondo pedana».

 

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“Lo Spazio Anarchico 19 Luglio non si chiude”

Presidio democratico contro la chiusura della biblioteca

Non hanno nessuna intenzione di intonare le note di “Addio Lugano bella…” gli anarchici della Garbatella, minacciati dal tentativo di chiusura dello Spazio libertario 19 luglio di via Rocco da Cesinale al lotto 60. La direzione dell’Ater, proprietaria dell’immobile, non ha voluto addivenire ad una intesa con gli affittuari, che avevano precedentemente concordato una rateizzazione della morosità oggetto del contenzioso e ha annunciato lo sgombero dell’immobile da parte della forza pubblica.

Il giorno dell’azione di forza è previsto per il 17 aprile, proprio una settimana prima del 25, festa della Liberazione dai nazifascisti, ma gli affittuari si appellano a tutti i democratici per respingere questo tentativo di sfratto con un presidio davanti alla sede e l’organizzazione di una conferenza stampa.

La storia del gruppo anarchico C.Cafiero

“L’anno prossimo il Gruppo Anarchico C. Cafiero FAI Roma festeggerà il suo ottantesimo compleanno – ci ha confidato un’attivista -. Nel mese di giugno del 1945 fu annunciata la fondazione del gruppo e la sua inaugurazione a Garbatella durante un convegno dedicato proprio al leader libertario. In quella piccola cantina di via Vettor Fausto 3, al lotto 13 piantarono la bandiera rossa e nera il gruppo guidato da Vito Leonetti e dal falegname Carlo Zani di origini romagnole

.

Da lì sono passate generazioni di anarchici, gruppi, collettivi, associazioni, redazioni di giornali e riviste, compagnie teatrali e gruppi musicali, artisti, poeti. Insomma un microcosmo locale connesso con le esperienze culturali e politiche autogestite ed autorganizzate nelle lotte del movimento antiautoritario internazionale in una prospettiva concreta di libertà e solidaristica dal basso in Italia e in altre parti del mondo”.

Nel 2011 il Gruppo Cafiero ha avuto la necessità di duplicare la sua presenza nel quartiere e ampliarsi con lo Spazio 19 Luglio vicino agli Alberghi suburbani, oggi minacciato di chiusura, per dare maggiore spazio e voce ad un progetto di biblioteca popolare e di archivio. Oltre a conservare libri e documenti propri, lo Spazio di via Rocco da Cesinale, sta ospitando nella sua biblioteca fondi appartenenti anche a collezioni private più recenti.

Animatore di questa nuova iniziativa è stato Tommaso Aversa di Garbatella, conosciuto per la sua militanza nel movimento anarchico durata oltre cinquant’anni e deceduto nel gennaio scorso.

 

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Presentazione del libro “Diario delle molestie nella vita di una donna”

Il 21 Marzo alle ore 18:30, nel cuore della Garbatella, presso l’Atelier d.IsaGio di Isa Giovannozzi in Via delle Sette Chiese 108 si terrà la presentazione del libro “E’ capitato anche a me. Diario delle molestie nella vita di una donna” di e con la presenza di Cristina Formica, casa editrice Red star press.

Da dove nasce l’idea di questo libro? 

Il pensiero di scriverlo deriva da un percorso che sto facendo da molti anni. Ho sempre svolto attività e politiche legate alle donne. Poi, la scorsa estate ho letto una pubblicazione a cura di Laura Volpato, “Raccontare le molestie sessuali. Un’indagine empirica “(Edizioni Rosemberg&Sellier), in cui un capitolo è dedicato totalmente al racconto delle molestie subite dalle migliaia di persone che hanno risposto alla ricerca, fatta all’Università degli Studi Milano-Bicocca. Ho iniziato a ripensare a cosa mi era capitato, ed ho iniziato a scrivere degli episodi di violenza e molestie sessuali che avevo subito.

L’idea di strutturare l’opera in forma di “diario” ti ha aiutata ad approfondire una tematica così toccante oppure per cercare di coinvolgere maggiormente il lettore?

La scelta della scrittura in forma di diario mi è venuta istintivamente, ho voluto scrivere con uno stile asciutto ma che esprimesse le emozioni, i contesti, a partire dalla descrizione del fatto. In un mese, ho ricostruito tanti piccoli e grandi episodi che avevano inciso sulla mia vita, sulle mie scelte, su ciò che sceglievo di essere e di fare; allo stesso tempo, parlando con altre donne, mi sono resa conto di quanto fossero vicende comuni nella vita di noi tutte. Chi non è mai stata seguita da un uomo in macchina e non ha provato timore? Il mio libro è un diario che potrebbe aver scritto anche un’altra donna, con racconti magari diversi, ma penso che gli avvenimenti che racconto non sono capitati solo a me. Mi ha fatto bene ripensare a quanto accaduto, scriverlo e parlarne: mi ha rafforzato ancora di più nella convinzione che bisogna cambiare questo stato di cose.

In che modo possono difendersi le donne?

Dobbiamo e possiamo combattere perché le molestie sessuali non accadano più a nessuna donna. È un problema culturale che riguarda gli uomini. Il genere femminile può agire perché questa cultura sia cambiata, a partire dai commenti che sentiamo, dai ragionamenti, piccole azioni, dall’educazione nelle scuole. Credo che come donne dobbiamo chiedere alla politica di occuparsi di noi, siamo la metà della popolazione e dobbiamo esigere più asili nido, il potenziamento dei Consultori Familiari pubblici, protestare per il problema di differenti salari a parità di mansione lavorativa con gli uomini. Sappiamo difenderci, ma dobbiamo solidarizzare tra donne; secondo me bisogna battersi perché le altre donne, soprattutto le più giovani, vivano in un mondo che non le molesti più.

Perché la rassegnazione è così comune?

Purtroppo è considerato normale che un uomo sia sessualmente insistente con una donna; è difficile riconoscere che si sta subendo una molestia, soprattutto se intorno a te non c’è solidarietà, attenzione. Io mi sono spesso vergognata e non ho raccontato, però ho avuto l’appoggio della mia famiglia quando potevo entrare in una relazione malata. È importante ribaltare l’ottica che la colpa della violenza non riguarda il costume; perciò, descrivo il mio abbigliamento negli anni in cui avvenivano le molestie che subivo e come ero vestita non giustifica assolutamente quello che avveniva, ero un obiettivo perché ero una donna.

 Il concetto di “solidarietà” esiste? 

 È fondamentale come concetto per alimentare una comunità umana. Ci sono tantissime esperienze che lavorano perché la società italiana, sia più giusta, attenta alle differenze, solidale con le donne e con gli altri popoli. Dobbiamo essere solidali, coltivare la gentilezza. Quale essere umano vorrebbe vivere in un mondo in guerra, che affama, che violenta. Credo fortemente nella testimonianza individuale, con il mio libro vorrei contribuire a una discussione e all’azione collettiva.

In quale modo il tuo operato è in grado di aiutare generazioni?

 Per la gioventù futura spero, come ho detto prima, che vivano e crescano in un cosmo in cui non debbano difendersi da tali crudeltà. Parlarne è importante, anche per coinvolgere in questo cambiamento gli uomini. E ‘importante che anche il maschile partecipi a cambiare la cultura patriarcale. Con questo libro vorrei proporre discussioni e ragionamenti collettivi, che portino a fare e richiedere politiche più giuste anche per le donne.

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“Il tempo è salute”: la campagna dello Spi-Cgil sulle liste d’attesa nella sanità pubblica

Volantinaggi a tappeto degli iscritti allo Spi-Cgil partiranno nel mese di febbraio e si estenderanno a tutti i municipi della Capitale. Il 13 saranno in via di San Nemesio, davanti all’ingresso del Cto della Garbatella, per informare i cittadini su come evitare le lunghe liste d’attesa per ottenere una visita specialistica o un’indagine diagnostica con carattere di urgenza. “Il tempo è salute, combattiamo insieme per il diritto alle cure” è questo il titolo di un manifestino che verrà distribuito in centinaia di copie anche il 21 a piazza Tosti 4 al Distretto della Asl Rm2 e il 27 a via Malfante, dietro piazza Navigatori davanti agli ambulatori.

 

Le motivazioni della protesta

“Sappiamo che l’utenza più fragile, gli anziani e i più deboli, quelli che hanno la pensione minima – ha detto Caterina Serra, segretaria della Lega 8 dello Spi-Cgil- davanti alle interminabili liste di attesa spesso rinunciano alle cure.

Quindi noi vogliamo spiegare ai cittadini tutti i loro diritti”.” Se il servizio prenotazioni non rispetta l’urgenza, gli utenti possono andare in intramoenia a pagamento e fare domanda di rimborso. Abbiamo già preparato i moduli appositi – ha continuato Nadia Pagano, della Segreteria di zona-. Ma ancora prima di chiedere il rimborso, se il medico curante ha previsto la priorità U e B, si può chiedere al Cup di essere iscritto nelle liste di garanzia. In questo caso è la Asl che deve richiamare l’utente e trovargli la prestazione il più possibile nei tempi e all’interno del territorio di competenza.”

E’ sotto gli occhi di tutti come dopo il Covid siano stati compressi i finanziamenti per la sanità pubblica, molti medici sono andati in pensione e non sono stati reintegrati col turnover, lasciando i servizi, in particolare la medicina d’urgenza, sotto organico, danneggiando l’utenza. Forse pensano di ridurre le liste di attesa estendendo le convenzioni con i privati” sottolineano al Sindacato pensionati.

 

Volantinaggi in tutta Roma

Quindi la campagna per l’accesso dei cittadini del Lazio alle prestazioni sanitarie, promossa dallo Spi-Cgil, interesserà tutti i municipi romani, per informarli su come esigere l’erogazione delle prestazioni in tempi certi e per aprire una interlocuzione forte con le istituzioni sanitarie pubbliche.

I quadri e i militanti dello Spi-Cgil, in ognuno dei tre giorni di febbraio previsti dalla mobilitazione, saranno davanti ad oltre 75 strutture tra ospedali, poliambulatori pubblici, distretti sanitari.

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“Quella strage non è avvenuta”. Alla Casa della Memoria un incontro sull’Eccidio del Ponte di Ferro tra tradizione e verità storica.

“Quelle dieci donne, ricordate sulla stele sul Ponte dell’Industria, non trovarono la morte lì il 7 aprile del 1944 per mano dei tedeschi” ha assicurato Giorgio Guidoni nell’incontro su “L’eccidio del Ponte di ferro tra tradizione e verità storica” del 6 febbraio scorso alla Casa della Memoria e della Storia, organizzato dall’Istituto Ferruccio Parri e dall’Istituto Romano per la Storia d’Italia dal Fascismo alla Resistenza (Irsifar).

“Tra l’altro, ripercorrendo le vite di queste donne ho scoperto che una, Clorinda Farsetti classe 1929, è ancora in vita, un’altra era stata scambiata con un uomo e un’altra ancora era una bambina di quattro anni.

Gran parte di loro erano comunque delle patriote ed ebbero un ruolo nella Resistenza contro gli occupanti tedeschi, ma morirono in altri frangenti, prima o dopo quel fatidico 7 aprile 1944”- rinforza l’autore del volume “La verità sull’eccidio del ponte di Ferro”, edito dall’associazione culturale Cara Garbatella.

Le affermazioni di Cesare De Simone

L’episodio era stato citato per la prima volta, cinquant’anni esatti dopo l’accaduto, dallo scrittore e giornalista Cesare De Simone nel 1994 nella sua pubblicazione “Roma città prigioniera – i 271 giorni dell’occupazione nazista: 8 settembre 1943 – 4 giugno 1944”.

De Simone fu il primo a denunciare l’uccisione, da parte delle forze di occupazione tedesche, di dieci donne inermi sorprese ad assaltare un forno presso il Ponte dell’Industria all’Ostiense.

Nonostante De Simone, che pure elencò puntualmente i nomi e i cognomi delle vittime, non avesse prodotto documenti a supporto delle sue affermazioni, l’efferatezza del presunto evento sconvolse l’opinione pubblica, generando un’accettazione incondizionata del racconto.

A partire dal 1997, anno dell’apposizione della stele commemorativa nei pressi del ponte, infatti, rappresentanti del Comune di Roma, del Municipio VIII e dell’Ambasciata di Germania, ogni 7 aprile, hanno periodicamente reso omaggio alle vittime con una cerimonia commemorativa.

Gli intervenuti alla Casa della Memoria

Al tavolo della Casa della memoria si sono alternati storici e ricercatori di primo piano.Studio e ricerca del passato sono fondamentali per comprendere il nostro presente, perché la Storia è sempre contemporanea” ha affermato Miguel Gotor, assessore alla Cultura del Comune di Roma che ha aperto i lavori introducendo il contesto temporale dell’avvenimento. La parola è poi passata a Paola Carucci, presidente dell’Irsifar, che ha riassunto i punti salienti dello studio di Guidoni, sollevando diversi dubbi sulla veridicità dell’evento. Dubbi ripresi nel successivo intervento dal professore di Storia Contemporanea Gabriele Ranzato.

Nel suo testo “La Liberazione di Roma”, edito nel 2019, l’autore aveva già avanzato forti perplessità sulla veridicità dell’accaduto, in virtù del fatto che negli archivi e sulla stampa clandestina non era stato possibile reperire alcun tipo di documentazione a supporto del racconto di De Simone.

Tra l’altro nemmeno i parenti delle presunte vittime, anche dopo la Liberazione, hanno mai rivendicato i corpi di quelle donne. Per gli stessi motivi, e per la scarsa attendibilità degli elementi del contesto, in base al principio di verosimiglianza, magistralmente evocato durante l’incontro, Ranzato ha affermato che “è arrivato il momento di riconsiderare questa commemorazione”.

A conclusione dell’incontro il presidente dell’Istituto Parri, Paolo Pezzino, ha dichiarato: “Finalmente oggi, alla luce del nuovo studio appena pubblicato, possiamo affermare che quel fatto non è mai accaduto. Provvederemo pertanto a cancellarlo dall’elenco degli episodi dubbi presenti nel nostro atlante delle stragi nazifasciste perpetrate in Italia nel periodo 1943-1945”.

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Romano Prodi a Roma Tre per l’inaugurazione dell’Anno Accademico

Lectio magistralis su “Crisi mondiale e crisi europea”  

È stata una cerimonia speciale quella per l’inaugurazione dell’anno accademico 2023/2024 dell’Università Roma Tre, tenutasi venerdì 2 Febbraio presso l’Aula Magna di Via Ostiense, con la presenza eccezionale del Professor Romano Prodi.

L’ex Presidente della Commissione Europea, due volte Presidente del Consiglio e più di recente inviato per l’Unione Europea per i rapporti con il continente Africano, ha catturato l’attenzione della comunità accademica dell’ateneo romano con una Lectio Magistralis su un argomento di estrema attualità: la “Crisi mondiale e crisi europea”.

L’evento è stato trasmesso anche in diretta streaming e con un servizio di interpretariato LIS (Lingua Italiana dei Segni)

Tra il pubblico molte le presenze istituzionali del territorio: il Parlamentare Europeo Massimiliano Smeriglio, il Direttore della Camera di Commercio di Roma Lorenzo Tagliavanti, il Presidente della Fondazione Teatro Palladium professor Luca Aversano e il Presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri.

Presenti in sala anche figure di spicco del management pubblico italiano, primo fra tutti il noto banchiere ed ex ad di Tim Franco Bernabè.

 

Il tema della lectio magistralis

Il professor Prodi si è intrattenuto sulle origini storiche e sulla profondità della crisi politica ed economica in cui versa l’attuale bipolarismo mondiale tra USA e Cina; per poi soffermarsi sul ruolo che può svolgere l’Europa per difendere il futuro democratico delle nuove generazioni, rivolgendosi in particolare agli studenti che gremivano l’Aula Magna dell’Ateneo.

A fronte di una globalizzazione e internazionalizzazione dei commerci, avviatasi nei primi anni Novanta dopo la caduta del Muro di Berlino e al suo apice nel 2001 con l’ingresso della Cina nel Word Trade Organization, si è generato, nelle nazioni occidentali, uno schiacciamento dei salari sui livelli imposti dai bassi costi di produzione della nuova fabbrica del mondo, la Cina, con un conseguente impoverimento della classe media e un crescente malcontento popolare di massa verso i governi occidentali.

Tali tensioni economiche e sociali stanno sfociando in crescenti tensioni internazionali con inversione del processo di globalizzazione e la ricomparsa di strumenti di politica industriale quali dazi, sanzioni, sovvenzioni economiche ad imprese e persone. Strumenti che, negli ultimi 30 anni di puro liberismo imperante, erano diventati anacronistici.

Lo sviluppo di alta tecnologia e dell’intelligenza artificiale padroneggiati dalle grandi imprese di rete (Apple, Google, Amazon, Alibabà, talmente potenti da superare i confini degli stati nazione) hanno acuito tali tensioni e le connesse sperequazioni nella ripartizione del reddito tra i pochi ricchi e tutti gli altri individui, classe media compresa.

A ciò si è aggiunta l’evidenza che la forma democratica di governo di paesi occidentali non può essere esportata: si veda il fallimento delle guerre in Iraq e Afghanistan.

Il ruolo dell’Europa

L’Europa in questo scenario è stata, secondo il professor Prodi, un esempio positivo almeno fino alla metà dei primi anni Duemila per il processo di unificazione avviato. A seguito, tuttavia, della bocciatura nel 2005 della Costituzione Europea da parte del popolo francese e della successiva crisi finanziaria tra il 2008-2011, affrontata dall’Europa non come comunità ma come somma di 28 singoli stati (27 dopo la Brexit), l’Unione ha perso di credibilità come attore internazionale ed anche come dimensione economica.

Secondo il professor Prodi, affinché l’Europa torni ad essere un esempio positivo di democrazia e benessere economico, è indispensabile che l’Unione abolisca il diritto di veto nei propri processi decisionali, per potersi dare agevolmente un’efficace politica estera e di difesa e tornare ad essere un soggetto internazionale autorevole.

A tal proposito il Professore sottolinea che sarebbe anche opportuno che la Francia, Paese peraltro dotato dell’arma nucleare, rinunciasse generosamente al proprio diritto di veto nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU.

 

Gli altri interventi

La Lezione del Professor Prodi è stata accompagnata, oltre che dalla relazione annuale del Rettore professor Massimiliano Fiorucci, dai saluti dell’Assessore alla cultura di Roma Capitale, Miguel Gotor e del Presidente del Consiglio Regionale del Lazio, Antonello Aurigemma, dall’intervento dello studente Antonio Iuliano in rappresentanza della comunità degli studenti iscritti all’Università, da Simona Sconti in rappresentanza del Personale tecnico amministrativo e bibliotecario.

Al termine degli interventi, il Rettore ha proclamato l’Apertura dell’Anno Accademico 2023-2024 dell’Università degli Studi Roma Tre.

La cerimonia, che era stata aperta dal corteo accademico dell’Ateneo, è stata impreziosita anche dagli apprezzati intermezzi musicali dell’Orchestra di Roma Tre.

 

L’offerta formativa e le iniziative di Roma Tre

Come riportato anche dall’ufficio comunicazione dell’ente, l’Università degli Studi Roma Tre è l’ateneo che ha registrato l’incremento maggiore di iscrizioni tra le università del Lazio: +36% dall’anno pre-Covid allo scorso anno accademico e conta oltre 34mila iscritti e più di 122mila laureati dalla fondazione ad oggi.

L’offerta formativa è fornita da circa mille tra docenti, ricercatrici e ricercatori tramite 13 Dipartimenti di cui 4 riconosciuti di eccellenza dal MIUR (tra cui quello di Giurisprudenza che ha conseguito il primo posto nazionale nella graduatoria dell’Area delle Scienze giuridiche), con 86 corsi tra lauree triennali, magistrali e a ciclo unico, 69 corsi post lauream e 24 dottorati di ricerca. Infine, 3 corsi di laurea magistrale sono insegnati interamente in inglese.

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Una mozione capitolina per potenziare il consultorio di largo delle Sette Chiese

La lunga battaglia per la difesa del consultorio di largo delle Sette Chiese ha avuto un seguito. Tutto inizia lo scorso 1° settembre, quando l’Asl Roma 2 sposta i servizi di ginecologia nella sede di Tor Marancia in via dei Lincei 93.

Il trasferimento definitivo delle ginecologhe, che prima si dividevano tra le due sedi, aveva l’obiettivo di ottimizzare le risorse, ma ha suscitato malumore e proteste tra numerose donne della Garbatella che lo scorso 22 novembre hanno organizzano un’occupazione simbolica per sottolineare l’importanza sociale dei consultori. In queste ultime settimane una svolta sembra venire dall’Assemblea Capitolina, che il 12 gennaio ha approvato una mozione per chiedere un’interlocuzione con la Regione, responsabile dei servizi sanitari. L’istanza è stata portata in aula Giulio Cesare dalla consigliera Michela Cicculli, presidente della Commissione per le Pari Opportunità.

Le parole di Michela Cicculli

“L’approvazione della mozione è il segno tangibile di un indirizzo politico” ha commentato Michela Cicculli. “È necessario che l’Assemblea Capitolina si faccia portavoce delle istanze del Municipio VIII, e in generale dei problemi legati ai consultori in molti altri quartieri di Roma, per esempio a Centocelle.

È necessaria un’attenzione maggiore per potenziarli risolvendo il problema centrale della carenza di personale.” Sono criticità che in Italia si riscontrano a tutte le latitudini. L’ultimo censimento ufficiale risale 2019, quando si contavano 1.800 consultori, circa il 60% in meno dello standard minimo previsto per legge – riporta La Repubblica in un articolo dell’8 gennaio – ma già dal 2007 si registrava un calo costante, che ha fatto sì che in dodici anni almeno 300 strutture andassero perse.

“A largo delle Sette Chiese non c’è il rischio di una chiusura” ha continuato Cicculli. “Si tratta di una situazione provvisoria dettata dalla mancanza del personale. Mancano le ginecologhe e il servizio di accoglienza.” La consigliera di Sinistra Civica ha quindi sottolineato l’importanza di valorizzare le strutture e di coinvolgere maggiormente i territori, oltre che intervenire nelle situazioni emergenziali. “Il mio personale auspicio è che questi servizi rimangano pubblici e laici” ha concluso, “senza interferenze con associazioni ultracattoliche che minano la libertà di scelta delle donne.”

Lo scorso 22 novembre un gruppo di donne ha occupato il consultorio di largo delle sette chiese
Occupazione del consultorio lo scorso 22 novembre

I tre atti municipali e le dichiarazioni della consigliera Simonetta Novi

Con l’Amministrazione regionale al momento il Comune di Roma non ha tavoli aperti sulla questione. Dalla Regione dipendono i concorsi per il reperimento di personale e lo stanziamento di risorse. Anche il Municipio VIII è sceso in campo, approvando nel corso degli ultimi mesi tre atti per la valorizzazione del Consultorio.

La prima proposta di risoluzione risale al 2 ottobre dello scorso anno e dà mandato al presidente e agli assessori di promuovere un tavolo di confronto tra l’amministrazione Regionale e il “Coordinamento delle assemblee delle donne e libere soggettività dei Consultori del Lazio”, un comitato fondamentale, come ha sottolineato la consigliera Simonetta Novi. “Ai tempi dell’amministrazione Zingaretti l’Assemblea delle donne era presente ufficialmente al tavolo istituzionale della Regione Lazio, per fare monitoraggio sulla situazione dei consultori. Raccoglieva dati e riportava le criticità dovute alla presenza degli obiettori di coscienza. In passato ha anche ottenuto l’assunzione di 100 medici e operatori sanitari nel Lazio. Si tratta di un soggetto qualificato che la Regione riconosceva come interlocutore, ma col cambio di amministrazione il tavolo non è stato più aperto.”

L’8 novembre scorso, invece, le forze di maggioranza del Consiglio Municipale hanno messo all’ordine del giorno la situazione di largo delle Sette Chiese, con l’auspicio che “il Presidente e la Giunta della Regione Lazio si attivino con gli uffici e le strutture preposte al fine di istituire un tavolo di lavoro tra l’istituzione regionale, Asl Roma 2, le Assemblee del Coordinamento dei Consultori, il Municipio Roma VIII e gli enti del terzo settore.”

“A seguito di queste prime due mozioni, il presidente Ciaccheri e le assessore Vetri e Aluigi hanno incontrato i responsabili dell’Asl Roma 2 Magliocchetti e Mastromattei” ha continuato la consigliera Novi. Nella riunione della Commissione Politiche Sociali del 21 novembre scorso, Maya Vetri ha riportato le tre proposte di intervento fatte alla Regione – l’assunzione di personale attivo nell’ambito del privato, di studenti specializzandi o medici in pensione – tutte soluzioni emergenziali di cui si è già fatta esperienza negli anni della pandemia. “Il problema riscontrato è che queste figure non sono disposte ad affrontare lavori così impegnativi a fronte di compensi bassi, c’è un problema di base relativo alla retribuzione del personale sanitario” ha sottolineato l’assessora Vetri il 21 novembre.

L’ultimo passo risale allo scorso 10 gennaio, quando il Consiglio Municipale ha approvato una terza mozione, proposta dalla Lista Civica Calenda, in cui si chiede al presidente e agli assessori competenti di farsi promotori presso il sindaco della richiesta di far scorrere tutte le graduatorie esistenti, al fine di rafforzare i servizi offerti dal consultorio. “Dalla Regione è stata riportata la difficoltà di reperire personale” ha concluso Simonetta Novi, “ma con la nostra terza mozione abbiamo voluto sottolineare che le graduatorie del settore sanitario, non risentendo del tetto massimo del 20 per cento, possono essere fatte scorrere fino in fondo per reperire professionisti qualificati.”

L’intervento dell’assessora Alessandra Aluigi

“Bisogna valorizzare i consultori anche in nome della lotta politica e culturale che essi rappresentano” ha commentato Alessandra Aluigi, assessore alle Politiche Sociali e alla Sanità. “Abbiamo approvato questi tre atti che ci impegnano a farci portavoce di questa istanza presso il sindaco e la Regione, con la quale il presidente Ciaccheri sta cercando di interloquire.” La pressione politica resta infatti l’unica forma di intervento possibile per Comune e Municipi.

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L’addio di Garbatella anarchica a Tommaso Aversa

La mattina del 12 gennaio è venuto a mancare Tommaso Aversa, noto esponente del Gruppo Anarchico Carlo Cafiero di Garbatella.

Tommy, così era chiamato da amici e compagni, aveva 70 anni. Instancabile lettore e diffusore della stampa anarchica arrivò nel circolo di via Vettor Fausto, 3, nel lotto 13 dietro gli ex Bagni pubblici, nei primi anni Settanta, quando era ancora un giovane studente del liceo scientifico di Via Libetta. In quegli anni è stato tra i più assidui collaboratori del settimanale Umanità Nova in via dei Taurini a San Lorenzo e nella stampa del giornale con Attilio Paratore, Veraldo Rossi, Anna Pietroni, Ferro Piludu prima che la redazione fosse spostata a Milano.

Fu un assiduo organizzatore della Piccola Biblioteca anarchica del Circolo, ricca di testi e di materiale di controinformazione, ma si impegnò alacremente anche nelle lotte popolari per le autoriduzioni delle bollette elettriche tra le famiglie dei lotti Iacp, nelle lotte studentesche ed internazionaliste.

Fu tra i primi sostenitori dell’innocenza di Giuseppe Pinelli, il ferroviere anarchico del circolo del Ponte della Ghisolfa, che fu ingiustamente accusato, nei giorni seguenti quel 12 dicembre del 1969, di aver messo la bomba nella Banca dell’Agricoltura in Piazza Fontana e che tragicamente, qualche giorno, dopo volò dalla finestra del quarto piano della Questura di Milano, schiantandosi a terra.

Tommaso, giovane studente libertario, era stato il trade union tra quella nuova generazione ribelle e i vecchi anarchici degli anni Trenta, che subirono anni e anni di confino e controllo poliziesco durante il regime fascista. Questi dopo la Liberazione fondarono il circolo di via Vettor Fausto.

Un giorno di alcuni anni fa, dopo che scrissi un testo sugli anarchici della Collina Volpi, mi raccontò la fondazione del Circolo in una intervista.

“Il Cafiero ufficialmente nasce più o meno intorno al 1946. Ci fu una grande assemblea al Cinema Palladium nel ’45 nella quale intervennero tre persone evidentemente abili oratori, o forse piu` noti nel quartiere, che però non mi risultano nomi di persone conosciute. Le persone a me note come fondatori sono Vito Leonetti, l’intestatario della sede, Italo Di Pascali confinato e Antonio Di Pascali, suo fratello, anch’egli confinato. Infine Andrea Mancini, che forse fu anche in Spagna nella guerra civile e Perugia  che prevalentemente attaccava Umanità Nova, l’Adunata dei Refrattari, l’Internazionale (una bella targa abbombata con la scritta liberty, divelta dai fascisti nel 1992 in un raid contro le insegne del PSI), là fuori in via Edgardo Ferrati davanti ai Bagni pubblici”.

L’appuntamento per salutare Tommaso è previsto per domani mattina, lunedì 15 gennaio, alle ore 11,30 in piazza Bartolomeo Romano 7, davanti alla storica targa del Cafiero. Un corteo lo ricorderà attraversando le strade di Garbatella fino allo Spazio Anarchico 19 Luglio, in via Rocco da Cesinale 18 nei pressi degli Alberghi suburbani.

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Le pietre d’inciampo per Libero De Angelis e Giuseppe Felici

Ancora due pietre d’inciampo alla Garbatella. Dopo quelle impiantate gli scorsi anni in ricordo dei martiri delle Fosse Ardeatine Enrico Mancini e i fratelli Francesco e Giuseppe Cinelli, martedì 9 gennaio alle ore 9,30 a viale Guglielmo Massaia 22 e a seguire, dopo mezz’ora a poche decine di metri al civico 65, verranno collocati altri due sampietrini dorati per onorare la memoria di Libero De Angelis e Giuseppe Felici.

Libero De Angelis, socialista

Libero De Angelis, cresciuto in una casa del lotto 28 era un meccanico e patriota socialista delle Brigate Matteotti che, durante l’occupazione tedesca, collaborava con l’Oss, il servizio segreto militare alleato. Fu arrestato e condotto a via Tasso il 3 aprile del 1944 e trucidato dai tedeschi il 4 giugno in località La Storta, nella fase di ritirata degli occupanti che si dirigevano al Nord.

Con lui morirono altri 13 patrioti, che furono fatti scendere da un camion, forse in avaria, e assassinati con un colpo di pistola alla testa. Tra loro c’era anche il noto sindacalista ed ex segretario della Confederazione Generale del Lavoro Bruno Buozzi.

A Libero De Angelis fu intitolata la sezione socialista della Garbatella, quando dopo la Liberazione fu spostata da via Carlo Spinola, nelle case dei postelegrafonici, alla più centrale via Edgardo Ferrati davanti ai Bagni Pubblici del quartiere.

Il giovane Giuseppe Felici

Giuseppe Felici, invece, era un giovane radiotecnico e studente di ingegneria che l’8 settembre, il giorno dell’armistizio, si trovò a Roma nella sua casa di viale Massaia 65 in licenza militare per ragioni di studio. Partecipò alla difesa di Porta San Paolo e successivamente, appena ventenne, aderì ai Gap Mise a segno numerose azioni nei quartieri periferici della Capitale e per il suo coraggio fu inviato a coordinare la Resistenza in Sabina, territorio che ben conosceva perché la famiglia era originaria di quelle zone, proprio di Poggio Mirteto.

Su quei monti operava anche una delle formazioni partigiane più temibili e numerose la D’Ercole-Stalin, che con continue incursioni a fuoco creò non pochi problemi alle colonne di automezzi nazisti che si spostavano da e verso Roma. Durante un rastrellamento tedesco sul monte Tancia, il 7 aprile del 1944, Giuseppe fu arrestato e trasportato nel carcere di Rieti.

Due giorni dopo venne fucilato dai tedeschi insieme ad altri 14 partigiani. Felici, dopo la Liberazione, fu insignito del massimo riconoscimento e decorato con la medaglia d’oro al valore militare.

 Gli organizzatori

L’iniziativa “Memorie d’inciampo a Roma” è un progetto a cura di Adachiara Zevi, promosso e organizzato da Arte di Memoria e da tante altre sigle come l’Aned, l’Anei, l’Irsifar, la Fondazione Cdec,la Federazione delle Amicizie Ebraico-Cristiane Italiane  e dal Museo della Liberazione. Tra l’8 e il 10 gennaio verranno deposte ben 21 pietre d’inciampo nei Municipi di Roma sud-est V,VII,VIII e X.

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“La potenza del lavoro di squadra”, presentato il nuovo murale del liceo artistico Caravaggio

Le pareti dell’istituto Caravaggio, il liceo artistico di via Odescalchi 75, si arricchiscono di un nuovo murale.

È stato iniziato la settimana scorsa e verrà completato il 5 gennaio dall’artista argentina Agus Rucula, inserita tra le 50 artiste contemporanee essenziali dalla pubblicazione “Street art by women.” L’opera, intitolata “La potenza del lavoro di squadra”, rappresenta una donna e un uomo che si danno le spalle. Tra i due cresce una pianta, simbolo della solidarietà, sullo sfondo di un campo di girasoli.

Le parole di Livia Fabiani

L’opera, presentata oggi 3 gennaio presso il cortile dell’istituto, è stata finanziata dalla Regione Lazio e patrocinata dal Municipio VIII. A organizzare il progetto è scesa in campo l’associazione giovanile VenUs, che si occupa della valorizzazione dei talenti femminili nel campo dell’arte urbana.

“Il nostro obiettivo è sensibilizzare sulla questione di genere all’interno del mondo dell’arte” ci ha raccontato la presidentessa Livia Fabiani. “Nel tempo abbiamo organizzato un ciclo di laboratori in diverse scuole della durata di sei mesi, dove i ragazzi hanno potuto riflettere sulla questione delle pari opportunità. Lavorare con gli studenti delle superiori è fondamentale perché permette di entrare in contatto con un’età cruciale, oltre che sensibilizzare quelli che sono i cittadini del futuro. Per i prossimi anni speriamo di entrare in contatto con qualche scuola media, sarebbe molto importante raggiungere anche i ragazzi più giovani.”

Il progetto svolto all’interno del liceo Caravaggio ha coinvolto per il secondo anno di seguito 15 studenti, come racconta la vicepreside Veronica Toms. “I laboratori si sono divisi in due parti” ha continuato Livia Fabiani. “In una prima parte, più teorica, si è parlato del linguaggio, della violenza di genere, dei Nobel assegnati alle donne nel corso del tempo. Nella seconda parte, invece, si è passati all’opera. Nel corso del mese di dicembre, gli studenti hanno dipinto i murali visibili sul muro esterno dell’istituto.”

Per la realizzazione di queste opere, i ragazzi hanno ideato le immagini, scattato le fotografie che hanno fatto da modello e infine, sotto la supervisione di Agus Rucula, hanno dipinto il muretto esterno in corrispondenza del cortile. “Anche questa volta l’iniziativa ha visto una bella partecipazione” ha confermato la vicepreside Toms. “È già il secondo anno che organizziamo il progetto.”

A dicembre 2022 in collaborazione con l’artista Rame13 è stato infatti completato un altro murale, “Consapevolezza”, che presenta una figura femminile in primo piano circondata da personaggi che reggono stendardi con le parole “equality” e “rights”. Tra le mani della donna, sboccia una pianta che rappresenta l’amore e la crescita. Quest’opera, come del resto il murale proposto quest’anno, mira a far riflettere sui temi dell’uguaglianza, dell’amore e del rispetto.

Murales realizzati dagli studenti del liceo

L’artista Agus Rucula

Agus Rucula è una giovane artista argentina che, dopo aver studiato in un istituto artistico di Buenos Aires, dal 2012 è impegnata nel campo della street art. “L’idea delle due persone che si danno le spalle nasce da una fotografia che avevo già” ci ha raccontato. “Quanto allo sfondo con il campo di girasoli, mi sono ispirata ai paesaggi del sud Italia, in particolar modo della Calabria.

La pianta che cresce tra le due figure invece rappresenta la solidarietà, che non può nascere e prosperare senza la collaborazione di tutte le parti. Mi è piaciuto molto lavorare su una parete così alta perché mi ha dato la possibilità di sviluppare un primo piano e un ampio sfondo” ha continuato. I protagonisti del murale osservano con aria assorta qualcosa che sta al di là della scena rappresentata. “La domanda che sorge è: cosa stanno guardando?” ha proseguito l’artista. “Ho potuto realizzare un’immagine così articolata anche grazie alla configurazione della parete.”

La scelta della scena da rappresentare non è stata immediata. Il progetto originale era diverso: prevedeva una donna in primo piano, china, dallo sguardo molto intenso. Ma in seguito l’artista e l’associazione VenUs hanno optato per un murale che sottolineasse maggiormente il valore della cooperazione.

Il presidente Ciaccheri e alcuni membri di VenUs

Iniziative affini sul territorio del Municipio VIII

Presente all’evento il minisindaco Amedeo Ciaccheri, il quale ha confermato la lunga collaborazione di VenUs con il Municipio VIII. Nell’ambito delle iniziative municipali è centrale anche il ruolo di Toponomastica femminile, un’associazione attiva in tutta Italia con l’obiettivo di intitolare piazze e vie a personaggi femminili di rilievo.

“Da ormai undici anni ci occupiamo di mettere in luce storie di donne che non sempre hanno ricevuto un giusto riconoscimento” ci ha spiegato la presidentessa Maria Pia Ercolini. “Organizziamo poi ogni anno un concorso rivolto alle scuole di ogni ordine e grado, Sulle vie della parità, al quale in passato hanno partecipato anche istituti dall’estero.”

Sul territorio del Municipio VIII bisogna invece ricordare l’iniziativa ‘nDonnamo. Vie libere alle donne, nel quartiere di San Paolo, che ha visto la partecipazione di Toponomastica femminile insieme ad altre due associazioni – Global Shapers e FormaScienza.

Il progetto si è concluso con una visita guidata che ha messo in luce il contributo di sei scienziate: le matematiche Sofja Kovalevskaja, Anna Maria Ciccone, Cornelia Fabri e Margherita Beloch Piazzolla, la virologa Isabel Morgan e la fisica Katherine Johnson. A largo Giuseppe Veratti, a novembre 2022, l’associazione Dominio Pubblico aveva già coinvolto cinque artiste – Rame13, Giulia Ananìa, Martina Cips De Maina, Zara Kiafar e Giusy Guerriero – nella realizzazione di tre murales dedicati a Laura Bassi, la prima donna al mondo a ottenere una cattedra universitaria, la fisica Rosalind Franklin, l’astrofisica Cecilia Payne e la filosofa Ipazia. Queste due iniziative parallele hanno cercato di svelare un altro volto della scienza, in un quartiere in cui le vie sono tutte dedicate a scienziati uomini.

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Buone feste è tempo di “Natale in Ottavo”

Non è già più tempo di tombolate ed estenuanti trattative al Mercante in Fiera per il Lattante o, la Pagoda. L’Ottavo Municipio per queste feste natalizie e di fine anno mette in campo una ricca programmazione culturale che mette a dura prova anche i più pigri. Dopo il concerto di Mirkoeilcane, introdotto dal noto critico musicale Ernesto Assante, alla Centrale Montemartini, gioiello dell’archeologia industriale e dell’arte classica, l’iniziativa “Natale in Ottavo” ci dà appuntamento giovedì 28 dicembre alle ore 16 in piazza del Gazometro ad Ostiense con “L’Elfo volante + la voce del Natale” che si ripeterà il giorno dopo alla stessa ora a via Baldovinetti angolo via Di Dono e  ancora sabato 30 dalle 10 alle 12 sulla Circonvallazione Ostiene, di fronte alla Chiesa di Santa Galla.

Nel pomeriggio alla scalinata tra via Chiabrera e via Valeriano è la volta di “Singing Santa Claus+ Big Soul Mama Gospel” e domenica 31  alle 10 a piazza Lante , nel quartiere di Tormarancio, ci sarà “La Ritmoteca+ Olli & Malù”

.La rassegna organizzata dal Municipio Roma VIII in collaborazione con Biblioteche di Roma, Musei in Comune, Zètema e Musica per Roma continua il primo gennaio presso le Biblioteche Lussu e Arcipelago con le iniziative alle ore 16,30 dal titolo “Ponti di carta, Libri e arte per la pace” – letture e laboratori dai 4 anni e la proiezione del docufilm “Semidei” di Alessandra Cataleta e Fabio Mollo.

La chiusura della manifestazione è prevista, invece, per sabato 6 gennaio in piazza Caduti della Montagnola dalle ore 10 alle ore 12 con l’evento “La Ritmoteca + BubbleXMas”.

L’animazione di strada è a cura dell’Associazione Alt Academy.

In ricordo di Alvaro Amici al Palladium

Per gli amanti della canzone romana non è da perdere “La cantata per l’anno che verrà”, il concerto dell’Accademia Alvaro Amici, che si terrà il 29 dicembre alle ore 17 al Teatro Palladium in piazza Bartolomeo Romano.

Gli interventi di Amedeo Ciaccheri e Maya Vetri

“L’idea – commenta Amedeo Ciaccheri, presidente Municipio Roma VIII –  è quella di portare eventi culturali diffusi sul territorio che possano far trascorrere delle vacanze piacevoli ai bambini e bambine e alle loro famiglie. Ce ne sarà per tutti i gusti e per coloro dai più piccoli ai più grandi che vorranno assistere a giochi, musica e balli all’insegna della magia del Natale”.

“All’animazione territoriale – dichiara Maya Vetri, assessora alla Cultura del Municipio Roma VIIII – abbiamo voluto affiancare un momento musicale dedicato a ragazze e ragazzi di un artista della Garbatella. Mirkoeilcane è un giovane cantautore che ha partecipato anche a Sanremo nella sezione nuove proposte e ha collaborato con artisti del calibro di Alex Britti, Daniele Silvestri, Clementino e Max Gazzè”.

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L’oscar dei corti in ricordo di Francesco Valdiserri

Ancora un’iniziativa in ricordo di Francesco Valdiserri, il ragazzo scomparso l’anno scorso a seguito di un tragico incidente sulla Cristoforo Colombo. Stavolta a parlare di lui sarà il cinema, tramite un concorso organizzato dall’associazione culturale Controchiave in collaborazione con i genitori del ragazzo, Paola Di Caro e Luca Valdiserri.

Il bando

Il concorso è rivolto ai giovani tra i 16 e i 23 anni, che avranno la possibilità di presentare entro il 15 febbraio un cortometraggio di massimo 10 minuti a tema libero ma con filo conduttore la propria generazione, inviandolo all’indirizzo 24framealsecondo@controchiave.it.

“Non abbiamo voluto imporre un tema fisso” ci ha spiegato Marcello dell’associazione, “proprio per dare libero spazio ai ragazzi.” L’iniziativa rientra nell’ambito delle attività cinematografiche gestite da Controchiave con nuovo slancio nel corso degli ultimi due anni, dopo un lungo periodo di pausa.

Dall’anno scorso infatti viene organizzato “24 frame al secondo”, un cineforum con cinque proiezioni su un tema stabilito – nel 2023 è stato il lavoro, nel 2024 sarà la crescita. Il concorso dei cortometraggi nasce dallo stesso spirito, ci ha spiegato Marcello. “Il nostro intento è di mettere a confronto i lavori di giovani senza esperienza e i film di successo, quest’anno sul tema della crescita, dell’evoluzione dall’infanzia all’età adulta.”

Modalità di svolgimento

Per mettere in luce il confronto, i lavori dei ragazzi verranno proiettati in cinque date – 20 gennaio, 3 e 17 febbraio, 2 e 16 marzo – prima del film in programma nella rassegna, all’interno della sede in via Gaspare Gozzi 153. A seguire, dibattiti e approfondimenti con esperti del settore.

Una giuria presieduta dal regista Paolo Virzì sarà quindi incaricata di scegliere i 10 migliori cortometraggi, tra i quali verrà nominato un vincitore nel corso di una serata speciale che si terrà il 13 aprile; le categorie premiate saranno il miglior film, il soggetto più originale, la migliore realizzazione tecnico-artistica, insieme a un premio speciale dedicato alla memoria di Francesco. Al vincitore assoluto verrà consegnato un voucher per un viaggio in una capitale europea; gli altri premi consisteranno in corsi di aggiornamento, abbonamenti, materiale per approfondimento cinematografico.

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Anche il Socrate è occupato

Virgilio, Tasso, Mamiani e adesso anche il Socrate. Alle undici scuole occupate a Roma, da qualche giorno si è aggiunto il liceo classico e scientifico della Garbatella. L’occupazione, promossa dal collettivo Dante Di Nanni ma condivisa da molti altri studenti, ha avuto luogo martedì mattina.

Il comunicato del preside

“Nella mattinata del 12 dicembre la sede centrale del Liceo Socrate è stata occupata da una minoranza di studenti che arbitrariamente si sono introdotti nell’Istituto”: così inizia il comunicato del preside disponibile sul sito dell’istituto. “L’atto è già stato denunciato alle forze dell’ordine a cui è stato chiesto lo sgombero immediato della sede.”

Il liceo al momento è ancora occupato e lunedì gli studenti parteciperanno a un consiglio di istituto straordinario col preside Carlo Firmani, al fine di mostrare le loro proposte.

Le motivazioni degli studenti: la riforma Valditara

“La nostra occupazione viene dopo quella di altri istituti” ci hanno spiegato gli studenti, “ma ci teniamo a specificare che la nostra mobilitazione è indipendente, anche se le motivazioni possono essere simili”.

Tra le ragioni di una presa di posizione così forte, l’avversione alla politica conservatrice perseguita dal Governo attuale, soprattutto nel campo dell’istruzione. Come spiega il comunicato degli studenti pubblicato sulle pagine social del collettivo, la riforma dell’istruzione proposta dal ministro Giuseppe Valditara è considerata inaccettabile.

Meritocrazia e voto in condotta

Tra i molti punti affrontati, la meritocrazia e i nuovi parametri per l’assegnazione del voto in condotta e della sospensione.

“Al momento si rischia la bocciatura se all’interno di una scuola si infrange il codice penale” ci ha spiegato Laura, una studentessa. “Con questa riforma, invece, basta l’infrazione del regolamento d’istituto per essere sospesi per quindici giorni e quindi essere bocciati. È chiaramente un modello educativo basato sulla paura. Le scuole dovrebbero istruire, non punire.”

Quanto al merito, si tratta di un criterio che, a detta degli studenti, crea disuguaglianze classiste in una società in cui non tutti partono con le stesse possibilità.

Alternanza scuola-lavoro

Altra questione centrale è il PCTO (alternanza scuola-lavoro) introdotto dalla riforma Giannini della “Buona scuola” nel 2015 e implementato nella nuova proposta di riforma.

Gli occupanti considerano l’alternanza scuola-lavoro un modo per subordinare la scuola alle necessità del mercato. L’aumento delle ore lavorative negli istituti tecnici e l’inserimento di figure professionali aziendali tra i professori sono altri punti nevralgici. Gli studenti ritengono inoltre inaccettabile la riduzione degli anni di scuola a quattro negli istituti tecnici, considerata un provvedimento classista volto a creare scuole di serie A e di serie B.

“La scuola che dovrebbe essere un luogo di formazione culturale e personale – sottolinea in più punti il comunicato degli occupanti – non un sistema finalizzato al lavoro e che prepara allo sfruttamento.”

Sulla violenza di genere

Nel comunicato gli studenti toccano anche temi di scottante attualità come la violenza sulle donne e la guerra in Ucraina e il conflitto Israele-Palestina.

Sulla violenza di genere tengono a specificare che non ha senso affrontare la questione alla luce di un episodio mediaticamente eclatante come il terribile omicidio di Giulia Cecchettin, ma che bisogna considerare il problema nella sua totalità. Secondo i dati ISTAT sono oltre cento i femminicidi avvenuti quest’anno, un numero preoccupante che spinge gli studenti a interrogarsi sui valori trasmessi da questa società. È il maschilismo inteso come problema culturale che è al centro dei loro dibattiti da anni – chiariscono nel comunicato.

Sulle guerre in corso

“Soldi alla scuola non alla guerra”: questo è lo slogan degli occupanti, che auspicano l’aumento dei finanziamenti destinati all’istruzione e la cessazione dell’invio di armi in Ucraina.

A fronte dei conflitti che da mesi insanguinano le più disparate latitudini del globo, gli studenti hanno un obiettivo concreto. Proporranno la sottoscrizione di una dichiarazione che attesti la contrarietà del Socrate all’intervento dell’Italia nelle guerre.

“Sarebbe la prima volta che una scuola prende una posizione così netta” ha continuato Laura. “Si tratta di manifestare una posizione morale prima che politica.” La proposta verrà avanzata lunedì durante un consiglio di istituto straordinario concesso dal preside Firmani agli studenti.

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Le premiazioni di “Corri forte cresci bene”

Arrivano le premiazioni per l’iniziativa “Corri forte cresci bene”. I giovani partecipanti alla maratona della Garbatella – bambini al di sotto dei 10 anni – sono invitati a presentarsi per la consegna delle medaglie il prossimo giovedì 14 dicembre.

Il grande successo della maratona

Domenica 26 novembre si è svolta con successo la ventinovesima edizione di CorriallaGarbatella, la storica gara podistica della Borgata Giardino organizzata, come ogni anno, dall’associazione sportiva e culturale Rione Garbatella.

Circa 300 i bambini che hanno aderito alla sezione non competitiva “Corri forte cresci bene”. Il successo di questa edizione, la più partecipata degli ultimi anni, ha sorpreso gli stessi organizzatori.

Giovedì 14 dicembre

Come preannunciato, il presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri e l’assessore alle Politiche Scolastiche Francesca Vetrugno incontreranno i piccoli atleti il prossimo giovedì alle 16:30 presso l’Agenzia Allianz in Circonvallazione Ostiense 171. Verrà consegnata a ogni bambino una medaglia di partecipazione.

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All’Arcipelago presentato l’ultimo romanzo di Paolo Di Paolo

Lo scorso giovedì 7 dicembre alle ore 17:30 è stato presentato alla biblioteca Arcipelago “Romanzo senza umani”, l’ultimo lavoro di Paolo Di Paolo. “Siamo contenti di proseguire con questi incontri” ha dichiarato l’assessore alla Cultura Maya Vetri in apertura. “Questo è un luogo a cui teniamo molto, abbiamo a cuore la promozione della lettura e degli incontri con gli autori. Con la biblioteca Arcipelago c’è una grande intesa, l’abbiamo eletta quasi a laboratorio culturale del Municipio.

Tra l’altro da poco ha aperto un’altra biblioteca, in via Costantino. Posso dire che stiamo costruendo qualcosa di nuovo, anche se il lavoro da fare è ancora tanto.” Nella sala quasi piena, tappezzata di librerie e animata anche dalle lucette di un albero di Natale, l’atmosfera era cordiale e distesa.

Gli interventi

Dopo le parole di Rita Santolamazza del gruppo di lettura “Leggere in circolo”, che ha messo in evidenza alcuni temi del libro– la solitudine, lo scorrere devastante del tempo, la glaciazione della natura e il congelamento dell’anima – il critico letterario Andrea Di Consoli, ha sottolineato la complessità dell’opera, dovuta all’andamento serpeggiante della narrazione e alla densità di stile. Inoltre ha rimarcato l’importanza e la poeticità dell’immagine iniziale del lago ghiacciato, specchio dei “congelamenti, cambi di stagione, improvvisi rovesci della nostra vita.”

Il gelo e la memoria, visti come i veri protagonisti del romanzo, danno voce alle inquietudini del nostro tempo, alla freddezza delle relazioni, alla mancanza di stimoli, all’assenza di introspezione. “Noi stiamo vivendo una stagione di congelamento” ha ragionato Di Consoli. “La nostra è una piccola era glaciale in cui tutti sono infelici e tutti hanno paura di pronunciare la parola infelicità. Io credo che mai gli italiani siano stati così tristi e soli.”

Dal circolo di lettura

I membri del circolo di lettura hanno inoltre letto e commentato passaggi significativi del romanzo chiedendo pareri e chiarimenti all’autore. Gli interventi hanno affrontato i temi dei ricordi archiviati, della diversità dei punti di vista che non coincidono mai, dell’idea imperfetta che abbiamo di noi e che trasmettiamo agli altri in forma ancora più imperfetta; tutte riflessioni molto sentite e interiorizzate dai lettori.

In un mondo in cui le relazioni sono congelate dall’imbarazzo, la fuga nasce dal contesto o da se stessi? La fuga è un errore o una necessità? La difficoltà di comunicazione del protagonista nasce da sé o dagli altri? È lui per primo che non sa cosa trasmettere? È lui per primo che non riesce a comunicare con se stesso?

“Questo libro ci è piaciuto molto e ne abbiamo discusso a lungo” ha aggiunto la Santolamazza, quasi a voler giustificare la complessità delle osservazioni proposte. “All’interno del circolo ci sono stati dibattiti anche molto accesi.”

Da Proust ai poeti del secolo scorso

Si è anche parlato degli innovativi espedienti sintattico-grafici del romanzo. L’autore interrompe bruscamente un capitolo per poi completare il periodo in quello successivo, dando al lettore un forte senso di spaesamento e quindi spunti di riflessione. “La sperimentazione grafica è un esercizio che ho ripetuto spesso” ha spiegato Paolo Di Paolo. “In alcune pagine di Mandami tanta vita, per esempio, ho inserito i caratteri tipografici dei giornali.

La segmentazione dei periodi in Romanzo senza umani sembra un elemento accessorio, invece è una caratteristica fondamentale che deriva dall’abitudine alla lettura della poesia del Novecento, che ha una componente grafica non trascurabile.”

In chiusura la poetessa Antonietta Tiberia ha sfiorato il tema del ricordo in Proust, che l’autore ha sviluppato in questo modo: “Il ricordo è un tema centrale nel mio romanzo. Anche io, come molti, sono rimasto affascinato dal grande organismo narrativo della Recherche. Nel mio libro, però, c’è un tentativo di liquidazione quasi giocosa dell’opera di Proust. Mentre il romanziere francese cerca – o almeno finge di cercare – la memoria involontaria, il mio protagonista è ossessionato dalla necessità di ricostruire il ricordo. In Marcel Proust c’è un atteggiamento incantato nei confronti del passato, che si ripropone spontaneamente. Qui invece il ricordo è una conquista faticosa e non sempre possibile.”

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Due appuntamenti per ritiro Ingombranti e carta d’identità elettronica

Raccolta gratuita rifiuti ingombranti

Domenica 10 dicembre raccolta gratuita rifiuti ingombranti nell’area di parcheggi sottostante al ponte Spizzichino verso l’Ostiense. La raccolta è dedicata solo ad utenze domestiche. Rifiuti accettati: oggetti in legno, metallo ingombranti (divani, materassi), apparecchiature elettriche ed elettroniche, lampade, batterie auto, pile, vernici solventi, olio vegetale, toner. Non sono accettati rifiuti inerti, calcinacci, olio motore.

Rilascio delle carte di identità

Sabato 16 dicembre dalle ore 15.00 alle ore 21.00 apertura straordinaria per rilascio delle carte di identità elettroniche alla cittadinanza residente nel Municipio Roma VIII.  Per prenotare l’appuntamento (fino ad esaurimento posti) chiamare il giorno 11/12/2023 dalle ore 14.45 alle ore 16.45 i numeri 0669611410 – 0669611661.

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