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Tag: Scienza

“I riflessi dell’arte sulla salute”, presentato il libro di Grazia Labate e Amelia Mutti

“Con la bellezza si può cambiare il mondo.” Questa frase, pronunciata dal principe Myskin nell’Idiota di Dostoevskij, potrebbe avere, oltre al significato letterario, anche un riscontro scientifico. L’arte migliora la salute, l’arte aiuta le persone affette da patologie neurodegenerative ad affrontare positivamente la malattia. È quanto scritto nella pubblicazione “I riflessi dell’arte sulla salute”, diretta dalle professoresse Grazia Labate e Amelia Mutti e presentata ieri 24 gennaio nel Centro Congressi della Fondazione S. Lucia sull’Ardeatina. All’opera hanno contribuito diciotto figure del campo medico e artistico; un lavoro di squadra che fa il punto su un’interessante e inaspettata frontiera della ricerca.

L’impegno di 7+1 Ottavocolle

Cosa unisce un’economista come Grazia Labate e un architetto come Amelia Mutti? Oltre all’amicizia decennale, il comune interesse per l’arte e il benessere delle persone, un argomento che l’Associazione 7+1 Ottavocolle, di cui sono presidentesse, ha analizzato negli ultimi anni. Tutto inizia nell’ottobre 2022, all’indomani della pandemia, quando l’associazione organizza il primo convegno sul tema. I contributi dei partecipanti, in seguito, sono confluiti nella presente pubblicazione, e la cornice della presentazione non poteva che essere l’ospedale S. Lucia, con cui Ottavocolle ha un lungo rapporto di collaborazione.

“La Fondazione Santa Lucia, inoltre, ha delle caratteristiche peculiari” ha ricordato il direttore Carlo Caltagirone in apertura, davanti a una platea sorprendentemente piena visto il giorno di sciopero dei mezzi. “Ci occupiamo di neuroriabilitazione e di ricerca. Non teniamo solo conto degli aspetti motori, ma anche della componente cognitiva ed emozionale che accompagna i pazienti durante la riabilitazione”

Arte e scienza, arte e città

“Arte e scienza non sono così distanti” ha proseguito il professore. “C’è una tradizione molto avvalorata di terapia attraverso l’arte, l’arte permette ai pazienti di trovarsi in situazioni creative e di apprendere le regole di base della disciplina, che sono opportunità per incanalare l’attenzione e la memoria delle persone con problemi del sistema nervoso centrale. I rapporti tra arte e scienza” ha aggiunto Caltagirone, “sono molto stretti anche perché l’attività scientifica, sotto certi punti di vista, è un po’ artistica, ovvero necessita creatività e metodo.”

È quindi intervenuto il minisindaco Ciaccheri che, giunto al termine del suo mandato quinquennale, ha tirato le somme sul ruolo dell’arte nelle città. “Questi appuntamenti ci fanno riflettere sul tema dell’arte connessa alle nostre vite. L’arte è forma, e avendo a che fare con la forma della città per me è un tema di riflessione costante. L’architettura costruisce bellezza e permette ai cittadini di avere un rapporto diretto con gli spazi della città” ha dichiarato. “Penso a chi si impegna per la tutela del territorio, a chi immagina nuove architetture, a chi cura gli orti urbani, stringendo il vincolo tra singolo e città.”

Il concetto di One Health

Centrale è il contributo di Ilaria Capua, ricercatrice presso l’Università della Florida, che proponendo il concetto di One Health rappresenta il cuore della pubblicazione. Per salute unica – One Health appunto – si intende la sana convivenza dell’uomo con le altre specie del pianeta. “Se riconosciamo che la salute è un bene universale” scrive Ilaria Capua nel suo articolo, “non possiamo continuare a invadere, avvelenare e considerare come nostra proprietà esclusiva l’ambiente.” Il mondo è inteso come un unico organismo. Anche la natura è bellezza e, soprattutto nelle città grandi e inquinate come Roma, il verde pubblico è indispensabile per migliorare la qualità di vita dei cittadini; da questa considerazione nasce il progetto We Tree, un piano in otto punti promosso da Ilaria Capua con l’obiettivo di incrementare le aree verdi urbane, e accolto da città come Milano, Torino, Perugia e Palermo.

Anche il dottore Antonio Battista ha sottolineato il concetto di One Health. “Bisogna superare la visione organicistica” ha detto Battista, ex direttore degli “Ospedali Riuniti” e della Asl di Foggia, “la visione dualistica di stampo greco, per cui l’anima è scissa dal corpo, è superata. Bisogna considerare le due componenti unite saldamente.”

Siamo frutto dell’ambiente circostante

È innegabile che noi esseri umani traiamo benessere e ottimismo anche dall’ambiente circostante. “Già gli antichi greci l’avevano capito” ha ricordato Marco Josa, professore di psicologia presso l’Università Sapienza, “e la recente teoria delle finestre rotte conferma questo sospetto.” Nel 1969 il professor Philip Zimbardo ha condotto un esperimento in America utilizzando due automobili identiche. Dopo averne posizionata una nel Bronx, il quartiere malfamato di New York, e l’altra nella ricca città di Palo Alto, ha notato che, mentre la prima era stata danneggiata, la seconda era rimasta intatta. Ma rompendo un finestrino alla seconda, perfino i rispettabili e abbienti cittadini di Palo Alto si sono sentiti giustificati a distruggere e saccheggiare l’automobile. “Questo dimostra che un ambiente bello ci induce a essere buoni, e che basta la minima interferenza per rompere questo equilibrio” ha concluso il professore Josa.

L’influenza dell’ambiente è più forte, oltre che nei bambini, nei soggetti molto anziani, che hanno bisogno di avvertire attorno a sé un contesto caloroso e accogliente, anche tramite il contatto con i giovani. Alcune strutture del Municipio VIII ne sono un esempio vivente. Stiamo parlando in particolare del casale Ceribelli a Montagnola, e dell’Istituto Romano di San Michele, che da qualche anno, sotto la direzione di Tommaso Strinati, ospita il Museo diffuso.

“Negli ultimi mesi abbiamo anche attivato un laboratorio con gli anziani” ha raccontato il professor Strinati. “La voracità con cui hanno imparato a disegnare ci ha stupiti, perché è una passione che persiste anche in casi complessi. Gli anziani e gli operatori si entusiasmano, in poco tempo le cose sono cambiate, abbiamo visto sorrisi di sollievo anche in persone con patologie gravi.” Per far tornare il sorriso a persone sole o malate, bisogna ricorrere a strumenti tradizionali, semplici e concreti come un pennello o una matita. Ma talvolta anche le nuove tecnologie possono offrire risultati inaspettati.

“Qui al Santa Lucia abbiamo fatto una scoperta, si chiama Effetto Michelangelo” ha spiegato il professor Josa. “Si può usare la realtà virtuale per dare l’illusione al paziente di aver creato un’opera d’arte, e questo ha benefici notevoli sull’ottimismo con cui la persona affronta la malattia e la riabilitazione.”

Gli aspetti da indagare, insomma, sono ancora tanti. Ma in una società materialista e prosaica come la nostra, è sorprendente che sia proprio la scienza a sottolineare il valore dell’anima.

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La scienza a portata di mano all’Università Roma Tre

Scienza, ricerca e tecnologia accessibili a tutti. È questo l’obiettivo dell’Università degli Studi Roma Tre che, come ormai da tradizione, l’ultimo venerdì di settembre rinnova l’appuntamento con la Notte Europea dei Ricercatori e delle Ricercatrici aprendo al pubblico le porte della sua sede in via della Vasca Navale 107/109, dalle ore 19,00 fino alla mezzanotte. L’evento, organizzato da “Frascati Scienza”, si inserisce in una settimana di iniziative, che va dal 23 al 30 settembre, in cui attraverso visite ai laboratori di ricerca e interviste ai ricercatori, mostre, attività interattive e approfondimenti per i più appassionati, si vuole portare la scienza tra i cittadini e i curiosi di ogni
età. In particolare venerdì 29 settembre ci sarà una serata ricca di spunti nella quale i docenti dell’Ateneo si susseguiranno per trattare diverse tematiche, dal multiverso, passando per la crittografia, fino ad arrivare ai robot e molto altro. La serata sarà aperta dalla conferenza di benvenuto che si terrà alle ore 19,00 nella sala congressi in via Vito Volterra 62, presso il Dipartimento di Ingegneria Industriale, Elettronica e Meccanica.

Le dichiarazioni di Massimiliano Fiorucci, rettore dell’Università Roma Tre

“La Notte Europea dei Ricercatori e delle Ricercatrici con il tempo è diventata uno dei momenti salienti nel calendario delle attività dell’ateneo”. Dichiara Massimiliano Fiorucci, rettore dell’Università Roma Tre. “Lo scopo – prosegue – è quello di mettere in comunicazione la cittadinanza con l’università e la comunità scientifica, che in questa occasione smette di ricoprire un ruolo unicamente istituzionale e si fa viva, interagendo e accogliendo nei suoi spazi tutti coloro che hanno voglia di conoscere, ascoltare e sperimentare, con l’auspicio di seminare una produttiva e contagiosa curiosità. Si tratta di un’iniziativa ormai consolidata – spiega il rettore – durante la quale le cittadine e i cittadini possono entrare in contatto diretto con diversi ambiti della scienza partecipando ad attività interattive, approfondimenti, nonché giochi e laboratori adatti anche ai più piccoli. L’ateneo – conclude Fiorucci – aprirà le sue porte mettendo in campo i saperi e condividendoli con il territorio creando così quello scambio che è alla base della missione dell’università: generare cultura e diffonderla”.

Il programma

20:00 “Nanomat intorno a noi” Iole Venditti (Dipartimento di Scienze)

20:00 “Scappa scappa topino!” Luca Biasco (Dipartimento di Matematica e Fisica)

20:30 “A tu per tu con ChatGPT e l’IA generativa” Riccardo Torlone (Dipartimento di Ingegneria
Civile, Informatica e delle Tecnologie Aeronautiche)

21:00 “Crittografia: i codici segreti” Francesca Tartarone (Dipartimento di Matematica e Fisica)

21:10 “Lingue e comunicazione nella sfida globale dell’emergenza climatica” Monica Palmerini
(Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Straniere

21:50 “Il multiverso: fra scienza, filosofia e fiction” Matteo Morganti (Dipartimento di Filosofia,
Comunicazione e Spettacolo)

22:30 “Come fanno i robot a muoversi?” Federica Pascucci (Dipartimento di Ingegneria Civile,
Informatica e delle Tecnologie Aeronautiche)

23:15 “Alla ricerca della Nuova Fisica” Vittorio Lubicz (Dipartimento di Matematica e Fisica)

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“Ballare aiuta il cervello” Chiude al Ceribelli la serie di incontri “La Scienza Sotto Casa”

Si è concluso al Centro anziani Casale Ceribelli il ciclo di incontri organizzato dal Municipio VIII e il Dipartimento di Scienze dell’Università degli Studi Roma Tre “La Scienza Sotto Casa“. Dopo la passeggiata geologica per le strade della Garbatella, la lezione sulla fisica del caffè al bar Pappagone e l’iniziativa sui cambiamenti climatici al Millepiani Coworking, il quarto ed ultimo appuntamento è stato “Neuroscienze da (S)ballo! Come la danza aiuta a mantenere giovane il cervello”.

Grazie al prezioso contributo delle professoresse dell’Università di Roma Tre Maria Marino, Sandra Moreno, Valentina Pallottini e Viviana Trezza, intervistate dalla giornalista Livia Parisi, è stato possibile affrontare la tematica dell’invecchiamento fisico e cerebrale e di come la danza, attraverso la ripetizione dei movimenti, possa stimolare la memoria aiutando i neuroni a formare maggiori collegamenti tra loro.

“Il ballo non allunga la vita, ma ci fa vivere meglio” afferma la prof. di Endocrinologia molecolare Maria Marino spiegando la distinzione tra l’attività fisica e il vero e proprio esercizio fisico. Il secondo, infatti, stimola la produzione dell’irisina, detto l’ormone degli atleti, che risulta essere il responsabile dei benefici ricavati da un allenamento fisico intenso e potrebbe portare novità su possibili trattamenti di malattie come l’obesità e il diabete.

La prof. Trezza si è soffermata invece sull’aspetto relazionale della danza. In vecchiaia molti tendono all’isolamento, mentre mantenere una solida rete sociale aiuta molto il proprio benessere psicofisico attraverso le endorfine che vengono liberate quando interagiamo con gli altri. Dunque, la frase “gli amici alleviano il dolore”, non risulta essere solo un modo di dire, ma trova anche le sue fondamenta scientifiche.

Le dichiarazioni di Sandra Romero

“Si tratta di un’iniziativa estremamente interessante da parte del Municipio”. Afferma Sandra Romero, docente di Neurobiologia molecolare presso l’Università degli Studi Toma Tre. “Quest’incontro permette a noi accademici di avvicinarci ad un pubblico più ampio per poter spiegare dal punto di vista scientifico alcuni aspetti della vita comune, come l’invecchiamento, sfatando i miti che ci vengono imposti dai media molto spesso in maniera imprecisa”.

“Il contesto è quello giusto – conclude – in quanto il centro anziani è un luogo in cui le persone voglio sapere come mantenersi attive e noi, nelle due ore passate insieme, abbiamo cercato di contribuire alla causa fornendo informazioni specifiche e qualche consiglio utile sull’invecchiamento fisiologico, al fine di poterlo contrastare al meglio”.

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La geologia della Garbatella. A passeggio con i docenti dell’Università Roma Tre

Passeggiata geologica a Garbatella – Prende il via il ciclo di eventi “La scienza sotto casa. Tutto quello che avreste voluto sapere e non avete mai osato chiedere“, organizzato dal Dipartimento di Scienze dell’Università degli Studi Roma Tre e il Municipio VIII, al fine di promuovere un progetto di scienza accessibile a tutti e inedito per il territorio.

Si tratta di un appuntamento gratuito al mese, da settembre a dicembre, in cui si affrontano tematiche scientifiche con l’ausilio di esperti, nei luoghi quotidiani del quartiere come il bar, il centro anziani e la Basilica di San Paolo.

Proprio dal piazzale antistante il campanile dell’imponente chiesa sulla via Ostiense è iniziato il primo incontro “Passeggiata geologica: la Garbatella come non l’avete mai vista”, un tour scientifico attraverso via delle Sette Chiese fino ad arrivare a piazza Sant’Eurosia, condotto da Sveva Corrado, docente di Geologia del Dipartimento di Scienze Roma Tre e Martina Fabbri, geologa libera professionista.

Le tappe della passeggiata geologica

La prima parte della visita guidata, introdotta dal Presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri e dall’Assessora alla Cultura Maya Vetri, si è svolta tra la Basilica costantiniana di San Paolo fuori le mura e l’inizio di via delle Sette Chiese, dove anticamente sorgeva una vasta pianura alluvionale sulle rive del Tevere attraversata da via Ostiense.

Dopo una breve sosta alla celebre Necropoli di San Paolo, tomba dell’Apostolo divenuta in seguito un cimitero cristiano, è bastato alzare lo sguardo per soffermarsi sulla piccola altura che si eleva sul retro della basilica, la Rupe di San Paolo, caratterizzata, come spiegato dalla professoressa Corrado, dal conglomerato giallo, roccia di natura vulcanico-sedimentaria risalente a oltre quattrocentomila anni fa, costituita da materiali di origine vulcanica provenienti dalle eruzioni del vulcano dei Colli Albani. La Rupe, oggi circondata da una protezione metallica per contenere le possibili frane da crollo, accoglie al suo interno la cosiddetta “grotta dei profeti”, da cui nel medioevo si credeva uscissero Elia ed Enoch per combattere l’Anticristo, episodio mitologico citato anche dal sonetto di Gioacchino Belli “La fin der monno”. 

Proseguendo verso Largo delle Sette Chiese, la tappa successiva è stata il Parco di Commodilla, area verde che prende il nome dalle catacombe risalenti al III secolo d. C. celate sotto di esso, originariamente ricavate da una cava di pozzolana rossa, riutilizzata poi a scopi funerari.

Infine piazza Sant’Eurosia, dove si è concluso il tour ed è stato possibile ammirare i resti di colonne di granito provenienti da un’area di origine romana, probabilmente dal nord Africa o dalla Turchia.

Le dichiarazioni di Sveva Corrado

“Ci siamo organizzati insieme al Municipio VIII, in particolare all’assessora Maya Vetri, per far vedere la geologia e la geomorfologia della Garbatella”. Dichiara Sveva Corrado, docente di Geologia del dipartimento di Scienze Roma Tre. “Sono informazioni che non troviamo facilmente – sottolinea – e non vengono spiegate tutti i giorni dalle guide classiche, che si occupano in particolare della bellissima architettura del quartiere”.

“La geologia – prosegue – è molto importante per capire dove si abita, se l’edificio in cui si vive è stabile o meno e per conoscere le vicissitudini di monumenti importanti, come la nostra Basilica di San Paolo. Dunque – conclude – nonostante silenziose, le rocce sono in grado di parlarci molto, permettendoci di leggere il territorio e di ricostruire storie, ambienti, flore e faune del passato, cosa sempre molto emozionante.

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I film che nel corso degli anni sono stati girati alla Garbatella
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