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Contabilizzare il perdono. Le indulgenze giubilari a San Paolo

[Municipium. Storia e Archeologia del nostro territorio. Rubrica a cura di Luca Canali]

Una guida per pellegrini – Dopo aver soggiornato e visitato Roma per lungo tempo, il frate agostiniano inglese John Capgrave pubblica The Solace of Pilgrimes, una guida della città per tutti coloro che avevano intenzione di intraprendere un pellegrinaggio a Roma, in particolar modo per il Giubileo del 1450.
Nel suo resoconto, Capgrave fornisce diverse informazioni interessanti che riguardano il territorio dell’Ottavo Municipio.

Dettaglio della mappa di Roma di Pietro del Massaio (1469-71)

Le indulgenze a San Paolo

Una delle ragioni per cui i cristiani provenienti da ogni parte d’Europa intraprendevano un viaggio così lungo e pericoloso erano le indulgenze, le quali garantivano l’accorciamento o remissione totale del tempo che l’anima avesse dovuto trascorrere in Purgatorio a causa dei peccati commessi in vita.
Tra le tante disponibili nelle varie chiese della città, eccone alcune che il frate inglese elenca nella basilica di San Paolo fuori le Mura:

  • ventotto anni con remissione di un terzo dei peccati, se si entrava nella basilica, dal portone occidentale, vicino alla reliquia della testa dell’Apostolo delle Genti;
  • mille anni di sconto della pena, da trascorrere in Purgatorio, se ci si recava nella basilica il giorno dedicato a San Paolo (29 giugno);
  • mille anni di sconto nell’anniversario della Conversione di San Paolo (25 gennaio);
  • quarant’anni nel giorno dei Santi Innocenti Martiri (28 dicembre);
  • settemila anni con remissione di un terzo dei peccati nell’anniversario della consacrazione della basilica (18 novembre).

Per approfondire

J. Capgrave, The Solace of Pilgrimes: Rome 1450. Capgrave’s Jubilee Guide (traduzione e commento di P.J. Lucas).

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Al Liceo Socrate il concorso fotografico per Francesco Valdiserri: la comunità scolastica non dimentica

Al Liceo Classico e Scientifico Socrate, venerdì 18 ottobre, si è tenuta la premiazione del concorso fotografico dedicato a Francesco Valdiserri, studente della scuola che due anni fa perdeva tragicamente la vita, investito sul marciapiede di via Cristoforo Colombo. Tante studentesse e studenti hanno partecipato al progetto, che si inserisce tra le varie iniziative organizzate dalla famiglia e dalla comunità scolastica per tenere viva la memoria di Francesco, attraverso l’espressione artistica dei più giovani.

Il conoscorso fotografico Francesco Valdiserri

Circa trenta ragazze e ragazzi della scuola hanno partecipato, dando interpretazioni differenti del tema scelto per il concorso, ovvero “La strada“. Un tema che ha permesso di fondere il ricordo di Francesco Valdiserri e la sensibilizzazione dei giovani in merito alla sicurezza stradale. Il frutto di questo progetto sono state decine di immagini che restituiscono prospettive differenti di ciò che la strada può rappresentare: dall’intimità della vita quotidiana alle questioni sociali o a quelle legate alla mobilità, fino ad arrivare alla musica e all’arte. Un’ampia selezione che, ancora una volta, ha messo in evidenza il dinamismo creativo delle nuove generazioni. Il concorso, infatti, si inserisce in una più ampia serie di iniziative che la famiglia e la scuola stanno portando avanti.

Concorso al Liceo Socrate per Francesco Valdiserri - 18.10.24
Foto di Francesca Della Ratta

Liceo Socrate, molto più di un liceo

“In ricordo di Francesco – ci racconta Luca Valdiserri, il papà di Francesco – abbiamo fatto tante cose. Abbiamo organizzato concerti: il prossimo lo faremo il primo novembre, il giorno del suo compleanno, a La Strada, che è un altro posto dove lui aveva  suonato, per cui un posto del cuore anche quello. Abbiamo realizzato un concorso cinematografico di cortometraggi, che ripeteremo anche quest’anno. Abbiamo ultimato il concorso fotografico, adesso, al Socrate, che è stato di altissimo livello e, anzi, non è stato semplice scegliere le opere. C’è stata una lunga discussione all’interno della giuria”.

“Il Socrate, per noi, è qualcosa di più di un liceo” ci dice ancora il papà di Francesco. “È una tradizione di famiglia, anche perché Paola, la mamma di Francesco, ha frequentato il Socrate un po’ di anni fa. Adesso sono passati due anni, per cui molti dei ragazzi che lui conosceva non sono più al liceo, però tutti quelli che entrano la mattina vedono Francesco su quel murale bellissimo che ha fatto Wuarky, uno dei ragazzi di Dominio pubblico. Per cui è come se Francesco, in quel liceo, ci fosse ancora e quello che noi vorremmo è, appunto, mantenerlo, in qualche modo, vivo dentro quella comunità, la comunità del Socrate”.

Il murale di Wuarky all’interno del liceo Socrate. Foto di Francesca Della Ratta

“Quello che speriamo – conclude – è che anche chi non conosce Francesco, vedendo il disegno, il murales di questo ragazzo, abbia un pensiero per lui e anche un pensiero su come bisogna comportarsi sulla strada e direi, in generale, nella vita quotidiana. Insomma avere più interesse, più attenzione agli altri e non solo a se stessi”.

La premiazione in Aula Magna 

In Aula Magna, tra i docenti, il dirigente scolastico e molti studenti, è arrivata la premiazione. Tanti partecipanti e un livello particolarmente alto delle proposte hanno costretto la giuria ad una difficile selezione: alla fine, sono stati ben quattro i premi assegnati, più uno speciale per la foto scelta da Daria, la sorella di Francesco. Gli studenti e le studentesse premiati appartengono a classi e anni scolastici differenti, dal secondo al quinto, a dimostrazione della trasversalità della partecipazione al concorso. Alcune menzioni particolari sono arrivate anche per otto fotografie che hanno colpito l’interesse della giuria.

Concorso al Liceo Socrate per Francesco Valdiserri - 18.10.24
Foto di Francesca Della Ratta

Alla premiazione dei vincitori è seguita la proiezione di tre cortometraggi, realizzati con la partecipazione di alcuni studenti del Socrate, estratti dalla rassegna 24 Frame al secondo (edizione 2024), organizzata dalla famiglia Valdiserri insieme all’Associazione Controchiave.

Tra la proiezione e il concorso fotografico, come attraverso la musica, queste occasioni di ricordo dimostrano ancora una volta di essere momenti di vita e di comunità, capaci di generare idee e sperimentazioni artistiche che spingono studentesse e studenti a mettersi in gioco ed esprimere la propria creatività.

[Foto di Francesca Della Ratta]

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Biblioteca Lussu, Nadia Terranova presenta “Trema la notte”

Si è chiusa in pieno autunno la rassegna estiva organizzata da Fabrizio Fagiani dell’associazione Viva il Quartiere. A riempirne i locali della biblioteca Joyce Lussu in via Costantino, una nota firma della narrativa contemporanea. Stiamo parlando di Nadia Terranova, conosciuta soprattutto per “Addio fantasmi”, romanzo finalista del premio Strega 2019. L’incontro di mercoledì 16 segna una cesura. È stata infatti l’ultima presentazione di “Trema la notte” (2022), in attesa dell’uscita del prossimo romanzo della scrittrice messinese. Hanno dialogato con l’autrice i consiglieri Monica Rossi e Flavio Conia.

Il terremoto del 1908

Romanzo storico ambientato nel 1908 a Messina, “Trema la notte” fa i conti col drammatico terremoto che in una manciata di secondi, nella notte del 28 dicembre, mieté tra le 60.000 e le 80.000 vittime. “Questo tragedia appartiene alla mia storia familiare, ma è anche elemento di identità per i messinesi” ha raccontato l’autrice. “Il terremoto senza specificare l’anno, o il 1908 senza specificare neanche cosa sia successo sono espressioni a noi familiari fin dalla nascita. Sappiamo bene che quella è la ferita originaria da cui siamo nati”.

Dalla morte alla vita

Un terremoto devastante, una città rasa al suolo, pochi sopravvissuti che fuggono e la nuova Messina che viene lentamente ricostruita su un impianto urbanistico completamente diverso. È in questo scenario di totale annientamento che le vite del piccolo Nicola e della giovane Barbara si incrociano. Il primo, un bambino soffocato da una madre ossessiva e onnipresente. La seconda, una donna intraprendente ma legata alle proprie origini, oppressa dalla figura paterna e dalle convenzioni borghesi dell’ambiente in cui è cresciuta.

Nadia Terranova alla biblioteca Lussu
Nadia Terranova durante la presentazione. Foto di Paola Borghesi

“Tutti i miei romanzi hanno in comune l’indagine sulle radici, che è sempre conflittuale, mai melensa” ha raccontato la scrittrice. “Per la stesura di questo libro, da una parte mi sono messa ad approfondire il contesto storico; dall’altra venivo visitata da personaggi che inizialmente si muovevano da soli, e non avevo ricollegato alle vicende che andavo studiando”. Così nascono i due protagonisti. Inizialmente, come li ha definiti Monica Rossi, sono solo “due fantasmi” che compaiono nella fantasia dell’autrice, “una specie di sogno, di visione, quella che comunemente si chiama ispirazione” ha concluso la Terranova.

Tra aspirazioni e ricordi, superstizione e dolori reali, per Barbare e Nicola la distruzione è fonte di rinascita. Il mare, da cui ha origine la tragedia sotto forma di maremoto, diventa via di liberazione e aspirazione al cambiamento. Come ha fatto notare il consigliere Flavio Conia, lo Stretto di Messina è un confine naturale, ma nel romanzo anche collegamento, attrazione e desiderio di fuga. “Il mare è un elemento costante della mia produzione” ha concluso l’autrice, “il mare che è ponte tra due terre, mai una barriera. In greco pontos non significa ponte, ma flutto.”

La biblioteca Lussu compie un anno di attività

A ricordare il valore della biblioteca come punto di riferimento nel quartiere, l’assessora alla cultura Vetri: “Il nostro impegno non scritto, con la cittadinanza e anche con i bambini che frequentano questo luogo, è di portare la letteratura e la lettura in tutti gli spazi” ha commentato nei saluti di apertura. La presentazione della Terranova, in questa prospettiva, cade a pennello per festeggiare una data emblematica: il primo compleanno della biblioteca Lussu, che il 17 ottobre ha spento la sua prima candelina.

Per celebrare dodici mesi di impegno e presenza nel quartiere, dodici mesi di sale piene di studenti e lettori, associazioni e iniziative, sabato 19 ottobre si terrà una giornata speciale, con le porte della biblioteca aperte dalla mattina alla sera. Una vera e propria maratona di eventi, che spaziano dai laboratori di teatro e di disegno manga per bambini e ragazzi, letture tratte dalle opere di Joyce Lussu (ore 17:30) e proiezioni di film in serata. Per chi desidera approfondire la vita avventurosa dell’intellettuale a cui la biblioteca è intitolata, alle ore 18:00 prenderanno la parola i membri dell’associazione “La setta dei poeti estinti”, che condurranno il pubblico tra le principali tappe biografiche della scrittrice e partigiana.

Per il programma completo:

programma compleanno biblioteca Lussu

Le foto della presentazione sono di Paola Borghesi.

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Sfruttamento della prostituzione: risoluzione “pilota” del Municipio VIII

Presentata da cinque partiti, sottoscritta all’unanimità. A saldare lo spettro politico di via Benedetto Croce è una proposta di risoluzione per contrastare lo sfruttamento della prostituzione. Un fenomeno che da oltre vent’anni affligge la zona Marconi e Valco San Paolo, tra residenti che hanno paura di uscire di casa di sera ed altri, invece, che nelle settimane scorse sono scesi per strada a denunciare a gran voce ciò che accade; ovvero urla, tafferugli e litigi tra “clan” rivali che si contendono i marciapiedi. Donne che si riforniscono dai secchi dell’immondizia per accendere roghi, incendiando anche sostanze tossiche. E poi ciò che rimane al mattino sul “campo di battaglia”: profilattici usati, fazzoletti, resti di fuochi, rami caduti e utilizzati di notte come giacigli di fortuna. Un ampio affresco che muove dalla disperazione più profonda – delle donne – alla violenza più sfacciata dei protettori.

La proposta di risoluzione

Approvata il 26 settembre in assemblea municipale, il documento proposto dal centro sinistra (Lista Calenda, Lista Gualtieri, PD, M5S e Sinistra Civica Ecologista) e sottoscritto anche da Forza Italia e Fratelli d’Italia è una risoluzione “pilota”, unicum nel panorama romano. Si chiede al primo cittadino Roberto Gualtieri e alla Giunta Capitolina l’emanazione di un’ordinanza speciale ad hoc.

“L’unico mezzo di cui un sindaco dispone per derogare alla normativa primaria” ha ricordato la consigliera Simonetta Novi, che da mesi si spende sul tema. “L’ordinanza avrà durata semestrale, com’è accaduto anche a Firenze, Milano, Rimini e Riccione”. Questo provvedimento del Sindaco, inoltre, sarebbe uno stimolo per le forze di polizia, “che potranno chiedere al Ministero degli Interni i fondi necessari per aumentare i pattugliamenti” ha concluso la consigliera.

Infatti, benché la prostituzione di per sé non sia un reato, zona Marconi di illeciti pullula. Basta avere sotto gli occhi il Regolamento della Polizia Urbana di Roma. Articolo 4: vietato compiere atti contrari al decoro. Gli articoli 12 e 30, inoltre, proibiscono di emettere grida e schiamazzi e di accendere fuochi su suolo pubblico. Senza contare, poi, che la posizione dei protettori è ben diversa: lo sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione sono reati. Queste le premesse da cui muove la richiesta del Municipio VIII.

degrado via Marconi
Resti di un rogo su viale Marconi

Quali prospettive?

Una battaglia contro i mulini a vento? Sicuramente contro i paravento. Quelli usati nelle traverse di viale Marconi per coprire alla bell’e meglio rapporti sessuali consumati sul marciapiede, a qualche metro da portoni e finestre. A seguito di queste e altre scenette emblematiche, nella primavera di due anni fa i residenti si erano mobilitati. Avevano diffuso una petizione di protesta che raggiunse subito le duecento firme. A giugno scorso, invece, risale un incontro tra cittadini e consiglieri municipali a largo Enea Bortolotti, altro punto nevralgico della zona. Come accennato in quell’occasione, la consigliera Novi ha compattato l’ala progressista di via Benedetto Croce mietendo consensi anche dalla destra.

Adesso, oltre all’ordinanza speciale per aumentare i controlli, si chiede alla Giunta Capitolina il potenziamento del progetto “Roxanne”, che dal 1999 soccorre e protegge le persone vittime di tratta. “Stiamo parlando di donne sfruttate, strappate alla loro terra spesso con l’inganno, spogliate della propria dignità” ha commentato la consigliera Valchiria Vittori (PD). “Punire reati minori come l’accensione dei roghi e gli schiamazzi è un primo passo, ma rischia di dislocare il fenomeno senza minarlo alla base. A queste persone bisogna offrire un’alternativa: in quest’ottica, fondamentale il potenziamento del progetto Roxanne”.

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Nelle scuole spazi aperti tutto l’anno

Spazio Giovani – Quest’anno le scuole si aprono con una novità. Sei locali pubblici del Municipio Roma VIII sono stati affidati ad associazioni che propongono servizi gratuiti rivolti a giovani tra i 6 e i 17 anni.

“Le attività non termineranno con la chiusura della scuola” spiega Tiziana Buccoliero, responsabile dell’onlus Arcisolidarietà che gestisce uno di questi spazi all’interno della scuola Raimondi a Tormarancia, in collaborazione con l’associazione Parco della Torre. “Offriamo aiuto per i compiti, lezioni di italiano per stranieri, laboratori per studenti di elementari, medie e superiori”. Attività in cui entrambe le associazioni si sono già distinte in passato, soprattutto attraverso la Scuola Popolare di Sciangai con sede in viale Carlo Tommaso Odescalchi 73, che dal 2018 offre sostegno allo studio, passeggiate nel quartiere, presentazioni di libri. Ma basta spostarsi di poco per imbattersi in due ludoteche con sportello psicologico, in via dei Lincei 93 e nel Giardino Pisino in via Pellegrino Matteucci.

In via di Grotta Perfetta 607, invece, si può partecipare a laboratori di pittura e fotografia e ad attività sportive, in quello di via Giustiniano Imperatore 75 a San Paolo sono presenti sportelli d’ascolto, aule studio, attività ludiche, come anche nella biblioteca “Approdo” in via Magnaghi, nel cuore della Garbatella storica. Le lezioni di musica sono invece la specialità del “Centro italiano di Solidarietà” con sede nel parco don Mario Picchi alla Montagnola.
I locali resteranno aperti tutti i pomeriggi dal lunedì al venerdì.

[Articolo pubblicato sul periodico Cara Garbatella, Anno XVIII – Ottobre 2024/numero 65, pag. 3]

Insegnami la pace - illustrazione di Giulia Ananìa
Insegnami la pace – Illustrazione di Giulia Ananìa
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Basket: il San Paolo Ostiense è in Serie B. Città Futura in cerca di conferme

Smaltiti i legittimi festeggiamenti per la promozione, c’è grande fermento in casa del San Paolo Ostiense Basket in vista dell’inizio del campionato di Serie B Interregionale.
Sotto la guida tecnica di coach Carlo Colella, la squadra si prepara ad affrontare nuove sfide, fin dalla prima delle ventidue partite del girone F Conference Centro Italia.
Conferma importante è quella del capitano Riccardo Conte, uomo spogliatoio e giocatore in grado di saper interpretare tutti i ruoli in campo: “Ci stiamo approcciando a questa nuova stagione con grande entusiasmo e determinazione – ci racconta Conte – La squadra è in ottima forma, abbiamo lavorato duramente nella preparazione estiva e siamo pronti a dare il massimo in ogni partita. Le motivazioni sono alte, vogliamo dimostrare il nostro valore e raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati. Il coach ci sta trasmettendo molta fiducia e ci sta spingendo a migliorare continuamente, sia individualmente che come gruppo. Non vedo l’ora di scendere in campo con i miei compagni per affrontare le sfide che ci attendono”.
Al suo fianco la rosa si va a completare con: Emiliano Attia, Eugenio Amanti, Maurizio Antinori, Federico Conte, Gianluca Ferrara, Federico Loi, Gian Marco Miscione, Raul Moldovan, Mario Mugnaioli, Francesco Paolini, Simone Repaci, Gabriele Sarghini, Lorenzo Sedita, Valerio Terrasini, Tommaso Vettor e Marco Vrancianu. Si sono aggiunti i 2005 Tristano Cecchini, proveniente dal Pass Roma, Claudio Paluzzi del Roseto Bk e i giovani Giuseppe Carannante e Luca Cardinali. Questa stagione segna anche il ritorno, conclusa l’esperienza alla Lazio Basket, del play Paolo Gentiloni e dell’ala Riccardo Moretti.
La prima palla a due è in programma sabato 28 settembre alle ore 17:00, in casa al Pala Spano (viale di San Paolo 12) contro l’Esperia Cagliari; l’ultima della Regular Season è prevista domenica 2 febbraio in trasferta contro Stella Azzurra Viterbo.
Le prime 6 squadre classificate di ogni girone di Conference si qualificheranno per i Play-in Gold, le ultime 6 per i Play-in Out.

San Paolo Ostiense Basket

Calendario andata Regular Season

      • 28 set. 17:00 San Polo Ostiense – Esperia Cagliari
      • 6 ott. 18:00 Supernova Fiumicino – SPO
      • 9 ott. 20:30 SPO – Centro Bk Mondragone
      • 12 ott. 18:00 Pescara Bk 2.0 – SPO
      • 19 ott. 18:00 SPO – Basket Ferentino 1977
      • 26 ott. 18:00 SPO – Amatori Pescara 1976
      • 3 nov. 18:00 Basket Palestrina – SPO
      • 10 nov. 18:00 Vasto Basket – SPO
      • 16 nov. 18:00 SPO – Nuovo Basket Aquilano
      • 21 nov. 20:00 Carver Roma – SPO
      • 23 nov. 18:00 SPO – Stella Azzurra Viterbo

Serie C: Città Futura Basket in cerca di conferme

Si accendono i riflettori sulla prossima stagione della Serie C Unica. Dopo il sorteggio dei due gironi, che vedranno protagoniste 28 società partecipanti, i ragazzi allenati da coach Massimo Baralla sono stati inseriti nel girone I con: Vigna Pia, Hsc Palocco Roma Basket, Fonte Roma Basket, Tiber Basket Roma, Cestistica Civitavecchia, Pass Roma, Alfa Omega, Bracciano Basket, Borgo Don Bosco, La Salle, Rim Sport Cerveteri, Stelle Marine e Basket Roma.
La nuova formula prevede una Regular Season più lunga (26 partite) e per fare una valutazione sul tipo di girone in cui siamo stati inseriti dovremmo aspettare un po’ di partite – ci racconta coach Baralla – La squadra sta molto bene, il fatto di aver inserito “solo” due giocatori ci ha aiutato a ritrovare subito la giusta alchimia. Stiamo lavorando bene, sono molto soddisfatto e credo che potremo dire la nostra contro tutti. Abbiamo qualche ragazzo che deve recuperare da infortuni pregressi, ma hanno voglia di tornare in campo e questo sono convinto che li porterà ad un recupero più veloce del previsto”.

Città Futura Basket

Il coach potrà contare ancora sul capitano Daniele Bonessio, fresco di rinnovo del contratto: “Sono davvero molto contento di poter proseguire questa avventura – si esprime Bonessio in una nota societaria – Per me vestire questi colori è da sempre una grande emozione e credo che non ci sia cosa più bella di poter giocare in quella che a tutti gli effetti considero casa mia. Siamo reduci da una stagione sicuramente positiva, nel corso della quale abbiamo raggiunto gli obiettivi che ci eravamo prefissati, sostenuti dal fantastico pubblico del Pala Avenali e dalla Brigata PCF che è sempre stata al nostro fianco in casa e in trasferta. Ma è già arrivato il momento di focalizzare la nostra attenzione sul prossimo campionato, che si prospetta ancora più impegnativo e che ci obbligherà a non commettere passi falsi”.

I due nuovi innesti principali sono il playmaker classe 1999 Luigi Cimminella e l’ala grande classe 1997 Eugenio Boccafurni; la rosa si va completare con: Francesco Argenti, Mattia Giannini, Francesco Ingrillì, Federico Pierantoni, Alessio Ranocchia, Singh Taranjit (Tony) e gli under Davide Santomassimo, Simone Camposeo, Giordano Cantoni, Jacopo Conte, Kareem Rady e Luigi De Caro. Assistente Federico Bonistalli, secondo assistente Mattia Finozzi.

Il campionato di Serie C Unica prenderà il via il weekend del 5 e 6 ottobre; per seguire Città Futura in casa basta recarsi al Pala Avenali in via dell’Arcadia 108

[Articolo pubblicato sul periodico Cara Garbatella, Anno XVIII – Ottobre 2024/numero 65, pag. 8]

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Calcio a 5: Torpedo non solo sport

La squadra di calcio a 5 femminile Oxygene, meglio conosciuta come Torpedo Roma, è pronta per iniziare una nuova stagione del campionato di Serie D.
In un’epoca in cui il calcio professionistico è costituito sempre più da business, statistiche, individualità, record da battere, valori ben lontani dalle origini del gioco, il calcio popolare rimette al centro le persone e la loro passione per lo sport.

La Torpedo, infatti, fa della condivisione, della solidarietà e dell’inclusività la propria bandiera, congiuntamente al principio di democrazia diretta che accompagna ogni scelta dentro e fuori dal campo.
Per l’inizio del campionato bisogna ancora attendere, sono però già note le tredici avversarie del girone B, quello in cui giocherà la squadra. Si riproporranno molte sfide dell’anno passato con: Sabina Lazio, Aranova, Forte Bravetta, Real Fiumicino, Borgata Gordiani, Vallerano, Atletico Civitavecchia, Futsal Samb Lady e altre ancora.

Le partite in casa si terranno a venerdì alterni, alle ore 21:00, presso l’impianto Francesco Valdiserri, ex Polisportiva G. Castello (via C. Colombo 426).
Infine, per far sì che tutte abbiano la possibilità di giocare, è presente anche una seconda squadra femminile, impegnata in un torneo dilettantistico; questa formazione si allena tutti i lunedì alle 19:45 ed è aperta a tutte per una seduta di prova, non ci sono limiti di età, preparazione o altro.

Quest’anno è confermata anche la squadra di calcio a 5 maschile, che sarà impegnata in alcuni tornei amatoriali. La preparazione atletica è già iniziata e gli allenamenti si svolgono tutti i giovedì dalle 21:00 alle 22:30.
Le quote annuali per gli iscritti sono fissate a prezzi modici, proprio per permettere a chiunque di praticare sport. Per poter garantire una quota non onerosa e quanto più accessibile a tutti e a tutte la società, per far fronte alle spese, promuove numerose iniziative tese alla socializzazione e all’autofinanziamento.

Il primo evento è in programma la sera di sabato 5 ottobre presso l’impianto sportivo di casa, le persone che parteciperanno sono invitate a indossare un copricapo buffo, per rendere l’atmosfera più vivace.
Gli altri incontri sono ancora da calendarizzare, ma è possibile tenersi informati sui canali social della  Torpedo Roma, oppure passare direttamente al campo.

[Articolo pubblicato sul periodico Cara Garbatella, Anno XVIII – Ottobre 2024/numero 65, pag. 8]

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In migliaia per Ilaria Salis e Zerocalcare a Parco Schuster. Carcere, antifascismo e Europa al centro del dibattito

Questa notte non sarà breve. Più di quattromila persone in fila per entrare a Propaganda Schuster, negli spazi del festival che anima il parco davanti alla Basilica di San Paolo. Questa volta non è per un concerto, ma un dibattito politico. Sabato 21 settembre, Ilaria Salis, europarlamentare neo-eletta del gruppo The Left, e Zerocalcare si sono confrontati in una lunga discussione che ha guidato la platea tra i temi più importanti del presente: dal carcere alla repressione, fino all’antifascismo da una prospettiva europea.

Questa notte non sarà breve

Questa notte non sarà breve”: a dare il nome all’evento è il piccolo volume che ha riunito tutti i fumetti che Zerocalcare ha dedicato alla vicenda di Ilaria Salis e degli altri diciannove militanti antifascisti sotto processo in Ungheria.

Sul palco a moderare il dibattito Mattia Tombolini, fondatore di Momo Edizioni, la casa editrice che ha pubblicato il fumetto. Gli introiti della vendita andranno a finanziare una cassa in supporto delle persone coinvolte nelle vicende giudiziarie. La discussione, infatti, ha seguito due binari paralleli che hanno caratterizzato la vicenda di Salis: l’antifascismo in Europa e il carcere.

Abolire il carcere non è un’utopia

Le parole di Ilaria Salis ricostruiscono le dure giornate della detenzione ungherese, l’esperienza dell’arresto e delle condizioni di privazione a cui è stata sottoposta a Budapest. “Abolire il carcere non è un’utopia” afferma la Salis, avanzando una riflessione profonda sul sistema penale e carcerario, sulle sue funzioni e gli obiettivi. Una suggestione che porta le migliaia di persone presenti, in gran parte giovani, ad immaginare come sarebbe la società se il carcere non esistesse.

L’antifascismo è una responsabilità collettiva

Dalla memoria antifascista fino ai giorni nostri, sul palco Zerocalcare e Ilaria Salis hanno cercato di rappresentare una fotografia lucida dell’Europa di oggi. Lo hanno fatto raccontando come forme di  repressione e di chiusura degli spazi di democrazia impongano a tutte e tutti la responsabilità collettiva dell’antifascismo. A partire, per esempio, dal Ddl 1660 approdato recentemente in Parlamento sulle norme di sicurezza pubblica e dagli antifascisti e dalle antifasciste ancora in carcere per vicende simili a quella di  Ilaria Salis.

Un palco per tante voci

Oltre agli interlocutori, il palco è stato spazio anche per altre voci. In apertura, l’intervento della rete che sta promuovendo il referendum sulla cittadinanza ha invitato tutte e tutti i presenti a sottoscrivere per  permettere a chi vive stabilmente in Italia da più di cinque anni di richiedere la cittadinanza e di trasmetterla ai propri figli. Non poteva mancare, durante la serata,  un pensiero dedicato a Renato Biagetti, antifascista ucciso a coltellate nel 2006, la cui memoria, ogni anno, viene celebrata proprio su quel palco. In chiusura un saluto istituzionale del Presidente del Municipio VIII Amedeo Ciaccheri, che ha, poi, lasciato i microfoni agli attivisti di Extinction Rebellion per parlare di crisi climatica.

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Renoize 2024: a Parco Schuster per ricordare Renato Biagetti

Il 30 e 31 agosto al Parco Schuster di San Paolo torna Renoize, il Festival Antifascista che coltiva e tiene viva la memoria di Renato Biagetti, giovane ragazzo di Montagnola ucciso nel 2006 per mano fascista. Il 27 agosto, a Focene, come ogni anno, la comunità antifascista romana si ritrova per un abbraccio collettivo nel luogo dove la vita di Renato è stata spezzata.

18 anni con Renato nel cuore

Era la notte del 27 agosto 2006, quando un gruppo di fascisti aggredì a colpi di coltello dei ragazzi che uscivano da una dance hall di musica reggae, a Focene. Renato Biagetti, ingegnere del suono e appassionato di musica, morì accoltellato quella notte, a 26 anni.

Quel giorno ha segnato irrimediabilmente la memoria della città di Roma e, in particolare, dei quartieri e dei luoghi del Municipio VIII, in cui Renato ha vissuto e che ha frequentato attivamente, come la comunità del Loa Acrobax. Da diciassette edizioni, Renoize è la festa che difende la memoria di Renato e costruisce comunità antifascista. Tra musica, cultura e autorganizzazione “provando a realizzare i suoi sogni, giorno dopo giorno. Con la stessa rabbia e con immutato amore”, come scrivono i suoi compagni e compagne.

Renato Biagetti

Due giorni di Festival a Parco Schuster

Musica e dibattiti, arte, libri e attività per grandi e piccoli terranno viva l’area di Parco Schuster dal pomeriggio di sabato 30 e fino alla sera del 31 di agosto. Tutto questo grazie allo sforzo della comunità antifascista territoriale, con la partecipazione particolare e importante delle Madri per Roma Città Aperta, il comitato che coinvolge, tra le altre, anche Stefania Zuccari, la mamma di Renato.

Le attività delle giornate

Molte sono le attività in programma. Ci saranno laboratori di sport, circo e capoeira, spettacoli teatrali e presentazioni di libri, oltre che tanta musica dalle 17:00 delle due giornate fino a sera. Un’attenzione particolare quest’anno sarà dedicata alla solidarietà con il popolo palestinese. Fin dalla mattina, invece, non mancheranno attività e giochi per le bambine e i bambini. Per il programma completo basta seguire le pagine social o il sito “Io non dimentico Renato”.

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A San Paolo una delle più antiche attestazioni del volgare italiano

[Municipium. Storia e Archeologia del nostro territorio. Rubrica a cura di Luca Canali]

“Non pronunciare parole segrete ad alta voce!”

Quella che avete appena letto è una strana avvertenza ritrovata nella Catacomba di Commodilla, sita in via delle Sette Chiese 42, all’interno del Parco Giovannipoli.

La Catacomba di Commodilla

Innestato su una cava di pozzolana, il nome di questo cimitero deriva con ogni probabilità dalla matrona romana che aveva donato il terreno alla comunità cristiana. Le sepolture più antiche risalgono al IV secolo e qui erano stati sepolti i martiri Felice e Adautto.

Questi due santi compaiono per la prima volta nel carme che fece redigere papa Damaso (366-384), che durante il suo pontificato intervenne nel monumentalizzare le tombe dei martiri, favorendone il culto e la devozione.

In questo componimento, Damaso ci informa solamente che i due martiri erano fratelli e che ebbero una sepoltura comune, mentre più informazioni ce le fornisce la leggendaria Passio Ss. Felici et Adaucti (VII secolo): Felice era un presbitero che fu condannato alla decapitazione sotto il regno di Diocleziano (303). Mentre veniva condotto sul luogo dell’esecuzione un fedele sconosciuto professò la propria fede cristiana e fu ucciso con lui; non conoscendo il suo nome fu chiamato Adautto (dal latino adiectus, ‘aggiunto’).

Non dicere ille secrita a bboce

Il graffito

Nella basilichetta semiipogea fatta scavare da papa Giovanni I (523-526) si trova la tomba della defunta Turtura decorata con un affresco rappresentante la donna con Felice e Adautto davanti a Maria con il Bambino e proprio sulla cornice del dipinto si legge il nostro graffito.

Datato intorno al IX secolo, un anonimo pellegrino ha lasciato questa avvertenza Non dicere ille secrita a bboce (‘Non pronunciare parole segrete ad alta voce’). Ci sono diverse interpretazioni sul significato di tale ammonimento, ma l’importanza di questo graffito risiede nel fatto di essere una delle più antiche testimonianze del volgare italiano.

Ingresso Catacombe nel Parco Giovannipoli

Visita delle Catacombe

Le Catacombe di Commodilla sono chiuse al pubblico, annualmente sono organizzate dalla Pontificia Commissione di Archeologia Sacra, delle aperture straordinarie; in alternativa è possibile richiedere una visita guidata di gruppo, consultando le modalità riportate nel sito ufficiale.

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Dalle carceri un appello alla coscienza civile

Di Claudio D’Annamà

Ieri 8 agosto si è svolta, nelle prigioni di questa assolata e disastrata nazione, una giornata di protesta sulla condizione di “non vita” carceraria a cui sono costretti oltre 60 mila detenuti. La forma di protesta scelta dal movimento che da qualche settimana sta agitando tutti i luoghi di reclusione della penisola è quella della battitura ovvero la scelta di fare rumore, il più possibile, ricorrendo a pentole e stoviglie, oggetti vari da sbattere contro le sbarre della propria cella. E’ una forma di protesta assolutamente pacifica che contrasta con la situazione drammatica che si vive dentro.

Il sovraffollamento negli istituti penitenziari e il numero dei suicidi ormai fuori controllo sono infatti un’emergenza nazionale. Un’emergenza tutta legata al degrado totale delle carceri a cui questo governo non sa dare risposte.

Sono 65 i suicidi dall’inizio dell’anno e altrettanto significativo è il fatto che sono almeno 7 gli agenti di sorveglianza che si sono tolti la vita. Un carcere come questo insomma non dà speranze di recupero a nessuno ma produce piuttosto malessere sociale, disperazione, ulteriore devianza. “E un carcere che non dà speranze di reinserimento vale zero anche sul piano della sicurezza e della convivenza civile”: questo l’avvertimento che sta dietro la denuncia di questi giorni.

A Garbatella un’iniziativa di solidarietà con i detenuti

L’appello a non lasciare isolata e chiusa dietro le sbarre la protesta è stato accolto da diverse associazioni che si occupano di carceri. E anche da privati cittadini, singole persone o protagonisti a vario titolo della vita che percorre i quartieri delle nostre città. C’è chi ha messo striscioni o lenzuoli bianchi ai balconi. C’è chi dalle 12 alle 12 e 30, ovvero nella mezz’ora di battitura prevista dentro, si è dato appuntamento davanti una chiesa o in altro posto per discuterne.

C’è chi, magari in un lontano posto del Sud o in qualche dispersa periferia, ha scritto su un foglio di carta la sua adesione alla lotta e l’ha affissa nel bar del paese. Piccole cose, testimonianze spontanee, idee portate avanti senza il clamore delle grandi manifestazioni.

A Garbatella è andata in onda una di queste iniziative minime di solidarietà. Tre cittadini per quanto avanti negli anni hanno rinnovato una scelta molto in voga nel secolo passato ed ora quasi scomparsa con l’avvento dei social. Agostino, noto animatore del gruppo di lettura Cavallo Pazzo Legge, Claudio e Michele due ex compagni di liceo negli anni 60, i loro nomi.

Hanno scritto un volantino, lo hanno stampato in centinaia di copie, sono scesi per le strade, hanno girato tra i lotti, mettendosi a distribuire copie e scambiando pareri con le persone più diverse. L’hanno chiamata “un’ora d’aria al fianco dei detenuti” e nel percorso hanno toccato alcuni punti tra i più vivi, per quanto arsi dal solleone, di Garbatella: Sant’Eurosia, i Cesaroni, la scuola migranti di Casetta Rossa, gli Alberghi, la Metro, l’hub culturale Moby Dick, via Passino ovvero il cuore della politica locale, piazza Sauli col suo nuovo murale dedicato a un Daniele De Rossi bambino.

Un bilancio positivo e il 15 si replica

Come è andata ce lo dice uno dei tre “agitprop dai capelli bianchi” che parla a nome di tutti: “Beh volevamo dare un segnale di vicinanza a chi vive una situazione terribile e crediamo di esserci riusciti.

Abbiamo distribuito 250 volantini e attaccato decine di copie in giro. Sicuramente la notizia di questa cosa arriverà anche dentro.” E per quanto riguarda il grado d’accoglienza? “Ovviamente molto vario. In maggioranza positivo da parte di persone anziane e soprattutto donne di una certa età, indifferente diciamo un 20% e purtroppo molti ragazzi preoccupati di non staccarsi dal telefonino, ostile al problema invece una minoranza.

E ci sono stati pure momenti veri di condivisione non solo in posti come la Scuola per migranti di Casetta Rossa ma anche davanti bar o sotto portoni, per fortuna ombrati, dove si sono formati anche piccoli capannelli.” E ora? “E ora niente. Noi qua stiamo. Sappiamo che il 15 si replica e forse ce ne saranno altre ancora, se questo governo che possiamo chiamare Sordio, cioè sordo e Nordio, non risponde alle giuste richieste dei detenuti.

Un quartiere come questo, è la nostra speranza, non resterà certo insensibile a dare nuovi segnali di partecipazione democratica e civile.

Ah, un’ultima cosa, questa nostra piccola iniziativa l’abbiamo voluta dedicare a Nadia Bagni un’assistente sociale molto nota nel quartiere, protagonista di un forte impegno sociale, che è venuta a mancare proprio un anno fa.”

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Parte la programmazione al parco don Giacomo Alberione

“Una collaborazione preziosa”. Così l’ha definita l’assessora Maya Vetri, dalla piazza sopraelevata del parco don Giacomo Alberione nel quartiere San Paolo. Difatti quella che avrà luogo nell’area verde non è una delle tante rassegne estive che riempiono gli spazi pubblici di Roma, forse per consolare chi è costretto ad arrostire in pieno agosto al sole spietato della Capitale. Si tratta invece della risposta delle associazioni territoriali a un bando triennale del Municipio VIII.

L’obiettivo è proprio quello di portare varie attività nelle zone meno toccate dai grandi eventi dell’Estate Romana. Da oggi sarà il parco don Alberione, tra via Alessandro Severo e via Giustiniano Imperatore, il palcoscenico su cui saliranno registi e scrittori per presentare le proprie opere ed entrare in contatto con i residenti. Un’iniziativa partita dal basso, come hanno sottolineato anche i rappresentanti dell’associazione Viva il quartiere, che ha organizzato la programmazione.

La programmazione

Il programma inizia stasera giovedì primo agosto e proseguirà fino al 26 ottobre. Un’estate un po’ allungata che permetterà al defilato parco don Alberione di diventare punto di riferimento o quantomeno di passaggio per la zona.

Stasera alle 18:30 è in programma la presentazione del libro “Storia e storie del quartiere San Paolo”. Durante l’incontro, i partecipanti ascolteranno le biografie raccolte dall’associazione Viva il quartiere e avranno modo di narrare la propria. Venerdì prossimo verrà proiettato il cortometraggio “Anne Marie”, sul tema della violenza di genere, alla presenza degli autori.

Sabato ci sarà ancora il cinema sotto le stelle, con la proiezione di “Monarch” di Stefano Scaramuzzino, un film “pilota” – cioè non ancora uscito nelle sale – che si muove tra thriller, horror e fantascienza. Lunedì 5, invece, si tornerà a parlare di libri e in particolar modo de “Il Conte di Ponte Sisto”, romanzo di Maurizio Milazzo sulle storie spesso rocambolesche ma poco conosciute dei senzatetto romani.Don Alberione

Il programma al momento tocca solo queste quattro giornate, ma verrà aggiornato da Viva il quartiere fino alla fine di ottobre.

Le associazioni coinvolte

“Il nostro obiettivo è diffondere l’amore per la lettura” hanno spiegato i rappresentanti di Viva il quartiere, “ma anche proporre cinema e teatro.” Per questo sono scese in campo le associazioni attive sul territorio, sia in ambito culturale – come Tra le righe, Gruppo Accademia, Bereshit – sia nel volontariato, come nel caso de La voce di Rita, che da vent’anni offre assistenza alle persone vittime di violenza.

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Presentato il progetto della “Casa della Mobilità” di Roma. L’ex Deposito Atac San Paolo diventerà un polo civico

di Fabrizio Fagiani

È stato  raccontata alla stampa proprio sotto le audaci coperture a volta costruite nel 1928, la prossima destinazione  dell’ex deposito Atac in via Alessandro Severo nel quartiere San Paolo.

L’occasione è stata quella dell’evento dal titolo “Roma si muove: Infrastrutture, Sostenibilità, Innovazione”. Organizzato ed allestito nei vasti padiglioni dello storico deposito dei tram. Il sindaco Roberto Gualtieri, insieme all’assessore alla mobilità Eugenio Patanè hanno quindi fatto il punto sulle politiche della mobilità che l’amministrazione ha messo in attuazione per lo sviluppo della città.

«Abbiamo posto le basi per quelli che oggi sono dei cantieri» ha detto il sindaco Gualtieri «ma presto ci sarà finalmente un trasporto pubblico migliore. Oltre ad ripristinare e sostituire  i binari dei treni e delle metropolitane, abbiamo comprato più di 1.000 autobus, 121 tram e 53 treni della metropolitana».

Insomma è un impegno continuo, quello necessario a raggiungere l’obiettivo di trasformare  Roma, partendo proprio dalla rivoluzione dei trasporti.

Patané: un Patto per la Mobilità

«La città deve avere una visione della mobilità e deve confermarla e sostenerla nel lungo periodo» ha spiegato l’assessore Patané  «perché le trasformazioni in questo settore hanno bisogno di tempi lunghi e per farlo c’è la necessità che questa visione sia condivisa. Ecco perché vogliamo cambiare passo e stipulare un Patto per la Mobilità che coinvolga tutti i principali attori che hanno interesse alla nostra città: tutte le istituzioni, tutte le forze politiche, tutte le organizzazioni sindacali, tutte le associazioni di categoria».

E un segno di questa impostazione è proprio la memoria approvata dalla Giunta Capitolina che definisce la riconversione dell’ex deposito Atac di San Paolo: lo storico edificio, esteso per 16.000 metri quadrati nel quartiere San Paolo,  non verrà privatizzato come si temeva, ma trasformato in un centro civico dedicato alla mobilità e diventerà una struttura al servizio della comunità.

«L’obiettivo»  ha detto l’assessore Patanè «è quello di creare un luogo identitario per la città: “La Casa della Mobilità“ sarà un punto di connessione tra passato, presente e futuro, un luogo che racconterà la storia dei trasporti romani e che guarda al futuro con la formazione dei nuovi professionisti del settore”.

Il Sindaco Gualtieri. Foto comune.roma.it

Soddisfazione nelle parole del Presidente Ciaccheri

E soddisfazione ha espresso il presidente del Municipio VIII, Amedeo Ciaccheri, che ha partecipato all’evento. «Una buona notizia quella del passaggio in Giunta dell`indirizzo di Roma Capitale per l`importante progetto pubblico sull’ex deposito Atac di San Paolo» ha infatti dichiarato il presidente Ciaccheri, sottolineando come negli anni diverse mobilitazioni dal basso hanno reclamato la difesa di questo spazio pubblico. «Anche a loro va oggi il mio ringraziamento» ha ribadito «perché senza l`attivazione dal basso e il lavoro fatto per portare dentro funzioni di comunità come il Farmer’s market San Paolo, forse la storia sarebbe andata diversamente».
Il progetto di riconversione prevede quindi una strutturazione molto articolata degli ampi spazi a disposizione.

All’interno del nuovo polo troveranno una nuova sede l’assessorato alla mobilità, il dipartimento e la III Commissione consiliare della mobilità sostenibile e dei trasporti.

Uno spazio significativo sarà destinato all’archivio di Atac, ricco di preziosi documenti e fotografie.

Poi, un elemento qualificante e innovativo, sarà la costituzione dal Centro di formazione dedicato alla preparazione dei futuri operatori del trasporto pubblico.

Un altro aspetto significativo del polo civico sarà il museo dedicato alla mobilità, dove mezzi pubblici restaurati saranno esposti come  delle vere e proprie opere d’arte.

Ma, come dicevamo, il nuovo polo civico di San Paolo offrirà anche spazi dedicati a eventi pubblici. Una sala polifunzionale ospiterà convegni e iniziative culturali, diventando un punto di riferimento per la comunità.

In aggiunta, il progetto prevede la realizzazione di un’arena all’aperto, che sarà a disposizione della comunità per eventi e momenti di aggregazione. Uno spazio teatrale  ideale per concerti, performance artistiche e attività ricreative.

Insomma, l’intenzione della Giunta capitolina e della maggioranza di centro sinistra è quella di fare dell’ex deposito Atac un vero e proprio punto di riferimento per il quartiere, per il municipio e per tutta la città.

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La storia della stazione Radio Marina a San Paolo (Servizio video)

Servizio video a cura di Stefano BAIOCCHI & Giuliano MAROTTA, riprese drone @amgc84

La costruzione più alta che Roma abbia mai conosciuto era situata lungo la via Ostiense a pochi metri dalla Basilica San Paolo. Era la celebre Stazione Radiotelegrafica della Regia Marina, da cui spiccava un’antenna alta 208 metri.
L’impianto fu inaugurato nel 1917 con lo scopo di ottimizzare sia le comunicazioni marittime, sia quelle dirette verso le colonie italiane in Africa.
Installati sotto la supervisione di Giancarlo Vallauri, gli impianti erano costituiti da una antenna triangolare sorretta da tre tralicci di ferro, disposti lungo il Valco di San Paolo, all’epoca una zona disabitata.
Dal 1926 entrarono in funzione due nuovi apparecchi cosicché la Regia Marina mise in atto un’intensa attività di propagazione di onde corte, che consentiva di comunicare senza interferenze con tutta l’Europa e con il bacino del Mediterraneo.

Servizio video

La storia del Dirigibile Italia

Radio Marina resta nella memoria collettiva anche per la sfortunata impresa del 1928 di Umberto Nobile al Polo Nord quando il Dirigibile militare Italia, sulla via del ritorno, dopo una missione, si schiantò sui ghiacci provocando la morte di otto membri dell’equipaggio.
Tra i sopravvissuti c’era anche il radiotelegrafista Giuseppe Biagi, che riparò con grande ingegno l’apparecchiatura di bordo riuscendo a trasmettere l’sos. Il segnale d’aiuto fu captato prima da un radioamatore sovietico e poi rimbalzato all’antenna di San Paolo che riuscì così a inviare i soccorsi.
Il radiotelegrafista Giuseppe Biagi, dopo essere stato osannato in patria fu pian piano dimenticato. Per una serie di circostanze finì per fare il benzinaio sulla via Ostiense, proprio a pochi passi dalla stazione Radio Marina che gli salvò la vita.
Con la sconfitta dell’Italia in guerra e con l’urbanizzazione della zona, nei primi anni Cinquanta le strutture furono demolite, rimasero in piedi solo tre manufatti, ancora oggi presenti.
Due di essi, che fungevano da ricovero per i militari, sono diventati delle abitazioni civili, l’altro edificio, inizialmente adibito a scuola, ospita invece dal 1983 la sede del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli.

La Basilica di San Paolo con alle spalle l’antenna di Radio Marina
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Il Consiglio Municipale si riunisce in via Tito. Continua la battaglia per la difesa dell’area verde

Continua la battaglia per scongiurare la realizzazione di un parcheggio nell’area verde situata tra via Tito e via Cristoforo Colombo. Ieri,  infatti, il Consiglio Municipale si è svolto negli spazi dell’Infobox di via Tito: a pochi passi dall’area verde oggetto della vertenza e sede di diverse associazioni del territorio.

L’obiettivo: modificare la convenzione urbanistica

L’obiettivo di questa iniziativa era evidentemente duplice. Da un lato segna una vicinanza fisica e morale delle istituzioni alla questione urgente sollevata dalla cittadinanza, ma dall’altro pone un risultato concreto da raggiungere. Il Consiglio Municipale ha, infatti, discusso un atto che chiede la modifica della convenzione urbanistica di Piazza dei Navigatori, a cui è legata la realizzazione del parcheggio come opera compensativa, e la salvaguardia del verde e delle alberature presenti nell’area antistante l’Infobox stesso.

Transizione verde per la città nell’interesse dei cittadini

“Su questo progetto pubblico non siamo d’accordo – afferma Amedeo Ciaccheri, Presidente del Municipio VIII – Non è d’accordo il Municipio, non sono d’accordo le cittadine e i cittadini, che si sono sollevati in queste settimane e siamo contenti che non sia d’accordo nemmeno l’Assessore all’Urbanistica Maurizio Veloccia di Roma Capitale”.

Poi, nel merito del progetto, continua. “Questo intervento verrà modificato, ne siamo convinti e lavoreremo per questo. Dobbiamo massimizzare i risultati possibili sulla sostenibilità ambientale, sul contrasto alle isole di calore e sulla modifica di un aspetto della città che deve guardare necessariamente alla transizione verde”.

In evidenza l’area oggetto della vertenza in via Tito, immagine tratta da Google Maps

Il commento del Presidente del Consiglio del Municipio VIII Marcucci

“Credo che il fatto di riunirci sul posto, di per sé straordinario, sia importante perché dimostra l’attenzione e la vicinanza della politica municipale alle giuste istanze dei cittadini” afferma il consigliere Samuele Marcucci a margine della giornata, appena fuori dall’area recintata. “Oggi – prosegue – si è fatto un passo avanti importante in questa battaglia ed è stato significativo vedere la presenza di tutte le forze politiche, delle Consigliere capitoline Valeria Baglio e Antonella Melito e di tutta la Giunta Municipale. Per questo non posso che esprimere la massima soddisfazione a nome di tutto il Consiglio Municipale”.

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Parcheggio in via Tito: Veloccia dà ragione ai residenti

Ormai sembra un’idea da scartare: sull’area verde tra via Cristoforo Colombo e via Tito non verrà più costruito il parcheggio previsto nella convenzione confermata sei anni fa dalla giunta Raggi. A dichiararlo è il presidente del Municipio VIII Amedeo Ciaccheri, che manifestando la contrarietà della giunta municipale aveva esposto a inizio luglio due possibilità. O modificare gli interventi, per ridurre l’area destinata ai posti auto, preservare i quindici pini presenti e garantire la permeabilità del suolo, evitando colate di cemento. Oppure rivedere radicalmente il progetto ed eliminare tout court la possibilità di costruire il parcheggio. “Al momento l’iter dei lavori è sospeso” ha dichiarato il presidente, “e ci stiamo muovendo sulla nostra posizione primaria, cioè quella di lasciare l’area verde com’è.”

La storia del progetto

Risale al marzo 2018 l’approvazione in giunta capitolina della convenzione per la riqualificazione di piazza dei Navigatori e di altre zone del Municipio VIII, tra cui viale Giustiniano Imperatore, con un investimento di 30 milioni di euro. La concessione di queste aree per la realizzazione di opere pubbliche, in realtà, è nata nel 1996 e successivamente formalizzata nel 2004. I lavori previsti però non furono portati a termine entro le scadenze stabilite, e le società non adempienti dovettero rimborsare il Comune di 16 milioni di euro, oltre che impegnarsi a concludere gli interventi non ultimati. Contestualmente la giunta Raggi avviò un procedimento di bilancio partecipativo, per consentire ai cittadini di intervenire sui processi decisionali riguardo i lavori che si sarebbero realizzati nel territorio. Ironia della sorte, questo clima di partecipazione era destinato a ripetersi a pochi anni di distanza, in questo momento, ma in senso opposto. Ora sono proprio i cittadini che si oppongono agli interventi in programma, sottoscrivendo petizioni di critica tanto sui lavori di piazza dei Navigatori quanto sul parcheggio in via Tito. A inizio luglio, come riportato dal giornale online Roma Today, si è inoltre espresso l’assessore capitolino all’Urbanistica Maurizio Veloccia. “E’ un’idea dannosa” ha detto l’assessore riferendosi al parcheggio, “un’idea figlia di altri tempi e di norme rigide e superate, soprattutto perché a poca distanza ce n’è un altro, spesso libero.”

area via Tito-via Cristoforo Colombo

L’opinione di Municipio e cittadini

La richiesta della cancellazione del progetto viene dalla giunta municipale, su spinta di alcune associazioni, tra cui Legambiente Garbatella, e dei molti cittadini che hanno fatto circolare una petizione. “Abbiamo appreso con preoccupazione che l’area in questione (tra via Colombo e via Tito, ndr) è prevista essere trasformata in un parcheggio” si legge nel testo della raccolta firme. “Tale decisione” proseguono gli oltre settecento firmatari “contraddice non solo le indicazioni del Piano di Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima del Comune di Roma, ma anche gli obiettivi nell’ambito del Green Deal Europeo.” I residenti chiedono l’annullamento del progetto – un risultato che sembra raggiunto – ma soprattutto la consultazione dei cittadini prima di qualsiasi trasformazione dell’area.

Allo stesso tempo si levano voci contrastanti. Altri cittadini ci fanno notare che l’area in questione è in stato di evidente abbandono ormai da molti anni. Sterpaglie e sporcizia sembrano essere gli unici veri frequentatori del giardino. Dopo aver scongiurato la colata di cemento, Municipio e Comune dovranno dunque affrontare una sfida più grande: riqualificare un’area che definire “verde”, almeno finora, è stato un eufemismo.

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Serie C: San Paolo Ostiense Basket vola in finale!

Strepitosa prestazione della squadra di coach Carlo Colella che domina la formazione di Vigna Pia e vola in finale dove si giocherà un posto per la Serie B contro Basket Cassino.

Dopo avere espugnato il campo del Vigna Pia per 72-84, la squadra del San Paolo Ostiense si ripete anche in casa, battendo nuovamente gli avversari nella gara 2 della semifinale per 74-61, mandando in delirio i propri sostenitori accorsi numerosi al Pala Spano.

Dopo un inizio favorevole del San Paolo con Federico Conte a suonare la carica e a portare il vantaggio già in doppia cifra, la squadra di casa ha un calo nel secondo quarto, in cui gli ospiti riagganciano il risultato. Ci vorrà la grinta di Ballin e di Riccardo Conte a ristabilire il meritato punteggio a metà partita sul 44-31. Nel terzo quarto si accende Repaci che trascina il San Paolo a oltre 20 lunghezze sugli ospiti, è il parziale decisivo che Vigna Pia non riesce più a recuperare.

Coach Colella non può che essere soddisfatto per la prestazione: “Intanto ci tengo a fare i complimenti al Vigna Pia e al coach Polidori per la stagione straordinaria – dichiara Colella in un’intervista – in questa serie hanno avuto l’infortunio di Scianaro che sicuramente ha condizionato e cambiato le carte. Noi siamo stati bravi a difendere prima e poi ad attaccare, anche con delle soluzioni individuali estemporanee, che ci hanno permesso però di mantenere il margine”.

Il San Paolo Ostiense ora dovrà vedersela in finale (al meglio di 3) contro Cassino, una squadra rocciosa che ha sconfitto La Salle in gara 3 per 78-90, una delle formazioni favorite alla promozione.

Gara uno contro i cassinati è prevista sabato 8 giugno alle ore 18:00 al Pala Spano in viale San Paolo 12. La gara due invece si giocherà mercoledì 12 giugno alle 20:30 allo Sportingclub di Cassino. L’eventuale gara 3 è in programma sabato 15 giugno alle ore 18:00 tra le mura paoline.

La squadra del San Paolo Ostiense Basket ha tutte le qualità per centrare la promozione in Serie B Interregionale, ora non ci resta che vivere queste ultime sfide, anche questa volta, col cuore in gola.

 San Paolo Ostiense Basket – APD Vigna Pia Basket 74-61

Tabellino San Paolo: Loi 5 +7ass, Amanti 10 +12rimb, Conte F 10 +7ass, Miscione 10, Repaci 12, Attia 4, Ballin 8, Conte R 11, Ferrara ne, Vettor 2, Moldovan 2, Mugnaioli. All. Colella, Ass. Carraro e Zongoli, Prep. Montanucci.

Parziali: 25-13, 44-31, 66-45, 74-61.

[Articolo pubblicato sul periodico Cara Garbatella, Anno XVIII – Giugno 2024/numero 64, pag. 8]

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Big Dave e il “Figlio della Luna”

Un mix di culture e stili diversi a ritmo di soul e R&B. Big Dave, cantante di origine italo-congolese classe ’90, si definisce un figlio della luna, come dice il nome del suo nuovo album in uscita a settembre. Big Dave è anche un figlio della Garbatella, il quartiere dove è nato e cresciuto e col quale si è ricongiunto da qualche anno, dopo aver viaggiato a lungo in Inghilterra e in Germania.

Dove sei nato e che rapporto hai con il luogo in cui sei cresciuto?

Sono nato alla Garbatella, come mia madre e gran parte della sua famiglia. Mio padre invece è originario della Repubblica Democratica del Congo e ha vissuto per diversi anni negli Stati Uniti, oltre che a Roma. Le mie influenze culturali sono molteplici ma ho un legame particolare con questo quartiere. La Garbatella mi ha sempre regalato diversi spunti per i miei brani, è un luogo di poesia che stimola la creatività. Qui l’arte nasce, cresce e spesso viene esportata altrove, ma sempre rimanendo fedele alle proprie radici. Infatti, dopo un’infanzia tra la Garbatella e San Paolo, in primo superiore ho avuto la possibilità trasferirmi in Inghilterra e di completare lì gli studi. Poi, dopo un breve periodo a Berlino, sono tornato a Roma in pianta stabile per dedicarmi a pieno al mio progetto musicale.

In che modo e quando hai iniziato a fare musica?

È una passione che ho ereditato dai miei genitori, entrambi hanno a che fare con l’arte. La mia prima esperienza professionale risale al 2015, quando ho avuto l’opportunità di collaborare come corista per “The halleluja gospel singer”, il coro guidato dalla celebre cantante americana Cheryl Porter. Due anni dopo ho iniziato a pubblicare i primi brani e nel 2022 ho conosciuto Giordano Dan, il mio attuale produttore, con cui stiamo lavorando al prossimo album “Figlio della Luna” per l’etichetta Antartis records.

Come descriveresti il tuo stile e quali sono le tue influenze musicali?

Vengo dal genere R&B e da tutto ciò che è la derivazione del soul afroamericano. Negli ultimi anni con Giordano Dan abbiamo sviluppato un genere nostro riuscendo a reinterpretare tutte le influenze che derivano dal mio background, a partire dagli stili più moderni nati in Africa come l’Afrobeat e l’amapiano, fino ad arrivare alla world music attraverso l’uso di strumenti etnici particolari come l’handpan e l’arpa.

Parliamo del tuo prossimo progetto “Figlio della Luna”.

Uscirà a settembre e sarà composto da otto o nove brani. Siamo partiti dal singolo “Figlio della Luna”, che è già disponibile al pubblico, per poi iniziare a costruire un disco con un concept più esteso. Figlio della Luna rappresenta chi come me non ha radici ben definite e non si sente vincolato da un unico luogo di appartenenza. Da qualche mese abbiamo anche iniziato un percorso live e tutti i nostri musicisti sono ragazzi di seconda generazione. Veniamo tutti da diverse parti del mondo e proviamo a contraddistinguerci proprio per questo. Per quanto riguarda il sound non ci vogliamo fossilizzare su di un genere specifico ma sicuramente la black music e in particolare l’R&B faranno da filo conduttore per tutto il progetto.

[Articolo pubblicato sul periodico Cara Garbatella, Anno XVIII – Giugno 2024/numero 64, pag. 4]

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Ago e un filo giallorosso lungo trent’anni

di Claudio D’Aguanno

A rovistare tra le carte smarrite nel più fondo dei cassetti, spesso un sollievo per la memoria e altrettanto spesso un tormento per l’anima, ci sono fogli che più di altri hanno la capacità di scuotere lo sguardo e di marcare meglio le rughe sul volto. Giornali e foto di fine secolo, appunti buttati via di un libro mai chiuso, note scritte e messe da parte. Quel 30 maggio del ’94 era un lunedì senza calcio o meglio di quelli a campionato ormai spento e archiviato.

L’Inter s’era salvata dalla retrocessione per un punto, l’Atalanta scendeva in B, il Milan di Capello dopo il titolo t’aveva pure travolto il Barcellona in Coppa campioni mentre la Roma di Mazzone proprio per un ics patteggiato coi nerazzurri a San Siro era finita settima: “mia adorata –scriveva allora Victor Cavallo– sono stanco e ho bisogno dei tuoi capelli e di una campagna acquisti che mi ridia speranze di coppa Uefa”. La tensione pallonara ormai era però tutta rivolta altrove e in attesa dei Mondiali.

Quel pezzo su Paese Sera

È  proprio una copia d’un ingiallito Paese Sera quella che recupero e che mi si accartoccia tra le mani. Quotidiano romano che aveva conosciuto tempi migliori il giornale allora tentava l’ennesimo rilancio. Aveva ridotto il formato ma non lo stile e nella sua qualità comunicativa la cronaca cittadina si alternava a quella globale, un massacro in Ruanda stava nella pagina accanto alle udienze per la banda della Magliana, notizie made in Usa si confondevano con veloci incursioni nei quartieri di periferia. Berlusconi aveva appena formato il suo governo e lo smarrimento della sinistra istituzionale era compensato dal vigore dei movimenti di opposizione.

Eppure di tante cose è solo lo sconcerto per quel maledetto colpo di 38 quello che mi rincorre forte tra le righe stampate.  “Sciagurato come un autogol, inaspettato come un cartellino rosso immeritato, fulminante come uno di quei calci piazzati, così poco rispettosi delle barriere, che soltanto lui sapeva realizzare.” Così l’attacco del pezzo a tutta pagina sulla partita finita male di Agostino.

Il ragazzo del Borromini

Su tanta stampa più o meno specializzata, anche di ottima letteratura sportiva, le metafore si sposavano con l’emozione e il rumore dell’ultima sconfitta rendeva mesto anche il ricordo più bello. A me invece era venuto naturale andare a cercare tra le strade di Garbatella e Tor Marancia il ragazzo incontrato al Liceo,  l’avversario di tante sfide vissute “al gran sole carico d’amore” dell’oratorio o tra la polvere sudata del “campo del palo”, il centrale del Borromini nel torneo del 72, quello di noi che s’allenava con De Sisti al Tre Fontane, il formidabile capitano dello scudetto, l’atleta protagonista di tanti momenti felici e meno felici.

E l’incredulità di allora ci mette meno di un attimo a tornare a galla. Rileggo la commozione di Danilo o di Gigi cresciuti con lui alla De Nicola. Rivedo lo stupore di Padre Guido che ancora non sapeva spiegarsi “quella multa di 30 lire” che gli aveva appioppato in una partita “categoria microbi”.

E l’affetto, pieno di rabbia tenera e commossa, dei suoi compagni di scuola. “Agostino triste? Forse il mondo del pallone, con cui ha avuto a che fare, era triste. Lui era di una serietà unica e di un’umiltà sconvolgente –sbotta Carmine Tortorella detto Cino- pensa che per il Roma Junior Club lasciò a me la fascia di capitano, proprio a me che rispetto a lui ero una sega totale e fisicamente valevo meno della metà.” Per Corrado Mezzanotte “Una scelta sconvolgente la sua ma più di lui colpevole l’affollata solitudine in cui l’avevano confinato. Ma quale campione dal destino segnato! Infelice è l’ambiente che non ha saputo tenerselo. Io ricordo il suo piacere nel far correre la palla, il suo estro, la sua semplicità piena e generosa.”

Ecco, trent’anni dopo, il segno di un’esistenza unica e particolare trovare ancora le sue note più vere. “Il calcio è talento ma è gioco collettivo. E’ sport e agonismo ma va fatto con divertimento. Il calcio è lealtà verso l’avversario. E’ rispetto delle regole. E’ rispetto verso l’arbitro e guardialinee. Il calcio è semplicità!” Proprio così appuntava Agostino in un suo manuale pubblicato dopo la sua morte. E quanta ricchezza anche in quella sola rivendicazione di “semplicità”!

Le dichiarazioni del figlio Luca

Ora sono le frasi di un figlio ormai adulto a venirmi incontro: “No, non facciamo di lui un santino – scrive Luca Di Bartolomei-  Ago va ricordato non celebrato. E va ricordato tutto. Affinchè sia monito di amore, di cura e di perseveranza.

Perché la vita è ciclica e sta a tutti noi impegnarci per riconoscere i momenti di difficoltà e la fragilità di chi è intorno a noi. Essere empatici, mostrare gentilezza, essere aperti è un investimento e ripaga sempre. E’ così che in questi trent’anni insieme siamo riusciti a far tornare mio padre fra le strade della sua città. Con gioia e senza più malinconia.”

Nei prossimi giorni vedrà la luce una piccola associazione che ne porterà il nome. Ci saranno azioni concrete in suo nome e borse di studio sportive per ragazzi del quartiere. Così Agostino oggi è ancora tra noi e, chiude Luca, “il coraggio non ruggisce sempre, piuttosto a volte è un fiato sottile che dice riproverò domani”

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Il Basket 3×3: nuova energia per i nostri quartieri

Tre contro tre, la palla e i canestri. Le community di basket e streetball di Roma si sono organizzate. Sta arrivando il circuito di Roma 3×3: il primo circuito estivo per il basket di strada, che segna un passo avanti importante per questo sport sempre più diffuso. Domani a Garbatella iniziano i più giovani, della categoria Under 17, poi sarà la volta delle categorie Femminile e Senior.

Logo del torneo Roma3x3.

Il torneo

Cinque tappe e una finale, su tutto il territorio cittadino. Cinque playground che nei quartieri sono diventati simbolo di comunità e aggregazione intorno allo sport e che finalmente vengono messi in rete dai giovani che hanno organizzato il torneo. La finale in una location segreta che promette di stupire chi parteciperà.

Le tappe in VIII Municipio

GarbaPlayground

 

Ben tre delle cinque tappe cittadine saranno sugli asfalti dei playground del nostro Municipio: dal Garba Playground al Playground Roma 70, passando per quello del Cinodromo. Vari quartieri e un forte protagonismo dei ragazzi che stanno dando vita a questi luoghi di sport cresciuti e implementati grazie al lavoro delle comunità e Municipio negli ultimi anni.

La voce degli organizzatori

Francesco, Riccardo e Samuele sono tre dei ragazzi che gestiscono i Playground del Municipio VIII, ognuno con la sua community. L’entusiasmo è tanto. “Per noi il Playground è un luogo d’incontro”, dicono a Cara Garbatella, “dove ragazze e ragazzi possono incontrarsi e passare del tempo insieme, il Basket 3×3 è ciò che ci unisce e ciò che ha ci permesso di creare le nostre fantastiche community”.

E poi rispetto al torneo in arrivo aggiungono: “Il circuito Roma3x3 è un regalo che facciamo a tutte le nostre comunità ma in generale a Roma, perché per noi Roma rappresenta il nostro Playground”.

Il torneo andrà avanti per tutto il mese di giugno. Sta arrivando il circuito di Roma 3×3: per rimanere aggiornati basterà seguire le pagine social di Basket3x3 e che vinca il migliore!

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A Parco Shuster “Ognuno a modo suo: sport senza barriere”

Avete mai immaginato che su una sedia a rotelle si potessero fare acrobazie su delle rampe da skate o che un bambino disabile ami il rischio e l’adrenalina, e che non voglia sentirsi sempre protetto? Avreste mai pensato di divertirvi e mettervi in gioco su una sedia a rotelle?

Potete venire a rispondere a queste domande, in maniera affermativa, sabato 25 e domenica 26 maggio al Parco Schuster, cornice della Basilica di San Paolo, già sede delle due precedenti edizioni di Ognuno a modo suo.

In cosa consiste?

Un modo per sensibilizzare le persone su un tema, come la disabilità, è quello di farle immedesimare nelle varie condizioni umane, per cui nei due giorni al  Parco Schuster chiunque potrà provare delle discipline sportive adattate, come tirare di scherma bendati, provare a far canestro, infilarsi in una mischia di rugby o lanciarsi da una rampa di skate su una sedia a rotelle, sempre affiancato da atleti e allenatori esperti.

Un evento quindi dedicato non solo alle persone con disabilità, che avranno la possibilità di provare sport e prendere contatti con squadre e allenatori, ma per tutti. Le discipline adattate in prova libera permettono di scoprire il proprio corpo su una sedia a rotelle o bendato, di abbattere stereotipi e divertirsi tantissimo.

Il parco trasformato in un luogo di inclusività

La due giorni si svolgerà sfruttando le diverse caratteristiche di Parco Schuster.
Sul viale di travertino ci saranno gli sport di squadra in carrozzina come il rugby, il basket e il tavolo da biliardo; verrà installato lo skatepark accessibile per le discipline urbane come pattinaggio e wcmx (skate su carrozzina), e ci sarà la zona dedicata al paraciclismo con bici, tricicli, joëlette e moto-terapia.
Nell’area verde saranno collocate diverse aree sportive, la zona sensoriale e quella di laboratori e giochi: libri e giochi tattili, canzoni e laboratori, tra cui quello in lingua dei segni che avvicinerà le persone di ogni età alla comunicazione integrata con attività divertenti.
Sarà presente anche un palcoscenico, accessibile in sedia a rotelle per permettere a musicisti e attori con e senza disabilità di esibirsi, che vedrà un susseguirsi di approfondimenti, momenti di dibattito e spettacolo.

Programma

L’evento organizzato dalla fondazione Tetrabondi, insieme a tante associazioni, professionisti e collettivi di persone che si occupano di disabilità e sport, prevede un programma ricchissimo, consultabile sul sito della fondazione.

Si inizia alle ore 15:00 di sabato 25 maggio con il benvenuto e l’inaugurazione delle aree sportive e ludiche e dell’area dedicata ai laboratori del palcoscenico accessibile.

Sia sabato sia domenica si svolgeranno dal pomeriggio interventi e dibattiti dal palco, laboratori tra cui quello della Lingua dei segni, di scrittura autobiografica teatralizzata e di danza accessibile.

Nella sera di sabato invece, è  prevista musica dal vivo con Rapacio Band, Metro A e Nice Jazz Quintet. Chiuderà la due giorni, domenica sera Gianmarco Orlando con lo spettacolo comico “Alla carica miei 104”.

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Coppa Ago 2024: il Socrate fa cinquina

di Claudio D’Aguanno

Ormai è un appuntamento classico di metà primavera per le scuole di Roma VIII. Da scrivere in agenda. La Coppa Ago riscoperta e riportata in vita da Massimo Pelliccia è la sfida che, nel nome di capitan Di Bartolomei, ogni anno torna a far correre il pallone sul campo verde di via Costantino.

E’ la competizione, semplice e forte nel suo statuto, dove in palio non c’è la proprietà di un trofeo ma la sua presa in custodia e, forse anche per questo, quella più adatta al gioco della memoria e all’incontro tra le diverse generazioni.

Il Liceo Socrate vincitore della Coppa Ago 2024

Edizione numero sei questa del 2024. Tre, al solito, le squadre in campo: i campioni uscenti del Liceo Socrate, gli eterni sfidanti del Liceo Caravaggio, la new entry del Liceo Majorana di Spinaceto sceso dalle nostre parti a contrastare l’egemonia dei liceali della Garbatella.Ma le intenzioni non sempre vanno d’accordo con i risultati e il responso delle gare ancora una volta ha premiato i ragazzi del Socrate guidati in panchina dalla terna Pes Magistro D’Alessandro.

Netto il punteggio delle partite che li ha visti dominare sui rivali. Tripletta di Catanoso più Peri e D’Antoni nel match d’apertura con i blu del Majorana che trovano con il capitano Scarpetti il gol della bandiera.Punteggio tennistico invece, 6 a 0, nella chiusura di giornata ai danni del Caravaggio con doppiette di uno scatenato Catanoso e Pasquini più Pavinato e Ventura.

Nella partita di mezzo, tra Majorana e Caravaggio, il pari e patta al termine dei minuti regolamentari ha portato le due squadre a giocarsela ai rigori.Gli errori dal dischetto degli amaranto di Tor Marancia hanno fatto la differenza dando così ai blu di Iorio e Cirillo quella vittoria tenacemente negata nei minuti regolamentari dai ragazzi allenati da Antelmi e Silvestri.

il bomber Catanoso in azione

Al termine della competizione l’esplosione, con invasione di campo, della torcida del Socrate ha salutato il quinto successo, quarto consecutivo, dei liceali garbatellardi accompagnando pure con olè la consegna dei premi.

Diverse le presenze degne di nota e piacevolmente confuse sugli spalti tra le tifoserie più accese: Luca Di Bartolomei e Gabriele D’Urbano, il “fedelissimo” del torneo Carlo Firmani Preside del Socrate, l’immancabile Prof.ssa Fiorella De Benedictis del Caravaggio, qualche compagno sparso delle sfide “al campo del palo” come Enrico Tubili per anni stimato prof di matematica al Socrate, Enzo Del Poggetto del Roma Club Eur Torrino “Federica Del Poggetto”, Agnese ed Emma Petrucci con la loro mamma Beatrice ovvero la famiglia dell’indimenticato ex docente del Caravaggio Fabio Petrucci “uno del nucleo storico” della Coppa Ago al quale, da questa edizione, è intitolato il Premio fair play.

Foto di gruppo della Coppa Ago 2024

Nelle parole di Massimo Pelliccia il commento finale della giornata: “Questo torneo è nato per caso, per un ritrovamento fortuito, ma non è dovuto al caso il fatto che continui ad esistere. Senza sponsor e col solo sostegno organizzativo del Municipio, la coppa Ago è un piccolo miracolo di volontariato sportivo attorno a cui sta crescendo l’attaccamento delle scuole di zona. Abbiamo richieste di nuove partecipazioni e vedremo dal prossimo anno come rispondere.”

Per Amedeo Ciaccheri presidente di Roma VIII il torneo è un “bene comune” da proteggere e rilanciare sempre più:  “Quest’anno –ha poi sottolineato l’ex alunno del Socrate- sono trent’anni dalla scomparsa di Agostino e ci sono tante idee che girano tra di noi.

Flavio Grotti e Riccardo Rossetti (entrambi Socrate) premiati ex aequo

Fortemente voluto dal figlio Luca c’è il progetto di un’associazione in suo nome e di borse di studio per consentire a ragazzi meritevoli di studiare e fare sport insieme. Agostino Di Bartolomei non è un solo ricordo del passato ma una spinta sempre nuova ad andare avanti e crescere assieme nei valori che erano i suoi: quelli della correttezza, dell’impegno, della solidarietà.”

Formazioni, tabellini, marcatori e nomi della Coppa Ago 2024

 Liceo Scientifico e Linguistico  Statale  Ettore Majorana: Alluvion (F) – Araco – Busana – Cicchinelli – De Rocco – Lombardo – Mascia – Petri– Pietropaolo – Pimpinelli – Piro – Scalzotto – Scarpetti (C) – Tavani – Vigorita. Allenatori: Iorio, Cirillo.

 Liceo Artistico  Statale Caravaggio: Alleva – Amodio – Angeli – Arena – Bianchi – Biginelli – Capodanno – Cavalieri -Congiu – Del Castello – Di Blasi – Di Prospero – Gentile – Lucarelli – Maccarrone – Mancini -Mori – Pini (F) (C) – Rosati – Ruvolo – Serafini – Stoppaccioli – Trapani L. – Trapani F.  Allenatori: Antelmi-Silvestri.

 Liceo Classico e Scientifico Statale Socrate: Battista – Bosman (F) – Carfagna – Catanoso – Colizza (C) – Cucci – D’Antoni – D’Aversa – Di Fraia – Fontana – Giorgi – Grotti – Pasquini – Pavinato – Peri – Petrucci –Pica – Pomarici – Ronzoni – Rossetti – Santini – Tedone – Trainito – Ventura. Allenatori: Pes-Magistro-D’Alessandro.

1a partita: Socrate 5 – Majorana 1

Catanoso (S) -Catanoso (S) – Catanoso (S) – Peri (S) – D’Antoni (S) – Scarpetti (M)

Arbitro: Fabrizio Silvestroni – Assistenti: Alessandro Crolla – Alessio Alessandro

2a partita: Caravaggio 3 – Majorana 5

Di Blasi (C) – Scarpetti (M)

(dopo i calci di rigore: 1-1 nei tempi regolamentari)

La sequenza dei calci di rigore:

Di Blasi (C) gol – Tavani (M) gol

Lucarelli (C) gol – Scalzotto (M) gol

Bianchi (C) parato – Araco (M) (gol)

Di Prospero (C) parato – Vigorita (M) (gol)

Arbitro: Alessandro Crolla – Assistenti: Fabrizio Silvestroni – Alessio Alessandro

3a partita: Socrate 6 – Caravaggio 0

Catanoso (S) – Catanoso (S) – Ventura (S) – Pasquini (S) – Pavinato (S) – Pasquini (S)

Arbitro: Fabrizio Silvestroni – Assistenti: Alessandro Crolla – Alessio Alessandro

 

Vincitore Coppa Ago 2024 Liceo Classico e Scientifico Statale Socrate

Premio miglior calciatore ex aequo Flavio Grotti e Riccardo Rossetti (Socrate)

Premio Fair Play “Fabio Petrucci” Daniel Angeli (Caravaggio)

Menzione speciale a Gaia Fintini e Ludovica Alunni del Liceo Caravaggio per aver realizzato, rispettivamente, il servizio fotografico e la locandina della manifestazione.

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Palla al centro e in alto i cuori. Coppa Ago 2024!

DI Claudio D’Aguanno

Le squadre di tre Licei, il sole che batte sul campo di pallone, striscioni e cori, il tifo sugli spalti e il trofeo Roma Junior Club 1972 di nuovo in palio. E’ l’edizione 2024 della Coppa Ago in onda lunedì 13, calcio d’inizio ore 9, sul rettangolo verde di via Costantino 5. Edizione questa numero sei che conferma, dopo gli anni grigi del covid, la forza dell’affetto portato al capitano dai ragazzi con i docenti delle scuole coinvolte, il positivo sostegno di tutto il Municipio di Roma VIII e in particolare del suo presidente Amedeo Ciaccheri, l’impegno di tante persone unite nel ricordo di Agostino ragazzo, cresciuto tra Tor Marancia e Garbatella tra campi sterrati e d’Oratorio.

A sinistra: la squadra del Borromini al RJC 1972.  A destra: Coppa Ago 2023 Ubaldo Righetti consegna la Coppa RJC 1972 a Sofia Bosman del Liceo Socrate

“La memoria –si ripete spesso nei quartieri popolari- è un ingranaggio collettivo” e la tradizione di questo torneo, il suo racconto, lo conferma. Ma senza la passione e la competenza di Massimo Pelliccia questa coppa non avrebbe mai ripreso luce. È stata infatti sua la riscoperta del trofeo dimenticato, finito abbandonato e dismesso in un corridoio secondario del Liceo Caravaggio, ultimo domicilio conosciuto del Borromini, l’istituto superiore frequentato da Agostino nei suoi anni giovani.

Ed è sempre a Massimo Pelliccia, con il concorso attivo di Luca Di Bartolomei, che si deve l’invenzione del torneo e la forma che ha preso nel tempo. Doveva essere, quello del 2016, appuntamento unico e irripetibile. Una partita secca tra Liceo Socrate e l’Artistico Caravaggio sul campo ex OMI di via Giangiacomo con formazione vincitrice pronta a riconsegnare alla famiglia Di Bartolomei la coppa ritrovata. “E’ una coppa che appartiene a voi studenti –commenta però sulla scena, al momento delle premiazioni, Luca Di Bartolomei- E’ vostra. Rimettetela in palio ogni anno che viene e sempre nel nome di Agostino”.

Agostino Di Bartolomei in una foto inedita archivio di Cara Garbatella
Agostino Di Bartolomei durante un allenamento con la Roma al campo delle Tre Fontane. (Foto inedita, archivio Cara Garbatella)

Di qui la felice epifania d’una competizione che sempre Massimo Pelliccia si preoccupa ogni volta di rinnovare e organizzare. La formula viene da sé: tre scuole convocate, girone semplice all’italiana, partite secche e classifica scritta da scontri diretti e differenza reti. E chi vince festeggia tra gli olè, tiene la coppa in bacheca per un anno per poi, quasi una Rimet di quartiere, rimetterla in concorso la volta successiva.

Quella di quest’anno è appunto l’edizione numero sei. In quelle passate oltre le due scuole d’esordio si sono viste correre anche le maglie orange dell’Itis Armellini, istituto tecnico di buone tradizioni calcistiche, quest’anno sostituito dal Liceo Majorana. Una volta l’ha spuntata il Caravaggio e ben quattro sono stati i successi del Liceo Socrate. Il regolamento prevede che tra gli undici schierati a lottare su ogni pallone ci sia la presenza di una giocatrice. L’anno scorso fu Sofia Bosman del Liceo Socrate, con la fascia di capitana al braccio, a sollevare il trofeo.

Non mancheranno comunque come sempre le presenze romaniste ad arricchire il richiamo della competizione. Dopo i volti di Odoacre Chierico, di Paolo Alberto Faccini, di Ubaldo Righetti e di Giulia Anzalone, questa volta toccherà a Franco Peccenini premiare i vincitori. E toccherà soprattutto alla straordinaria verve di Federica Cicchinelli del “Roma Club Fornaci Agostino Di Bartolomei”, ormai compagna di ventura e salda collaboratrice del torneo, accompagnare questa edizione verso il suo esito più positivo, festa piena di sport e di colori giallorossi.

Programma della giornata – Lunedì 13 maggio

Ore 8:00 Ritrovo al Campo G. Fiorini di via Costantino 5

Ore 8:30 Accesso del pubblico. Presentazione della manifestazione da parte di Massimo Pelliccia.

Saluto di un docente per ognuna delle tre scuole.

Il Liceo Socrate riconsegna la Coppa Ago vinta nella scorsa edizione.

Ore 9:00 Inizio partite.

Ore 12:00 Cerimonia di premiazione a cura di Massimo Pelliccia, Amedeo Ciaccheri, Federica Cicchinelli e l’ospite d’onore Franco Peccenini

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Sempre più in alto la Capitolina Scherma. Sono in categoria A2 le squadre di fioretto femminile e maschile.

di Fabrizio Fagiani

Grande prestazione delle squadre di fioretto della Capitolina Scherma nei Campionati italiani assoluti di Piacenza.  L’Associazione sportiva dilettantesca, che dal 2008 sta diffondendo la pratica della scherma nel Municipio VIII, ha raggiunto un importante traguardo.

«E sì, è stata una grande emozione» ci ha raccontato Beatrice Salvati, presidente dell’associazione «perché siamo una realtà sportiva che è riuscita a crescere in questi anni grazie soprattutto ad una grande passione per la scherma e alla determinazione e allo spirito di sacrificio che ci hanno animato fin dall’inizio della nostra avventura».

La Capitolina Scherma ha in affidamento il Centro sportivo municipale nell’Istituto comprensivo Salvatore Pincherle e nella Scuola elementare Principe di Piemonte.

Le parole di Beatrice Salvati

«La nostra missione» ha specificato Beatrice Salvati «è quella di diffondere la passione per lo sport nei bambini piccoli già in età pre-scolare insieme all’impegno di rendere accessibile  la pratica sportiva alle persone diversamente abili e agli anziani, anche attraverso l’utilizzo degli specifici voucher che Roma Capitale assegna alle famiglie in difficoltà economiche».

E poi, naturalmente, c’è l’attività agonistica di tante e tanti giovani e meno giovani atlete e atleti che raggiungono sempre più importanti risultati sportivi, come quelli ottenuti partecipando a questi ultimi Campionati italiani assoluti.

A Piacenza la Capitolina Scherma si è presentata nel fioretto con una squadra femminile composta da Caterina De Stefano, Agnese Scarascia Mugnozza, Flaminia Gambino e Claudia Altamura e una quadra maschile  formata da Massimo Inches, Simone Sbracia, Federico Colamarco e Giancarlo Scarascia Mugnozza.

Piacenza, 21-24 Marzo 2024
Campionati Italiani a squadre serie A2-B1-B2, serie C di FM, serie C1 di SPM-SPF
Foto: TRIFILETTI Andrea / Bizzi Team

La bella prova della squadra femminile e l’exploit di quella maschile, promossa in serie A2 .

«Subito protagoniste le nostre ragazze in A2, autrici di un buon girone e che con la vittoria per 45-39 sul Club Scherma Rapallo, hanno ottenuto la conferma nella seconda massima serie nazionale» ci ha raccontato la presidente Salvati «purtroppo per poche stoccate non sono riuscite ad entrare nelle prime otto, perdendo l’assalto dei quarti 42-38 contro il Circolo della Spada Vicenza.

Il giorno dopo è stata la volta dei nostri ragazzi in B1, grandi protagonisti della gara. Infatti hanno concluso il girone con tutte vittorie e solo poche stoccate ricevute, classificandosi in testa dopo il primo turno. L’ottimo risultato ottenuto ha consentito di saltare la prima diretta e vincere in scioltezza l’assalto con il Club Scherma Bentegodi per 45-36 entrando nei primi quattro, ottenendo così di diritto il pass per la serie A2.

Purtroppo hanno perso 45-44 la semifinale ma si sono rifatti subito dopo vincendo la finale 3º-4º posto contro il Circolo Scherma Firenze Raggetti con il risultato di 45-34. Complimenti a tutti quanti ed al nostro maestro Gabriele Anfora che ha seguito le nostre squadre a fondo pedana».

 

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Alla scoperta delle Catacombe di Santa Tecla (Servizio video)

Al civico 42 di via Silvio D’Amico, nel quartiere San Paolo, si cela uno dei luoghi più misteriosi e affascinanti dell’archeologia sacra romana: le Catacombe di Santa Tecla.
Scoperte casualmente nel 1961 durante la costruzione degli odierni edifici, questo ipogeo custodisce la memoria della martire Tecla e preziosi cicli pittorici, risalenti al III secolo d. C.
Grazie ai recenti restauri, è possibile ammirare e apprezzare le vivide tonalità degli affreschi che ricoprivano quasi interamente i cubicoli.
L’Associazione Culturale Post Scriputm, in collaborazione con la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra, organizza ciclicamente delle visite guidate, per poter permettere al pubblico di apprezzare alcune delle manifestazioni pittoriche più rilevanti della Roma cristiana antica e di immergersi nei valori e nelle consuetudini dei primi cristiani.

Per conoscere le date di apertura al pubblico consultare il sito: https://www.asscultpostscriptum.com

Servizio video a cura di Stefano Baiocchi & Giuliano Marotta.
©Archivio Fotografico PCAS.

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I film che nel corso degli anni sono stati girati alla Garbatella
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