Skip to main content

Autore: Riccardo Cervellini

Big Dave e il “Figlio della Luna”

Un mix di culture e stili diversi a ritmo di soul e R&B. Big Dave, cantante di origine italo-congolese classe ’90, si definisce un figlio della luna, come dice il nome del suo nuovo album in uscita a settembre. Big Dave è anche un figlio della Garbatella, il quartiere dove è nato e cresciuto e col quale si è ricongiunto da qualche anno, dopo aver viaggiato a lungo in Inghilterra e in Germania.

Dove sei nato e che rapporto hai con il luogo in cui sei cresciuto?

Sono nato alla Garbatella, come mia madre e gran parte della sua famiglia. Mio padre invece è originario della Repubblica Democratica del Congo e ha vissuto per diversi anni negli Stati Uniti, oltre che a Roma. Le mie influenze culturali sono molteplici ma ho un legame particolare con questo quartiere. La Garbatella mi ha sempre regalato diversi spunti per i miei brani, è un luogo di poesia che stimola la creatività. Qui l’arte nasce, cresce e spesso viene esportata altrove, ma sempre rimanendo fedele alle proprie radici. Infatti, dopo un’infanzia tra la Garbatella e San Paolo, in primo superiore ho avuto la possibilità trasferirmi in Inghilterra e di completare lì gli studi. Poi, dopo un breve periodo a Berlino, sono tornato a Roma in pianta stabile per dedicarmi a pieno al mio progetto musicale.

In che modo e quando hai iniziato a fare musica?

È una passione che ho ereditato dai miei genitori, entrambi hanno a che fare con l’arte. La mia prima esperienza professionale risale al 2015, quando ho avuto l’opportunità di collaborare come corista per “The halleluja gospel singer”, il coro guidato dalla celebre cantante americana Cheryl Porter. Due anni dopo ho iniziato a pubblicare i primi brani e nel 2022 ho conosciuto Giordano Dan, il mio attuale produttore, con cui stiamo lavorando al prossimo album “Figlio della Luna” per l’etichetta Antartis records.

Come descriveresti il tuo stile e quali sono le tue influenze musicali?

Vengo dal genere R&B e da tutto ciò che è la derivazione del soul afroamericano. Negli ultimi anni con Giordano Dan abbiamo sviluppato un genere nostro riuscendo a reinterpretare tutte le influenze che derivano dal mio background, a partire dagli stili più moderni nati in Africa come l’Afrobeat e l’amapiano, fino ad arrivare alla world music attraverso l’uso di strumenti etnici particolari come l’handpan e l’arpa.

Parliamo del tuo prossimo progetto “Figlio della Luna”.

Uscirà a settembre e sarà composto da otto o nove brani. Siamo partiti dal singolo “Figlio della Luna”, che è già disponibile al pubblico, per poi iniziare a costruire un disco con un concept più esteso. Figlio della Luna rappresenta chi come me non ha radici ben definite e non si sente vincolato da un unico luogo di appartenenza. Da qualche mese abbiamo anche iniziato un percorso live e tutti i nostri musicisti sono ragazzi di seconda generazione. Veniamo tutti da diverse parti del mondo e proviamo a contraddistinguerci proprio per questo. Per quanto riguarda il sound non ci vogliamo fossilizzare su di un genere specifico ma sicuramente la black music e in particolare l’R&B faranno da filo conduttore per tutto il progetto.

[Articolo pubblicato sul periodico Cara Garbatella, Anno XVIII – Giugno 2024/numero 64, pag. 4]

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

In ricordo del partigiano della Garbatella Libero Natalini

Dopo l’installazione delle due pietre d’inciampo in via Massaia per i patrioti Libero De Angelis e Giuseppe Felici, nella storica sede del Circolo dei Socialisti in via Edgardo Ferrati 12, si è tenuta una giornata commemorativa in ricordo di “Gregorio”. Così veniva chiamato sul campo di battaglia Libero Natalini, figura di spicco della Resistenza romana e figlio della Garbatella, alla cui memoria il Municipio ha già dedicato una targa a piazza Benedetto Brin, nelle vicinanze della sua dimora.

L’evento, organizzato da Cara Garbatella con l’associazione culturale Forum Terzo Millennio e il patrocinio del Municipio, ha visto la partecipazione dei due figli Giulio e Sandro, che con commozione hanno ricordato la figura di Libero, venuto a mancare nell’ottobre del 2003. “Nostro padre ci ha trasmesso l’amore per la democrazia, la libertà e la giustizia sociale. Per noi è un atto dovuto onorare la sua memoria”.

La relazione di Gianni Rivolta

Durante la conferenza, accompagnato da immagini d’archivio selezionate da Giancarlo Proietti direttore editoriale di Cara Garbatella, il giornalista Gianni Rivolta ha ripercorso la biografia del partigiano, soffermandosi anche su due episodi inediti, ricavati da una raccolta di interviste a Libero Natalini del 1986 rilasciate ad Aldo Santini, militante del Pci della Villetta prematuramente scomparso. Il primo risale al 13 marzo del ’44, quando al mattino, dopo una riunione del gruppo operativo della Garbatella, Libero viene avvertito da Raffaella Chiatti, la sora Lella, della presenza di un gruppo di tedeschi nei pressi della sua casa in via di Sant’Emerita al lotto 4. Fortunatamente “Gregorio” riuscirà a scappare e a rifugiarsi a casa dello zio in vicolo del Cinque a Trastevere. Il secondo risale al 3 aprile, quando avviene l’arresto da parte di Veronesi, maresciallo delle SS italiane, di Pietro Asdrubalini gerente dei bagni pubblici della Garbatella e appartenente al Partito Socialista clandestino. Quest’ultimo, nonostante conoscesse il repubblichino che lavorava per l’Icp, venne comunque portato nella prigione-lagher di via Tasso e, dopo essere passato per le torture dei tedeschi, confessò i nomi dei partigiani più in vista della Settima zona con cui teneva i contatti clandestini e rivelò i luoghi dei depositi delle loro armi. Tuttavia, la moglie dell’Asdrubalini sora Bice cercò di organizzare un incontro con Libero per avvisarlo di essere ricercato dai tedeschi. Dopo questi fatti la Settima zona dei Gap subì una forte battuta d’arresto nelle azioni di sabotaggio contro gli occupanti tedeschi e nelle attività di propaganda.

Gli intervenuti

All’incontro sono intervenuti Giovanna Mirella Arcidiacono, presidente dell’associazione culturale “Il Tempo Ritrovato”, che ha ricordato l’impegno e il supporto di Vera Rocchi, moglie di Libero Natalini, nell’attività partigiana e nella vita politica anche dopo la liberazione, l’ex dirigente Anpi Aladino Lombardi e il Presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri. “Insieme ai cittadini stiamo facendo un lavoro che esce dalle maglie della formalità istituzionale” ha affermato il mini sindaco. “Nell’VIII Municipio – prosegue – il tema della memoria è fortemente radicato nel territorio e nella coscienza di tutte quelle donne e quegli uomini che negli anni hanno contribuito a mantenere solidi e a trasmettere alle nuove generazioni i valori su cui si fonda la storia resistenziale, antifascista e democratica di questa zona. Le biografie dei partigiani – conclude Ciaccheri – sono un patrimonio di cui abbiamo la necessità e il dovere di prenderci cura per continuare a coltivare un senso di appartenenza, coscienza e consapevolezza dei luoghi in cui viviamo”.

La biografia

Libero Natalini nasce a Genazzano il 9 febbraio 1916. Si traferisce da giovanissimo con la famiglia alla Garbatella, nel primo nucleo di case Icp intorno a Piazza Benedetto Brin. Abita in quei lotti fino ai primi anni ’60, quando gli edifici verranno demoliti e Libero si traferirà in via Antonio Rubino. Nel 1934, durante il servizio militare a Civitavecchia, si avvicina alle idee comuniste e inizia la vita cospirativa rendendosi subito attivo nei quartieri operai e nelle università. Dall’8 settembre ’43, giorno dell’armistizio, combatte contro i tedeschi sulla via Ostiense, a porta San Paolo e organizza i Gap di zona Garbatella, Ostiense, San Paolo, Tormarancia, Testaccio e San Saba. In seguito, con il nome di battaglia di “Gregorio”, collaborerà anche ai Gap centrali. E per il suo impegno antifascista e l’attività partigiana gli sarà conferita la Croce al Merito di guerra. Il 4 giugno del ’44, quando gli americani stanno per entrare in città, Libero fa parte del gruppo di persone che occupa l’ex casa del fascio in via Passino, l’odierna Villetta. La struttura, un vecchio casale di campagna, da allora sarà la sezione storica dei comunisti del quartiere, di cui egli più avanti sarà anche segretario. Nel 1957, dopo l’entrata dei carri armati sovietici a Budapest in Ungheria, decide di
lasciare il Pci e aderire al Partito Socialista, mantenendo per anni il suo impegno politico e sindacale nella Cgil.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Altre due pietre d’inciampo alla Garbatella, in memoria di Libero De Angelis e Giuseppe Felici

Una mattinata all’insegna della memoria in via Guglielmo Massaia, nel cuore della Garbatella dove, in presenza di due classi delle scuole medie Moscati e Macinghi Strozzi, sono state installate due nuove pietre d’inciampo al civico 22 e 65, dedicate al ricordo di Libero De Angelis e Giuseppe Felici, giovani partigiani uccisi dai soldati tedeschi durante la Resistenza.

Il primo, socialista delle brigate Matteotti e collaboratore dell’Oss ( i servizi segreti americani), cresciuto nel Lotto 28, venne arrestato in seguito ad una delazione e condotto nel famigerato carcere di via Tasso il 3 aprile del ’44, per poi essere trucidato dai nazisti in fuga insieme ad altri 13 prigionieri sulla via Cassia, in località La Storta. L’eccidio avvenne il 4 giugno, proprio il giorno in cui arrivarono gli alleati a liberare Roma.

Mentre Felici, di cui non rimane nessun familiare in vita, fu una delle 15 vittime del cosiddetto eccidio delle Fosse Reatine. Appena ventenne, dopo aver partecipato nel settembre del ’43 alla difesa di Porta San Paolo, entrò a far parte dei gap comunisti e fu inviato a coordinare la Resistenza in Sabina, territorio d’origine della sua famiglia. Venne catturato dai tedeschi durante un conflitto a fuoco nel comune di Cantalice, nei pressi del Terminillo, nei primi giorni di aprile del ’44 e fucilato il 9, in una località isolata vicino all’aeroporto di Rieti. Due giorni prima, il 7, in quella che fu definita “La Pasqua di sangue” a Leonessa furono fucilati 51 cittadini dopo un maxi-rastrellamento operato dai tedeschi in quello che era stato già dichiarato territorio libero.

                                       

Le dichiarazioni di Ciaccheri e Vetri

La posa della pietra d’ottone in memoria di Libero De Angelis è avvenuta in presenza della pronipote Carlotta che, introdotta dal Presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri, gli ha reso omaggio ripercorrendone la storia. “Vogliamo fare in modo che il ricordo – ha detto il minisindaco – sia materia viva e funga da stimolo di approfondimento delle narrazioni, e di ascolto attivo da parte delle nuove generazioni, inserendosi nel tessuto urbano come biografia eterna di ciò che è stato e che la rete di cittadini e istituzioni può impegnarsi a far sì che non si ripeta”.

“E se, come sostiene D.Huberman, – ha ricordato l’assessora Maya Vetri – l’immagine ha più memoria e più avvenire di chi la guarda, le pietre incassate nelle strade andranno a costituire una geografia di identità per rendere giustizia a vite spezzate e, soprattutto, a contrastare la barbarie con la conoscenza, la consapevolezza, la cultura”

I promotori e gli intervenuti

L’iniziativa, a cura di Adachiara Zevi, è un progetto organizzato dall’associazione Arte in Memoria a cui hanno partecipato e sono intervenuti oltre al Presidente del Municipio, l’assessora municipale alla Cultura Maya Vetri, il Sindaco di Leonessa Gianluca Gizzi, Bice Miglia dell’associazione Arte in Memoria, Marco Serafino Fiammelli, vicepresidente dell’associazione nazionale ex deportati e Gianni Rivolta, giornalista e direttore di Cara Garbatella.

Le altre pietre d’inciampo nel quartiere

Le due nuove pietre d’inciampo si aggiungono a quelle già impiantate negli scorsi anni in onore dei martiri delle Fosse Ardeatine Enrico Mancini e dei fratelli Francesco e Giuseppe Cinelli, a quella in memoria delle deportate di religione ebraica Emma Di Porto, situata in piazza Ricoldo da Montecroce, e Fortunata Perugia in piazza Eugenio Biffi.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Le pietre d’inciampo per Libero De Angelis e Giuseppe Felici

Ancora due pietre d’inciampo alla Garbatella. Dopo quelle impiantate gli scorsi anni in ricordo dei martiri delle Fosse Ardeatine Enrico Mancini e i fratelli Francesco e Giuseppe Cinelli, martedì 9 gennaio alle ore 9,30 a viale Guglielmo Massaia 22 e a seguire, dopo mezz’ora a poche decine di metri al civico 65, verranno collocati altri due sampietrini dorati per onorare la memoria di Libero De Angelis e Giuseppe Felici.

Libero De Angelis, socialista

Libero De Angelis, cresciuto in una casa del lotto 28 era un meccanico e patriota socialista delle Brigate Matteotti che, durante l’occupazione tedesca, collaborava con l’Oss, il servizio segreto militare alleato. Fu arrestato e condotto a via Tasso il 3 aprile del 1944 e trucidato dai tedeschi il 4 giugno in località La Storta, nella fase di ritirata degli occupanti che si dirigevano al Nord.

Con lui morirono altri 13 patrioti, che furono fatti scendere da un camion, forse in avaria, e assassinati con un colpo di pistola alla testa. Tra loro c’era anche il noto sindacalista ed ex segretario della Confederazione Generale del Lavoro Bruno Buozzi.

A Libero De Angelis fu intitolata la sezione socialista della Garbatella, quando dopo la Liberazione fu spostata da via Carlo Spinola, nelle case dei postelegrafonici, alla più centrale via Edgardo Ferrati davanti ai Bagni Pubblici del quartiere.

Il giovane Giuseppe Felici

Giuseppe Felici, invece, era un giovane radiotecnico e studente di ingegneria che l’8 settembre, il giorno dell’armistizio, si trovò a Roma nella sua casa di viale Massaia 65 in licenza militare per ragioni di studio. Partecipò alla difesa di Porta San Paolo e successivamente, appena ventenne, aderì ai Gap Mise a segno numerose azioni nei quartieri periferici della Capitale e per il suo coraggio fu inviato a coordinare la Resistenza in Sabina, territorio che ben conosceva perché la famiglia era originaria di quelle zone, proprio di Poggio Mirteto.

Su quei monti operava anche una delle formazioni partigiane più temibili e numerose la D’Ercole-Stalin, che con continue incursioni a fuoco creò non pochi problemi alle colonne di automezzi nazisti che si spostavano da e verso Roma. Durante un rastrellamento tedesco sul monte Tancia, il 7 aprile del 1944, Giuseppe fu arrestato e trasportato nel carcere di Rieti.

Due giorni dopo venne fucilato dai tedeschi insieme ad altri 14 partigiani. Felici, dopo la Liberazione, fu insignito del massimo riconoscimento e decorato con la medaglia d’oro al valore militare.

 Gli organizzatori

L’iniziativa “Memorie d’inciampo a Roma” è un progetto a cura di Adachiara Zevi, promosso e organizzato da Arte di Memoria e da tante altre sigle come l’Aned, l’Anei, l’Irsifar, la Fondazione Cdec,la Federazione delle Amicizie Ebraico-Cristiane Italiane  e dal Museo della Liberazione. Tra l’8 e il 10 gennaio verranno deposte ben 21 pietre d’inciampo nei Municipi di Roma sud-est V,VII,VIII e X.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Buone feste è tempo di “Natale in Ottavo”

Non è già più tempo di tombolate ed estenuanti trattative al Mercante in Fiera per il Lattante o, la Pagoda. L’Ottavo Municipio per queste feste natalizie e di fine anno mette in campo una ricca programmazione culturale che mette a dura prova anche i più pigri. Dopo il concerto di Mirkoeilcane, introdotto dal noto critico musicale Ernesto Assante, alla Centrale Montemartini, gioiello dell’archeologia industriale e dell’arte classica, l’iniziativa “Natale in Ottavo” ci dà appuntamento giovedì 28 dicembre alle ore 16 in piazza del Gazometro ad Ostiense con “L’Elfo volante + la voce del Natale” che si ripeterà il giorno dopo alla stessa ora a via Baldovinetti angolo via Di Dono e  ancora sabato 30 dalle 10 alle 12 sulla Circonvallazione Ostiene, di fronte alla Chiesa di Santa Galla.

Nel pomeriggio alla scalinata tra via Chiabrera e via Valeriano è la volta di “Singing Santa Claus+ Big Soul Mama Gospel” e domenica 31  alle 10 a piazza Lante , nel quartiere di Tormarancio, ci sarà “La Ritmoteca+ Olli & Malù”

.La rassegna organizzata dal Municipio Roma VIII in collaborazione con Biblioteche di Roma, Musei in Comune, Zètema e Musica per Roma continua il primo gennaio presso le Biblioteche Lussu e Arcipelago con le iniziative alle ore 16,30 dal titolo “Ponti di carta, Libri e arte per la pace” – letture e laboratori dai 4 anni e la proiezione del docufilm “Semidei” di Alessandra Cataleta e Fabio Mollo.

La chiusura della manifestazione è prevista, invece, per sabato 6 gennaio in piazza Caduti della Montagnola dalle ore 10 alle ore 12 con l’evento “La Ritmoteca + BubbleXMas”.

L’animazione di strada è a cura dell’Associazione Alt Academy.

In ricordo di Alvaro Amici al Palladium

Per gli amanti della canzone romana non è da perdere “La cantata per l’anno che verrà”, il concerto dell’Accademia Alvaro Amici, che si terrà il 29 dicembre alle ore 17 al Teatro Palladium in piazza Bartolomeo Romano.

Gli interventi di Amedeo Ciaccheri e Maya Vetri

“L’idea – commenta Amedeo Ciaccheri, presidente Municipio Roma VIII –  è quella di portare eventi culturali diffusi sul territorio che possano far trascorrere delle vacanze piacevoli ai bambini e bambine e alle loro famiglie. Ce ne sarà per tutti i gusti e per coloro dai più piccoli ai più grandi che vorranno assistere a giochi, musica e balli all’insegna della magia del Natale”.

“All’animazione territoriale – dichiara Maya Vetri, assessora alla Cultura del Municipio Roma VIIII – abbiamo voluto affiancare un momento musicale dedicato a ragazze e ragazzi di un artista della Garbatella. Mirkoeilcane è un giovane cantautore che ha partecipato anche a Sanremo nella sezione nuove proposte e ha collaborato con artisti del calibro di Alex Britti, Daniele Silvestri, Clementino e Max Gazzè”.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

“La verità sull’eccidio del Ponte di Ferro” il libro di Giorgio Guidoni

di Riccardo Cervellini

Con l’uscita di “La verità sull’eccidio del Ponte di Ferro” di Giorgio Guidoni si diradano le nebbie su un episodio che la storiografia della Resistenza ha da sempre collocato tra quelli controversi, attraversati da dubbi e riscontri indefiniti, a causa dell’assenza di tracce documentali certe sia di stampa che archivistiche sull’uccisione di quelle dieci donne romane. L’unica fonte che racconta quella drammatica mattina è un saggio storico del giornalista e scrittore Cesare De Simone, ormai deceduto, uscito nelle librerie nel 1994, cinquant’anni dopo l’accaduto. De Simone descrive sotto forma di diario i nove mesi di occupazione nazista a Roma con dovizia di particolari e rimandi alle fonti, ma proprio su questo specifico episodio non fornisce documentazione a tutt’oggi riscontrabile. Riporta solo di aver visto personalmente un mattinale della Questura dell’aprile del ’44 depositato presso l’Archivio Centrale dello Stato, tuttavia irreperibile.

La verita sull'eccidio del Ponte di Ferro
La verita sull’eccidio del Ponte di Ferro

Era la mattina del 7 aprile 1944 quando – secondo De Simone – dieci donne vennero portate a forza sul Ponte dell’Industria sul Tevere e uccise brutalmente a raffiche di mitra, colpevoli di aver assaltato insieme ad una folla affamata il deposito del pane adiacente al ponte, lato via Antonio Pacinotti, che faceva da base di rifornimento ai tedeschi. Altri assalti a forni e ai cascherini si erano verificati in quei mesi in altri luoghi della città, dopo la decisione di diminuire la razione di pane giornaliera prevista dalle tessere annonarie.

Giorgio Guidoni, un appassionato di storia locale (lo stesso che dopo anni di ricerche ha svelato il mistero dell’attribuzione del toponimo Garbatella al quartiere),  partendo dai dieci nomi stilati da De Simone è riuscito a ricostruire, attraverso un accurato lavoro d’archivio e testimonianze dirette dei parenti, le loro biografie scoprendo ciò che neanche lui si sarebbe aspettato. “Il mio obiettivo iniziale di dare rilievo e dignità a queste dieci donne si è trasformato nella scoperta, incredibile quanto incidentale, che queste persone non hanno avuto alcun collegamento con l’eccidio del Ponte dell’Industria. Con questa ricerca – spiega l’autore del libro –  sono riuscito a ricostruire un’identità ben definita per ognuna delle presunte vittime, verificando inoltre che, per un errore di trascrizione, una di loro era in realtà un uomo, mentre  Clorinda Falsetti risultava ancora viva nell’aprile del 2022. Le altre persone elencate – prosegue – a parte la bambina di quattro anni uccisa dai tedeschi il 7 giugno del ‘44 in località Pratarelle di Vicovaro, sono stati tutti esempi di grande patriottismo, coraggio e partecipazione attiva alla cacciata dell’invasore durante i nove mesi di occupazione tedesca, ma nessuna di loro  risulta essere tra le dieci donne trucidate dai nazisti in quel fatidico 7 aprile.”

C’è da sottolineare, inoltre, che un lavoro di approfondimento sull’ eccidio del Ponte di Ferro è stato eseguito anche dall’autorevole storico Gabriele Ranzato, che nel 2019 con “La liberazione di Roma” dedica alcune pagine a questo episodio, collocandolo tra quei fatti incerti non corredati da documenti o testimonianze.

Il lavoro di Guidoni, dunque, non è assolutamente un testo negazionista. Anzi, pur essendo possibilista sulla veridicità dell’accaduto il 7 aprile 1944, ne contesta esclusivamente i nomi delle protagoniste, mettendole in una nuova luce. Quelle donne non erano genericamente delle popolane affamate che lottavano per la sopravvivenza delle loro famiglie, ma nella maggioranza furono, come altre romane, direttamente impegnate nella Resistenza in ruoli decisivi. Questo tragico fatto, noto come l’eccidio del Ponte dell’Industria, viene celebrato annualmente con la deposizione di una corona alla memoria sulla lapide che porta i nomi delle dieci donne, cerimonia che deve continuare nel tempo per testimoniare comunque il ruolo che le donne ebbero nella Resistenza romana.

(La verità sull’eccidio del Ponte di Ferro, di Giorgio Guidoni, Amazon Italia- Cara Garbatella, euro 16,50)

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Moretti, Mainetti, Crialese e i Manetti Bros al Palladium Film Festival

Giunto alla sua quarta edizione, torna alla Garbatella il “Palladium Film Festival – CineMaOltre”. Sei giornate, dal 18 al 23 novembre, dedicate interamente al cinema e all’audiovisivo con un programma denso di attività dal primo pomeriggio fino alla sera.

Non mancheranno ospiti d’eccezione noti al grande pubblico del calibro di Nanni Moretti, che aprirà le danze sabato alle 20.30 con la celebre pellicola “Sogni d’oro”, seguito nei giorni successivi dagli altrettanto celebri registi Emanuele Crialese, Gabriele Mainetti, autore di “Freaks Out” e “Lo Chiamavano Jeeg Robot” e i Manetti Bros, che parleranno della loro filmografia.

Inoltre, saranno presentate le opere prime dei registi esordienti Lydia Patitucci, Alessandro Marzullo e Alain Perroni e ci sarà spazio per i giovani autori del Dams e dell’Istituto Cine-Tv R. Rosellini con i loro cortometraggi.

L’evento, organizzato dal Dipartimento di Filosofia, Comunicazione e Spettacolo dell’Università Roma Tre in collaborazione con la Fondazione Roma Tre Teatro Palladium, è a ingresso gratuito.

Il programma completo

Sabato 18 novembre

Ore 15.00 Corti dei laboratori di filmmaking del Dams Roma Tre
Ore 17.00 “Come pecore in mezzo ai lupi” di Lydia Patitucci, incontro con la regista
Ore 20.30 “Sogni d’oro” di Nanni Moretti, incontro con il regista

Domenica 19 novembre

Ore 16.00 Corti fuori concorso
Ore 18.00 Concerto degli Okiees e incontro con i membri del collettivo
Ore 20.00 “Nuovomondo” di Emanuele Crialese, incontro con il regista

Lunedì 20 novembre

Ore 15.00 Concorso cortometraggi “Carta bianca Dams”
Ore 17.00 “Non credo in niente” di Alessandro Marzullo, incontro con il regista
Ore 20.30 Incontro con i Manetti Bros

Martedì 21 novembre

Ore 15.00 Concorso cortometraggi “Carta bianca Dams”
Ore 17.00 “Una sterminata domenica” di Alain Perroni, incontro con il regista
Ore 20.30 “Basette” e “Tiger boy” di Gabriele Mainetti, incontro con il regista

Mercoledì 22 novembre

Ore 15.00 Concorso cortometraggi “Carta bianca Dams”
Ore 18.00 “Male Nostrum” di Fabio Masi
Ore 21.00 Teorie, pratiche e testi delle serie audiovisive

Giovedì 23 novembre

Ore 15.00 Concorso cortometraggi “Carta bianca Dams”
Ore 17.00 Presentazione delle attività e delle produzioni dell’Istituto Cine-tv R. Rossellini
Ore 21.00 Teorie, pratiche e testi delle serie audiovisive

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

A Roma Tre una giornata su stragi e terrorismo

L’Università di Roma Tre dedicherà un’intera giornata alla memoria e allo studio di una delle vicende più complesse nella storia della Prima Repubblica del nostro paese: gli anni delle stragi e del terrorismo, a partire da quel 12 dicembre del 1969 in cui furono fatti esplodere sette chili di tritolo all’interno della Banca Nazionale dell’Agricoltura a Milano e altri tre ordigni a Roma. Inoltre si parlerà del caso Pinelli e dei numerosi attentati terroristici che si susseguirono in tutta la penisola fino agli inizi degli anni Ottanta. Fu il periodo noto come gli anni di piombo, nome derivato dall’omonima pellicola tedesca del 1981 diretta da Margarethe von Trotta. L’iniziativa si terrà giovedì 9 novembre, dalle ore 10.00 alle 18.00, presso il Dipartimento di Scienze Politiche, in via Chiabrera 199.

Il programma

Alle 10.00 sono previsti i saluti istituzionali di Massimiliano Fiorucci, Rettore dell’Ateneo, della Prorettrice Anna Lisa Tota e della Direttrice del Dipartimento di Scienze Politiche Emilia Fiandra.

Alle 11.00 si svolgeranno due “lectio magistralis”: la prima a cura del giornalista e scrittore Paolo Borrometi, condirettore dell’Agi, esperto di criminalità organizzata e vittima di numerose aggressioni per la sua attività professionale, mentre la seconda lezione sarà a cura di Benedetta Tobagi, figlia di Walter Tobagi, giornalista vittima dei terroristi, assassinato a Milano nel 1980.

Dopo la pausa pranzo, le attività riprenderanno alle 14.30 con la tavola rotonda “La memoria pubblica delle stragi: le testimonianze delle associazioni dei familiari delle vittime”. Il prof. Antonio D’Alessandri introdurrà il dibattito a cui parteciperanno i rappresentanti delle associazioni dei familiari delle vittime delle stragi della stazione di Bologna, del rapido 904, di piazza della Loggia a Brescia e di Piazza Fontana a Milano. Interverranno tra gli altri Paolo Bolognesi, Rosaria Manzo, Manlio Milani, Federico Sinicato e Claudia Pinelli, figlia di Giuseppe morto misteriosamente nella notte tra il 15 e il 16 dicembre nella Questura di Milano.

Infine, alle 16.30 il prof. Paolo Carusi, direttore del gruppo di lavoro Pub Hi/Pub Me di Roma Tre, presenterà il dibattito “Studiare, insegnare, comunicare la storia della strategia della tensione” con la partecipazione di Francesco Barilli, Alex Boschetti, Ilaria Jovine, Roberto Mariotti, Giovanni Mario Ceci, Lia Luchetti e Ilaria Moroni.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

L’appello delle donne: “non chiudete il consultorio di Largo Sette Chiese”

Il consultorio di Largo delle Sette Chiese, da più di dieci anni un punto di riferimento per gli abitanti di Garbatella e San Paolo, non offrirà più servizi di ginecologia e ostetricia. Ad annunciarlo un cartello di avviso all’utenza affisso al cancello principale. La struttura, inaugurata alla fine del 2012, rimane aperta solo ed esclusivamente per le vaccinazioni dei bambini con meno di un anno. A quei servizi, che verranno trasferiti e accorpati al consultorio di Tor Marancia in via dei Lincei 93, fanno anche riferimento i programmi di screening oncologici, lo spazio giovani, i corsi pre parto e le consulenze per neo genitori come l’assistenza e il confronto sull’allattamento. La decisione ha subito scatenato le proteste dei cittadini, in particolare di un gruppo di donne del territorio, che attraverso una petizione su change.org hanno già raggiunto più di cento firme in poche ore contro l’accorpamento e lo smantellamento della struttura.

“Questa protesta nasce da una chat che abbiamo creato con i genitori di zona, dal nome Spazio Spaziale, in cui ci scambiamo informazioni, progetti e quant’altro di utile per il quartiere e suoi abitanti. Quando abbiamo saputo la notizia della chiusura del consultorio e del conseguente accorpamento con quello di Tor Marancia c’è sta grande indignazione tra tutti” – afferma Stella Liberato, a nome del gruppo dei genitori del quartiere. “A Garbatella – spiega – il consultorio di largo delle Sette Chiese poteva anche essere raggiunto a piedi da chi non è munito di mezzi di trasporto propri. Purtroppo nella nostra città prendere gli autobus con il passeggino è diventato molto complicato e non poter usufruire di una struttura del genere a due passi da casa è inaccettabile. Il problema certamente non riguarda solo le mamme ma tutte le donne – aggiunge. Nel corso del tempo tutte noi abbiamo avuto bisogno di trovare la porta del consultorio aperta e togliendo questo riferimento si priva una fetta della popolazione di un servizio fondamentale. Inoltre – conclude Liberato – ieri c’è stata una riunione tra le donne del quartiere per affrontare la problematica e sono state raccolte già più di cento firme nella petizione che abbiamo lanciato. Chiediamo alla cittadinanza il maggior supporto possibile per non far chiudere questo luogo così prezioso per il Municipio”.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

A tavola in piazza con Slow Food e Municipio

In occasione della giornata mondiale dell’alimentazione, questa domenica il quartiere si riunirà a tavola in un pranzo popolare organizzato dall’VIII Municipio per assaporare i migliori piatti offerti dai ristoratori locali. L’evento, in collaborazione con Slow Food Roma, Coldiversa e Ostissimi, si svolgerà a Circonvallazione Ostiense, nel piazzale tra via Manfredo Camperio e via Carlo Citerni. Per quanto riguarda pranzo, l’appuntamento è alle 12:30 ma prima, alle ore 11:00, è previsto un talk coordinato dalla giornalista e direttrice del magazine Radio Food Giusy Ferraina, a cui parteciperanno e interverranno il presidente dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri, l’assessora alla Cultura Maya Vetri, Francesca Rocchi di Slow Food Roma, Mannino Bordet e Fabio Bruni degli Orti Urbani Garbatella, Paolo Guadagno, autore del libro “Banchetti romano”, l’autrice e giornalista Laura Bonasera e Kamar Kazal, consulente internazionale del progetto FAO SoLaWise e della gestione sostenibile dei sistemi agricoli. Sempre alle 11:00, allo stesso orario, è previsto un laboratorio per bambini a cura di Slow Food Roma.

La dichiarazioni di Maya Vetri, assessora alla Cultura del Municipio VIII

“Domenica sarà una mattinata di formazione e di informazione all’insegna della convivialità, con un’attenzione particolare alla qualità del cibo che è nei nostri piatti. L’iniziativa, organizzata insieme a Slow Food e in collaborazione con Ostissimi e Coldiversa, riguarda il tema del cibo declinato in tutte le sue forme”. Dichiara Maya Vetri, assessora alla Cultura del Municipio VIII. “Il cibo come lavoro, come socialità e condivisione – prosegue – che porta tradizioni, cultura e identità in una comunità che ne sente un grande bisogno. Per questo – aggiunge l’assessora – la mattina, oltre ai laboratori di formazione per bambine e bambini, abbiamo immaginato un talk in cui si misureranno e si confronteranno varie esperienze, sia al livello locale che internazionale. A seguire – conclude – si terrà il pranzo popolare che vedrà il coinvolgimento dei ristoratori locali, i quali offriranno un piatto a loro scelta per integrare il menù. Ci aspettiamo grande partecipazione, l’invito è esteso a tutta la cittadinanza”.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Il Festival dell’Architettura torna nell’VIII Municipio

Partirà domani da San Paolo il Festival dell’Architettura di Roma, giunto quest’anno alla sua quinta edizione e che vede per la seconda volta consecutiva la partecipazione dell’VIII Municipio. L’evento, organizzato dall’Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia, consiste in una serie di iniziative itineranti, tra cui lezioni, talk, proiezioni e laboratori per adulti e bambini, che si svolgeranno a partire dal 5 ottobre alle ore 15,00 a Largo Leonardo Da Vinci, per poi spostarsi nei giorni successivi nei Municipi XI e XII, fino alla conclusione, domenica 8 ottobre, nella sede della Casa dell’Architettura presso l’edificio dell’Acquario Romano in piazza Manfredo Fanti 47, nel quartiere Esquilino.

La dichiarazione dei presidenti del Municipio VIII, XI, XII

“Ringraziamo l’Ordine degli Architetti per l’opportunità e per aver valorizzato i nostri Municipi all’interno di un progetto sperimentale che riguarda l’intera città di Roma”. Dichiarano in una nota congiunta i presidenti del Municipio Roma VIII, XI e XII, Amedeo Ciaccheri, Gianluca Lanzi e Elio Tomassetti. “Stiamo già lavorando con le comunità locali su tre temi – prosegue – le comunità educanti, l’eredità culturale e la promozione della cultura e dell’arte di strada. Dal 5 all’8 ottobre – conclude la nota – ci uniremo all’Ordine degli Architetti per svolgere iniziative diffuse al fine di riprogettare gli spazi urbani, favorire e coinvolgere le comunità locali e costruire esperienze di trasformazione temporanea per valorizzare il territorio e renderlo all’avanguardia per i cittadini”.

Il programma del 5 ottobre a Largo Leonardo Da Vinci

Ore 15,00 introduzione di Alice Buzzone, direttrice del Festival

Dalle ore 15,00 alle ore 19,00 attività e laboratori per bambini e adolescenti

Ore 19,00 lezione “L’intelligenza artificiale trasforma il dibattito architettonico” a cura di Nir Sivan
Architects

Ore 19,30 lezione “Storia del quartiere e della sua comunità educante” a cura di LIT-Architects

Ore 20,45 intervento del Presidente del Municipio VIII Amedeo Ciaccheri

Ore 23,00 proiezione dei cortometraggi vincitori del Call Architecture Film Festival e dei progetti Call for
Projects.

I laboratori sono gratuiti e a ingresso libero fino ad esaurimento posti. Per assicurarsi la
partecipazione è possibile scrivere a infofar@architettiroma.it indicando come oggetto della mail il
titolo del laboratorio.

Programma completo dal 5 all’8 ottobre: festivalarchitetturaroma.it

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Palladium: vent’anni di gestione Roma tre

 

Quando

Era il 15 ottobre del 2003 quando l’allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi arrivò in piazza Bartolomeo Romano, accolto dal Rettore dell’Ateneo Guido Fabiani, per inaugurare la collaborazione dell’Università Roma Tre con lo storico teatro progettato dall’architetto Innocenzo Sabbatini nel 1927. Dopo aver attraversato diverse fasi nel corso del secolo scorso sino alla chiusura nell’estate del 2000, tre anni più tardi, in seguito ad un accurato restauro, il vecchio cinema della Garbatella cominciò a ospitare innumerevoli eventi, spettacoli e iniziative culturali, scongiurando il triste destino a cui sarebbe andato incontro l’edificio, quello di diventare una sala bingo o un’attività prettamente commerciale.

Il ventennale

Oggi, per celebrare i vent’anni di gestione dell’Ateneo, il 14 ottobre è prevista una giornata di festa all’insegna della storia del teatro e del suo rapporto con la Garbatella, in cui verrà mostrato il materiale documentario d’archivio che ha raccolto la Fondazione Roma Tre Teatro Palladium negli ultimi mesi tramite i cittadini e le associazioni del territorio. Il secondo appuntamento verrà realizzato presumibilmente nel mese di aprile alla chiusura della stagione 2023.

Inoltre, da ottobre ripartiranno tutti i progetti della nuova stagione. Tra quelli già noti, dopo il successo degli scorsi anni, si rinnova l’appuntamento con la terza edizione di “Audience Revolution”, un percorso di laboratori e di incontri per le nuove generazioni articolato intorno a quattro spettacoli teatrali che si svolgeranno rispettivamente il 26 ottobre e il 5, 11 e 30 novembre. L’obiettivo dell’iniziativa, realizzata con il sostegno del Ministero della Cultura, è quello di rendere i giovani spettatori dei soggetti attivi e consapevoli, partecipi dell’esperienza teatrale come momento di costruzione personale e di aggregazione sociale. “Audience Revolution è l’utopia di un teatro più partecipativo e meno esclusivo, che vuole riavvicinarsi alla comunità e soprattutto ai più giovani”. Afferma Alessandra De Luca, ideatrice e direttrice artistica del progetto. “Vogliamo scardinare gli stereotipi che si sono costruiti intorno al teatro – spiega – anche per colpa del teatro stesso e cerchiamo di accompagnare gli spettatori con una lente di ingrandimento nelle intercapedini della scena, per far toccare con mano quanto essa può essere non tanto la rappresentazione della realtà – conclude De Luca – quanto l’idea di una realtà possibile che ci parla e ci tocca da vicino”.

Sempre nel campo teatrale, per il secondo anno consecutivo torna “Overground”, la rassegna che riunisce varie compagnie teatrali indipendenti in un unico palinsesto dedicato alle produzioni giovanili, per dare spazio alle proposte artistiche dei gruppi che si muovono fuori dai circuiti ufficiali, portando così il pubblico in un viaggio all’interno della scena emergente romana. Per quanto riguarda il cinema e la musica, invece, è prevista la terza edizione del premio “Movie to Music”, che intende valorizzare i migliori film di argomento musicale, la quinta edizione di “Vite in Musica”, una serie di incontri e proiezioni introdotte da compositori, autori e critici del settore e la terza edizione del “Dams Music Festival”. Infine, a dicembre, in occasione del centenario della nascita di Maria Callas, il teatro proporrà il progetto “Callas cantata” per omaggiare la celebre soprano.

Per maggiori informazioni sulla programmazione è possibile visitare il sito teatropalladium.uniroma3.it

 

Programma inaugurazione

MERCOLEDÌ

15 ottobre 2003

Intervento del Presidente della Repubblica all’inaugurazione del Teatro Palladium ed al successivo concerto del Romaeuropa Festival 2003

19.05

I componenti il Seguito presidenziale lasciano in pulmino il Palazzo del Quirinale (Palazzina) per recarsi al Teatro Palladium (Piazza Bartolomeo Romano, 8), ove giunti vengono accompagnati in una sala di rappresentanza
Pulmino del seguito: Prof.ssa DECARO, Cons. SECHI, Prefetto Dott. ROMANO, Ufficio Stampa.

19.15

Il Presidente della Repubblica e la Signora Ciampi lasciano in auto il Palazzo del Quirinale (Palazzina) per recarsi al Teatro Palladium. La vettura presidenziale è seguita da un’auto con a bordo il Segretario generale della Presidenza della Repubblica.

19.30

Il corteo presidenziale giunge al Teatro Palladium. Disceso dalla vettura all’ingresso del Teatro, il Capo dello Stato è accolto dal Rettore dell’Università degli Studi Roma Tre, Prof. Guido Fabiani, e dal Presidente della Fondazione Romaeuropa, On. Giovanni Pieraccini. Dopo una breve sosta in un salotto di rappresentanza, dove ha luogo l’incontro con il Sindaco di Roma, On. Walter Veltroni, il Presidente della Repubblica e la Signora Ciampi fanno ingresso nella platea del Teatro e prendono posto nelle poltrone loro riservate: indirizzo di saluto del Rettore dell’Università degli Studi Roma Tre, Prof. Guido Fabiani; indirizzo di saluto del Presidente della Fondazione Romaeuropa, On. Giovanni Pieraccini.

19.40

Ha inizio la rappresentazione dell’opera “La Frontière”, in sintesi

LA FRONTIÈRE (Estratti)
Opera per sei voci, nove musicisti ed elettronica. Musica: Philippe Manoury; Libretto: Daniela Langer; Regia: Yoshi Oïda; Pianoforte: Alain Planès. Ensemble Ictus, diretto da Philippe Monoury. Soprano: Virginie Pochon; Contralto: Doris Lamprecht; Baritono: Romain Bischoff; Controtenore: Robert Expert; Baritono: Nigel Smith; Basso: Vincent Le Texier.

20.10

Dopo aver preso congedo dalle Personalità presenti, il Presidente della Repubblica e la Signora Ciampi lasciano il Teatro Palladium per fare rientro in auto al Palazzo del Quirinale. La vettura presidenziale è seguita da un’auto con a bordo il Segretario generale della Presidenza della Repubblica. Subito dopo, i componenti il Seguito presidenziale lasciano a loro volta il Teatro Palladium per fare ritorno in pulmino al Palazzo del Quirinale (Palazzina).

20.25

Il Capo dello Stato e la Signora Ciampi giungono al Palazzo del Quirinale (Palazzina).

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

La scienza a portata di mano all’Università Roma Tre

Scienza, ricerca e tecnologia accessibili a tutti. È questo l’obiettivo dell’Università degli Studi Roma Tre che, come ormai da tradizione, l’ultimo venerdì di settembre rinnova l’appuntamento con la Notte Europea dei Ricercatori e delle Ricercatrici aprendo al pubblico le porte della sua sede in via della Vasca Navale 107/109, dalle ore 19,00 fino alla mezzanotte. L’evento, organizzato da “Frascati Scienza”, si inserisce in una settimana di iniziative, che va dal 23 al 30 settembre, in cui attraverso visite ai laboratori di ricerca e interviste ai ricercatori, mostre, attività interattive e approfondimenti per i più appassionati, si vuole portare la scienza tra i cittadini e i curiosi di ogni
età. In particolare venerdì 29 settembre ci sarà una serata ricca di spunti nella quale i docenti dell’Ateneo si susseguiranno per trattare diverse tematiche, dal multiverso, passando per la crittografia, fino ad arrivare ai robot e molto altro. La serata sarà aperta dalla conferenza di benvenuto che si terrà alle ore 19,00 nella sala congressi in via Vito Volterra 62, presso il Dipartimento di Ingegneria Industriale, Elettronica e Meccanica.

Le dichiarazioni di Massimiliano Fiorucci, rettore dell’Università Roma Tre

“La Notte Europea dei Ricercatori e delle Ricercatrici con il tempo è diventata uno dei momenti salienti nel calendario delle attività dell’ateneo”. Dichiara Massimiliano Fiorucci, rettore dell’Università Roma Tre. “Lo scopo – prosegue – è quello di mettere in comunicazione la cittadinanza con l’università e la comunità scientifica, che in questa occasione smette di ricoprire un ruolo unicamente istituzionale e si fa viva, interagendo e accogliendo nei suoi spazi tutti coloro che hanno voglia di conoscere, ascoltare e sperimentare, con l’auspicio di seminare una produttiva e contagiosa curiosità. Si tratta di un’iniziativa ormai consolidata – spiega il rettore – durante la quale le cittadine e i cittadini possono entrare in contatto diretto con diversi ambiti della scienza partecipando ad attività interattive, approfondimenti, nonché giochi e laboratori adatti anche ai più piccoli. L’ateneo – conclude Fiorucci – aprirà le sue porte mettendo in campo i saperi e condividendoli con il territorio creando così quello scambio che è alla base della missione dell’università: generare cultura e diffonderla”.

Il programma

20:00 “Nanomat intorno a noi” Iole Venditti (Dipartimento di Scienze)

20:00 “Scappa scappa topino!” Luca Biasco (Dipartimento di Matematica e Fisica)

20:30 “A tu per tu con ChatGPT e l’IA generativa” Riccardo Torlone (Dipartimento di Ingegneria
Civile, Informatica e delle Tecnologie Aeronautiche)

21:00 “Crittografia: i codici segreti” Francesca Tartarone (Dipartimento di Matematica e Fisica)

21:10 “Lingue e comunicazione nella sfida globale dell’emergenza climatica” Monica Palmerini
(Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Straniere

21:50 “Il multiverso: fra scienza, filosofia e fiction” Matteo Morganti (Dipartimento di Filosofia,
Comunicazione e Spettacolo)

22:30 “Come fanno i robot a muoversi?” Federica Pascucci (Dipartimento di Ingegneria Civile,
Informatica e delle Tecnologie Aeronautiche)

23:15 “Alla ricerca della Nuova Fisica” Vittorio Lubicz (Dipartimento di Matematica e Fisica)

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Con l’Aperossa alla Centrale Montermartini

A concludere l’estate romana, nel piazzale della Centrale Montemartini di via Ostiense, da martedì 12 settembre è tornato il tradizionale appuntamento con l’Aperossa, l’iniziativa ideata e promossa dall’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico. Ormai da diversi anni, attraverso il caratteristico cinemobile a tre ruote, l’Archivio dissemina cultura nell’VIII Municipio proponendo laboratori gratuiti, passeggiate, visite guidate, spettacoli dal vivo e naturalmente proiezioni di film e documentari. Si spegneranno i motori sabato 16 settembre, dopo cinque giorni densi di attività dalle ore 17,00 fino alla mezzanotte. Il primo giorno di apertura si è svolto in memoria del regista e documentarista Ugo Adilardi, ex presidente e fondamentale figura di riferimento per l’Aamod, mentre la serata di mercoledì 13 settembre è stata dedicata alla giovane regista avellinese scomparsa lo scorso anno, Chiara Rigione, da tempo impegnata con la sua associazione nella promozione e diffusione della cultura cinematografica.

Il programma giornaliero

Ogni pomeriggio si inizia con i Cinelab Kids, laboratori indirizzati a ragazze e ragazzi dai 7 ai 14 anni, allo scopo di introdurli in maniera interattiva ai processi di lavorazione della pellicola cinematografica e ai meccanismi della moviola. Per i più grandi, in accordo con il Museo della Centrale Montemartini e con la guida di esperti appartenenti all’associazione Vita Romana, c’è la possibilità di visitare gratuitamente l’ex centrale termoelettrica dismessa nel 1963 che oggi, dopo il restauro della struttura avvenuto nel 1997, ospita il secondo polo dei Musei Capitolini oltre che la sede dell’Aamod. Inoltre, nel tardo pomeriggio, a cura dell’Associazione culturale Marmorata169, si svolgono passeggiate ed esplorazioni, sempre gratuite, di circa un’ora e mezza nelle aree adiacenti al Gazometro, in cui sono ammessi un numero massimo di quaranta partecipanti ed è possibile prenotarsi contattando l’associazione stessa (tel.06.57305447). La sera, invece, il gran finale riservato alla musica e alla sperimentazione artistica. Si esibiranno dal vivo grandi interpreti e musicisti italiani, da Gabriella Aiello a Paolo Fresu, passando per Francesco Diodati e molti altri, interagendo con i film d’archivio proiettati sul grande schermo. Verranno anche proiettate le recenti opere vincitrici del Premio Zavattini e della residenza artistica Suoni e Visioni, dedicata al cinema d’archivio e alla sperimentazione musicale.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Tor Marancia: intitolato a don Gallo il bibliopoint della Raimondi

A dieci anni dalla scomparsa di don Andrea Gallo avvenuta il 22 maggio 2013, quando il sacerdote genovese aveva ottantaquattro anni, l’VIII Municipio intitolerà a suo nome la biblioteca della scuola primaria Antonio Raimondi di Tor Marancia. L’inaugurazione, presso l’istituto in viale Carlo Tommaso Odescalchi 73, avverrà giovedì 14 settembre alle ore 17,00 alla presenza della dirigenza scolastica, di esponenti del Municipio e delle volontarie della Scuola Popolare Sciangai che dal 2018 svolgono attività di supporto allo studio gratuito nel quartiere e che daranno forza al progetto culturale, con lo scopo di aprire le porte della biblioteca non solo alla scuola ma a tutto il territorio. Farà seguito alle 17,30 un’iniziativa pubblica alla Villetta Social Lab, in via degli Armatori 3, a cui parteciperanno il segretario generale della Cgil Maurizio Landini e tanti altri ospiti. Oltre al presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri, prenderanno parte all’evento anche Domenico “Megu” Chionetti della comunità San Benedetto al Porto, Caterina Pozzi, presidente del Cnca, l’assessora alle Politiche educative e culturali Francesca Vetrugno, il presidente nazionale dell’Arci Walter Massa, Emiliano Manfredonia presidente nazionale Acli, l’avvocato Anna Falcone e la scrittrice, attrice e conduttrice radiofonica Francesca Fornario. Lo stesso giorno, nel corso della mattinata verrà presentato il progetto che coinvolge le alunne e gli alunni dell’I.C. Poggiali Spizzichino (plesso Raimondi).

Le dichiarazioni di Amedeo Ciaccheri

“Questa intitolazione della Bibliopoint avviene nel pieno di un progetto di rivalutazione culturale del quartiere di Tor Marancia”. Così Amedeo Ciaccheri, presidente del Municipio VIII. “La figura di don Gallo – prosegue – è assolutamente centrale e deve essere un modello per dare sostegno e forza alle realtà che agiscono sul territorio come l’istituto formativo Poggiali Spizzichino, che oggi svolge un ruolo da protagonista nella coesione unitaria del quartiere. L’incontro in nome di don Gallo – conclude Ciaccheri – e l’esperienza della comunità San Benedetto al Porto sono un valore aggiunto nell’integrazione della comunità scolastica con la dimensione territoriale”.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Ricordando Rossana all’Arena Garbatella

Ritornerà sul grande schermo col vestito buono tempestato di rose e la rouche sulla scollatura, al fianco dell’Albertone nazionale tutto in tiro. Ad un anno dalla sua scomparsa, l’attrice Rossana Di Lorenzo, sorella di Maurizio Arena, domenica 3 settembre sarà, infatti, la protagonista della serata in suo onore all’Arena Garbatella in piazza Benedetto Brin.

Un’occasione da non perdere per gli appassionati di cinema e i cittadini dello storico quartiere popolare. Appena sarà calato il sole dietro i Gazometri dell’Ostiense, Rossana, a due passi dalla casa dove trascorse tutta la sua vita, riapparirà con quella faccia da romana verace e la parlata schietta della garbante, come piaceva ad Alberto Sordi e ai registi del calibro di Ettore Scola, Mauro Bolognini, Vittorio Gassman, Luciano Salce, Mario Monicelli.

È stata protagonista o interprete di ruoli minori nelle 19 pellicole che l’hanno resa popolare e nelle quali ha lavorato a fianco di Ugo Tognazzi, Anthony Quinn, Alain Delon, Carlo Verdone e Monica Vitti. Nel 1970 Rossana gira il suo primo film “Il presidente del Borgorosso Football Club” di Luigi Filippo D’Amico, ma a renderla famosa fu, cinque anni dopo, la pellicola “Le coppie e il comune senso del pudore”, dove recitava la parte della moglie di Alberto Sordi, che la lanciò verso il successo vasto di critica e di pubblico. Su quel set lavorò  con Claudia Cardinale, Florinda Bolkan, Philippe Noiret, e Cochi Ponzoni.

A ricordarla domenica sera ci saranno l’eurodeputato Massimiliano Smeriglio ( in video conferenza), l’assessora alla Cultura Maya Vetri, il regista e sceneggiatore Enrico Vanzina, il nipote dell’attrice Jean Di Lorenzo, Mirella Arcidiacono dell’Associazione il Tempo Ritrovato e Giancarlo Proietti di Cara Garbatella.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

A fine settembre la rotatoria di piazza Bartolomeo Romano

Manca sempre meno alla realizzazione della tanto attesa rotatoria in piazza Bartolomeo Romano, davanti al Teatro Palladium. A luglio è stato aperto il cantiere e dopo una breve pausa ricominceranno i lavori a settembre. Si tratta di uno dei punti di snodo fondamentali della Garbatella, dove da tempo gli abitanti del quartiere, in particolare dopo i numerosi incidenti d’auto avvenuti negli ultimi anni, chiedono la messa in sicurezza dell’incrocio e la costruzione della rotonda per cercare di districare il traffico nella piazza in cui confluiscono via Edgardo Ferrati, via Enrico Cravero e via Luigi Fincati.

Le dichiarazioni di Luca Gasperini, assessore ai Lavori Pubblici e ai Trasporti del Municipio VIII

“Dopo anni di rimandi, alla fine di luglio sono finalmente iniziati i lavori di costruzione della rotatoria”. Afferma Luca Gasperini, assessore ai Lavori Pubblici del Municipio VIII. “Venerdì 11 agosto – spiega – giorno in cui hanno chiuso gli impianti per lo smaltimento, sono state sospese le attività di cantiere ma ricominceranno a breve. Dove prima c’era il fioraio – prosegue l’assessore – è stata già realizzata una parte dell’opera mettendo il ciglio, allargando la carreggiata e inserendo le nuove griglie. La conclusione dei lavori – afferma – e la realizzazione completa della rotonda è prevista, salvo eccezioni, per la fine di settembre o la prima settimana di ottobre. Da quando sono stato nominato – conclude Gasperini – ho seguito questo progetto con grande interesse e sono davvero contento che nonostante i cittadini abbiano dovuto aspettare troppo tempo, ora sia andato in porto.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Garbatella d’estate: teatro, presentazioni di libri e concorsi fotografici

Spettacoli teatrali, musica, installazioni multimediali e laboratori gratuiti. Sette giorni di appuntamenti per famiglie, dedicati soprattutto ai bambini, tornano ad animare il quartiere con la seconda edizione di “M’illumino di teatro”, una rassegna di eventi e attività che sarà possibile svolgere dal 1 al 7 agosto nel cortile del lotto 29/b alla Garbatella. Gli spettatori, genitori e non solo, potranno osservare il palco da vicino portando da casa cuscini o teli e sorseggiando i drink proposti dall’Enoteca La Mescita. Tutte le attività per ragazzi saranno gratuite e per un numero limitato di spettatori, è dunque obbligatorio prenotarsi scrivendo alla mail prenota369@gmail.com o contattando tramite Whatsapp il numero 371 6160065.

“Gomerosol, la città che non c’era” alla libreria Moby Dick

Alla biblioteca hub culturale Moby Dick invece, in via Edgardo Ferrati 3a, verrà presentato martedì 25 luglio alle ore 18:00 “Gomerosol, la città che non c’era”, il nuovo libro di Lorenzo Pompeo, scrittore romano classe ’68, autore di poesie e romanzi, traduttore e studioso di lingue e culture slave. Questa nuovissima raccolta di racconti, edita da Lithos libri, narra di un’affascinante e visionaria spedizione militare alla ricerca di una leggendaria città perduta e ancora mai ritrovata. L’autore, che nel 2019 ha pubblicato la sua prima raccolta di poesie dal nome “Cemento armato di santa pazienza”, ha già collaborato con diverse case editrici traducendo testi letterari dal polacco e dall’ucraino, come nel 2003 “Moscoviade” di Jurij Andruchovyc, uno dei primi romanzi di uno scrittore contemporaneo ucraino stampato in Italia. L’evento sarà introdotto da Marcello Soro e
durante la presentazione l’autore del libro dialogherà con il regista Marco Belocchi.

Raccolta di materiale documentario al Teatro Palladium

A pochi metri di distanza dalla libreria Moby Dick, in occasione delle celebrazioni per i vent’anni del Teatro Palladium, la struttura progettata dall’architetto Innocenzo Sabbatini nel 1927, ma inaugurata ufficialmente nel 2003 dall’allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, l’Università Roma Tre in collaborazione con l’VIII Municipio ha lanciato un appello rivolto a tutte le associazioni, agli enti e ai singoli cittadini per raccogliere video, fotografie, registrazioni audio e altri tipi di documentazione sullo storico teatro in piazza Bartolomeo Romano, dalle sue origini sino ad oggi nel suo rapporto con il quartiere. Sempre citandone le fonti, è possibile mandare il materiale documentario entro e non oltre il 21 agosto alla mail staff.spettacolo@teatropalladium.it . Le celebrazioni invece sono previste per 14 ed il 15 ottobre 2023 e il materiale raccolto sarà presentato al pubblico attraverso diverse iniziative culturali.

Concorso fotografico “Natura in città”

Infine, sempre per quanto riguarda le arti visive, la rivista “Fiori vivi” in collaborazione con la libreria “Le Storie” presentano la prima edizione del concorso fotografico “Natura in città”. Le iscrizioni sono aperte fino al 31 agosto e la partecipazione è gratuita. Possono partecipare fotografi professionisti e non, se pur maggiorenni e non necessariamente residenti a Roma. Le fotografie selezionate verranno esposte nella serata evento “Fiori vivi Le Storie”, che si svolgerà presso la libreria in via Giulio Rocco 37/39, di fronte al Rettorato dell’Università Roma Tre. La data dell’evento sarà stabilita, comunicata e resa pubblica dopo la scadenza della preselezione. Il primo classificato potrà allestire gratuitamente una sua mostra personale all’interno della libreria e la foto vincitrice, insieme ad una breve intervista, sarà pubblicata sulla rivista “Fiori Vivi”. Il secondo classificato sarà comunque menzionato nella rivista e avrà in omaggio la stampa di una sua altra opera presso uno dei laboratori che collaborano con l’iniziativa mentre il terzo, oltre la menzione, riceverà un libro fotografico e dei quaderni. Per consultare il regolamento e compilare il modulo di partecipazione è possibile visitare i siti www.fiorivivi.com e www.lestorie.it .

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

“In nome di Ipazia”, Dacia Maraini alla Libreria dei Granai

Un manifesto tutto al femminile scritto da una delle autrici italiane più tradotte al mondo. Giovedì 13 luglio alle ore 18:30 Dacia Maraini sarà ospite della Libreria Nuova Europa I Granai per presentare il suo nuovo libro “In nome di Ipazia. Riflessioni sul destino femminile” (Solferino Ed.). Una raccolta di voci, approfondimenti giornalistici e testimonianze dirette sulla condizione delle donne attraverso le varie epoche storiche. A partire dalla figura della madre, la pittrice siciliana Topazia Alliata, per poi arrivare all’uccisione dell’astronoma greca Ipazia di Alessandria. Con questo nuovo libro la scrittrice fiorentina classe 1936 dà voce a tutte le donne senza nome né volto che in ogni paese lottano per la libertà e per la parità dei diritti.

Ipazia di Alessandria

Il titolo del libro fa riferimento alla matematica, astronoma e filosofa pagana Ipazia d’Alessandria. Teorizzò che la terra non fosse al centro dell’universo ma un pianeta che gira intorno al sole e nel 415 d.c. fu uccisa da una folla di cristiani fomentati dal vescovo e patriarca della città Cirillo, che perseguitò ebrei e pagani sino a quasi annientarne la presenza nella città. L’astronoma greca è divenuta poi martire simbolo della libertà di pensiero.

Le dichiarazioni del responsabile degli eventi della Libreria Nuova Europa

“Si tratta di un iniziativa molto importante, con il patrocinio dell’VIII Municipio avremo l’onore di accogliere nella nostra libreria una figura di spicco nel panorama letterario internazionale”. Così il responsabile degli eventi della Libreria Nuova Europa I Granai. “Per quanto riguarda il nostro programma – prosegue – la presentazione di giovedì sera sarà l’ultimo grande evento in chiusura di una stagione molto intensa. Stiamo strutturando il nuovo calendario – spiega – è ancora in fase di preparazione ma verrà stilato a breve e sarà possibile consultarlo per rimanere aggiornati su tutte le iniziative da settembre in poi. Come sempre, non mancheranno nomi illustri degli scrittori più in voga nel panorama italiano, come ad esempio Giancarlo De Cataldo, o anche volti importanti della narrativa femminile come la scrittrice napoletana Viola Ardone e le autrici siciliane Alessia Gazzola e Cristina Cassar Scalia. Inoltre – conclude – sono previsti ospiti internazionali, tra cui una scrittrice vietnamita con cui stiamo organizzando un incontro a settembre.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

L’estate dell’VIII Municipio impazza sull’Ottovolante

È arrivata l’estate e in questi ultimi giorni l’anticiclone africano attanaglia i romani che sono rimasti in città. Ma per chi non ha potuto o voluto raggiungere la frescura dei Castelli niente paura, le associazioni con il patrocinio dell’Ottavo Municipio propongono una ricchissima rassegna di iniziative culturali, che potranno allietare le serate di questo torrido luglio e non solo. Ci sono novità e conferme. Tra quest’ultime segnaliamo la storica Arena Brin, il cartellone di film d’autore, che da giugno a settembre accompagnerà gli appassionati nel salotto buono della Garbatella. Mano a pop corn e bruscolini dunque, per gustarsi le proiezioni con la vista mozzafiato dei Gazometri, simboli dell’ex zona industriale primi Novecento. Sull’altro lato della piazza, davanti al lotto 5 targato dall’architetto Innocenzo Sabbatini, nel parco dedicato a Marcella e Maurizio Ferrara, dal 20 giugno ha preso il via Festival Brin: una vera e propria cuccagna per i bambini. Infatti il programma prevede letture e laboratori da parte dell’associazione Eco di Fata e Cartoni Animali in collaborazione con Perfareungioco. Si potrà nell’area illuminata giocare, pattinare e andare sullo skate fino a tarda serata.

Estate al Polo, Videocittà al Gazometro, Industrie Fluviali

Proprio all’Ostiense in via Bartolomeo Bossi 7 ha preso il via Estate al Polo (nel senso del Polo Museale dei Trasporti). Quindi tra vetture e tram storici è stato aperto il giardino estivo a ingresso gratuito. Non mancheranno concerti musicali per tutti i gusti: dal jazz all’elettronica, dal pop all’afro. Per i palati più fini i piatti prelibati saranno reading letterari, incontri di poesia e presentazioni di libri. Tra una lezione di yoga e spettacoli di danza tutte le sere l’offerta enogastronomica propone menù anche per celiaci, vegani e vegetariani. Sotto lo scheletro del grande Gazometro, invece, si scatena la movida con affaccio sul biondo Tevere. Dal 13 al 16 luglio Dj set, video artistici e performance musicali fino a notte fonda. In via del Porto Fluviale 35, da giugno a ottobre, artisti/e italiani e internazionali realizzeranno site-specific attorno ai principali eventi del poliedrico hub culturale Industrie Fluviali.

Festa dell’Altra Estate, Parco Appio e Propaganda Schuster

L’offerta culturale non si ferma anche a Garbatella, a via dell’Almone e a San Paolo. Al parco Cavallo Pazzo adiacente alla Casetta Rossa di via Magnaghi, nel cuore della Garbatella, sono in corso dal 4 al 19 luglio le numerose iniziative culturali della Festa dell’Altra Estate. Anche al Parco Appio in via dell’Almone 105, sulle sponde del fiume sacro ai romani, tutte le sere si potrà mangiare e bere ascoltando concerti di musica, DJ set e presentazioni di libri. Al Parco Schuster, davanti all’imponente Basilica di San Paolo vanno in onda concerti di musica dal vivo per i giovani più nottambuli di Roma sud. La Roma Tre Orchestra, invece, mette in campo nel Convitto Vittorio Locchi, nell’area di Villa 9 Maggio con ingresso in via Spinola 11, un programma di musica classica con concerti di pianoforte, musica da camera, sinfonica e opera.

Roma 70 Summer Village

L’intrattenimento non si ferma anche nei quartieri di più recente edificazione. A Roma 70 in via dell’Automobilismo 202 da giugno a novembre impazza il Summer Village: con mostre, spettacoli, presentazione libri, calcio balilla e giochi per bambini. La variegata offerta culinaria dell’estate culminerà da settembre in poi con la sagra del porcino e quella della zucca.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Festival internazionale del cortometraggio in Villetta

Un altro fine settimana all’insegna della cultura e dell’inclusione alla Villetta Social Lab in via degli Armatori 3. Dopo le tre serate dello storico Garbatella Jazz Festival dove è stata la musica a farla da padrone, questo weekend arriva il momento del cinema con la primissima edizione dell’Outsider Garbatella Film Fest, un evento organizzato dalla giovane casa di produzione “Elodia Cinematografica” che, a partire dalla serata di venerdì 23 giugno, vedrà la proiezione di venti cortometraggi internazionali provenienti da tutto il mondo seguiti da dibattiti, votazioni del pubblico e accompagnati da un aperitivo. Domenica sera, in chiusura, i migliori shorts saranno premiati.

I cortometraggi

Le opere brevi in lista nel festival non avranno una tematica specifica bensì, come dice il nome “Outsider”, la selezione sarà basata su cortometraggi di finzione che trattino qualsiasi argomento e genere, purché con un linguaggio non convenzionale e fuori dagli schemi tradizionali. Inoltre, durante la serata di apertura di venerdì, è prevista una sezione specifica dedicata all’esplorazione di altri tipi di linguaggi non convenzionali come quello del cinema sordo, al fine di favorire la fruizione e allo stesso tempo la conoscenza di questo movimento che, ormai da anni, si sta facendo sempre più spazio nel panorama cinematografico. Oltre alla proiezione dei cortometraggi selezionati, tutti resi accessibili con sottotitoli in italiano per garantire la partecipazione tanto delle persone sorde quanto di quelle udenti, sono previsti momenti di dibattito e di approfondimento con il pubblico in sala sulle varie tematiche toccate dai corti.

Elodia Cinematografica

Fondata nel 2019 da Cristina Ducci, la casa di produzione cinematografica Elodia si impegna a collaborare da anni con giovani cineasti professionisti del settore, con l’obiettivo di produrre contenuti audiovisivi indipendenti per cinema, tv e web.

Il programma del festival

Venerdì 23 giugno

Ore 19,00 aperitivo. Ore 20,00 apertura del festival con dibattito sul cinema sordo e la video arte.

A seguire saranno proiettati: “Tomorrow’s body” di Giulia Hrvatin, “Ultimato alla terra” di Davide Nanti, “Exp.01” di Giulia Perrone, “Farwest” di Emily Quinn Potter e Grace Potter, “Words of camel” di Juan Antonio Moreno, This is not a film” di Mahdi Hassanieh, “The hands” di Yirong Yin, “Così fa il silenzio” di Sami Schinaia e “A citizenship signed bebian” di Iléana Pansiot-Villon. Inoltre, fuori concorso: “Chasing cotton clouds” di Samuel Dore.

Sabato 24 giugno

Ore 19,00 aperitivo. Ore 20,00 apertura del festival.

A seguire saranno proiettati: “Tyrannosaurus blues” di Vittorio Caratozzolo & Class 1 A, “Keep moving” di Andrea Zanini, “Petrol” Cabiria Lizzi, “Stand by me” Riccardo Mancino, “The last party” di Matteo Damiani, “Sul pianeta B” di Pietro Reggiani, “The miracle of strawberry leaf” di Claudia De Salve, “Spin doctors” di Davide Paglia e Alessio Avino, “L’ultimo saluto” di Vincenzo Palazzo e “Through the street of heaven” di Giuseppe Gimmi.

Domenica 25 giugno

Ore 19,00 aperitivo. Ore 20,00 apertura del festival e consegna dei premi ai vincitori.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

“Si fa presto a dire Sinistra”: presentazione alla Villetta del libro di Salvatore Cannavò

Continua la ricca proposta culturale della Villetta di via degli Armatori 3, una vera fucina di iniziative e di incontri aperti alla cittadinanza. Martedì 20 giugno alle ore 18,00 verrà presentato l’ultimo libro del vicedirettore de “Il Fatto Quotidiano” Salvatore Cannavò “Si fa presto a dire sinistra. Tre anime in cerca di identità”, una riflessione lucida e acuta sulle forze di opposizione nella contemporaneità. Ne discuteranno con l’autore la deputata del Partito Democratico Michela Di Biase, il capogruppo del Movimento 5 Stelle alla Camera Francesco Silvestri e l’europarlamentare Massimiliano Smeriglio. L’evento sarà moderato dalla giornalista Daniela Preziosi, cronista politica del quotidiano Domani. Dopo la presentazione seguirà un aperitivo gratuito.

Serata queer al ristorante “A casa della chef”

Sempre martedì alle ore 20, invece, il ristorante “A casa della chef” di via Rosa Raimondi Garibaldi 2 organizza una serata sul tema dei diritti Lgbtq. Si tratta di un locale lgbt friendly con un team di sole donne, che per l’occasione si colora di arcobaleno. Tornerà quindi dopo un anno l’evento queer di Garbatella, una serata con spettacolo drag. A farla da padrona musica, divertimento, giochi e interazione in un ambiente inclusivo con tavolo condiviso e food no stop, a favore dei diritti Lgbtq+ e della libertà di espressione di ogni individuo.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Presentazione in Villetta del libro “Seguendo un ideale”. Giuseppe Marchetti “Vinet”, combattente antifascista senza frontiere.

Nel Servizio di Polizia militare delle Brigate Internazionali in Spagna era “Alfredo Vinet”, ma il suo vero nome di battesimo era Giuseppe Marchetti. Proprio di questo straordinario combattente antifascista si parlerà lunedì 19 giugno alle ore 18 alla Villetta in occasione della presentazione del libro “Seguendo un ideale”. Con l’autore Marco Puppini, interverranno anche Leonardo Marchetti figlio di Giuseppe, Amedeo Ciaccheri e Maya Vetri rispettivamente presidente e assessora alla cultura dell’VIII Municipio. Ma chi era “Alfredo Vinet”?

La sua vita

Giuseppe Marchetti nasce l’8 luglio 1906 a Varmo, un piccolo comune della pianura friulana, in provincia di Udine. Dal mese di aprile 1926 all’aprile 1929 è in Africa del nord, in Libia, per il servizio militar di leva. Subito dopo il congedo, nell’agosto del 1929, emigra con passaporto regolare in Belgio. Entra in questi anni in contatto con le organizzazioni comuniste. A Flémalle inizia l’attività con la Gioventù Comunista, gruppi di lingua italiana assumendo incarichi di responsabilità. Con lui, sono attivi molti compagni italiani quasi tutti giovani che avevano vissuto il momento rivoluzionario del primo dopoguerra e poi le feroci rappresaglie fasciste, spesso colpiti da espulsioni e rappresaglie. Alcuni di loro andranno con lui in Spagna.

È eletto segretario della Gioventù comunista in Belgio

Nel giugno 1931, poco dopo il suo arrivo, Marchetti è nominato segretario nazionale della Gioventù Comunista del Belgio. Arrestato quell’anno è trasferito in vagone cellulare al carcere di Orlon alla frontiera del Lussemburgo. Dal Lussemburgo arriva però subito in Svizzera e si stabilisce a Basilea. Anche in Svizzera Marchetti continua la sua attività con la Gioventù Comunista assieme ad altri compagni italiani arrivati in quel periodo dopo aver passato mille avventure e traversato molte frontiere. Diviene anche responsabile del Patronato pro Vittime del Fascismo.

È tra i primi volontari internazionali ad accorrere in Spagna a difendere la Repubblica democratica

Nel 1936 scoppia la ribellione militare contro la Repubblica spagnola che dà inizio alla guerra. Marchetti è tra i primi ad accorrere e si arruola nella Centuria Gastone Sozzi, formazione militare italiana organizzata dai comunisti prima della formazione delle Brigate Internazionali. Combatte in settembre sul fronte di Madrid. In seguito inizia a svolgere “incarichi speciali”, ovvero un lavoro politico e di controspionaggio, nelle delegazioni delle Brigate. E’ spostato alla base di Figueras, che “filtrava” i volontari appena giunti sul suolo spagnolo dalla Francia. Nel 1938 è richiamato alla Base delle Brigate Internazionali con mansioni direttive in seno al Servicio Información Militar – SIM, il servizio di polizia militare creato a fine ottobre 1936 in seno alle Brigate Internazionali. Come responsabile del SIM, Marchetti, con il falso nome di “Alfredo Vinet” ed una falsa identità spagnola, conduce l’importante inchiesta sugli abusi commessi dal francese Marcel Lantez, comandante del carcere destinato agli uomini delle Brigate Internazionali responsabili di diserzione ed altri reati, situato nel castello di Castelldefels. L’inchiesta, coraggiosa, confermava le accuse contro Lantez ed i suoi collaboratori, che sono disarmati, arrestati ed infine condannati. I prigionieri vengono liberati ed indirizzati ai vari reparti militari cui appartenevano.

L’esperienza nella Resistenza francese

Nel febbraio 1939 Marchetti esce dalla Spagna con i resti delle Brigate Internazionali ed alcune centinaia di migliaia di profughi civili, e finisce internato nel campo di concentramento di Argèles. Da qui evade e raggiunge Parigi dove è curato alla Maison du Blessé, perché sofferente di malattia polmonare, e poi ad Eaubonne, a spese dell’Ambasciata della Repubblica spagnola in Francia. Con l’invasione della Francia da parte dei nazisti, nel giugno 1940, si sposta da Parigi verso sud dove si stava ricostituendo il Centro Estero del PCI. Inizia a lavorare in qualità di Agente P1 dal 1 marzo 1941 per la rete Bertaux, gruppo autonomo partigiano formatosi a Tolosa. Dopo la caduta di questa formazione lavora sempre in quella città col movimento “Libérer et Fédérer”. In seguito si unisce alla 35^ brigata “Valmy” guidata da Marcel Langer, unità combattente che faceva parte della rete degli FTP MOI (Francs Tireurs et Partisans – Maine Ouvre Immigrée) le formazioni militari organizzate dal Partito Comunista francese. La brigata era composta oltreché da francesi, anche da uomini e donne di tutte le nazionalità, esuli italiani, spagnoli, polacchi, reduci delle Brigate Internazionali e lavoratori immigrati che in precedenza si trovavano organizzati nel MOI. All’inizio del 1944 anche nella regione di Tolosa si formano le FFI (Forces françaises de l’intérieur) che riuniscono varie formazioni di diverso colore politico. Marchetti risulta arruolato nelle FFI, gruppo “Philip” della Haute Garonne dal 1° gennaio 1943 ed è probabile abbia partecipato a tutte le azioni del gruppo tra cui la tentata, ma purtroppo fallita, evasione di centinaia di partigiani detenuti nelle carceri situate nell’antica abbazia benedettina di Eysses del febbraio 1944. In agosto una divisione delle FFI agli ordini di Serge Asher “Ravanel” libera la città di Tolosa. Le formazioni si scioglieranno dopo qualche mese; Marchetti resta inquadrato nelle FFI sino al 31 dicembre 1944. Nel dopoguerra si stabilisce a Montaubàn, qui è corrispondente del periodico “Italia Libera” edito dal Comitato Italiano di Liberazione Nazionale ed è segretario del medesimo Comitato. È pure segretario dell’Associazione ex garibaldini e volontari italiani nell’Armata francese.

In Italia negli anni Cinquanta sarà prima a Milano e poi a Roma

Nell’ottobre 1950 Marchetti ed un compagno vengono arrestati ed espulsi dalla Francia. Nel luglio 1951 risulta pertanto residente in Italia, a Milano, inabile al lavoro perché aveva contratto la Tbc ed in difficoltà economiche. In seguito si trasferisce a Roma dove lavora come amministrativo in un Istituto Tecnico e dove per decenni svolge attività come archivista e segretario dell’Aicvas (l’associazione italiana combattenti volontari antifascisti di Spagna). Sue sono le “schede Marchetti”, presenti nell’archivio dell’associazione, che ogni studioso dei combattenti italiani non può ignorare.

La biografia è tratta da “Iniziativa su Giuseppe Marchetti Vinet combattente antifascista senza frontiere” di Marco Puppini sulle pagine dell’Aicvas.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

“Garbatella animata” all’atelier fotografico Gianesini

“Questa mostra vuole essere il mio omaggio alla Garbatella, il quartiere che mi ha adottata.” Così Francesca della Ratta, fotografa amatoriale vincitrice del concorso d’arte organizzato dall’artista svizzera Sandra Gianesini lo scorso febbraio, che questo weekend, sabato 17 e domenica 18 giugno, esporrà le proprie foto nell’atelier in piazza Damiano Sauli 5. Vicoli segreti, cortili e giochi di luce attraverso le manifestazioni culturali del quartiere. Sono questi i soggetti principali immortalati dall’obiettivo della fotografa nata a Napoli ma che vive alla Garbatella da ormai più di quindici anni. Sarà possibile visitare la mostra fotografica la mattina dalle ore 9:00 alle 11:30 e il pomeriggio dalle ore 16:00 alle 19:30.

Le dichiarazioni di Francesca della Ratta

“Sono una fotografa amatoriale che ormai da diversi anni cerca di immortalare momenti, paesaggi ed eventi culturali che si svolgono alla Garbatella. Sono nata a Napoli – racconta Francesca della Ratta – ma vivo in questo quartiere da più di quindici anni. Qui è nata mia figlia e mi sento ormai parte di questa comunità. Mi è quindi sembrato giusto dedicare al quartiere il tema principale della mostra. “Garbatella animata” – aggiunge – perché tra le circa trenta foto selezionate ho voluto inserire nella mostra sia scorci di paesaggi urbani che foto delle numerose iniziative culturali, politiche e musicali a cui ho partecipato negli anni. Devo ammettere che non è stato facile decidere quali foto scartare. L’inaugurazione – conclude – è prevista sabato alle ore 10,00 in presenza di Maya Vetri, assessora alle Politiche Culturali e della fotografa e regista Patrizia Genovesi, residente alla Garbatella, di cui sono stata allieva nei suoi corsi di fotografia”.

Tra le foto esposte ci sarà quella dell’orologio dell’albergo rosso, immagine copertina del noto gruppo Facebook “Sei di Garbatella se”.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Ancora il crollo di un albero, questa volta al Tintoretto

Un altro albero è caduto nei pressi di una scuola. Dopo lo schianto di qualche giorno fa nel giardino pubblico Cavallo Pazzo alla Garbatella, frequentato quotidianamente dai piccoli della vicina Scuola dei Bimbi e del Villaggio nel Bosco, lunedì scorso si è schiantato a terra una robinia nell’area verde tra via Andrea di Bonaiuto e via Duccio da Buoninsegna in zona Tintoretto, poco prima che i ragazzi dell’Istituto comprensivo Montezemolo uscissero da scuola. Ora il tronco, che giace orizzontalmente nel giardino, è stato transennato. C’è preoccupazione tra gli abitanti della zona: “l’uscita della scuola è a qualche decina di metri e poteva essere una tragedia – dice la signora Eleonora che abita nei palazzi di fronte – abbiamo più volte segnalato il pessimo stato delle alberature, ma la manutenzione del Comune di Roma lascia molto a desiderare”. E non c’è da dormire sogni tranquilli per via delle continue piogge di questi ultimi giorni che appesantiscono il fogliame e rendono il terreno un acquitrino. Ad essere in pericolo sono in prevalenza gli alberi che hanno un apparato radicale superficiale come ad esempio i pini marittimi.

Le dichiarazioni di Claudio Mannarino, neo assessore all’Ambiente del Municipio VIII

“Le ragioni della caduta dell’albero sono ancora in corso di accertamento ma l’incuria non sembra essere la causa.” Afferma Claudio Mannarino che, dopo le dimissioni di Michele Centorrino, ha preso il suo posto come assessore all’Ambiente nella Giunta Ciaccheri. “Lì, da non molto, erano state svolte le potature – spiega il neo assessore – e ciò prevede da regolamento la verifica e l’analisi dello stato di salute delle piante, che sono risultate tutte in condizioni idonee. Purtroppo – prosegue – non è possibile prevenire tutte le cadute poiché le variabili sono molte: eventi atmosferici, vecchiaia dell’albero o condizioni del sottosuolo inadeguate. Il verde verticale – aggiunge Mannarino – non è di nostra competenza diretta ma del Dipartimento Ambiente del Comune. Noi dobbiamo effettuare con loro una programmazione in base agli interventi richiesti. Ad esempio – conclude – a seguito della caduta di un’albero pericolante su via Cristoforo Colombo, il mese scorso sono stati fatti controllare e sottoposti a prove di trazione e carico più di duecento pini”.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Visita la nostra galleria fotografica sulla Garbatella
Jazz | Foto Antiche | Foto Moderne


I film che nel corso degli anni sono stati girati alla Garbatella
ACCEDI