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Tag: Teatro Palladium

“Non puoi essere libero da solo”

Egitto, Libia, Tunisia, Arabia Saudita, Siria. Sono solo alcuni di quei paesi, popoli, storie di uomini che sono state coinvolte 8 anni fa dalla Primavera araba. Le proteste a Tripoli, gli scontri nella Piazza centrale del Cairo, fino alla guerra in Siria. 

Sono passati 8 anni, ma ora? Cosa sappiamo di loro?

Ci sono nuovi sovranismi, ma anche nuove realtà di resistenza che cercano di delineare nuove traiettorie. E per poter capire meglio cosa ci circonda, conoscere e guardare al futuro con più consapevolezza non possiamo di certo essere indifferenti. Il nostro Municipio infatti, con orgoglio, ospiterà il 5 e 6 ottobre al Teatro Palladium (Piazza Bartolomeo Romano) “YOU CAN NOT BE FREE ALONE”. Una conferenza internazionale su confederalismo democratico, municipalismo e democrazia globale.

“Dal locale al globale” scrive il Presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri. Proprio per voler sottolineare l’intento della conferenza, che partendo da una critica del presente, cerchi di arrivare ad analizzare il paradigma del Confederalismo Democratico. Una discussione dunque, la quale attraverso il confronto possa sfociare in costruzioni di nuove vie possibili, perché il nostro unico dovere non è solo riscrivere la storia, ma anche tentare di trovarle soluzioni per il futuro.

Di Ilaria Proietti Mercuri

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I cori del maestro Fabrizio Barchi al Palladium

Giovedì 13 giugno alle 20,00 al teatro Palladium di piazza Bartolomeo Romano andranno in scena commedia e canto popolare corale di grande piacevolezza. Sarà anche l’occasione per la Garbatella di riabbracciare un suo “figlio d’arte”, il maestro Fabrizio Barchi che, con i cori Femminile Eos e Musicanova darà vita a due originali e godibili messe in scena: “A Roma se racconta che…” e “Roma che in…canta” (quest’ultima portata anche all’Expo di Milano 2015 in rappresentanza della coralità regionale del Lazio).

Si tratta di due spettacoli ambientati in una Roma di fine ‘800. Testi ironici e disincantati uniti a canti corali di elevata fattura cantati a braccio, a battibecco, a dispetto, nella migliore tradizione popolare romana.

Potranno essere riascoltati brani immortali come Sora Menica, Nina si voi dormite, Tanto pe’ cantà’, Arrivederci Roma e altre arie popolari originalmente riarmonizzate dallo stesso maestro Barchi e da altri rinomati musicisti.

Chi volesse un piccolo assaggio può trovare qui un breve trailer dello spettacolo A Roma se racconta che… https://www.youtube.com/watch?v=EVVDQ_iVjeQ

Il maestro Barchi, nato e cresciuto alla Garbatella, iniziò proprio qui la sua carriera di direttore di coro con la Corale San Filippo le cui prove e prime rappresentazioni si svolgevano alla Chiesoletta. Nel 1979, dopo aver completato i suoi studi al Pontificio Istituto di Musica Sacra di Roma, ha condotto numerosi cori: oltre ai già nomininati Musicanova e Femminile Eos, dirige il coro di voci bianche Primavera, il coro Iride, quello del Liceo Scientifico Primo Levi di Roma e quello del Liceo Enriques di Ostia, con i quali ha vinto, nel corso degli anni, numerosi premi nazionali e internazionali. E’ stato vicedirettore della Cappella Musicale Lateranense, nel 2006/2007 ha assunto la carica di direttore della corale della Basilica di San Paolo fuori le mura ed è attualmente titolare della cattedra di conduzione di coro presso il Conservatorio Lorenzo Perosi di Campobasso. Vanta collaborazioni, come maestro del coro, negli allestimenti di opere liriche e nella produzione di colonne sonore e brani musicali con i compositori Ennio Morricone, Leo Brouwer, Marco Frisina ed i cantanti Mina, Andrea Bocelli e Angelo Branduardi.

INFO E PRENOTAZIONI:
Intero 10€
Ridotto per gli associati 8€
Gratuito per i bambini con età inferiore a 10 anni

I biglietti possono essere prenotati presso i seguenti contatti (indicare un nome e il numero di persone):
biglietti.musicanova@gmail.com
C 39.335.8721162
I posti sono assegnati in base all’ordine di prenotazione.

 di Fabrizio Mastrantonio

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Anche il regista Pupi Avati tra gli ospiti della rassegna cinematografica di maggio

Pupi Avati
Il regista Pupi Avati ospite alla rassegna cinematografica riceverà il Premio alla carriera

Roma Tre Film Festival al teatro Palladium

di Francesca Vitalini

Il cinema approda alla Garbatella. Dal 6 al 12 maggio si svolgerà ,infatti,la quattordicesima edizione del Roma Tre Film Festival: un bel record per una rassegna che, nata come “Carta bianca Dams” all’interno del Festival romano “Arcipelago” per valorizzare i cortometraggi degli studenti, poi man mano si è evoluto, è cresciuto, si è creato un proprio spazio. È diventato “il festival di Roma Tre”, radicandosi nel Teatro Palladium.

Da manifestazione per gli studenti, si è trasformato in un evento aperto  a giovani professionisti provenienti dai Dams italiani o dalle scuole di cinema, si è allargato a luogo di incontro di varie generazioni di cineasti, a momento di approfondimento con masterclass e tavole rotonde sul cinema e sui media, a centro di scambio di culture; una sorta di “casa del cinema” che consente non solo agli studenti di Roma Tre ma a tutti gli appassionati di confrontarsi con il mondo della produzione audiovisiva. Tra i primi ospiti confermati di questa nuova edizione: Pupi Avati, che riceverà il Premio alla carriera, il Maestro del montaggio Roberto Perpignani, Claudio Giovannesi regista del film “La paranza dei bambini”(la pellicola verrà proiettata), Giancarlo Stasi e Giuseppe Fontana registi di “Bentornato Presidente” con Claudio Bisio. La prima giornata della manifestazione, il 6 maggio, sarà dedicata al maestro Bernardo Bertolucci, scomparso nel novembre scorso.

Il Roma Tre Film Festival è nato nel 2005 da un’idea del docente e regista Vito Zagarrio, che così descrive la rassegna sui canali web ad essa dedicati: “Un evento di cinema, televisione, video e arti elettroniche che ha sempre sottolineato le sinergie col teatro, la musica, i mass media, ma anche con altre discipline teoriche come la filosofia, la storia, la letteratura. Negli anni ha monitorato l’immaginario di una generazione, ha seguito l’irruzione del digitale, ha tastato il polso di un “cinema espanso”, di una immagine in movimento che attraverso numerose contaminazioni ritrova la propria vitalità”.

Il Festival ha visto negli anni il coinvolgimento via via crescente di un sempre maggior numero di studenti e docenti provenienti da vari Atenei italiani e non solo. Questa rassegna si pone in maniera diversa rispetto a tutte le altre: richiamando le personalità creative nazionali ed internazionali, infatti, intende costituirsi come crocevia di giovani talenti e permettere l’incontro tra questi e le personalità già affermate nel settore. La sei giorni sarà ad ingresso libero.

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