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Autore: Redazione

I ricordi del fiume

La Sarraz Pictures in merito alla programmazione de I ricordi del fiume di Gianluca e Massimiliano De Serio al Cinema Teatro Palladium di Roma il 30 e 31 maggio. E’ con grande dispiacere che le comunico che le proiezioni del 30 e 31 sono state annullate per ragioni tecnico/organizzative indipendenti dalla nostra volontà.

La programmazione de I ricordi del fiume a Roma verrà organizzata presumibilmente in autunno.
Sarà nostra premura ricontattarvi una volta riorganizzato l’evento.

diretto da Gianluca e da Massimiliano De Serio

Torna in programmazione a Roma il 30 e 31 maggio, debuttando al Cinema Teatro Palladium

La Sarraz Pictures è lieta di annunciare che “I ricordi del fiume” diretto da Gianluca eda Massimiliano De Serio torna in programmazione a Roma, debuttando al Cinema Teatro Palladium (Piazza Bartolomeo Romano, 8) lunedì 30 e martedì 31 maggio.

“I ricordi del fiume” di Gianluca è Massimiliano De Serio è prodotto da La Sarraz Pictures con Rai Cinema, è distribuito al cinema da La Sarraz Pictures ed è un film documentario sul Platz, una delle più grandi baraccopoli d’Europa in cui vivevano oltre mille persone di diverse nazionalità, situata sugli argini del fiume Stura a Torino.

Quel dedalo di legno e lamiere, baracche, chiese, continua a vivere nel documentario, dopo che il percorso di sgombero avrà cancellato l’intera baraccopoli.

I RICORDI DEL FIUME
di Gianluca e Massimiliano De Serio
Durata 96’

Sinossi:

Il Platz, una delle baraccopoli più grandi d’Europa, sorge lungo gli argini del fiume Stura a Torino da tanti anni.

Un progetto di smantellamento si abbatte sulla comunità di più di mille persone che lo abita. In una labirintica immersione, I ricordi del fiume ritrae gli ultimi mesi di esistenza del Platz, tra lacerazioni, drammi, speranze, vita.

Lingue: Italiano/ Romeno
Sottotitoli: Ita/ Inglese
Colore
Speed: 25 fps
Aspect Ratio: 16/9
Anno: 2015

“I ricordi del fiume” è prodotto da La Sarraz Pictures srl con RAI Cinema e realizzato con il contributo della Direzione Generale per il Cinema – Mibact e di Film Commission Torino Piemonte – Piemonte Doc Film Fund.

LINK PER ELENCO AGGIORNATO DELLE SALE DI USCITA DE “I RICORDI DEL FIUME”:

http://www.lasarraz.com/it/distribuzione

Per info su orari e prezzi dei biglietti:

 https://www.facebook.com/pages/Teatro-Palladium/577658108991293?fref=ts

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Il Grande Nord

Il Grande Nord

Il Grande Nord è un omaggio alla tradizione musicale scandinava, letta in particolare attraverso l’esperienza di Christian Sinding (forse il più importante compositore norvegese dopo Grieg), di cui viene presentato il prezioso quartetto per archi in la minore, e di Dagfinn Koch, tra i più importanti compositori viventi di provenienza scandinava. La musica del Nord è ovviamente figlia maggiore della più grande tradizionale musicale mitteleuropea, che è ovviamente quella germanica, qui presentata attraverso i due autori che, in modo certamente molto diverso, ne incarnano forse nella maniera più significativa lo stile e il gusto, ovvero Johann Sebastian Bach e Richard Wagner: del primo ascolteremo alcune arie per basso tratte da tre diverse cantate, del secondo Preludio e Finale dall’opera Tristano e Isotta, qui proposti nella versione per quartetto d’archi del giovane compositore olandese Coen Schenck.

Questo concerto è dedicato alla cara memoria di Margherita Callegarini, moglie di Roberto Pujia, presidente di Roma Tre Orchestra, ad un anno dalla sua scomparsa. Proprio a lei si ispira il brano di Dagfinn Koch che qui ascolteremo in prima esecuzione assoluta.

Sabato 21 maggio ore 20.30 Teatro Palladium, piazza B. Romano 8 (fermata Metro B Garbatella)

Il Grande Nord

un concerto per Margherita

Teatro Palladium, piazza Bartolomeo Romano, 8 (Garbatella)

R. Wagner: Preludio e Morte di Isotta dall’opera “Tristano e Isotta”
J. Bach: Tre arie per basso e archi Was willst du dich betrüben BWV 107, Recitativo e Aria Schlummert ein dalla Cantata “Ich habe genug” BWV 82, Aria Was Gott thut, das ist wolgethan dalla Cantata omonima BWV 100
D. Koch: “…è notte sulla terra…” nuova commissione di Roma Tre Orchestra
C. Sinding: Quartetto per archi in la minore op. 70

Roma Tre Orchestra Ensemble
David Simonacci – Fabiola Gaudio, violini
Lorenzo Rundo, viola – Marco Simonacci, violoncello
Hartmut Schulz, baritono

Prezzo dei biglietti stagione 2016:

intero: € 12,50
ridotto Bibliocard: € 8,50
ridotto (Under 35 | Over 65 | Personale Roma Tre): € 7,50
Soci R3O, musicisti R3O e studenti Roma Tre regolarmente iscritti: € 2,50

I biglietti possono essere acquistati presso il luogo di svolgimento del concerto, a partire da un’ora prima dell’inizio, oppure online cliccando sul presente link  grazie al nostro sponsor tecnico Biglietto.it

Anche attraverso la vendita online si può accedere alle riduzioni di biglietto previste (inclusa la riduzione soci).

Si ricorda che Roma Tre Orchestra è un’Associazione e gli iscritti hanno la possibilità di accedere ad ogni concerto al prezzo simbolico di € 2,50, escluso il costo iniziale di iscrizione, che per l’anno 2016 varia nel seguente modo:
Under 16: € 15,00
Under 35 e Over 65: € 25,00
Personale TAB Università Roma Tre: € 25,00
Personale Docente Università Roma Tre: € 30,00
Tessera standard: € 35,00

Il costo della tessera per gli studenti iscritti all’Università Roma Tre è di € 25 a prescindere dall’età e dà diritto di accesso a tutte le attività organizzate da Roma Tre Orchestra con biglietto a titolo totalmente gratuito. Gli studenti tesserati potranno quindi ritirare per ogni singolo spettacolo il relativo omaggio direttamente in biglietteria.

L’acquisto della tessera è possibile online, in tutta sicurezza grazie al sistema Paypal, direttamente dal nostro sito, accedendo direttamente da questo link, oppure di persona, a margine di tutti gli eventi musicali organizzati da Roma Tre Orchestra, o per appuntamento, scrivendo a orchestra@uniroma3.it.

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centeredyogaacademy.com

Sabato 21 Maggio presso la scuola di Aikido e Centered Yoga Hibiki la Maestra Patrizia Gregori (http://www.centeredyogaacademy.com/chi-siamo/patrizia-gregori-2) condurrà un Seminario di Centered Yoga.

Il Centered Yoga è un metodo messo a punto da Dona Holleman, nato dalla sua personale esperienza e dal suo incontro con la filosofia di Krishnamurti, con l’Hatha Yoga di B.K.S. Iyengar, con la religione sciamanica di Castaneda e dall’amicizia con Vanda Scaravelli.

Si basa su Otto Principi Vitali per la pratica:

– Lo stato meditativo della mente, ovvero il ‘non-fare’ della mente
– Il rilassamento, ovvero ‘non fare’ del corpo fisico
– L’intento, ovvero il ‘non fare’ della visualizzazione
– Il radicamento, ovvero l’uso della gravità
– La centratura, ovvero la consapevolezza dell ’hara
– L’allineamento
– La respirazione
– L’allungamento

“Il Centered Yoga è un’attitudine dell’essere umano, come elemento della Natura e espressione della Forza Vitale che scorre in essa.” [Dona Holleman]

http://www.centeredyogadonaholleman.org/centered-yoga/

Orari e costi:

09:30 Iscrizioni
10:00 – 13:00 Lezione
Costo 25 euro

Vi aspettiamo in Via delle Sette Chiese 103!

 
Per info potete contattare:
Riccardo Percaccio
C 331 8030982
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Programma altrevie maggio 2016

Altrevie
Programma Maggio 2016

⦁    Venerdì 6 – Cineclub ZiC-Altrevie: I CORTI
Serata dedicata ai corti . € 4. Con Francesco Castracane. Ore 20,45 Via Caffaro 10

⦁    Sabato 7 – Il Canto dei Popoli: MEDITERRANTI
Canti e Suoni del Mediterraneo. Contributo € 8 – Prenotazione consigliata: paolo.faiella.58@gmail.com. Ore 21, Via Caffaro, 10

⦁    Domenica 8 – MATINEE CLASSICA: BORODIN, MUSORGSKIJ, CAIKOVSKIJ
Terzo di un ciclo di incontri di guida all’ascolto della musica classica dedicati agli ‘altri romantici’. Con Giovanni La Torre. Ingresso libero. Ore 10,30 Via Caffaro 10.

⦁    Venerdì  13 – Cineclub ZiC-Altrevie: WAX: WE ARE THE X
Un film di Lorenzo Corvino – Contributo € 4. Con Francesco Castracane. Ore 20,45 Via Caffaro 10

⦁    Sabato 14 – FORO ROMANO E S. MARIA ANTIQUA (1)
Visita guidata in compagnia dell’archeologa Sara Millozzi. Ore 15,30 ingresso L.go Corrado Ricci
Costo: biglietto €12 (valido due giorni) + €5. Prenotazione obbligatoria: altrevie@gmail.com

⦁    Sabato 14 – Il Canto dei Popoli: SAKINA
La voce del Kurdistan. Contributo € 8 – Prenotazione consigliata: paolo.faiella.58@gmail.com.
Ore 21, Via Caffaro, 10

⦁    Domenica 15 – DA OMERO A TALETE. Le origini del pensiero europeo (2)
Conversazione filosofica con la Prof.ssa Annalisa Sapegno.  Ingresso libero. Ore 10,30, Via Caffaro 10

⦁    Domenica 14 – ANFITEATRO FLAVIO (COLOSSEO) (2)
Visita guidata in compagnia dell’archeologa Sara Millozzi. Ore 16 ingresso del Colosseo
Contributo € 5 euro (a cui vanno aggiunti  € 12 per coloro che non hanno partecipato alla visita del giorno precedente)

⦁    Venerdì 20– Cineclub ZiC-Altrevie: LA ISLA MINIMA
Contributo € 4. Con Francesco Castracane. Ore 20,45 Via Caffaro 10

⦁    Sabato 21 – ESPLORARE GARBATELLA ASCOLTANDO PASOLINI
Walkabout tenuto da Carlo Infante.  Appuntamento ore 11,30 Bibliocaffè, Via Ostiense 95. Ingresso libero, prenotazione obbligatoria: bibliocaffe@bibliotechediroma.it

⦁    Sabato 21 – Il Canto dei Popoli:  MONICA BELLI TRIO
Concerto di arpe celtiche . Contributo € 8 – Prenotazione consigliata: paolo.faiella.58@gmail.com .
Ore 21, Via Caffaro 10

ALTREVIE è un progetto culturale che intende sviluppare un percorso di conoscenza e di arricchimento culturale attraverso incontri, visite guidate, viaggi ed escursioni. Ad esso è associato un ciclo di musiche etniche e tradizionali con l’obiettivo di favorire la comprensione di altre culture,  di avvicinarci ad altre forme di espressione e  superare ogni barriera tra i popoli. Questa sensibilità si esprime anche nella riaffermazione di un più incisivo impegno civile e sociale sui temi delle libertà, della laicità e della democrazia.

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Il condominio degli amori segreti

il-condominio-degli-amori-segreti-
Editore: Newton Compton | Collana: Anagramma | Anno edizione:2016 | In commercio dal: 1 settembre 2016 | Pagine: 286 p., | Rilegato | EAN: 9788854194755

di Livia Ottomani

A volte l’amore è un affare di condominio

I condomini sono riuniti al completo quando, nel loro palazzo alla Garbatella, arriva l’affascinante Daniele Bracci, un musicista che si fermerà lì per qualche mese. Daniele è frastornato dall’accoglienza più che calorosa. Matteo Spina, il saggio, lo recluta subito per lavorare nell’orto condominiale. Paolo e Rudy, che vivono nell’attico, pensano già a un pranzo di benvenuto. Giovanna, invece, vede in lui un fidanzato perfetto per la figlia Anita… Ma la mattina dopo, quando Matteo Spina blocca Anita per presentarle il nuovo arrivato, la ragazza ha uno shock: perché lei, quel Daniele Bracci, lo conosce bene, e dai tempi del liceo. E ha fatto di tutto per dimenticarlo. E ora? Dovrà fingere di non averlo mai visto prima? Certo, Anita non è l’unica, nel condominio, ad avere qualcosa da nascondere. Giovanna, ogni lunedì, esce vestita di tutto punto. E con una scusa sempre buona per chi le chiede dove va. E Matteo Spina? Nemmeno lui la racconta giusta. Lo sa bene Pina, la pettegola del palazzo, che dietro alle persiane spia quello che accade, e annota poi tutto sul suo diario segreto…

Un condominio colorato, divertente e imprevedibile 
Tra gli scorci di una Roma immersa nei profumi della primavera, gli amori, i malintesi e gli inaspettati intrighi di un gruppo di bizzarri personaggi

Tutti i protagonisti:

Anita:
fa la guida turistica e vive con la madre nel lotto V della Garbatella.

Giovanna:
la madre di Anita, fa la sarta ed è la figlia della ex portinaia del lotto.

Matteo Spina:
il “tuttologo” del lotto, addetto alla cura dell’orto condominiale.

Pina:
la pettegola. Spia quello che accade e scrive tutto sul suo diario.

Paolo e Rudy:
la coppia che vive nel magnifico attico.

Daniele:
fa il musicista ed è il nuovo inquilino del lotto.

Mizuki:
si è trasferito a Roma dal Giappone e ha conosciuto Anita.

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Luigi Piovano direttore e Marco Scolastra al pianoforte

Si avvicina il prossimo concerto di Roma Tre Orchestra, forse il più importante della primavera 2016. Un appuntamento sinfonico con Luigi Piovano direttore e Marco Scolastra al pianoforte.

Scrive Friedrich Nietzsche ne “La nascita della tragedia”: Una potenza è sorta dal fondo dionisiaco dello spirito tedesco…ed è la musica tedesca, quale dobbiamo intenderla principalmente nella sua possente parabola da Bach a Beethoven, da Beethoven a Wagner. La musica tedesca quindi come autentico specchio di Dioniso.

Ma cosa è questo “spirito dionisiaco”? La forza titanica della musica di Beethoven ce ne dà una chiara dimostrazione, soprattutto nella Quinta Sinfonia, basterebbe il suo incipit per ricordarcelo, tra i più celebri del repertorio musicale di tutti i tempi. Totalmente diversa, per temperie culturale, spirito, gusto è la musica del concerto in mi bemolle maggiore K 271 “Jeunhomme”. Il titolo deriva dal nome di Louise Victoire Jenamy, pianista coeva del grande salisburghese. Pagina di grande interesse musicale, forse il primo importante componimento solistico del grande Salisburghese per questo strumento.

Apollineo e dionisiaco: l’inconciliabile grandezza di Wolfgang e Ludwig

Lunedì 16 maggio 2016 ore 20.30 Teatro Palladium
(in collaborazione con Amici della Musica di Foligno)

W. A. Mozart: Concerto per pianoforte e orchestra n. 9 in mi bemolle maggiore K 271 “Jeunehomme”
L. v. Beethoven: Sinfonia n. 5 in do minore op. 67

Roma Tre Orchestra
Marco Scolastra, pianoforte
Luigi Piovano, direttoreFacebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Catarci, ancora in campo, per una nuova partita

Cara Garbatella ha chiesto al Presidente del nostro Municipio Andrea Catarci di tratteggiare un bilancio dell’ultima consigliatura, terminata anticipatamente per le note vicende capitoline e le valutazioni che lo hanno portato a riproporsi alla Presidenza del Municipio Roma VIII

Le idee, le passioni e i sogni per arrivare fino alla mèta

Catarci, ancora in campo, per una nuova partita

Una partita finisce e subito una nuova comincia. Dopo la conclusione dell’esperienza amministrativa dell’ex Sindaco Marino, dimesso a forza attraverso l’indecente ed antidemocratico ricorso al Notaio, si avviano a conclusione anche i sei mesi del Commissario Tronca, che portano alla tornata elettorale del 5 giugno. I Romani, oltre a Sindaco e Assemblea Capitolina, saranno chiamati ad indicare Presidenti municipali e Consigli.


Sono stati tre anni complicati, segnati dall’isolamento e dall’insufficienza dell’ex Giunta Marino, malgrado la chiusura epocale della discarica di Malagrotta e altre importanti misure positive attuate in tema di diritti civili, legalità contabile, e moralizzazione della macchina amministrativa. Sono stati tre anni complicati, per la città tutta ed anche per i nostri quartieri, soprattutto a causa delle innumerevoli difficoltà incontrate dal Campidoglio nell’erogazione dei servizi sociali, nella manutenzione urbana, nel trasporto pubblico e nella raccolta dei rifiuti, aggravate dal ciclone di Mafia Capitale, dall’ostilità conclamata del Governo Renzi, dall’endemica carenza di risorse. Ma sono stati anche tre anni importanti e fruttuosi per tante vicende territoriali, con l’Ente municipale che, solo o dentro la rete di alleanze con altre istituzioni e con gli attori locali, ha ottenuto significativi risultati, tra cui in ordine sparso si ricorda:

  1. la tenace tutela del territorio nell’ambito delle trasformazioni urbane, in particolare l’Edificazione I60 Grottaperfetta, Piazza dei Navigatori, l’ex Fiera e gli ex Consorzi Agrari;
  2. la lotta all’abusivismo edilizio ed alla devastazione ambientale sull’Appia Antica, che proprio in questi giorni è ripresa con efficacia e clamore;
  3. la ricostruzione in tempi record del Liceo Socrate devastato dalle fiamme, insieme alle Istituzioni competenti, poi del Centro Sociale La Strada bruciato, insieme a Roma Capitale;
  4. l’acquisizione pubblica degli ex bagni pubblici di Garbatella, destinati a diventare polo formativo e culturale grazie al finanziamento regionale, con il cantiere in prossima apertura;
  5. il rilancio del teatro Palladium dopo la conclusione dell’esperienza della Fondazione RomaEuropa, avviando una Scuola di teatro, ancora insieme alla Regione Lazio;
  6. la realizzazione di numerose riqualificazioni di edifici, sottopassi e muri, pubblici e privati, attraverso opere di Street Art, a Ostiense, Tormarancia, Garbatella, San Paolo e Roma 70;
  7. il sostegno alla nascita di Orti Urbani, presenti sul territorio con ben nove esperienze, esempi concreti di recupero ambientale e di riscoperta di agricoltura, socialità e solidarietà;
  8. lo sviluppo del Coworking municipale, che attualmente ospita le attività di un centinaio tra micro imprese e lavoratori individuali;
  9. il supporto alla crescita inarrestabile della Palestra Popolare Team Boxe della Montagnola, arrivata ad ottenere un titolo mondiale senza sottrarsi all’impegno per l’integrazione sociale;
  10. la creazione e il potenziamento del Polo territoriale dell’Emergenza, costituito dalle Associazioni di Protezione Civile locali insieme all’Ares 118 e ospitato in spazi municipali;
  11. l’apertura del Ponte della Scienza dedicato a Rita Levi Montalcini che unisce la Riva Ostiense e la Riva Portuense, dopo quello imponente intitolato a Settimia Spizzichino;
  12. l’apertura del nuovo Centro Anziani all’Ostiense, in locali nuovi situati all’interno del complesso degli ex Mercati Generali;
  13. l’apertura del Parco Malocello, due giardini collegati da un ponte pedonale vicino alla Circonvallazione Ostiense;
  14. la realizzazione del nuovo Parco a Via Rosa Raimondi Garibaldi, in sinergia con il progetto dal basso, promosso e gestito da Legambiente, con adiacente il nuovo mercato rionale;
  15. la realizzazione del Parco V11 a Roma 70, con il Comitato civico che ha partecipato al bando Acea e messo una nuova area giochi;
  16. l’estensione delle libertà personali, dopo l’istituzione dei due Registri dei Biotestamenti e delle Unioni Civili, con il Forum dei Diritti e l’adesione alla Rete Re.A.DY;
  17. la trasformazione della ex discarica della ‘Buca’ di Via Galba in uno dei pochi campi di baseball della città, con i fondi privati investiti da un’associazione sportiva;
  18. la riqualificazione della piazzetta all’incrocio tra Via Ostiense e Via Laurentina, sottratta al caos automobilistico e realizzata con fondi privati;
  19. il sostegno alle numerose operazioni di pulizia di parchi e giardini insieme ad associazioni e volontari, in particolare con la Protezione Civile;
  20. il potenziamento della comunicazione istituzionale tramite le mappe del Municipio e l’applicazione gratuita AgorApp, realizzate senza oneri pubblici.

Sono alcune delle piccole grandi cose realizzate e delle giuste battaglie condotte, frutto di impegno e slanci resi possibili anche dall’eccellente sintonia costruita tra la sfera politica e la struttura amministrativa, che però non sfuggono alla sensazione di incompiutezza ed all’amaro in bocca che lascia l’interruzione forzosa a metà mandato. Le cose fatte, avviate e progettate sono il pezzo di cui si va orgogliosi, nella consapevolezza che quelle da completare – bene – e ancora da fare sono molte di più, che anche i nostri quartieri come Roma tutta hanno bisogno di una nuova stagione che li porti fuori dalle crisi, dalle difficoltà della vita quotidiana, dalla scarsità di risorse che impedisce manutenzione ed abbellimento. Su tutto, poi, c’è un cruccio: il mancato rilancio e l’ulteriore penalizzazione subita dall’Ospedale Cto, che nel prossimo futuro si intende di nuovo mettere in cima alle priorità dell’agenda politica, con la determinazione di andare a vincere una battaglia essenziale per la qualità della vita dei nostri cittadini.
Si ritorna in campo più decisi che mai, spinti dall’amore per i nostri quartieri, con lo spirito di servizio di chi non ha intenzione di lasciare i lavori a metà, con la forza di chi è mosso da idee, passioni e sogni che intende realizzare nella condivisione integrale con la cittadinanza. Si ritorna in campo, per proseguire la cura del corpo – scuole, strade, giardini, edifici, mercati rionali – come dell’anima del nostro Municipio – cultura, socialità, sport -, nella convinzione che ancora una volta a interpretare la speranza di crescere, rilanciare e migliorarsi della nostra gente non può che essere interpretata e sostanziata dalla Riva Sinistra.
Si ritorna in campo, forti delle tante positività degli anni passati e soprattutto di uno spirito di Comunità che cresce anche in mezzo alle difficoltà più grandi.
Lo facciamo all’insegna della Concretezza, della Creatività, del Coraggio, della Collaborazione e della Condivisione, le cinque C del nostro Municipio, le stelle polari a cui tende la nostra iniziativa politica.
Concretezza nella pratica degli obiettivi; creatività nell’elaborare risposte inusuali; coraggio nell’azione politico-amministrativa, senza soggezioni verso nessun gruppo di interesse; collaborazione di cittadini ed istituzioni per rendere possibili anche i miracoli; condivisione con la cittadinanza delle scelte strategiche e di quelle minute, sull’uso delle risorse e sui tratti essenziali delle trasformazioni urbane e dei servizi pubblici, nonché su un’idea generale di Comunità territoriale che intende crescere senza lasciare indietro nessuno, contrastando le solitudini di chi vive in condizioni di fragilità e marginalità.
Per questi motivi chiediamo di esprimere un voto convinto e massiccio per la coalizione di sinistra con Catarci Presidente, intenzionata a proseguire sulla strada già intrapresa dalla precedente Giunta municipale ed a lavorare per una discontinuità netta nell’ambito comunale.
Forza, si può fare, con le idee, le passioni e i sogni che ci faranno arrivare fino alla mèta…

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 12 – Aprile 2016

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“Dopo di noi”: in prima linea il nostro VIII Municipio

“Dopo di noi”: in prima linea il nostro VIII Municipio

Molto partecipato l’incontro pubblico che si è tenuto il 21 marzo scorso nella Sala consiliare municipale. Una legge per salvaguardare il futuro dei nostri figli disabili.
Le tre case-famiglia nel nostro territorio. L’intervento dell’on. Ileana Argentin

di Eraldo Saccinto

E’ stao un incontro assai partecipato, dagli utenti, dai familiari, dalle Associazioni e dagli organismi del Terzo settore quello promosso e organizzato ieri dall’Assessorato alle Politiche Sociali e dalla Presidenza del Municipio VIII, è stata un’occasione per fare chiarezza su una legge attesa e oggi all’esame del Senato, ma anche un momento di analisi di un territorio che tanto ha fatto e tanto vuole fare in tema di case famiglia rivolte alla disabilità.
Ad aprire i lavori l’Assessore municipale alle politiche Sociali, Dino Gasparri, seguito dal Presidente del Consiglio Municipale Umberto Sposato e dal Presidente del Municipio Andrea Catarci.
“I tagli agli enti locali, la scarsa condivisione nelle scelte cittadine e il mancato coinvolgimento dei territori – ha spiegato Andrea Catarci – sono gli elementi di scenario alla base della crisi delle politiche di welfare.
Roma è stata e può tornare ad essere un buon modello sociale di inclusione, innovazione e protagonismo. In tema di case famiglia e dopo di noi, oggi ci diamo l’occasione per dire cosa c’è su questo territorio, cosa si è costruito negli anni, qual è il contesto familiare e sociale che viviamo e come andiamo avanti”.
Tra le criticità emerse durante l’iniziativa in particolare evidenza quella legata al depauperamento delle risorse agli enti locali, la separazione tra le politiche sociali e quelle sanitarie, la distinzione per “categorie” (disabili, anziani, minori) nella gestione del welfare, la continua emergenza e la rigidità della riforma sull’assistenza avviata con la Delibera 355/2012.
“E’ il momento per ringraziare un Municipio attivo – ha concluso la deputata Pd, Ileana Argentin, dopo gli interventi e le domande delle famiglie e delle associazioni intervenute -, ma anche per far chiarezza sui dubbi. Il trust, ad esempio, che non è un regalo per qualcuno, ma le finalità di un’azione che si vuole dopo la propria morte come genitore. La legge defiscalizza la possibilità del lascito della propria casa e permette alla famiglia di mettere nero su bianco quale percorso è opportuno per suo figlio. Le assicurazioni non sono lobby a cui diamo soldi, ma sono la garanzia di conti correnti assicurati.
E poi tutto è facoltativo, dal trust alle assicurazioni”. “L’obiettivo di questa Legge – ha continuato la deputata Pd – è quello di evitare che i figli rimasti soli finiscano nelle Rsa. Perché una cosa è la malattia, un’altra cosa è la vita con disabilità. E’ una legge che garantisce un diritto, non un privilegio.
Ad oggi la legge è all’esame del Senato. Ci sono state audizioni stamattina per eventuali modifiche. Il Senato faccia le modifiche che ritiene utili, ma si sbrighi. Questi milioni di euro stanziati non vadano persi, ma anzi siano spesi. Sono anni che parliamo di dopo di noi. Non ci si fermi adesso”.
Interessante è stato il dibattito sulla funzione del trust, al quale hanno partecipato oltre al pubblico presente, il Presidente della Consulta del Municipio VIII Antonio Pelagatti ed in  appresentanza della Regione Lazio Tonino Vannisanti, che si è concluso con l’accordo di istituire uno “Sportello trust, per costruire insieme il Dopo di Noi” ha come obiettivo generale di dare ascolto a chi affronta il delicato tema del “Dopo di Noi”, sulla falsariga di quanto già disposto nel Municipio IX. “Tre case famiglia sono presenti attualmente nel territorio del Municipio VIII ed altre due sono in attesa delle approvazioni finali”, ha concluso l’assessore Gasparri ”Casa Nostra, aperta nel 2004, che ospita 32 persone a rotazione; Casa di Franco, inaugurata nel 2009, nella quale vivono 6 persone e infine Casa di Vale, che è appena stata aperta e nella quale, a rotazione, sono ospitate fino a 18 persone. L’Obiettivo dei progetti è quello di aiutare la domiciliarità e aiutare nell’autodeterminazione dell’individuo.
Le caratteristiche, infatti, dei progetti messi in piedi sono quelle dell’avvio del “prima del dopo”, del sostegno al nucleo familiare, della presa in carico istituzionale e dell’integrazione con gli enti del Terzo settore per il rafforzamento delle reti sociali municipali.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 12 – Aprile 2016

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Garbatella, terra di missionari almeno nella toponomastica

Garbatella, terra di missionari almeno nella toponomastica

di Enrico Recchi

Come anticipato nel precedente numero di “Cara Garbatella”, un’altra categoria di personaggi presente nella toponomastica del nostro quartiere è quella dei missionari, alcuni dei quali sono poi assurti anche al livello di Santi. Quindi parliamo di un gruppo nutrito e molto particolare.
Anche al giorno d’oggi fare il missionario, generalmente in quello che viene definitoTerzo Mondo, non è facile. Partire per portare le idee della propria religione, quella che sia, in terre inospitali, lontane, dove ci sono malattie endemiche gravi, dove spesso ci sono regimi politici definibili quantomeno “difficili”, comporta un impegno che anche nel terzo millennio solo chi ha dentro di sè una forte passione e convinzione alimentate dalla fede può svolgere. Figuriamoci cosa poteva voler dire essere missionari nei secoli scorsi, come lo sono stati i personaggi cui sono intitolate molte vie della Garbatella.
Significava essere convinti e testardi nelle proprie idee, affrontare difficoltà quotidiane da quella della lingua e quindi della comunicazione fino, a quelle che potevano diventare addirittura mortali. Insomma un’altra bella categoria di “capocce dure” che ben figura ed onora il nostro quartiere e ben si allinea a quello che è ancora il carattere del “garbatellaro” tipo.
Partiamo da Roberto de’ Nobili, che dà il nome alla via un tempo percorsa dai tram che lasciavano il capolinea di Via Giacomo Rho. Di famiglia nobile toscana, nipote di San Roberto Bellarmino, era entrato presto nell’ordine dei Gesuiti, lo stesso di Papa Francesco. Mandato nel sud dell’India nel 1605, decise che per cercare di avvicinare la popolazione locale al Vangelo si dovesse essere più simili e quindi più vicini ai modi di vivere del posto. Quindi, abolito l’abito nero che impressionava negativamente, si vestì come un sadhu, ovvero come un monaco induista e successivamente come un brahmino, un sacerdote locale di alto livello, per poter entrare in contatto anche con i ceti più elevati. Sempre per essere ben accettato si radeva la testa lasciando solo un piccolo ciuffo di capelli proprio come facevano i sacerdoti locali. Allo stesso tempo imparò il sanscrito e il tamil (la lingua del sud dell’India) comunicando così direttamente senza intermediari.
Dovette coniare anche parole nuove nella lingua tamil, parole che ancora non esistevano ma che gli erano necessarie per predicare. Morì quasi cieco in India nel 1656.
Altro personaggio eccezionale è Guglielmo Massaia, il frate cappuccino, l’ordine francescano di San Pio da Pietrelcina, che dà il nome alla via forse più lunga della Garbatella dopo la Circonvallazione Ostiense. Di famiglia astigiana, diventò frate molto giovane e partì nel 1846 con l’obiettivo di raggiungere la popolazione dei Galla nel nord dell’Etiopia.
Arrivò a destinazione con un faticosissimo ed avventuroso viaggio svolto con il rigore francescano “elemosinando di porta in porta”, dapprima risalendo il Nilo per poi passare attraverso il deserto. Trascorse 35 anni in quel paese. Non avendo a disposizione i mezzi classici dell’educazione (libri), scrisse personalmente i manuali scolastici e compose la grammatica della lingua oromo.
Scrisse anche il primo catechismo in lingua galla e fondò diverse missioni dove venivano prestate anche cure mediche tanto da prendere il soprannome locale di “Padre del Fantatà” (Signore del vaiolo). Fondò la missione di Finfinnì e su quello stesso posto venne poi fondata la città che divenne nel 1889 la capitale dell’Etipioa ovvero Addis Abeba (Nuovo Fiore).
Ma non è facile scegliere di quale personaggio parlare quando si tratta di persone come i missionari ed i santi delle vie della Garbatella. Qui si tratta di persone che come minimo hanno raggiunto le loro destinazioni attraversando un deserto o una landa ghiacciata, hanno passato periodi di detenzione per aver professato le loro idee, hanno fondato città ed ospedali, hanno assistito migliaia di poveri e malati. Un novero quindi di personaggi da ammirare.
L’ultima di cui parliamo è una donna: Francesca Saverio Cabrini.
Si, avete letto bene, il secondo nome è Saverio al maschile e non Saveria come indicato nelle targhe stradali (la via è piccola ed abbastanza nascosta, vicino al Teatro Ambra), perché questa donna, diventata Santa nel 1946, scelse come secondo nome Saverio in onore di San Francesco Saverio missionario in Estremo oriente. Nata nel 1850 e diventata suora nel 1874, all’età di 49 anni partiva per l’America per fornire assistenza ai numerosi emigranti italiani che attraversavano l’oceano in cerca di fortuna.
Per primo aprì un collegio femminile in Minnesota, che diventò subito un modello di educazione al quale si iscrissero ragazze di famiglie cattoliche e non. Seguirono molti altri centri simili in tutta l’America. Fondò la congregazione delle Missionarie del Sacro Cuore di Gesù, prima compagnia femminile ad affrontare l’impegno missionario, generalmente prerogativa maschile. Assieme alle opere di assistenza caritative le missionarie offrivano agli emigranti corsi di lingua, assistenza burocratica e legale, corrispondenza con le famiglie. Presa la cittadinanza americana è diventata nel 1946 Santa ed in questo modo è stata anche la prima donna del nuovo continente ad avere questo riconoscimento.
Non a caso fino al 2008 nella città di New York è esistito un ospedale che portava il nome di questa donna fantastica. Poi per ragioni economiche lo stato di New York non ha più dato sovvenzioni all’ospedale che è stato chiuso. Ma ancora oggi c’è un altro ospedale che si chiama “Santa Cabrini” a Montreal in Canada.
Scrivendo queste poche righe mi vengono facilmente alla mente i problemi che oggi stiamo vivendo in Italia.
Flussi di migranti da gestire, ospedali che vengono chiusi per ragioni economiche, persone che aiutano il prossimo senza distinzione. Storie di attualità di uomini e donne nel nostro paese…nel nostro quartiere.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 12 – Aprile 2016

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Libreria e non solo… per i nostri bambini

Libreria e non solo… per i nostri bambini

di Laura Iacoangeli

“Toc Toc, posso entrare?” chiese la bambina. “Sei la benvenuta!
Senza bussare…la porta è sempre aperta per i più piccoli!”
Alla fine dello scorso anno si è inaugurata alla Garbatella, in Via Tamburini, la libreria per bambini “Eco di fata”, libreria e non solo…giochi, laboratori, letture, corsi di fumetto, scrittura creativa, baby sitting, burattini, danze, uno spazio concepito e costruito a misura di bambino per leggere, organizzare una festa o semplicemente e soprattutto stare insieme! Ogni mese un ricco calendario di eventi.
La libreria è anche attenta alle neo mamme, infatti ha aderito all’iniziativa promossa dell’UNICEF “Punto Baby Pit Stop”, una sosta sicura per allattare al seno, un luogo caldo e accogliente per un gesto semplice e naturale.
Francesca, Roberta e Francesca con amore e fantasia gestiscono questo nuovo luogo di aggregazione e partecipazione nel nostro quartiere. “La nostra ispirazione è ciò che siamo. Noi oggi, più che mai, siamo il nostro Sogno” dice Shakespeare: è il motivo condiviso che ha spinto le tre donne ad aprire la libreria.
E’ ancora “…una libreria che sia una reciproca esperienza”.
Concludono per descrivere cosa hanno sognato, voluto, cercato e finalmente creato. A contraddistinguerla sono gli arredi ad altezza di bambino, arrotondati, colorati, modulari, vivaci e adattabili alle varie attività!
Libri, consigli e quant’altro a disposizione dei più piccoli, per la gioia dei più grandi. Dove i bambini continuano e gli adulti tornano a sognare…e allora quella porta è aperta a tutti i sognatori, anche genitori, zii e nonni!

Indirizzo: Via Michelangelo Tamburini 10
Pagina web: www.ecodifata.it
FB: eco di fata

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La coppa ritrovata e il ricordo di Agostino Il trofeo Roma Junior Club vinto dal Borromini nel ’72. Oggi, Socrate e Caravaggio in campo nel giorno del compleanno del capitano giallorosso. Una giornata di sport e di memoria

La coppa ritrovata e il ricordo di Agostino

Il trofeo Roma Junior Club vinto dal Borromini nel ’72. Oggi, Socrate e Caravaggio in campo nel giorno del compleanno del capitano giallorosso. Una giornata di sport e di memoria

di Claudio D’Aguanno

I palazzoni sullo sfondo, lato San Quintino, sono quelli cantati da De Gregori. La leva calcistica dei due licei, il Socrate e il Caravaggio, che qui si affrontano nello scontro diretto, non è quella del lontano 68, eppure gli sguardi dei ragazzi che rincorrono il pallone sono quelli giusti per una giornata come questa. Oggi è l’8 aprile di Agostino Di Bartolomei, capitano giallorosso cresciuto da queste parti, che di anni ne avrebbe compiuti 61 e il coro che sulle tribune canta “Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore” è tutto per lui. Sul rettangolo disegnato tra Via Agresti e Via Giangiacomo, dove passa il confine tra Tor Marancia e Piazza Lante, va appunto in scena la prima Coppa Ago e l’ex Nistri ritrova in un attimo quella partecipazione e quella passione dispersa nel tempo.
Per Paolo Moccia e altre “pantere grigie” presenti in tribuna la commozione è un sentimento denso di ricordi e tutto schierato con il calcio d’una volta: “In questo posto – attacca deciso – ho giocato partite epiche. Stavo in porta con la Nova Rapida e assieme a me c’erano Sergio er nonnetto, Guglielmann e Bayslach, poi i fratelli Canale e tanti altri del posto. Un sacco di bella gente, per carità, manco uno normale ma nessuno sbagliato!
Al contrario d’adesso, sia qui che sul campo Tormarancio oggi ridotto a triste parcheggio, allora qui ci giocava tutto il quartiere. E venivano pure da Garbatella, da Montagnola e San Paolo. Questo per me rimane sempre il campo OMI, dove c’erano tornei e campionati all’ultimo respiro, dove t’ho visto passare di tutto e anche giovani campioni come Bettega, D’Amico, Menichelli, Prati, Spinosi e dove t’ho pure fatto da sparring per un giovanissimo Pablito Rossi. Andò così: c’era il torneo Nistri per formazioni Primavera e alla Juve era saltata la partita per cui chiesero se eravamo disposti a fa’ da sacco, cioè da squadra allenatrice. Fu così che Rossi di gol me ne fece, solo lui, sette.
Comunque a parte tutto questo è il campo dove Agostino è nato calcisticamente e dove mi fa un certo effetto rivedere ragazzi delle scuole di zona in campo per lui”.

La coppa ritrovata

Coppa Ago si chiama questa prima volta d’una manifestazione messa su dalla immaginazione organizzativa di Massimo Pelliccia e di Claudio Marotta, assessore alla cultura del Municipio Roma VIII, e realizzata col concorso di docenti e personale delle due scuole. A farla nascere la bizzarria del caso e la forza di quell’ingranaggio collettivo che si chiama memoria. “Da un po’- racconta Pelliccia – avevo notato buttata in un angolo al Liceo Caravaggio una coppa malridotta e trattata come vaso da fiori. La forma mi ricordava qualcosa e la targa, tutta sbiadita, lasciava leggere ancora VII edizione Roma Junior Club 1972. Ricordavo i racconti su Agostino pubblicati su Fuori i Secondi e c’ho messo poco a legare il tutto all’edizione vinta dal Borromini con lui come capitano. Al liceo che stava in piazza Oderico da Pordenone questa coppa so che era esposta in bacheca ma nei cambi di sede, prima a Tor Marancia e poi inglobato al Socrate, era finita nel dimenticatoio. Comunque c’è voluto poco a riavviare la macchina del tempo ed è nata questa nuova avventura calcistica nel nome di Ago.” Per Claudio Marotta il risultato più grosso è stato nel vedere tutta l’energia che il nome di Agostino è stato capace di mettere in moto. “Da chi lavora nelle segreterie fino ai prof e alle direzioni delle due scuole c’è stata gara di proposte. Inizialmente si pensava di fare una giornata che portasse alla consegna della coppa alla famiglia Di Bartolomei ma è stato il figlio Luca a insistere che rimanesse patrimonio dei ragazzi delle scuole. Di qui è venuto fuori il torneo con l’idea che il trofeo dovesse andare, per un anno, all’istituto vincitore con l’impegno a rimetterlo in palio l’anno successivo. Il diritto di esordio è stato dato al Caravaggio e al Socrate ma d’ora in poi si lavorerà per ampliare, con le altre scuole del Municipio, il numero dei partecipanti. La Coppa Ago sarà un appuntamento importante dove memoria del territorio, diritto allo sport, impegno agonistico e rispetto, sapranno ogni volta rinnovarsi e fondersi nel nome di Agostino”.

La partita e tutto il resto

Il saluto emozionato di Paola Angelucci e il fischio dell’arbitro libera il tifo sulle tribune. “Avanti Caravaggio” incita uno striscione mentre un altro risponde “Ago eterno”.
I cori e i fumogeni accompagnano le azioni di gioco di ragazzi che sanno come fare onore alle maglie messe a disposizione dall’As Roma.
Il primo tempo è di chiara marca caravaggesca anche se è il Socrate con un lampo improvviso, traversa colpita con secco tiro da venti metri, a sfiorare il vantaggio. Nella ripresa cambia il ritmo della musica e il dominio del liceo della Garbatella si concretizza nel punto segnato da Landini che in diagonale infila il portiere avversario capitalizzando l’assist di Martino. La risposta dei rossi di Tor Marancia non si fa però attendere e almeno in tre occasioni si falliva il più giusto dei pareggi. Alla fine premi e le targhe erano soprattutto un pretesto per ragionare ancora sulla giornata e per fissare nuove scadenze d’incontro. Da Massimiliano Smeriglio e Andrea Catarci la coppa rimessa a lucido passava poi a Luca Di Bartolomei che, sotto gli occhi di Bruno Mazzone centrocampista reduce della vittoria del ’72, la consegnava al portiere del Socrate. “E’ con grande affetto ed emozione – ha sottolineato Luca – che passo questo ricordo di Agostino. Lo faccio invitando tutti a dedicare un po’ di giusta memoria non tanto a lui che è stato campione quanto a coloro che con lui hanno condiviso quegli anni e quelle soddisfazioni, che sono persone normali e che magari lavorano per rendere i nostri quartieri posti buoni dove vivere bene. E lo faccio, ancora, dicendo che è la prima ma l’ultima volta.
Il prossimo anno io verrò ma siederò in tribuna e qui a premiare ci dovranno essere Bruno o Maurizio, Carmine o Gigi, insomma qualcuno che giocava con lui”.

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In agenda per Agostino

In agenda per Agostino

Le iniziative per ricordare Di Bartolomei non finiscono qui. Almeno altri due gli appuntamenti a maggio. Nell’Oratorio di San Filippo Neri alla Chiesoletta, su quel campo “a trapezio” da lui frequentato, si svolgerà la XV edizione del Memorial riservata alle categorie “microbi” per usare la fantasia calcistica che fu di Padre Guido. Negli stessi giorni per iniziativa dell’APE (Associazione Proletaria Escursionisti) di Casetta Rossa verrà inaugurato il Sentiero Urbano Agostino Di Bartolomei, ovvero un percorso alla ricerca dei passi e dei luoghi da lui frequentati. Dall’Oratorio e da piazza Oderico da Pordenone il tracciato muoverà verso Tor Marancia, verso i lotti popolari di San Quintino e per le strade intorno all’ex Nistri, per avventurarsi nel parco che ospitava il mitico “campo del palo” teatro di tante sfide tra gli shangaini di Gigi Magrelli e i ragazzi di piazza Lante capitanati da Agostino. E’ questo un appuntamento pieno di memoria, di letteratura e di storia, e completa un ciclo che ha sinora avuto prima in Victor Cavallo e poi in Piero Bruno due altri nomi rivissuti con forte partecipazione. (C.D.)

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Nasce negli anni ’60 il Torneo della RomaJunior club Nell’albo d’oro l’XI Borromini, l’Itis Severi e l’Armellini

Nasce negli anni ’60 il Torneo della RomaJunior club

Nell’albo d’oro l’XI Borromini, l’Itis Severi e l’Armellini

Il Torneo nasce a metà degli anni ’60 da un’idea di Gilberto Viti, grande e rimpianto dirigente della As Roma. La tessera Junior Club permetteva tra l’altro di avere accesso allo stadio a prezzi ridotti; con il torneo dedicato alle scuole superiori della capitale crebbero ancor più le simpatie giallorosse nelle fasce giovanili. Per i lupi quelli erano “tempi cupi”, rare soddisfazioni venivano dalla Coppa Italia, ma del resto chi se la passava peggio era la Lazio che, proprio negli anni sessanta, aveva cominciato a fare l’altalena con la serie B. L’invenzione del Roma Junior Club fu dunque un’operazione di notevole intelligenza propagandistica legata alle buone pratiche di sport.
La prima edizione venne vinta nel ’66 dall’ITIS Giovanni XXIII di Tor Sapienza, seguito nelle edizioni successive da Bernini, Marconi e Galilei.
A poco a poco le scuole partecipanti crebbero fino a superare il centinaio.
Della nostra zona c’era l’XI Liceo Scientifico con sede centrale in Via Segre e succursale in Piazza Oderico da Pordenone. Fu quest’ultima a iscriversi col nome di XI Pordenone all’edizione del ’71. La selezione allora era durissima. Trentasei gironi poi un turno d’eliminazione diretta poi una fase di quattro gironi da quattro squadre con le sole vincenti ammesse alle semifinali e quindi la finalissima al Flaminio.
Quell’anno l’avventura, con Agostino già capitano spesso sostituito nel ruolo da Carmine Tortorella, si fermò ai quarti ma fu l’anno successivo che avvenne l’impresa. L’XI, di lì a poco Liceo Scientifico Borromini, nell’aprile del ’72 arriverà fino in fondo alla VII edizione, vincendo contro il Meucci ai rigori dopo che i tempi regolari s’erano conclusi sull’1 a 1. Questa la formazione immortalata dalla foto che ritrae Agostino con la coppa in mano: Bove, Canapi, Andreini, Vacca, Gasbarra, Pellegrini, Molinari, Mazzone, Santilli, Di Bartolomei, Tempra (al 71’ Piccirilli), All Mezzanotte. Per la cronaca, Agostino autore del momentaneo vantaggio al 10’ del primo tempo, non scriverà, in quell’occasione, il suo nome tra i realizzatori dagli 11 metri a causa degli errori decisivi dei ragazzi del Meucci.
Il torneo Roma Junior Club dopo l’edizione del ’72 vedrà poi altre annate felici. Per due anni, ’76 e ’77, a vincerlo sarà l’ITIS Severi di Tor Marancia. Mentre in una formula rinnovata in anni recenti, 1999 e 2000, sarà l’Armellini guidato da Gianni Rivolta e Manlio Donati di San Paolo ad aggiudicarselo.
La Coppa Ago si inserisce in questa tradizione e, per rispetto di quei valori cari al capitano giallorosso, tutti i protagonisti di questa prima edizione meritano di essere ricordati.
LICEO SOCRATE: (p.t.) Lazzari, Anticoli, Ianniccheri, Marrocco, Musa, Modestini, Lista, Leta, Fortuna, De Noia, De Giorgio; (s.t.) Bucci, Gambardella, Nico, Mazzarelli, Gastaldo, Mellini, Romano, Vitale, Martino, Grimaldi, Visconti, Landini. All: Enrico Tubili e Claudio Di Russo.
IS LICEO ARTISTICO CARAVAGGIO: Bove, Faraoni, De Lorenzo, Ragazzoni, Calenda, Monteiro, Parigi, Barillaro, Pompei, Lattanzio, Ferrari, Ciorba, Vincenzini, Cinti, Di Gravio Grossi.
All: Fabio Petrucci e Fiorella De Benedictis. Arbitro: Sig Lupardini di Roma.(C.D.)

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Lo sport è di tutti anche dei cittadini disabili

Lo sport è di tutti anche dei cittadini disabili

Il Municipio VIII ha intrapreso una serie di interessanti iniziative per favorire l’inclusione sociale nel territorio delle persone con “bisogni speciali” attraverso lo sport

di Antonio Pelagatti

E’ noto come lo sport sia per una persona disabile un’ “arma” molto importante per combattere l’abbandono, la fragilità e la discriminazione, nonché un potente strumento di riabilitazione personale e sociale. Lo sport è accoglienza, integrazione, tende ad unire le persone o più semplicemente a divertirle, è un “valore aggiunto” per chi lo pratica e per tutta la comunità, lo sport è di tutti ed in particolare dei cittadini più fragili.
Ma davvero “lo sport è di tutti”?
Sembrerebbe di no visti i risultati di una recente indagine svolta dall’Assessorato alle Politiche sociali e dall’Ufficio sport del nostro Municipio che ha fatto emergere una serie di problemi e difficoltà all’interno dei Centri sportivi comunali per l’accesso alla pratica sportiva ed alle attività fisico-motorie dei cittadini disabili o con problemi di salute mentale.
Difficoltà legate alla complessità per i Centri ad organizzare attività sportive dedicate o integrate per particolari forme di gravi disabilità o di particolari sindromi, alla carenza di strutture e istruttori qualificati e di servizi di trasporto ed accompagnamento, alla presenza di barriere architettoniche, ai costi da sostenere per le famiglie, ma soprattutto ad una scarsa informazione sulle numerosissime risorse non solo sportive che il territorio offre ai cittadini con “bisogni speciali”.
Per cercare di superare queste criticità l’Assessore alle Politiche sociali Dino Gasparri in collaborazione con la Consulta sulla disabilità hanno deciso di intraprendere una serie di interventi e di iniziative per favorire l’accesso alla pratica sportiva per questi cittadini, a cominciare da una riforma dei criteri generali e delle linee guida per i Centri, ad una sensibilizzazione delle associazioni sportive del territorio, ad una collaborazione mirata ad affrontare progetti personalizzati in caso di particolari forme di disabilità complesse come l’autismo. Il Municipio chiederà ad ogni Centro sportivo di competenza (Impianto, palestra scolastica, piscina) di organizzare le proprie attività riservando sempre spazi e corsi alle persone disabili o con problemi di salute mentale preferibilmente all’interno dei corsi per “normodotati” al fine di favorire la socializzazione e l’inclusione sociale; laddove questo tipo d’integrazione non sia possibile i Centri sportivi dovranno comunque organizzare dei corsi specifici per disabili, garantendo posti per i normodotati affinché non si crei nessun circuito “chiuso” ma si favorisca uno scambio continuo di esperienze non solo motorie.
Nel quadro delle attività proposte per i soggetti portatori di handicap il Municipio si adopererà affinché i Centri organizzino apposite attività integrate anche nei mesi estivi (centri
ricreativi estivi integrati) diffondendo attraverso tutti i canali pubblicitari (in particolare siti web e social network) le informazioni dettagliate sulle attività ricreative e sulle procedure per favorire l’accesso dei soggetti fragili. Verrà anche incoraggiata la costituzione di una “rete delle risorse sportive per la disabilità” promuovendo accordi e collaborazioni con i Centri sportivi, con le associazioni di volontariato e con le scuole secondo le cosiddette “buone prassi”.
Collaborazioni finalizzate al miglioramento del servizio in favore dei cittadini meno fortunati, alla condivisione di esperienze e risorse, all’integrazione delle attività ed al superamento delle possibili sovrapposizioni e segmentazioni. Secondo l’Assessore Gasparri il Centro sportivo dovrà trasformarsi da semplice fornitore di servizi ed attività ad un interlocutore e consulente privilegiato per le famiglie più fragili che si prenda carico di una parte importante del progetto di vita di una persona disabile, accompagnandola responsabilmente verso percorsi sportivi appropriati ed economicamente sostenibili in un’ottica di alleggerimento del carico assistenziale e psicologico sulle famiglie e di tutela della salute. Un esempio di questo nuovo modo sociale e solidale di concepire lo sport è quello portato avanti dall’Associazione Sportiva ASD KK Eur Volley e dal suo responsabile dottor Andrea Di Marcoberardino impegnato costantemente e generosamente in favore dei ragazzi ospitati nella casa protetta “Casa di Franco”.
Persone meno fortunate che, grazie alle doti d’umanità e professionalità degli operatori ed istruttori dell’Associazione, hanno trovato non solo l’occasione per svolgere una pratica sportiva ma anche un ambiente familiare accogliente ed un clima piacevole e sereno.

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De Carolis conquista a Offenburg il titolo mondiale Supermedi WBA

Nel pugilato siamo tornati ad essere terra di campioni

De Carolis conquista a Offenburg il titolo mondiale Supermedi WBA.
Un esempio per gli altri 200 ragazzi della “Team Boxe Roma XI”.

Auspicabile adesso l’organizzazione di un incontro a Roma

di Adelio Canali

In occasione di un mio precedente articolo sulla rinascita del pugilato nel nostro territorio, mi auguravo si dovesse vincere una scommessa per onorare i nostri grandi campioni del passato, vissuti alla Garbatella. Ebbene la scommessa è stata vinta con la conquista a Offenburg del titolo mondiale dei supermedi WBA da parte di Giovanni De Carolis, atleta dotato di una grande statura morale che, con semplicità e umiltà, costituisce un esempio per gli altri ragazzi della “Team Boxe Roma XI”, faticosamente messa in piedi da Gigi Ascani e Italo Mattioli. La sera del 9 gennaio scorso, seguendo l’incontro alla televisione, ho rivissuto l’emozione della vittoria al Madison Square Garden di Nino Benvenuti, quando conquistò il titolo mondiale dei pesi medi battendo Emile Griffith.
Il giorno in cui sono entrato per la prima volta nella palestra dove il nuovo campione si allena, sono rimasto colpito dall’atmosfera; mi riportava alla mente ricordi vissuti negli anni 70, in occasione della visita ad alcune palestre americane. Grande cura nella preparazione degli atleti, seguiti con notevole professionalità dai nostri due valorosi preparatori e soprattutto la grande voglia del combattimento.
Rimasi colpito dal modo con cui giovani pugili scaricavano la propria aggressività, accompagnando i colpi al sacco con urla da guerrieri. Tanta volontà, tanto spirito di sacrificio non potevano che procurare vittorie e soddisfazioni.
Nella nostra struttura, per lungo tempo abbandonata al degrado, si allenano anche ragazzi provenienti da altre località, formando nel contempo una grande famiglia, nella quale si è anche creata la possibilità di un reinserimento di giovani emarginati, mediante lo svolgimento di lavori sociali. Oggi, la “Team Boxe”, con i suoi oltre duecento atleti, è riuscita a collocarsi al vertice nella graduatoria delle società pugilistiche del Lazio ed ha espresso atleti di notevole livello, come Mattia Faraone, campione italiano universitari e “Guanto d’oro”; Alessandro Mazzali, campione italiano universitari; Vittorio Petricca, campione italiano juniores 2009. Sempre in campo dilettantistico, si sono distinti: Gabriele Minardi, Alessandro D’Amore, Guido Vianello e Pietro Rossetti.
In campo femminile la società ha avuto modo di esprimere giovani atlete come Francesca Amato, campionessa italiana negli assoluti 2015 e “Guanto d’oro”; Sabrina Marconi, campionessa italiana negli assoluti 2011; Althea Ciminiello, nata e cresciuta alla Garbatella, tre volte “Cinturavolsca” e brillante protagonista di un torneo internazionale in Austria.
Dopo la grande vittoria di Giovanni De Carolis alla Baden Arena di Offenburg, su iniziativa di Massimiliano Smeriglio, il nostro campione è stato ricevuto e premiato dal Presidente della Regione Lazio e infine il Presidente dell’ VIII Municipio Andrea Catarci, sempre in suo onore, ha organizzato una grande festa al GOA di Via Libetta dove, per l’occasione, nel locale è stata predisposta, in collaborazione con l’Associazione “Garbatella 44”, una mostra su alcuni grandi eventi del pugilato mondiale.
Dagli anni novanta, il pugilato in Italia è stato trascurato sia dalla stampa che dalla televisione, anche a causa della mancanza di personaggi di un certo spessore. Ora, la vittoria di De Carolis serve a far comprendere che, per tornare ai fasti del passato, occorre prendere in considerazione la necessità di ripartire dalla base, prendendo come esempio proprio le realtà come la “Team Boxe Roma XI” che, facendo crescere giovani volenterosi, con grandi rinunce e sacrifici è riuscita a raggiungere traguardi mondiali.
Ora, il nostro campione e la sua Società meritano l’attenzione della piazza romana. Ci auguriamo che anche la Federazione Pugilistica Italiana si adoperi per fare in modo che qualche organizzatore riesca a mettere in piedi una riunione a Roma, che veda nel cartellone, come merita, Giovanni De Carolis. Inoltre sarebbe il caso che Malagò, Presidente del CONI e Luca Cordero di Montezemolo che guida il Comitato promotore per le Olimpiadi a Roma nel 2024, vengano a rendersi conto di come ci si sacrifica per una disciplina sportiva che a Roma, nel 1960, arricchì il medagliere olimpico con tre ori (Musso, Benvenuti, De Piccoli), tre argenti (Zamparini, Lopopolo, Bossi) e un bronzo (Saraudi). Uno sport e delle realtà che meritano sostegno, come tutte le discipline che, lontane da mode, falsi miti e soldi facili, rendono attuali i veri valori sportivi, quei valori che, forse, alcuni campioni del calcio hanno dimenticato.

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Progetto della scuola “Cambiagio” Genitori e figli leggono insieme

Progetto della scuola “Cambiagio”
Genitori e figli leggono insieme

“Read in the Eu – road” è il titolo del progetto di Erasmus Plus che la scuola paritaria “Benedetta Cambiagio” sta realizzando in questo anno scolastico per sviluppare negli alunni le abilità di lettura e trovare in questa attività una fonte di benessere personale. Molte sono le attività proposte agli alunni per sviluppare questo progetto e ad alcune abbiamo partecipato con entusiasmo anche noi genitori, leggendo insieme ai nostri figli e per loro… In queste occasioni, eravamo noi grandi emozionati e contenti di poter essere utili, calandoci nel nostro ruolo con empatia e competenza. I ragazzi erano soprattutto molto divertiti da questo scambio di ruolo. Avere i genitori con loro per trascorrere del tempo insieme nella lettura, ha posto l’accento sul fatto che grandi e piccoli possono testimoniare ed aiutarsi a vicenda, per tenere presente ciò che veramente è importante conoscere e ricordare tra le tradizioni della nostra cultura.
Certamente noi adulti siamo diventati più consapevoli che tenendo in considerazione la lettura, come basilare attività di apprendimento, possiamo essere di esempio e di stimolo ai nostri ragazzi. Nella nostra epoca, definita ormai del tutto “digitale”, è importante non perdere le competenze linguistico-comunicative, ma, anzi, è essenziale leggere ad alta voce per i figli, leggere e raccontare storie che sviluppano la loro immaginazione e la loro fantasia, non smettere di leggere con loro solo perché sanno già leggere da soli… Grazie alla lettura si costruisce nell’individuo l’empatia con il mondo circostante: è un contatto che ci rende più ricchi, più profondi…e ci si ritrova impercettibilmente cambiati nel comprendere la realtà.
Così, noi genitori, convinti del benessere della lettura, invogliamoci a leggere in privato e in pubblico.
Mostriamo che leggere è una cosa positiva. Se leggiamo, se i nostri figli ci vedono leggere, impareranno anche loro, capiranno che esercitare l’immaginazione aiuta ad avere una visione più ampia del mondo che ci circonda.
Ad Albert Einstein fu chiesto una volta come fosse possibile rendere i bambini più intelligenti. La sua risposta fu semplice e geniale: “Se volete che un bambino sia intelligente leggetegli delle favole. Se volete che diventi più intelligente, leggetegli più favole”.
Aveva capito il valore della lettura e dell’immaginazione nella crescita dei nostri ragazzi.

Antonella Izzo

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Camp8: via al campo due di volontariato nel Municipio

Camp8: via al campo due di volontariato nel Municipio

di Marcello Conte

Anche quest’anno il Comitato Parco Giovannipoli si fa promotore, insieme a Nessun dorma, il Villetta Social Lab, Legambiente Garbatella e CSOA La Strada, del campo di volontariato internazionale che sarà realizzato a luglio sul territorio del nostro Municipio.
L’anno scorso, con il titolo di Garbatella History Camp, i volontari provenienti da tutto il mondo si sono presi cura del parco Serafini (o Giovannipoli o di Commodilla) contribuendo – sotto la guida di esperti nominati dal Ministero per i Beni Culturali – a riqualificare gli scavi archeologici presenti nel parco.
“Quest’anno – ci spiega Katiuscia Eroe, Presidente del Comitato promotore – abbiamo deciso di cambiare nome e abbiamo scelto Camp8 che si può leggere camp otto o camp eight a seconda della lingua e che ci dà la possibilità di realizzare i futuri campi internazionali sempre con lo stesso nome cambiando solo argomento”.
L’edizione 2016 di Camp8 avrà come tema centrale l’accoglienza e la riqualificazione di luoghi dove le diverse realtà di cittadinanza attiva che operano sul territorio dell’Ottavo Municipio creano quotidianamente occasioni di socializzazione, di condivisione e di integrazione come ad esempio le attività di Nessun dorma al campo Socrates o a quelle delle associazioni che operano nell’ambito del Villetta Social Lab per facilitare l’integrazione dei migranti.
La gestione di un Campo come questo, richiede ovviamente un notevole sforzo economico. Per questo, dal mese di aprile, verranno organizzate diverse iniziative di raccolta fondi per autofinanziare un’esperienza necessaria al territorio.
Chi volesse dare il proprio contributo può farlo contattando il Comitato sulle pagine Facebook “Comitato parco Giovannipoli” e “Camp8-Roma”.

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Il Maestro Gianpistone dalla Garbatella al mondo

Il Maestro Gianpistone dalla Garbatella al mondo

di Francesca Vitalini

“Attraverso la mia pittura ho voluto cogliere l’essenza della realtà che ho sperimentato con viaggi reali, molti, e fantastici”. Esordisce così il Maestro Gianpistone, da poco superati gli 87 anni. Nato a Roma, nella zona Ostiense, “in un palazzo talmente popolare che ospitava la Maternità”, ricorda.
Inizia ad esprimersi attraverso la pittura casualmente, per una sorta di rivalità nei confronti di una giovane fidanzatina, cantante lirica: stanco di dover essere sottoposto ai suoi impegni, decide un giorno di comprare dei cartoni telati, dei colori, un tubetto del bianco ed alcuni pennelli. Inizia, così, a dipingere e si avvicina al gruppo de “I Pennellati”, dopo qualche mese si aggiudica il premio di incoraggiamento alla carriera della Galleria di Arte Moderna di Roma.
“I miei inizi sono divertenti – continua il Maestro Gianpistone – e la mia esperienza dimostra che ero un pittore da prima che iniziassi a dipingere.
Considero la pittura una maniera di esprimermi, un percorso che avevo dentro e che si è manifestato ad un tratto”.
La pittura si collega ad altre forme d’arte: il teatro e la scultura, tanto che nel 1957 partecipa con due opere alla “Biennale Internazionale di Carrara” e nel 1966 fonda a Testaccio lo Studio Arte Equipe ’66 aprendolo al mondo con eventi di teatro d’avanguardia, poesia, jazz, folclore di numerosi paesi e con laboratori teatrali ed artistici per persone con disabilità.
Quasi parallelamente inizia una serie di viaggi in tutta Europa: dalla Groenlandia alla Grecia, dall’Inghilterra all’Unione Sovietica.
E, poi, America ed Africa, dall’Egitto al Sud Africa. Nel 1966 compie il primo dei tre viaggi in Estremo Oriente, arrivando in Indonesia, in Cina ed in Giappone. Numerosissimi i viaggi in Medio Oriente uno dei quali in macchina, fino alle soglie di Kabul in Afghanistan. L’India è il paese dove ha raccolto le maggiori esperienze, attraversandola dal Sud al Nord alla ricerca di una “verità assoluta”.
“Quando arrivavo in un posto – racconta il Maestro – avevo l’atteggiamento di un neofita desideroso di apprendere e di fissare sulla propria pelle, come un tatuaggio, l’esperienza del viaggio… Con il passare del tempo, però, i “tatuaggi” sbiadivano ed avevo bisogno di vivificarli di nuovo con altri viaggi”.
Nel cogliere l’essenza della realtà umana e naturale che si manifesta sotto ai suoi occhi si compongono i suoi cicli pittorici, tra i quali, per citarne alcuni: Entromondo, Natura Mirabilis, I colori del sacro, Le vie della seta, Le origini delle scritture, Memorie, Mediterraneo, Alle origini della cultura europea, Ierofanie, ospitate in più di 200 mostre personali in Italia, tra le quali, al Complesso Monumentale del Vittoriano a Roma, nel 2000, e in prestigiosissime esibizioni all’estero. Dal 1954 il pittore Gianpistone partecipa attivamente alle maggiori rassegne nazionali, conseguendo in oltre venti anni di attività oltre duecento premi (fra cui dodici medaglie d’oro). Da ricordare fra questi, il significativo riconoscimento alla sua opera e alla nuova dimensione della ricerca, il “Premio  Enrico Mattei” (1974).
Oggi la sua opera, in attesa di future mostre personali, può essere ammirata presso il suo studio di Poggio Moiano, nota cittadina in provincia di Rieti, dove una volta al mese la figlia, Sabina Pistone, organizza delle visite guidate in compagnia dell’artista e, permanentemente, presso il “Museo Etnologico delle Maschere di Cartapesta Gianpistone”, che raccoglie circa 500 maschere in cartapesta, che l’artista romano ha realizzato, riproducendole dai modelli africani e asiatici e da modelli carnevaleschi italiani.
Cos’altro rimane da cogliere in un’esperienza così vasta e poliedrica?
“Il Gazometro – conclude il maestro Gianpistone – nella mia giovinezza ho provato più volte a catturarlo: andavo davanti alla sua struttura, così aerea, e mai sono rimasto soddisfatto di come la riproducevo perché le mie spatolate non riuscivano a rappresentarne la leggerezza”.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 12 – Aprile 2016

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AgorApp, il nostro Municipio approda nella rete mobile

Per un’informazione puntuale e continua

AgorApp, il nostro Municipio approda nella rete mobile

Il Municipio di Roma VIII ha scelto un nuovo modo di comunicare e lo fa con una app: AgorApp, un nuovo strumento gratuito col quale si potrà sempre rimanere informati sulle iniziative del Municipio. Sviluppata in collaborazione con la Delta Management, l’applicazione AgorApp migliora l’attività di comunicazione istituzionale, favorendo sempre più la conoscenza e l’accesso ai servizi pubblici erogati.

Per un’informazione puntuale e continua

AgorApp, il nostro Municipio approda nella rete mobile

Il Municipio di Roma VIII ha scelto un nuovo modo di comunicare e lo fa con una app: AgorApp, un nuovo strumento gratuito col quale si potrà sempre rimanere informati sulle iniziative del Municipio. Sviluppata in collaborazione con la Delta Management, l’applicazione AgorApp migliora l’attività di comunicazione istituzionale, favorendo sempre più la conoscenza e l’accesso ai servizi pubblici erogati.
L’App, disponibile su Google Play, ha come obiettivo la diffusione delle informazioni istituzionali, la visibilità delle proprie iniziative, delle notizie, la valorizzazione delle attività sociali, culturali e commerciali del territorio municipale; in altre parole far scoprire al cittadino, in modo completamente gratuito, le molteplici opportunità presenti su tutto il territorio direttamente dal proprio cellulare.
L’App inoltre dispone di un servizio di notifica su smartphone, che permette di ricevere gli aggiornamenti più importanti anche senza controllare periodicamente l’applicazione.
Scaricarla è facile, basta accedere con il browser al sito Google Play Store (https://play.google.com/store), digitare nella casella “Cerca” la parola “agorapp” (non c’è differenza fra maiuscole e minuscole), selezionare fra i risultati AgorApp quello del Municipio VIII e quindi fare clic su “Installa”. Il download e l’installazione si avvieranno automaticamente. In questo modo sarete aggiornati su tutte le novità del Municipio! In questa prima fase sperimentale non è prevista la compatibilità con i cellulari Apple (iPhone) che è stata assicurata per il prossimo futuro.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 12 – Aprile 2016

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Gabriele detto “Er Faciolo” una vita passata tra pop corn, bruscolini, e migliaia di ragazzi dell’oratorio di San Filippo Neri

Gabriele detto “Er Faciolo” una vita passata tra pop corn, bruscolini, e migliaia di ragazzi dell’oratorio di San Filippo Neri

Auguri a Gabriele, 82 anni

A maggio 2015 ha ricevuto in Campidoglio il “Premio Simpatia”

Il 25 marzo Gabriele De Santis meglio conosciuto dai suoi concittadini della Garbatella come “Er Faciolo” ha compiuto 82 anni.

Gabriele detto “Er Faciolo” una vita passata tra pop corn, bruscolini, e migliaia di ragazzi dell’oratorio di San Filippo Neri

Auguri a Gabriele, 82 anni

A maggio 2015 ha ricevuto in Campidoglio il “Premio Simpatia”

Il 25 marzo Gabriele De Santis meglio conosciuto dai suoi concittadini della Garbatella come “Er Faciolo” ha compiuto 82 anni.

Gli abitanti del quartiere si ricordano tutti di Gabriele, con il suo cabaret nei cinema Columbus e l’Avana, durante gli intervalli dei film a vendere bruscolini, mostaccioli e tante piccole leccornie. Gabriele non è stato solo questo, ma anche uno dei più vicini collaboratori di Padre Guido. La sintesi con la quale è stato meglio raccontato “Er Faciolo” è la motivazione letta alla sala della Protomoteca del Campidoglio il 27 maggio dello scorso anno, quando in una sala affollatissima di grandi personalità gli è stato attribuito il Premio Simpatia 2015, importante premio storico capitolino che viene riservato a grandi personaggi e a persone che hanno caratterizzato la propria vita, con un grande senso di altruismo e simpatia, doti che a Gabriele sicuramente non mancano.
La motivazione del premio.
Nel cuore della Garbatella, nella stanzetta dove si proiettavano i film dell’ex cinema parrocchiale Columbus, vive Gabriele De Santis.
Personaggio mitico ed insostituibile del quartiere detto “er faciolo” per il suo aspetto rotondeggiante.
Il suo volto ci racconta la sua storia fatta di bontà, di sacrificio e di aiuto per il prossimo, soprattutto per i bambini e i ragazzi.
Ci parla dei suoi numerosi ricordi, le difficoltà della guerra, il lavoro in fabbrica sempre difficile e saltuario finchè negli anni 60 diventa il “bruscolinaro” del cinema Columbus e dell’Avana, due sale storiche della Garbatella attualmente chiuse.
Gabriele quando ha potuto ha sempre aiutato i “regazzini” come li chiama lui e ancora oggi, a più di ottant’anni, porta le merendine agli alunni della Scuola Media Cesare Baronio.
I ragazzi lo amano come un nonno e anche se non hanno i soldini per comprare i panini, lui con il suo volto bonario e “pacioccone”, glieli regala.
Le gioie di Gabriele sono dei bigliettini scritti dai suoi ragazzi che gli manifestano con semplicità il loro affetto e la loro gratitudine.
Gabriele è ancora un punto di riferimento non solo per questi bambini ma anche per quelli ora diventati adulti. La sua vita ci fa sognare e ci riconcilia col mondo, ci intenerisce pensarlo con i suoi ricordi la sera nella sua stanzetta, un “Piccolo Cinema Paradiso”, che per volontà di Padre Guido lo accolse anni fa nella Parrocchia di San Filippo Neri.
La sua vita appartiene alle storie umane e nascoste della nostra città che il Premio Simpatia vuole premiare con la sua rosa.
Grazie Gabriele!
Tanti auguri da tutta la redazione
di Cara Garbatella per i tuoi 82 anni.

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A Ennio Mariani la Medaglia d’onore concessa ai deportati nei campi nazisti

Una appassionata lettera dei figli, a vent’anni dalla morte del padre

A Ennio Mariani la Medaglia d’onore concessa ai deportati nei campi nazisti

Fu per lunghi anni il custode della sezione comunista di Via Passino. La Villetta fu la casa della sua passione politica e anche della sua famiglia

L’esigenza di ricercare un periodo preciso della vita di nostro padre Ennio Mariani ci ha portato a richiedere, a suo nome, la Medaglia d’onore, concessa dalla Presidenza del Consiglio dei ministri e conferita ai cittadini italiani deportati nei lager nazisti.
Il 27 gennaio di quest’anno, nella ricorrenza del giorno della memoria, a Palazzo Valentini abbiamo ricevuto la medaglia dal Prefetto, con una cerimonia che si è tenuta presso la Sala Di Liegro. Insieme alle mie sorelle, a mio fratello e a mio cugino Roberto Mariani, abbiamo ascoltato con grande emozione pronunciare il nome di nostro padre, ma anche con il rammarico per questo riconoscimento tardivo, arrivato dopo 71 lunghi anni, durante i quali l’esistenza degli IMI (Internati Militari Italiani), rientrati dopo la liberazione, è stata negata dai vari governi italiani e per questo caduta nel silenzio nei confronti dei nostri militari deportati dopo l’8 settembre 1943.
Il 6 aprile sono vent’anni che nostro padre ci ha lasciato e vorremmo ricordarlo a chi l’ha conosciuto e farlo conoscere a chi invece non ne ha avuto occasione.
Ennio è rientrato dalla prigionia il 17 luglio 1945.
Distrutto nel fisico e nell’anima ma pieno di voglia di ricominciare. Ha conosciuto subito mia madre, Fernanda Pasquali, iscritta al PCI. Anche lui dalla fine del 1945 si iscrisse al Partito. La sezione Garbatella, la Villetta, è stata per tutti noi la casa, il posto dove vivere, dove lavorare, e noi, che alla Villetta ci siamo nati e vissuti nel vero senso della parola, ricordiamo ancora quell’infanzia felice, l’odore del ciclostile, il campetto del gioco delle bocce, le interminabili serate estive con i giovani della FGCI a discutere del futuro, il bar gestito prima da nonno Domenico e poi da Pasqualone. Certo, ci sono stati momenti difficili, ma c’era un’unità tra compagni che ripagava sempre. Poi c’era “L’unità”, il giornale che Ennio portava sempre in tasca, che nostro padre, la domenica mattina, ci portava a diffondere, casa per casa.
Ennio non era una persona facile, politicamente un osso duro, nato nella scuola della Garbatella. Era autentico nel sincero e profondo attaccamento al partito, solido come nel suo  profondo amore per la sua famiglia. Ennio parlava ad alta voce, prendeva in giro tutti e soprattutto i professori, non aveva soggezione di nessuno e da un certo punto in poi non condivideva il cambiamento che era in atto.
Era un organizzatore instancabile di feste dell’Unità, costruttore del palco da dove faceva discorsi appassionati e magistrale trascinatore nelle affissioni di manifesti durante le campagne elettorali.
Gli anni del dopoguerra, il lavoro precario ai Mercati generali, per il quale fu intervistato denunciando le pessime condizioni di lavoro, con lo pseudonimo di Otello (per non rischiare di perdere anche quelle occasioni di lavoro tanto importanti) lo hanno temprato, hanno forgiato un uomo appassionato e generoso.
Ricordiamo che insieme a Don Picchi ha sostenuto e lottato per adibire la ex Casa del Fanciullo al luogo che è oggi il Centro italiano di solidarietà (CEIS). Fu il primo presidente del centro anziani alla Montagnola, da lui e dai compagni della sezione Montagnola fortemente voluto. Era un uomo ingombrante che ci ha sempre messo la faccia, che con trasporto esponeva i suoi ideali e con la stessa intensità amava fare del bene agli altri senza mai vantarsene. Entrava senza chiedere il permesso nella vita di ognuno. Era grande il nostro papà e ci piace pensare che chi l’ha conosciuto la pensi come noi.
Dopo la Bolognina però non aveva scelto. Aveva sofferto molto, ma il suo grande amore era rimasto vivo. Un amore nato in un lager, al freddo, patendo la fame, la fatica, i soprusi e le torture. Un amore che lo ha accompagnato per tutta la vita, un amore rosso come la sua passione, e a chi gli diceva di schierarsi rispondeva gridando: “io nu me devo rifonda’…io resto io” e, restando fedele al suo antico ideale, ormai dissolto, non scelse il nuovo che si profilava perché non lo riconosceva più.
Pensiamo che dobbiamo opporci al dissolversi nel tempo delle cose e delle persone. Abbiamo pensato di ricordarlo così, con poche righe, perché i ricordi restano e sono parte ineludibile del nostro presente. Sono le nostre radici.
6 Aprile 1996 – 6 Aprile 2016 Rodolfo, Patrizia, Katia, Valentina e Vitaliana.
Un appassionato grazie ai figli di Ennio Mariani, che hanno voluto ricordare la memoria del loro padre, un uomo semplice e grande, con parole così toccanti. Quando i figli ricordano con tanto orgoglio le loro radici vuol dire che è stata loro trasmessa un’autentica nobiltà. E’ questo il caso di Ennio e anche di Fernanda. Per chi non ha conosciuto Ennio, spieghiamo a che cosa si allude nella lettera dei cinque fratelli Mariani, quando parlano della Villetta come della loro casa, “dove siamo nati e vissuti”. La Villetta, dalla Liberazione in poi, è stata per la Garbatella la“casa del popolo”, dove oltre che sede politica sono stati ospitati associazioni culturali, associazioni sportive, scuole di alfabetizzazione, circoli del cinema e del teatro, circoli giovanili e una infinità di altre organizzazioni democratiche.
Ma per Ennio e per la sua numerosa famiglia è stata per lunghi anni la loro vera casa. La Sezione aveva bisogno di un custode, più di una volta era stata fatta  oggetto di incursioni di sabotatori, culminati nel 1950 da una vera aggressione in grande stile, peraltro respinta a furor di popolo, di neofascisti dell’MSI. Ennio aveva gravi problemi di abitazione, era nel contempo un uomo deciso, altamente affidabile. Gli fu chiesto di assumere lui il compito di custode e gli fu assegnato l’unico posto disponibile, il sottotetto della Villetta, dove oggi c’è l’Associazione Italia-Cuba. Lì la sua famiglia divenne numerosa, lì Ennio poteva dare corso alla sua passione politica.
Lo spazio che occupava era scarso e abbastanza scomodo da praticare, ma era sufficiente a compattare le sue grandi passioni: famiglia e Partito.
Ennio si spezzava la schiena lavorando al Mercato grande dell’Ostiense, il luogo in cui aveva lavorato anche Giuseppe Cinelli, martire alle Ardeatine, al cui nome era intitolata la sezione comunista di quella Villetta che Ennio per lunghi anni ha custodito.
Cari figli di Ennio, grazie per il bel ricordo di vostro padre che ci avete mandato e che a me ha fatto rivivere episodi ed atmosfere che oggi sembrano svaniti.

Cosmo Barbato

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 12 – Aprile 2016

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Altrevie_programma_aprile_2016

Programma Aprile 2016

•    Venerdì 1 – Cineclub ZiC-Altrevie: I CORTI DELL’ASPERGER FILM FESTIVAL
Serata dedicata ai corti presentati al festival 2015. € 4. Con Francesco Castracane. Ore 20,45 Via Caffaro 10
•    Domenica 3 – MATINEE CLASSICA: SCHUBERT E CHOPIN
Primo di un ciclo di incontri di guida all’ascolto della musica classica dedicati agli ‘altri romantici’. Con Giovanni La Torre. Ingresso libero. Ore 10,30 Via Caffaro 10.

•    Venerdì  8 – Cineclub ZiC-Altrevie: UN INSOLITO NAUFRAGO NELL’INQUIETO MARE D’ORIENTE
Contributo € 4. Con Francesco Castracane. Ore 20,45 Via Caffaro 10

•    Sabato 9 – Il Canto dei Popoli: Musica dall’Iran/Musica ebraica
Concerto di dialogo tradizioni musicali d’Oriente con Pejman Tadayon e Riccardo Manzi
Contributo € 10 – Prenotazione consigliata: altrevie@gmail.com. Ore 21, Via Caffaro, 10

•    Domenica 10 – DA OMERO A TALETE. Le origini del pensiero europeo
Conversazione filosofica con la Prof.ssa Annalisa Sapegno.  Ingresso libero. Ore 10,30, Via Caffaro 10

•    Venerdì 15 – Cineclub ZiC-Altrevie: TORNERANNO I PRATI
Regia di Ermanno Olmi. Contributo € 4. Con Francesco Castracane. Ore 20,45 Via Caffaro 10

•    Sabato 16 – Il Canto dei Popoli:  TRAIN DE VILLE
L’ensemble “Train de ville” in concerto: “canzoni da viaggio” folk gipsy & original songs
Contributo € 8 – Prenotazione consigliata: altrevie@gmail.com. Ore 21, Via Caffaro 10

•    Domenica 17 – MATINEE CLASSICA: PAGANINI, LISZT, BERLIOZ
Secondo di un ciclo di incontri di guida all’ascolto della musica classica dedicati agli ‘altri romantici’.
Ingresso libero. Con Giovanni La Torre. Ore 10,30 Via Caffaro 10

•    Sabato 23 – Il Canto dei Popoli:  CHRISTY LEAHY
Musica della tradizione irlandese  con  Athena Corcoran Tadd – violino | Christy Leahy – organetto irlandese | Maurizio Di Giacomo – chitarra
Contributo € 8. Prenotazione consigliata: altrevie@gmail.com. Ore 21, Via Caffaro, 10

•    Venerdì 29 – Cineclub ZiC-Altrevie: NOI NON SIAMO COME JAMES BOND
Documentario. Contributo € 4. Con Francesco Castracane. Ore 20,45 Via Caffaro 10

•    Sabato 30 – Il Canto dei Popoli: LE CHAT NOIR
Musica della tradizione francese – dal rinascimento al Balfolk. Contributo € 8.
Prenotazione consigliata:altrevie@gmail.com. Ore 21, Via Caffaro 10

ALTREVIE è un progetto culturale che intende sviluppare un percorso di conoscenza e di arricchimento culturale attraverso incontri, visite guidate, viaggi ed escursioni. Ad esso è associato un ciclo di musiche etniche e tradizionali con l’obiettivo di favorire la comprensione di altre culture,  di avvicinarci ad altre forme di espressione e  superare ogni barriera tra i popoli. Questa sensibilità si esprime anche nella riaffermazione di un più incisivo impegno civile e sociale sui temi delle libertà, della laicità e della democrazia.Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Corso base di recitazione

Corso base di recitazione

 

Arte Da Marte organizza un corso di recitazione che si svolgerà da Aprile a fine Maggio. Due mesi, 8 incontri, in cui verranno approfondite le basi della recitazione.
In particolare:

  • Postura, neutralità, disposizione nello spazio;Riscaldamento fisico e vocale;
  • Respirazione diaframmatica;
  • Interpretazione ironica, melodrammatica, realistica, epica, surreale;
  • La memoria emotiva;
  • La costruzione del personaggio;
  • Filosofia ed emozioni.

Gli incontri avranno la durata di 2 ore.

Le classi tra cui si potrà scegliere di partecipare sono:

Tutti i LUNEDI’ dalle 19:00 alle 21:00 o
Tutti i MERCOLEDi’ dalle 19:00 alle 21:00

PRIME LEZIONI DI PROVA:
LUNEDI’ 4 APRILE 19:00 – 21:00
MERCOLEDI’ 6 APRILE 19:00 – 21:00

Importante la prenotazione, posti limitati.

Il corso si svolgerà presso il Barnum Seminteatro, in via Adelaide Bono Cairoli 3, zona Garbatella.
Il costo complessivo del corso è di € 100 (50 euro al mese)
Per info ed iscrizioni: scriba100@tiscali.it – 3490573178Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

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I film che nel corso degli anni sono stati girati alla Garbatella
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