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Autore: Redazione

Sinistra Democratica a Garbatella

POLITICA

Sinistra Democratica a Garbatella

di Andrea Fannini

In questi mesi è nata e si sta consolidando l’esperienza di Sinistra Democratica alla Garbatella e nel Municipio Roma XI. Un movimento nato per iniziativa di molte
donne e uomini che non hanno condiviso la decisione dei DS di sciogliersi e confluire nel nascente Partito Democratico. Un nuovo soggetto politico che non vuole essere l’ennesimo partitino. Anzi. Tutto il contrario. …..

POLITICA

Sinistra Democratica a Garbatella

di Andrea Fannini

In questi mesi è nata e si sta consolidando l’esperienza di Sinistra Democratica alla Garbatella e nel Municipio Roma XI. Un movimento nato per iniziativa di molte
donne e uomini che non hanno condiviso la decisione dei DS di sciogliersi e confluire nel nascente Partito Democratico. Un nuovo soggetto politico che non vuole essere l’ennesimo partitino. Anzi. Tutto il contrario.

La sfida – difficile ma necessaria – è quella di favorire un processo unitario delle forze sociali e politiche che credono ancora nella necessità e nella funzione di un grosso soggetto politico a sinistra. Difesa ed estensione dei diritti sociali e civili, lotta al precariato, questione morale, laicità, pace, queste le linee che caratterizzano i fuoriusciti dai DS, che prima si riconoscevano nella Mozione Mussi, il cosiddetto ex Correntone.
Il 5 maggio è formalmente nata Sinistra Democratica. Con propri gruppi parlamentari sia alla Camera che al Senato. Un simbolo. Un’organizzazione nel territorio. In questo municipio, la Villetta – sede storica del PCI e poi divisa fra PDS e Rifondazione – è il punto di riferimento per quanti condividono l’obiettivo di trasformare la politica da sinistra e concepiscono la propria militanza in maniera disinteressata.
Non come una ragione per vivere, insomma. A Garbatella la maggioranza degli iscritti dei DS al recente congresso di sezione ha votato contro la nascita del PD. Tantissimi di loro sono impegnati quotidianamente per Sinistra Democratica. Nelle istituzioni locali come l’assessore ai Servizi sociali Andrea Beccari e la consigliera Paola Angelucci. Ma soprattutto nel territorio. Organizzando dibattiti, presentazioni di libri, iniziative culturali. Tre giorni di festa a settembre, molto bella e partecipata. Con lo scopo di dimostrare che la politica non è solo interesse ma anche passione. Che può essere anche un modo per tentare di cambiare l’esistente, anche se non è affatto facile. Che può e deve essere anche un momento di crescita collettiva.
Che è molto più importante stimolare la cultura del noi anziché quella dell’io. Che può essere – sempre la politica – un’attività nobile e non semplice gestione del potere. Venerdì 19 ottobre sono stati inaugurati ufficialmente gli spazi dove avrà sede Sinistra Democratica. Certamente alla Villetta, in Via Passino 26. Per tanti e diversi motivi.
Per motivi storici e simbolici. E di democrazia sostanziale. Afferma, infatti, il coordinatore di Sinistra Democratica del Municipio Roma XI, Natale Di Schiena: “In tutte le sezioni dei DS dove ha vinto all’ultimo Congresso la maggioranza favorevole al PD alle compagne e ai compagni contrari non è stato consentita agibilità politica. Ed è sicuramente giusto. Abbiamo rispettato sempre le decisioni degli iscritti. Lo stesso pretendiamo alla Garbatella, dove più del 60% degli iscritti ha votato la mozione Mussi. Abbiamo consentito un uso condiviso degli spazi fino al 14 ottobre, giornata delle primarie.
Con fermezza e non violenza chiediamo soltanto il rispetto delle scelte e degli esiti congressuali, riguardo all’utilizzo della sede. Pensiamo di arricchire – con il nostro contributo – sia il processo unitario della sinistra che quello della coalizione. Purtroppo questi sono momenti anche di divisioni personali. Che si potranno ricomporre solo nell’autonomia e nel rispetto reciproco dei percorsi. I compagni e le compagne che hanno scelto di aderire al PD hanno altre quattro sedi nel Municipio, una presenza radicata e forte nelle istituzioni, risorse e strumenti per affermare il loro progetto, che noi non condividiamo ma che non ostacoleremo
mai”.
Sinistra Democratica del Municipio Roma XI a breve promuoverà una conferenza di organizzazione, aperta a tutti i cittadini; è impegnata nel Municipio nel cantiere della sinistra; presto si doterà di un proprio sito.

 

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 4 – Dicembre 2007

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Prossima apertura alla Garbatella di una sede della Libreria Rinascita

Prossima apertura alla Garbatella di una sede della Libreria Rinascita

di Antonella Di Grazia

Il sapere rende gli uomini liberi e un libro è certamente la migliore forma di espressione della democrazia, della libertà di pensiero e di parola. Quale frase può sintetizzare meglio l’apertura di una nuova libreria? All’interno dell’area in cui è previsto il piano di sviluppo di Campidoglio 2 aprirà tra qualche mese alla Garbatella una sede nuova di zecca della Libreria Rinascita. Nella nuova libreria, situata in Via Prospero Alpino, in una zona che diventerà …..

Prossima apertura alla Garbatella di una sede della Libreria Rinascita

di Antonella Di Grazia

Il sapere rende gli uomini liberi e un libro è certamente la migliore forma di espressione della democrazia, della libertà di pensiero e di parola. Quale frase può sintetizzare meglio l’apertura di una nuova libreria? All’interno dell’area in cui è previsto il piano di sviluppo di Campidoglio 2 aprirà tra qualche mese alla Garbatella una sede nuova di zecca della Libreria Rinascita. Nella nuova libreria, situata in Via Prospero Alpino, in una zona che diventerà ad alta pedonabilità, in prossimità della ex Manifattura dei tabacchi, il visitatore troverà un ampio spazio dedicato alla cultura, alla tecnologia e all’intrattenimento. La libreria, che si estenderà su una superficie di oltre 700 metri quadrati, offrirà una grande disponibilità di libri, oltre a un vasto assortimento di cd musicali, dvd e, sembra, prodotti di telefonia.
L’apertura della nuova Libreria Rinascita a Garbatella conferma la volontà della proprietà di creare una catena fortemente orientata alla soddisfazione dei clienti più esigenti. Il nuovo punto vendita, infatti, sarà di concezione totalmente innovativa. Avrà un orario di apertura che faciliterà l’affluenza del pubblico e soprattutto offrirà ai visitatori una serie di servizi aggiuntivi, tra i quali eventi e incontri con gli autori, un punto dedicato ai soci di “amici di Rinascita”, un Internet Point e una biglietteria on-line per spettacoli, concerti e manifestazioni.
Le librerie Rinascita nella nostra città, ma estenderei il giudizio su tutto il territorio nazionale, sono sempre state un punto di incontro, aldilà della presenza sui loro scaffali di libri e dischi. Non solo libri ma aperitivi gustati sotto le note jazz di musica dal vivo, occasioni per parlare di attualità e cultura e per incontrare i protagonisti dei cambiamenti politici che attraversano il Paese.)

 

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3° Garbatella Jazz Festival: posti in piedi alla Villetta

Clamoroso successo dell’iniziativa delle associazioni Cara Garbatella e Altrevie

3° Garbatella Jazz Festival: posti in piedi alla Villetta

di Lorena Guidaldi

In una Villetta da “posti in piedi” anche quest’anno si è svolto il “Garbatella Jazz Festival”. Dal 12 al 14 ottobre, infatti, si è tenuta la terza edizione di questo ormai consolidato appuntamento per esperti, organizzato come sempre dalle associazioni Cara Garbatella …..

Clamoroso successo dell’iniziativa delle associazioni Cara Garbatella e Altrevie

3° Garbatella Jazz Festival: posti in piedi alla Villetta

di Lorena Guidaldi

In una Villetta da “posti in piedi” anche quest’anno si è svolto il “Garbatella Jazz Festival”. Dal 12 al 14 ottobre, infatti, si è tenuta la terza edizione di questo ormai consolidato appuntamento per esperti, organizzato come sempre dalle associazioni Cara Garbatella e Altrevie.Nella splendida cornice delle ottobrate romane, la “tre giorni” ha offerto tanta buona musica ma anche occasioni per incontrarsi e reincontrarsi, mangiare e bere grazie alla magnifica organizzazione, trascorrere serenamente le forse ultime serate all’aperto prima dell’inverno ormai imminente.
A fare la parte dei protagonisti, nomi importanti della scena jazz romana: in ordine rigorosamente alfabetico, Max Paiella, Fabiano “Red” Pellini, Luca Velotti.
Ad aprire la prima serata, venerdì 12 ottobre, Red Pellini, uno dei maggiori jazzisti classici del momento. I suoi arrangiamenti in puro stile swing sono supportati,
oltre che da una grossa preparazione, anche dagli strumenti musicali di cui si avvale, originali degli anni venti proprio per ottenere quel timbro musicale tipico del periodo.

Tutto ciò non è sfuggito ad un orecchio “esperto”, ma anche i profani hanno ascoltato con vero piacere le atmosfere dei primi decenni del secolo scorso.
La serata di sabato 13 ha visto l’esibizione di Max Paiella e del suo gruppo. In una affollata Villetta, il musicista ed intrattenitore (ricordiamo anche le sue divertenti performances alla trasmissione radiofonica “Il ruggito del coniglio”), ha deliziato i partecipanti con un vasto repertorio di classici e non, ascoltati piacevolmente, tra un piatto di pasta e un bicchiere di vino. Ospite d’eccezione, anche se in forma privata, Claudio Gregori, in arte Greg, ha dato vita ad un momento comico veramente spassoso. Ha concluso il festival Luca Velotti e la sua band. Il sassofonista, che da anni collabora attivamente con musicisti del calibro di Paolo Conte e Nicola Piovani, ha intrattenuto i numerosissimi partecipanti alla serata con il suo repertorio ormai consolidato.

Alla fine, un applauditissimo fuori programma: la pianista Monica Palmieri si è esibita con alcuni brani di musica classica e romantica.
Le tre serate sono state aperte dal trio jazz formato da Antonio Ricciardi al pianoforte, Dario Ambrosini al basso, Sauro Giovanetti alla batteria. Il bilancio di questo festival, giunto alla sua terza edizione, è stato anche quest’anno largamente positivo. La partecipazione è stata veramente massiccia e di anno in anno sempre più numerosa. E questa è senz’altro la causa prima che ci spinge ad affrontare una mole di lavoro e un dispendio di energie non indifferente, se il risultato finale è poi una importante e valida alternativa ai soliti fine settimana.

 

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La ricca stagione 2008 del Teatro Palladium

La ricca stagione 2008 del Teatro Palladium

Teatro, musica, danza, scienza, cinema e incontri culturali rappresentano la ricca offerta del Palladium nella stagione 2008, la quinta dall’apertura della struttura.
“Brividibrividi” è il titolo del cartellone di quest’anno, presentato giovedì 18 ottobre …..

La ricca stagione 2008 del Teatro Palladium

Teatro, musica, danza, scienza, cinema e incontri culturali rappresentano la ricca offerta del Palladium nella stagione 2008, la quinta dall’apertura della struttura.
“Brividibrividi” è il titolo del cartellone di quest’anno, presentato giovedì 18 ottobre dai due direttori Monique Veaute e Fabrizio Grifasi, dall’assessore alla Cultura del Comune di Roma Silvio di Francia, da Andrea Catarci, presidente dell’XI Municipio e da Guido Fabiani, rettore dell’Università Roma Tre.
Sul palcoscenico si esibiranno nomi affermati come l’Orchestra di Piazza Vittorio, la drammaturga Emma Dante, il regista teatrale Piero Maccarinelli, e nuove realta’ ”che necessitano di affermarsi – ha rilevato Catarci – sulla scena cittadina”. Tra cui i centri sociali – come l’Angelo Mai, il Rialto Santambrogio e il Kollatino Underground – che quest’anno guadagnano spazio nella rassegna ”Ztl – Zone Teatrali Libere”, in programma il 16 e 17 febbraio prossimo. L’attiva vitalità del Teatro Palladium ha segnato, secondo Di Francia, “la crescita di pubblico negli spettacoli dal vivo nell’XI Municipio, terzo dopo i municipi I e II dove si concentrano gran parte delle attivita’ teatrali e concertistiche, perche’ l’uno rappresenta il centro storico, l’altro ospita l’Auditorium” . – F.U. Monique Veaute, direttrice artistica del Palladium e di Roma Europa Festival, da poco anche amministratore delegato di Palazzo Grassi, ha detto che si tratta “del teatro più bello del mondo, unico per il suo rapporto con l’università e per le cose nuove che si riescono a realizzare. Il problema è solo quello di garantire sempre la qualità perché, su questo il pubblico non si sbaglia mai”. (F.V.)

 

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Al lavoro a pieno ritmo le scuole del quartiere

LA SCUOLA

Al lavoro a pieno ritmo le scuole del quartiere

di Paola Angelucci

La scuola è iniziata già da più di un mese, il “rodaggio” annuale dei primi giorni per bambini, ragazzi, famiglie ed insegnanti è terminato e tutti sono ormai al lavoro a pieno ritmo. …..

LA SCUOLA

Al lavoro a pieno ritmo le scuole del quartiere

di Paola Angelucci

La scuola è iniziata già da più di un mese, il “rodaggio” annuale dei primi giorni per bambini, ragazzi, famiglie ed insegnanti è terminato e tutti sono ormai al lavoro a pieno ritmo.
Nelle scuole del nostro quartiere ci sono stati dei cambi di dirigenza.Gli ambiti della scuola per l’infanzia sono stati riformati e, per motivi esclusivamente amministrativi, Lidia De Carolis che da anni dirige egregiamente le materne “Coccinella” e ” Il Girasole colorato” non ha più la gestione di quest’ultima scuola; al suo posto è stata nominata Maria L.Casilli, che però ancora non ha preso servizio a causa di un iter burocratico non ancora concluso. La divisione delle due scuole è stata vissuta con grande sofferenza dalle famiglie e dalle docenti, coinvolte loro malgrado in questa decisione che non tiene conto del vissuto quotidiano delle scuole interessate che da sempre lavorano insieme, portando avanti percorsi e continuità didattica, costituendo parte integrante dello stesso
circolo didattico, visto che le loro sedi sono comprese nei plessi Battisti ed Alonzi.
Insomma, pur augurando buon lavoro alla nuova coordinatrice, ci auguriamo che al più presto sia ripristinato l’ambito preesistente per continuare quel rapporto di fiducia instauratosi tra chi ha lavorato per anni insieme, producendo miglioramenti sensibili soprattutto nell’interesse dei piccoli utenti.
Altro cambio importante è quello avvenuto nel 45° Circolo didattico Battisti-Alonzi; la dottoressa Marletta è arrivata alla meritata pensione dopo anni di intenso lavoro nella scuola, impegnandosi per un’integrazione effettiva tra scuola e territorio, collaborando anche con il Municipio per la realizzazione del Centro Famiglie. Noi la salutiamo con stima ed affetto e accogliamo con entusiasmo il nuovo Dirigente scolastico dottor Mario Olivieri, che si presenta persona attenta, dinamica (spesso è presente anche all’Alonzi!), molto disponibile all’ascolto ed al rapporto costruttivo con i genitori.
Salendo nei vari gradi dell’istruzione, arriviamo al mitico Liceo classico Socrate, vera roccaforte della cultura umanista nel quadrante Garbatella-Ostiense. Anche qui cambio di dirigenza: al dottor Osvaldo Lezzi si sostituisce la dottoressa Gabriella De Angelis, ex-professoressa anni fa dello stesso liceo, a cui sta molto a cuore la scuola. Sicuri del suo impegno per il buon funzionamento dell’istituto, le auguriamo buon lavoro e un proficuo rapporto con le realtà sociali e culturali del territorio.
Parliamo ora della Scuola media statale Moscati, enorme vivaio di fanciulle in fiore e giovanissimi uomini che arrivano in massa non solo dal nostro quartiere, ma da tutto il Municipio XI. Siamo orgogliosi di questa scuola che ha dovuto addirittura aumentare le sezioni per l’enorme richiesta di nuove iscrizioni.
Ciò, ovviamente, ha creato anche alcuni disagi, perché gli spazi restano quelli che sono, mentre gli utenti aumentano ogni anno e si comincia a stare un po’ stretti. Però, ad essere sinceri, l’aria che si respira appena si entra alla Moscati è accogliente e gioiosa; il personale non docente è molto gentile, gli spazi interni sono ben mantenuti e arredati come un museo d’arte contemporanea completamente prodotta dalle ragazze e dai ragazzi della scuola; i docenti sono disponibili, tranquillizzanti e molto validi, requisiti fondamentali per il loro ruolo, soprattutto per chi insegna nella fascia d’età compresa fra gli undici ed i tredici anni, momento difficile e delicato per una crescita sana ed equilibrata.
Queste sono le nuove realtà delle nostre scuole, frequentate dai figli e dai nipoti di coloro che abitualmente leggono le pagine di questo giornale, i quali si trovano a fare i conti con le mille difficoltà in cui è costretta la scuola pubblica italiana, dalla carenza di fondi alla situazione lavorativa dei docenti non di ruolo, dal caro libri all’esiguità degli spazi. L’unica certezza è la fiducia che genitori, docenti e studenti ripongono ancora nella scuola pubblica, considerata vera palestra di vita, artefice di sapere e senso critico, luogo deputato per imparare la convivenza civile e la vita democratica: fiducia testimoniata ogni giorno dal successo delle nostre carissime scuole della Garbatella.

 

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Chi salverà il portale dell’arboreto Nicolai?

Chi salverà il portale dell’arboreto Nicolai?

Alla proprietà Nicolai apparteneva anche il bel portale che oggi si trova, negletto, a Via delle Sette Chiese sul muro di cinta della libera Università San Pio V, nel breve tratto tra Piazza Oderico da Pordenone e la Colombo.
E’ l’unico superstite dei 12 …..

Chi salverà il portale dell’arboreto Nicolai?

Alla proprietà Nicolai apparteneva anche il bel portale che oggi si trova, negletto, a Via delle Sette Chiese sul muro di cinta della libera Università San Pio V, nel breve tratto tra Piazza Oderico da Pordenone e la Colombo.

E’ l’unico superstite dei 12 che davano accesso alla sua grande tenuta ed è probabile che anche su di esso abbia messo le mani il Valadier. Oggi rimane a un livello rialzato rispetto a quello della strada, la quale fu ribassata per raccordarla alla Colombo quando quest’ultima fu impostata.
All’esterno del portale, in alto sopra l’arco, è uno bel pannello in maiolica policroma rappresentante la Madonna del Rosario, un’opera di metà ottocento o di scuola napoletana settecentesca; all’interno, sempre in alto sull’arco, un tondo di marmo rappresentante l’Addolorata con la scritta “Ecce Mater tua”.
Il portale, in stato di abbandono da decenni, assediato da piante infestanti, avrebbe bisogno di un restauro conservativo che invochiamo da anni, proponendo che se ne faccia carico l’Università San Pio V, l’importante istituzione culturale che lo annovera tra le sue pertinenze. In più di una occasione l’intervento – da noi auspicato e sollecitato – era stato preannunciato: ne avevamo dato anche notizia. Ma poi agli annunci non sono seguiti i fatti. Ora è in corso una iniziativa a livello municipale: è stata presentata in Consiglio, dalla presidente della Commissione Cultura Paola Angelucci, una proposta di risoluzione che impegna l’Istituzione a promuovere le iniziative tese al salvataggio del portale. Nel contempo si auspica un intervento di risanamento del breve tratto di Via delle Sette Chiese su cui affaccia il monumento. (C.B.)

 

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Chiesoletta-e-casale-Nicolai-Qui-c’è-la-mano-del-Valadier

di Cosmo Barbato

CULTURA E SOCIETA’

I disegni sommari dei due lavori realizzati alla Garbatella rintracciati in un taccuino di appunti del celebre architetto neoclassico. Un “arboreto” dai 12 cancelli e il bel portale unico superstite. L’urgenza di un suo restauro

Giuseppe Valadier

Giuseppe Valadier, il grande architetto romano di stile neoclassico vissuto tra il 1762 e il 1839, autore tra le tante sue opere della splendida sistemazione di Piazza del Popolo e del Pincio, ha lasciato anche qui da noi due suoi piccoli lavori: la cappella dei Santi Isidoro ed Eurosia, cioè la nostra “Chiesoletta“, e il casale Nicolai, oggi Santambrogio, sito sulla più alta collina della Garbatella, alle spalle della libera università San Pio V (immerso nel verde, ne è visibile solo la facciata posteriore, traguardando dallo Colombo). Entrambi i lavori erano stati commissionati da mons. Nicola Maria Nicolai, dotto e potente prelato della curia romana, amico del Valadier. Nicolai, grande proprietario terriero nella zona della Garbatella, fu attivo tra il papato di Pio VI (1775-1799) e quello di Gregorio XVI (1831-1846).

Chiesoletta

La Chiesoletta fu fatta erigere a beneficio dei contadini della sua vasta tenuta nonché dei pellegrini che percorrevano la Via delle Sette Chiese. Avrebbe sostituito un’antica cappella della Pace, di cui si hanno notizie fin dal 1217. Per il casale si trattava invece del rifacimento e ampliamento di un edificio preesistente, probabilmente del 1600.
Monsignor Nicolai, avendo ereditato dalla madre un terreno nella zona della Garbatella, sistematicamente ne ampliò i confini, fino a creare un’ampia tenuta nella quale introdusse anche a scopo sperimentale specie pregiate di piante. Qui coltivava il suo hobby con grande competenza, tale che gli valse la nomina a ministro dell’agricoltura sotto Gregorio XVI.

Pontificia Accademia Romana di Archeologia

Ma la sua era una dottrina poliedrica: aveva condotto sulla Basilica di San Paolo studi che furono fondamentali per la sua ricostruzione dopo l’incendio del 1822, aveva presieduto alla costruzione del porto di Civitavecchia, aveva introdotto l’eucalipto nella bonifica della zone paludose, fu presidente dell’Accademia dei Lincei e della Pontificia Accademia Romana di Archeologia.

Aveva la sua abitazione in centro, in Via di Monserrato, la residenza ufficiale nel Palazzo di Montecitorio e, qui da noi, la casa di campagna con il suo “arboreto dai 12 cancelli”.

La conferma dell’attribuzione al Valadier delle due opere suddette è venuta dalla pubblicazione nel 1985 a cura di Elisa Debenedetti di un taccuino autografo in cui l’architetto elencava i lavori da lui eseguiti.

Due schizzi sommari ma chiarissimi illustrano la chiesoletta e il casale.

Seguono le piante dei due edifici e le didascalie: “Cappella fatta per monsignor Nicolai alla sua vigna fori Porta San Paolo” e “Casino della vigna di monsignor Nicolai presso Porta San Paolo”.

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Ridateci la fermata dei bus 715 e 670

Ridateci la fermata dei bus 715 e 670

La soppressione della fermata degli autobus 715 e 670 di Largo delle Sette Chiese provoca continue lamentele da parte di persone anziane o studenti costretti ad allungare di circa 400 metri il percorso per raggiungere la fermata più vicina. Si richiede, quindi, il sollecito ripristino della stessa al fine di evitare il malcontento degli abitanti della zona. Chi vuole firmare la petizione per il ripristino della fermata può farlo presso “Curiosi oltre la lettura” a Largo della Sette Chiese n. 20.

 

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“50 e 50: ovunque si decide” Per una reale parità democratica tra donne e uomini

PARI OPPORTUNITA’

“50 e 50: ovunque si decide”
Per una reale parità democratica tra donne e uomini

di Antonella Di Grazia

E’ partita anche alla Garbatella la campagna “50 E 50 ovunque si decide”, promossa in tutta Italia dall’UDI (Unione Donne in Italia), a favore della proposta di legge di iniziativa popolare per una effettiva democraia paritaria nel nostro Paese. La proposta comprende cinque articoli di legge per …..

PARI OPPORTUNITA’

“50 e 50: ovunque si decide”
Per una reale parità democratica tra donne e uomini

di Antonella Di Grazia

E’ partita anche alla Garbatella la campagna “50 E 50 ovunque si decide”, promossa in tutta Italia dall’UDI (Unione Donne in Italia), a favore della proposta di legge di iniziativa popolare per una effettiva democraia paritaria nel nostro Paese. La proposta comprende cinque articoli di legge per l’attuazione dell’articolo 51 della Costituzione italiana sulle pari opportunità tra donne e uomini. Le liste elettorali, di conseguenza, dovrebbero alternare uomini e donne in modo da garantire pari rappresentanza; le liste che non rispettassero tali criteri verrebbero ad essere non ricevibili. Nel Municipio Roma XI sostengono l’iniziativa UDI le Consigliere elette (Commissione Elette) e la Consulta Femminile che, con l’URP (Ufficio per le Relazioni con il Pubblico) e il Demografico, si sono attivati per la raccolta firme.
L’iniziativa UDI ha già ricevuto l’appoggio dello Spi Cgil: da noi è attivo lo Spi di via Percoto. Hanno inoltre aderito la Rete nazionale dei corsi Donne e Politica delle Università italiane; quella del gruppo Usciamo dal silenzio; molte Commissioni di Parità regionali, provinciali, comunali e si sono avute singole adesioni di donne del mondo della cultura e della politica, tra le quali quella di Anna Finocchiaro, Rita Borsellino, Maura Cossutta, Isabella Rauti, Vanda Montanelli….
La campagna di raccolta firme è partita ufficialmente il 2 giugno 2007: ne servono 50 mila da depositare al Senato entro il 30 novembre, andando se possibile oltre questa soglia, per dare più forza politica alla proposta. In poco più di un mese si era già arrivati a quota 20 mila e si erano attivati oltre 60 centri di raccolta
in tutta Italia. Ora la rete continua ad estendersi.
Organizzata dai centri di raccolta, c’è stata una manifestazione – incontro di donne e uomini di buona volontà a Piazza Farnese.
L’Italia, si sa, è agli ultimi posti nel mondo per la presenza di donne elette nelle Istituzioni. La nostra è una democrazia incompleta, ma possiamo colmare questo deficit. Possiamo contribuire con una firma a realizzare “Norme di Democrazia Paritaria nelle Assemblee elettive”. Ogni singola firma è importante.
Cittadini e cittadine possono firmare ai banchetti volanti presenti nel nostro territorio o – presso l’URP del nostro Municipio in
Via Benedetto Croce 50
tel. 06 69611333
presso l’Ufficio Demografico
in Via degli Armatori 13
tel. 06 5133295
rivolgendosi al Centro Raccolta della Consulta Femminile Municipio Roma XI, tel. 06 5750409.
Per ulteriori informazioni si visiti il sito www.udinazionale.org

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Via i lavori per l’albergo di Fuksas

Via i lavori per l’albergo di Fuksas

L’opera rientra tra quelle previste per Campidoglio 2

Via libera da parte del consiglio comunale alla realizzazione del nuovo albergo progettato da Massimiliano Fuksas nell’area adiacente alla ex- Manifattura dei Tabacchi, all’Ostiense. I lavori partiranno entro la fine di quest’anno. L’opera si inserisce nell’area in cui sorgerà Campidoglio 2, il nuovo centro amministrativo che da un lato permetterà il riuso …..

Via i lavori per l’albergo di Fuksas

L’opera rientra tra quelle previste per Campidoglio 2

Via libera da parte del consiglio comunale alla realizzazione del nuovo albergo progettato da Massimiliano Fuksas nell’area adiacente alla ex- Manifattura dei Tabacchi, all’Ostiense. I lavori partiranno entro la fine di quest’anno. L’opera si inserisce nell’area in cui sorgerà Campidoglio 2, il nuovo centro amministrativo che da un lato permetterà il riuso degli edifici del Campidoglio ai nuovi spazi previsti per il polo museale capitolino e dall’altro accoglierà tutti gli uffici del Comune. Il progetto di Fuksas mostra un lungo edificio sormontato da un tetto “ad onda” e affiancato da una torre simile ad un alveare. L’anticipazione della realizzazione dell’albergo rispetto al progetto originario complessivo del comparto C4 nasce dal fatto che, per la costruzione di Campidoglio Due, il consiglio comunale ha chiesto che venga bandito un concorso internazionale di architettura. Il concorso arricchirà il progetto ma rallenterà la sua realizzazione. Per ovviare a questo ritardo, la società che si occuperà della costruzione dell’albergo progettato da Fuksas, che sorgerà in quell’area e corrisponde al cosiddetto comparto C4, ha chiesto di anticipare i tempi di inizio dei cantieri. ´Si tratta di un immobile che è situato nel comprensorio ma non fa parte del progetto Campidoglio 2′, ha spiegato l’Assesssore Minelli. ´Il progetto è comunque contenuto nel piano di assetto che riguarda tutta l’area dove sorgerà il Campidoglio 2.
La dimensione dell’albergo sarà di 9mila metri quadrati di superficie. E’ previsto un collegamento con un edificio gemello tramite una galleria a vetrata. Entrambe le costruzione poggeranno su un unico basamento che sarà sviluppato su tre livelli. La struttura che accoglierà l’albergo presenterà la geometria di un parallelepipedo dalla pianta rettangolare.
All’interno troveranno spazio 264 camere distribuite su 7 piani di altezza. I diversi livelli dell’edificio saranno nascosti dietro una facciata vetrata caratterizzata da sporgenze e rientranze. La rigida architettura di questo volume sarà mitigata da una copertura a “nuvola” che di notte verrà illuminata. Sono stati i soggetti privati proprietari dell’area a scegliere di affidare il progetto a Fuksas e con questo nome noi non possiamo che sentirci tranquilli’. Alla fase concorsuale finale sono tate ammesse a partecipare 16 soggetti. Se il numero di partecipanti sarà inferiore a 3, si ricorrerà a un nuovo bando. ‘Entro novembre il vincitore’, ha detto Veltroni. ´Entro luglio 2008 il progetto definitivo, a marzo 2009 la gara d’appalto per i lavori che termineranno a dicembre 2011′. Il costo complessivo sarà di 250 milioni €. Per il vincitore dell’appalto è previsto un premio di 500 mila euro. (E.S.)

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Lavori alle Sette Chiese Sono prevalenti le critiche

LAVORI PUBBLICI E URBANIZZAZIONE

Lavori alle Sette Chiese
Sono prevalenti le critiche

di Cosmo Barbato

No, non ci siamo. L’auspicato recupero del tracciato della storica Via delle Sette Chiese scontenta i residenti. Altro che opera partecipata! La gente non capisce certe scelte che, seppur dettate dal lodevole intento di ricavare aree pedonali e luoghi di aggregazione, nonché per rallentare il traffico veicolare, crea enormi disagi al movimento dei cittadini. …..

LAVORI PUBBLICI E URBANIZZAZIONE

Lavori alle Sette Chiese
Sono prevalenti le critiche

di Cosmo Barbato

No, non ci siamo. L’auspicato recupero del tracciato della storica Via delle Sette Chiese scontenta i residenti. Altro che opera partecipata! La gente non capisce certe scelte che, seppur dettate dal lodevole intento di ricavare aree pedonali e luoghi di aggregazione, nonché per rallentare il traffico veicolare, crea enormi disagi al movimento dei cittadini.
Gli interventi diluiti nel tempo iniziarono a giugno dello scorso anno, per rendere pedonale il tratto della strada che va da Via Guglielmotti al Largo delle Sette Chiese. Un bel lavoro in sampietrini e lastre di basalto con una rosa tracciata sul fondo stradale a indicare, presso il cancello d’ingresso della ex Vigna Serafini, la presenza della catacomba di Commodilla. Su un lato della strada sono state ricavate delle lunghe aiuole rettangolari, peraltro di difficile manutenzione, diventate ben presto dei luoghi di fitto parcheggio fangoso o polveroso, a seconda della stagione, in piena area pedonale Poi si è posto mano a Piazza Oderico da Pordenone, dove è stata sistemata una utilissima rotatoria, creando però nel contempo un inutile grande marciapiede laterale, praticamente non frequentabile dai pedoni, che però ha rubato lo spazio a un utile parcheggio.

E’ toccato poi a Piazza Sant’Eurosia dove, a giudizio degli abitanti, è stato compiuto uno scempio. Praticamente la piazza ora è costituita da due enormi marciapiedi attraversati da uno strettissimo passaggio veicolare diretto da Via delle Sette Chiese a Via Giustino De Jacobis, attraverso il quale a fatica passa un pullman o un mezzo di soccorso dei pompieri. I due marciapiedi sono stati pensati come luoghi di aggregazione, dei quali però veramente non si sentiva il bisogno, trovandosi a ridosso dell’ampia bellissima area pubblica del Parco di San Filippo Neri. Quanto meno, si sarebbe dovuto riservare al parcheggio almeno l’area del marciapiede adiacente al Lotto 24, in una zona dove non ci sono più posti per posare l’auto. In quest’area ancora non è stato risolto il problema del pericolosissimo inserimento di Via Filippo Tolli in Via Macinghi Strozzi E’ seguito poi il rifacimento del tratto di Via delle Sette Chiese tra il Largo omonimo e Piazza Sant’Eurosia.
Qui il parcheggio delle auto è stato tutto felicemente concentrato a pettine su un lato della strada, mentre sul lato opposto è stato creato un ampio marciapiede alberato, destinato anche ad una serie di aiuolette strette e lunghe, praticamente inservibili per accogliere il verde, che però intralciano il movimento dei pedoni e che sono destinate a diventare ricettacolo di rifiuti e di deiezioni canine. Ancora, Largo delle Sette Chiese. Qui è stata ricavata un’utile
rotatoria, è stato salvato il monumento alla Resistenza dello scultore Cesare Esposito destinato originariamente a un suo trasferimento, è stato creato un enorme inutile marciapiede su un lato adesso poco frequentato della piazza, è stato ricavato uno stretto percorso di scorrimento veicolare insufficiente per il traffico della zona. Inoltre, risultano pericolosi gli inserimenti nella piazza di Via degli Armatori e di Via della Villa di Lucina.
Infine, si sono perduti una quantità di posti macchina, in una zona già molto congestionata per la prossimità del Cto, del Teatro Palladium e, in un futuro speriamo non lontano, del mercato coperto di Via Passino.
Brillante la sistemazione di Largo Bompiani, che dà l’impressione di una piccola oasi in un punto dove si concentra l’intenso traffico da e per l’Ardeatina.
Questi giudizi negativi, ma anche quelli positivi, riassumono il parere dei cittadini, che non va semplicisticamente liquidato come la resistenza generalizzata che si riscontra nei confronti delle innovazioni. Il malessere dei residenti è reale, nasce dalle difficoltà che essi incontrano a vivere il quartiere, dagli interventi di cui essi non capiscono le ragioni, dall’esasperazione che comporta la ricerca, non troppo lontano da casa, di un posto dove parcheggiare l’auto, di cui si deve dissuadere l’uso offrendo in alternativa il mezzo pubblico, ma a cui si deve trovare un posto almeno per la sosta.
Una proposta partecipativa già avanzata su questo giornale qualche anno fa: poiché la lunga Via delle Sette Chiese segue nei suoi vari tratti direzioni di marcia diverse, per agevolare chi cerca un indirizzo sarebbe opportuno indicare in una tabella all’inizio di ciascun tratto i numeri civici ivi compresi (come si fa per indicare nei vari corridoi la distribuzione delle stanze negli alberghi).

 

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Area verde di Via R.R.Garibaldi

Area verde di Via R.R.Garibaldi

Incontro cittadini/amministratori all’Urban Center. Previsto un parco attrezzato.
Il trasferimento del mercato e la costruzione di un parcheggio sotterraneo

di Francesca Vitalini

Comitati di quartiere, Legambiente e amministratori locali. Tutti sono stati presenti il 17 ottobre alla presentazione del progetto preliminare “Area Verde di Via R. R. Garibaldi” che prevede la riqualificazione dell’ex area della Confcommercio sulla Cristoforo Colombo, un progetto molto atteso dalla cittadinanza. …..

Area verde di Via R.R.Garibaldi

Incontro cittadini/amministratori all’Urban Center. Previsto un parco attrezzato.
Il trasferimento del mercato e la costruzione di un parcheggio sotterraneo

di Francesca Vitalini

Area verde di Via R.R.Garibaldi Incontro cittadini/amministratori all’Urban Center. Previsto un parco attrezzato. Il trasferimento del mercato e la costruzione di un parcheggio sotterraneo di Francesca Vitalini Comitati di quartiere, Legambiente e amministratori locali. Tutti sono stati presenti il 17 ottobre alla presentazione del progetto preliminare “Area Verde di Via R. R. Garibaldi” che prevede la riqualificazione dell’ex area della Confcommercio sulla Cristoforo Colombo, un progetto molto atteso dalla cittadinanza.Comitati di quartiere, Legambiente e amministratori locali. Tutti sono stati presenti il 17 ottobre alla presentazione del progetto preliminare “Area Verde di Via R. R. Garibaldi” che prevede la riqualificazione dell’ex area della Confcommercio sulla Cristoforo Colombo, un progetto molto atteso dalla cittadinanza.

All’incontro, che si è tenuto nell’Urban Center di Via Nicolò Odero, hanno partecipato l’assessore all’Ambiente del Comune di Roma Dario Esposito, Andrea Catarci, presidente del Municipio Roma XI, Alberto Attanasio, assessore ai Lavori Pubblici Municipio Roma XI, Paolo Moccia, consigliere delegato all’Ambiente Municipio Roma XI e Stefano Mastrangelo, direttore dei Lavori.
Secondo Mastrangelo il progetto ha preso spunto dalle sollecitazioni dei cittadini che si sono riuniti preliminarmente con l’amministrazione nell’aprile scorso. “La proposta è ancora suscettibile di miglioramenti – ha sostenuto – ma punta sulla semplicità e sul rispetto dell’ambiente”.
Il terreno, infatti, verrà modellato in dune “verdi” per combattere l’inquinamento acustico e atmosferico della Colombo, verrà creata un’area cani, verranno realizzate delle attrezzature ludiche (campo da basket, area skateboard, area pic-pic e zona giochi per bambini) riducendo al minimo l’uso del cemento, sarà creato, infine, un boschetto con piante adulte, irrigato con impianti a “totem”, alimentati da energia fotovoltaica.
Tutta l’area prevede, inoltre, una recinzione con orari di apertura e di chiusura e un impianto di illuminazione, servizi ai cittadini che non trovano ancora d’accordo tutte le parti in causa. Perplessità sono state inoltre sollevate per la necessaria manutenzione del parco e per l’aumento dell’area destinata ai cani.
I lavori potranno contare su un budget di 1.330.000 euro, dei quali 900.000 verranno stanziati dopo una regolare gara d’appalto, mentre 430.000 saranno disponibili in tempi più rapidi.
Dario Esposito, rispondendo ai cittadini, ha così concluso il suo intervento: “Tra 10 giorni ci incontreremo nuovamente per rivalutare una nuova proposta sulla base degli accorgimenti che avete suggerito, in modo da presentare al più presto il progetto in Giunta”.
Parlare della riqualificazione dell’area verde di Via R. R. Garibaldi significa però non trascurare un importante pezzo della zona: il mercato rionale che è attivo dal secondo dopoguerra.
“Stiamo cercando di far procedere il progetto del parco con quello del mercato – ha dichiarato il presidente del Municipio XI Andrea Catarci – e sono ottimista. Per questo progetto abbiamo però degli interlocutori diversi, perché se il parco fa capo all’Assessorato dell’Ambiente del Comune, i lavori del mercato dipendono dall’Assessorato ai Lavori Pubblici e dalle Società responsabili del PUP ( Piano Urbano Parcheggi)”.
Un progetto però c’è e comprende lo spostamento del mercato da Via R. R. Garibaldi alla sua perpendicolare Via R. G. Carducci, la sua completa ristrutturazione con l’aumento dei banchi, la realizzazione di un ampio parcheggio, di un’area carico/scarico merci. Sotto il mercato verrà poi realizzato un parcheggio sotterraneo privato.
“Non si possono iniziare i lavori del Parco senza aver ristrutturato il mercato – commenta Pasquale Di Vito, presidente per delega del mercato – perché si rischierebbe di aumentare i costi preventivati dei lavori”.

 

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Via Caffaro: l’attuazione del piano del traffico

Procedono i lavori di riassetto mentre viene votata una variante per i parcheggi

Via Caffaro: l’attuazione del piano del traffico

di Eraldo Saccinto

E’cominciata all’inizio dell’estate scorsa la seconda serie degli interventi previsti dal Piano del traffico del Municipio Roma XI. I nostri lettori rammenteranno che la necessità principale cui risponde questo piano è quella di riorganizzare il sistema di circolazione veicolare sulle strade di attraversamento del quartiere Garbatella; in particolare, gli interventi previsti su Via Caffaro e Via Pullino. …..

Procedono i lavori di riassetto mentre viene votata una variante per i parcheggi

Via Caffaro: l’attuazione del piano del traffico

di Eraldo Saccinto

E’cominciata all’inizio dell’estate scorsa la seconda serie degli interventi previsti dal Piano del traffico del Municipio Roma XI. I nostri lettori rammenteranno che la necessità principale cui risponde questo piano è quella di riorganizzare il sistema di circolazione veicolare sulle strade di attraversamento del quartiere Garbatella; in particolare, gli interventi previsti su Via Caffaro e Via Pullino.
Le due vie in questione fanno parte di uno degli itinerari principali di passaggio nel quartiere Garbatella per le auto che, provenienti dalla Cristoforo Colombo, vanno in direzione della Via Ostiense.
In queste vie, soprattutto nella prima, sono presenti numerosi esercizi commerciali, sono collocare due fermate di autobus ed è attualmente possibile la sosta in ambo i lati della carreggiata. La soluzione progettuale adottata, come ognuno dei nostri concittadini può verificare facendo una passeggiata, consiste nell’alleggerimento di Via Caffaro tramite l’allargamento dei marciapiedi in corrispondenza degli attraversamenti stradali, dove sarà collocata anche l’apposita segnaletica per i disabili visivi e nel riutilizzo, nei due sensi, di Via Pullino, ripristinando in questo caso il vecchio senso di marcia che prevedeva, per i veicoli diretti al centro, il percorso Via Ferrati, Via Licata, Via Pullino e Via Benzoni. I veicoli diretti alla viabilità interna al quartiere, continueranno ad utilizzare Via Caffaro, alleggerita e riorganizzata. La pavimentazione dei marciapiedi è in lastre di pietra e sono stati realizzati degli spazi riservati ai cassonetti della nettezza urbana, mentre i parcheggi sono a spina su ambo i lati della via fino alla Circonvallazione Ostiense. Questo nuovo schema di circolazione si impernia sulla riorganizzazione di Largo Ansaldo, dove dovrebbe essere creata un’isola centrale a garanzia della manovra di approccio verso Via Pullino resa così più sicura. I veicoli provenienti da Via Licata, infatti, nello svoltare a sinistra su Via Caffaro, si trovano riparati dallo spartitraffico centrale, sul quale è prevista la costruzione di un attraversamento pedonale protetto. La particolare conformazione del nodo e gli edifici insistenti sulla piazza, edificati negli anni ’20 dall’Istituto Case Popolari, sono l’occasione per riorganizzare e riqualificare degli spazi che con il passare del tempo dovrebbero essere sottratti alle automobili e riconsegnate ai pedoni. In questi giorni però è stata votata dal Consiglio municipale una mozione che prevede la cancellazione di questa isola verde e la sua sostituzione con un parcheggio per una decina di auto. Si possono facilmente comprendere i motivi di questo voto, i cittadini, siano essi abitanti siano essi commercianti, premono: da qualche parte le macchine dovranno pur essere parcheggiate.
Evidentemente, il piano parcheggi non convince oppure non è stato pubblicizzato al meglio, perché nella nostra zona è prevista la costruzione di numerosi PUP. Pur nelle difficoltà espresse, si va avanti comunque con l’opera di razionalizzazione della viabilità, il cui scopo è quello di ridurre il passaggio indiscriminato di autoveicoli privati nel nostro quartiere. Come dicevamo nello scorso numero, i risultati positivi di una simile operazione non si faranno sicuramente attendere.

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Campidoglio 2: è partita la gara per la progettazione

Campidoglio 2: è partita la gara per la progettazione

Un concorso internazionale per l’area riservata alle nuove strutture del Comune

E’ partita la gara per la progettazione del “Campidoglio 2”. Il sindaco Veltroni e l’assessore alle Politiche del Patrimonio, Minelli, hanno presentato il concorso internazionale per la progettazione del complesso, che vedrà la luce nel cuore del nostro quartiere, nell’area compresa tra la ex Manifattura dei tabacchi, e l’Air Terminal, …..

Campidoglio 2: è partita la gara per la progettazione

Un concorso internazionale per l’area riservata alle nuove strutture del Comune

E’ partita la gara per la progettazione del “Campidoglio 2”. Il sindaco Veltroni e l’assessore alle Politiche del Patrimonio, Minelli, hanno presentato il concorso internazionale per la progettazione del complesso, che vedrà la luce nel cuore del nostro quartiere, nell’area compresa tra la ex Manifattura dei tabacchi, e l’Air Terminal, un polo amministrativo che ospiterà gran parte degli uffici comunali. La gara, che sarà esperita attraverso un concorso internazionale, si dovrebbe concludere entro il mese di novembre di quest’anno, mentre è prevista, per il mese di luglio 2008, la presentazione del progetto definitivo. A marzo 2009 partiranno i lavori di realizzazione che dovrebbero concludersi entro il dicembre 2011. C’è la garanzia del Sindaco: tutto il processo di gestione dei lavori verrà concertato con le organizzazioni sindacali ed il Municipio Roma XI.
I progettisti che parteciperanno al concorso dovranno realizzare due obiettivi: funzionalità e modernità delle forme. Il complesso ospiterà infatti un centro commerciale, ristoranti, negozi, una Asl e sarà collegato all’Air Terminal di Ostiense, ideale porta d’ingesso al “Campidoglio 2”, che fornirà la necessaria funzione di supporto dal punto di vista commerciale, dei trasporti e delle infrastrutture.
Oltre alla rivisitazione dell’area sul piano estetico, inoltre è prevista la progettazione di un albergo che porterà la firma del noto architetto romano Massimiliano Fuxas.
Come memoria storica, sarà conservata la ciminiera dell’ex-Manifattura, che diventerà il simbolo del futuro complesso. Il costo dell’operazione sarà di 240 milioni di euro, che arriveranno dalla vendita del palazzo Acea di piazzale Ostiense (127 milioni) e dalla vendita di altri immobili comunali. Il Comune prevede che saranno circa 5000 i dipendenti che potranno essere trasferiti in questi nuovi edifici.
Sul Campidoglio, dove resteranno solo il Sindaco e il Consiglio Comunale, si libereranno 30.000 metri quadri, che saranno destinati a nuove aree museali. Un altro effetto positivo riguarderà i conti del Comune: si risparmierà il novanta per cento delle spese d’affitto degli uffici (circa 36 milioni di euro), che verrà investito in servizi per i cittadini.
Proprio i cittadini, infine, saranno favoriti da questa nuova organizzazione territoriale: i vari dipartimenti potranno dialogare più facilmente e gli utenti avranno ogni tipo di documenti senza dover girare la città (per questo Veltroni ha chiamato il progetto “Casa dei cittadini”. (E.S.)

 

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Ater tra svendopoli e sanatoria

Ater tra svendopoli e sanatoria

Vendite sospese per 60 giorni.
Per le sanatorie le domande entro il 19 dicembre.
Sportello di consulenza presso Sinistra Democratica di Via Passino 26

di Antonella Di Grazia

Per tentare di iniziare a risolvere le problematiche legate alla oramai cronica emergenza abitativa, che assilla anche il nostro quartiere, la Giunta regionale del Lazio, tramite una direttiva votata un paio di settimane fa, non ha trovato di meglio se non congelare la cessione degli immobili dell’Ater. …..

Ater tra svendopoli e sanatoria

Vendite sospese per 60 giorni.
Per le sanatorie le domande entro il 19 dicembre.
Sportello di consulenza presso Sinistra Democratica di Via Passino 26

di Antonella Di Grazia

Per tentare di iniziare a risolvere le problematiche legate alla oramai cronica emergenza abitativa, che assilla anche il nostro quartiere, la Giunta regionale del Lazio, tramite una direttiva votata un paio di settimane fa, non ha trovato di meglio se non congelare la cessione degli immobili dell’Ater.
Il blocco è stato posto su quegli immobili ubicati, secondo la Giunta Marrazzo, in zone di grande pregio. Le vendite sono state sospese per 60 giorni e sono state legate ad alcune proposte per la salvaguardia delle fasce sociali più deboli. In sostanza, i provvedimenti riguardano: chi abita nelle zone di pregio ed ha un
reddito fino a 38mila euro per nucleo familiare, che avrà la possibilità di acquistare l’immobile in base al valore catastale; o chi supera tale reddito, che potrà acquistare la casa facendo riferimento ai valori di mercato. Saranno graduate, inoltre, le fasce di reddito (da 0 a 42 mila euro e da 42 mila all’infinito) diversificando così il prezzo di vendita.
Ad oggi, secondo quanto comunicano alcune fonti di una stampa che si è veramente scatenata contro gli acquisti effettuati a basso prezzo, la mappa delle case dell’Ater svendute sarebbe di circa un migliaio di appartamenti ceduti tra Prati, Flaminio, Garbatella, Montesacro, Testaccio e Appio Latino. Asentire tali fonti, per questi locali la cifra richiesta per l’acquisto sarebbe veramente irrisoria.
In questo contesto vale la pena di sottolineare che, da noi, Via Ansaldo viene considerata addirittura un “gioiello”, neanche parlassimo di Via Condotti o di Via Frattina. Per chi non la conosce, vale la pena di farci una passeggiata e verificare di persona …
Ancora una volta, con la scusa di prendere provvedimenti che tutelano le fasce più deboli si nascondono le vere mire di una gestione tutta politica del patrimonio. Fermo restando che qualcuno dovrebbe spiegarci come si possano assimilare tra loro quartieri come la Garbatella o Testaccio con Prati o il Flaminio, dalla storia e dalla composizione sociale così diverse, rimane pur sempre il fatto che sono oramai anni, dalla legge 42/91 che gli inquilini Ater hanno la possibilita’ di comprare usufruendo degli abbattimenti del 30%.
Qualunque residente alla Garbatella conosce la storia dei lotti ex-IACP e delle persone che li abitano e sono in grado di capire quanto si possa trattare di “svendopoli”. Qui, non c’è mai stato alcun privilegio perché la fatiscenza, nella quale è stato abbandonato negli anni il patrimonio Ater dai suoi amministratori, è
stato tamponato e risarcito dagli inquilini stessi a loro spese. Nel frattempo, è partita dal 20 settembre l’ennesima sanatoria. Come è noto, la Regione Lazio ha deliberato sulle misure urgenti per l’edilizia residenziale pubblica, riguardo la regolarizzazione delle occupazioni senza titolo fino al 20 novembre 2006. Per poter effettuare le domande di sanatoria saranno disponibili 90 giorni, pertanto il termine utile scadrà il giorno 19 dicembre 2007. La domanda deve essere redatta utilizzando la stampa on-line con accesso sul sito www.regione.lazio.it. Una copia stampata della domanda, sottoscritta dal richiedente, dovrà essere spedita, entro il 19 dicembre, a mezzo raccomandata A.R. al Comune nel cui territorio è ubicato l’alloggio occupato, farà fede il timbro postale. Al termine dei 90 giorni, attraverso un complesso invio di dati tra la Regione Lazio e i Comuni interessati, si avrà a disposizione una base dati contenente l’indicazione degli elementi identificativi dell’occupante e dell’immobile di riferimento. Successivamente, con cadenza semestrale, saranno redatti gli aggiornamenti relativi all’avanzamento dell’esame delle domande ammesse fino alla loro definizione.
Poiché la domanda di sanatoria non è semplice da redigere, in zona sono stati istituiti alcuni punti di aiuto alla compilazione. Personalmente, grazie all’aiuto della consigliera municipale Paola Angelucci, contattabile per informazioni e prenotazioni al 3317044708, ed alla disponibilità dimostrata dalla locale sezione di Sinistra Democratica (065136557), sarò presente presso la Villetta di Via Passino 26 il lunedì, il mercoledì ed il venerdì dalle ore 18 alle 20.

 

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716, il bus che si chiama desiderio

716, il bus che si chiama desiderio …..
670 e 715 bloccati davanti al Cto
Troppo allargati i marciapiedi

716, il bus che si chiama desiderio

Oggi 17 novembre alle 10,10 ho preso il 716 alla fermata della Circonvallazione Ostiense davanti a Santa Galla, direzione centro, dopo 40 minuti di attesa.
Ma non è arrivata una sola vettura e nemmeno due, bensì tre, una attaccata all’altra. Sono salito sulla seconda vettura (la numero 3853 che viaggiava vuota, poiché quella che la precedeva aveva raccolto tutti i numerosi viaggiatori in attesa) e ho cortesemente chiesto al conducente il motivo di questa anomalia. Per tutta risposta ho ricevuto solo un’alzata di spalle
Saverio Del Buono


670 e 715 bloccati davanti al Cto

Ormai è un tormentone: a causa delle macchine parcheggiate all’incrocio tra Via di San Nemesio e Via della Villa di Lucina, davanti al Cto, spesso, anche più volte al giorno, il 670 e il 715 restano incastrati non avendo spazio sufficiente per girare. Risultato, si resta bloccati finché non si riesce a rintracciare l’automobilista sventato che ha parcheggiato male.
Più delle volte si tratta di un visitatore occasionale del Cto che non conosce la trappola di quell’incrocio. Visto che l’inconveniente si ripete in continuazione, non sarebbe opportuno intervenire collocando all’incrocio delle transenne o comunque qualcosa che impedisca di parcheggiare?
Matilde Rapponi


Troppo allargati i marciapiedi

Vi leggo sempre pur abitando a Tormarancia. Mi hanno impressionato la recente denuncia di un lettore per il furto di panchine alla Circonvallazione e l’articolo su atti di vandalismo presso la fontana di Carlotta. Purtroppo queste forme di teppismo si verificano anche intorno a casa mia ed io me ne rammarico tanto.
Altra questione. Ci sono lavori di rifacimento dei marciapiedi a mio avviso sbagliati, perché i loro angoli vengono troppo ingranditi, vengono cioè allargati di circa un paio di metri, sicché quando non ci sono auto parcheggiate che delineino la carreggiata chi deve girare a destra distrattamente ci finisce sopra.
Talvolta i marciapiedi ingranditi invadono fin la metà della strada
Andrea Di Lorenzo


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Bambini con le ali

Raccolta di firme per tutelare i figli delle carcerate

Bambini con le ali

Esiste, nella nostra città, un’associazione di volontariato, “A Roma insieme”, la cui attività più importante è a favore dei bambini …..

Raccolta di firme per tutelare i figli delle carcerate

Bambini con le ali

Esiste, nella nostra città, un’associazione di volontariato, “A Roma insieme”, la cui attività più importante è a favore dei bambini da zero a tre anni che vivono in carcere con le loro madri detenute. L’attuale legge carceraria permette alle donne che devono scontare una pena di scegliere di tenere con sé i propri figli fino ai tre anni, ma questo avviene in una situazione d’estremo disagio, perché i piccoli devono stare in cella, dietro le sbarre, reclusi in pochi metri quadrati in condizioni non concepibili per i bambini soprattutto nei primi anni di vita, fondamentali per la costruzione della propria identità e personalità.
La scorsa primavera l’associazione ha promosso una serie di manifestazioni nelle principali piazze del centro, coinvolgendo anche la Consulta permanente del Comune di Roma per i problemi penitenziari, l’Assessorato alle politiche sociali e della famiglia della Provincia di Roma ed il garante dei detenuti della Regione Lazio, per lanciare una petizione popolare indirizzata ai parlamentari di Camera e Senato, per spingere le Camere a varare modifiche legislative affinché nessun bambino varchi più la soglia di un carcere: firmare la petizione popolare significa chiedere, per ottenere, norme di legge che tutelino il rapporto madre/bambino; che si realizzino case-famiglia “protette” con sorveglianza di polizia, in pratica luoghi preparati ed organizzati all’esterno del carcere, dove le donne condannate possano scontare la loro pena senza separarsi dai loro bambini anche oltre i tre anni evitando, così, danni irreversibili nella vita di quei figli. La petizione si può firmare presso la Villetta, Sez Ds. Via Passino 26, oppure contattare Paola Angelucci della redazione di “Cara Garbatella”, cell. 320 26 86 301.Associazione “A Roma insieme”, presidente Leda Colombini, Via S.Angelo in pescheria 35 – 06/68130652 – lun. mer. ven. 10-13 e mar. giov. 15-18.(P.A.)

 

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Premio Fantasia di Garbatella Siamo alla quarta edizione

Premio Fantasia di Garbatella. Siamo alla quarta edizione


Per le “pari opportunità” una petizione a Ciampi

Premio Fantasia di Garbatella. Siamo alla quarta edizione

Il 19 dicembre consegnati nella sala consiliare del Municipio Roma XI i Premi Fantasia di Garbatella, giunti alla quarte edizione. L’iniziativa è, come è tradizione, dell’Associazione “Il tempo ritrovato”.
Quest’anno saranno premiati tra gli altri la Scuola Media Moscati per lo spettacolo “Garbatella la storia le storie” presentato al Palladium; la scuola materna “la Coccinella” della Cesare Battisti; la ballerina Romina Carancini; Alberto Mariotti; Enzo Gori, il pasticcere della Circonvallazione che ha fornito le foto per il libro “Garbatella mia”; la libreria Mota Mot; Marilena Bottoni per il libro “Dopotutto domani è un altro giorno”; Gea Capponi; Simona del Centro sociale La Strada; Primo de Lazzari, partigiano, v.presidente dell’Anpi di Roma e del Lazio; Vanda Amici; la badante ucraina Irina; L’Associazione Marte 2000; il regista Ferzen Orpetk.

 

Per le “pari opportunità” una petizione a Ciampi

La Consulta femminile, congiuntamente alla Commissione delle elette del Municipio Roma XI, hanno recentemente promosso una raccolta di firme sul territorio indirizzate a Ciampi, per ribadire che la partecipazione delle donne alla vita politica italiana è un diritto e non un gioco politico legato a quote arbitrarie.
Le promotrici dell’appello rilevano che le donne non sembrano godere di un tale riconoscimento costituzionale se ancora oggi, nelle massime istituzioni dello Stato, esse sono rappresentate con uno scarso 10 %.( A.D.G. )


 

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Yubikay, sudore e nobiltà per lo Judo e il Karate

Una palestra piccola fuori ma grande dentro

Yubikay, sudore e nobiltà per lo Judo e il Karate

di Ottavio Ono

Sudore di borgata e nobiltà delle arti marziali. E’ questa l’atmosfera che si respira nella piccola palestra incastonata al numero 12 di via Percoto, sede della polisportiva Yubikay, gestita con grande passione e competenza da Massimo Lucidi. Il giovane maestro, con una lunga esperienza agonistica, con risultati di prestigio a livello internazionale, insegna da molti anni Judo e Karate con notevole impegno e pregevoli successi.

Una palestra piccola fuori ma grande dentro

Yubikay, sudore e nobiltà per lo Judo e il Karate

di Ottavio Ono

Sudore di borgata e nobiltà delle arti marziali. E’ questa l’atmosfera che si respira nella piccola palestra incastonata al numero 12 di via Percoto, sede della polisportiva Yubikay, gestita con grande passione e competenza da Massimo Lucidi. Il giovane maestro, con una lunga esperienza agonistica, con risultati di prestigio a livello internazionale, insegna da molti anni Judo e Karate con notevole impegno e pregevoli successi.
Il più recente è di quest’estate, con la conquista da parte di una sua allieva della medaglia d’oro femminile nella categoria dei 48 kg. in Canada ai campionati del mondo.

Massimo Lucidi, nato e cresciuto alla Garbatella nei giochi dei cortili, nei prati che una volta qui intorno non erano colonizzati, nei giochi liberi e selvaggi della vecchia borgata parla della sua esperienza e del forte legame con il rione: “Sono la passione per le arti marziali e la voglia di rimanere qui che mi hanno fatto rinunciare anche a maggiori incentivi economici. Ho preferito restare accanto alle persone che mi hanno conosciuto, qui alla Yubikay, dove ho visto formarsi coppie, sposarsi e i loro figli, oggi, sono miei allievi”. Un largo sorriso, il commento di Massimo Lucidi mentre racconta, con soddisfazione, episodi del genere, tra le tante storie di chi ha un’attività pubblica dal 1978; lui, impegnato anche nelle attività di recupero dei ragazzi dei riformatori.
Vista da fuori la palestra non sembra possa esprimere una realtà anche a livello internazionale. Secondo Massimo, “L’apparenza non è importante. Qui però c’è una grossa selezione e la Yubikay intende rivolgersi a chi ricerca la cultura sportiva dell’impegno, dello star bene. E’ in questo percorso che possiamo trovare una dozzina ragazzi che hanno raggiunto la qualifica di allenatori federali. E’ l’orientamento alla responsabilità che rende florido l’agonismo sportivo, per sfatare la diffidenza verso le arti marziali che a torto sono spesso considerate violente e associate all’aggressività brutale. Dirò di più. Le arti marziali, per me, sono una fonte d’energia, la sana carica di questo mio modo d’essere. Anzi proprio questa attività mi ha permesso di incanalare, educandole, anche tendenze potenzialmente violente”.
Per chi non frequenta le palestre è difficile capire che cosa significhi essere un maestro di arti marziali. E’ Massimo che ci guida raccontandoci che “Il maestro è soprattutto un esempio, insegna ad essere imitato, per la tecnica; ma è soprattutto un essere umano, un’opportunità di essere molto vicino agli altri. C’è una forte richiesta a consigliarsi, a correlarsi, a utilizzarlo come supporto: mi accorgo che molte persone mi vengono incontro e mi cercano, mentre altre mi evitano per la mia schiettezza nel dire le cose. Essere un punto di riferimento nel quartiere significa impegno e responsabilità. Vedere ed essere visto costituisce un esempio per chi frequenta la palestra e non solo. Con la mia attività cerco di rilasciare una specie di messaggio di equilibrio e di serenità, per diffondere una sensazione più pacata del vivere, per apprezzare la vita e sentire il gusto delle cose con una sensibilità che si conquista lentamente ma che ti cambia nel profondo e ti trasforma”. Parlando con Massimo si avverte l’entusiasmo per il suo lavoro e la spinta a costruire, migliorare e migliorarsi per affrontare futuri progetti, nuovi traguardi da raggiungere: “Sogno la possibilità di gestire, in questo rione, un progetto già da tempo cresciuto e sviluppato sulla carta per un grande centro di cultura sportiva che non si limiti alla sola attività motoria, ma che preveda anche altre attività, magari di studio e di formazione, una polisportiva culturale, insomma”.
Come non essere d’accordo?
Conclude Massimo Lucidi: “Il quartiere ha già fatto molto per me, mi cerca, sa chi siamo, siamo una realtà. La nostra forza sono i bambini che ci frequentano, nel Judo possono iniziare a 3 anni, nel Karate dai 7 o 8 anni. A noi interessa lavorare con stimoli continui per continuare a crescere in questa realtà. Insomma lo sport come strumento per migliorare se stessi, come espressione della crescita individuale, non contro gli altri ma contro i propri limiti, per migliorarsi ogni giorno”.

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Dove la cucina è cultura

Il ristorante “Tanto pe’ magnà” di Via Giustino de Jacobis

Dove la cucina è cultura

di Guido Barbato

Il titolo non lo abbiamo inventato noi. E’ il motto con cui si autopresentano i gestori del delizioso locale “Tanto pe’ magnà” sito in via Giustino de Jacobis 9 – 15,
tra Piazza Sant’Eurosia e Piazza Giovanni da Triora, nel cuore della Garbatella storica. …..

Il ristorante “Tanto pe’ magnà” di Via Giustino de Jacobis

Dove la cucina è cultura

di Guido Barbato

Il titolo non lo abbiamo inventato noi. E’ il motto con cui si autopresentano i gestori del delizioso locale “Tanto pe’ magnà” sito in via Giustino de Jacobis 9 – 15,
tra Piazza Sant’Eurosia e Piazza Giovanni da Triora, nel cuore della Garbatella storica.
In ordine di tempo è l’ultimo arrivato in tema di ristorazione ma è certamente tra i primi dal punto di vista gastronomico. Ha aperto a gennaio 2005 e in pochi mesi è diventato una delle mete culinarie preferite dagli abitanti del quartiere, ma ormai anche un po’ da tutta Roma. Animatrice di questa bella novità è la titolare, Paola. Ha fatto per tutta la vita la cuoca, per molti anni nella mensa della Casa dei Bimbi. Ma nel 2004 ha fatto il grande passo e si è messa in proprio, mossa dal desiderio di creare un’attività che fosse anche un investimento per il futuro dei figli e dalla voglia irrefrenabile di esprimere il suo estro in cucina senza i vincoli, sani ma frustranti, dei nutrizionisti dell’infanzia.

L’operazione è nata con la scelta del nome, un omaggio a Nino Manfredi che si era appena spento, e alla sua canzone “Tanto pe’ cantà…”. E’ proseguita poi con la scelta dell’impostazione gastronomica, che è un vero e proprio inno alla tradizione romana: Paola ha fatto una ricerca di antiche ricette di piatti tipici e ha inserito i principali nel suo menù. Coerentemente con l’aspetto gastronomico è venuto l’arredamento del locale, molto curato, rifinito, decoroso e insolitamente pulitissimo (con un bagno immacolato, a dimostrazione dell’attenzione all’igiene di chi per anni ha lavorato negli asili).
E’ un locale a conduzione rigorosamente familiare. Vivono tutti alla Garbatella da due generazioni e ci tengono a sottolinearlo. C’è Paola assistita dal figlio Ivano in cucina, l’altra figlia Giorgia in sala, insieme a parenti acquisiti. Carlo, il marito di Paola, si occupa dei fornitori. Ed è qui che inizia il successo del locale. Infatti l’attenzione alle materie prime è massima: vino sfuso da una cantina sociale di Colonna, carne dalla prestigiosa e storica macelleria Feroci in Piazza della Maddalena, e così via.
Il menu si snoda in un tripudio di prelibatezze, alcune delle quali ormai quasi introvabili: per i primi pasta e fagioli o ceci, la richiestissima cacio e pepe (specialità di Ivano), carbonara, amatriciana ma anche con le vongole e alcune variazioni, al giovedì gnocchi fatti da Paola e domenica fettuccine fatte da sua mamma; per i secondi abbacchio superbo (anche brodettato), coratelle, paiata di agnello, seppie con carciofi, baccalà con peperoni o alla romana (con cipolla, uvetta e pinoli), coda alla vaccinara e tanti altri; per i contorni eccellenti carciofi alla romana al punto da dover essere prenotati, e altri classici ripassati; per i dolci poche semplici cose fatte in casa, prevalentemente crostate, ma di qualità assolutamente fuori dal comune; limitata ed essenziale la lista dei vini, ma d’altronde qui, in sintonia con l’atmosfera familiare, va di più il vino sfuso, che però è fra i migliori che abbiamo bevuto. Eccellenti i prezzi, che assomigliano decisamente a quelli in vigore prima dell’Euro.
Nella recente fioritura culturale del nostro quartiere questa novità si inserisce alla perfezione e non sarà un caso se, a meno di un anno dall’apertura, molti personaggi famosi hanno visitato il locale lasciando attestati di stima e apprezzamento: fra i tanti Gigi Proietti, Oliviero Beha, Valerio Mastrandrea che è cliente abituale. A noi la definizione “Dove la cucina è cultura” è sembrato appropriato e meritatissimo.
l locale è chiuso il sabato a pranzo e la domenica a cena (in inverno) o a pranzo (in estate). Sarà aperto (solo a pranzo) a Natale, a Santo Stefano e a Capodanno.

 

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 2 – Dicembre 2005

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Gli ascensori negli edifici Ater Una promessa non mantenuta

Gli ascensori negli edifici Ater Una promessa non mantenuta

di Paola Angelucci

La vita è fatta a scale, c’è chi scende e c’è chi sale…Lo sanno bene i cittadini della Garbatella cui l’Ater, al tempo dell’ex-giunta regionale Storace, aveva promesso l’installazione di ascensori. …..

Gli ascensori negli edifici Ater Una promessa non mantenuta

di Paola Angelucci

La vita è fatta a scale, c’è chi scende e c’è chi sale…Lo sanno bene i cittadini della Garbatella cui l’Ater, al tempo dell’ex-giunta regionale Storace, aveva promesso l’installazione di ascensori.
E si trovano, invece, ancora costretti a vivere in gravi condizioni di disagio: in pratica reclusi nelle loro abitazioni; sono anziani, donne, uomini, purtroppo anche bambini, con problemi fisici irrisolvibili, invalidi al 100%, portatori di handicap che non possono vivere una vita libera ed autonoma anche a causa della mancanza di ascensori negli stabili in cui abitano. Nel novembre 2003 l’Ater (in quel tempo ancora Iacp) aveva approvato un elenco di centotrentasei impianti, di cui centouno ascensori più trentacinque servoscala, in tutto il Comune di Roma; l’elenco comprendeva le richieste presentate all’Istituto dal lontano 1996 al 27 maggio del 2003. Di questi impianti, la cui priorità è stata stabilita da un’apposita graduatoria, trentotto sono nel Municipio Roma XI, di cui sette a Tormarancia, uno a Montagnola e trenta a Garbatella.

L’importo complessivo stanziato per l’operazione era di € 9.895.463,21 approvati dal bilancio della precedente giunta regionale; ma, come abitudine di una certa razza di politici, è stato promesso troppo: i soldi stanziati sono finiti troppo presto e le attese di chi ha necessità urgente di questi impianti sono andate deluse! In questa travagliata storia c’è anche un altro tipo di difficoltà: su tanti caseggiati della Garbatella, come per esempio l’Albergo Rosso costruito nel 1929, ci sono vincoli architettonici ed artistici che per ora impediscono, o piuttosto intralciano con lungaggini burocratiche, l’istallazione degli ascensori.
Ci chiediamo, sollevando quindi una questione non sola pratica ma etica, se è giusto porre in secondo piano problemi che attengono alla dignità della vita umana.Il signor Luciano, sessantacinque anni e invalido al l00%, relegato all’ultimo piano dell’Albergo Rosso, è tra i primi avente diritto all’ascensore, ma ancora sta aspettando. La sua dolorosa esistenza sarebbe enormemente alleviata se potesse usufruire di tale impianto: potrebbe ancora avere, e dare, la
gioia di aspettare i suoi nipotini all’uscita di scuola o il piacere quotidiano di andare in piazza a comprarsi da solo il giornale e accompagnare la moglie al mercato. Ed è solo un esempio. E’ proprio di questi giorni la notizia dell’elezione del nuovo Presidente dell’Ater, l’avvocato Luca Petrucci, designato dal Presidente della Regione Piero Marrazzo, e del nuovo Consiglio di amministrazione approvato dal Consiglio regionale. Ci auguriamo che questo nuovo gruppo di lavoro dell’Ater possa riprendere in mano la situazione inserendo, tra le priorità, il problema degli ascensori. Non c’è migliore augurio alla nuova dirigenza da parte degli inquilini Ater.

 

 

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Un debito di memoria per un grande educatore

Un debito di memoria per un grande educatore

di Dino Gasparri, Consigliere comunale

La storia e la ricchezza di un territorio, di una città, è anche data dalla capacità e volontà di mantenere vivo il ricordo e la memoria delle persone che hanno contribuito con la loro testimonianza e impegno alla crescita sociale, umana e culturale della comunità in cui sono vissuti. …..

Un debito di memoria per un grande educatore

di Dino Gasparri, Consigliere comunale

La storia e la ricchezza di un territorio, di una città, è anche data dalla capacità e volontà di mantenere vivo il ricordo e la memoria delle persone che hanno contribuito con la loro testimonianza e impegno alla crescita sociale, umana e culturale della comunità in cui sono vissuti.
E’ la storia di Pasquale De Angelis, Preside della scuola media Sant’Alessio a Tormarancia, scuola che, tra gli anni ’80 e i primi anni ’90, sperimentò per la prima volta una reale integrazione tra alunni e docenti vedenti e non vedenti.
Non è un caso che questa esperienza ha rappresentato un vero patrimonio formativo, culturale e sociale per tutto il territorio, tanto che molte persone che oggi operano a livello sociale, politico e culturale nel Municipio XI sono stati alunni di questa scuola.
Ricordare le numerose iniziative di Pasquale sarebbe sicuramente troppo lungo, poiché il suo impegno ha riguardato sia l’istituzione locale, in quanto consigliere circoscrizionale per due legislature (dall ’85 al ’93), in cui ha ricoperto anche la figura di vicepresidente della Circoscrizione, presidente della commissione servizi sociali e scuola e fu anche capolista del Pci nelle lezioni del 1989 in cui riportò oltre 2.500 preferenze (doppia preferenza). Partecipò anche alle elezioni del 1992 come candidato del Pds ed è stato presidente dell’Associazione culturale “Petroselli”, tesa a valorizzare la creatività e la ricchezza espressiva degli anziani con l’istituzione, tra l’altro, di un concorso nazionale artistico-letterario, “Il fiore degli anni”; realizzò inoltre per il settimanale “Avvenimenti” il primo giornale elettronico per i non vedenti.
Pasquale De Angelis è stato un vero educatore e una persona che ha lavorato fattivamente per il bene comune grazie a quella sua incredibile ricchezza, ironia e capacità umana e professionale, segno anche della sua storia ed esperienza di non vedente, che ha vissuto sempre con un forte senso di autonomia, sicurezza e apertura verso gli altri e di profondo amore verso la vita. Infine quando quel martedì 16 novembre u.s. si è scoperta la targa di intitolazione del teatro del Polo Civico Ballarin, anche alla presenza di Teresa, sua moglie e dei suoi fratelli, tutti noi, quelle persone che lo avevano conosciuto e amato, i genitori di allora della scuola Sant’Alessio, gli ex allievi, i compagni di partito e numerosi consiglieri circoscrizionali di quegli anni, abbiamo avuto la sensazione che in quel modo, grazie anche all’impegno del Presidente del Municipio XI e di Carla Di Veroli, di Enzo Foschi e dei nostri assessori e consiglieri municipali, pagavamo un debito di memoria ad una persona che tanto ha dato per creare le condizioni di un futuro diverso e migliore proprio in nome di ideali e valori quali l’integrazione, l’incontro e la valorizzazione delle diversità intese come ricchezza e crescita comune.

 

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La figura di Piero Bruno rievocata in un convegno

La figura di Piero Bruno rievocata in un convegno

Primo della sua generazione bellissimo, cadde Piero Bruno, così esordisce una poesia a lui dedicata. Sono passati esattamente 30 anni da quando, il 23
novembre 1975, è morto Piero Bruno, colpito vigliaccamente alle spalle durante una manifestazione  …..

La figura di Piero Bruno rievocata in un convegno

Primo della sua generazione bellissimo, cadde Piero Bruno, così esordisce una poesia a lui dedicata. Sono passati esattamente 30 anni da quando, il 23
novembre 1975, è morto Piero Bruno, colpito vigliaccamente alle spalle durante una manifestazione che si svolgeva a Roma, a sostegno della lotta del popolo angolano: un corteo come tanti di quel periodo, con un’ampia convergenza di forze democratiche, contro l’aggressione imperialista, responsabile di continui massacri del popolo africano. Piero, morto a 18 anni, rimane particolarmente nella memoria della gente della generazione degli ultraquarantenni perché è stato il più vicino a noi sia fisicamente che temporalmente. Fisicamente come figlio della Garbatella, temporalmente perché, quando morì, molti di noi avevano la sua età e
muovevano i primi claudicanti passi verso la vita. Quella assurda uccisione senza motivo ci aprì gli occhi sul mondo. Piero è stato ricordato il 26 novembre in una convegno nazionale tenutosi alla Sala Columbus di Via delle Sette Chiese, indetto dall’Associazione Piero Bruno e dal coordinamento delle Reti Invisibili.
Al convegno, moderato da Piero Sansonetti, direttore di “Liberazione”, sono intervenuti tra gli altri i senatori Fiorello Cortina e Luigi Malabarba, i deputati Paolo Cento e Maura Cossutta, il consigliere comunale Silvio Di Francia ed il consigliere regionale Enzo Foschi. (E.S.)

 

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Gli alunni “adottano” il Ponticello e la Chiesoletta

Gli alunni “adottano” il Ponticello e la Chiesoletta

di Paola Angelucci

Le scuole elementari della Garbatella hanno aderito all’iniziativa del Comune “Adotta un monumento”, rivolta ai bambini e ai ragazzi perché conoscano, amino e rispettino la città. I docenti e gli alunni dell’Alonzi e della Battisti hanno deciso, …..

Gli alunni “adottano” il Ponticello e la Chiesoletta

di Paola Angelucci

Le scuole elementari della Garbatella hanno aderito all’iniziativa del Comune “Adotta un monumento”, rivolta ai bambini e ai ragazzi perché conoscano, amino e rispettino la città. I docenti e gli alunni dell’Alonzi e della Battisti hanno deciso, per quest’anno scolastico e per il prossimo, di restare nel territorio adottando due monumenti di notevole importanza per la nostra zona: il ponticello medioevale di Piazza Biffi e la “chiesoletta” dei santi Isidoro e Eurosia di Via delle Sette Chiese.
Alcuni gruppi di alunni, accompagnati dai loro insegnanti, si sono già recati a visitare i due monumenti. Altri seguiranno. Saranno poi impegnati in sopralluoghi, visite guidate, ricerche a livello architettonico, archeologico e ambientale, con la collaborazione di esperti. Entusiasti i bambini coinvolti nell’iniziativa, ricettivi come sono alla loro età verso tutto ciò che li circonda nel territorio in cui vivono, pronti a imparare a guardarsi intorno in modo intelligente.

 

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