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Autore: Redazione

In ricordo di Marcello Sellati

In ricordo di Marcello Sellati

Tra le centinaia di storie d’amore maturate all’ombra delle ampie chiome dei pini della Villetta c’è anche quella di Marcello e Umberta Sellati.
Ambedue militanti del circolo dei giovani comunisti della Garbatella fin dai primi anni cinquanta, impegnati nella diffusione domenicale dell’Unità, nelle manifestazioni di piazza per rivendicare una politica di pace, il diritto al lavoro, alla casa, contro i doppi turni nelle scuole elementari.
In quelle …..

In ricordo di Marcello Sellati

Tra le centinaia di storie d’amore maturate all’ombra delle ampie chiome dei pini della Villetta c’è anche quella di Marcello e Umberta Sellati.
Ambedue militanti del circolo dei giovani comunisti della Garbatella fin dai primi anni cinquanta, impegnati nella diffusione domenicale dell’Unità, nelle manifestazioni di piazza per rivendicare una politica di pace, il diritto al lavoro, alla casa, contro i doppi turni nelle scuole elementari.

In quelle manifestazioni c’erano sempre quei due fidanzatini e insieme capitò che subirono il fermo di polizia e la camera di sicurezza. In quel comune impegno impararono a stimarsi e nel 1956 si sposarono e crebbero la loro famiglia.
Marcello Sellati ha continuato il suo impegno nelle lotte per una politica della casa e lo ricordiamo come uno dei fondatori e dirigenti del SUNIA: impegno generoso che profondeva dopo il suo lavoro nell’amministrazione di “Paese Sera”.
Marcello ha smesso di vivere nello scorso febbraio per una complicazione polmonare. Lo ricordiamo con commozione. Alla cara compagna Umberta vanno le condoglianze di “Cara Garbatella”

Luciano Rossi

 

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 7 – Giugno 2010

 

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Oh…bella ciao Ricordo di Concetta Rizza-Esposto

Oh…bella ciao

Ricordo di Concetta Rizza-Esposto

Cara Concetta, te ne sei andata così come hai vissuto la tua lunga vita: lottando fino all’ultimo, impegnandoti in ogni cosa che affrontavi, nel dolore non cedendo alle malattie ultimamente sempre più frequenti, nell’amore quotidiano verso le persone sia fossero le più intime e vicine, sia fossero le più lontane e sconosciute.
Te ne sei andata così, nella tua casa, con i tuoi cari attorno che mai, neanche per un secondo, ti hanno lasciato da sola. …..

Oh…bella ciao

Ricordo di Concetta Rizza-Esposto

Cara Concetta, te ne sei andata così come hai vissuto la tua lunga vita: lottando fino all’ultimo, impegnandoti in ogni cosa che affrontavi, nel dolore non cedendo alle malattie ultimamente sempre più frequenti, nell’amore quotidiano verso le persone sia fossero le più intime e vicine, sia fossero le più lontane e sconosciute.
Te ne sei andata così, nella tua casa, con i tuoi cari attorno che mai, neanche per un secondo, ti hanno lasciato da sola.

La tua storia personale che ti ha portato fino a Roma, alla Garbatella si intreccia con la memoria storica del nostro Paese; nasci nel 1914 a Noto, in Sicilia, da una famiglia d’idee socialiste. E’ proprio nel tuo paese che incontri, nel lontano 1936, quello che sarà poi tuo marito, Remo (di famiglia con ideali comunisti) giovane soldato spedito ad Addis Abeba per le tristi velleità imperialistiche dell’Italia fascista; a Noto il battaglione di Remo fa una sosta e così, prima di ripartire per l’Africa, in pochi giorni v’innamorate.
Fortunatamente Remo riesce a tornare a Roma, da cui riparte, ma questa volta è per venire da te.
Vi sposate e comincia così la tua nuova vita a Roma.
Moglie e madre, ma soprattutto donna forte e determinata, pur rimanendo allegra e affettuosa.
Da sempre antifascista, militante alla Villetta, sede della sinistra storica del nostro quartiere , hai sempre lottato contro l’ingiustizia, per la libertà di tutti di poter esprimere le proprie idee, per la giustizia sociale, per l’emancipazione delle donne e fino all’ultimo non ti è mancata la voglia di discutere di politica per continuare a capire il presente tenendo alti i tuoi ideali.
Tanto coraggio e dignità anche nel dolore che tu hai portato dentro il tuo fragile ma resistente corpo.
Sei andata via per sempre solo da poco tempo, è stato il 16 febbraio, ma ci manchi molto.
Nelle tue mani nodose che cercano e stringono le mie in un lungo saluto, c’è tutta l’esperienza di vita passata trasmessa nella speranza di futuro.
Oh bella ciao, ciao, ciao …

Paola Angelucci

 

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Quando ci “armavamo” con la mazzafionda

Quando ci “armavamo” con la mazzafionda

Giochi di strada dei ragazzi di una volta. Il “prestigio” di chi se ne confezionava una

di Enrico Recchi

La fionda o meglio la mazzafionda, come è conosciuta alla Garbatella, nasce nella notte dei tempi come strumento di caccia dell’uomo preistorico.
Qui non vogliamo fare la storia di questa antica “arma” ma parlare invece della fionda come uno dei giochi di una volta, praticati dalle generazioni passate. Giochi che si svolgevano tutti per strada, all’aperto, tutt’al più in cortile o in oratorio. …..

Quando ci “armavamo” con la mazzafionda

Giochi di strada dei ragazzi di una volta. Il “prestigio” di chi se ne confezionava una

di Enrico Recchi

La fionda o meglio la mazzafionda, come è conosciuta alla Garbatella, nasce nella notte dei tempi come strumento di caccia dell’uomo preistorico.
Qui non vogliamo fare la storia di questa antica “arma” ma parlare invece della fionda come uno dei giochi di una volta, praticati dalle generazioni passate. Giochi che si svolgevano tutti per strada, all’aperto, tutt’al più in cortile o in oratorio.
La fionda ha sempre suscitato un fascino particolare tra i ragazzi per vari motivi: innanzitutto non si comperava bella e fatta ma bisognava costruirsela e quindi come tutte le cose che si fanno da se c’era una grande soddisfazione; secondo rendeva “pericolosi”, cioè chi andava in giro con la fionda acquistava prestigio ed era temuto (altra cosa era poi saperla usare e centrare i bersagli…), ed infine metteva in condizione di colpire passerotti o barattoli vuoti ma nelle fantasiose menti dei ragazzi evocava le gesta degli eroi studiati a scuola o dei fumetti e quindi la possibilità per ognuno di ottenere giustizia e farsi rispettare.
La grande diffusione della fionda nel dopoguerra fu dovuta all’introduzione sul mercato delle camere d’aria di cicli, moto e auto. I pneumatici hanno fornito a generazioni di bambini la materia prima, ovvero gli elastici da applicare alla forcella. Non era facile procurarsi una camera d’aria usata, tutti infatti tendevano a rattopparla fin che possibile, e spesso bisognava fare la corte dal ciclista/gommista per ottenerne una. Avere per parente o amico un artigiano era una “svolta” per un ragazzino che voleva costruirsi dei giochi: per esempio i meccanici di auto fornivano i cuscinetti a sfera grippati, utili per costruire i carrettini; i falegnami i pezzi di legno e la colla.
Il lavoro più lungo e difficile era quello della ricerca della forcella. I legni migliori, ovvero i più adatti, erano quelli di bosso e frassino, inesistenti in città. Perciò ci si doveva adattare a fare le forcelle con il legno disponibile, ovvero quello degli alberi sotto casa o che si potevano trovare nei campi ancora non costruiti verso la Circonvallazione Ostiense o verso la Colombo.

Per fare una buona fionda era necessario procurarsi anche un pezzo di cuoio. Il migliore di tutti era quello della linguetta delle scarpe e poteva capitare di vedere un ragazzino con la scarpa “slinguellata”. C’era chi si accontentava di una normale forcella a forma di “V”, ma i più esigenti e creativi possedevano la fionda con la forcella a forma di “U”. In questo caso era necessario mettere “in forma” per qualche tempo il ramo. Era questo il momento della verità, nel quale si verificava la “bontà” e resistenza del pezzo di legno. Il più delle volte, non resistendo alla curvatura imposta, la fionda si spezzava e bisognava iniziare di nuovo con la ricerca del pezzo di legno giusto. Tolta la corteccia si iniziava la decorazione, c’era chi lo incideva, chi lo colorava, chi lo ungeva di olio in modo che sembrasse di osso. I più fortunati, che avevano un parente o un amico fabbro, potevano ambire ad una fionda a tondini di ferro con l’impugnatura saldata e con la forcella a forma di “U”. La fortuna di rimediare gli elastici migliori (quelli a “quadrelli”) e un esercizio costante (poveri passerotti!) permettevano una notevole precisione. In genere si tiravano “breccole” (sassi) il più possibilmente sferici, riempiendosi le tasche di munizioni perché un buon bersaglio o un “nemico” inatteso era sempre dietro l’angolo della strada.

 

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Affissioni artistiche su tre Lotti Ater

Affissioni artistiche su tre Lotti Ater

Alcune facciate dei lotti 57, 58 e 59 (angolo tra Via Caffaro e Via Adorno, Via Adorno n. 60, Via Persico tra il civico 73 e 77, Via Caffaro tra il civico 24 e 26) sono state soggette ad interventi di affissioni artistiche. L’intervento rientra nelle attività culturali e ricreative incluse nel progetto “La Chiave” promosso dal Municipio Roma XI …..

Affissioni artistiche su tre Lotti Ater

Alcune facciate dei lotti 57, 58 e 59 (angolo tra Via Caffaro e Via Adorno, Via Adorno n. 60, Via Persico tra il civico 73 e 77, Via Caffaro tra il civico 24 e 26) sono state soggette ad interventi di affissioni artistiche. L’intervento rientra nelle attività culturali e ricreative incluse nel progetto “La Chiave” promosso dal Municipio Roma XI in collaborazione con la Provincia di Roma. Il progetto specifico denominato “Outdoor, l’arte in strada” gode dell’autorizzazione dell’Ater per agire in via temporanea sulle facciate.

Le  affissioni sono state applicate con l’ausilio di furgoni con elevatori posteggiati nelle aree.
Gli interventi sono stati realizzati da ditte specializzate nel totale rispetto delle norme di sicurezza, coperti da polizze assicurative che copriranno eventuali danni. Le affissioni saranno rimosse al termine della manifestazione con un intervento di una ditta specializzata nella pulizia di facciate.
Outdoor è una mostra d’arte urbana a cielo aperto. E’ la prima mostra in Italia di street art. I Lotti della Garbatella, nonostante il relativo degrado edilizio, rappresentano lo scenario ideale per l’opera di valorizzazione proposta da Outdoor. Alla manifestazione si è affiancata all’interno del Teatro Palladium una mostra che ha illustrato allo spettatore la fase di creazione delle opere e la storia dei singoli artisti.
Coordinatore dell’intervento, Alessandro Omodeo della NUfactory Associazione culturale.

 

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Familiarità e prodotti genuini all’alimentari Tarquini

Familiarità e prodotti genuini all’alimentari Tarquini

25 anni di attività di uno dei pochi negozi scampati all’invasione dei supermercati

di Leopoldo Tondelli

Iconiugi Tarquini gestiscono il negozio di alimentari da ormai venticinque anni in via Giacomo Biga. Questo esercizio è da considerarsi ormai storico …..

Familiarità e prodotti genuini all’alimentari Tarquini

25 anni di attività di uno dei pochi negozi scampati all’invasione dei supermercati

di Leopoldo Tondelli

I coniugi Tarquini gestiscono il negozio di alimentari da ormai venticinque anni in via Giacomo Biga. Questo esercizio è da considerarsi ormai storico in quanto tale attività esiste da più di quaranta anni avendola rilevata dalla famiglia Gaffi. L’esercizio è una delle poche drogherie a conduzione familiare ancora in attività nel quartiere. La via dove è il negozio è conosciuta come quella “dietro al mercato coperto” ed  il negozio è da sempre conosciuto come “da Vincenzo”. Proprio la vicinanza al mercato coperto stimola ai coniugi Tarquini la prima domanda.
La situazione di degrado e di desertificazione della zona vi porta discapito?

Sicuramente, è la risposta dei gestori, in quanto la mancanza del mercato comporta un danno non solo a noi, ma crediamo anche a quasi tutte le altre attività della via. Quali sono le vostre specialità? Il negozio è conosciuto per la vendita dei prodotti di Norcia, genere gradito a tutti: dai giovani alle persone anziane. In più il negozio è fornito di una buona cantina con vini pregiati. Quale è il segreto per contrastare la concorrenza dei supermercati della zona? Oltre la qualità dei prodotti, i prezzi contenuti e la familiarità del trattamento verso la clientela.
A proposito della clientela, è cambiata in questi utimi anni?
Certamente la zona, come tutti sapppiamo, risente di un certo invecchiamento, ed anzi il nostro lavoro verso l’anziano ha anche un compito sociale facendolo sentire a proprio agio trattando con lui con familiarità. Auspicando ai coniugi Tarquini tanti anni di attività tra la la gente del quartiere, auguriamo a tutti questi esercizi commerciali di poter contrastare l’avanzata dei centri commerciali e dei supermercati perchè la spesa di tutti i giorni merita un’ attenzione particolare.

 

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In visita alla Villetta Antonio Gramsci junior

In visita alla Villetta Antonio Gramsci junior

Qualche settimana fa, la Villetta, storica sede della Sinistra nel nostro quartiere, nonché sede dell’Associazione “Cara Garbatella”, ha ricevuto una visita singolare ed inaspettata. Infatti è passato a trovarci Antonio Gramsci.
No, non è uno scherzo! Si tratta infatti del nipote, ed omonimo, del fondatore del PCI. Il giovane  …..

In visita alla Villetta Antonio Gramsci junior

 Qualche settimana fa, la Villetta, storica sede della Sinistra nel nostro quartiere, nonché sede dell’Associazione “Cara Garbatella”, ha ricevuto una visita singolare ed inaspettata. Infatti è passato a trovarci Antonio Gramsci.
No, non è uno scherzo! Si tratta infatti del nipote, ed omonimo, del fondatore del PCI. Il giovane (quarantenne) Antonio ha la doppia cittadinanza, russa (vive infatti a Mosca) ed italiana, e parla perfettamente la nostra lingua. E’ biologo e come suo padre, Giuliano, è musicista. In particolare suona musica medioevale europea.
L’incontro è stata una formidabile occasione per confrontare quanto si è appreso dai libri circa la vicenda polita ed umana del politico italiano ancora oggi più studiato all’estero, con i ricordi personali e diretti del nipote. Soprattutto la conversazione si è incentrata sulla famiglia, che tanta importanza ebbe nella vita di Gramsci, sia nel periodo della lotta politica attiva, sia successivamente durante il lungo calvario nelle carceri fasciste.
Addirittura durante il colloquio è emerso che un fratello di Gramsci, Gennaro, collaboratore di Antonio e poi combattente garibaldino in Spagna, negli anni ’60 lavorò come commesso in una farmacia della Garbatella, prima di morire nel 1965 in un incidente automobilistico.
Prima di salutarci, Antonio Gramsci ci ha promesso che presenterà anche alla Villetta un libro che sta scrivendo sul suo leggendario nonno. (G.P.).

 

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Giallo in una villa dell’Appia Antica La tragedia di Annia Regilla: morte naturale o assassinio?

Giallo in una villa dell’Appia Antica

La tragedia di Annia Regilla: morte naturale o assassinio?

A due passi dalle nostre case un irrisolto episodio di cronaca nera di 18 secoli fa. La vittima, una nobildonna della più alta aristocrazia romana. Complicazioni di un parto prematuro o uccisa dal collerico marito? Scandalo nella stessa famiglia imperiale. Un processo clamoroso che si concluse con una contestatissima sentenza

di Cosmo Barbato

Un giallo che dura da 18 secoli a due passi dalla Garbatella: in una splendida villa dell’Appia Antica muore Annia Regilla, una nobildonna della più alta aristocrazia romana. Ufficialmente, complicazioni a seguito di un parto prematuro all’ottavo mese di gravidanza. …..

Giallo in una villa dell’Appia Antica

La tragedia di Annia Regilla: morte naturale o assassinio?

A due passi dalle nostre case un irrisolto episodio di cronaca nera di 18 secoli fa. La vittima, una nobildonna della più alta aristocrazia romana. Complicazioni di un parto prematuro o uccisa dal collerico marito? Scandalo nella stessa famiglia imperiale. Un processo clamoroso che si concluse con una contestatissima sentenza

di Cosmo Barbato

Un giallo che dura da 18 secoli a due passi dalla Garbatella: in una splendida villa dell’Appia Antica muore Annia Regilla, una nobildonna della più alta aristocrazia romana. Ufficialmente, complicazioni a seguito di un parto prematuro all’ottavo mese di gravidanza.
Ma corre insistentemente la voce che si tratti di assassinio da parte del marito, il senatore Erode Attico che, nel corso di una discussione, in uno scatto d’ira avrebbe colpito la moglie con un calcio al ventre.
Il giallo, vista la notorietà dei personaggi coinvolti, investe l’intera città, a partire dalla casa imperiale.

Siamo nell’anno 160 della nostra era. Da 22 anni a Roma regna uno degli imperatori più illuminati della sua storia, Antonino Pio. E’ vedovo da molti anni: alla memoria della moglie, Faustina, discendente dalla nobile famiglia degli Annii, ha dedicato un grande tempio nel Foro, lungo la Via Sacra. Le sue cure sono dedicate soprattutto allo Stato: siamo in uno dei periodi più felici nella storia dell’impero. Quell’episodio di cronaca nera viene a turbare la serenità della famiglia imperiale: Regilla è infatti legata ad essa da stretta parentela e suo marito, Erode, vi si è introdotto al massimo livello.
Annia Regilla era infatti la nipote prediletta dell’imperatrice, mentre il marito, ricchissimo patrizio di origine greca e uomo di vastissima cultura, da tempo era stato prescelto dall’imperatore come maestro e educatore dei suoi due figli adottivi, Lucio Vero e Marco Aurelio, i quali diverranno di lì a un anno a loro volta imperatori.
La notizia della morte di Regilla giunge come un fulmine a ciel sereno.
Già madre di quattro figli, sarebbero sorte complicazioni, allora frequentissime, in un parto prematuro all’ottavo mese di una quinta gravidanza.

Una disgrazia, dunque. Ma improvvisamente il fratello di Regilla, Annio Bradua, console in quell’anno, si leva in senato per lanciare contro il potente cognato una
terribile accusa: Regilla non è morta di parto ma è stata brutalmente assassinata dal raffinato ma collerico marito con un calcio infertole nel ventre nel corso di un diverbio. Lo scandalo è enorme, coinvolgendo direttamente membri autorevoli della famiglia imperiale, i quali, per nobiltà, ricchezza e posizione sociale detengono un potere personale niente affatto indifferente. Nella Roma dell’epoca appare subito pericoloso schierarsi per l’una o per l’altra fazione, col rischio di schierarsi con la parte perdente, con quel che ne può conseguire. Meglio sarebbe evitare il clamore di un processo pubblico (i panni sporchi si lavano in famiglia), ma ormai la vicenda è sulla bocca di tutti e poi Bradua è implacabile nell’accusa.
I senatori sono così costretti ad assumersi le loro responsabilità: dato il rango dei personaggi è infatti il senato competente nel giudizio.

Ma chi sono i personaggi della vicenda? Erode Attico è nato a Maratona (Grecia) nel 101 d.C. da nobile famiglia ateniese. La sua immensa ricchezza gli proviene dal padre Erode Attico, omonimo del figlio, a seguito di una storia che ha dell’ inverosimile. Nell’effettuare uno scavo nei pressi della propria abitazione ai piedi dell’Acropoli di Atene avrebbe rinvenuto un tesoro. Data l’entità della scoperta, per coprirsi le spalle dalle malelingue pensa bene di informarne direttamente l’imperatore suo amico, Nerva, regnante tra il 96 e il 98 d.C. Che fare di tanta ricchezza?
La risposta di Nerva: “Usala”. Ma Attico torna alla carica: “Il tesoro è troppo grande perché un privato possa spenderlo nel corso di una vita”. E Nerva di rimando: “E tu abusane”.
Fu fatta circolare la voce che il tesoro fosse quello nascosto dal re persiano Serse, in fuga dopo la sconfitta di Salamina nel 480 a.C. I più però parlano del ricavato di enormi speculazioni. Comunque Erode padre mette a frutto i consigli di Nerva, edificando una gran quantità di opere pubbliche (Erode figlio non sarà da meno), curando nel contempo di dare al figlio una cultura elevatissima e un’ottima entratura presso la corte imperiale di Roma.
Erode figlio è filosofo, letterato, mecenate, valente imprenditore e abile uomo politico. Stabilitosi a Roma raggiunge l’apice della carriera con l’elezione a console nel 143.
Antonino lo sceglie come precettore dei suoi due figli adottivi. Entra inoltre a far parte della famiglia imperiale sposando Annia Regilla, nipote dell’imperatrice, la quale gli porta lustro, una cospicua dote, tra cui la villa sull’Appia Antica, e gli dà quattro figli, due maschi e due femmine.
Annia Regilla proviene da una delle più nobili famiglie romane, quella degli Annii, che vanta tra gli avi quell’Attilio Regolo della prima Guerra punica e una mitica discendenza troiana. E’ nipote dell’imperatrice Faustina e cugina di sua figlia Faustina minore che sarà moglie di Marco Aurelio. Regilla è il miglior partito per Erode, che la sposa intorno al 140.
Ma torniamo al processo. Erode, mostrandosi disperato per la perdita della moglie, continua a professare la sua totale innocenza. Il fratello di Regilla a sua volta infierisce nell’accusa.
Gli innocentisti sostengono che, reclamando la condanna del cognato, Bradua miri in effetti a rientrare in possesso della ricca eredità portata dalla sorella. Ma agguerriti sono anche i colpevolisti, tra i quali molti membri dell’aristocrazia senatoria che mal tollerano la fortuna dell’attico Erode, uno straniero senza scrupoli, un falso gentiluomo. Tace invece la casa imperiale, preoccupata dallo scandalo in cui suo malgrado si trova coinvolta. Il clima è tesissimo.
I senatori, in presenza di testimonianze contraddittorie, non se la sentono di pronunciare una condanna che all’inizio sembrava scontata. Erode, a seguito di un processo ricco di colpi di scena, infine viene assolto. Ma subito si parla di corruzione esercitata sui giudici dalle ricchezze del nobile greco e anche di un’equivoca posizione della casa imperiale che, con la riaffermazione della morte naturale di Regilla, si scrolla di dosso l’ombra dello scandalo.
Erode, una volta scagionato dall’accusa, si abbandona a plateali manifestazioni di dolore: eccesso di zelo indice di cattiva coscienza, insinuano i colpevolisti; un pietoso omaggio alla memoria della moglie, replicano gli innocentisti.
Effettivamente Erode appare eccessivo.
Lista di drappi neri la villa sull’Appia, impianta dappertutto rose, dissemina la tenuta di epigrafi poetiche dedicate a Regilla, erige un santuario dedicato alle divinità eleusine di cui la moglie era stata sacerdotessa (ne restano solo frammenti dispersi; da esso dovrebbe provenire un monumentale sarcofago rinvenuto a metà del 1500 e conservato oggi a Palazzo Farnese: è un cenotafio, cioè una tomba simbolica, perché Regilla viene sepolta in Grecia), costruisce un tempio dedicato a Cerere, Faustina e Regilla (si è salvato intatto perché trasformato più tardi in chiesa di Sant’Urbano), crea una comunità per il culto di Regilla che si insedia in un villaggio chiamato Pago Triopio, che occupa buona parte della Valle della Caffarella e del tratto dell’Appia dove si trovava anche il precedente Mausoleo di Cecilia Metella e dove verrà costruito il successivo Circo di Massenzio. Appartengono sempre alla villa di Erode Attico, nella valle della Caffarella, la cosiddetta Grotta della Ninfa Egeria e il bell’edificio detto anche Tempio del dio Redicolo (che propizia i ritorni), in realtà un mausoleo che forse in origine era destinato a contenere i resti dei figli di Erode e Regilla (di questi, tre premorirono al padre e il quarto, un poco di buono, fu diseredato).
Più tardi, nel 306 d.C., nella vasta proprietà che era stata di Regilla e poi di Erode Attico, pervenuta alla morte di quest’ultimo nel demanio imperiale, si insedia l’imperatore Massenzio, abbandonando gli infidi palazzi del Palatino. Estende la villa trasformandola in una reggia, erige una basilica per le udienze, costruisce
un grande mausoleo per il figlioletto Romolo morto prematuramente e crea un circo per consentire le apparizioni imperiali in pubblico. Ma questa è un’altra storia.
Erode Attico fu un violento e cinico impostore o un pietoso marito e vedovo inconsolabile? Noi non abbiamo trovato una risposta. Ancora oggi tra gli storici ci sono i fautori e i detrattori di un personaggio, che comunque conserva la sua enigmatica ambiguità.

 

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“Garbatella tra storia e leggenda” al Salone del libro di Torino

“Garbatella tra storia e leggenda” al Salone del libro di Torino

“Garbatella tra storia e leggenda”, il libro scritto da Gianni Rivolta, è sbarcato al Salone internazionale del libro di Torino ( 13-17 maggio- Lingotto) portando questo straordinario e caratteristico quartiere di Roma fino nel profondo nord. …..

“Garbatella tra storia e leggenda” al Salone del libro di Torino

“Garbatella tra storia e leggenda”, il libro scritto da Gianni Rivolta, è sbarcato al Salone internazionale del libro di Torino ( 13-17 maggio- Lingotto) portando questo straordinario e caratteristico quartiere di Roma fino nel profondo nord.
Sarà in grande evidenza anche a “Roma si libra”, la festa degli editori e dei librai romani che si è aperta sabato 22 maggio e si protrarrà fino a domenica 30 a Villa Borghese – Casa del Cinema , nello stand della casa editrice Iacobelli.
Dunque, a tre mesi dalla prima presentazione che si è tenuta al teatro Palladium, continua l’interesse e l’apprezzamento dei lettori non solo nelle librerie della città, ma anche oltre i confini metropolitani.

Particolarmente interessante è stata la presentazione organizzata il 10 aprile dalla libreria del centro commerciale i Granai, alla presenza dell’autore e di Giancarlo Proietti, che ha curato la parte fotografica. Numerosi ex inquilini delle case Iacp di Garbatella, da anni trasferitisi nel nuovo quartiere delle cooperative di Rinnovamento e Roma 70, hanno partecipato attivamente vivacizzando l’iniziativa con testimonianze inedite e interessanti suggerimenti.

 

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Il sole (fotovoltaico) illumina la Garbatella

Il sole (fotovoltaico) illumina la Garbatella

Un primo impianto nel quartiere adottato da un condominio di Via Traversi.
Risultato: risparmi di spesa e energia pulita

di Paola Nardella

Sull’onda della grande (e decennale) diffusione in Europa, anche in Italia si sente parlare sempre più di frequente di energie rinnovabili e di fotovoltaico in  particolare.
Le tecnologie innovative …..

Il sole (fotovoltaico) illumina la Garbatella

Un primo impianto nel quartiere adottato da un condominio di Via Traversi.
Risultato: risparmi di spesa e energia pulita

di Paola Nardella

Sull’onda della grande (e decennale) diffusione in Europa, anche in Italia si sente parlare sempre più di frequente di energie rinnovabili e di fotovoltaico in  particolare.
Le tecnologie innovative tuttavia spesso spaventano e l’informazione, fornita da televisione, radio, stampa, non sempre aiuta a vederci veramente chiaro.
Alla Garbatella però possiamo toccare con mano di che cosa si tratti. Da qualche mese è infatti attivo, su un condominio di Via Traversi, il primo impianto fotovoltaico del nostro quartiere. Sostanzialmente è un sistema che consente di trasformare la luce del sole in energia elettrica utilizzabile dalle utenze domestiche, e pertanto permette di autoprodurre energia – e un’energia pulita e rinnovabile – necessaria nella nostra casa o nel nostro ufficio.

I vantaggi di un impianto fotovoltaico sono evidenti: risparmio sulla spesa per bolletta elettrica, indipendenza da aumenti delle tariffe elettriche, incremento del valore dell’immobile e soprattutto energia pulita per l’ambiente e quindi per tutti. E non solo risparmio, ma anche guadagno tramite gli incentivi statali: il meccanismo del Conto Energia-GSE permette inizialmente il recupero dell’investimento effettuato ed in seguito di continuare a percepire gli incentivi, garantiti per 20 anni.
Un impianto fotovoltaico non ha bisogno di aree dedicate, può sfruttare aree già esistenti e inutilizzate (tetti, terrazze, pensiline, facciate), richiede poche opere edili, è modulare e di semplice realizzazione, è estremamente sicuro, ha una manutenzione praticamente nulla, ha lunga durata, si ammortizza in pochi anni. L’investimento è contenuto ed in ogni caso l’impianto è totalmente finanziabile.
Un esempio? L’impianto alla Garbatella del condominio di Via Leopoldo Traversi 21, realizzato da Taurus Progetto Sole: 2,94 kWp di potenza, su una terrazza di 23 mq, consente di autoprodurre 3.370 kWh di energia all’anno. Cosa significa in termini di risparmio, guadagno e salvaguardia del nostro pianeta? Con un consumo familiare di circa 2.000 kWh annuali di energia elettrica, l’impianto – costato circa 16.000 € – consente di azzerare totalmente i costi della bolletta, di avere un reddito in entrata aggiuntivo da incentivi statali per 20 anni (intorno ai 2.000 €/anno e pertanto di oltre 40.000 € nei 20 anni) e di evitare l’emissione
di 1,800 tonnellate di CO2 all’anno.

 

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Bulli pestano coppia per motivi di viabilità

Bulli pestano coppia per motivi di viabilità

Aun anno dalla tragedia che portò all’assassinio di Aldo Murgia in Via Costantino per un diverbio originato da banali questioni di viabilità, il 10 maggio scorso un altro deprecabile episodio di bullismo si è verificato nel nostro quartiere. E’ successo di sera in Via della Garbatella. Si sono trovati a transitare con l’auto in quella stretta strada una coppia, lui alla guida 64 anni e …..

Bulli pestano coppia per motivi di viabilità

Aun anno dalla tragedia che portò all’assassinio di Aldo Murgia in Via Costantino per un diverbio originato da banali questioni di viabilità, il 10 maggio scorso un altro deprecabile episodio di bullismo si è verificato nel nostro quartiere. E’ successo di sera in Via della Garbatella. Si sono trovati a transitare con l’auto in quella stretta strada una coppia, lui alla guida 64 anni e la moglie 49. Davanti a loro un’altra macchina parcheggiata male e vicino un gruppetto di nullafacenti che chiacchieravano, ai quali l’automobilista si è rivolto perché parcheggiassero meglio la vettura. Dapprima nessuna risposta e poi, dopo un invito reiterato, si è scatenata la furia. Il gruppetto ha aggredito i due con pugni, schiaffi e calci, sotto gli occhi esterrefatti degli abitanti della strada che hanno provveduto immediatamente ad allertare la vicina stazione dei carabinieri. Questi sono tempestivamente intervenuti, senza poter impedire però che i due finissero malconci:
portati col 118 al CTO, lui ha avuto 25 giorni di prognosi, la moglie se l’è cavata con 7. I carabinieri intanto davano la caccia agli aggressori, fermandone due. Uno, 18 anni, disoccupato, era noto per alcuni precedenti. L’altro, 17 anni, studente, successivamente affidato ai genitori. Sono stati denunciati, mentre si è continuato a cercare chi erano gli altri che facevano parte del branco.
Ci si domanda che cosa può innescare tanta gratuita violenza.
L’episodio, si fa notare, poteva sfociare in una nuova tragedia. Manifestazioni minori di violenza peraltro si riscontrano un po’ dappertutto: si tratta di atti di vandalismo, di guida spericolata in auto o in moto, di musiche sparate a tutto volume, insomma di una serie di atti di mancanza di rispetto se non di disprezzo dei diritti degli altri.

 

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Sinistra e Partito Democratico super-maggioranza alla Garbatella

Sinistra e Partito Democratico super-maggioranza alla Garbatella

Alle regionali del 4 aprile straripante vittoria della coalizione che attualmente regge l’XI Municipio
Nostra intervista col Presidente di Roma XI Andrea Catarci

Alle elezioni per l’Assemblea regionale del 4 aprile le liste della Sinistra e quella del PD hanno raccolto nei soli seggi della Garbatella una maggioranza  schiacciante, oltre il 65% di preferenze, mentre a livello municipale la soglia è stata quella del 60%. Il partito col maggior numero di consensi è stato il PD, che ha ottenuto circa il 30% dei voti, una buona affermazione l’hanno avuta le altre liste che compongono la compagine che guida il Municipio XI, tra cui spiccano il voto per l’IDV di Di Pietro che raggiunge il 12% e quello per Sinistra, Ecologia e Libertà che raggiunge oltre il 5% dei consensi. Sul senso del voto abbiamo posto alcune domande al Presidente del Municipio.

Sinistra e Partito Democratico super-maggioranza alla Garbatella

Alle regionali del 4 aprile straripante vittoria della coalizione che attualmente regge l’XI Municipio
Nostra intervista col Presidente di Roma XI Andrea Catarci

Alle elezioni per l’Assemblea regionale del 4 aprile le liste della Sinistra e quella del PD hanno raccolto nei soli seggi della Garbatella una maggioranza  schiacciante, oltre il 65% di preferenze, mentre a livello municipale la soglia è stata quella del 60%. Il partito col maggior numero di consensi è stato il PD, che ha ottenuto circa il 30% dei voti, una buona affermazione l’hanno avuta le altre liste che compongono la compagine che guida il Municipio XI, tra cui spiccano il voto per l’IDV di Di Pietro che raggiunge il 12% e quello per Sinistra, Ecologia e Libertà che raggiunge oltre il 5% dei consensi. Sul senso del voto abbiamo posto alcune domande al Presidente del Municipio.

Prima di addentrarsi sulle specificità del voto regionale, Andrea Catarci sottolinea i punti salienti della campagna elettorale e delle sue conseguenze sul voto, evidenziando che ci sia in atto una sorta di rimozione dell’analisi del materiale politico proveniente da questa tornata elettorale, paventando il fatto che, non riflettere su questo voto, senza mettere in campo le adeguate contromisure, significa, tra tre anni, alla prossima scadenza, rassegnarsi a subire passivamente un attacco sulle istituzioni ancora in grado di reggere all’urto di questa destra, primi tra tutti i Municipi.
“Bisogna accompagnare i processi in corso contro le specifiche volontà di questa Giunta e delle sue politiche scellerate, contro le scelte gravissime che stanno danneggiando, in modo irreversibile, la vita dei nostri concittadini, tentando di mettere in atto quelle forme di alternativa che, condividendo gli interessi reali del territorio, giocando sul pathos sociale, incanalando l’opposizione sulle vere problematiche, quelle relative ai bisogni delle persone.
I Municipi – continua – devono essere il corpo vivo che indica col loro lavoro il percorso per nuove aggregazioni politiche del Centro-Sinistra”.
Partiamo dai dati elettorali del nostro quartiere, la Garbatella. Qual è stato l’orientamento dei cittadini qui da noi ?
Direi che il punto dirimente di queste elezioni, perlomeno al livello cittadino, è stato la grande vittoria ottenuta dalla compagine del Centro-Sinistra in 17 Municipi su 19, che ha segnato il primo vero stop per la Giunta Alemanno, la quale ha subìto una cocente sconfitta anche in quei Municipi dove c’è il Centro-Destra al governo. Nonostante la diminuzione del numero dei votanti, a Garbatella, San Paolo e Tormarancia, ci sono stati dei risultati entusiasmanti, meno bene è andata a Ostiense, a causa di varie problematiche, tra cui la presenza, gestita direttamente a livello comunale, delle troppe licenze rilasciate per locali notturni e della conseguente movida. Per i continui lavori agli ex-Magazzini Generali e per il ponte sulla metro, che iniziano e si interrompono per le cause più svariate ma che dimostrano una imperizia da parte di questa amministrazione centrale che non riesce a coordinare gli interventi ma la cui incapacità ricade, chissà perché, su di noi. Ne ho avuto la netta sensazione quando sono intervenuto, manifestando la presenza politica del Municipio, dopo gli episodi di violenza che sono accaduti, durante i quali i cittadini hanno manifestato il loro sconcerto per la mancanza di iniziative da parte del Comune.
Come ti spieghi questi dati?
E’ il risultato del buon lavoro che l’amministrazione municipale ha svolto, il cui intervento ha inciso profondamente e direttamente sul tessuto culturale territoriale costruendo, negli ultimi 10 anni, una realtà fatta di associazionismo, cooperazione, reti sociali e politiche. Trovando i punti di contatto con l’universo del volontariato, sollecitando il portato della memoria storica del territorio ed i meccanismi partecipativi, che adesso, contro la stagnazione della Giunta Alemanno, portano i loro frutti. C’è da dire che tante sono le azioni che sono state messe in campo, dalla sfida sulla sicurezza all’emergenza degli Afgani alla Stazione Ostiense, alla progettualità sulla mobilità (metro D), sull’ex Fiera di Roma, su Campidoglio 2, la proposta della Metro E. E’ l’influsso determinante delle politiche del Municipio, che pur non avendo specificità economiche propone un modello di riferimento caratterizzato dalla specificità territoriale, con la consapevolezza del portato sulla sfera cittadina. Il Municipio scommette su tutto, dalla memoria storica di alto lignaggio delle Fosse Ardeatine a quella più frivola del compleanno di Garbatella. Allo sforzo che si sta facendo nei quartieri di nuova generazione, per esempio l’area di Via della Fotografia, con la capacità di portare servizi ma anche il continuo tentativo, da più parti riconosciuto, di creare le giuste relazioni sociali.
Cosa pensi del risultato nella nostra Regione ?
Aldilà di Roma, c’è da notare l’exploit negativo delle altre provincie.
Cito la vicenda Marrazzo e la scelta Bonino, che hanno lasciato indubbiamente un segno profondo nella compagine di Centro-Sinistra, e la sensazione di imminente vittoria che ha scatenato la guerra per bande all’interno del PdL, fino a portarli alla clamorosa defaillance della lista. Bisogna dire che ci sono delle responsabilità oggettive della vecchia giunta regionale e dello sviluppo di una campagna elettorale svolta solamente nel territorio romano, senza una direzione politica coerente che sia riuscita a disegnare un percorso che non fosse solo quello dei singoli candidati, con la conseguenza che ognuno si è mosso singolarmente e che a differenza di cinque anni fa, il voto di Roma non ha compensato quello delle altre province, in cui , evidentemente, non si è lavorato come si doveva. Se a questo aggiungiamo l’alleanza PDL-UDC, è stato quasi un miracolo il fatto che si sia riusciti a lottare testa a testa sino quasi all’ultimo voto per l’egemonia della Regione.
Passiamo al risultato nazionale Il dato più consistente è quello relativo all’astensionismo. I seggi sono disertati da un numero sempre più consistente di elettori, il calo di partecipazione è netto ovunque, nel Lazio interessante è quello di Roma e Provincia dove, nonostante l’esclusione della lista del PDL, il calo di partecipazione è solo leggermente inferiore alla media regionale. Due paiono le ragioni di questo calo: da un lato le elezioni amministrative sono considerate meno importanti e meno interessanti rispetto a quelle politiche, dall’altro, e su questo punto vale la pena di soffermarci, l’inappropriata “offerta” politica. In questo senso, l’astensione, soprattutto quello di sinistra, è una scelta con un chiaro significato di forte critica, che vuole significare delegittimazione. Berlusconi vince anche a L’Aquila. Vince in Piemonte, nonostante la presenza di una classe operaria fortemente politicizzata e sindacalizzata.
Vince dove il Centro-Sinistra ha governato male, in Campania e Calabra. In tutte le regioni del Nord ormai la lotta è a superarsi tra PdL e Lega, con sensibili infiltrazioni di quest’ultima in regioni come l’Emilia-Romagna e la Toscana. La nota lieta di questa tornata elettorale è la vittoria di Vendola in Puglia. Pur senza battaglie egemoniche residuali a livello sociale ma istaurando la politica delle buone prassi, attraverso la creazione di meccanismi di partecipazione popolare come la fabbrica di Nichi, è riuscito laddove altri hanno fallito, trasformando in senso positivo gli istinti dell’antipolitica, divenendo una ipotesi di riferimento per tutto l’arco del Centro-Sinistra. Nel 2013 potrebbe tranquillamente essere l’antitesi a Berlusconi, un punto di riferimento in un quadro politico fortemente disorientato.

 

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Iniziative in XI contro l’acqua privatizzata

Iniziative in XI contro l’acqua privatizzata

Continua la raccolta delle firme per il referendum contro la privatizzazione dell’acqua

Marcia a gonfie vele la raccolta di firme nell’ambito del nostro Municipio per il referendum contro la privatizzazione dell’acqua.
Alla data del 15 maggio le firme raccolte erano 2823, che vanno ad aggiungersi alle 52mila firme raccolte nel Lazio, di cui 31mila a Roma, per assommare sempre alla stessa data alle 420mila

Iniziative in XI contro l’acqua privatizzata

Continua la raccolta delle firme per il referendum contro la privatizzazione dell’acqua

Marcia a gonfie vele la raccolta di firme nell’ambito del nostro Municipio per il referendum contro la privatizzazione dell’acqua.

Iniziative in XI contro l’acqua privatizzata Continua la raccolta delle firme per il referendum contro la privatizzazione dell’acqua Marcia a gonfie vele la raccolta di firme nell’ambito del nostro Municipio per il referendum contro la privatizzazione dell’acqua. Alla data del 15 maggio le firme raccolte erano 2823, che vanno ad aggiungersi alle 52mila firme raccolte nel Lazio, di cui 31mila a Roma, per assommare sempre alla stessa data alle 420mila Alla data del 15 maggio le firme raccolte erano 2823, che vanno ad aggiungersi alle 52mila firme raccolte nel Lazio, di cui 31mila a Roma, per assommare sempre alla stessa data alle 420mila in campo nazionale. Nel nostro Municipio innumerevoli sono i contributi proposti da varie organizzazioni: citiamo tra queste il Gruppo Roma 70, La strada, De Merode, Acrobax, Casetta rossa, Porto Fluviale, La città dell’utopia, Legambiente, Cobas, Rifondazione comunista Che Guevara, Sel La Villetta e molte altre associazioni.
Il Municipio Roma XI (dove è possibile firmare la petizione per il referendum oltre che il pomeriggio-sera alla Villetta) su una mozione presentata dai consiglieri Paola Angelucci (SEL) Andrea Mocciaro (PD) e Campitiello (Lista Civica), ha approvato una delibera sull’acqua “bene comune contro la privatizzazione”.
Si propone di integrare lo statuto del Comune col riconoscere il diritto umano all’acqua, ossia all’accesso all’acqua come diritto universale, inviolabile, inalienabile. La delibera afferma che tutte le acque, anche se non estratte dal sottosuolo, sono pubbliche e costituiscono una risorsa da utilizzare secondo criteri di solidarietà. Riconosce altresì che la gestione del servizio idrico è un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica. (G.M.)

 

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Una targa in ricordo di Aldo Murgia

Una targa in ricordo di Aldo Murgia

Commemorata la memoria nel parco di Via Galba ad un anno dall’omicidio

In un bel pomeriggio di sole, organizzata dall’infaticabile opera di Filippo Murgia, alla presenza della mamma del compianto Aldo, del presidente dell’XI Municipio, Andrea Catarci, di alcuni componenti la Giunta tra i quali Andrea Beccari e Carla Di Veroli, del consigliere provinciale Gianluca Peciola e municipale Paola Angelucci, nel parco di via Galba, il 30 aprile è avvenuta la …..

Una targa in ricordo di Aldo Murgia

Commemorata la memoria nel parco di Via Galba ad un anno dall’omicidio

In un bel pomeriggio di sole, organizzata dall’infaticabile opera di Filippo Murgia, alla presenza della mamma del compianto Aldo, del presidente dell’XI Municipio, Andrea Catarci, di alcuni componenti la Giunta tra i quali Andrea Beccari e Carla Di Veroli, del consigliere provinciale Gianluca Peciola e municipale Paola Angelucci, nel parco di via Galba, il 30 aprile è avvenuta la cerimonia di commemorazione di Aldo Murgia, morto un anno fa a seguito di una aggressione per futili motivi legati a un parcheggio. Il ricordo di Aldo e la sua figura sono stati messi in risalto nell’intervento del fratello Filippo che tra le altre cose ha sottolineato la passione per il sociale di Aldo e la sua continua partecipazione alle attività della comunità di Sant’ Egidio.
Ha evidenziato che é necessaria una rivolta delle coscienze che non si può delegare a forze di polizia, magistrati o a segmenti della società civile.

Che é necessaria una risposta politica e che, nonostante le reiterate tirate dell’ultima campagna elettorale comunale, poco o nulla si è fatto a livello di sicurezza e di legalità. Ha ribadito che tutti sono rimasti sconcertati dalla sentenza del processo contro l’omicida, che ha visto l’esclusione dei futili motivi, ovvero il litigio per il posto auto, che ha portato alla condanna in primo grado a soli venti anni.
Tra gli intervenuti, il presidente del Municipio: “Da tempo chiediamo l’intitolazione di un parco del quartiere, ma inspiegabilmente l’Assessorato alla Cultura del Comune si rifiuta”, ha commentato Catarci. “L’assessore capitolino alla cultura Croppi ha negato l’intitolazione di un piccolo parco ad Aldo, assassinato barbaramente e con ferocia sotto gli occhi dei propri bambini, per motivi così tanto futili da essere ancora più insopportabili e inaccettabili”.”La proposta di intitolare il parco fu votata all’unanimità in una seduta di Consiglio molto drammatica e sentita, alla presenza dei famigliari di Aldo. Il respingimento alla proposta di intitolazione è stato comunicato al Municipio con una stringata lettera senza neanche una parola di motivazione del parere negativo” – ha dichiarato nel suo intervento la consigliera Paola Angelucci.
E’ stato quindi letto un comunicato di Don Ciotti, nel quale il fondatore della Comunità “Libera” ha accentuato quanto quell’atto terribile abbia messo a nudo il senso di smarrimento che ci ha pervasi, data la futilità dell’accaduto ma che l’impegno per la giustizia è ancora tra noi, nei tanti disposti a continuarlo. La toccante cerimonia ha avuto il suo culmine con la scopertura della targa alla memoria durante la quale è stato ribadito che tutta la comunità di cittadine e cittadini, non solo del Municipio XI ma dell’intera città, rifiuta ogni forma di violenza e per i quali l’intitolazione di un parco ad Aldo Murgia sarebbe una risposta di
incontro, socialità e recupero di uno spazio comune per una dimensione più umana e civile di vivere la nostra città. Al termine della commemorazione c’è stato un concerto alla memoria di Aldo, valente musicista, tenuto dalle band delle quali aveva fatto parte. (E.S.)

 

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Inutilizzata al CTO una sezione radiologica perfettamente funzionante

SPECIALE SANITA’

Inutilizzata al CTO una sezione radiologica perfettamente funzionante

Proviene dal poliambulatorio di Piazza Pecile in dismissione. La struttura è ferma da mesi per l’assenza di un medico radiologo

di Cosmo Barbato

Da tempo medici e infermieri del CTO, con i quali questo giornale si tiene regolarmente in contatto, ci segnalavano …..

SPECIALE SANITA’

Inutilizzata al CTO una sezione radiologica perfettamente funzionante

Proviene dal poliambulatorio di Piazza Pecile in dismissione. La struttura è ferma da mesi per l’assenza di un medico radiologo

di Cosmo Barbato

Da tempo medici e infermieri del CTO, con i quali questo giornale si tiene regolarmente in contatto, ci segnalavano il trasferimento dal poliambulatorio di Piazza Pecile al nosocomio della Garbatella di una sezione radiologica perfettamente funzionante, attualmente inutilizzata. Ce ne conferma l’esistenza anche l’articolo del coordinatore degli iscritti CGIL dell’ospedale, Massimo Marletti, che qui sopra pubblichiamo. La sezione radiologica, ci raccontavano i nostri interlocutori, era passata al CTO insieme ai quattro tecnici addetti, di cui uno con limitate possibilità di impiego (tutti nel frattempo dispersi in altre mansioni) ma non con il radiologo titolare, da molti mesi assente per gravi motivi di salute e mai sostituito.

Inutilizzata al CTO una sezione radiologica perfettamente funzionante Proviene dal poliambulatorio di Piazza Pecile in dismissione. La struttura è ferma da mesi per l’assenza di un medico radiologo di Cosmo Barbato Da tempo medici e infermieri del CTO, con i quali questo giornale si tiene regolarmente in contatto, ci segnalavanoAbbiamo voluto documentare di persona la presenza di questi preziosi macchinari, il cui utilizzo potrebbe apportare un indubbio beneficio innanzitutto all’utenza del quartiere nonché alle dissestate finanze della ASL Roma C, costretta a dirottare a caro prezzo sui laboratori privati buona parte delle richieste di accertamenti, per sfuggire alle lunghe attese nelle strutture pubbliche.
Siamo andati al CTO e abbiamo innanzitutto cercato di individuare il luogo in cui sono raccolte le attrezzature radiologiche. Non c’è voluto molto per apprendere che sono nelle due stanze di fronte alla sala prelievi del piano terra, dove si trovano anche gli affollati ambulatori dell’ospedale. Però porte chiuse a
chiave. Abbiamo aspettato, sperando che qualcuno aprisse. Niente. Siamo tornati il giorno dopo, decisi a costatare di persona la presenza delle macchine.
Siamo stati più fortunati. Dopo una mezz’ora di attesa ha infilato la chiave nella serratura della porta di una delle due stanze un infermiere, che però ne è subito uscito per andare a prendere una bibita al vicino distributore automatico e per intrattenersi poi qualche minuto a parlare con un altro infermiere o un medico.
A porta aperta, siamo entrati nella stanza io e il fotografo, il tempo per gli scatti che qui pubblichiamo. Quando l’infermiere è tornato stavamo uscendo.
Abbiamo detto che ci eravamo sbagliati di stanza.

 

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Mattinate nel caos negli ambulatori CTO

SPECIALE SANITA’

Dopo la chiusura della struttura di Piazza Pecile

Mattinate nel caos negli ambulatori CTO

Nel gioco delle tre carte la direzione della ASL si perde i pezzi. Il Municipio XI denuncia la carenza dei servizi sanitari territoriali

di Massimo Marletti. Coordinamento iscritti CGIL del CTO

Capita che ad ottobre del 2009, su segnalazione della Protezione civile prima e dei Vigili del fuoco poi, la sede del poliambulatorio di Piazza Pecile ASL Roma C, zona San Paolo-Garbatella, debba interrompere la propria attività.
Struttura pericolante? Troppo carica al punto di risultare pericolosa per gli stessi utenti che ne usufruiscono? …..

SPECIALE SANITA’

Dopo la chiusura della struttura di Piazza Pecile

Mattinate nel caos negli ambulatori CTO

Nel gioco delle tre carte la direzione della ASL si perde i pezzi. Il Municipio XI denuncia la carenza dei servizi sanitari territoriali

di Massimo Marletti. Coordinamento iscritti CGIL del CTO

Capita che ad ottobre del 2009, su segnalazione della Protezione civile prima e dei Vigili del fuoco poi, la sede del poliambulatorio di Piazza Pecile ASL Roma C, zona San Paolo-Garbatella, debba interrompere la propria attività.
Struttura pericolante? Troppo carica al punto di risultare pericolosa per gli stessi utenti che ne usufruiscono?

Risposte confuse da parte della direzione aziendale, se non una forte determinazione a limitarne l’attività.
Una dopo l’altra, quasi tutte le attività presenti in quella realtà chiudono i battenti per traslocare verso altri lidi. e queste attività non erano cosa di poco conto: endocrinologia, diabetologia, cardiologia, ortopedia, radiologia, esami ecocardiografici, dermatologia, allergologia, neurologia, agopuntura, centro prelievi con circa 80 prelievi al giorno; per non parlare dell’ambulatorio infermieristico, spostato nella sede di Via Malfante, 1600 prestazioni nel 2009 (misurazione pressione, medicazioni, punture, educazione paziente diabetico etc etc), fiore all’occhiello del Dipartimento assistenza alla persona.
E fino a qui ci si potrebbe stare. Si cerca una nuova sede.
Capita però che nella fretta e presi dal vortice dei cambiamenti, tutti rigorosamente sulla pelle del personale e degli utenti (il poliambulatorio del CTO, dove molte di queste specialità sono state trasferite, è ormai paragonabile, fino a metà mattinata, ad una bolgia dell’inferno dantesco), non ci si accorga che qualcosa la si è persa per strada. E’ il caso della sezione radiologica che era situata al quarto piano dell’edificio di Piazza Pecile. Radiologia tradizionale arricchita di un ortopantomografo (quello delle lastre alle arcate dentarie, di appannaggio dei soliti studi dentistici), 160 esami settimanali, aperto tutti i giorni la mattina 4 ore con due ritorni pomeridiani, risposte dopo tre giorni, personale composto da un medico e quattro tecnici. Insomma un servizio più che dignitoso a livello territoriale che sgravava l’ospedale, di un surplus di prestazioni. Trasferito con tutto il personale a dicembre del 2009 da Piazza Pecile nel poliambulatorio del CTO (diventato ormai il centro del mondo), di questo servizio non ci sono più tracce.
La storia è abbastanza semplice.
Dopo aver messo a norma una sezione quasi pronta ma mai entrata in funzione fin dall’epoca della Giunta Storace (grazie ai tecnici di Piazza Pecile, quelli trasferiti, e a un medico radiologo che dirigeva la sezione territoriale da tempo in malattia e mai sostituito dall’amministrazione) il Dipartimento assistenza alla persona è stato costretto a spostare proprio questi tecnici lasciati per mesi dall’inerzia dell’amministrazione a vagare da una parte all’altra.
Tradotto in soldoni, c’era chi faceva le radiografie, ma chi le refertava?
Succede così che, nel silenzio più assoluto, si tagli non solo un servizio territoriale, ma nello stesso tempo non si utilizzi una sezione radiologica digitale con tanto di ortopantomografo ed apparecchio per mammografie pronta al piano terra dei poliambulatori dell’ospedale CTO. e le liste di attesa si allungano. Ancor oggi, mentre scriviamo, stanno cercando un medico.
Nel frattempo, la sede di Piazza Pecile rimane un guscio vuoto, occupato da pochi uffici del Distretto XI alla modica cifra di migliaia di euro all’anno. Altro che sistema sanitario “ospedalecentrico”; altro che “territorializzazione della sanità”. Di queste storie sono piene le pagine del diario degli ultimi cinque anni di attività
della ASL. Cinque anni in chiaroscuro, difficili, pieni di rimpianti per tutto quello che si poteva fare e che non si e’ fatto.
E’ di questi giorni un comunicato del Municipio XI sulla carenza dei servizi sanitari territoriali. Ci sarà da lavorare molto, se vorremo risalire la china.

 

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 7 – Giugno 2010

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Parcheggi che problema

Parcheggi che problema

Risiedo alla Garbatella e scrivo anche a nome di altri residenti della zona di Largo delle Sette Chiese e vie limitrofe per denunciare i danni provocati dalla ristrutturazione del predetto Largo. …..

 

Parcheggi che problema

Risiedo alla Garbatella e scrivo anche a nome di altri residenti della zona di Largo delle Sette Chiese e vie limitrofe per denunciare i danni provocati dalla ristrutturazione del predetto Largo.

  1. Considerata la grave situazione dei parcheggi inzona, il problema si è ulteriormenteaggravato pedonalizzando il tratto diVia della Sette Chiese dal Largo  all’incrocio con Via Guglielmotti erestringendo poi Largo delle SetteChiese allargando a dismisura i marciapiedi.
  2. E’ stata abolita la fermata degli autobus in Largo delle Sette Chiese creando non pochi disagi ai residenti costretti a utilizzare la precedente fermata di  Via della Villa di Lucina.
  3. Considerando che in zona non ci sono parcheggi per il vicino ospedale Cto, per gli uffici comunali, per la Asl, per la scuola di Via M.Strozzi, tutti i residenti si chiedono a che servono le cosiddette migliorie apportate dal Comune quando si rende più invivibile la vita del quartiere per i problemi del traffico e della viabilità a seguito del restringimento della carreggiata e per quelli dei parcheggi a seguito dell’ampliamento esagerato dei marciapiedi.
    E non parliamo della segnaletica inesistente, della sosta selvaggia, degli escrementi dei cani e della sporcizia nelle strade.

Giuseppe Tucci (a nome di residenti in Via Macinghi Strozzi e limitrofe)

 

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Ristrutturazione sì ma non punitiva

Ristrutturazione sì ma non punitiva

Rivalutare la Garbatella non dovrebbe significare togliere parcheggi, infischiandosene dei problemi arrecati ai residenti e non rispettarli: questa non è democrazia. Qualche esempio.
Via Cravero è lunga circa cento metri. In essa vi sono 6 cassonetti per l’immondizia e 4 per la raccolta differenziata, 7 posti per disabili, una fermata bus di 40 metri dove di tanto in tanto la Trambus multa anche se si è sopra le strisce a zigzag (tolleranza zero), una motofficina che occupa due o tre posti auto, un camper che staziona circa undici mesi l’anno, …..

Ristrutturazione sì ma non punitiva

Rivalutare la Garbatella non dovrebbe significare togliere parcheggi, infischiandosene dei problemi arrecati ai residenti e non rispettarli: questa non è democrazia. Qualche esempio.

Via Cravero è lunga circa cento metri. In essa vi sono 6 cassonetti per l’immondizia e 4 per la raccolta differenziata, 7 posti per disabili, una fermata bus di 40 metri dove di tanto in tanto la Trambus multa anche se si è sopra le strisce a zigzag (tolleranza zero), una motofficina che occupa due o tre posti auto, un camper che staziona circa undici mesi l’anno, la pizzeria “Er Panonto” ed i risoranti “Ristoro degli angeli” e “Cafè corrientes” che richiamano centinaia di avventori; inoltre il teatro Palladium, con le auto che, quando è in funzione, parcheggiano selvaggiamente impedendo il fluire del traffico; il fioraio di Via Passino che, oltre ad esporre sul passaggio dei pedoni, occupa anche due posti auto. E che dire della pedonalizzazione di un tratto di Via delle Sette Chiese e del restringimento dell’altro tratto della stessa via dove i cassonetti stazionano sul nuovo marciapiede forse per un errore di calcolo creando ampi spazi senza alcuna logica?
In Piazza Sant’Eurosia hanno creato metri e metri quadri di area desertica; in Via Macinghi Strozzi hanno tolto parcheggi per fare ampie fermate dei bus e dove prima si poteva parcheggiare a pettine con una modifica ora ce lo hanno impedito; in Via degli Armatori il camion dell’immondizia non riesce a curvare per immettersi in Largo delle Sette Chiese. A proposito di questo largo ma è da pazzi, hanno tagliato circa una quarantina di posti auto! E che sarà quando funzionerà il mercato coperto?
E cosa sta succedendo in Via Caffaro?
Ho assistito ad una colluttazione tra due automobilisti per un parcheggio agognato, ma cosa si aspetta ad affrontare il problema dei parcheggi?
Che si intesti qualche via con il nome di una malcapitata vittima da parcheggio! Lettera firmata (portavoce del quartiere)

 

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“Shangai” fu un frutto del fascismo

“Shangai” fu un frutto del fascismo

Sul numero di luglio 2007 l’articolo su Tor Marancia a firma di Cosmo Barbato, pur essendo un contributo che riporta in modo esauriente e ben argomentato la storia della torre, nelle conclusioni, dove si parla della “Borgata”, ancora una volta, cosa che capita spesso in diverse pubblicazioni locali, la storia della nascita di “Shangai” viene riportata in modo distorto, disinformato e a me pare più per sentito dire che per una documentata ricostruzione storica, come si evince da diverse pubblicazioni che analizzano il cambiamento urbano della città di Roma. …..

“Shangai” fu un frutto del fascismo

Sul numero di luglio 2007 l’articolo su Tor Marancia a firma di Cosmo Barbato, pur essendo un contributo che riporta in modo esauriente e ben argomentato la storia della torre, nelle conclusioni, dove si parla della “Borgata”, ancora una volta, cosa che capita spesso in diverse pubblicazioni locali, la storia della nascita di “Shangai” viene riportata in modo distorto, disinformato e a me pare più per sentito dire che per una documentata ricostruzione storica, come si evince da diverse pubblicazioni che analizzano il cambiamento urbano della città di Roma.
Shangai non era formata da baracche di poveri diseredati, bensì era stata voluta e costruita dal regime fascista intorno al ’35 quando si decise di trasformare l’ampia zona intorno a Piazza Venezia, Via dei Fori Imperiali, intorno al Teatro Marcello demolendo i palazzi siti in quelle zone e deportando le famiglie, gli artigiani che in quei posti vivevano e lavoravano.
Le baracche di cui si fa menzione erano case, unico piano unica stanza costruite appunto dal regime. Immaginate il disagio di chi, abituato a vivere nel centro di Roma, si è trovato catapultato in aperta campagna.
Si pensi solo che la scuola più vicina era la Michele Bianchi oggi Cesare Battisti e da “Tor Marancia” alla scuola l’unico mezzo di locomozione era…andare a piedi.
Il nome di Shangai era stato dato dagli abitanti appunto per i continui allagamenti nelle giornate piovose non essendovi né fogne né scarichi né strade come le intendiamo oggi. Nel dopoguerra negli anni ’48-’49 vi furono i primi insediamenti della moderna Tor Marancia, costruzioni fatte con il contributo del Genio Civile per riparare in parte agli anni di sofferenza e degrado subìto dai cittadini non per loro scelta.
Penso di aver contribuito a sfatare quanto erroneamente e superficialmente riportato e mettendomi a disposizione per una più particolareggiata disamina della nascita di “Tor Marancia” con la possibilità di sentire la storia dai diretti interessati che ancora sono in condizioni di testimoniare la qualità della vita in quella borgata.

Rodolfo Meacci

Ringrazio il lettore. Aggiungo che già prima del ’35 quella plaga era andata popolandosi di disperati, su un terreno che per le sue caratteristiche non interessava
la speculazione. Che cos’erano le “case unico piano unica stanza” se non delle baracche? A queste ben presto si aggiunsero vere bidonville create da numerose famiglie poverissime di sfollati o che si rifugiavano ai margini della città nella tenue speranza di sbarcare il lunario. – C.B.

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Padre Guido 50 anni di sacerdozio

Padre Guido 50 anni di sacerdozio

“Domenica 25 novembre 2007 alle ore 11,00 celebrerò la S. Messa della mia ordinazione a sacerdote. …..

Padre Guido 50 anni di sacerdozio

“Domenica 25 novembre 2007 alle ore 11,00 celebrerò la S. Messa della mia ordinazione a sacerdote.

50 anni trascorsi, giorno per giorno in mezzo a voi…”: esordisce così un volantino che Padre Guido ha fatto pervenire ai tanti giovani (anche non più giovanissimi) con i quali ha condiviso tante giornate nell’Oratorio, nella scuola e in tutto il nostro quartiere con una presenza viva ma discreta.
Arrivato 50 anni fa è stato e continua ad essere una guida per più generazioni, un pioniere del nostro quartiere tanto che il binomio Chiesoletta Padre Guido è imprescindibile.
Siamo certi di poterci prendere il piacere e l’onere di ringraziare Padre Guido a nome di tanti e tanti ragazzi e ragazze che sono cresciuti con lui.
Grazie “Prete”. (G.P.)

 

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 4 – Dicembre 2007

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Targhe ricordo e vandalismi

Targhe ricordo e vandalismi

Nel numero di luglio davamo notizia della fortunosa inaugurazione il 29 maggio di una targa di dedica del parco di destra di Piazza Brin a Marcella e Maurizio Ferrara (lei giornalista e collaboratrice di Togliatti, lui ex direttore dell’Unità e ex presidente della Regione).
Fortunosa, perché nella notte precedente l’inaugurazione ignoti avevano trafugato la targa e abbattuto la palina di sostegno.
Sulla palina a terra fu ritrovata una lettera dell’Associazione “Il tempo ritrovato” che protestava per la mancata dedica del giardino all’attore …..

Targhe ricordo e vandalismi

Nel numero di luglio davamo notizia della fortunosa inaugurazione il 29 maggio di una targa di dedica del parco di destra di Piazza Brin a Marcella e Maurizio Ferrara (lei giornalista e collaboratrice di Togliatti, lui ex direttore dell’Unità e ex presidente della Regione).

Fortunosa, perché nella notte precedente l’inaugurazione ignoti avevano trafugato la targa e abbattuto la palina di sostegno.
Sulla palina a terra fu ritrovata una lettera dell’Associazione “Il tempo ritrovato” che protestava per la mancata dedica del giardino all’attore della Garbatella Maurizio Arena, da essa caldeggiata. Per la cronaca, la targa fu duplicata in tempo utile per l’inaugurazione, ma successivamente è ancora sparita né è stata più sostituita.
Ci scrive ora una lunga lettera la presidente dell’Associazione, Mirella Arcidiacono, per dire che non vi è né può esservi alcun nesso, diretto o indiretto, tra lo scritto in cui si caldeggiava una dedica del giardino all’attore romano e il gratuito atto di vandalismo perpetrato nei confronti della targa dedicata ai coniugi Ferrara; che lei aveva attaccato lo scritto di protesta alla palina il pomeriggio precedente l’inaugurazione, mentre la targa era al suo posto; che in precedenza aveva informato del
suo disappunto il Sindaco e il presidente del Municipio. E conclude: “Diffido chiunque a fare illazioni velate o dirette sull’operato” mio e dell’Associazione. Con l’occasione ricorda la promessa di dedicare il parco di sinistra di Piazza Brin ad Arena. Contro i vandali sollecita inoltre maggiore controllo da parte delle forze dell’ordine.

 

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 4 – Dicembre 2007

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In moto a 100 all’ora lungo Via Passino

In moto a 100 all’ora lungo Via Passino

Quotidianamente, più volte nella giornata, un motociclista o più di uno, dotati di mezzi potenti, affrontano ad alta velocità la salita di Via Passino mandando al massimo lo scappamento e lacerando la quiete del quartiere. Lo stesso accade ogni notte lungo la Colombo, dove spericolati centauri si esibiscono in gare di velocità con altri o con se stessi, rovinando il sonno della gente comune. Anche altre strade del quartiere – come Via Guglielmo Massaia, Via Roberto De Nobili, Via Macinghi Strozzi, Via Rocco Da Cesinale, Via Guglielmotti, tutte vie che consentono una lunga …..

In moto a 100 all’ora lungo Via Passino

Quotidianamente, più volte nella giornata, un motociclista o più di uno, dotati di mezzi potenti, affrontano ad alta velocità la salita di Via Passino mandando al massimo lo scappamento e lacerando la quiete del quartiere. Lo stesso accade ogni notte lungo la Colombo, dove spericolati centauri si esibiscono in gare di velocità con altri o con se stessi, rovinando il sonno della gente comune. Anche altre strade del quartiere – come Via Guglielmo Massaia, Via Roberto De Nobili, Via Macinghi Strozzi, Via Rocco Da Cesinale, Via Guglielmotti, tutte vie che consentono una lunga accelerata – non sono immuni da simili bravate. Essenziale è correre e nel contempo fare rumore, un modo clamoroso di rimarcare la propria esistenza, una maniera evidentemente autogratificante nell’ambito di una distorta affermazione della personalità, per altri versi paragonabile alla paranoia dei graffitari che godono nel segnare con lo spray il proprio nome o la propria sigla o la propria firma criptata o i propri amori o la propria fede sportiva o passione politica (recentemente è apparsa in Via Magnaghi una scritta demenziale composta da una grossa svastica accompagnata dalla frase rivelatrice “Ve odio tutti”), deturpando i muri della città: un modo anomalo e arrogante per dire “anche io esisto”. Ma questo è un altro discorso che andrebbe approfondito: il graffito nasce nella seconda metà degli anni sessanta con uno spiccato carattere ideologico, producendo non di rado risultati assimilabili a forma d’arte; ben presto però degenerando in vero e proprio vandalismo e in sterile ribellismo o più semplicemente in una moda di cattivo gusto, irrispettosa verso gli altri.

Contro i maniaci della velocità, emuli di Valentino Rossi che però corre su pista, c’è poco da fare: sono talmente rapidi che la loro piccola targa non riesce ad essere letta da i quasi invisibili vigili che dovrebbero controllare il traffico e nemmeno, sulle strade nazionali, dall’autovelox.
Eppure rappresentano un pericolo pubblico, oltre che per se stessi.
Sicché non c’è da fare affidamento sulla repressione, ma piuttosto sulla prevenzione, a cominciare dai quattordicenni cui viene conferito il motorino come premio per aver conseguito la licenza media.
Si stringe il cuore quando ti imbatti in un corpo sull’asfalto vicino a una moto o a un motorino, quasi sempre cavalcati da giovani o giovanissimi.
Tempo fa conoscemmo un noto chirurgo esperto in interventi di alta specializzazione: riattaccava i plessi brachiali (cioè i nervi delle braccia) strappati nelle cadute con le moto. Un intervento che veniva effettuato al microscopio. Il suo reparto pullulava di giovani con le braccia penzoloni inerti, in attesa dell’intervento.
Ci confidò la sua tristezza quando gli capitava di ritrovare qualche paziente che in precedenza aveva guarito, tornare ad affidarsi nuovamente a lui dopo un’altra caduta. – (C.B.)

 

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Primarie del PD: a Garbatella 2410 votanti

POLITICA

Primarie del PD: a Garbatella 2410 votanti

L’81 per cento ha dato la preferenza a WalterVeltroni

di Giancarlo Proietti

Il 14 ottobre si sono svolte le primarie per scegliere il segretario del neo Partito Democratico. Nel nostro quartiere è stato possibile votare in tre seggi, siti in Piazza Damiano Sauli, in Via Pullino vicino al Centro anziani e il terzo in Via Usodimare vicino al bar “Dollaro”.
Sin dalle prime ore del mattino si poteva notare che ci sarebbe stato un notevole numero di votanti. …..

POLITICA

Primarie del PD: a Garbatella 2410 votanti

L’81 per cento ha dato la preferenza a WalterVeltroni

di Giancarlo Proietti

Il 14 ottobre si sono svolte le primarie per scegliere il segretario del neo Partito Democratico. Nel nostro quartiere è stato possibile votare in tre seggi, siti in Piazza Damiano Sauli, in Via Pullino vicino al Centro anziani e il terzo in Via Usodimare vicino al bar “Dollaro”.
Sin dalle prime ore del mattino si poteva notare che ci sarebbe stato un notevole numero di votanti.

Nel seggio di Piazza Damiano Sauli la fila è stata costante per quasi tutta la giornata e infatti proprio lì si è avuto il più alto numero di elettori, per l’esattezza 1052 votanti con 1035 schede valide: questi i dati forniti dal segretario di zona dei Democratici di Sinistra Gabriele Basile. Nel seggio di Via Usodimare i votanti sono stati 795 e in quello di Via Pullino 563, il totale dei votanti alla Garbatella è stato di 2410 voti.
A poche settimane da quando i media avevano accentrato tutto il loro interesse sulla questione dell’antipolitica e della distanza tra cittadini e istituzioni, quella del 14 ottobre è stata una grande risposta di coinvolgimento e voglia di partecipazione da parte della gente.
La vittoria di Veltroni è stata schiacciante, il dato complessivo nel nostro collegio elettorale ha fatto volare il Sindaco di Roma ad una percentuale molto più alta della media nazionale, infatti ha ottenuto l’81% dei consensi e ancora più marcata è stata la vittoria del neo segretario regionale del Partito Democratico Zingaretti che ha ottenuto nel collegio l’83% dei voti.
Non ci sono termini di paragone con altre tornate elettorali perché era la prima volta nella storia della nostra Repubblica che un segretario di partito veniva eletto con questa modalità.
L’unico modello di raffronto sono le primarie del 2005, dove tutta la coalizione di centrosinistra votò il premier candidato alla guida del paese: in quella circostanza i votanti alla Garbatella furono più di 4200.

 

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Botrini, ovvero la cucina creativa

Botrini, ovvero la cucina creativa

Da oltre 50 anni alla Garbatella. Un posto atipico e un menù molto accattivante. Abbinamenti estrosi tra pietanze di mare e di monti

di Guido Barbato

Questo locale, sito in Via Guglielmo Massaia, 25/b, è unico nel suo genere nel nostro quartiere.
Si presenta molto raccolto, caldo e sobrio, arredato con semplicità ma allo stesso tempo con cura dei dettagli, con gusto minimalista nordeuropeo. Nulla a che vedere con le classiche osterie romane della Garbatella. …..

Botrini, ovvero la cucina creativa

Da oltre 50 anni alla Garbatella. Un posto atipico e un menù molto accattivante. Abbinamenti estrosi tra pietanze di mare e di monti

di Guido Barbato

Questo locale, sito in Via Guglielmo Massaia, 25/b, è unico nel suo genere nel nostro quartiere.
Si presenta molto raccolto, caldo e sobrio, arredato con semplicità ma allo stesso tempo con cura dei dettagli, con gusto minimalista nordeuropeo. Nulla a che vedere con le classiche osterie romane della Garbatella.
Descritto così parrebbe un po’ fuori luogo nel nostro quartiere, e in effetti così ci era sembrato inizialmente. Ciò che ci ha spinto ad esplorarlo è stata la curiosità per un posto così atipico, insieme ad un menù molto accattivante per la creatività delle pietanze proposte e i prezzi allo stesso tempo molto contenuti.
Il locale è peraltro noto da decenni tra gli abitanti della zona come pasticceria di ottimo livello.
Ci accolgono per raccontarci la loro storia Claudio (cuoco, cameriere, pasticcere e gestore storico) e la giovane figlia Claudia (novella manager del locale). Ci raggiunge successivamente l’altro figlio Flavio, il capo cuoco e anima creativa in cucina. Tutti raccontano con molto orgoglio la loro storia.
La famiglia Botrini arriva a Roma dalla Toscana nel ’38, e qui nonno Dosello impara a fare il pasticcere. Il locale nasce nel ’54 insieme all’edificio in cui sorge e viene subito preso in gestione da Dosello. Nel ’59 nasce Roberta, la futura moglie di Claudio. Questi nel ’68, a soli 12 anni, comincia a lavorarci come garzone e in futuro sposerà la figlia dei suoi datori di lavoro (galeotta fu quella pasticceria!).
La pasticceria lavora bene e nel ’62 si amplia diventando anche bar/gelateria. Nel ’65 vince un premio per la miglior vetrina (un trenino elettrico in movimento addobbato con caramelle e cioccolatini) e nel ’70 include anche un giardino/bar all’aperto.
Nel ’90 arriva la svolta: ristrutturano e iniziano l’attività di ristorazione, inizialmente solo a pranzo. Tutto fila liscio e nel frattempo sono nati i figli Flavio e Claudia. Flavio ci dice di essere stato folgorato già all’età di 11 anni dalla visione del suo futuro lavoro: avrebbe fatto il cuoco. Con passione e determinazione coltiva questo suo sogno e si iscrive all’istituto alberghiero di Fiuggi. Con sacrificio (vivrà per anni in convitto dal lunedì al venerdì lontano dalla famiglia) raggiunge il suo obiettivo e a soli 22 anni subentra in cucina alla madre, che nel frattempo è prematuramente scomparsa. La vivace Claudia e l’orgoglioso Flavio ci parlano con entusiasmo del locale che, nella sua veste attuale, è una loro creazione e offre stabilmente pasti a cena solo dal gennaio di quest’anno. Flavio esalta lo spirito che lo anima nel cercare sempre con molta attenzione abbinamenti estrosi tra pietanze di mare e monti, e ci spiega il suo particolare amore per il pesce, che adora scegliere e lavorare. Tiene anche a sottolineare la sua cura personale nella scelta delle materie prime, dalla carne al pesce alla pasta all’uovo (artigianale, produzione dello zio Maurizio che ha un negozio sulla stessa via) finanche ai ripieni dei ravioli e alle salse di decorazione, tutto fatto a mano, nulla di preconfezionato.
Il menù è di dimensioni ridotte ma è in continua evoluzione e offre piatti veramente speciali come i tagliolini ai fiori di zucca e scampi, insieme a qualche classico rivisitato, come ottimi moscardini, spaghetti alle vongole (non di allevamento), baccalà alla livornese, frittura mista e tagliate di carne argentina aromatizzata in vari modi e cotta a piacere. Flavio ci dà delle anticipazioni sul menù invernale (dai primi di novembre): ravioli ripieni all’amatriciana in salsa di gricia e tagliata di tonno in crosta di semi di sesamo con salsa al miele aromatizzata all’aceto!!!
Certo non gli manca la passione e la fantasia. La scelta dei vini è limitata anch’essa ma sempre sottoposta al vaglio attento di Flavio. I dolci sono ovviamente artigianali e particolarmente curati, come d’altronde tutte le portate, nella presentazione coreografica.
Insomma questo locale ci è piaciuto perché offre alla Garbatella una curiosa parentesi di cucina molto raffinata a prezzi popolari. E poi l’entusiasmo di Claudia e Flavio meritava di essere sottolineato, nella speranza che in tempi così duri per il lavoro possa essere un esempio e un motivo di speranza per tanti altri giovani.
Unico neo del locale: a gennaio chiuderà la pasticceria e verrà ampliato il ristorante, che raddoppierà così gli attuali 40 coperti.
Il ristorante è aperto a pranzo dal lunedì al venerdì con menù a prezzo fisso, il sabato a pranzo e tutte le sere con menù alla carta. Chiuso la domenica. Consigliata la prenotazione: telefono 065110764.
Auguri ragazzi.

 

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Un bilancio municipale dalla parte del cittadino

POLITICA

Un bilancio municipale dalla parte del cittadino

di Andrea BeccariAssessore alle Politiche del Bilancio del Municipio Roma XI

Mi permetto una raccomandazione: chiedo al cittadino che ci legge la massima attenzione e un po’ di pazienza. Non bisogna mai farsi fuorviare dall’aspetto apparentemente neutro, impersonale dei numeri, qualora si parli di bilanci di previsione delle amministrazioni, di finanza pubblica o di leggi finanziarie. …..

 

POLITICA

Un bilancio municipale dalla parte del cittadino

di Andrea BeccariAssessore alle Politiche del Bilancio del Municipio Roma XI

Mi permetto una raccomandazione: chiedo al cittadino che ci legge la massima attenzione e un po’ di pazienza. Non bisogna mai farsi fuorviare dall’aspetto apparentemente neutro, impersonale dei numeri, qualora si parli di bilanci di previsione delle amministrazioni, di finanza pubblica o di leggi finanziarie.
Negli argomenti di cui parleremo sono in gioco le già difficilissime condizioni di vita di ogni cittadino.
Caro lettore, il protagonista di questa storia in realtà sei tu. In questi anni il Municipio XI, affidandosi ad una rigorosa politica di bilancio, ancorata ad una mirata programmazione degli interventi e ad una attenta gestione della spesa, ha compiuto grossi sforzi per modellare un governo locale nuovo, innovativo rispetto ai processi di costruzione delle politiche pubbliche, mettendo, alle volte, in crisi la tradizionale relazione amministratori-amministrati. Con una buona dose di tenacia, siamo partiti dal presupposto che ogni progetto urbano deve sapersi intrecciare con un ruolo non passivo dei destinatari, nella ricerca di scenari condivisi di programmazione dei servizi e di pianificazione e gestione del territorio. Si può avere una opinione diversa sui risultati ma non si può dire che non vi sia stata questa spinta di fondo ideale e programmatica nell’impegno quotidiano espresso da questa amministrazione municipale.
Di qui discende anno per anno l’elaborazione delle previsioni di bilancio del Municipio che tentino strenuamente di difendere e promuovere la comunità locale su ogni possibile fronte, spesso anche esulando dalle nostre stesse competenze. Si pensi al Piano sociale di zona, con la nascita di nuove importanti strutture per gli anziani, per i giovani, per i cittadini diversamente abili, per i minori, per i migranti, per gli adulti incanalati in una ampia gamma di reinserimenti lavorativi. Si pensi ai continui affondo per rimettere al centro delle politiche regionali il bisogno di sanità pubblica dei cittadini del nostro territorio.
Si pensi alla gestione delle rilevanti trasformazioni urbane che hanno investito e stanno investendo il Municipio, alle lotte che abbiamo condotto per ottenere un maggior numero di risorse per la manutenzione del territorio (strade, edifici scolastici, edifici comunali) nonostante i tagli, alla semplice constatazione che questo Municipio è risultato primo a Roma rispetto alla capacità di spesa per le opere pubbliche. Si pensi all’impegno costante in ambito scolastico, con una politica di forte ampliamento del numero di asili nido e dei posti disponibili. Si pensi alle manifestazioni culturali e alla cura riservata alla valorizzazione della memoria storica e del patrimonio culturale dei nostri quartieri, ognuno con la sua specificità e ricchezza. Si pensi alla nostra battaglia di ogni giorno per far sì che l’amministrazione centrale ricevesse almeno quel minimo di copertura finanziaria dal Governo atta a risarcire adeguatamente i centri destinati alla manutenzione del verde pubblico.
Questi sono solo degli esempi, ma utili a comprendere ciò che di importante si cela per il cittadino dietro i numeri (o meglio dietro il segno positivo o negativo dei numeri) del nostro bilancio.

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