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Garbatella-Jazz-Festival-GJF-settembre-2013

L’Associazionegarbajazzfestival2013

in collaborazione con:

Presenta la 9° Edizione del Garbatella Jazz Festival
Presso la Villetta di Via Francesco Passino 26

Giovedì 26 settembre 2013garbatella-jazz-festival-settembre-2013
ore 20.30

La Scuola Popolare di Musica di Testaccio presenta:
JOE HENDERSON PROJECTLaboratorio diretto da Antonello Sorrentino

ore 22.00

CARLO CONTI TRIO
Carlo Contisassofoni
Vincenzo Florio
contrabbasso
Armando Sciommeribatteria


Venerdì 27 settembre
ore 20.30

La Scuola Popolare di Musica di Testaccio presenta:
Laboratorio Piano jazz Trio diretto da Carlo Cittadini
“Standards e Canzoni da film” 

ore 22.00

JAZZ NO LIMITS QUARTET di Marcello Rosa
Marcello Rosatrombone
Paolo Tombolesipianoforte
Stefano Cantaranocontrabbasso
Ettore Fioravantibatteria


Sabato 28 settembre
ore 20.30

La Scuola Popolare di Musica di Testaccio presenta:
ANGELO MAZZOTTI TRIOOMAGGIO A CHARLIE PARKER

ore 22.00

LEANDRO GUFFANTIGIULIA SALSONE QUARTET
Leandro Guffanti sassofoni
Giulia Salsonechitarra
Pino Sallusticontrabbasso
Alessandro Marzibatteria

Direttore Artistico:Pino Sallusti
Responsabile Organizzativo: Giancarlo Proietti – Cell. 328 0580162

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Garbatella vista da Duilio Appetecchia

Garbatella vista da Duilio Appetecchia

Ancora una volta la Villetta di Via Passino ha ospitato un evento culturale: dal 3 al 5 luglio la mostra dei dipinti di Duilio Appetecchia, artista cresciuto alla Garbatella, anche se parte della sua vita e delle sue esperienze artistiche sono state all’estero.
Il nostro giornale si è già interessato a lui, pubblicando un’intervista nel numero di giugno 2005.

Le sue opere, fin dall’adolescenza, esprimono l’apprezzamento per la vita, la cultura e l’amicizia.

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Il concorso “Noi e Dante”dell’Istituto statale Caravaggio Due dei premiati sono ragazzi della Garbatella

Il concorso “Noi e Dante”dell’Istituto statale Caravaggio

Due dei premiati sono ragazzi della Garbatella

“Noi e Dante”, cioè Dante rivissuto con gli occhi di un giovane di oggi: questo è stato il tema del concorso che gli studenti dell’Istituto superiore statale Caravaggio, a Tormarancia, si sono trovati ad affrontare. Concorso che si è concluso a fine anno scolastico con l’assegnazione ai primi classificati di tre borse di studio. I vincitori sono tre ragazzi, due della Garbatella e uno di Tormarancia: prima, Irene Jodice (Garbatella); secondo, Andrea Lo Giudice (Tormarancia); terza, Ilaria Proietti Mercuri (Garbatella). Le motivazioni: Jodice, “per aver colto lo spirito della Commedia di Dante come grande allegoria del peccato e della salvezza ed averla elaborata nella modernità”; Lo Giudice, “per le capacità immaginifiche e la familiarità con le avanguardie artistiche, unite all’abile fusione tra discipline scientifiche, umanistiche e pratiche”; Ilaria Proietti, “per l’uso spregiudicato del vernacolo che l’autrice fa aderire perfettamente alla metrica dantesca e alla attualità”.

A noi è piaciuto particolarmente il lavoro di Ilaria, che ci è sembrato adatto alle pagine di “Cara Garbatella”. Aggiungiamo quindi un nostro premio, la pubblicazione.

Ner mezzo der cammin della mia vita
me ritrovai ‘sto libro fra le dita,
sicuro m’avrebbe demolita!
Più de mille pagine de rime,
solo a guardà er titolo m’opprime!
Ma ‘n curiosita chiaramente
‘n cominciai a legge’ attentamente…
‘Sto Dante nell’inferno se trovava,
creato da Lucifero
che pe’ poco nun se spaccava!
Anfatti, da n’accesa discussione,
nostro signore l’ha scaraventato ner burone.
Intanto l’Alighieri tormentato
scrisse dell’inferno come si nce fossi mai stato.
Qua, artro che bestemmiatori, violenti e ruffiani,
c’avemo Berlusconi, Grillo e Bersani!
Nell’ottavo cerchio i ladri
staveno legati da serpenti,
oggi spaparanzati ‘n parlamento tutti contenti.
Il nostro poeta, dopo aver attraversato
le viscere dell’emisfero australe,
fa ‘n sarto ar Purgatorio
pena purificazione totale.
Fa ‘n saluto a Giotto e a Corso Donati,
becca poi papa Adriano ‘n mezzo agli avari.
“Resistetti ar pontificato pe’ poco più de ‘n mese!”
esclamò Adriano il Ligurese,
“Aaah! Allora è ‘n vizio de voi Papi,
ma che so’ tutti ‘sti abdicati?!”
Ma adesso miei signori ariva ‘r bello,
anfatti ‘n avorta giunti ‘n Paradiso
Dante pare tornato quasi ‘n pischello,
vede Beatrice e je se illuminano l’occhi,
ma nun s’azzitta e parla parla
mica ce prova a baciarla!
Intanto che la guardava er core je tremava,
dentro ar petto c’aveva n ‘macello
che manco ar derby Roma-Lazio
ce starebbe quer bordello.
Lei imbarazzata che pensava:
“Ma che c’avrai tanto da guardà?
Le donne mica staranno solo nell’aldilà!
Anzi, sulla terra so pure più belle,
rifatte, e piene de botulino,
c’hanno più canotti loro de n’bagnino!”.
Ora mio caro Dante te lo devo proprio da di’,
per carità, come poeta sei la perfezione,
ma pure in amore
fattela venì quarche illuminazione!

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Grande partecipazione alla ventesima edizione della ormai tradizionale festa organizzata dall’Associazione culturale Controchiave Festa per la cultura: Garbatella in piazza

Festa per la cultura: Garbatella in piazza

di Giancarlo Proietti

festa-della-culturaIl 15 giugno si è svolta alla Garbatella la ventesima edizione della Festa per la Cultura. Anche quest’anno grande successo di pubblico. L’iniziativa, fin dalla sua prima edizione, è organizzata e prodotta dall’Associazione culturale Controchiave. La festa nasce a Roma il primo sabato di giugno del 1994 col nome di “Festa della musica”. festa-cultura-a-garbatella

Modificò la propria connotazione nel 1997 e assunse la denominazione di “Festa per la cultura”. Le cinque piazze (Piazza Sauli, Piazza Masdea, Piazza da Montecroce, Piazza Montecorvino, Piazza Longobardi) e le adiacenti vie che le collegano sono state interamente chiuse al traffico ed allestite come luoghi in grado di ospitare gruppi musicali, teatrali, di danza, di artisti di strada. Le piazze, le strade, i vicoli, sono stati gremiti di gente fino a notte fonda. La festa è stata aperta da Claudio Romanelli, segretario generale e figura storica dell’Associazione Controchiave, alla Villetta, con il saggio di musica del Municipio Roma VIII Controtempo.

Prima di dare inizio alla manifestazione Claudio ha voluto ricordare Raimondo Nitoglia, prematuramente scomparso, che è stato uno dei fondatori dell`Associazione Controchiave. Fin dall`inizio Raimondo portò all`interno di questa realtà la sua esperienza di `manipolatore di luci`, con la sua capacità, quasi magica, di creare scenografie di luci, con i pochi mezzi che sempre caratterizzano gli spettacoli autoprodotti. A mano a mano che si avvicinava la sera anche altri luoghi del quartiere si sono animati di musica e colori con l’estate finalmente arrivata. Da anni questo momento dimostra che cultura, musica e arte non sono solo rappresentati dai grandi eventi o giudicati solo da valutazioni di mercato. Anche cultura meno celebre ma qualificata, partecipata e condivisa può essere stimolo di crescita, dove anche il pubblico si sente protagonista. Appuntamento alla ventunesima edizione.

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L’albero più anziano della Villetta è diventato un monumento

L’albero più anziano della Villetta è diventato un monumento

I giorni scorsi uno dei due pini ultracentenari del giardino della Villetta di Via Passino è stato fatto letteralmente a pezzi. Si è dovuto abbattere perché una ferita che si era formata alla sua base si era trasformata in un cancro penetrante. Il resto lo avevano fatto le termiti, che si erano avventate sul legno in disfacimento, divorandolo. Si è proceduto quindi per eutanasia, prima che rovinasse sul fabbricato. Era troppo grande per poterlo abbatter di un sol colpo: hanno dovuto demolirlo un pezzo alla volta, lasciando in terra solo un mozzicone di tronco alto un metro, un piccolo monumento alla sua passata grandezza.

di Carolina Zincone


Caro Pino, eri davvero così pericolante e pericoloso?

Noi ti pensiamo bello e anche un po’ eroico. Partigiano delle nostre
battaglie, da sempre. Un compagno, in tutti i sensi. Perché da lassù ne hai viste tante, ma secondo noi hai anche un po’ tifato, per le cose giuste. Mica come gli olmi che piacciono tanto ai papi! Tu sarai stato piantato – come molti pini – ma non sappiamo da chi.

Immaginiamo il perché: un tempo si pensava che il tuo profumo curasse le malattie, sicuramente la “mal aria”. E mentre stavi lì, più di cent’anni fa, ad ombreggiare una casetta di campagna, ti sei visto nascere intorno un quartiere che avrebbe fatto la storia di Roma, la Garbatella. Hai visto arrivare architetti rinomati che studiavano ogni cantuccio per fare del tuo habitat naturale una città giardino a misura d’uomo. Riuscendoci. Hai visto arrivare abitanti del centro storico, operai alle prese con il porto fluviale, donne e bambini che conquistavano i propri spazi condividendoli, come si fa da queste parti.

pino-malato-alla-villettaHai visto la guerra, hai sentito le bombe. Eri sicuramente con i partigiani della Settima Zona del Partito comunista che il 3 giugno del ’44 fecero irruzione nel tuo giardino per occupare quella che era diventata la sede del Gruppo rionale fascista “Mario Sonzini”. Sei stato fiero del fatto che quel luogo, casa tua, divenisse il centro di aggregazione di chi svolgeva il lavoro politico tra la popolazione, reclutando i giovani nel Corpo dei Volontari per la Libertà che avrebbero imbracciato le armi in aiuto dei partigiani del nord. Non ti erano mai piaciuti quei tipi in camicia nera, non potevi dimenticare i volti degli ebrei portati via dal tuo quartiere, le lacrime della famiglia Cinelli che piangeva i suoi figli, martiri delle Fosse Ardeatine. Per questo ti sei commosso quando la sezione del partito venne poi intitolata al più piccolo dei due, Giuseppe, operaio ai mercati generali e comandante partigiano responsabile di zona.

Da allora sotto la tua chioma ne sono successe di tutti i colori. Sei stato visitato da tanti nomi illustri: due per tutti, Di Vittorio e Pasolini. La Villetta è rimasta il punto di riferimento e di incontro dei militanti di sinistra, il loro luogo di discussione, distinzione e, alle volte, divisione. Storica la spaccatura maturata tra l’89 e il 91, con la fine del PCI: da un lato il Pds, dall’altro Rifondazione. In mezzo – si diceva in città parlando delle avventure della Garbatella – il filo spinato. Tu da che parte stavi veramente, Pino?

Sembra che adesso la Villetta si sia ricompattata nelle mani di un piccolo grande partito che in questo Municipio fa furore, mentre di te rimane un grande ceppo, di quelli coi cerchi concentrici che svelano l’età, la storia, le peripezie. I bimbi che ti consideravano irraggiungibile adesso possono raggiungere la vetta, quelli che non ti conoscevano fantasticano su quanto dovevi essere grande, anziano e saggio. Noi, sotto agli occhi beffardi delle piccole vedette appollaiate, balliamo la milonga e continuiamo ad arrovellarci, pensando al mondo che hai visto e forse vedi tu, ora da ancor più in alto.

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Situazione critica alla parrocchia di Santa Galla Una cova di gabbiani blocca i lavori del campanile

Situazione critica alla parrocchia di Santa Galla
Una cova di gabbiani blocca i lavori del campanile

Acosa è dovuta la presenza di impalcature addossate al campanile della chiesa di Santa Galla? Tranquilli. Non sono i presupposti dell’istallazione di un traliccio di Radio Maria alla ricerca di qualche anima pia che le lasci in eredità qualche immobile. Il campanile della Parrocchia di Santa Galla è ormai da tempo in situazione critica.

La copertura del tetto è divenuta malferma a causa della vetustà e della presenza di alcune crepe e fessure che ne rendono indispensabile il riassesto. A questi motivi è legata la presenza dell’infrastruttura che dal mese di marzo orna il campanile. Negli anni recenti, sotto la giurisdizione dei vari parroci che si sono avvicendati, sono stati effettuati degli interventi che si sono dimostrati però solo dei palliativi. chiesa-santa-galla

Oramai la situazione si è talmente complicata che non esistono alternative ad un intervento radicale, immediato ed efficacie. Perché allora il traliccio è ancora immobile al suo posto ed i lavori procedono col contagocce? Dicevamo che il problema è legato alla staticità del campanile per cui si è deciso di far ricorso al lavoro di alcune maestranze di riconosciuta esperienza che hanno iniziato la loro attività tra marzo e aprile.

Una sorpresa c’è stata quando, durante le ispezioni preparatorie, si è riscontrata la presenza sul tetto del campanile di un nido di gabbiani in cova, la cui presenza è stata segnalata dalla LIPU. La segnalazione ha provocato una momentanea interruzione dei lavori, con grave danno economico per la parrocchia, per via dell’alto costo dell’affitto delle incastellature metalliche. In particolare, si è dovuto risolvere la contestazione di un costruttore che aveva eseguito in passato altri lavori a Santa Galla e che si riteneva in diritto di vedersi assegnati i lavori. Per ripicca, non ha trovato niente di meglio se non denunciare la presenza della coppia di gabbiani in riproduzione alla Lega per la protezione degli uccelli, che ha immediatamente diffidato la parrocchia a continuare l’esecuzione dei lavori …

Qualche buontempone, nel frattempo, ha proposto una soluzione “omeopatica” per risolvere l’impasse: noleggiare cioè la famosa coppia di falchi “aria e vento”, nella speranza che un loro passaggio sfrattasse i gabbiani dal tetto. (L.T.)

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Tre cori a Santa Galla non solo per le funzioni

Tre cori a Santa Galla non solo per le funzioni

Scriveva Sant’Agostini nella sua Regola: “Nel rivolgervi a Dio con salmi o inni mettete il massimo impegno perché il vostro cuore sia tutto preso da ciò che pronunciate con la voce. Quanto al canto attenetevi alle norme che ne prevedono coro-santa-gallal’uso ed evitate di cantare tutto quello che non è stato composto per il canto”. Alla Parrocchia di Santa Galla queste regole sono seguite con estremo rigore e per poterle applicare nella maniera più ampia possibile ci si è dotati della presenza di tre cori per poter conciliare al meglio le tante presenze che animano solitamente le funzioni sacre.

I cori della Parrocchia sono: il Coro di Santa Galla vero e proprio, che segue la celebrazione della funzione domenicale delle 10,30 e le principali cerimonie parrocchiali; il coro della “Resurrezione”, che deve il nome alla partecipazione alle celebrazioni funebri e a cui appartiene la gran parte dei veterani di Santa Galla, coro questo gestito direttamente da Don Matteo Castellina che coordina anche gli altri cori della Parrocchia; infine il coro dei “Giovani” che ravviva la celebrazione domenicale delle 12. Non esistono vincoli, entrare nel coro è molto semplice, non vi sono limiti di età o di genere anche se prevale quello femminile.

L’unico obbligo vero e serio è quello delle prove, costanti e molto impegnative. Hanno inizio nei primi giorni di settembre in accordo col calendario liturgico e si interrompono con la pausa estiva ai primi di luglio. Gli impegni sono diversificati in tre momenti differenti della settimana. Citiamone uno per tutti, quello del coro liturgico delle 10,30.

Le prove si tengono con qualsiasi tempo, tutti i venerdì sera dalle ore 21 in poi. Nelle ricorrenze più importanti dell’anno (quali il Concerto di Natale, che Santa Galla tiene il 6 gennaio, e la Pasqua o gli eventi esterni cui il coro viene frequentemente invitato) si aggiungono le prove del mercoledì.

La cosa bella di questi cori è che nonostante tutto non esistono posizioni privilegiate, aldilà di alcune costruzioni musicali riservate alla voce di solisti. (L.T.)

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Garbatella, ciclomobilità ma soltanto sulla carta

Garbatella, ciclomobilità ma soltanto sulla carta

di Fabrizio Calistri

Era il 22 giugno 2012, esattamente un anno fa quando veniva inaugurato il cavalcaferrovia della Circonvallazione Ostiense, successivamente dedicato alla memoria di Settimia Spizzichino. La struttura, sicuramente molto bella, moderna, innovativa, dal forte impatto architettonico, era stata presentata anche come parte di un più ampio progetto, al momento del tutto eluso, che aveva come scopo il tentativo di creare percorsi ciclabili anche nel nostro quartiere.

Durante la cerimonia di inaugurazione venne ricordato dal presidente della Commissione ambiente Andrea De Priamo che la creazione della ciclabile sul Cavalcaferrovia costituiva segnale importante, poiché “… per noi rappresenta soltanto l’inizio, poiché con l’approvazione del piano quadro intendiamo far diventare Roma una città veramente ciclabile…”.ponte-garbatella

Sappiamo tutti come è andata a finire. La giunta del Sindaco Alemanno ha terminato il suo mandato non facendo seguire con i fatti tante e tante belle parole. Speriamo che il nuovo sindaco, Marino, sappia fare qualcosa di concreto per la ciclomobiltà quotidiana, ossia per tutti quei cittadini che usano la bicicletta non come svago domenicale, ma come mezzo di spostamento quotidiano, come d’altronde avviene in tutte le capitali europee degne di questo nome.
In particolare, secondo il progetto originario, dalla zona Marconi, dov’è presente la dorsale del Tevere, attraverso il ponte della Scienza, si doveva creare un collegamento con la dorsale della Colombo. Tale collegamento prevedeva il passaggio sia attraverso l’area del Gazometro che quella degli ex Mercati Generali e che, passando sopra il Ponte Settimia Spizzichino, con un ultimo tratto di ciclabile sulla Circonvallazione Ostiense raggiungesse la Colombo. Di tutto questo progetto cosa ci troviamo
oggi? Molto poco e forse le due opere più costose, di cui una ancora da inaugurare, che rimangono lì, scollegate dal resto, perche mancano i tracciati intermedi.
E’ vero che il cavalcavia sulla ferrovia alleggerisce il traffico automobilistico e “decongestiona” via Pellegrino Matteucci, ma per la ciclomobilità, rimane una cattedrale nel deserto. Tutto farebbe pensare a una sconfitta anche per il nostro presidente Catarci che fortemente si era battuto per far realizzare il tratto ciclabile sul Cavalcaferrovia, ma forse la conferma elettorale potrebbe fornire l’occasione per completare e mettere in opera quello che è stato più volte promesso.

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Garbatella-Jazz-Festival-GJF-2013

in collaborazione con:altrevie-logo

i-trovatori

Rivisitazione in chiave gipsy swing di alcune  indimenticabili melodie del “TROVATOREdi Giuseppe Verdi, basata su un’idea di Nicola Puglielli, con arrangiamenti di Nicola Puglielli, Luca Pagliani e Roberto Nicoletti per il quintetto “Hot Club de Zazz” (un’armonica, tre chitarre e un contrabbasso).

Un gioco appassionante con la musica di Verdi, dove il susseguirsi delle melodie si alterna all’evocazione di una storia rocambolesca –  (Durata del concerto: ca. 90 minuti).

La storia del “Trovatore” è basata sulla rivalità tra due uomini, il Conte e il Trovatore Manrico, che ignorano di essere fratelli e amano la stessa donna. Partecipe della storia, la zingara Azucena, madre adottiva del Trovatore,  responsabile inconsapevole e lei stessa vittima dell’incatenarsi di eventi, che mescolano amore, onore, gelosia fino al fuoco dell’ ”orrenda pira”. La tragedia è ambientata in Spagna alla fine del Quattrocento.

Un’opera con zingari, fuoco e musica? Un destino o una scommessa, quella di far incontrare la lirica di Giuseppe Verdi con lo swing del chitarrista Django Reinhardt (1910-1953), anche lui zingaro e passato “attraverso il fuoco” prima di diventare il più grande jazzman europeo?

“Hot Club de Zazz” è impegnato in questa sfida ambiziosa, per festeggiare il bicentenario Verdi e omaggiare la città di Roma che ospitò la prima rappresentazione trionfale del Trovatore, nel Teatro Apollo, il 19 gennaio 1853.

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HOT CLUB DE ZAZZ

Roberto Nicoletti (g)
Nicola Puglielli (g)
Pino Sallusti (b)
Xavier Rigaut (hca)
Luca Pagliani (g)

[(g): chitarra – (b): contrabbasso – (hca): armonica cromatica]

 

ASCOLTO DEMO streaming:

Tacea La Notte Placida… / Quanto Narrasti Di Turbamento… / Di Tale Amore Che Dirsi… (8’06’’)
Stride La Vampa… (3’34’’)
Di Quella Pira… (4’20’’)

HOT CLUB DE ZAZZ, formazione musicale creata a Roma nel 2002 e  ispirata alla musica di Django Reinhardt, il leggendario chitarrista jazz di origine zigana “manouche”, nato il 23 gennaio 1910 a Liberchies (Belgio) e morto il 16 maggio 1953 a Samois-sur-Seine (Francia).

In questo quintetto acustico, basato su un’idea dell’armonicista francese Xavier Rigaut,  3 chitarristi di eccezione: Nicola Puglielli, solista poliedrico della scena jazz italiana, Luca Pagliani, di formazione classica, e Roberto Nicoletti, di formazione jazz fusion. Completa l’assetto ritmico, il contrabbassista Pino Sallusti di esperienza internazionale.

 Ultimi importanti concerti di HOT CLUB DE ZAZZ
18/04/2010: Roma, CASA DEL JAZZ, “La Casa del Jazz compie 5 anni !”, Dedicato a Django Reinhardt
08/10/2010: Roma, RAI, RADIO TRE, “LA STANZA DELLA MUSICA”, diretta live
10/10/2010: Bologna, Museo Internazionale e Biblioteca della Musica, FESTIVAL 2010 “INCORDE”
39/07/2012: Albano Laziale, Anfiteatro Flaviano, 1° ANFITEATRO FESTIVAL


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HOT CLUB DE ZAZZ: Xavier Rigaut (hca); Nicola Puglielli, Luca Pagliani, Roberto Nicoletti (g); Pino Sallusti (b);

Un incastro di ritmi e melodie nello spirito del chitarrista Django Reinhardt (1910-1953) con un quintetto acustico formato da tre chitarre, un’armonica cromatica e un contrabbasso. L’energia e la leggerezza dello swing tsigano ‘manush’ aprono nuove possibilità di riscoprire le grandi arie melodiche della musica europea, tra lirica e canzone popolare, con l’anima gioiosa del ballo.


Xavier-RIGAUT

Xavier RIGAUT (armonica cromatica, voce)

Nato a Parigi il 6 marzo 1963, si trasferisce a Roma nel 1987.
Armonicista jazz, cantante poliglotte, ricercatore e organizzatore di eventi.  Attratto dalla libertà creativa e dalla forza ritmica della musica di Django Reinhardt, fonda nel 2002 la formazione HOT CLUB DE ZAZZ  che inizia la sua attività concertistica nel 2003 per festeggiare – con tanto “gypsy swing” – il grande musicista zingaro, 50 anni dopo la sua scomparsa.

 

Nicola-PUGLIELLI

Nicola PUGLIELLI (chitarra)

Nato a Roma il 14 Aprile 1962. E’ chitarrista e compositore, vive a Roma. Nei suoi concerti e Cd si incrociano cultura classica, improvvisazione Jazz e tradizione europea. Sia in solo che in gruppo riesce a rivalutare il ruolo della chitarra nel Jazz. Ha collaborato con musicisti di fama internazionale (K. Lightsey, S. Nistico, M. Urbani, G. Tommaso) e con diverse orchestre (Acc. S. Cecilia di Roma, Roma Sinfonietta), oltre che con importanti compositori (N. Piovani, L.Bacalov), suonando in prestigiosi Festival e Rassegne, in Italia e all’estero. Diplomato in Chitarra e in Jazz. Insegna Chitarra presso l’I.C. “Virgilio” di Roma e Chitarra Jazz al Conservatorio “F.Morlacchi” di Perugia..

Discografia:“In the middle” e “Viaggio ConCorde”.

Roberto-NICOLETTI

Roberto NICOLETTI (chitarra)

Nato a Roma il 22 novembre 1960, ha studiato al Berklee College of Music di Boston.
Dal 1979 insegna chitarra jazz e improvvisazione presso il CIAC (Roma) e la Scuola  Popolare di Musica di Testaccio (Roma) dove ricopre attualmente la carica di presidente. Ha suonato in Italia e all’estero con formazioni composte da vari musicisti italiani e stranieri.

Discografia : “Tracks”, Movie Jazz Quartet  (Domani Musica, 1998 )

 

 

 Luca-PAGLIANILuca PAGLIANI (chitarra)

Nato a Roma il 5 agosto 1963, diplomatosi in chitarra classica nel 1991 sotto la guida di Senio Diaz, si è perfezionato con Alirio Diaz e Oscar Ghiglia. Ha studiato la chitarra jazz con Massimo Ruoco, Eddy Palermo, Tony Akermann e Jim Hall.  Suona in varie formazioni dal duo all’ottetto di chitarre.

Discografia : “Overcrossing”, Luca Pagliani & Pino Furestiere (Equipe, 1999)

 

 

 

Pino-SALLUSTI

Pino SALLUSTI (contrabbasso)

Nato a Roma il 19 marzo 1957 e autodidatta, ha suonato con Eddie Henderson, George Coleman, Gary Bartz, Harry “Sweets” Edison, Jimmy Owens, Ernie Wilkins, Bobby Watson, Steve Grossman, Mike Mainieri, George Garzone, Bob Gullotti, Bruce Foreman, Oscar Klein, Ralph Sutton, Peanuts Hucko, Massimo Urbani, Franco D’Andrea, Tullio De Piscopo, Giulio Capiozzo, Marcello Rosa, Romano Mussolini, Pino Massara, Nicola Arigliano, Maurizio Giammarco, Dado Moroni, Bruno Tommaso ecc.. Ha collaborato inoltre come solista nelle orchestre sinfoniche del Lazio e del Molise e nell’orchestra “Sinfonietta”.

Discografia :  “Leucasia” (Pino Sallusti, feat. Mike Manieri, George Garzone) -“Colors”,”Night of Dreams” (Pino Sallusti feat Gary Bartz e Jimmy Owens. ) – “Ipotetico” (Silent Circus feat. George Garzone) –  “Live at Supino Jazz Festival 1987”, Live at the Blue Lab”  (Massimo Urbani) -“Handprints” (Worldream) -“Remembering Gil”,“Blues in the sky”,“The best live” (Sergio Coppotelli) – “Worldreams” (Federico Laterza) – “Così è…” (Galliano Prosperi) – “Northern light” (Paul Linge) – “Tango!” (Garua Tango Ensemble) – “Four in Monk” (Andrea Gomellini feat. EddieHenderson) – “Così è se…” (Galliano Prosperi) – “Uomini di terra” (Pasquale Innarella)


INFO          Xavier Rigaut          rigaut@libero.it          cell (+39) 333.8274894

 

 

 

 

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12ma edizione del premio Fantasia di Garbatella

12ma edizione del premio Fantasia di Garbatella

Giunto alla 12ma edizione, il premio Fantasia di Garbatella, promosso dall’Associazione Il tempo ritrovato, ha concluso le molte manifestazioni del Buon compleanno Garbatella che si sono tenute presso il teatro In Portico alla Circonvallazione Ostiense. Qui, come cornice del premio, si è avuta la bella mostra fotografica di Francesco Piastra. Il premio Fantasia di Garbatella è dedicato al maestro Carlo Acciari: erano presenti la sorella, il fratello ed i figli del pittore che ha dipinto il quartiere per circa 60 anni e che ha donato all’Associazione un quadro, la cui riproduzione costituisce il premio.
Quel dono voleva promuovere la diffusione dell’arte tra le nuove generazioni. Questi i premiati 2013: Mirko Guastatore, ballerino; Francesca Cicchinelli, mezzosoprano e cuoca di Casetta rossa; Andrea Furbini, poeta romanesco; Francesco Giansanti, autore di molte canzoni romane; Claudio Fabi, autore, regista e attore di commedie romane; Roberto Bussaglia, cantante di canzoni romane; Anna Rossini, bidella della scuola d’infanzia “La coccinella”; Paolo Masini, genitore, membro della Commissione scuola del Comune; Marco Baldini, conduttore radiodjei; Franco Pasqualetti, giornalista di Leggo; Daniel Dell’Ariccia, conduttore di Undiciradoiweb; Francesco Giaquinto, presidente del Centro anziani di Via Pullino; Althea Cominiello, campionessa di pugilato; Corrado Croce, attore, erede di Checco Durante; Rita Cellucci, da 35 anni impiegata di Marilab.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 9 – Aprile 2013

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In Via Persico un impedimento pedonale

In Via Persico un impedimento pedonale

via-ignazio-persico-garbatellaHo pensato ad uno scherzo da parte del Municipio la prima volta che ho notato in Via Ignazio Persico, di fronte all’entrata del parco pubblico, uno scivolo pedonale, segnalato da ringhierine, tra il marciapiede e la carreggiata sulla quale, proprio in prossimità dello scivolo, c’è il parcheggio a spina, regolarmente delimitato da segnaletica orizzontale. Il sorriso si è subito spento quando ho pensato a quali difficoltà affrontano disabili in carrozzina, nonni con i passeggini, non vedenti e tutti coloro per i quali allontanarsi da quel punto per scendere dal marciapiede è un problema. Si invita l’ufficio competente del Municipio ad un sopralluogo per provvedere a rimuovere l’impedimento.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 9 – Aprile 2013

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Un’autorimessa di qualità di Orietta Vidali

Un’autorimessa di qualità

di Orietta Vidali

Schiavi d’Abruzzo è un piccolo paese ai confini con il Molise da cui provengono, storicamente, moltissimi tassisti romani e tanti operatori professionali collegati alla gestione delle automobili. Per questo non ci sorprende l’origine di Antonio Tucci, titolare dell’Autorimessa Troiano II ubicata in Via Prospero Alpino 74, angolo Circonvallazione Ostiense, di fronte alla ex Manifattura Tabacchi. garage-troiano
L’autorimessa ha da sempre puntato sulla qualità dei servizi e sull’attenzione ai clienti che confermano l’affabilità e la disponibilità di Antonio e dei suoi collaboratori.
In un’area di 5.000 mq, con i suo 250 posti auto e aperto 24 ore su 24, in effetti, il garage Troiano permette non soltanto il parcheggio per qualsiasi tipo di veicolo, dalle auto ai camper, ma anche una serie di servizi che vanno da un accurato lavaggio a mano, al grafitaggio e al cambio d’olio. Nello sforzo di risolvere il più possibile i problemi ai suoi clienti l’autorimessa è dotata anche di un servizio di autofficina che fornisce il tagliando completo, piccole riparazioni, pasticche freni, revisioni e ricarica aria condizionata.
L’orientamento al cliente non si limita ai cittadini di Garbatella ma si estende alla rinnovata vitalità dei nuovi insediamenti economici che hanno riqualificato l’Air Terminal: la linea ferroviaria ‘Italo’ e la magnifica casa del gusto ‘Eataly’. Sconti particolari sono riservati ai possessori del biglietto del treno veloce che fa scalo alla Stazione Ostiense a cui è offerto, se richiesto, anche l’accompagnamento in stazione!
“Svolgiamo il nostro lavoro con cura e passione – ci dice Antonio Tucci – e questo, in un’attività di servizio, è molto apprezzato dai nostri clienti che registrano una differenza rispetto ad esperienze precedenti”.
Una visita al garage Troiano II può avvenire anche in maniera virtuale visitando il moderno sito internet http//garagetroiano2.altervista.org.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 9 – Aprile 2013

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Disquisizione sul “sesso” della torre medioevale dirimpettaia della Garbatella Tormarancia o Tormarancio?

Disquisizione sul “sesso” della torre medioevale dirimpettaia della Garbatella
Tormarancia o Tormarancio?

di Cosmo Barbato

tormaranciaCominciamo col demolire una credenza consolidata. La Tormarancia attuale non è quella “originale”, nel senso che è esistita un’altra Tormarancia, situata non tanto vicino alla nostra ma nella stessa tenuta, crollata o distrutta non sappiamo quando, forse nel XIV secolo, della quale però si sono ritrovate poderose tracce di fondazione all’interno del Parco di Tormarancia.
Il nome di Tormarancia si trasferì nel tempo all’attuale torre, la più importante tra quelle superstiti del circondario. Da quell’imprecisato momento in poi la nostra torre, indicata nella cartografia antica come Tor delle vigne, cominciò a chiamarsi Tormarancia: raccolse cioè il nome della distrutta consorella maggiore.tormarancia-anni-quaranta
Da questo punto in poi, quando parliamo di Tormarancia, ci riferiamo alla torre che svetta sulla collinetta che si affianca al bel Viale di Tormarancia. “Maschio o femmina”?
Si può disquisire del “sesso” di una torre? La toponomastica moderna si è già pronunciata: “femmina”, stando al nome del Viale.
La cartografia antica chiama la nostra torre, almeno fino al 1453, Tor delle vigne, pare per via della fertilità del territorio: vi sgorgano infatti tre sorgenti ed è attraversata dal Fosso di Tor Carbone, oggi in parte ricoperto (per anni le sue frequenti esondazioni allagavano Shangai, la misera borgata oggi scomparsa, che si era andata formando nella seconda metà degli anni Venti del secolo scorso).
In una carta del 1480 appare per la prima volta il nome di Tormarancia riferito alla Tor delle vigne e da quel momento in poi sempre così, “Tormarancia” e mai “Tormarancio” (fatta eccezione per un modo di dire popolaresco degli anni 30/40 del secolo scorso dei vecchi abitanti di Shangai: “Tor marancio” o addirittura “Tor m’arrangio”, con riferimento alla vita precaria che si conduceva nella borgata). Tormarancia è anche il toponimo che riporta il massimo studioso della Campagna romana, Giuseppe Tomassetti (1910/1926).
Dello stesso avviso è anche un altro ricercatore, Giovanni M. De Rossi, nel suo “Torri medioevali della campagna romana”(1981). “Lo stradario di Roma” di Benedetto Blasi (1922) cita Tormarancia. Lo stesso fa Sergio Delli nel suo monumentale “Le strade di Roma” (1989). Viene definita Tenuta di Tormarancia la porzione di territorio aggregato di recente al Parco dell’Appia Antica. E Tormarancia si chiamava la tenuta di 232 ettari alla quale, tanto la prima torre quanto la nostra, facevano la guardia. Ma perché quel “marancia”?
mappa-tormaranciaUna prima osservazione: “marancia”, come aggettivo del sostantivo femminile “torre”, non poteva che essere femminile anch’esso.
Si è appurato che in antico, cioè nel III secolo dopo Cristo, proprietaria del fondo fosse la famiglia senatoria dei Numisi, che ha lasciato nel territorio non poche importanti testimonianze archeologiche, oggi quasi tutte esposte ai Musei Vaticani. Si è immaginato che quella grande proprietà sia pervenuta successivamente a un ricco liberto di nome Amaranthus. Sicché dal suo nome la tenuta si chiamò inizialmente “praedium Amaranthianum”, cioè “Fondo di Amaranto”. Quando, nel 1200, fu eretta la prima torre così come anche la nostra (probabilmente dai potenti Conti di Tuscolo), nel tempo l’aggettivo “Amaranthianum” riferito al fondo si trasferì alla torre, passando ovviamente al femminile.
Le torri avevano una funzione giurisdizionale, cioè ribadivano il possesso su una proprietà (come mettere il cappello su una sedia). Ma avevano anche una funzione semaforica: nella
campagna romana, dopo l’incursione saracena giunta dal mare del IX secolo che colpì le basiliche di San Pietro e di San Paolo, poste fuori delle mura, si andò creando un sistema di torri di segnalazione con fuochi (di notte) e con fumi (di giorno) per allertare la città nel caso di un nuovo sbarco o di una delle frequenti scorrerie arabe lungo la costa. La nostra torre ha base quadrata di 6 metri per lato. E’ posta in cima a una collina a 800 metri dalla Via Ardeatina e a poco di più dall’Ostiense.
Alta 15 metri, poteva essere in grado di segnalare con le numerose altre torri dislocate lungo l’Ardeatina e l’Appia Antica. L’ipotesi della derivazione dal nome della tenuta (e quindi della torre) da quello del liberto Amaranthus è tutt’altro che provata, però finora sembra la più plausibile.
Scartata un’altra che farebbe riferimento al colore rossiccio (con qualche forzatura, amaranto) dei blocchetti di tufo con i quali è costruita la torre, come quasi tutti gli edifici medioevali coevi di Roma e della Campagna romana.
Lunga è la storia della nostra torre.
Nel tempo fu dei Bottoni, dei Leni, dei Tebaldi. Nel 1470 un Tebaldi vendette parte della tenuta all’ospedale di Santa Santorun (l’attuale San Giovanni) e 18 anni dopo un Leni vendette allo stesso ospedale un’altra parte della tenuta. In precedenza, sotto il papa Nicolò V (1447/1455), la torre dovette subire un restauro, a giudicare da una piccola lapide oggi scomparsa recante il monogramma del pontefice: PPNV, cioè Papa Nicolò V. I romani, interpretando sarcasticamente quella sigla, peraltro riportata in tutte le opere edificate o restaurate in quegli anni, la lessero come “Poco Pane Niente Vino”, alludendo al fiscalismo di quel pontefice.
Agli inizi dell’800 poi la grande proprietà fu acquistata da una facoltosa nobildonna, Marianna di Savoia contessa di Chablais, figlia di Vittorio Amedeo III re di Sardegna, che la utilizzò proficuamente come cava di pozzolana, come fertile tenuta agricola e, non ultimo, come campo di importanti scavi archeologici.
In conclusione, torniamo al “sesso” della nostra torre. Che sia esistito o no quel liberto Amaranthus, che avrebbe trasmesso il suo nome alla tenuta e alla torre, certo è che quel “marancia” è la contrazione dell’aggettivo “amaranziana” relativo al sostantivo “torre”: femminile il sostantivo, necessariamente femminile l’aggettivo.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 9 – Aprile 2013

 

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Il “Socrate” quando c’è! Progetto teatro a scuola Andato in scena ad aprile “L’amore quando c’era” con la partecipazione della classe IV A del Liceo della Garbatella

Il “Socrate” quando c’è! Progetto teatro a scuola
Andato in scena ad aprile “L’amore quando c’era” con la partecipazione della classe IV A del Liceo della Garbatella

Interessante progetto scolasticoteatrale è quello iniziato da un gruppo di studenti del “Socrate”,
il Liceo classico della Garbatella, promosso dell’attore Daniele Coscarella.
l'amore-quando-c'era-i-ragazzi-del-socrateI ragazzi si sono preparati e hanno messo in scena nel mese di aprile uno spettacolo tratto dal libello di Chiara Gamberale “L’amore quando c’era”. Grazie all’aiuto dei professori e alla disponibilità della scuola, è stato possibile per i giovani liceali partecipare ad un progetto artistico totalmente autofinanziato. Infatti, a causa dei noti tagli verso la pubblica istruzione, ormai da tempo le scuole italiane hanno poche possibilità di ricevere finanziamenti per laboratori come questo. La giovane e ormai nota scrittrice, ex alunna del liceo stesso, si è offerta di privilegiare l’Accademia dei Cento e la scuola romana del suo testo, da cui appunto prende ispirazione lo spettacolo.
La storia messa in scena narra dell’amore finito, come si può facilmente intuire dal titolo, di Amanda e Tommaso. Amanda, interpretata dall’attrice Eva Milella, è proprio un’insegnante delle scuole superiori. Gli studenti hanno avuto infatti il compito di rappresentare sul palcoscenico la classe della giovane donna. Nello specifico, i ragazzi si sono incontrati per molte settimane per esercitare la dizione, la coordinazione e ovviamente la recitazione. Il tutto è avvenuto grazie alla supervisione e ai preziosi consigli di Coscarella, protagonista stesso della rappresentazione nel ruolo di Tommaso. Ogni alunno ha avuto la possibilità di ottenere una parte all’interno dello
spettacolo, di partecipare alla parte tecnica, occupandosi della scenografia, delle luci o dell’editoria.
Complimenti quindi a chi ha ideato il progetto e soprattutto a questi giovani socratini, non soltanto dediti alla traduzione delle tragedie classiche ma anche interpreti della drammaturgia contemporanea!
Lo spettacolo si è tenuto all’Accento Teatro Roma dal 4 al 14 Aprile 2013.
Cast
Tommaso : Daniele Coscarella
Amanda : Eva Milella
I ragazzi della classe IV sezione A del Liceo Socrate (nella foto)
Regia : Pascal La Delfa
Scene : Alessandra Ricci, Elettra Marta Massimilla

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Adottiamo il Parco di Commodilla

Adottiamo il Parco di Commodilla

Cerchiamo volontari per adottare il parco delle Catacombe di Commodilla. Conosci il parco delle Catacombe di Commodilla che si trova tra Via Giovannipoli e Via delle Sette Chiese? Come avrai notato, ultimamente è sporco e abbandonato, ormai è divenuto terra di nessuno alla mercè di qualunque incivile ne voglia fare scempio. Fino a pochi mesi fa era un parco pulito e fruibile.
Bambini e cani avevano trovato una convivenza civile, ora invece è impraticabile tra cestini traboccanti di immondizia, vetri rotti e mille altri tipi di rifiuti.garbatella-parco-di-commodilla
Vogliamo riprenderci il parco per renderlo di nuovo pulito e sicuro.

Stiamo organizzando un gruppo di volontari. Abbiamo già preso contatto con il Comune e con Legambiente, che è disposta ad aiutarci, ma ci servono cittadini volenterosi che, come noi, credano nella cittadinanza attiva. Se vuoi aiutarci o avere maggiori informazioni contattaci tramite:

Utenza Facebook: Parco Comodillaparco-commodilla
Gruppo Facebook Salvare Comodilla
Indirizzo: e-mail salvarecomodilla@yahoo.it

Pubblichiamo volentieri la lettera di questi volenterosi cittadini. Ricordiamo che Cara Garbatella aveva già denunciato tempo fa lo stato di abbandono del Parco di Commodilla, segnalando tra l’altro il pericoloso debordo della ghiaia sulle zone pavimentate con lastre di pietra e l’otturamento delle caditoie dell’acqua piovana e di quelle delle due fontanelle presenti. Non ultimo, segnaliamo la presenza dei monconi di due palme distrutte dall’infestazione del punteruolo rosso. In un altro articolo segnalavamo anche la presenza nel Parco di una pianta rara, originaria dell’Australia, il Brachichiton discolor, detto anche “albero bottiglia”, un’essenza che si ricopre in estate di una immensa fioritura cremisi.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 9 – Aprile 2013

 

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In una mostra dell’Associazione fotografica DoPhotoCross Presentato in Municipio il calendario della Garbatella

In una mostra dell’Associazione fotografica DoPhotoCross

Presentato in Municipio il calendario della Garbatella

Il 5 dicembre si è inaugurata, nella Sala del consiglio municipale in Via Benedetto Croce 50, la mostra fotografica AltaGarbatella, in occasione della presentazione del calendario 2013 del nostro Municipio. La mostra resterà aperta fino al 19 dicembre, dopo di che si trasferirà, dal 22 dicembre al 12 gennaio, nell’Enoteca Giansanti, in Via Ostiense 34, dove il venerdì e il sabato il locale resterà aperta fino a tardi con degustazioni e musica dal vivo.
E’ stato il presidente dophotocrossdel Municipio a proporre all’Associazione fotografica DoPhotoCrossè di preparare il calendario per il 2013 dedicato alla Garbatella. Il progetto si è dimostrato molto interessante e ha richiesto uno studio del quartiere molto approfondito. Innanzitutto l’incontro dei fotografi, Bruna Marsili e Venanzio Cellitti, con gli architetti dell’Osservatorio sul moderno di Roma, Antonella Bonavita, Maria Paola Pagliari e Piero Fumo, autori del libro “La Garbatella, il moderno attraverso Roma”, libro dal quale è nato lo spunto per il calendario.
Quindi è nato il progetto “mirato” su palazzi e scorci significativi dal punto di vista architettonico storico e culturale. Nessuna foto infatti è casuale.
La particolarità delle foto è quella che le immagini sono state scattate dall’alto: fotografare dai terrazzi condominiali e, quando non si è potuto, dalle finestre dei privati. Si è trattato di un vero viaggio nel quartiere. Ha preso il via un allegro passaparola tra gli abitanti alla ricerca delle vedute migliori. Insomma, raccontano i fotografi dell’associazione, la gente ha iniziato a chiamare amici, cognate o suoceri, pur di trovare l’affaccio migliore sul palazzo che volevano fotografare. Il quartiere ripreso dall’alto ha preso pian piano forma. Ogni palazzo, sempre ammirato dalla strada, dai terrazzi ha assunto un senso architettonico e un significato storico. Inoltre, quei palazzi, ai nostri occhi hanno improvvisamente cominciato a vivere. Con le storie della gente che ci vive La DoPhotoCrossè è una libera associazione fotografica fondata nel 2009 da Venanzio Cellitti e Bruna Marsili, nata dall’idea di fotografare con la procedura del cross processing.
La tecnica consiste nel fare le foto con pellicole per diapositive e svilupparle poi con una soluzione chimica per normali negative. L’uso non convenzionale dei bagni chimici genera come risultato finale delle immagini dai toni cromatici “starati” ma assolutamente suggestivi. I colori aumentano di contrasto e virano sui toni del giallo, del verde e del blu. Le foto di questo calendario sono state scattate dai terrazzi e dalle finestre del quartiere della Garbatella e realizzate con una fotocamera ZenzaBronica, usando pellicole diapositive medio formato, di sensibilità 50 ISO e sviluppate con il procedimento del cross processing.
Scattare in cross processing è una sperimentazione continua: il risultato è sempre piacevolmente imprevedibile.

 

 Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 9 – Dicembre 2012

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Ater: disordine nei servizi Protestano gli inquilini

Ater: disordine nei servizi
Protestano gli inquilini

In attesa che la Regione nomini la nuova dirigenza

di Paola Angelucci
Consigliera, capogruppo SEL del Municipio Roma XI

E’ da mesi che l’ATER, l’azienda territoriale per l’edilizia residenziale pubblica, proprietaria di quasi la totalità delle case della Garbatella storica, non ha più una guida. L’ATER è un’azienda regionale il cui presidente e Consiglio d’amministrazione dipendono dalla Regione Lazio che, dall’elezione della Giunta di centro-destra, ancora oggi non ha provveduto a scegliere la nuova dirigenza. Tutte le ATER del Lazio sono state commissariate ed anche quella di Roma ha subito la stessa sorte. Infatti il vecchio presidente Petrucci e relativo CdA non sono più in carica. Al loro posto è stata nominata commissario straordinario la dott.ssa Stefania Graziosi, già dirigente ATER, ovviamente in via provvisoria fino alla nomina del nuovo gruppo dirigente. La dott.ssa Graziosi ha cominciato a trasferire personale dagli uffici centrali a quelli delle zone territoriali per rafforzarne l’operato, ma questi trasferimenti sono stati imposti d’imperio, senza ascoltare gli impiegati, creando malcontento e trasformando, così, un’azione di per sé buona, in una situazione di malessere tra i dipendenti che si ripercuote negativamente sui servizi all’utenza.
Comunque, entro questo mese, e qui il condizionale è d’obbligo, dovrebbe uscire il bando con cui la Presidente della Regione Lazio dovrà scegliere: praticamente una gara in cui i “papabili” presentano i loro requisiti e tra i più titolati per curriculum, competenza e professionalità saranno scelti presidente e relativo CdA. Questa sarebbe, anzi deve essere, la prassi corretta da seguire per le nomine, augurandoci che siano le migliori possibili, all’altezza del loro compito.
In questi mesi di latitanza apicale, gli inquilini ATER hanno ricevuto sempre meno risposte ai loro quesiti, alle loro esigenze e difficoltà. Gli uffici di zona sembrano
diventati bunker inespugnabili ai quali i cittadini non possono più accedere, fatta eccezione per quei pochi appuntamenti elargiti con il contagocce.
In particolare le cittadine ed i cittadini della Garbatella subiscono dalla V Zona, non solo in questo periodo ma ormai da troppo tempo, lungaggini e inadempienze nella risoluzione di problemi burocratici ed amministrativi: volture di contratti ferme da anni, riduzioni dei canoni di locazione per gli aventi diritto non applicate, richieste di manutenzione non soddisfatte, solo per fare gli esempi più frequenti.
Un caso eclatante che sta scoppiando nel quartiere è quello della richiesta, al momento del rinnovo del contratto, di nuovi affitti per cantine e soffitte regolarmente assegnate ai locatari, aumentati del quattrocento per cento: per piccoli spazi di pochi metri quadrati ricavati spesso dai locali dei vecchi cassoni dell’acqua ormai smantellati o in sottoscale umide e spesso inagibili, restaurati e bonificati dagli inquilini stessi a proprie spese, si passa da un costo di quaranta euro circa a duecento euro al mese, perché considerati un lusso! Paradossalmente tanti inquilini pagherebbero così molto di più per la cantina che per la casa.
Ancora una volta ci ritroviamo a indignarci e a denunciare quanto l’ATER sia sempre pronta e solerte a esigere la giusta legalità e correttezza applicando tutte le leggi e leggine dell’ultima ora, senza ascoltare, e senza dare l’altrettanto giusta attenzione, comprensione e rispetto per gli inquilini.
Per quanto riguarda le vendite delle case, dopo una lunga stasi queste riprendono secondo i piani stabiliti in precedenza.

Sportello Politiche abitative /ATER
La Villetta – Via F. Passino, 26
06 5136557 – 339 3959674

 

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 7 – Dicembre 2010

 

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