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Premio Fantasia

Premio Fantasia ventiseiesima edizione: quest’anno nell’hub culturale di Moby Dick

di Clementina Averardi

E’giunto alla XXVI edizione il Premio Fantasia di Garbatella, ideato da Mirella, Adalberto, Romolo Arcidiacono e realizzato dall’associazione culturale Il Tempo Ritrovato.

Premio Fantasia ventiseiesima edizione: quest’anno nell’hub culturale di Moby Dick

di Clementina Averardi

E’giunto alla XXVI edizione il Premio Fantasia di Garbatella, ideato da Mirella, Adalberto, Romolo Arcidiacono e realizzato dall’associazione culturale Il Tempo Ritrovato.

La manifestazione annuale è in onore alla memoria del Maestro Carlo Acciari e del Maestro Enzo Ventre, che hanno dipinto e scritto canzoni per lo storico quartiere popolare.

Nel passato sono stati diversi i personaggi in vari settori delle arti e delle professioni che hanno ottenuto il riconoscimento garbatellano. Si sono avvicendate persone affermate ed emergenti nel cinema, dal regista Ferzan Optek all’attore Franco Nero, da Fabrizio Amici a Paolo Pagano, da Tosca a Valerio Mastandrea per arrivare a Tiziana Foschi e a Pino Insegno. In questi anni sono stati premiati anche i campioni della solidarietà, da Padre Guido a Cristiano Bartolomei della Brigata Garbatella della Protezione civile.

PremioFantasiaTanti premiati ci sono stati anche nel mondo della cultura e del giornalismo come il rettore dell’Università Roma Tre, Guido Fabiani, e la professoressa di Scienze Politiche, Ginevra Conti Odorisi, da Maria Egizia Franceschetti del “Corriere della Sera” a Francesca Vitalini di Cara Garbatella.

Ricordiamo i primissimi premiati, proprio per la storia del territorio: Enzo Staiola, ilragazzino di “Ladri di biciclette”, Carlo Acciari, Augusto Venturini, Bruno Filippini, Massimo Mongai, Riccardo Mancini, Elisabetta di Renzo, Vera Natalini, Alberto Mariotti e, alla memori, Padre Melani e Iole Zedde.

Anche quest’anno i prescelti sono stati 10 e sono stati insigniti del Premio Fantasia 2017 negli Ex Bagni Pubblici, l’hub culturale di Moby Dick nel cuore della Garbatella, dove hanno presenziato tra gli altri l’ex assessore alla cultura dell’VIII Municipio Claudio Marotta e l’attore Marco Roffi, che ha letto le motivazioni.

Ecco la lista dei premiati:

1 – Moira Monetti, una mamma della Garbatella che lavora come assistente di poltrona dalla igienista e dalla dentista del centro di Marilab Caffaro, con lei è stato realizzato il progetto della Fatina dei dentini. Un incontro con i bambini e i loro genitori che hanno visto in un filmato di cartoni animati come lavare i dentini e mantenere l’igiene orale.

2 -Marco Stazi ha raccontato in musica una storia importante per il territorio, racchiusa in un anello indossato da un suo amico. La storia di un amore spezzato nel bombardamento del marzo del 1944 alla Maternità dell’Albergo bianco. Marco incuriosito chiese al suo amico se quell’anello che portava aveva un particolare motivo e lui rispose” Si me lo ha dato mia madre, era di sua sorella Antonietta, lo aveva regalato al suo fidanzato che ce lo ha restituito come ricordo. Antonietta morì all’albergo della maternità nel bombardamento del 7 marzo del 1944. Ne è uscito un bel video che è stato trasmesso durante la premiazione.

3 – Carla Tamburo e Bruno Malu, sono moglie e marito, cantano e suonano in vari luoghi, il loro appuntamento fisso è nel Centro anziani di San Paolo. Hanno partecipato al teatro Ambra nel 2015 al progetto di solidarietà metropolitana per le malattie rare “Gente allegra Dio l’aiuta” e hanno inciso due canzoni che cantano la Garbatella: “Carlotta . Una voce di Roma e Sognando Garbatella”.

4 -Fulvio Vento, ha lavorato nel cinema al montaggio e qualche volta anche al doppiaggio. Ha conosciuto Maurizio Arena e non solo, ha un suo modo romano e molto verace di raccontare il mondo del cinema e dei suoi personaggi. Fulvio, nato al lotto 12, ha 86 anni ed è una testimonianza preziosa per la storia del territorio.

Era un ragazzino di appena 12 anni quando quel 7 aprile del 1944 si trovò sul Ponte di ferro al Porto Fluviale e vide sul greto del Tevere i corpi freddati dai tedeschi delle donne che per fame avevano tentato di assaltare il forno Tesei per accaparrarsi farina e pane.

5 – Luciano Roffi, è un attore di cinema e teatro, un bravissimo doppiatore e con la sua bellissima voce ha registrato favole e passeggiate culturali. In particolare con lui è stato realizzato un video proprio dentro Moby Dick; dove si racconta la storia di quello che erano i bagni pubblici.

6 – Patty Perticari, é una magica e dolce donna dotata di una grande creatività. Infatti ha donato all’associazione Il Tempo ritrovato una torta scultura che rappresenta la fontana
Carlotta e l’effige della Garbatella. L’opera e’ stata esposta presso la scuola “La coccinella” per la gioia dei bambini.

7 – Lidia De Carolis, è la coordinatrice delle scuole materne “La coccinella” e “Il Girasole colorato”, grazie a lei e alle maestre si sono potute realizzare negli anni molte iniziative a favore dell’infanzia. L’ultima in ordine di data è stata  quella di Garbabalena, amica di Moby Dick, 230 disegni di balene realizzati dai bambini ed esposti sulla scalinata della fontana Carlotta.

8 – Gabriele Fortuna, il giovane diplomato al Dams ha vinto il concorso della Regione Lazio “Torno subito”, che gli ha dato la possibilità di promuovere il progetto di gemellare la Garbatella a Cuba. Dal gemellaggio è nata una sceneggiatura che ora dovrà essere realizzata in un filmato.

9 – Elisabetta Rossi, redattrice dei Quaderni di Moby Dick, il periodico del Tavolo archivio storico del territorio, in un viaggio a Osimo, paese natale di Innocenzo Sabbatini, ha riportato tante testimonianze fotografiche dell’opera eclettica dell’architetto marchigiano. Con un gruppo di persone, inoltre, ha dato vita all’associazione Conosciamo l’Eur e si adopera on varie iniziative per la riapertura del Museo della Civiltà.

10 Concetta Fusco, è la vicepresidente nazionale del Movimento Italiano Casalinghe (Moica), che opera da ben 35 anni sul territorio della Garbatella a favore del mondo delle casalinghe e non solo e della tutela del territorio. In particolare l’associazione si batte per assicurare alle casalinghe una pensione. Molto attenta all’annosa problematica delle violenze domestiche, organizza convegni e incontri culturali a tema.

 Copyright  tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 13 – dicembre 2017

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Centro Sociale Anziani

Centro Sociale Anziani “Ostiense Ex Mercati Generali”. Via Francesco Negri, 6 – Roma

 

APPUNTAMENTO AL CINEMA

 

L’ULTIMA LEZIONE: Un mistero italiano che deve restare segreto!?

Giallo biografico del 2001 sulla scomparsa di un  professore di Economia Politica:

Il 15 Aprile 1987, il professore a riposo Federico Caffè, scompare all’alba dalla sua casa romana di Monte Mario senza lasciare tracce

.

Ma, chi era Federico Caffè?

PRESENTA L’EVENTO
MARIO POLIMANTI
INTRODUCE AL FILM IL REGISTA
FABIO ROSI

Appuntamento alle ore 16,45
di lunedì 04 – 12 – 2017
c. anziani “Ostiense ex mercati generali”
via Francesco Negri 6-Roma

Inizio evento ore 17,00 precise

A fine proiezione sarà possibile commentare il film dialogando con il regista

Ingresso libero

L’ultima lezione, diretto da Fabio Rosi  vincitore del Globo d’oro alla miglior opera prima, è un film originale per come mette in scena una ‘detection etica’ interessando lo spettatore non al mistero, ma ad un discorso di valori.

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Il Municipio VIII e le politiche di integrazione socio sanitaria – parte 3

Il Municipio VIII e le politiche di integrazione socio sanitaria

Parte 3 – Il P.U.A. – Punto Unico di Accesso

Il P.U.A., offre orientamento, consulenza e presa in carico sulle varie tematiche socio sanitarie. Presso il P.U.A. operano, contemporaneamente e in sinergia, assistenti sociali del municipio e infermieri dei vari servizi ASL. Il P.U.A. è la porta di ingresso al complesso sistema dei servizi sociali e sanitari municipali. E’ il punto di riferimento per la persona fragile e per i suoi familiari, servizio rivolto in particolare a coloro che si trovano in condizioni di vulnerabilità sociale e sanitaria.

Da qui l’importanza di un servizio che si prenda cura della persona nella complessità e globalità dei suoi bisogni, che metta in rete e valorizzi le risorse della collettività e che si adoperi per promuovere la costruzione di percorsi assistenziali integrati, semplificando l’accesso al sistema dei servizi socio-sanitari.

I fondi recentemente stanziati dalla Regione Lazio per il potenziamento dei P.U.A. rappresentano il primo concreto segnale per il rafforzamento di tale struttura. Partendo della professionalità e disponibilità degli operatori, assistenti sociali e infermieri, e proseguendo la strada volta a superare le criticità dei servizi, individuando le priorità di intervento, abbandonando percorsi tortuosi e intraprendendone di nuovi, integrati e semplificati. Avendo come obiettivo comune l’interesse del cittadino portatore di un bisogno colto nella sua interezza e complessità.

Il protocollo d’intesa, firmato tra la ASL/RM2 Distretto 11 ed il Municipio con l’obiettivo di rafforzare il processo di integrazione sociale e sanitario nel territorio, ha previsto la fornitura di risorse umane, strumentali, di supporto e di materiale di consumo per la valorizzazione ed il potenziamento delle attività che il P.U.A. ha dimostrato di poter eseguire sin dal momento della sua istituzione. In particolare l’obiettivo del protocollo è stato quello di avvicinare l’offerta dei servizi socio sanitari ai bisogni dei cittadini promuovendo la costruzione di percorsi integrati in risposta ai bisogni complessi, anche tramite l’apertura di nuovi punti di accoglienza di servizi del Distretto 11 negli spazi municipali. Un aspetto del tema integrazione su cui certamente occorre soffermarsi è quello relativo alle aree di intervento nelle quali le attività socio sanitarie trovano realizzazione.

A tal fine il P.U.A. ha condotto una ricognizione sul tipo di bisogno a cui esso tendenzialmente risponde, sulla incidenza che le varie tipologie di utenza hanno nelle diverse dimensioni del processo: accesso integrato, unità valutative e progetti e sull’orientamento delle esperienze concrete che si possono convertire in buone prassi. Osservando i dati è possibile rilevare che i bisogni a cui le attività socio sanitarie rispondono sono prevalentemente collocati nelle aree di intervento anziani, disabili, minori e famiglie. Tuttavia, le prime due appaiono presenti in modo costantemente consistente mentre l’area minori e famiglie sembra essere posta al centro dei processi di integrazione soprattutto nell’ambito della dimensione progettuale e delle buone prassi – circostanza, questa, che in parte trova spiegazione nella esistenza di risorse finanziarie dedicate derivanti dalla L. 285/97.

Le altre aree di intervento risultano infine relativamente presenti in tutte le dimensioni del percorso dell’integrazione sociosanitaria, sebbene con oscillazioni anche significative, per esempio quelle relative alla salute mentale. È infine interessante evidenziare la diversa rilevanza degli interventi/servizi dedicati alla totalità dei bisogni della popolazione nelle varie dimensioni del percorso nell’accesso.

Quello che si nota, in questi ultimi anni, probabilmente a causa della crisi, è il progressivo impoverimento del sistema di garanzie e di protezione sociale che fa sì che il riconoscimento dei diritti fondamentali per il cittadino sia vincolato a criteri sempre più rigidi di accesso ai servizi. Il decentramento amministrativo e il conseguente trasferimento di nuove competenze ai Municipi ha determinato una più complessa articolazione dei servizi, ivi compresi i Servizi Sociali stretti tra la necessità di contenimento della spesa e la necessità di semplificare il rapporto fra cittadini e Pubblica Amministrazione con lo scopo di ridurre il carico burocratico. Nonostante ciò, il percorso di integrazione socio sanitario intrapreso dal Municipio VIII, si è mosso nel solco dell’innovazione e dell’attuazione delle buone prassi pur attraverso incertezze e contraddizioni, seguendo strade non sempre coincidenti con quelle delineate dalle normative ma funzionali per l’utenza. La dimensione politica del lavoro sociale, infatti, mette i professionisti in collegamento diretto con le istanze ed i bisogni della società ed è strettamente connessa con il livello istituzionale dell’integrazione.

Tanto più il livello istituzionale dell’integrazione sarà in grado di realizzarsi quanto più funzionerà il meccanismo di ricezione e trasmissione delle istanze sociali da parte di chi opera nel territorio. Questo lavoro, non può essere legato solamente alla professionalità dei Servizi Sociali municipali ma va salvaguardato attraverso gli opportuni strumenti della politica, governando, cioè, gli eventi. Sta di fatto che se non si supera il problema di questa mancanza di capacità è difficile perfino pensare di poter maneggiare la cosa pubblica anche quando la rivendicazione di un diritto è l’interesse preminente. Il problema è capire se la politica, centrale e territoriale, sia pronta a recepire queste istanze, viste le enormi difficoltà operative dimostrate. La strada dell’integrazione, con queste prospettiva, sembra ancora lunga.

Eraldo Saccinto

Copyright  tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 13 – Ottobre 2017

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Il Municipio VIII e le politiche di integrazione socio sanitaria – parte due

Il Municipio VIII e le politiche di integrazione socio sanitaria

Parte 2 – La realtà del Piano Regolatore Sociale

Grazie a questi accordi, all’interno del “Centro per le Famiglie C. Battisti”, aperto per volontà del Municipio una decina di anni orsono, hanno lavorato a stretto contatto gruppi composti di personale appartenenti ai servizi sociali municipali e a quelli distrettuali. Sinergia dimostratasi vincente soprattutto per i casi legati alle richieste di adozioni e di affidamento familiare, a sostegno alla genitorialità e di tutela per i minori. Per i disabili, nell’ambito del “Dopo di Noi”, l’accordo tra Municipio e ASL, si è realizzato nel progetto della Casa Famiglia “Casa nostra“, destinata ad utenti disabili, per il quale, il Servizio Sociale municipale  ha avuto la collaborazione fattiva ed essenziale della ASL – Servizio Disabili Adulti. L’inserimento degli utenti nella struttura, infatti, avviene dopo esame dei singoli casi da parte di una equipe congiunta socio sanitaria, così come le periodiche riunioni settimanali e mensili di monitoraggio, valutazione ed efficacia del servizio. Un altro esempio di intesa è la collaborazione per il servizio di Dimissioni Protette, cioè la presa in carico congiunta da parte della ASL con l’area anziani del servizio sociale, per gli utenti in dimissione dopo un ricovero ospedaliero. Il servizio, del quale fruiscono più di un centinaio di utenti anziani l’anno, si è rivelato nel tempo una grande risorsa per l’utente e la sua famiglia al rientro nella propria abitazione. La collaborazione ha permesso l’istituzione, sin dal 2004, del Centro Diurno per malati medio-lievi di Alzheimer. Presso il Centro ha operato personale che ha fornito assistenza socio – sanitaria ad una quarantina di ospiti presenti.

L’opera di questo personale ha permesso agli anziani di poter più a lungo mantenere le sue capacità residue e sviluppare capacità sottaciute, tanto che al fine di poter meglio valutare l’efficacia e l’efficienza del servizio, fin dal 2011, il Servizio Sociale ha intrapreso il monitoraggio sulla qualità della vita degli anziani inseriti nei Centri Diurni quantificando come la vita dell’anziano malato di Alzheimer possa essere positivamente influenzata dall’inserimento in un centro diurno così specifico. Un ulteriore aspetto è quello legato alla sinergia intercorsa tra Municipio e ASL con l’avvio del progetto “Un cuore nel territorio di Roma XI”, una serie di corsi abilitanti alla rianimazione cardio-polmonare e all’uso dei defibrillatori semiautomatici esterni (DAE) culminato positivamente con la consegna di defibrillatori da parte della ASL ai CCSSAA municipali. Nell’ottica di un comune sentire, aldilà di progetti specifici, bisogna sottolineare la fondamentale importanza dei tavoli di confronto permanente stabiliti tra Municipio e Distretto, in particolare tramite l’uso di istituzioni ponte quali la Consulta per la Disabilità e la Consulta Socio Sanitaria, organi istituzionali del Municipio che rappresentano i cittadini del nostro territorio nel loro rapporto con le strutture sanitarie.

Le consulte, promuovono la partecipazione dei cittadini alla definizione delle priorità socio-sanitarie quale presupposto necessario per il perseguimento del benessere di tutti globalmente inteso, garantiscono l’applicazione delle norme regionali e di quelle municipali, verificano l’integrazione tra i progetti programmi del Municipio e del Distretto Sanitario e attraverso la partecipazione dei cittadini e delle loro organizzazioni, esprimono i bisogni socio sanitari della collettività e contribuiscono alla definizione dei piani di intervento formulando proposte al Consiglio Municipale e al Distretto Sanitario. La Consulta per la Disabilità in particolare è l’unica, nel contesto di Roma Capitale, ad aver inserito tra i propri scopi quello di risolvere i problemi legati a difficoltà di carattere mentale. Le Consulte, sono state istituzionalizzate con Deliberazioni del Consiglio Municipale (Deliberazione n.15 del 15/04/1999, D.D. n.939 del 26/05/2000 modificata con D.D. 1019 del 9/6/2009) e rinnovate ogni tre anni. Alle Consulte, hanno dato la propria adesione le Associazioni di volontariato, le cooperative sociali e le Organizzazioni Sindacali e ne fanno parte, di diritto, i rappresentati istituzionali, cioè il Direttore del Distretto Sanitario dell’ASL del nostro territorio, il Presidente del Municipio VIII ed il coordinatore dei Centri Anziani, come previsto dal Regolamento istitutivo. In questo contesto ben si è adattata la collaborazione anche con Enti di rappresentanza dei cittadini, quali Cittadinanza Attiva e lo sportello dei Diritti del Malato, i Lyon’s, l’ANT, la C.R.I., associazioni e cooperative che sono state riconosciute come tramite tra le istituzioni e da entrambe riconosciute come interlocutori previlegiati.

Non ultimo il riconoscimento, risalente ad alcuni anni addietro, dell’area del parcheggio municipale di un servizio di posteggio per gli automezzi del Pronto Soccorso. Tramite la firma di alcuni protocolli di intesa è stata resa possibile la fruizione da parte dei cittadini del Municipio di alcuni servizi socio sanitari di prossimità. L’istituzione del P.U.A (Punto Unico di Accesso), infine, avvenuta nel giugno del 2009, in via sperimentale e a tutti gli effetti dal Gennaio 2010, come servizio al quale possono rivolgersi gli utenti del nostro Municipio. Tanto più il livello istituzionale dell’integrazione sarà in grado di realizzarsi quanto più funzionerà il meccanismo di ricezione e trasmissione delle istanze sociali da parte di chi opera nel territorio. Questo lavoro, è stato, deve e dovrà essere necessariamente accompagnato da una capacità di ascolto e di guida da parte di quei livelli politico-istituzionali, che nel nostro territorio, soprattutto in quest’ultimo anno, per varie vicessitudini, si sono mostrati terribilmente latitanti. Si deve solamente alla professionalità dei Servizi Sociali municipali, in tutti i suoi componenti, il mantenimento dello standard dei servizi ad un livello qualitativamente elevato. Il ruolo della politica, quello cioè di governare gli eventi, si è dimostrato l’anello debole della catena, vuoi negli aspetti organizzativi come nella incapacità di reale progettazione o anche di semplice manutenzione dell’esistente. Il senso del mandato sociale, deve contribuire a favorire, sviluppare, diffondere la cultura dell’integrazione partendo da una comprensione della realtà sia ai livelli gestionali che politico-istituzionali, quei dati che letti in modo opportuno, forniscono quella chiave di lettura che favorisce lo sviluppo di nuove progettualità. La natura dell’integrazione è semplicemente uno strumento, seppur privilegiato, attraverso il quale tentare di aiutare le persone a trovare risposte ai loro bisogni.

Eraldo Saccinto

Copyright  tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 13 – Ottobre 2017

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Il Municipio VIII e le politiche di integrazione socio sanitaria

Il Municipio VIII e le politiche di integrazione socio sanitaria

Parte 1 – Gli aspetti della progettazione

L’integrazione socio sanitaria è un tema che, nel panorama delle politiche sociali, riveste da sempre un significato di importanza rilevantissima data l’attualità dei temi trattati. D’altro canto, che non se ne possano considerarsi trattate tutte le sue sfaccettature è testimoniato dal fatto che continuano ad interessarsene sia la legislazione, quella regionale in particolare, sia la riflessione concettuale, attraverso pubblicazioni e convegni mentre dal punto di vista operativo, si tentano di analizzare i problemi in cui ancora si imbattono gli operatori nel lavoro quotidiano. In questo contesto, una difficoltà che sembra emergere in maniera particolare, è quella di coniugare teoria e prassi, tanto da far pensare che l’integrazione socio-sanitaria sia, come diceva un atto normativo della regione Lazio alla fine degli anni ’90, una utopia che ostinatamente si persegue senza successo.

Il Municipio VIII e le politiche di integrazione socio sanitaria

Parte 1 – Gli aspetti della progettazione

L’integrazione socio sanitaria è un tema che, nel panorama delle politiche sociali, riveste da sempre un significato di importanza rilevantissima data l’attualità dei temi trattati. D’altro canto, che non se ne possano considerarsi trattate tutte le sue sfaccettature è testimoniato dal fatto che continuano ad interessarsene sia la legislazione, quella regionale in particolare, sia la riflessione concettuale, attraverso pubblicazioni e convegni mentre dal punto di vista operativo, si tentano di analizzare i problemi in cui ancora si imbattono gli operatori nel lavoro quotidiano. In questo contesto, una difficoltà che sembra emergere in maniera particolare, è quella di coniugare teoria e prassi, tanto da far pensare che l’integrazione socio-sanitaria sia, come diceva un atto normativo della regione Lazio alla fine degli anni ’90, una utopia che ostinatamente si persegue senza successo.

Il tema dell’integrazione tra sociale e sanitario può, allora, rappresentare una continua sfida tra il tentativo di aggregare servizi diversi e quello di aggregare tra loro amministrazioni il cui scopo istituzionale ha finalità diverse e farle lavorare assieme. D’altra parte, dato il carattere empirico col quale si intendeva stabilire come poter realizzare l’integrazione socio-sanitaria in uno specifico contesto territoriale, le esperienze territoriali, hanno fatto da battistrada verso la ricerca di adeguati supporti amministrativi che permettessero alle normative di adeguarsi ai crescenti bisogni degli utenti, infatti, a fronte di una separazione istituzionale tra gli ambiti sanitario e sociale, è venuta sempre più emergendo la richiesta di sviluppare una normativa adeguata all’integrazione socio-sanitaria, anche se, in questi primi passi questa è sembrata sbilanciata, nella quasi totalità, verso l’area sanitaria.

La Delibera della Giunta Regionale 433/07 ha previsto l’istituzione in ogni A.S.L. e nei singoli distretti di una funzione specifica per l’integrazione sociosanitaria, che nei distretti doveva coincidere con il coordinatore Socio sanitario, anche se la presenza di un referente specificamente dedicato all’integrazione sul versante degli enti locali registra un dato abbastanza elevato: nella grande maggioranza dei casi in cui le A.S.L. hanno avuto in materia un positivo raccordo con gli enti locali ciò è avvenuto trovando come interfaccia una figura professionale dedicata. L’analisi degli aspetti che oggi caratterizzano la realtà dell’integrazione socio-sanitaria nel nostro territorio, dal punto di vista sociodemografico, le municipalità di Roma Capitale rappresentano un campione più che significativo, visto che molti dei Municipi romani hanno un numero di residenti maggiore di capoluoghi di provincia e forse di regione di altre zone del nostro territorio nazionale, può svilupparsi seguendo diversi percorsi. Il tema può essere affrontato valutandone nel merito i contenuti pratici e gli effetti che producono sui beneficiari oppure verificandone l’adeguatezza dal punto di vista degli addetti ai lavori o ancora misurandone il livello di fruibilità da parte dei cittadini.

Queste e altre possibili piste di riflessione, tuttavia, non possono prescindere da una preliminare ricognizione della questione che consenta di mettere a fuoco i tratti essenziali con cui l’integrazione socio-sanitaria si propone nel nostro contesto. Si tratta, in particolare, di inquadrare quanto il tema coinvolge gli attori istituzionali che dovrebbero alimentarne lo sviluppo e quale attenzione viene ad esso dedicata, quali sono le forme con cui si realizza – quando si realizza – il coordinamento inter istituzionale, come si definisce la necessaria interconnessione tra gli atti di programmazione di area sanitaria e di area sociale; ed infine, quali sono le professionalità che interagiscono nello spazio dell’integrazione e quali i bisogni che le attività socio-sanitarie intercettano e gli utenti che ne fruiscono.

Dai dati che si desumono da ricerche effettuate in questo contesto, sembra dunque emergere un buon grado di consapevolezza istituzionale circa l’importanza dell’integrazione socio-sanitaria, presente sia nelle A.S.L. che negli enti locali. Si rileva anche che gli operatori dedicano al tema dell’integrazione una parte del loro impegno lavorativo, ma ciò non rappresenta un depotenziamento della loro funzione e si segnala anzi come un elemento da valutare positivamente, nella misura in cui in cui permette loro di svolgere un ruolo di raccordo tra i singoli servizi ed il momento del coordinamento interistituzionale. È importante inoltre sottolineare che questa buona consapevolezza istituzionale su un tema così rilevante non ha dovuto essere indotta o sostenuta da appositi input normativi, visto che la recente delibera regionale in materia si è in realtà proposta su uno scenario già sostanzialmente attrezzato e i territori che da questo punto di vista erano stati in passato inattivi sono comunque rimasti inadempienti. Una ulteriore verifica dei termini con cui l’integrazione socio-sanitaria si definisce nei rapporti interistituzionali può essere effettuata analizzando le modalità di costruzione degli strumenti di pianificazione delle attività in area sanitaria e in area sociale. Per assicurare una efficace integrazione socio-sanitaria, infatti, i Piani sanitari e i Piani sociali degli enti locali devono essere frutto di un processo di effettiva co-costruzione tale da assicurare una totale sovrapposizione delle due prospettive.

La realtà dei Municipi di Roma Capitale sembra allinearsi ai dati regionali, presentando percentuali significativamente alte sia nell’elaborazione congiunta che nella presenza in entrambi gli atti programmatori, sanitario e sociale. C’è da rilevare invece una flessione nella sostanziale identità della parte sull’integrazione nei diversi piani, questo dovuto anche alla scarsa capacità esecutiva dimostrata dai Municipi, in particolare durante l’ultimo anno, dovuta soprattutto dell’inanità politica che pervade le strutture istituzionali centrali e che di riflesso impatta su quelle periferiche, incapaci di agire in modo proprio alle sollecitazioni che pervengono dai territori. Globalmente dai dati emerge una presenza diffusa dei temi dell’integrazione negli atti programmatori degli enti locali, ma al tempo stesso appare abbastanza evidente che i processi di reale costruzione stentano a decollare. Questo può essere collegato alla difficoltà a livello comunale: è difficile pensare ad una programmazione quando a livello di Amministrazione Centrale l’idea che si ha è quella di un accentramento mentre nelle realtà locali si percorrono strade, tempistiche ed obiettivi diversi, guidati da quelle strutture sociali che ne devono definire i servizi proprio rispetto alle specificità territoriali che, tramite l’utilizzo delle buone prassi, indichino le traiettorie progettuali verso cui tendere.

Eraldo Saccinto

Copyright  tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 13 – Ottobre 2017

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Servizi e strategie locali in ambito di welfare

Servizi e strategie locali in ambito di Welfare

In preparazione il Piano regolatore sociale del Municipio VIII del triennio 2017-2019

Di Eraldo Saccinto

È in dirittura di arrivo la stesura del piano di zona municipale. L’ufficio di piano del nostro Municipio, così come quello di tutti quelli di Roma Capitale è impegnato da alcuni mesi nella sua realizzazione. Il percorso, attivato a livello cittadino, ha già visto la realizzazione di alcuni incontri di ascolto, a cui hanno partecipato cittadini, associazioni ed organizzazioni sindacali. Nel nostro Municipio, politicamente latitante da circa un anno, con una Giunta che comunque non è stata mai in grado di esprimere un proprio indirizzo a causa dei noti accadimenti, c’è da dire che il lavoro svolto dal nostro Ufficio di Piano è stato veramente superlativo.

È stato essenziale, non solo per organizzare i tavoli di lavoro, ma soprattutto nella fase organizzativa in cui bisognava prevedere specifici incontri con le organizzazioni territoriali. Un lavoro di una rilevante complessità ma svolto in modo impeccabile. Il Piano Regolatore Sociale, d’altronde, proprio per le sue peculiarità qualitative, offre l’occasione adatta per ampliare, consolidare e rivedere i processi di consultazione e concertazione a supporto delle scelte strategiche nel settore dei servizi e del welfare sociale, che rappresentano proprio la realtà e la storia del territorio, per rispondere in modo globale ed organico alle esigenze dei cittadini. Motivo per cui il percorso del piano regolatore sociale, deve essere aperto e condiviso, basato su una relazione di giusto equilibrio tra decisori politici e decisori amministrativi, tra livelli istituzionali e organizzazioni del consesso civile.

Essere riusciti a gestire correttamente questi processi ha significato, da un lato, recepire una indicazione di legge, dall’altra strutturare una chiara e impegnativa ricerca di consenso all’azione attraverso l’interlocuzione con gli attori del sociale. La consultazione e la concertazione sono stati, in quest’ottica, passaggi indispensabili per costruire un welfare delle responsabilità fondato sull’esercizio ed il dovere della solidarietà sociale.

Nella costruzione del piano regolatore sociale, entrano in gioco alcune dinamiche che devono essere riconosciute da chi governa le politiche sociali del Municipio: quella di percepire i cambiamenti socio-culturali territoriali e l’impatto che questi hanno sulla vita delle persone, affinché queste possano diventare progettualità operative per la redazione del nuovo piano municipale.

Di contro, le direttive imposte dall’amministrazione centrale sono invece state imperniate soprattutto sui Livelli Essenziali delle Prestazioni e dei Servizi nell’ottica di una omogeneità in tutto il territorio romano, in netto contrasto con tutti i precedenti piani sociali, e quelli redatti dal nostro Municipio sono sempre stati all’avanguardia, i quali hanno mostrato che ciò che deve caratterizzarne la proposta deve essere lo spirito e il senso del territorio, che il suo obiettivo prioritario è quello della comprensione, promozione e costruzione di una comunità solidale, capace di creare situazioni e luoghi di inclusione, condivisione, dialogo e solidarietà ma nella loro specificità territoriale, che siano in grado di superare la dimensione puramente assistenziale, muovendosi in un quadro di progettazione personalizzata.

Non significa soltanto l’offerta di servizi e strumenti alla cittadinanza, significa anche impegnarsi per rispondere in modo concreto e puntuale ai diritti delle persone. Deve essere innanzi tutto strumento che permetta il riconoscimento e la risposta al diritto di una vita pienamente vissuta e realizzata nella costruzione di occasioni e progetti tesi a rispondere alle esigenze territoriali, una vera e propria sinergia senza la quale non è possibile comprendere fino in fondo l’anima di questo piano territoriale. Significa utilizzare appieno le capacità operative delle porte sociali, veri e propri avamposti aperti sul territorio a disposizione dei cittadini, incrementare i protocolli di intesa con associazioni e le cooperative e sviluppare la loro capacità di integrazione ed interazione con gli uffici municipali, coinvolgere le associazioni che operano nel sociale e le strutture operative di volontariato nel campo educativo e scolastico.

La storia del nostro Municipio è fatta di incontri e di una proficua interazione nel rispetto dei diversi ruoli e delle funzioni sociali. La stesura di questo nuovo piano deve pertanto essere basata sullo stato dei servizi proprio delle specificità territoriali con l’utilizzo delle buone prassi che indichino le traiettorie progettuali verso cui tendere. Non si può ridurre il piano sociale municipale ad un elenco di cose che non vanno, così come rappresentato dai rappresentanti dell’Amministrazione Centrale durante i tavoli di lavoro, accampando difficoltà economiche, di mancanza di risorse personali e strutturali dovute alla cattiva gestione di precedenti amministrazioni. Da sempre questa è la realtà quotidiana in cui il nostro Municipio si muove, ma non possiamo ignorare o sottovalutare che di fronte a nuove e drammatiche situazioni sociali come la crisi abitativa, i senza fissa dimora, gli immigrati, i disoccupati, non si può essere lasciati soli e senza adeguati strumenti politici di intervento perché i drammi delle famiglie, delle persone, delle donne e dei bambini, sono quelli che disgregano la struttura sociale di un territorio.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 13 – Ottobre 2017

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Gianni Rivolta, presentazione libro SPETTRI ROSSI

Gianni Rivolta, presentazione libro SPETTRI ROSSI

Martedì 17 ottobre alle ore 18:00 presso l’hub culturale di Moby Dick (via Edgardo Ferrati, 3) presentazione di
SPETTRI ROSSI” romanzo di Gianni Rivolta.

Interverranno

Massimiliano Smeriglio
Simona Lunadei
Francesco Lizzani


 Gianni Rivolta
giornalista free-lance e scrittore di numerose
ricerche storiche a livello locale
nel quadrante sud di Roma.
Negli ultimi anni ha pubblicato:
Garbatella mia (2003),
I Ribelli (2006) e per la casa editrice Iacobelli
Garbatella tra storia e leggenda (2010),
Le ragazze del ‘58 (2011),
Dalla Villetta ai gazometri (2012),
La Tenuta delle Tre Fontane dal medioevo agli
orti urbani (2015).

Un noir fanta-politico tra realtà e finzione, sullo sfondo del quartiere Garbatella a Roma, che ripercorre, in modo insolito e avvolto da misteri, la Storia del nostro paese.

Enrico è cresciuto in un’umile famiglia operaia del nord e come tanti giovani, alla fine degli anni Sessanta, viene travolto dalla ribellione studentesca che parte dall’Università Statale di Milano.
L’improvvisa morte del padre, vecchio comunista ex partigiano e la scoperta di una strana fotografia tra i suoi ricordi, irromperanno violentemente nella sua vita che, fino a quel giorno, era trascorsa serenamente tra l’Università, la politica, la fidanzata e il tavolo da biliardo. Un vortice di accadimenti oscuri e minacciosi lo inducono a cambiare aria. Una splendida Roma primaverile accoglie Enrico, ostinatamente determinato a sciogliere l’enigma che lo tormenta. Come sfondo una Garbatella esoterica, che nasconde tra i suoi muri e le casette liberty la misteriosa chiave di volta di un conflitto. Da qui si scatenerà la resa dei conti finale degli “Spettri rossi”, un vento rivoluzionario e distruttivo che da nord a sud colpirà senza distinzione i simulacri dell’industrialismo.
Gianni Rivolta, dopo diversi saggi sulla storia locale del quartiere Ostiense-Garbatella, si misura con il suo primo racconto, un noir fanta-politico tra realtà e finzione, nel quale ripercorre anche momenti salienti delle sue origini, della sua esistenza e della Storia del nostro paese.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 13 – Ottobre 2017

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Riapre la Casa dei Bimbi dopo l’emergenza topi

Riapre la Casa dei Bimbi dopo l’emergenza topi

Di Paola Angelucci

Martedì 3 ottobre il cancello della Casa dei Bimbi, la storica scuola per l’infanzia di Garbatella, riaprirà dopo una lunga settimana di chiusura forzata a causa della copiosa presenza di topi negli ambienti frequentati dai bambini; per ora due interventi di derattizzazione, il minimo necessario in queste situazioni per assicurare igiene e vivibilità degli ambienti infestati, sono il risultato a cui sono arrivati faticosamente le famiglie della scuola, molto arrabbiate per la sgradita interruzione della didattica a pochi giorni dall’inizio del nuovo anno scolastico.

Casa dei bimbi, Garbatella

Lettere, raccolta firme, telefonate continue al Municipio, coinvolgimento della stampa, fino ad arrivare ad organizzare una vera e propria manifestazione di protesta sotto il dipartimento servizi educativi e scolastici del Comune di Roma in via Capitan Bavastro n. 94. Protesta efficace, perché una delegazione è salita nelle stanze dell’assessorato portando le dovute istanze ed ottenendo le derattizzazioni, ed intelligente, perché ha coinvolto anche le bambine ed i bambini della Casa dei Bimbi con musica, filastrocche, canti e mascherine a tema, rendendo così comprensibile anche ai piccoli utenti le richieste dei loro genitori.

Protesta casa dei bimbi

Ma tutto ciò è solo la punta dell’iceberg di un problema di dimensioni ben più ampie: la mancanza assoluta di programmazione e di manutenzione ordinaria del verde scolastico di questa scuola, che ha la peculiarità di insistere su un isolato formato da un grande unico parco che lega alla scuola anche il nido comunale Il villaggio nel bosco ed il giardino pubblico Cavallo Pazzo. E’ chiaro, quindi,  che un complesso così particolare sotto il profilo storico ed ambientale abbia bisogno di essere curato e controllato con costanza e programmazione, senza che venga chiuso dopo poche settimane di scuola. In fin dei conti, sarebbe stato possibile derattizzare e bonificare gli spazi verdi e gli ambienti interni durante la chiusura estiva, che comporta ben due mesi e mezzo di sospensione dell’attività didattica.

Le famiglie sostengono che nessuno del governo cittadino a cinque stelle abbia detto una parola, né che si sia recato sul posto per constatare il disagio arrecato, ma si può presumere che l’assenza di una guida politica del territorio (ricordiamo, infatti, che da aprile l’ex presidente a 5 Stelle, Pace, poi passato con nonchalance a Fratelli d’Italia, si è dimesso e la sindaca, con tutta la sua giunta, anziché nominare un commissario straordinario full time che si prendesse cura dei tanti problemi dell’VIII municipio, se ne è tenuta l’amministrazione) porti ad una mancanza di cura del territorio stesso.

Certamente i topi non sono una novità romana, purtroppo, ma in questo caso sono la cartina di tornasole di una male gestione dell’ordinaria manutenzione. I bambini ritorneranno nelle loro aule, ma a tutte e tutti resterà l’amarezza e l’indignazione per tanta disaffezione per il nostro territorio e per il nostro amato quartiere.

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Moby Dick, programmazione di ottobre

Moby Dick, programmazione di ottobre

Moby Dick Biblioteca e Hub culturale sta conferendo nuova vita all’edificio degli ex Bagni Pubblici di Garbatella da neanche un anno. L’intervento della Regione Lazio che, in collaborazione con Laziodisu e l’università Roma Tre, ha ristrutturato lo spazio, sta fornendo nuove opportunità di riuso e rigenerazione. Tant’è che un fitto programma di attività culturali, eventi ed iniziative eterogenei animano l’area centrale della struttura.

Ottobre sarà inaugurato con la prima presentazione romana del volume “Odino nelle terre del rimorso. Eugenio Barba e l’Odin Teatret in Salento e Sardegna (1973-1975)” di Vincenzo Santoro, ed. Squilibri, in collaborazione con la Cineteca Sarda di Cagliari. Appuntamento è Il 3/10, alle ore 18.00. Oltre all’autore, parteciperanno Antonello Zanda e Maurizio Caminito. Introduce Gioacchino De Chirico.

Il volume racconta una straordinaria avventura: dal 1973 al 1975 Eugenio Barba e l’Odin Teatret dalla Danimarca si trasferiscono, a più riprese e per lunghi periodi, in Sardegna e nel Salento, con l’intento di portare il teatro in “luoghi senza teatro”, a contatto con popolazioni che abitualmente non ne fruivano. Nel corso di queste permanenze, l’Odin definisce, come modalità di relazione con gli abitanti dei paesi salentini e sardi, in prevalenza contadini e pastori, il cosiddetto “baratto culturale” per cui al dono della loro arte i locali rispondevano con una canzone tradizionale, un ballo o una festa. Un’esperienza destinata a lasciare un segno profondo nei territori interessati, oltre che a incidere non poco sulla stessa traiettoria dell’Odin, tra le più importanti espressioni del teatro internazionale, come più volte riconosciuto dallo stesso Barba. Il librosi apre con la prefazione di Eugenio Barba e include le fotografie di Tony D’Urso, scritti di Antonio D’Ostuni e Antonello Zanda. In allegato un DVD che contiene il documentario di Ludovica Ripa Di Meana, In cerca di teatro, girato alla fine della residenza salentina del 1974 e il film di finzione di Torgeir WethalVestita di bianco, girato sempre nel corso dell’esperienza salentina dell’Odin.

Il 4/10 alle ore 18.00 riprendono gli incontri di Anticorpi, una iniziativa degli Editori Laterza e di la Repubblica insieme al centro Moby Dick, hub culturale della Regione Lazio, per discutere di Roma in modo serio e documentato, analizzando i problemi e mettendo in rilievo le proposte e le tante attività che pure caratterizzano positivamente la città.
Ogni primo mercoledì del mese si affronta un tema essenziale della vita cittadina, nel primo di ottobre si parlerà del tema dell’immigrazione. Ad aprire l’incontro sarà Sabrina Prati, demografa ISTAT. Seguirà l’intervento di Gianni Ruffini, direttore generale Amnesty International Italia. Vladimiro Polchi, giornalista la Repubblica, avrà il compito di incalzare i due ospiti partendo da fatti di cronaca.

Il 5/10 alle ore 18.00 sarà presentato il volume Borges non è mai esistito di Francesca Forletta, ed. L’Erudita e Giulio Perrone Editore. Interviene con l’autrice Elena Vozzi. Introduce e coordina Gioacchino De Chirico. Simbolo evidente e naturale della perplessità, il labirinto per Borges era un edificio creato col solo scopo di confondere gli uomini. Sotto il nume tutelare dello scrittore argentino, in una tiepida primavera ha inizio il rapporto fra Anna e Lucio. È il legame proibito per eccellenza: lui il professore di letteratura sudamericana, lei la diligente studentessa. La loro storia ha lo stesso andamento sincopato di chi vaga alla ricerca dell’uscita dal labirinto: momenti di sospensione si alternano a stati di agitazione interiore, nell’incapacità di trovare una soluzione.

Il 13/10, infine, si svolgerà Fin che ci trema il cuore, un reading dalle opere di Cesare Pavese, per riscoprire lo scrittore attraverso le sue parole. Letture di Mara Sabia (attrice) ed Emilio Fabio Torsello (giornalista). Organizzato dal circolo letterario La setta dei Poeti estinti e dall’hub culturale.

Lo spazio è aperto dal lunedì al sabato dalle 10.00 alle 21.00 e la domenica dalle 10.00 alle 14.00. Per essere aggiornati, cliccate sulla pagina facebook: https://www.facebook.com/MobyDickhubculturale/ della redazione

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Difendiamo Carlotta, la fontana simbolo del quartiere Garbatella

Difendiamo Carlotta, la fontana simbolo del quartiere Garbatella  

È finalmente tornata l’acqua alla fontana Carlotta, che è rimasta all’asciutto per una quindicina di giorni a causa di un guasto tecnico. A differenza di quanto si era creduto, l’acqua è mancata non per una presunta politica di risparmio idrico, ma a causa di un tubo mal funzionate, vecchio di 90 anni.

Carlotta è uno dei simboli di Garbatella. E non potrebbe essere altrimenti. Fu veramente una visione  magica quella  del progettista  che creò l’effetto scenografico della cordonata che si trova tra il lotto 28 e 31, che furono realizzati tra il 1924 ed il 1925 su progetto dell’architetto Innocenzo Sabbatini. Al creatore di mezza Garbatella è stato dedicato il primo quaderno della Biblioteca Moby Dick dal tavolo dell’archivio storico del Municipio VIII.

La fontana fu posizionata per addolcire l’incrocio dei due muri che costeggiano le discese verso Via Roberto de Nobili. Qui, d’angolo,  venne posizionata una formella di terracotta con volto di donna dal colore ambrato e con  lunghi capelli ondulati. Quel volto fu subito battezzato col nome di Carlotta. Riproduceva le fattezze della leggendaria garbata ostessa che avrebbe donato il suo nome alla denominazione del quartiere Garbatella? In realtà, le sue forme sono completamente diverse da quelle del volto in rilievo che fa mostra di sé sul vicino palazzo del lotto 27, che guarda su piazza Geremia Bonomelli, definito da una scritta svolazzante dove si legge precisamente “La Garbatella”.

Il nome della fontana, dunque, è avvolto nel mistero, sebbene il pittore della Garbatella Carlo Acciari, maestro nel mondo, che la dipinse per più di sessant’anni, raccontò una sua versione. Era arrivato nel quartiere da bambino con la sua famiglia a causa degli smembramenti della zona di Santa Croce in Gerusalemme. Il nome sarebbe nato per gioco: si divertiva con altri bambini vicino alla fontana, tra loro una ragazzina di nome Carlotta, con un viso paffutello, che tanto ricordava le fattezze del rilievo. E da lì la connessione.

La sospensione dell’erogazione dell’acqua, avvenuta per quindici giorni e senza avvisi che ne indicassero i motivi, ha portato ad una grande protesta nel quartiere: l’Associazione Il Tempo Ritrovato di Fatagarbatella, ad esempio, ha invitato adulti e bambini a fotografare e disegnare Carlotta, come hanno fatto, ad esempio, le classi materne di “Coccinella” e “Girasole Colorato.

Ma sebbene Carlotta sia ora in funzione, è necessario continuare a proteggerla poiché “è sottoposta ad un rapido processo di usura, dovuto all’esposizione agli agenti atmosferici, alla sua collocazione sul piano stradale, nonché agli atti vandalici di cui è stata più volte vittima”, come indicato dalla Sovrintendenza ai Beni Culturali di Roma. L’associazione, quindi, ha promosso, in occasione della festa dei nonni, lunedì 2 ottobre, alle 17.30, una iniziativa comune presso la fontana per continuare a proteggere Carlotta, invitando il nuovo rettore di Romatre, Luca Pietromarchi, a conoscere Carlotta ed a restaurarla come promesso dal precedente rettore, Mario Panizza.

 di G. M. Arcidiacono

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STREET ART: L’ARTE DELL’INDIFFERENZA

STREET ART: L’ARTE DELL’INDIFFERENZA

Tutti la vedono. Tutti la calpestano. Tutti la criticano. Tutti la disprezzano.
Ma qualcuno si è mai chiesto cos’è veramente la street art?
Quotidianamente ci troviamo a tu per tu con muri ed edifici decorati con dei murales, ma nella fretta degli impegni cittadini e nella poca considerazione di essi si fa finta di niente, li si ignora e si va avanti per la propria strada.
Ogni muro, ogni palazzo, ogni vagone di un treno nasconde tra i propri colori una storia, un messaggio che il writer vuole comunicare al mondo intero, ponendo come soggetti disagi sociali, catastrofi ambientali, idoli e star del popolo. Ma solo chi si sofferma solamente un attimo ad osservare, badate bene, non guardare, queste opere, può capire quanto sia potente questo mezzo di comunicazione e propaganda.
Ne sono la testimonianza diverse classi del liceo J.F. Kennedy di Roma Monteverde Vecchio, che insieme all’associazione culturale Rovescio hanno dato vita e hanno creduto in un progetto alla scoperta delle forme d’arte alternative e poco convenzionali nei quartieri Garbatella, Ostiense e Testaccio. Tutti i ragazzi hanno partecipato affascinati e estasiati dall’imponenza delle macro-opere, riuscendo anche a comprendere il vero significato di ogni murales, che non viene realizzato a caso, solo “per imbrattare i muri delle città”, ma che porta nei suoi colori e nelle sue sfumature un pezzo di cuore dell’artista e un ideale di un intero popolo, che sia giusto o sbagliato non importa, perché le idee e le opinioni devono essere espresse liberamente, sui vagoni della metropolitana o sui banchi di scuola non ha differenza.
Magari tra qualche decennio questi murales saranno stati consumati dal sole, dalla pioggia, dalle lacrime e dal sudore, i writers saranno morti, i muri abbattuti, e allora saremo di nuovo qui per raccontarci un’altra incredibile storia.

Marco Impiglia
IIIe Liceo J. F. Kennedy – Roma

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Enrico Montesano alla Villetta

Enrico Montesano alla Villetta

Bella serata lunedì 3 luglio in Villetta!
Appena glielo abbiamo chiesto, Enrico Montesano si è reso immediatamente disponibile ed è venuto a raccontarci qualcosa su “Febbre da Cavallo”, il film che noi di Cara Garbatella abbiamo scelto per ricordare i 100 anni dalla nascita di Steno, al secolo Stefano Vanzina.
Più che per il film, Enrico, come lo chiamavamo tutti ieri sera, ha accettato di partecipare soprattutto per poter fare nuovamente un salto alle sue origini. Infatti, Enrico Montesano ha vissuto la sua prima infanzia a Garbatella, abitava al Lotto 16 e frequentava la scuola elementare Cesare Battisti in piazza Sauli.
Non si è fatto pregare molto quando gli abbiamo chiesto di ricordare alcuni episodi della sua infanzia: dal rapporto col vicinato e le porte delle case con la chiave sempre nella serratura, alle voci e ai profumi che si percepivano a Garbatella agli inizi degli anni ’50. Ci ha raccontato come un ragazzino di Garbatella possa essere diventato tifoso sfegatato della Lazio per solidarietà con i colori biancazzurri portati in processione funebre a seguito di un derby malamente perso. Ha ricordato anche episodi che l’hanno visto successivamente protagonista con personaggi come Losi, Conti e Falcao.
Abbiamo riso insieme a lui. Una bella serata tra amici, purtroppo, con una nota malinconica nel ricordare l’amico Paolo Villaggio, scomparso la mattina stessa, con la sua intelligenza ed il suo humor. L’amico che Enrico avrebbe “voluto come fratello maggiore”.
Amici. Grandi attori e personaggi dello spettacolo, protagonisti di film che appartengono alla nostra cultura, sono per definizione nostri amici. Mentre parlavo con lui, parlavo col Pomata e col conte Tacchia, con Dudù e Gagà, con Torquato il pensionato e la romantica Donna Inglese che trovava tutto “molto pittoresco”. Mi veniva difficile dargli del lei anche se per abitudine lo faccio con tutte le persone con cui non ho confidenza, soprattutto se più grandi di me. Ma come si fa a dare del lei a Rugantino o a Giggi er bullo?
Tra aneddoti divertenti e ricordi, 45 minuti di chiacchierata sono volati via e ci hanno lasciati col sapore di una serata passata con un amico che non vedevamo da tanto tempo, un amico che anche se ha avuto un meritato successo nella vita, non lo ha ostentato e si è messo a giocare con noi.
Ed il film che abbiamo visto subito dopo ha avuto un effetto diverso dal solito.
Grazie Enrico. Quando vuoi, noi di Cara Garbatella siamo qui!

di Gianluca Di Stefano

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Roma tre orchestra – Domenica 23 aprile ore 18.00

La sinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore di Beethoven è intitolata “Eroica” perché questo è il sentimento che la ispira: porta con sé il fermento della Rivoluzione Francese, gli ideali di libertà rappresentati dal primo Napoleone. E proprio al grande Còrso avrebbe dovuto essere dedicata, prima che la delusione dovuta all’incoronazione imperiale convincesse Beethoven che l’ “eroe” non era ai suoi occhi degno di ricevere in dedica un simile capolavoro. Tutto è maestoso in questa composizione: le dimensioni (mai fino ad allora un compositore aveva osato una sinfonia della durata di circa 50’), l’organico, che prevede tre corni, la scelta di inserire una solenne marcia funebre come tempo lento, la scrittura armonica di incredibile audacia, di straordinaria modernità, capace di scuotere lo spettatore per l’asprezza di taluni accordi dissonanti. L’Eroica è uno di quei grandi capolavori da conoscere, ascoltare e riascoltare, perché nel cuore di ciascuno di noi porti la grandezza di un Autore, di un momento storico, di un Eroe.

La sinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore di Beethoven è intitolata “Eroica” perché questo è il sentimento che la ispira: porta con sé il fermento della Rivoluzione Francese, gli ideali di libertà rappresentati dal primo Napoleone. E proprio al grande Còrso avrebbe dovuto essere dedicata, prima che la delusione dovuta all’incoronazione imperiale convincesse Beethoven che l’ “eroe” non era ai suoi occhi degno di ricevere in dedica un simile capolavoro. Tutto è maestoso in questa composizione: le dimensioni (mai fino ad allora un compositore aveva osato una sinfonia della durata di circa 50’), l’organico, che prevede tre corni, la scelta di inserire una solenne marcia funebre come tempo lento, la scrittura armonica di incredibile audacia, di straordinaria modernità, capace di scuotere lo spettatore per l’asprezza di taluni accordi dissonanti. L’Eroica è uno di quei grandi capolavori da conoscere, ascoltare e riascoltare, perché nel cuore di ciascuno di noi porti la grandezza di un Autore, di un momento storico, di un Eroe.

Domenica 23 aprile ore 18.00 
Aula Magna Scuola di Lettere, Filosofia, Lingue, via Ostiense 234,  Roma

F. Mendelssohn: Ouverture “Le Ebridi” op. 26
L. v. Beethoven: Sinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore op. 55 “Eroica”

Roma Tre Orchestra
direttore: Luigi Piovano

Prezzo dei biglietti stagione 2016 / 2017:

intero: € 12,50
ridotto Bibliocard: € 8,50
ridotto (Under 35 | Over 65 | Personale Roma Tre): € 7,50
Soci R3O e studenti Roma Tre regolarmente iscritti: € 2,50

I biglietti possono essere acquistati presso il luogo di svolgimento del concerto, a partire da un’ora prima dell’inizio,  oppure online cliccando sul presente link  grazie al nostro sponsor tecnico Biglietto.it

Anche attraverso la vendita online si può accedere alle riduzioni previste (inclusa la riduzione soci).

Roma Tre Orchestra è un’Associazione e gli iscritti hanno la possibilità di accedere ad ogni concerto al prezzo simbolico di € 2,50, escluso il costo iniziale di iscrizione, che per l’anno 2016 varia nel seguente modo:
Under 16: € 15,00
Under 35 e Over 65: € 25,00
Personale TAB Università Roma Tre: € 25,00
Personale Docente Università Roma Tre: € 30,00
Tessera standard: € 35,00

L’acquisto della tessera è possibile online, in tutta sicurezza grazie al sistema Paypal, direttamente dal nostro sito,  accedendo direttamente da questo link , oppure di persona, a margine di tutti gli eventi musicali organizzati da Roma Tre Orchestra, o per appuntamento, scrivendo a  orchestra@uniroma3.it .
Un caro saluto e arrivederci a presto!

Prima di questo appuntamento in Aula Magna, sempre nella giornata di domenica 23, continuano gli appuntamenti ad ingresso libero e gratuito di animazione musicale nei Musei di Roma in collaborazione con Zètema.

Domenica 23 aprile ore 11.30
MUSEO CARLO BILOTTI, Viale Fiorello La Guardia, 6

Incontri e scontri: un mini piano-festival, parte seconda

Gabriele Strata – Axel Trolese, pianoforte

D. Shostakovich: Preludio e Fuga in re minore n. 24 op. 87
F. Chopin: Fantasia op. 49
C. Debussy: Estampes
M. De Falla: Fantasia Bética
W. A. Mozart: Sonata per pianoforte a quattro mani in re maggiore K 381

Mini-festival con giovani stelle del pianoforte italiano: una carrellata di celebri autori e celebri brani per presentare alcuni dei prossimi protagonisti del panorama pianistico nazionale e non solo!

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Salpano i Quaderni di Moby Dick

Comunicato stampa

Salpano i Quaderni di Moby Dick

”Lo Stabilimento dei Bagni pubblici alla Garbatella – Innocenzo Sabbatini l’architetto visionario” è questo il titolo del primo numero dei Quaderni, che  verrà presentato il 18 febbraio alle ore 17 presso la biblioteca – hub culturale  di via Edgardo Ferrati, 3

L’idea della pubblicazione dei Quaderni di Moby Dick nasce all’interno del Tavolo per l’archivio storico e il centro di documentazione sul territorio, un organismo di ricerca e di studio composto da architetti, studiosi, giornalisti, storici e cittadini di varie associazioni, che opera all’interno degli ex Bagni pubblici fin dai giorni della sua occupazione-liberazione.

I Quaderni, con cadenza quadrimestrale, vogliono essere un elemento dinamico e vivo del progetto più generale dell’archivio storico, mettendo in relazione la Garbatella, come gli altri territori dell’VIII Municipio (Ostiense, San Paolo, Tormarancia, Montagnola), con le esperienze romane e italiane: la Città Giardino Aniene a Montesacro, il Villaggio Crespi sull’Adda, le sperimentazioni milanesi del villaggio – giardino Campo dei Fiori, Baravalle, Breda, Tiepolo e “Milanino”dell’Unione Cooperativa, il quartiere giardino Littorio a Palermo, il rione Carelli a Posillipo.

Insomma la narrazione della Garbatella vuole uscire dagli steccati del localismo per parlare alla città, ma anche all’Europa in relazione agli esperimenti di Letchworth a Londra, Hellerau a Dresda, Gartenstadt a Norimberga e via dicendo.

Garbatella, infatti, è un nome che di per sé va oltre i confini della città di Roma, esattamente come il Quartiere Latino o Belleville di Parigi, Mitte o Kreuzberg di Berlino, Higbury o Islington di Londra e non ultimo il Bronx di New York.

Fin dalla sua nascita nel febbraio del 1920 la Borgata Giardino Concordia, edificata sui colli di San Paolo ai piedi dell’omonima Basilica romana per ospitare gli operai della zona industriale dell’Ostiense, ha evocato le esperienze delle Città Giardino europee.

Ma a differenza di quest’ ultime, la Garbatella a Roma rappresenta uno degli esempi più originali di sperimentazione urbanistica, un vero e proprio laboratorio di tipologie e stili architettonici.  Un percorso di edificazioni che si sviluppa lungo dieci anni, fino al 1930, rispondendo alle emergenze che si presentarono in città in seguito allo sblocco degli affitti, agli sventramenti del centro storico voluti dal Fascismo e all’abbattimento delle baracche abusive.

Tantè che si passa dalle amene casette economiche con orto di piazza B. Brin, a quelle rapide di via Adautto, dal quartiere degli sfrattati alle spalle dei Bagni pubblici, ai villini a riscatto di Plinio Marconi intorno a piazza Carlo Randaccio, per finire con gli imponenti Alberghi suburbani intorno a piazza Michele da Carbonara e  la sperimentazione delle casette modello del lotto 24 su via delle Sette Chiese.

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Eroina Un primo argine contro la morte

Eroina Un primo argine contro la morte

QUANTI siano i tossicomani nel quartiere è impossibile dirlo e determinarlo. A sentire i genitori e i farmacisti che vendono siringhe ed acqua distillata, sarebbero molti di più di quanto si pensi.
Alla Circonvallazione Ostiense (la parte nuova che avvolge da una parte i lotti delle case popolari) il fenomeno e senz’altro in aumento. In questa situazione, dopo la morte di tre ragazzi per overdose, un gruppo di genitori, di cittadini e di tossicodipendenti hanno dato vita ad un comitato di intervento. L’Assemble al Teatro Mongiovino 300 persone nei primi giorni dell’ottobre scorso è stata l’assemble costituente, il primo momento autenticamente di massa, di confronto ma anche di denuncia sul problema della droga del nostro quartiere. In quell’occasione il dramma individuale dei genitori è diventato pubblico e collettivo, un problema sociale sul quale si sono interrogati i partiti e si è impostata una vertenza per l’apertura di un Centro Sanitario e di un Centro Sociale per i giovani.
Oggi il centro Sanitario è aperto, è una realtà, e l’ex condotta medica dell’Appia Antica aperta ai tossicodipendenti della zona dalle 8 alle 20 ogni giorno, con una equipe medica e  paramedica che ha voglia ed entusiasmo di lavorare. In queste prime settimane sono 65 già i ragazzi che si rivolgono al Centro, la metà hanno stabilito il piano terapeutico in prevalenza a base di metadone ma in qualche caso anche di morfina. C’è soddisfazione e speranza ma è solo il primo passo occorre forse un approccio di analisi più preciso sul fenomeno droga nel quartiere, occorre modificare e precisare a livello regionale e comunale titubanze e limiti degli strumenti legislativi. Il Comitato e impegnato ora con la Circoscrizione che ha già assicurato con atti concreti il suo impegno per l’apertura del Centro sociale Polivalente per i giovani. Su questo obiettivo devono impegnarsi i giovani in primo luogo ma anche tutti i cittadini coscienti per questo il Comitato si sta preparando alla diffusione di massa di un opuscolo di informazione sulla droga nel territorio in collaborazione il Consiglio di zona sindacale unitario e col Distretto scolastico.

   Copyright

Servizi curati da Gianni Rivolta
Collaborazione di M. Gizzi, A. Diemoz, A. Santini
Centro Anziani, Comitato sulle tossicodipendenze.
Sez. SUNIA, Gruppo di Giovani del quartieri

Domenica 1 febbraio 1981

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Giovani La luna e i falò: Come la noia finisce al rogo

Giovani

La luna e i falò: Come la noia finisce al rogo

PER PARLARE meglio ci siamo incontrati in “fraschetta” da Marisa. Ci siamo? C’è qualcuno del ’68, ancora militante (pezzo molto raro) e molti altri “cani sciolti”.
Roberto vuolare parlare: “Sono un “disoccupato tranquillo”, abito al lotto 27, ora faccio l’imbianchino e cerco lavoro fisso. Noi ci vediamo la sera in piazza Sant’Eurosia davanti all’Oratorio a giocare a pallone. Ma con quelli dell’oratorio non abbiamo rapporti.
Gianni – Perchè?
Roberto – Perchè non c’è ne frega niente.
Gianni – Se non giocate a pallone che fate?
Roberto – Se ci va andiamo in birreria o a Trastevere  nei locali macrobiotici, perchè è alternativo no?
Gianni – Perchè non rimanete nel quartiere?
Roberto – Senti. io la Garbatella l’amo, la conosco tutta perchè ci ho giocato, ma qui non ci sono locali, punti di ritrovo per stare “aggregati”.
Gianni – E la politica?
Roberto – L’ho fatta quando stavo a scuola ma ormai non ci credo più, credo solo ai movimenti fatti di gente autentica, come mio padre e mia madre, spontanei.
Pino – La mia zona è tra il Dollaro e il King (sono due bar della circonvallazione Ostiense). Stavo al Collettivo di medicina ed ora sto ancora  … a medicina.
Gianni – Voi che cosa fate?
Pino – D’inverno stiamo al bar o a casa di qualcuno a giocare a scacchi, d’estate dove capita.
Gianni – In discoteca ci vai?
Pino – No, perchè non mi va di codificare un rapporto con il corpo, comunque la sera si va fuori di Garbatella.
Simona – Ho 17 anni, non sono molto soddisffatta di quello che si fa oltre lo studio, si finisce sempre d’andare a casa di qualcuno a sentire i dischi, a fare una passeggiata. E poi il nostro gruppo è costruito per forza, vorrei conoscere gente nuova.
Ciupi (è straniero, abita all’Ardeatino) – Figuratevi che può essere l’Ardeatino, tutti condomini e cooperative, è ancora meno socializzante di Garbatella. La sera non si può nemmeno andare nei bar perchè c’è un brutto giro di fasci ed eroina.
Roberto G. – Beh … io non voglio essere definito un ex, io stavo al Pci. Anche se ora non ci sto più ritengo che la politica è importante, in particolare i movimenti di massa, ma altrettanto importante è conoscere le persone. tra di noi che stiamo al fuoco la sera ci sono rapporti veri. Io di solito vado a letto verso le 5 le 6 di mattina e poi mi faccio sbattere giù verso le 12.
Gianni – Che è questa storia del fuoco?
Roberto G. – Beh … “er foco” è na calamita, lo facciamo verso le 11 fino alle 3 le 4 di notte, in piazzetta davanti al Bar Lunin e poi si fanno le patate, ieri sera abbiamo fatto il pesce. La gente si ferma e parla, qualche volta si ferma anche la polizia o la gente più strana.

   Copyright

Servizi curati da Gianni Rivolta
Collaborazione di M. Gizzi, A. Diemoz, A. Santini
Centro Anziani, Comitato sulle tossicodipendenze.
Sez. SUNIA, Gruppo di Giovani del quartieri

Domenica 1 febbraio 1981

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Anziani. Dal nuovo centro partono le proposte per uscire dal ghetto

Anziani

Dal nuovo centro partono le proposte per uscire dal ghetto

CORIANDOLI, festoni colorati, addobbi di cartapesca in un grande locale ex circolo ENAL, sotto il mercato coperto alla Garbatella, ma questa volta non c’è l’aria di festa di qualche settimana fa, quando il Centro anziani della XI Circoscrizione è stato inaugurato. Anzi, questa  volta l’ariaè molto fredda per mancanza di riscaldamento e qualche vetro rotto e non c’è nemmeno il chiassoso affollamento della volta precedente.
Mappa di Paolo SamarelliA riunirsi sono una decina di “anziani” che fanno parte di una commissione per il rilevamento dei problemi più urgenti nella assistenza agli anziani e per la programmazione delle attività. Le questioni in discussione nella commissione, sono molte, innanzitutto il completo risanamento del locale (vetri, riscaldamento, bagni) in modo da iniziare al più presto le attività del centro che comunque verrà trasferito nella sua sede definitiva al Casale Garbatella in via Pullino per lasciare la sede attuale al comitato sulle tossicodipendenze. Numerosissime le proposte: iniaiztive culturali ed artistiche, ginnastica, hobbies e piccolo artigianato, feste danzanti oltre a consulenze pensionistiche in collaborazione con le associazioni sindacali.
Quindi obiettivi a medio termine come il potenziamento dell’assistenza domiciliare socio-sanitaria, già in atto da qualche tempo, ma insufficiente per i 24.000 anziani della Circoscrizione, e l’apertura di altri centri come quello della Garbatella negli altri quartieri vicini.
Importanti sono le proposte a più lunga scadenza, quali l’apertura in zone di reparti ospedalieri diurni per l’assistenza specifica agli anziani e di una casa di cura per i malati di lunga degenza in modo che la vicinanza con le abitazioni dei famigliari eviti il frequente abbandono dell’anziano da parte dei parenti.
Ma il problema più pressante rimane quello del centro, della sua attività, che – ripetono gli anziani – non deve rimanere staccato dal quartiere quasi a configurare una nuova forma di ghettizzazione, ma stimolare l’incontro tra gli anziani e gli altri cittadini.
Anche la Circoscrizione si sta muovendo dal canto suo in questa direzione con un censimento degli anziani e delle loro occupazioni precedenti e dei loro hobbies al fine di sfruttare socialmente  le capacità di persone che l’età non certo reso inutili. Il progetto è quello di impiegare gli anziani per vigilare e guidare i visitatori di mesei zonali, nelle biblioteche circoscrizionali, nei giardini pubblici e davanti alle scuole.
Un tentativo di ricondurre l’anziano ad un ruolo attivo nella vita sociale facendolo finalmente uscire da un mondo di isolamento ed emarginazione.

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Servizi curati da Gianni Rivolta
Collaborazione di M. Gizzi, A. Diemoz, A. Santini
Centro Anziani, Comitato sulle tossicodipendenze.
Sez. SUNIA, Gruppo di Giovani del quartieri

Domenica 1 febbraio 1981

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Casette, casermoni, “alberghi” 50 anni di storia da risanare

Casette, casermoni, “alberghi”
50 anni di storia da risanare

LA GARBATELLA nasce nel 1920 su disegno di Giovannani e Piacentini. L’insediamento prendeva 700 vani, 10 anni dopo sarebbero stati 9000. La prima Borgata Giardino Garbatella, ossia il quartiere delle case popolari si inserisce all’interno delle proposte degli utopisti inglesi e tedeshi (esposizione della Casa Ideale e del Villaggio, Londra, 1922).
Il fenomeno delle “case rapide” (tipi edilizi essenziali con ampi spazi comuni e servizi collettivi) che rispecchiano l’esigenza della celerità di esecuzione e della massima economia. Di questo tipo sono i lotti 6 e 7 del 1924 e poi tutto il quartiere per sfrattati (1925/26) e quello per sbaraccati (1926/30). Al 1930 la Garbatella assume così un ruolo non più specialistico e finalizzato all’area di lavoro circostante, ma viene legata al nuovo uso delle fasce periferiche urbane, programmate per accogliere gli abitanti del centro storico e gli immigrati.
Gli Alberghi Suburbani del ’29 costituiscono l’elemento tipologico più originale. Nell’Albergo rosso trovano posto la chiesa e le scuole elementari, mentre nell’Albergo bianco è situata la maternità. Solo dopo il ’35 vengono trasformati in alloggi unicellulari secondo l’attuale destinazione. Con gli alberghi alla popolazione si offre solo una soluzione transitoria, un dormitorio. Quali sono i problemi della residenza oggi a Garbatella? Il principale rimane ancora quello di un Piano di risanamento dell’intero quartiere. I finanziamenti del 1 biennio della legge 457 (circa 650 milioni) sono stati impiegati per il rifacimento degli impianti idrici, già completato in cinque lotti, nelle case che ancora avevano l’acqua a cassone. Sono all’esame delle Regione, per l’approvazione, le ripartizioni dei finanziamenti del II biennio della 457 (900 milioni) che lo IACP vorrebbe impiegare per opere dirisanamento. Tra i problemi urgenti, oltre a quello dei riscatti (lo IACP vorrebbe la vendita di 7185 alloggi popolari nella regione, alla quale il SUNIA si oppone fermamente) è la soluzione da dare agli abitanti degli scantinati, circa 130 famiglie. Il Sunia ha fatto un censimento che presentato alla Commissione Casa della CI Circoscrizione.

SOMMARIO
< Case popolari Borgata Giardino >  
lotto 1 – 2 – 3 – 4 -5 ……………………………………………………………………………………………
anno 1920
   
< Case rapide >  
lotti 6 – 7 ………………………………………………………………………………………………………….
anno 1924
lotto 10 ……………………………………………………………………………………………………………
anno 1925 / 31
   
< Case rapide. Quartiere per sfrattati >  
lotti 14 – 15 – 16 – 20 – 25 – 26 …………………………………………………………………………….
anno 1925 / 26
   
< Alberghi suburbani >  
lotti 41 – 42 – 43 – 44 ………………………………………………………………………………………….
anno 1929
lotti 52 – 53 – 54 – 55  villini a riscatto ………………………………………………………………….
anno 1927
lotto 24 in occasione del XII congresso internazionale delle abitazioni e dei Piani Regolatori ……
anno 1929
lotto 27 ……………………………………………………………………………………………………………….
 anno 1932
   
< Servizio Asilo Infantile, Bagni Pubblici, Scuola a piazza Damiano Sauli >
 
Teatro piazza Bartolomeo Romano …………………………………………………………………………….
anno 1927 / 29
   
< Interventi di ricucitura: La Piazza >  
lotto 19 ………………………………………………………………………………………………………………
anno 1940
lotto 9 ………………………………………………………………………………………………………………..
anno 1950

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Domenica 1 febbraio 1981

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Garbatella fra ieri e domani

Paese Sera / Cronaca di Roma – domenica 1 febbraio 1981

Garbatella fra ieri e domani

Spazio autogestito dagli organismi democratici di base
QUANDO SI parla della Garbatella il più delle volte si parla delle sue case popolari, della loro storia e delle lotte dei suoi abitanti.

Oggi, in questa pagina, vogliamo far parlare alcune tra le espressioni più vere di democrazia e di partecipazione, le forme più “fresche” di aggregazione giovanile, alcuni gruppi organizzati (Centro anziani, Comitato sulle tossicodipendenze, sez. Sunia), ma anche gruppi occasionali di giovani.

La Garbatella  negli anni ’70 è stata segnata largamente ed in profondità dai movimenti popolari risultando un grosso centro di aggregazione giovanile (Comitato di quartiere di Via Pullino, sezioni di partiti e gruppi di sinistra). Come in tutta la città, dopo il ’76, il riflusso taglia le gambe alle espressioni organizzate ed autonome del “movimento”.

Nonostante ciò, dalla sua storia ed originalità, la Garbatella trova le risorse per il fiorire di nuovi organismi di base e per l’affermazione di grandi momenti partecipativi la lotta degli abitanti contro gli aumenti delle affitti IACP (legge 513), l’assemblea popolare sulla droga al Teatro Mongiovino e quella per l’apertura del Centro anziani circoscrizionale.

Perchè oggi questa pagina? Perchè, la presenza di un vasto tessuto democratico ma anche di una aomizzazione degli organismi di base, essa rimbalzi nelle case, nelle sedi di partito, tra i giovani, a provocare un interrogativo: questo quartiere, negli anni ’80 mantiene la sua originalità o è irrimediabilmente omologato nella metropoli? I problemi di oggi. Il risanamento del patrimonio edilizio pubblico, l’acquisizione di nuovi spazi sociali, la ridefinizione di un quartiere, devono essere oggetto di una vertenzialità diffusa, di massa. Tutto ciò per impedire che, in assenza di un processo che cancelli i risultati positivi di questi anni. Che si cancellano con la vernice grigia le scritte colorate sui muri e nelle piazze.

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Domenica 1 febbraio 1981

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Garbatella Jazz Festival (GJF) 2016 – Programma

Garbatella Jazz Festival (GJF) 2016 – Programma

Giovedì 29 Settembre
H. 20.30

MOOD 5
Lamberto Armenia – alto sax
Gian Domenico Murdolo – sax soprano e baritono
Stefano Diotallevi – piano
Giuliano Stacchetti – basso elettrico e contrabbasso
Vladimiro Nigro – batteria e percussioni

H. 21.30

PLAY VERDI
Nicola Puglielli – chitarra
Andrea Pace – sax tenore
Piero Simoncini – contrabbasso
Massimo D’Agostino – batteria


Venerdì 30 Settembre

H. 20.30

DOO BEE DUO
Giada Pietrini – voce
Carlos Fanelli – chitarra

H. 21.30

MORE THAN CLASSIC DUO
Alessandro Bonanno – piano
Flavio Bonanno – tastiere


Sabato 1 Ottobre

H. 20.30

TAMIA QUARTET

Alberto Ruggeri – sax tenore
Tommaso Castellani – piano
Benedetto Mercuri – contrabbasso
Roberto Ghersi – batteria

H. 21.30

OPEN SPACE QUARTET
Claude Bolling: Suite nr. 2 per flauto e trio jazz

Iolanda Zignani – flauti
Cinzia Gizzi – piano
Pino Sallusti – contrabbasso
Carlo Bordini – batteria


CARA GARBATELLA
È un’associazione culturale nata nel 1998 ed ha sede in Via F. Passino n. 26. Si occupa di promuovere, di valorizzare e di recuperare il patrimonio storico-culturale, umano, artistico, architettonico e paesaggistico del quartiere Garbatella, del territorio dell’VIII Municipio del Comune di Roma e dell’intera città di Roma. A tal riguardo, l’associazione pubblica gratuitamente da dodici anni il bimestrale “Cara Garbatella” ed ha editato le seguenti pubblicazioni: “Il quaderno della Resistenza. Garbatella – Ostiense” di Cosmo Barbato e Gianni Rivolta; “I ribelli di Testaccio, Ostiense e Garbatella. Dal biennio rosso alla liberazione” di Gianni Rivolta.
Inoltre, promuove il “Garbatella Jazz Festival”, giunto alla dodicesima edizione.

Info
Tel. 3280580162
331 9496348 (per prenotazioni per la cena)
www.caragarbatella.it

Ufficio Stampa
Francesca Vitalini
stampa@caragarbatella.it
339.339.0878

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Catarci, ancora in campo, per una nuova partita

Cara Garbatella ha chiesto al Presidente del nostro Municipio Andrea Catarci di tratteggiare un bilancio dell’ultima consigliatura, terminata anticipatamente per le note vicende capitoline e le valutazioni che lo hanno portato a riproporsi alla Presidenza del Municipio Roma VIII

Le idee, le passioni e i sogni per arrivare fino alla mèta

Catarci, ancora in campo, per una nuova partita

Una partita finisce e subito una nuova comincia. Dopo la conclusione dell’esperienza amministrativa dell’ex Sindaco Marino, dimesso a forza attraverso l’indecente ed antidemocratico ricorso al Notaio, si avviano a conclusione anche i sei mesi del Commissario Tronca, che portano alla tornata elettorale del 5 giugno. I Romani, oltre a Sindaco e Assemblea Capitolina, saranno chiamati ad indicare Presidenti municipali e Consigli.


Sono stati tre anni complicati, segnati dall’isolamento e dall’insufficienza dell’ex Giunta Marino, malgrado la chiusura epocale della discarica di Malagrotta e altre importanti misure positive attuate in tema di diritti civili, legalità contabile, e moralizzazione della macchina amministrativa. Sono stati tre anni complicati, per la città tutta ed anche per i nostri quartieri, soprattutto a causa delle innumerevoli difficoltà incontrate dal Campidoglio nell’erogazione dei servizi sociali, nella manutenzione urbana, nel trasporto pubblico e nella raccolta dei rifiuti, aggravate dal ciclone di Mafia Capitale, dall’ostilità conclamata del Governo Renzi, dall’endemica carenza di risorse. Ma sono stati anche tre anni importanti e fruttuosi per tante vicende territoriali, con l’Ente municipale che, solo o dentro la rete di alleanze con altre istituzioni e con gli attori locali, ha ottenuto significativi risultati, tra cui in ordine sparso si ricorda:

  1. la tenace tutela del territorio nell’ambito delle trasformazioni urbane, in particolare l’Edificazione I60 Grottaperfetta, Piazza dei Navigatori, l’ex Fiera e gli ex Consorzi Agrari;
  2. la lotta all’abusivismo edilizio ed alla devastazione ambientale sull’Appia Antica, che proprio in questi giorni è ripresa con efficacia e clamore;
  3. la ricostruzione in tempi record del Liceo Socrate devastato dalle fiamme, insieme alle Istituzioni competenti, poi del Centro Sociale La Strada bruciato, insieme a Roma Capitale;
  4. l’acquisizione pubblica degli ex bagni pubblici di Garbatella, destinati a diventare polo formativo e culturale grazie al finanziamento regionale, con il cantiere in prossima apertura;
  5. il rilancio del teatro Palladium dopo la conclusione dell’esperienza della Fondazione RomaEuropa, avviando una Scuola di teatro, ancora insieme alla Regione Lazio;
  6. la realizzazione di numerose riqualificazioni di edifici, sottopassi e muri, pubblici e privati, attraverso opere di Street Art, a Ostiense, Tormarancia, Garbatella, San Paolo e Roma 70;
  7. il sostegno alla nascita di Orti Urbani, presenti sul territorio con ben nove esperienze, esempi concreti di recupero ambientale e di riscoperta di agricoltura, socialità e solidarietà;
  8. lo sviluppo del Coworking municipale, che attualmente ospita le attività di un centinaio tra micro imprese e lavoratori individuali;
  9. il supporto alla crescita inarrestabile della Palestra Popolare Team Boxe della Montagnola, arrivata ad ottenere un titolo mondiale senza sottrarsi all’impegno per l’integrazione sociale;
  10. la creazione e il potenziamento del Polo territoriale dell’Emergenza, costituito dalle Associazioni di Protezione Civile locali insieme all’Ares 118 e ospitato in spazi municipali;
  11. l’apertura del Ponte della Scienza dedicato a Rita Levi Montalcini che unisce la Riva Ostiense e la Riva Portuense, dopo quello imponente intitolato a Settimia Spizzichino;
  12. l’apertura del nuovo Centro Anziani all’Ostiense, in locali nuovi situati all’interno del complesso degli ex Mercati Generali;
  13. l’apertura del Parco Malocello, due giardini collegati da un ponte pedonale vicino alla Circonvallazione Ostiense;
  14. la realizzazione del nuovo Parco a Via Rosa Raimondi Garibaldi, in sinergia con il progetto dal basso, promosso e gestito da Legambiente, con adiacente il nuovo mercato rionale;
  15. la realizzazione del Parco V11 a Roma 70, con il Comitato civico che ha partecipato al bando Acea e messo una nuova area giochi;
  16. l’estensione delle libertà personali, dopo l’istituzione dei due Registri dei Biotestamenti e delle Unioni Civili, con il Forum dei Diritti e l’adesione alla Rete Re.A.DY;
  17. la trasformazione della ex discarica della ‘Buca’ di Via Galba in uno dei pochi campi di baseball della città, con i fondi privati investiti da un’associazione sportiva;
  18. la riqualificazione della piazzetta all’incrocio tra Via Ostiense e Via Laurentina, sottratta al caos automobilistico e realizzata con fondi privati;
  19. il sostegno alle numerose operazioni di pulizia di parchi e giardini insieme ad associazioni e volontari, in particolare con la Protezione Civile;
  20. il potenziamento della comunicazione istituzionale tramite le mappe del Municipio e l’applicazione gratuita AgorApp, realizzate senza oneri pubblici.

Sono alcune delle piccole grandi cose realizzate e delle giuste battaglie condotte, frutto di impegno e slanci resi possibili anche dall’eccellente sintonia costruita tra la sfera politica e la struttura amministrativa, che però non sfuggono alla sensazione di incompiutezza ed all’amaro in bocca che lascia l’interruzione forzosa a metà mandato. Le cose fatte, avviate e progettate sono il pezzo di cui si va orgogliosi, nella consapevolezza che quelle da completare – bene – e ancora da fare sono molte di più, che anche i nostri quartieri come Roma tutta hanno bisogno di una nuova stagione che li porti fuori dalle crisi, dalle difficoltà della vita quotidiana, dalla scarsità di risorse che impedisce manutenzione ed abbellimento. Su tutto, poi, c’è un cruccio: il mancato rilancio e l’ulteriore penalizzazione subita dall’Ospedale Cto, che nel prossimo futuro si intende di nuovo mettere in cima alle priorità dell’agenda politica, con la determinazione di andare a vincere una battaglia essenziale per la qualità della vita dei nostri cittadini.
Si ritorna in campo più decisi che mai, spinti dall’amore per i nostri quartieri, con lo spirito di servizio di chi non ha intenzione di lasciare i lavori a metà, con la forza di chi è mosso da idee, passioni e sogni che intende realizzare nella condivisione integrale con la cittadinanza. Si ritorna in campo, per proseguire la cura del corpo – scuole, strade, giardini, edifici, mercati rionali – come dell’anima del nostro Municipio – cultura, socialità, sport -, nella convinzione che ancora una volta a interpretare la speranza di crescere, rilanciare e migliorarsi della nostra gente non può che essere interpretata e sostanziata dalla Riva Sinistra.
Si ritorna in campo, forti delle tante positività degli anni passati e soprattutto di uno spirito di Comunità che cresce anche in mezzo alle difficoltà più grandi.
Lo facciamo all’insegna della Concretezza, della Creatività, del Coraggio, della Collaborazione e della Condivisione, le cinque C del nostro Municipio, le stelle polari a cui tende la nostra iniziativa politica.
Concretezza nella pratica degli obiettivi; creatività nell’elaborare risposte inusuali; coraggio nell’azione politico-amministrativa, senza soggezioni verso nessun gruppo di interesse; collaborazione di cittadini ed istituzioni per rendere possibili anche i miracoli; condivisione con la cittadinanza delle scelte strategiche e di quelle minute, sull’uso delle risorse e sui tratti essenziali delle trasformazioni urbane e dei servizi pubblici, nonché su un’idea generale di Comunità territoriale che intende crescere senza lasciare indietro nessuno, contrastando le solitudini di chi vive in condizioni di fragilità e marginalità.
Per questi motivi chiediamo di esprimere un voto convinto e massiccio per la coalizione di sinistra con Catarci Presidente, intenzionata a proseguire sulla strada già intrapresa dalla precedente Giunta municipale ed a lavorare per una discontinuità netta nell’ambito comunale.
Forza, si può fare, con le idee, le passioni e i sogni che ci faranno arrivare fino alla mèta…

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 12 – Aprile 2016

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“Dopo di noi”: in prima linea il nostro VIII Municipio

“Dopo di noi”: in prima linea il nostro VIII Municipio

Molto partecipato l’incontro pubblico che si è tenuto il 21 marzo scorso nella Sala consiliare municipale. Una legge per salvaguardare il futuro dei nostri figli disabili.
Le tre case-famiglia nel nostro territorio. L’intervento dell’on. Ileana Argentin

di Eraldo Saccinto

E’ stao un incontro assai partecipato, dagli utenti, dai familiari, dalle Associazioni e dagli organismi del Terzo settore quello promosso e organizzato ieri dall’Assessorato alle Politiche Sociali e dalla Presidenza del Municipio VIII, è stata un’occasione per fare chiarezza su una legge attesa e oggi all’esame del Senato, ma anche un momento di analisi di un territorio che tanto ha fatto e tanto vuole fare in tema di case famiglia rivolte alla disabilità.
Ad aprire i lavori l’Assessore municipale alle politiche Sociali, Dino Gasparri, seguito dal Presidente del Consiglio Municipale Umberto Sposato e dal Presidente del Municipio Andrea Catarci.
“I tagli agli enti locali, la scarsa condivisione nelle scelte cittadine e il mancato coinvolgimento dei territori – ha spiegato Andrea Catarci – sono gli elementi di scenario alla base della crisi delle politiche di welfare.
Roma è stata e può tornare ad essere un buon modello sociale di inclusione, innovazione e protagonismo. In tema di case famiglia e dopo di noi, oggi ci diamo l’occasione per dire cosa c’è su questo territorio, cosa si è costruito negli anni, qual è il contesto familiare e sociale che viviamo e come andiamo avanti”.
Tra le criticità emerse durante l’iniziativa in particolare evidenza quella legata al depauperamento delle risorse agli enti locali, la separazione tra le politiche sociali e quelle sanitarie, la distinzione per “categorie” (disabili, anziani, minori) nella gestione del welfare, la continua emergenza e la rigidità della riforma sull’assistenza avviata con la Delibera 355/2012.
“E’ il momento per ringraziare un Municipio attivo – ha concluso la deputata Pd, Ileana Argentin, dopo gli interventi e le domande delle famiglie e delle associazioni intervenute -, ma anche per far chiarezza sui dubbi. Il trust, ad esempio, che non è un regalo per qualcuno, ma le finalità di un’azione che si vuole dopo la propria morte come genitore. La legge defiscalizza la possibilità del lascito della propria casa e permette alla famiglia di mettere nero su bianco quale percorso è opportuno per suo figlio. Le assicurazioni non sono lobby a cui diamo soldi, ma sono la garanzia di conti correnti assicurati.
E poi tutto è facoltativo, dal trust alle assicurazioni”. “L’obiettivo di questa Legge – ha continuato la deputata Pd – è quello di evitare che i figli rimasti soli finiscano nelle Rsa. Perché una cosa è la malattia, un’altra cosa è la vita con disabilità. E’ una legge che garantisce un diritto, non un privilegio.
Ad oggi la legge è all’esame del Senato. Ci sono state audizioni stamattina per eventuali modifiche. Il Senato faccia le modifiche che ritiene utili, ma si sbrighi. Questi milioni di euro stanziati non vadano persi, ma anzi siano spesi. Sono anni che parliamo di dopo di noi. Non ci si fermi adesso”.
Interessante è stato il dibattito sulla funzione del trust, al quale hanno partecipato oltre al pubblico presente, il Presidente della Consulta del Municipio VIII Antonio Pelagatti ed in  appresentanza della Regione Lazio Tonino Vannisanti, che si è concluso con l’accordo di istituire uno “Sportello trust, per costruire insieme il Dopo di Noi” ha come obiettivo generale di dare ascolto a chi affronta il delicato tema del “Dopo di Noi”, sulla falsariga di quanto già disposto nel Municipio IX. “Tre case famiglia sono presenti attualmente nel territorio del Municipio VIII ed altre due sono in attesa delle approvazioni finali”, ha concluso l’assessore Gasparri ”Casa Nostra, aperta nel 2004, che ospita 32 persone a rotazione; Casa di Franco, inaugurata nel 2009, nella quale vivono 6 persone e infine Casa di Vale, che è appena stata aperta e nella quale, a rotazione, sono ospitate fino a 18 persone. L’Obiettivo dei progetti è quello di aiutare la domiciliarità e aiutare nell’autodeterminazione dell’individuo.
Le caratteristiche, infatti, dei progetti messi in piedi sono quelle dell’avvio del “prima del dopo”, del sostegno al nucleo familiare, della presa in carico istituzionale e dell’integrazione con gli enti del Terzo settore per il rafforzamento delle reti sociali municipali.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 12 – Aprile 2016

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Libreria e non solo… per i nostri bambini

Libreria e non solo… per i nostri bambini

di Laura Iacoangeli

“Toc Toc, posso entrare?” chiese la bambina. “Sei la benvenuta!
Senza bussare…la porta è sempre aperta per i più piccoli!”
Alla fine dello scorso anno si è inaugurata alla Garbatella, in Via Tamburini, la libreria per bambini “Eco di fata”, libreria e non solo…giochi, laboratori, letture, corsi di fumetto, scrittura creativa, baby sitting, burattini, danze, uno spazio concepito e costruito a misura di bambino per leggere, organizzare una festa o semplicemente e soprattutto stare insieme! Ogni mese un ricco calendario di eventi.
La libreria è anche attenta alle neo mamme, infatti ha aderito all’iniziativa promossa dell’UNICEF “Punto Baby Pit Stop”, una sosta sicura per allattare al seno, un luogo caldo e accogliente per un gesto semplice e naturale.
Francesca, Roberta e Francesca con amore e fantasia gestiscono questo nuovo luogo di aggregazione e partecipazione nel nostro quartiere. “La nostra ispirazione è ciò che siamo. Noi oggi, più che mai, siamo il nostro Sogno” dice Shakespeare: è il motivo condiviso che ha spinto le tre donne ad aprire la libreria.
E’ ancora “…una libreria che sia una reciproca esperienza”.
Concludono per descrivere cosa hanno sognato, voluto, cercato e finalmente creato. A contraddistinguerla sono gli arredi ad altezza di bambino, arrotondati, colorati, modulari, vivaci e adattabili alle varie attività!
Libri, consigli e quant’altro a disposizione dei più piccoli, per la gioia dei più grandi. Dove i bambini continuano e gli adulti tornano a sognare…e allora quella porta è aperta a tutti i sognatori, anche genitori, zii e nonni!

Indirizzo: Via Michelangelo Tamburini 10
Pagina web: www.ecodifata.it
FB: eco di fata

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Lo sport è di tutti anche dei cittadini disabili

Lo sport è di tutti anche dei cittadini disabili

Il Municipio VIII ha intrapreso una serie di interessanti iniziative per favorire l’inclusione sociale nel territorio delle persone con “bisogni speciali” attraverso lo sport

di Antonio Pelagatti

E’ noto come lo sport sia per una persona disabile un’ “arma” molto importante per combattere l’abbandono, la fragilità e la discriminazione, nonché un potente strumento di riabilitazione personale e sociale. Lo sport è accoglienza, integrazione, tende ad unire le persone o più semplicemente a divertirle, è un “valore aggiunto” per chi lo pratica e per tutta la comunità, lo sport è di tutti ed in particolare dei cittadini più fragili.
Ma davvero “lo sport è di tutti”?
Sembrerebbe di no visti i risultati di una recente indagine svolta dall’Assessorato alle Politiche sociali e dall’Ufficio sport del nostro Municipio che ha fatto emergere una serie di problemi e difficoltà all’interno dei Centri sportivi comunali per l’accesso alla pratica sportiva ed alle attività fisico-motorie dei cittadini disabili o con problemi di salute mentale.
Difficoltà legate alla complessità per i Centri ad organizzare attività sportive dedicate o integrate per particolari forme di gravi disabilità o di particolari sindromi, alla carenza di strutture e istruttori qualificati e di servizi di trasporto ed accompagnamento, alla presenza di barriere architettoniche, ai costi da sostenere per le famiglie, ma soprattutto ad una scarsa informazione sulle numerosissime risorse non solo sportive che il territorio offre ai cittadini con “bisogni speciali”.
Per cercare di superare queste criticità l’Assessore alle Politiche sociali Dino Gasparri in collaborazione con la Consulta sulla disabilità hanno deciso di intraprendere una serie di interventi e di iniziative per favorire l’accesso alla pratica sportiva per questi cittadini, a cominciare da una riforma dei criteri generali e delle linee guida per i Centri, ad una sensibilizzazione delle associazioni sportive del territorio, ad una collaborazione mirata ad affrontare progetti personalizzati in caso di particolari forme di disabilità complesse come l’autismo. Il Municipio chiederà ad ogni Centro sportivo di competenza (Impianto, palestra scolastica, piscina) di organizzare le proprie attività riservando sempre spazi e corsi alle persone disabili o con problemi di salute mentale preferibilmente all’interno dei corsi per “normodotati” al fine di favorire la socializzazione e l’inclusione sociale; laddove questo tipo d’integrazione non sia possibile i Centri sportivi dovranno comunque organizzare dei corsi specifici per disabili, garantendo posti per i normodotati affinché non si crei nessun circuito “chiuso” ma si favorisca uno scambio continuo di esperienze non solo motorie.
Nel quadro delle attività proposte per i soggetti portatori di handicap il Municipio si adopererà affinché i Centri organizzino apposite attività integrate anche nei mesi estivi (centri
ricreativi estivi integrati) diffondendo attraverso tutti i canali pubblicitari (in particolare siti web e social network) le informazioni dettagliate sulle attività ricreative e sulle procedure per favorire l’accesso dei soggetti fragili. Verrà anche incoraggiata la costituzione di una “rete delle risorse sportive per la disabilità” promuovendo accordi e collaborazioni con i Centri sportivi, con le associazioni di volontariato e con le scuole secondo le cosiddette “buone prassi”.
Collaborazioni finalizzate al miglioramento del servizio in favore dei cittadini meno fortunati, alla condivisione di esperienze e risorse, all’integrazione delle attività ed al superamento delle possibili sovrapposizioni e segmentazioni. Secondo l’Assessore Gasparri il Centro sportivo dovrà trasformarsi da semplice fornitore di servizi ed attività ad un interlocutore e consulente privilegiato per le famiglie più fragili che si prenda carico di una parte importante del progetto di vita di una persona disabile, accompagnandola responsabilmente verso percorsi sportivi appropriati ed economicamente sostenibili in un’ottica di alleggerimento del carico assistenziale e psicologico sulle famiglie e di tutela della salute. Un esempio di questo nuovo modo sociale e solidale di concepire lo sport è quello portato avanti dall’Associazione Sportiva ASD KK Eur Volley e dal suo responsabile dottor Andrea Di Marcoberardino impegnato costantemente e generosamente in favore dei ragazzi ospitati nella casa protetta “Casa di Franco”.
Persone meno fortunate che, grazie alle doti d’umanità e professionalità degli operatori ed istruttori dell’Associazione, hanno trovato non solo l’occasione per svolgere una pratica sportiva ma anche un ambiente familiare accogliente ed un clima piacevole e sereno.

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Camp8: via al campo due di volontariato nel Municipio

Camp8: via al campo due di volontariato nel Municipio

di Marcello Conte

Anche quest’anno il Comitato Parco Giovannipoli si fa promotore, insieme a Nessun dorma, il Villetta Social Lab, Legambiente Garbatella e CSOA La Strada, del campo di volontariato internazionale che sarà realizzato a luglio sul territorio del nostro Municipio.
L’anno scorso, con il titolo di Garbatella History Camp, i volontari provenienti da tutto il mondo si sono presi cura del parco Serafini (o Giovannipoli o di Commodilla) contribuendo – sotto la guida di esperti nominati dal Ministero per i Beni Culturali – a riqualificare gli scavi archeologici presenti nel parco.
“Quest’anno – ci spiega Katiuscia Eroe, Presidente del Comitato promotore – abbiamo deciso di cambiare nome e abbiamo scelto Camp8 che si può leggere camp otto o camp eight a seconda della lingua e che ci dà la possibilità di realizzare i futuri campi internazionali sempre con lo stesso nome cambiando solo argomento”.
L’edizione 2016 di Camp8 avrà come tema centrale l’accoglienza e la riqualificazione di luoghi dove le diverse realtà di cittadinanza attiva che operano sul territorio dell’Ottavo Municipio creano quotidianamente occasioni di socializzazione, di condivisione e di integrazione come ad esempio le attività di Nessun dorma al campo Socrates o a quelle delle associazioni che operano nell’ambito del Villetta Social Lab per facilitare l’integrazione dei migranti.
La gestione di un Campo come questo, richiede ovviamente un notevole sforzo economico. Per questo, dal mese di aprile, verranno organizzate diverse iniziative di raccolta fondi per autofinanziare un’esperienza necessaria al territorio.
Chi volesse dare il proprio contributo può farlo contattando il Comitato sulle pagine Facebook “Comitato parco Giovannipoli” e “Camp8-Roma”.

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I film che nel corso degli anni sono stati girati alla Garbatella
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