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AgorApp, il nostro Municipio approda nella rete mobile

Per un’informazione puntuale e continua

AgorApp, il nostro Municipio approda nella rete mobile

Il Municipio di Roma VIII ha scelto un nuovo modo di comunicare e lo fa con una app: AgorApp, un nuovo strumento gratuito col quale si potrà sempre rimanere informati sulle iniziative del Municipio. Sviluppata in collaborazione con la Delta Management, l’applicazione AgorApp migliora l’attività di comunicazione istituzionale, favorendo sempre più la conoscenza e l’accesso ai servizi pubblici erogati.

Per un’informazione puntuale e continua

AgorApp, il nostro Municipio approda nella rete mobile

Il Municipio di Roma VIII ha scelto un nuovo modo di comunicare e lo fa con una app: AgorApp, un nuovo strumento gratuito col quale si potrà sempre rimanere informati sulle iniziative del Municipio. Sviluppata in collaborazione con la Delta Management, l’applicazione AgorApp migliora l’attività di comunicazione istituzionale, favorendo sempre più la conoscenza e l’accesso ai servizi pubblici erogati.
L’App, disponibile su Google Play, ha come obiettivo la diffusione delle informazioni istituzionali, la visibilità delle proprie iniziative, delle notizie, la valorizzazione delle attività sociali, culturali e commerciali del territorio municipale; in altre parole far scoprire al cittadino, in modo completamente gratuito, le molteplici opportunità presenti su tutto il territorio direttamente dal proprio cellulare.
L’App inoltre dispone di un servizio di notifica su smartphone, che permette di ricevere gli aggiornamenti più importanti anche senza controllare periodicamente l’applicazione.
Scaricarla è facile, basta accedere con il browser al sito Google Play Store (https://play.google.com/store), digitare nella casella “Cerca” la parola “agorapp” (non c’è differenza fra maiuscole e minuscole), selezionare fra i risultati AgorApp quello del Municipio VIII e quindi fare clic su “Installa”. Il download e l’installazione si avvieranno automaticamente. In questo modo sarete aggiornati su tutte le novità del Municipio! In questa prima fase sperimentale non è prevista la compatibilità con i cellulari Apple (iPhone) che è stata assicurata per il prossimo futuro.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 12 – Aprile 2016

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Dopo di noi. Per un futuro garantito ora

Dopo di noi. Per un futuro garantito, ora!
Principi, obiettivi, progetti

lunedi 21 Marzo a partire dalle ore 16,30 presso la Sala Consiliare del Municipio VIII in Via Benedetto Croce, 50  ci sarà un importante appuntamento per conoscere, comprendere e confrontarci sulla nuova legge del “Dopo di noi” approvata alla Camera dei Deputati.
Organizzato dal nostro Municipio, dopo i saluti del Presidente Andrea Catarci e la presentazione del Presidente del Consiglio Umberto Sposato, parleremo con Ileana Argentin, prima firmataria della legge, con Antonio Vannisanti della Segreteria dell’Assessorato alle PoliticheSociali della Regione Lazio e Concetta Cocucci Responsabile dei nostri Servizi di Residenzialità.
Durante l’incontro sarà consegnato a Casa Nostra il dono delle Associazioni che hanno partecipato all’”Essspò del Sociale” municipale.

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Nuovo mercato del Parco: una partita difficile da giocare

Nuovo mercato del Parco: una partita difficile da giocare

Accorperà gli attuali mercati di Via Odescalchi e di Via Rosa Raimondi Garibaldi. Dovrebbe vedere la luce nella seconda metà del prossimo anno

Non so a quale sport si possa fare riferimento ma di certo sembra di giocare una partita con gli atleti schierati per conquistare la vittoria. Sì, perché unificare due mercati non è una missione facile.
E’ quanto l’Amministrazione municipale sta facendo da oltre un anno, cioè dal primo tavolo di confronto con gli operatori commerciali – tutt’altro che tranquillo – fino ai giorni nostri.
Ripensare il mercato rionale è necessario per rilanciare il settore, riqualificare e diversificare i prodotti, rivedere i modelli di gestione a partire dall’orario di vendita, rivitalizzandoli con l’innesto delle nuove tecnologie informatiche che consentono di accedere agli acquisti on-line.
Questo è il progetto per il nuovo Mercato del Parco che avrà sede in Via Guarnieri Carducci, sommando gli operatori che attualmente operano in Via Odescalchi e quelli di Via Rosa Raimondi Garibaldi. Una idea che nasce dal recupero di una zona centrale del Municipio, vicino alla Regione Lazio, dove è già sorto un importante parco pubblico attrezzato e gli orti urbani curati da Legambiente.
Fermi nell’impegno e nell’attenzione verso gli operatori del settore, siamo soddisfatti perché il tentativo di coordinamento politico-istituzionale ha dato i suoi risultati. Dai primi mesi dell’anno 2014 è stato istituito e condotto uno specifico tavolo di confronto che ha coinvolto i sindacati di categoria insieme agli operatori e gli uffici amministrativi municipali,  con l’obiettivo di arrivare ad una progettazione condivisa e fattibile nel rispetto delle procedure e con uno sguardo attento e sensibile nel costruire spazi confortevoli e idonei sia per i commercianti che per i cittadini.
Grazie a questo lavoro di coordinamento e concertazione, siamo riusciti come Amministrazione municipale ad interpretare la voglia di rinnovamento di una vera risorsa economica.
Questo perché al declino del settore che si registra, oggi è necessario contrapporre la visione futura di un luogo ritrovato dell’arte “mercatoria” che vuole essere ancora al servizio del cittadino.
Il Mercato del Parco sarà pronto nella seconda metà del 2016. Quella che sembrava solo una eterna promessa oggi sta diventando realtà.

Anna Rita Marocchi
Vicepresidente del Municipio VIII
e Assessora al Commercio

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 11 – Dicembre 2015

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Archeologia industriale nel quartiere Ostiense Smantellata la tramoggia Italgas Caricava il carbone nei forni

Archeologia industriale nel quartiere Ostiense Smantellata la tramoggia Italgas

Caricava il carbone nei forni

di Flavio Conia

Quando pensiamo ad un bene culturale solitamente ci viene in mente qualcosa di bello, esteticamente rilevante, qualcosa che abbia un valore artistico.
Raramente riusciamo ad andare aldilà della natura estetizzata del bene culturale, difficilmente consideriamo (o conosciamo) la vera definizione di “bene culturale” che va ad includere i beni che siano «testimonianze aventi valore di civiltà» (Dlgs 22/01/2004, n. 42 art. 2 comma 2).
Riportando questa definizione alla nostra vita quotidiana, al nostro vivere la città, possiamo spiegare queste semplici parole andando a prendere come esempio l’archeologia industriale dell’area Italgas nel quartiere Ostiense. Un’area ed un quartiere di grande fascino, sotto i riflettori del cinema, delle arti visive, della movida: ciò che ha smosso l’attenzione di tanti verso questo quartiere di Roma è sicuramente in modo primario la presenza del complesso di archeologia industriale che è composto dai gasometri e dal resto degli impianti presenti tra Via del Commercio e Via di Riva Ostiense. Orami simboli, elementi inconfondibili del paesaggio urbano, presenze importanti nello skyline cittadino, le tramogge, i forni e le strutture ad essi connesse segnano il passato ed il presente di una delle aree urbane più affascinanti di Roma. Passato e presente dunque, ma sul futuro chi può dirlo.
L’abbattimento di una tramoggia oramai pericolante presente nell’area limitrofa al fiume avvenuto nel mese di novembre deve riportare l’attenzione sul perché è un dovere di tutti vigilare perché l’archeologia industriale vada conservata e tutelata al meglio: una tramoggia non è bella, non è un quadro di Sironi, non è un Tiziano, ma è lo strumento più semplice che abbiamo per raccontare ai più giovani cosa voleva dire agli inizi del Novecento far nascere la Roma contemporanea, è il mezzo più diretto a nostra disposizione per dimostrare l’ingegno dell’uomo e la sua idea di sviluppo economico ed urbano.
Questi vecchi edifici parlano, raccontano storie che aprono a racconti antropologicamente fondamentali per comprendere la crescita sociale della popolazione di Roma, descrivono unitariamente, nel loro complesso, la manifestazione di una cittadella industriale (l’area Ostiense – Portuense) che stenta ad oggi a dimostrarsi unitariamente agli occhi dei cittadini.
Italgas ha in mano un patrimonio unico, che va valorizzato e messo a disposizione di tutti i cittadini e le cittadine, perché possa essere palese la passata vocazione di quest’area in modo da restituire il passato al futuro.
La ex Centrale elettrica Montemartini è l’esempio lampante della buona politica applicata agli spazi ex industriali: riunire in un unico sito, anche virtuale, anche attraverso politiche di corretta valorizzazione, l’attuale museo con l’area Italgas, i Mercati Generali, il complesso dell’Istituto Superiore Antincendi (splendidamente conservato), l’ex Miralanza, il Ponte di Ferro, il Teatro India sarebbe il modo corretto di ridare a Roma la dimensione di ciò che è stato questo territorio e come si è trasformato.
Ricostruire un legame, un filo rosso che sia guidato dalla valorizzazione dell’esistente, mirando ad informare, a potenziare il turismo locale, nazionale ed estero, andando a dare nuova anima ai luoghi, lasciandoli però liberi di raccontarci ciò che erano.
Difendere l’archeologia industriale significa parlare di lavoratori, di storie di fabbrica che non conosciamo abbastanza, racconti di Resistenza che rimangono taciuti. Il Gasometro è un bellissimo simbolo per Roma, ma prima di essere illuminato per la Notte Bianca è stato ben altro. Questa storia forse ci resta da raccontarla al meglio, finché siamo in tempo, fino a che non sarà tutto troppo pericolante, fino a quando non sarà tutto irrimediabilmente compromesso, com’è stato per la tramoggia di Riva Ostiense. Era testimonianza di civiltà, ma forse non abbastanza.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 11 – Dicembre 2015

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La consigliera municipale Floriana Delia lascia il PD

La consigliera municipale Floriana Delia lascia il PD

di Giancarlo Proietti

Floriana, hai deciso di lasciare il Partito democratico?
Sì, è stata una scelta maturata con profonde riflessioni e con molto dolore. Già da tempo avvertivo un forte disagio per la distanza fra la mia idea di sinistra e ciò che invece vedo rappresentato dal PD. Ci tengo, però, a ringraziare e salutare con profondo affetto gli amici e le compagne del Partito democratico per tutto quello che ho imparato in questi anni, per tutto quello che di bello abbiamo costruito e per il nostro lungo percorso che ha radici lontane. Molte delle scelte fatte in questi ultimi anni dal PD non rispondono più a quella che considero una sinistra progressista che mira alla costruzione di una società più equa, solidale e inclusiva.
Le scelte sul mercato del lavoro, sulla scuola e anche quelle istituzionali rispondono per me ad altro. Ad un modello di società che risponde a giudizi di valore che io non condivido.
floriana deliaQuale è stato il motivo per cui hai deciso di lasciare questa lunga esperienza proprio in questo momento?
Quanto è accaduto nella nostra città con Mafia Capitale e poi con lo scioglimento del Comune di Roma con le firme dal notaio, pur con tutte le contraddizioni e i limiti di quell’esperienza e nella piena legittimità delle scelte compiute, ha determinato un’ultima insanabile dissonanza con il Partito Democratico. Si tratta di una profonda ferita alla democrazia e alla credibilità delle Istituzioni.
E adesso che cosa pensi che accadrà?
Ho deciso di iniziare un nuovo viaggio “politico”, che comincia proprio da una scelta dolorosa e al tempo stesso pienamente consapevole. Ma, come dice una mia cara amica, le scelte non devono essere indolori, devono essere utili per andare avanti per la realizzazione delle proprie convinzioni.
E proprio da una scelta così difficile voglio cominciare questo viaggio per realizzare un unico obiettivo: la costruzione di un autorevole soggetto di sinistra, radicato nei territori,
anche e soprattutto nella nostra bella Roma; un soggetto nuovo che include e non esclude, che pone al centro della propria azione la realizzazione del benessere degli individui; che guarda ai lavoratori e alle lavoratrici come a delle preziose risorse su cui costruire una crescita equa e sostenibile, e che non li consideri solo dei fannulloni e dei corrotti; un soggetto politico che tuteli gli interessi dei lavoratori che perdono il lavoro o di quelli che non riescono a trovarlo o di quelli che lo hanno trovato ma rimangono precari a vita, senza ferie, malattie e diritti. Oggi per me il punto di partenza è rappresentato da Sinistra Italiana, il nuovo gruppo consiliare che con SEL abbiamo costruito anche nel Municipio VIII sull’esempio di quanto fatto in Parlamento.
Quindi si è già realizzato il nuovo soggetto politico?
No, decisamente no. Questo passaggio non deve e non può essere considerato un punto di arrivo, oltretutto siamo perfettamente consapevoli che il suo esito non è certo, né tantomeno ancora definito, dipende da quanto saremo in grado di essere davvero credibili. L’unica cosa chiara è che questo percorso, per essere convincente, dovrà essere aperto a tutti coloro che oggi sentono di voler costruire una nuova forza politica di sinistra. Non si può più rischiare di continuare ad illudere coloro i quali si avvicinano con entusiasmo alla partecipazione democratica attiva (come è accaduto con le primarie per Marino e poi con il voto per il Comune e l’esito finale cui abbiamo assistito) con metodi che poi calano dall’alto e in modo autoreferenziale le decisioni di questo o di quel politico di turno.
Si alimenterebbe ulteriormente la disaffezione nei confronti delle istituzioni democratiche e il fallimento, in questo caso, diventerebbe letale per la sinistra e per la democrazia.
Dobbiamo dimostrare di essere aperti e di costruire insieme qualcosa sui temi che prima ho descritto sinteticamente, basta con i giochetti. Ci sono persone che con entusiasmo e competenza sono pronte a dare contributi nuovi e impensabili, basta saper ascoltare e coinvolgere. Solo così si può vincere.
Sarà un viaggio lungo, che non finirà, ci tengo a sottolinearlo, con le elezioni amministrative di Roma, sarà bello ed entusiasmante e lo intraprendo impegnandomi con tutto quello in cui credo e tutta me stessa.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 11 – Dicembre 2015

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Presentato al Palladium il nuovo libro di Massimiliano Smeriglio

Presentato al Palladium il nuovo libro di Massimiliano Smeriglio

massimilianosmeriglioDomenica 13 dicembre, alle ore 10, è stato presentato al Teatro Palladium il libro “A fattor comune – visioni e buone pratiche per fare Sinistra”. Sul palco, insieme all’autore, erano presenti anche Alfredo D’Attore, Franco Giordano, Marta Bonafoni, Paola Natalicchio e Nichi Vendola.
E’ stata un’ occasione importante occasione di confronto sul nuovo cantiere che si è aperto a sinistra.
“Serve, infatti, un impegno collettivo per ridare dignità alla parola politica”, spiega Smeriglio dal palco, e continua, “Soprattutto servono nuove energie che sappiano mettere a “fattor comune” tutte le forze dell’alternativa.
Solo così si può costruire la Sinistra che vogliamo: pragmatica, radicale, pronta a misurarsi con la sfida del governo.”

www.bordeauxedizioni.it/?product=a-fattor-comune

www.massimilianosmeriglio.it/libro/

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 11 – Dicembre 2015

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XII Torneo di Calcio giovanile L. Petroselli

La Polisportiva “G. Castello, al fine di ricordare uno dei sindaci più amati della città e riaffermare i valori originari dello sport, organizza la manifestazione denominata “XII Torneo di Sport giovanile Luigi Petroselli”.

XII Torneo di Calcio giovanile “L. Petroselli”

Una autentica festa di sport e cultura popolare dal 21 al 29 dicembre
nel territorio del nostro Municipio. Organizzatori, la Polisportiva “G.Castello”

di Enzo D’Arcangelo

Presidente del Municipio Andrea CatarciLa Polisportiva “G. Castello, al fine di ricordare uno dei sindaci più amati della città e riaffermare i valori originari dello sport, organizza la manifestazione denominata “XII Torneo di Sport giovanile Luigi Petroselli”.
L’edizione 2015 del Torneo sarà in particolare dedicata a due temi di rilevante importanza. Il primo è quello di fornire ai giovani in età scolare momenti socializzanti, di incontro, di divertimento e di riflessione, per contrastare situazioni di disagio giovanile, come è nella tradizione di questo Torneo giunto alla sua dodicesima edizione; il secondo è quello di dedicare il Torneo, come già fatto nell’XI edizione del 2014, ai temi dell’intercultura e dell’integrazione, che vanno assumendo nella nostra società un peso sempre crescente.
L’edizione del 2015 si articolerà in diversi momenti e iniziative:

    1. Un Torneo di minicalcio, riservato ai giovanissimi atleti della scuolacalcio, nati negli anni 2005-2006,maschi e femmine, che si terrà il giorno21: vi parteciperanno anche giovani ragazzi segnalati dai servizi sociali del Municipio VIII, che la Polisportiva G. Castello accoglie a titolo gratuito ormai da due anni.

    2. Un Torneo di Calcio giovanile che vedrà, come è ormai tradizione, la partecipazione di 4 squadre della categoria “Giovanissimi” della FIGC (ragazzi nati nel 2001-2002), in età scolare, per affermare il diritto allo sport per tutti e ribadire come esso sia un mezzo determinante per combattere forme di disagio giovanile.
      Anche qui parteciperanno i giovani atleti segnalati dai servizi sociali. Il torneo è previsto per i giorni 22 e 23.

    3. Un Torneo di calcio amatoriale, per porre l’attenzione sui temi dell’intercultura e dell’integrazione, con squadre composte da rifugiati politici (Asinitas Calcio e Liberi Nantes), una squadra composta da ex detenuti (Atletico Diritti) e la squadra della Polisportiva G. Castello, per riaffermare i diritti civili di tutti quei cittadini
      costretti a cercare lontano dalla propria patria delle nuove possibilità di vita e di socialità. Si terrà nei giorni 27 e 28.

    4. Una manifestazione di atletica leggera con esibizioni e gare di 30 metri, salto in lungo da fermo e lancio del vortex, riservate a tutti i giovani in età 6-10 anni, maschi e femmine. La manifestazione si terrà il giorno 29.

    5. “Invito all’orientamento”: garaesibizione all’interno dell’impianto sportivo di Via Alessandro Severo di questa bellissima disciplina, da sempre una delle sezioni più prestigiose della Polisportiva, che unisce agli aspetti tecnico-sportivi la conoscenza del territorio e il rispetto dell’ambiente: appuntamento per il 29.

La manifestazione si svolgerà come sempre nell’impianto sportivo municipale sito in Via Alessandro Severo 209, nel territorio del Municipio, in concessione alla Polisportiva “G. Castello dal 1983. La manifestazione si svolgerà secondo il seguente calendario:

23 Dicembre 2015, h.15.00-19.00, Torneo di minicalcio, per i bambini/e della scuola calcio; 27-28 Dicembre 2015, h.15.00-19.00, Torneo di calcio giovanile (Categoria Giovanissimi);
29 Dicembre 2015, h.15.00-19.00, Gare promozionali di Atletica Leggera e Orientamento.
30 Dicembre 2015, h.15.00-20.00, Torneo di calcio amatoriale, con la partecipazione di squadre composte da rifugiati politici e da ex-detenuti;

La partecipazione a tutte le iniziative previste sarà gratuita per tutti i giovani, le loro famiglie e gli spettatori.
Alle gare promozionali di Atletica Leggera (30m, lungo da fermo e lancio del vortex) saranno invitati a partecipare tutti giovani presenti e i loro familiari, in quanto gare molto semplici, divertenti e di facile apprendimento. Allo stesso modo tutti i giovani e adulti potranno partecipare alla lezione di Orientamento e acquisire familiarità con le bussole, le lanterne, il punzone, il cronometro e la mappa topografica dell’impianto.
Saranno presenti alle diverse iniziative numerosi testimonial: dirigenti, tecnici, campioni e atleti di livello nazionale del passato e presente dello sport romano e laziale.
Il progetto della manifestazione è risultato vincitore dell’Avviso Pubblico del 27 ottobre 2015 del Municipio e quindi si avvarrà, oltre che del Patrocinio, anche di un significativo contributo del Municipio a parziale copertura delle spese della manifestazione.
Si invitano quindi tutti i giovani e i cittadini del Municipio VIII a presenziare in modo attivo a tutte le iniziative previste dalla manifestazione.

gcastellocalcio.it/

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 11 – Dicembre 2015

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Sabato 12 Dicembre presso la sede del Municipio VIII in Via Benedetto Croce 50

Carissimi amici,

Sabato 12 Dicembre presso la sede del Municipio VIII in Via Benedetto Croce 50, dalle ore 9,30 qalle ore 13,30 si terrà il primo “Expò del Sociale”.
Una vera e propria festa in cui le Associazioni, Cooperative e Comitati esporranno e offriranno, dietro un contributo volontario il loro materiale e pubblicizzeranno le loro attività. Sarà un vero e proprio Expò della solidarietà aperto a tutta la cittadinanza, alle famiglie, senza limiti di età…

Inoltre all’interno della Sala Consiliare, a dati orari, si susseguiranno spettacoli, proiezioni e rappresentazioni tenuti dai ragazzi seguiti dai nostri servizi sociali: vi assicuro che vale la pena di assistere e partecipare.

Quello che vi chiedo non è solo di essere presenti ma anche di diffondere tra tutti i vostri amici e conoscenti affinchè siano coinvolti in questo evento, che non riguarda più solo gli addetti ai lavori ma tutti i cittadini e le famiglie del nostro territorio.

Una parte dei contributi volontari sarà destinata alle attività della nostra Casa Famiglia di Via Ballarin.
Il successo dell’iniziativa dipende dalla convinzione e dalla volontà di sentirsi coinvolti personalmente in questa avventura di solidarietà e di condivisione sociale e umana.

Cordiali Saluti
L’Assessore
Dino Gasparri

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Edificazione I60 Grottaperfetta: dal “peccato originale”all’oggi

Edificazione I60 Grottaperfetta: dal “peccato originale”all’oggi

Il Municipio per la tutela del territorio, dell’interesse collettivo e della legalità

Cos’è l’ “I60”?

Il Programma di Trasformazione Urbanistica denominato I60 ha un valore economico superiore al miliardo di euro e prevede la costruzione di 32 edifici con altezze fino a sette piani, per complessivi 400.000 metri cubi, concentrati in circa 23 ettari di terreno, tra Via di Grottaperfetta, Viale Ballarin e Via Berto. Tale imponente operazione, affidata a quel Consorzio Grottaperfetta composto da 28 medi e grandi costruttori romani, proviene dal Piano Regolatore Generale degli anni ’60, che consentiva la realizzazione di 180.000 mc.
A questi si sono poi aggiunti ulteriori 220.000 mc provenienti dall’istituto delle ‘compensazioni’, voluto ed applicato dall’ex Giunta Veltroni, al tempo della vittoria ambientalista che ha impedito di sommergere di cemento la Tenuta di Tormarancia.

Il ‘peccato originale’ e la tutela del territorio

Il peccato originale, ineludibile, sta proprio qui: nell’intenzione di realizzare un’edificazione enorme, oltre il doppio di quella originaria, all’interno di un’area evidentemente inadeguata.
Da ciò deriva la necessità di ottenere uno sfruttamento oltremodo intensivo dell’area che, viste le limitazioni d’altezza imposte agli edifici, si traduce nella propensione ad estendere le superfici edificabili ignorando la tutela esistente. Oggetto della tutela sono i Beni Ambientali (il Fosso delle Tre Fontane) e quelli Storici e Paesaggistici (i sei antichi Casali vincolati e gli imponenti ritrovamenti archeologici) compresa una villa romana ora ricoperta, sulla quale è prevista, tra l’altro, la realizzazione di strade e parcheggi, per il reperimento degli standard urbanistici previsti per legge. In breve, per consentire la costruzione della sproporzionata volumetria e quindi di tutti e 32 i palazzi si tende a superare (distruggendo) i vincoli naturali.

Le stranezze e l’intervento del Municipio

Così si susseguono le stranezze: del Fosso si nega persino l’esistenza, con tanto di dichiarazioni ufficiali di dirigenti comunali che ne attestano il presunto seppellimento, fatto di cui non c’è traccia documentale, anzi smentito completamente da tanti e in particolare dall’Aeronautica Militare.
I Casali si ‘suicidano’, decidendo di venir giù tutti insieme in una calda estate romana; i ritrovamenti archeologici vengono derubricati con poche risibili prescrizioni. Tutto sembra filare come da copione, con i primi palazzi a vedere la luce e le proteste isolate di Municipio e cittadini a sottolineare l’eccessivo impatto di quello che è il più grande cantiere aperto dentro il Gra. Poi, a febbraio 2014, l’intervento di sequestro dell’area (con cui il Municipio blocca, in flagranza, l’azione illegale di cancellazione del Fosso), muta rapidamente il contesto. A stretto giro si susseguono: l’apertura di un’indagine della Corte dei Conti e della Procura di Roma, ancora in corso, con indagati in quest’ultima tre dirigenti comunali e tre esponenti del Consorzio; l’apposizione del divieto di edificare per 50 metri dalle preesistenze dei Casali ‘sgretolati’, da parte della Soprintendenza comunale; l’azione del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, che sul patrimonio archeologico ha imposto tutele più significative di quelle primitivamente adottate e sul Fosso ha ribadito a più riprese – e definitivamente il 14 luglio 2015 – l’esistenza di una serie di vincoli, tra cui quello paesaggistico, che comporta una fascia di assoluta inedificabilità di 150 metri.
Relativamente al Fosso delle Tre Fontane, quello del Mibact (il Ministero dei Beni e le Attività culturali e il Turismo) è solo l’ultimo dei pronunciamenti scritti e inequivocabili di autorevoli soggetti. Se il Fosso fosse stato davvero seppellito nel 1980 sotto Viale Ballarin, come sostengono il Consorzio Grottaperfetta e l’Assessore comunale alla Trasformazione Urbana, Giovanni Caudo, avrebbero scritto il falso, nell’ordine, l’Autorità di Bacino del Tevere, l’Area Difesa Suolo della Regione Lazio, la Giunta Regionale del Lazio, l’Aeronautica Militare e la Polizia Giudizia: ovvero tutti gli Enti che hanno sottoscritto, documentato e ribadito l’esistenza ininterrotta dello storico Fosso delle Tre Fontane.
Non solo. Avrebbe mentito anche il tecnico incaricato di individuare con professionale strumentazione topograficale parti di proprietà demaniale del corso d’acqua, che nella relazione giurata in Tribunale, ne ha evidenziato il passaggio nell’area di cantiere e non al suo esterno. Inoltre, qualora il Fosso non esistesse più da 35 anni, perché mai il Consorzio Grottaperfetta intendeva pagare quasi 300.000 euro per ‘sdemanializzarlo’.
Perché il Demanio ha rifiutato l’offerta, riaffermando la propria autorità sul Fosso?

Lo scontro con il Campidoglio

L’intervento in argomento, benché datato nel tempo, si sta concretizzando attualmente, sotto la responsabilità della Giunta Marino, con l’inizio dei lavori per le opere di urbanizzazione risalente al 2013 e con il rilascio dei primi Permessi a Costruire nel 2014. Sul ruolo dell’attuale compagine alla guida del Campidoglio si sono dovute registrare altre note spiacevoli e dolenti. Nel merito, ai rilievi ed alle azioni intraprese dal Municipio nella sua attività di vigilanza sul corretto sviluppo del territorio, l’Assessore comunale Caudo ha sempre replicato, negando qualunque irregolarità e rassicurando i costruttori.
Allo stesso modo le richieste mirate ad ottenere una riduzione dei palazzi, al fine di garantire la tutela dei Beni ed a ricondurre il Programma nella legalità, si sono scontrate con un atteggiamento di ferma ostilità del Campidoglio. Si ricordano, al proposito, due episodi significativi. Il primo risale a febbraio 2014, quando Caudo convoca i tecnici municipali, all’indomani del loro accertamento di opere abusive di reinterro, interferendo con l’attività di vigilanza. Il secondo è di inizio settembre 2015 quando, dinanzi al Tar chiamato a pronunciarsi per la terza volta – dopo aver rigettato le prime due – sulla richiesta di sospendere il provvedimento municipale di ripristino dell’alveo del Fosso e della vegetazione circostante, il Consorzio Grottaperfetta utilizza come ‘motivi aggiunti’ alla base del nuovo appello proprio alcune dichiarazioni pubbliche  dell’Assessore, circa la surreale inesistenza del Fosso. La sospensione non è stata concessa neanche stavolta, ma l’Avvocatura comunale si è trovata in estremo imbarazzo a difendere la posizione schizofrenica dell’Amministrazione: Municipio impegnato nella tutela del territorio e Assessore comunale palesemente dall’altra parte! In mezzo ai due fatti, appunto, parole, scritti e prese di posizione ripetute sulla regolarità dell’edificazione in corso e sull’inesistenza di un Fosso su cui un po’ tutti (ripeto, Mibact, Autorità di Bacino del Tevere, Area Difesa Suolo della Regione Lazio, Giunta Regionale del Lazio, Aeronautica Militare, Polizia Giudiziaria, Tecnico incaricato della perizia, Demanio, Municipio) per Caudo avrebbero preso abbagli.

Un epilogo ancora da scrivere

L’epilogo della vicenda è ancora tutto da scrivere, con un Municipio tenace che non si arrende a vedere maltrattato il territorio, calpestato l’interesse collettivo, infranta la legalità nel modo peggiore, cioè esonerando da essa i potenti. Un Municipio che, pur restando interdetto a fronte del silenzio del Sindaco Marino e delle posizioni dell’Assessore Caudo, non si ferma nella sua azione.
Un Municipio che non si piega a veder accreditata una realtà ‘di plastica’ come vera, in beffa a documenti lampanti ed incontestabili. Un Municipio che non si spaventa di fronte alle diffide minacciose delle decine di avvocati impiegati a difesa
dell’interesse imprenditoriale. Per giocare la partita fino in fondo, però, oltre alla ragione che già c’è, serve che si manifesti, ancora in dosi maggiori che non nel passato, la vicinanza e l’impegno costante e competente di quel mondo di comitati e cittadini che già tanta iniziativa hanno prodotto sulla questione ‘I60?. Insieme si può.

Andrea Catarci

www.stop-i60.org

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 11 – Ottobre 2015

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Alla Circonvallazione Ostiense senzatetto ripuliscono strade e giardini

Alla Circonvallazione Ostiense senzatetto ripuliscono strade e giardini

di Ilaria Proietti

La vita ha deciso di buttarli sulla strada. Trascorrevano le giornate senza fare nulla, ogni giorno era uguale a quello precedente, poi, qualcosa è cambiato.
E’ bastata una semplice iniziativa per migliorare tutto.
Vi sarà capitato molte volte di leggere interviste di politici, attori, atleti, personaggi illustri di qualsiasi categoria. Questa è un’intervista un po’ diversa, i nostri protagonisti sono
infatti dei semplici, e simpatici senza tetto.
Passeggiando per la Circonvallazione Ostiense, all’altezza del mercato rionale, forse vi sarà capitato di vederli chiacchierare su una panchina, in un giardinetto che così pulito non si vedeva da almeno 20 anni.
Già, così pulito perché ad occuparsene ora sono proprio loro. Ma da cosa è nato tutto? Ce lo spiegano così.
– “Ciao, sono una ragazza che scrive per il giornalino Cara Garbatella, lo conoscete?
Sulla panchina sono seduti due uomini e una donna, dietro di me un altro uomo che ha appena finito di gustarsi uno yogurt. I tre sulla panchina guardano il giornale che gli porgo.
– “Sì sì lo conosciamo!” – “Posso farvi qualche domanda per raccontare della vostra nuova iniziativa?
Sorridono e annuiscono, poggiando comodi la schiena sulla panchina pronti per iniziare. Quando sto per fare la prima domanda il signore seduto al centro ci tiene a precisare: “Aspetta, io però sono solo un loro amico! Non pulisco, vengo qui per chiacchierare!” E dopo la perla di onestà ho potuto iniziare l’intervista.
– “Mi raccontate la vostra storia?” – “Ti racconto dall’inizio alla fine! – risponde il più giovane del gruppo – Eravamo qui anni fa, senza tetto, senza niente. Un giorno è arrivata una persona che ha dettoSentite, fate questo lavoro, e la gente vi pagherà”. Ed è la verità, 10/15 euro li guadagniamo sicuro. Ci ha aiutato a comprare il rastrello, la scopa, le buste per raccogliere la sporcizia. E’ cosi che abbiamo iniziato.
Questa persona di cui ci parlano, e a cui devono molto, è il signor Mario.
Che vive da molti anni alla Garbatella. L’idea l’ha avuta proprio questo Agosto con un suo amico.
Spesso passeggiando per i giardini della Circonvallazione pensava a quanto fosse brutto vedere il suo quartiere così sporco e abbandonato a se stesso. I cittadini si lamentano sempre ma in fin dei conti poi, non fanno niente per risolvere le situazioni.
Lui ha invece deciso di chiedere ai senza tetto che da anni si trovavano lì senza fare nulla, di dare una mano, di aiutare a pulire, che sarebbero stati sicuramente ripagati. All’inizio non è stato facile, quando poi andando avanti i risultati erano sempre più evidenti, la gente ha cominciato a conoscerli, a ringraziarli. Chi viene dall’estero spesso, anche se non ce ne accorgiamo, può diventare una grande risorsa per il nostro Paese.
Ma continuiamo con le domande ai nostri protagonisti.
-“Chi passa e vi guarda cosa pensa di voi?” -“La gente è felice. Soprattutto le persone anziane ci ringraziano sempre. L’altro giorno una signora mi ha fermato e mi ha detto” “Vivo qui da 52 anni, non avevo mai visto così pulito questo posto”.
-“Perché lo fate?
-“Per il nostro bene, perché un altro lavoro non si trova. E anche per non fare del male a nessuno, come rubare. Spesso chi non ha lavoro si ritrova a rubare. E’ brutto che le persone debbano vivere con la paura. Che ogni volta che si esce di casa si debba chiudere tutto con mille chiavi. Così non è una casa, ma un recinto.
-“E’ cambiata la vostra vita con questa nuova occupazione?
-“Si certo, ora non dobbiamo pregare nessuno per farci dare 20 centesimi. Guadagniamo quello che ci basta per mangiare, per qualche sigaretta. Dipende tutto dagli altri, da chi decide di darci una mano. E poi dobbiamo ringraziare lui, Mario, che ha pensato e organizzato tutto.
-“Avete un sogno?” -“Stare tranquilli e lavorare. Tornare a casa normalmente, sarebbe un sogno davvero.
-“Avete paura di qualcosa?” -“No, di cosa dobbiamo avere paura? Noi non tocchiamo nessuno e nessuno tocca noi. Paura solo di Dio, quando ti prende ti prende, non sai quando, questa è la verità. L’importante è essere felici e andare avanti con la vita.
-“E voi siete felici?” Dopo un po’ di esitazione, fanno un cenno con la testa del tipo, così così. Ho risposto io per loro: “Diciamo che potrebbe andare meglio?
-“Potrebbe! Ogni giorno bisogna migliorare!
E forse proprio questo lavoro potrebbe essere un nuovo inizio, il punto da cui partire per migliorare. Dopo aver passato un’altra oretta con loro, che mi hanno raccontato di quanto astio avessero verso la politica, verso un governo che non fa niente per aiutare né gli italiani né chi cerca aiuto da altri paesi, gli ho dato un grosso in bocca al lupo. E ho promesso di portare loro il nostro Cara Garbatella non appena fosse uscito.
Vorrei spendere due righe per un piccolo appello: loro sono lì, aiutano noi ad avere un quartiere vivibile.
Aiutiamo anche noi loro come possiamo.
Spesso chi non ha niente si accontenta davvero di poco, qualcosa da mangiare, un pacchetto di sigarette, qualche vestito o due soldi. “Fare del bene, porta del bene”, direbbe il signor Mario.

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Nasce un movimento volontario di decoro urbano: il Retake Roma

Nasce un movimento volontario di decoro urbano: il Retake Roma

di Irene Iodice
Siamo andati a parlare con Simone (il referente del sottogruppo Garbatella-S.Paolo) per farci spiegare un po’ gli obiettivi di questa associazione: il loro intento è quello di fermare il degrado che sta investendo Roma ripulendo le sue strade, i suoi muri, i suoi giardini da rifiuti, affissioni abusive, tag e atti vandalici. Allo stesso tempo supportano e difendono le vere opere di Street Art, invogliando gli artisti di talento a promuovere il loro lavoro in luoghi pubblici ma in maniera legale, perché “l’arte è la medicina del degrado”.
Un bellissimo esempio di questa teoria è il Murales alla Metro Garbatella, realizzato da Gaia, un artista americano che ha partecipato anche al progetto Big City Life a Tormarancia.
Ma come è possibile aiutare o entrare a far parte di questo gruppo? Basta andare su Facebook, sulla pagina “Retake Roma” o sul sito www.retakeroma.com per partecipare agli eventi organizzati (spesso anche con il supporto della Linea Decoro AMA e del Nucleo Decoro Roma Capitale) o per proporre voi stessi un posto che secondo voi andrebbe sistemato. Il tutto con il motto: “Clean up, Speak up, Wake up” (pulire, dialogare, svegliarsi!). E’ importante infatti, per questa associazione, coinvolgere il cittadino che si è assuefatto ad una città sporca, sensibilizzandolo al senso civico e alla valorizzazione dei beni comuni.
E’ il momento di scendere in strada e dare una mano a queste persone!

www.facebook.com/retake_roma

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Street food grande successo 60 cucine itineranti nelle nostre strade

Street food grande successo 60 cucine itineranti nelle nostre strade

Ha avuto una grande affermazione l’edizione denominata  “street food” organizzata alla Garbatella dall’otto all’undici ottobre. Oltre 60 banchetti e food truck (cibo sui camioncini), dove è stato possibile degustare molte diverse tipologie di cibo di strada ormai divenuto un fenomeno mondiale.
Da Via Passino a Piazza Damiano Sauli, risalendo Via De Jacobis fino ai giardini davanti alla Parrocchia di san Filippo Neri, sin dal primo pomeriggio di giovedì 8 ottobre un’infinità di persone hanno potuto degustare cibi caratteristici di molte regioni italiane e cibi internazionali. Dalla bombetta pugliese, all’arrosticino abruzzese, cibo di strada greco, paella, pizza e mortadella, tanta varietà per tutti gusti. Non solo cibo, ma anche attività per bambini, e incontri dove si è parlato di cibo e workshop con esperti dell’università di Roma Tre e della milanese La Bicocca.
Nota dolente il tempo. Un calo visibile di visitatori si è avuto nella serata di venerdì e per tutta la giornata di sabato a causa della pioggia incessante caduta su tutta Roma, ma nonostante questo la manifestazione ha avuto un’ottima riuscita. Per tutta la giornata di domenica, tornato il bel tempo, si è vista un’affluenza straordinaria di persone, e un traffico caotico dalla Circonvallazione Ostiense fino alla regione Lazio causando anche qualche problema ai residenti.
E’ stata una vera e propria festa, per la gioia anche dei ristoratori stanziali del nostro territorio che per quattro giorni hanno fatto registrare il tutto esaurito. La Manifestazione è stata organizzata da Sarti del Gusto, che è un team di professionisti che opera nel mondo degli eventi enogastronomici, all’Associazione Compagnia della Terra Alta, in collaborazione con la Presidenza dell’Assemblea Capitolina e col patrocinio di Regione Lazio, Assessorato Roma Produttiva e Municipio Roma VIII.

(G.P)

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Al centro musicale “Controtempo” corsi gratuiti per i ragazzi

Presso lo studio “Adelante” di Via Ignazio Persico grazie alla legge 285 del 1997 centinaia di giovani si aggregano intorno a questo progetto

Al centro musicale “Controtempo” corsi gratuiti per i ragazzi

di Alessio Ferucci
coordinatore centro musicale Controtempo

Aperto dall’inizio del 2011, il Centro Musicale del Municipio Roma VIII “Controtempo”, nel corso degli anni è stato attraversato da centinaia di giovani e adolescenti di tutto il Municipio.
Realizzato con il Fondo Nazionale per l’infanzia e l’adolescenza (legge 285 del 1997), i ragazzi e le ragazze con un’età compresa tra 10 e 18 anni, hanno la possibilità di frequentare i corsi di musica e di utilizzare la sala prove tutti i giorni, dalle 15 in poi, in maniera assolutamente gratuita.
Controtempo svolge la sua attività presso lo studio Adelante, in via Ignazio Persico, 2, nel cuore della Garbatella, ed è gestito dalla Cooperativa Sociale Eureka I onlus.
Le due sale presenti all’interno, perfettamente insonorizzate, consentono alle giovani band di suonare utilizzando tutto il materiale necessario e permettono di svolgere le lezioni di musica in un ambiente comodo e confortevole.
Non è una scuola di musica vera e propria, ovvero, non è solo una scuola di musica. Controtempo, nel corso degli anni, è diventato un luogo aperto, attraversato da tantissimi giovani, un luogo in grado di produrre percorsi di identità collettiva e di scambio sociale, rispettoso delle differenze di genere e culturali. Un vero e proprio punto di riferimento per i più giovani, un luogo in cui poter suonare, imparare e conoscersi.
Quotidianamente decine di ragazzi e ragazze partecipano alle lezioni di musica (chitarra, pianoforte, batteria, basso elettrico e canto) ed hanno la possibilità di utilizzare una sala prove completa di batteria, amplificatori, tastiere e impianto voci.
Grazie a questo progetto, sostenuto fortemente dal Municipio Roma VIII, tanti giovani hanno avuto la possibilità di avvicinarsi alla musica, studiarla e suonarla. E proprio attraverso la musica, sono nate, nel corso degli anni, relazioni, amicizie, progetti e gruppi musicali.
Più in generale, possiamo dire che tutte le attività di Controtempo sono incentrate fortemente sulle pratiche collettive. Tutta l’equipe del Centro Musicale, sia gli insegnanti che tutto il resto del personale, è assolutamente convinta che le abilità musicali di base si acquisiscano molto più facilmente suonando insieme agli altri.
L’ascolto, lo sviluppo dell’orecchio musicale, la capacità di andare “a tempo” , il senso dello spazio sonoro hanno bisogno di essere da subito praticate collettivamente per essere apprese.
Molta importanza viene data, perciò, alla socializzazione e al “clima” che si crea nei locali del Centro.
Per questo motivo, sottolineano gli operatori, una delle attività principali che viene proposta a tutti i ragazzi e le ragazze è la partecipazione al laboratorio di musica d’insieme.
La partecipazione ai laboratori diventa fondamentale sia per la relazione ed il confronto con gli altri, sia per l’esperienza musicale individuale.
Confrontarsi con gli altri, decidere i brani da eseguire, mettere in pratica quanto appreso durante le lezioni, suonare insieme sotto la guida degli insegnanti, è il momento più piacevole e divertente per tutti gli allievi.
Durante il laboratorio, viene sempre privilegiato l’aspetto ludico, del divertimento, più che quello “accademico”.
Il clima che si crea all’interno del laboratorio privilegia il “comune”, la condivisione con gli altri piuttosto che il percorso individuale, come spesso possono diventare le lezioni.
Tutti gli allievi hanno la possibilità di partecipare al laboratorio; non è necessario essere musicisti esperti. Fare musica insieme diventa lo strumento metodologico del Centro Musicale. L’evento musicale, realizzato da un insieme di ragazzi e ragazze e opportunamente progettato tenendo conto dei differenti livelli musicali raggiunti. In questo modo si da la possibilità a tutti e tutte di partecipare a prescindere dal livello di competenza strumentale raggiunto.
Operando in questo modo, tutti gli allievi, alla fine dell’anno, hanno la possibilità di partecipare al saggio conclusivo che si svolge all’interno della festa per la cultura, organizzata a Garbatella dall’associazione culturale Controchiave.
E così la giornata del saggio conclusivo diventa il giorno più atteso. Un palco tutto per loro, una vera amplificazione e un numeroso pubblico pronto ad ascoltarli, fanno di quella giornata un evento straordinario.
Una festa della musica all’interno della festa per la cultura. Un susseguirsi di giovani musicisti sul palco, indipendentemente dal livello raggiunto, contenti di stare in quel posto insieme, stanno li a dimostrare come la musica possa avere, ancora una volta, un valore fortemente sociale; la musica accessibile a tutti e tutte diventa lo strumento per crescere, conoscere ed imparare.

nu.eurekaprimo.it/index.php/servizi-territorio/centro-musicale-controtempo
www.controchiave.it/

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Disordine nelle aree di sosta alla stazione Ostiense Gli ex parcheggi di “Italo” utilizzati dagli abusivi

Disordine nelle aree di sosta alla stazione Ostiense

Gli ex parcheggi di “Italo” utilizzati dagli abusivi

Gli abitanti di Ostiense e della Garbatella più vicini alla Stazione ferroviaria Ostiense sono molto preoccupati per la recente decisione della NTV di chiudere il presidio del treno Italo ad Ostiense. Il famoso cancello oggetto di dispute tre anni fa con la Rete ferroviaria italiana è rimasto aperto, il piccolo parcheggio di Italo attiguo all’accesso al sottopassaggio che fa accedere alla Stazione ferroviaria ed alla Metro B è stato abbandonato ed è preda di automobilisti che entrano contromano e parcheggiano addirittura vicino all’ingresso ai binari. La cura delle piante che si trovano attorno all’ingresso del sottopassaggio ferroviario è stata abbandonata, l’area pedonale viene usata a dir poco impropriamente (parcheggi personali), senza che qualcuno sanzioni questi comportamenti.
Anche le auto per così dire “parcheggiate correttamente” in quel parcheggio non si capisce a quale titolo siano lì, visto che l’ingresso del parcheggio è delimitato da una sbarra che già qualcuno sta tentando di rompere. Le nostre lamentele già di diversi mesi fa presso il Municipio Roma VIII sono state condivise dal Presidente Catarci e girate alla Polizia Municipale, ma senza alcun esito. La situazione con l’addio del treno Italo fa temere il peggio.
Mi rivolgo quindi al Presidente della Regione Zingaretti (sapendo che a suo tempo è stato uno dei principali artefici dell’avvento sia di Eataly che del treno Italo nell’ex Terminal Ostiense e della bonifica dell’intera zona) ed al Sindaco Marino, sperando che possano entrambi interessarsi alla questione e favorire un diverso uso sia dei locali sia del parcheggio, anche in vista dell’ormai vicino Giubileo, perché crediamo che l’unico sistema per eliminare alla radice il degrado sia farli vivere di nuovo con una diversa utilizzazione.
Altro argomento purtroppo sempre di attualità è l’uso smodato dell’impianto di amplificazione sonora utilizzato all’interno e sui binari della Stazione Ostiense che allieta dalle 6 del mattino fino all’ora di andare a dormire chi abita in Via Pellegrino Matteucci ed in Via Benzoni ed i palazzi che si affacciano su Piazzale 12 ottobre 1492. Di sicuro non è possibile affrontare l’avvento del Giubileo nelle attuali condizioni, chi esce dalla Stazione Ostiense lato sud non può avere un impatto così negativo con la nostra città.

Fulvio De Pascale
per l’Associazione Insieme per Ostiense

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Dalla Garbatella a Miss Universo

Dalla Garbatella a Miss Universo

La partecipazione di Roberta la parrucchiera di Via Badoero al casting del prestigioso evento internazionale

Dopo un rigoroso casting tour che si è svolto in tutta Italia per circa due mesi, si è finalmente tenuta la finale nazionale di Miss UniverseItaly. Un grande successo che ha visto la partecipazione di tantissime ragazze animate dal desiderio di indossare l’ambita fascia, che rappresenterà l’Italia alla convention.
Le partecipanti, provenienti da tutta Italia, sono state accuratamente selezionate dalla stessa Giuria nell’arco di 8 tappe in diverse città Italiane. Per quanto riguarda la tappa romana, le candidate, sono state preparate per l’occasione da un team del quale ha fatto parte a pieno merito una nostra rappresentante, la parrucchiera Roberta. Le acconciature e i tagli d’ispirazione (siano capelli lunghi con la frangia corta, siano trecce e i capelli lunghi stile hippie, naturali e sciolti da portare con la riga al centro, giocando con il volume sulla testa e i capelli ben aderenti ai lati o decorando lo chignon con ciocche e fili colorati)sortiti dalle sue mani e dalle sue idee, hanno definito, come si può notare dalle foto, il look delle ragazze candidate. Roberta, da anni una delle sponsor del nostro giornale, è rinomata per la sua capacità innovativa tra i professionisti del nostro quartiere.
Il concorso di Miss Universo è nato in California nel 1952 ed è il concorso di bellezza più prestigioso e famoso al mondo. Ogni anno il concorso è puntualmente uno degli eventi televisivi più seguiti, con un’audience stimata di 900 milioni di spettatori in circa 90 paesi. Nonostante l’apparente banalità, il ruolo di Miss Universo è legato soprattutto alla beneficenza. L’organizzazione del concorso supporta diverse cause sociali, quale ad esempio la lotta contro l’AIDS.

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Teatro Ambra: “Marino e la Grande corsa” Presentato il libro di Gianluca Peciola

Teatro Ambra: “Marino e la Grande corsa” Presentato il libro di Gianluca Peciola

La presentazione del libro di Gianluca Peciola, “Il Sindaco Marino e la grande corsa”, il 22 settembre scorso al Teatro Ambra di Garbatella, è stata un’occasione di dibattito sul futuro della Sinistra a Roma e nel Paese.
Gianluca, eletto Consigliere dell’Assemblea Capitolina, tra l’altro con molti voti degli elettori del nostro quartiere, capogruppo di Sel, dopo due anni e mezzo circa di legislatura, ha voluto condividere questa esperienza, raccontando le trame politiche, gli scontri di potere, le difficoltà nell’affrontare il governo di una città complessa come Roma.
L’autore si chiede cosa è accaduto dal 2013 all’estate 2015 alla giunta Marino? Quali i comportamenti, le contraddizioni, le scelte radicali e i dietro front del Sindaco. Quale il ruolo del Partito democratico che alla fine di luglio del 2015 ha deciso di commissariare Roma con una giunta monocolore, incurante delle scelte degli elettori che avevano votato a grande maggioranza per una coalizione che vedeva alleati Pd e Sel per il governo della città? Il tutto raccontato da chi ha vissuto in prima persona tutte le fasi dell’amministrazione della città accanto a un Sindaco spesso isolato. Ignazio Marino che, all’inizio del suo mandato, è stato proposto come argine all’antipolitica, per la sua estraneità ai giochi di potere interni al Partito democratico romano; poi è stato definito un “sindaco onesto” per la gestione della difficilissima fase dell’inchiesta di Mafia Capitale e infine “sindaco inefficiente”, delegittimato più volte in pubblico dal premier Matteo Renzi. Marino si è trovato spesso a correre da solo costretto da altri ma anche per sua scelta. In una sala gremita di persone hanno preso parte alla presentazione Stefano Fassina, Massimiliano Smeriglio e Nichi Vendola, i quali, prendendo spunto dal libro di Peciola, hanno tentato di ricomporre il quadro frammentato e complesso della disastrata scena politica romana, con qualche importante valutazione sul “che fare”. Anzitutto Marino. Si è partiti dal suo riformismo senza popolo, dal fatto che egli ha sì rotto gli automatismi consociativi e clientelari del partito degli affari romani, ma lo ha fatto senza una visione complessiva della città, senza una sensibilità per le periferie e per i lavoratori, senza creare un nuovo blocco sociale su cui far leva. Lo ha fatto con l’atteggiamento professionale del chirurgo che isola il problema e amputa la cancrena insieme a uno staff ristretto di specialisti. Ma questa analisi ormai “storicizzata” è stata anche contestualizzata rispetto a due fondamentali fattori esterni di condizionamento, il cancro di Mafia Capitale e la peste delle politiche di austerity. Il libro offre un ottimo contributo di riflessione non soltanto sulle questioni romane, ma si interroga su quale futuro e con quali alleanze si costruisce il futuro del nostro Paese.

(G.P.)

www.iacobellieditore.it/catalogo/il-sindaco-marino-e-la-grande-corsa/

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Garbatella History Camp | Volontari al Parco Giovannipoli

“Garbatella History Camp” Volontari al Parco Giovannipoli

Un campo internazionale come strumento di promozione culturale delle risorse archeologiche di Roma

“In principio c’erano un francese, un armeno e una ragazza della Garbatella…”. Lo so, sembra l’inizio di una barzelletta nemmeno troppo originale, invece è la conclusione di una storia cominciata circa un anno fa, durante una pausa dal consueto lavoro di manutenzione del parco Serafini o di Commodilla, adottato dagli attivisti del Comitato Parco Giovannipoli. La mia amica Katiuscia (Presidente del Comitato) ed io eravamo seduti su una panchina per rilassarci qualche momento prima di riprendere a lavorare insieme agli altri volontari e lei – che in effetti non si rilasserebbe nemmeno sotto anestesia totale – mi raccontò di una sua idea per riqualificare l’area archeologica del parco, quella che si trova in alto proprio a ridosso del muro di cinta: organizzare un campo internazionale di volontariato con ragazzi e ragazze provenienti da tutto il mondo.
Marcello ConteUn’idea fantastica, pensai, ed ero certo che Katiuscia ci sarebbe riuscita, perché è una ragazza determinata che non si scoraggia e va avanti nonostante le difficoltà e lo scarso sostegno cui l’ha abituata il Comune di Roma da quando circa tre anni fa ha cominciato, con gli altri volontari del Comitato, ad occuparsi del parco; ma questa è un’altra storia. Oggi mi va di scrivere solo di cose belle e positive, ho voglia di raccontarvi la storia di un gruppo di persone che si adoperano per salvaguardare un bene comune, convinte che il degrado si combatta creando socialità e momenti di aggregazione e non solo raccogliendo cartacce da terra. Voglio raccontare la storia di un gruppo di persone che ha aggiunto un nuovo e prolifico nodo alla rete delle tante realtà che da anni operano sul nostro territorio, proprio nell’ottica della cooperazione e della lotta al degrado sociale.
Katiuscia Eroe pensò al Garbatella History Camp per caso, seduta su una panchina del parco per riposarsi un po’ e oggi il tempo di sedersi a riposare non lo trova perché quella che era solo un’idea si è concretizzata – grazie anche al supporto del Presidente Catarci e della Giunta Municipale – ed è già operativa dallo scorso mese di luglio.
Il Campo di volontariato internazionale, oltre al patrocinio e al sostegno logistico del Municipio VIII, alla collaborazione di Legambiente e alla supervisione della Sovrintendenza
Capitolina, ha potuto contare sul supporto di tutte le realtà territoriali – cominciando dal Villetta Social Lab – per raccogliere i fondi necessari al mantenimento dei quindici volontari.
“L’obiettivo del campo è semplice – e se lo dice la combattiva Katiuscia potete stare sicuri che proprio semplice non è – vogliamo valorizzare le antiche mura romane presenti sulla collinetta dell’area verde, restituendo alla cittadinanza il punto turistico e culturale venuto alla luce dopo la riqualificazione del parco nel 2008. Un lavoro enorme che vogliamo arricchire con dei pannelli espositivi che spieghino la funzione originaria di questi resti”.
Le attività del campo saranno numerose, dalla pulizia dell’area, alla sistemazione della siepe e delle palizzate di legno, fino alla realizzazione di sette cartelli informativi multilingua che raccontino il luogo, ma anche i lavori di scavo e l’esperienza dell’History Camp. “I ragazzi e le ragazze che hanno partecipato al campo provengono da tutto il mondo…”, continua Katiuscia. “…
Corea, Francia, Messico, Armenia, Turchia, Russia e Ucraina e proprio in relazione agli ultimi due partecipanti credo che questo campo sia servito, nel nostro piccolo, a far parlare di pace questi ragazzi tra loro”. Il Comitato Parco Giovannipoli sta consegnando un nuovo modo di pensare la promozione sociale, culturale e archeologica della città di Roma agli amministratori. A quelli che saranno in grado di capirlo, ovviamente.

di Marcello Conte

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Enzo Gori lascia a Giorgia la sua storica pasticceria

Enzo Gori lascia a Giorgia la sua storica pasticceria

Enzo Goriquartiere. Questa volta però non troveremo le serrande abbassate come è accaduto a tantissime attività artigianali della nostra città, ma sarà una giovane ragazza a proseguire il percorso iniziato dalla famiglia Gori tantissimi anni fa.

Pasticceria & gelateria dal 1959 di Enzo Gori
Circonvallazione Ostiense 201
Negozio storico con DD. N°2475 del Comune di Roma
Enzo e Iolanda sono lieti di ringraziare la loro straordinaria e
meravigliosa clientela che per ben 56 anni li hanno sempre scelti
con fiducia e per l’alta qualità della cose prodotte.

Carissimi, dopo ben 56 anni ho ceduto l’attività. E’ un pezzo di storia che si chiude… considerando quello che sono stato e la passione che ho messo nel ricostruire la storia e la nascita della Garbatella. Professionalmente poi ho “addolcito la vita “ a tantissima gente. E’ stato un percorso ricco di soddisfazioni, che a me e a mia moglie Iolanda ci ha appagato.
Ma per ogni storia che si chiude, un’altra si apre… Questa volta sarà Giorgia a scriverla, una giovane ragazza che continuerà questa attività. Giorgia vanta una grande esperienza professionale, avendo partecipato a numerosi master in Italia e all’estero. La sua passione sono: panettoni, colombe e tutto ciò che è lievitato, perché usa farli con il “lievito madre”, come si faceva un tempo. E’ molto legata al quartiere, perché il suo papà è nato e vive alla Garbatella. Auguri Giorgia.

Enzo Gori

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Ricordo di Valerio Stella morto sul campo di calcio

Ricordo di Valerio Stella morto sul campo di calcio

Giovane promessa del calcio capitolino, colpito da malore, nelle commosse parole dello zio Remo

Anche a distanza di qualche mese non è per niente facile (e non lo sarà mai) raccontare della morte di Valerio, dei suoi sogni infranti e del vuoto che ha lasciato.
Forse ricorderete che della scomparsa di Valerio Stella, giovane promessa del calcio capitolino, nato e cresciuto alla Garbatella, si era già parlato nel precedente numero di “Cara Garbatella”. La redazione aveva generosamente trovato il tempo e lo spazio, anche se il giornale era proprio in fase di stampa, per pubblicare la notizia. Il 2 aprile scorso, mentre giocava quella che sarebbe stata la sua ultima partita di calcio, in seguito ad un malore improvviso Valerio si accasciava sul terreno e di lì a poco sarebbe morto.
Valerio StellaQui non voglio fare la cronaca di quella giornata che per i genitori, per noi parenti e per gli amici è stata una giornata che ci ha segnato tutti.
Voglio invece ricordare il Valerio ragazzo, pieno di speranze e sogni, calciatore, studente ma soprattutto nipote.
Lo sport e Valerio sono stati un tutt’uno. Sin dall’inizio della sua vita sempre appoggiato e seguito da mamma Maruska e papà Roberto. I genitori, con la giusta sensibilità, lo avevano indirizzato inizialmente alla pratica del nuoto sin dall’età di 3 anni. Quando Valerio ha lasciato il nuoto per dedicarsi al calcio aveva raggiunto i brevetti previsti per la sua età.
Aveva poi scelto il calcio come lo sport della sua vita e a 6 anni aveva iniziato frequentare la scuola calcio.
Di lì in avanti il suo talento e la sua passione lo avrebbero portato a vestire la casacca di diverse squadre romane, compresa la squadra che porta il nome del nostro quartiere, in un crescendo di successi e soddisfazioni.
Ma non siamo qui per fare l’elenco delle squadre con cui ha giocato, dei maestri di sport che ha avuto magari dimenticandone qualcuno. Mancino naturale si era subito distino nel ruolo di difensore, riuscendo a coprire con grande capacità sia quello di centrale difensivo che quello di terzino di fascia. Come tanti altri ragazzi che praticano il calcio aveva calcato i campi sportivi di tutta Roma, venendo a contatto con tanti altri ragazzi che come lui amano lo sport e i suoi valori postivi.
Poi c’era la scuola dove Valerio si era affermato per la sua intelligenza e per la sua capacità comunicativa. Le lingue estere erano il suo pallino e le materie dove meglio riusciva. Da grande sognava di frequentare l’Università delle Scienze Motorie e diventare anche lui un maestro di sport.
Sembrano frasi scontate ma Valerio era amato da tutti e tutti lo cercavano per la sua amicizia, per passare un po’ di tempo insieme, sia i compagni del calcio che di scuola. Assieme a quei ragazzi Valerio ha condiviso le esperienze della sua breve adolescenza. Ed in tutto questo Roberto e Maruska sempre presenti, partecipi, pronti ad accompagnarlo a destra e manca, a sostenerlo nei momenti difficili. Di che squadra era Valerio? Naturalmente tifava per la Roma. Roberto e Maruska, i suoi genitori, avevano seminato assai bene. L’amore di Valerio per i colori giallorossi si manifestava in tanti modi, dalla presenza alle partite della “Magica” a cui Roberto spesso lo portava, al completino da calciatore con i colori dell’amata squadra che anche lui come tanti bambini hanno indossato. Ricordo che quando la Roma vinse lo scudetto nel 2001 per lui, seppur bambino,come per tutti noi tifosi giallorossi fu l’apoteosi della felicità.
Tutti coloro che lo hanno conosciuto non hanno potuto far altro che amarlo. E queste persone erano davvero tante da non poter stare tutte dentro la chiesa di S. Filippo Neri il giorno del suo funerale. Non c’è altro da aggiungere se non dire che il suo ricordo sarà sempre con noi.

Zio Remo

Altri articoli:
roma.repubblica.it/cronaca/2015/04/04/www.romatoday.it/cronaca/
www.leggo.it/NEWS/ROMA

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Festa della cultura 2015

Garbatella festa della cultura
13 giugno 2016

Piazza Sauli RADICI e INCROCI – Le musiche, i balli e i canti delle nostre tradizioni ed il loro confronto con le culture del mondo
19.00 Dimostrazione di Tai chi chuan a cura del M° Mara Camelin (Controchiave)
19.30  Fernando Ugarte
20.00 Le Sinergie Popolari
21.00 Raffaele Mallozzi & ensemble invisibile
22.00 Orchestra Mandolinistica Romana
23.00 Opa Cupa

Piazza Longobardi “Asiletto la casa dei bimbi”
Voci Future
17.00  Coro della Casa dei bimbi
17.30  Coro dei piccoli di Controchiave- Michele Piersanti
18.00  Coro del Liceo Pilo Albertelli -Dodo Versino
RA.ccolta SO.nora I.ndifferenziata
18.30: Funkasino – Emanuele Bruno
19.00: Chicco sband -Antonella Capeto -Susanna Slamic
19.30: Pezzi di Ricambio- Fabio Buccioli e Federica Galletti
Dialoghi Sonori
20.00: Coro Confusion – Alessandra Corso
20.30: Coro ConCorde – Nina Pedersen
21.00: Emiliano D’onofrio Oboe, live electronics

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Quello che non ho mai detto Io, il mio autismo e ciò in cui credo

municipio-roma-VIII15 giugno 2015 ore 16.30
Municipio VIII – Sala Consiliare “Piacentina Lo Mastro”
Via Benedetto Croce 50, Roma
La realtà da un altro punto di vista
Federico De Rosa
Quello che non ho mai detto
Io, il mio autismo e ciò in cui credo
Edizioni San Paolo

Saluti:
Umberto Sposato
Presidente del Consiglio del Municipio Roma VIII

Intervengono:
Andrea Catarci
Presidente del Municipio Roma VIII

Valeria Baglio
Presidente del Consiglio di Roma Capitale

Dino Gasparri
Assessore alle Politiche Sociali del Municipio Roma VIII

Antonio Bertolini
Delegato del Sindaco per la ASL RM C

La scuola: Micaela Ricciardi
Preside del Liceo Classico Statale Giulio Cesare

Gli amici di Federico
“Il Compagno adulto”: Dino Ermini
Educatore di comunità

Matteo Meloni
Operatore sociale

Segreteria organizzativa, info e contatti: 0669611241

Ingresso libero

Federico era un bambino speciale. Nato a Roma in una famiglia numerosa e felice, era bello e vivace, biondissimo, con i capelli ricci. Poi il buio. Federico ha iniziato a chiudersi in se stesso a causa di un forte disturbo che lo ha reso incapace di comprendere il mondo, di costruire relazioni con le persone che gli stavano intorno, di parlare con loro. I medici dicono “autismo-, lui la chiama “prigione-. Da adolescente, però, uno spiraglio si è aperto. Ha iniziato a scrivere con il suo computer e ha spinto fuori da quel buio parole, frasi, e poi pensieri e sentimenti. Ha scoperto l’amicizia, l’amore, la fede. Ancora oggi Federico non dice nulla, anche se a volte gli sfugge una parola o borbotta tra sé, ma lettera dopo lettera è riuscito a scrivere la sua storia in un libro che impressiona per profondità e lucidità. Oggi è un ragazzo speciale. Continua a vivere a Roma in una famiglia numerosa e felice, i suoi capelli si sono fatti castani e ha un sacco di progetti per il futuro. Io sogno spesso e tanto. Un sogno ricorrente è una giornata di sole in cui i miei sentimenti e i miei pensieri si sciolgono in una sorgente di parole per tutti i miei amici. Che bello dev’essere poter parlare!

Federico De Rosa è un bambino speciale. Anzi, meglio chiamare le cose con il loro nome: autistico. Il mondo, per lui, è un gran casino, che la testa fatica a ordinare, mentre le persone si comportano in modo strano, imprevedibile. Meglio alzare un muro, chiudersi in se stessi. Costruirsi una specie di prigione. Poi, però, scopre il computer, una finestra sul mondo e su se stesso. Piano piano, lettera per lettera, Federico si apre, comincia a scrivere, a comunicare. A vivere gli amici, l’amore, lo studio, la fede. “Quello che non ho mai detto” è il risultato, e la testimonianza, di questo processo lungo una vita. Ed emoziona, commuove e offre speranza come pochi altri libri.

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Il piano urbanistico di Piazza dei Navigatori e l’albergo incompiuto di Via Costantino Una truffa (per la) Capitale Il fallimento di un progetto rilevante per l’intera città Il Municipio: occorrono atti immediati e coraggiosi

Il piano urbanistico di Piazza dei Navigatori e l’albergo incompiuto di Via Costantino

Una truffa (per la) Capitale

Il fallimento di un progetto rilevante per l’intera città
Il Municipio: occorrono atti immediati e coraggiosi

Andrea Catarci
Presidente del Municipio Roma VIII

APiazza dei Navigatori è in corso da parecchi anni una massiccia edificazione. Con quello che si denomina Piano di Riassetto, originato da un Accordo di Programma, ovviamente approvato in deroga alla normale programmazione nei primi anni del Duemila, si concentrano in un fazzoletto di terreno 150.000 metri cubi, che hanno preso la forma dell’edificio alto adibito ad uffici e della piastra più bassa ad uso commerciale. Il Piano prevede un terzo manufatto ancora non iniziato, lungo la direttrice di Via delle Sette Chiese, nonché, dopo la Convenzione urbanistica del 2004, altri 34.000 mc a finalità alberghiera nel vicino Viale Giustiniano Imperatore – Via Costantino.
Al fine di realizzare opere per la collettività ritenute necessarie e di realizzare un grande spazio pubblico aperto in grado di connettere i due versanti di Via Cristoforo Colombo,
anche grazie all’interramento di un suo tratto all’altezza di Via delle Sette Chiese, vista l’impossibilità di coprirne i costi in proprio l’Amministrazione comunale di allora decide di rivolgersi all’imprenditoria privata. Si promuove un concorso internazionale di progettazione, viene selezionato il progetto firmato da Manfredi Nicoletti e si cedono spazi e diritti edificatori alle collegate imprese, di cui le principali sono Acqua Marcia spa, Confcommercio Immobiliare ed Ulisse Igliori spa, con successivo ingresso del Gruppo Mezzaroma . Inoltre si modifica la destinazione d’uso di diverse aree e si incrementa l’indice di edificabilità.
Nell’accordo definitivo, poi, scompare l’interramento della Colombo. I privati si impegnano a realizzare, a fronte dell’autorizzazione per complessivi 184.000 mc, altre importanti strutture urbane, tra cui il sottopasso carrabile nello stesso Viale Colombo, gli impianti di illuminazione di tutte le aree pubbliche, l’ampliamento e l’attrezzatura di aree verdi e pedonali, la riqualificazione di marciapiedi e spazi ad uso collettivo, la costruzione di un asilo nido e di un circolo bocciofilo, oltre un migliaio di parcheggi pubblici. A garanzia dell’adempimento degli obblighi, gli imprenditori presentano 6 polizze fidejussorie dagli importi milionari. Esse però si rivelano presto impossibili da utilizzare, perché non emesse da un “primario istituto di credito nazionale” come prescritto dalla legge. Oltre ad essere illegali, peraltro, tali polizze scadono dopo sei mesi e non vengono rinnovate.
Trascorsi 10 anni dalla sua sottoscrizione, la Convenzione è scaduta ed il risultato ottenuto è stata l’edificazione delle opere private per oltre 130.000 mc. Attualmente in Piazza dei Navigatori fanno bella mostra di sé la struttura commerciale inutilizzata e abbandonata e l’imponente edificio in vetro e acciaio, dichiarato inagibile da una sentenza del Consiglio di Stato del 2012 proprio a causa del mancato adempimento della realizzazione delle opere pubbliche previste. Similmente, in Viale Giustiniano Imperatore svetta un gigantesco edificio, originariamente destinato a finalità ricettive, mai utilizzato, oggetto di occupazioni e saccheggi, il cui stato di degrado è al limite dell’irrecuperabile. Tra le proteste reiterate di Municipio e cittadinanza, però, nessuno dei Sindaci e delle Giunte capitoline che si sono succedute hanno ritenuto di compiere atti significativi, per ora neanche quella attuale.
Eppure delle opere pubbliche che costituivano il presupposto dello scambio non c’è davvero traccia: le relative autorizzazioni non sono mai state neppure richieste.
L’unica realizzazione di (più che dubbia) utilità generale dovrebbe essere rappresentata da un parcheggio, edificato in Piazza dei Navigatori, al di sotto dei futuri negozi, in evidente difformità rispetto a quanto previsto nei progetti e quindi abusivo e comunque di valore assolutamente risibile. Insomma, opere zero a fronte di quelle previste, del valore di oltre 20 milioni di euro.
Non contenti dei danni procurati all’interesse pubblico, alcuni degli imprenditori coinvolti hanno presentato la richiesta di applicazione del Piano Casa per l’ulteriore edificio in Piazza dei Navigatori al fine di aumentarne le volumetrie.
L’iniziativa del Municipio ha sventato il tentativo ed ha di nuovo disvelato la questione per quello che ad oggi è: una truffa (per la) Capitale. I privati provavano anche a più riprese la strada della monetizzazione delle opere pubbliche non realizzate, cioè offrivano soldi al posto dei lavori pubblici. Il primo tentativo in tal senso risale al 2004, quando la proposta che di recente si è riaffacciata è stata respinta perché non prevista dalla Convenzione, visto che il presupposto dell’Accordo era, come già sottolineato, proprio la realizzazione delle opere per la collettività.
L’unica possibilità per perseguire l’interesse collettivo e ristabilire un livello accettabile di legalità è la risoluzione in danno della Convenzione, calpestata dai privati inadempienti, con l’acquisizione da parte di Roma Capitale di parte dei manufatti realizzati, per il valore corrispondente a quanto le imprese dovevano spendere e non hanno speso, con quello stesso rigore con cui si interviene ordinariamente nei confronti dei comuni cittadini e che sembra venir meno di fronte allo strapotere consolidato di potenti gruppi economici. La proposta che il Municipio ha avanzato alla Giunta Marino è di cominciare dall’acquisizione al patrimonio comunale dell’albergo incompiuto di Via Costantino che, vista la carenza di risorse, sarebbe poi da ultimare con un bando, per trasformarlo magari in un Ostello che Roma non ha o in qualche altra cosa si reputi utile e necessaria.
Infine, c’è da ricordare come del caso si stia occupando la Procura Penale di Roma e quella Contabile del Lazio, a seguito delle reiterate denunce mosse tanto dalla Presidenza che dall’Assessore all’Urbanistica del Municipio, Massimo Miglio. In particolare, si stanno accertando le responsabilità individuali di coloro i quali, benché preposti alla vigilanza, hanno consentito il fallimento di un progetto rilevante per l’intera città. Progetto che, come detto, siamo chiamati a recuperare ad un qualche interesse della collettività con atti immediati e coraggiosi, acquisizioni, riqualificazioni, rigenerazioni urbane. Su questa strada, su questi obiettivi, dal Municipio si continuerà a lavorare con la decisione già dimostrata in passato. Con l’intenzione di non arretrare di un millimetro…

Andrea Catarci
Presidente del Municipio Roma VIII

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 11 – Aprile 2015

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Auto date alle fiamme: un piromane o un segnale?

Auto date alle fiamme: un piromane o un segnale?

Paura ed inquietudine tra i residenti del nostro quartiere per il ripetersi di roghi che distruggono auto. Prese di mira soprattutto le Smart. Dopo gli incendi di fine febbraio che hanno distrutto otto vetture tra Via Padre Reginaldo Giuliani, Via Padre Semeria, Via di Villa Berardi, i piromani si sono ripetuti una settimana dopo dando alle fiamme tre autovetture in Via Capitan Bavastro.auto-in-fiamme
Ma quella che era una paura per i cittadini del nostro quartiere dalla notte del 30 marzo si sta trasformando in terrore. Alle due di notte, in via Cristoforo Borri una traversa alle spalle della Parrocchia di San Francesco Saverio, sono state date alle fiamme altre autovetture, quattro sono andate completamente distrutte sei gravemente danneggiate. Anche questa volta coinvolta una Smart Car to Go le City car usate per il noleggio. Dall’inizio dell’anno gli incendi che hanno distrutto autovetture sono 23 dati decisamente allarmanti. Su i gravi fatti sta indagando il Commissariato Colombo. Gli episodi sono chiaramente di origine dolosa. Le indagini si muovono su più fronti: si ipotizzano segnali al momento incomprensibili di una azione delinquenziale o non si esclude la presenza nella zona di un maniaco piromane. Ma arginare una situazione come questa non è facile quando a colpire sono degli atti vandalici compiuti in piena notte. Oltre al lavoro fatto dalle forze dell’ordine spetta anche a noi cittadini vigilare e denunciare qualora ci fossero seri sospetti.chiaramente c’è molta paura tra i residenti, in una zona dove c’è carenza di box o parcheggi con un minimo di sorveglianza. Già nell’estate del 2006 si verificarono in zone limitrofe episodi analoghi. (G.P.)

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 11 – Aprile 2015

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Un nuovo Circolo di scacchi alla Garbatella Grazie all’infaticabile opera del Maestro scacchista Alessandro Pompa tutti i martedì dalle ore 17 alla Villetta

Un nuovo Circolo di scacchi alla Garbatella
Grazie all’infaticabile opera del Maestro scacchista Alessandro Pompa tutti i martedì dalle ore 17 alla Villetta

Un nuovo Circolo di scacchi sta venendo alla luce alla Garbatella. Grazie all’infaticabile opera del Maestro Alessandro Pompa ed alla collaborazione della Polisportiva G. Castello e dell’Associazione Cara Garbatella, tutti i martedì pomeriggio, presso la Villetta di Via Passino 26, dalle ore 17, si propone come libero punto di incontro di appassionati, esperti e di neofiti senza alcun scopo di lucro ma ispirati dalla consapevolezza di essere proposta e di proporsi ancora come modello per una autonoma e propositiva esperienza sociale.
Il Circolo, che sta muovendo i primi passi, annovera tra i suoi fondatori alcuni istruttori specializzati, che insegnano il gioco degli scacchi nelle scuole della nostra Regione sin dall’inizio degli anni ’80. L’idea primaria è infatti quella di far apprendere i rudimenti del gioco ai bambini del nostro quartiere, lo scopo precipuo è quello di destinare la gran parte del tempo all’insegnamento dei più giovani.
Gli adulti si occuperanno prevalentemente della formazione dei ragazzi e dell’organizzazione della loro attività. Nei prossimi giorni, sarà organizzata la presentazione del nuovo Circolo con una serie di iniziative e manifestazioni che si terranno nelle piazze della Garbatella. Gli scacchi giganti, le simultanee con i maestri e qualche torneo nei lotti proverà a diffondere il nobil giuoco nel quartiere.
Nel frattempo, alla Villetta, nella mattinata di domenica 22 Febbraio, con la direzione tecnica di Alessandro Pompa, si è già svolto il primo torneo che ha visto l’adesione di giocatori provenienti da tutta Roma, compresi molti bambini che si sono cimentati nella contesa assieme ai grandi e che sono stati tutti gratificati per la loro partecipazione da Enzo D’Arcangelo, presidente della Polisportiva G. Castello, che ha fornito i premi per la manifestazione, svoltasi con il patrocinio di Roma Capitale. (E.S.)

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 11 – Aprile 2015

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“Giornate di sollievo nella Casa famiglia di Vale” Inaugurata il 25 febbraio scorso a Piazza dei Navigatori

“Giornate di sollievo nella Casa famiglia di Vale”

Inaugurata il 25 febbraio scorso a Piazza dei Navigatori

di Eraldo Saccinto

Nell’ambito degli interventi e servizi sociali promossi a sostegno delle persone con disabilità, sin dall’anno 2004 nel nostro Municipio è attivo il progetto “Casa famiglia per la preparazione al dopo di noi Casa Nostra”, finanziato con i fondi della Legge 328/00. Il progetto è rivolto a persone con disabilità in età adulta, dai 25 ai 55 anni, suddivisi in otto gruppi, di quattro utenti per ogni gruppo, che frequentano la casa famiglia per sei settimane l’anno e si caratterizza come un percorso propedeutico all’inserimento definitivo in casa famiglia, che comprende l’attuazione di programmi personalizzati mirati a una maggiore autonomia, nonché a un sollievo alle famiglie. Tramite tale progettualità si vuole rispondere alle preoccupazioni e alle angosce delle famiglie per il futuro dei propri figli, condividendo con loro la necessità di trovare nuove soluzioni e possibili alternative all’istituzionalizzazione.
Il progetto “Casa Nostra”, primo esempio di casa-famiglia territoriale, coinvolge direttamente gli utenti nella costruzione e realizzazione di un proprio progetto di vita: infatti, nel tempo, l’esigenza di autonomia dei ragazzi utenti, la sua straordinaria riuscita, ha spinto verso la realizzazione di ulteriori piccole residenze familiari (con un massimo di 6 posti), al fine di poter proseguire il percorso di integrazione sociale nel contesto di vita dei partecipanti grazie alla vicinanza ai propri congiunti. All’interno del progetto di residenzialità le famiglie assumono un ruolo fondamentale, perché si attivano nella ricerca di nuove e diverse soluzioni, destinando a tale scopo risorse immobiliari di proprietà; infatti, nell’anno 2009, grazie alla generosità di una famiglia, è stata aperta nel territorio municipale la Casa Famiglia “Casa di Franco” per sei persone disabili, le quali hanno precedentemente frequentato “Casa Nostra” nel loro percorso di preparazione.
Sulla base di questa esperienza altamente positiva, altre due famiglie hanno messo a disposizione appartamenti di proprietà da destinare alla realizzazione di case famiglia, stipulando con la Cooperativa Hagape 2000 un contratto di comodato d’uso. Dopo una lunga serie di vicissitudini burocratiche, infine è arrivata la sospirata autorizzazione al funzionamento da parte del Dipartimento Politiche Sociali, Sussidiarietà e Salute, all’apertura di due nuove case famiglia: la “Casa di Vale” nella zona di Piazza dei Navigatori, destinata a sei persone con disabilità intellettiva di livello medio e medio-grave e la “Casa di Lanfranco”, nell’area di Via dell’Accademia Peloritana, destinata a quattro persone con disabilità intellettiva, che presentano una buona autonomia personale e sociale, e possibilmente già inserite in percorsi di inclusione lavorativa.
Il progetto “Giornate di sollievo nella Casa famiglia di Vale” è promosso dal nostro Municipio in collaborazione con la Cooperativa Hagape2000 e l’Associazione Il cuore di Cristiano onlus. La struttura ospiterà giovani adulti con disabilità intellettiva, che nei fine settimana potranno sperimentare e condividere una esperienza di vita collettiva presso la “Casa di Vale”. “Tale iniziativa prevede l’attuazione di programmi personalizzati mirati allo sviluppo e al mantenimento delle autonomie personali e sociali in ambito domestico, nonché attività di socializzazione e condivisione” . “Il Municipio intende in questo modo implementare e migliorare le azioni a sostegno delle persone con disabilità e delle loro famiglie attraverso la realizzazione di un progetto davvero innovativo”, hanno dichiarato il Presidente del Municipio, Andrea Catarci e l’Assessore municipale alle Politiche Sociali, Bernardino Gasparri, durante l’inaugurazione alla quale ha partecipato l’Assessora alle Politiche sociali di Roma Capitale, Francesca Danese

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