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Tag: Andrea Catarci

Elezioni politiche 25 settembre, i candidati del Centrosinistra sul territorio dell’VIII municipio

Roberto Morassut e Paolo Ciani alla Camera, rispettivamente nei collegi uninominali 4 e 1. Andrea Catarci al Senato nel collegio Roma 3.

Manca poco più di un mese e conosceremo la composizione del nuovo Parlamento Italiano e chi deciderà le sorti del Paese. Tutti i partiti sono ormai ai blocchi di partenza per una campagna elettorale che si annuncia vivace e in cui non mancheranno certo i colpi di scena. Con il taglio dei parlamentari deciso nell’ultima legislatura i collegi elettorali sono diventati molto ampi. La nuova legge costituzionale, infatti, modificando gli articoli 56 e 57 della Costituzione, dagli attuali 630 deputati si passerà a 400 membri per la Camera, mentre al Senato da 315 si arriverà a 200 senatori. Con la nuova legge di conseguenza aumenta sensibilmente l’ampiezza dei collegi.
Alcune novità interessano naturalmente anche il territorio dell’VIII Municipio che è stato suddiviso e ritagliato nei nuovi collegi elettorali. Per adesso sul fronte delle candidature le uniche certezze arrivano dal centrosinistra. Le altre coalizioni, per una scelta definitiva dei candidati, attenderanno il 21 agosto, ultimo giorno utile per la presentazione delle liste.

 

Roberto Morassut fra Ardeatino, Tor Marancia e il Parco dell’Appia Antica

Roberto Morassut è candidato dal Partito Democratico nel collegio uninominale 4 per la Camera dei Deputati. Un collegio decisamente vasto che tocca i territori di Tor Marancia, Navigatori, Ardeatino, Grotta Perfetta, ma che si estende anche in gran parte dell’Appio Latino, del Tuscolano di Tor Fiscale sino a Ciampino. Una vita spesa nell’amministrazione capitolina, ma anche a Montecitorio. Esponente di punta delle giunte Rutelli e Veltroni, con il quale ricoprirà anche la carica di assessore all’urbanistica, Morassut è parlamentare dal 2008.  A Roma si è occupato soprattutto di ambiente e urbanistica, tanto che sono passate sotto il suo coordinamento moltissime opere di ristrutturazione e risistemazione di piazze, strade e complessi museali. Da assessore ha guidato l’approvazione in Consiglio comunale del Nuovo Piano Regolatore Generale di Roma. Nel governo presieduto da Giuseppe Conte ha ricoperto il ruolo di sottosegretario al Ministero dell’Ambiente.

Roberto Morassut, già sottosegretario nel governo Conte

“È un territorio a me caro in cui sono nato, cresciuto e nel quale vivo attualmente”, dichiara Morassut. “È un collegio che vede, in partenza, favorito il centrosinistra, vantaggio che si può ulteriormente consolidare chiamando a raccolta tutte le energie democratiche e progressiste del territorio”.
“Conto sul massimo impegno dei militanti della coalizione di centrosinistra e del Pd e degli elettori e cittadini che in quelle strade mi hanno visto crescere”. Dai prossimi giorni, anche attraverso il suo profilo sulla pagina Facebook inizierà la comunicazione dell’organizzazione del lavoro, dei luoghi e delle iniziative di una campagna elettorale che, fa sapere, “sarà intensa e rapida”.

Paolo Ciani al collegio 1 per la Camera dei Deputati

Il collegio 1 della Camera all’uninominale è composto dai municipi I e II e dalla Garbatella (con Ostiense e San Paolo). Paolo Ciani di Democrazia Solidale (Centrosinistra), esponente di primo piano della Comunità di Sant’Egidio, dovrebbe vedersela con la ministra uscente per le pari opportunità, Elena Bonetti. Laureato in Lettere e Filosofia, Ciani è esperto di dialogo interculturale, educazione alla pace e dialogo interreligioso. Bonetti, ex PD, ha seguito Matteo Renzi in Italia Viva. Nessun nome è trapelato fin ora da Centrodestra e Cinque Stelle.

 

L’ex Presidente Andrea Catarci candidato al Senato a Roma est

Andrea Catarci, già Presidente dell’VIII Municipio, è stato invece catapultato per la coalizione del Centrosinistra nel collegio uninominale Roma 3 al Senato, area che comprende i municipi III, IV, V e VI. Una sfida difficile, tanto che dovrà vedersela molto probabilmente con l’avvocata Giulia Bongiorno in quota Lega per Salvini Premier. Mentre anche qui non è ancora chiaro quali saranno i candidati del Movimento Cinque Stelle e del cosiddetto Terzo Polo, ovverosia la coalizione in cui coabitano Renzi e Calenda. Una sfida dura quella che l’assessore alla partecipazione e alla città dei 15 minuti di Roma Capitale dovrà affrontare, ma non per questo si tira indietro.

Andrea Catarci, ex presidente dell’VIII Municipio

Alle scorse elezioni comunali, nel V Municipio, al I turno Enrico Michetti del centrodestra staccò di oltre 5 punti Roberto Gualtieri. Nel VI Municipio Gualtieri venne più che doppiato, nona caso il VI Municipio, quello che comprende tra l’altro Tor Bella Monaca, è l’unico vinto dal centrodestra. “Grazie alla coalizione democratica tutta e a Sinistra Italiana/Verdi in particolare per la fiducia accordatami”, si legge nella sua pagina Facebook dell’assessore capitolino.
“Non partiamo certo con i favori del pronostico – prosegue Catarci – ma ce la metteremo tutta per dar voce ai quartieri, alle persone e alle organizzazioni sociali che li animano, per reddito, lavoro, conversione ecologica, diritti e libertà personali, per contendere palmo a palmo alle destre la città e il Paese”.

 

 

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“Resistere è anche un destino” il libro di Andrea Catarci

“Resistere è anche un destino” il libro di Andrea Catarci

Intervista con l’autore

di Giancarlo Proietti

Andrea Catarci, per la maggior parte dei lettori di Cara Garbatella non ha bisogno di molte presentazioni, ha 48 anni e vive nel quartiere San Paolo – Garbatella, in quel Municipio Roma VIII di cui è stato Presidente per 10 anni, dal 2006 al 2016, alla guida di coalizioni di centro sinistra. Laureato in Scienze Politiche all’Università La Sapienza, si è poi avvicinato al mondo della formazione professionale e della ricerca. Dopo aver scritto e pubblicato un gran numero di articoli, saggi, rapporti e documenti, per la prima volta si cimenta con un racconto di ampio respiro, scegliendo di indagare le storie e le memorie delle famiglie di origine ed in particolare le figure dei nonni.

“Resistere è anche un destino” il libro di Andrea Catarci

Intervista con l’autore

di Giancarlo Proietti

Andrea Catarci, per la maggior parte dei lettori di Cara Garbatella non ha bisogno di molte presentazioni, ha 48 anni e vive nel quartiere San Paolo – Garbatella, in quel Municipio Roma VIII di cui è stato Presidente per 10 anni, dal 2006 al 2016, alla guida di coalizioni di centro sinistra. Laureato in Scienze Politiche all’Università La Sapienza, si è poi avvicinato al mondo della formazione professionale e della ricerca. Dopo aver scritto e pubblicato un gran numero di articoli, saggi, rapporti e documenti, per la prima volta si cimenta con un racconto di ampio respiro, scegliendo di indagare le storie e le memorie delle famiglie di origine ed in particolare le figure dei nonni.

– Quali storie che ti hanno raccontato della loro vita, ti hanno particolarmente colpito?

RicordiLe figure dei miei nonni, Vincenzo ed Armando, più che da parole ascoltate in presa diretta -sono morti quando avevo 10 anni e poco più – prendono forma nei racconti di familiari ed amici,riportati in una carovana di sere. Sono circondate da un alone di suggestione e di fascino, talvolta al limite dell’agiografia e della santità. In realtà sono storie di lavoro duro dentro cave, cantieri e Mercati Generali, vissute a torso nudo e sopra cavalli, storie di antifascismo e resiste2<Nessuno(a)>nza, di occupazioni di terre e scontri di piazza, di reclusioni e libertà riconquistate sul campo, di insofferenza per ingiustizie e discipline ottuse, di dimensioni private fatte di delusioni, rabbia, amori, sogni, emozioni e drammi.

C’è Vincenzo che apre una sua cava per necessità, perché malgrado l’abilità indiscussa come scalpellino e ‘spaccatore’ non sarebbe più chiamato da nessuno a lavorare, a seguito del rifiuto a sottoscrivere la tessera del partito fascista. C’è Armando che gira Roma in lungo ed in largo mostrandone le bellezze ineguagliabili ai turisti, in un’occupazione che è un tutt’uno col suo legame per la città. Ci sono le mischie consumate in strada, la passione politica e la militanza comunista, un Motom ed una apparizione fugace a fianco di Silvana Pampanini, le vicende di amici di comunità larghe e solide, di figlie e figli che scendono bambine al ghetto a portare cibo e che scoppiano nel palcoscenico  inusuale di una chiesa. C’è il Novecento nelle loro vite comuni ed insieme esemplari, che hanno fatto la storia senza lasciare traccia nei libri, in punta di piedi e col
clamore relegato al focolare domestico.

– Perché la scelta di due uomini e non di una nonna e di un nonno?

Perché in “Resistere è anche un destino” c’è molta verità storica e di loro non avrei potuto delineare ritratti veritieri, seppur agiografici. Le mie nonne sono morte nei primi anni Settanta, troppo presto per lasciare segni diretti su testa e orecchie di un bambino. Nelle chiacchiere sul passato sono generalmente liquidate con riferimenti alla concretezza ed alla perfezione: sono quelle che in silenzio fanno funzionare tutto, che magari usano le maniere forti nell’educazione dei figli ma che difficilmente sbagliano un colpo. Troppo poco per farsene un’idea e costruirci una memoria intorno.

– Tre aggettivi dell’uno e tre dell’altro… Vincenzo è forte, risoluto ed altruista, Armando è scaltro, intelligente ed ha istinto organizzativo, tutti e due sono caldi e passionali.
– Cos’hai dell’uno e dell’altro Per andare sul sicuro direi che tutti e due mi hanno trasmesso l’ambizione a migliorare il condominio ed il mondo, la passione, la voglia di resistere e combattere sempre, semplicemente perché è giusto farlo.

– Perché l’esigenza di raccontare le loro storie?

Per senso di appartenenza, ricerca delle radici, riconoscenza, amore, in poche parole è un libro che nasce dal cuore.

Il resto lo ha fatto la paura che quel patrimonio di voci e racconti esclusivamente orali potesse andar perduto del tutto e, infine, la malattia e la morte recente di mio padre Ezio, una delle mie fonti principali. Avevo già cominciato a scrivere ed annotare episodi, pur non avendo chiaro come finalizzare il tutto. Dopo averne parlato con lui e con mia madre, in quei giorni ho deciso che doveva diventare un racconto organico. Così è stato, grazie all’editore Francesco Palombi, che ci ha creduto insieme a Marcello Ciccaglioni, ai consigli ed alle parole preziose di Erri de Luca e Massimiliano Smeriglio, ai ricordi ulteriori dei parenti che lo hanno arricchito strada facendo.

– La frase sul destino: sei attivista, combattivo e impegnato da sempre.

Quanto è merito loro?

Tanto,siamo fatti di radici oltre che di aspirazioni ed ali, siamo come Enea che carica sulle spalle il vecchio padre Anchise mentre trascina per mano il figlio Ascanio. Poi, in realtà, la sensazione è di non essere mai abbastanza combattivi ed impegnati, non quanto servirebbe, ma per demerito nostro, non certo dei cromosomi migliori che ci sono arrivati. Però quella del titolo è una frase bella e vera: resistere e combattere sono anche un destino, oltre che una scelta da rinnovare ogni giorno.
– Roma fa da sfondo alle storie. Qual è la Roma del tuo libro…

E’ la Roma del Novecento, sanguigna e popolare ed insieme incline all’obbedienza, metà rivoluzionaria e metà clerico-fascista. Ed è la Roma di sempre, la città che ha nella contraddizione la sua cifra, che è destinata a rinascere in eterno sulle macerie di saccheggi millenari, quella che nessun barbaro di nessuna età è riuscito e riuscirà a far sparire
definitivamente.

Copyright  tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 13 – Novembre 2017

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