Sui marciapiedi e per le strade dell’Ottavo Municipio, nelle vicinanze dei cassonetti della spazzatura, abbiamo visto abbandonata qualsiasi cosa: mobili vecchi, materassi, reti da letto, sanitari da bagno, ventilatori, elettrodomestici, sacchi dell’immondizia, materiale edile.
Tuttavia mai si era vista una motocicletta. Anzi, due. Parliamo di due moto Kawasaki entrambe con la targa, abbandonate a ridosso dei cassonetti in via Lorenzo da Pietrasanta nelle adiacenze del Parco caduti del mare alla Garbatella.
Un abbandono singolare perché queste due moto (per giunta della stessa marca) sono comparse insieme, improvvisamente, giunte da chissà dove, un mattino di tre settimane fa.
Non è azzardato supporre che in passato i due motoveicoli siano stati usati per qualche operazione poco chiara, oppure che siano stati rubati e quindi cannibalizzati, anche se dal sito del Ministero dell’Interno non risultano denunce per furto, o ancora che provengano da alcuni autodemolitori che se ne sono voluti disfare in vista di una prossima chiusura.
Un cittadino che abita nello stabile prospiciente ha confermato che sono lì da poco meno di un mese e che per ora – a quanto pare – nessuno ha chiamato la Polizia Locale. Ci si chiede a questo punto se qualcuno delle forze dell’ordine sia passato di lì per caso o se gli operatori dell’Ama abbiano fatto, almeno loro, una segnalazione per far rimuovere questi motocicli. Anche perché questi due rottami, pieni di ruggine e di acciaio tagliente, potrebbero rappresentare un pericolo per le persone, soprattutto per i bambini e i cani che frequentano il parco, che transitano nella zona.
Una delle due moto abbandonate
Smaltimenti poco chiari
A Roma, oltre alla maleducazione che vede molti cittadini infischiarsene del corretto conferimento dell’immondizia, è frequente che alcune persone prive di scrupolo svuotino qualsiasi oggetto direttamente nei cassonetti o lo abbandonino nei dintorni.
Questa pratica incivile avviene soprattutto nelle ore notturne, in zone lontane da telecamere, segno che si è pienamente consapevoli che si sta compiendo un reato.
Spesso l’opera di abbandono o lo svuotamento nei cassonetti è frutto dell’azione di presunte ditte che si occupano di svuotare le cantine e di smaltirne il contenuto e che si guardano dal recarsi nelle isole ecologiche. Non sveliamo nessun segreto, anche perché la nostra città è piena di avvisi, di adesivi appiccicati ovunque e di cartelli ben visibili (alcuni con scritte nere e fondo giallo) in cui si reclamizzano servizi di svuotamento cantine e successivo smaltimento.
Di questi cartelli, in cui tra l’altro si evidenzia un numero di cellulare da chiamare, se ne vedono di continuo, in tutti i municipi. Sono fissati con le fascette ferma cavi (quelle che usano gli elettricisti) sui pali della segnaletica stradale o su quelli della luce, ai semafori, su molte staccionate anche a ridosso di zone di pregio archeologico. Lo sconcerto è che, a quanto pare, nessuno in città si sta adoperando seriamente per interrompere questo scempio.
Lavori in corso sul territorio dell’VIII municipio
Continuano i cantieri sul territorio a cominciare dai lavori di riqualificazione dei marciapiedi in via Giacinto Pullino. Gli interventi, sul lato del Parco dei Caduti del Mare, iniziati ai primi di agosto, – come ha illustrato l’assessore ai lavori pubblici dell’VIII Municipio Luca Gasperini – hanno riguardato anche le cosiddette tazze per le alberature. Abbattute le barriere architettoniche, allargati i marciapiedi inserendo anche gli scivoli per agevolare il transito dei pedoni, sono stati inseriti anche dei segnali tattili realizzati con piastrelle in gres porcellanato con codifica “Loges”. Tale segnale, rappresentando discontinuità e cambiamento di colore, offrirà un valido aiuto sia a persone non vedenti sia a ipovedenti.
Era diverso tempo che i residenti nella zona ne richiedevano il rifacimento, tanto che anche molti frequentatori del centro anziani hanno espresso la loro soddisfazione.
Ponte dell’Industria
Tra l’Ostiense e il quartiere Marconi proseguono intanto i lavori di rifacimento del Ponte dell’Industria. Il cavalcavia, per consentirne i lavori di ricostruzione dopo l’incendio dell’ottobre 2021, era stato chiuso a luglio 2023 in previsione di essere riaperto dopo quattordici mesi, a ottobre 2024. Tuttavia, la grande complessità dell’intervento, come la creazione di un secondo ponte e il trasferimento dei sottoservizi senza interrompere le utenze domestiche quali luce, acqua e gas, ha fatto slittare di due mesi la riapertura. L’ambizioso lavoro, costato circa 7 milioni di euro, è stato inserito negli interventi in vista del Giubileo del 2025.
L’inaugurazione della nuova struttura – e quindi la riapertura del collegamento diretto tra l’Ostiense e Marconi – ci sarà probabilmente a dicembre ed esattamente in concomitanza con la chiusura del cantiere di piazza Pia e con l’apertura della Porta Santa e l’avvio quindi del Giubileo straordinario. Non è escluso, comunque, un ulteriore slittamento di un paio di settimane legato alle finiture e ai collaudi.
Il nuovo ponte sarà in grado di sopportare un peso di 26 tonnellate rispetto alle 3,5 del vecchio ponte di ferro, ciò consentirà anche il transito degli autobus. Sarà inoltre dotato di una sicura passerella pedonale e di una pista ciclabile.
Lavori a via Giulio Rocco. Foto di Alessia Samaritani
Via Giulio Rocco
Proseguono anche i lavori di rifacimento del collegamento di via Giulio Rocco: la tabella di marcia sembra essere rispettata tanto che a dicembre se ne prevede la riapertura. Ciò consentirà di alleggerire il traffico sulla Circonvallazione Ostiense e quindi al Ponte Settimia Spizzichino.
All’Ostiense sono in pieno svolgimento i lavori in Piazza Vittorio Bottego e in via del Campo Boario, ci troviamo a ridosso delle mura aureliane al confine con il Testaccio, dove si sta provvedendo al rifacimento della rotatoria e dei marciapiedi.
Nel frattempo alcuni cittadini dell’Ostiense hanno segnalato alla nostra redazione la pericolosa situazione in via Girolamo Benzoni, a ridosso di via Pellegrino Matteucci, dove da agosto si sono verificati due smottamenti sul piano viabile. Il comune di Roma è intervenuto recintando le due grosse buche con dei tondini di ferro e con le reti arancioni, ma ancora non c’è traccia di un intervento risolutivo. “La buca a ridosso dell’intersezione semaforica con via Pellegrino Matteucci è decisamente pericolosa e non è adeguatamente segnalata né visibile per chi svolta su via Benzoni”, dice la signora Flavia che abita proprio sopra il semaforo. “Una sera un rider è caduto con il motorino, soltanto per un miracolo non si è fatto male, ma poteva essere una tragedia”.
Gli abitanti della strada continuano invece a segnalare alla nostra redazione la totale insufficienza del numero dei cassonetti dell’immondizia all’altezza di via Federico Nansen, lamentando di averlo fatto presente più volte anche agli operatori di AMA.
Ciò significa che molti cittadini gettano i rifiuti, anche quelli organici, direttamente in strada o sul marciapiedi dove non è affatto infrequente veder banchettare gabbiani, piccioni e ratti.
Presso gli stessi cassonetti molti automobilisti (ma non è raro notare qualche furgone o dei camion) lasciano incustodita la propria vettura, ostacolando la fluidità del traffico. Altrettanto avviene davanti all’ufficio postale, dove c’è un parcheggio di ciclomotori e dove l’inciviltà porta a lasciare i veicoli in seconda fila bloccando l’uscita delle due ruote.
Altri abitanti della zona hanno richiamato l’attenzione per ciò che avviene nei fine settimana (soprattutto nelle ore serali di venerdì e sabato) proprio in via Matteucci all’intersezione semaforica con la via Ostiense, dove in barba al codice della strada, le auto vengono lasciate in divieto sosta dagli avventori notturni dei locali della zona. La stessa cosa avviene in prossimità o a ridosso dei molti locali sorti negli ultimi vent’anni alla Garbatella.
Lasciare l’auto in doppia fila, come parcheggiare sui marciapiedi, è purtroppo un mal costume diffuso. In via Chiabrera a San Paolo o lungo via Ambrosini alla Montagnola, soltanto per fare un esempio, è un’abitudine consolidata. Altrettanto avviene presso molti edifici scolastici del Municipio prima e dopo il suono della campanella, quando i genitori accompagnano i figli a scuola.
Al via le celebrazioni legate alla giornata dell’otto settembre che anche quest’anno, in cui ricorre l’81° anniversario della Difesa di Roma dalla barbarie nazista, saranno ricche di appuntamenti e che si svolgeranno come sempre a Porta San Paolo, luogo sacro per la Resistenza e per l’Italia.
Si comincia al mattino con la cerimonia a cui parteciperà il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, al “Parco della Resistenza dell’8 settembre 1943”, successivamente è prevista un’altra cerimonia in piazza di Porta San Paolo.
Il Presidente Mattarella rende omaggio ai martiri delle Fosse Ardeatine
Le misure di sicurezza previste
Diverse le misure di sicurezza, previsti divieti di sosta, con rimozione, già dalla sera di sabato, su viale della Piramide Cestia, tra piazzale Albania e piazzale di Porta San Paolo, ma soltanto direzione della Piramide.
Divieti di sosta anche in largo Manlio Gelsomini, in piazzale Ostiense in via del Campo Boario. Nel corso delle celebrazioni non si escludono deviazioni, oltre che per il traffico, anche per le linee di bus che transitano nella zona.
Le iniziative nel territorio dell’VIII Municipio
Nel pomeriggio, invece, è in programma una pedalata nei luoghi della Resistenza dell’VIII Municipio. L’iniziativa è organizzata dalla Associazione Sportiva Dilettantistica Le Bici. L’appuntamento è alle 16:00 in Piazzale Caduti della Montagnola per raggiungere Piazzale Ostiense. Il percorso di circa 10 km è adatto anche ai bambini e toccherà diversi luoghi della memoria. Per iscriversi e per ulteriori informazioni basta mandare una mail a lebicidiroma@gmail.com. Domenica sera a partire dalle 20:00, sempre a Porta San Paolo, ci sarà lo spettacolo “Poeti e Poesie di Pace” nella scenografia ideata dall’architetto Cesare Esposito.
Infine, alle ore 21:00, sulla facciata della Piramide Cestia, in programma la proiezione del film documentario “Lussu”, film realizzato nel 2021 dal regista Fabio Segatori che sarà presente alla serata.
La pellicola racconta le vicende di Emilio Lussu eroe di guerra con 4 medaglie al valor militare e in seguito pacifista dopo aver assistito al massacro della Grande Guerra. La sua partecipazione al conflitto sarà raccontata nel suo libro di memorie Un anno sull’altopiano, tradotto in tutto il mondo.
La storia di Emilio Lussu
Dopo aver fondato il Partito Sardo d’Azione è eletto parlamentare diventando uno strenuo oppositore al fascismo che lo arresta e lo spedisce al confino, a Lipari.
Da qui scappa su una barca col suo amico Carlo Rosselli col quale fonda, a Parigi, la prima organizzazione antifascista: “Giustizia e Libertà”.
Partecipa quindi alla Guerra Civile Spagnola sul fronte antifranchista. Ricercato e braccato dall’OVRA anche oltralpe, Emilio Lussu vive tra Parigi, la Svizzera, il Portogallo e Marsiglia. Rientra in Italia dopo l’8 settembre, dove è ministro nei governi Parri e De Gasperi.
Il film è anche la storia di un grande amore: quello con Joyce Salvadori, compagna di una vita, anche lei partigiana, scrittrice e attivista per i diritti delle donne.
Al via i lavori sul ponte dell’Industria e su quello di via Giulio Rocco
Proseguono secondo tabella i lavori di rifacimento del Ponte dell’Industria. Entro fine anno, la città usufruirà di un’opera ingegneristica innovativa attuata da ANAS e finanziata con circa 18 milioni di euro.
Si tratta di una delle opere principali del Giubileo, che tornerà ad unire de facto i Municipi VIII e XI. Al momento l’unica strada di collegamento diretto è quella di Ponte Marconi. L’incendio del ponte nella notte tra sabato 2 e domenica 3 ottobre del 2021, dopo averne causato l’interruzione al traffico veicolare, aveva reso necessario deviare il traffico proprio su Ponte Marconi o su Ponte Testaccio con inevitabile allungamento dei tempi di percorrenza.
Il cantiere, iniziato a fine luglio 2023, ha visto in una prima fase lo spostamento dei sottoservizi e l’allestimento della nuova passerella dedicata alle forniture, mentre in questi giorni è in corso il consolidamento delle pile al termine del quale l’impalcato sarà smontato per lasciare spazio al nuovo cavalcavia. Il nuovo ponte dell’Industria vedrà un allargamento della sede stradale che passerà ad 11 metri, rispetto agli attuali 7. Conseguentemente sarà aumentato il carico fino a 26 tonnellate, cioè fino a quello ammissibile per il transito degli autobus, non è escluso quindi che Atac possa istituire una linea bus che colleghi i due municipi.
Ponte di Ferro. Illustrazione di Giulia Ananìa
Procedono i lavori del ponte di via Giulio Rocco
Procedono, intanto, anche i lavori di demolizione e ricostruzione del ponte di via Giulio Rocco, opera importante e tanto attesa dai cittadini della Garbatella e dell’Ostiense. Il cavalcaferrovia che attraversa i binari della Linea B della Metropolitana e della Metromare, costeggiando l’edificio che ospita l’Università Roma Tre, rappresenta un’infrastruttura viaria molto importante nel nostro municipio, costituendo una valida alternativa all’attraversamento del più moderno collegamento stradale Settimia Spizzichino per chi deve dirigersi verso Garbatella o San Paolo.
Il viadotto venne costruito nel lontano 1921 all’epoca della fondazione della Borgata Giardino Concordia. Aveva resistito per circa un secolo fino a quando il sisma, che il 30 ottobre 2016 sconvolse l’Italia centrale, procurò gravi danni alla sua struttura determinandone l’interdizione al transito veicolare.
Il tanto atteso ripristino del Ponte Rocco dopo otto anni di chiusura, con un cofinanziamento Campidoglio-Regione totale di 4,8 milioni di euro, prevede la realizzazione di una struttura completamente nuova, più ampia e fruibile.
Terminate le opere di cantierizzazione, è cominciato in questi giorni lo smontaggio degli arredi. Conclusa questa fase inizierà il delicato passaggio riguardante lo spostamento dei sottoservizi (gas e telecomunicazioni). Per tutta la durata dei lavori le forniture non saranno mai interrotte. La sede stradale sarà allargata dagli attuali 6,40 metri a 12, incluso l’ampliamento dei marciapiedi, aumentando sensibilmente il livello di sicurezza per automobilisti e pedoni. Il termine dei lavori è atteso entro la fine del 2024.
Lavori a via Giulio Rocco. Foto di Alessia Samaritani
È tornato fruibile il passaggio pedonale alla Metro Piramide
Mercoledì 29 maggio, dopo 4 anni, è tornato fruibile il passaggio pedonale tra la stazione Metro Piramide, la linea Metromare e la Stazione Ostiense.
Una notizia attesa da anni, non soltanto dai cittadini dell’Ostiense, ma anche dai molti pendolari che quotidianamente si trovano a passare dalle linee ferroviarie metropolitane (FL1, FL3 e FL5) alla metro B o viceversa.
La prima interruzione del passaggio si ebbe in piena pandemia Covid, per evitare gli affollamenti. Poi si verificò la necessità di intervenire con dei lavori di ristrutturazione, considerando che l’apertura di quel tunnel avvenne in concomitanza con i mondiali di Italia 90.
“Riapriamo uno dei più importanti sottopassi pedonali della città” – ha spiegato il Sindaco Roberto Gualtieri, all’Adnkronos – “era chiuso da anni, provocando disagi quotidiani a migliaia di cittadini e turisti. Adesso fa parte dei tanti interventi con cui stiamo recuperando anni di ritardo su tutta la rete di ascensori e scale mobili legate al trasporto pubblico locale, passando in due anni dal 22% al 10% di impianti da riparare, con l’obiettivo di arrivare ad un fisiologico 5% entro il Giubileo. Grazie ad Atac e all’assessorato per il grande sforzo che stanno compiendo”.
“In questi quattro anni di chiusura, sono stati tanti gli appelli e le richieste di riapertura da parte dei cittadini e dei pendolari a cui oggi finalmente diamo una risposta positiva” ha commentato l’assessore alla Mobilità, Eugenio Patanè.
Nel corso del taglio del nastro, al quale hanno partecipato tra gli altri il Presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri e la capogruppo PD al Campidoglio Valeria Baglio, è stato annunciato anche l’inizio dei lavori del parcheggio interrato di piazzale dei Partigiani, che funzionerà probabilmente sul modello del parcheggio di scambio della stazione Sant’Agnese-Annibaliano al quartiere Trieste, dove sono previste tariffe contenute o agevolate e gratuità per gli abbonati Metrebus.
Rifacimento dei marciapiedi di via Giovannipoli
Sono partiti nel frattempo i lavori di riqualificazione dei marciapiedi di via Giovannipoli, strada di collegamento tra la Garbatella e San Paolo, saranno rifatti quelli tra largo delle Sette Chiese e viale Leonardo da Vinci sul lato del parco di Commodilla. Proprio dinnanzi al giardino sarà posto un attraversamento pedonale di nuova generazione, con illuminazione a led e ben visibile anche di giorno; all’Ottavo Colle un’analoga opera è stata già varata in via Paolo di Dono davanti alla parrocchia di San Vigilio. Nelle vicinanze, in via del Serafico, davanti al parco Mattia Presti è stato invece apposto un attraversamento semaforico pedonale.
A breve prenderanno il via anche i lavori a Tor Marancia con il rifacimento dei marciapiedi agli ingressi scolastici in viale Carlo Tommaso Odescalchi. Lo ha annunciato l’assessore ai lavori pubblici dell’VIII Municipio Luca Gasperini.
[Articolo pubblicato sul periodico Cara Garbatella, Anno XVIII – Giugno 2024/numero 64, pag. 2]
Era piena la sala che alle Industrie Fluviali all’Ostiense ha accolto mercoledì 17 aprile il Sindaco di Roma Roberto Gualtieri, con la capogruppo in Campidoglio del Partito Democratico Valeria Baglio e il segretario del PD romano Enzo Foschi. C’era un po’ di timore nell’aria che all’appuntamento si sarebbero presentati soltanto una manciata di militanti e qualche esponente dell’amministrazione municipale. Alla fine, invece, c’erano molti cittadini, alcuni con spirito tutt’altro che amichevole, venuti con la voglia di capire di come la città, non soltanto il PD, si stesse muovendo a due anni e mezzo dall’insediamento della Giunta Gualtieri.
Perché se la politica non esercita più quel fascino di cui si avvaleva fino a trent’anni fa, è anche vero che soprattutto nel nostro territorio, il rapporto con le amministrazioni, gli enti locali e i comitati dei cittadini, ha ancora un legame più o meno stretto.L’intervento del presidente Amedeo Ciaccheri in questo senso, presente per un saluto, ha assunto anche un valore simbolico, tanto che – rimarcando le differenze che vi sono tra il partito di Elly Schlein e l’esperienza della maggioranza all’VIII Municipio – ha ribadito la stretta collaborazione che perdura tra il Campidoglio e la Giunta di via Benedetto Croce.
Lo stesso Ciaccheri ha più volte sottolineato che per lavorare bene ed ottenere risultati, non solo è essenziale un’intesa totale con Sindaco e assessori municipali, ma è fondamentale avere un rapporto ben saldo con i cittadini e con le istanze portate avanti dalle varie associazioni e dalle organizzazioni che agiscono sul territorio.
Anche l’Assessore Luca Gasperini, presente in veste di iscritto al PD, si è espresso sulla lunghezza d’onda di Ciaccheri. “Alla fine, il buon lavoro, lo stare a contatto con i cittadini del Municipio, ti premia”. “Lo abbiamo visto, soltanto per fare un esempio recente, quando abbiamo portato le fioriere in via Baldovinetti, al Serafico, dove anche chi non è dalla tua parte politica si complimenta con te”.
Se il Sindaco ha ribadito per grandi linee i prossimi interventi in cantiere per la città, non dimenticando di annunciare la riapertura del Ponte dell’Industria entro dicembre e l’avvio dei lavori al Ponte di via Giulio Rocco, è stata la capogruppo Valeria Baglio a fare gli onori di casa.
Intervista a Valeria Baglio
Ogni tanto è necessario riscoprire il rapporto tra la politica e i cittadini. Forse dovreste incontrarvi più spesso con il territorio.
“Questa è un’iniziativa del PD di Roma che mette insieme le istituzioni, gli scritti e le realtà del territorio per consentirci di raccontare ma soprattutto di raccogliere le istanze dei cittadini e migliorare nella programmazione, nella realizzazione e nella trasformazione di Roma che stiamo mettendo in campo”. “Una trasformazione che si comincia a vedere dopo due anni di lavoro, che è possibile anche nella capitale d’Italia, e che ci ha visto impegnati non soltanto nell’urbanistica e nei lavori pubblici, ma anche e soprattutto sul tema del sociale della scuola perché nessuno deve essere lasciato indietro, quindi grandi investimenti, aumento dell’occupazione e risposte a chi ne ha più bisogno”.
La percezione è che Gualtieri dopo un momento di incertezza nei primi mesi, adesso si stia dimostrando all’altezza degli interventi di cui Roma ha bisogno.
“Abbiamo trovato la città immobile, senza prospettiva, e questo chiaramente ha messo tutti noi in grande difficoltà, ma con il lavoro attento del Sindaco e con moltissimo impegno siamo riusciti a rifare i bandi pubblici, trovare soluzioni per i rifiuti, lavorare per rendere il trasporto pubblico più efficiente”.
La città è andata spesso in sofferenza anche sul fronte dell’occupazione.
“Con una serie di provvedimenti siamo riusciti ad assumere educatori ed insegnanti, lavorando per l’inclusione dei bambini con difficoltà potenziando il servizio dell’OEPAC e soprattutto abbiamo ridato dignità alle aziende del Comune di Roma trovando una soluzione per scongiurare il fallimento di Roma Metropolitane, abbiamo assorbito, rispondendo a un’esigenza dei lavoratori, la Multiservizi”.
Secondo lei i cittadini devono aspettare ancora a lungo per avere dei risultati tangibili?
“Il nostro è un lavoro che ha richiesto del tempo, ma che sta dando i risultati e questi risultati noi li vogliamo continuare ad offrire nei prossimi tre anni, ma anche per il prossimo mandato perché alcune opere sono di lungo respiro”.
C’è ancora molto interesse, voglia di capire, ma anche di ribadire da che parte stare. Ovverosia dalla parte dell’umanità e della libertà, contro la barbarie.
Per questo c’erano tanti cittadini all’hub culturale Moby Dick, lunedì 8 aprile, in occasione della presentazione del libro “Controversie per un massacro”, scritto da Dino Messina, giornalista del Corriere della Sera, ed edito da Solferino.
Un libro che mette un punto finale ricostruendo, anche sulla base di nuove testimonianze, l’intera storia della più feroce rappresaglia, fino ad allora mai compiuta dai tedeschi contro la popolazione civile in una città dell’Europa occidentale, quella delle Fosse Ardeatine.
Presenti anche Francesco Albertelli, presidente dell’ANFIM, il giornalista del Corriere della Sera Paolo Conti, la professoressa Michela Ponzani, storica presso l’università di Tor Vergata e volto noto in TV anche per la trasmissione Il tempo e la storia, mentre Amedeo Ciaccheri ha portato il saluto dell’VIII Municipio che ha patrocinato l’iniziativa.
Dino Messina
Il comunicato nazista all’indomani dell’azione di via Rasella
«Nel pomeriggio del 23 marzo 1944, elementi criminali hanno eseguito un attentato con lancio di bombe contro una colonna tedesca in transito per via Rasella. In seguito all’imboscata, trentadue uomini della polizia tedesca sono stati uccisi e parecchi feriti. Il comando tedesco ha ordinato che per ogni tedesco ammazzato siano fucilati dieci criminali comunisti badogliani.»
Questo comunicato degli occupanti nazisti è l’inizio della storia ufficiale di uno degli episodi più clamorosi della Resistenza italiana.
Un sacrificio che avrebbe richiesto una narrazione corale, ma che ha registrato invece nel corso del tempo un fitto intreccio di polemiche e liti giudiziarie iniziate dopo gli avvenimenti e proseguite fino ad oggi. Ma chi svolse e decise l’azione partigiana? Come si schierò il Cln? La rappresaglia fu inevitabile? Perché nessun partigiano si consegnò? Pio XII ne fu informato? Perché non intervenne?
A ottant’anni esatti dagli eventi, Dino Messina ha dunque messo in ordine, con dovizia di particolari, con documenti e prove, tutti gli accadimenti, raccontando anche i processi ai responsabili della rappresaglia, Kesselring, Mälzer, Mackensen, Kappler e Priebke. E le dispute politiche ancora scottanti, dall’intervento di Norberto Bobbio negli anni Settanta alle più recenti dichiarazioni di esponenti della maggioranza di governo.
“L’azione militare di via Rasella, fu un legittimo atto di guerra, quello che non fu legale – lo ha ribadito la professoressa Ponzani – fu la rappresaglia dei nazisti, anche perché nessuna norma internazionale l’autorizzava”.
L’assessora Maya Vetri: “In cantiere altre iniziative per coltivare la memoria”
Al nostro giornale l’assessora Maya Vetri ha ribadito che “il periodo tra il 23 marzo e il 25 aprile è un momento utile per un esercizio di democrazia nei nostri territori”.
“Come municipio abbiamo messo in pratica una serie di iniziative che prevede presentazioni di libri, incontri nelle scuole, momenti di riflessioni e che vuole riportare all’attenzione della cittadinanza e delle associazioni, non soltanto i tragici episodi dell’epoca, ma anche il ruolo centrale delle testimonianze”.
“Questo è un tratto fondamentale delle nostre politiche di cura e di tutela della memoria – conclude Vetri – tanto che ci sono in cantiere altri appuntamenti che culmineranno il 27 aprile con l’intitolazione dell’aula studio della biblioteca Joyce Lussu di via Costantino a due partigiani, Lucia Ottobrini e Mario Fiorentini”.
“Il futuro entra in noi, per trasformarsi in noi, molto prima che accada”, sentenziava il celebre poeta e scrittore Rainer Maria Rilke.
E il futuro sta inesorabilmente arrivando, sia per necessità ineluttabile sia perché il mondo dell’energia, che è ciò che muove le cose, sta cambiando rapidamente.
Parliamo proprio di energia, di fonti rinnovabili, di autosufficienza. In un futuro prossimo, si spera, ogni edificio sarà autosufficiente, senza la necessità di ricorrere a fonti esterne per riscaldare ambienti e acqua, per cucinare e per illuminare le nostre abitazioni.
Pannelli solari 2023
Il nostro territorio sarà uno dei primi ad intraprendere la strada dell’autosufficienza tanto che nei mesi scorsi l’Università Roma Tre e il Municipio Roma VIII hanno promosso la costituzione di una Comunità Energetica Rinnovabile.
Lo scopo, molto ambizioso, è quello di installare nuovi impianti fotovoltaici in tutte le sedi disponibili finanziati da investimenti pubblici, coinvolgendo comunità locale e accademici.
Si tratta della prima esperienza in cui due enti pubblici si sono uniti per dare vita a una cosiddetta CER (comunità energetica rinnovabile) con la partecipazione di piccole e medie imprese, associazioni e nuclei familiari del territorio. Iniziativa ambiziosa, se si considera che la nuova Comunità Energetica prevede la realizzazione di nuovi impianti fotovoltaici nella gran parte delle sedi dell’ateneo romano e delle scuole municipali, per una potenza totale di 3,7 MWp e una produzione di 5,2 gigawattora e un “risparmio” di emissioni in atmosfera di circa 2.200 tonnellate di CO2 l’anno.
Un’esperienza che ora diventa un vero e proprio modello per le altre amministrazioni, come dimostrato nel gruppo di lavoro ospitato al Rettorato di Roma Tre, “Comunità Energetiche Rinnovabili: il ruolo delle amministrazioni locali”, alla presenza anche di Andrea Catarci, assessore capitolino alle Politiche del Personale, al Decentramento, Partecipazione e Servizi al Territorio.
Soddisfatto dell’iniziativa il Rettore Massimiliano Fiorucci: “Roma Tre si è fatta da subito promotrice convinta di questa iniziativa altamente innovativa, prevedendo un investimento di cinque milioni di euro per la realizzazione di nuovi impianti fotovoltaici. La Comunità Energetica conferma la nostra natura di Ateneo attento alla sostenibilità sociale e ambientale e al territorio. Il nostro impegno non si limita all’energia: grazie alla CER potremo finanziare importanti progetti di ricerca e un nuovo master altamente specialistico, focalizzati su questa esperienza”.
Il Direttore Generale dello stesso Ateneo, Alberto Attanasio, ha seguito da vicino i lavori propedeutici alla costituzione della Comunità Energetica: “Partendo dalla necessità di far fronte all’aumento dei costi dell’energia, ci siamo dati un obiettivo molto più ambizioso. Stiamo completando tutte le procedure per far partire i cantieri per la realizzazione di circa 8 mila pannelli fotovoltaici sulle nostre sedi. La prossima sfida, su cui siamo già al lavoro, è quella di sviluppare sistemi di accumulo che, grazie alla ricerca dei nostri Dipartimenti, ci diano la possibilità di essere sempre più autosufficienti sul piano energetico”.
“Il nostro – spiega il presidente del Municipio Roma VIII, Amedeo Ciaccheri – è un progetto rivoluzionario e insieme all’Università Roma Tre e al Comune di Roma abbiamo costruito una grande Comunità Energetica Territoriale, che avrà come baricentro le sedi dell’università e le sedi delle scuole del territorio. Il motore sono quindi i luoghi della formazione e le comunità educanti che oggi trainano proprio questa rivoluzione pensata e immaginata con l’assessora municipale alle Politiche educative Francesca Vetrugno. Si apre – conclude Ciaccheri – una fase nuova su cui abbiamo speso energia e intelligenza più giusta e sostenibile come chiedono i ragazzi e le ragazze delle nostre scuole”.
Un lieve miglioramento, rispetto ad un anno fa, c’è stato senz’altro. Ma stando ai cittadini del municipio e soprattutto ai romani la strada è ancora lunga. La bocciatura del sistema rifiuti è uno dei principali verdetti emersi dall’ultima indagine sulla qualità della vita realizzata da Acos, l’Agenzia per il controllo di Roma Capitale, che periodicamente raccoglie il parere dei cittadini romani sullo stato dei servizi pubblici della Capitale. L’annosa questione immondizia continua infatti ad affliggere i cittadini della Capitale e tutti i municipi nessun escluso, compreso il nostro.
Basta girare a piedi alcune zone del territorio. All’Ostiense, ad esempio, via Pellegrino Matteucci è invasa dai rifiuti, non soltanto quelli traboccanti dai cassonetti dovuti a una raccolta ancora insufficiente. I marciapiedi, rifatti di recente, sono coperti da cartacce, cartoni di vino e bottiglie di birra. L’incuria divora il piccolo giardino Antonio Pisino, dove la raccolta della sporcizia è demandata a qualche volontario. La piccola area verde al confine con via Girolamo Benzoni ha l’aspetto di una discarica. Per non parlare della stessa via Benzoni. Così molte altre strade della Garbatella, di San Paolo, dell’Ardeatino, di Tor Marancia, della Montagnola, dove alla trascuratezza diffusa si somma l’accumulo di sporcizia.
Se al mancato conferimento da parte dei cittadini e alla maleducazione imperante è complicato porre un freno, sull’operatività di AMA se ne potrebbe ancora discutere a lungo. Anche perché nessuno a memoria ricorda più le squadre di operatori ecologici a piedi armate di ramazze e precedute da uno di quei mezzi con gli spazzoloni rotanti.
L’iniziativa del presidente Ciaccheri e dell’Ama
Nel frattempo il presidente Amedeo Ciaccheri e il direttore generale dell’Ama, Alessandro Filippi sono tornati sabato scorso a Garbatella per verificare lo stato delle condizioni di pulizia del territorio.
La scorsa estate un comitato di cittadini a via da Pennabilli aveva lanciato con una manifestazione una protesta sostituendosi all’Ama nella pulizia del territorio. In quell’occasione Ciaccheri aveva chiesto a Filippi di incontrare i cittadini e dare riscontro del lavoro di ristrutturazione dell’azienda municipalizzata dei rifiuti.
“Come da impegno preso – ha detto il presidente Amedeo Ciaccheri – abbiamo incontrato di nuovo i cittadini e verificato il miglioramento della situazione sul territorio di tutto il Municipio e non solo a via da Pennabilli o a Garbatella e abbiamo preso un nuovo impegno. Il prossimo 18 novembre ci sarà un incontro con tutte le realtà sociali che ci permetterà di condividere un nuovo modello di rapporti tra Municipio, Ama e Comitati che verifichi puntualmente il servizio di raccolta dei rifiuti e di decoro di questo Municipio come sperimentazione valida per tutta la città”.
“Era importante oggi esserci per dare riscontro del lavoro fatto in questi mesi e di quello che abbiamo intenzione di mettere in campo nei prossimi, mantenendo aperto il dialogo con le realtà del territorio e i cittadini, perché solo insieme riusciremo a centrare gli obiettivi per una città sempre più vicina vivibile e pulita”, ha concluso il direttore generale di Ama, Alessandro Filippi.
L’incontro dei cittadini con Amedeo Ciaccheri e Alessandro Filippi
L’opposizione di Calenda non ci sta
Simonetta Novi capogruppo della Lista Calenda attacca frontalmente Ciaccheri: “Piuttosto che incontrare in modo semi clandestino encomiabili cittadini volontari che puliscono pezzi di marciapiede del nostro territorio, il Presidente Ciaccheri farebbe bene ad avviare quell’Osservatorio Rifiuti annunciato il 4 luglio 2022 e da allora mai costituito”.
“Non è proponibile – conclude Novi – una narrazione in cui si tende a normalizzare, grazie al ruolo della cittadinanza attiva, uno stato di degrado che non è normale. Va ricordato che l’VIII Municipio è l’unico, insieme al I°, che non ha un’isola ecologica dove andare a conferire i rifiuti speciali e ingombranti”
C’era tantissima gente ai funerali di Augusta a Dragona, dove abitava insieme alla sua famiglia. E c’erano anche molti di quei cittadini della Garbatella che frequentano abitualmente o saltuariamente la trattoria romana di via Basilio Brollo.
Augusta, la cuoca storica de La Nuova Cantinetta, se ne è andata il 17 settembre dopo una breve e implacabile malattia.
Nata nel 1941 a Montefortino (in provincia di Fermo, all’epoca provincia di Ascoli Piceno) nelle “Marche zozze” – come amava raccontare con un sottile sarcasmo tipico di chi aveva affrontato l’esistenza duramente – in una numerosissima famiglia di contadini, la vita l’aveva portata prima a Configno, frazione di Amatrice, per poi giungere nella Capitale. Anche al Testaccio, dove aveva vissuto per diversi anni, insieme alla sua famiglia, era amata e conosciuta.
Ogni giorno, dal 1997, è sempre stata ai fornelli di quella piccola cucina, nel cuore della Garbatella, da dove aveva sfornato i migliori piatti della tradizione romana con cura e maestria.
Con la sua arte aveva cominciato da subito a far parlare di sé, tanto che i suoi rigatoni con la pajata, o la sua amatriciana o la sua gricia, erano conosciuti un po’ in tutta Roma.
I commensali della trattoria la ricordano anche perché aveva un sorriso per tutti, non soltanto per chi si affacciava in cucina per farle i complimenti o semplicemente per porgerle un rapido saluto mentre era al lavoro.
Alla figlia Jolanda, al genero Paolo e al nipote Pietro le condoglianze della redazione di Cara Garbatella.
Si è riunito martedì 12 settembre all’VIII Municipio il primo appuntamento del tavolo municipale sulla mobilità sostenibile. Alla presenza del presidente Amedeo Ciaccheri, con l’assessore municipale alla Mobilità, Luca Gasperini hanno partecipato il Comitato Mobilità Sostenibile VIII Municipio, Legambiente Garbatella, Salvaiciclisti e Fiab Ruota Libera. Il tavolo per la mobilità si è costituito per programmare azioni congiunte tra associazioni locali e amministrazione municipale sul tema della sicurezza stradale e della promozione della cultura della mobilità sostenibile a partire dal tema della ciclabilità.
Nel corso della discussione è emersa la necessità di rivedersi e di calendarizzare quindi i prossimi incontri. Il prossimo appuntamento in Municipio è per mercoledì 11 ottobre.
La soddisfazione dei vertici dell’VIII Municipio
“Abbiamo condiviso – ha commentato il presidente Ciaccheri – lo stato dell’arte su alcune operazioni infrastrutturali importanti quale la ciclabile su via Ostiense e tutto questo avviene in preparazione della Settimana della Mobilità [dal 16 al 23 settembre n.d.r.] che si svolgerà in tutta Roma”.
“Anche l’VIII Municipio – prosegue Ciaccheri – darà seguito ad appuntamenti diffusi per la condivisione dei progetti programmati dall’amministrazione locale insieme all’amministrazione centrale su strade scolastiche, ciclabilità e promozione di interventi di qualità sullo spazio pubblico che si aggiungono alla promozione sociale già avviata a partire dal progetto ‘Nonni paletta’”.
“Il tavolo è andato molto bene – ha dichiarato l’assessore municipale Luca Gasperini – perché ha avuto grosso riscontro tra le associazioni del territorio e insieme abbiamo definitivo la programmazione di progetti di promozione sul territorio per implementare la cultura della mobilità alternativa agli autoveicoli e sostenere un programma diffuso di promozione culturale proprio sul tema della sicurezza stradale”.
Salvaciclisti invita la cittadinanza a mobilitarsi
L’associazione Salvaiciclisti, rappresentata al tavolo da Alessandra Grasso, ha chiesto di affrontare con scrupolo proprio l’argomento della sicurezza stradale e di intervenire sulle cosiddette strade scolastiche e sulla salvaguardia delle strisce pedonali e delle fermate dei bus spesso occupate da auto in sosta. Per i prossimi appuntamenti ha auspicato la presenza della Polizia Locale e dei Mobility Manager del territorio. Il Mobility Manager di un’azienda ha il compito di analizzare le esigenze di mobilità dei dipendenti ed individuare soluzioni puntuali ed efficaci. Ha in pratica l’obbiettivo di ridurre l’uso dei mezzi di trasporto individuali a favore dei trasporti collettivi, ma anche di favorire la diffusione di mezzi di trasporto a minimo impatto ambientale.
Nel frattempo – proprio in occasione della Settimana Europea della Mobilità – Salvaciclisti organizza per domenica 17 settembre una biciclettata per i sette colli della città eterna, al grido “Fuori Roma dal fossile!”
Per una città libera dall’inquinamento dell’aria causato dal carburante fossile – si legge nella loro pagina Facebook – per promuovere la mobilità attiva e per restituire spazio alle persone e scoprire i famosi sette colli!
Ad ogni partecipante sarà consegnata una cartolina da vidimare ad ogni tappa/colle. L’arrivo sarà di nuovo a Piramide, dove verrà distribuito un simbolico ricordo della partecipazione a questa importante giornata. L’appuntamento è a partire dalle ore 10:00 presso il gazebo in via del Campo Boario (Piramide).
Il manifesto di Salvaiciclisti per l’iniziativa del 17 settembre
Al via dalle prime ore di lunedì 24 luglio i lavori riqualificazione del ponte dell’Industria, noto ai romani anche come ponte di Ferro. Dopo i danni riportati nell’incendio del 2021 e la successiva riapertura con limitazione alle 3,5 tonnellate, per norma il ponte sarebbe potuto rimanere transitabile soltanto sino al 2026.
Per scongiurarne la chiusura definitiva si è scelto quindi di provvedere ad una ristrutturazione completa. Tuttavia per 14 mesi – questa la durata prevista degli interventi – da via del Porto Fluviale non si potrà raggiungere Piazza della Radio e viceversa.
L’incendio dell’ottobre 2021
L’incendio del ponte nella notte tra sabato 2 e domenica 3 ottobre del 2021, oltre ad averne causato l’interruzione al traffico veicolare, aveva danneggiato la banchina sottostante, la passerella in ferro occupata dai cavi elettrici e uno dei due marciapiedi.
Il rogo sarebbe stato scaturito da un fornello a gas in un giaciglio di fortuna lungo il Tevere, ma si parlò anche di un incendio doloso.
Dopo settanta giorni arrivò la riapertura. Furono due mesi di disagi per gli automobilisti, ma anche per ciclisti e pedoni, che quotidianamente si trovavano ad attraversare i quadranti est ed ovest della città. Le ripercussioni per il traffico non ci furono però all’Ostiense, che si trovò in qualche modo alleggerita dai transiti, ma si fecero sentire considerevolmente nella zona di San Paolo, poiché in molti, come alternativa, scelsero Ponte Marconi, e al Testaccio a ridosso dell’ex mattatoio.
Una veduta da ponte Testaccio
Gli interventi previsti, si allarga la sede stradale
Nella prima fase degli interventi sarà realizzata una passerella provvisoria su cui posizionare i sottoservizi presenti sul ponte, in modo da non interrompere mai le forniture di luce, gas e telecomunicazioni agli abitanti della zona. La passerella naturalmente sarà smontata al termine dei lavori.
Nelle fasi successive sarà completamente smontato l’impalcato, per provvedere poi al consolidamento delle strutture di sostegno e al restauro delle travi reticolari.
In seguito il ponte sarà rimontato allargando però la sede stradale che passerà ad 11 metri, rispetto agli attuali 7. Conseguentemente sarà aumentato il carico fino a 26 tonnellate, ciò consentirà anche il transito degli autobus. Non è escluso quindi che ATACpossa istituire una linea bus che colleghi tramite il ponte il Municipio VIII con l’XI.
Nel corso dei lavori, la pista ciclabile lungo la banchina del Tevere non subirà alcuna chiusura.
La pista ciclabile sotto al ponte dell’industria
La soddisfazione dell’assessora ai lavori pubblici di Roma Capitale
“Senza i lavori – commenta l’assessora ai Lavori pubblici di Roma CapitaleOrnella Segnalini – il Ponte dell’Industria era destinato a chiudere per sempre”. “Alla fine dei lavori, avremo un ponte più sicuro, anche sismicamente, transitabile dagli autobus e grazie alla nuova passerella percorreranno percorso da pedoni e disabili senza rischio”. “La struttura storica sarà restaurata e risanata e Roma avrà di nuovo il suo Ponte dell’Industria”. “Con il Sindaco Gualtieri – conclude Segnalini – abbiamo lavorato per realizzare un progetto valido e nei tempi più brevi possibili”. “I finanziamenti del Giubileo 2025 rappresentano una sfida importante per la città: Roma si trasforma per migliorare l’accessibilità per tutti gli abitanti e per i tanti pellegrini che saranno accolti a partire dall’8 dicembre 2024”.
I lavori sono stati finanziati con circa 8 milioni di euro di fondi giubilari. Gli interventi sono stati affidati ad Anas, che ha stretto una convenzione con il Comune di Roma.
Un boato nell’oscurità, che ha svegliato gli abitanti di via Caffaro.
Intorno alle 3:40 di martedì 18 luglio, nel cuore di una delle notti più infuocate di sempre, alcuni malviventi hanno tentato una rapina al negozio Compro Oro in corrispondenza del civico 95. Uno sconquasso che ha interrotto il sonno di molti cittadini.
Immediatamente si sono attivati i sistemi di allarme, compreso il fumo antirapina. Nel giro di pochi minuti sono giunti sul posto la polizia e la vigilanza privata. Degli autori, sembra tre, non c’era più traccia.
Secondo quanto raccontato dai commessi del negozio, i ladri hanno dapprima rimosso un’autovettura parcheggiata davanti alla saracinesca. Poi con una seconda macchina, di provenienza furtiva, hanno tentato di infrangere serranda e vetro blindato salendo a tutta velocità a retromarcia.
Gli autori di quella che in gergo è chiamata “spaccata”, da quanto è trapelato, non sono riusciti a portare via nulla.
Foto presa dal gruppo Facebook “Sei de Garbatella se”
Nel frattempo tra gli abitanti del quartiere sulla pagina Facebook “Sei de Garbatella se” si è scatenato una sorta di dibattito con qualcuno che evidenziava quanto il livello criminale nei quartieri si sia alzato notevolmente, mentre altri facevano notare che episodi di questo tipo sono tutt’altro che infrequenti.
Qualcuno ha anche ricordato un tentativo di sfondamento all’Unicredit di via Padre Semeria, avvenuto qualche anno fa.
Gli inquirenti intanto passeranno al vaglio tutte le immagini delle varie telecamere di videosorveglianza, nel tentativo di trovare elementi utili all’indagine in corso.
Come avevamo preannunciato nella nostra edizione cartacea di giugno, sono partiti i lavori di riqualificazione di viale Guglielmo Massaia.
Gli interventi, per un importo complessivo di circa 720mila euro, riguarderanno il rifacimento della sede stradale e l’istallazione di una nuova segnaletica stradale orizzontale. Saranno realizzate due rotatorie provvedendo contestualmente alla ristrutturazione dei marciapiedi. I circa 700 metri di tracciato cittadino saranno rifatti completamente, si tratta del tratto di strada che unisce Piazza Michele da Carbonara e Piazza Oderico da Pordenone.
Le piazzole per la fermata degli autobus
La novità, oltre all’ampliamento in corrispondenza degli attraversamenti pedonali, sarà la realizzazione di moli di fermata per i mezzi pubblici. Al tempo stesso saranno piantati degli alberi risistemando quelli presenti.
“Il nostro ufficio – ha spiegato l’assessore ai lavori pubblici dell’VIII Municipio Luca Gasperini – si adopererà affinché i lavori si svolgano nei tempi previsti monitorando al tempo stesso l’andamento del cantiere”.
Sulle reti del primo cantiere aperto sono presenti delle illustrazioni e dei cartelli esplicativi per informare la popolazione quelli che saranno gli esiti finali.
Durante lo svolgimento dei lavori non è prevista la chiusura della strada, probabilmente si opterà per una riduzione della sede stradale. Così come non sono previste deviazioni per le linee bus che vi transitano, vale a dire la 715 e la 716.
L’apertura del primo cantiere in viale Massaia
La soddisfazione dei cittadini e del presidente Ciaccheri
Si tratta quindi di una buona notizia per i cittadini della zona che da tempo denunciavano lo stato di ammaloramento del piano viabile e dei marciapiedi. “Speriamo che i lavori non durino a lungo, ma l’importante è che si facciano”, è il pensiero comune degli abitanti. “L’auspicio è che si arrivi a metà settembre con l’arteria regolarmente percorribile”. “In quel mese, in concomitanza con l’apertura delle scuole, ci sarà un inevitabile aumento del traffico”.
“Viale Massaia è una strada storica di Garbatella – ha sottolineato il presidente del Municipio Roma VIII, Amedeo Ciaccheri – un asse fondamentale di collegamento tra via Cristoforo Colombo e Circonvallazione Ostiense”. “Da tempo le condizioni di questa strada richiedevano una manutenzione straordinaria e questa manutenzione è finalmente iniziata.”
“Rifacimento dei marciapiedi, del sedime stradale, degli invasi, delle alberature, nuove piantumazioni là dove mancavano – conclude il presidente Ciaccheri – ma soprattutto due rotatorie che interromperanno la linearità della circolazione diminuendo quindi la possibilità di una velocità fuori dalla norma”. “Era una strada che richiedeva questo intervento da tempo e che comincia proprio in questi giorni caldi di luglio”. “Continuerà anche nei prossimi mesi toccando sezione per sezione la strada con un intervento complessivo. Un lungo lavoro che finalmente oggi vediamo avviarsi”.
Tancredi, Nela, Vierchowod, Ancelotti, Falcao, Maldera… Chi non ricorda l’incipit di quella formazione giallorossa che ha fatto sognare i tifosi romanisti facendosi apprezzare anche dai supporters avversari?
Una squadra che giocava un calcio totale, a zona, come si diceva all’epoca. Cinque anni di bel gioco, i cui artefici furono il presidente Dino Viola e l’allenatore svedese Nils Liedholm.
Quella Roma, oltre allo scudetto del 1983, vinse anche tre coppe Italia, di cui due in finale contro il Torino e decise entrambe dai calci di rigore. Ironia della sorte, Ciccio Graziani sbagliò dal dischetto in entrambe le finali. Passato alla Roma, l’attaccante di Subiaco sbagliò anche il calcio di rigore più importante, quello contro il Liverpool nella finale di Coppa dei Campioni il 30 maggio del 1984.
Il 30 maggio è una data particolare perché è anche quella della scomparsa (dieci anni dopo) di Agostino Di Bartolomei. Capitano coraggioso, dotato di un tiro micidiale, Ago era nato e cresciuto a Tor Marancia. Prima di passare nel vivaio giallorosso aveva calcato giovanissimo i campi dell’OMI.
Dopo quarant’anni un libro racconta quello scudetto
A quarant’anni di distanza, l’epopea di quella squadra è stata raccontata nel libro “Campioni” uscito recentemente e presentato al Bar Paolo di via Luigi Fincati 15, alla Garbatella.
La Garbatella fu uno dei quartieri di Roma dove si ebbero i festeggiamenti maggiori, tanto che ancora oggi alcuni muri portano i segni e le scritte di quella festa popolare.
Il libro è un lavoro corale, che ha visto la partecipazione di Giorgio Martino, Marco Emberti Gialloreti, Francesco Goccia, Marianna Monello e del bomber Roberto Pruzzo.
Composto da circa 200 pagine, dal costo di € 17.90 ed edito da Il Giornale di Roma, il volume racconta cronologicamente il campionato della Roma nell’anno 1982/1983.
Il 1982 fu un anno fastoso per il calcio italiano, con la squadra azzurra guidata da Enzo Bearzot trionfatrice ai mondiali di Spagna. Oltre ai gol di Pablito, al portiere Zoff con la coppa alzata, all’urlo di Tardelli e all’esultanza di Sandro Pertini, uno dei ricordi indelebili di quel mondiale furono le discese sulla destra e i cross di Bruno Conti. Proprio Conti si rivelò alla fine uno dei migliori giocatori di quel mondiale e lo sarà ancora per diversi nella Roma di Liedholm e poi in quella di Eriksson.
Il libro, oltre a fornirci delle interviste e delle schede dettagliate per ogni giocatore, ci offre le illustrazioni di tutti gol della camminata giallorossa verso lo scudetto. Tra queste la rete di Pruzzo contro il Genoa che l’8 maggio del 1983 sancì la vittoria del tricolore.
Marco Albani, titolare del bar di via Fincati
Le immagini e le fotografie iconiche del trionfo giallorosso
Ma ci sono anche immagini iconiche – molte sono tratte dall’archivio personale di Fabrizio Grassetti, presidente dell’Unione Tifosi Romanisti – come l’esultanza di Falcão nel gol contro il Pisa all’Arena Garibaldi. Fu un’esultanza rabbiosa, perché arrivava al termine di una settimana di polemiche seguite alla sconfitta casalinga contro la Juventus quando proprio il centrocampista di Porto Alegre aveva portato in vantaggio la Roma. Poi Michel Platini e Sergio Brio rovesciarono le sorti della gara regalando i due punti ai bianconeri. Alcuni tifosi ricorderanno che al termine della partita un cane pastore in dotazione alle forze dell’ordine morderà proprio Brio mentre si stava recando negli spogliatoi.
In chiusura il libro ci regala un’interessante intervista a Valerio Bianchini, allenatore del Banco Roma di basket campione proprio nel 1983 (era il 19 aprile). L’anno successivo quella formazione si aggiudicò la Coppa dei Campioni contro il Barcellona e la Coppa Intercontinentale a San Paolo del Brasile.
“Garbatella odia laziali e fascisti” e “Lazio merda!” sono le scritte vergognose e intimidatorie comparse sabato scorso ai lati dell’ingresso del Piccolo Teatro Garbatella di via Ignazio Persico 80/a, dove gli iscritti di Lazio e Libertà si sono riuniti in assemblea. Una scritta nera con un font molto simile, per non dire identico, a quello usato dall’estrema destra accompagnata da una falce e martello, simbolo che ormai si usa poco persino all’estrema sinistra.
La nascita dell’associazione Lazio e Libertà
Per chi non lo sapesse Lazio e Libertà è un’associazione nata sugli spalti dello Stadio Olimpico. Si batte contro ogni forma di discriminazione razziale e territoriale e che fa propri i valori della Costituzione Italiana e quindi dell’antifascismo. Ha come simbolo un disegno caricaturale della testa di un’aquila e la scritta SEL, opera del celebre vignettista Stefano Disegni. Il loro scopo è esclusivamente quello di tifare evitando qualsiasi riferimento alla politica e combattendo al tempo stesso qualsiasi tipo di razzismo.
Da 3 anni questa associazione ha visto crescere il numero degli iscritti e dei tifosi biancocelesti che rifiutano la folle etichetta di laziale=fascista. Sì perché a dirla tutta questa etichetta, legata senza dubbio a lugubri parate viste in Curva Nord, ha stancato anche chi non tifa la Lazio, ma che ha parenti, coniugi, amici e simpatizzanti biancocelesti tutt’altro che fascisti.
Un’etichetta semplice, lineare, soprattutto per chi non vive lo stadio, per chi non conosce le dinamiche delle varie curve italiane, ma anche per chi non si pone domande non andando oltre l’ipocrita narrazione di una certa stampa. Gli esempi sono innumerevoli – soprattutto se confrontato con quanto avviene in altre Curve d’Italia – tanto che qualcuno, non a torto, lo chiama l’antifascismo a targhe alterne.
Sbirciando tra l’elenco degli iscritti troviamo anche il direttore del TG5 Clemente Mimum, il giornalista della RAI Riccardo Cucchi e il produttore cinematografico Giannandrea Pecorelli che ricopre la carica di presidente.
Le scritte comparse all’ingresso del Piccolo Teatro della Garbatella
Ciaccheri: “Sarei felice di incontrare i membri dell’associazione”
Tornando a noi, considerando che i membri dell’associazione sono già stati minacciati e aggrediti da alcuni fascisti, figuriamoci se si fanno intimidire da una scritta.
Anche perché molti tifosi giallorossi incontrati alla Garbatella da chi scrive si sono detti stupiti per una cosa del genere, ovverosia che l’odio viscerale “per motivi pallonari” alberghi nel quartiere. Va bene il campanilismo, gli sfottò, ma l’odio per i tifosi avversari lo lasciamo agli altri.
Qualcuno, come Enzo Foschi, vicesegretario del PD del Lazio e giallorosso DOC è stato più categorico. “Non è roba nostra”, che tradotto vuol dire che non è di provenienza giallorossa, né della Garbatella, né che tantomeno viene da sinistra. E c’è da pensare che forse abbia ragione.
Anche il Presidente dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri, da noi interpellato, ha detto la sua: “Di solito non mi esprimo su ogni singola scritta che esce sui muri del territorio, ma è un messaggio idiota perché il legittimo sentimento antifascista nulla a che spartire con motivazioni d’odio associate alla fede calcistica”. “Sarò felice di incontrare i membri dell’associazione – conclude Ciaccheri – per ribadire che questo quartiere non coltiva sentimenti d’odio legato allo sport e anzi li combatte in ogni sua rappresentazione”.
Al via da giovedì 4 maggio, alle ore 18:00 negli storici locali della ex sezione del PSI, ora sede del Circolo dei Socialisti – Forum Terzo Millenium, di via Edgardo Ferrati 12, alla Garbatella, un ciclo di incontri in cui il pensiero liberalsocialista sarà declinato nella vita di tutti i giorni. Gli incontri, organizzati da Azione – Lista Calenda Sindaco, verteranno su diversi temi, in particolare sui diritti civili e sui diritti sociali. Sanità, istruzione, diritti delle persone e delle famiglie: insieme al lavoro, sono attualmente le priorità di ogni cittadino.
Il programma della prima serata
Nella prima serata, dopo una breve parentesi sulla storia del pensiero socialista liberale, saranno la sanità, la scuola pubblica e i diritti della persona, delle famiglie e delle donne a concentrare l’attenzione dei relatori che, in un dialogo intergenerazionale, analizzeranno quanto l’approccio socialista liberale sia fondamentale per proteggere conquiste già realizzate e proiettare gli sforzi verso nuove frontiere ancora tutte da conquistare.
La storica sede dei socialisti di Garbatella
Simonetta Novi: “Lavorare a nuove riforme per un Paese più giusto e più libero”
“Il punto di vista di persone con esperienza e persone più giovani è fondamentale per alimentare il confronto”, così Simonetta Novi, consigliere Lista Civica Calenda Sindaco di VIII Municipio, tra gli organizzatori della serata.
“In un momento storico così delicato, con la sanità pubblica in grave difficoltà, una scuola pubblica di qualità che si sta frantumando e la precarietà del lavoro che coinvolge il 22% complessivo della forza lavoro italiana, è quanto mai urgente lavorare per arrivare quanto prima ad un nuovo 1978”. “Proprio nell’anno terribile del terrorismo, il 1978, la politica italiana riuscì a portare a casa 3 riforme fondamentali, che portarono uguaglianza e libertà al nostro Paese: la legge 180/1978, cosiddetta Legge Basaglia, che decretò la chiusura dei manicomi; la legge 194/1978 sull’interruzione volontaria di gravidanza e la legge 833/1978 che istituì il Servizio Sanitario Nazionale. Tre spinte dal basso che furono raccolte dal Parlamento Italiano e trasformate in strumenti normativi”.“Aprire il dibattito, a distanza di quasi 50 anni, sulle ferite di oggi, che rendono il Paese meno giusto e meno libero, vuol dire ascoltare e lavorare per nuove riforme”. “Un ringraziamento particolare al Circolo dei Socialisti di Garbatella che ha deciso di ospitare il dibattito – conclude Novi – un luogo storico dove tante battaglie sono iniziate”.
La capitale si prepara alle celebrazioni della Festa della Liberazione. L’VIII Municipio sarà teatro di numerose iniziative che vedranno per tre giorni, dal 23 al 25 aprile, dibattiti, commemorazioni, spettacoli musicali e teatrali, proiezioni di film.
Un’anticipazione di questo ricco carnet ci sarà domenica 16 aprile al Millepiani Cooworking in via Nicolò Odero 13. Alle ore 18:00 è in programma la proiezione del film “Nata due volte, storia di Settimia, ebrea romana”.
La vicenda di Settimia Spizzichino
Settimia Spizzichino – alla cui memoria è dedicato il cavalcavia ferroviario della Circonvallazione Ostiense – è stata l’unica donna sopravvissuta al rastrellamento del ghetto di Roma del 16 ottobre del 1943.
Scomparsa il 3 luglio del 2000, nel corso degli anni è diventata una delle memorie storiche della Shoah italiana. Fu deportata insieme alla madre, due sorelle e una nipotina.
Dopo sei giorni di viaggio in un carro bestiame, Il 23 ottobre, nel campo Auschwitz-Birkenau iniziò la selezione dei deportati di Roma; mentre la madre e la sorella Ada con la bambina in braccio furono destinate direttamente alla camera a gas, Settimia con la sorella Giuditta finì nella fila degli abili al lavoro. Delle 47 donne rimaste dopo questa prima selezione, Settimia fu l’unica a tornare a casa. Sino alla sua morte ha vissuto alla Garbatella e alla sue compagne di prigionia ha poi dedicato il suo libro di memorie.
Gli ospiti della serata
All’iniziativa parteciperanno Antonio Parisella, presidente del museo storico della Liberazione di via Tasso e Maya Vetri, assessora alle politiche culturali dell’VIII Municipio. Sono previsti gli interventi di Miriam Spizzichino, nipote di Settimia e del regista del film Giandomenico Curi.
La serata sarà introdotta e coordinata da Micaela Procaccia.
L’VIII Municipio ha dato il proprio patrocinio all’iniziativa. L’ingresso è gratuito.
Momenti di sconcerto e preoccupazione all’Ardeatino nella mattinata di Pasqua. A turbare la tranquillità che solitamente caratterizza le domeniche in una zona residenziale quale quella adiacente al Parco Scott, due incendi a pochi metri di distanza e a poche ore l’uno dall’altro.
Il primo ha investito e distrutto il gabbiotto di una farmacia dove si effettuano i tamponi per il rilevamento dell’infezione da Covid-19, all’intersezione tra via Giacomo Trevis e via Alfonso Maria Massari.
Il secondo rogo – anch’esso in via Trevis – ha investito uno scooter parcheggiato sul marciapiede all’altezza del civico 55. Le fiamme che lo hanno avvolto hanno anche intaccato e danneggiato in parte una Fiat Panda Rossa.
Il gazebo della farmacia distrutto dalle fiamme
Due allarmi nel giro di poche ore
Il primo evento, quello che ha distrutto il gazebo della farmacia, si è verificato poco dopo le 11:00 del mattino. L’incendio dello scooter ha avuto luogo invece tra le 14:30 e le 15:00.
I primi a intervenire, chiamati dagli abitanti della zona, sono stati i Vigili del Fuoco. Poi è stata la volta di una volante della Polizia di Stato a cui ha fatto seguito l’arrivo delle pattuglie della Polizia Locale di Roma Capitale. La stessa cosa è accaduta dopo poche ore, con l’incendio dello scooter e un nuovo allarme alla centrale del 115.
Naturalmente sono state formulate diverse ipotesi, quella più accreditata è che si tratti di due incendi dolosi.
Lo scooter dopo il secondo rogo
Non si è esclude nessuna ipotesi
Se un gabbiotto non può prendere fuoco da solo, l’autocombustione per un mezzo a motore è un’ipotesi che comunque non può essere scartata a priori. Ma sulla mano di qualcuno ci sono pochi dubbi. I dubbi rimangono sul collegamento tra i due episodi e quindi sul fatto che si tratti della stessa mano.
Su questo indagheranno gli inquirenti che probabilmente passeranno al vaglio alcune telecamere di sicurezza della zona.
Nel frattempo i caschi bianchi stanno cercando di risalire al proprietario dello scooter, la cui targa si è liquefatta. Un traccia potrebbe arrivare dai numeri del telaio.
Il mezzo è risultato privo di catena antifurto, per cui non è nemmeno escluso che possa essere stato abbandonato lì e poi dato alle fiamme.
335 spine nel cuore, così recitava uno dei tanti striscioni portati alla manifestazione di mercoledì 23 marzo. Un corteo variopinto – composto soprattutto da migliaia di giovani e dagli studenti delle scuole dell’VIII Municipio – quello che ha attraversato alcune strade del territorio per raggiungere il sacrario delle Fosse Ardeatine, dove il 24 marzo del 1944 la furia e la ferocia dell’occupante nazista compì la più ignominiosa delle stragi nella capitale.
Una manifestazione voluta dalla giunta di via Benedetto Croce a cui hanno partecipato anche amministratori di altri municipi, tra cui Paola Angelucci, in rappresentanza del IX Municipio, oltre ad esponenti di molti partiti politici, delle associazioni di quartiere, dell’ANED, dell’ANFIM e dell’ANPI.
L’intervento del presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri
L’appuntamento alle 9:30 a piazza Sant’Eurosia ha visto da subito una nutrita partecipazione di giovani. Le note della banda della Polizia Locale di Roma Capitale hanno dato il via alla manifestazione a cui è seguito l’intervento del presidente Amedeo Ciaccheri. Il minisindaco ha ricordato che “la strage delle Fosse Ardeatine è raccontata in tutti i libri di storia delle scuole europee”. “In questo momento storico, in cui la guerra torna ad affacciarsi quotidianamente nelle nostre vite, la memoria è una leva e un testimone di pace per chiedere che le democrazie in Europa si impegnino per riportare la pace nel vecchio continente e non solo”.
Uno dei tanti striscioni presenti alla corteo
Le dichiarazioni del capogruppo PD Flavio Conia
Il capogruppo del PD Flavio Conia era presente in piazza con gli altri consiglieri: “Anche quest’anno la comunità dell’VIII Municipio si è ritrovata per un percorso della memoria verso le Fosse Ardeatine per ricordarne i martiri, che sono il nostro punto di rifermento valoriale per tutto il territorio e per tutta la comunità politica”. “Questa giornata – ha sottolineato Conia – incarna una prassi che tutte le amministrazioni dovrebbero seguire, ovverosia guidare la comunità educante e l’intera comunità territoriale in un percorso di costante ricordo della memoria del nostro Paese”.
Il corteo sotto il palazzo della Regione Lazio
Il fiore del partigiano
In testa al corteo – che è andato via via crescendo nel percorrere via Macinghi Strozzi e le strade di Tor Marancia – lo striscione del Municipio: Corteo per la memoria e per la pace. Ricordando l’eccidio delle Fosse Ardeatine.
C’era molta voglia di manifestare, non soltanto per ricordare quanto accaduto 79 anni fa. Era importante ritrovarsi anche all’indomani degli ultimi episodi di antisemitismo a cui abbiamo assistito durante l’ultimo derby capitolino, senza dimenticare che pochi giorni prima in alcune zone della città erano stati affissi degli striscioni in ricordo niente di meno che del terrorista e assassino neofascista Pierluigi Concutelli recentemente scomparso.
Molti ragazzi avevano in mano dei fiori (Il fiore del partigiano, ci ha fatto notare una liceale) oltre a tanti palloncini colorati a rimarcare la differenza con un mondo in grigio scuro, che appartiene soltanto al passato.
Torna la maratona di Roma, giunta alla 28esima edizione. Domenica 19 marzo saranno tre le gare che attraverseranno la città: la Acea Run Rome The Marathon con il classico tracciato di 42,195 km in programma alle 8:00, la staffetta Run4Rome che partirà alle 8:15 seguendo il percorso della maratona e la stracittadina Sn4ifun Run di 5 km (si snoderà tra i Fori Imperiali, le Terme di Caracalla e il Circo Massimo) il cui start è previsto alle 8:30. Oltre 30.000 atleti iscritti alla manifestazione.
Nella mattinata e nelle primissime ore del pomeriggio quindi difficile, se non impossibile, muoversi in città con auto, moto e scooter.
Ma i disagi potrebbero non finire al termine della gara. Alle 18:00 all’Olimpico è in programma il derby Lazio-Roma. La partita molto probabilmente vedrà il tutto esaurito, per cui le forze dell’ordine saranno chiamate agli straordinari e a presidiare arterie e incroci. Nello specifico, per i due eventi, sono stati mobilitati 800 agenti della Polizia Locale.
La gara per le strade dell’VIII Municipio
Anche il nostro municipio sarà in parte attraversato dalla maratona. Le prime chiusure scatteranno intorno alla mezzanotte per interessare alcuni tratti della Circonvallazione Ostiense e della Cristoforo Colombo. Chiuso il Ponte Settimia Spizzichino.
Altrettanto avverrà sulla via Ostiense che resterà chiusa tra Via Tessalonica e viale Ferdinando Baldelli e tra via Tessalonica e via Valco di San Paolo. Altre strade resteranno chiuse dalle prime ore della mattinata, altre ancora saranno soggette a divieti di sosta con rimozione.
Le chiusure al traffico interesseranno naturalmente tutto il centro storico e quindi alcune porzioni dello stesso che sono confinanti con l’VIII Municipio, a ridosso del piazzale Ostiense e di Piazza di Porta San Paolo. Interdizioni al transito anche sul lungotevere Testaccio.
Previste deviazioni e limitazioni di percorso per molti autobus
Limitazioni di percorso o deviazioni interesseranno alcune linee bus che percorrono le strade dell’VIII Municipio, tra queste le linee 671, 715, 716, 766, 792.
Non è previsto per il momento da parte di ATAC un incremento delle corse della metropolitana, mentre per tutto il tempo della manifestazione, la stazione di Colosseo resterà chiusa per cui i treni vi transiteranno senza fermare.
Tante le ipotesi di spostamento dei banchi in vista della riqualificazione della zona
C’è preoccupazione tra gli abitanti di via Eusebio Chini all’Ardeatino. Ad insospettirli alcuni sopralluoghi effettuati da una squadra di operai nell’area verde adiacente il civico 22 per l’eventuale sistemazione dei banchi del mercato di piazza dei Navigatori, dove è in corso un programma di riqualificazione della piazza, che prevede interventi della durata di circa un anno e mezzo.
L’area di via Chini, dove potrebbero arrivare i banchi del mercato, è separata dal condominio soltanto da una rete metallica e gli abitanti avevano chiesto di acquisirla per trasformarla in un giardino condominiale.
Per lungo tempo il terreno risultava né di proprietà privata né di proprietà pubblica, mentre ora pare che il Municipio abbia presentato una istanza per la presa in carico.
Alla luce di queste informazioni i cittadini hanno organizzato un’assemblea alla quale hanno partecipato Simonetta Novi capogruppo Lista Civica Calenda Sindaco, Franco Federici capogruppo di Fratelli d’Italia e Michele Marini di Sinistra Civica Ecologista presidente della Commissione Commercio dell’VIII Municipio.
Tra le considerazioni espresse, i residenti hanno avanzato la proposta di spostare provvisoriamente i banchi nella zona del nuovo parco di via Antonio Malfante, proprio alle spalle di piazza Navigatori.
Simonetta Novi si schiera al fianco degli abitanti: “L’area verde di via Chini non è ipotizzabile in quanto mai nessuna Asl autorizzerebbe uno spazio non pavimentato e a ridosso delle civili abitazioni per l’ospitalità di banchi mercatali, senza contare i costi per allestire scarichi in fogna e attacchi di luce e acqua. Riteniamo – prosegue Novi – che lo spostamento ideale sarebbe presso il mercato di via Santa Galla già predisposto sia di utenze che di scarichi. Presenta almeno 3 banchi vuoti immediatamente utilizzabili e molto spazio per posizionare altri 5 box. Gli stessi esercenti usufruirebbero di uno spazio mercato già ben conosciuto dai cittadini, in un quadrante ad alto tasso di popolazione”.
Un’ulteriore via d’uscita, secondo la Lista Calenda Sindaco, “sarebbe quella di spostare i box del mercato di piazza dei Navigatori o in piazza Cesare Nerazzini, nel parcheggio pavimentato e scarsamente utilizzato, o nell’area di via Marco e Marcelliano, nel parcheggio ancora chiuso, che avrebbe il vantaggio di coinvolgere i cittadini di Tormarancia.
Ora la palla passa al Municipio, con la convocazione congiunta delle Commissioni Lavori Pubblici e Commercio, da cui probabilmente usciranno delle novità.
Eletto alla Pisana Claudio Marotta con 6.092 preferenze, buona l’affermazione della Lista Verdi Sinistra con il 10,72%
Nessuna sorpresa, nessuno sconvolgimento se non quello del ribaltone (annunciato) alla Regione Lazio. È ciò che emerge dal risultato delle ultime elezioni che hanno visto prevalere nettamente il centrodestra e fatto sedere Francesco Rocca sullo scranno più alto di via Della Pisana.
Una sconfitta senza termini per tutta la coalizione di centrosinistra che sosteneva Alessio D’Amato.
L’impressione è che l’ex assessore alla Sanità, conosciuto per essersi speso e distinto sia durante l’emergenza pandemica, sia nell’affrontare la situazione debitoria della sanità regionale, sia stato lasciato solo dai partiti della coalizione, impegnati più a raccogliere preferenze e a salvare il salvabile che a giocare la partita sino in fondo. Impressionante il calo dei votanti in Regione e a Roma. L’affluenza è stata del 37,2%, il dato più basso mai registrato nel Lazio.
Secondo i dati definitivi pubblicati sul sito del Ministero dell’Interno, nel Lazio ha votato poco più di un elettore su tre. Minima l’affluenza a Roma e provincia (35,18%).
Il nuovo consiglio regionale del Lazio
Rocca, forte del suo 53,8% guiderà una maggioranza di 30 consiglieri. Ventidue le poltrone a Fratelli d’Italia, autentico motore della coalizione, mentre Forza Italia e Lega Salvini se ne aggiudicano 3 a testa. Un seggio anche all’UDC e alla Lista Civica Rocca.
Il centrosinistra porta invece a casa 14 seggi, di cui 10 vanno al Partito Democratico sulla cui tenuta in pochi avrebbero scommesso. Due consiglieri se li aggiudica la Lista Calenda-Italia Viva (Renzi), uno alla Lista Civica D’Amato, e uno alla Lista Verdi-Sinistra che elegge Claudio Marotta.
La coalizione guidata da Donatella Bianchi che univa Movimento 5 stelle e Polo Progressista elegge 5 consiglieri di cui 4 se li aggiudica il partito di Giuseppe Conte.
All’VIII Municipio il centrodestra non passa
Anche in città molti municipi tuttora amministrati da una maggioranza di centrosinistra ora vedono la lancetta pendere verso destra.
Non è il caso dell’VIII Municipio, che si conferma a maggioranza democratica e progressista su tutto il territorio e che vede D’Amato raccogliere un 49,13% contro un 36,99% di Rocca e un 11,59 di Donatella Bianchi.
Tra i partiti la parte del leone la fa Fratelli d’Italia che nel municipio rastrella un 26,62%, comunque molto al di sotto del 33,62% raccolto complessivamente in Regione. Il Partito Democratico si piazza secondo con un 24,19%. Non benissimo la Lista Calenda-Italia Viva a fronte del 6,17% raggranellato nel territorio.
La formazione Verdi-Sinistra porta invece a casa un brillante 10,72%. Tuttavia, nessuno dei candidati del centrosinistra espressione del territorio è stato eletto.
Nella Lista Calenda-Italia Viva non ce l’ha fatta Simonetta Novi, che comunque non nasconde una certa soddisfazione in virtù delle 483 preferenze ricevute. “Abbiamo e ho perso, ma mi sono divertita tanto dando tutto di me”, fa sapere Novi. “Nonostante la mia fosse una candidatura di servizio, per sostenere il mio capolista Federico Petitti ed il mio partito Azione, ce l’ho messa davvero tutta”. “Non ho avuto purtroppo la soddisfazione di vedere Alessio D’Amato eletto presidente, nonostante abbia fatto un ottimo lavoro nei suoi 10 anni di Regione Lazio, prima nella cabina di regia per quadrare i conti e far uscire dal commissariamento della Sanità e poi come assessore nella gestione della crisi Covid e del ciclo vaccinale contro la pandemia”. Maya Vetri, votata da 1016 cittadini, vede il bicchiere mezzo pieno: “Mi preme sottolineare il bellissimo risultato raggiunto nel nostro territorio dalla lista Verdi-Sinistra, ma anche l’apporto dato per l’elezione di Claudio Marotta al consiglio regionale”. “La nostra presenza nei quartieri dell’VIII Municipio, fatta di ascolto e vicinanza ai cittadini e alle cittadine, è costante e sempre piena di entusiasmo; per questo siamo stati premiati”.
Si è piazzata molto bene anche Paola Angelucci, già consigliera e assessora all’VIII Municipio ora con la delega dei lavori pubblici al IX Municipio. Angelucci ha ricevuto 1136 preferenze lasciandosi alle spalle proprio Vetri.
Simone Foglio fuori dal consiglio regionale
Anche Simone Foglio (Forza Italia) non siederà al consiglio regionale, nonostante le 5581 preferenze e una campagna elettorale a cui hanno partecipato anche i big di Forza Italia tra cui Gasparri, Tajani e Polverini. “A fronte di un pizzico di comprensibile delusione – scrive Foglio sulla sua pagina Facebook – sono felice e onorato di aver avuto al mio fianco tante persone straordinarie durante questa avventura, partita solo a dicembre”. “Abbiamo combattuto a testa alta e contribuito in maniera rilevante alla grande vittoria del neo Presidente Rocca”.
Manca poco alle elezioni regionali. Domenica 12 e lunedì 13 febbraio i cittadini del Lazio saranno chiamati a scegliere il Presidente e i 49 consiglieri che compongono l’assemblea regionale. Sarà senz’altro un test per l’uscente maggioranza di centrosinistra, ma anche una mezza verifica per il governo nazionale.
Il centrosinistra propone la candidatura di Alessio D’Amato. Nato e cresciuto nella borgata di Labaro, è stato assessore alla sanità nella giunta guidata da Nicola Zingaretti. In prima linea nella lotta contro il Covid, fautore di una campagna vaccinale di spessore, è stato anche uno degli artefici del risanamento finanziario nel settore sanitario regionale.
Il principale partito della coalizione, il PD, non esprime nelle proprie liste candidati provenienti dal nostro territorio, anche se gran parte della base residente nell’VIII Municipio appoggerà Massimiliano Valeriani. Uomo chiave nella giunta Zingaretti, Valeriani è stato membro del governo regionale del Lazio con delega alle politiche abitative, all’urbanistica e al ciclo dei rifiuti.
I candidati del territorio nella coalizione che appoggia D’Amato
Sono invece tre i candidati legati al territorio che troviamo nella lista Verdi-Sinistra. Claudio Marotta, esponente di spicco di Sinistra Civica Ecologista è stato assessore alla cultura prima con l’allora Presidente Andrea Catarci, ora assessore capitolino, poi con l’attuale presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri. Ora collabora con l’eurodeputato Massimiliano Smeriglio. Paola Angelucci, figlia di Uccio, anima della Villetta e amato militante del PCI e del PDS di Garbatella, è stata eletta più volte consigliera a Via Benedetto Croce e nominata due volte assessora. Da sempre impegnata sul territorio, ora ricopre il delicato ruolo di assessora ai lavori pubblici al IX Municipio, quello dell’EUR.
Paola Angelucci
Nella lista Verdi-Sinistra troviamo anche Maya Vetri. Già esponente di spicco di Casetta Rossa, attualmente è assessora alla cultura dell’VIII Municipio. Eletta consigliera municipale con oltre 1080 preferenze, aspira ad un posto al consiglio regionale. È appoggiata da diverse associazioni tra cui il centro sociale La Strada.
Anche il Terzo Polo (Lista Calenda e Italia Viva di Matteo Renzi) appoggerà Alessio D’Amato. Nelle liste spicca il nome di Simonetta Novi. Giornalista, si è occupata di comunicazione per importanti aziende italiane, ma anche per alcune multinazionali. “Mi candido alle elezioni – fa sapere – perché se il 22% dei giovani tra i 15 ed i 34 anni non studia e non lavora, dobbiamo ampliare il repertorio delle qualifiche e portare i 170 corsi professionali attualmente esistenti nel Lazio almeno al livello dei 489 della Regione Lombardia. Più corsi per più figure professionali per più lavoro”. Animalista convinta, nota per il suo instancabile attivismo, a via Benedetto Croce Novi è all’opposizione nella giunta guidata da Ciaccheri.
Nel cuore della Garbatella la chiusura della campagna elettorale del centrosinistra
La chiusura della campagna elettorale del centrosinistra con D’Amato sarà stasera, 10 febbraio, a partire dalle ore 17:00 in Piazza Damiano Sauli. Attesi alcuni big della politica nazionale e locale tra cui Carlo Calenda, il vicesegretario regionale del PD Enzo Foschi, l’ex presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, l’europarlamentare Massimiliano Smeriglio e la consigliera comunale Valeria Baglio. Proprio Baglio ribadisce il ruolo importante avuto dal PD nella campo sanitario regionale. “Questo è un voto importantissimo e i cittadini avranno un ruolo centrale per scegliere il futuro della Regione. Dovranno scegliere tra gli ultimi dieci anni di buon governo della Regione Lazio e quindi la competenza dimostrata da Alessio D’Amato e il ritorno al passato, al disastro delle precedenti amministrazioni che hanno lasciato milioni di euro di debiti, una sanità allo sfascio”.
“La maggioranza del Partito Democratico in Regione – prosegue Baglio – ha trainato l’Ente fuori da un deficit sanitario enorme”. “Ciò ha consentito di tornare a investire nel sostegno alle imprese giovanili e femminili, nella sostenibilità ambientale, nel commercio, nella riqualificazione del patrimonio di edilizia pubblica, nei buoni libro e nel sostegno agli affitti”.
Francesco Rocca, il candidato alla presidenza del centrodestra
Il centrodestra candida invece Francesco Rocca per lo scranno più alto di via della Pisana. La candidatura di Rocca, un outsider appoggiato direttamente da Giorgia Meloni, ha creato più di qualche imbarazzo in seno a Fratelli d’Italia. Gran parte della base avrebbe voluto Fabio Rampelli, da sempre uomo forte nella capitale e già mentore di Meloni. Dopo un evento al Brancaccio organizzato da Rampelli a sostegno di due candidati (Fabrizio Ghera e Marika Rotondi), il partito romano è stato commissariato e affidato come reggente a Giovanni Donzelli. Proprio Donzelli è finito recentemente sotto i riflettori, creando non pochi disagi nel governo, dopo le pesanti accuse lanciate ad alcuni deputati del PD dopo la loro visita in carcere all’anarchico Alfredo Cospito.
Ad oggi bocche cucite in Fratelli d’Italia, all’VIII Municipio, anche perché non vi sono candidati espressione del territorio. Parla tuttavia il senatore Andrea De Priamo, politico di lungo corso, prima a Via Benedetto Croce, poi al Campidoglio ed ora a Palazzo Madama: “Siamo molto fiduciosi nella vittoria di Francesco Rocca, ottimo manager a forte vocazione sociale. Crediamo altresì in una forte affermazione di Fratelli d’Italia. C’è la concreta possibilità di una nuova stagione per la Regione Lazio che, insieme al governo nazionale, potrà rilanciare comparti fondamentali come sanità, trasporti, ambiente e turismo che incidono pesantemente sulla qualità della vita dei cittadini”.
Sempre nel centrodestra, nella lista di Forza Italia, troviamo Simone Foglio, residente nel nostro territorio. In alcune iniziative elettorali in diverse zone della città, si sono visti il ministro degli Esteri Antonio Tajani, il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri e l’ex presidente della Regione Lazio Renata Polverini.
La giornalista Donatella Bianchi candidata dal Movimento 5 stelle
Il Movimento 5 Stelle insieme ad una lista denominata Polo Progressista ed Ecologista candida come Presidente Donatella Bianchi. Volto noto del giornalismo, dal 1994 conduce su RAI 1 il programma Linea Blu. È stata presidente del WWF, non fa mistero della contrarietà ai termovalorizzatori, proponendo la raccolta differenziata al 100%.
La chiusura della campagna elettorale venerdì pomeriggio al cinema Aquila.
P.S.
Un’annotazione finale. Chiamiamoli presidenti (è questa la loro prerogativa, cioè presiedere) e non governatori. Non siamo nell’Arkansas, né in California.
Due storie simili, apparentemente a lieto fine ma che avrebbero potuto avere epiloghi tragici. Due vicende che riguardano la sanità del territorio e che hanno visto protagonisti due cittadini dell’VIII municipio, Stefano e Maria.
La speranza di essere visitato
Venerdì 3 febbraio intorno alle 17:00 Stefano, 53 anni, della Garbatella, si reca al pronto soccorso del CTO in preda a dei dolori tremendi alla gamba sinistra. Viene ricevuto da una guardia giurata alla quale dice che forse ha una flebite con una trombosi in corso. La guardia giurata lo fa accedere (dopo pochi minuti) ad un colloquio con un medico di guardia, il quale spiega che l’ospedale della Garbatella si occupa sì di arti, ma di fratture, quindi non di questo tipo di patologie. Non è disponibile quindi un angiologo, cioè un medico specialistico che si occupa di problemi legati ai vasi sanguini.
L’unica alternativa è quella di recarsi al pronto soccorso del San Camillo oppure a quello del Sant’Eugenio, all’EUR.
Giunto al nosocomio dell’EUR, Stefano trova una sola persona all’accettazione che deve far fronte a chi si reca al pronto soccorso per farsi visitare, ai familiari e ai parenti che chiedono notizie di un congiunto ricoverato. Questa persona è anche deputata ad assegnare i codici del triage.
Nella sala d’aspetto tra una ventina di astanti regna rassegnazione e incredulità.
Stefano fa presente il suo problema ed è invitato a sedersi. Pochi minuti dopo un infermiere gli fa presente che l’attesa per essere visitato supererà le 5 ore, a meno che non ci siano ulteriori emergenze in corso. Quindi in preda ai dolori decide di andarsene e di cercare un ambulatorio privato dove effettuare eventualmente un eco-doppler e farsi visitare da qualcuno. La vicenda si risolverà lunedì mattina, quando in un altro ospedale della città gli sarà diagnosticata una trombosi venosa profonda che avrebbe potuto portare, in caso di ulteriori ritardi, a conseguenze gravi, se non letali.
Le vicissitudini della signora Maria
La signora Maria (nome di fantasia) 84 anni, abita all’Ostiense. Come ci ha raccontato il figlio, lunedì 6 febbraio poco prima delle 19:00 cade nel cortile del condominio dove risiede. Una caduta apparentemente banale e a prima vista senza conseguenze. Spaventata, la signora viene accompagnata da alcuni vicini di casa nel proprio appartamento. Subito dopo Maria contatta il figlio perché ha un forte dolore alla spalla. Quest’ultimo la raggiunge e preoccupato decide di trasportarla al CTO. Purtroppo erano passate le 20:00, orario di chiusura del pronto soccorso degli arti. A questo punto si precipita al Sant’Eugenio. All’accettazione un infermiere fa presente il gran numero di pazienti ancora da trattare e chiede se non può portarla in un altro ospedale. Sbalordito, il figlio chiede in quale ospedale della città. “Al Campus!”, si sente rispondere. “Guardi, io non so nemmeno dove sia. Inoltre mia mamma non si può muovere e sente anche molto dolore”.
Le viene assegnato un braccialetto arancione e fatta attendere nella sala d’aspetto. Alle 22:00 il primo ingresso al pronto soccorso, ma il figlio deve restare fuori. Alle 3:00 del mattino finalmente arriva un primo responso. Frattura dell’omero. Ma alle 8:30 è prevista una TAC perché forse c’è il rischio di un’operazione. A quel punto il figlio chiede di poterla portare a casa, per rifocillarla e accudirla, in modo da ripresentarsi l’indomani alle 8:00.
“Meglio – si sente rispondere – così si libera un posto, ma domani vada direttamente in sala gessi senza passare al pronto soccorso”.
Il ritorno all’ospedale
La mattina poco dopo le 8:00 in sala gessi viene loro comunicato che invece devono rifare tutta la trafila al pronto soccorso.
Maria entra alle 10.00. Nel frattempo il figlio, in attesa, è preoccupato per le condizioni della mamma, non sa se le danno da bere, se la cambiano e la aiutano ad andare in bagno. Alcuni anziani, per pudore, non chiedono né alzano la voce quando sono in difficoltà e privi di riferimenti familiari.
Dopo oltre sette ore la TAC è fatta. La signora è dimessa poco prima delle 18:00 martedì 7 febbraio con un tutore e con una prognosi di un mese.
La lista Azione – Calenda Sindaco è di nuovo all’attacco degli spettacoli e dei concerti al Parco Schuster. Anche questa volta lo fa tramite la sua consigliera municipale Simonetta Novi, che in un recente video su Facebook si è scagliata ancora contro le manifestazioni musicali nell’area verde di San Paolo, causa di schiamazzi e di rumori che mettono a dura prova la tranquillità degli abitanti di via Ostiense.
Le dichiarazioni di Simonetta Novi
“In questo parco, da tre anni, viene organizzata una manifestazione nell’ambito dell’Estate Romana, non una festa qualsiasi ma una vera e propria occupazione, che per mesi ha ospitato concerti e Dj-set autorizzati fino alle due di notte, ma che regolarmente terminavano oltre le tre. I residenti dovevano attendere il deflusso dei partecipanti prima di addormentarsi, cosa che spesso è accaduta oltre le 4:00 del mattino. Da dicembre 2021 – prosegue la consigliera Novi – come Lista Calenda Sindaco abbiamo iniziato a denunciare che la manifestazione era troppo vicina alle abitazioni, che il volume della musica e la confusione superavano i limiti di legge, che la lunghezza della manifestazione era eccessiva (due mesi di inverno e quattro in estate), che la sporcizia e il vandalismo nelle abitazioni vicine e nei portoni avevano superato il limite di guardia. Abbiamo presentato due interrogazioni e una mozione, ma nonostante ciò il municipio non è intervenuto ad operare i necessari controlli che avrebbero potuto portare ad una revoca dell’autorizzazione”.
I residenti nominano un perito d’ufficio
Sono stati gli stessi residenti a nominare un perito d’ufficio, che ha dimostrato il superamento dei limiti consentiti dalla legge di 25 decibel contro i 3 previsti dalla normativa. Gli stessi cittadini pare si siano attivati con una denuncia penale nei confronti degli organizzatori. La lista Calenda ha presentato una nuova interrogazione nell’ottobre scorso per avere conferma di quanto la Giunta aveva anticipato in un’audizione nel gennaio 2022, ovverosia che Parco Schuster non sarebbe più stato autorizzato dal Municipio ad ospitare alcuna manifestazioni di qualsiasi natura.
La risposta dell’assessora Maya Vetri
La replica del municipio arriva dall’assessora alle politiche culturali Maya Vetri. “Parco Schuster – si legge nella risposta all’interrogazione – rappresenta una delle aree verdi più significative dal punto di vista aggregativo, di socializzazione e di svago nel tempo libero del nostro territorio, in cui si incontrano spontaneamente cittadine e cittadini di ogni età, nell’arco dell’intera giornata, in ogni periodo dell’anno. Il parco ha ospitato nel tempo diversi tipi di manifestazioni ed eventi: culturali, sociali, sportive, di valorizzazione dell’ambiente e del patrimonio, e, non da ultimo, cerimonie istituzionali come quella in ricordo dei caduti di Nassiriya. Fermo restando da parte dell’amministrazione locale l’intenzione di rispettare la quiete negli orari notturni della popolazione locale, nonché di mantenere viva l’attenzione e il monitoraggio sulla cura, la pulizia, la manutenzione delle strutture presenti nell’area e allo stesso tempo garantire la piena accessibilità e la piena fruizione del Parco, riteniamo pertinente valutare caso per caso in base alle specificità delle singole iniziative proposte, l’opportunità o meno di accogliere favorevolmente la realizzazione di manifestazioni e iniziative di qualsivoglia natura”.
A breve dovrebbe arrivare il nuovo bando per l’Estate Romana, per il triennio 2023-2025.
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