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Tag: CTO

Due storie di ordinaria… sanità

Due storie simili, apparentemente a lieto fine ma che avrebbero potuto avere epiloghi tragici. Due vicende che riguardano la sanità del territorio e che hanno visto protagonisti due cittadini dell’VIII municipio, Stefano e Maria.

La speranza di essere visitato

Venerdì 3 febbraio intorno alle 17:00 Stefano, 53 anni, della Garbatella, si reca al pronto soccorso del CTO in preda a dei dolori tremendi alla gamba sinistra. Viene ricevuto da una guardia giurata alla quale dice che forse ha una flebite con una trombosi in corso. La guardia giurata lo fa accedere (dopo pochi minuti) ad un colloquio con un medico di guardia, il quale spiega che l’ospedale della Garbatella si occupa sì di arti, ma di fratture, quindi non di questo tipo di patologie. Non è disponibile quindi un angiologo, cioè un medico specialistico che si occupa di problemi legati ai vasi sanguini.
L’unica alternativa è quella di recarsi al pronto soccorso del San Camillo oppure a quello del Sant’Eugenio, all’EUR.
Giunto al nosocomio dell’EUR, Stefano trova una sola persona all’accettazione che deve far fronte a chi si reca al pronto soccorso per farsi visitare, ai familiari e ai parenti che chiedono notizie di un congiunto ricoverato. Questa persona è anche deputata ad assegnare i codici del triage.
Nella sala d’aspetto tra una ventina di astanti regna rassegnazione e incredulità.
Stefano fa presente il suo problema ed è invitato a sedersi. Pochi minuti dopo un infermiere gli fa presente che l’attesa per essere visitato supererà le 5 ore, a meno che non ci siano ulteriori emergenze in corso. Quindi in preda ai dolori decide di andarsene e di cercare un ambulatorio privato dove effettuare eventualmente un eco-doppler e farsi visitare da qualcuno. La vicenda si risolverà lunedì mattina, quando in un altro ospedale della città gli sarà diagnosticata una trombosi venosa profonda che avrebbe potuto portare, in caso di ulteriori ritardi, a conseguenze gravi, se non letali.

Le vicissitudini della signora Maria

La signora Maria (nome di fantasia) 84 anni, abita all’Ostiense. Come ci ha raccontato il figlio, lunedì 6 febbraio poco prima delle 19:00 cade nel cortile del condominio dove risiede. Una caduta apparentemente banale e a prima vista senza conseguenze. Spaventata, la signora viene accompagnata da alcuni vicini di casa nel proprio appartamento. Subito dopo Maria contatta il figlio perché ha un forte dolore alla spalla. Quest’ultimo la raggiunge e preoccupato decide di trasportarla al CTO. Purtroppo erano passate le 20:00, orario di chiusura del pronto soccorso degli arti. A questo punto si precipita al Sant’Eugenio. All’accettazione un infermiere fa presente il gran numero di pazienti ancora da trattare e chiede se non può portarla in un altro ospedale. Sbalordito, il figlio chiede in quale ospedale della città. “Al Campus!”, si sente rispondere. “Guardi, io non so nemmeno dove sia. Inoltre mia mamma non si può muovere e sente anche molto dolore”.
Le viene assegnato un braccialetto arancione e fatta attendere nella sala d’aspetto. Alle 22:00 il primo ingresso al pronto soccorso, ma il figlio deve restare fuori. Alle 3:00 del mattino finalmente arriva un primo responso. Frattura dell’omero. Ma alle 8:30 è prevista una TAC perché forse c’è il rischio di un’operazione. A quel punto il figlio chiede di poterla portare a casa, per rifocillarla e accudirla, in modo da ripresentarsi l’indomani alle 8:00.
“Meglio – si sente rispondere – così si libera un posto, ma domani vada direttamente in sala gessi senza passare al pronto soccorso”.

Il ritorno all’ospedale

La mattina poco dopo le 8:00 in sala gessi viene loro comunicato che invece devono rifare tutta la trafila al pronto soccorso.
Maria entra alle 10.00. Nel frattempo il figlio, in attesa, è preoccupato per le condizioni della mamma, non sa se le danno da bere, se la cambiano e la aiutano ad andare in bagno. Alcuni anziani, per pudore, non chiedono né alzano la voce quando sono in difficoltà e privi di riferimenti familiari.
Dopo oltre sette ore  la TAC è fatta. La signora è dimessa poco prima delle 18:00 martedì 7 febbraio con un tutore e con una prognosi di un mese.

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L’ospedale CTO eccellenza nell’ortopedia, cambieranno le caratteristiche del Pronto Soccorso.

Novità per il futuro dell’ospedale CTO Andrea Alesini. È cominciato un percorso che vedrà la trasformazione del presidio ospedaliero della Garbatella in un centro di eccellenza, probabilmente nel più importante polo specialistico nel campo dell’ortopedia del centro-sud. La direzione della ASL Roma 2 riconoscerà il CTO come IRCCS (Istituto Ricovero e Cura a Carattere Scientifico) Ortopedico-traumatologico, ciò significa che assumerà anche le caratteristiche di centro per la ricerca sulla scia dello Spallanzani o dell’ospedale Rizzoli di Bologna.

“Il CTO – si legge in una nota della Asl Roma 2 – ha sviluppato nel tempo competenze specialistiche che permettono l’erogazione di prestazioni con carattere di eccellenza, di qualità tecnica e sicurezza delle cure. Il presidio, infatti, accoglie al suo interno un dipartimento ultra-specialistico in campo della chirurgia ortopedica, sia a livello della colonna, ma soprattutto a livello degli arti, in particolare chirurgia dell’anca, del gomito, della mano e del piede, con tecniche mininvasive e di trapianto di tessuti biologici al fine di assicurare cure anche in pazienti con grave compromissione degli arti. Nello specifico è presente un Pronto Soccorso mono-specialistico ortopedico e dai volumi di attività si evince che la prevalenza degli accessi complessivi avviene nelle ore diurne (8/20). Dai dati relativi all’anno 2021 si rileva come l’80% degli accessi avviene in orario diurno, mentre in orario notturno (20/08) si registra una media di 10/12 accessi di pazienti con codici non di urgenza. In considerazione di tale evidenza, in analogia con l’istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna, si propone il funzionamento del Pronto Soccorso Ortopedico del CTO per le ore diurne (8-20), mentre verrà ripristinato il Punto di Primo Intervento in H24, che garantirà la stabilizzazione del paziente in fase critica attivando, tramite Centrale Operativa del 118, il trasporto presso l’ospedale più idoneo. La scelta adottata è analoga tra le due realtà mono-specialistiche ortopediche leader in Italia”.

I cittadini del territorio possono quindi tirare un sospiro di sollievo poiché si evince che sarà mantenuto un posto di primo soccorso, per i casi più gravi saranno invece attivate tutte le procedure previste, quali il trasporto del paziente, dopo un primo intervento, nel nosocomio più vicino.
Valeria Baglio ed Enzo Foschi, rispettivamente responsabile della Sanità per il PD del Lazio e vicesegretario del PD regionale in una nota congiunta plaudono al cambiamento in vista. “Bene l’obiettivo della Asl Roma 2, confermato dall’assessore alla Sanità Alessio D’Amato, di avviare il percorso per fare del CTO un centro di eccellenza della traumatologia Italiana. Bene anche la conferma del punto di primo intervento aperto 24 ore. Come ha dimostrato l’emergenza legata al Covid19, un sistema sanitario pubblico più forte e più efficiente è un baluardo centrale ed essenziale per combattere le nuove sfide della salute e le disuguaglianze della società”. 
“C’è bisogno di una nuova visione di sistema, dalla sanità del territorio alla nuova organizzazione della rete ospedaliera – prosegue la nota congiunta – e di assumere nuovo personale a partire dalle ragazze e dai ragazzi che in questi due anni hanno contribuito, lavorando nei cosiddetti hub-vaccinali insieme agli operatori sanitari, a contenere lo sviluppo della pandemia. L’emergenza deve presto lasciare il posto a un modello sanitario più confacente alle esigenze del nostro tempo. La scelta della ASL Roma 2 va in questa direzione”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il Presidente dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri: “Bene la sfida intrapresa con l’avvio del percorso di riconoscimento come IRCCS Ortopedico-Traumatologico per il CTO per garantire eccellenza del presidio sanitario del nostro territorio. L’esempio dimostrato dall’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico Spallanzani ha evidenziato durante il periodo pandemico l’importanza strategica di istituiti di ricerca scientifica. La notizia che la ASL ha richiesto il riconoscimento di IRCCS per l’Ospedale Alesini porta il CTO ad aprire un nuovo percorso di eccellenza sanitaria di livello nazionale. Un’ottima notizia per il processo di rilancio dell’ospedale della Garbatella perché tutto questo avverrà garantendo l’accessibilità h24 per la città dei servizi di prossimità dell’ospedale in un percorso per integrare punto di primo intervento alla specializzazione ortopedica.” 


Di Stefano BAIOCCHI

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