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Tag: Garbatella

Adelio Canali ci racconta com’era la DC della Garbatella

serve gente
Adelio Canali, "Serve gente!, prefazione di Paolo Franchi e presentazione di Franco D'Emilio, Ed.Booklab, pagg.131, 12 Euro.

di Cosmo Barbato

Sulle doti di scrittore di Adelio Canali non avevamo dubbio alcuno. Il suo “La terrazza sulla Garbatella” pubblicato nel 2008 – il bel libro che racconta la sua scoperta del mondo tumultuoso dei suoi primi vent’anni (oggi ha superato gli 80) – ce ne ha fornito una prova.

La sua famiglia proveniva dalla demolita Piazza Montanara sotto il Campidoglio ed era stata “deportata” in uno dei quattro “alberghi” allestiti dal fascismo per portare lontano dalla città, in periferia, alla Garbatella, la gente povera sfrattata per le opere del regime, gli sbaraccati, gli sbandati, i sovversivi, i pregiudicati, i primi immigrati dalle altre regioni che avevano trovato asili precari ai margini o al centro degradato della Capitale. Tra di loro veri romani erano soltanto gli ebrei, anch’essi “deportati” dai quartieri sorti intorno al demolito ghetto. Una popolazione dunque quanto mai disomogenea, culture (spesso inculture), etnie, parlate diverse. Quella gente aveva soltanto in comune la solidarietà che nasceva dalla generale indigenza. Così la Garbatella plasmava una nuova unità demografica, come aveva fatto Roma tanti secoli prima. E gli abitanti degli Alberghi e dei Lotti diventavano tutti romani, pur con qualche residua specificità “garbatellese”.

Il secondo libro di Canali, “Serve gente!”, riguarda la seconda parte delle vita dell’autore, quando diventa dirigente della locale sezione della Democrazia Cristiana fino al crollo di Tangentopoli, in un quartiere in maggioranza orientato a sinistra come la Garbatella. E’ costituito da flash che non hanno un consequenzialità temporale. Sono ricordi, spesso pieni di ironia e di autoironia, molti divertenti, sempre godibilissimi, che non nascondono il “raccomandificio” del partito allora di maggioranza. Non sono riuscito a capire se Canali critica quel mondo di favori, di spintarelle, di aiutini, di promesse che non sempre potevano essere mantenute ma che comunque servivano a ispirare speranze. Egli ne parla senza veli, come un comportamento naturale di chi, con spirito generoso, fa volontariamente del bene a qualcuno. Ma Canali nel contempo non si nasconde che tutta quell’attività ha un fine: “Serve gente!”, cioè simpatie, consensi, voti. Tant’è che ci intitola il libro.
Al di là di ogni considerazione di carattere morale, il libro, come al solito ben scritto, ci sembra un documento, una testimonianza dall’interno di un mondo che, pur nello spazio ristretto di un’esperienza di quartiere, ci racconta uno squarcio di quella che è stata la vita politica in Italia, al tempo della “balena bianca”.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 9 – Marzo 2012

 

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Restaurata la scritta VOTA GARIBALDI

Restaurata la scritta VOTA GARIBALDI
di Alessandra De Luca

Si sa che per ciascuno che scrive sui muri e scappa, c’è sempre qualcuno che arriva e cancella. L’eterno inseguimento a Garbatella questa volta si è preso una tregua. La mano spietata del cancellatore si è arresa davanti alla forza del passato risparmiando una scritta sul muro che resiste alla corrosione del tempo da quasi 60 anni. La scritta, infatti, “Vota Garibaldi lista N 1” in Via Basilio Brollo non solo non è stata cancellata ma, grazie ad un intervento di restauro, oggi è stata ricondotta al suo aspetto originale.

Correva l’anno 1948, l’Italia si preparava ad un evento eccezionale: le elezioni del primo parlamento della neo Repubblica italiana. Contro il potente schieramento della DC si era costituito il Fronte Popolare, coalizione delle sinistre rappresentate principalmente dal PCI e dal PSI che adottava, come simbolo, il volto di Giuseppe Garibaldi. Fu proprio la mano di un appassionato sostenitore del Fronte Popolare a fare la scritta sul muro. Quelle elezioni saranno vinte in modo schiacciante dalla DC e segneranno l’inizio della lunga egemonia democristiana al governo del Paese, mentre del Fronte Popolare non rimarrà alcuna traccia, eccetto questa scritta sul fianco di un palazzo, indelebile come un vecchio tatuaggio.

Ottenuto il permesso dell’Ater, ex Iacp proprietario del muro, il Dipartimento XI del Comune di Roma ha affidato il restauro alla scuola comunale di Arte Ornamentale di Via di San Giacomo 8. “Il restauro”, ci racconta l’insegnante che ha coordinato il gruppo, “è stato effettuato con le stesse tecniche e gli stessi materiali che normalmente utilizziamo per restaurare gli affreschi d’arte. Il nostro lavoro non si è limitato esclusivamente al restauro della scritta, fatto già di per sé singolare, ma è stato anche quello di rassicurare le decine e decine di passanti i quali seriamente preoccupati chiedevano rassicurazioni sulle finalità del nostro intervento”. Oggi, a lavoro ultimato, rimane la speranza che il ponteggio necessario al restauro venga rimosso al più presto dalla strada in modo che la scritta possa finalmente regalare anche al più distratto dei passanti il piacere di un fugace tuffo nel passato.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 1 – Luglio 2004

votagaribaldi
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Memorie di un cuoco di un bordello spaziale

memorie di un cuoco di un bordello spaziale
Editore: Robin | Collana: I libri da scoprire | Anno edizione: 2011 | Pagine: 331 p. , Brossura | EAN: 9788873718727

Massimo Mongai (Roma, 3 novembre 1950 – Roma, 1º novembre 2016)

Il secondo capitolo delle avventure di Rudy “Basilico” Turturro, giovane cuoco
umano-terrestre imbarcato sulle astronavi nell’Agorà del XXVI secolo. Storie di
ordinaria golosità nell’universo; problemi gastronomici e non che si determinano nel contatto fra le migliaia di specie “senzienti” costrette o desiderose di frequentarsi.

Con in più, questa volta, la componente del cibo afrodisiaco all’interno di un
“bordello spaziale”, in uno dei tanti Porti Pazzi dell’universo, pianeti
relax dove accade di tutto.

 
 
 
 
 
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Percorsi di Garbatella: itinerari turistici del quartiere

percorsi alla garbatella
a cura di Associazione Bristol scritti di Gianluca Peciola foto di Patrizia Managò Editore: Associazione Bristol Pubblicazione: 2010 [Roma: Tipografia 5M]

In occasione del 90° compleanno del quartiere di Garbatella, l’associazione di promozione sociale Bristol, con il sostegno della Provincia di Roma e il patrocinio del Municipio XI, il giorno 16 febbraio 2010 alle ore 17 al Teatro 15, piazza da Triora 15, presenta ”Percorsi di Garbatella – itinerari turistici del quartiere”.

L’iniziativa è realizzata in collaborazione con il collettivo Casetta Rossa, l’associazione Progetto Laboratorio e l’associazione Il Tempo Ritrovato.

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P.UN.FO.

PUNFO

Autore Massimo Mongai (Roma, 3 novembre 1950 – Roma, 1º novembre 2016)

Nel 2075 viene inventato il “circuito Carosi-Jurgens”, un piccolo chip radiotrasmittente che, inserito sottopelle, permette ai ricchi di essere rintracciati in caso di rapimento. Successivamente questo circuito viene modificato da trasmittente in ricevente: con esso è possibile dare una leggera scossa elettrica al suo portatore, che, amplificata, provoca un vero e proprio dolore fisico. Dapprima utilizzato solo nei criminali comuni e pregiudicati per tenerli sotto controllo, la sua applicazione viene poi estesa ai sospetti, agli eversivi, ai ribelli, insomma praticamente a tutti.

È diventato “Il Circuito”. Dopo circa 3000 anni il Circuito è diffuso in gran parte dello spazio conosciuto ed ha creato un vero e proprio Impero, dittatoriale come mai nessuno prima nella storia dell’umanità, nel quale gli esseri umani si dividono in Umani Standard, quelli senza il Circuito addosso e quelli Fuori Standard, che invece ce l’hanno, e devono obbedire sempre.

Ma come spesso accade, su un lontano pianeta “Fuori dal Circuito”, si è sviluppata una civiltà speciale. Nessuno porta il Circuito e nessuno è obbligato a vivere su quel pianeta che è chiamato il “Pianeta della Menzogna”. Il nome deriva dal fatto che su quel pianeta, se richiesto dalla legge, nessuno può mentire (solo che da fuori nessuno ci crede): nel senso che esiste una macchina della verità, ultra economica e semplice, diffusa ovunque per cui se dici una bugia, la macchina se ne accorge. I processi per un omicidio diventano molto ma molto più semplici. Ma anche altri aspetti della vita quotidiana cambiano radicalmente: è impossibile truffare, tradire, abusare degli altri; o meglio è possibile farlo, ma è pressoché sicuro che si sarà scoperti a breve. Il Circuito ed il Pianeta della Menzogna, come era inevitabile vengono a contatto. E solo uno dei due potrà sopravvivere.

Per scaricare i libri online di Massimo Mongai

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La Garbatella il moderno attraverso Roma

Il moderno attraverso Roma: La Garbatella – Guida all’architettura moderna
Osservatorio sul moderno a Roma | Roma 2011, Palombi Editori | 151 pagine | Data di pubblicazione: 2011 | ISBN-10: 8860600200 | ISBN-13: 978-8860600202

di Antonella Bonavita, Piero Fumo, Maria Paola Pagliari

La Guida a cura di Antonella Bonavita, Piero Fumo e Maria Paola Pagliari,
dell’Osservatorio sul moderno a Roma con il coordinamento scientifico di Gaia Remiddi e stampata dagli editori Palombi, pubblica i materiali delle ricerche in atto da alcuni anni, in collaborazione con l’XI Municipio, sulle case e sugli edifici della Garbatella.

Una serie di sette percorsi attraverso i lotti, le case e i giardini, che raccontano le
architetture.

Una parte di Roma interessante per l’architettura del secolo scorso la cui conoscenza è assolutamente necessaria per la nostra cultura e che pone il patrimonio dell’architettura moderna romana all’altezza delle testimonianze più importanti in ambito europeo.

La Garbatella si porta il pesante fardello di essere il quartiere moderno di Roma. Certo, bisogna guardare oltre l’aspetto primo (pittoresco), quello che si mostra con forza anche ai più distratti, e oltre quell’aspetto apparente si può vedere la ricerca sul moderno, confrontabile e all’altezza di quella di altre città. Dove bisogna guardare? Al modello urbano della città giardino delle case piccole e basse e insieme alle eccezioni:
le case di Nicolosi, gli alberghi di Sabbatini, le tipologie miste (alloggi e bagni pubblici, alloggi e cinema-teatro, …) stanno a dimostrare quanto il tema (moderno!) della casa popolare sia stato assunto come compito “alto” della
ricerca e della sperimentazione sulla casa e sull’architettura. C’è da parlare allora (da studiare, capire, verificare) anche del cammino che questa architettura moderna ha percorso e come è arrivata fino a noi.

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Garbatella combat zone

Garbatella combat zone

di Massimiliano Smeriglio

Valerio Natali è un giovane di borgata, non di una qualunque borgata di Roma, ma della Garbatella, un quartiere storico e atipico che, dal fascismo in poi, ha avuto un peso importante nella storia recente della Capitale d’Italia. Valerio ha un nonno importante, che fu un uomo di riferimento della resistenza antifascista romana, ancora amato e rispettato, riconosciuto nella sua importanza anche dai giovani. Ed ha avuto, Valerio, i genitori cresciuti tra le contestazioni giovanili, gli scontri di piazza e le contrapposizioni ideologiche degenerate nella violenza terroristica degli anni ’70. Ma un ragazzo nato nel 1974 conosce quelle storie solo “di striscio”, ne ha sentito parlare e, oggi, ne vive il ricordo indiretto deviato da una serie di mistificazioni e fraintendimenti. Valerio vive ed è parte di una Roma violenta e borderline, si guadagna da vivere facendo poche mirate rapine in banca, con pochi, anch’essi mirati, complici. A guidare la sua vita sono delle certezze chiare, semplici, benché poche, rette come linee parallele che non concedono deviazioni e curve: “solo di fronte a quella specie di monumento a Pasolini non riusciva ad essere netto, chiaro con sé stesso. Pasolini era un mito, lo scrittore più letto e amato da tutta la famiglia. Geniale il pensiero, trenta anni prima di veline vip escort e smignottamenti vari, per cui non era il sottoproletariato a muoversi verso l’imborghesimento, ma la borghesia che si andava incoattendo in un’orgia barbarica di costumi e vissuti”. Un ispettore di polizia corrotto, però, trova un metodo semplice per incastrarlo e mandarlo in galera e a Valerio non resta che aspettare di scontare la pena per poter giungere a smascherare quel poliziotto corrotto ed i traffici di quartiere in cui era coinvolto. Ma l’uscita dal carcere ed il reinserimento, non sono cosa da poco. Valerio insegue traiettorie internazionali del crimine, fino a Dubai e ritorno, si vendica del poliziotto corrotto, è costretto alla fuga da Roma e, giunto in Messico, prova a ricostruire un suo vecchio progetto di vita: riaprire il vecchio bar “Garbatella combat zone” sulla spiaggia di Mazunte, in Messico. Lontano da Roma, irrimediabilmente, le ombre del passato tornano a chiedere il conto di una vita violenta…
Il racconto di Smeriglio potrebbe anche essere una buona intuizione narrativa se non ci fossero una serie di limiti che collocano il presunto romanzo in un’area di scrittura che si fatica a definire letteratura. Per prima cosa il personaggio principale: questo eroe negativo di borgata (sulla brutta falsariga dei personaggi secondari di De Cataldo) vive staccato dal resto del sottofondo cittadino in cui, pure, l’autore lo vorrebbe invece incastonare. Le sue idee, la sua vita, le sue scelte, le sue riflessioni, la sua identità, la sua violenza, la sua solitudine: non vi è nulla di corale o di collettivo che faccia immaginare al lettore Valerio come un giovane della Garbatella, ma piuttosto come qualcosa di compiuto in sé che nulla ha a che vedere con il quartiere in cui pure abita e di cui dovrebbe essere frutto. Tutti gli altri, amici, amori, nemici ed abitanti del quartiere gli si muovono intorno quasi senza contatto autentico, lasciandolo emergere dalle pagine del racconto in maniera fin troppo solitaria ed isolata. Un uomo solo, senza rete di connessioni con il resto del mondo, che smuove traffici dal Messico agli Emirati Arabi per ricondurli, da solo, alla Garbatella! E poi, a non convincere c’è la questione della lingua: la lingua dei personaggi – un romanesco che diventa caricatura senza mai riuscire a sembrare autentico nei passaggi dialogici, quando i ragazzi si salutano dicendo “Bella” invece che “ciao” – ma, soprattutto, la lingua del narratore fastidiosamente incline a recuperare lessico e sintassi di un giovanilistico dialetto e dello slang di Roma, inserendo nel tessuto linguistico del romanzo termini come “incoattendo”, “smignottare”, che stonano con la pulizia e correttezza del resto del racconto, in virtù di un mal riuscito tentativo di ammodernare la lingua della letteratura (?) secondo schemi e pretese e convinzioni superate ormai da qualche decennio. Insomma, un’operazione posticcia e mal riuscita, altro che quel mito – quello, sì, davvero tale – di Pasolini che era riuscito, fuori dalle ipertrofie della letteratura tradizionale, a mettere in bocca a personaggi “veri” una lingua (dialetto o slang) “autentica”!

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Finestre sulla Garbatella

di Laura Monaco

Il libro si propone come omaggio a uno dei quartieri più belli della Capitale.
Lo scritto da uno sguardo complessivo sulla situazione politica, economica, sociale e artistica che sta alla base della formazione del quartiere.

Inizia con l’inquadramento del dibattito politico seguito alla nomina di Roma Capitale e alla sua sistemazione urbanistica.

Prosegue con il dibattito architettonico tra razionalismo e regionalismo.
Dopo la pianificazione urbanistica si analizza l’opera dell’Istituto Case Popolari e si guarda nello specifico alla progettazione del quartiere con le sue scelte ideologiche e architettoniche.

Si passa quindi all’analisi dei diversi lotti fino alla costruzione degli Alberghi suburbani con analisi specifica dell’Albergo Rosso.

Note particolari sono inserite in merito allo stile barocchetto, scelto come stile base per la Garbatella e per la nuova Roma, e di uno degli architetti operanti nell’Istituto Case Popolari e nel quartiere, Innocenzo Sabbatini artefice degli edifici su generis degli Alberghi Suburbani, dei Bagni pubblici e del Cinema-Teatro-Palladium. Si chiude il quadro con la “fortuna critica” che il quartiere ha avuto negli anni.

finestre sulla garbatella
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50 minuti. Fattaccio

50 minuti fattaccio
Editore Agenzia Il Segnalibro | Data di pubblicazione 1 Gennaio 2012 | Lingua Italiano | Formato EbookPagine 64 | ISBN-10 8889932244 | ISBN-13 9788889932247

Autore Massimo Mongai (Roma, 3 novembre 1950 – Roma, 1º novembre 2016)

Una Panda con due uomini a bordo. Un monologo sconnesso sulla notte appena trascorsa. Una notte tragico-farsesca conclusa miseramente con una serie di sciagure a catena, compresa la morte di un uomo.

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Ras Tafari Diredawa e il fiore reciso

di Massimo Mongai,Roma, 3 novembre 1950 – Roma, 1º novembre 2016

Una bellissima hostess delle linee aeree etiopi viene trovata morta nel suo appartamento, vicino a lei un diario scritto in una lingua incomprensibile. Una situazione difficile per il maresciallo Cafuni che decide di rivolgersi al suo ormai amico Ras Tafari Diredawa.

Tafari era un barbone alcolizzato, tormentato da un oscuro e doloroso passato a cui la sua mente aveva deciso di soccombere. Etiope e clandestino, istruito e poliglotta, con acume e determinazione aveva scoperto e consegnato alla giustizia l’assassino di una volontaria della Caritas… Eurosia, l’unica persona che credeva in lui. In quell’occasione aveva conosciuto il maresciallo della benemerita, uomo deciso e risoluto, integerrimo e privo di pregiudizi, che andando oltre l’apparenza degli stracci da barbone era riuscito a trovare il vero Ras Tafari.

In questa nuova indagine i due saranno costretti a misurarsi con uomini di potere e tragici ricordi di un passato dimenticato, che inesorabili riaffiorano attraverso le pagine di un diario.

Questi sono alcuni degli avvenimenti di Ras Tafari Diredawa e il fiore reciso di Massimo Mongai, edito dalla Robin edizioni nella splendida collana I Luoghi del delitto.

ras tafari
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Terrazza sulla Garbatella … ricordi

“La terrazza sulla Garbatella” è una sorta di diario, corredato da documenti d’epoca, che ripercorre gli anni dalla prima infanzia alla giovinezza dell’autore, tra gli eventi drammatici determinati dal secondo conflitto mondiale e quelli spensierati vissuti fra la gente del quartiere. Un racconto semplice che contribuirà a risvegliare i ricordi di quanti hanno vissuto quegli anni e, forse, a spingere alla riflessione i più giovani.

Ricorda in proposito la venuta di Gandhi nel quartiere, il rastrellamento delle Fosse Ardeatine e poi i giochi di strada, lo sport, le amicizie, in un tutt’uno completamente legato dal quotidiano di un bambino come tanti.

E’ stata poi la volta del senatore Andreotti, amico di vecchia data di Adelio Canali,  il quale ha rimarcato la differenza di questo libro rispetto ai tanti che escono su Roma:
chi lo legge prova grandi sensazioni, i vecchi rivivono, i giovani imparano la storia della nostra città oltre che della Garbatella e si è augurato, oltre che il successo per questo lavoro, di continuare a vedere cose belle e interessanti da quella “terrazza”.

da Cara
Garbatella marzo 2009 di Cosmo Barbato

Adelio Canali | ISBN 8897401058, 9788897401056
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Fuori i secondi

fuoriisecondi
Editore Coniglio Editore | Collana Maxima amoralia | Formato Brossura | Pubblicato 01/01/2006 | Pagine 176 | Lingua Italiano | Isbn o codice id 9788860630339

di Claudio D’Aguanno

 
«Ci piace pensare che la passione di Claudio D’Aguanno per la ricerca e la
divulgazione dei percorsi di vita di gente vera sia nata proprio dall’amore per il
racconto che c’è in quell’area compresa tra la Colombo e l’Ostiense, tra la Circonvalla e Via Costantino: la Garbatella, popoloso e popolare quartiere romano.
Quel racconto che si fa poi facilmente tradizione orale, mito, storia e affabulazione, trasmettendo spruzzi di storia sminuzzata di un paese-città nella città-paese. Un percorso simile, tanto per intenderci, a quello che ha compiuto Cesare Fiumi scrivendo Storie esemplari di piccoli eroi. Quelli di Fiumi però erano atleti a cui, per dirla alla romana, era mancato. il classico soldo per fare una lira, ma che avevano avuto almeno una possibilità nella vita di scaldarsi, anche solo per un secondo, sotto il confortante sole della notorietà. Questi di Claudio sono invece atleti più particolari e intimi. Eroi che vivono e che sono vissuti nella gloria minuta di un quartiere, di una via, di un isolato, di un oratorio, di un campo polveroso, di una palestra, di un bar.
Contemporaneamente, e non si cerchi contraddizione in questo, frammenti e collante di un’aggregazione da area metropolitana che poteva esprimersi solo così, unendo e omologando per isolati.»
Gli eroi dello sport: vite dimenticate.

Nelle pieghe leggendarie della storia dello sport riposa un cuore oscuro dove le medaglie d’oro smettono di brillare, il clamore della folla tace e le prime pagine dei giornali si trasformano in trafiletti nascosti tra la cronaca locale.

Perché quando le luci dei riflettori si spengono o quando il gong suona per l’ultima volta, comincia la più difficile delle partite: la partita che l’ex campione gioca con la vita e che, molto spesso, si risolve con una sconfitta.
È il caso, questo, del mitico Agostino Di Bartolomei, il capitano del secondo scudetto della Roma, che esce di scena piantandosi una pallottola nel cuore. Ma accanto a lui si erge tutta una schiera di personaggi incapaci di scendere a compromessi con la realtà di una vita “normale” e, per questo, condannati a soccombere sotto il peso della loro stessa gloria. Con il rigore dello storico e la penna del romanziere, Claudio D’Aguanno percorre le vite degli eroi della sua città, Roma, spesso dimenticati, rendendo allo sport quella carica di umanità che questo sembra aver perduto da tempo.
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La memoria di Ras Tafari Diredawa

Massimo Mongai (Roma, 3 novembre 1950 – Roma, 1º novembre 2016)

Tafari è un barbone alcolizzato etiope e ultraquarantenne che vive alla meno peggio a Roma, elemosinando pochi spiccioli per comprarsi da bere. Non ricorda il suo cognome ma solo la sua lingua, l’amarico. L’unica persona con cui ha un rapporto umano è Eurosia, volontaria della Caritas. La sua vita cambia quando, non visto, assiste all’omicidio di Eurosia. Il terrore, ma anche improvvisi ricordi lo paralizzano, e Tafari fugge per essere poi arrestato e trattenuto in camera di sicurezza per quattro giorni, nutrito ma senza toccare alcool. A costo di una grande sofferenza inizia una risalita, trova aiuto e vestiti puliti, perfino un lavoro e ricomincia a ricordare tutta la sua vita, anche se ancora non sa chiaramente perché parli perfettamente italiano, inglese e arabo. La sfida che a questo punto gli si pone davanti è: a Roma, oggi, in mezzo a tre milioni di persone, come può un barbone etiope alcolizzato e clandestino a trovare un assassino e le prove per convincere la polizia?

Finalista al Premo Azzaccagarbugli 2006 al romanzo poliziesco

 

pagine 252 euro 9,00 genere: Giallo pubblicato: 2006 ISBN 88-7371-211-8
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«Il Fascio sulle Stelle» di Benito Mussolini

alienati
pagine 288 | euro 14,00 | genere: Narrativa italiana | pubblicato: 2005 | ISBN 88-7371-111-1 | Foto di copertina: Giliola Chisté

Massimo Mongai (Roma, 3 novembre 1950 – Roma, 1º novembre 2016)

Norman Spinrad, qualche anno fa, ha raccontato ne ”’Il signore della svastica’ di Adolf Hitler” la storia di Hitler emigrato nel 1918 negli USA. E se lo avesse fatto anche Benito Mussolini? E fosse diventato anche lui uno scrittore di fantascienza? Mongai decide di offrire al lettore di questa realtà parallela la riproposta dei racconti più belli di “Benny” Mussolini, il “galvanized yankee” troppo a lungo dimenticato in favore del suo collega e avversario Adolf Hitler, l’”Unno Pazzo”. Ecco quindi una raccolta dei migliori racconti di Benny “da lui stesso curata e pubblicata originariamente con il titolo ‘Antologia Personale’, in occasione del suo novantesimo compleanno”.

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Alienati

alienati

Massimo Mongai (Roma, 3 novembre 1950 – Roma, 1º novembre 2016)

Editore: Robin
Collana: I libri bianchi. Contemporanei
Anno edizione: 2005
Pagine: 310 p. , Brossura
EAN: 9788873711667

Un’avventura che condurrà il lettore nei meandri di quello che, forse, è lo spazio
inesplorato più vasto: l’inconscio. Se era già difficile nutrire le razze aliene non sarà certo meno facile curarne gli individui, redimerli dalla loro condizione di alienati.

La domanda che Sieg Von Freidenker-Rotunno, il protagonista della storia, analista provetto, si pone, è sostanzialmente questa: “Come posso analizzare un tripode di Alpha Centauri e… soprattutto, qual è il lato giusto per farlo stendere sul lettino?”.

Tra improponibili traumi extraterrestri, Mongai ci dimostra che, se già è difficile
entrare in contatto con un nostro simile, diventa forse impossibile guarire una razza per la quale potremmo essere noi la principale causa di fobia.

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Cronache, non ufficiali, di due spie italiane

cronache non ufficiali di due spie italiane
Copertina flessibile: 419 pagine | Editore: Robin (15 luglio 2004) | Collana: I libri colorati. Argento: mistero | Lingua: Italiano | ISBN-10: 8873710468 | ISBN-13: 978-8873710462

di Massimo Mongai (Roma, 3 novembre 1950 – Roma, 1º novembre 2016)

Dante Nicoloso è un giovane capitano dei Carabinieri che si trova suo malgrado
coinvolto in una spy-story internazionale quando salva la vita del generale Barbieri, alto ufficiale dei Servizi Segreti italiani.

Da allora gli eventi si susseguono con incredibile velocità. Qualcuno ha rubato una vecchia arma batteriologica russa da uno degli arsenali dell’ex-Unione Sovietica e l’arma è finita (o sta per finire) nelle mani di un terrorista mediorientale che vuole usarla per un enorme massacro in Israele.

Poco prima di partire per questa avventura, la madre di Dante gli consegna il diario del bisnonno Felice, che gli svelerà un affascinante parallelismo fra quella vecchia storia di spionaggio nel Risorgimento italiano, e la sua vicenda personale.

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Quaderno della Resistenza

di Cosmo Barbato e Gianni Rivolta

Il “Quaderno della Resistenza”, curato dall’associazione Cara Garbatella, autori
Cosmo Barbato e Gianni Rivolta, è una raccolta di diciotto brevi capitoli che
raccontano la tragica storia della resistenza antifascista nel territorio Garbatella-
Ostiense.

Diciotto racconti la cui protagonista assoluta è la voce diretta dei portatori della memoria, coloro che hanno vissuto, o hanno visto accadere, le brutalità dell’occupazione nazista.

Diciotto tasselli che si completano l’uno con l’altro, lungo il filo delle date, fino a comporre il mosaico storico dei nove mesi in cui militari e civili condussero il paese alla liberazione. Diciotto frammenti di storie parlate che si amalgamano bene con frammenti di vere e proprie cronache degli eventi storici più
salienti.

quaderni della resistenza
Copertina morbida 66 Pagine | Edizione: 1 | Editore: Cara Garbatella | Data di pubblicazione: gennaio 2004
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Tette e pistole. Le molte vite del commissario Cartamoni

tette e pistole
Copertina flessibile 195 pagine | Editore: Robin (10 luglio 2008) | Collana: I luoghi del delitto | Lingua: Italiano | ISBN-10: 8873714153 | ISBN-13: 978-8873714156

Massimo Mongai (Roma, 3 novembre 1950 – Roma, 1º novembre 2016)

Quando scopre di essere gay, Giulio, giovane studente universitario di Roma, decide di farsi dotare dalla chirurgia plastica di un bellissimo seno femminile e comincia, col nome di Giulia, la sua nuova vita di donna, o meglio di prostituta, ottenendo grande successo per la sua avvenenza.

Un giorno sale però sull’auto sbagliata e si ritrova faccia a faccia con un serial killer che, credendo di averlo ucciso, lo getta in un canale.

È a questo punto che per Giulio inizia davvero una nuova vita. Deciso a rintracciare chi ha tentato di ucciderlo per consumare la propria vendetta, muta nuovamente il proprio aspetto in quello d’un uomo, riprende gli studi in legge che aveva abbandonato, diviene commissario di polizia e si trasforma in un efficiente cacciatore di assassini seriali. Dimentica l’episodio, dimentica la vendetta e vive da super-poliziotto. Finché…

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REGIONALISMO A ROMA Tipi e linguaggi: il caso Garbatella

regionalismo a roma
Editore Editrice Dedalo Roma | Formato Illustrato | Pubblicato 24/01/2001 | Pagine 233 | Lingua Italiano | Isbn o codice id 9788886599481

di Francesca Romana Stabile

La diffusione del linguaggio neogotico teso a recuperare nella cultura locale
un’alternativa all’astratta generalizzazione di uno stile neoclassico internazionale del tutto indipendente dal contesto storico e geografico. È testimoniata dalla borgatagiardino “Garbatella”, analizzata nel volume sia nell’aspetto tipologico che morfologico.

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Il gioco degli immortali

mongai_il_gioco_degli_immortali
Lingua: Italiano | Numero di pagine: 270 | Formato: Paperback | ISBN-10: A000005101 | Data di pubblicazione: 01/10/1999

di Massimo Mongai (Roma, 3 novembre 1950 – Roma, 1º novembre 2016)

La mia è una storia un po’ complicata.No, non è esatto, questo è a dir poco un
eufemismo. La mia è una storia molto complicata, complicata e lunga al punto che io non so bene come cominciarla; anche perché me ne sono successe talmente tante di cose, e di tanto improbabili, che semplicemente non so “da dove” cominciare. Forse la cosa migliore è cominciare a raccontare quello che è l’ultimo ricordo cosciente che ho della mia vita sulla Terra.È un ricordo molto vivido.

Ricordo che ero in un letto d’ospedale. Credo che fosse l’Ospedale di San
Giacomo, il più vicino a casa mia (vivevo a via Frattina, al centro di Roma), dove
per forza di cose mi dovevano aver portato; ma non ne sono sicuro, dato che non ci ero mai stato prima; anzi, a dire il vero io non ero mai stato in un ospedale in vita mia, non in un letto per lo meno, non a passare una notte: ero sempre stato molto sano.

Però devo dire che anche alcuni ricordi immediatamente precedenti non sono meno vividi.In uno ero a casa mia e mi ero appena alzato; mi ero fatto il mio solito caffè, me lo stavo bevendo in cucina, come tutte le mattine, come sempre; in un altro, subito dopo sono in moto, sul lungotevere, quando un imbecille assassino mi taglia la strada proprio davanti a ponte Garibaldi, partendo da fermo alla mia sinistra e diretto verso il ponte.

Mi taglia la strada ed io freno, ma pur rallentando tantissimo la mia moto, una vecchissima ma ben tenuta Honda a quattro cilindri, 500cc Four K, pesante com’è frena sì, ma non tanto da non
toccare la macchina, che mi ha tagliato la strada, nella parte posteriore sinistra.Ed io cado di lato, quasi da fermo, senza poter fare niente. E ricordo che il casco, che avevo infilato ma non allacciato, vola via.

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invito alla garbatella

Comune di Roma
Assessorato alle Politiche Culturali

Invito alla Garbatella ha dato l’opportunità a ventitrè artisti di confrontarsi direttamente con la città e, soprattutto, con gli abitanti del quartiere.

Presentando i propri lavori senza alcuna mediazione critica nelle piazze, sulle strade, nei cortili, tra i palazzi, luoghi da molto tempo non più depuati all’arte, gli artitisti hanno recuperato la loro importana “sociale”, avviando un rapporto immediato e spontaneo con il pubblico, che è raro trovare in altre occasioni a Roma.

Le impressioni, i commenti e le emozioni che tali opere hanno suscitato tra i cittadini dimostrano che Roma, una città che vive di uno splendido passato, può oggi vantare delle presenze artistiche contemporanee di grande talento e valore, capaci di ridisegnare il volto di una città che si prepara a vivere l sfide del nuovo millennio.

Gianni Borgna
Assessore alle Politiche
Culturali del Comune di Roma

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Memorie di un cuoco d’astronave

memorie di un cuoco di astronave

 

Mongai, Massimo (Roma, 3 novembre 1950 – Roma, 1º novembre 2016)

Romanzo vincitore del Premio Urania 1997.

Si ringraziano l’Autore e la Ar-noldo Mondadori Editore per averci concesso i diritti di pubblicazione.DIRITTI D’AUTORE: sìLICENZA: questo testo è distribuito con la
licenzaspecificata al seguente indirizzo Internet:
http://www.liberliber.it/biblioteca/licenze

Il romanzo narra dell’esperienza di un giovane cuoco terrestre imbarcato su un’astronave come vice Chef che diventa subito Chef per indisposizione del capo.

Le vicende sono suddivise in racconti autonomi sulle varie vicende capitategli durante i tre anni di crociera. Le storie dimostrano l’importanza del cibo nelle relazioni e grazie al protagonista viene salvata la galassia dalla distruzione. Le vicende del protagonista, Rudy “Basilico” Turturro, pare siano in parte autobiografiche; nella postfazione l’autore infatti racconta di aver avuto l’ispirazione durante una sua esperienza reale di cucina, su una barca, come del resto la lezione di Filosofia del Cibo, ricorda molto una lezione di filosofia del diritto (l’autore è laureato in giurisprudenza).

Nel romanzo sono esposte varie idee dell’autore, tra cui il principio di tolleranza e di uguaglianza di tutte le razze del cosmo. La futura comunità galattica, detta l’Agorà, che pare rispecchiare le idee dell’autore, è antiproibizionista, liberale, libera in materia sessuale con controllo demografico, antirazzista. Il romanzo, realizzato con un certo humor, contiene anche una serie di ricette realmente realizzabili (a condizione di sostituire gli ingredienti “alieni” con gli equivalenti terrestri.)
Una delle trovate dell’autore, infatti, è quella del linguaggio “alieno”, che, a differenza della maggioranza delle altre lingue immaginarie, è un italo-romanesco scritto all’inglese.

Ad esempio: Tuk-kkhee-no = tacchino. Così decifrati, i piatti divengono commestibili.
Le ricette inserite alla fine di ogni capitolo spaziano da quelle più comuni, come la carbonara, a quelle più esotiche. Una delle ricette contiene quella che sulla Terra è la Cannabis sativa, volgarmente detta marijuana.

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Memorie di un cuoco d’astronave

Mongai, Massimo (Roma, 3 novembre 1950 – Roma, 1º novembre 2016)

Romanzo vincitore del Premio Urania 1997. Si ringraziano l’Autore e la Arnoldo Mondadori Editore per averci concesso i diritti di pubblicazione.

Qui puoi scaricarlo gratuitamente

“La natura è né madre né matrigna, è solo un enorme ristorante in cui siamo tutti al tempo stesso commensali e sul menu.”

Rudy “Basilico” Turturro, il cuoco di bordo dell’astronave Muhmmeenuh è convinto che questo antico proverbio sia verissimo. D’altra parte nel ventiseiesimo secolo, a girare per la Galassia, c’è il rischio di incontrare pianeti e ristoranti in cui le vivande possono cercare di mangiare voi.

E poi come si fa un soufflé in assenza di gravità? Perché viaggiare a velocità curvatura fa inacidire il vino? Qual è la Direttiva Alimentare Primaria, l’unica regola assolutamente ineliminabile a bordo di una astronave multispecie?
Sono problemi non da poco.

E si complicano se vanno gestiti assieme a personaggi come Chef, il computer senziente della cucina, che parla con un accento francese ed è “una checca isterica” (parole di Rudy), o come Chaka, il comandante Zulu della nave che quando si arriabba da nero com’è, diventa blu.
Insomma, sono problemi…

 

 
 
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Via delle Sette Chiese in Roma

di M. Guarrera

Via delle Sette Chiese in Roma
Un percorso storico, archeologico, paesistico

Contenuto: Saggi di: Cooperativa Res Antiquae, Cosmo Barbato, Paolo Berdini, Laura Caserta, Armando De Vincenzi, Gianfranco Filacchione, Vincenzo Fiocchi Nicolai, Gabriele Maria Guarrera, Paolo Maria Guarrera, Enzo Iorio, Paola Lanzara, Annalisa Lombardi, Alessandro Mazza, Maria Carla Meloni, Simona Messina, Maria Pia Pacente, Pia Pascalino, Patrizia Polimeni, Anna Maria Ramieri, Raffaella Sini, Lucrezia Spera, Lucia Tangari, Ufficio Studi Circoscrizione XI, Franco Zagari Via delle Sette Chiese rappresenta assieme alle consolari storiche Ostiense, Laurentina, Ardeatina e Appia Antica la preesistenza viaria più qualificante della Circoscrizione XI del Comune di Roma ( il cui territorio si estende a Sud di Roma tra le mura Aureliane e l’Eur).

Quest’antica strada che collega attualmente le basiliche di S. Paolo fuori le mura
sull’Ostiense e di S. Sebastiano sull’Appia Antica, deve il suo nome al pellegrinaggio ripristinato da San Filippo Neri alle sette basiliche giubilari nel 1552.

Il libro indaga la storia della via e ne ripropone la riqualificazione, anche nell’imminenza del Giubileo dell’anno 2000.
Quanto in realtà è antico il percorso di via delle Sette Chiese? Sicuramente si può risalire all’età preromana per passare all’età tardo-repubblicana e imperiale romana, periodo ben documentato dai ritrovamenti archeologici lungo il suo percorso.

Ci riferiamo in particolare ad alcune ville ed ai complessi cimiteriali, pagani e cristiani come il sepolcreto ostiense, le catacombe di Commodilla, di Domitilla e di S. Callisto, descritti in questo libro.
Il testo oltre ad indagare la storia della via anche in epoca moderna e i suoi caratteri geologici e botanici ne ripropone la riqualificazione ad opera di giovani progettisti (a partire dal progetto per il suo recupero di Enzo Iorio e, come afferma Franco Zagari, “seguendo una logica di lettura e di concezione che assomiglia molto a quella di un parco”).

L’Ufficio Studi della Circoscrizione XI, che promuove il recupero del percorso, in sintonia con queste proposte, propone la pedonalizzazione di alcuni tratti della via e una sua rinnovata pavimentazione. Via delle Sette Chiese si ricollegherà più organicamente all’Appia Antica attualmente in via di ripristino e, tramite alcuni antichi tratturi nella campagna romana al Santuario della Madonna del Divino Amore in un progetto pedonale e ciclabile denominato.

via delle sette chiese
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