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Tag: Garbatella

Scritte omofobe alla Garbatella

“Nel forno che vorrei: Froci, zingari e giudei”. Questa è la scritta che è apparsa stanotte a Garbatella per mano di qualche nostalgico. Proprio oggi che il Consiglio Municipale si riunirà per ricordare Rosetta Stame, figlia di uno dei partigiani trucidati alle Fosse ardeatine. Garbatella si trova di nuovo a combattere con i portatori di quell’odio. Un odio legato ad un clima che deve assolutamente cambiare. Gli abitanti del quartiere infatti non ci stanno: “Che schifo, sono vigliacchi, lo fanno quando nessuno li vede” oppure, “ Niente di comico.

Solo tanta tristezza e ignoranza”.La scritta, come ha dichiarato il consigliere municipale Flavio Conia, verrà presto cancellata.

Di Ilaria Proietti Mercuri

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R3O: 4 marzo ore 20.30 al Palladium Quartetto per la fine del Tempo con Sandro Cappelletto

Stalag di Görlitz, in Slesia: una cittadina che oggi segna il confine tra Germania e Polonia. L’organizzazione militare tedesca aveva assegnato a quel campo il numero identificativo VIII A. Una lapide all’ingresso, scritta in polacco, ricorda che dal 7 settembre 1939 all’8 maggio 1945, quando sei giorni dopo la resa della Germania il campo venne liberato dall’esercito russo, transitarono lì centoventimila prigionieri di guerra: “L’elevato numero di morti era causato dalla fame, dal freddo, dalle malattie e dai brutali omicidi commessi dai responsabili”.

Durante il periodo della permanenza di Olivier Messiaen, i prigionieri erano per la maggior parte Francesi e Polacchi, con dei Belgi e dei Serbi; verranno poi gli Inglesi, i Russi, gli Statunitensi. Dopo l’8 settembre 1943, anche molti Italiani; con intento punitivo, furono sistemati nelle baracche già assegnate ai Russi.

La sera di mercoledì 15 gennaio 1941, mentre la temperatura esterna oscillava attorno ai 15 gradi sotto zero, nella baracca 27 B e per un pubblico formato da cinquemila compagni di prigionia, è stata creata una musica che evoca e annuncia la “Fine del Tempo”. Composta durante la segregazione e, come ricorderà l’autore, “scritta per i musicisti e gli strumenti che avevo, per così dire, sotto mano; pianoforte, violino, violoncello, clarinetto”.

Il pianoforte era un modesto verticale e molti tasti della parte destra, dopo essere stati percossi, restavano abbassati. Al violoncello mancava una corda.

Sandro Cappelletto

Lunedì 4 marzo ore 20.30 Teatro Palladium

Quartetto per la fine del Tempo. Musica di Olivier Messiaen, narrazione di Sandro Cappelletto. Tavole illustrative di Enrico Riposati.

1. Liturgie de cristal (Liturgia di cristallo)
2. Vocalise, pour l’Ange qui annonce la fin du Temps (Vocalizzo per l’Angelo che annuncia la fine del Tempo)
3. Abîme des Oiseaux (Abisso degli uccelli)
4. Intermède (Intermezzo)
5. Louange à l’Éternité de Jésus (Lode all’Eternità di Gesù)
6. Danse de la fureur, pour les sept trompettes (Danza furiosa per le sette trombe)
7. Fouillis d’arcs-en-ciel, pour l’Ange qui annonce la fin du Temps (Vortice d’arcobaleni per l’Angelo che annuncia la fine del Tempo)
8. Louange à l’Immortalité de Jésus (Lode all’immortalità di Gesù):

Fabiola Gaudio, violino
Luca Cipriano, clarinetto
Marco Simonacci, violoncello
Francesco Negro, pianoforte
Sandro Cappelletto, voce narrante

Prezzi della stagione 2018 – 2019: intero: € 12,50
over 65 e possessori bibliocard: € 10,00
under 35 e personale Roma Tre: € 7,50
soci Roma Tre Orchestra e studenti regolarmente iscritti a Roma Tre: € 2,50

I biglietti possono essere acquistati al botteghino il giorno dell’evento, a partire da un’ora prima dell’inizio, oppure online,  accedendo da questo link.

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Nei congressi di circolo del Pd

 Col 68,2% stravince Zingaretti

di Anna BREDICE

Sono due i segnali che arrivano dai congressi di circolo del Partito democratico nell’VIII Municipio: da un lato la vittoria netta di Nicola Zingaretti con un risultato molto più alto di quello ottenuto a livello nazionale, dall’altro una grande  partecipazione degli iscritti che mancava da molto tempo. Zingaretti, dunque,  si presenterà in vantaggio ai gazebo il prossimo 3 marzo, quando si svolgeranno le primarie per scegliere il segretario del partito: ha ottenuto, infatti, il 68,2%  (157 voti), seguito con una netta distanza da Roberto Giachetti con il 14,8% (34 voti), un risultato quasi identico a quello raggiunto dal segretario uscente Maurizio Martina (33 voti), che si è proposto con la sua candidatura di rappresentare l’unità del partito. I dati ufficiali di Nicola Zingaretti a livello nazionale si fermano al 47,3%, Martina al 36% e Giachetti all’11%. Non stupisce il successo del Governatore del Lazio nel Municipio col ventuno per cento in più di consensi. Proprio qui, infatti, solo un anno fa  vinceva Amedeo Ciaccheri , che proprio all’esperienza di Zingaretti si era ispirato nel suo progetto politico: partendo dal basso e coinvolgendo associazioni, realtà locali, terzo settore ed estendendo l’alleanza al resto della sinistra, che aveva lasciato polemicamente il Pd negli anni precedenti. La vittoria nel III e VIII municipio, pochi mesi dopo la debacle nazionale, sono stati per il Pd romano una boccata di ossigeno, quasi una zattera a cui aggrapparsi e da cui ripartire per tentare di riprendere il territorio. Il progetto “Piazza Grande” evoca proprio un’alleanza aperta e ampia, non interessata ad accordarsi con i Cinque stelle, ma a tentare invece di recuperare i voti degli elettori grillini delusi. Le altre due candidature, quelle di Martina e Giachetti, hanno un profilo più riformista: i dirigenti renziani in parte hanno appoggiato l’ex segretario, altri, in misura minore, sostengono Giachetti.

Nel nostro Municipio, come del resto a livello nazionale, sono stati esclusi gli altri candidati: Dario Corallo ha ottenuto 4 voti, Francesco Boccia e Maria Saladino uno ciascuno. Al circolo di via del Gazometro c’è stato un confronto molto aperto e interessante, non si è discusso di temi locali ma di politica in senso stretto, visto che si vota per il segretario del partito. I racconti di chi ha partecipato alla discussione riportano tutti la necessità, di “ricostruire il partito come comunità, per tentare di migliorare il senso di uguaglianza e giustizia sociale che si è perso” e poi aggiungono: “bisogna ritrovare lo spirito di indignazione, di cui ci sarebbe tanto bisogno di questi tempi”. Gli iscritti al Partito democratico nell’VIII municipio sono 357, ma molti hanno un’età intorno ai 50 anni, se non più alta. Mancano i giovani sotto i 30 ed è questa la missione che si ripropone il segretario locale dei democratici, Flavio Conia, alla guida del partito in un municipio molto vasto con oltre 130 mila abitanti. Un territorio che si estende da Grottaperfetta e Montagnola, due quartieri con un elettorato di sinistra più fedele, fino ad Ostiense e Garbatella con una popolazione e un voto più diversificato. “Ma il coinvolgimento dei giovani, già alle primarie del 3 marzo- dicono- dovrà partire dai problemi e i bisogni del territorio, andando ad ascoltare i cittadini”. Per questo i Democratici hanno  deciso di svolgere un’assemblea ogni mese nei diversi quartieri del municipio, andando ad incontrare gli abitanti. E’ di pochi giorni fa il primo incontro  a Grotta perfetta.

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Alla scuola media di via Macinghi Strozzi

Ventitrè pietre d’inciampo interrate nel giardino

di Lorena GUIDALDI

Sulle pietre colorate d’oro hanno scritto il nome, la data di nascita e di morte col pennarello nero. Ventitré pietre d’inciampo,  in ricordo dei migranti vittime  dei naufragi nel Mediterraneo, sono state interrate dagli studenti della scuola media di via Macinghi Strozzi in un angolo del cortile, che hanno voluto chiamare il Giardino dei Giusti, simbolo di ogni tragedia umana. In occasione delle celebrazioni del  Giorno della Memoria,  infatti, martedì 29 gennaio le lezioni nell’istituto della Garbatella  sono state sospese per due ore, aderendo  allo “sciopero alla rovescia”, partito dal Liceo Amaldi di Tor Bella Monaca e che via via si è allargato in tutta la città.

 “La conservazione della memoria passa sicuramente per la scuola – ha spiegato la professoressa Federica Novelli- Oltre all’ormai consueta piantumazione di un ulivo in ricordo dell’Olocausto, realizzata dalle classi Terze,  in questo giorno simbolico i ragazzi della 1°D hanno raccolto i sampietrini nelle strade del quartiere, li hanno dipinti  e hanno voluto lasciare questo segno indelebile in un angolo del giardino.”

A sottolineare come, in una scuola sempre più multietnica, la solidarietà e l’accoglienza siano la base per una convivenza rispettosa di tutti, qualche settimana fa  gli studenti della 2° F hanno realizzato una performance teatrale sui migranti al Teatro Palladium, in occasione del recente incontro tra il Municipio VIII con il sindaco Mimmo Lucano nell’ambito della manifestazione “Riace Premio Nobel per la Pace”.

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Al Pincetto di piazza Benedetto Brin

Degrado al lotto 5: crolla anche un fregio del “barocchetto romano”

di Stefano BAIOCCHI

Cento anni e sentirli tutti. La Garbatella sta mostrando interamente
l’età che porta, perlomeno in alcuni scorci, purtroppo nei più celebri.
Da diverso tempo, infatti, al Lotto 5 di piazza Benedetto Brin, le abitazioni
sono in uno stato di ingente degrado; i muri mostrano evidenti crepe legate
all’incuria e allo scorrere del tempo, i tetti sono fatiscenti mentre i
terrazzi sono soggetti a infiltrazioni. Non bastasse, anche le mura che circondano
il condominio cadono a pezzi. Ed è di pochi giorni fa un intervento del Comune,
per  impedire ulteriori crolli sulla
strada, in via Alberto Guglielmotti.

A ciò si aggiunge, da diversi mesi, la chiusura di via delle Sette Chiese a
causa di uno smottamento tra via Sant’Adautto e via Alessandro Cialdi, mentre
dal terremoto del 30 ottobre 2016 il ponte di via Giulio Rocco – proprio sotto il
Parco di piazza Brin – è totalmente chiuso al traffico e dovrà essere demolito
e ricostruito daccapo. Sulla stessa via delle Sette Chiese, nel tratto già
pedonale, un bel pezzo delle mura è stato puntellato per impedirne la caduta.
Insomma siamo in presenza di un deterioramento generalizzato, ma non sembra che
le opere di ristrutturazione arriveranno presto.

A complicare le cose sul Lotto 5, targato Innocenzo
Sabbatini, si accavallano diverse  competenze : i vincoli del Ministero dei Beni
Culturali e contestualmente la gestione ordinaria dell’Ater. In realtà, proprio
l’Azienda romana per l’edilizia residenziale è intervenuta installando delle
impalcature all’interno delle abitazioni, che hanno evidenziato i maggiori
problemi legati all’ammaloramento. Si tratta tuttavia di un provvedimento di
emergenza, in attesa di una vera e propria operazione risolutiva. Un altro
intervento tampone ha visto una ditta edile apporre delle vere e proprie pezze
lungo i muri di una palazzina: il risultato ottenuto non si discosta dal
mimetismo dei felini della savana africana.

E a proposito di felini, di recente, dopo pochi giorni di maltempo, si è
verificato anche il crollo e il conseguente sbriciolamento di un fregio
raffigurante una leonessa. Uno di quei particolari del “barocchetto romano”che lo
hanno reso famoso in tutta Roma e non solo.

In questo ginepraio di competenze ci sono i proprietari disperati,
che metterebbero mani al portafogli per la ristrutturazione, mentre gli
inquilini attendono un intervento radicale da parte dell’Ater.

Ciò che colpisce è che proprio il luogo dove fu posta la
prima pietra, nel febbraio 1920, il luogo della fondazione della Borgata
Giardino Concordia

( Garbatella) sia oggi in queste condizioni. Andrebbe invece
salvaguardato, posto sotto una teca e mostrato al mondo intero come uno degli
esempi più affascinanti dell’edilizia del primo Novecento. A questo proposito
il Municipio, per migliorare il decoro della piazza, ha avviato una serie di
interventi di pulizia con i gruppi locali di Retake ed ha in programma la
ristrutturazione della scalinata di accesso al Pincetto.

L’interrogativo che si pongono, non soltanto proprietari e
inquilini, ma anche i cittadini del quartiere, è cosa accadrà da qui ad un
anno, quando la Garbatella celebrerà il suo primo secolo di vita e vedrà
nuovamente accendersi i riflettori dei media e l’interesse dei tanti
appassionati di architettura (e non solo), che giungeranno a Roma per
l’occasione.

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Nel giardino della scuola dei bimbi

In pericolo due lecci: verranno abbattuti

di Daniele RAINERI

Continua l’abbattimento degli alberi di alto fusto nel  giardino che circonda la scuola  dei Bimbi di piazza Nicola Longobardi.  Nel mese di marzo, infatti, verranno tagliati altri due grandi lecci giudicati in pessimo stato e quindi pericolosi. Gli interventi  fanno parte di un  piano programmato dai tecnici comunali  già tre anni fa, in seguito alla caduta di alcuni grossi rami, che fortunatamente non provocarono danni.   E’ da allora che si monitora la vegetazione, che abbellisce il Parco intorno alla villa cinquecentesca che ospita la scuola. 

 Purtroppo  non vanno avanti allo stesso ritmo le ripiantumazioni, ferme per mancanza di fondi. Era prevista la messa a dimora di diversi tipi di essenze e di alcuni alberi di giuda (Cercis siliquastrum). Ma finora nulla è stato fatto. E l’aspetto del bel giardino ne soffre.

In compenso le maestre hanno predisposto un orto didattico, la cui presenza, specie in primavera, è avvertibile dal profumo inebriante che emanano le piante aromatiche di rosmarino e salvia e dai colori della loro ricca fioritura.” Gli scolari – racconta la Direttrice- vi lavorano con grande entusiasmo piantando varie specie di ortaggi come zucchine, carote e legumi. I bambini apprendono così che la natura ha un suo ciclo, su cui gli esseri umani possono intervenire e dal quale traggono  buoni frutti”.  Peccato  che  i finanziamenti siano ancora bloccati e chissà quando verrà riconsegnato ai bambini e al quartiere il giardino che amano.


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Una operazione da 18 milioni di euro

l’Università roma Tre compra dal Comune le aree e gli edifici delle sue sedi

di Fabrizio FAGIANI

Dopo un percorso lungo 26 anni e dopo quattro accordi di programma sottoscritti tra il 1993 e il 2004, l’Università Roma Tre ha acquistato dal Campidoglio tutte le aree e gli immobili su cui insistono le sue sedi. L’obbiettivo è portare a compimento lo sviluppo del proprio patrimonio edilizio dedicato alla didattica e alla ricerca, consolidando la presenza nei quartieri San Paolo, Ostiense e Marconi. Si è trattato di una spesa di 18 milioni di euro, che è parte di un ambizioso progetto di riqualificazione del quadrante sud-ovest di Roma.

Questi i beni compresi nell’operazione: l’ex Vasca navale in via Volterra, l’ex Depositeria comunale in largo Murialdo, l’ex scuola Silvio d’Amico in via Silvio D’Amico, l’ex Ente comunale di consumo in via Ostiense, l’ex istituto scolastico De Amicis e l’area contigua ex Alfa Romeo in via Valco San Paolo, l’area ex Omi e quella prospiciente ex Siba in via della Vasca Navale

“Grazie a questa totale acquisizione andranno avanti importanti progetti” ha dichiarato il direttore generale di Roma Tre Pasquale Basilicata durante la conferenza stampa di presentazione, alla quale hanno partecipato anche il rettore Luca Pietromarchi e la sindaca Virginia Raggi. “Abbiamo in atto i due più grandi cantieri d’Europa – ha aggiunto – il primo sull’area del Valco San Paolo per il dipartimento di Ingegneria, con la costruzione di 14mila metri quadri di nuova edificazione tra laboratori, aule e spazi per gli studenti. L’altro è il nuovo rettorato su via Ostiense. E poi  abbiamo il progetto del Mattatoio che sarà importante anche per la città».

C’è stata anche una nota polemica determinata dalla considerazione del rettore  Pietromarchi: “Quello che  ci lascia l’amaro in bocca è che l’impegno per il miglioramento degli immobili e dei servizi, che l’ateneo ha messo in campo  in questi 26 anni, non sia stato riconosciuto. Male, ma va bene lo stesso. Adesso però non abbiamo più le risorse per lo stadio Berra o per la parte che ci manca del mattatoio. Su questo dovremo trovare un accordo non oneroso».

Il direttore Basilicata infine ha   aggiunto: “Per il futuro c’è l’auspicio che lo strumento dell’acquisizione non sia più la compravendita, considerando come in altre città italiane gli spazi delle università sono state messe a disposizione degli atenei a titolo gratuito. Un trattamento analogo avrebbe consentito a Roma Tre di destinare quelle ingenti risorse in servizi agli studenti, borse per i dottorati, investimenti sul patrimonio librario e anche in progetti di ricerca e sviluppo”.

La sua proposta è stata quella della costituzione di un tavolo di concertazione tra istituzioni, anche con la presenza di Corte dei Conti e Soprintendenza, per trovare altri strumenti da utilizzare per il trasferimento di beni da pubblico a pubblico.

Nel suo intervento la sindaca Raggi ha ricordato con emozione il giorno della sua laurea conseguita il 30 ottobre del 2003 proprio nell’aula della conferenza stampa e poi ha aggiunto: “Siamo riusciti a portare a termine un progetto imponente e penso che per il futuro vada benissimo la proposta del tavolo fra istituzioni. E’ un’ottima idea quella di far partecipare anche la Corte dei Conti”.

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Una storia da strappare all’oblio

Raffaella Chiatti: Infermiera partigiana

di claudio D’AGUANNO

Non sono molte le donne che hanno avuto degno riconoscimento per il ruolo svolto nella lotta di Liberazione. Nella disputa dei numeri, che rende a tutt’oggi incerta l’esatta consistenza dell’opposizione armata al regime fascista, la presenza femminile ha spesso subito il peso d’una minore considerazione ovvero d’una sua riduzione a ruoli marginali o subalterni.
Rileggere oggi le motivazioni delle onorificenze consegnate alle gappiste di via Rasella può pure riempire d’orgoglio, ma in tante frasi belle, per quanto zeppe della retorica resistenziale del tempo, è possibile rintracciare il difetto d’una memoria non sempre
all’altezza. E’ premiato come “virile” il contegno di Maria Teresa Regard detenuta a via Tasso e sempre “virile” è il coraggio con cui Lucia Ottobrini, Marisa Musu e Carla Capponi, si “battevano a fianco dei compagni di lotta”. Per compensazione si è finito invece per sminuire l’apporto delle tante, che scelsero di interpretare nelle forme più diverse la loro avversione al regime. “I riconoscimenti partigiani — ha recentemente ricordato Margherita Becchetti, ricercatrice del Centro studi Movimenti- sono tutti maturati nell’Italia del dopoguerra e risentono dell’influenza culturale di quella società maschilista e piena di pregiudizi che era l’Italia del ‘45 […] A richiederli peraltro furono soprattutto uomini cioè i mariti, i fratelli o figli, di tante donne che pur senza imbracciare un’arma scelsero bene da che parte stare.” Del resto poi, una volta distribuite le credenziali di patriota a militanti attive nella lotta antinazista, quasi sempre su di loro è calato il velo della dimenticanza, dell’oblio, della distrazione istituzionale.
Una storia esemplare in questo senso è quella di Raffaella Chiatti. Di professione infermiera, la Sora Lella del lotto 7 alla Garbatella ha già un’età avanzata quando le vicende della guerra la vedono coinvolta.
E’ nata nel 1904, quando il nome del quartiere giardino era solo un’indicazione toponomastica, e i suoi quarant’anni all’indomani dell’8 settembre fanno di lei la veterana di quel gruppo di giovani gappisti che agisce sul quadrante Ostiense. Il suo lavoro alla Croce Rossa la esenta dalle ferree regole del coprifuoco e lei si presta alla perfezione per il ruolo di staffetta. La sua casa poi, in quella Via Sant’Adautto dove abita e che è un piccolo borgo quasi separato dal quartiere, s’affaccia su via delle Sette Chiese, a ridosso del ponticello che collega a piazza Brin, offrendo un punto di osservazione prezioso sulla strada di accesso al quartiere. Raffaella così finisce per ricoprire un ruolo che va al di là della “postina partigiana” mettendo spesso a rischio la sua personale incolumità.
Documenti della Presidenza del Consiglio dei Ministri, datati settembre 1947, certificano la sua scelta di campo, ma in seguito a ricordarla sono solo le memorie sparse dei suoi compagni. Libero Natalini, in occasione di un incontro pubblico in Villetta, lo fa rievocando il rastrellamento operato il 13 marzo ’44 dalla banda Koch a Garbatella: “a casa del Cipolla, cioè Gastone Mazzoni, s’era riunito il gruppo operativo per programmare altri sabotaggi.. fu Lella a andare in giro di notte per avvisarci del rastrellamento e a darci l’opportunità di non essere presi…”.
Altre voci della VII Gap concordano: “Alla Romana Gas uscivano gli spezzoni che poi si riempivano di polvere nera balistite e s’usavano per far saltare le salmerie dei tedeschi all’Ostiense.. nel trasporto Lella ha svolto un ruolo molto prezioso..” Raffaella Chiatti è di fatto l’unica donna nel gruppo eppure la cosa in tempi recenti ha trovato spazio solo per merito degli interventi di Cosmo Barbato e Gianni Rivolta, che nelle loro ricerche non mancano di citarla: “Alla Garbatella operava la cosiddetta settima zona Gap. Ricordiamo solo alcuni nomi: Mario Bernardi, Gastone Mazzoni, Giuseppe e Orlando Lombardi, Libero Natalini, Mario e Alberto Polimanti, Giovanni Maroni, Elio Brini, Silvio e Andrea Coltellacci, Fernando Proietti, Reval Romani, Angelo Gloriani, Raffaella Chiatti, Renato Peret, Paride Mobile, Marcello Vari, Maceo Moretti, Garibaldi Dodici, Lamberto Cristiani.” (così Cosmo Barbato su resistenzaitaliana.it).
In tanti anni, tra celebrazioni ufficiali e memorie mancate, a farla tornare al centro delle cronache sarà purtroppo un evento tragico. I giornali parlano di lei il 23 gennaio 1993. Il giorno prima, vittima di un’aggressione in casa per opera certamente d’un balordo che voleva rapinarla, la Sora Lella muore per soffocamento. Ha da poco compiuto 89 anni e nel racconto della triste vicenda riportato sui quotidiani sono pochi quelli che la ricordano per il suo passato militante. Molti abbondano sui particolari del crimine. Qualcuno con affetto insiste sul lavoro da infermiera, che faceva da ragazza e che, nonostante l’età, continuava in qualche modo ancora a esercitare.
Oggi, a venticinque anni dalla sua scomparsa, il nome di Raffaella Chiatti non è ripreso in nessuna delle diverse iscrizioni che in giro per Garbatella ricordano i componenti delle formazioni comuniste, socialiste o di Giustizia e Libertà che qui operarono.
La sua vicenda però merita certamente più d’una citazione occasionale e una “targa d’inciampo” a lei dedicata sarebbe un più che giusto omaggio.
Un ricordo degno per lei e la sua storia di popolana, semplice e determinata, che al momento opportuno fece, da donna, la scelta più giusta.

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La commemorazione a via Rosa Raimondi Garibaldi

Una targa ricordo per Primo De Lazzari

Di Ottavio ONO

Garbatella ricorda “il Bocia”, questo era il suo nome di battaglia. Il 19 gennaio in via Rosa Raimondi Garibaldi al civico 42, dove abitava, è stata posta da Amedeo Ciaccheri, presidente dell’VIII Municipio, una targa alla memoria del partigiano garibaldino Primo de Lazzari. Sotto una pioggerella intermittente la cerimonia è proseguita di fronte, nel parco di Lega Ambiente, dove è stata piantata una quercia per commemorare il secondo anniversario della sua scomparsa. La scelta dell’albero nasce forse dal libro a lui dedicato “Una quercia sottile”, ritratto collettivo di un partigiano a cura di Serena D’Arbela con i contributi e le testimonianze di coloro che lo hanno conosciuto e gli hanno voluto bene. “Chi pianta un albero pianta una speranza” diceva così in una celebre frase  Lucy Larcom, poetessa statunitense. Ed era il compito che Primo aveva scelto di affidarsi, trasmettere ai ragazzi, attraverso le testimonianze dei fatti, la speranza che si può cambiare la propria condizione lottando :“Noi, ribelli per amore non per odio, combattiamo per la Giustizia, per la Libertà, per l’Uguaglianza, per una coscienza onesta e responsabile”. Queste cose amava ripetere ai giovani alunni delle scuole superiori e medie durante i suoi incontri,  sui quali suscitava un fascino magnetico, tanta era la sua capacità comunicativa di appassionare al racconto anche generazioni così distanti. Primo de Lazzari, il partigiano comunista, si era trasferito nel 1962 alla Garbatella, dove è vissuto fino al 2016. Ricercatore storico, giornalista, autore di numerosi libri sulla Resistenza, faceva dell’impegno politico e sociale un dovere nei confronti della collettività. Aveva un profondo rispetto della vita, che aveva istintivamente difeso dalla ottusa brutalità dell’oppressore fin da ragazzo, con la sua decisione di partecipare alla guerra di liberazione, rivendicando il diritto ad un futuro di speranza, ad una vita migliore. La sua scelta non fu mai ostentata come un trofeo da esibire, ma rivendicata con umiltà e intelligenza. Chi lo ha frequentato, lo descrive come un uomo gentile, un piccolo grande uomo pieno di coerenza e coraggio. Sono questi, forse, gli elementi propulsivi che lo hanno spinto, insieme ad una grande passione, a proseguire nel suo cammino di impegno e di studio fino a portarlo ad assumere sempre maggiori responsabilità nel suo ruolo di dirigente di partito ed intellettuale. Nella sua vita ha sempre sostenuto il valore della democrazia progressiva, elemento essenziale nel processo sociale per l’affrancamento dei più deboli. Il Bocia direbbe:”Siamo condannati a lottare per sempre poiché il bacillo dell’oppressione, sotto qualunque forma, non muore mai”.

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Parco di Grottaperfetta: trovate le fondamenta di un’ antica costruzione

Durante i lavori di sistemazione per l’apertura del secondo ingresso al Parco di Tormarancio, all’angolo tra via di Grottaperfetta e via del Carpaccio, sono state trovate le fondamenta di una costruzione probabilmente di epoca medievale. L’area interessata
è oggetto di ulteriori verifiche sotto la tutela della Sovrintendenza archeologica e dei tecnici del parco dell’Appia Antica, di cui fa parte integrante.

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Notizie brevi

Raccolte più di 400 firme per il centro culturale Tormarancia
Si terrà il 21 febbraio alle 18,00, presso la sala della Parrocchia
Nostra Signora di Lourdes, l’Assemblea del Comitato centro
popolare polivalente insieme all’Associazione parco della Torre
per illustrare i risultati dell’inchiesta on line e costituire un
gruppo di lavoro per la progettazione partecipata dell’ex scuola
Mafai, in vista del centro culturale del quartiere.

Buone Parole
Giovedì 21 febbraio ore 10,30, presso la Sala Consiliare “Piacentina
Lo Mastro” del Municipio Roma VIII, in via Benedetto
Croce 50, avrà luogo una lezione aperta su un uso non sessista
della lingua italiana.
L’incontro è promosso dalla Consulta Femminile del Municipio
Roma VIII in occasione della Giornata Internazionale della
Lingua madre.

Cisl Garbatella: nuovo sportello per gli anziani
E’ stato attivato, il lunedì pomeriggio, presso la federazione
Pensionati della Cisl, in viale Guglielmo Massaia 47, uno
sportello di ascolto rivolto ai cittadini anziani, e non solo, sulle
difficoltà e problematiche della vita di ogni giorno. L’iniziativa
è promossa dal Coordinamento Donne del Sindacato.

Montagnola: clarinetti e tromboni cercasi
La banda musicale della Montagnola, che nei giorni scorsi si è
esibita per la prima volta tra i banchi del mercato rionale di
via Pico della Mirandola, cerca dei musicisti. E’ richiesto il
possesso dello strumento e una minima competenza musicale.
Prevalentemente si cercano sax, clarinetti, trombe e tromboni,
ma anche strumenti a percussione ( cassa, rullanti e piatti).
Info 06.45506613.

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Per la rassegna “Incontri col cinema” del Teatro Palladium

“Sembra mio figlio”

Acclamato al Festival di Locarno della pluripremiata Costanza Quatriglio. La regista presenta il film in dialogo con Vito Zagarrio (Università Roma Tre)

a cura della redazione

Sabato 16 febbraio alle ore 20:30 il Teatro Palladium ospita per la rassegna “Incontri col cinema”  il lungometraggio “Sembra mio figlio” (2018), acclamato al Festival di Locarno della pluripremiata Costanza Quatriglio. La regista presenta il film in dialogo con Vito Zagarrio (Università Roma Tre). 

Il lavoro racconta la storia di Ismail, sfuggito alle persecuzioni in Afghanistan quando era ancora bambino, vive in Europa con il fratello Hassan. La madre, che non ha mai smesso di attendere notizie dei suoi figli, oggi non lo riconosce. Dopo diverse e inquiete telefonate, Ismail andrà incontro al destino della sua famiglia ritornando a casa e facendo i conti con l’insensatezza della guerra e con la storia del suo popolo, gli Hazara.

Costanza Quatriglio è una delle registe più interessanti di quella che ormai si profila come una “nouvelle vague” italiana, tra i più brillanti esponenti di una generazione che ha ibridato il documentario con la finzione e viceversa, uno dei temi cruciali del cinema italiano degli anni duemila. Documentarista eccellente, autrice di due film di finzione, dirige oggi il Centro Sperimentale di Cinematografia, sezione di Palermo dedicata al documentario. Ha firmato i documentari Terramatta, Triangle, 87 ore.

La rassegna “Incontri col cinema” è uno dei tanti appuntamenti legati alla sezione Cinem@ del Teatro Palladium; la chiocciola del titolo vuole significare un “cinema espanso”, contaminato dal video, dalla televisione, dalle ibridazioni tra corto e lungo metraggio, documentario e fiction e comprende alcune sottosezioni che segnalano l’apertura del Teatro Palladium alle iniziative cittadine e nazionali e la sua disponibilità a porsi anche come “sala cinematografica” (seppur atipica) capace di proiettare anteprime od ospitare festival di rilevanza nazionale e internazionale. L’elegante “salotto universitario” del Palladium vuole proporsi come altra “casa del cinema”, luogo di incontro e di riflessione per il cinema romano e italiano.

BIGLIETTERIA PALLADIUM

Attivo, solo durante gli orari di apertura del botteghino (apre due ore prima dello spettacolo), il numero: 0657332768

Prenotazioni via e-mail biglietteria.palladium@uniroma3.it; prevendite www.liveticket.it/TeatroPalladium

Info line per prenotazioni cell 350 011 9692 (attivo tutti i giorni, 11:00-13:00 / 16:00 – 20:00)

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Un De Gregori confidenziale a Garbatella

Già tutto esaurito al Teatro di Piazza Giovanni da Triora

Di Francesca Vitalini

 Già sold out le venti date che Francesco De Gregori terrà al Teatro Garbatella per un mese, dal 28 febbraio al 27 marzo. L’artista romano si esibirà ogni sera di fronte ad un pubblico di 230 spettatori per un concerto senza filtri e particolarmente intimo, come suggerisce lo stesso titolo del tour, “Off The Record”,  “in via confidenziale”, appunto. Un ritorno agli esordi, quando il cantautore si esibiva al Folkstudio, il piccolo studio trasteverino del pittore e musicista afroamericano Harold Bradley, nel quale si riunivano  artisti, pittori e musicisti, e trasformato in un vero e proprio locale per ascoltare musica dalla popolare al jazz alla canzone d’autore, soprattutto americana, ma non solo.  In questo piccolo locale, ad esempio, si esibì uno sconosciuto Bob Dylan e negli anni ’70 molti cantautori agli esordi come Antonello Venditti, Grazia Di Michele, Rino Gaetano, Francesco De Gregori.

E chissà se il repertorio proposto nelle date del Teatro di Piazza da Triora sarà anche quello, degli inizi, tratto dagli album  “Rimmel”, “Il bandito e il campione”, “Titanic”, con la sua “La leva calcistica della classe’68”, dedicata ad uno dei più famosi abitanti di Tor Marancia, Agostino di Bartolomei. Ciò che si sa è che Francesco De Gregori e la sua band (formata da Guido Guglielminetti al basso e contrabbasso, Carlo Gaudiello al piano e tastiere, Paolo Giovenchi alle chitarre e Alessandro Valle alla pedal steel guitar e al mandolino) proporranno sera per sera una scaletta molto variabile e quasi improvvisata.

“Ancora è tutto in movimento: l’idea che ho in testa per i concerti di Roma – ha raccontato l’artista durante la conferenza stampa – è di avere un nucleo centrale di 20, 25 pezzi e aggiungere, sera per sera, tre o quattro canzoni diverse, provandole nel pomeriggio”.  Un desiderio di fare jam che ben si allinea con l’intimità degli spazi.

In estate, invece, De Gregori andrà in giro per l’Italia accompagnato da una grande orchestra in un tour che dichiaratamente si propone di presentare per la prima volta in un contesto sinfonico i suoi più grandi successi.  L’orchestra, composta da quaranta elementi, avrà come nucleo centrale il quartetto degli Gnu Quartet, oltre alla band che accompagna De Gregori ormai da lungo tempo. La prima data di “De Gregori&Orchestra – Greatest Hits Live” è previsto a Roma l’11 giugno, alle Terme di Caracalla.

Un concept diverso è dietro ai due progetti, ma uguale il rapporto che lega De Gregori ai suoi fan: “Il rapporto col pubblico è emozionante – racconta – cantare, sentire la gola che si apre e si stringe, far suonare una parola una sera, diversa da quella prima. Rendere partecipe il pubblico di tutte queste microvariazioni”.

E il suo pubblico lo attende al Teatro di piazza da Triora, scelto a Roma perché è in questa città che l’artista vive, un teatro che ha riaperto i battenti ad agosto, con una nuova gestione artistica, diretta da Luigi Cecinelli: “Febbraio e marzo saranno dedicati al tour di De Gregori e poi proporremo al pubblico tanto teatro, con proposte che rispecchiano il teatro di oggi: la commedia musicale, il teatro immersivo, il teatro sociale, la stand up comedy, proposte mai arrivate durante passate gestioni”.

foto di Francesco De Gregori
Daniele BARRACO

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Parco di Grottaperfetta: trovate le fondamenta di una villa romana

Durante i lavori di sistemazione per l’apertura del secondo
ingresso al Parco di Tormarancio, all’angolo tra via di Grottaperfetta e via
del Carpaccio, sono state trovate le fondamenta di una costruzione di epoca
romana. L’area interessata è oggetto di ulteriori scavi sotto la tutela della
Sovrintendenza archeologica e del parco dell’Appia Antica, di cui fa parte
integrante. Ieri mattina la visita dei tecnici dell’VIII Municipio, del
presidente Amedeo Ciaccheri e dell’assessore all’Ambiente Centorrino (g.r). 

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Cara Garbatella a Buongiorno regione

Il 30 gennaio alle ore 7,30  Giancarlo Proietti e Gianni Rivolta, rispettivamente direttore editoriale e responsabile, del mensile di cronaca locale Cara Garbatella sono stati ospiti della nota rubrica di informazione regionale. Durante l’intervista si è parlato della storia più che ventennale del giornale e delle iniziative in cantiere per il Centenario (1920-2020) della fondazione dello storico quartiere popolare.

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Comune di roma: varato il regolamento degli Orti Urbani

di Daniele Ranieri

Ci sono voluti otto anni, ma sembra giunto a conclusione il lungo iter comunale che dà il via al regolamento degli Orti urbani e dei giardini condivisi. Ora, dopo l’approvazione in Giunta, manca solo quello dell’Assemblea.

L’interesse per una regolamentazione dei tanti orti urbani, apparsi spontaneamente e disordinatamente nel territorio romano, era già nato nel 2001, quando il Comune di Roma si era accorto che i terreni destinati a coltivazione erano aumentati in un solo anno del 16%. Una vera passione che i romani coltivano da tempo, sicuramente per il piacere di produrre in proprio i prodotti destinati alla loro tavola, ma  anche in qualche caso per bisogno. Anche l’VIII Municipio ha numerosi appezzamenti di terreno affidati in comodato d’uso o coltivati spontaneamente destinati a orto. E’ il caso degli orti urbani Tre Fontane,dell’Ortolino, quelli di via Guglielmotti, di via Rosa Raimondi Garibaldi a Garbatella, della Cooperativa Garibaldi all’istituto agrario e di Largo Veratti al Valco San Paolo. Per questo il Municipio ha voluto ascoltare i rappresentanti dei “coltivatori” degli orti municipali prima di esprimere un parere alla Giunta di Roma Capitale.

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Venerdì 1 la Quinta di Beethoven per pianoforte solo in Aula Magna

Un grande spettacolo questo venerdì in Aula Magna!
Avremo il piacere di ascoltare nuovamente Federico Ercoli, giovane virtuoso del pianoforte, già ospite delle stagioni cameristiche di Roma Tre Orchestra, questa volta però con un programma davvero da far tremare le vene e i polsi, ovvero nella Quinta sinfonia di L. v. Beethoven nella versione data da Franz Liszt per pianoforte solo. La versione di Liszt è assolutamente rispettosa dell’originale beethoveniano, ma aggiunge chiaramente la spettacolarità del pianoforte, esaltato al suo massimo grado.
Completano il programma alcuni brani brillanti di Bela Bartok: un programma quindi che unisce repertorio noto ad altro di più raro ascolto qui a Roma.

YOUNG ARTISTS PIANO SOLO SERIES – GIOVANI PIANISTI IN AULA MAGNA

Prezzi della stagione 2018 – 2019:
intero: € 12,50
over 65 e possessori bibliocard: € 10,00
under 35 e personale Roma Tre: € 7,50
soci Roma Tre Orchestra e studenti regolarmente iscritti a Roma Tre: € 2,50

La Quinta di Beethoven e la musica di Bela Bartok

Venerdì 1 febbraio 2019, ore 19
Aula Magna della Scuola di Lettere, Filosofia e Lingue
Università degli Studi Roma Tre via Ostiense, 234 | Roma

L. v. Beethoven: Sinfonia n. 5 in do minore op. 67,
nella trascrizione pianistica di F. Liszt
B. Bartok: Selezione di brani da “Easy Pieces” op. 39
B. Bartok: Sonata per pianoforte Sz. 80

I biglietti possono essere acquistati al botteghino il giorno dell’evento, a partire da un’ora prima dell’inizio, oppure online,  accedendo da questo link.

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Municipio VIII: tante le iniziative sulla giornata della Memoria

dalla Redazione

Nel Municipio Roma VIII –ha dichiarato il presidente Amedeo Ciaccheri- “riannodare i fili sparsi della memoria è un impegno diffuso e quotidiano” e per questo, in coerente continuità con una tradizione forte e diffusa, anche quest’anno i nostri quartieri sono stati protagonisti di decine di iniziative. In molti casi sono state le istituzioni a promuoverle ma, in altrettante circostanze, sono state singole associazioni o circoli territoriali di partiti di sinistra a dare vita a momenti di incontro particolarmente sentiti.

Qui di seguito riportiamo solo alcuni degli appuntamenti che per un’intera settimana, e anche più, hanno attraversato i nostri quartieri.

Martedì 15 gennaio Via Valeria Ruffina 66 a Tor Marancia

Al primo posto nell’agenda la pietra d’inciampo dedicata a Giovanni Tagliavini e su cui Cara Garbatella ha dato già ampio spazio. L’iniziativa, nata dal lavoro di ricerca di Eugenio Iafrate e di Claudio D’Aguanno “consulente per la memoria del Municipio Roma VIII”, è stata promossa dall’Associazione Parco della Torre e sostenuta dal Municipio con la presenza del presidente Ciaccheri.

 

Martedì 22 gennaio, ore 21.00 – Teatro Palladium

A TESTA ALTA. STORIA DI MORETTO

Spettacolo teatrale sulla vicenda di Pacifico Di Consiglio che non si arrese mai alla dittatura italiana e non chinò la testa davanti all’occupazione straniera.

Evento realizzato da Fondazione Museo della Shoah – Onlus.

 

Giovedì 24 gennaio, ore 17.00 – Sala consiliare Municipio Roma VIII

UN PONTE DI LIBRI

Mostra bibliografica e presentazione dell’opera di Jella Lepman, donna, ebrea, fuggita dalla persecuzione nazista rientrerà in Germania per occuparsi della “ri-educazione” delle donne e dei bambini tedeschi, e per offrire loro “cibo per la mente” affinché mai più potesse ripetersi quanto accaduto con il nazismo.

Evento realizzato da Lottavolegge e Biblioteche Di Roma.

 

24, 25, 26 gennaio – Nelle scuole del Municipio Roma VIII

La Memoria della Shoah raccontata alle studentesse e agli studenti delle nostre scuole attraverso la proiezione di film, letture di brani significativi, spettacoli teatrali, Cerimonia del sasso, laboratori di pittura di Pietre d’inciampo simboliche in un programma di iniziative diffuse per stimolare protagonismo giovanile e per non dimenticare. Con il patrocinio e la partecipazione diretta del Municipio.

 

Sabato 26 gennaio, ore 18.00 – Comunità di Base San Paolo

PORRAJMOS, LA MEMORIA DI TUTTI

Un’iniziativa per ricordare la “Devastazione” di Rom, Sinti e Caminanti, vittime anch’essi dello sterminio nazista. Parole, musiche, poesie, ricostruzioni storiche, analisi e prospettive per ricordare il sacrificio di oltre mezzo milione di Rom.

Evento realizzato da Associazione Cittadinanza e Minoranze.

 

Sabato 26 h.10.30 Millepiani Via Nicolò Odero 13

POLISPORTIVA G. CASTELLO, fondata nel 1967, con il patrocinio della Regione Lazio e del Municipio Roma VIII e la collaborazione delle associazioni Unione Veterani dello Sport – Del. Reg. Toscana -, Cara Garbatella e Millepiani Coworking.

Mostra realizzata dal Comune di Scandicci CAMPIONI NELLA MEMORIA

Storie di atleti deportati nei campi di concentramento

L’idea di questa mostra è di Barbara Trevisan, docente di scienze motorie sportive a Scandicci: “Questa mostra è nata dalla convinzione che la trasmissione della memoria spetti a tutti, ma in modo particolare a chi è stato toccato dalla tragedia delle deportazioni, seppure in modo indiretto, e che le storie delle singole persone possano essere la testimonianza più forte e incisiva per le nuove generazioni. Lo scopo è quello di osservare la più grande tragedia del ventesimo secolo, anche dal punto di vista sportivo, rendendo onore e gloria a tutti quegli uomini e donne che nella loro vita hanno incarnato gli ideali sportivi e, con le loro scelte, hanno difeso i principi di libertà, di uguaglianza e di tolleranza”.

 

Domenica 27 Basilica di San Paolo: Pedalando nella Memoria 2019

Appuntamento alle ore 9,15. Il percorso ha attraversato la città partendo da Parco Schuster, passando il ponte Settimia Spizzichino per fare una prima tappa a Tor Marancia Fosse Ardeatine. Di qui la strada in bici ha ripreso poi per Porta San Paolo, Portico d’Ottavia e via dei Zingari. Quindi verso San Giovanni e via Tasso per concludersi al Casale della Cacciarella in via di Casal Bruciato 11. Il punto d’arrivo è poco più avanti della Stazione Tiburtina dove, dal binario 1, partivano i convogli diretti ai campi di sterminio e dove, appunto, quella tragica mattina del 4 gennaio 1944, fu caricato Giovanni Tagliavini, “un indesiderabile residente a Shangai”, destinazione Mauthausen.

 

Domenica 27 gennaio. Un itinerario attraverso le tracce della memoria

Promossa dai circoli PD di Roma VIII tre tappe per ravvivare il ricordo e rinnovare l’impegno a non dimenticare. La mattinata è iniziata in Via Valeria Rufina con la visita alla pietra d’inciampo dedicata a Giovanni Tagliavini, proseguendo poi a Piazza Ricoldo da Montecroce nel ricordo di Enrica Zarfati, per concludersi al ponte dedicato a Settimia Spizzichino. Qui, alla presenza di Flavio Conia, di Enzo Foschi e delle istituzioni municipali (presenti tra gli altri, oltre al Presidente Amedeo Ciaccheri, gli assessori alle politiche sociali Alessandra Aluigi e alle attività produttive Leslie Capone), sono stati letti vari brani tratti da “Il diario di Anna Frank”, da interventi di Maria Zevi e Settimia Spizzichino nel convegno “Donne, fascismo e democrazia” del 26 gennaio 1995, e i numeri della deportazione  conservati nell’Archivio storico della Comunità ebraica: delle 1752 persone ne tornarono 118.

La commemorazione si è conclusa con la lettura della poesia “Il sole splende per tutti” di Jacques Prévert; e a sottolineare il titolo, mai così beffardo come oggi, è cominciato a piovere ( l.g.).

Lunedì 28 gennaio, ore 09-17 – Teatro Palladium

DALL’ALBA AL TRAMONTO

Lettura integrale e continuativa di “Se questo è un uomo” di Primo Levi

Si alterneranno, nella maratona di lettura, bambini delle scuole elementari, allievi delle scuole medie inferiori e delle scuole medie superiori, studenti, docenti e personale dell’Ateneo, nonché autorità, personalità del mondo dello spettacolo e dell’arte, attivisti dei diritti umani.

Evento realizzato da Università Roma Tre e Coalizione Italiana Libertà e Diritti civili.

 

Martedì 29 gennaio, ore 18.00 – Moby Dick biblioteca hub culturale

QUAL È LA VIA DEL VENTO

Presentazione libro con l’autrice Daniela Dawan insieme alla scrittrice Giulia Alberico. Daniela Dawan è nata a Tripoli dove ha vissuto la sua prima infanzia. È rientrata in Italia nel 1967, con la famiglia, in seguito alla Guerra dei Sei giorni. È vissuta a Roma, a Bruxelles e negli Stati Uniti. Nel 2010 ha pubblicato con Marsilio “Non dite che col tempo si dimentica”, il suo primo romanzo. Nel 2018 esce “Qual è la via del vento” (E/O).

 

Ha collaborato Lorena Guidaldi

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Garbatella: Il Mongiovino non è solo marionette!

Fino a maggio lo spazio di via Genocchi diventa il palcoscenico della canzone d’autore. Prossimo appuntamento il 25 gennaio con Colandrea e Lucio Leoni. Il calendario completo della rassegna

di Francesca VITALINI

Il Teatro Mongiovino non è solo un graditissimo spazio per i bambini del territorio, che conserva un patrimonio di oltre 400 marionette e pupazzi. In collaborazione con l’etichetta Non è mica Dischi diventa anche palcoscenico musicale per un pubblico più adulto con la rassegna “Non è mica…la Ribalta!”, con l’obiettivo di far incontrare il teatro, la sperimentazione e la canzone d’autore.
Nel sottotitolo dell’iniziativa, “cantautori a teatro”, si legge il tentativo di riportare la musica in teatro, coinvolgendo artisti giovani e dal linguaggio innovativo, che sviluppino con le canzoni un approccio narrativo senza trascurare la qualità.

Con questa rassegna, inaugurata ad ottobre  e che si svolgerà un venerdì al mese fino a maggio, il Teatro Mongiovino si fa ponte fra adulti e giovanissimi privilegiando l’ascolto, col fine di stimolare il pubblico alla comprensione del “bello” in una dimensione nuova rispetto alle normali vie di fruizione della musica. È affiancato in questo obiettivo dalla nascente etichetta Non è mica Dischi che, dopo il successo del concorso di scrittura su commissione “Non è mica da questi particolari che si giudica un Cantautore”, prosegue con la ricerca della nuova canzone di qualità. In quest’ottica, ad aprire i concerti della rassegna saranno proprio alcuni artisti delle precedenti due edizioni del concorso.

CALENDARIO

25 gennaio 2019 – COLANDREA & LUCIO LEONI Un giorno di vento – apertura: Marat & Drugo e il complesso di Napoleone

22 febbraio 2019 – CANIO LOGUERCIO & ALESSANDRO D’ALESSANDRO Canti, ballate e ipocondrie d’ammore – apertura: Danilo Ruggero

29 marzo 2019 – ROBERTA GIALLO & CARLO VALENTE Banana Republic – quarant’anni dopo– interventi: Enrico Deregibus; apertura: Giulia Olivari

12 aprile 2019 – LUIGI MARIANO & NICO MARAJA Astrautori Asincroni – apertura: Flavia Pasqui & Le teorie di Copernico

24 maggio 2019: MASSIMO GIANGRANDE Beauty At Closing Time – apertura: Fangio

“Più volte ci siamo incontrati con i musicisti, e la loro collaborazione ha impreziosito le nostre produzioni quasi fino a non poterne più fare a meno – racconta il direttore generale del Mongiovino, Giulio Accettella – il teatro di figura, quello d’attore e la musica sono linee che si incrociano sul palco del Mongiovino, un luogo acusticamente adatto alla musica dal vivo. Così, per una volta, le nostre marionette rimarranno a guardare, ad ascoltare la musica d’autore, quella senza compromessi, quella popolare che tutti possono capire, ma che non tutti possono fare”.
Durante le serate sarà presente Semi di Libertà Onlus, un’Associazione senza scopo di lucro con la mission di contrastare le recidive dei detenuti, che gestisce da quattro anni Birra Vale la Pena, un progetto di inclusione sociale, un birrificio artigianale dove persone in esecuzione penale esterna, provenienti dal carcere romano di Rebibbia, vengono formate ed inserite in questa filiera.
L’iniziativa si svolge con il patrocinio del Municipio VIII.

ORARI E BIGLIETTI

h. 21.00 – inizio concerto – €12,00 biglietto intero / €10,00 biglietto ridotto

INFORMAZIONI

http://www.accettellateatro.it/
www.nonemica.it

mongiovino@accettellateatro.it

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2019: la Garbatella che vorrei

di Francesca VITALINI

Buon anno Garbatella! Questo 2019 è appena iniziato ed è bello immaginarti come una ridente signora di quasi 99 anni che, con un’espressione felice e serena, alzando il calice di un buon vino, con un sorriso beffardo e scaccia guai brinda alla sua fortuna e a quella dei suoi abitanti. Un gesto ricambiato dai tanti che ti vogliono bene, che, guardandoti negli occhi, ti augurano: gioia, forza e prosperità. A febbraio  entreremo a pieno titolo nell’anno del Centenario (1920-2020)e così abbiamo voluto chiedere ad alcuni cittadini di esprimere un loro desiderio, un sogno da realizzare in questo anno straordinario.

Antonio Bertolini, medico di base: “A quaranta anni dalla
creazione del Servizio Sanitario Nazionale, che ha portato alla nascita della
medicina e della pediatria di base, mi auguro una sua difesa soprattutto per
realtà, come quelle di Garbatella, dove l’indice di invecchiamento è forte,
superato nel nostro municipio solo da Montagnola. Purtroppo, oggi si assiste ad
un individualismo sfrenato, all’apertura sempre più sostenuta al privato, che
favorisce i ceti più alti. Mi auguro, inoltre, che il ritorno alla cultura
della sanità pubblica significhi anche continuare il sostegno nei confronti del
Cto, rendendolo un punto di eccellenza ortopedico non solo per il quartiere, ma
per tutto il centro-sud”.

Alessandra della libreria “Tana del Libro”: Mi auguro che possano esserci  nel quartiere iniziative culturali e letterarie, a cui vorrei  partecipare per dare il mio contributo, che possano far riscoprire l’amore per i libri e per le varie espressioni artistiche, scoprendo attraverso di esse anche culture e tradizioni diverse, allontanandoci dalla tecnologia che predomina nelle nostre abitudini”.

Rossana Di Lorenzo, 81 anni attrice, sorella di Maurizio
Arena: vorrei dall’Ater, proprietario dello stabile dove abito in affitto, un
ascensore che mi permetta di salire gli 88 gradini che dividono la mia casa al
quarto piano di via della Garbatella 24 con la strada. Sono invalida con
indennità di accompagno e ho subito un infarto. Mi sento una persona che suo
malgrado si sente agli arresti domiciliari.

Alberto Guidoni, studente del Liceo Classico Socrate al quinto  anno: “Frequento spesso la Biblioteca-Hub culturale Moby Dick principalmente per studiare. Mi piacerebbe che avesse più spazi a disposizione poiché in alcune ore della giornata è difficile trovare posto a sedere. Ho la fortuna di andare a piedi a scuola al mattino camminando per le strade della Garbatella, un po’ per scelta, un po’ perché le poche corse degli autobus fanno giri lunghissimi e poco efficienti: mi aspetterei una maggiore attenzione nella programmazione del trasporto urbano.”

Elisabetta Girolami , ostessa del Ristoro degli Angeli: vorrei che noi abitanti del quartiere fossimo più consapevoli del privilegio che abbiamo di vivere qui  e qualcuno di noi anche di esserci nato. Mi piacerebbe che tutti ci rimboccassimo le maniche per rendere la Garbatella un luogo sostenibile, solidale e sicuro. Sostenibile ovvero pulito, prendendoci cura del territorio e trattando gli spazi comuni come trattiamo la sala da pranzo di casa nostra. Garbatella è bella di suo, ma la bellezza, come le piante e i fiori, va coltivata. Solidale, perché mi piace uscire di casa e “sentirmi a casa”. Sapere di poter contare sulle persone che abitano intorno a me ed essere disponibile a condividere con gli altri le mie competenze , i miei problemi o la mia allegria. Salutarci quando ci si incontra, proporre e adoperarci per la soluzione dei conflitti che sorgono in tutte le comunità, mangiare in compagnia, prenderci a cuore le persone anziane, i giovani, i bambini del quartiere, non può che renderlo un luogo sicuro, perché la sicurezza nasce dalla forza dei rapporti sociali e personali, non dalla paura.

Mirella Arcidiacono “Fata Garbatella”: voglio il restauro di Carlotta e che sulla scalinata si realizzino due murales. Sul muro di sinistra bambini di tutte le etnie, che si tengono per mano con la bandiera della pace e su quello di  destra i personaggi delle fiabe di ieri e di oggi, compresi quelli delle mie favole che i ragazzini e gli adolescnti conoscono e che fanno parte del calendario del Tempo Ritrovato edito ormai da molti anni. Insomma voglio quello che chiedo da sempre.”

A questo 2019 ci si è appena affacciati, sarebbe bello chiedere già da ora ad un indovino come sarà l’anno nuovo, se bello, brutto o metà e metà. Si tireranno le somme alla sua conclusione, ben sapendo, come scriveva Gianni Rodari che: “trovo stampato nei miei libroni che avrà di certo quattro stagioni, dodici mesi, ciascuno al suo posto, e il giorno dopo il lunedì sarà sempre un martedì. Di più per ora scritto non trovo nel destino dell’anno nuovo: per il resto anche quest’anno sarà come gli uomini lo faranno”.

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L’album del quartiere in mostra negli stenditoi

Grande successo per la rassegna fotografica “Garbatella Images”

di Francesca VITALINI

I luoghi sono spazi nei quali l’identità, le relazioni e le storie, come sosteneva l’antropologo Marc Augé, si intrecciano.
E un luogo, Garbatella, con le sue storie, i suoi abitanti, le sue memorie è stato il protagonista della mostra “Garbatella Images”, che durante il mese di dicembre ha popolato il quartiere romano. La mostra, parte del programma del Campidoglio “Contemporaneamente Roma”, è stata pensata appositamente per il quartiere popolare dell’Ater: una scoperta delle sue caratteristiche urbane, sociali, architettoniche, antropologiche, storiche attraverso l’uso della fotografia, grazie al lavoro di ricerca sul territorio di due fotografi contemporanei come Francesco Zizola e Giovanni Cocco, ma anche agli scatti donati dalla popolazione locale. Le fotografie d’epoca estratte dai cassetti delle famiglie del quartiere, infatti, sono state messe a disposizione del lavoro di ricostruzione e riscoperta promosso da “Laboratorio Territorio Personale”, in collaborazione con “WSP Photography” e i centri anziani del quartiere. Trentadue immagini in tutto, in parte ingrandite e stampate in pvc e appese come lenzuola tra gli stenditoi dei lotti, altre esposte nei locali dall’associazione culturale e galleria fotografica 10b Photography, ideatrice del progetto.
Il percorso è stato curato dalla storica dell’arte Sara Alberani: “Garbatella è un luogo particolare, prezioso, dove la storia collettiva e le storie individuali si intrecciano – racconta, facendo un bilancio dell’iniziativa –siamo stati piacevolmente colpiti dalla partecipazione degli abitanti, tanto che vogliamo far continuare nel tempo questa progettualità, che ha visto una risposta importante del quartiere, arrivando al suo Centenario nel 2020 con un archivio fotografico locale più ricco, ampliando il numero dei partner sul territorio ed estendendo il numero dei lotti coinvolti nell’esposizione. Ma non ci fermeremo qui, ci piace pensare di far dialogare la fotografia con i video, portando dei proiettori nei cortili dei lotti e vorremmo commissionare a dei fotografi stranieri dei reportage sul quartiere”.
La Garbatella, dunque, si è messa in mostra, presentandosi nella sua immediatezza e nella sua intimità, raccontando storie lontane nel tempo, eppure così familiari: gli operai che hanno costruito il Gazometro, i balli sfrenati sui tavoli delle Sgarbatelle, i ragazzini che si sfidano all’oratorio San Filippo Neri.
Si è raccontata per i suoi abitanti, ma anche per i tanti che sono venuti dalle altre parti della città: “Il pubblico è stato numerosissimo e composito per età e per provenienza – continua Sara – mai ci saremmo aspettati una risposta del genere.
La Garbatella genera curiosità perché ha molto da dire di sé, una ricchezza da raccontare con attenzione”.

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Affidato al C.d.Q. l’ingresso al parco su viale Londra

Tenuta di Tor Marancia

di Sandra GIROLAMI

Toccherà al Comitato di Quartiere Grottaperfetta garantire d’ora in poi l’apertura e la chiusura del cancello di accesso alla Tenuta di Tor Marancia su viale Londra. Lo prevede la convenzione firmata ai primi di dicembre con il Comune di Roma, che dalla scorsa estate garantisce finalmente un’assicurazione contro gli infortuni e la responsabilità civile dei volontari che adottano le aree pubbliche.
In realtà già dalla scorsa primavera il CdQ si è adoperato fattivamente per consentire ai cittadini di usufruire dell’ampio spazio naturalistico denominato AFA 2 (Ambito Funzionale di Attivazione) che, a partire da viale Londra, si inoltra per tre ettari e mezzo nella tenuta di Tor Marancia. Si tratta di una piccola parte dei 220 ettari complessivi del parco urbano più grande d’Europa. Inaugurata ufficialmente ai primi di giugno, infatti, l’area mancava totalmente dei servizi essenziali a garantirne la manutenzione. Dopo anni e anni di diatribe giudiziarie, il Consorzio dei Costruttori aveva realizzato la sistemazione e riqualificazione di questo quadrante in cambio di altre zone edificabili, ma l’area rischiava di ripiombare nel precedente stato di abbandono mandando in malora un patrimonio pubblico assai prezioso.
“D’ora in poi – spiega Mario Semeraro , Presidente del Comitato di Quartiere di Roma 70 – un nutrito gruppo di volontari, costituito prevalentemente da cittadini residenti in prossimità del parco, si farà carico di svolgere regolarmente i lavori necessari a mantenere il decoro. Garantiamo apertura e chiusura del cancello d’entrata dalle 8 alle 18, d’estate fino alle 20, e la raccolta dei rifiuti.
Il Servizio giardini del Comune non ha personale sufficiente, ma vigileremo affinché si prendano cura almeno della manutenzione del verde e degli impianti esistenti, coinvolgendo anche il Parco dell’Appia Antica”.
La zona è stata attrezzata con sentieri, gazebo fissi per leggere o fare picnic, panchine, due spazi gioco per i bambini e un’area sportiva con due campi di pallavolo.
Entrando a sinistra ci sono due antichi casali diroccati, che andrebbero ricostruiti e bonificati, ma per i quali non è ancora stato approntato un progetto definitivo.
“Ci auguriamo- aggiunge il Presidente del CdQ – che l’adozione dell’AFA 2 sia solo la prima di una serie di iniziative , che vedano i cittadini, legalmente inquadrati dal principio di sussidiarietà, sempre più attivi nella gestione del proprio territorio. Dobbiamo capire che non basta puntare il dito, ma bisogna rimboccarsi le maniche assumendosi delle responsabilità, anche piccole, ma che aiutino a risolvere i problemi. Anche perché nei prossimi mesi dovrebbe aprire anche il terzo ingresso (AFA 3) su via di Grottaperfetta.
In primavera organizzeremo di nuovo visite guidate con le guide dell’Ente Parco ed altri momenti di aggregazione affinché gli abitanti del territorio prendano coscienza dei tesori che abbiamo e possano godere degli aspetti naturalistici, storici e ambientali
della Tenuta di Tor Marancia”.

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Finanziato il progetto per riqualificare l’area dell’es Pup di viale da Vinci

Urgente per i cittadini il ripristino della viabilità

di Fabrizio FAGIANI

Il tratto di viale Leonardo da Vinci, stravolto dal cantiere di un parcheggio sotterraneo mai realizzato, potrà essere finalmente riqualificato con un finanziamento derivante dagli oneri concessori della nuova convenzione urbanistica stipulata dal Comune per piazza dei Navigatori.
Si tratta di 17 milioni, che sono stati destinati a una serie di interventi di riqualificazione urbana individuati attraverso un processo partecipativo chiamato #Roma- Decide. Una procedura voluta dal Campidoglio, che ha suscitato forti critiche per la scarsa partecipazione (poco più di 2mila persone, circa l’1% del totale dei cittadini residenti) e per il fatto che la gran parte degli interventi selezionati saranno realizzati lontano dall’area di piazza dei Navigatori.
Tra gli interventi “vincitori” c’è anche il progetto di risistemazione dell’area dell’ex Pup (Piano urbano parcheggi) di viale Leonardo da Vinci. La vicenda di questa area sosta sotterranea inizia nel 2004. Subito dopo l’avvio del cantiere parte la protesta dei cittadini, che ritengono la realizzazione del profondo scavo pericoloso per la stabilità degli edifici circostanti e si organizzano nel Comitato “No Pup Indignati” per chiedere la revoca della concessione. La ditta costruttrice poi sospende i lavori per difficoltà incontrate nell’opera di scavo e tutta l’area rimane per molti anni in stato di abbandono.
Solo nel settembre 2017 è stata emanata la determinazion, che dispone la revoca della concessione e l’obbligo del ripristino dello stato dei luoghi. Interviene allora il municipio che, nel febbraio scorso, bonifica l’area e riporta in funzione la carreggiata
occupata dal cantiere.
Ma la nuova viabilità non ha riportato il viale nelle condizioni precedenti e ci sono seri problemi di sicurezza stradale. Sono numerosi gli incidenti che si verificano, soprattutto nell’incrocio con via Costantino. Tanto che la Polizia Municipale dell’VIII gruppo ha scritto una nota al Dipartimento capitolino alla Mobilità per chiedere il ripristino della viabilità originaria. La situazione di pericolo viene con tenace insistenza denunciata anche dal Comitato insieme per San Paolo e dal Comitato “No Pup Indignati”.
“Seguitiamo a chiedere quasi giornalmente il ripristino della viabilità a senso unico su entrambe le carreggiatedicono dal Comitato – purtroppo continuano a verificarsi incidenti e la decisione di mantenere il doppio senso in via sperimentale su un lato della via si è rivelata sbagliata. Noi lo avevamo fatto notare fin da subito. Anche il Municipio sta sollecitando la soluzione del problema ed ha presentato un progetto al Dipartimento Mobilità, che dovrebbe occuparsi di provvedere al ripristino dello stato ex ante, dato che la via è di competenza comunale.
Abbiamo scritto anche all’Assessora capitolina alla mobilità Linda Meleo allegando le foto degli incidenti e proveremo a contattare anche il direttore del Dipartimento, con la speranza che presto si riesca a risolvere questa situazione”.
Il Municipio VIII ha risposto alle richieste dei cittadini lanciando un ultimatum al Campidoglio: se non ci sarà un intervento immediato, il Municipio è pronto a intervenire direttamente in surroga del Comune inadempiente.

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Principe di Piemonte: l’associazione dei genitori in prima file

Sulla rupe di San Paolo

di Fabrizio FAGIANI

si è costituita nel 2016, la prima associazione di genitori degli alunni di una scuola pubblica dell’VIII Municipio.
“L’associazione Scuolaliberatutti ci dice il presidente Mauro Gaggiotti – è nata dall’iniziativa di un gruppo di genitori che negli anni si sono impegnati in attività a favore della scuola, dei bambini e dei genitori con l’organizzazione di molti eventi, come le feste di fine anno e i mercatini per la raccolta di fondi, oppure la costruzione di un orto e la proiezioni di film. Senza tirarsi indietro quando c’era da rimboccarsi le maniche per lavori di piccola manutenzione”.
E l’ultima iniziativa dell’associazione Scuolaliberatutti è stata “L’isola che non c’è…la storia (im)possibile della scuola Principe di Piemonte”. Un evento realizzato insieme al Tavolo archivio storico dell’VIII Municipio ( Moby Dick) per far conoscere il patrimonio storico-artistico della scuola progettata dall’architetto Ignazio Guidi nel 1940 e avviare un confronto tra i cittadini e le istituzioni per trovare insieme soluzioni ai problemi relativi alla manutenzione e alla salvaguardia della scuola e del suo parco.
“La costituzione dell’associazione ci racconta ancora il presidente Gaggiotti- è stata molto sostenuta dalla dirigenza scolastica, che ci ha spinto a dare maggiore forza alla voglia di partecipazione di tanti genitori che condividono gli obbiettivi di rafforzare il piano dell’offerta formativa della scuola, di promuovere iniziative per una scuola inclusiva e aperta e favorire il rispetto dell’ambiente e l’uso sostenibile delle risorse naturali”.
Anche il Municipio segue con molto interesse l’attività dell’associazione come esempio di una buona pratica ispirata al principio della sussidiarietà.
“L’associazione Scuolaliberitutti è l’unica associazione di genitori attiva nel Municipio VIII- ci ha detto Francesca Vetrugno, assessora municipale alle politiche scolastiche e noi stiamo lavorando per incentivare la formazione di nuove realtà associative di genitori in altre scuole del municipio. Il nostro intento è quello di favorire la costruzione di una rete territoriale per dare maggiore efficacia e continuità alla sussidiarietà e per stimolare la realizzazione di progetti con i quali partecipare ai bandi pubblici a sostegno delle attività delle scuole”.
Perché tutti sono convinti che la scuola non deve essere solo l’ambiente dove si svolgono le attività didattiche, ma anche un elemento di crescita per il territorio circostante.
Un luogo aperto alla cittadinanza dove svolgere incontri e realizzare iniziative per tutta la comunità.

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