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Tag: Garbatella

Garbatella: da settimane due motociclette abbandonate a ridosso dei cassonetti

Sui marciapiedi e per le strade dell’Ottavo Municipio, nelle vicinanze dei cassonetti della spazzatura, abbiamo visto abbandonata qualsiasi cosa: mobili vecchi, materassi, reti da letto, sanitari da bagno, ventilatori, elettrodomestici, sacchi dell’immondizia, materiale edile.
Tuttavia mai si era vista una motocicletta. Anzi, due. Parliamo di due moto Kawasaki entrambe con la targa, abbandonate a ridosso dei cassonetti in via Lorenzo da Pietrasanta nelle adiacenze del Parco caduti del mare alla Garbatella.
Un abbandono singolare perché queste due moto (per giunta della stessa marca) sono comparse insieme, improvvisamente, giunte da chissà dove, un mattino di tre settimane fa.
Non è azzardato supporre che in passato i due motoveicoli siano stati usati per qualche operazione poco chiara, oppure che siano stati rubati e quindi cannibalizzati, anche se dal sito del Ministero dell’Interno non risultano denunce per furto, o ancora che provengano da alcuni autodemolitori che se ne sono voluti disfare in vista di una prossima chiusura.
Un cittadino che abita nello stabile prospiciente ha confermato che sono lì da poco meno di un mese e che per ora – a quanto pare – nessuno ha chiamato la Polizia Locale. Ci si chiede a questo punto se qualcuno delle forze dell’ordine sia passato di lì per caso o se gli operatori dell’Ama abbiano fatto, almeno loro, una segnalazione per far rimuovere questi motocicli. Anche perché questi due rottami, pieni di ruggine e di acciaio tagliente, potrebbero rappresentare un pericolo per le persone, soprattutto per i bambini e i cani che frequentano il parco, che transitano nella zona.

Una delle due moto abbandonate

Smaltimenti poco chiari

A Roma, oltre alla maleducazione che vede molti cittadini infischiarsene del corretto conferimento dell’immondizia, è frequente che alcune persone prive di scrupolo svuotino qualsiasi oggetto direttamente nei cassonetti o lo abbandonino nei dintorni.
Questa pratica incivile avviene soprattutto nelle ore notturne, in zone lontane da telecamere, segno che si è pienamente consapevoli che si sta compiendo un reato.
Spesso l’opera di abbandono o lo svuotamento nei cassonetti è frutto dell’azione di presunte ditte che si occupano di svuotare le cantine e di smaltirne il contenuto e che si guardano dal recarsi nelle isole ecologiche. Non sveliamo nessun segreto, anche perché la nostra città è piena di avvisi, di adesivi appiccicati ovunque e di cartelli ben visibili (alcuni con scritte nere e fondo giallo) in cui si reclamizzano servizi di svuotamento cantine e successivo smaltimento.
Di questi cartelli, in cui tra l’altro si evidenzia un numero di cellulare da chiamare, se ne vedono di continuo, in tutti i municipi. Sono fissati con le fascette ferma cavi (quelle che usano gli elettricisti) sui pali della segnaletica stradale o su quelli della luce, ai semafori, su molte staccionate anche a ridosso di zone di pregio archeologico. Lo sconcerto è che, a quanto pare, nessuno in città si sta adoperando seriamente per interrompere questo scempio.

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Quell’incisione di Pinelli che ricorda l’Ostessa garbata

“Er pittore de Trastevere”, così era chiamato Bartolomeo Pinelli (1781-1835), con i suoi diecimila disegni e più di quattromila incisioni è probabilmente l’artista più prolifico, che ha tramandato la visione della “Roma de ‘na vorta”. Tra le sue tante opere, ne ha dedicata una che riguarda il nostro territorio. Nel 1830 pubblicò una incisione dal titolo “Costume villanesco osservato in una Vigna fuori la Vesta Ostiense detta San Paolo”.

A quei tempi Roma era circondata da vigne e orti che arrivavano fin sotto le mura della città e si spingevano anche all’interno della cinta muraria. Sia la zona di Testaccio sia tutta l’area che partiva dalla Porta Ostiense in direzione Basilica di San Paolo era aperta campagna, meta di gite turistiche, luogo di villeggiatura anche per un solo giorno. Diverse erano le osterie presenti, spesso all’interno delle vigne, altre volte adiacenti lo stradone Ostiense. Un esempio ce lo fornisce una tela del 1815 del pittore danese Christoffer Wilhelm Eckersberg, riportandoci alla dimensione agreste dell’epoca. Il dipinto ritrae un piccolo edificio nelle vicinanze della Basilica, in cui lo stesso pittore pranzò con la sua famiglia nel novembre del 1814.

Osteria_della_Garbatella
Stato delle Anime all’osteria della Garbatella

Nel quadro è ben visibile sulla destra la rocca di San Paolo, praticamente immutata dopo più di due secoli. L’edificio posto sul bivio con la graziosa loggetta è l’osteria di Martinetti, oggi scomparsa. La coppia sta passeggiando sulla strada lastricata della via Ostiense; il viottolo che si inerpica tra l’osteria e la rocca è il tratto iniziale di via delle Sette Chiese, che conduceva fino alla basilica di San Sebastiano fuori le mura. Il dipinto riesce a rendere il silenzio naturale che si viveva allora, oggi definitivamente perduto. Ma torniamo alla litografia del Pinelli e osserviamo con attenzione questa vigna fuori porta San Paolo, in aperta campagna, dalla quale emergono diversi spunti di interesse. La famiglia del “vignarolo” utilizzava il grande pozzo centrale per le esigenze dell’orto e domestiche. Sullo sfondo a sinistra si notano, appena abbozzate eppure così caratteristiche, le statue dei dodici Apostoli poste sulla sommità della basilica di San Giovanni in Laterano. Poco a destra è raffigurata la porta San Sebastiano e gli archi dell’Acquedotto Felice.

Il Pinelli dava priorità alle esigenze pittoriche e non si preoccupava troppo dell’esatta localizzazione delle opere architettoniche e dei luoghi di Roma. La collocazione dei monumenti sullo sfondo è chiaramente una forzatura stilistica poiché non è possibile vedere la Basilica, la Porta e l’Acquedotto insieme da uno stesso punto di osservazione. Il soggetto principale dei suoi disegni era sempre il popolano (donna, uomo, bambino), il popolo e il suo genio. In questo caso la gustosa scenetta ritrae un momento di riposo di una intera famiglia intenta a spidocchiarsi a catena! La figlia lavora sulla testa della madre che a sua volta controlla quella del marito che intanto gioca con il bambino. Persino il grande poeta Giuseppe Gioachino Belli dedicò un delizioso sonetto sul bisogno e la “bellezza” dello “spulciamento” dal titolo “La Purciarola”.

Una osteria sotto la rupe di San Paolo. C.W. Eckersberg 1815
Una osteria sotto la rupe di San Paolo. C.W. Eckersberg 1815

Spostata di poco a destra ecco la nonna che lavora con il fuso filando a mano. Due secoli fa le condizioni igieniche delle abitazioni popolari erano scadenti, ma quest’opera del Pinelli rivela tuttavia una nobiltà di tratto all’interno di una cornice di dignitosa povertà. E ci fa pensare inoltre, con un po’ di fantasia, a quello che potrebbe essere un quadretto familiare che ritrae la famiglia di Clementina Eusebi, la donna da cui nasce il toponimo Garbatella. Grazie a documenti reperiti presso l’archivio del Monastero San Paolo, conosciamo la composizione di quella famiglia poco prima della data del 1830.

Ci piace immaginare che Carolina Cascapera potrebbe essere la giovane che sta lavorando sulla testa della madre Clementina Eusebi, che opera a sua volta su quella di suo marito Giovanbattista Cascapera, il contadino che aveva in affidamento la vigna Torti con relativa osteria. Il bambino con cui sta giocando il capofamiglia potrebbe essere Paride, mentre la nonna che lavora il filo potrebbe essere Maddalena Garbata mamma di Clementina. È proprio dal cognome di Maddalena che probabilmente nacque il toponimo Garbatella. Madre e figlia vissero la loro vita sempre insieme, tanto che per riconoscerle venivano appellate “Garbata la madre, Garbatella la figlia”. L’osteria all’interno della vigna a quei tempi era chiamata “dei Cascapera”, ma, dopo la morte di Giovanbattista avvenuta nel 1834, fu denominata l’Osteria della Garbatella, come si evince da un estratto dello Stato delle Anime del 1837. La vigna Torti si trovava a ridosso del bivio tra l’attuale via degli Argonauti e via Ostiense ed era un punto di ristoro per i viandanti e pellegrini, che transitavano da e per via delle Sette Chiese. Quella stradina inizierà a chiamarsi vicolo della Garbatella dall’anno 1835.

[Articolo pubblicato sul periodico Cara Garbatella, Anno XVIII – Ottobre 2024/numero 65, pag. 4]

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Nuovo episodio di vandalismo al Parco Garbatella Legambiente

Resa inutilizzabile l’area giochi per i bambini

Lastricato di gomma riposizionato per ostruire l’ingresso all’area giochi

Un brutto risveglio

Stamattina sabato 7 settembre la comunità che vive e frequenta il Parco Legambiente Garbatella si è risvegliata con una brutta sorpresa.

Il settore giochi per bambini, un’area all’interno del parco Garbatella attrezzata con scivoli, altalene e giochi per i più piccini, era stato danneggiato e reso insicuro. Il lastricato in gomma, installato a ridosso delle attrezzature per evitare infortuni in caso di cadute accidentali, era stato rimosso nella notte e posizionato in colonna a mo’ di muro per impedire l’ingresso.

Particolare dell’area giochi con il lastricato rimosso

L’intervento dei Vigili Urbani

Allertati dai cittadini, i Vigili Urbani sono prontamente intervenuti  per recintare e inibire l’ingresso nell’area giochi. Contestualmente le forze dell’ordine hanno iniziato un’attività investigativa che speriamo individuerà i responsabili dell’atto insensato. Anche perchè gli autori oltre a rimuovere le pedane si sono presi la briga di riordinarle in colonna per sbarrare l’ingresso all’area. Un gesto, quest’ultimo, illogico, degno dell’attenzione di un investigatore del mistero.

Area giochi messa in sicurezza

Il Parco Garbatella Legambiente

Il Parco Garbatella Legambiente è una realtà unica nel nostro quartiere. Con un progetto visionario partito più di venti anni fa il Circolo Legambiente Garbatella è riuscito a riqualificare un’area di quasi 5 ettari a ridosso della rumorosa via Cristoforo Colombo. L’area, già di proprietà privata ed edificabile, è stata trasformata in un parco multifunzione. All’interno del parco oggi si trovano Orti urbani, un frutteto, un roseto, un giardino Zen. Troviamo inoltre un Bosco intensivo con più di mille alberi, un Sentiero natura per ipovedenti e non vedenti, un’area cani e anche un mercato rionale. Sono altresì presenti attività culturali, ricreative e sportive grazie a un Angolo lettura e musica, un’area bimbi, un campetto di calcio e un campo di basket.

Panoramica Parco Garbatella Legambiente

Atti distruttivi che si ripetono

Purtroppo non è la prima volta che il parco subisce attacchi distruttivi da parte di probabili delinquentelli di bassa lega. Qualche anno fa furono segati i tronchi di 60 tra alberi. Vandalismi spiccioli si sono verificati spesso nelle ore notturne. Al mattino i cittadini hanno ritrovato tavoli rotti, bottiglie spaccate, panchine danneggiate, tutori per arbusti rimossi. Altre volte ci sono state palizzate divelte o la recinzione perimetrale aperta per creare un accesso abusivo lato via Colombo. Non sono inoltre mancati episodi di schiamazzi notturni da parte di giovinastri ubriachi.

Cui prodest?

La stupidità danneggia, senza motivo apparente, un bene pubblico di così grande valore. Se ci domandiamo chi può trarre vantaggio da questi atti devastatori non riusciamo a trovare una risposta sensata.

Distruggere un bene pubblico è un po’ come segare il ramo su cui siamo seduti: si fa solo del male alla collettività alla quale tutti apparteniamo.

La comunità dei cittadini e l’associazione Legambiente sono però più solide di queste menti deboli che non sembrano essere in grado di costruire qualcosa di buono ma solo arrecare un danno a qualcosa di prezioso.

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Cocktail Therapy: la ASL Roma 3 a Garbatella per una serata con bar no-alcol

Da Monteverde a Garbatella, circa dieci tra ragazze e ragazzi del Centro Diurno Monteverde per una sera gestiranno il bar all’interno degli spazi di Casetta Rossa in via Magnaghi 14. Cocktail Therapy: questo è il nome dell’evento che si svolgerà martedì 23 luglio, dalle ore 17:30 alle ore 20:00.

Il bar per una serata senza alcol

Al bancone i ragazzi saranno protagonisti nella preparazione di cocktail analcolici e bevande da bar. Il filo conduttore dei cinque cocktail che saranno offerti è non solo l’assenza di alcol, ma anche la presenza di ingredienti come kefir, zenzero, erbe aromatiche e altri, tutti elementi benefici per la salute: da qui il nome di Cocktail Therapy.

Per gli utenti questa è la fase finale di un progetto esperienziale, denominato “Progetto L.e.o.“, iniziato nel mese di gennaio e aperto ai giovani tra 18 e 35 anni con l’obiettivo di fornire orientamento, consigli e supporto rispetto ad alcune aree professionali. Tra queste, l’area della ristorazione, del lavoro del bartender e di quella del social media manager. Le attività del Centro Diurno Monteverde sono cofinanziate dall’Assessorato Politiche Sociali e Salute di Roma Capitale.

Cocktail Therapy

I Centri Diurni della ASL Roma 3

I Centri Diurni nascono per accogliere persone con disagio mentale. Nell’ambito di un processo di inclusione e risocializzazione, le attività che i giovani svolgono rivestono un ruolo fondamentale durante tutto il percorso di cura. “L’orientamento che il nostro personale medico e sanitario, in collaborazione con la Cooperativa sociale Il Grande Carro, è in grado di offrire si fonda sulla formazione specifica, ma anche sulla costruzione di esperienze concrete che creino connessioni con il nostro territorio.
In quest’ottica, l’esperienza che abbiamo proposto ai ragazzi rappresenta il modo migliore per tutti loro di mettere a frutto le conoscenze acquisite nel corso dell’attività laboratoriale, aprendo la porta anche a futuri tirocini”, spiega Serena De Simone, psicologa della Asl Roma 3.
“I risultati sono tangibili”, commenta Francesca Milito, Direttrice Generale della Asl Roma 3. “Si trasformano in iniziative di grande impatto per gli utenti, come quella che si svolgerà a Casetta Rossa, che ringraziamo per la disponibilità attuale e l’attenzione che in futuro vorrà riservarci”.

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Referendum Autonomia Differenziata. Ecco dove si firma nel Municipio VIII

È partita la raccolta firme nel Municipio VIII per il Referendum contro l’Autonomia Differenziata. Il primo appuntamento è previsto per domenica 21 luglio a piazza Benedetto Brin, dalle ore 19:00. Presente anche l’Anpi mercoledì 24 luglio dalle ore 17:00 con un banchetto a Metro Garbatella, seguiranno tanti altri incontri per raggiungere l’obiettivo delle 500 mila firme necessarie.

Banchetti ANPI (in aggiornamento) sulle pagine social

La campagna referendaria nazionale

Prende il via nel weekend del 20 e 21 luglio 2024, in tutta Italia, la campagna di raccolta firme per il referendum integralmente abrogativo della legge sulla autonomia differenziata, promossa dal Comitato Referendario costituito da un vasto schieramento di forze sociali, politiche, associative e della società civile. In testa ovviamente la CGIL e l’ANPI, ma anche partiti, associazioni e rappresentanti delle istituzioni locali.

“Sì all’Italia unita, libera e giusta. Una firma contro l’Autonomia differenziata”, questo lo slogan della mobilitazione che punterà a coinvolgere mezzo milione di cittadini necessari per ottenere il Referendum. L’obiettivo è quello di riuscire ad abrogare la legge Calderoli.

La Legge Calderoli

La Legge Calderoli è l’attuazione concreta del modello leghista dell’autonomia differenziata. Consisterà sostanzialmente nel riconoscimento alle Regioni, da parte dello Stato, di autonomia legislativa sulle alcune materie di competenza concorrente e in tre casi di materie di competenza esclusiva dello Stato.

Parliamo di scuola, di rapporti con l’Unione Europea, della tutela e della sicurezza sul lavoro, delle reti di trasporto, della tutela ambientale ed altro ancora. Insieme alle competenze, le Regioni potranno anche trattenere il gettito fiscale. Insomma, con questa legge il Governo Meloni rafforza il potere delle Regioni e, soprattutto, la loro autonomia economica rispetto allo Stato.

Le ragioni del No

Da subito questa legge è stata duramente contestata dalle opposizioni in Parlamento. Concedere alle Regioni autonomia legislativa e la possibilità di trattenere il gettito fiscale su molte materie, fino ad oggi competenza dello Stato, vuol dire differenziare di molto i servizi pubblici essenziali nel territorio nazionale.

Lo spirito della raccolta per il No si concentra proprio su questo: la Legge Calderoli rischia di spaccare l’Italia ed aumentare il divario tra il Sud e il Nord. Per molti, questa legge rappresenterebbe un attacco diretto al principio di solidarietà sociale definito dalla nostra stessa Costituzione.

Per questo la battaglia politica e sociale si annuncia lunga e sicuramente dura, perché chiamerà a confrontarsi due anime opposte del nostro Paese.

Regione Lazio

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“Introduzione alla realtà” : il nuovo libro di Edoardo Camurri a Moby Dick

L’evento

Edoardo Camurri arriva alla Garbatella con il suo nuovo libro, “Introduzione alla realtà”. Il conduttore televisivo, giornalista e scrittore, sarà ospite oggi, 26 giugno 2024 alle ore 18:00, dell’Hub culturale Moby Dick, in Via Edgardo Ferrati 3.  L’autore dialogherà con Emanuele Dattilo, dopo i saluti e una breve introduzione alla discussione, che sarà realizzata dal consigliere municipale Lorenzo Giardinetti.

 

Foto di facebook. Edoardo Camurri 2020

Il libro

“Introduzione alla realtà” è un’epistola, un piccolo pamphlet filosofico di un centinaio di pagine in cui l’autore si rivolge ad un tu immaginario, che possiamo assumere come tutti noi. Il libro, edito da Timeo nel 2024, raccoglie un flusso di riflessioni appassionanti, capaci, come dice l’autore stesso, di farci incontrare la realtà nella sua durezza. Nelle sue pagine raccoglie, quindi, questioni che spaziano dalla paura alla morte, dalla psichedelia all’amore. Quella contenuta nel libro è una storia che parte dall’inizio, dalla nascita che ci introduce al mondo e alla realtà. I ragionamenti dell’autore ci possono aiutare a ridefinire la realtà possibile.

 

L’autore

Giornalista e scrittore classe ’74, Edoardo Camurri ha concentrato il suo lavoro nella divulgazione filosofica e culturale. Fino al gennaio di quest’anno ha condotto, su Rai 3, il programma culturale “Alla scoperta del ramo d’oro”, che ha raccolto un vasto pubblico di studenti e di persone di ogni età, entrando anche nelle scuole. Tante  le conduzioni radiofoniche e i contributi cartacei. Tra gli altri, ha introdotto nell’edizione di Mondadori, gli scritti psichedelici di Huxley. Durante la pandemia, ha condotto “Maestri”, il programma di Rai Cultura che promuoveva la didattica a casa durante la chiusura delle scuole, in collaborazione con il MIUR.

 

 

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È tempo di Jazz Festival

In Villetta il tradizionale appuntamento musicale dell’estate

Musica, compagnia, divertimento e la Villetta di via Passino che torna a riempirsi di entusiasmo. Tutto questo è il Garbatella Jazz Festival, giunto ormai alla diciottesima edizione.

Si inizierà venerdì 21 giugno alle ore 20:00 con il Midnight Eclipse Quartet e il Silvia Manco Quartet. Sabato sera l’appuntamento sarà ancora alla stessa ora in compagnia del Diletta Longhi Trio; a seguire, il Susanna Stivali New Quartet.

La serata di domenica è dedicata a Duke Ellington, in occasione dei cinquant’anni dalla scomparsa. Il compositore statunitense verrà omaggiato dalle note di violino e contrabbasso dell’Ellington Duo, in seconda serata entreranno in scena i ventidue musicisti della Nuove Risposte Jazz Orchestra. Nel corso della manifestazione musicale, il punto ristoro della Villetta resterà aperto, e nel cortile della storica casa del popolo si prevede ancora una volta grande allegria.

Come pochi quartieri di Roma, Garbatella ha un compleanno da festeggiare e le sue ricorrenze da onorare. Il Jazz Festival è ormai una di queste, da quando nel lontano 2005 i membri delle associazioni culturali Altrevie e Cara Garbatella organizzarono per la prima volta una rassegna musicale destinata ad ottenere fin da subito un buon successo di pubblico e di critica. Successo che è la ricompensa migliore che esista, soprattutto quando altra ricompensa non c’è. Sì, perché il Jazz Festival è organizzato interamente da volontari, mossi dal sogno di offrire una rassegna di qualità ma completamente gratuita. Ci sono riusciti per diciott’anni.

XVIII Edizione del Garbatella Jazz Festival

Solo la pandemia riuscì a bloccare la manifestazione. Ma ad ottobre 2022 alla Villetta già si accordavano gli strumenti e si rispolveravano gli spartiti: tutto era pronto per tonare in campo. In quasi vent’anni di storia, il Jazz Festival è riuscito a spaziare tra esibizioni musicali e intermezzi teatrali, proiezioni di film e lezioni pubbliche sul tema; ha coinvolto altre associazioni locali, come Villetta Social Lab, la Scuola Popolare di Musica di Testaccio e la San Lorenzo Jazz Orchestra; ha ospitato giovani esordienti o artisti consolidati, come Pasquale Innarella, sassofonista di spicco nel panorama romano e attuale direttore artistico dell’evento. O come il grande contrabbassista Pino Sallusti, vera e propria anima del festival fino alla sua improvvisa scomparsa nel 2017.

Appassionato di musica fin da bambino, Sallusti si formò da autodidatta e arrivò a registrare album con Mike Mainieri, George Garzone, Eddie Henderson, Gary Bartz e Massimo Urbani. Era inevitabile che il Garbatella Jazz Festival, sotto la sua direzione artistica, vivesse una svolta qualitativa notevole. Alla memoria dell’amico, oltre che del musicista, gli organizzatori hanno dedicato una targa da consegnare a un giovane jazzista nel corso di ogni edizione. Quest’anno sarà la volta di Francesco Tursini, ospite d’onore della prima serata.

Il jazz era una musica di carattere popolare; anzi, di più: la sua peculiarità è stata sempre quella di rendere in musica i suoni della vita verascriveva Pasquale Navarra su Cara Garbatella nel 2005, riportando le parole dell’allora direttore artistico Marcello Minuti. Forse è questa la ragione del successo del Jazz Festival. O forse la ragione va cercata nel bisogno che abbiamo di incontrarci ogni tanto per scambiare quattro chiacchiere e un momento di spensieratezza, sulle note del genere più coinvolgente che esista. A questa domanda ognuno troverà una risposta. E forse proprio alla Villetta, chissà.

La storia del Jazz Festival raccontata dalle locandine

Due donne rapite dal fascino delle note e una tromba tinta di rosa energico: sto parlando della locandina di quest’anno, icona di un Jazz Festival dedicato alla gioia della musica e alla forza delle donne. “Ho voluto trasmettere la vitalità dello swing al femminile” ci ha raccontato Carmela di Giambattista, autrice delle diciotto locandine che dal 2005 hanno rappresentato l’iniziativa ben oltre i confini di Roma. Solo per fare un esempio, nel 2022 i manifesti sono volati fino all’Accademia Nazionale del Jazz di Siena. Anche nella provincia toscana i rappresentanti del Garbatella Jazz Festival sono stati ospiti graditi, giacché i responsabili della prestigiosa scuola già conoscevano l’iniziativa proprio tramite la locandina, che quell’anno raffigurava un sassofonista tra luci soffuse e un pubblico entusiasta.

Accanto, la scritta “make musica not war”, significativo riferimento ai tragici avvenimenti della guerra in Ucraina. “Con la locandina di quest’anno” ha proseguito l’autrice tornando ai giorni nostri, “ho voluto sottolineare anche il valore dell’inclusione, che è la vera cifra del Jazz Festival 2024”. Ma per capire fino in fondo questa affermazione sibillina, ci si vede dal 21 al 23 giugno alla Villetta.

[Articolo pubblicato sul periodico Cara Garbatella, Anno XVIII – Giugno 2024/numero 64, pag. 1]

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“Controversie per un massacro”, il libro di Dino Messina presentato a Moby Dick

C’è ancora molto interesse, voglia di capire, ma anche di ribadire da che parte stare. Ovverosia dalla parte dell’umanità e della libertà, contro la barbarie.
Per questo c’erano tanti cittadini all’hub culturale Moby Dick, lunedì 8 aprile, in occasione della presentazione del libro “Controversie per un massacro”, scritto da Dino Messina, giornalista del Corriere della Sera, ed edito da Solferino.
Un libro che mette un punto finale ricostruendo, anche sulla base di nuove testimonianze, l’intera storia della più feroce rappresaglia, fino ad allora mai compiuta dai tedeschi contro la popolazione civile in una città dell’Europa occidentale, quella delle Fosse Ardeatine.
Presenti anche Francesco Albertelli, presidente dell’ANFIM, il giornalista del Corriere della Sera Paolo Conti, la professoressa Michela Ponzani, storica presso l’università di Tor Vergata e volto noto in TV anche per la trasmissione Il tempo e la storia, mentre Amedeo Ciaccheri ha portato il saluto dell’VIII Municipio che ha patrocinato l’iniziativa.

Dino Messina

Il comunicato nazista all’indomani dell’azione di via Rasella

«Nel pomeriggio del 23 marzo 1944, elementi criminali hanno eseguito un attentato con lancio di bombe contro una colonna tedesca in transito per via Rasella. In seguito all’imboscata, trentadue uomini della polizia tedesca sono stati uccisi e parecchi feriti. Il comando tedesco ha ordinato che per ogni tedesco ammazzato siano fucilati dieci criminali comunisti badogliani.»
Questo comunicato degli occupanti nazisti è l’inizio della storia ufficiale di uno degli episodi più clamorosi della Resistenza italiana.
Un sacrificio che avrebbe richiesto una narrazione corale, ma che ha registrato invece nel corso del tempo un fitto intreccio di polemiche e liti giudiziarie iniziate dopo gli avvenimenti e proseguite fino ad oggi. Ma chi svolse e decise l’azione partigiana? Come si schierò il Cln? La rappresaglia fu inevitabile? Perché nessun partigiano si consegnò? Pio XII ne fu informato? Perché non intervenne?
A ottant’anni esatti dagli eventi, Dino Messina ha dunque messo in ordine, con dovizia di particolari, con documenti e prove, tutti gli accadimenti, raccontando anche i processi ai responsabili della rappresaglia, Kesselring, Mälzer, Mackensen, Kappler e Priebke. E le dispute politiche ancora scottanti, dall’intervento di Norberto Bobbio negli anni Settanta alle più recenti dichiarazioni di esponenti della maggioranza di governo.
“L’azione militare di via Rasella, fu un legittimo atto di guerra, quello che non fu legale – lo ha ribadito la professoressa Ponzani – fu la rappresaglia dei nazisti, anche perché nessuna norma internazionale l’autorizzava”.

 

L’assessora Maya Vetri: “In cantiere altre iniziative per coltivare la memoria”

Al nostro giornale l’assessora Maya Vetri ha ribadito che “il periodo tra il 23 marzo e il 25 aprile è un momento utile per un esercizio di democrazia nei nostri territori”.
“Come municipio abbiamo messo in pratica una serie di iniziative che prevede presentazioni di libri, incontri nelle scuole, momenti di riflessioni e che vuole riportare all’attenzione della cittadinanza e delle associazioni, non soltanto i tragici episodi dell’epoca, ma anche il ruolo centrale delle testimonianze”.
“Questo è un tratto fondamentale delle nostre politiche di cura e di tutela della memoria – conclude Vetri – tanto che ci sono in cantiere altri appuntamenti che culmineranno il 27 aprile con l’intitolazione dell’aula studio della biblioteca Joyce Lussu di via Costantino a due partigiani, Lucia Ottobrini e Mario Fiorentini”.

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Con Alessandro Barbero al Teatro Palladium

 

Il professor Alessandro Barbero e centinaia tra studentesse, studenti e docenti, hanno affollato le mura del Teatro Palladium alla Garbatella nella mattinata di mercoledì 27 febbraio. Un’occasione più unica che rara, quella che si è presentata alle ragazze e ai ragazzi del triennio del Liceo Peano di Via Morandini, in zona Laurentina.

Il professor Barbero

Specializzato in storia del Medioevo, è uno dei professori più autorevoli, ma soprattutto più conosciuti e popolari nell’Italia degli ultimi anni. Ordinario all’Università del Piemonte Orientale, può vantare, oltre che un’altissima carriera accademica e produzione saggistica, di essere una vera e propria star di internet e dei social network. Grazie alla divulgazione delle sue lezioni e video-conferenze sulle piattaforme digitali, la voce di Barbero ha raccontato, e racconta tuttora, i passaggi fondamentali della Storia europea – e non solo – a giovani e meno giovani.

Un’opportunità da non perdere

L’iniziativa nasce proprio in virtù della grande popolarità di Barbero. Alcune studentesse e studenti, infatti, sono riusciti ad entrare in contatto con il Professore strappando la sua disponibilità ad un incontro dal vivo: grazie alla collaborazione con il Municipio VIII e alla Fondazione Teatro Palladium, la scuola ha ottenuto la possibilità di svolgere l’evento all’interno del Teatro, permettendo, così, a molte classi del triennio di partecipare. Una grande opportunità, che l’intera comunità scolastica non si è fatta sfuggire.

 

Foto tratta dal profilo Facebook del Presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri.

Domande e risposte al Teatro Palladium 

A meno di un mese da un’importante commemorazione per il territorio come quella delle Fosse ardeatine, con il Professor Barbero, gli studenti hanno potuto dialogare apertamente intorno ai temi della guerra e delle guerre, e del rapporto che queste hanno con l’informazione. “Guerre attuali e virtuali. Lo storico Alessandro Barbero dialoga con gli studenti del Liceo Peano“, questo il titolo della giornata. Una mattinata che difficilmente dimenticheranno, a discutere insieme intorno ad una lettura storica degli eventi del presente, necessaria per capire le radici profonde dei conflitti attualmente in corso, ma anche le differenze e le similitudini nella percezione e nel racconto dei conflitti di oggi e di ieri.

 

 

 

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Altre due pietre d’inciampo alla Garbatella, in memoria di Libero De Angelis e Giuseppe Felici

Una mattinata all’insegna della memoria in via Guglielmo Massaia, nel cuore della Garbatella dove, in presenza di due classi delle scuole medie Moscati e Macinghi Strozzi, sono state installate due nuove pietre d’inciampo al civico 22 e 65, dedicate al ricordo di Libero De Angelis e Giuseppe Felici, giovani partigiani uccisi dai soldati tedeschi durante la Resistenza.

Il primo, socialista delle brigate Matteotti e collaboratore dell’Oss ( i servizi segreti americani), cresciuto nel Lotto 28, venne arrestato in seguito ad una delazione e condotto nel famigerato carcere di via Tasso il 3 aprile del ’44, per poi essere trucidato dai nazisti in fuga insieme ad altri 13 prigionieri sulla via Cassia, in località La Storta. L’eccidio avvenne il 4 giugno, proprio il giorno in cui arrivarono gli alleati a liberare Roma.

Mentre Felici, di cui non rimane nessun familiare in vita, fu una delle 15 vittime del cosiddetto eccidio delle Fosse Reatine. Appena ventenne, dopo aver partecipato nel settembre del ’43 alla difesa di Porta San Paolo, entrò a far parte dei gap comunisti e fu inviato a coordinare la Resistenza in Sabina, territorio d’origine della sua famiglia. Venne catturato dai tedeschi durante un conflitto a fuoco nel comune di Cantalice, nei pressi del Terminillo, nei primi giorni di aprile del ’44 e fucilato il 9, in una località isolata vicino all’aeroporto di Rieti. Due giorni prima, il 7, in quella che fu definita “La Pasqua di sangue” a Leonessa furono fucilati 51 cittadini dopo un maxi-rastrellamento operato dai tedeschi in quello che era stato già dichiarato territorio libero.

                                       

Le dichiarazioni di Ciaccheri e Vetri

La posa della pietra d’ottone in memoria di Libero De Angelis è avvenuta in presenza della pronipote Carlotta che, introdotta dal Presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri, gli ha reso omaggio ripercorrendone la storia. “Vogliamo fare in modo che il ricordo – ha detto il minisindaco – sia materia viva e funga da stimolo di approfondimento delle narrazioni, e di ascolto attivo da parte delle nuove generazioni, inserendosi nel tessuto urbano come biografia eterna di ciò che è stato e che la rete di cittadini e istituzioni può impegnarsi a far sì che non si ripeta”.

“E se, come sostiene D.Huberman, – ha ricordato l’assessora Maya Vetri – l’immagine ha più memoria e più avvenire di chi la guarda, le pietre incassate nelle strade andranno a costituire una geografia di identità per rendere giustizia a vite spezzate e, soprattutto, a contrastare la barbarie con la conoscenza, la consapevolezza, la cultura”

I promotori e gli intervenuti

L’iniziativa, a cura di Adachiara Zevi, è un progetto organizzato dall’associazione Arte in Memoria a cui hanno partecipato e sono intervenuti oltre al Presidente del Municipio, l’assessora municipale alla Cultura Maya Vetri, il Sindaco di Leonessa Gianluca Gizzi, Bice Miglia dell’associazione Arte in Memoria, Marco Serafino Fiammelli, vicepresidente dell’associazione nazionale ex deportati e Gianni Rivolta, giornalista e direttore di Cara Garbatella.

Le altre pietre d’inciampo nel quartiere

Le due nuove pietre d’inciampo si aggiungono a quelle già impiantate negli scorsi anni in onore dei martiri delle Fosse Ardeatine Enrico Mancini e dei fratelli Francesco e Giuseppe Cinelli, a quella in memoria delle deportate di religione ebraica Emma Di Porto, situata in piazza Ricoldo da Montecroce, e Fortunata Perugia in piazza Eugenio Biffi.

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L’appello delle donne: “non chiudete il consultorio di Largo Sette Chiese”

Il consultorio di Largo delle Sette Chiese, da più di dieci anni un punto di riferimento per gli abitanti di Garbatella e San Paolo, non offrirà più servizi di ginecologia e ostetricia. Ad annunciarlo un cartello di avviso all’utenza affisso al cancello principale. La struttura, inaugurata alla fine del 2012, rimane aperta solo ed esclusivamente per le vaccinazioni dei bambini con meno di un anno. A quei servizi, che verranno trasferiti e accorpati al consultorio di Tor Marancia in via dei Lincei 93, fanno anche riferimento i programmi di screening oncologici, lo spazio giovani, i corsi pre parto e le consulenze per neo genitori come l’assistenza e il confronto sull’allattamento. La decisione ha subito scatenato le proteste dei cittadini, in particolare di un gruppo di donne del territorio, che attraverso una petizione su change.org hanno già raggiunto più di cento firme in poche ore contro l’accorpamento e lo smantellamento della struttura.

“Questa protesta nasce da una chat che abbiamo creato con i genitori di zona, dal nome Spazio Spaziale, in cui ci scambiamo informazioni, progetti e quant’altro di utile per il quartiere e suoi abitanti. Quando abbiamo saputo la notizia della chiusura del consultorio e del conseguente accorpamento con quello di Tor Marancia c’è sta grande indignazione tra tutti” – afferma Stella Liberato, a nome del gruppo dei genitori del quartiere. “A Garbatella – spiega – il consultorio di largo delle Sette Chiese poteva anche essere raggiunto a piedi da chi non è munito di mezzi di trasporto propri. Purtroppo nella nostra città prendere gli autobus con il passeggino è diventato molto complicato e non poter usufruire di una struttura del genere a due passi da casa è inaccettabile. Il problema certamente non riguarda solo le mamme ma tutte le donne – aggiunge. Nel corso del tempo tutte noi abbiamo avuto bisogno di trovare la porta del consultorio aperta e togliendo questo riferimento si priva una fetta della popolazione di un servizio fondamentale. Inoltre – conclude Liberato – ieri c’è stata una riunione tra le donne del quartiere per affrontare la problematica e sono state raccolte già più di cento firme nella petizione che abbiamo lanciato. Chiediamo alla cittadinanza il maggior supporto possibile per non far chiudere questo luogo così prezioso per il Municipio”.

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Rifiuti, si rincorre sempre l’emergenza

Un lieve miglioramento, rispetto ad un anno fa, c’è stato senz’altro. Ma stando ai cittadini del municipio e soprattutto ai romani la strada è ancora lunga. La bocciatura del sistema rifiuti è uno dei principali verdetti emersi dall’ultima indagine sulla qualità della vita realizzata da Acos, l’Agenzia per il controllo di Roma Capitale, che periodicamente raccoglie il parere dei cittadini romani sullo stato dei servizi pubblici della Capitale. L’annosa questione immondizia continua infatti ad affliggere i cittadini della Capitale e tutti i municipi nessun escluso, compreso il nostro.
Basta girare a piedi alcune zone del territorio. All’Ostiense, ad esempio, via Pellegrino Matteucci è invasa dai rifiuti, non soltanto quelli traboccanti dai cassonetti dovuti a una raccolta ancora insufficiente. I marciapiedi, rifatti di recente, sono coperti da cartacce, cartoni di vino e bottiglie di birra. L’incuria divora il piccolo giardino Antonio Pisino, dove la raccolta della sporcizia è demandata a qualche volontario. La piccola area verde al confine con via Girolamo Benzoni ha l’aspetto di una discarica. Per non parlare della stessa via Benzoni. Così molte altre strade della Garbatella, di San Paolo, dell’Ardeatino, di Tor Marancia, della Montagnola, dove alla trascuratezza diffusa si somma l’accumulo di sporcizia.
Se al mancato conferimento da parte dei cittadini e alla maleducazione imperante è complicato porre un freno, sull’operatività di AMA se ne potrebbe ancora discutere a lungo. Anche perché nessuno a memoria ricorda più le squadre di operatori ecologici a piedi armate di ramazze e precedute da uno di quei mezzi con gli spazzoloni rotanti.

 

L’iniziativa del presidente Ciaccheri e dell’Ama

Nel frattempo il presidente Amedeo Ciaccheri e il direttore generale dell’Ama, Alessandro Filippi sono tornati sabato scorso a Garbatella per verificare lo stato delle condizioni di pulizia del territorio.
La scorsa estate un comitato di cittadini a via da Pennabilli aveva lanciato con una manifestazione una protesta sostituendosi all’Ama nella pulizia del territorio. In quell’occasione Ciaccheri aveva chiesto a Filippi di incontrare i cittadini e dare riscontro del lavoro di ristrutturazione dell’azienda municipalizzata dei rifiuti.
“Come da impegno preso – ha detto il presidente Amedeo Ciaccheri – abbiamo  incontrato di nuovo i cittadini e verificato il miglioramento della situazione sul territorio di tutto il Municipio e non solo a via da Pennabilli o a Garbatella e abbiamo preso un nuovo impegno. Il prossimo 18 novembre  ci sarà un incontro con tutte le realtà sociali  che ci permetterà di condividere un nuovo modello di rapporti tra Municipio, Ama e Comitati che verifichi puntualmente il servizio di raccolta dei rifiuti e di decoro di questo Municipio come sperimentazione valida per tutta la città”.
“Era importante oggi esserci per dare riscontro del lavoro fatto in questi mesi e di quello che abbiamo intenzione di mettere in campo nei prossimi, mantenendo aperto il dialogo con le realtà del territorio e i cittadini, perché solo insieme riusciremo a centrare gli obiettivi per una città sempre più vicina vivibile e pulita”, ha concluso il direttore generale di Ama, Alessandro Filippi.

L’incontro dei cittadini con Amedeo Ciaccheri e Alessandro Filippi

L’opposizione di Calenda non ci sta

Simonetta Novi capogruppo della Lista Calenda attacca frontalmente Ciaccheri: “Piuttosto che incontrare in modo semi clandestino encomiabili cittadini volontari che puliscono pezzi di marciapiede del nostro territorio, il Presidente Ciaccheri farebbe bene ad avviare quell’Osservatorio Rifiuti annunciato il 4 luglio 2022 e da allora mai costituito”.
“Non è proponibile – conclude Novi – una narrazione in cui si tende a normalizzare, grazie al ruolo della cittadinanza attiva, uno stato di degrado che non è normale. Va ricordato che l’VIII Municipio è l’unico, insieme al I°, che non ha un’isola ecologica dove andare a conferire i rifiuti speciali e ingombranti”

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A fine settembre la rotatoria di piazza Bartolomeo Romano

Manca sempre meno alla realizzazione della tanto attesa rotatoria in piazza Bartolomeo Romano, davanti al Teatro Palladium. A luglio è stato aperto il cantiere e dopo una breve pausa ricominceranno i lavori a settembre. Si tratta di uno dei punti di snodo fondamentali della Garbatella, dove da tempo gli abitanti del quartiere, in particolare dopo i numerosi incidenti d’auto avvenuti negli ultimi anni, chiedono la messa in sicurezza dell’incrocio e la costruzione della rotonda per cercare di districare il traffico nella piazza in cui confluiscono via Edgardo Ferrati, via Enrico Cravero e via Luigi Fincati.

Le dichiarazioni di Luca Gasperini, assessore ai Lavori Pubblici e ai Trasporti del Municipio VIII

“Dopo anni di rimandi, alla fine di luglio sono finalmente iniziati i lavori di costruzione della rotatoria”. Afferma Luca Gasperini, assessore ai Lavori Pubblici del Municipio VIII. “Venerdì 11 agosto – spiega – giorno in cui hanno chiuso gli impianti per lo smaltimento, sono state sospese le attività di cantiere ma ricominceranno a breve. Dove prima c’era il fioraio – prosegue l’assessore – è stata già realizzata una parte dell’opera mettendo il ciglio, allargando la carreggiata e inserendo le nuove griglie. La conclusione dei lavori – afferma – e la realizzazione completa della rotonda è prevista, salvo eccezioni, per la fine di settembre o la prima settimana di ottobre. Da quando sono stato nominato – conclude Gasperini – ho seguito questo progetto con grande interesse e sono davvero contento che nonostante i cittadini abbiano dovuto aspettare troppo tempo, ora sia andato in porto.

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Tentano la spaccata a un Compro Oro in via Caffaro, fallisce la rapina

Un boato nell’oscurità, che ha svegliato gli abitanti di via Caffaro.
Intorno alle 3:40 di martedì 18 luglio, nel cuore di una delle notti più infuocate di sempre, alcuni malviventi hanno tentato una rapina al negozio Compro Oro in corrispondenza del civico 95. Uno sconquasso che ha interrotto il sonno di molti cittadini.
Immediatamente si sono attivati i sistemi di allarme, compreso il fumo antirapina. Nel giro di pochi minuti sono giunti sul posto la polizia e la vigilanza privata. Degli autori, sembra tre, non c’era più traccia.

Secondo quanto raccontato dai commessi del negozio, i ladri hanno dapprima rimosso un’autovettura parcheggiata davanti alla saracinesca. Poi con una seconda macchina, di provenienza furtiva, hanno tentato di infrangere serranda e vetro blindato salendo a tutta velocità a retromarcia.
Gli autori di quella che in gergo è chiamata “spaccata”, da quanto è trapelato, non sono riusciti a portare via nulla.

 

Foto presa dal gruppo Facebook “Sei de Garbatella se”

 

Nel frattempo tra gli abitanti del quartiere sulla pagina Facebook “Sei de Garbatella se” si è scatenato una sorta di dibattito con qualcuno che evidenziava quanto il livello criminale nei quartieri si sia alzato notevolmente, mentre altri facevano notare che episodi di questo tipo sono tutt’altro che infrequenti.
Qualcuno ha anche ricordato un tentativo di sfondamento all’Unicredit di via Padre Semeria, avvenuto qualche anno fa.

Gli inquirenti intanto passeranno al vaglio tutte le immagini delle varie telecamere di videosorveglianza, nel tentativo di trovare elementi utili all’indagine in corso.

 

 

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Garbatella, al via i lavori di riqualificazione di Viale Guglielmo Massaia

Come avevamo preannunciato nella nostra edizione cartacea di giugno, sono partiti i lavori di riqualificazione di viale Guglielmo Massaia.
Gli interventi, per un importo complessivo di circa 720mila euro, riguarderanno il rifacimento della sede stradale e l’istallazione di una nuova segnaletica stradale orizzontale. Saranno realizzate due rotatorie provvedendo contestualmente alla ristrutturazione dei marciapiedi. I circa 700 metri di tracciato cittadino saranno rifatti completamente, si tratta del tratto di strada che unisce Piazza Michele da Carbonara e Piazza Oderico da Pordenone.

Le piazzole per la fermata degli autobus

La novità, oltre all’ampliamento in corrispondenza degli attraversamenti pedonali, sarà la realizzazione di moli di fermata per i mezzi pubblici. Al tempo stesso saranno piantati degli alberi risistemando quelli presenti.
“Il nostro ufficio – ha spiegato l’assessore ai lavori pubblici dell’VIII Municipio Luca Gasperini – si adopererà affinché i lavori si svolgano nei tempi previsti monitorando al tempo stesso l’andamento del cantiere”.
Sulle reti del primo cantiere aperto sono presenti delle illustrazioni e dei cartelli esplicativi per informare la popolazione quelli che saranno gli esiti finali.
Durante lo svolgimento dei lavori non è prevista la chiusura della strada, probabilmente si opterà per una riduzione della sede stradale. Così come non sono previste deviazioni per le linee bus che vi transitano, vale a dire la 715 e la 716.

L’apertura del primo cantiere in viale Massaia

 

La soddisfazione dei cittadini e del presidente Ciaccheri

Si tratta quindi di una buona notizia per i cittadini della zona che da tempo denunciavano lo stato di ammaloramento del piano viabile e dei marciapiedi. “Speriamo che i lavori non durino a lungo, ma l’importante è che si facciano”, è il pensiero comune degli abitanti. “L’auspicio è che si arrivi a metà settembre con l’arteria regolarmente percorribile”.  “In quel mese, in concomitanza con l’apertura delle scuole, ci sarà un inevitabile aumento del traffico”.
“Viale Massaia è una strada storica di Garbatella –  ha sottolineato il presidente del Municipio Roma VIII, Amedeo Ciaccheri – un asse fondamentale di collegamento tra via Cristoforo Colombo e Circonvallazione Ostiense”. “Da tempo le condizioni di questa strada richiedevano una manutenzione straordinaria e questa manutenzione è finalmente iniziata.”
“Rifacimento dei marciapiedi, del sedime stradale, degli invasi, delle alberature, nuove piantumazioni là dove mancavano – conclude il presidente Ciaccheri – ma soprattutto due rotatorie che interromperanno la linearità della circolazione diminuendo quindi la possibilità di una velocità fuori dalla norma”. “Era una strada che richiedeva questo intervento da tempo e che comincia proprio in questi giorni caldi di luglio”. “Continuerà anche nei prossimi mesi toccando sezione per sezione la strada con un intervento complessivo. Un lungo lavoro che finalmente oggi vediamo avviarsi”.

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Presentato al Bar Paolo di via Fincati il libro Campioni, dedicato alla Roma del 1983

Tancredi, Nela, Vierchowod, Ancelotti, Falcao, Maldera… Chi non ricorda l’incipit di quella formazione giallorossa che ha fatto sognare i tifosi romanisti facendosi apprezzare anche dai supporters avversari?
Una squadra che giocava un calcio totale, a zona, come si diceva all’epoca. Cinque anni di bel gioco, i cui artefici furono il presidente Dino Viola e l’allenatore svedese Nils Liedholm.
Quella Roma, oltre allo scudetto del 1983, vinse anche tre coppe Italia, di cui due in finale contro il Torino e decise entrambe dai calci di rigore. Ironia della sorte, Ciccio Graziani sbagliò dal dischetto in entrambe le finali. Passato alla Roma, l’attaccante di Subiaco sbagliò anche il calcio di rigore più importante, quello contro il Liverpool nella finale di Coppa dei Campioni il 30 maggio del 1984.
Il 30 maggio è una data particolare perché è anche quella della scomparsa (dieci anni dopo) di Agostino Di Bartolomei. Capitano coraggioso, dotato di un tiro micidiale, Ago era nato e cresciuto a Tor Marancia. Prima di passare nel vivaio giallorosso aveva calcato giovanissimo i campi dell’OMI.

 

Dopo quarant’anni un libro racconta quello scudetto

A quarant’anni di distanza, l’epopea di quella squadra è stata raccontata nel libro “Campioni” uscito recentemente e presentato al Bar Paolo di via Luigi Fincati 15, alla Garbatella.
La Garbatella fu uno dei quartieri di Roma dove si ebbero i festeggiamenti maggiori, tanto che ancora oggi alcuni muri portano i segni e le scritte di quella festa popolare.
Il libro è un lavoro corale, che ha visto la partecipazione di Giorgio Martino, Marco Emberti Gialloreti, Francesco Goccia, Marianna Monello e del bomber Roberto Pruzzo.
Composto da circa 200 pagine, dal costo di € 17.90 ed edito da Il Giornale di Roma, il volume racconta cronologicamente il campionato della Roma nell’anno 1982/1983.
Il 1982 fu un anno fastoso per il calcio italiano, con la squadra azzurra guidata da Enzo Bearzot trionfatrice ai mondiali di Spagna. Oltre ai gol di Pablito, al portiere Zoff con la coppa alzata, all’urlo di Tardelli e all’esultanza di Sandro Pertini, uno dei ricordi indelebili di quel mondiale furono le discese sulla destra e i cross di Bruno Conti. Proprio Conti si rivelò alla fine uno dei migliori giocatori di quel mondiale e lo sarà ancora per diversi nella Roma di Liedholm e poi in quella di Eriksson.
Il libro, oltre a fornirci delle interviste e delle schede dettagliate per ogni giocatore, ci offre le illustrazioni di tutti gol della camminata giallorossa verso lo scudetto. Tra queste la rete di Pruzzo contro il Genoa che l’8 maggio del 1983 sancì la vittoria del tricolore.

Marco Albani, titolare del bar di via Fincati

Le immagini e le fotografie iconiche del trionfo giallorosso

Ma ci sono anche immagini iconiche – molte sono tratte dall’archivio personale di Fabrizio Grassetti, presidente dell’Unione Tifosi Romanisti – come l’esultanza di Falcão nel gol contro il Pisa all’Arena Garibaldi. Fu un’esultanza rabbiosa, perché arrivava al termine di una settimana di polemiche seguite alla sconfitta casalinga contro la Juventus quando proprio il centrocampista di Porto Alegre aveva portato in vantaggio la Roma. Poi Michel Platini e Sergio Brio rovesciarono le sorti della gara regalando i due punti ai bianconeri. Alcuni tifosi ricorderanno che al termine della partita un cane pastore in dotazione alle forze dell’ordine morderà proprio Brio mentre si stava recando negli spogliatoi.
In chiusura il libro ci regala un’interessante intervista a Valerio Bianchini, allenatore del Banco Roma di basket campione proprio nel 1983 (era il 19 aprile). L’anno successivo quella formazione si aggiudicò la Coppa dei Campioni contro il Barcellona e la Coppa Intercontinentale a San Paolo del Brasile.

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“Garbatella animata” all’atelier fotografico Gianesini

“Questa mostra vuole essere il mio omaggio alla Garbatella, il quartiere che mi ha adottata.” Così Francesca della Ratta, fotografa amatoriale vincitrice del concorso d’arte organizzato dall’artista svizzera Sandra Gianesini lo scorso febbraio, che questo weekend, sabato 17 e domenica 18 giugno, esporrà le proprie foto nell’atelier in piazza Damiano Sauli 5. Vicoli segreti, cortili e giochi di luce attraverso le manifestazioni culturali del quartiere. Sono questi i soggetti principali immortalati dall’obiettivo della fotografa nata a Napoli ma che vive alla Garbatella da ormai più di quindici anni. Sarà possibile visitare la mostra fotografica la mattina dalle ore 9:00 alle 11:30 e il pomeriggio dalle ore 16:00 alle 19:30.

Le dichiarazioni di Francesca della Ratta

“Sono una fotografa amatoriale che ormai da diversi anni cerca di immortalare momenti, paesaggi ed eventi culturali che si svolgono alla Garbatella. Sono nata a Napoli – racconta Francesca della Ratta – ma vivo in questo quartiere da più di quindici anni. Qui è nata mia figlia e mi sento ormai parte di questa comunità. Mi è quindi sembrato giusto dedicare al quartiere il tema principale della mostra. “Garbatella animata” – aggiunge – perché tra le circa trenta foto selezionate ho voluto inserire nella mostra sia scorci di paesaggi urbani che foto delle numerose iniziative culturali, politiche e musicali a cui ho partecipato negli anni. Devo ammettere che non è stato facile decidere quali foto scartare. L’inaugurazione – conclude – è prevista sabato alle ore 10,00 in presenza di Maya Vetri, assessora alle Politiche Culturali e della fotografa e regista Patrizia Genovesi, residente alla Garbatella, di cui sono stata allieva nei suoi corsi di fotografia”.

Tra le foto esposte ci sarà quella dell’orologio dell’albergo rosso, immagine copertina del noto gruppo Facebook “Sei di Garbatella se”.

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Garbatella tra cinema e letteratura. Presentata la quarta edizione del libro di Gianni Rivolta

E’ ancora la Garbatella a tenere banco. Nel salone del centro culturale Moby Dick di via Edgardo Ferrati si è svolta, infatti, la presentazione della quarta edizione aggiornata e ampliata di “Garbatella tra storia e leggenda”(Ed.Iacobelli), il libro di Gianni Rivolta uscito per la prima volta nel 2010. Dopo il successo delle precedenti tre edizioni la guida ritorna dunque in libreria arricchita da un nuovo capitolo con un esaustivo itinerario letterario cinematografico.

Si tratta di un testo divulgativo arricchito da schede di approfondimento dettagliate, accompagnato da immagini fotografiche d’epoca e attuali curate da Giancarlo Proietti, utile e piacevole alla lettura sia per chi abita alla Garbatella che per chi ancora non la conosce. Con il nuovo tragitto tracciato dall’autore, partendo da Piazza Michele da Carbonara, sarà possibile ripercorre le vie, i cortili e gli edifici storici che hanno ispirato grandi scrittori e registi nel corso del novecento fino ad oggi. Dalla Vita Violenta di Pier Paolo Pasolini al più recente fenomeno mediatico dei Cesaroni, passando per “C’eravamo tanto amati”, “Romanzo criminale”, “Grande, grosso e Verdone”, “Fantozzi” e tante altre pellicole cult, di cui durante l’evento sono state proiettate alcune delle scene più celebri girate alla Garbatella e nei dintorni.

Gli interventi

Ha presentato l’iniziativa Livia Omiccioli dell’associazione Altre Vie ed hanno dialogato con l’autore, il regista Francesco Lizzani, figlio di Carlo, e Lucia Di Cicco, discendente diretta dei Rossi-Casadei, una delle famiglie che ha fondato e abitato il primo nucleo originario della Borgata Giardino “Concordia”, così fu chiamata alla fondazione la Garbatella, sorto intorno a piazza Benedetto Brin nel 1920, quando il Re Vittorio Emanuele III posò la prima pietra. Sono intervenuti anche l’Assessora alla cultura del Municipio Maya Vetri e l’editore del libro Roberto Iacobelli.
In chiusura, l’intervento del Presidente Amedeo Ciaccheri che ha apprezzato il lavoro svolto negli
anni da Gianni Rivolta per aver promosso e favorito il rilancio del quartiere e di tutto il Municipio
attraverso “un’opera di tessitura minuziosa tra la memoria del passato e il presente”.

Le dichiarazioni dell’autore

“Credo che il motivo del successo del libro sia stato quello di aver tirato fuori l’originalità di questo
quartiere”. Afferma Gianni Rivolta. “A differenza del passato – racconta – negli ultimi decenni la Garbatella, animata dalla presenza della Terza Università e dai suoi studenti, è diventata una meta per i romani e non, appassionati dalla sua storia e dalle sue caratteristiche architettoniche. Questo testo è diventato anche uno strumento utile per le passeggiate attraverso le strade del quartiere e mi capita spesso di vederlo tra le mani di guide turistiche e studiosi”.

“Questo libro – aggiunge l’autore – veniva dall’esperienza precedente di “Garbatella mia”, il mio primo lavoro editoriale realizzato con Enzo Gori per tutta la parte fotografica e dall’editore Francesco Campanella, uscito nel 2003. Fu la chiave per raccontare un quartiere che aveva e mantiene tuttora un forte spirito di comunità. Gli abitanti si sono riconosciuti nelle storie raccontate e nelle immagini che vivono tutti i giorni. Infine – conclude – ci tengo a ringraziare Giancarlo Proietti, direttore editoriale di Cara Garbatella, che ha reso disponibile il suo ricchissimo archivio fotografico e ha curato le immagini di questo ultimo libro”.

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A spasso per la Garbatella tra citazioni letterarie e set cinematografici, la quarta edizione del libro di Gianni Rivolta

Arriva la quarta edizione aggiornata e corretta di “Garbatella tra storia e leggenda”, il libro guida di Gianni Rivolta, uscito per la prima volta nel 2010, che ripercorre le strade del vecchio quartiere popolare. Questa volta un nuovo itinerario letterario-cinematografico, accompagna il lettore attraverso le strade, le piazzette e i giardini fioriti che hanno ispirato intellettuali e scrittori e sono state l’ambientazione privilegiata di molti film e fiction
televisive di successo nel corso del novecento fino ad oggi.
L’appuntamento per la presentazione del libro è martedì 16 maggio alle ore 18:00 presso la biblioteca del centro culturale Moby Dick, in via Edgardo Ferrati 3a. Saranno presenti e dialogheranno con l’autore Lucia Di Cicco, Livia Omiccioli e Francesco Lizzani. L’iniziativa è organizzata in collaborazione con le associazioni Altre Vie e Cara Garbatella.

La dichiarazione di Gianni Rivolta

“Ringrazio Claudio Bocci e Livia Omiccioli dell’associazione Altre Vie che hanno voluto questa iniziativa a Moby Dick”, afferma Gianni Rivolta, giornalista e scrittore.
“Sarà l’occasione – spiega l’autore – per presentare questa edizione aggiornata del mio libro, uscito per la prima volta nel 2010, con un nuovo itinerario letterario-cinematografico.
“Un ringraziamento particolare va a Giancarlo Proietti, direttore editoriale di Cara Garbatella, che ha curato le immagini di tutto il libro e la ricerca fotografica del percorso.”

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Obiettivo Italia-Censimento fotografico a Moby Dick Garbatella

Oggi  3 e domani 4 maggio,  presso la Biblioteca Moby Dick a Garbatella si scattano foto a chiunque avrà voglia di partecipare al censimento fotografico organizzato dalla FIAF – Federazione Italiana Associazioni Fotografiche – in collaborazione con l’ISTAT- Istituto Nazionale di Statistica.

Obiettivo Italia – I set  della FIAF nei luoghi pubblici

In tutta Italia invece i set fotografici saranno allestiti il 6 e 7 maggio. Saranno 200 set fotografici per un affresco corale ampio della popolazione nazionale mediante migliaia di ritratti fotografici.

“In tre quarti di secolo dal 1948 anno della sua Fondazione la FIAF ha fatto la storia della fotografia amatoriale italiana mostrandosi sempre pronta a monitorare e a interpretare i vari processi culturali attraversati nelle diverse fasi storiche” spiega uno degli organizzatori. “Il censimento fotografico ha infatti una notevole rilevanza anche per discipline quale l’antropologia culturale e sociale, la sociologia, la demografia, la statistica”.

Gli standard degli scatti

Nei vari set allestiti nelle piazze e nei luoghi pubblici della penisola ogni individuo sarà fotografato secondo uno schema iterato con metodo e rigore,  senza sfondi e  distrazioni visive. A Moby Dick i fotografi stanno già lavorando con chi si presenta per essere fotografato.

Il mosaico finale

L’ampio corpus di immagini formeranno un mosaico finale che fornirà un ritratto dell’odierna società italiana e della sua composizione con preziosi risvolti culturali sociali e di costume. Grazie a queste foto, fra venti – trenta- cinquanta anni diremo ecco come erano gli italiani degli anni venti del XXI secolo.

Come partecipare

Per partecipare basta recarsi a Moby Dick oggi o domani , rilasciare la liberatoria e compilare un questionario molto semplice e assolutamente anonimo, con indicazione di età, titolo di studio, professione , comune di residenza e composizione familiare. L’ultima domanda che sarà rivolta è la più interessante: “Nell’ultimo mese quanto spesso ti sei sentito felice ?”

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Garbatella ricorda i martiri delle Fosse Ardeatine

 

335 spine nel cuore, così recitava uno dei tanti striscioni portati alla manifestazione di mercoledì 23 marzo. Un corteo variopinto – composto soprattutto da migliaia di giovani e dagli studenti delle scuole dell’VIII Municipio – quello che ha attraversato alcune strade del territorio per raggiungere il sacrario delle Fosse Ardeatine, dove il 24 marzo del 1944 la furia e la ferocia dell’occupante nazista compì la più ignominiosa delle stragi nella capitale.
Una manifestazione voluta dalla giunta di via Benedetto Croce a cui hanno partecipato anche amministratori di altri municipi, tra cui Paola Angelucci, in rappresentanza del IX Municipio, oltre ad esponenti di molti partiti politici, delle associazioni di quartiere, dell’ANED, dell’ANFIM e dell’ANPI.

L’intervento del presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri

L’appuntamento alle 9:30 a piazza Sant’Eurosia ha visto da subito una nutrita partecipazione di giovani. Le note della banda della Polizia Locale di Roma Capitale hanno dato il via alla manifestazione a cui è seguito l’intervento del presidente Amedeo Ciaccheri. Il minisindaco  ha ricordato che “la strage delle Fosse Ardeatine è raccontata in tutti i libri di storia delle scuole europee”. “In questo momento storico, in cui la guerra torna ad affacciarsi quotidianamente nelle nostre vite, la memoria è una leva e un testimone di pace per chiedere che le democrazie in Europa si impegnino per riportare la pace nel vecchio continente e non solo”.

Uno dei tanti striscioni presenti alla corteo

Le dichiarazioni del capogruppo PD Flavio Conia

Il capogruppo del PD Flavio Conia era presente in piazza con gli altri consiglieri: “Anche quest’anno la comunità dell’VIII Municipio si è ritrovata per un percorso della memoria verso le Fosse Ardeatine per ricordarne i martiri, che sono il nostro punto di rifermento valoriale per tutto il territorio e per tutta la comunità politica”. “Questa giornata – ha sottolineato Conia – incarna una prassi che tutte le amministrazioni dovrebbero seguire, ovverosia guidare la comunità educante e l’intera comunità territoriale in un percorso di costante ricordo della memoria del nostro Paese”.

Il corteo sotto il palazzo della Regione Lazio

Il fiore del partigiano

In testa al corteo – che è andato via via crescendo nel percorrere via Macinghi Strozzi e le strade di Tor Marancia – lo striscione del Municipio: Corteo per la memoria e per la pace. Ricordando l’eccidio delle Fosse Ardeatine.
C’era molta voglia di manifestare, non soltanto per ricordare quanto accaduto 79 anni fa. Era importante ritrovarsi anche all’indomani degli ultimi episodi di antisemitismo a cui abbiamo assistito durante l’ultimo derby capitolino, senza dimenticare che pochi giorni prima in alcune zone della città erano stati affissi degli striscioni in ricordo niente di meno che del terrorista e assassino neofascista Pierluigi Concutelli recentemente scomparso.
Molti ragazzi avevano in mano dei fiori (Il fiore del partigiano, ci ha fatto notare una liceale) oltre a tanti palloncini colorati a rimarcare la differenza con un mondo in grigio scuro, che appartiene soltanto al passato.

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Il Girasole si classifica al secondo posto nel contest della “mejo carbonara” di Roma

Nonostante il combattuto testa a testa nella finalissima, la trattoria Il Girasole alla Garbatella non riesce ad aggiudicarsi il primo posto nel contest “#aromacipiace, la carbonara” lanciato da RomaToday.

Dopo cinque settimane di nomination, votazioni ed eliminazioni erano rimasti in gara solo lo storico ristorante di Garbatella in via Rosa Raimondi Garibaldi e Il Maritozzo Rosso a Trastevere che, per pochissimi punti e dopo una serie di sorpassi e controsorpassi, ha ricevuto il premio per la miglior carbonara. Il Girasole, infatti, ha ottenuto 5634 voti contro i 5868 voti del ristorante vincitore, distaccando di netto gli altri partecipanti. Il terzo posto è stato assegnato a La Flaca, locale in zona Porta di Roma, mentre il quarto e quinto posto all’Osteria Sette a Montesacro e all’Osteria La Sol Fa vicino piazza di Porta Maggiore. La premiazione è prevista nei i prossimi giorni.

Le dichiarazioni di Massimo Dante, titolare della trattoria Il Girasole

“È stata una bellissima esperienza, ci siamo divertiti molto. I nostri avversari sono stati più bravi a raccogliere punti ma siamo comunque soddisfatti del secondo posto, la considero una vittoria di tutti”. Afferma Massimo Dante, proprietario con la sorella Emanuela del ristorante Il Girasole.

“Inoltre ci tengo a fare i complimenti agli altri partecipanti del contest e – conclude – aspettiamo con entusiasmo tutti coloro che voglio venire a provare la nostra carbonara”.

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Attribuita al pittore Pietro Lucatelli la Pala di Santa Galla

Di Paola Borghesi

Un tesoro dell’arte barocca, sconosciuto ai più, giace in fondo alla navata destra della chiesa parrocchiale della Circonvallazione Ostiense.Si tratta della Pala dedicata a Santa Galla, un dipinto risalente con molta probabilità alla metà del 1600, d’autore fino ad oggi ignoto.

La dottoressa Anna Lo Bianco, già direttrice della Galleria di Arte Antica – Palazzo Barberini, ora in pensione, ha invece dedicato un accurato studio al dipinto in questione e alla sua storia. “La Pala si trovava in origine nella chiesa di Santa Galla che risaliva al secolo XVII e sorgeva alle pendici del Campidoglio – racconta la Lo Bianco – .La chiesa fu poi demolita nel 1935 durante la campagna di sventramenti del periodo fascista. Il dipinto celebra la figura della patrizia romana Galla, nata nei primi del 500 d.c. in una nobile famiglia. Dopo essere rimasta vedova giovanissima si era voluta dedicare all’assistenza ai numerosi poveri del quartiere, ispirando grande devozione tra il popolo romano. Nel dipinto viene narrato l’episodio miracoloso che la vide protagonista, ovvero l’apparizione, mentre serviva alla mensa dei poveri, di un angelo che offre al Papa Giovanni I  l’immagine miracolosa della Vergine”.

La Lo Bianco, per identificare l’autore della Pala, ha indirizzato le sue ricerche nell’ambito della scuola pittorica di Pietro da Cortona e dopo vari approfondimenti è giunta alla conclusione che  sia stata dipinta da Pietro Lucatelli, suo allievo. Sono infatti molti i richiami che avvicinano i soggetti raffigurati ad altri di questo pittore minore, quali quelli rappresentati nei cartoni per gli arazzi Barberini, realizzati intorno alla seconda metà del 1600.

E’ probabile che la Pala sia stata destinata alla parrocchia di Santa Galla, alla fine degli anni Trenta, proprio quando la chiesa antica, che portava lo stesso nome, veniva abbattuta. Il quartiere quindi può vantarsi di poter ammirare un’opera di grande rilievo artistico realizzata nel lontano periodo barocco e fortunosamente arrivata fino a qui

E’ un’opera non molto conosciuta. L’unico accenno si trova nell’archivio segreto vaticano riferito alla Chiesa di Santa Galla, con questa annotazione: “altare posto nel fine di detta chiesa, e dedicato a S. Galla con quadro rappresentante la Santa di altezza palmi venti, e di larghezza palmi dieci di mano incognita”.

A breve sulla rivista d’arte “Orizzonti del Mo.Ca” verrà pubblicato un resoconto dettagliato del lavoro di ricerca svolto dalla dottoressa Lo Bianco per arrivare all’identificazione dell’autore della Pala.

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Al Girasole la mejo carbonara di Roma

La trattoria Il Girasole a Garbatella è tra i 5 finalisti del contest “#aromacipiace, la carbonara” in corso su RomaToday. “Siamo entusiasti e in attesa del risultato finale, si inizierà a votare tra circa una settimana”. Dichiara Massimo Dante, proprietario insieme alla sorella Emanuela del ristorante in via Rosa Raimondi Garibaldi.

“Nostro padre e nostra madre, che hanno creato tutto questo, ci hanno insegnato il lavoro, il sacrificio e tutto ciò che comporta stare in cucina”. Infatti il locale, aperto dai genitori nel 1981, è ancora gestito a conduzione familiare e si distingue per l’atmosfera accogliente e popolare caratteristica delle migliori osterie romane. “Ma la cosa più importante che ci hanno trasmesso – sottolinea Massimo – è senza dubbio la passione per la cucina, che considero la prima regola per riuscire in questo mestiere”.

La carbonara de Il Girasole

La carbonara è tra i piatti più richiesti, spesso accompagnata dal classico carciofo alla giudia. “Per fare un’ottima carbonara – ci spiega Massimo – non basta solo conoscere ingredienti e dosaggi, penso che la nostra ricetta segreta sia l’amore per quello che facciamo. In cucina mettiamo anima, cuore e rispetto per chi ci ha insegnato il mestiere. Se cucini solo per portare lo stipendio a casa il piatto ne risentirà sicuramente e la crema della carbonara – ironizza – non sarà mai come dovrebbe essere, sarà sempre o troppo liquida o troppo densa. Inoltre, cerchiamo di differenziarci dagli altri non solo per la quantità, che sicuramente non passa inosservata poiché serviamo porzioni da due etti abbondanti, ma soprattutto per la qualità dei prodotti che usiamo, a partire dalla pasta e le uova di prima scelta, fino al guanciale e il pecorino”.

Il contest “#aromacipiace, la carbonara”

Il ristorante di Garbatella è in testa alla classifica seguito da Il Maritozzo Rosso a Trastevere. Al terzo posto l’Osteria Sette, storico locale di Montesacro e al quarto l’Osteria La Sol Fa vicino Porta Maggiore. Al quinto ancora Trastevere con Eggs. “Sicuramente vogliamo vincere, come è normale che sia, ma allo stesso tempo so che una maggiore esposizione mediatica può portare anche problemi. Per un periodo – ci confida Massimo – siamo stati undicesimi a Roma su Tripadvisor ma, nel giro di un mese e mezzo, sono arrivate sette o otto recensioni negative, cosa che non era mai successa prima e non è più ricapitata dopo – sottolinea – così da farci scivolare al cinquecentesimo posto.

La storia del ristorante Il Girasole

“Nonostante siamo aperti da più di quarant’anni molte persone ci hanno scoperto solo nel periodo post pandemia. Il Girasole infatti, anche prima del nostro arrivo, è sempre stato un bar storico del quartiere – ci racconta Massimo ricordando il signor Romano Nati, ex titolare del bar – e rimanendo chiuso la sera, tutt’oggi tranne il venerdì, non tutti sanno che siamo anche un ristorante. Inoltre, negli ultimi anni il quartiere si è ripopolato molto e fortunatamente vediamo passare clienti di ogni tipo, dai ragazzi del Polo Didattico ai turisti in cerca di piatti caratteristici, oltre che i tanti abitanti del quartiere, in particolare il giovedì, giorno in cui serviamo gnocchi fatti in casa e ragù a portar via”.

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