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Autore: Redazione

Nuovi parcheggi alla Circonvallazione Ostiense

Nuovi parcheggi alla Circonvallazione Ostiense

Sono iniziati alla fine del mese di ottobre i lavori per la realizzazione di un parcheggio a raso sull’ultimo square centrale di Circonvallazione Ostiense, compreso tra Via Caffaro e Via Pullino, di fronte all’entrata della Metropolitana di Garbatella.
Il nuovo parcheggio, previsto nell’ottica della ristrutturazione della viabilità di zona, prevede l’ingresso degli automezzi dal lato della Metro e la
loro uscita verso Via Caffaro.
Con questo intervento, si prevede di dotare la Circonvallazione di ulteriori 30 posti macchina. (E.S.)

 

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 4 – Dicembre 2007

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​Lo sviluppo urbanistico in XI Municipio

LAVORI  PUBBLICI  E  URBANIZZAZIONE

Lo sviluppo urbanistico in XI Municipio

di Eraldo Saccinto

Perché a Roma i mega-appalti e le grandi concessioni per la costruzione dei nuovi immobili sono conquistati da pochi giganti del mattone?
E come si è evoluto il lavoro di quelli che una volta erano chiamati palazzinari ed ora sono diventati sponsor di progetti firmati da star dell’architettura internazionale? …..

LAVORI  PUBBLICI  E  URBANIZZAZIONE

Lo sviluppo urbanistico in XI Municipio

di Eraldo Saccinto

Perché a Roma i mega-appalti e le grandi concessioni per la costruzione dei nuovi immobili sono conquistati da pochi giganti del mattone?
E come si è evoluto il lavoro di quelli che una volta erano chiamati palazzinari ed ora sono diventati sponsor di progetti firmati da star dell’architettura internazionale?
Roma è diventata un luogo ricercato.
Non c’è architetto al mondo che adesso non amerebbe realizzare un suo progetto a Roma. In effetti, c’è da capirli, dopo quattro decenni di studio approfondito, Roma si è finalmente dotata di un nuovo Piano Regolatore Generale.
Il progetto delle edificazioni a Piazza dei Navigatori.Si tratta di un  evento assai raro nella storia di una metropoli moderna, frutto di una serie di decisioni che apriranno una nuova fase per la vita della città, non sempre condivisibili. Questo piano di trasformazioni avrà un notevole impatto sul territorio del Municipio XI ed in particolare sul nostro quartiere.

Nel perimetro compreso tra la Via Ostiense, San Paolo, Piazza dei Navigatori, Via di Tormarancia e la Garbatella sono previste profonde e importanti trasformazioni urbanistiche: il riassetto di Piazza Navigatori, lo sviluppo di Campidoglio2, la riqualificazione dell’ex Fiera di Roma e degli ex Mercati Generali, il riutilizzo della rimessa ATAC a San Paolo.
Nell’area dei Mercati Generali è in corso il progetto di riconversione che prevede la creazione della Città per i Giovani progettata da Koolas, che va dalla mediateca alle strutture dedicate allo sport ed al fitness, alla Città dei Sapori, alle attività di intrattenimento e spettacolo.
Per l’ex Fiera di Roma, sono previsti interventi a valenza sociale con una serie di nuove infrastrutture a scopo ludico-educativo per bambini denominate Città dei piccoli ma su quella stessa area è prevista l’edificazione di alcune centinaia di nuovi appartamenti ad uso residenziale. A San Paolo, oltre alla ricostruzione dei palazzi di Via Giustiniano Imperatore, abbattuti a causa della loro pericolosità, è previsto il completamento del maxi albergo di Via Galba mentre c’è da capire come sarà realizzata la riqualificazione della vecchia rimessa dell’ATAC.
A Piazza dei Navigatori, il cui progetto è stato assegnato alla società Acqua Marcia, è prevista la realizzazione di un complesso misto direzionale e commerciale con annessi parcheggi interrati, parcheggi a raso, una piazza ad uso pubblico ed aree verdi. Lavori, che si concretizzeranno nella costruzione di tre strutture di cui due gemelle alte otto piani e destinate ad uffici ed un edificio di due piani nel quale saranno ospitati parcheggi per auto e moto ed un nuovo polo commerciale.
Un progetto che ha suscitato molte critiche. Alla Garbatella si procederà con la realizzazione delle infrastrutture per Campidoglio-2, un affare da milioni di metri cubi di cemento su cui si è posato l’occhio di alcuni architetti di fama internazionali tra cui Fuksas, la riqualificazione di Via Benzoni con la ricostruzione degli immobili abbattuti dai bombardamenti del ’44, la costruzione del ponte che unirà la Circonvallazione con Via Ostiense e i nuovi appartamenti ad uso residenziale a Via Palos.
Non c’è che dire, nel giro di qualche anno non riconosceremo più i luoghi nei quali viviamo adesso.
E’ in atto una rivisitazione completa del vecchio modello urbanistico che si basava sulle cosiddette zone territoriali omogenee, senza che si riesca però a capire qual è il corrispettivo in oneri che verrà pagato alla cittadinanza.
Se esisteranno, dove saranno collocati e quanti saranno i metri cubi in Edilizia Residenziale Pubblica che saranno messi a disposizione degli abitanti e che allevieranno il disagio di chi oggi non riesce a far fronte all’affitto di una casa. Nell’orizzonte concettuale del nuovo piano si fa solo riferimento a una zonizzazione più flessibile, esemplificata dalla nuova geografia dei tessuti sociali ed infrastrutturali, che prevede evidentemente il superamento delle attuali zone territoriali e del sistema delle destinazioni urbanistiche, proponendo la collocazione “fuori le mura” per chi non ha la possibilità di potersi permettere di vivere a questi livelli.
Coloro i quali hanno iniziato ad esprimere perplessità rispetto al procedere senza un allargamento del dibattito con gli abitanti, sono stati tacciati di conservatorismo e immobilismo: c’è da dire però che questi percorsi urbanistici non si sono ancora mai collocati a valle di un processo di discussione che abbia visto il Municipio poter esporre i suoi rilievi ma sono stati decisi tout-court dall’alto.
La discussione sui luoghi nei quali vivere può  diventare un banco di prova di come ragionare sullo sviluppo della città, definendo un disegno di equilibrio territoriale e nuovi strumenti di pianificazione.
I criteri da utilizzare potrebbero essere riassunti in rispetto delle regole, la partecipazione, visto che nella maggior parte dei casi le iniziative sono intraprese senza un coinvolgimento della cittadinanza, rapporto fra l’interesse pubblico e quello privato, ora spesso prioritario, sostenibilità sociale e qualità del lavoro prodotto, sostenibilità ambientale e qualità urbana.

 

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Riprendono i lavori alla Scuola dei bimbi

Riprendono i lavori alla Scuola dei bimbi

In programma lavori di completamento del restauro inaugurato nell’ottobre 2004 della storica Scuola dei bimbi, la “scoletta”, il gioiello architettonico di Piazza Nicola Longobardi.
Il Comune provvederà a rifare alcuni pavimenti, a sistemare gli infissi con la messa in opera di vetri antisfondamento e a ridare il colore agli intonaci esterni. I lavori verranno seguiti dal geometra Pietro Gargini, che aveva già curato egregiamente il restauro del 2004. …..

Riprendono i lavori alla Scuola dei bimbi

Scoletta della GarbatellaIn programma lavori di completamento del restauro inaugurato nell’ottobre 2004 della storica Scuola dei bimbi, la “scoletta”, il gioiello architettonico di Piazza Nicola Longobardi.
Il Comune provvederà a rifare alcuni pavimenti, a sistemare gli infissi con la messa in opera di vetri antisfondamento e a ridare il colore agli intonaci esterni. I lavori verranno seguiti dal geometra Pietro Gargini, che aveva già curato egregiamente il restauro del 2004.
Il Municipio invece dovrebbe intervenire sulla corte, sul retro dell’edificio, restaurando il bellissimo parco, oggi in massima parte inutilizzato, con i suoi doppi filari di palme delle Canarie e con i suoi filari di olivi secolari.

 

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Coopi: pacchetti di Natale per il Sud del mondo

Coopi: pacchetti di Natale per il Sud del mondo

Dall’8 al 24 dicembre i volontari Coopi – Ong italiana che si occupa di cooperazione allo sviluppo in 25 Paesi del Sud del Mondo – saranno presenti con un banchetto informativo per confezionare gli acquisti dei clienti in cambio di una piccola offerta presso alcuni negozi di Roma.
Il ricavato verrà destinato al finanziamento delle attività che Coopi svolge per assicurare acqua, cibo, salute, istruzione e tutela dei diritti umani alle comunità più povere.
Alla Garbatella partecipa all’iniziativa la libreria Rinascita di via Prospero Alpino 48

 

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Un regalo buono che fa bene 2007

Un regalo buono che fa bene

Come molti cittadini di Garbatella ricordano “Un regalo buono che fa bene” è il fortunato slogan della campagna che, da diversi anni, le associazioni Altrevie e Cara Garbatella promuovono in prossimità delle feste, per contribuire ad aiutare i meno fortunati attraverso la vendita di prodotti regalo di grande qualità.
Anche quest’anno, grazie al rapporto diretto con il produttore, la nostra campagna di solidarietà propone il sopraffino olio extra-vergine di oliva di Farfa, molto apprezzato e richiesto da tutti coloro che, negli anni scorsi, lo hanno provato.
In lattina da 5 litri o in confezione …..

Un regalo buono che fa bene

Come molti cittadini di Garbatella ricordano “Un regalo buono che fa bene” è il fortunato slogan della campagna che, da diversi anni, le associazioni Altrevie e Cara Garbatella promuovono in prossimità delle feste, per contribuire ad aiutare i meno fortunati attraverso la vendita di prodotti regalo di grande qualità.

Anche quest’anno, grazie al rapporto diretto con il produttore, la nostra campagna di solidarietà propone il sopraffino olio extra-vergine di oliva di Farfa, molto apprezzato e richiesto da tutti coloro che, negli anni scorsi, lo hanno provato.
In lattina da 5 litri o in confezione regalo da due bottiglie, l’olio di Farfa è davvero un regalo buono che fa bene, grazie alle sue note proprietà salutari e al fatto che il ricavato della vendita sarà indirizzato ad alcuni progetti di solidarietà, quali quelli dell’Associazione Casagrande –  Scaramelli, collegata al prof. Mauro Antimi, primario del reparto oncologico del Sant’Eugenio.
E’ possibile prenotare l’olio di Farfa entro giovedì 20 dicembre rivolgendosi direttamente al Signor Mario Di Martino, infaticabile animatore del Centro Anziani di Via Pullino 55 (angolo Metro Garbatella) o telefonando, entro la stessa data, al 3333284155.

 

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RM – XI: il buon governo si confessa

RM – XI: il buon governo si confessa

Intervista al presidente Andrea Catarci. Cambiamenti urbanistici e Grandi opere. Il caso Ater e quello del Cto. Prospettive del Cantiere della Sinistra

di Francesca Vitalini

E’ passato un anno e mezzo circa dalla sua nomina a presidente del Municipio Roma XI. Può farci un bilancio della sua amministrazione? …..

RM – XI: il buon governo si confessa

Intervista al presidente Andrea Catarci. Cambiamenti urbanistici e Grandi opere. Il caso Ater e quello del Cto. Prospettive del Cantiere della Sinistra

di Francesca Vitalini

E’ passato un anno e mezzo circa dalla sua nomina a presidente del Municipio Roma XI. Può farci un bilancio della sua amministrazione?


E’ stato un anno di intenso e faticoso lavoro sul territorio sia rispetto ai progetti di amministrazione quotidiana sia riguardo a quelli più grandi.
Il nostro lavoro è stato sempre coadiuvato dai cittadini del territorio.
Abbiamo infatti considerato il loro ascolto uno strumento in più per intervenire meticolosamente nel Municipio.
Garbatella è da mesi protagonista di forti cambiamenti urbanistici che riguardano progetti “quotidiani” che non sempre trovano d’accordo la cittadinanza, come nel caso della “pedonalizzazione” di Largo delle Sette Chiese, dove si lamenta difficoltà di circolazione, infiacchimento del commercio e sottrazione di una fermata dell’autobus …
Con il Contratto di Quartiere Garbatella abbiamo proceduto ad un progetto di ampliamento degli spazi pedonali in un’area che va da Piazza Sant’Eurosia fino a Via Guglielmotti.
Abbiamo ottenuto un accordo politico con il dipartimento XIX dell’Assessorato alle Periferie del Comune di Roma (ndc. che gestisce il progetto) in base al quale verrà effettuata una verifica dei lavori fatti a tre mesi dal loro termine. Se in quell’occasione venissero evidenziate delle criticità l’Assessorato si farà carico di trovare nuovi fondi per nuovi interventi.
Il Contratto di Quartiere prevede anche altri progetti.
Sì. Nel Contratto rientrano altri progetti come la ristrutturazione del Parco Serafini, che ha avuto dei rallentamenti a causa di ritrovamenti archeologici, ma ora in fase di completamento, e l’attesissima ristrutturazione del Mercato Coperto di Via Passino. I lavori per il mercato dovrebbero essere ultimati nel maggio 2008, ma, considerando inevitabili ritardi, vorrei essere prudente e parlare di una sua riattivazione per settembre/ottobre 2008. Proprio in questi giorni, poi, si è tenuta una conferenza di servizio per il parcheggio interrato di Via Montuori e il Municipio ha dato parere favorevole.
La mia richiesta è stata che i lavori del mercato e del parcheggio procedano di pari passo, perché il parcheggio è una struttura utile al mercato.
Con il Contratto di Quartiere abbiamo voluto rinnovare il tessuto e il decoro urbano di Garbatella e penso che questo sia visibile, a parte qualche criticità che emerge e sulla quale stiamo lavorando.
Abbiamo usato anche materiali di pregio per trarre maggiore vivibilità e giovamento anche dalla bellezza del quartiere.

Alberto CatarciVorrei inoltre ricordare che a Garbatella ci sono altri lavori legati al Piano Particolareggiato del Traffico che interessa le zone di Largo Ansaldo, Via Pullino, Via Caffaro, tra le altre. Con questo piano sono previsti i rifacimenti dei marciapiedi e il cambiamento della viabilità. Rispetto al progetto abbiamo, però, già espresso delle criticità all’Atac (ndc. L’azienda che cura il progetto) a causa della perdita di alcuni parcheggi.
L’Atac ha già mostrato disponibilità per rivedere la situazione.
L’area della Garbatella è interessata anche da Grandi Opere.
Abbiamo cercato di stimolare il protagonismo dei cittadini anche su grandi progetti, oltre che su quelli quotidiani. Penso alla riqualificazione dell’Ex Fiera di Roma e degli Ex Mercati Generali che stanno dando vita a molte discussioni sul territorio.
Per i progetti più grandi, dove, cioè, il Municipio è solo una della parti in causa, la partecipazione è sicuramente più complessa ma proprio lì la nostra voce deve essere forte, per poter esprimere con più fermezza criticità e desiderata.
Per evitare delle brutture come nel caso di Piazza dei Navigatori.
Oltre al settore urbanistico, Garbatella è interessata da questioni inerenti il settore abitativo e sociosanitario. Penso in prima battuta al caso Ater …
In questo campo si sta giocando una partita enorme ed è in questi giorni la notizia del blocco delle vendite da parte della Regione Lazio a causa di una revisione dei prezzi.
Io penso che serva molta cautela e nello stesso tempo che sia necessario preservare i beni Ater per continuare a dare ai cittadini risposte sociali nel campo dell’abitazione. Se fosse necessario vendere, bisognerebbe però tenere conto di alcuni aspetti: i requisiti delle case (molte sono piccole e con i tetti ancora con la copertura in amianto che è cancerogena), lo stato dei lotti (lasciati per decenni in abbandono) e i redditi degli abitanti delle case Ater.
Così, se è vero che le case non devono essere svendute, nello stesso tempo non possono essere date a prezzo di mercato.
Si potrebbe inoltre pensare che da un certo reddito in poi le case vengano riacquisite dall’Ater e riassegnate a chi ne ha bisogno.
Noi, comunque, vigileremo su tutte le questioni inerenti le case popolari, come abbiamo sempre fatto, denunciando e segnalando al presidente Petrucci tutti i casi critici.
E, poi, alla situazione del CTO …
Si, una situazione che da tragedia rischia di degenerare in farsa. Ci siamo opposti fermamente al Piano di Ristrutturazione della Sanità locale elaborato dall’Asl. Un piano che prevedeva la chiusura del Pronto Soccorso, di alcuni reparti di eccellenza del CTO come Urologia e la drastica diminuzione dei posti letto.
Un piano che non teneva conto del trend positivo dell’invecchiamento della popolazione nel Municipio, soprattutto a Garbatella e a Tormarancia. E alcune cose le abbiamo ottenute, come il ripristino del Pronto Soccorso.
Ma continuiamo ad opporci ad un progetto che prevede lo spostamento di molti reparti del CTO al Sant’Eugenio, un ospedale con prestazioni sociosanitarie drammatiche e che soffre anche a causa di un bacino di utenza vastissimo.
Il progetto elaborato dalla Asl nasce da un piano di rientro dettato dal Governo nazionale ed accettato dalla Regione Lazio, per sanare anni di truffe nel settore. E’ un progetto, però, che non tiene conto delle esigenze del territorio e che non prevede il recupero in altro modo di strutture sociosanitarie che vengono sottratte.
E’ un progetto, poi, che non tiene conto delle brutte notizie che provengono in questi giorni dalla Regione Lazio che ha declassato tutte le strutture ospedaliere locali, compreso il Sant’Eugenio. Quindi, perché dobbiamo avere una Sanità di serie B?
Ci stiamo confrontando continuamente con la Asl per ottenere un progetto diverso.
Ed ora facciamo un salto, passando dal locale al nazionale. Cosa ne pensa dei processi che stanno attraversando il centro sinistra italiano e, in particolare, della nascita del PD e di un Cantiere della Sinistra?
Sono due processi diversi che indicano anche un percorso diverso per la società italiana. Il processo del Cantiere sta incontrando tante difficoltà per le culture politiche diverse che ne fanno parte. E’ un processo, però, che non vuole solo maturare una sintesi tra partiti ma anche una convergenza di idee su sfere specifiche, come l’emergenza abitativa, i diritti civili, il lavoro, per avere un contatto con la realtà sociale.
Penso, però, che il processo debba essere più rapido per arrivare ad una federazione.
Al contrario, credo che il PD sia più incentrato sui processi burocratici interni che sul contatto con la realtà.
E questo lo dimostrano sia le risposte populiste date da alcuni suoi esponenti nel campo della sicurezza sia la mancata discussione sugli ideali e i valori da portare al Paese per un suo tanto declamato rinnovamento.
Mi aspettavo un dibattito più adito tra i diversi candidati a leader anche perché il PD è il processo unitario di due componenti storicamente antagoniste nel pensiero politico nazionale e avrei, dunque, ascoltato volentieri cosa sarebbe emerso dal confronto.

 

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Scritte sui muri: inquilini protestano

Scritte sui muri: inquilini protestano

Siamo un gruppo di inquilini del Lotto 23 di Via Nicolò Odero-Via degli Armatori che protestano per le scritte che deturpano le facciate esterne degli edifici del complesso, ripulite a nostre spese qualche tempo fa.
Recentemente poi, sulla facciata che dà su Largo delle Sette Chiese, è stata vergata una scritta
enorme che parla di sangue e di un Antò che noi non conosciamo.
Cancellata una prima volta su nostra sollecitazione, …..

Scritte sui muri: inquilini protestano

Siamo un gruppo di inquilini del Lotto 23 di Via Nicolò Odero-Via degli Armatori che protestano per le scritte che deturpano le facciate esterne degli edifici del complesso, ripulite a nostre spese qualche tempo fa.
Recentemente poi, sulla facciata che dà su Largo delle Sette Chiese, è stata vergata una scritta
enorme che parla di sangue e di un Antò che noi non conosciamo.
Cancellata una prima volta su nostra sollecitazione, ci è stata imposta di nuovo. La qual cosa subiamo come una prepotenza, contro la quale ci è stato consigliato di non reclamare troppo …
Noi invece non vogliamo soggiacere a questa prevaricazione e chiediamo che la scritta venga di nuovo e definitivamente cancellata, come anche le altre che imbrattano i nostri muri. Non è tollerabile che i cittadini debbano subire queste vere e proprie prepotenze.

Un gruppo di inquilini del Lotto 23

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Degrado all’Ostiense

Degrado all’Ostiense

Quando, nel 2001, l’Amministrazione capitolina annunciò l’intenzione di trasferire all’Ostiense i propri uffici, con la creazione di Campidoglio 2, non ci aspettavamo che l’attesa dell’attuazione della decisione ci avrebbe portato alla situazione attuale di logoramento e degrado.
Di tante e troppe “opere” che avrebbero dovuto migliorare la qualità di vita degli abitanti siamo ancora in attesa, mentre altri interventi ordinari e straordinari tanto attesi si sono persi per strada. …..

Degrado all’Ostiense

Quando, nel 2001, l’Amministrazione capitolina annunciò l’intenzione di trasferire all’Ostiense i propri uffici, con la creazione di Campidoglio 2, non ci aspettavamo che l’attesa dell’attuazione della decisione ci avrebbe portato alla situazione attuale di logoramento e degrado.
Di tante e troppe “opere” che avrebbero dovuto migliorare la qualità di vita degli abitanti siamo ancora in attesa, mentre altri interventi ordinari e straordinari tanto attesi si sono persi per strada.
Abbiamo potuto registrare una crescente tolleranza nell’azione delle forze dell’ordine, giustificabile solo in parte dalla mancanza di organici, che ha favorito lo scorso anno prima l’occupazione da parte di stranieri dei portici del Terminal Ostiense, poi di tutto il perimetro del negozio di Rocco Balocco (sgombrato solo a gennaio 2007), e l’occupazione poi del parcheggio
limitrofo al Terminal Ostiense in realtà di proprietà del Comune, in quanto acquisito in previsione di Campidoglio 2, ma mai preso in carico nel patrimonio comunale.
C’è da chiedersi perché l’Amministrazione comunale, pur sollecitata, continui a tener chiusi i parcheggi di Piazzale 12 ottobre 1492 (Terminal Ostiense) pur in presenza della drammatica carenza di parcheggi in zona.
A questo aggiungiamo la presenza ridotta ai minimi della Polizia municipale che non riesce a vedere le auto in doppia fila, quelle sui marciapiedi, sulle strisce e in ogni altra possibile infrazione.
Inutili sono state le nostre segnalazioni al Prefetto, al Sindaco e al Municipio sulla intollerabile situazione di degrado sociale di tutto il Piazzale 12 ottobre 1492 e sui rischi che la situazione degenerasse.
Solo da qualche settimana è stata ripristinata l’illuminazione del piazzale ed è partita una denuncia di occupazione abusiva dell’area. Nel frattempo, dall’esiguo numero di profughi occupanti che dormivano tra i cartoni, come da noi segnalato fin dallo scorso anno, siamo passati a varie centinaia con numerose tende, attirando ulteriori presenze col miraggio di una futura migliore sistemazione.
Da varie settimane l’unica area di sosta con quattro panchine e piante su Via Pellegrino Matteucci tra il civico 106 e 108 (di cui la nostra associazione si prende cura) è stata letteralmente occupata da un gruppo di sbandati ubriaconi che abbandonano a terra avanzi e bottiglie, dormono sdraiati sulle panchine, si azzuffano e orinano contro le piante e le auto in sosta.
Su nostra segnalazione, c’è stato uno sporadico intervento della Polizia il 28 marzo.
Poi più niente. La risposta non può essere l’eliminazione delle panchine e quindi il sacrificio di un diritto dei cittadini a favore di qualche prepotente.
Non cadiamo nel tranello lasciando che il degrado diventi la bandiera sotto cui possano riprendere vigore le forze che, governando per cinque anni, ci hanno lasciato solo un conto salatissimo a livello regionale e nazionale.
Se vogliamo riavvicinare i cittadini alla politica, l’unica capace di risolvere i problemi, dobbiamo essere in grado di intercettare e comprendere le aspettative dei cittadini. Bisogna saper coniugare le opportunità di crescita di una grande metropoli con le più elementari esigenze quotidiane di chi nei quartieri vive e non intervenire quando ormai è troppo tardi.

Fulvio De Pascale
per l’Associazione “Insieme per Ostiense”

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Un regalo buono e che fa bene

Un regalo buono e che fa bene

1463 Euro è la somma raccolta dalle associazioni culturaliAltrevie e Cara Garbatella durante le feste di fine anno, nel corso della campagna “Un regalo buono e che fa bene”, attraverso la vendita di olio extravergine di oliva, a favore dell’Associazione Casagrande-Scaramelli per lo studio e la cura delle malattie oncologiche.
“Proveremo a migliorare nel nostro ambiente la vivibilità dei nostri pazienti”: con queste parole ci ringrazia il prof. Mauro Antimi, direttore del reparto oncologico del Sant’Eugenio e vicepresidente dell’Associazione Casagrande-Scaramelli.

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Congresso dei DS di Garbatella Vince la mozione Mussi

Congresso dei DS di Garbatella Vince la mozione Mussi

Si è svolto nei giorni 22, 23 e 24 marzo u.s., presso la storica sede della Villetta, il 4° Congresso dei Democratici di Sinistra della sezione Garbatella.
Di rilevanza, nella serata del 22, la presenza, per la presentazione delle mozioni a confronto, di tre big della politica nazionale: ilMinistro dell’Università Fabio Mussi  …..

Congresso dei DS di Garbatella Vince la mozione Mussi

Si è svolto nei giorni 22, 23 e 24 marzo u.s., presso la storica sede della Villetta, il 4° Congresso dei Democratici di Sinistra della sezione Garbatella.
Di rilevanza, nella serata del 22, la presenza, per la presentazione delle mozioni a confronto, di tre big della politica nazionale: ilMinistro dell’Università Fabio Mussi per la mozione che porta il suo nome e che in qualità di iscritto alla sezione ha partecipato alle operazioni di voto, il Responsabile della comunicazione politica dei DS, Gianni Cuperlo per la mozione Fassino e il Presidente onorario dell’Arci-Gay, Franco Grillini per la mozione Angius.

Gli interventi dei tre onorevoli hanno dato il via a tre intense giornate di confronto sui temi caldi della politica, in particolare sul futuro del partito, nell’ottica di un suo scioglimento per poter dare vita a nuove future aggregazioni. Molti gli interventi a favore o contro questa decisione che avrà ovviamente delle ripercussioni sul modo di intendere la visione della politica da parte dei militanti e degli iscritti.
Durante le giornate di Venerdi e Sabato si è proceduto con le operazioni di voto sulle mozioni presentate, con l’elezione del nuovo gruppo dirigente della sezione e del Segretario, ruolo nel quale è stato confermato Natale Di Schiena, dei delegati alle strutture dell’unione di appartenenza ed ai congressi di zona del partito. Alla chiusura delle operazioni di voto, svoltosi stavolta a scrutinio segreto e dopo l’apertura delle apposite urne, preparate per il congresso della segreteria romana, si è avuto il seguente risultato: la mozione Mussi ha ricevuto 123 voti, la mozione Fassino 73 voti e quella Angius 4 voti.

 

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Richiesto un parcheggio interrato presso la Regione

Richiesto un parcheggio interrato presso la Regione

Un ordine del giorno presentato dai consiglieri municipali dell’Ulivo Bertolini e Raccio impegna il Presidente di Roma XI e l’Assessore competente a trovare accordi con la Regione Lazio per reperire fondi al fine di realizzare nella zona circostante la sede regionale un parcheggio interrato ad uso pubblico, per decongestionare le zone adiacenti, anche al fine di garantire agli utenti l’accesso
agli uffici.  …..

Richiesto un parcheggio interrato presso la Regione

Un ordine del giorno presentato dai consiglieri municipali dell’Ulivo Bertolini e Raccio impegna il Presidente di Roma XI e l’Assessore competente a trovare accordi con la Regione Lazio per reperire fondi al fine di realizzare nella zona circostante la sede regionale un parcheggio interrato ad uso pubblico, per decongestionare le zone adiacenti, anche al fine di garantire agli utenti l’accesso agli uffici.
Nell’ordine del giorno si chiede altresì di insistere nell’azione di creare almeno un parcheggio interrato ad uso privato in Via Drago Mazzini. La richiesta è motivata dal disagio della popolazione di Tor Marancia e Garbatella, che subisce l’invasione di macchine dei non residenti in visita alla Regione.

 

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Scuole Alonzi e Battisti: una varietà di iniziative

Scuole Alonzi e Battisti: una varietà di iniziative

Bilancio positivo a metà anno scolastico dei percorsi didattico-culturali

di Paola Angelucci

Anche quest’anno, a metà anno scolastico, facciamo il punto sulle tante e varie attività che le bambine ed i bambini delle scuole della Garbatella stanno svolgendo con entusiasmo e partecipazione, insieme ai loro insegnanti. …..

Scuole Alonzi e Battisti: una varietà di iniziative

Bilancio positivo a metà anno scolastico dei percorsi didattico-culturali

di Paola Angelucci

Anche quest’anno, a metà anno scolastico, facciamo il punto sulle tante e varie attività che le bambine ed i bambini delle scuole della Garbatella stanno svolgendo con entusiasmo e partecipazione, insieme ai loro insegnanti.
Parliamo dei percorsi didattico-culturali che fanno parte del piano elaborato dai docenti, una sorta di “carta d’identità” del 45° circolo, che persegue l’obiettivo di valorizzare i bambini rispettando i ritmi dell’età evolutiva e le diversità in tutti gli aspetti, di sviluppare senso critico e autonomia di giudizio, di acquisire consapevolezza di sé, degli altri e del proprio ambiente.
Sicuramente vanno in questa direzione alcuni tra i percorsi formativi più significativi: -“La scuola adotta un monumento”, progetto biennale promosso dal Comune che, in vista della pubblicazione di un libro e della produzione di materiale frutto dello studio approfondito dei bambini, permette loro di indagare, oltre ai due monumenti adottati – cioè la Chiesoletta dei Ss. Isidoro ed Eurosia e il ponte medievale di Piazza E. Biffi – anche la realtà del quartiere dove vivono e studiano, visitando Piazza Brin, i Lotti, gli Alberghi suburbani, ecc. Durante le visite i bambini hanno avuto modo di dialogare con chi vive questi luoghi da molto prima di loro, ascoltare i racconti e le testimonia, partecipando così alla conservazione della la memoria storica e sociale del territorio. Il progetto è seguito dalle classi IV e V C, VA,V B della ScuolaAlonzi; III e V C, III e V D, VA, V B della Scuola Battisti. Ricordiamo anche la Scuola media “Moscati” che partecipa con grande entusiasmo ed interesse al progetto con l’adozione della cisterna romana rinvenuta, nei pressi della scuola, sulla Via Cristoforo Colombo.
-“Eco-Schools”: è un percorso di educazione ambientale per le scuole a livello internazionale; il programma nasce nel 1994, grazie all’impegno della FEE e della Commissione Europea, dalla necessità di avvicinare i bambini alla individuazione di soluzioni a livello locale per migliorare le condizioni dell’ambiente ed avviare un’educazione permanente di sviluppo sostenibile. Lo scorso anno i bambini si sono impegnati soprattutto per il potenziamento e la conservazione del verde scolastico, lavoro per cui hanno meritato la “bandiera verde”; per il presente anno scolastico si è ampliato il percorso con tematiche affini quali l’acqua simbolo di vita; il riciclo della carta e della plastica; la mobilità sostenibile: argomenti di grande attualità che è fondamentale ormai affrontare ed imparare a gestire fin da piccoli.
Eco-Schools coinvolge insegnanti, alunni, collaboratori scolastici e genitori per rendere più efficace le azioni di cambiamento dello stile di vita che i bambini hanno sperimentato nella loro scuola. Per esempio attualmente sono impegnati a trovare sistemi adeguati per evitare lo spreco di acqua potabile nella scuola, ma poi anche a casa e nei luoghi più frequentati dai bambini stessi …
-ProgettoMus.e: si tratta di un progetto multiculturale europeo per superare con l’arte l’emarginazione sociale nelle scuole. Si rivolge ai bambini di diverse etnie, ai bambini in particolare disagio culturale, sociale ed ambientale, ai bambini disabili per cercare di favorire al massimo il loro inserimento e integrazione nelle classi.
Attraverso l’espressione artistica, quali il disegno e la pittura, i bambini coinvolti imparano ad esprimere meglio se stessi e, quindi, a relazionarsi più costruttivamente con gli altri.
-Percorso musicale-espressivo integrato: è basato sull’ascolto attivo e si articola in due fasi: la prima, di carattere propedeutico, rivolta alle classi I^ e II^ dove i bambini usano anche strumenti desueti, antichi, tradizionali e di altri popoli; la seconda che approfondisce contenuti diversificati secondo l’età degli alunni e delle loro esperienze musicali. E’ importante sottolineare l’entusiasmo dei bambini per questo corso vissuto ormai come parte integrante e fondamentale della loro vita scolastica. Questi sono solo alcuni dei tanti percorsi formativi offerti.
Ricordiamo ancora “Siamo Gatti” per il tragitto casa-scuola in autonomia e “Sapere i Sapori” di educazione alimentare. Ma ce n’è uno che, per novità, particolarità e succes, è importante ricordare: il Corso di divulgazione dell’Astronomia, tramite il quale si avvicina l’alunno all’ambiente e alla natura, i avvia il bambino alla comprensione delle leggi fisiche e si analizza il percorso storico di conoscenza antica, informando anche sulle numerose missioni spaziali. Questa attività stimola anche la passione per il disegno e la pittura del cielo e dello spazio.
Complimenti agli alunni ed ai loro insegnanti per l’intelligenza, la professionalità e l’impegno! 

 

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“MArtelive” 2007 l’arte emergente

“MArtelive” 2007 l’arte emergente

Pittura, teatro, musica e grafica computerizzata, danza, fotografia, letteratura, fumetto, scultura e arte circense, visual art e dj ed oltre. Quindici sezioni artistiche fuse in un unico grande evento per dare spazio ad uno spettacolo totale nel quale l’arte emergente è protagonista. Questo è MArtelive, la rassegna generata dalla sinergia di più discipline artistiche, che tornerà in scena per il settimo anno consecutivo dal 17 aprile.
Le esibizioni si svolgeranno contemporaneamente all’interno di un unico locale, l’Alpheus di Roma …..

“MArtelive” 2007 l’arte emergente

Pittura, teatro, musica e grafica computerizzata, danza, fotografia, letteratura, fumetto, scultura e arte circense, visual art e dj ed oltre. Quindici sezioni artistiche fuse in un unico grande evento per dare spazio ad uno spettacolo totale nel quale l’arte emergente è protagonista. Questo è MArtelive, la rassegna generata dalla sinergia di più discipline artistiche, che tornerà in scena per il settimo anno consecutivo dal 17 aprile.
Le esibizioni si svolgeranno contemporaneamente all’interno di un unico locale, l’Alpheus di Roma in via del Commercio 36, in un gioco di unione e differenziazione creativa.
“L’idea – sostiene Francesco Lo Brutto, uno degli organizzatori delle serate – è quella di inserire, all’interno dei luoghi d’incontro e svago giovanile, manifestazioni artistiche dal vivo che rendano i locali notturni veri e propri contenitori culturali, frantumando definitivamente la distanza tra la cultura “alta” e quella popolare.
MArteLive ha dato, negli anni, la possibilità a migliaia di artisti emergenti di esibirsi in contemporanea con numerosi artisti più o meno affermati, del calibro di Serena Dandini, Neri Marcorè, Simone Cristicchi, Andrea Ra, Nidi D’arac, Radici nel Cemento, Tribù Acustica.
Una media di 2000 ingressi a serata, con una stima di 100mila presenze in sei anni; 380 concerti per edizione.”
Il progetto MArtelive è nato dall’associazione culturale no-profit “Procult” creata nel 2000 da un gruppo di studenti universitari di Roma Tre, con lo scopo di promuovere e diffondere, nella realtà giovanile in particolare, le diverse forme di espressione artistica e culturale.
L’appuntamento durerà per nove martedì consecutivi, fino al 12 giugno, e quindi sono ancora aperte le iscrizioni per partecipare alle varie sezioni artistiche dell’evento. In particolare le iscrizioni per partecipare alla sezione cinema con i propri cortometraggi rimarranno aperte fino al 30 aprile.
Per maggiori informazioni, per aggiornamenti continui sui premi e sulla programmazione, per inviare il materiale si rimanda al sito www.martelive.it o all’indirizzo infoiscrizioni@martelive.org

di Francesca Vitalini


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“Li Scalini” de Marisa

“Li Scalini” de Marisa

Una trattoria ma anche un pezzo di storia della Garbatella.
Capostipite Derna, 93 anni, una delle storiche “Sgarbatelle”

di Guido Barbato

Lo storico locale di via Roberto de Nobili 17, “Li Scalini”, cambia di nuovo gestione. Torna a condurlo la famiglia Chessa, che è da sempre legata alle vicende del quartiere. Vi lavorano in cucina le tre sorelle Mirella, Anna e Marisa, insieme a Marina, figlia di quest’ultima.
Dopo alcune  tristi vicissitudini familiari si sono riappropriate del locale, che avevano già gestito fino al 2000, e nel quale oggi si impegnano con rinnovato entusiasmo. …..

 “Li Scalini” de Marisa

Una trattoria ma anche un pezzo di storia della Garbatella.
Capostipite Derna, 93 anni, una delle storiche “Sgarbatelle”

 di Guido Barbato

Lo storico locale di via Roberto de Nobili 17, “Li Scalini”, cambia di nuovo gestione. Torna a condurlo la famiglia Chessa, che è da sempre legata alle vicende del quartiere. Vi lavorano in cucina le tre sorelle Mirella, Anna e Marisa, insieme a Marina, figlia di quest’ultima.

Dopo alcune  tristi vicissitudini familiari si sono riappropriate del locale, che avevano già gestito fino al 2000, e nel quale oggi si impegnano con rinnovato entusiasmo.
Noi abbiamo fatto una chiacchierata con Marisa, la titolare, e sua sorella Mirella, e l’entusiasmo che esse portano ci ha travolto come un fiume in piena. Ci fa piacere, e ci sembra un tributo doveroso da parte del nostro giornale, ricordare qui alcuni aneddoti della famiglia e del locale in questione.
Le tre nostre “ostesse” sono figlie della notissima signora Derna, che compirà 93 anni il prossimo 25 aprile (!!!), e che abita alla Garbatella da prima della seconda guerra mondiale, e da sempre ne arricchisce la vita e il folclore.
Marisa, 74 anni pieni di energia, è cresciuta agli Alberghi con la madre insieme ad altri 6 tra fratelli e sorelle. Con i bombardamenti si trasferirono per breve tempo a Tormarancia, per poi tornare alla Garbatella in un bilocale camera e cucina. Ricordando quei tempi esclama: “Ma come stavamo bene! Uno dormiva in corridoio, uno ai piedi del lettone, uno in mezzo e quattro in sala da pranzo”.
Fin da giovane mamma Derna ha svolto nel quartiere ogni sorta di lavoro. Lavava i panni a pagamento o in cambio di cibo o di oggetti di vestiario per la famiglia. Per un certo periodo puliva il cinema Garbatella aiutata dalle figlie, che si occupavano della raccolta delle cicche di sigaretta: le aprivano, raccoglievano il tabacco residuo e lo suddividevano in prima e seconda scelta (a seconda del catrame accumulato) per rivenderlo.
E poi infinite altre attività, sempre con uno spirito al confine tra un onesto guadagnarsi il pane quotidiano e il donare un po’ di sé al quartiere che tanto amava e che tanto l’ha riamata.

Finché negli anni ’50 fonda, insieme ad altre madri di famiglia, una associazione chiamata “Le Sgarbatelle”, una sorta di straordinario ibrido fra una società di mutuo soccorso, un centro socio-culturale e un dopolavoro, tutto al femminile. A quei tempi erano uso nella Roma popolare queste “Società”. Qualunque donna volesse aderire, versando una piccola quota mensile diventava socia di questo “circolo esclusivo” i cui aderenti si assicuravano sostegno economico nei momenti difficili, organizzavano feste, spettacoli e gite fuori porta.
Proprio per questa sua attività Derna nel 2000 è stata nominata “Nonna della Garbatella” e celebrata dal vicesindaco presso il centro anziani di via Pullino. Derna oggi non si muove più da casa, ma ha lavorato fino a 86 anni e le figlie ricordano con giusto orgoglio che è sempre stata pronta fin dalle 7 del mattino in negozio, determinata, infaticabile e combattiva.
L’energia di Derna è evidentemente scritta nei geni, perché le figlie e la nipote l’hanno ereditata in pieno, riversandola nell’entusiasmo con cui oggi gestiscono la loro trattoria.
Marisa ce ne racconta brevemente la storia. Il locale nasce praticamente insieme al quartiere, gestito dalla famiglia Rascelli, come osteria per la mescita del vino e il ritrovo degli uomini per le tradizionali partite a carte. Successivamente è anche tabaccheria. Cambia numerose volte gestione e si caratterizza soprattutto come trattoriola per gli operai del quartiere.
Nel ’74 lo rileva Derna insieme al marito Rinaldo. Nel ’78 la gestione passa alla figlia Marisa che lo conduce fino al 2000 e, dopo sei anni di pausa, lo riprende ad agosto 2006.
Oggi la trattoria (aperta tutti i giorni a pranzo e cena, tranne la domenica e il lunedì sera) continua ad offrire un menù di cucina tradizionale romana con ottime pietanze a prezzi contenuti.
Pranzarci o cenarci non vuol dire solo consumarci un pasto, ma trascorrere un paio d’ore a contatto con una famiglia e un locale che sono un tutt’uno con il quartiere, la sua storia, il suo carattere popolare e colto allo stesso tempo. Persone e luoghi che raccontano storie di lotta per la sopravvivenza ma anche di grande dignità, umanità e solidarietà. Sono i valori che caratterizzano da sempre la gente del nostro quartiere, di cui ci piace essere testimoni e di cui ambiremmo essere, anche solo parzialmente, dei diffusori efficaci come le splendide Derna e Marisa.

 

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Ater obbligata a istallare gli ascensori

Nostra intervista alla consigliera comunale Flavia Micci

Ater obbligata a istallare gli ascensori

di Proietti Giancarlo

Spesso Cara Garbatella si è interessata alle problematiche dell’Ater: la vendita degli alloggi, il censimento, le sanatorie ecc. Il nostro referente su questo argomento è sempre stato l’attuale consigliera comunale Flavia Micci che da anni presso la sezione dei Ds della Garbatella cura uno sportello di consulenza gratuita per i cittadini del quartiere. Anni fa ci siamo occupati anche della realizzazione degli ascensori all’interno delle palazzine popolari, …..

Nostra intervista alla consigliera comunale Flavia Micci

Ater obbligata a istallare gli ascensori

di Proietti Giancarlo

Spesso Cara Garbatella si è interessata alle problematiche dell’Ater: la vendita degli alloggi, il censimento, le sanatorie ecc. Il nostro referente su questo argomento è sempre stato l’attuale consigliera comunale Flavia Micci che da anni presso la sezione dei Ds della Garbatella cura uno sportello di consulenza gratuita per i cittadini del quartiere. Anni fa ci siamo occupati anche della realizzazione degli ascensori all’interno delle palazzine popolari, stimolati da televisioni, giornali a tiratura nazionale che avevano accentrato la propria attenzione sul caso di Carlo Ornelli, l’ultracentenario segregato in casa da anni perché abitante al quarto piano del lotto 13.
Dopo alcuni mesi e tante battaglie  fu realizzato il tanto atteso ascensore, con un gran clamore da parte dei media e la felicità del signor Ornelli. Purtroppo pochi mesi dopo il nonno della Garbatella ci ha lasciato. Da allora in altri stabili dell’Ater sono stati realizzati gli ascensori. La domanda che poniamo a Flavia Micci è: con quale criterio l’Ater sceglie di mettere in opera la costruzione di un ascensore in uno stabile invece che in un altro? E la seconda domanda: è possibile coinvolgere l’Ater nella costruzione di ascensori in palazzine dove la proprietà degli alloggi è in parte di privati e in parte dell’Ater?

Leggi recenti obbligano i palazzi con più di quattro piani ad essere dotati di ascensori e da questo discende l’obbligo dei proprietari di adeguarsi a questa normativa. L’Ater quindi avrebbe l’obbligo di installare gli ascensori dove ancora non esistono. Normalmente, però, l’Istituto segue una via diversa, preferendo dare la precedenza a palazzi in cui esiste un elevato numero di persone anziane e/o invalide che quindi hanno maggiore urgenza di vedere installati gli ascensori.
Data l’esiguità dei fondi a disposizione per questi lavori, viene creata una sorta di graduatoria in cui vengono inseriti gli edifici i cui inquilini hanno presentato una domanda di installazione corredata da documenti medici (certificazioni di invalidità o simili) che attestano il precario/grave stato di salute degli inquilini stessi. Per questo spesso i lavori dell’Istituto sembrano essere effettuati senza alcuna logica: ascensori installati in una scala di un palazzo e non in quella a fianco. In realtà si sta seguendo questa graduatoria. Nei prossimi mesi dovrebbero riprendere anche una serie di installazioni che, previste da tempo, erano state rinviate per assenza dei fondi. Veniamo alla seconda domanda.
L’Ater, come chiunque sia proprietario di un immobile in un palazzo in cui si decida di installare un ascensore, è obbligato a partecipare alle spese in proporzione ai millesimi di cui è titolare e – comunque – in base alla ripartizione delle spese che il codice civile prevede anche per i singoli proprietari immobiliari. Non si tratta quindi di una facoltà dell’Istituto ma di un suo preciso obbligo, fintanto che in quell’edificio è proprietario anche di un solo appartamento.

 

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Francesco Giaquinto eletto presidente del Centro Sociale Anziani “Pullino” di Antonella Di Grazia

Un successo di squadra confermato dagli eletti nel Comitato di gestione

Francesco Giaquinto eletto presidente del Centro Sociale Anziani “Pullino”

di Antonella Di Grazia

Si sono svolte il 27 marzo le elezioni per il rinnovo delle cariche sociali dei Centri Sociali per gli Anziani del nostro Municipio. Ovunque l’afflusso dei votanti è stato molto sostenuto, in particolare, presso il Centro “Pullino”, il cui bacino di iscritti è preponderante proprio nel territorio del nostro quartiere. Il numero dei partecipanti al voto è stato così elevato …..

Un successo di squadra confermato dagli eletti nel Comitato di gestione

Francesco Giaquinto eletto presidente del Centro Sociale Anziani “Pullino”

di Antonella Di Grazia

Si sono svolte il 27 marzo le elezioni per il rinnovo delle cariche sociali dei Centri Sociali per gli Anziani del nostro Municipio. Ovunque l’afflusso dei votanti è stato molto sostenuto, in particolare, presso il Centro “Pullino”, il cui bacino di iscritti è preponderante proprio nel territorio del nostro quartiere. Il numero dei partecipanti al voto è stato così elevato che le operazioni di spoglio sono state rinviate alla giornata di mercoledì 28, proprio a causa della complessità delle operazioni da svolgere che avrebbero richiesto molte ore di lavoro notturno.

E’ stato eletto presidente del Centro Francesco Giaquinto. Su 571 voti validi, il nome di Francesco è stato scelto per 370 volte, ottenendo una maggioranza schiacciante, aldilà di ogni più rosea previsione. Oltre alla carica di presidente si è provveduto al rinnovo del Comitato di gestione, che è risultato così composto: Francesco Giaquinto (232 voti), Mario Di Martino (208), FrancescoAcri (164), Giuliana Mammoli (121), Franco Foschi (106), Edda Beato (98), Alberto Corso (98), Fiorella Venerucci (96), Antonia Vergy (90), Enrico Zucchi (84), Francesco Marozzi (65), Umberto Bernardini (63) e Lucio Della Mora (54).
Per il Collegio di garanzia dei Centri Anziani del Municipio XI, il Centro “Pullino” è riuscito ad eleggere, come componente, uno dei suoi candidati: Roberto Lucci (252 voti).
Francesco è stato eletto alla massima carica al primo tentativo, dopo alcuni anni durante i quali è stato apprezzato per il suo lavoro di coordinatore dei Centri Anziani del Municipio. Il suo programma per i prossimi tre anni prevede un calendario di impegni piuttosto intensi. Tra le iniziative annunciate ci sono: la copertura della pista da ballo esterna, in modo tale che possa essere utilizzata durante tutto l’arco dell’anno; l’organizzazione e la gestione di gite culturali in Italia e nei paesi europei; l’apertura di uno sportello informativo, per poter offrire servizi di utilità a tutti gli iscritti; l’impegno ad aprire il Centro a mostre, manifestazioni culturali ed enogastronomiche; la creazione di una cineteca e corsi di informatica.
Per quanto riguarda l’aspetto ludico e ricreativo, vanno sottolineate la promozione di gare di bocce, con la partecipazione della Federazione Italiana, la realizzazione di tornei di carte e di feste con danze e musica dal vivo. Abbiamo chiesto al neoeletto presidente (che era stato così disponibile da concederci una bella intervista, pubblicata nel numero scorso del nostro giornale) una impressione a caldo su questo brillante risultato suo e di quanti hanno condiviso la sua candidatura: “E’ stato
un successo di squadra, completato dalla lista degli eletti nel Comitato di gestione. Dovuto al proficuo lavoro svolto tra gli iscritti, i quali, da un lato hanno inteso premiare la qualità della nostra proposta, dall’altro hanno verificato quale sia stato l’impegno che ognuno di noi ha profuso, aldilà dei propri interessi, per il miglioramento della vita del Centro”.

 

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Reclamano un asilo-nido alla Sistemi Informativi

Una proposta ad altre aziende interessate: l’allestimento di asili interaziendali

Reclamano un asilo-nido alla Sistemi Informativi

Alla Garbatella molte cose si rinnovano: le piazze, i marciapiedi, i parchi. Ma non tutto cambia, non tutto si rinnova.
C’è qualcosa a Via delle Sette Chiese 142 che è fermo da anni, che cioè non sta al passo con i cambiamenti di tutto ciò che la circonda. Quel qualcosa è una società informatica, si chiama Sistemi Informativi, solo in questa sede conta circa 350 dipendenti. …..

Una proposta ad altre aziende interessate: l’allestimento di asili interaziendali

Reclamano un asilo-nido alla Sistemi Informativi

Alla Garbatella molte cose si rinnovano: le piazze, i marciapiedi, i parchi. Ma non tutto cambia, non tutto si rinnova.
C’è qualcosa a Via delle Sette Chiese 142 che è fermo da anni, che cioè non sta al passo con i cambiamenti di tutto ciò che la circonda. Quel qualcosa è una società informatica, si chiama Sistemi Informativi, solo in questa sede conta circa 350 dipendenti.
O meglio, negli ultimi anni qualcosa è cambiato e come. E’ cambiata la dirigenza, si sono inserite, tramite fusioni, altre aziende. Ma per i lavoratori non è cambiato assolutamente nulla, almeno non in meglio.
Acclama risultati finanziari disastrosi, minaccia mobilità e cassa integrazione per i dipendenti, li mette in contratto di solidarietà, ma continua a elargire aumenti a pochi eletti. A volte invece i risultati finanziari migliorano e diventano positivi: allora i lavoratori si tranquillizzano, avanzano richieste ma per sentirsi rispondere che non ci sono soldi.
L’ azienda continua a rispondere negativamente alle richieste dei dipendenti, ma pretende che questi ne parlino bene e che siano contenti, perché deve ottenere la certificazione etica per le aziende, la famosa SA8000. L’ennesimo atto di insensibilità è l’aver negato ai lavoratori la possibilità di allestire un nido aziendale, dopo che le rappresentanze sindacali ne avevano avanzato proposta citando la possibilità di accedere a finanziamenti tramite un bando regionale.
L’azienda ha motivato il diniego con la mancanza di spazi che effettivamente sono scarsi, ma l’impressione è che si sia trattato di una scusa per chiudere velocemente la trattativa.
Non si è voluto valutare il vantaggio che l’istituzione di un nido avrebbe portato alle lavoratrice e in definitiva alla stessa azienda. Quasi nullo l’interessamento a una soluzione, se non cercando di fare delle convenzioni con asili nido privati in zona, la qual cosa comporterebbe comunque una spesa non indifferente per le lavoratrici con figli.
Non è stata presa neanche in considerazione l’ipotesi di allestire un nido interaziendale con altre aziende presenti sul territorio. Sarebbe invece possibile trovare un accordo tra aziende per dare ai propri dipendenti la possibilità di avere vicini i figli, risparmiando sui tempi di spostamento e sulle ore di permesso e soprattutto sulle spese rispetto ai nidi privati. Con un progetto ben studiato si potrebbe valutare la possibilità di creare un nido con più posti rispetto alle esigenze aziendali, riservandone un certo numero al Municipio per i bambini del quartiere.
Per questo i rappresentanti sindacali della sede di Roma della Sistemi Informativi lanciano un appello a quelle aziende piccole, medie e grandi e alle loro rappresentanze sindacali che abbiano la sensibilità e il desiderio di allestire a favore dei dipendenti un asilo nido interaziendale: insieme possiamo tentare di realizzare un istituto di civiltà.

 

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Una scritta che ricorda gli orrori della guerra

Una scritta che ricorda gli orrori della guerra

Un ricordo della guerra e dei bombardamenti, una scritta sbiadita “Rifugio antiaereo” posta all’ingresso di uno scantinato del Lotto 32 di Via Giustino De Jacobis, era stata citata tempo fa dal nostro giornale come un cimelio da preservare, memoria di quel periodo triste in cui la Garbatella divenne obiettivo delle bombe, mentre nel contempo subivamo la dura occupazione nazifascista.
Su proposta della presidente della Commissione cultura Paola Angelucci, che …..

Una scritta che ricorda gli orrori della guerra


Un ricordo della guerra e dei bombardamenti, una scritta sbiadita “Rifugio antiaereo” posta all’ingresso di uno scantinato del Lotto 32 di Via Giustino De Jacobis, era stata citata tempo fa dal nostro giornale come un cimelio da preservare, memoria di quel periodo triste in cui la Garbatella divenne obiettivo delle bombe, mentre nel contempo subivamo la dura occupazione nazifascista.
Su proposta della presidente della Commissione cultura Paola Angelucci, che a suo tempo aveva segnalato la scritta, il Consiglio municipale ha recentemente approvato una risoluzione che stabilisce il restauro della scritta, giovandosi della collaborazione della Scuola d’arte comunale di Via di San Giacomo.

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Condanna per una scritta BR

Condanna per una scritta BR

Una scritta con sigla attribuita alle BR, tracciata i giorni scorsi sul muro di fronte alla sede politica della Villetta della Garbatella, ha provocato in Municipio la reazione
preoccupata di cinque consiglieri che a nome dei rispettivi gruppi hanno presentato una mozione che impegna Presidente, Giunta e Consiglio “a farsi parte ancora
più attiva e vigile in un momento di allarme per le istituzioni e le organizzazioni sindacali al fine di rafforzare il metodo …..

Condanna per una scritta BR

Una scritta con sigla attribuita alle BR, tracciata i giorni scorsi sul muro di fronte alla sede politica della Villetta della Garbatella, ha provocato in Municipio la reazione
preoccupata di cinque consiglieri che a nome dei rispettivi gruppi hanno presentato una mozione che impegna Presidente, Giunta e Consiglio “a farsi parte ancora
più attiva e vigile in un momento di allarme per le istituzioni e le organizzazioni sindacali al fine di rafforzare il metodo della partecipazione democratica contro la violenza del terrorismo”.
La mozione è stata firmata da Bertolini per l’Ulivo, Mattei per Rifondazione, Mannarino per i Moderati per Veltroni, Di Veroli per la Lista Civica per Veltroni e Moccia per i Verdi.

 

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Un primo corso di formazione sulla salute mentale

Un primo corso di formazione sulla salute mentale

L’Associazione “180amici”, in collaborazione con la Camera del lavoro CGIL Roma Sud, con il Laboratorio di Psicologia ed il Laboratorio Basaglia, organizza, con il patrocinio dell’Assessorato alle Politiche sociali XI Municipio, il primo corso di sensibilizzazione e formazione sulla Salute Mentale del Territorio, con l’obiettivo di stimolare e mettere in atto pratiche condivise che permettano ai cittadini di riappropriarsi e sviluppare competenze, nonché capacità trasformative …..

Un primo corso di formazione sulla salute mentale

L’Associazione “180amici”, in collaborazione con la Camera del lavoro CGIL Roma Sud, con il Laboratorio di Psicologia ed il Laboratorio Basaglia, organizza, con il patrocinio dell’Assessorato alle Politiche sociali XI Municipio, il primo corso di sensibilizzazione e formazione sulla Salute Mentale del Territorio, con l’obiettivo di stimolare e mettere in atto pratiche condivise che permettano ai cittadini di riappropriarsi e sviluppare competenze, nonché capacità trasformative in un percorso sperimentale verso una salute mentale comunitaria e partecipata.
La strategia per poter procedere in questo percorso consiste nel radicarsi nel territorio a partire dal confronto con le istituzioni e con la cittadinanza, progettando un percorso che, stimolando il protagonismo, sia esso stesso percorso formativo e di acquisizione sia di conoscenze che di diritti. L’obiettivo specifico è quello di diminuire la distanza che separa la cittadinanza dalle istituzioni sulla salute mentale, attraverso una maggior consapevolezza delle proprie possibilità di essere soggetti attivi, al fine di diminuire il divario tra il territorio, inteso come risorsa,  e la salute mentale. Il corso avrà inizio venerdì 20 aprile alle 16 presso la Sala Consiliare del Municipio, in via Benedetto Croce 50, e sarà composto da sei incontri di cadenza bisettimale, con personalità del settore. Ogni incontro verterà su di un tema specifico approfondito sia attraverso lezioni frontali di tipo teorico dal relatore incaricato, sia lasciando ampio spazio al dibattito con i partecipanti.
Sebbene gratuito e aperto a tutti/e, il corso prevederà un numero limitato.
Sarà possibile iscriversi il mercoledì dalle 16 alle 18 allo sportello del Segretariato Sociale all’interno del Municipio, via Benedetto Croce 50.
Per info: Alessandro 329-2081870 oppure 340-7090805; e-mail 180amici@libero.it


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È possibile una diversa religiosità? Le attività del Gruppo laico di ricerca che opera presso il Centro socioculturale di Via Caffaro

È possibile una diversa religiosità?

Le attività del Gruppo laico di ricerca che opera presso il Centro socioculturale di Via Caffaro

di Tatiana Della Carità

Il 1993 ha visto nascere una realtà associativa destinata a diventare, negli anni successivi, una presenza stabile nell’XI Municipio: il Gruppo laico di ricerca vede infatti nella sede di Via Caffaro 10 – presso il Centro socioculturale Garbatella – un suo importante punto di riferimento, poiché vi si svolgono molte tra le principali attività dell’associazione. Le altre sedi si trovano ad Ostia, Acilia e Casal Palocco, ma c’è un particolare interesse, da parte dei componenti del gruppo, a conquistare un radicamento forte alla Garbatella, per diventare un punto di riferimento riconosciuto dai residenti nel quartiere. …..

È possibile una diversa religiosità?

Le attività del Gruppo laico di ricerca che opera presso il Centro socioculturale di Via Caffaro

di Tatiana Della Carità

Il 1993 ha visto nascere una realtà associativa destinata a diventare, negli anni successivi, una presenza stabile nell’XI Municipio: il Gruppo laico di ricerca vede infatti nella sede di Via Caffaro 10 – presso il Centro socioculturale Garbatella – un suo importante punto di riferimento, poiché vi si svolgono molte tra le principali attività dell’associazione. Le altre sedi si trovano ad Ostia, Acilia e Casal Palocco, ma c’è un particolare interesse, da parte dei componenti del gruppo, a conquistare un radicamento forte alla Garbatella, per diventare un punto di riferimento riconosciuto dai residenti nel quartiere.

Il Gruppo laico di ricerca è stato pensato e fondato da Guglielmo Sanucci, sacerdote che ha voluto comunicare il suo messaggio ai credenti così come ai laici attraverso una nuova interpretazione dei testi sacri; l’attività di diffusione non viene però portata avanti solo per mezzo della rilettura di molti passi del Vangelo, ma anche attraverso la proiezione di film, le passeggiate culturali nei luoghi storici di Roma e gli incontri imperniati su personalità che hanno avuto speciale rilevanza nelle discussioni sul rapporto tra fede e laicità.
Il punto centrale è comunque la riscoperta della sentimento religioso avendo come riferimento le prime comunità di credenti, quindi il punto di partenza del culto cristiano; ad essere messa in discussione quindi non è la fede, bensì la modalità con la quale tale messaggio viene proposto dal clero. Questo metodo si discosta infatti profondamente dall’esempio fornito dalla vita di Cristo e l’associazione vuole giungere alla riscoperta del cristianesimo delle origini, offrendo una visione della religiosità contrapposta ai rigidi dogmi ecclesiastici, i quali evidenziano le debolezze dell’essere umano e lo deresponsabilizzano. Uno dei sentimenti prevalenti tra i componenti della fondazione è dunque la decisa volontà di restituire dignità ad una religione che è stata manipolata in modo da rendere l’uomo inerme e privo della sua individualità.
La percezione comune e diffusa tra i credenti, che intimidisce e intimorisce, è costituita dalla convinzione che le gerarchie ecclesiastiche abbiano un grado di conoscenza superiore relativa alle questioni di culto: quindi la possibilità di mettere in discussione i principi ecclesiastici non viene presa in considerazione. La Chiesa rappresenta ormai un vero e proprio potere difficile da contrastare, mentre il messaggio cristiano originale è dotato di una notevole capacità di introspezione e attribuisce grande valore alle potenzialità dell’individuo.
Simili considerazioni si collegano con le iniziative del gruppo: i passi del Vangelo presi in esame durante le letture collettive organizzate dal gruppo vengono letti “laicamente” e gli incontri si ispirano a personalità come Bonhoeffer e Pasolini. Tali progetti dimostrano come la fondazione si rivolga indifferentemente a credenti e non: il principale elemento di laicità è dunque costituito dall’atteggiamento e dal modo di porsi.
Ora questa èquipe eterogenea, composta da persone che hanno alle spalle le situazioni più disparate, vorrebbe farsi conoscere meglio dagli abitanti dell’XI Municipio; al livello cittadino, è stato dato un segnale forte quando, dopo la morte di Giovanni Paolo II, la giunta Veltroni era intenzionata ad intitolare allo stesso Wojtyla la stazione Termini. Il Gruppo laico di ricerca si è unito contro tale iniziativa alla protesta di molte associazioni laiche, la cui disapprovazione non poteva essere ignorata dal sindaco e dai suoi collaboratori. Il nome della stazione, infatti, non è stato cambiato ma ci si è limitati a costruire una sorta di obelisco all’interno dell’edificio.

 

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E’ morto il partigiano Lamberto Cristiani

E’ morto il partigiano Lamberto Cristiani

L’ultimo dei “ribelli”

di Gianni Rivolta

QL’ultimo dei ribelli della Garbatella ci ha lasciato.
Dopo tre lunghi anni di malattia, il 3 marzo scorso il partigiano Lamberto Cristiani è morto a 84 anni nella sua casa del Tufello, lasciando un enorme vuoto tra i suoi familiari e nella comunità della Garbatella dove era nato e vissuto.
Lamberto aveva abitato per tanti anni con la sua famiglia d’origine al lotto 32 in Via Antonio Rubino. Proprio in quella strada, a pochi passi dalla sua casa, c’è la villetta dei fratelli Cinelli assassinati alle Fosse Ardeatine …..

E’ morto il partigiano Lamberto Cristiani

L’ultimo dei “ribelli”

di Gianni Rivolta

QL’ultimo dei ribelli della Garbatella ci ha lasciato.
Dopo tre lunghi anni di malattia, il 3 marzo scorso il partigiano Lamberto Cristiani è morto a 84 anni nella sua casa del Tufello, lasciando un enorme vuoto tra i suoi familiari e nella comunità della Garbatella dove era nato e vissuto.
Lamberto aveva abitato per tanti anni con la sua famiglia d’origine al lotto 32 in Via Antonio Rubino. Proprio in quella strada, a pochi passi dalla sua casa, c’è la villetta dei fratelli Cinelli assassinati alle Fosse Ardeatine e l’abitazione di Libero Natalini, un altro importante partigiano dei Gap della Settima zona del Pci, di cui era molto amico.

Lamberto era nato il 19 ottobre del 1923 e per anni lavorò come piastrellista, seguendo in qualche modo la tradizione paterna. Il padre Giulio, un vecchio socialista, poi comunista già nel ’21, aveva infatti una fabbrica di mattoni a Valle Aurelia.
I Cristiani al lotto 32 erano una famiglia numerosissima, come molti nuclei di quei tempi: contava 7 fratelli e 4 sorelle. Lamberto non era molto alto di statura, ma robusto di corporatura.
Da giovane fu un buon pugile: aveva frequentato la palestra dell’Audace a Via Panisperna. La sua vita ebbe una svolta drammatica con l’arresto nell’ottobre del
1943, quando fu fermato da una pattuglia fascista mentre trasportava un sacco di patate al cui fondo furono trovate delle bombe a mano destinate probabilmente al suo nucleo partigiano.
Il patriota della Garbatella fu immediatamente trasportato a via Tasso nelle stanze della tortura.
“Quando la madre Giulia il giorno del suo compleanno gli portò due pagnottelle e un cambio di vestiti, chiese informazioni ad una camicia nera che era di piantone – racconta il nipote Roberto – la risposta fu rassicurante: ‘quello coi baffetti della Garbatella? Sta benissimo’. Ma non era così. E Giulia se ne rese subito
conto quando venne in possesso dei  suoi vestiti putridi coi segni delle torture che Lamberto aveva dovuto sopportare in quei terribili giorni”.
Da via Tasso fu condotto al carcere mandamentale di Regina Coeli dove, dopo qualche settimana, uscì in attesa di processo. Quando tornò a casa i compagni gli consigliarono di scappare e andarsene in montagna: e così fece. Seguì la strada di altri patrioti della Settima zona. Come i fratelli Lombardi andò sulle montagne delle Marche nella Quinta Brigata Garibaldi . Di questo periodo – continua il racconto del nipote – non parlava volentieri e quando lo faceva si emozionava profondamente.
Raccontava di essere scampato al mirino di un cecchino fascista grazie alla sua bassa statura; e raccontava ancora dello choc patito dopo aver scoperto una fossa comune di uomini assassinati dai nazisti.
Dopo la Resistenza si sposò con Anna, una casalinga della Garbatella, da cui ebbe tre figlie: Liliana, Simonetta e Antonella.
Per anni fu iscritto al Partito comunista alla Villetta. Il suo ricordo rimarrà nella memoria della comunità democratica del quartiere, come quello dei suoi compagni di lotta.

 

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‘Laicità, battaglia per la libertà’: caloroso dibattito alla Villetta

‘Laicità, battaglia per la libertà’: caloroso dibattito alla Villetta

di Lorena Guidaldi

Sarà che tira un’aria strana, un po’ di malcontento, un po’ di riflessione. E sarà che chi è più attento a queste cose ci fa caso.
Si chiede se sia giusto o meno che ai cittadini venga detto di fare o non fare certe cose; se sia giusto o meno entrare nella coscienza personale e pretendere di gestirla come un’entità meccanica, senza sentimenti o dubbi.
E sarà che, trovandoci ancora una volta a fare i conti con l’ingerenza della Chiesa …..

‘Laicità, battaglia per la libertà’: caloroso dibattito alla Villetta

di Lorena Guidaldi

Sarà che tira un’aria strana, un po’ di malcontento, un po’ di riflessione. E sarà che chi è più attento a queste cose ci fa caso.
Si chiede se sia giusto o meno che ai cittadini venga detto di fare o non fare certe cose; se sia giusto o meno entrare nella coscienza personale e pretendere di gestirla come un’entità meccanica, senza sentimenti o dubbi.
E sarà che, trovandoci ancora una volta a fare i conti con l’ingerenza della Chiesa nella vita quotidiana delle singole persone, l’Associazione culturale Altrevie, in collaborazione con Cara Garbatella, si è chiesta quanto sia sentito il problema nel quartiere.
Si è così organizzato un incontro alla Villetta martedì 6 marzo dal titolo “Laicità: battaglia per la libertà”.
Erano presenti al dibattito: Claudio Bocci, presidente dell’Associazione Altrevie, in qualità di coordinatore dell’incontro; Giovanni Franzoni, fondatore della Comunità di base di San Paolo: Piergiorgio Donatelli, professore di bioetica presso l’Università di Roma la Sapienza: Sergio Lariccia, giurista.
L’introduzione di Claudio Bocci ha messo in rilievo l’importanza di fare una grossa riflessione sul tema della laicità in questo momento, vista la grande eco prodotta ad esempio dal “caso Welby” e dai DI.CO.
La Chiesa si è posta con una dottrina molto rigida in queste due situazioni e forse è arrivato il momento di fare il punto di una situazione un po’ anomala; ci si chiede che ruolo dovrebbe avere, e che invece non ha (perché ne assume un altro che forse non le compete), la Chiesa oggi. Anziché parlare di valori e principi cristiani universali quali, ad esempio, amore ed uguaglianza, pone soltanto dei dogmi non negoziabili su vita, famiglia ed educazione. Questo naturalmente per un certo tipo di Chiesa, quella che si basa esclusivamente sulle gerarchie, sul potere economico e che non è naturalmente la Chiesa che è vicina alle persone.
La parola è poi passata a Giovanni Franzoni secondo il quale il problema non è contrastare l’invadenza della Chiesa ma accettare il rapporto tra noi e gli altri, poiché esiste un grosso deficit di rispetto ed è chiaro che il potere, in ogni campo, poi ne approfitti. Occorre riflettere sul senso della possibilità; come la possibilità è fonte di angoscia, così la possibilità di peccare è la fonte della fede: ma la Chiesa gestisce il suo potere e chiede di rendere illegale il peccato. Allora
bisogna togliergli la credibilità e lo spazio ed avere la libertà di non avere paura, perché chi ama il popolo gli permette di peccare e lo perdona: Bisogna essere ciò che si è, prosegue Franzoni, con fierezza e fermezza: questa è la vera laicità e così si demolisce il clericalismo.

La parola è poi passata al professor Donatelli, il quale ha sferrato un duro attacco alla Chiesa partendo da alcune considerazioni etico-politiche “di un paese intossicato dalla religione”.
La Chiesa in Italia non è la voce di Giovanni Franzoni ma è fonte di un’enorme tensione sociale. La vita privata dei cittadini è un’ossessione, mentre non si cura affatto della sua “vita pubblica”: ha convissuto e convive con delle situazioni gravissime: la crisi della DC, la connivenza con la mafia, gli scandali economici.
Eppure non si preoccupa affatto di questo; l’importante è non accettare compromessi in nessun contesto: dall’inizio alla fine della vita ci sono soltanto divieti e tutto ciò che esce dal suo controllo è immorale.
Mentre, secondo Donatelli, la vera immoralità è non amare le persone per quello che sono, spingendole alla clandestinità se non rispondono a certi canoni, con una totale sordità alle loro sofferenze.
L’incontro è proseguito con l’intervento del professor Lariccia, il quale ha subito premesso che se una società non è molto laica non è neanche molto democratica. Ha poi ricordato che, fin dallo Statuto Albertino del 1848, la Chiesa ha sempre avuto un ruolo di primo piano nel nostro Paese. Nella Costituzione del 1948 sono stati inseriti molti articoli per dimostrare che l’Italia è uno stato laico, ma di fatto la Chiesa ha molti diritti e pochissimi doveri e quando parla molti politici, e quindi anche gli elettori, chinano il capo.
Anche il professor Lariccia ha comunque tenuto a sottolineare che la Chiesa non è soltanto il cardinal Ruini, ma è una serie di realtà diverse, tra cui Giovanni Franzoni, e nota che comunque la società è tornata a discutere e questo è sicuramente un bene. L’incontro è poi proseguito con un dibattito molto sentito, durante il quale i cittadini hanno portato le loro esperienze di vita fuori da una certa dottrina religiosa pur sentendosi ugualmente cattolici e questo fa capire ulteriormente quanto una “certa” Chiesa sia fuori dal vivere quotidiano delle persone; quanto sia diversa la teoria dalla pratica; quanto ci si ami veramente senza se e senza ma quando i se e i ma sono a volte lo squallido alibi di una vita senza amore.

 

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Parcheggiare: che problema!

Parcheggiare: che problema!

Un Municipio come il nostro, particolarmente sensibile alla partecipazione, sente la preoccupazione dei cittadini per la mancanza e anzi per la riduzione, alla Garbatella, dei posti auto. Le automobili sono una realtà dalla quale non si può prescindere: ci sono, se ne può e anzi se ne deve scoraggiare la circolazione, ma bisogna trovare loro un posto dove sostare.
Questo deve essere un compito preciso dei nostri amministratori.
Dicevamo che si può e si deve limitarne la circolazione potenziando il servizio pubblico; …..

Parcheggiare: che problema!

Un Municipio come il nostro, particolarmente sensibile alla partecipazione, sente la preoccupazione dei cittadini per la mancanza e anzi per la riduzione, alla Garbatella, dei posti auto. Le automobili sono una realtà dalla quale non si può prescindere: ci sono, se ne può e anzi se ne deve scoraggiare la circolazione, ma bisogna trovare loro un posto dove sostare.

Questo deve essere un compito preciso dei nostri amministratori.
Dicevamo che si può e si deve limitarne la circolazione potenziando il servizio pubblico; inoltre si può e si deve contenerne la velocizazzione per rendere più sicuro il traffico; ma non si possono e non si devono ridurre le aree di sosta se non si vuole portare i cittadini alla esasperazione e indurli all’invasione di aree destinate ai pedoni. In questi giorni numerose sono le proteste e le segnalazioni in questo senso che ci pervengono dai lettori. Di questi temi si discute, specie
nelle strade e nelle piazze che sono interessate ad interventi di ristrutturazione.
Alla Garbatella è divenuta un’impresa parcheggiare, anche per i residenti, sia di giorno che di notte. Ci sono zone dove è fatica inutile trovare un posto di sosta, col risultato che si continua a cercare e quindi a circolare, col decidersi alla fine controvoglia a posare l’auto in doppia fila o su un marciapiede, anche a costo di sfidare una contravvenzione.
Guardiamo con interesse la soluzione escogitata nel vicino Viale di Tor Marancia, dove è stato occupato con un ampio parcheggio tutta l’area centrale del viale compresa tra due file di platani. E’ stato usato in quel caso uno spazio che risultava in pratica non utilizzabile per i pedoni e neanche per il verde. Alla Garbatella non ci sono spazi così ampi per modifiche di dimensioni simili.
Occorre però fare uno sforzo ulteriore per individuare spazi utilizzabili per la sosta auto e soprattutto bisogna fare attenzione a non sopprimere posti auto nelle modifiche che vengono apportate a strade e piazze, anche quando tali modifiche siano dettate da motivi che pur hanno una loro validità. (C.B.)

 

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Ancora provvisorio il mercato di via Rosa Raimondi Garibaldi Non è a norma né per l’igiene né per la sicurezza. A che punto è il progetto per il suo risanamento e spostamento?

Ancora provvisorio il mercato di via Rosa Raimondi Garibaldi

Non è a norma né per l’igiene né per la sicurezza. A che punto è il progetto per il suo risanamento e spostamento?

di Francesco Vitalini

Tutto sembra fermo al 24 novembre 1999 quando il Consiglio Municipale con delibera n. 75 approvò alcuni interventi per il mercato rionale di fronte all’ex Fiera di Roma. Con quella risoluzione fu allestita un’area da destinarsi al carico e allo scarico delle merci nonché allo stanziamento dei mezzi necessari al servizio del mercato come cabine bagno e recinzione. ….

Ancora provvisorio il mercato di via Rosa Raimondi Garibaldi

Non è a norma né per l’igiene né per la sicurezza. A che punto è il progetto per il suo risanamento e spostamento?

di Francesco Vitalini

Tutto sembra fermo al 24 novembre 1999 quando il Consiglio Municipale con delibera n. 75 approvò alcuni interventi per il mercato rionale di fronte all’ex Fiera di Roma. Con quella risoluzione fu allestita un’area da destinarsi al carico e allo scarico delle merci nonché allo stanziamento dei mezzi necessari al servizio del mercato come cabine bagno e recinzione.
Da allora non si sono fatti passi avanti e le innovazioni apportate sono state rovinate dall’uso e dal tempo trascorso. “Prima di quella data non ci sono state modifiche sostanziali delle condizioni del mercato di Garbatella – racconta al giornale Pasquale Di Vito, presidente per delega del mercato – e sembra che tuttora non sia possibile pensare ad un futuro per commercianti”.
La dichiarazione del presidente Di Vito concorda col parere degli altri gestori dei banchi del mercato rionale di Via Rosa Raimondi Garibaldi che lamentano una condizione precaria per la loro attività. In particolare, i commercianti criticano la mancanza di una struttura nella quale si possa vendere nel rispetto della legalità e della sicurezza.

Passando tra i diciotto banchi si possono notare, infatti, molte incongruenze rispetto al modello di un mercato “a norma”: i banchi sono di dimensioni differenti e molti sono abusivi, mancano luce ed acqua. Per quanto riguarda la sicurezza poi c’è qualcosa che non va, soprattutto se si considera che la maggioranza del pubblico è anziana, perché i viottoli sono dissestati, a causa di banchi divelti nel corso del tempo, e perché mancano servizi igienici specifici.
Ma l’idea di un mercato a norma non dovrebbe essere molto lontana soprattutto se si considera che un progetto esiste ed è stato presentato al Municipio Roma XI. Esso prevede sostanziali cambiamenti, primo tra tutti lo spostamento dello stesso mercato da Via Rosa Raimondi Garibaldi a Via Rosa Guarnieri Carducci. Ciò sarebbe possibile grazie al passaggio di proprietà dell’area verde di fronte all’ex Fiera di Roma dalla Confcommercio all’Amministrazione capitolina. Nell’ottobre del 2002, infatti, in seguito all’accordo tra Comune, Regione e privati, tutta quella zona sulla Cristoforo Colombo è stata ceduta dalla Confcommercio al Comune di Roma in cambio di un complesso di interventi edificatori a Piazza dei Navigatori e Via Costantino. Dopo il passaggio, il Comune ha deciso di utilizzare l’area per un  parco destinato ai più piccoli e al tempo libero, ma per farlo sarà necessario riqualificare tutta l’area a cominciare dal nuovo mercato rionale che sarà dotato di spazi maggiori nonché di un aumento dei banchi (si passerebbe a 35), di un garage coperto, di illuminazione e di acqua.
I commercianti sono concordi nell’affermare che è necessario un cambiamento: ora la parola spetta all’Amministrazione capitolina affinché spieghi a che punto è il progetto.

 

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