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Autore: Gianni Rivolta

“Lo Spazio Anarchico 19 Luglio non si chiude”

Presidio democratico contro la chiusura della biblioteca

Non hanno nessuna intenzione di intonare le note di “Addio Lugano bella…” gli anarchici della Garbatella, minacciati dal tentativo di chiusura dello Spazio libertario 19 luglio di via Rocco da Cesinale al lotto 60. La direzione dell’Ater, proprietaria dell’immobile, non ha voluto addivenire ad una intesa con gli affittuari, che avevano precedentemente concordato una rateizzazione della morosità oggetto del contenzioso e ha annunciato lo sgombero dell’immobile da parte della forza pubblica.

Il giorno dell’azione di forza è previsto per il 17 aprile, proprio una settimana prima del 25, festa della Liberazione dai nazifascisti, ma gli affittuari si appellano a tutti i democratici per respingere questo tentativo di sfratto con un presidio davanti alla sede e l’organizzazione di una conferenza stampa.

La storia del gruppo anarchico C.Cafiero

“L’anno prossimo il Gruppo Anarchico C. Cafiero FAI Roma festeggerà il suo ottantesimo compleanno – ci ha confidato un’attivista -. Nel mese di giugno del 1945 fu annunciata la fondazione del gruppo e la sua inaugurazione a Garbatella durante un convegno dedicato proprio al leader libertario. In quella piccola cantina di via Vettor Fausto 3, al lotto 13 piantarono la bandiera rossa e nera il gruppo guidato da Vito Leonetti e dal falegname Carlo Zani di origini romagnole

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Da lì sono passate generazioni di anarchici, gruppi, collettivi, associazioni, redazioni di giornali e riviste, compagnie teatrali e gruppi musicali, artisti, poeti. Insomma un microcosmo locale connesso con le esperienze culturali e politiche autogestite ed autorganizzate nelle lotte del movimento antiautoritario internazionale in una prospettiva concreta di libertà e solidaristica dal basso in Italia e in altre parti del mondo”.

Nel 2011 il Gruppo Cafiero ha avuto la necessità di duplicare la sua presenza nel quartiere e ampliarsi con lo Spazio 19 Luglio vicino agli Alberghi suburbani, oggi minacciato di chiusura, per dare maggiore spazio e voce ad un progetto di biblioteca popolare e di archivio. Oltre a conservare libri e documenti propri, lo Spazio di via Rocco da Cesinale, sta ospitando nella sua biblioteca fondi appartenenti anche a collezioni private più recenti.

Animatore di questa nuova iniziativa è stato Tommaso Aversa di Garbatella, conosciuto per la sua militanza nel movimento anarchico durata oltre cinquant’anni e deceduto nel gennaio scorso.

 

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“Il tempo è salute”: la campagna dello Spi-Cgil sulle liste d’attesa nella sanità pubblica

Volantinaggi a tappeto degli iscritti allo Spi-Cgil partiranno nel mese di febbraio e si estenderanno a tutti i municipi della Capitale. Il 13 saranno in via di San Nemesio, davanti all’ingresso del Cto della Garbatella, per informare i cittadini su come evitare le lunghe liste d’attesa per ottenere una visita specialistica o un’indagine diagnostica con carattere di urgenza. “Il tempo è salute, combattiamo insieme per il diritto alle cure” è questo il titolo di un manifestino che verrà distribuito in centinaia di copie anche il 21 a piazza Tosti 4 al Distretto della Asl Rm2 e il 27 a via Malfante, dietro piazza Navigatori davanti agli ambulatori.

 

Le motivazioni della protesta

“Sappiamo che l’utenza più fragile, gli anziani e i più deboli, quelli che hanno la pensione minima – ha detto Caterina Serra, segretaria della Lega 8 dello Spi-Cgil- davanti alle interminabili liste di attesa spesso rinunciano alle cure.

Quindi noi vogliamo spiegare ai cittadini tutti i loro diritti”.” Se il servizio prenotazioni non rispetta l’urgenza, gli utenti possono andare in intramoenia a pagamento e fare domanda di rimborso. Abbiamo già preparato i moduli appositi – ha continuato Nadia Pagano, della Segreteria di zona-. Ma ancora prima di chiedere il rimborso, se il medico curante ha previsto la priorità U e B, si può chiedere al Cup di essere iscritto nelle liste di garanzia. In questo caso è la Asl che deve richiamare l’utente e trovargli la prestazione il più possibile nei tempi e all’interno del territorio di competenza.”

E’ sotto gli occhi di tutti come dopo il Covid siano stati compressi i finanziamenti per la sanità pubblica, molti medici sono andati in pensione e non sono stati reintegrati col turnover, lasciando i servizi, in particolare la medicina d’urgenza, sotto organico, danneggiando l’utenza. Forse pensano di ridurre le liste di attesa estendendo le convenzioni con i privati” sottolineano al Sindacato pensionati.

 

Volantinaggi in tutta Roma

Quindi la campagna per l’accesso dei cittadini del Lazio alle prestazioni sanitarie, promossa dallo Spi-Cgil, interesserà tutti i municipi romani, per informarli su come esigere l’erogazione delle prestazioni in tempi certi e per aprire una interlocuzione forte con le istituzioni sanitarie pubbliche.

I quadri e i militanti dello Spi-Cgil, in ognuno dei tre giorni di febbraio previsti dalla mobilitazione, saranno davanti ad oltre 75 strutture tra ospedali, poliambulatori pubblici, distretti sanitari.

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L’addio di Garbatella anarchica a Tommaso Aversa

La mattina del 12 gennaio è venuto a mancare Tommaso Aversa, noto esponente del Gruppo Anarchico Carlo Cafiero di Garbatella.

Tommy, così era chiamato da amici e compagni, aveva 70 anni. Instancabile lettore e diffusore della stampa anarchica arrivò nel circolo di via Vettor Fausto, 3, nel lotto 13 dietro gli ex Bagni pubblici, nei primi anni Settanta, quando era ancora un giovane studente del liceo scientifico di Via Libetta. In quegli anni è stato tra i più assidui collaboratori del settimanale Umanità Nova in via dei Taurini a San Lorenzo e nella stampa del giornale con Attilio Paratore, Veraldo Rossi, Anna Pietroni, Ferro Piludu prima che la redazione fosse spostata a Milano.

Fu un assiduo organizzatore della Piccola Biblioteca anarchica del Circolo, ricca di testi e di materiale di controinformazione, ma si impegnò alacremente anche nelle lotte popolari per le autoriduzioni delle bollette elettriche tra le famiglie dei lotti Iacp, nelle lotte studentesche ed internazionaliste.

Fu tra i primi sostenitori dell’innocenza di Giuseppe Pinelli, il ferroviere anarchico del circolo del Ponte della Ghisolfa, che fu ingiustamente accusato, nei giorni seguenti quel 12 dicembre del 1969, di aver messo la bomba nella Banca dell’Agricoltura in Piazza Fontana e che tragicamente, qualche giorno, dopo volò dalla finestra del quarto piano della Questura di Milano, schiantandosi a terra.

Tommaso, giovane studente libertario, era stato il trade union tra quella nuova generazione ribelle e i vecchi anarchici degli anni Trenta, che subirono anni e anni di confino e controllo poliziesco durante il regime fascista. Questi dopo la Liberazione fondarono il circolo di via Vettor Fausto.

Un giorno di alcuni anni fa, dopo che scrissi un testo sugli anarchici della Collina Volpi, mi raccontò la fondazione del Circolo in una intervista.

“Il Cafiero ufficialmente nasce più o meno intorno al 1946. Ci fu una grande assemblea al Cinema Palladium nel ’45 nella quale intervennero tre persone evidentemente abili oratori, o forse piu` noti nel quartiere, che però non mi risultano nomi di persone conosciute. Le persone a me note come fondatori sono Vito Leonetti, l’intestatario della sede, Italo Di Pascali confinato e Antonio Di Pascali, suo fratello, anch’egli confinato. Infine Andrea Mancini, che forse fu anche in Spagna nella guerra civile e Perugia  che prevalentemente attaccava Umanità Nova, l’Adunata dei Refrattari, l’Internazionale (una bella targa abbombata con la scritta liberty, divelta dai fascisti nel 1992 in un raid contro le insegne del PSI), là fuori in via Edgardo Ferrati davanti ai Bagni pubblici”.

L’appuntamento per salutare Tommaso è previsto per domani mattina, lunedì 15 gennaio, alle ore 11,30 in piazza Bartolomeo Romano 7, davanti alla storica targa del Cafiero. Un corteo lo ricorderà attraversando le strade di Garbatella fino allo Spazio Anarchico 19 Luglio, in via Rocco da Cesinale 18 nei pressi degli Alberghi suburbani.

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Addio Direttore

In ricordo di Giovanni Atzori, amato dirigente scolastico della Cesare Battisti

Si è spento il 2 novembre scorso Giovanni Atzori, per vent’anni, tra il 1977 e il 1997, direttore della scuola elementare Cesare Battisti di piazza Damiano Sauli. Aveva 87 anni e lascia la moglie Luciana, i due figli Simone e Alberto e tre nipoti Emma, Ada e Livia.

Giovanni Atzori era un uomo di scuola, rigoroso e competente, rispettoso delle norme e della legislazione, una persona che al primo impatto poteva apparire rigido ed inflessibile, ma sempre molto attento e aperto alle istanze del territorio.

Si trovò a dirigere il plesso di piazza Damiano Sauli dopo la metà degli anni Settanta, nella stagione effervescente dell’approvazione dei decreti delegati (1973/74), che, con l’elezione degli organi collegiali, videro per la prima volta nel Paese il protagonismo e la partecipazione democratica dei genitori nel governo della scuola.

E la Garbatella in quegli anni era un quartiere politicamente assai vivace, un incubatore quotidiano di lotte sociali e per i diritti, segnato dalla tradizionale presenza dei partiti storici della Sinistra (Pci, Psi), ma attraversato anche dei movimenti più radicali, i cosiddetti “gruppi extraparlamentari”. E Giovanni Atzori fu sempre capace di rapportarsi con tutte quelle diverse sensibilità, avendo come principale obiettivo l’educazione dei ragazzi e accogliendo favorevolmente le innovazioni pedagogiche proposte dagli insegnanti più aperti.

Nel salutarlo con affetto, tutta la redazione di Cara Garbatella si stringe attorno alla famiglia Atzori e a sua moglie Luciana Abate, anch’essa volto noto della Garbatella e persona molto impegnata nella vita politica del quartiere.

 

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Ciao Cesare

In questi giorni ci ha lasciato per sempre Cesare Bartolucci, uno dei figli della Garbatella popolare e antifascista, quella degli Alberghi. Aveva 80 anni e vogliamo ricordarlo con quel suo carattere di romano verace, sarcastico, sempre pronto alla battuta seduto al bar di piazza Biffi o tra gli amici di piazza Michele da Carbonara.

La sua famiglia di origine era stata trasferita, come tante altre, dal centro storico in quei palazzoni, all’epoca senza servizi che erano gli Alberghi suburbani.

Un giorno mi disse: “Quando mio padre Armando venne ad abitare al lotto 41, il Bianco, stavano in dieci in una stanza. Con mia madre Giovanna c’erano già sei figli e i miei zii Aldo e Renato. Erano tempi magri – continua il racconto Cesare- , mi ricordo che alcune volte nel dopoguerra si svoltava mangiando uccelli, ranocchie e “ruelle” ( dei pesci di acqua dolce) che mia madre e mio padre pescavano nelle “marane” qui intorno. Mi ricordo molto bene anche di mia nonna, Angela Tordeschi, che morì inferma sotto i bombardamenti del 7 marzo del “44 all’Albergo Bianco. L’hanno tirata fuori dopo sette giorni, con mio padre che scavava le macerie con le mani”.

Cesare era figlio di Armando Bartolucci “er manciola”, stimato comunista della Garbatella. Ci teneva a sottolineare che: “tra i patrioti che il giorno prima della Liberazione di Roma, occuparono la Villetta c’era anche mio padre. E sono orgoglioso che il suo nome venga ricordato su una lapide che oggi campeggia in quel cortile.”

Ai figli Francesca e Simone le condoglianze di tutta la redazione e dell’associazione Cara Garbatella.

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Vent’anni di Palladium. Il cartellone della prossima stagione

Sono passati vent’anni da quel giorno in cui il Presidente della Repubblica Azeglio Ciampi inaugurò la nuova stagione del Teatro Palladium. Era entrata in campo l’Università Roma Tre, che sotto la guida del Rettore Guido Fabiani aveva scommesso sull’acquisizione dello storico immobile di Piazza Bartolomeo Romano, il cuore culturale-popolare della Garbatella.

Una sfida coraggiosa e lungimirante che sventò una possibile destinazione commerciale dell’edificio di fine anni Venti, targato Innocenzo Sabbatini.

Questa mattina, davanti alle più alte autorità accademiche, a cominciare dal Rettore Massimiliano Fiorucci è stato presentato, in una affollata conferenza stampa, il cartellone della stagione culturale del 2023-2024 e l’iniziativa del 14 ottobre, quando verrà celebrato il ventennale del teatro, insieme ai cittadini e alle associazioni del territorio.

A fare gli onori di casa il professor Luca Aversano presidente della Fondazione Roma Tre-Teatro Palladium che, ha invitato sul palco i protagonisti della programmazione culturale nei vari settori: Cinema, Teatro, Musica classica, Danza.

Di seguito la programmazione completa.

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In ricordo di Pasquale Zaffina

Pasquale se n’è andato per sempre quest’estate, ad agosto, con la città vuota e l’asfalto bollente. Non stava bene da tempo e un male incurabile lo ha portato via dalla sua famiglia, da Tania sua moglie con cui ha condiviso 50 anni di vita insieme, dai suoi figli Francesco e Carlo e dai suoi quattro amati nipoti.

Pasquale Zaffina, era un apprezzato architetto, ma anche un uomo garbato, con una sua riservatezza e una dolcezza rare. Calabrese di nascita, arrivò a Roma nei primi anni Settanta, per laurearsi e farsi un futuro tra studio e lavoro. Nel 1973 si sposa con Tania, insegnante di scuola media (Via Padre Semeria) e si stabilisce alla Garbatella.

È alla Villetta che Pasquale incontra la politica nel Partito comunista italiano e si fa apprezzare per il suo modo serio e competente di affrontare i problemi, in quegli anni difficili per il Paese tra terrorismo e strategia della tensione. Nei primi anni Ottanta è una figura di rilievo nella sezione comunista della Garbatella, membro del Comitato direttivo e poi consigliere circoscrizionale in Undicesima (oggi VIII Municipio). Seguirà la svolta di Occhetto e la nascita del Pds, ma dopo la drammatica stagione della diaspora a sinistra, lascerà la vita politica attiva per dedicarsi alla professione e impegnandosi nell’Ordine degli architetti.

Nell’ambito della sua attività professionale, si è battuto, tra proposte e progetti, per migliorare la sicurezza negli ambienti di lavoro, nel coordinamento delle squadre di architetti nei luoghi terremotati dove era spesso presente. Si occupò della progettazione di un camper automatizzato per portatori di handicap, nello spirito di aiutare e rispettare le persone in difficoltà, perché questo era uno dei suoi principi.

Tra tanti incarichi, è stato presidente dell’ACT Italia (Associazione Campeggiatori Turistici d’Italia), battendosi per migliorare la sicurezza dei camper. E, con il proprio, ha viaggiato senza sosta, sempre affiancato dalla moglie, curioso del sapere e di conoscere il mondo e i suoi popoli. È stato l’uomo del fare e della solidarietà, basando i rapporti umani sul rispetto, sui principi etici. Sempre sorridente e disponibile, senza mai vantarsi del suo operato. Così vogliamo ripensare a Pasquale, come ce lo ricordiamo in Villetta anche nei momenti cruciali e divisivi di quel grande partito comunista. Ai suoi familiari il nostro abbraccio e le condoglianze della redazione e di tutta l’associazione Cara Garbatella.

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Addio a Maurizio Pucci

Se n’è andato per sempre Maurizio Pucci, coordinatore per i servizi di accoglienza e celebrazioni del Giubileo 2025. Aveva 69 anni e da tempo era sofferente di un male inesorabile. Negli ultimi decenni si era allontanato dal quartiere Garbatella, dalla casa popolare di via Ansaldo davanti al lotto 8, per affrontare nuove sfide che la vita gli aveva messo davanti, ma che affrontò sempre con determinazione e passione. Già alla fine dei turbolenti anni Settanta era stato determinante nei passaggi cruciali della politica locale.

 Presidente dell’XI Circoscrizione e della Asl di zona

Giovane militante del Partito Comunista della Villetta, guidato dal timoniere Orlando Lombardi, ex partigiano, era stato designato come presidente dell’XI Circoscrizione, subentrando al saggio Mario Cima, e poi nei primi anni Ottanta ricoprì l’incarico di presidente della Asl territoriale, che prese in carico dal vecchio ente ospedaliero Eur-Garbatella: il Cto, il Sant’Eugenio e il Grassi di Ostia. Da quelle esperienze amministrative, Maurizio che rimase dopo la svolta della Bolognina nel Pds, Ds e infine Pd, prese il volo per incarichi cittadini.

 Gli incarichi in Campidoglio

Nella Federazione romana più volte fu responsabile politico della Festa dell’Unità e poi fu protagonista insieme al Sindaco Francesco Rutelli e a Goffredo Bettini, presidente della Fondazione Musica per Roma della costruzione dell’Auditorium. Lì si assunse la responsabilità di portare a termine quell’opera, superando ostacoli insormontabili, perché Maurizio era un uomo pratico e instancabile.

Assemblea scioglimento PCI, autunno 1989 in Villetta, Maurizio Pucci vicino ad un giovane Walter Veltroni                                   (Archivio Cara Garbatella)

Lavorò per anni sul cantiere dell’Auditorium a fianco dell’architetto Renzo Piano e del maestro Luciano Berio, fino a che aprirono i cancelli di via Pietro de Coubertin e i cittadini romani ebbero l’opportunità di godere di una struttura culturale di altissimo livello. Poi la carriera di Maurizio Pucci continuò in Campidoglio, uomo di fiducia dei vari Sindaci di centrosinistra che si alternarono nell’aula Giulio Cesare da Veltroni a Ignazio Marino, che lo volle come assessore ai Lavori Pubblici. Negli ultimi anni prima che la malattia lo colpisse Maurizio fu decisivo sui cantieri del Giubileo del 2000 e nell’azienda Ama sul fronte dei rifiuti.

Ma a noi di Cara Garbatella piace ricordare Maurizio con quel suo modo spavaldo e sorridente in Villetta in una foto dietro il tavolone del piano superiore durante gli interminabili dibattiti di un congresso del Pci di Garbatella con Orlando Lombardi e Enrico Berlinguer. Lo terremo sempre nel cuore.

Tutta la redazione si stringe intorno alla sua famiglia e alle  figlie, caro Maurizio la terra ti sia lieve.

I funerali di Maurizio Pucci ci saranno il 4 luglio alle 15.00 a San Salvatore in Lauro. Celebra la messa Monsignor Fisichella.

Dalle 9.00 alle 13.30 la camera ardente in Campidoglio Palazzo Senatorio sala Protomoteca

 

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Novantaquattro! Tanti auguri Maria

Oggi compie 94 anni ma ne dimostra trenta di meno. Maria Jatosti, la pasionaria della Garbatella, ha ancora la grinta, la curiosità, la voglia di scalare il cielo, quella luce negli occhi di una giovane ragazza.

Scrittrice, poetessa, giornalista, attivista politica, Maria Jatosti ha trascorso parte della sua vita a fianco di Luciano Bianciardi, autore di successo del romanzo la Vita Agra, con cui ha fatto un figlio.

La trasferta a Milano

Erano gli anni del boom economico e piazza Duomo pulsava tra le insegne scintillanti dei nuovi supermarket e gli aperitivi in Galleria al bar Biffi. Ma per Maria e Luciano la vita era dura: le giornate trascorrevano traducendo libri a cottimo per la casa editrice Feltrinelli. Gli unici svaghi, erano un cinema d’Essai, magari il Meravigli vicino a piazza Cordusio, due uova al tegamino in latteria sull’Alzaia dei Navigli, le fredde serate al Bar Jamaica e i dopocena nel triangolo di Brera.

Maria in quegli anni ha collaborato con tanti settimanali di area comunista come Vie Nuove, Noi Donne, ma per sbarcare il lunario scriveva anche per Abc, per la rivista erotica Le Ore.

Sempre in prima fila

Da anni è ritornata a Roma ed è ancora sulla breccia. Quando viene chiamata dagli amici della Villetta, la storica sede del Pci della Garbatella, non declina mai l’invito. Allora eccola a Visionaria con Neri Marcorè e Luca Barbarossa, al Festival Jazz, al Palladium per festeggiare il centenario della nascita di Bianciardi con Giovanna Ralli e Ricky Tognazzi.

La campagna elettorale del 1948

È un fiume in piena quando ricorda l’apertura della campagna elettorale del 1948, quella del Fronte Popolare di Vota Garibaldi. “Avevo appena 19 anni e toccò a me aprire a nome delle ragazze democratiche la prima elezione che dava il voto alle donne. La platea del Cinema Teatro Garbatella, oggi Palladium, era gremita da più di duemila persone, operai dell’Ottica Meccanica, dell’Officina del gas, facchini dei mercati generali, edili”. A noi piace ricordarla così nel giorno del suo 94 esimo compleanno.

Tantissimi auguri Maria dagli amici di Cara Garbatella e della Villetta Social Lab.

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Inaugurata una targa del Civico Giusto a Lotto 27 della Garbatella

Paura nei lotti della Garbatella

“La mattina del 16 ottobre 1943, quello del rastrellamento del ghetto, ci avvisarono che sarebbero arrivati i tedeschi anche alla Garbatella. Avevo appena 9 anni e di corsa andai ad avvisare le  famiglie ebraiche nei lotti vicini: i Pavoncello, i Zarfati e altri.

Cosi riuscimmo a fuggire e a evitare il  campo di sterminio”. Così ricorda Settimio Limentani, 89 anni, insieme alla sorella Allegra, per tutti “Lella” la lavandaia, sulle scale della palazzina C del lotto 27a in via Roberto De Nobili 13, dove nel giorno della Memoria è stata apposta una targa ricordo dall’associazione il Civico Giusto.

Lì abitava la famiglia Limentani, al quarto piano e lì furono nascosti in uno scantinato per tutto il periodo del terrore nazista. I coinquilini sapevano ma nessuno parlò.

La testimonianza di Lella Limentani

“Quando furono emanate le leggi razziali-aggiunge Lella-alla scuola elementare Michele Bianchi di piazza Damiano Sauli, oggi Cesare Battisti, ci relegarono tutti in una sola classe ebraica. C’erano bambini di Prima insieme a quelli di Quinta. E poi, quando suonava la campanella, dovevamo uscire da scuola dalla scala di servizio, quella laterale, per non mischiarci con gli altri bambini”.

Le dichiarazioni di Amedeo Ciaccheri

Alla ricorrenza del Civico Giusto hanno partecipato una classe della scuola elementare Cesare Battisti e i ragazzi del Liceo Socrate. “Con queste iniziative- ha detto il presidente dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri- vogliamo far parlare i palazzi, i luoghi che attraversiamo quotidianamente.

Quì la famiglia Limentani fu aiutata, in un abbraccio corale, da tutti gli abitanti del lotto 27 e queste storie devono essere ricordate.”

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Addio a Enzo Gori, lo storico pasticcere della Garbatella

Oggi ci ha lasciati per sempre Enzo Gori, lo storico pasticcere della Circonvallazione Ostiense, a due passi dalla chiesa di Santa Galla. Da tempo, per motivi di salute, si era allontanato dalla vita sociale del quartiere che amava più di ogni cosa, la Garbatella. Aveva lasciato la sua attività qualche anno fa per andare in pensione, ma la sua non era mai stata solo una semplice bottega dove si potevano gustare le tradizionali pastarelle romane apprezzate da tutto il circondario. Il negozio, dove spesso facevano visita amici e conoscenti, era anche una vera e propria galleria fotografica. Da più di 40 anni Enzo, infatti, raccoglieva centinaia di immagini, che gelosamente e orgogliosamente conservava in album rilegati, sulla nascita  e lo sviluppo della Garbatella e della Circonvallazione Ostiense. Più di una volta di questa sua ricerca certosina hanno parlato anche le cronache dei principali quotidiani della Capitale.

In bella vista sul bancone dei dolci campeggiavano, tra le altre, la sua foto con l’ex sindaco di Roma Walter Veltroni e quella con l’indimenticato padre Guido della Chiesoletta, foto di cui andava fiero. I cittadini della Garbatella ancora lo ricordano in quella serata al Palladium, in occasione della presentazione del libro “Garbatella mia”, voluto da lui caparbiamente insieme a Gianni Rivolta e all’editore Francesco Campanella.

Ma la fotografia non era la sua unica passione. Nei giorni di riposo amava fare lunghe passeggiate nella campagna romana alla scoperta delle antichità e dei luoghi più suggestivi.

Il direttore e tutta la redazione di Cara Garbatella esprimono le più sentite condoglianze alla moglie e ai figli. I funerali si terranno giovedì 21 luglio alle ore 11 nella Chiesa di Santa Galla.

Di Gianni RIVOLTA

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Tutto ambientato alla Garbatella “I morti siete voi”, il romanzo di Luca Cangianti

Il libro di Luca Cangianti è quello che si definisce un romanzo storico-fantastico. Strutturato su due piani temporali, il 1943 e il 2001, i protagonisti conducono il lettore verso un finale ricco di suspence e colpi di scena, abitato da mostri antropofagi e armi segrete, come il “raggio della morte” ideato da Guglielmo Marconi negli ultimi anni della sua vita. Vittorio è un tenente dei granatieri dell’esercito italiano, dopo il bombardamento di San Lorenzo il 19 luglio 1943 e la caduta di Mussolini e del fascismo nella seduta del Gran Consiglio, incontra alla Garbatella la formazione partigiana del Movimento Comunista d’Italia, conosciuta come Bandiera Rossa. Ne fanno parte il  ratello Pietro, e i suoi amici Cesare, Spartaco, Dante e Gloria una ragazzina di 17 anni. Comincia così, dopo la difesa di Porta San Paolo, la Resistenza di Bandiera Rossa, la formazione partigiana più numerosa della città. Nelle sue fila operano con coraggio giovani borgatari, ragazzi ribelli insieme agli artigiani dei quartieri popolari di San Lorenzo, del Pigneto e Tor Marancia. Bandiera rossa pratica un comunismo libertario e estremista, è fuori dal Cln perché rigidamente anti monarchica e rivoluzionaria. Dopo la Resistenza il Mcd’ Italia prefigura una società socialista mentre il Pci parla di democrazia progressiva e Togliatti predica l’unità nazionale con i vecchi arnesi dello Stato liberale, monarchici compresi. Il Partito Comunista Italiano li definisce sbrigativamente “trotskisti” e partigiani ingenui e improvvisati, li accusa di non osservare le rigide regole della clandestinità. Su questo non hanno torto. Addirittura gli iscritti di Bandiera Rossa ricevono una tessera di appartenenza, cosa del tutto inappropriata in quel frangente storico, ma saranno falcidiati nei primi mesi del 1944 dai delatori e dalle spie che si infiltrano nella sprovveduta formazione comunista.”Ho voluto ambientare questo romanzo alla Garbatella- ci racconta l’autore – perché ci vivo da 32 anni e quando frequentavo la trattoria Pout Pourri a via De Nobili un gruppo di vecchi abitanti mi raccontavano spesso storie d’infanzia ma anche della Resistenza. Così ho pensato fosse intrigante, attraverso la metafora del fantastico, raccontare Bandiera rossa, questa formazione di comunisti un po’ guasconi, molto presenti nelle borgate, ma poco conosciuti dalla storiografia ufficiale”.

La Garbatella è raccontata con precisione nei suoi luoghi simbolici: gli alberghi suburbani, la fontana di Carlotta, la Villetta, il cinema Garbatella, le sue strade principali, le piazzette e le viuzze che si intrecciano tra le case popolari. E’ il quartier generale del gruppo di fuoco, impegnato in furti di armi ai tedeschi e assalti ai commissariati e alle caserme della Polizia dell’Africa Italiana (Pai). Intanto Andrea e Valeria, due studenti universitari vivranno quella giornata di contestazione memorabile del G8 a Genova. Il finale lo lasciamo al lettore. (”I morti siete voi” Edizioni Diarkos 240 pag. euro 16,00).

Luca Cangianti laureato in Filosofia e poi in Sociologia.E’ autore del romanzo storico-fantastico “Sangue a Plusvalore” e coautore della raccolta di saggi “Immaginari alterati”. Scrive sulla webzine letteraria “Carmilla”

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Il ponte di via Giulio Rocco
sarà abbattuto e ricostruito

I LAVORI POTREBBERO ESSERE TERMINATI ENTRO IL 2023.IL COSTO DELL’OPERA SI AGGIRA SUI 2 MILIONI E 800 MILA EURO

di Gianni RIVOLTA

Ci vorranno ancora mesi, forse qualche anno, per ripristinare la circolazione su via Giulio Rocco, una delle strade di collegamento tra la Garbatella e l’Ostiense, proprio all’altezza del vecchio Rettorato della Terza Università di Roma. Infatti, tramontata l’ipotesi di un restauro del ponte danneggiato dal sisma dell’autunno del 2016, ora si prefigura il suo abbattimento e la completa ricostruzione. Ma qui le cose si complicano. Pare che la stazione appaltante possa essere individuata nell’Astral, l’agenzia regionale delle strade, che dal 1° luglio prenderà in carico anche la linea Roma —Lido, su cui insiste il cavalcavia. Questo consentirà di coordinare meglio i lavori e i riflessi sul traffico ferroviario. Il nuovo ponte sarà leggermente allargato per rifare i marciapiedi a norma con il Codice della strada, mentre la sede stradale rimarrà invariata. Inoltre il progetto prevede la realizzazione del cavalca ferrovia a campata unica in acciaio.

Il costo stimato si aggira sui 2 milioni e ottocento mila euro, ma probabilmente una volta definito il progetto esecutivo e avviata la gara d’appalto, i costi potrebbero variare, anche perché in questi ultimi mesi sono aumentati tutti prezzi delle materie prime, in particolare quelli del ferro e dell’acciaio. Una volta espletata la gara, compatibilmente con il traffico sulla linea Roma e Ostia, i lavori potrebbero durare tra i 6 e gli 8 mesi. E quindi si può presumere che ci vorrà tutto il 2023 per costruire il nuovo ponte e collaudarlo. Tanto dovranno aspettare gli studenti dell’Università e i cittadini della Garbatella, per raggiungere direttamente lo stradone dell’Ostiense e non gravare su via Pellegrino Matteucci o su viale Leonardo da Vinci a San Paolo

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“Terreni della discordia”: si profila una soluzione positiva tra Istituto agrario e Cooperativa GaRIBALDi

di Gianni Rivolta

DOPO LE PRESE DI POSIZIONE DELLE FORZE POLITICHE IN MUNICIPIO VIII, IN CAMPIDOGLIO E CITTÀ METROPOLITANA

Sembra si possa concludere per il meglio il braccio di ferro tra l’Istituto agrario Garibaldi e l’omonima Cooperativa e Agriturismo, che si prende cura da anni di una ventina di ragazzi autistici più e meno gravi. La querelle era nata qualche mese fa quando il nuovo dirigente scolastico, alla scadenza della convenzione che regolava i rapporti tra i due soggetti, ha cercato sbrigativamente di rientrare in possesso dei terreni, circa 2 ettari e mezzo, che da anni sono coltivati direttamente dai ragazzi e dai cittadini degli orti in adozione.

Le notizie sui “terreni della discordia” sono presto rimbalzate sui social-media e immediatamente nei palinsesti delle Tv regionali. Questo ha provocato una lunga serie di prese di posizione delle istituzioni di prossimità (Municipio VIII), delle forze politiche di maggioranza e opposizione del Campidoglio e della Città metropolitana, che andavano tutte nella direzione di ricomporre la questione. Auspicavano anche la stesura di una nuova convenzione che salvaguardasse le ragioni della Scuola e il valore aggiunto dell’esperienza pluriennale della Cooperativa Garibaldi, riconosciuta e sostenuta non solo dalle famiglie dei ragazzi, ma anche da qualificati enti esterni come la Facoltà di psicologia dell’Università La Sapienza, la Facoltà di Economia di Tor Vergata e l’Istituto superiore di Sanità.

 In questo momento di tregua apparente le bocce non sono ferme. Gli enti preposti sono al lavoro insieme ai due interlocutori per trovare la soluzione migliore attraverso la stipula di un Patto educativo di comunità, previsto dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca “per dare la possibilità ad enti locali, istituzioni pubbliche e private, realtà del Terzo Settore e scuole di sottoscrivere specifici accordi, rafforzando così non solo l’alleanza scuola-famiglia, ma anche quella tra la scuola e tutta la comunità educante”.  Intanto sono stati arati i terreni per piantumare le coltivazioni primaverili e riattivati una trentina di Orti in adozione, gestiti dalle famiglie del quartiere, le quali per regolamento devono accogliere nella conduzione agricola un ragazzo autistico e consegnare una parte del raccolto ai magazzini della Cooperativa.

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Addio Oscar, compagno operaio dell’Ostiense

Oggi ci ha lasciati per sempre Oscar Cini, ex segretario della sezione Ostiense del Pci ed ex operaio dell’Acea. Classe 1930, Oscar è stato un militante di quella gloriosa sezione di via del Gazometro, che fin dal dopoguerra, ribolliva di operai del gas e facchini dei mercati generali come Alfredo Di Giovampaolo, Virgilio Bologna , Mario Mazzaferro, Fortunato Fondi, Lindoro Boccanera, Pio  Minù.

Una pattuglia di antifascisti che hanno lottato in clandestinità per liberarci dai nazifascisti e consegnarci una società più democratica. Oscar Cini è stato anche membro del comitato federale di Roma rappresentando la sezione più operaista della città, dove militavano figure come Romolo Minù, Aurofranco Di Lino, Veio Boccanera e intellettuali del livello di Mario Tronti.

 “Oscar Cini- ricorda Massimiliano Smeriglio, europarlamentare Pd- era parte di quella generazione di combattenti indomiti che aveva fame di vita, la militanza ma anche le risa, i viaggi, la curiosità, il vino e le osterie romane. Ha portato sempre con sé gli insegnamenti di mamma Teresa, antifascista e militante della rivista Noi donne. Pensando a Oscar e a quella generazione di comunisti proletari e scamiciati, protagonisti degli scontri a Porta San Paolo nel 1960, provo immediata una sensazione di cose belle.

 Lottavano e vivevano a pieni polmoni”. Ce lo ricordiamo anche con i calzoni corti a reggere, con la sorella Clara, la scala al papà Alfonso, mentre nell’aprile del 1948 con il pennello e la vernice rossa, faceva a via Basilio Brollo la famosa scritta del Fronte popolare democratico: “Vota Garibaldi, lista n°1”. La stessa scritta che ha resistito alle intemperie di tutti questi decenni e ai maldestri tentativi della sua cancellazione qualche anno fa, suscitando lo sdegno della popolazione della Garbatella. 

Di Gianni RIVOLTA

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Apre ai cittadini l’ex convitto Ipost di Villa 9 maggio: visite guidate nel week end

Nuova vita per l’ex convitto Ipost Vittorio Locchi nel parco della Villa 9 maggio a via Spinola. L’impegno dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale (Inps), che ha assorbito l’ex Istituto di previdenza dei postelegrafonici,  è quello infatti di riconvertire lo storico edificio realizzato a metà degli anni Trenta dall’architetto e ingegnere Angiolo Mazzoni ( lo stesso che progettò la nuova Stazione Termini nel 1938), ma anche di aprire una finestra sul quartiere, creando momenti di sinergia tra i cittadini della Garbatella e l’Inps.

Intanto– ha dichiarato il direttore del Patrimonio Diego De Felice- grazie al Presidente Pasquale Tridico presenteremo un progetto di recupero dell’ex convitto per ospitarci un centro di alta formazione dell’istituto e nell’ex dormitorio maschile apriremo una nuova sede Inps-Garbatella con entrata indipendente da via Padre Semeria”. Si tratta di un vero e proprio gioiello dell’architettura razionalista che, pur avendo nel tempo subito manipolazioni, mantiene le caratteristiche dell’edilizia tipica del Ventennio fascista con particolari e strutture interne addirittura futuriste. Non è un caso che l’ingegner Mazzoni, abbia partecipato alla stesura del Manifesto futurista dell’Architettura aerea.

Questo edificio, intitolato all’epoca a Costanzo Ciano  presidente della Camera dei deputati del regno d’Italia, fu realizzato in soli 14 mesi, grazie alla caparbietà dell’allora presidente dell’Ipost, il senatore Roberto De Vito ( che  fu tra l’altro ministro dei Trasporti, poste e telecomunicazioni nel governo Nitti tra il 1919-20) – ha spiegato l’ingegner Sergio Moschetti, direttore degli stabili storici dell’InpsAprì nell’anno scolastico 1936-37 all’interno di un parco di 75 mila metri quadrati per ospitare le figlie povere o orfane dei dipendenti postelegrafonici. C’erano dormitori, cucine, refettorio e laboratori di sartoria, tessitura e fotografia, dove le 70 ragazze tra l’altro imparavano un mestiere. Nel salone principale, dove erano collocati i busti del Re Vittorio Emanule III e della Regina Elena di Montenegro si tenevano delle elegantissime feste con le personalità dell’epoca. Lo stabile fu edificato nel luogo dove insisteva la vecchia Villa della famiglia Casali, che sorgeva sulle fondamenta di una antica villa romana”.

La collaborazione tra Municipio VIII e Inps consentirà già questa domenica, in occasione dei festeggiamenti del 102 esimo compleanno di Garbatella,una visita guidata del sito. “ Si aprirà un piano di recupero e di valorizzazione sociale di questo gioiello dell’architettura, che potremo condividere insieme all’Istituto di Previdenza– ha dichiarato il presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri –  un vero e proprio regalo nel giorno dell’anniversario del quartiere”.

Di Gianni RIVOLTA

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Giorno della Memoria : ripulita la pietra d’inciampo di Fortunata Perugia

Grandi iniziative ma anche piccoli gesti significativi per il Giorno della Memoria. Come quello delle Donne educatrici di pace, un piccolo ma combattivo gruppo di donne del quartiere che alle 18,30 nella chiesa di Santa Galla con una messa hanno ricordato Don Teocle Bianchi, il parroco che durante la seconda guerra mondiale aveva la cura delle anime degli Alberghi suburbani.

Tra i primi a soccorrere i feriti e le vittime del bombardamento del 7 marzo del 1944 che colpì l’Albergo Bianco e il Nido dei Bimbi.” Dopo la cerimonia al ponte Spizzichino- ha detto Mirella Arcidiacono- siamo state a ripulire la pietra d’inciampo di Fortunata Perugia a piazza Biffi, che per l’incuria era illeggibile. Con un po’ di Sidol e olio di gomito l’abbiamo restaurata”.

Di Gianni RIVOLTA

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Forte Ardeatino: “Sostituiamo gli alberi abbattuti”

Il grido d’allarme è partito dal Comitato di quartiere di Grottaperfetta: “il Servizio Giardini sta completando il lavoro di messa in sicurezza di numerosi alberi di pino attaccati dalla cocciniglia tartaruga all’interno del Parco di Forte Ardeatino attraverso abbattimenti e potature. Nell’attesa che i tronchi e rami abbattuti vengano rimossi e smaltiti- auspica il comunicato stampa- chiediamo che gli alberi vengano presto sostituiti da nuovi scegliendoli tra le specie arboree a forte assorbimento di anidride carbonica per la tutela della salute dei cittadini, considerata la vicinanza con via di Grottaperfetta ad alta densità di traffico automobilistico. Auspichiamo inoltre, che venga al più presto dato inizio ai tanto attesi lavori di riqualificazione del parco, riqualificazione determinata a seguito del Processo Partecipativo “Roma#Decide” del 2018 da parte del Comune di Roma in cui il nostro Comitato ha presentato il proprio progetto e promosso la relativa votazione. Riqualificazione che dovrà dare nuovo lustro all’intera area verde attraverso il rifacimento dei viali, della recinzione del Forte, al ripristino dei giochi per bambini, al rifacimento della staccionata perimetrale ed anche con la creazione del “percorso salute” promosso e finanziato dall’Ente Parco Appia Antica e dalla Regione Lazio”. Inoltre il Comitato ha proposto di istallare l’illuminazione in quella parte del parco che conduce al centro commerciale i Granai, attraversato quotidianamente da tanti cittadini.

Di Gianni RIVOLTA

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Tregua tra Cooperativa Garibaldi e l’ Istituto agrario: convocato per il 10 gennaio in Municipio VIII un tavolo di discussione tra le parti.

Continua il braccio di ferro sull’ettaro della discordia tra la Cooperativa Garibaldi e l’omonimo Istituto agrario di via di Vigna Murata. Anche se la convocazione di un Tavolo interistituzionale, previsto per il 10 gennaio, nella sede del Municipio VIII a via Benedetto Croce, sembra delineare una via d’uscita concordata e finalizzata alla stesura di una nuova convenzione tra le parti interessate. In questi giorni, mentre i trattori  dell’Agrario distruggevano i campi coltivati dai soci della Cooperativa, sono continuate le dimostrazioni di solidarietà  nei confronti di una delle più virtuose esperienze di inclusione dei ragazzi autistici nella città di Roma. Dal Campidoglio, oggi, è stata votata all’unanimità ( quindi anche dall’opposizione di Fratelli d’Italia) una mozione a firma Pd, Roma Futura, Sinistra civica ecologista e Europa Verde che impegna il Sindaco Gualtieri “ a richiedere l’istituzione di un Tavolo presso il Municipio VIII, che veda coinvolti Comune, Città Metropolitana, Regione Lazio e Asl al fine di facilitare la predisposizione di una nuova convenzione e garantisca il prosieguo dell’esperienza della Coop. Garibaldi all’interno dell’Istituto Agrario in sinergia con la scuola stessa” 

Anche la deputata del Partito democratico Patrizia Prestipino, eletta nel collegio Lazio 8 “auspica la sospensione dello sgombero, il rinnovo della convenzione e l’affidamento dei terreni alla Cooperativa Garibaldi per proseguire le attività”. Non è di meno il Comitato di quartiere di Grottaperfetta che in una nota “conferma e rinforza il suo sostegno alla Cooperativa Sociale Integrata Agricola Giuseppe Garibaldi”.

Di Gianni RIVOLTA

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Braccio di ferro tra l’Istituto agrario e la cooperativa Garibaldi: aperto un tavolo di discussione con le istituzioni.

Si apre qualche spiraglio positivo sui terreni coltivati dai ragazzi autistici della Cooperativa Garibaldi minacciati dall’omonimo Istituto agrario, che vorrebbe rientrarne in possesso. Oggi si è svolto un incontro tra le parti in questione col presidente del Municipio VIII Amedeo Ciaccheri, nel quale si è stabilito di mettere intorno al tavolo per il 28 dicembre tutti i soggetti interessati: l’ex Provincia di Roma, che in questi giorni sta eleggendo i suoi organi politici, il Comune, oltre alla Cooperativa integrata e all’Istituto agrario.

La vicenda che tiene col fiato sospeso le famiglie dei ragazzi e i cittadini degli Orti in adozione è ormai nota. La convenzione che affidava i terreni alla cooperativa è scaduta e non è stata rinnovata, così i ragazzi autistici perderebbero una parte consistente della terra a disposizione, sulla quale vengono coltivati i prodotti da vendere nei mercatini ambulanti e che riforniscono la trattoria sociale. La questione è arrivata in Campidoglio, dove nei prossimi giorni le forze politiche presenteranno una mozione che impegnerebbe il Sindaco Gualtieri ad intervenire, e forse bloccare i trattori che spianerebbero i campi ancora pieni di ortaggi di stagione. Anche l’ex sindaca Virginia Raggi, oggi capogruppo del Movimento 5 Stelle è intervenuta: “Dopo aver incontrato nei giorni scorsi il presidente della cooperativa integrata Maurizio Ferraro oggi è stata la volta del preside dell’Istituto agrario Andrea Pontarelli.Il confronto è stato sicuramente positivo e apre importanti spiragli per il futuro prossimo.

Ci stiamo impegnando perché si arrivi ad una soluzione condivisa che possa venire incontro agli interessi di tutti e garantire  la tutela e la valorizzazione di queste due vere eccellenze per il territorio. Il dirigente scolastico- ha rassicurato l’ex Sindaca- si è impegnato a rinnovare la convenzione entro gennaio”.Ma è proprio qui il nodo da sciogliere. Quale ruolo avranno i ragazzi autistici e la cooperativa nella nuova convenzione? Ed era proprio indispensabile dimezzare il terreno a disposizione della Cooperativa Garibaldi per piantumarci il grano ( l’istituto agrario dispone di 50 ettari)?

Anche i rappresentanti municipali e comunali di Azione Lista Calenda sono entrati con i piedi nel piatto con un comunicato stampa: “Quello che il Preside distrugge il Sindaco può difendere, aspettiamo Gualtieri alla cooperativa Garibaldi- hanno titolato le consigliere municipali Simonetta Novi e Caterina Benetti”

 “Togliere un ettaro su due alla Cooperativa Garibaldi non significa solo dimezzare le risorse economiche che sostengono una comunità educante unica a Roma in cui 20 giovani adulti con autismo e disabilità intellettiva praticano tutti i giorni un percorso di inclusione sociale- ha sostenuto Flavia De Gregorio, capogruppo in Campidoglio-. Significa anche minare nel profondo una progettualità che dal 2005 ha costruito nel tempo una trattoria sociale, un agriturismo, una casa per il Dopo di Noi, una produzione orticola, la vendita itinerante dei prodotti con una ape car, un pollaio,una serra, arnie e tanti progetti di alternanza scuola lavoro”.

Di Gianni Rivolta

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In pericolo gli orti dei ragazzi autistici della Cooperativa Garibaldi

Si sono presentati, questa mattina, coi trattori per smantellare gli orti dei ragazzi autistici della Cooperativa Garibaldi. Più di un ettaro di broccoli, cavoli, cicoria e finocchi, insieme ai prodotti degli Orti in Adozione gestiti dai cittadini, sarebbero andati in fumo. L’azione è partita dal preside dell’Istituto agrario di Via di Vigna Murata, che invece di rinnovare la convenzione di affidamento per altri 9 anni, come era previsto sulle carte, ha preferito passare alle maniere forti. La netta opposizione dei soci della cooperativa, degli operatori, delle famiglie dei ragazzi autistici e la solidarietà del Municipio VIII, ha permesso per ora di rimandare lo sgombero. Ma tutto è rimandato a pochi giorni. 

“Ad aprile di quest’anno il nuovo Dirigente Scolastico dell’ITA G. Garibaldi- precisa Maurizio Ferraro, presidente della Cooperativa- ci ha notificato la scadenza della convenzione, che prevedeva alla fine dei primi nove anni un ulteriore rinnovo per i successivi nove. La Provincia di Roma, con un atto deliberativo recepì la convenzione in quanto ente proprietario dell’area, condividendone le linee progettuali. Mentre i ragazzi erano in attesa di rinnovare la convenzione con Scuola e Provincia con atto unilaterale, il Preside ha comunicato alla Cooperativa l’esigenza di rientrare in possesso di uno dei due ettari di terreno coltivati ad orto inseriti nella convenzione, da piantumare a grano (la scuola insiste su un’area di 60 ettari)”. Eppure non si tratta di una gestione privata. 

Da circa quindici anni un gruppo di giovani adulti con autismo grave, ex studenti dell’ITA Giuseppe Garibaldi hanno dato vita ad una delle esperienze di comunità educante tra le più attive della città. Da quindici anni l’Università Sapienza e l’Istituto Superiore di Sanità monitorano le attività, gli operatori e i ragazzi e sono partecipi della programmazione del progetto di inclusione di questi giovani. Tutta questa esperienza è nata all’interno dell’Istituto Agrario tra di via di Vigna Murata e via Ardeatina, dai progetti educativi individuali (PEI), dal mettere a sistema l’assistenza domiciliare, quella educativa e il sostegno scolastico. Ora sembra andare tutto in fumo. 

Da lunedì 20 dicembre la Cooperativa Garibaldi potrebbe diventare un’azienda zoppa, privata di una fetta importante del suo spazio produttivo. I ragazzi vedranno difatti azzerata la possibilità di portare i prodotti del loro orto in giro per il quartiere con l’ “A.P.E. Che gira”, limitando il progetto inclusivo e riabilitativo. 

di Gianni RIVOLTA

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Maria Vittoria Sebastiani premiata dal Presidente Mattarella, insegna italiano ai migranti alla Casetta Rossa

Tra i 33 nuovi eroi civili premiati questa mattina dal Presidente Sergio Mattarella con l’onorificenza al Merito della Repubblica Italiana c’era anche lei, Maria Vittoria Sebastiani, 86 anni, la professoressa che da tre anni insegna italiano ai migranti alla Casetta Rossa della Garbatella. “Per l’impegno, di tutta la vita, a favore della promozione della cultura del dialogo e dell’incontro – questa la nota del Quirinale-”. 

La signora Sebastiani, laureata in letteratura americana, è una professoressa universitaria in pensione, ha insegnato in Italia alla Sapienza e ha diretto un master a Roma Tre. Nel lontano 1963 si trasferì con una borsa di studio in California, dove si avvicinò all’impegno politico proprio durante la guerra in Vietnam e poi ha fatto una esperienza nel Corno d’Africa, in Somalia. “Io per prima sono stata una migrante – ha raccontato alla stampa – e credo che le diversità siano una ricchezza. Quando sono andata in pensione ho avuto tanto tempo libero, ma ancora tanta voglia di dare una mano. Ed eccomi qua”. 

di Gianni Rivolta

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