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Autore: Iacopo Smeriglio

Al Liceo Socrate il concorso fotografico per Francesco Valdiserri: la comunità scolastica non dimentica

Al Liceo Classico e Scientifico Socrate, venerdì 18 ottobre, si è tenuta la premiazione del concorso fotografico dedicato a Francesco Valdiserri, studente della scuola che due anni fa perdeva tragicamente la vita, investito sul marciapiede di via Cristoforo Colombo. Tante studentesse e studenti hanno partecipato al progetto, che si inserisce tra le varie iniziative organizzate dalla famiglia e dalla comunità scolastica per tenere viva la memoria di Francesco, attraverso l’espressione artistica dei più giovani.

Il conoscorso fotografico Francesco Valdiserri

Circa trenta ragazze e ragazzi della scuola hanno partecipato, dando interpretazioni differenti del tema scelto per il concorso, ovvero “La strada“. Un tema che ha permesso di fondere il ricordo di Francesco Valdiserri e la sensibilizzazione dei giovani in merito alla sicurezza stradale. Il frutto di questo progetto sono state decine di immagini che restituiscono prospettive differenti di ciò che la strada può rappresentare: dall’intimità della vita quotidiana alle questioni sociali o a quelle legate alla mobilità, fino ad arrivare alla musica e all’arte. Un’ampia selezione che, ancora una volta, ha messo in evidenza il dinamismo creativo delle nuove generazioni. Il concorso, infatti, si inserisce in una più ampia serie di iniziative che la famiglia e la scuola stanno portando avanti.

Concorso al Liceo Socrate per Francesco Valdiserri - 18.10.24
Foto di Francesca Della Ratta

Liceo Socrate, molto più di un liceo

“In ricordo di Francesco – ci racconta Luca Valdiserri, il papà di Francesco – abbiamo fatto tante cose. Abbiamo organizzato concerti: il prossimo lo faremo il primo novembre, il giorno del suo compleanno, a La Strada, che è un altro posto dove lui aveva  suonato, per cui un posto del cuore anche quello. Abbiamo realizzato un concorso cinematografico di cortometraggi, che ripeteremo anche quest’anno. Abbiamo ultimato il concorso fotografico, adesso, al Socrate, che è stato di altissimo livello e, anzi, non è stato semplice scegliere le opere. C’è stata una lunga discussione all’interno della giuria”.

“Il Socrate, per noi, è qualcosa di più di un liceo” ci dice ancora il papà di Francesco. “È una tradizione di famiglia, anche perché Paola, la mamma di Francesco, ha frequentato il Socrate un po’ di anni fa. Adesso sono passati due anni, per cui molti dei ragazzi che lui conosceva non sono più al liceo, però tutti quelli che entrano la mattina vedono Francesco su quel murale bellissimo che ha fatto Wuarky, uno dei ragazzi di Dominio pubblico. Per cui è come se Francesco, in quel liceo, ci fosse ancora e quello che noi vorremmo è, appunto, mantenerlo, in qualche modo, vivo dentro quella comunità, la comunità del Socrate”.

Il murale di Wuarky all’interno del liceo Socrate. Foto di Francesca Della Ratta

“Quello che speriamo – conclude – è che anche chi non conosce Francesco, vedendo il disegno, il murales di questo ragazzo, abbia un pensiero per lui e anche un pensiero su come bisogna comportarsi sulla strada e direi, in generale, nella vita quotidiana. Insomma avere più interesse, più attenzione agli altri e non solo a se stessi”.

La premiazione in Aula Magna 

In Aula Magna, tra i docenti, il dirigente scolastico e molti studenti, è arrivata la premiazione. Tanti partecipanti e un livello particolarmente alto delle proposte hanno costretto la giuria ad una difficile selezione: alla fine, sono stati ben quattro i premi assegnati, più uno speciale per la foto scelta da Daria, la sorella di Francesco. Gli studenti e le studentesse premiati appartengono a classi e anni scolastici differenti, dal secondo al quinto, a dimostrazione della trasversalità della partecipazione al concorso. Alcune menzioni particolari sono arrivate anche per otto fotografie che hanno colpito l’interesse della giuria.

Concorso al Liceo Socrate per Francesco Valdiserri - 18.10.24
Foto di Francesca Della Ratta

Alla premiazione dei vincitori è seguita la proiezione di tre cortometraggi, realizzati con la partecipazione di alcuni studenti del Socrate, estratti dalla rassegna 24 Frame al secondo (edizione 2024), organizzata dalla famiglia Valdiserri insieme all’Associazione Controchiave.

Tra la proiezione e il concorso fotografico, come attraverso la musica, queste occasioni di ricordo dimostrano ancora una volta di essere momenti di vita e di comunità, capaci di generare idee e sperimentazioni artistiche che spingono studentesse e studenti a mettersi in gioco ed esprimere la propria creatività.

[Foto di Francesca Della Ratta]

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In migliaia per Ilaria Salis e Zerocalcare a Parco Schuster. Carcere, antifascismo e Europa al centro del dibattito

Questa notte non sarà breve. Più di quattromila persone in fila per entrare a Propaganda Schuster, negli spazi del festival che anima il parco davanti alla Basilica di San Paolo. Questa volta non è per un concerto, ma un dibattito politico. Sabato 21 settembre, Ilaria Salis, europarlamentare neo-eletta del gruppo The Left, e Zerocalcare si sono confrontati in una lunga discussione che ha guidato la platea tra i temi più importanti del presente: dal carcere alla repressione, fino all’antifascismo da una prospettiva europea.

Questa notte non sarà breve

Questa notte non sarà breve”: a dare il nome all’evento è il piccolo volume che ha riunito tutti i fumetti che Zerocalcare ha dedicato alla vicenda di Ilaria Salis e degli altri diciannove militanti antifascisti sotto processo in Ungheria.

Sul palco a moderare il dibattito Mattia Tombolini, fondatore di Momo Edizioni, la casa editrice che ha pubblicato il fumetto. Gli introiti della vendita andranno a finanziare una cassa in supporto delle persone coinvolte nelle vicende giudiziarie. La discussione, infatti, ha seguito due binari paralleli che hanno caratterizzato la vicenda di Salis: l’antifascismo in Europa e il carcere.

Abolire il carcere non è un’utopia

Le parole di Ilaria Salis ricostruiscono le dure giornate della detenzione ungherese, l’esperienza dell’arresto e delle condizioni di privazione a cui è stata sottoposta a Budapest. “Abolire il carcere non è un’utopia” afferma la Salis, avanzando una riflessione profonda sul sistema penale e carcerario, sulle sue funzioni e gli obiettivi. Una suggestione che porta le migliaia di persone presenti, in gran parte giovani, ad immaginare come sarebbe la società se il carcere non esistesse.

L’antifascismo è una responsabilità collettiva

Dalla memoria antifascista fino ai giorni nostri, sul palco Zerocalcare e Ilaria Salis hanno cercato di rappresentare una fotografia lucida dell’Europa di oggi. Lo hanno fatto raccontando come forme di  repressione e di chiusura degli spazi di democrazia impongano a tutte e tutti la responsabilità collettiva dell’antifascismo. A partire, per esempio, dal Ddl 1660 approdato recentemente in Parlamento sulle norme di sicurezza pubblica e dagli antifascisti e dalle antifasciste ancora in carcere per vicende simili a quella di  Ilaria Salis.

Un palco per tante voci

Oltre agli interlocutori, il palco è stato spazio anche per altre voci. In apertura, l’intervento della rete che sta promuovendo il referendum sulla cittadinanza ha invitato tutte e tutti i presenti a sottoscrivere per  permettere a chi vive stabilmente in Italia da più di cinque anni di richiedere la cittadinanza e di trasmetterla ai propri figli. Non poteva mancare, durante la serata,  un pensiero dedicato a Renato Biagetti, antifascista ucciso a coltellate nel 2006, la cui memoria, ogni anno, viene celebrata proprio su quel palco. In chiusura un saluto istituzionale del Presidente del Municipio VIII Amedeo Ciaccheri, che ha, poi, lasciato i microfoni agli attivisti di Extinction Rebellion per parlare di crisi climatica.

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Renoize 2024: a Parco Schuster per ricordare Renato Biagetti

Il 30 e 31 agosto al Parco Schuster di San Paolo torna Renoize, il Festival Antifascista che coltiva e tiene viva la memoria di Renato Biagetti, giovane ragazzo di Montagnola ucciso nel 2006 per mano fascista. Il 27 agosto, a Focene, come ogni anno, la comunità antifascista romana si ritrova per un abbraccio collettivo nel luogo dove la vita di Renato è stata spezzata.

18 anni con Renato nel cuore

Era la notte del 27 agosto 2006, quando un gruppo di fascisti aggredì a colpi di coltello dei ragazzi che uscivano da una dance hall di musica reggae, a Focene. Renato Biagetti, ingegnere del suono e appassionato di musica, morì accoltellato quella notte, a 26 anni.

Quel giorno ha segnato irrimediabilmente la memoria della città di Roma e, in particolare, dei quartieri e dei luoghi del Municipio VIII, in cui Renato ha vissuto e che ha frequentato attivamente, come la comunità del Loa Acrobax. Da diciassette edizioni, Renoize è la festa che difende la memoria di Renato e costruisce comunità antifascista. Tra musica, cultura e autorganizzazione “provando a realizzare i suoi sogni, giorno dopo giorno. Con la stessa rabbia e con immutato amore”, come scrivono i suoi compagni e compagne.

Renato Biagetti

Due giorni di Festival a Parco Schuster

Musica e dibattiti, arte, libri e attività per grandi e piccoli terranno viva l’area di Parco Schuster dal pomeriggio di sabato 30 e fino alla sera del 31 di agosto. Tutto questo grazie allo sforzo della comunità antifascista territoriale, con la partecipazione particolare e importante delle Madri per Roma Città Aperta, il comitato che coinvolge, tra le altre, anche Stefania Zuccari, la mamma di Renato.

Le attività delle giornate

Molte sono le attività in programma. Ci saranno laboratori di sport, circo e capoeira, spettacoli teatrali e presentazioni di libri, oltre che tanta musica dalle 17:00 delle due giornate fino a sera. Un’attenzione particolare quest’anno sarà dedicata alla solidarietà con il popolo palestinese. Fin dalla mattina, invece, non mancheranno attività e giochi per le bambine e i bambini. Per il programma completo basta seguire le pagine social o il sito “Io non dimentico Renato”.

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Cocktail Therapy: la ASL Roma 3 a Garbatella per una serata con bar no-alcol

Da Monteverde a Garbatella, circa dieci tra ragazze e ragazzi del Centro Diurno Monteverde per una sera gestiranno il bar all’interno degli spazi di Casetta Rossa in via Magnaghi 14. Cocktail Therapy: questo è il nome dell’evento che si svolgerà martedì 23 luglio, dalle ore 17:30 alle ore 20:00.

Il bar per una serata senza alcol

Al bancone i ragazzi saranno protagonisti nella preparazione di cocktail analcolici e bevande da bar. Il filo conduttore dei cinque cocktail che saranno offerti è non solo l’assenza di alcol, ma anche la presenza di ingredienti come kefir, zenzero, erbe aromatiche e altri, tutti elementi benefici per la salute: da qui il nome di Cocktail Therapy.

Per gli utenti questa è la fase finale di un progetto esperienziale, denominato “Progetto L.e.o.“, iniziato nel mese di gennaio e aperto ai giovani tra 18 e 35 anni con l’obiettivo di fornire orientamento, consigli e supporto rispetto ad alcune aree professionali. Tra queste, l’area della ristorazione, del lavoro del bartender e di quella del social media manager. Le attività del Centro Diurno Monteverde sono cofinanziate dall’Assessorato Politiche Sociali e Salute di Roma Capitale.

Cocktail Therapy

I Centri Diurni della ASL Roma 3

I Centri Diurni nascono per accogliere persone con disagio mentale. Nell’ambito di un processo di inclusione e risocializzazione, le attività che i giovani svolgono rivestono un ruolo fondamentale durante tutto il percorso di cura. “L’orientamento che il nostro personale medico e sanitario, in collaborazione con la Cooperativa sociale Il Grande Carro, è in grado di offrire si fonda sulla formazione specifica, ma anche sulla costruzione di esperienze concrete che creino connessioni con il nostro territorio.
In quest’ottica, l’esperienza che abbiamo proposto ai ragazzi rappresenta il modo migliore per tutti loro di mettere a frutto le conoscenze acquisite nel corso dell’attività laboratoriale, aprendo la porta anche a futuri tirocini”, spiega Serena De Simone, psicologa della Asl Roma 3.
“I risultati sono tangibili”, commenta Francesca Milito, Direttrice Generale della Asl Roma 3. “Si trasformano in iniziative di grande impatto per gli utenti, come quella che si svolgerà a Casetta Rossa, che ringraziamo per la disponibilità attuale e l’attenzione che in futuro vorrà riservarci”.

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Referendum Autonomia Differenziata. Ecco dove si firma nel Municipio VIII

È partita la raccolta firme nel Municipio VIII per il Referendum contro l’Autonomia Differenziata. Il primo appuntamento è previsto per domenica 21 luglio a piazza Benedetto Brin, dalle ore 19:00. Presente anche l’Anpi mercoledì 24 luglio dalle ore 17:00 con un banchetto a Metro Garbatella, seguiranno tanti altri incontri per raggiungere l’obiettivo delle 500 mila firme necessarie.

Banchetti ANPI (in aggiornamento) sulle pagine social

La campagna referendaria nazionale

Prende il via nel weekend del 20 e 21 luglio 2024, in tutta Italia, la campagna di raccolta firme per il referendum integralmente abrogativo della legge sulla autonomia differenziata, promossa dal Comitato Referendario costituito da un vasto schieramento di forze sociali, politiche, associative e della società civile. In testa ovviamente la CGIL e l’ANPI, ma anche partiti, associazioni e rappresentanti delle istituzioni locali.

“Sì all’Italia unita, libera e giusta. Una firma contro l’Autonomia differenziata”, questo lo slogan della mobilitazione che punterà a coinvolgere mezzo milione di cittadini necessari per ottenere il Referendum. L’obiettivo è quello di riuscire ad abrogare la legge Calderoli.

La Legge Calderoli

La Legge Calderoli è l’attuazione concreta del modello leghista dell’autonomia differenziata. Consisterà sostanzialmente nel riconoscimento alle Regioni, da parte dello Stato, di autonomia legislativa sulle alcune materie di competenza concorrente e in tre casi di materie di competenza esclusiva dello Stato.

Parliamo di scuola, di rapporti con l’Unione Europea, della tutela e della sicurezza sul lavoro, delle reti di trasporto, della tutela ambientale ed altro ancora. Insieme alle competenze, le Regioni potranno anche trattenere il gettito fiscale. Insomma, con questa legge il Governo Meloni rafforza il potere delle Regioni e, soprattutto, la loro autonomia economica rispetto allo Stato.

Le ragioni del No

Da subito questa legge è stata duramente contestata dalle opposizioni in Parlamento. Concedere alle Regioni autonomia legislativa e la possibilità di trattenere il gettito fiscale su molte materie, fino ad oggi competenza dello Stato, vuol dire differenziare di molto i servizi pubblici essenziali nel territorio nazionale.

Lo spirito della raccolta per il No si concentra proprio su questo: la Legge Calderoli rischia di spaccare l’Italia ed aumentare il divario tra il Sud e il Nord. Per molti, questa legge rappresenterebbe un attacco diretto al principio di solidarietà sociale definito dalla nostra stessa Costituzione.

Per questo la battaglia politica e sociale si annuncia lunga e sicuramente dura, perché chiamerà a confrontarsi due anime opposte del nostro Paese.

Regione Lazio

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Il Consiglio Municipale si riunisce in via Tito. Continua la battaglia per la difesa dell’area verde

Continua la battaglia per scongiurare la realizzazione di un parcheggio nell’area verde situata tra via Tito e via Cristoforo Colombo. Ieri,  infatti, il Consiglio Municipale si è svolto negli spazi dell’Infobox di via Tito: a pochi passi dall’area verde oggetto della vertenza e sede di diverse associazioni del territorio.

L’obiettivo: modificare la convenzione urbanistica

L’obiettivo di questa iniziativa era evidentemente duplice. Da un lato segna una vicinanza fisica e morale delle istituzioni alla questione urgente sollevata dalla cittadinanza, ma dall’altro pone un risultato concreto da raggiungere. Il Consiglio Municipale ha, infatti, discusso un atto che chiede la modifica della convenzione urbanistica di Piazza dei Navigatori, a cui è legata la realizzazione del parcheggio come opera compensativa, e la salvaguardia del verde e delle alberature presenti nell’area antistante l’Infobox stesso.

Transizione verde per la città nell’interesse dei cittadini

“Su questo progetto pubblico non siamo d’accordo – afferma Amedeo Ciaccheri, Presidente del Municipio VIII – Non è d’accordo il Municipio, non sono d’accordo le cittadine e i cittadini, che si sono sollevati in queste settimane e siamo contenti che non sia d’accordo nemmeno l’Assessore all’Urbanistica Maurizio Veloccia di Roma Capitale”.

Poi, nel merito del progetto, continua. “Questo intervento verrà modificato, ne siamo convinti e lavoreremo per questo. Dobbiamo massimizzare i risultati possibili sulla sostenibilità ambientale, sul contrasto alle isole di calore e sulla modifica di un aspetto della città che deve guardare necessariamente alla transizione verde”.

In evidenza l’area oggetto della vertenza in via Tito, immagine tratta da Google Maps

Il commento del Presidente del Consiglio del Municipio VIII Marcucci

“Credo che il fatto di riunirci sul posto, di per sé straordinario, sia importante perché dimostra l’attenzione e la vicinanza della politica municipale alle giuste istanze dei cittadini” afferma il consigliere Samuele Marcucci a margine della giornata, appena fuori dall’area recintata. “Oggi – prosegue – si è fatto un passo avanti importante in questa battaglia ed è stato significativo vedere la presenza di tutte le forze politiche, delle Consigliere capitoline Valeria Baglio e Antonella Melito e di tutta la Giunta Municipale. Per questo non posso che esprimere la massima soddisfazione a nome di tutto il Consiglio Municipale”.

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Fulvio Carnevali ci ha lasciato. Mercoledì l’ultimo saluto a “Er Garbatella”

Fulvio Carnevali, classe 1932 aveva 92 anni, detto “Er Garbatella”, come amava farsi chiamare nell’ambiente cinematografico romano, ci ha lasciato portando con sé un pezzo di memoria storica del quartiere. I funerali si terranno, mercoledì 10 luglio 2024, alle ore 11:00 alla chiesa Madonna del Carmine e San Giuseppe in via del Casaletto 691.

Un doppiatore al Lotto 12

La vita privata di Fulvio Carnevali si è incrociata più volte con la storia collettiva del quartiere della Garbatella. Alcune bellissime pagine ne ricostruiscono le vicende nel Quaderno n°1 di Moby Dick, grazie alle interviste preziose di Giovanna Mirella Arcidiacono ed al suo lavoro instancabile di documentazione e racconto.

Era cresciuto al Lotto 12, quello dietro al Palladium, che negli anni dell’infanzia di Carnevali ancora si chiamava Cinema Teatro Garbatella. Fu operatore cinematografico di stabilimento e doppiatore, amico di Maurizio Arena, conobbe anche Pier Paolo Pasolini, con cui lavorò nel film Accattone, e il cui ricordo si può riascoltare ancora oggi in una video-intervista dell’Associazione Il Tempo Ritrovato a L’Ardito, lo storico ristorante di piazza dei Navigatori.

Fulvio-Carnevali.-Foto-Facebook-Giovanna-Arcidiacono

Un ricordo di Giovanna Mirella Arcidiacono

Grazie a tutti i suoi racconti abbiamo conosciuto quella Garbatella dei ragazzi degli anni Trenta e Quaranta” ci spiega Giovanna, conosciuta come Fatagarbatella. Nei suoi racconti sono vivide le immagini e le emozioni di una giovinezza passata tra i lotti, come i ricordi delle docce con i fratelli e la mamma ai Bagni pubblici lasciati nelle sue interviste. Come tanti giovani in quegli anni, era passato anche per i Mercati Generali, dove aveva conosciuto  Er Capece e la cooperativa dei facchini, un luogo di straordinaria resistenza umana di cui aveva parlato spesso raccontando il quartiere. “Amico di Maurizo Arena – prosegue Fatagarbatella – amava mostrarci una foto di quando era anche lui un fusto, come il suo amico di scorribande. Con la scomparsa di Er Garbatella se ne va una parte di quel quartiere dove un tempo si nasceva in casa“.

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“Introduzione alla realtà” : il nuovo libro di Edoardo Camurri a Moby Dick

L’evento

Edoardo Camurri arriva alla Garbatella con il suo nuovo libro, “Introduzione alla realtà”. Il conduttore televisivo, giornalista e scrittore, sarà ospite oggi, 26 giugno 2024 alle ore 18:00, dell’Hub culturale Moby Dick, in Via Edgardo Ferrati 3.  L’autore dialogherà con Emanuele Dattilo, dopo i saluti e una breve introduzione alla discussione, che sarà realizzata dal consigliere municipale Lorenzo Giardinetti.

 

Foto di facebook. Edoardo Camurri 2020

Il libro

“Introduzione alla realtà” è un’epistola, un piccolo pamphlet filosofico di un centinaio di pagine in cui l’autore si rivolge ad un tu immaginario, che possiamo assumere come tutti noi. Il libro, edito da Timeo nel 2024, raccoglie un flusso di riflessioni appassionanti, capaci, come dice l’autore stesso, di farci incontrare la realtà nella sua durezza. Nelle sue pagine raccoglie, quindi, questioni che spaziano dalla paura alla morte, dalla psichedelia all’amore. Quella contenuta nel libro è una storia che parte dall’inizio, dalla nascita che ci introduce al mondo e alla realtà. I ragionamenti dell’autore ci possono aiutare a ridefinire la realtà possibile.

 

L’autore

Giornalista e scrittore classe ’74, Edoardo Camurri ha concentrato il suo lavoro nella divulgazione filosofica e culturale. Fino al gennaio di quest’anno ha condotto, su Rai 3, il programma culturale “Alla scoperta del ramo d’oro”, che ha raccolto un vasto pubblico di studenti e di persone di ogni età, entrando anche nelle scuole. Tante  le conduzioni radiofoniche e i contributi cartacei. Tra gli altri, ha introdotto nell’edizione di Mondadori, gli scritti psichedelici di Huxley. Durante la pandemia, ha condotto “Maestri”, il programma di Rai Cultura che promuoveva la didattica a casa durante la chiusura delle scuole, in collaborazione con il MIUR.

 

 

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Il Basket 3×3: nuova energia per i nostri quartieri

Tre contro tre, la palla e i canestri. Le community di basket e streetball di Roma si sono organizzate. Sta arrivando il circuito di Roma 3×3: il primo circuito estivo per il basket di strada, che segna un passo avanti importante per questo sport sempre più diffuso. Domani a Garbatella iniziano i più giovani, della categoria Under 17, poi sarà la volta delle categorie Femminile e Senior.

Logo del torneo Roma3x3.

Il torneo

Cinque tappe e una finale, su tutto il territorio cittadino. Cinque playground che nei quartieri sono diventati simbolo di comunità e aggregazione intorno allo sport e che finalmente vengono messi in rete dai giovani che hanno organizzato il torneo. La finale in una location segreta che promette di stupire chi parteciperà.

Le tappe in VIII Municipio

GarbaPlayground

 

Ben tre delle cinque tappe cittadine saranno sugli asfalti dei playground del nostro Municipio: dal Garba Playground al Playground Roma 70, passando per quello del Cinodromo. Vari quartieri e un forte protagonismo dei ragazzi che stanno dando vita a questi luoghi di sport cresciuti e implementati grazie al lavoro delle comunità e Municipio negli ultimi anni.

La voce degli organizzatori

Francesco, Riccardo e Samuele sono tre dei ragazzi che gestiscono i Playground del Municipio VIII, ognuno con la sua community. L’entusiasmo è tanto. “Per noi il Playground è un luogo d’incontro”, dicono a Cara Garbatella, “dove ragazze e ragazzi possono incontrarsi e passare del tempo insieme, il Basket 3×3 è ciò che ci unisce e ciò che ha ci permesso di creare le nostre fantastiche community”.

E poi rispetto al torneo in arrivo aggiungono: “Il circuito Roma3x3 è un regalo che facciamo a tutte le nostre comunità ma in generale a Roma, perché per noi Roma rappresenta il nostro Playground”.

Il torneo andrà avanti per tutto il mese di giugno. Sta arrivando il circuito di Roma 3×3: per rimanere aggiornati basterà seguire le pagine social di Basket3x3 e che vinca il migliore!

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In bici per Gaza. La carovana Ride 4 Sunbirds arriva alla Garbatella

Partita il 25 aprile da Milano, la lunga carovana di bici Ride 4 Sunbirds arriva questo pomeriggio alla Garbatella. È la Ride 4 Sunbirds: 700 km per raccogliere fondi e raccontare la storia dei Gaza Sunbirds, una squadra palestinese di para-ciclisti.

 

Logo di Ride 4 Sunbirds.

Chi sono i Gaza Sunbirds

La squadra nasce nel 2020 grazie ad un’idea di Alaa al-Dali, ciclista professionista che durante le manifestazioni al confine tra Israele e la Striscia di Gaza ha perso una gamba colpito da un cecchino dell’esercito israeliano. Tra il 2018 e il 2019 sono stati migliaia i giovani palestinesi che hanno dovuto subire amputazioni agli arti a causa dei colpi subiti durante le manifestazioni. Dopo aver perso la gamba, Alaa al-Dali ha deciso di fondare una squadra di para-ciclisti, composta da ciclisti professionisti che prima della recente aggressione militare israeliana su Gaza avevano iniziato ad allenarsi per competere alle Paralimpiadi del 2024.

La carovana Ride for Sunbirds

Un gruppo di ciclisti italiani ha deciso di raccontare questa storia. Lo fanno attraversando un pezzo di stivale con le proprie bici: molte tappe in un lungo percorso con l’obiettivo di raccogliere fondi e dare voce alla storia di Alaa e degli altri ragazzi. La carovana si è fermata lungo il percorso a Parma, Bologna, Firenze, San Quirico d’Orcia, Bolsena e, poi, finalmente a Roma. Lo sport diventa così un mezzo potente per costruire ponti di solidarietà e sostenere il sogno di questi ragazzi.

L’arrivo alla Garbatella

Il taglio del nastro finale della carovana è stato fissato in Piazza Santa Maria della Pietà. È, però, alla Garbatella che nel corso di questo pomeriggio e della sera saranno accolti i ciclisti. L’evento, che si svolge tra Piazza Sauli e La Villetta, è stato promosso e organizzato da Assopace Palestina con il patrocinio del Municipio VIII di Roma. Dalle 19:00 il film-documentario Tour de Gaza, di Flavia Cappellini, racconterà negli spazi di Via degli Armatori 3 la storia dei paraciclisti. Tra gli altri, infatti, ad attendere la carovana ci sarà anche il Presidente del Municipio VIII Amedeo Ciaccheri. Con lui, Meri Calvelli, cooperante italiana di ACS che per anni ha lavorato nella Striscia di Gaza. E ancora ci saranno Hatem Abed Sabra della Comunità palestinese e Daniele Lauri, del Disability Pride Italia.

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Libera dalle mafie: don Ciotti con le scuole del territorio

Nella mattinata di lunedì 4 marzo oltre duecento studentesse e studenti delle scuole superiori del territorio hanno avuto l’opportunità di incontrare don Luigi Ciotti, fondatore di Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie. L’evento, che è stato ospitato nelle strutture dell’Università di Roma Tre, ha visto la luce grazie alla collaborazione diretta del Municipio VIII e dell’associazione Libera a Roma. L’incontro è stato propedeutico alla partecipazione delle scuole alla manifestazione Roma città libera che si terrà nella Capitale il 21 marzo.

Da sinistra. Francesca Vetrugno, Don Ciotti, Massimiliano Fiorucci e Amedeo Ciaccheri.

Impegno civile e antimafia sociale

I lavori della mattinata hanno visto la partecipazione del Magnifico Rettore dell’Università di Roma Tre Massimiliano Fiorucci, del Presidente del Municipio VIII Amedeo Ciaccheri e dell’Assessora alla Scuola del Municipio VIII Francesca Vetrugno.  L’incontro è stato dedicato ai temi dell’impegno civile e dell’antimafia sociale. L’ospite principale, ovviamente, è stato don Luigi Ciotti: un punto di riferimento, a livello nazionale, nella lotta alla mafia e alle organizzazioni criminali, nella lotta per la legalità, per i diritti umani e la giustizia sociale. Lotte portate avanti grazie allo strumento di rivendicazione centrale dell’azione di Libera, ovvero il recupero delle terre e dei beni confiscati alle mafie, trasformabili in risorse utili per le comunità.

Roma città libera: il 21 marzo la manifestazione nazionale

Il 21 marzo è la Giornata Nazionale della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. È una giornata riconosciuta ufficialmente dallo Stato, attraverso la legge n. 20 dell’8 marzo 2017. Per Libera, rappresenta un momento di riflessione fondamentale, ma anche di approfondimento e di incontro, di testimonianze attorno ai familiari delle vittime innocenti delle mafie. Quest’anno, la ricorrenza verrà celebrata a Roma e si riuniranno qui in città i gruppi territoriali di tutta Italia, oltre che scuole e associazioni. All’appello stanno già aderendo diversi istituti del territorio.

 

 

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Con Alessandro Barbero al Teatro Palladium

 

Il professor Alessandro Barbero e centinaia tra studentesse, studenti e docenti, hanno affollato le mura del Teatro Palladium alla Garbatella nella mattinata di mercoledì 27 febbraio. Un’occasione più unica che rara, quella che si è presentata alle ragazze e ai ragazzi del triennio del Liceo Peano di Via Morandini, in zona Laurentina.

Il professor Barbero

Specializzato in storia del Medioevo, è uno dei professori più autorevoli, ma soprattutto più conosciuti e popolari nell’Italia degli ultimi anni. Ordinario all’Università del Piemonte Orientale, può vantare, oltre che un’altissima carriera accademica e produzione saggistica, di essere una vera e propria star di internet e dei social network. Grazie alla divulgazione delle sue lezioni e video-conferenze sulle piattaforme digitali, la voce di Barbero ha raccontato, e racconta tuttora, i passaggi fondamentali della Storia europea – e non solo – a giovani e meno giovani.

Un’opportunità da non perdere

L’iniziativa nasce proprio in virtù della grande popolarità di Barbero. Alcune studentesse e studenti, infatti, sono riusciti ad entrare in contatto con il Professore strappando la sua disponibilità ad un incontro dal vivo: grazie alla collaborazione con il Municipio VIII e alla Fondazione Teatro Palladium, la scuola ha ottenuto la possibilità di svolgere l’evento all’interno del Teatro, permettendo, così, a molte classi del triennio di partecipare. Una grande opportunità, che l’intera comunità scolastica non si è fatta sfuggire.

 

Foto tratta dal profilo Facebook del Presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri.

Domande e risposte al Teatro Palladium 

A meno di un mese da un’importante commemorazione per il territorio come quella delle Fosse ardeatine, con il Professor Barbero, gli studenti hanno potuto dialogare apertamente intorno ai temi della guerra e delle guerre, e del rapporto che queste hanno con l’informazione. “Guerre attuali e virtuali. Lo storico Alessandro Barbero dialoga con gli studenti del Liceo Peano“, questo il titolo della giornata. Una mattinata che difficilmente dimenticheranno, a discutere insieme intorno ad una lettura storica degli eventi del presente, necessaria per capire le radici profonde dei conflitti attualmente in corso, ma anche le differenze e le similitudini nella percezione e nel racconto dei conflitti di oggi e di ieri.

 

 

 

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Parco Schuster: tra sentenze, concerti e la riqualificazione in arrivo

Parco Schuster è di nuovo al centro delle polemiche e ora è finito anche in tribunale. Tra musica e concerti gratuiti, aggregazione per i giovani e la richiesta dei residenti della zona di poter dormire in pace, si determina, a colpi di ricorsi e concessioni, l’idea di città in cui ognuno vuole vivere. E non sempre le idee sono compatibili.

Foto tratta da Facebook di Parco Schuster.

La sentenza del tribunale

Dopo un’estate densa di eventi musicali nel parco di San Paolo, è arrivata la scorsa settimana una sentenza del tribunale, che, stando a quanto riportato da Roma Today, si è espresso in via definitiva nel merito dell’impatto e della regolarità delle manifestazioni notturne. Il giudice ha riconosciuto la “sussistenza di fenomeni di elevata rumorosità” e ha condannato gli organizzatori di Propaganda Schuster, dell’associazione Asd Lab, al pagamento delle spese legali. Già lo scorso anno la rassegna musicale e culturale estiva aveva subito limitazioni agli orari di attività in seguito ad un ricorso dei residenti della zona.

L’opposizione municipale esulta

“Ho lottato anni ed è stato un privilegio per me aver potuto aiutare i residenti di Ostiense – San Paolo, rappresentati dal determinato avvocato Carmine Alex De Pietro, a dimostrare che le manifestazioni che si sono tenute a Parco Schuster erano completamente non a norma”. Queste le parole con cui Simonetta Novi, consigliera per la Lista Calenda Sindaco, all’opposizione in Municipio VIII, ha salutato la sentenza con un post sul suo profilo di Facebook.

Logo Propaganda Schuster, tratto da Facebook di Parco Schuster.

I giovani residenti e la vita notturna della città

“Le manifestazioni estive a Parco Schuster hanno ridato vita a un quartiere in cui negli ultimi anni, con la crescita dell’Università di Roma Tre, abbiamo assistito ad un cambiamento” dice Micaela di Borghetta Stile, attivissima organizzatrice di eventi musicali della Capitale. “Grazie alla posizione strategica moltissimi giovani hanno scelto questa zona di Roma, e sono molte le attività che sono nate, cresciute e a volte si sono trasformate”.

“Grazie alle proposte artistiche della manifestazione è stato possibile coinvolgere dalla mattina alla sera migliaia di persone,” ha continuato. “Certamente spesso sono i giovani residenti della zona che hanno animato un parco e uno spazio, che è stato, così, reso sicuro e controllato per chi lo frequenta e per le persone che vivono San Paolo. Tutto ciò ci riporta indietro agli anni 60 e 70 quando le piazze, i bar e i giardini erano vivi e vissuti fino alle prime ore del mattino e svolgevano la loro funzione sociale”.

Amministrare la vita notturna: una voce dal Municipio VIII

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Samuele Marcucci, Presidente dell’Aula consiliare del Municipio VIII. “A parco Schuster si sono svolte, per molte estati, manifestazioni culturali e musicali che hanno coinvolto migliaia di giovani di questo Municipio e non solo”, dice a Cara Garbatella.

Una riflessione la dedica, poi, all’amministrazione degli spazi pubblici e a ciò che questa sentenza comporterà per il quartiere. “Le migliaia di ragazze e ragazzi che vivono, studiano e lavorano in questo territorio non spariranno con la fine dei concerti a parco Schuster, e per questo l’amministrazione deve preoccuparsi di guardare al futuro immaginando nuovi luoghi e modi di aggregazione notturna che concilino le diverse esigenze degli abitanti”.

 “Non possiamo ignorare”, conclude “che vita notturna significa anche posti di lavoro e opportunità per il nostro territorio e per questo va accompagnata e incoraggiata in forme sostenibili; rinunciare a governare questo fenomeno significa lasciare spazio ad eventi che rischiano di andare fuori controllo come già accaduto in passato. Bisogna individuare spazi idonei, lavorando con i professionisti del settore e con quelle
realtà che, da sempre, si occupano di promuovere aggregazione sana e positiva”.

 

La riqualificazione è vicina

“Ad ogni modo, parco Schuster sarà a breve oggetto di un importante intervento di riqualificazione inserito nel piano giubilare”. Ci dice ancora Marcucci sul futuro del parco e del quadrante, ora che siamo alle porte del Giubileo e che migliaia di fedeli avranno la Basilica di San Paolo tra le tappe obbligate della loro visita romana. “Si realizzerà un recupero complessivo del parco con aree attrezzate e inclusive, oltre ad una ristrutturazione e funzionalizzazione dei bagni e dei locali comunali, che dovranno tornare ad essere un luogo di aggregazione del quartiere”.

 

 

 

 

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Torneo di Basket 1 contro 1

Al via la quarta edizione del Torneo di Basket del GarbaPlayground.

Il 9 e il 10 dicembre la giovane comunità cestistica della Garbatella organizza due giornate intense di sport e aggregazione.

Si tratta di una realtà nata poco più di un anno fa e che oggi coinvolge ragazzi di età differenti provenienti da tutto il territorio del Municipio VIII, e non solo.

Dove si svolge

Il Torneo sarà strutturato su due diversi playground, con i giocatori suddivisi per fasce di età: al Parco Garbatella, nel campo da gioco di Via Rosa Raimondi Garibaldi, i canestri saranno dedicati ai giocatori under 14; per i più grandi sarà quello di Via Malfante, inaugurato meno di un anno fa vicino Piazza dei Navigatori.

Iscrizioni e gioco 1vs1

A cavallo del Viale Cristoforo Colombo si batteranno, dunque, i migliori cestisti di zona, in una serie continua di duelli. Il torneo, infatti, sarà uno contro uno.

Per iscriversi è possibile contattare la mail garba.playground@gmail.com o avere maggiori informazioni attraverso i canali social dell’organizzazione.

Lo spirito dell’iniziativa

“È un’esperienza volta alla promozione dei campi del territorio e della socialità tra i ragazzi del quartiere” dicono gli organizzatori.

“Questi eventi, inoltre, hanno dato e danno aiuto alle organizzazioni e alle società delle zone limitrofe ai campi”. Alcuni premi in palio saranno offerti da associazioni e attività commerciali locali, a dimostrazione dello spirito di comunità che anima l’iniziativa.

Lo sport è un elemento fondamentale per dare vita ai quartieri.

Che vinca il migliore!

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Una panchina contro la violenza di genere in piazza Barolomeo Romano

Una folla molto eterogenea per età e per genere si è stretta intorno ad una nuova panchina in Piazza Bartolomeo Romano, sul marciapiede davanti all’ingresso dell’Archivio Flamigni.

Donne, di ogni età, i bambini dell’Istituto Macinghi Strozzi, le forze dell’ordine e il Municipio VIII, una rappresentanza dell’Archivio Flamigni e le donne del Gruppo Nannaré, riuniti per l’inaugurazione di una panchina rossa contro la violenza di genere e per la promozione dei servizi di supporto sul territorio.

La cerimonia di inaugurazione

La panchina contro la violenza di genere, decorata di rosso per l’occasione, è stata inaugurata in una intensa e commossa cerimonia che ha dedicato pensieri e parole a Giulia Cecchettin e a tutte le donne uccise a causa della violenza maschile.

Decine di palloncini rossi sono stati lasciati volare in aria dai bambini e ragazzi dell’Istituto Macinghi Strozzi.

Un momento di particolare raccoglimento è stata la lettura di Ilaria Moroni, direttrice dell’Archivio Flamigni, che ha scelto la poesia Se domani non torno di Cristina Torres Caceres nella sua versione integrale.

L’appuntamento di domani e il valore dei servizi territoriali

Maya Vetri, assessora alla Cultura del Municipio VIII, ha presenziato l’inaugurazione dando particolare rilievo alla scelta di inserire sulla panchina una placca su cui sono stati riportati tutti i servizi territoriali che intervengono sulla violenza di genere.

Contatti, informazioni, nomi e indirizzi dei centri antiviolenza, delle associazioni attive sul territorio e dei servizi attivi del Municipio.

Un piccolo elemento, che dà senso alla memoria e diventa strumento di consapevolezza e intervento per la cittadinanza. In chiusura, è stato rinnovato l’appuntamento per tutte le donne del territorio.

“Domani alle 14.00 ci troveremo alla stazione di Metro Garbatella” ha detto Vetri “per raggiungere tutte insieme la manifestazione di Non una di meno al Circo Massimo”.

I servizi del territorio sulla panchina

Segnalati i contatti e gli indirizzi sulla panchina dei servizi del territorio contro la violenza di genere, come il Centro antiviolenza Nilde Iotti, quello dell’Università Roma Tre Sara Di Pietrantonio, lo sportello municipale LGBTQ+ e gli altri sportelli legali e di sostegno offerti dal Municipio, le associazioni e i circoli di riferimento per la fuoriuscita da dinamiche di violenza.

Sulla placca, realizzata in collaborazione con Archivio Flamigni, è stato segnalato anche il numero nazionale antiviolenza e stalking 1522 e realizzato un QR code interattivo per ottenere maggiori informazioni riguardo i servizi segnalati.

L’importanza delle scuole del territorio

“La scuola del territorio è sensibile per quanto riguarda i diritti” dice Rosa Tortorici, insegnante dell’Istituto Macinghi Strozzi. “I colori della Pace sono sulle mura della nostra struttura e nel nostro cortile ci sono tre panchine colorate.

Ognuna ha un diverso significato: quella rossa, contro la violenza sulle donne, quella gialla, contro il bullismo e quella blu e gialla, che riprende i colori del maglione che indossava Stefano Cucchi. Sul territorio e nella scuola, le nostre attività mirano a stimolare grande sensibilità ogni giorno”, conclude la professoressa.

È ora di fare rumore

Un commento a margine è quello di Lucia Di Cicco, del Gruppo Nannaré, che ha promosso l’iniziativa. “Questa panchina è un simbolo” dice “ora dobbiamo stringerci tutti insieme intorno al problema della violenza, che è enorme per tutti. È inaccettabile, nel 2023, che muoiano ancora così tante donne per mano della violenza maschile.

È ora di fare rumore.

La violenza colpisce la dignità umana e per questo bisogna educare le nostre comunità, a partire dalle scuole, al rispetto”.

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Zerocalcare a Roma Tre per la conferenza sui diritti e le libertà politiche in Turchia

Diritti umani e civili nella Repubblica di Turchia: una conferenza molto densa, che ha visto la partecipazione di alcuni relatori d’eccezione. Tra gli altri, l’ospite sicuramente più atteso dalla platea di studentesse e studenti è stato il famoso fumettista Michele Rech, in arte Zerocalcare.

Il focus della conferenza

Lo scorso martedì 14 novembre una grande folla ha riempito l’Aula magna della facoltà di Giurisprudenza di Via Ostiense. I tanti relatori che hanno preso parte all’intensa discussione hanno concentrato l’attenzione intorno ad un punto chiaro: la necessità di una soluzione politica per la questione curda in Turchia e in tutta l’area mediorientale.

Un incontro accademico e di formazione molto interessante, che ha iniziato i lavori con i saluti del Magnifico Rettore Fiorucci e un contributo della Prof.ssa Rigo, che presiedeva la discussione.

La moderazione degli interventi è stata, invece, affidata al Presidente del Municipio VIII Ciaccheri, che ha costruito, negli anni, una solida relazione politica con la comunità curda di Roma.

Le parole di Zerocalcare

Il fumettista di Rebibbia ha voluto mettere in luce il grande valore politico e democratico del modello confederalista adottato dalle comunità curde ed ezide, partendo proprio dalla sua esperienza personale nella regione mediorientale.

In particolare, grande attenzione è stata dedicata alle comunità di Shengal, una piccola città nel nord dell’Iraq, vicina al confine con la Siria.

Lì è ambientato il fumetto più venduto del 2022 in Italia: No Sleep Till Shengal, frutto della matita, ovviamente, di Zerocalcare per Bao Publishing. Modello da seguire, dice il fumettista, frutto dell’elaborazione di Abdullah Ocalan, detenuto speciale nelle carceri turche e di cui da tre anni non si hanno notizie e per cui chiede la liberazione.

Tanti ospiti per due panel: detenuti politici e diritti civili.

Una lunga discussione suddivisa in due filoni che hanno cercato di comporre il quadro della condizione da un lato dei detenuti politici, e dall’altro il rispetto e le violazioni dei diritti civili e delle libertà politiche, nel contesto della Turchia. Molti ospiti di spessore, arrivati anche da varie aree del Kurdistan: Newroz Uysal Aslan, deputata HEDEP in Turchia; Faik Ozgur Erol, avvocato di Ocalan; Zilan Diyar, Movimento delle Donne Curde.

Importante anche il contributo dell’avvocato Arturo Salerni, del giurista Mauro Palma e del portavoce del “Comitato Libertà per Ocalan” Russo Spena. Una interessante interlocuzione politica si è, inoltre, creata grazie agli interventi dell’On. Marco Grimaldi, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e del Consigliere regionale Claudio Marotta, capogruppo di AVS in Regione Lazio.

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C’è Movimento in Consiglio municipale

Un’intervista a Marco Merafina, consigliere M5S nel Municipio VIII

Sull’ultimo numero cartaceo di Cara Garbatella abbiamo raccontato alcune manovre che stanno spostando gli equilibri all’interno della sala consiliare di Via Benedetto Croce. Partiamo da qui, per chiarire alcuni passaggi con Marco Merafina, consigliere del Movimento 5 Stelle e Vicepresidente del Consiglio Municipale, in quota di opposizione.

“Io non ho mai pensato e non ho intenzione di uscire dal Movimento 5 Stelle.”

Ci tiene a metterlo subito in chiaro, il consigliere, commentando l’articolo e facendo riferimento ad una smentita già pubblicata dal Foglio a riguardo.

Ma allora come è iniziato tutto?

L’11 settembre abbiamo avuto una riunione del Movimento 5 Stelle a livello nazionale, con Conte. In quella sede ho proposto non di andarmene via, ma di portare il M5S in maggioranza nel Municipio. L’ho fatto poiché ritengo che il nostro Municipio sia uno dei migliori di Roma e che i rapporti che ho costruito in questi cinque anni con le realtà della maggioranza siano ottimi. Sia con il Partito democratico, che con Sinistra civica ecologista. Lavorare su una prospettiva di unità delle forze progressiste è la cosa migliore in vista del 2026. Questa è l’operazione, che è un’operazione politica.

Quindi, in sostanza, non ha mai pensato di cambiare partito?

Cambiare casacca non è nei piani. Voglio dare un contributo al dibattito su Roma. L’VIII potrebbe essere un ottimo laboratorio. Il tempo tuttavia non è maturo, ci sono le europee e Conte ha detto di attendere. L’VIII è, però, il laboratorio giusto perché i rapporti sono positivi. Cambiare casacca minerebbe questo processo e non è mai stato nei miei piani.  

Come spiega, allora, il fatto di aver cambiato posto in Aula, passando dalle sedie dell’opposizione a quelle della maggioranza?

Il M5S fa parte del campo progressista e per questo sono seduto nei banchi che formalmente appartengono alle forze del campo progressista. Ho parlato con il Presidente del Consiglio municipale, Marcucci, che mi ha confermato che l’attribuzione delle sedute è consuetudinaria ed ognuno può sedersi dove meglio crede. Mi sono seduto con la maggioranza perché stare vicino ai colleghi di Forza Italia e Fratelli d’Italia non è nelle mie corde, e per questo ho cambiato posto. Non ho mai negato la mia posizione di sinistra all’interno del Movimento 5 Stelle. Quelli che pensano di non collaborare o addirittura di andare a destra, la transumanza l’hanno già fatta, come avete testimoniato anche nell’articolo precedente.

Qual è l’umore dentro il Movimento riguardo questa sua posizione?

La notizia sul Foglio è stata un colpo basso da parte di chi, nella mia area politica, vuole osteggiare l’operazione. Per me i rapporti con un altro partito sono positivi o negativi a seconda della postura che viene scelta. Personalmente, cerco di trovare i punti di affinità, di essere costruttivo. La politica altrimenti rimane immobile sulle posizioni.

Ecco, parliamo di punti di affinità.

Ce ne sono molti, sia su scala nazionale che su scala locale. Questioni come il salario minimo, per esempio. L’azione sulla Sanità di Zingaretti, per me, al contrario di altri che la ritengono controversa, è stata molto positiva, come d’altronde il lavoro delle due assessore del Movimento 5 Stelle che presero parte alla scorsa Giunta regionale. Lavorare in splendida solitudine favorisce la destra e per questo remano contro questa operazione.

In che senso?

Ci sono forze come quelle della destra che hanno interesse a far sembrare che voglio andarmene altrove. La destra spera nella divisione del campo progressista per eleggere tra le loro fila il prossimo sindaco. Io ho voluto dare il mio singolo contributo parlando con Conte. Se la cosa dovesse propagarsi e a Roma si sciogliesse questo nodo, sarebbe un segnale importante.

E a che punto siamo in Municipio?

È da prima dell’estate che non voto in dissonanza con le forze progressiste, diciamo che c’è identità di vedute. Per me prima vengono gli interessi dei cittadini e poi quello del Movimento. I cittadini vogliono che vengano risolti i problemi, che i giardini siano puliti e che le buche vengano asfaltate, soprattutto in un’istituzione di prossimità questo è fondamentale.   

Ecco, riguardo alle strade. Parliamo delle ciclabili, su cui il M5S ha portato avanti un lungo lavoro in Aula ed anche al Comune con la Giunta Raggi. Lo stesso consigliere Bruno, prima di passare a Forza Italia, aveva spinto molto sul tema.

E ora sono state dimenticate, ma non voglio fare polemiche. Sulla questione delle ciclabili, per esempio, a volte ho preso posizioni che mi hanno messo contro la mia stessa parte politica. Quando Patané (attuale Assessore alla mobilità, ndr) dice che alcune ciclabili, anche fatte nel periodo della Raggi, sono state pensate male, dice la verità. Ma questo non può essere utilizzato per dire che il Pd non vuole le ciclabili, perché non è vero.  Bisogna affrontare la discussione nel merito. Non si può pensare solo al movimento Salva ciclisti, sono 600 persone. Noi, solo nel nostro Municipio, siamo 139mila abitanti. Ci sono i commercianti, gli automobilisti, gli anziani. Scegliere il giusto percorso significa contemperare le esigenze di tutti. Come la ciclabile di Via Giustiniano Imperatore, che va rivista. E questa non è lesa maestà all’ex Assessore dei lavori pubblici al Comune di Roma.

La politica va fatta nell’interesse dei cittadini ed è questa la direzione in cui sto lavorando. La nostra è l’operazione giusta e bisogna costruire consenso. Non è facile ed è anche per questo che la destra vuole farmi le scarpe, per la posizione di Vicepresidente, screditandomi.

Cosa intende?

Per loro è più comodo se cambio partito, piuttosto che portare il M5S in maggioranza. Io lavoro per attuare il programma del Movimento e attraverso il dialogo costruisco i compromessi. Come successo per la battaglia contro la realizzazione del tratto stradale di 800 metri sul parco del Tintoretto, un esempio in cui abbiamo vinto.

 

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Le donne e le lotte per i servizi sociali a Roma: continua all’Archivio Flamigni il lavoro del Gruppo Nannaré

L’evento

Roma e i servizi sociali, il protagonismo delle donne: questo il titolo scelto per l’incontro di venerdì 29 settembre, organizzato dal Gruppo NANNARÉ negli spazi dell’Archivio Flamigni in Piazza Bartolomeo Romano, nell’ambito di un ciclo che continuerà anche nei prossimi mesi.

All’origine dei servizi sociali a Roma

Dagli asili nido ai centri anziani, la lotta per l’aborto e la maternità consapevole, le case-famiglia per donne affette da disturbi psichiatrici, gli ambulatori e i consultori, le scuole prefabbricate nei quartieri popolari per combattere la dispersione scolastica: furono conquiste concrete e battaglie frutto delle lotte delle donne.

In prima linea nelle organizzazioni collettive, dalla CGIL alle associazioni e, ovviamente, al PCI, furono protagoniste di una stagione che ha cambiato in meglio la vita delle persone nella nostra città e che produce frutti ancora oggi. Solo che troppo spesso ne ignoriamo le radici.

Una mattinata intensa di lavoro ha aiutato a ritrovarle: moltissime persone, donne in larga maggioranza, si sono confrontate con passione riguardo alle esperienze vissute, di lotta e di amministrazione locale, per ricostruire e condividere pensieri e percorsi relativi alla conquista e alla costruzione dei servizi sociali fondamentali per Roma, a partire dalla fine degli anni ’60.

Il Gruppo NANNARÉ

Il nome del Gruppo NANNARÉ non è certo un caso, e ci tiene a specificarlo in apertura Lucia Di Cicco, moderatrice della giornata di lavoro: un tributo all’attrice Anna Magnani, donna combattiva e coraggiosa, popolana della nostra città.

“Gli incontri sono solo un momento del nostro lavoro” dice Di Cicco. “Vogliamo raccogliere le testimonianze che ognuna di noi custodisce”. L’obiettivo, infatti, ha spiegato, è riunire frammenti di vita e di storia di donne, con la convinzione che queste vite siano testimonianza di come le donne abbiano scritto la storia della città.

“In questo lavoro di ricerca, il dato è la quantità di donne impegnate a cambiare lo stato delle cose e di come le battaglie delle donne siano riconnesse con la rigenerazione della città e per l’innalzamento della qualità di vita di tutti”.

Gli interventi: Franca D’Alessandro Prisco

I lavori della giornata, iniziati con i saluti della giornalista e scrittrice Benedetta Tobagi e della direttrice dell’Archivio Flamigni Ilaria Moroni, sono proseguiti con il preziosissimo contributo di Franca D’Alessandro Prisco, ex senatrice, ma soprattutto, consigliera comunale prima, e assessora poi, ai Servizi sociali, al Personale ed al Decentramento del Comune di Roma nelle giunte rosse guidate dai sindaci Argan, da Vetere e da Petroselli tra gli anni ’70 e gli anni ’80.

Franca D’Alessandro Prisco durante il suo intervento

Una voce autorevole e lucida che ha spiegato, attraverso il racconto della sua esperienza personale, il quadro di rivendicazione, di pratiche e di analisi teorica, che ha sostenuto e dato concretezza alle lotte delle donne comuniste in quegli anni a Roma. Come avvenuto per i centri anziani, luoghi in cui anziani e anziane potevano vivere per sé e non solo per la famiglia, per le scuole nelle periferie (provvisorie all’epoca e spesso ancora oggi in funzione), o per l’apertura degli asili nido.

“Nella nostra esperienza” ha raccontato D’Alessandro Prisco “ci rendemmo conto che bisognava creare unità di intenti ed elaborazione, prima di fare battaglie e iniziative di lotta. Eravamo, per esempio, contro l’idea delle camere di allattamento” – che dovevano essere istituite dai datori di lavoro secondo la Legge 860/1950, “noi volevamo gli asili nido pubblici aperti al quartiere”. Fu una lotta, quella per gli asili nido, passata per il fondamentale coinvolgimento sia della donne lavoratrici, già organizzate, che delle donne casalinghe, cui l’elaborazione e la rivendicazione collettiva fu utile per comprendere che era possibile chiedere che lo Stato si occupasse anche del tempo della propria vita di madre.

“Avevamo un’idea elevata, obiettivi alti di migliorare la città e la sua capacità di essere vicina a tutti gli strati sociali. Volevamo l’impegno del pubblico a fornire servizi innovativi, fino a quel momento appannaggio del privato, laico o religioso che fosse. Lavoravamo per la diffusione su larga scala dei servizi pubblici, che potesse determinare un salto di qualità sociale e politico notevole, e che ha dato, infatti, carattere a tutta l’azione delle giunte di sinistra rispetto ai servizi sociali”.

Altre storie a comporre lo sguardo d’insieme

Altre relatrici hanno preso, poi, parola contribuendo alla mattinata. Tonia Di Cesare, per esempio, riguardo agli interventi relativi ai servizi per la salute mentale, in particolare per le donne affette da disturbi psichiatrici. Il suo intervento ha ricostruito l’esperienza di una casa-famiglia, nata grazie all’occupazione di uno spazio del Comune da parte delle operatrici sanitarie e poi riconosciuta grazie all’interlocuzione politica.

Interessante anche il contributo di Livia Omiccioli, con la sua esperienza in uno dei primi asili nido, ha raccontato l’autorganizzazione delle insegnanti, il rapporto di supporto e rivendicazione di condizioni migliori al fianco delle famiglie, e l’elaborazione di modelli educativi nuovi, che contribuissero al cambiamento della società e dei ruoli di genere, insieme alla consapevolezza che l’apertura degli asili potesse significare anche accesso al lavoro per altre donne.

La versione integrale

Altri ed altrettanto interessanti sono stati gli interventi di tutte le relatrici che si sono alternate.

La versione integrale del lavoro della mattinata dovrebbe essere caricata a breve sul canale You Tube dell’Archivio Flamigni.

Un mosaico di voci, di vite individuali, che inserite in un racconto collettivo restituiscono con chiarezza la determinazione di una generazione di donne che ha cambiato il volto della nostra città e che ha lottato affinché i servizi sociali, pubblici e rivolti a tutti, divenissero diritti, conquistati, e non concessioni.

Una stagione di consapevolezza, di lotta e avanzamento cui dovrebbero guardare tutti gli amministratori locali che hanno a cuore la città di Roma.

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Cambi di casacca nell’aula di via Benedetto Croce. Si dimette Zulli subentra Lucidi

Un nuovo consigliere ha preso posto tra gli scranni dell’aula, un nuovo gruppo si è costituito all’opposizione e qualcuno sta facendo prove generali per passare in maggioranza. Insomma, si muovono le acque in Consiglio municipale.

C’è chi si alza e cambia posto per guardare l’aula da una visuale differente e chi si dimette per fare spazio a nuove energie. Alcuni provano addirittura ad attraversare la sala e vedere cosa succede passando da uno schieramento all’altro, dall’opposizione alla maggioranza. Anche se, poi, prendendo in prestito le parole da un classico della letteratura italiana, tutto cambia perché nulla cambi: per ora, nessuno di questi spostamenti ha determinato terremoti in grado di cambiare i solidi equilibri che tengono allineata a sinistra la maggioranza dell’assemblea che sostiene il Presidente Ciaccheri in Municipio VIII.

Ma andiamo con ordine e partiamo dalla maggioranza.

Enrico Zulli, eletto nella lista di Sinistra Civica Ecologista, ha rassegnato le dimissioni per via di un’importante opportunità lavorativa, che non può conciliarsi con lo svolgimento della consiliatura, per lui che, tra le altre cose, ricopriva la carica di capogruppo. Lascia l’attività di rappresentanza, ma rimarrà comunque un punto di riferimento per il territorio di Roma 70, in cui è cresciuto e ha svolto anni di militanza politica, culturale e sociale. Al suo posto entra Massimo Lucidi, il maestro di Judo della Garbatella nella storica palestra di via Percoto, la Yubikai: fucina di talenti delle arti marziali e grande scuola di vita e di disciplina, con una vocazione ancora fortemente popolare. Un testimone, quindi, che verrà raccolto certamente con la professionalità e la serietà di chi si impegna ogni giorno nelle attività sportive e sociali del territorio, crescendo generazioni di piccoli e grandi atleti. Il ruolo di capogruppo sarà affidato, invece, con ogni probabilità, a Michele Marini, il consigliere che custodisce il suo zoccolo duro di consenso a Largo Veratti, a San Paolo.

Dall’altra parte dell’aula, tra le sedie dell’opposizione, la situazione è tesa.

Dopo una iniziale deviazione per il gruppo misto, un altro consigliere di Roma 70 ha preso la scena compiendo pochi, ma decisivi passi, tra le sedie dell’opposizione. Matteo Bruno, eletto tra le fila del Movimento 5 Stelle e animato da sempre da grande entusiasmo e passione civica, ha seguito un’interessante migrazione, che sta avvenendo anche a livello cittadino, ed è approdato tra le accoglienti braccia di Forza Italia. Non è il solo grillino, infatti, a camminare su questa strada, che sta portando via varie stelle alla compagine M5S romana. Il partito che fu di Silvio Berlusconi, ha lanciato una serrata campagna acquisti sui territori riscuotendo un certo consenso. E in Municipio VIII, non è finita qui.

Un’altra consigliera, infatti, ha seguito un percorso differente, per arrivare nel medesimo punto. E’ Caterina Benetti, eletta nella Lista Calenda, che ha abbandonato la sua postazione, per fondare, insieme a Bruno, il nuovo gruppo di Forza Italia in Municipio VIII. Sarà lei a tenerne le redini in qualità di capogruppo.

Un salto di qualità per la destra del nostro territorio, che dimostra forza attrattiva per le giovani leve del Consiglio municipale. Vedremo ora come questo passaggio inciderà sulla loro attività di opposizione. Per esempio, riguardo alle tematiche ambientali e di viabilità, i progetti ciclabili, su cui nel tempo non avevano mancato di dare battaglia e che ora, stando alla linea nazionale del partito di Tajani -non esattamente ecologista- non dovranno più essere tra le loro priorità.

Indiscrezioni e rumors nell’aula di via Benedetto Croce sibilano che un altro rappresentante del M5S, sia in procinto di lasciare il Movimento per passare con la maggioranza. Se così fosse, a poco meno di metà mandato, il partito di Giuseppe Conte si troverebbe a non avere più rappresentanti nell’assemblea municipale.

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A Tor Marancia un anno di festeggiamenti: mercoledì 21 un dibattito tra arte pubblica e rigenerazione urbana

Lo scorso 6 maggio Tor Marancia ha compiuto 90 anni: in occasione dei festeggiamenti è stato annunciato un anno di celebrazioni per la nascita di uno dei quartieri più iconici del Municipio VIII.  Iniziative culturali e momenti di socialità riempiranno le strade e i lotti della borgata fino al prossimo maggio 2024 e per l’occasione è stato istituito un vero e proprio Comitato promotore Tormarancia 90.

L’evento “Tormarancia ’90: tra arte pubblica e rigenerazione urbana”

Un evento culturale e artistico è già in programma. Mercoledì 21 giugno, infatti, alle ore 17:30  nel Museo condominiale di Tormarancia al civico 63, è stato organizzato il dibattito “Tormarancia ’90: tra arte pubblica e rigenerazione urbana” in cui interverranno il Presidente del Municipio VIII Amedeo Ciaccheri, l’Assessore alle politiche Urbanistiche di Roma Capitale Maurizio Veloccia, Francesco Giambrone sovrintendente del Teatro dell’Opera di Roma, il presidente della fondazione Terzo Pilastro Emmanuele Emanuele, Laura Calderoni, direttrice Open House Roma, il vicepresidente Touring Club Italiano Giuseppe Roma e Giorgio De Finis, direttore del Museo delle periferie.

Il Comitato promotore Tormarancia 90

Alla fondazione del Comitato promotore Tormarancia ’90, erano presenti Amedeo Ciaccheri, la Presidente della Commissione Cultura Monica Rossi, il delegato del sindaco di Roma Andrea Catarci e altri enti pubblici e privati e soggetti attivi sul territorio, con l’obiettivo e la volontà di coordinare le associazioni locali e le istituzioni nell’organizzazione di un lungo anno di festeggiamenti. L’adesione al Comitato è aperta ad associazioni e singoli cittadini, tramite l’invio di una mail a assessoratocultura.mun08@comune.roma.it .

Quale futuro per il quartiere?

Un nuovo cantiere si affaccia alle porte del quartiere, verso Piazza dei Navigatori. Il progetto prevede la costruzione di palazzi alti più di dieci piani, per centinaia di appartamenti di lusso in una pianificazione che strizza l’occhio al famoso bosco verticale milanese. Giuliano Marotta, dell’Associazione Parco della Torre di Tormarancia, ci fa riflettere sulla possibilità che questo intervento possa impattare fortemente sul volto e la composizione sociale della borgata, sul costo della vita nella zona, inserendosi nel processo progressivo di allontanamento delle fasce popolari dal centro di Roma. Un fenomeno in qualche modo speculare, tra l’altro, a quello che cento anni fa, ci dice Giuliano, aveva portato alla nascita della borgata Sette Chiese, uno dei primissimi insediamenti della zona, la cui composizione sociale era in parte quella dei baraccati e gli sfrattati dal centro storico.

Le parole dell’assessore Veloccia

“Tormarancia” ci dice l’Assessore all’Urbanistica del Comune di Roma Capitale Maurizio Veloccia “si appresta a vivere una stagione di trasformazione e rinascita”.

“Sono stati, infatti, avviati i lavori per le opere previste nella Convenzione Urbanistica di Piazza dei Navigatori destinati, nei prossimi anni, a trasformare la zona e che hanno preso avvio nei giorni scorsi a cura di Impreme Spa. La Convenzione prevede la realizzazione di parcheggi pubblici per circa 39 mila mq, verde pubblico per 16 mila oltre al ridisegno dei percorsi delle piste ciclabili, alla realizzazione di servizi per il quartiere come la nuova “Bocciofila”, uno skate park e una area giochi per i bambini più piccoli.L’intero quadrante- prosegue l’amministrator capitolino-  sarà poi totalmente riqualificato nella sua funzione di verde pubblico, di standard urbanistici e servizi per territorio, aumentando la presenza di esemplari arborei in un’ottica di “forestazione urbana”.

Il sistema infrastrutturale locale beneficerà di significative semplificazioni viabilistiche, tra cui il ritorno di marcia da Via Cristoforo Colombo verso Viale di Tor Marancia, consentendo la completa sincronizzazione semaforica lungo la grande arteria urbana. Si partirà il 15 luglio con la demolizione dell’ex Bocciofilo di via delle Sette Chiese. Il 17 luglio ci sarà l’avvio dei lavori per la realizzazione Fo.Ro. – Foresta Romana, il complesso residenziale, commerciale e terziario che sorgerà dietro Piazza dei Navigatori, progettato dallo Studio MCA-Mario Cucinella Architects, autore tra le altre cose della Nuova Sede del Rettorato dell’Università Roma Tre a Roma e del Nuovo Museo d’Arte – Fondazione Luigi Rovati a Milano”.

E ancora Veloccia conclude: “questo si conferma, un ambito strategico per lo sviluppo direzionale, per i nuovi interventi di uso residenziale di elevatissima qualità architettonica ma anche per l’attenzione al giusto mix tra edilizia privata e housing sociale. Non dobbiamo dimenticare infatti che la nuova frontiera delle politiche pubbliche è quella di prestare particolare attenzione a garantire l’accesso alla casa alla fascia di popolazione di mezzo, dai single, agli studenti, alle giovani coppie, agli anziani svantaggiati, che non possono accedere all’edilizia pubblica ma non possono permettersi una casa a prezzo di mercato.

Oltre agli interventi di piazza dei Navigatori, nei primi giorni di luglio sarà avviata la realizzazione di un nuovo stralcio del Parco di Tor Marancia, altri 6.5 ettari che sia aggiungono ai 13,5 aperti a settembre. Stiamo correndo per recuperare gli anni persi e per riaprire questo polmone verde, importante per tutta la città. Allo stesso modo siamo concentrati sul recupero della ex Fiera con la sottoscrizione del Protocollo di intesa che detta tempi e definisce le linee guida per il Concorso internazionale con cui otterremo il Masterplan dell’intervento”.

Un precedente che non promette nulla di buono

Un precedente che pesa sull’area è il fallimento delle opere di compensazione per il pubblico che dovevano bilanciare la cementificazione di Piazza dei Navigatori, con la costruzione dei due grattacieli di vetro rimasti per tantissimi anni abbandonati. Dopo la costruzione, infatti, gran parte delle opere di compensazione previste non sono state realizzate dai privati, lasciando la cittadinanza ed il Comune a mani vuote e solo nel 2018 la Giunta Raggi ha accordato un risarcimento di 17 milioni di euro da parte dei costruttori.

In questo budget, da reinvestire in progetti sul territorio, racconta ancora Giuliano Marotta in una lunga intervista rilasciata a Radio Onda Rossa (https://www.ondarossa.info/redazionali/2023/05/bosco-verticale-tor-marancia ) rientrerà anche, tra gli altri, la realizzazione del progetto per il centro culturale che dovrebbe sorgere sullo scheletro dell’ex scuola Mafai, gestito dal Teatro dell’Opera, con la destinazione di cinque milioni di euro per la sua realizzazione. Per questo non stupisce la presenza di Giambrone, sovrintendente del Teatro dell’Opera di Roma, all’evento del 21 giugno.

Il comitato per il centro culturale ha dato linee guida chiare e decise: identità popolare, luogo di socialità e di incontro, di crescita della comunità locale, luogo di attivazione per le associazioni, una proposta culturale ed una programmazione di livello ed aperta alle proposte del territorio.

Insomma, a luglio arriveranno i nuovi grattacieli e alcuni interventi sono in programma. Ora c’è da capire quando inizieranno i lavori per le opere di compensazione, rimaste in sospeso, e come si tutelerà la cittadinanza della borgata dall’inevitabile mutamento del quartiere, garantendo a tutti la possibilità di godere di questi interventi di nuova edificazione in una zona già densamente abitata.

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