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Er-prete-Fabrizio-mastrantonio

“Er Prete”, questo è stato per tutti il suo nome d’arte.

Un nomignolo al quale lui stesso era affezionatissimo; il suo nickname; un escamotage linguistico, tutto romano, per evitare di limitarsi ad un appellativo tanto importante, quanto riduttivo, come “padre” Guido.
Per rappresentarlo a pieno si sarebbe dovuto chiamarlo, a seconda delle circostanze, anche “madre” Guido, “fratello”, “amico”, “maestro” Guido. Troppo complicato per le giovani vite della Garbaltella e zone limitrofe.
Meglio “er Prete”: semplice, diretto, indicativo del punto di riferimento che rappresentava per tutti i ragazzi dell’Oratorio e per i genitori che gli affidavano, con cieca fiducia, il tempo libero dei loro figli e nipoti.
Il mio Padre Guido è stato maestro di scienze e di vita che ha insegnato, con la stessa gioiosa e quasi infantile naturalezza, le stelle e la fede, il gioco e l’impegno, la metereologia e la geologia, l’amicizia e il servizio.
Il mio Padre Guido è una gemma preziosa custodita nel cuore, un’eredità da tramandare, una fortunata coincidenza o un dono di Dio.
Grazie di tutto Padre Gui’.

Fabrizio Mastrantonio

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L’oratorio-di-Massimiliano-smeriglio

Come fai a spiegare l’odore dell’oratorio, la terra dura, i pali di legno con gli spigoli, la rete bucata, la raccolta della carta, gli spogliatoi senza docce, il gioco del sasso, l’ottovolante, la coppa disciplina, le magliette per i primi classificati, i calzoncini ai secondi, i calzini ai terzi, gli atomi, i purcini con la erre.
Come fai a spiegare padre Guido se non parti dai luoghi, dalla sua fisicita’ dal piede 44 magnum, dalle sberle, dalla sua cultura, dalle sue urla, “vai fuori dall’oratorio”, “alt fine primo tempo”. Come fai a spiegare quel fazzoletto di paradiso impolverato messo a confine tra Garbatella e Tormarancio. Non lo spieghi, non bastano le parole, i ricordi, le fughe per evitare il vespro. Resta solo una sensazione d infinita tristezza, come le domeniche pomeriggio all’oratorio, quelle si che erano tristi anche allora, appena appena rinfrancate dalla partitella tra pochi disperati superstiti, la radiocronaca in sottofondo e il gelato offerto dal prete. Lui li stava, lui li ha voluto aspettarci. Il corpo inerme nel teatrino, un via vai di facce di popolo segnate dalla vita e il vociare dei pischelli persi anche oggi dietro al pallone cosi’ come lui ha voluto che fosse. Così come è sempre stato.

Massimiliano Smerriglio

 
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Arrivederci-padre-guido

Padre Guido Chiaravalli, il prete decano degli oratoriani di San Filippo Neri alla Garbatella è morto ieri a poco più di un mese del suo ottantasettesimo compleanno.

In quanti ricorderemo Padre Guido? A migliaia, ed ognuno di noi con un ricordo personale senza dubbio. ”Il prete” come lo abbiamo sempre chiamato, il prete per antonomasia era lui e per tutti è stato letteralmente e realmente un padre.

E’ venuto fra noi nel 1957, giovane meneghino purosangue e come lui stesso disse a suo tempo scelse di diventare subito “garbatellese fra i garbatellesi”, in un quartiere che allora, alla fine degli anni ’50 era considerato uno dei quartieri a rischio dove spesso riuscire a mettere insieme il pranzo con la cena era un problema, dove alcuni nuclei famigliari rasentavano la povertà. Proprio in quegli anni padre Guido si avvicinava ai giovani portando una sorta di Vangelo, non raccontato ma vissuto, proseguendo all’interno dell’oratorio il grande lavoro di Padre Melani, altro indimenticabile sacerdote che ha dedicato la sua vita alla Garbatella.

In una intervista di poco tempo fa ci disse: “Tante volte lo stare a vedere per 5 ore nel pomeriggio giocare a pallone o stare la mattina per 5 ore al mare mi faceva venire il dubbio se era giusto vivere così il mio compito di sacerdote. Poi, e sempre di più con il passare degli anni, in incontri casuali con ex ragazzi ho sempre visto illuminarsi il volto ed esprimere la convinzione che nell’oratorio e nella scuola avevano imparato a vivere.”

Cosa ha fatto per noi il prete? Tante cose, dalle squadre dei “microbi” nel campetto dell’oratorio fino alla “colonia” a Torvajanica, dalle lezioni di catechismo allo spazio per far suonare i “complessini” negli anni ‘60, dai bigliardini rabberciati alle lezioni di vita e di astronomia, fino all’organizzazione dei viaggi a Capo Nord. Ci ha insegnato a viaggiare, a vedere le stelle a guardare il cielo per vedere se la luna è calante o crescente. Troppo ha fatto per stare qui a fare un elenco.

Padre Guido era un sacerdote ed è stato un buon cristiano, un ottimo cristiano, e come uomo un uomo semplice quanto eccezionale. Starlo a raccontare è quasi impossibile come sa benissimo chi lo ha conosciuto. Per raccontarlo in modo degno dovremmo mettere insieme tutti i nostri ricordi, per quanti siano troppi, migliaia, uno per ognuno di noi.

“Il prete” ci ha voluto bene, e ce lo ha dimostrato, senza secondi fini, senza alcun interesse, per fede e per vocazione ma anche per pura e semplice bontà personale perché era fatto così. E noi ragazzi e ragazze, uomini e donne di questo quartiere per anni lo abbiamo ricambiato perché non era possibile fare altrimenti.

Mancherà immensamente a tutta la sua comunità.

Massimo Mongai e Giancarlo Proietti

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addio-Padre-Guido

Vorremmo ricevere il vostro pensiero sulla scomparsa di Padre Guido, chiunque voglia scrivere qualcosa è pregato di farlo tramite il nostro modulo sarà   nostra cura pubblicarlo, naturalmente potrete inviare il vostro pensiero anche in forma anonima.

A pochi giorni dal nostro ultimo articolo (auguri-padre-guido) su P. Guido, oggi pomeriggio è partito per il suo ultimo viaggio.

Da domani mattina 23 aprile dalle ore 9,30 del mattino fino alle ore 10,30 di giovedì sarà possibile dargli un ultimo saluto nel teatrino del suo amato oratorio.

La messa sarà celebrata alle ore 11,30 il giorno 24 aprile nella Parrocchia di San Filippo Neri.

La redazione di Cara Garbatella

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Stop alle macchine nelle aeree pedonali

Stop alle macchine nelle aeree pedonali

Sono stufa di vedere l’area pedonale dei giardinetti alla Chiesoletta occupati abusivamente da un sacco di macchine (ormai una media costante di una decina. In parecchi passano davanti alla chiesa e ai negozi per sbucare prima in piazza s Eurosia, con pericolo per anziani e bambini che vorrebbero scorrazzare liberamente in bicicletta. Capisco che sia difficile trovare parcheggio: ma noi che lo cerchiamo con pazienza anche lontano, cosa siamo, cretini?
Ho già segnalato la cosa ai vigili urbani, con le solite inutili risposte dicircostanza. Inoltre la maleducazione della gente riempie il nostro bel parco di cartacce ovunque; aggiungi le scritte su fontanelle e panchine, le erbacce sui cigli dei marciapiedi… Dovè il Municipio? Se non ci sono i soldi, ce lo facciano sapere ufficialmente, e magari ci organizziamo
Maria Donelli

 

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 10 – Aprile 2014

 

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Tutti i riconoscimenti del Premio Fantasia

Tutti i riconoscimenti del Premio Fantasia

Il Premio Fantasia di Garbatella dell’Associazione culturale “Il Tempo Ritrovato” ha voluto concludere un percorso di ricerca culturale sul territorio iniziato dal 1990, anno in cui è nata l’associazione.
Il premio come ogni anno è dedicato al pittore, maestro Carlo Acciari.
Questi i premiati:

  • Ernesto Nassi, presidente ANPI Roma, settore storico;
  • Cristiano Bartolomei e la sua Brigata Garbatella, settore volontariato;
  • Fabio Corallini in arte Matisse, mimo ed illusionista, settore arte;
  • Renato Di Benedetto, cantautore,settore arte;
  • Rossana Di Lorenzo,settore arte-cinema;
  • FlorianaMariani, settore fotografia;
  • PaolaMarini – MARILAB, settore lavoro;
  • Paolo Moccia, attore e cantante, settore arte;
  • Marco Pizzichillo, papà fantastico, settore famiglia;
  • FabioVona, cantautore.

L’associazione ha promosso, a differenza degli altri anni, un’iniziativa molto intima quasi una “Garbatella segreta” dedicata agli artisti del quartiere a suo avviso poco tenuti in considerazioni
da quella cultura che cade sempre dall’alto. L’intenzione è quella di partecipare alla costruzione della piazza della cultura che va costruendosi tra il Palladium e gli ex bagni pubblici. Il premio è stato finanziato dall’Associazione e senza alcuno sponsor e consiste in una riproduzione di un quadro del Maestro Acciari donato proprio con l’intento di continuare a promuovere l’arte pittorica e non solo sul territorio per i giovani del quartiere, oltre a un quaderno che documenta alcuni momenti di vita del pittore garbatellano nel suo studio ed in altre iniziative dell’Associazione. Abbinato al premio quest’anno è stato allegato il calendario di fotografia e poesia “Garbatella giocando si impara” (foto di Francesco Piastra e poesie di Mirella Arcidiacono), il tutto contenuto dentro la sporta magica di cotone con la riproduzione del volto della Garbatella.Prima del premio, che è stato proclamato come sempre al Teatro in Portico, è stato presentato il libro di ricerca fotografica di Enzo Gori sulla Circonvallazione Ostiense “La nostra via”, edizioni Palombi.
Il Premio è stato inserito per l’ultima volta nei festeggiamenti di Buon Compleanno Garbatella. Dal prossimo anno sarà Garbatella. Europa Festival della fantasia, dedicandosi esclusivamente al mondo dell’infanzia ed ai suoi diritti.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 10 – Aprile 2014

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“La nostra via”, cioè la Circonvallazione

“La nostra via”, cioè la Circonvallazionela-nostra-via

“La nostra via” è il titolo di un libro fotografico di Enzo Gori, il pasticcere della Circonvallazione Ostiense che, oltre a produrre notoriamente degli ottimi dolci, cura da anni una eccezionale raccolta di immagini di come eravamo e di come siamo, particolarmente mirata allo sviluppo della sua strada, la Circonvallazione, la grande arteria moderna sotto la quale scorre intubato il fiume Almone, un affluente del Tevere. Il libro, edito da Palombi Editori, ha come sottotitolo “Storia della Circonvallazione Ostiense: dalla Valle dell’Almone a Campidoglio Due”. Contiene soltanto una minima parte del materiale fotografico raccolto da Gori.
Particolarmente interessanti sono le aerofotografie scattate nel tempo, che mostrano il graduale sviluppo della Circonvallazione, ma anche i particolari  degli edifici in costruzione, nonché le numerose foto di ambiente. Il libro si conclude con l’immagine fantastica del Ponte cavalcaferrovia Settimia Spizzichino, di Eataly e di Campidoglio Due e con un omaggio a molti dei colleghi commercianti di Gori che esercitano sulla Circonvallazione, dei quali sono riportate le foto scattate nei loro negozi. (C.B.)

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Padre Guido, 87 anni

di Giancarlo Proietti

Lo scorso 8 marzo Padre Guido Chiaravalli, il prete decano degli oratoriani di San Filippo Neri, ha compiuto 87 anni, 57 dei quali vissuti alla Garbatella a stretto contatto con i giovani, dalle generazioni degli anni Sessanta del secolo scorso fino a pochissimi anni fa: un sacerdote meneghino giunto nel 1957 a Roma in uno dei quartieri più problematici in quegli anni.

Padre Guido, 87 anni

di Giancarlo Proietti

Lo scorso 8 marzo Padre Guido Chiaravalli, il prete decano degli oratoriani di San Filippo Neri, ha compiuto 87 anni, 57 dei quali vissuti alla Garbatella a stretto contatto con i giovani, dalle generazioni degli anni Sessanta del secolo scorso fino a pochissimi anni fa: un sacerdote meneghino giunto nel 1957 a Roma in uno dei quartieri più problematici in quegli anni.
auguri-padre-GuidoPadre Guido, sacerdote anomalo, di poche parole, capace di comunicare con l’esempio e con la vita di tutti i giorni, ha trasmesso a migliaia di ragazzi autentici valori e un grosso senso dell’ esistenza. E’ stato capace di coinvolgere e di trasmettere loro il suo amore per la natura, la voglia della scoperta, il senso dello stare insieme. Dal Baronio alla Chiesoletta il prete ha insegnato a viaggiare, a guardare spesso il cielo, a cogliere i cambiamenti delle stagioni, dicendo che tutto questo non poteva essere frutto del caso: questa è stata ed è la sua profonda convinzione, a questo ha informato il suo insegnamento.
Oggi le condizioni di salute di Padre Guido ci mostrano un sacerdote affaticato, fisicamente stanco, privo di quella vitalità che lo ha sempre caratterizzato. A tutti gli ex ragazzi di tante generazioni sono venute meno quella serenità che il vecchio prete sapeva dare, quelle brevi o lunghe chiacchierate sempre ristoratrici, fatte di parole alcune volte anche dure ma vere. Egli, come i grandi saggi, ha sempre riconosciuto le fasi della vita, instancabile da giovane o come quando, a 80 anni, si decise di uscire con il bastone, perché iniziava la sua vecchiaia. Oggi sicuramente sa accettare la sua malattia.
Tantissimi ragazze e ragazzi, donne e uomini nati e cresciuti alla Garbatella, che hanno ora dai 20 ai 60 anni, si riconoscono in uno stile di vita appreso da lui. Spesso i ricordi delle corse per il campo dell’Oratorio, le partite di calcio, i turni per andare sull’ ottovolante, le giornate al mare a Torvaianica aleggiano nei loro ricordi. Con una sorta di nostalgia si riesce a rimpiangere perfino qualche scappellotto e qualche “esci dall’Oratorio”, che ricadeva su di essi come la peggiore delle punizioni. Da tanti, da tutti, auguri di cuore a Padre Guido.

 

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 10 – Aprile 2014

 

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auguri-padre-guido

padre-guidoOggi, 8 marzo, Padre Guido compie 87 anni, 57 dei quali  vissuti alla Garbatella a stretto contatto con i giovani, dalle generazioni degli anni Sessanta fino a pochissimi anni fa.

Un sacerdote meneghino giunto nel 1957 a Roma in uno dei quartieri più problematici di quegli anni. Padre Guido, sacerdote anomalo, di poche parole, capace di comunicare con l’esempio e con la vita di tutti i giorni, ci ha trasmesso valori e un grosso senso dell’esistenza. E’ stato capace di coinvolgere e di trasmettere a migliaia di ragazzi il suo amore per la natura, la voglia della scoperta, il senso dello stare insieme. Dal Baronio alla Chiesoletta il prete ci ha insegnato a viaggiare, a guardare spesso il cielo, a cogliere i cambiamenti delle stagioni, dicendo che tutto questo non poteva essere frutto del caso: questa la preghiera che ci ha insegnato.

padre-guidoOggi le condizioni di salute di Padre Guido ci mostrano un sacerdote affaticato, fisicamente stanco, privo di quella vitalità che lo ha sempre caratterizzato. A tutti noi, ex ragazzi di tante generazioni, mancano quella serenità che il vecchio prete sapeva dare, quelle brevi o lunghe chiacchierate sempre ristoratrici, fatte di parole alcune volte anche dure ma vere. Egli, come i grandi saggi, ha sempre riconosciuto le fasi della vita, instancabile da giovane o come quando, a 80 anni, si decise ad uscire con il bastone, perché iniziava la sua vecchiaia. Oggi sicuramente sa accettare la sua malattia.

Tantissimi ragazze e ragazzi, donne e uomini nati e cresciuti alla Garbatella, che hanno ora dai 20 ai 70 anni, si riconoscono in uno stile di vita appreso da lui. Spesso i ricordi delle corse per il campo dell’oratorio, le partite di calcio, i turni per andare sull’ottovolante, le giornate al mare a Torvaianica aleggiano nei nostri ricordi. Con una sorta di nostalgia si riesce a rimpiangere perfino qualche scappellotto e qualche “vai fuori dall’oratorio”, che ricadeva su di noi come la peggiore delle punizioni.

Auguri di cuore da tutti noi.

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Commozione per la morte della partigiana Neda Solic

Commozione per la morte della partigiana Neda Solic

Se n’è andata uno degli ultimi protagonisti e testimoni della Resistenza, nostra concittadina: la partigiana Neda Solic, novantenne, che nel corso della sua esistenza si era distinta per coraggio ed abnegazione ai valori fondanti della democrazia.
Attiva nella Resistenza in Croazia, sua terra di origine, continuò la lotta nelle marche e infine a Roma. Qui conobbe nel 1944 l’orrore delle celle naziste di Via Tasso. La sua testimonianza fu fondamentale per risalire all’identità della quattordicesima vittima della strage nazista della Storta sulla Via Cassia il giorno della liberazione di Roma. Si trattava dell’ufficiale Gabor Adler, alias John Armstrong, agente segreto britannico.
Neda lo aveva incontrato a Via Tasso mentre i tedeschi si affrettavano a trasferire i prigionieri al Nord, sotto l’incalzare delle truppe Alleate.
Tra i quattordici martiri della Storta c’erano anche Bruno Buozzi, cofondatore della Cgil, e il nostro Libero De Angelis, medaglia d’argento.
Leda ha poi militato ininterrottamente nei partiti della sinistra, animando negli anni passati le iniziative della Villetta, storicamente luogo simbolo della lotta partigiana, finché gli anni e la salute glielo hanno permesso.
Cara Garbatella la ricorda con commozione e la indica alle nuove generazioni come esempio di coraggio e di coerenza. Alla famiglia le più sentite condoglianze.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 9 – Dicembre 2013

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Bancarelle abusive

Bancarelle abusive

Numerose segnalazioni e lamentele giungono da parte di negozianti e anche da comuni cittadini riguardo alle bancarelle abusive presenti nelle strade della Garbatella.
Questo annoso problema non è circoscritto solo al nostro quartiere ma anche in tutto il municipio e sicuramente all’intera città. Servirebbero maggiori controlli e trovare infine una soluzione. Sui marciapiedi della Circonvallazione Ostiense ci sono spazi occupati da venditori ambulanti abusivi, spazi che potrebbero essere utilizzati come piste ciclabili. Il problema si presenta anche in zone limitrofe al nostro territorio, quali Porta San Paolo nelle vicinanze della sede ACEA e ancora a San Paolo vicino alla stazione della metropolitana. In una nota il Presidente del municipio Catarci ricorda: “Le postazioni commerciali abusive invadono non solo il centro storico ma anche i nostri quartieri e le zone archeologiche del nostro territorio.
E’ il caso della basilica di San Paolo e del Parco Archeologico dell’Appia Antica, per non parlare poi della Circonvallazione Ostiense, di Via Caffaro, di Via Baldovinetti, Via Duccio di Boninsegna e la stazione metro San Paolo, strade prese letteralmente d’assalto dagli ambulanti abusivi o irregolarmente posizionati.
Si devono assicurare controlli e verifiche, continua Catarci, per contrastare tale attività, una attività che si era consolidata durante i cinque anni della giunta Alemanno”.
Questo problema, come anche la questione del commercio a rotazione, ha bisogno di un coinvolgimento più ampio, dove i municipi venissero messi a conoscenza di decisioni già assunte, scavalcati e svuotati del proprio ruolo.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 9 – Dicembre 2013

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Appuntamento all’Ambretta

Appuntamento all’Ambretta

Vi scrivo dall’Ambretta, l’enocipolibroteca alla Garbatella. Da domenica 1° dicembre è partito un progetto a cui teniamo molto, l’Ambra Sud.
Dalla prima domenica di dicembre tutte le partite della Roma verranno proiettate al Teatro Ambra alla Garbatella. L’ingresso è gratuito e riservato a tutti i clienti dell’Ambretta, il locale contiguo al Teatro, dove si possono degustare aperitivi, coffee break e brunch dedicati alla Roma nei giorni delle partite, al prezzo di euro 10. Speriamo che questo evento possa diventare un appuntamento fisso per gli abitanti della Garbatella. Riteniamo che potrebbe essere interessante far conoscere l’iniziativa anche ai vostri lettori.

Giulia Gini

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 9 – Dicembre 2013

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Alla Garbatella si cantava: Correte scappate arriva lo squadrone… Un vecchio coro un bel po’ bullista

Ricorre spesso allo Stadio Olimpico durante le partite della Roma un motivetto che viene cantato per indicare la supremazia  …

Alla Garbatella si cantava: Correte scappate arriva lo squadrone…

Un vecchio coro un bel po’ bullista

di Leopoldo Tondelli

Ricorre spesso allo Stadio Olimpico durante le partite della Roma un motivetto che viene cantato per indicare la supremazia della squadra giallorossa: Correte scappate arriva lo squadrone giallorosso-giallorosso. Questo coro lo si può ascoltare anche nel noto 45 giri di Antonello Venditti nel lato b che si intitola Derby e che era cantato dai primi gruppi di ultras negli anni Settanta.
Ma pochi ricordano che questo canto era ripreso da un ritornello che cantavano i ragazzi della Garbatella negli anni Trenta-Quaranta e oltre nelle loro scorribande nei quartieri limitrofi, come San Saba,  Tormarancia, Testaccio, l’Aventino, per rimarcare una supremazia non sportiva ma di bande le cui scaramucce terminavano spesso con le famose deplorevoli sassaiole.
La musica era la stessa e le parole recitavano così: Correte scappate arriva lo squadrone di Garbatella-di Garbatella: Garbatella è quella cosa che si chiama prepotenza, ecco qua tutta la lenza che c’ha voja da menà.
Se sente mormorà: Chi sono questi qua? Noi semo della Garbatella e ce sapemo fa.
Erano quelli gli anni nei quali fare il bagno alla marrana era come passare oggi un pomeriggio in piscina e dove i ragazzetti spesso si comportavano come nel film di Castellani “Sotto il sole di Roma” o nei romanzi di Pasolini come “Ragazzi di vita “. Quel coretto ci dice come già da allora il nostro quartiere evidenziasse, attraverso queste forme di complicità (anche se non sempre positive, come in questo caso), la reale socialità che si andava realizzando nei lotti delle case popolari.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 9 – Dicembre 2013

 

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Il Presepe artigianale

Il Presepe artigianale

il-presepe-artigianaleCi piace ricordare che, in occasione delle festività natalizie, nel nostro quartiere c’è un giovane artigiano “presepista” che ormai da decenni allestisce nella sua abitazione un presepe artigianale.
Il presepe è stato ideato tanti anni fa e alla prima realizzazione, ogni anno vengono aggiunti personaggi, paesaggi e scorci caratteristici.
Il materiale che viene utilizzato è tutto di riciclo.
Il presepe sarà allestito dal 24 dicembre 2013 fino a tutto il mese di febbraio 2014 presso la sua abitazione dove sarà lieto di ricevere tutti gli amanti dei presepi e di coloro che sono interessati a questa forma di arte.

Previo contatto telefonico n. 06 5747669 – cell. 329 8875546 – Sig.
Vincenzo Patrizi – Via Prospero Alpino n.62 – 00154 ROMA

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 9 – Dicembre 2013

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Troppi atti di teppismo e di disturbo: una denuncia di “Il tempo ritrovato”

Troppi atti di teppismo e di disturbo: una denuncia di “Il tempo ritrovato”

Al Presidente dell’VIII Municipio Andrea Catarci
Al Comando dell’VIII gruppo (già XI) dei Vigili Urbani
Ai Carabinieri della Garbatella e di San Paolo
Alla Polizia di Stato del Commissariato Colombo

L’associazione culturale “Il tempo ritrovato” riceve diverse segnalazioni da parte di commercianti e abitanti del quartiere Garbatella e San Paolo di atti di teppismo e di disturbo da parte di persone che bevono e spaccano bottiglie. Alcuni commercianti lamentano l’arroganza di queste persone per lo più straniere che poi vanno a bivaccare e a depositare rifiuti organici dentro i parchi dove giocano i bambini.
Uno dei parchi presi di mira è quello “Caduti del mare” di Piazza Albini: sarebbe il caso che venisse custodito e chiuso la sera. Nei giorni scorsi ad uno dei commercianti alcuni stranieri (forse rumeni) invitati ad uscire si sono rivoltati in modo violento.
C’è da segnalare che a Largo Leonardo da Vinci dormono e defecano poveri cristi senza fissa dimora. I tre piccoli parchi di Via Giustiano Imperatore sono spesso frequentati da persone che lasciano bottiglie e quant’altro.
Due di questi parchi credo siano assegnati ai proprietari dei garage sottostanti.
Inoltre negli ultimi tempi si sono verificati furti nei negozi di Via Costantino, Via Rosa Raimondi Garibaldi e via Giacinto Pullino e non tutti sono stati denunciati alle forze dell’ordine (mi chiedo quale sia il motivo nel non denunciarne).
Si chiede di verificare con sopralluoghi. Inoltre bisognerebbe controllare i negozi che vendono birre e quant’altro a minori, perché l’alcolismo giovanile è in aumento. Inutile poi vietare di vendere alcolici ai giovani se fuori dalle discoteche e pub si trovano camper di ristoro che vendono dette bevande.

Giovanna mirella Arcidiacono
Presidente dell’Associazione “Il tempo ritrovato”

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 9 – Dicembre 2013

 

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in-ricordo-di-carlo-lizzani

Alla Villetta della Garbatella il ricordo di Carlo Lizzani

Ad un mese dalla tragica morte di Carlo Lizzani, l’associazione culturale “Cara Garbatella” organizza martedì 5 novembre alle ore 18,00, nella storica sede della “Villetta”di via Passino 26, una celebrazione per ricordare la figura dell’ultimo regista del neorealismo italiano, un intellettuale, documentarista e scrittore, che fu anche un combattente della Resistenza romana nei Gap centrali.

All’iniziativa saranno presenti il figlio Francesco, il regista Giuliano Montaldo, il giornalista Enzo Natta, il prof.Marco Maria Gazzano, docente di Cinema all’Università Roma 3 e Franco Mariotti, del sindacato giornalisti cinematografici..

Al dibattito con gli ospiti seguirà una cena e la proiezione di “Achtung Banditi”, il primo  film di Carlo Lizzani prodotto nel 1951 grazie ad una sottoscrizione popolare.

in-ricordo-di-carlo-lizzani

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Garbatella-Jazz-Festival-Foto-2013

Foto Garbatella Jazz Festival 2013

Testaccio
Joe Henderson project
Testaccio
Joe Henderson project
Testaccio
Joe Henderson project

Carlo Conti Trio Carlo Conti Trio Carlo Conti Trio
Testaccio
Standards e canzoni da film
Testaccio
Standards e canzoni da film
Testaccio
Standards e canzoni da film
Testaccio
Standards e canzoni da film
Leandro Guffanti e
Giulia Sassone Quartet
Leandro Guffanti e
Giulia Sassone Quartet
Leandro Guffanti e
Giulia Sassone Quartet

Le foto sono di Gianluca DI STEFANO

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Garbatella-Jazz-Festival-GJF-settembre-2013

L’Associazionegarbajazzfestival2013

in collaborazione con:

Presenta la 9° Edizione del Garbatella Jazz Festival
Presso la Villetta di Via Francesco Passino 26

Giovedì 26 settembre 2013garbatella-jazz-festival-settembre-2013
ore 20.30

La Scuola Popolare di Musica di Testaccio presenta:
JOE HENDERSON PROJECTLaboratorio diretto da Antonello Sorrentino

ore 22.00

CARLO CONTI TRIO
Carlo Contisassofoni
Vincenzo Florio
contrabbasso
Armando Sciommeribatteria


Venerdì 27 settembre
ore 20.30

La Scuola Popolare di Musica di Testaccio presenta:
Laboratorio Piano jazz Trio diretto da Carlo Cittadini
“Standards e Canzoni da film” 

ore 22.00

JAZZ NO LIMITS QUARTET di Marcello Rosa
Marcello Rosatrombone
Paolo Tombolesipianoforte
Stefano Cantaranocontrabbasso
Ettore Fioravantibatteria


Sabato 28 settembre
ore 20.30

La Scuola Popolare di Musica di Testaccio presenta:
ANGELO MAZZOTTI TRIOOMAGGIO A CHARLIE PARKER

ore 22.00

LEANDRO GUFFANTIGIULIA SALSONE QUARTET
Leandro Guffanti sassofoni
Giulia Salsonechitarra
Pino Sallusticontrabbasso
Alessandro Marzibatteria

Direttore Artistico:Pino Sallusti
Responsabile Organizzativo: Giancarlo Proietti – Cell. 328 0580162

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Roberto Natale

E’ con immensa costernazione che il circolo di Sinistra Ecologia e Libertà di Garbatella e Cara Garbatella hanno appreso della morte di Roberto, trentaduenne, figlio del nostro compagno di lotta Tonino Natale, al quale vogliamo bene perché lo abbiamo avuto sempre disinteressatamente vicino nel difendere le ragioni di principio del nostro impegno e perché non ha mai lesinato le proprie forze nella lotta, insieme alle istituzioni locali, per i diritti dei cittadini con disabilità. Tonino, i tuoi compagni ti sono vicini in questo momento tragico.
Non sei solo; vorremmo che il nostro grandissimo affetto potesse almeno aiutarti a sedare il dolore.

Tonino, Gabriella, Francesca, Alessia, la Villetta ti stringe in un unico abbraccio.

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Garbatella vista da Duilio Appetecchia

Garbatella vista da Duilio Appetecchia

Ancora una volta la Villetta di Via Passino ha ospitato un evento culturale: dal 3 al 5 luglio la mostra dei dipinti di Duilio Appetecchia, artista cresciuto alla Garbatella, anche se parte della sua vita e delle sue esperienze artistiche sono state all’estero.
Il nostro giornale si è già interessato a lui, pubblicando un’intervista nel numero di giugno 2005.

Le sue opere, fin dall’adolescenza, esprimono l’apprezzamento per la vita, la cultura e l’amicizia.

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Hot Club de Zazz presenta i Trovatori Il 5 luglio alla Villetta, aspettando il Garbatella Jazz Festival 2013 di settembre, sulle note rivisitate in chiave gipsy swing del “Trovatore” di Giuseppe Verdi

Hot Club de Zazz presenta i Trovatori

Il 5 luglio alla Villetta, aspettando il Garbatella Jazz Festival 2013 di settembre, sulle note rivisitate in chiave gipsy swing del “Trovatore” di Giuseppe Verdi

hot-club-de-zazTorna il jazz alla Villetta con un assaggio di quello che sarà il Garbatella Jazz Festival 2013, la cui nona edizione si svolgerà nella tradizionale location di Via Passino a fine settembre. L’appuntamento per l’assaggio è il 5 luglio, alla Villetta, dalle 20,30 (ingresso libero, bar e cucina).

La serata del 5 luglio, organizzata dalle associazioni culturali Cara Garbatella ed Altrevie in collaborazione con la Polisportiva G. castello, ospiterà il gruppo Hot Club de Zazz, che con “i Trovatori” presenterà una rivisitazione in chiave gipsy swing di alcune indimenticabili melodie del “Trovatore” di Giuseppe Verdi. L’idea è di Nicola Puglielli, gli arrangiamenti di Nicola Puglielli, Luca Pagliani e Roberto Nicoletti per il Quintetto Hot Club de Zazz (un’armonica, tre chitarre e un contrabbasso).

Un gioco appassionante con la musica di Verdi, per un concerto di circa 90 minuti, dove il susseguirsi delle melodie si alterna all’evocazione di una storia rocambolesca, quella del “Trovatore”, appunto, che si basa sulla rivalità tra due uomini, il Conte e il Trovatore Manrico, che ignorano di essere fratelli e amano la stessa donna. Partecipe della storia, la zingara Azucena, madre adottiva del Trovatore, responsabile inconsapevole e lei stessa vittima dell’incatenarsi degli eventi, che mescolano amore, onore, gelosia fino al fuoco dell’ “orrenda pira”. La tragedia è ambientata in Spagna alla fine del Quattrocento.

Il concerto presenta una sfida ambiziosa: quella di far incontrare la lirica di Giuseppe Verdi con lo swing del chitarrista Django Reinhardt (1910-1953), anche lui zingaro e passato “attraverso il fuoco” prima di diventare il più grande jazzman europeo.

Hot Club de Zazz è impegnato in questa sfida ambiziosa, per festeggiare il bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi e omaggiare la città di Roma che ospitò la prima rappresentazione trionfale del “Trovatore”, nel Teatro Apollo, il 19 gennaio 1853.Hot Club de Zazz: formazione musicale creata a Roma nel 2002 e ispirata alla musica di Django  Reinhardt, il leggendario chitarrista jazz di origine zigana “manouche”, nato il 23 gennaio 1910 a Liberchies (Belgio) e morto il 16 maggio 1953 a Samois-sur-Seine (Francia). In questo quintetto acustico, basato su un’idea dell’armonicista francese Xavier Rigaut, 3 chitarristi di eccezione: Nicola Puglielli, solista poliedrico della scena jazz italiana, Luca Pagliani, di formazione classica, e Roberto Nicoletti, di formazione jazz fusion. Completa l’assetto ritmico, il contrabbassista Pino Sallusti di esperienza internazionale.

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Il concorso “Noi e Dante”dell’Istituto statale Caravaggio Due dei premiati sono ragazzi della Garbatella

Il concorso “Noi e Dante”dell’Istituto statale Caravaggio

Due dei premiati sono ragazzi della Garbatella

“Noi e Dante”, cioè Dante rivissuto con gli occhi di un giovane di oggi: questo è stato il tema del concorso che gli studenti dell’Istituto superiore statale Caravaggio, a Tormarancia, si sono trovati ad affrontare. Concorso che si è concluso a fine anno scolastico con l’assegnazione ai primi classificati di tre borse di studio. I vincitori sono tre ragazzi, due della Garbatella e uno di Tormarancia: prima, Irene Jodice (Garbatella); secondo, Andrea Lo Giudice (Tormarancia); terza, Ilaria Proietti Mercuri (Garbatella). Le motivazioni: Jodice, “per aver colto lo spirito della Commedia di Dante come grande allegoria del peccato e della salvezza ed averla elaborata nella modernità”; Lo Giudice, “per le capacità immaginifiche e la familiarità con le avanguardie artistiche, unite all’abile fusione tra discipline scientifiche, umanistiche e pratiche”; Ilaria Proietti, “per l’uso spregiudicato del vernacolo che l’autrice fa aderire perfettamente alla metrica dantesca e alla attualità”.

A noi è piaciuto particolarmente il lavoro di Ilaria, che ci è sembrato adatto alle pagine di “Cara Garbatella”. Aggiungiamo quindi un nostro premio, la pubblicazione.

Ner mezzo der cammin della mia vita
me ritrovai ‘sto libro fra le dita,
sicuro m’avrebbe demolita!
Più de mille pagine de rime,
solo a guardà er titolo m’opprime!
Ma ‘n curiosita chiaramente
‘n cominciai a legge’ attentamente…
‘Sto Dante nell’inferno se trovava,
creato da Lucifero
che pe’ poco nun se spaccava!
Anfatti, da n’accesa discussione,
nostro signore l’ha scaraventato ner burone.
Intanto l’Alighieri tormentato
scrisse dell’inferno come si nce fossi mai stato.
Qua, artro che bestemmiatori, violenti e ruffiani,
c’avemo Berlusconi, Grillo e Bersani!
Nell’ottavo cerchio i ladri
staveno legati da serpenti,
oggi spaparanzati ‘n parlamento tutti contenti.
Il nostro poeta, dopo aver attraversato
le viscere dell’emisfero australe,
fa ‘n sarto ar Purgatorio
pena purificazione totale.
Fa ‘n saluto a Giotto e a Corso Donati,
becca poi papa Adriano ‘n mezzo agli avari.
“Resistetti ar pontificato pe’ poco più de ‘n mese!”
esclamò Adriano il Ligurese,
“Aaah! Allora è ‘n vizio de voi Papi,
ma che so’ tutti ‘sti abdicati?!”
Ma adesso miei signori ariva ‘r bello,
anfatti ‘n avorta giunti ‘n Paradiso
Dante pare tornato quasi ‘n pischello,
vede Beatrice e je se illuminano l’occhi,
ma nun s’azzitta e parla parla
mica ce prova a baciarla!
Intanto che la guardava er core je tremava,
dentro ar petto c’aveva n ‘macello
che manco ar derby Roma-Lazio
ce starebbe quer bordello.
Lei imbarazzata che pensava:
“Ma che c’avrai tanto da guardà?
Le donne mica staranno solo nell’aldilà!
Anzi, sulla terra so pure più belle,
rifatte, e piene de botulino,
c’hanno più canotti loro de n’bagnino!”.
Ora mio caro Dante te lo devo proprio da di’,
per carità, come poeta sei la perfezione,
ma pure in amore
fattela venì quarche illuminazione!

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La Madonna pellegrina tra i lotti della Garbatella Il mese di maggio tra preghiere e tradizione di Leopoldo Tondelli

La Madonna pellegrina tra i lotti della Garbatella

Il mese di maggio tra preghiere e tradizione

di Leopoldo Tondelli

La storia del mese mariano inizia nel medioevo per cristianizzare le feste pagane in onore dell’inizio della bella stagione,
unendo i temi del risveglio della natura alla devozione della Vergine. Questa pratica religiosa si estese nei secoli in tutta Italia e si istituzionalizzò grazie al gesuita Dionisi con il suo libretto “Mese di Maria”, pubblicato nel 1725 a Verona, dove si suggeriva di compiere le pratiche devozionali anche in casa o al lavoro, davanti ad un altarino della Madonna.

mese-di-maggio-a-garbatellaA questo libretto ne seguirono altri con il risultato di diffondere la pratica in tutta Europa ed anche nelle Americhe. Pio XII sancì la devozione del popolo cristiano e di Roma in particolare, come richiesta di protezione a Maria da parte dei suoi fedeli e devoti. Qui da noi nel 1946 la Parrocchia di San Francesco Saverio, con Don Giuseppe Generali in particolare, volle istituire la recita del Rosario nei lotti della Garbatella, alla presenza della statua della ” Madonna Pellegrina” anche come ringraziamento per la fine della guerra.

Tra l’altro in quel periodo, malgrado i tanti problemi che assillavano la gente, si tornava alla normalità e spesso, specialmente nelle serate estive, i giovani si ritrovavano nei cortili sia per ballare che per stare insieme e frequentarsi dopo la giornata di lavoro. Non a caso in quel periodo nascevano storie sentimentali fra i ragazzi dello stesso lotto che finivano il più delle volte a “giuste nozze”.

Tornando alla cerimonia religiosa, fu da sempre organizzata con la recita del Rosario. Alla fine della preghiera si eseguiva una piccola processione nel cortile con delle candele accese. intonando il canto Andrò a vederla un dì. L’evento fino a qualche tempo fa era molto sentito e vi era una vera e propria gara tra i lotti per chi organizzava meglio l’accoglienza alla Madonna Pellegrina: vi era la tradizione di esporre dalle finestre coperte e drappi, come arazzi, con delle luci. Delle candele accese collocate sopra i muretti rendevano l’atmosfera molto suggestiva perché, coincidendo il Rosario con il tramonto, regalavano ai lotti l’aspetto di presepi.

Oggi il culto è meno sentito rispetto al passato (anche l’orario è stato anticipato alle 19), sia perché sono scarse le persone disposte a organizzare l’accoglienza, sia per i numerosi impegni di lavoro, soprattutto delle madri. Ma la tradizione è ancora viva. Anche per chi non è praticante può essere un’occasione per stare insieme, lasciando per una sera le normali attività . Il parroco Don Luciano ed i collaboratori della parrocchia di Piazza Sauli si adoperano attivamente per tenere in vita questa tradizione.

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Grande partecipazione alla ventesima edizione della ormai tradizionale festa organizzata dall’Associazione culturale Controchiave Festa per la cultura: Garbatella in piazza

Festa per la cultura: Garbatella in piazza

di Giancarlo Proietti

festa-della-culturaIl 15 giugno si è svolta alla Garbatella la ventesima edizione della Festa per la Cultura. Anche quest’anno grande successo di pubblico. L’iniziativa, fin dalla sua prima edizione, è organizzata e prodotta dall’Associazione culturale Controchiave. La festa nasce a Roma il primo sabato di giugno del 1994 col nome di “Festa della musica”. festa-cultura-a-garbatella

Modificò la propria connotazione nel 1997 e assunse la denominazione di “Festa per la cultura”. Le cinque piazze (Piazza Sauli, Piazza Masdea, Piazza da Montecroce, Piazza Montecorvino, Piazza Longobardi) e le adiacenti vie che le collegano sono state interamente chiuse al traffico ed allestite come luoghi in grado di ospitare gruppi musicali, teatrali, di danza, di artisti di strada. Le piazze, le strade, i vicoli, sono stati gremiti di gente fino a notte fonda. La festa è stata aperta da Claudio Romanelli, segretario generale e figura storica dell’Associazione Controchiave, alla Villetta, con il saggio di musica del Municipio Roma VIII Controtempo.

Prima di dare inizio alla manifestazione Claudio ha voluto ricordare Raimondo Nitoglia, prematuramente scomparso, che è stato uno dei fondatori dell`Associazione Controchiave. Fin dall`inizio Raimondo portò all`interno di questa realtà la sua esperienza di `manipolatore di luci`, con la sua capacità, quasi magica, di creare scenografie di luci, con i pochi mezzi che sempre caratterizzano gli spettacoli autoprodotti. A mano a mano che si avvicinava la sera anche altri luoghi del quartiere si sono animati di musica e colori con l’estate finalmente arrivata. Da anni questo momento dimostra che cultura, musica e arte non sono solo rappresentati dai grandi eventi o giudicati solo da valutazioni di mercato. Anche cultura meno celebre ma qualificata, partecipata e condivisa può essere stimolo di crescita, dove anche il pubblico si sente protagonista. Appuntamento alla ventunesima edizione.

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