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In agenda per Agostino

In agenda per Agostino

Le iniziative per ricordare Di Bartolomei non finiscono qui. Almeno altri due gli appuntamenti a maggio. Nell’Oratorio di San Filippo Neri alla Chiesoletta, su quel campo “a trapezio” da lui frequentato, si svolgerà la XV edizione del Memorial riservata alle categorie “microbi” per usare la fantasia calcistica che fu di Padre Guido. Negli stessi giorni per iniziativa dell’APE (Associazione Proletaria Escursionisti) di Casetta Rossa verrà inaugurato il Sentiero Urbano Agostino Di Bartolomei, ovvero un percorso alla ricerca dei passi e dei luoghi da lui frequentati. Dall’Oratorio e da piazza Oderico da Pordenone il tracciato muoverà verso Tor Marancia, verso i lotti popolari di San Quintino e per le strade intorno all’ex Nistri, per avventurarsi nel parco che ospitava il mitico “campo del palo” teatro di tante sfide tra gli shangaini di Gigi Magrelli e i ragazzi di piazza Lante capitanati da Agostino. E’ questo un appuntamento pieno di memoria, di letteratura e di storia, e completa un ciclo che ha sinora avuto prima in Victor Cavallo e poi in Piero Bruno due altri nomi rivissuti con forte partecipazione. (C.D.)

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 12 – Aprile 2016

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Nasce negli anni ’60 il Torneo della RomaJunior club Nell’albo d’oro l’XI Borromini, l’Itis Severi e l’Armellini

Nasce negli anni ’60 il Torneo della RomaJunior club

Nell’albo d’oro l’XI Borromini, l’Itis Severi e l’Armellini

Il Torneo nasce a metà degli anni ’60 da un’idea di Gilberto Viti, grande e rimpianto dirigente della As Roma. La tessera Junior Club permetteva tra l’altro di avere accesso allo stadio a prezzi ridotti; con il torneo dedicato alle scuole superiori della capitale crebbero ancor più le simpatie giallorosse nelle fasce giovanili. Per i lupi quelli erano “tempi cupi”, rare soddisfazioni venivano dalla Coppa Italia, ma del resto chi se la passava peggio era la Lazio che, proprio negli anni sessanta, aveva cominciato a fare l’altalena con la serie B. L’invenzione del Roma Junior Club fu dunque un’operazione di notevole intelligenza propagandistica legata alle buone pratiche di sport.
La prima edizione venne vinta nel ’66 dall’ITIS Giovanni XXIII di Tor Sapienza, seguito nelle edizioni successive da Bernini, Marconi e Galilei.
A poco a poco le scuole partecipanti crebbero fino a superare il centinaio.
Della nostra zona c’era l’XI Liceo Scientifico con sede centrale in Via Segre e succursale in Piazza Oderico da Pordenone. Fu quest’ultima a iscriversi col nome di XI Pordenone all’edizione del ’71. La selezione allora era durissima. Trentasei gironi poi un turno d’eliminazione diretta poi una fase di quattro gironi da quattro squadre con le sole vincenti ammesse alle semifinali e quindi la finalissima al Flaminio.
Quell’anno l’avventura, con Agostino già capitano spesso sostituito nel ruolo da Carmine Tortorella, si fermò ai quarti ma fu l’anno successivo che avvenne l’impresa. L’XI, di lì a poco Liceo Scientifico Borromini, nell’aprile del ’72 arriverà fino in fondo alla VII edizione, vincendo contro il Meucci ai rigori dopo che i tempi regolari s’erano conclusi sull’1 a 1. Questa la formazione immortalata dalla foto che ritrae Agostino con la coppa in mano: Bove, Canapi, Andreini, Vacca, Gasbarra, Pellegrini, Molinari, Mazzone, Santilli, Di Bartolomei, Tempra (al 71’ Piccirilli), All Mezzanotte. Per la cronaca, Agostino autore del momentaneo vantaggio al 10’ del primo tempo, non scriverà, in quell’occasione, il suo nome tra i realizzatori dagli 11 metri a causa degli errori decisivi dei ragazzi del Meucci.
Il torneo Roma Junior Club dopo l’edizione del ’72 vedrà poi altre annate felici. Per due anni, ’76 e ’77, a vincerlo sarà l’ITIS Severi di Tor Marancia. Mentre in una formula rinnovata in anni recenti, 1999 e 2000, sarà l’Armellini guidato da Gianni Rivolta e Manlio Donati di San Paolo ad aggiudicarselo.
La Coppa Ago si inserisce in questa tradizione e, per rispetto di quei valori cari al capitano giallorosso, tutti i protagonisti di questa prima edizione meritano di essere ricordati.
LICEO SOCRATE: (p.t.) Lazzari, Anticoli, Ianniccheri, Marrocco, Musa, Modestini, Lista, Leta, Fortuna, De Noia, De Giorgio; (s.t.) Bucci, Gambardella, Nico, Mazzarelli, Gastaldo, Mellini, Romano, Vitale, Martino, Grimaldi, Visconti, Landini. All: Enrico Tubili e Claudio Di Russo.
IS LICEO ARTISTICO CARAVAGGIO: Bove, Faraoni, De Lorenzo, Ragazzoni, Calenda, Monteiro, Parigi, Barillaro, Pompei, Lattanzio, Ferrari, Ciorba, Vincenzini, Cinti, Di Gravio Grossi.
All: Fabio Petrucci e Fiorella De Benedictis. Arbitro: Sig Lupardini di Roma.(C.D.)

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De Carolis conquista a Offenburg il titolo mondiale Supermedi WBA

Nel pugilato siamo tornati ad essere terra di campioni

De Carolis conquista a Offenburg il titolo mondiale Supermedi WBA.
Un esempio per gli altri 200 ragazzi della “Team Boxe Roma XI”.

Auspicabile adesso l’organizzazione di un incontro a Roma

di Adelio Canali

In occasione di un mio precedente articolo sulla rinascita del pugilato nel nostro territorio, mi auguravo si dovesse vincere una scommessa per onorare i nostri grandi campioni del passato, vissuti alla Garbatella. Ebbene la scommessa è stata vinta con la conquista a Offenburg del titolo mondiale dei supermedi WBA da parte di Giovanni De Carolis, atleta dotato di una grande statura morale che, con semplicità e umiltà, costituisce un esempio per gli altri ragazzi della “Team Boxe Roma XI”, faticosamente messa in piedi da Gigi Ascani e Italo Mattioli. La sera del 9 gennaio scorso, seguendo l’incontro alla televisione, ho rivissuto l’emozione della vittoria al Madison Square Garden di Nino Benvenuti, quando conquistò il titolo mondiale dei pesi medi battendo Emile Griffith.
Il giorno in cui sono entrato per la prima volta nella palestra dove il nuovo campione si allena, sono rimasto colpito dall’atmosfera; mi riportava alla mente ricordi vissuti negli anni 70, in occasione della visita ad alcune palestre americane. Grande cura nella preparazione degli atleti, seguiti con notevole professionalità dai nostri due valorosi preparatori e soprattutto la grande voglia del combattimento.
Rimasi colpito dal modo con cui giovani pugili scaricavano la propria aggressività, accompagnando i colpi al sacco con urla da guerrieri. Tanta volontà, tanto spirito di sacrificio non potevano che procurare vittorie e soddisfazioni.
Nella nostra struttura, per lungo tempo abbandonata al degrado, si allenano anche ragazzi provenienti da altre località, formando nel contempo una grande famiglia, nella quale si è anche creata la possibilità di un reinserimento di giovani emarginati, mediante lo svolgimento di lavori sociali. Oggi, la “Team Boxe”, con i suoi oltre duecento atleti, è riuscita a collocarsi al vertice nella graduatoria delle società pugilistiche del Lazio ed ha espresso atleti di notevole livello, come Mattia Faraone, campione italiano universitari e “Guanto d’oro”; Alessandro Mazzali, campione italiano universitari; Vittorio Petricca, campione italiano juniores 2009. Sempre in campo dilettantistico, si sono distinti: Gabriele Minardi, Alessandro D’Amore, Guido Vianello e Pietro Rossetti.
In campo femminile la società ha avuto modo di esprimere giovani atlete come Francesca Amato, campionessa italiana negli assoluti 2015 e “Guanto d’oro”; Sabrina Marconi, campionessa italiana negli assoluti 2011; Althea Ciminiello, nata e cresciuta alla Garbatella, tre volte “Cinturavolsca” e brillante protagonista di un torneo internazionale in Austria.
Dopo la grande vittoria di Giovanni De Carolis alla Baden Arena di Offenburg, su iniziativa di Massimiliano Smeriglio, il nostro campione è stato ricevuto e premiato dal Presidente della Regione Lazio e infine il Presidente dell’ VIII Municipio Andrea Catarci, sempre in suo onore, ha organizzato una grande festa al GOA di Via Libetta dove, per l’occasione, nel locale è stata predisposta, in collaborazione con l’Associazione “Garbatella 44”, una mostra su alcuni grandi eventi del pugilato mondiale.
Dagli anni novanta, il pugilato in Italia è stato trascurato sia dalla stampa che dalla televisione, anche a causa della mancanza di personaggi di un certo spessore. Ora, la vittoria di De Carolis serve a far comprendere che, per tornare ai fasti del passato, occorre prendere in considerazione la necessità di ripartire dalla base, prendendo come esempio proprio le realtà come la “Team Boxe Roma XI” che, facendo crescere giovani volenterosi, con grandi rinunce e sacrifici è riuscita a raggiungere traguardi mondiali.
Ora, il nostro campione e la sua Società meritano l’attenzione della piazza romana. Ci auguriamo che anche la Federazione Pugilistica Italiana si adoperi per fare in modo che qualche organizzatore riesca a mettere in piedi una riunione a Roma, che veda nel cartellone, come merita, Giovanni De Carolis. Inoltre sarebbe il caso che Malagò, Presidente del CONI e Luca Cordero di Montezemolo che guida il Comitato promotore per le Olimpiadi a Roma nel 2024, vengano a rendersi conto di come ci si sacrifica per una disciplina sportiva che a Roma, nel 1960, arricchì il medagliere olimpico con tre ori (Musso, Benvenuti, De Piccoli), tre argenti (Zamparini, Lopopolo, Bossi) e un bronzo (Saraudi). Uno sport e delle realtà che meritano sostegno, come tutte le discipline che, lontane da mode, falsi miti e soldi facili, rendono attuali i veri valori sportivi, quei valori che, forse, alcuni campioni del calcio hanno dimenticato.

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Progetto della scuola “Cambiagio” Genitori e figli leggono insieme

Progetto della scuola “Cambiagio”
Genitori e figli leggono insieme

“Read in the Eu – road” è il titolo del progetto di Erasmus Plus che la scuola paritaria “Benedetta Cambiagio” sta realizzando in questo anno scolastico per sviluppare negli alunni le abilità di lettura e trovare in questa attività una fonte di benessere personale. Molte sono le attività proposte agli alunni per sviluppare questo progetto e ad alcune abbiamo partecipato con entusiasmo anche noi genitori, leggendo insieme ai nostri figli e per loro… In queste occasioni, eravamo noi grandi emozionati e contenti di poter essere utili, calandoci nel nostro ruolo con empatia e competenza. I ragazzi erano soprattutto molto divertiti da questo scambio di ruolo. Avere i genitori con loro per trascorrere del tempo insieme nella lettura, ha posto l’accento sul fatto che grandi e piccoli possono testimoniare ed aiutarsi a vicenda, per tenere presente ciò che veramente è importante conoscere e ricordare tra le tradizioni della nostra cultura.
Certamente noi adulti siamo diventati più consapevoli che tenendo in considerazione la lettura, come basilare attività di apprendimento, possiamo essere di esempio e di stimolo ai nostri ragazzi. Nella nostra epoca, definita ormai del tutto “digitale”, è importante non perdere le competenze linguistico-comunicative, ma, anzi, è essenziale leggere ad alta voce per i figli, leggere e raccontare storie che sviluppano la loro immaginazione e la loro fantasia, non smettere di leggere con loro solo perché sanno già leggere da soli… Grazie alla lettura si costruisce nell’individuo l’empatia con il mondo circostante: è un contatto che ci rende più ricchi, più profondi…e ci si ritrova impercettibilmente cambiati nel comprendere la realtà.
Così, noi genitori, convinti del benessere della lettura, invogliamoci a leggere in privato e in pubblico.
Mostriamo che leggere è una cosa positiva. Se leggiamo, se i nostri figli ci vedono leggere, impareranno anche loro, capiranno che esercitare l’immaginazione aiuta ad avere una visione più ampia del mondo che ci circonda.
Ad Albert Einstein fu chiesto una volta come fosse possibile rendere i bambini più intelligenti. La sua risposta fu semplice e geniale: “Se volete che un bambino sia intelligente leggetegli delle favole. Se volete che diventi più intelligente, leggetegli più favole”.
Aveva capito il valore della lettura e dell’immaginazione nella crescita dei nostri ragazzi.

Antonella Izzo

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Il Maestro Gianpistone dalla Garbatella al mondo

Il Maestro Gianpistone dalla Garbatella al mondo

di Francesca Vitalini

“Attraverso la mia pittura ho voluto cogliere l’essenza della realtà che ho sperimentato con viaggi reali, molti, e fantastici”. Esordisce così il Maestro Gianpistone, da poco superati gli 87 anni. Nato a Roma, nella zona Ostiense, “in un palazzo talmente popolare che ospitava la Maternità”, ricorda.
Inizia ad esprimersi attraverso la pittura casualmente, per una sorta di rivalità nei confronti di una giovane fidanzatina, cantante lirica: stanco di dover essere sottoposto ai suoi impegni, decide un giorno di comprare dei cartoni telati, dei colori, un tubetto del bianco ed alcuni pennelli. Inizia, così, a dipingere e si avvicina al gruppo de “I Pennellati”, dopo qualche mese si aggiudica il premio di incoraggiamento alla carriera della Galleria di Arte Moderna di Roma.
“I miei inizi sono divertenti – continua il Maestro Gianpistone – e la mia esperienza dimostra che ero un pittore da prima che iniziassi a dipingere.
Considero la pittura una maniera di esprimermi, un percorso che avevo dentro e che si è manifestato ad un tratto”.
La pittura si collega ad altre forme d’arte: il teatro e la scultura, tanto che nel 1957 partecipa con due opere alla “Biennale Internazionale di Carrara” e nel 1966 fonda a Testaccio lo Studio Arte Equipe ’66 aprendolo al mondo con eventi di teatro d’avanguardia, poesia, jazz, folclore di numerosi paesi e con laboratori teatrali ed artistici per persone con disabilità.
Quasi parallelamente inizia una serie di viaggi in tutta Europa: dalla Groenlandia alla Grecia, dall’Inghilterra all’Unione Sovietica.
E, poi, America ed Africa, dall’Egitto al Sud Africa. Nel 1966 compie il primo dei tre viaggi in Estremo Oriente, arrivando in Indonesia, in Cina ed in Giappone. Numerosissimi i viaggi in Medio Oriente uno dei quali in macchina, fino alle soglie di Kabul in Afghanistan. L’India è il paese dove ha raccolto le maggiori esperienze, attraversandola dal Sud al Nord alla ricerca di una “verità assoluta”.
“Quando arrivavo in un posto – racconta il Maestro – avevo l’atteggiamento di un neofita desideroso di apprendere e di fissare sulla propria pelle, come un tatuaggio, l’esperienza del viaggio… Con il passare del tempo, però, i “tatuaggi” sbiadivano ed avevo bisogno di vivificarli di nuovo con altri viaggi”.
Nel cogliere l’essenza della realtà umana e naturale che si manifesta sotto ai suoi occhi si compongono i suoi cicli pittorici, tra i quali, per citarne alcuni: Entromondo, Natura Mirabilis, I colori del sacro, Le vie della seta, Le origini delle scritture, Memorie, Mediterraneo, Alle origini della cultura europea, Ierofanie, ospitate in più di 200 mostre personali in Italia, tra le quali, al Complesso Monumentale del Vittoriano a Roma, nel 2000, e in prestigiosissime esibizioni all’estero. Dal 1954 il pittore Gianpistone partecipa attivamente alle maggiori rassegne nazionali, conseguendo in oltre venti anni di attività oltre duecento premi (fra cui dodici medaglie d’oro). Da ricordare fra questi, il significativo riconoscimento alla sua opera e alla nuova dimensione della ricerca, il “Premio  Enrico Mattei” (1974).
Oggi la sua opera, in attesa di future mostre personali, può essere ammirata presso il suo studio di Poggio Moiano, nota cittadina in provincia di Rieti, dove una volta al mese la figlia, Sabina Pistone, organizza delle visite guidate in compagnia dell’artista e, permanentemente, presso il “Museo Etnologico delle Maschere di Cartapesta Gianpistone”, che raccoglie circa 500 maschere in cartapesta, che l’artista romano ha realizzato, riproducendole dai modelli africani e asiatici e da modelli carnevaleschi italiani.
Cos’altro rimane da cogliere in un’esperienza così vasta e poliedrica?
“Il Gazometro – conclude il maestro Gianpistone – nella mia giovinezza ho provato più volte a catturarlo: andavo davanti alla sua struttura, così aerea, e mai sono rimasto soddisfatto di come la riproducevo perché le mie spatolate non riuscivano a rappresentarne la leggerezza”.

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A Ennio Mariani la Medaglia d’onore concessa ai deportati nei campi nazisti

Una appassionata lettera dei figli, a vent’anni dalla morte del padre

A Ennio Mariani la Medaglia d’onore concessa ai deportati nei campi nazisti

Fu per lunghi anni il custode della sezione comunista di Via Passino. La Villetta fu la casa della sua passione politica e anche della sua famiglia

L’esigenza di ricercare un periodo preciso della vita di nostro padre Ennio Mariani ci ha portato a richiedere, a suo nome, la Medaglia d’onore, concessa dalla Presidenza del Consiglio dei ministri e conferita ai cittadini italiani deportati nei lager nazisti.
Il 27 gennaio di quest’anno, nella ricorrenza del giorno della memoria, a Palazzo Valentini abbiamo ricevuto la medaglia dal Prefetto, con una cerimonia che si è tenuta presso la Sala Di Liegro. Insieme alle mie sorelle, a mio fratello e a mio cugino Roberto Mariani, abbiamo ascoltato con grande emozione pronunciare il nome di nostro padre, ma anche con il rammarico per questo riconoscimento tardivo, arrivato dopo 71 lunghi anni, durante i quali l’esistenza degli IMI (Internati Militari Italiani), rientrati dopo la liberazione, è stata negata dai vari governi italiani e per questo caduta nel silenzio nei confronti dei nostri militari deportati dopo l’8 settembre 1943.
Il 6 aprile sono vent’anni che nostro padre ci ha lasciato e vorremmo ricordarlo a chi l’ha conosciuto e farlo conoscere a chi invece non ne ha avuto occasione.
Ennio è rientrato dalla prigionia il 17 luglio 1945.
Distrutto nel fisico e nell’anima ma pieno di voglia di ricominciare. Ha conosciuto subito mia madre, Fernanda Pasquali, iscritta al PCI. Anche lui dalla fine del 1945 si iscrisse al Partito. La sezione Garbatella, la Villetta, è stata per tutti noi la casa, il posto dove vivere, dove lavorare, e noi, che alla Villetta ci siamo nati e vissuti nel vero senso della parola, ricordiamo ancora quell’infanzia felice, l’odore del ciclostile, il campetto del gioco delle bocce, le interminabili serate estive con i giovani della FGCI a discutere del futuro, il bar gestito prima da nonno Domenico e poi da Pasqualone. Certo, ci sono stati momenti difficili, ma c’era un’unità tra compagni che ripagava sempre. Poi c’era “L’unità”, il giornale che Ennio portava sempre in tasca, che nostro padre, la domenica mattina, ci portava a diffondere, casa per casa.
Ennio non era una persona facile, politicamente un osso duro, nato nella scuola della Garbatella. Era autentico nel sincero e profondo attaccamento al partito, solido come nel suo  profondo amore per la sua famiglia. Ennio parlava ad alta voce, prendeva in giro tutti e soprattutto i professori, non aveva soggezione di nessuno e da un certo punto in poi non condivideva il cambiamento che era in atto.
Era un organizzatore instancabile di feste dell’Unità, costruttore del palco da dove faceva discorsi appassionati e magistrale trascinatore nelle affissioni di manifesti durante le campagne elettorali.
Gli anni del dopoguerra, il lavoro precario ai Mercati generali, per il quale fu intervistato denunciando le pessime condizioni di lavoro, con lo pseudonimo di Otello (per non rischiare di perdere anche quelle occasioni di lavoro tanto importanti) lo hanno temprato, hanno forgiato un uomo appassionato e generoso.
Ricordiamo che insieme a Don Picchi ha sostenuto e lottato per adibire la ex Casa del Fanciullo al luogo che è oggi il Centro italiano di solidarietà (CEIS). Fu il primo presidente del centro anziani alla Montagnola, da lui e dai compagni della sezione Montagnola fortemente voluto. Era un uomo ingombrante che ci ha sempre messo la faccia, che con trasporto esponeva i suoi ideali e con la stessa intensità amava fare del bene agli altri senza mai vantarsene. Entrava senza chiedere il permesso nella vita di ognuno. Era grande il nostro papà e ci piace pensare che chi l’ha conosciuto la pensi come noi.
Dopo la Bolognina però non aveva scelto. Aveva sofferto molto, ma il suo grande amore era rimasto vivo. Un amore nato in un lager, al freddo, patendo la fame, la fatica, i soprusi e le torture. Un amore che lo ha accompagnato per tutta la vita, un amore rosso come la sua passione, e a chi gli diceva di schierarsi rispondeva gridando: “io nu me devo rifonda’…io resto io” e, restando fedele al suo antico ideale, ormai dissolto, non scelse il nuovo che si profilava perché non lo riconosceva più.
Pensiamo che dobbiamo opporci al dissolversi nel tempo delle cose e delle persone. Abbiamo pensato di ricordarlo così, con poche righe, perché i ricordi restano e sono parte ineludibile del nostro presente. Sono le nostre radici.
6 Aprile 1996 – 6 Aprile 2016 Rodolfo, Patrizia, Katia, Valentina e Vitaliana.
Un appassionato grazie ai figli di Ennio Mariani, che hanno voluto ricordare la memoria del loro padre, un uomo semplice e grande, con parole così toccanti. Quando i figli ricordano con tanto orgoglio le loro radici vuol dire che è stata loro trasmessa un’autentica nobiltà. E’ questo il caso di Ennio e anche di Fernanda. Per chi non ha conosciuto Ennio, spieghiamo a che cosa si allude nella lettera dei cinque fratelli Mariani, quando parlano della Villetta come della loro casa, “dove siamo nati e vissuti”. La Villetta, dalla Liberazione in poi, è stata per la Garbatella la“casa del popolo”, dove oltre che sede politica sono stati ospitati associazioni culturali, associazioni sportive, scuole di alfabetizzazione, circoli del cinema e del teatro, circoli giovanili e una infinità di altre organizzazioni democratiche.
Ma per Ennio e per la sua numerosa famiglia è stata per lunghi anni la loro vera casa. La Sezione aveva bisogno di un custode, più di una volta era stata fatta  oggetto di incursioni di sabotatori, culminati nel 1950 da una vera aggressione in grande stile, peraltro respinta a furor di popolo, di neofascisti dell’MSI. Ennio aveva gravi problemi di abitazione, era nel contempo un uomo deciso, altamente affidabile. Gli fu chiesto di assumere lui il compito di custode e gli fu assegnato l’unico posto disponibile, il sottotetto della Villetta, dove oggi c’è l’Associazione Italia-Cuba. Lì la sua famiglia divenne numerosa, lì Ennio poteva dare corso alla sua passione politica.
Lo spazio che occupava era scarso e abbastanza scomodo da praticare, ma era sufficiente a compattare le sue grandi passioni: famiglia e Partito.
Ennio si spezzava la schiena lavorando al Mercato grande dell’Ostiense, il luogo in cui aveva lavorato anche Giuseppe Cinelli, martire alle Ardeatine, al cui nome era intitolata la sezione comunista di quella Villetta che Ennio per lunghi anni ha custodito.
Cari figli di Ennio, grazie per il bel ricordo di vostro padre che ci avete mandato e che a me ha fatto rivivere episodi ed atmosfere che oggi sembrano svaniti.

Cosmo Barbato

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Buon compleanno Garbatella, il rione romano compie 96 anni tra spettacoli ed eventi

Buon compleanno Garbatella, il rione romano compie 96 anni tra spettacoli ed eventi

Dal 13 al 29 febbraio mostre, gare podistiche, presentazioni di libri e racconti in uno dei quartieri storici della capitale col patrocinio dell’VIII municipio

di VIOLA GIANNOLI

Per Nanni Moretti di “Caro Diario” era “il quartiere più bello di tutti”. Pier Paolo Pasolini ci ambientò molte scene del romanzo “Una vita violenta”. Il palazzone della Regione Lazio è stato il set di moltissimi Fantozzi. E, in tempi più recenti, il Roma club è diventato la bottigliera dei “Cesaroni” in tv. Ora il rione Garbatella, uno dei quartieri storici della capitale, di tradizione “rossa” e operaia, compie 96 anni. Da quel 18 febbraio del 1920 in cui il re Vittorio Emanuele III pose la prima pietra in piazza Benedetto Brin ne è passata di acqua tra i vicoli e i lotti di quest’area un tempo disabitata e coperta di vigne e pascoli e costruita sui colli che dominano la basilica di San Paolo Fuori Le Mura. Come ogni anno, stavolta a quasi un secolo di distanza, il municipio, le associazioni e le realtà vive del quartiere hanno deciso di festeggiare il loro quartiere con due settimane di spettacoli, esposizioni, premiazioni ed eventi (quasi) tutti gratuiti e patrocinati dall’VIII municipio.

Ecco il programma: il 13 febbraio alle 17 al forno Maurizi di largo Ansaldo “A Garbatella dal cuore l’arte parte”; il 14 febbraio alle 14.30 lo spazio Millepiani in via Odero ospita “Incontriamo le farfalle”, un laboratorio per bambini e adulti; alle 17 passeggiata fotografica “Garbatella ti amo e te lo dimostro”; il 17 febbraio alle 18 di nuovo a Millepiani per letture e poesie.

Per Nanni Moretti di “Caro Diario” era “il quartiere più bello di tutti”. Pier Paolo Pasolini ci ambientò molte scene del romanzo “Una vita violenta”. Il palazzone della Regione Lazio è stato il set di moltissimi Fantozzi. E, in tempi più recenti, il Roma club è diventato la bottigliera dei “Cesaroni” in tv. Ora il rione Garbatella, uno dei quartieri storici della capitale, di tradizione “rossa” e operaia, compie 96 anni. Da quel 18 febbraio del 1920 in cui il re Vittorio Emanuele III pose la prima pietra in piazza Benedetto Brin ne è passata di acqua tra i vicoli e i lotti di quest’area un tempo disabitata e coperta di vigne e pascoli e costruita sui colli che dominano la basilica di San Paolo Fuori Le Mura. Come ogni anno, stavolta a quasi un secolo di distanza, il municipio, le associazioni e le realtà vive del quartiere hanno deciso di festeggiare il loro quartiere con due settimane di spettacoli, esposizioni, premiazioni ed eventi (quasi) tutti gratuiti e patrocinati dall’VIII municipio.

Ecco il programma: il 13 febbraio alle 17 al forno Maurizi di largo Ansaldo “A Garbatella dal cuore l’arte parte”; il 14 febbraio alle 14.30 lo spazio Millepiani in via Odero ospita “Incontriamo le farfalle”, un laboratorio per bambini e adulti; alle 17 passeggiata fotografica “Garbatella ti amo e te lo dimostro”; il 17 febbraio alle 18 di nuovo a Millepiani per letture e poesie.

Il 18 febbraio si parte alle 11 del mattino con il concerto della banda della polizia locale in piazza Brin; alle 12 Fatagarbatella presenta “La torta scultura ‘Fontana Carlotta’ di Patty Perticari a cui segue una passeggiata nel quartiere; alle 16 nel Centro anziani di via Pullino il premio nonna Garbatella e a seguire i festeggiamenti con musica dal vivo; alle 18 alla Cna di via Massaia presentazione delle attività per la 25esima gara podistica “Corri alla Garbatella”.

Il 19 febbraio alle 17.30 da piazza Oderico da Pordenone la marcia della pace con i bambini della comunità di Sant’Egidio e la Scuola della Pace; il 20 e il 21 febbraio dalle 15 alle 24 al Teatro Ambra di piazza Giovanni da Triora un’esposizione di esemplari unici di radio d’epoca e una mostra di foto storiche del quartiere; dalle 10 alle 18 in piazza Oderico da Pordenone invece nella sala espositiva “Bande rosse” una visita guidata tra gli esemplari della storia della Ducati.

E ancora: il 22 febbraio alle 17 alla Casa della città di via della Molettta una mostra dei materiali e delle ricerche sulle case, gli edifici, i lotti e i giardini della Garbatella a cura dell’Osservatorio sul moderno a Roma. Dallo stesso giorno e fino al 29 febbraio inoltre gli studenti delle scuole andranno a spasso per il rione per conoscerne meglio angoli e aneddoti. Il 23 febbraio alle 18 spettacolo teatrale di musica e prosa “Ve volemo tanto bene”; il 24 febbraio alle 18 al teatro oratorio San Filippo Neri in via delle Sette Chiese “La grande Roma di Liedholm” e l’esposizione delle foto storiche della squadra di calcio A.s.t.r.o. Infine il 24, 25 e 26 febbraio dalle 16 alle 19.30 presso l’oratorio San Filippo Neri in via delle Sette Chiese esposizione di manufatti artigianali, tra cui riproduzioni paesaggistiche di Garbatella.

Leggi tutto l’articolo da repubblica.it

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DiBaTotti, la Roma vista con gli occhi dei suoi «capitani coraggiosi»

DiBaTotti, la Roma vista con gli occhi dei suoi «capitani coraggiosi»

Presentazione di DIBA-TOTTI – Nati Ultrà
Lunedì 4 gennaio ore 17:00
c/o Al Ristoro degli Angeli
Via Luigi Orlando, 2 Roma

Leggi l’articolo del www.ilsole24ore.com/

Capitani coraggiosi. Di Roma, per la Roma, in una città che soffia di passione pallonara, di ponentino quando è sera. Roma divisa tra pragmatismo e nostalgia. Che ancora scrive sui muri lettere d’amore per la “Magica”. Agostino e Francesco. Di Bartolomei e Totti. Storie diverse, parallele. Due giovani calciatori, un sogno comune, calcistico e sociale.
Da imprimere nella memoria collettiva di un popolo (giallorosso) sempre in amore, disperatamente complice dei suoi eroi. A mettere insieme Totti e Di Bartolomei, in un binomio più azzeccato che azzardato, è il «giornalista- ultrà» – autodefinizione dello stesso scrittore – Mauro De Cesare, autore di DiBaTotti (edizioni Goalbook), in libreria da pochi giorni. «Agostino e Francesco, capitani romani e romanisti. E questo è qualcosa che fa parte solo della storia della Roma. Questo ci rende speciali, diversi, unici», scrive nella prefazione Bruno Conti, (altro) monumento del calcio capitolino. Le bandiere.
Quelle di DiBa e Totti hanno sventolato a vent’anni di distanza. Quella di Francesco continua ancora, dopo trecento gol. Entrambi hanno vinto un solo scudetto, troppo poco per non avere un sapore straordinario. Nel campetto di Tor Marancia, oratorio della Chiesoletta (parrocchia di San Filippo Neri), Agostino calciò la sua prima “bomba” da fermo. Nel 1969, a tredici anni, venne preso dalla Roma . L’esordio, a solo 18 anni, a San Siro contro l’Inter, sotto la guida di Helenio Herrera in versione giallorossa. Centrocampista metodista, Di Bartolomei è stato dal 1972 al 1984 leader silenzioso (e carismatico) in una Roma di poeti brasiliani (Falcao), bomber genovesi (Pruzzo), con i panni ancora stesi tra i balconi di Trastevere, e tanti Manuel Fantoni che spopolavano non solo nei film di Verdone. Ricorda Conti che «Agostino era uomo silenzioso, ma dotato di un’allegria romanesca che sapeva tirar fuori quando lo riteneva più opportuno». La Roma dello storico scudetto del 1983. Poi quel rimpianto di una notte di maggio del 1984, quando la “Magica” perse la finale di Coppa dei Campioni all’Olimpico, sconfitta ai rigori dal Liverpool, con 200 mila bandiere al vento nel concerto di Venditti al Circo Massimo. Esattamente il 30 maggio di dieci anni dopo, Agostino Di Bartolomei si tolse la vita: «Non parole. Un gesto…». Ago aveva gli stessi anni che ha ora Totti, 39. Un terribile atto finale che fece pentire molti di non avergli aperto porte di Trigoria. E tutti quelli che non lo accusarono per quell’esultanza dopo un gol alla Roma negli anni di militanza nel Milan di Liedholm. «Quel gesto di esultanza non era rivolto ai tifosi della Roma, aveva un rispetto senza confini per loro. Nel suo borsello conservava gelosamente due cose: la foto di padre Pio e quella della Curva Sud», ha ricordato a De Cesare la moglie di Agostino, Marisa. In quelle immagini sta tutta l’essenza di DiBa, ereditata poi dal più istrionico Totti.

Il fuoriclasse di Porta Metronia da ragazzino ha rischiato di diventare un giocatore della Lazio.Se non fosse intervenuto direttamente il senatore Dino Viola. Francesco debutta in Serie A a 16 anni e mezzo, spedito in campo da Vujadin Boskov in un Brescia-Roma. Eppure per il “lungimirante” tecnico Carlos Bianchi, doveva essere ceduto: «O io o Totti», l’ultimatum. Sensi scelse, senza pensarci, quello che dal ’98 sarebbe diventato l’ottavo re di Roma. Conti: «Francesco lo capisci se conosci la sua famiglia, le sue radici nella città, i suoi principi fatti di sacrifici e di amore per la squadra» . «Agostino aveva una predisposizione per i bambini, ai quali nella scuola calcio insegnava prima i valori e poi i segreti del gioco – spiega De Cesare – . Lo stesso spirito paterno si ritrova in Francesco, che sempre in silenzio ha donato il suo tempo libero e le strumentazioni più sofisticate all’ospedale Bambin Gesù per la cura dei piccoli malati». Un uomo non ha bisogno di facili autocelebrazioni. Totti e Di Bartolomei l’hanno sempre saputo.

www.mondadoristore.it/DiBa-Totti-Nati-ultra-Mauro-De-Cesare/eai978889924505/

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In via di soluzione il ripristino delle tre aule inagibili della Battisti

In via di soluzione il ripristino delle tre aule inagibili della Battisti

di Marcello Conte

Il 22 e 23 novembre scorso si è votato per il Consiglio dell’Istituto Comprensivo Damiano Sauli. Tra i candidati eletti è spiccato il nome di Laura Iacoangeli, una donna sorridente – il suo buon umore però non deve trarre in inganno – ma combattiva: infatti a poche ore dalla sua elezione al Consiglio di Istituto ha già dato prova di essersi meritata le preferenze accordategli dai genitori: si è messa alle costole dell’Amministrazione municipale per avere risposte certe sui tempi di realizzazione dei lavori di ripristino delle tre aule della Cesare Battisti da mesi inagibili. E noi di Cara Garbatella siamo lieti di dare voce alla sua battaglia per il benessere dei bambini.
Laura, quando è cominciato tutto?
Il 23 giugno 2015 è apparsa una crepa tra muro e soffitto di un’aula e la scuola ha immediatamente avvertito l’ufficio tecnico del Municipio, il quale ha provveduto ad effettuare
varie ispezioni a cui sono seguite altre di cui l’ultima nel mese di agosto, molto più approfondita, con l’utilizzo di trabattello per arrivare al soffitto e con apertura di una lunga “traccia” nel muro per poter valutare adeguatamente la situazione. A seguito di quest’ultima ispezione l’11 agosto il Municipio ha comunicato per scritto alla dirigente scolastica che aveva “ritenuto di interdire le tre aule compreso il corridoio antistante, poste al secondo piano” e che, “vista l’esigua disponibilità di fondi”, non era al momento “in grado di effettuare interventi di messa in sicurezza delle tre aule e del corridoio antistante”.
La scuola veniva pertanto invitata “ad organizzare lo spostamento delle tre aule in altri locali”. Nel rispondere per iscritto al Municipio la scuola ha evidenziato chiaramente come lo spostamento delle tre classi in aule di “emergenza” (vedi biblioteca) fosse oltremodo disagevole e ha richiesto una data indicativa di esecuzione dei lavori.
E cosa è successo?
Nell’immediato niente. Così, in data 15 settembre, è stata inviata una nuova richiesta di inizio immediato dei lavori. Dopo qualche giorno l’assessora Angelucci – non vi è stata alcuna risposta scritta ma solo verbale – fece sapere alla dirigente scolastica che la ricerca di fondi sembrava avviata a buon fine e che l’inizio dei lavori per tale intervento straordinario fosse previsto per la seconda quindicina di ottobre.
Quindi i lavori sono cominciati?
Non mi pare proprio. A fine novembre nelle aule non sono stati affissi cartelli di inizio lavori. E poi i bambini ancora sono sballottati nelle aule di emergenza.
Laura, come stai agendo quindi?
Con estrema determinazione. È vero che mia figlia è una degli alunni senza aula, ma le classi che subiscono questo disagio sono tre e, per come la vedo io, il problema di uno è un problema di tutti: quindi sto sensibilizzando i genitori e sto facendo continue pressioni sulle istituzioni di prossimità.
Sollecitato dal racconto di Laura ho contattato sia Paola Angelucci che Floriana D’Elia e quest’ultima, con un email datata 27 novembre, mi scrive quanto segue: “I lavori di ripristino dei controsoffitti inizieranno il 9 dicembre e dovrebbero essere terminati prima della pausa natalizia. I lavori più pericolosi (smaltimento travi vecchie e spostamento travi nuove) avverranno nelle ore in cui non c’è uscita o entrata dei bambini (prima delle 8.30 e dopo le 9.30). L’appalto è finanziato con i fondi della manutenzione ordinaria, cioè con le risorse che ogni anno sono stanziate al Municipio ma, vista l’entità e la dimensione dei lavori, si sarebbe potuto far ricorso a fondi straordinari (cioè per spese in investimento). Questo denota un grande sforzo da parte del Municipio.
Si tratta di un appalto di circa 300.000 euro. Si vorrebbe procedere con un ulteriore stanziamento per poter intervenire in altri punti della scuola, poiché tutti i controsoffitti sono realizzati con quelle stesse modalità ormai antiche”.
Bene quindi, pare che la questione aule della Cesare Battisti stia volgendo a lieto fine. Un particolare va però evidenziato: a quanto comunicato dalla Presidente della Commissione Scuola al sottoscritto, il Presidente e la Giunta si stanno dando molto da fare per risolvere i problemi delle scuole nel nostro Municipio, però anche noi, come cittadini (genitori e non) dobbiamo fare la nostra parte sostenendo e partecipando alle non sempre facili battaglie a cui i nostri amministratori sono costretti ogni giorno con il Comune di Roma.
Speriamo che i bambini possano tornare presto nelle loro aule. Cara Garbatella vi terrà informati e nel frattempo facciamo un grande in bocca al lupo a Laura Iacoangeli per il suo incarico.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 11 – Dicembre 2015

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Le vie della Garbatella: marinai, pirati e … non solo

Le vie della Garbatella: marinai, pirati e … non solo

di Enrico Recchi

“Italiani, un popolo di santi, poeti, navigatori…”. Così inizia l’iscrizione sul Palazzo della Civiltà del Lavoro all’Eur, quello che tutti noi conosciano come il “Colosseo Quadrato” perché ricorda in chiave moderna il monumento più famoso dell’antica Roma. E la Garbatella nella sua toponomastica rispecchia perfettamente quell’iscrizione.
Vi siete mai chiesti chi siano i personaggi i cui nomi leggiamo sulle targhe delle vie del nostro quartiere?
Come è stato raccontato più volte alle vie e piazze del nucleo originario della Garbatella (che nasce a Piazza Brin nel febbraio del 1920) vengono dati i nomi di personaggi legati al mondo marinaresco perché in qualche modo connessi alla funzione che avrebbe dovuto avere il nascente quartiere: ospitare le maestranze, gli operai e gli addetti amministrativi che avrebbero dovuto lavorare al progetto del bacino e del canale con i quali la zona di San Paolo sarebbe stata trasformata in un terminale commerciale delle merci che potevano arrivare a Roma sull’acqua, sia risalendo appunto il corso del Tevere che sfruttando un progettato canale artificiale (Chi volesse approfondire può leggere di più sul bellissimo libro di Gianni Rivola “Garbatella mia”).
Tutto questo poi non si materializzò.
Il progetto restò solo un progetto ma le strade che collegavano le nuove costruzioni, presero i nomi di ingegneri navali, Ministri della Marina, Ammiragli e pirati.
Ma non solo. Le strade della Garbatella sono dedicate anche a missionari, esploratori ed altro.
Partiamo quindi dalla categoria dei  personaggi legati al mondo del Mare e cerchiamo di scoprire qualcosa di più su alcuni di loro.
Innanzitutto Benedetto Brin che dà il nome alla piazza dove venne posta la prima pietra della borgata e dove si affacciavano le prime costruzioni. A metà ‘800, quando aveva vent’anni, entrò in servizio nella marina del Regno di Sardegna e percorse tutta la carriera militare. Progettista navale, a lui si devono le corazzate gemelle Caio Duilio e Enrico Dandolo, le prime navi italiane ad avere una corazzatura laterale di 55 cm. tale da considerarle imperforabili, migliore anche della protezione che avevano le navi della famosa marina reale britannica.
Diventato poi ministro, Brin spinse per accelerare la politica di armamento italiana sul mare, facendo costruire altre navi da guerra per intraprendere la politica di espansionismo coloniale. Secondo Brin l’Italia doveva produrre non solo le navi, ma anche tutte le componenti necessarie, seguendo una politica nazionalistica che contribuì anche alla nascita dell’industria pesante nel nostro paese.
Promosse la nascita degli stabilimenti di Venezia e Pozzuoli e delle Acciaierie di Terni, della base di Taranto e dell’Arsenale di La Spezia.
Decretò infine che le scuole navali di Napoli e di Genova, retaggio di una Italia formata da più stati, confluissero nella Accademia Navale di Livorno. A lui agli inizi del ‘900 venne anche intitolata una corazzata.
Dopo un personaggio così serio e compassato, passiamo a due personaggi più antichi e romantici. Tutti e due vissero a cavallo tra ‘500 e ‘600.
Già i nomi sono un programma, sfido a dimenticarli: Obizzo Guidotti e Pantero Pantera. Il primo, Obizzo Guidotti, era un cavaliere bolognese del Santo Sepolcro imbarcato su un nave dell’ordine gerosolimitano.
All’epoca il Mediterraneo era solcato non solo da navi commerciali e da quelle delle varie potenze, ma anche dai pirati che facilmente attaccavano e mettevano in pericolo i traffici mercantili.
I primi scontri del nostro avvengono con i corsari nelle acque di Malta e poi lungo le coste tunisine, partecipando alla conquista di Hammamet. Diventato poi capitano di nave, da difensore si trasforma in predatore ed assale, sempre al servizio dell’Ordine dei cavalieri di Malta, le navi turche cariche di frumento e riso per portare il prezioso carico a Malta.
Il secondo, Pantero Pantera, (con un nome che sembra quello di un bullo del quartiere. Pare di sentire una voce dal cortile che grida: “Ahò, Hai visto er Pantera?”. Era un nobile comasco del ‘500 appartenente alla famiglia Pantera, che si imbarcò giovanissimo nella flotta pontificia fino a diventare capitano della nave “Santa Lucia”. Scrisse anche trattati marinareschi, ma sopratutto è ricordato per aver combattuto i pirati turchi nel Mediterraneo. Quindi possiamo immaginare il prode Pantero salire sulla tolda della sua nave e lanciare l’arrembaggio contro la nave nemica.
Proprio perché servì nella marina pontificia, Roma e la Garbatella sono le uniche a ricordarlo.

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Un Gruppo d’acquisto solidale è approdato alla Villetta

Un Gruppo d’acquisto solidale è approdato alla Villetta

di Anna Nevola

Un Gas è un gruppo di persone e famiglie che si organizzano sulla base di un’adesione volontaria nell’acquisto di prodotti alimentari, direttamente da produttori locali, al fine di avere qualità e convenienza di ciò che si compra. Il Gas diventa una vera e propria comunità in cui ci si incontra e confronta, sui grandi e piccoli problemi.
Non solo, ma fine di un Gas, lo dice la parola stessa Gruppo di Acquisto Solidale, è di indirizzarsi verso consumi alternativi equi e solidali, nel rispetto dell’ambiente e di chi lavora la terra. Attraverso il Gas si crea una rete di solidarietà sia tra i suoi componenti che con i produttori, specie con le piccole imprese agricole che riescono ad affermarsi proprio grazie all’attività dei Gas. Inoltre, gli acquisti si rivolgono anche ad aziende e cooperative impegnate socialmente per il recupero di territori confiscati alle mafie e per l’impiego di persone con difficoltà.
Il nostro Gas nasce 8 anni fa dall’idea di due compagne di viaggio, Valeria e Floriana, di procurarsi prodotti certificati e a km zero volti a garantire un’alimentazione sana, controllata e di qualità. Sono loro che ci hanno portato alla conoscenza di alcune aziende locali che utilizzano il metodo di produzione biologica e in poco tempo sono riuscite a creare un gruppo di fornitori, produttori certificati “bio”, in grado di soddisfare le esigenze basilari del Gas con carne, verdure e frutta. Col tempo, anche grazie a scambi culturali con altri Gas tra cui Gastone e Liberatutti, è stato ampliato il ventaglio dei fornitori con certificazione biologica. Tanto per citare alcuni nomi di aziende che ci forniscono regolarmente, qui di  seguito si segnala:

Azienda agricola biologica Morani – fornitore di carne, verdura e frutta  (S. Severa);
Azienda agricola biologica Le Radici di Mada che ci fornisce frutta e verdura (Velletri);
Liberovo azienda agricola che produce uova biologiche da galline allevate nel rispetto delle più rigorose norme di etica animale (Terni);
Azienda Biodinamica Biologica Vegana Cristina Menicocci che produce Vino senza chimica e aggiunta di solfiti (Viterbo);
Caseificio “Le perle degli Angeli”, allevamento di bufale da latte con caseificio per la produzione di mozzarella, primo sale, semistagionati e ricotta (Magliano Sabina);
Caseificio Sociale Roncoscaglia, specializzato nella produzione di Parmigiano Reggiano, burro e ricotta. (Sestola, Appennino tosco-emiliano);
Azienda agricola Chimisso, sita nelle colline del basso Molise (Ururi) che ci fornisce un’ottima passata di pomodori ed un ottimo olio.
E poi ancora le arance etiche dalla piana di Rosarno, la farina di Solina dall’Abruzzo, il pane da un biofornolocale, e ancora a primavera inoltrata le fragole e le ciliegie.
Parlando con i fornitori cerchiamo di farci garantire la freschezza dei prodotti e loro ci assicurano che spesso vengono colti la mattina stessa della consegna.
Per i prodotti di uso comune nostro riferimento è Teanatura, azienda che produce cosmetici e prodotti per la pulizia del corpo e della casa, il cui impegno è fortemente caratterizzato da etica ecologica e sicurezza.
Il funzionamento di un Gas non è semplicissimo e richiede un impegno costante, nel fare eseguire gli ordini e nella loro gestione economica. La buona riuscita di un gruppo di acquisto si basa soprattutto sull’entusiasmo di chi vi aderisce e sulla disponibilità a dare una mano affinché il meccanismo funzioni e non aspettare che siano altri a fare.
Il numero dei componenti del nostro Gas si basa attualmente su una decina di famiglie che consapevolmente hanno scelto la via di un consumo “diverso”. Il Gas è diventato un
vero e proprio luogo di incontro, una comunità dove ci si confronta, si condividono idee, si affrontano dubbi, e soprattutto, insieme, si prova a costruire una realtà più a misura d’uomo.
Il Gruppo al nascere si è appoggiato al Circolo del PD di Tormarancia, da cui il suo nome “Gasmarangio”, che ha fornito la base logistica per la consegna dei prodotti; ma, per una serie di difficoltà, il nostro Gas ha ora traslocato presso la storica “Villetta” sita nel cuore del quartiere Garbatella e dove ci auguriamo di intraprendere un cammino di crescita che possa vedere coinvolte nuove famiglie e non solo nell’acquisto di prodotti alimentari o di uso comune, ma in una attività di scambi e iniziative culturali e la creazione di un angolo di lettura con pubblicazioni che riguardano il rapporto diretto fra consumatore e produttore, sul consumo critico e sull’economia solidale.

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Il Presepe artigianale al Teatro “In Portico”

Il Presepe artigianale al Teatro “In Portico”

All’Oratorio di Santa Galla l’opera meccanica del maestro Dante Pica

di Antonella Di Grazia

Rinverdendo la tradizione, anche quest’anno nei locali dell’oratorio della Parrocchia di Santa Galla alla Circonvallazione Ostiense sarà ospitato il Presepe artigianale “Vita e Mestieri” realizzato interamente dal mastro artigiano Dante Pica. Si tratta di una composizione di oltre 170 personaggi semoventi, che ricordano gli antichi mestieri scomparsi.
L’idea del presepe, nacque anni fa quando il maestro Dante costruì un piccolo giocattolo meccanico per far divertire la nipotina: l’arrotino. Aggiungendo personaggio a personaggio, il fabbro, il falegname, realizzati i primi cinque o sei pezzi, è sorta l’idea di trasformarli in presepe. Dante ha continuato a lavorarci nella natia Guardea, dove il manufatto è rimasto esposto qualche anno finché non è stato riportato a Santa Galla dove lo si sta allestendo, nei locali adiacenti il Teatro “In Portico”, da una decina di anni, durante il periodo natalizio. L’uso degli ambiti della parrocchia è però temporaneo, avendo assunto il presepe dimensioni ragguardevoli e ogni anno, dopo l’Epifania, deve essere smontato. La richiesta di spazi in cui allestirlo in modo permanente è stata presentata al Municipio, corredata da un centinaio di firme, ma non ha ancora avuto risposta.
Il meccanismo di ogni statuetta è diverso dall’altro, fatto interamente a mano, Per questa opera, il maestro Pica è stato insignito negli sorsi anni del rinomato “Premio Fantasia di
Garbatella”, dedicatogli dall’Associazione Culturale “Il Tempo Ritrovato”, proprio per il prezioso lavoro di artigianato fatto con l’esposizione del presepe meccanico, che riesce a far rivivere, in modo gioioso, gli antichi e gli attuali mestieri. L’opera, sarà visitabile gratuitamente tutti i giorni a partire dal 13 dicembre fino al 7 gennaio, dalle ore 15,30 alle ore 19,00. Il sabato e la domenica inclusi i giorni di Natale e di Santo Stefano, anche la mattina tra le ore 11,30 e le 12,30.

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La Bottega del Sapere Associazione di promozione sociale

La Bottega del Sapere Associazione di promozione sociale

Nell’ottobre 2012 un gruppo d’insegnanti, con esperienza ventennale nella scuola, dà vita ad un progetto mirato alla guida e al sostegno dei ragazzi e delle famiglie. Tale progetto è finalizzato all’assistenza allo studio pomeridiano dopo regolare orario scolastico e durante i periodi di vacanze scolastiche.
Nasce così la Bottega del Sapere, un’Associazione di Promozione Sociale che offre tale sostegno a studenti di scuole di ogni ordine e grado attraverso lezioni individuali e collettive. La scelta di far lavorare in gruppo i ragazzi è mirata anche a permettere loro un processo di socializzazione e a creare, in un clima disteso e sereno, rapporti di solidarietà e amicizia. Il nostro staff è costituito anche da psicologi e insegnanti con master certificato in grado di sostenere anche studenti con disturbi specifici dell’apprendimento – Dislessia, Disgrafia, Disortografia, Discalculia. Consapevoli che la formazione scolastica ma anche la curiosità, non si fermano in età scolare, offriamo anche attività per adulti come corsi di lingua straniera ad ogni livello sia collettivi che individuali. Proponiamo anche il sostegno alla preparazione agli esami per tutte le persone che vogliono conseguire un diploma e che non riescono a conciliare l’impegno scolastico con il lavoro.
Orari flessibili, disponibilità, cortesia ed efficienza sono le nostre particolarità! Venite a trovarci nella nostra sede, nello storico quartiere Garbatella, in Via Prospero Alpino, 52 anche solo per conoscerci …..
Ascolteremo le vostre richieste, cercheremo di trovare insieme una soluzione ai vostri problemi.
Certi di svolgere con professionalità, impegno e passione il nostro lavoro, vi aspettiamo numerosi.

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Presentato al Palladium il nuovo libro di Massimiliano Smeriglio

Presentato al Palladium il nuovo libro di Massimiliano Smeriglio

massimilianosmeriglioDomenica 13 dicembre, alle ore 10, è stato presentato al Teatro Palladium il libro “A fattor comune – visioni e buone pratiche per fare Sinistra”. Sul palco, insieme all’autore, erano presenti anche Alfredo D’Attore, Franco Giordano, Marta Bonafoni, Paola Natalicchio e Nichi Vendola.
E’ stata un’ occasione importante occasione di confronto sul nuovo cantiere che si è aperto a sinistra.
“Serve, infatti, un impegno collettivo per ridare dignità alla parola politica”, spiega Smeriglio dal palco, e continua, “Soprattutto servono nuove energie che sappiano mettere a “fattor comune” tutte le forze dell’alternativa.
Solo così si può costruire la Sinistra che vogliamo: pragmatica, radicale, pronta a misurarsi con la sfida del governo.”

www.bordeauxedizioni.it/?product=a-fattor-comune

www.massimilianosmeriglio.it/libro/

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Comunicato corri alla Garbatella 2016

L’Associazione Culturale e Sportiva Rione Garbatella, si è impegnata per coordinare l’organizzazione della 24 esima edizione della gara podistica Corriallagarbatella svoltasi il 29 novembre scorso.
Il percorso si è snodato tra le strade che lambiscono i lotti dello storico quartiere, ambientazione del tutto particolare, che è stata una delle chiavi del successo della manifestazione. Ne sono convinti gli organizzatori dell’Associazione Rione Garbatella, i veterani dello storico Gruppo sportivo Arcobaleno, i professionisti della ASD Roma Road Runners Club, che ha curato la gestione tecnica dell’evento e soprattutto Andrea Catarci, che ha rilanciato l’idea di creare il Trofeo podistico dell’ottavo Municipio, una sorta di mini circuito che metterebbe in rete i 4 eventi sportivi podistici del territorio e precisamente, oltre la Corriallagarbatella, anche la Granai Run, la Corri…Amo San Paolo e la Corsa della Resistenza. Il progetto, sarà messo a punto per l’anno 2016 e concepito con una classifica cumulativa sia per atleti individuali che per società, ma soprattutto toccando anche l’aspetto non competitivo, premiando i gruppi, i Comitati, i Centri anziani, le Associazioni di via e le scuole più numerose del territorio.
Tornando alla gara gli organizzatori, in primis Ernesto Del Vescovo (lo storico) e Walter Graziani (il nuovo corso), assieme a Patrizio Mancini, si ritengono più che soddisfatti, soprattutto perché la gente che vi ha partecipato, ha dato testimonianza di aver apprezzato la cura dei particolari con cui il Comitato organizzatore ha lavorato. Non solo, per la prossima edizione, sarà potenziata la gara non competitiva riservata ai bambini e saranno svolti tre eventi collaterali nelle piazze principali in cui il percorso si snoda, in modo da poter accompagnare i partecipanti durante la gara, ma soprattutto per far vivere la Corri alla Garbatella, come una grande festa del bellissimo rione romano.
La Corriallagarbatella voluta fortemente dai runner e dalla gente del quartiere, si vuole che diventi un appuntamento fisso per gli abitanti e che cresca in popolarità e attrattiva nei confronti degli atleti che provengono anche da fuori Roma: il Presidente del Municipio Andrea Catarci, l’Associazione Rione Garbatella con il fattivo e professionale contributo della Roma Road Runners di Patrizio Mancini lavoreranno insieme per questo, al fine di valorizzare l’immenso patrimonio di fascino e riconoscibilità di questo quartiere ormai quasi centenario che concede un ineguagliabile scenario ed offrire così agli amanti della corsa e non solo a loro, quello che si meritano: una esperienza indimenticabile.
La 25 esima edizione della Corriallagarbatella che si svolgerà la mattina dell’ultima domenica di novembre del prossimo anno, dovrà essere una festa per tutti, di tutto il quartiere, per i podisti sarà la “Gara di Roma” e chi la scoprirà, magari anche all’estero, inevitabilmente – sicuramente – se ne innamorerà.

Walter Graziani
Presidente Associazione Culturale e Sportiva
Rione Garbatella e del Comitato Organizzatore
Corriallagarbatella 2015

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Nasce un movimento volontario di decoro urbano: il Retake Roma

Nasce un movimento volontario di decoro urbano: il Retake Roma

di Irene Iodice
Siamo andati a parlare con Simone (il referente del sottogruppo Garbatella-S.Paolo) per farci spiegare un po’ gli obiettivi di questa associazione: il loro intento è quello di fermare il degrado che sta investendo Roma ripulendo le sue strade, i suoi muri, i suoi giardini da rifiuti, affissioni abusive, tag e atti vandalici. Allo stesso tempo supportano e difendono le vere opere di Street Art, invogliando gli artisti di talento a promuovere il loro lavoro in luoghi pubblici ma in maniera legale, perché “l’arte è la medicina del degrado”.
Un bellissimo esempio di questa teoria è il Murales alla Metro Garbatella, realizzato da Gaia, un artista americano che ha partecipato anche al progetto Big City Life a Tormarancia.
Ma come è possibile aiutare o entrare a far parte di questo gruppo? Basta andare su Facebook, sulla pagina “Retake Roma” o sul sito www.retakeroma.com per partecipare agli eventi organizzati (spesso anche con il supporto della Linea Decoro AMA e del Nucleo Decoro Roma Capitale) o per proporre voi stessi un posto che secondo voi andrebbe sistemato. Il tutto con il motto: “Clean up, Speak up, Wake up” (pulire, dialogare, svegliarsi!). E’ importante infatti, per questa associazione, coinvolgere il cittadino che si è assuefatto ad una città sporca, sensibilizzandolo al senso civico e alla valorizzazione dei beni comuni.
E’ il momento di scendere in strada e dare una mano a queste persone!

www.facebook.com/retake_roma

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 11 – Ottobre 2015

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Il 29 novembre la 24a edizione della corsa Corri alla Garbatella

Il 29 novembre la 24a edizione della corsa Corri alla Garbatella

E’ la seconda gara, dopo quella del 2014, che riprende quella storica sospesa cinque anni fa.
Partenza e allestimento dei supporti da Viale Guglielmo Massaia 31

L’Associazione Culturale e Sportiva Rione Garbatella si è impegnata sin dallo scorso anno per l’organizzazione della Corsa podistica “Corriallagarbatella”, dopo 5 anni dall’ultima edizione. La gara è stata da sempre organizzata dal Gruppo Sportivo Arcobaleno nel segno della continuità e nel rispetto del lavoro svolto nei precedenti anni. E’ stata volontà di questa Associazione coinvolgere il predetto gruppo sportivo, lasciare invariato il nome della corsa “Corriallagarbatella” e continuare nella numerazione delle edizioni che si sono succedute: quella di quest’anno sarà la 24a.
Con il fattivo supporto della C.N.A. Roma, l’Associazione Rione Garbatella ha coinvolto i runner della zona, affermate associazioni podistiche ex agenti e funzionari di polizia locale ed i vertici della C.N.A. ai fini della costituzione di un apposito tavolo tecnico per gli aspetti afferenti la complessa organizzazione della gara. Con riferimento alla data, dopo un attento esame delle sempre più numerose gare che sono in calendario nella nostra città, al fine di coinvolgere il maggior numero di società podistiche e, quindi, di partecipanti, è stato deciso che lo svolgimento della manifestazione fosse l’ultima domenica di novembre.
Nell’intento di dare un carattere qualificante e, allo stesso tempo, rilevante alla manifestazione, si è stabilito di fare ricorso alla regolamentazione della Federazione Italiana di Atletica Leggera. Pertanto è stato deciso che per la strutturazione della gara, ancorché promossa dall’Associazione Culturale e Sportiva Rione Garbatella, la stessa fosse affidata tecnicamente alla Roma Road Runners.
La partenza e l’arrivo della gara avverranno presso la sede della CNA Roma di Viale G. Massaia 31; nell’area di pertinenza dello stesso Ente saranno allestiti i gazebo per le società partecipanti e verranno messi a disposizione i servizi igienici e di ristoro per i concorrenti.
Non poche sono state le difficoltà per l’organizzazione. Il percorso anzi tutto. L’arrivo e la partenza presso la sede della CNA di Viale Guglielmo Massaia ha, per così dire, stravolto i precedenti tracciati con riflessi problematici legati all’impiego degli agenti di Polizia Locale. Tuttavia, attraverso il buon senso e la collaborazione di tutti è stata tenuta in debita considerazione la peculiarità delle strade che attraversano il nostro quartiere, e della volontà di ciascuno, di voler valorizzare, quale “scenario” della corsa, un territorio con angoli di rara bellezza.
Questa consapevolezza non è mancata nelle persone coinvolte che, fin da subito, hanno manifestato un grande entusiasmo nel veder riprendere l’organizzazione di “Corriallagarbatella” dopo 5 anni di avvertita assenza; la stessa consapevolezza che, certamente, non è sfuggita alla sensibilità del Municipio di Roma VIII, nella figura del suo Presidente Andrea Catarci, il cui sostegno è stato forte e tangibile. Non potremmo annunciare questo ritorno se non avessimo potuto contare sulla sinergia tra la volontà e il fattivo coinvolgimento dei runner della Garbatella, dei componenti del gruppo sportivo Arcobaleno da un lato e l’Amministrazione dall’altra.
Auspichiamo, quindi, ma ne siamo certi, visto il calore dimostrato dal quartiere e dai runner, che la manifestazione confermi per il corrente anno il successo che merita, anche nei confronti del lavoro svolto dal Municipio che, come noi, ha creduto nella gara podistica e ha fattivamente collaborato per la sua migliore riuscita contemperando i diversi interessi.
L’impegno dell’Associazione Rione Garbatella, della ASD Podistica Mare di Roma e, per questa edizione, della ASD Roma Road Runners, così come degli altri attori coinvolti ed, in particolare, del glorioso Gruppo Sportivo Arcobaleno, è stato quello, di “restituire” la gara concorrendo tutti, con con tutte le proprie forze, alla realizzazione di un’edizione che possa raccogliere, ci auguriamo anche per quest’anno, un grande consenso di pubblico e partecipanti.
Credo che tutti possiamo convenire che correre per le strade del nostro quartiere provocherà sensazioni forti, ma abbiamo tutti la certezza che, tra tutte le gare podistiche, questa abbia un valore aggiunto: tragitti suggestivi e di rara bellezza.
Non posso non ringraziare gli amici runner della Garbatella, che hanno costituito l’asse portante del Comitato organizzatore della gara i cui nomi li potete leggere uno ad uno sul sito web corriallagarbatella.it, strumento di comunicazione e divulgazione della corsa, l’Associazione Podistica Mare di Roma nelle figure del Presidente e del Vice Presidente Gianni Pambianchi e Antonio Mezione e l’Associazione Sportiva Dilettantistica Roma Road Runners nelle persone di Patrizio Mancini, Massimo Guidobaldi e Siro Pierini, che hanno messo a disposizione la loro esperienza e professionalità per la non semplice organizzazione tecnica della gara e, da ultimo, ma non per ultimo,  il Gruppo Sportivo Arcobaleno; storico e glorioso gruppo sportivo del nostro quartiere, scioltosi qualche anno fa per ….raggiunti limiti di età che, attraverso le
persone più rappresentative (Romolo Ferrari, Tiberio e Sandro Fogliati) ha fornito il proprio contributo – divenuto via via insostituibile per l’organizzazione, trasmettendo con la loro saggezza ed esperienza, linfa, vitalità e positività nei momenti più critici.
Dopo un primo momento anche di scetticismo, come sempre accade quando avanza “il nuovo”, il Gruppo Sportivo Arcobaleno ha creduto con sempre maggior convinzione alla possibile realizzazione dell’impresa, proponendosi, quale valido supporto e “archivio storico” di memoria, esperienza e condivisione delle vicende di una
gara che ha finito per legare le diverse generazioni di un intero quartiere. Un ringraziamento particolare va ad Ernesto Del Vescovo, giovane grande vecchio, che ha messo sul campo tutta la sua esperienza, la sua volontà ed il proprio entusiasmo che, giorno dopo giorno, ha contagiato: un uomo vero, un vero romano che ha rappresentato, nei momenti più critici, lo spirito gagliardo e combattivo del garbatellano doc !!.
Grazie a Ernesto ed al Gruppo Sportivo Arcobaleno composto da atleti che nonostante tutto …ancora gareggiano !! ed alle loro mogli e famiglie, perché attraverso questa esperienza vissuta insieme si è incarnato lo spirito più alto dei valori dell’uomo. Il vero valore dello sport, che unisce al di là delle divisioni e che supera i conflitti tra le generazioni, per porre – quale fattore comune – l’esperienza del “vecchio”, con l’energia e la modernità del nuovo, il tutto nell’ottica di una fattiva collaborazione che ha proficuamente portato ancora oggi alla preparazione della 24a edizione della Corriallagarbatella che si svolgerà il 29 novembre prossimo.
Il frutto tangibile dell’impegno di tutti e della grande sinergia che si è creata è la presentazione di questa corsa che dallo scorso anno – dopo 5 anni – è tornata alla Garbatella, per la gioia di tutti e, soprattutto, dei più nostalgici.

Walter Graziani
Presidente Associazione Culturale e Sportiva Rione Garbatella

www.rionegarbatella.it/
www.corriallagarbatella.it/

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 11 – Ottobre 2015

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Street food grande successo 60 cucine itineranti nelle nostre strade

Street food grande successo 60 cucine itineranti nelle nostre strade

Ha avuto una grande affermazione l’edizione denominata  “street food” organizzata alla Garbatella dall’otto all’undici ottobre. Oltre 60 banchetti e food truck (cibo sui camioncini), dove è stato possibile degustare molte diverse tipologie di cibo di strada ormai divenuto un fenomeno mondiale.
Da Via Passino a Piazza Damiano Sauli, risalendo Via De Jacobis fino ai giardini davanti alla Parrocchia di san Filippo Neri, sin dal primo pomeriggio di giovedì 8 ottobre un’infinità di persone hanno potuto degustare cibi caratteristici di molte regioni italiane e cibi internazionali. Dalla bombetta pugliese, all’arrosticino abruzzese, cibo di strada greco, paella, pizza e mortadella, tanta varietà per tutti gusti. Non solo cibo, ma anche attività per bambini, e incontri dove si è parlato di cibo e workshop con esperti dell’università di Roma Tre e della milanese La Bicocca.
Nota dolente il tempo. Un calo visibile di visitatori si è avuto nella serata di venerdì e per tutta la giornata di sabato a causa della pioggia incessante caduta su tutta Roma, ma nonostante questo la manifestazione ha avuto un’ottima riuscita. Per tutta la giornata di domenica, tornato il bel tempo, si è vista un’affluenza straordinaria di persone, e un traffico caotico dalla Circonvallazione Ostiense fino alla regione Lazio causando anche qualche problema ai residenti.
E’ stata una vera e propria festa, per la gioia anche dei ristoratori stanziali del nostro territorio che per quattro giorni hanno fatto registrare il tutto esaurito. La Manifestazione è stata organizzata da Sarti del Gusto, che è un team di professionisti che opera nel mondo degli eventi enogastronomici, all’Associazione Compagnia della Terra Alta, in collaborazione con la Presidenza dell’Assemblea Capitolina e col patrocinio di Regione Lazio, Assessorato Roma Produttiva e Municipio Roma VIII.

(G.P)

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Garbatella Jazz festival 2015 Tanto entusiasmo tanto successo

Garbatella Jazz festival 2015
Tanto entusiasmo tanto successo

La rassegna giunta alla undicesima edizione fa registrare ancora una volta il tutto esaurito.
La tre giorni quest’anno a causa del mal tempo si è ridotta a due giorni di festa

di Gianluca Di Stefano

Nell’immaginario comune il jazz è un genere che viene suonato in locali piccoli e fumosi alla presenza di pochi fortunati astanti che, per seguire le evoluzioni di eclettici quanto introversi musicisti, hanno dovuto raccomandarsi a qualche Santo in paradiso ovvero sborsare qualche bigliettone per essere tra quei pochi eletti.
Per noi di Cara Garbatella non è proprio così. Il Jazz è una musica che può essere offerta a platee numerose e, perché no, anche gratis.
E’ così che, grazie allo sforzo di diverse persone, alla collaborazione di Altre Vie ed al supporto dell’Associazione Castello, per l’undicesimo anno consecutivo siamo riusciti ad offrire a centinaia di persone, perlopiù giovani, un’offerta musicale di tutto rispetto in un ambiente piacevole e tutt’altro che fumoso.
La proposta di Jazz dell’Estate Romana ormai si può contare sulle dita di una mano ed alcuni appuntamenti fissi a cui eravamo abituati in passato non ci sono più ed è così che il Garbatella Jazz Festival è diventato un punto di riferimento e forse una delle poche certezze per gli amanti del genere di ascoltare dal vivo la loro musica preferita.
Forse è anche per questo motivo che pure quest’anno la Villetta ha fatto il tutto esaurito e centinaia di persone di tutte le età sono accorse ad ascoltare i sassofonisti a cui il Direttore Artistico, Pino Sallusti, ha deciso di dedicare l’edizione di quest’anno. Purtroppo il mal tempo ci ha privati della prima serata e della performance del quartetto di Marco Guidolotti, probabilmente uno dei migliori sax-baritonisti che abbiamo in Italia. In undici anni di Garbatella Jazz Festival è la seconda volta che ci capita di dover annullare un concerto a causa della pioggia…
La seconda serata, con la temperatura tornata perfetta per assistere ad un concerto di jazz, si è aperta con la proposta della Scuola Popolare di Musica di Testaccio che con Aria Jazz Trio ha accompagnato diverse persone durante la cena servita dallo staff di volontari di Cara Garbatella e preparata dalle mani sapienti di “Massimone” e di Maria. E stato quindi il turno di Marco Raia e del suo Ellingtonia che ha presentato brani di Duke Ellington arrangiati secondo l’originalità tipica di questo gruppo ed accompagnati dalla vera voce del “Duca” riprodotta al computer.
Il bis, eseguito a grande richiesta, ha avuto come guest star il Sax Alto di Carlo Conti ed ha proposto una meravigliosa versione di Take the “A” Train, uno dei pezzi di punta della Duke Ellington Orchestra ed ispirato alla linea A della metropolitana di New York, quella che andava dall’estremo est di Brooklyn fino all’estremo nord di Harlem attraversando i quartieri “neri” di Manhattan.
La terza ed ultima serata si è aperta con le rivisitazioni di pezzi dei King Crimson, dei Soft Machine e di altri brani della scena di Canterbury e del progressive inglese proposti in modo inedito dal Sax e dal Clarinetto del duo Improgressive.
“Il tempo di un altro disco”, è il libro autobiografico in musica, realizzato attraverso ascolti, riflessioni, passioni e condivisioni che il suo autore, Fabio Ciminiera, ci ha raccontato prima del concerto di chiusura del Festival. Concerto affidato al Sax di Pasquale Innarella e del suo Quartetto che hanno presentato il loro ultimo lavoro che avrà il titolo di “Migrantes” e che verrà pubblicato nelle prossime settimane.
Il Pasquale Innarella quartet, sempre attento al sociale, dopo il disco dedicato a Di Vittorio ed ai lavoratori della terra, pone ora le sue attenzioni a tutte quelle persone costrette a lasciare i propri Paesi ed i propri cari nella speranza di raggiungere una vita migliore ma che spesso si trovano davanti a persone ostili e paesi inospitali.
Purtroppo il coprifuoco invocato a gran voce da alcuni abitanti del quartiere, ha costretto il gruppo a lasciare insoddisfatte le accalorate richieste di bis da parte di un pubblico che ancora una volta è giunto numeroso ad occupare qualsiasi spazio disponibile alla Villetta tanto da far riflettere gli organizzatori sull’opportunità di trasferire la prossima edizione in spazi più consoni alla notorietà che questo Festival ha ormai raggiunto.

Nell’immaginario comune il jazz è un genere che viene suonato in locali piccoli e fumosi alla presenza di pochi fortunati astanti che, per seguire le evoluzioni di eclettici quanto introversi musicisti, hanno dovuto raccomandarsi a qualche Santo in paradiso ovvero sborsare qualche bigliettone per essere tra quei pochi eletti.
Per noi di Cara Garbatella non è proprio così. Il Jazz è una musica che può essere offerta a platee numerose e, perché no, anche gratis. E’ così che, grazie allo sforzo di diverse persone, alla collaborazione di Altre Vie ed al supporto dell’Associazione Castello, per l’undicesimo anno consecutivo siamo riusciti ad offrire a centinaia di persone, perlopiù giovani, un’offerta musicale di tutto rispetto in un ambiente piacevole e tutt’altro che fumoso.
La proposta di Jazz dell’Estate Romana ormai si può contare sulle dita di una mano ed alcuni appuntamenti fissi a cui eravamo abituati in passato non ci sono più ed è così che il Garbatella Jazz Festival è diventato un punto di riferimento e forse una delle poche certezze per gli amanti del genere di ascoltare dal vivo la loro musica preferita.
Forse è anche per questo motivo che pure quest’anno la Villetta ha fatto il tutto esaurito e centinaia di persone di tutte le età sono accorse ad ascoltare i sassofonisti a cui il Direttore Artistico, Pino Sallusti, ha deciso di dedicare l’edizione di quest’anno.
Purtroppo il mal tempo ci ha privati della prima serata e della performance del quartetto di Marco Guidolotti, probabilmente uno dei migliori sax-baritonisti che abbiamo in Italia. In undici anni di Garbatella Jazz Festival è la seconda volta che ci capita di dover annullare un concerto a causa della pioggia…
La seconda serata, con la temperatura tornata perfetta per assistere ad un concerto di jazz, si è aperta con la proposta della Scuola Popolare di Musica di Testaccio che con Aria Jazz Trio ha accompagnato diverse persone durante la cena servita dallo staff di volontari di Cara Garbatella e preparata dalle mani sapienti di “Massimone” e di Maria. E stato quindi il turno di Marco Raia e del suo Ellingtonia che ha presentato brani di Duke Ellington arrangiati secondo l’originalità tipica di questo gruppo ed accompagnati dalla vera voce del “Duca” riprodotta al computer.
Il bis, eseguito a grande richiesta, ha avuto come guest star il Sax Alto di Carlo Conti ed ha proposto una meravigliosa versione di Take the “A” Train, uno dei pezzi di punta della Duke Ellington Orchestra ed ispirato alla linea A della metropolitana di New York, quella che andava dall’estremo est di Brooklyn fino all’estremo nord di Harlem attraversando i quartieri “neri” di Manhattan.
La terza ed ultima serata si è aperta con le rivisitazioni di pezzi dei King Crimson, dei Soft Machine e di altri brani della scena di Canterbury e del progressive inglese proposti in modo inedito dal Sax e dal Clarinetto del duo Improgressive.
“Il tempo di un altro disco”, è il libro autobiografico in musica, realizzato attraverso ascolti, riflessioni, passioni e condivisioni che il suo autore, Fabio Ciminiera, ci ha raccontato prima del concerto di chiusura del Festival. Concerto affidato al Sax di Pasquale Innarella e del suo Quartetto che hanno presentato il loro ultimo lavoro che avrà il titolo di “Migrantes” e che verrà pubblicato nelle prossime settimane.
Il Pasquale Innarella quartet, sempre  attento al sociale, dopo il disco dedicato a Di Vittorio ed ai lavoratori della terra, pone ora le sue attenzioni a tutte quelle persone costrette a lasciare i propri Paesi ed i propri cari nella speranza di raggiungere una vita migliore ma che spesso si trovano davanti a persone ostili e  paesi inospitali.
Purtroppo il coprifuoco invocato a gran voce da alcuni abitanti del quartiere, ha costretto il gruppo a lasciare insoddisfatte le accalorate richieste di bis da parte di un pubblico che ancora una volta è giunto numeroso ad occupare qualsiasi spazio disponibile alla Villetta tanto da far riflettere gli organizzatori sull’opportunità di trasferire la prossima edizione in spazi più consoni alla notorietà che questo Festival ha ormai raggiunto.

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Al centro musicale “Controtempo” corsi gratuiti per i ragazzi

Presso lo studio “Adelante” di Via Ignazio Persico grazie alla legge 285 del 1997 centinaia di giovani si aggregano intorno a questo progetto

Al centro musicale “Controtempo” corsi gratuiti per i ragazzi

di Alessio Ferucci
coordinatore centro musicale Controtempo

Aperto dall’inizio del 2011, il Centro Musicale del Municipio Roma VIII “Controtempo”, nel corso degli anni è stato attraversato da centinaia di giovani e adolescenti di tutto il Municipio.
Realizzato con il Fondo Nazionale per l’infanzia e l’adolescenza (legge 285 del 1997), i ragazzi e le ragazze con un’età compresa tra 10 e 18 anni, hanno la possibilità di frequentare i corsi di musica e di utilizzare la sala prove tutti i giorni, dalle 15 in poi, in maniera assolutamente gratuita.
Controtempo svolge la sua attività presso lo studio Adelante, in via Ignazio Persico, 2, nel cuore della Garbatella, ed è gestito dalla Cooperativa Sociale Eureka I onlus.
Le due sale presenti all’interno, perfettamente insonorizzate, consentono alle giovani band di suonare utilizzando tutto il materiale necessario e permettono di svolgere le lezioni di musica in un ambiente comodo e confortevole.
Non è una scuola di musica vera e propria, ovvero, non è solo una scuola di musica. Controtempo, nel corso degli anni, è diventato un luogo aperto, attraversato da tantissimi giovani, un luogo in grado di produrre percorsi di identità collettiva e di scambio sociale, rispettoso delle differenze di genere e culturali. Un vero e proprio punto di riferimento per i più giovani, un luogo in cui poter suonare, imparare e conoscersi.
Quotidianamente decine di ragazzi e ragazze partecipano alle lezioni di musica (chitarra, pianoforte, batteria, basso elettrico e canto) ed hanno la possibilità di utilizzare una sala prove completa di batteria, amplificatori, tastiere e impianto voci.
Grazie a questo progetto, sostenuto fortemente dal Municipio Roma VIII, tanti giovani hanno avuto la possibilità di avvicinarsi alla musica, studiarla e suonarla. E proprio attraverso la musica, sono nate, nel corso degli anni, relazioni, amicizie, progetti e gruppi musicali.
Più in generale, possiamo dire che tutte le attività di Controtempo sono incentrate fortemente sulle pratiche collettive. Tutta l’equipe del Centro Musicale, sia gli insegnanti che tutto il resto del personale, è assolutamente convinta che le abilità musicali di base si acquisiscano molto più facilmente suonando insieme agli altri.
L’ascolto, lo sviluppo dell’orecchio musicale, la capacità di andare “a tempo” , il senso dello spazio sonoro hanno bisogno di essere da subito praticate collettivamente per essere apprese.
Molta importanza viene data, perciò, alla socializzazione e al “clima” che si crea nei locali del Centro.
Per questo motivo, sottolineano gli operatori, una delle attività principali che viene proposta a tutti i ragazzi e le ragazze è la partecipazione al laboratorio di musica d’insieme.
La partecipazione ai laboratori diventa fondamentale sia per la relazione ed il confronto con gli altri, sia per l’esperienza musicale individuale.
Confrontarsi con gli altri, decidere i brani da eseguire, mettere in pratica quanto appreso durante le lezioni, suonare insieme sotto la guida degli insegnanti, è il momento più piacevole e divertente per tutti gli allievi.
Durante il laboratorio, viene sempre privilegiato l’aspetto ludico, del divertimento, più che quello “accademico”.
Il clima che si crea all’interno del laboratorio privilegia il “comune”, la condivisione con gli altri piuttosto che il percorso individuale, come spesso possono diventare le lezioni.
Tutti gli allievi hanno la possibilità di partecipare al laboratorio; non è necessario essere musicisti esperti. Fare musica insieme diventa lo strumento metodologico del Centro Musicale. L’evento musicale, realizzato da un insieme di ragazzi e ragazze e opportunamente progettato tenendo conto dei differenti livelli musicali raggiunti. In questo modo si da la possibilità a tutti e tutte di partecipare a prescindere dal livello di competenza strumentale raggiunto.
Operando in questo modo, tutti gli allievi, alla fine dell’anno, hanno la possibilità di partecipare al saggio conclusivo che si svolge all’interno della festa per la cultura, organizzata a Garbatella dall’associazione culturale Controchiave.
E così la giornata del saggio conclusivo diventa il giorno più atteso. Un palco tutto per loro, una vera amplificazione e un numeroso pubblico pronto ad ascoltarli, fanno di quella giornata un evento straordinario.
Una festa della musica all’interno della festa per la cultura. Un susseguirsi di giovani musicisti sul palco, indipendentemente dal livello raggiunto, contenti di stare in quel posto insieme, stanno li a dimostrare come la musica possa avere, ancora una volta, un valore fortemente sociale; la musica accessibile a tutti e tutte diventa lo strumento per crescere, conoscere ed imparare.

nu.eurekaprimo.it/index.php/servizi-territorio/centro-musicale-controtempo
www.controchiave.it/

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Dalla Garbatella a Miss Universo

Dalla Garbatella a Miss Universo

La partecipazione di Roberta la parrucchiera di Via Badoero al casting del prestigioso evento internazionale

Dopo un rigoroso casting tour che si è svolto in tutta Italia per circa due mesi, si è finalmente tenuta la finale nazionale di Miss UniverseItaly. Un grande successo che ha visto la partecipazione di tantissime ragazze animate dal desiderio di indossare l’ambita fascia, che rappresenterà l’Italia alla convention.
Le partecipanti, provenienti da tutta Italia, sono state accuratamente selezionate dalla stessa Giuria nell’arco di 8 tappe in diverse città Italiane. Per quanto riguarda la tappa romana, le candidate, sono state preparate per l’occasione da un team del quale ha fatto parte a pieno merito una nostra rappresentante, la parrucchiera Roberta. Le acconciature e i tagli d’ispirazione (siano capelli lunghi con la frangia corta, siano trecce e i capelli lunghi stile hippie, naturali e sciolti da portare con la riga al centro, giocando con il volume sulla testa e i capelli ben aderenti ai lati o decorando lo chignon con ciocche e fili colorati)sortiti dalle sue mani e dalle sue idee, hanno definito, come si può notare dalle foto, il look delle ragazze candidate. Roberta, da anni una delle sponsor del nostro giornale, è rinomata per la sua capacità innovativa tra i professionisti del nostro quartiere.
Il concorso di Miss Universo è nato in California nel 1952 ed è il concorso di bellezza più prestigioso e famoso al mondo. Ogni anno il concorso è puntualmente uno degli eventi televisivi più seguiti, con un’audience stimata di 900 milioni di spettatori in circa 90 paesi. Nonostante l’apparente banalità, il ruolo di Miss Universo è legato soprattutto alla beneficenza. L’organizzazione del concorso supporta diverse cause sociali, quale ad esempio la lotta contro l’AIDS.

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Teatro Ambra: “Marino e la Grande corsa” Presentato il libro di Gianluca Peciola

Teatro Ambra: “Marino e la Grande corsa” Presentato il libro di Gianluca Peciola

La presentazione del libro di Gianluca Peciola, “Il Sindaco Marino e la grande corsa”, il 22 settembre scorso al Teatro Ambra di Garbatella, è stata un’occasione di dibattito sul futuro della Sinistra a Roma e nel Paese.
Gianluca, eletto Consigliere dell’Assemblea Capitolina, tra l’altro con molti voti degli elettori del nostro quartiere, capogruppo di Sel, dopo due anni e mezzo circa di legislatura, ha voluto condividere questa esperienza, raccontando le trame politiche, gli scontri di potere, le difficoltà nell’affrontare il governo di una città complessa come Roma.
L’autore si chiede cosa è accaduto dal 2013 all’estate 2015 alla giunta Marino? Quali i comportamenti, le contraddizioni, le scelte radicali e i dietro front del Sindaco. Quale il ruolo del Partito democratico che alla fine di luglio del 2015 ha deciso di commissariare Roma con una giunta monocolore, incurante delle scelte degli elettori che avevano votato a grande maggioranza per una coalizione che vedeva alleati Pd e Sel per il governo della città? Il tutto raccontato da chi ha vissuto in prima persona tutte le fasi dell’amministrazione della città accanto a un Sindaco spesso isolato. Ignazio Marino che, all’inizio del suo mandato, è stato proposto come argine all’antipolitica, per la sua estraneità ai giochi di potere interni al Partito democratico romano; poi è stato definito un “sindaco onesto” per la gestione della difficilissima fase dell’inchiesta di Mafia Capitale e infine “sindaco inefficiente”, delegittimato più volte in pubblico dal premier Matteo Renzi. Marino si è trovato spesso a correre da solo costretto da altri ma anche per sua scelta. In una sala gremita di persone hanno preso parte alla presentazione Stefano Fassina, Massimiliano Smeriglio e Nichi Vendola, i quali, prendendo spunto dal libro di Peciola, hanno tentato di ricomporre il quadro frammentato e complesso della disastrata scena politica romana, con qualche importante valutazione sul “che fare”. Anzitutto Marino. Si è partiti dal suo riformismo senza popolo, dal fatto che egli ha sì rotto gli automatismi consociativi e clientelari del partito degli affari romani, ma lo ha fatto senza una visione complessiva della città, senza una sensibilità per le periferie e per i lavoratori, senza creare un nuovo blocco sociale su cui far leva. Lo ha fatto con l’atteggiamento professionale del chirurgo che isola il problema e amputa la cancrena insieme a uno staff ristretto di specialisti. Ma questa analisi ormai “storicizzata” è stata anche contestualizzata rispetto a due fondamentali fattori esterni di condizionamento, il cancro di Mafia Capitale e la peste delle politiche di austerity. Il libro offre un ottimo contributo di riflessione non soltanto sulle questioni romane, ma si interroga su quale futuro e con quali alleanze si costruisce il futuro del nostro Paese.

(G.P.)

www.iacobellieditore.it/catalogo/il-sindaco-marino-e-la-grande-corsa/

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Garbatella History Camp | Volontari al Parco Giovannipoli

“Garbatella History Camp” Volontari al Parco Giovannipoli

Un campo internazionale come strumento di promozione culturale delle risorse archeologiche di Roma

“In principio c’erano un francese, un armeno e una ragazza della Garbatella…”. Lo so, sembra l’inizio di una barzelletta nemmeno troppo originale, invece è la conclusione di una storia cominciata circa un anno fa, durante una pausa dal consueto lavoro di manutenzione del parco Serafini o di Commodilla, adottato dagli attivisti del Comitato Parco Giovannipoli. La mia amica Katiuscia (Presidente del Comitato) ed io eravamo seduti su una panchina per rilassarci qualche momento prima di riprendere a lavorare insieme agli altri volontari e lei – che in effetti non si rilasserebbe nemmeno sotto anestesia totale – mi raccontò di una sua idea per riqualificare l’area archeologica del parco, quella che si trova in alto proprio a ridosso del muro di cinta: organizzare un campo internazionale di volontariato con ragazzi e ragazze provenienti da tutto il mondo.
Marcello ConteUn’idea fantastica, pensai, ed ero certo che Katiuscia ci sarebbe riuscita, perché è una ragazza determinata che non si scoraggia e va avanti nonostante le difficoltà e lo scarso sostegno cui l’ha abituata il Comune di Roma da quando circa tre anni fa ha cominciato, con gli altri volontari del Comitato, ad occuparsi del parco; ma questa è un’altra storia. Oggi mi va di scrivere solo di cose belle e positive, ho voglia di raccontarvi la storia di un gruppo di persone che si adoperano per salvaguardare un bene comune, convinte che il degrado si combatta creando socialità e momenti di aggregazione e non solo raccogliendo cartacce da terra. Voglio raccontare la storia di un gruppo di persone che ha aggiunto un nuovo e prolifico nodo alla rete delle tante realtà che da anni operano sul nostro territorio, proprio nell’ottica della cooperazione e della lotta al degrado sociale.
Katiuscia Eroe pensò al Garbatella History Camp per caso, seduta su una panchina del parco per riposarsi un po’ e oggi il tempo di sedersi a riposare non lo trova perché quella che era solo un’idea si è concretizzata – grazie anche al supporto del Presidente Catarci e della Giunta Municipale – ed è già operativa dallo scorso mese di luglio.
Il Campo di volontariato internazionale, oltre al patrocinio e al sostegno logistico del Municipio VIII, alla collaborazione di Legambiente e alla supervisione della Sovrintendenza
Capitolina, ha potuto contare sul supporto di tutte le realtà territoriali – cominciando dal Villetta Social Lab – per raccogliere i fondi necessari al mantenimento dei quindici volontari.
“L’obiettivo del campo è semplice – e se lo dice la combattiva Katiuscia potete stare sicuri che proprio semplice non è – vogliamo valorizzare le antiche mura romane presenti sulla collinetta dell’area verde, restituendo alla cittadinanza il punto turistico e culturale venuto alla luce dopo la riqualificazione del parco nel 2008. Un lavoro enorme che vogliamo arricchire con dei pannelli espositivi che spieghino la funzione originaria di questi resti”.
Le attività del campo saranno numerose, dalla pulizia dell’area, alla sistemazione della siepe e delle palizzate di legno, fino alla realizzazione di sette cartelli informativi multilingua che raccontino il luogo, ma anche i lavori di scavo e l’esperienza dell’History Camp. “I ragazzi e le ragazze che hanno partecipato al campo provengono da tutto il mondo…”, continua Katiuscia. “…
Corea, Francia, Messico, Armenia, Turchia, Russia e Ucraina e proprio in relazione agli ultimi due partecipanti credo che questo campo sia servito, nel nostro piccolo, a far parlare di pace questi ragazzi tra loro”. Il Comitato Parco Giovannipoli sta consegnando un nuovo modo di pensare la promozione sociale, culturale e archeologica della città di Roma agli amministratori. A quelli che saranno in grado di capirlo, ovviamente.

di Marcello Conte

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Enzo Gori lascia a Giorgia la sua storica pasticceria

Enzo Gori lascia a Giorgia la sua storica pasticceria

Enzo Goriquartiere. Questa volta però non troveremo le serrande abbassate come è accaduto a tantissime attività artigianali della nostra città, ma sarà una giovane ragazza a proseguire il percorso iniziato dalla famiglia Gori tantissimi anni fa.

Pasticceria & gelateria dal 1959 di Enzo Gori
Circonvallazione Ostiense 201
Negozio storico con DD. N°2475 del Comune di Roma
Enzo e Iolanda sono lieti di ringraziare la loro straordinaria e
meravigliosa clientela che per ben 56 anni li hanno sempre scelti
con fiducia e per l’alta qualità della cose prodotte.

Carissimi, dopo ben 56 anni ho ceduto l’attività. E’ un pezzo di storia che si chiude… considerando quello che sono stato e la passione che ho messo nel ricostruire la storia e la nascita della Garbatella. Professionalmente poi ho “addolcito la vita “ a tantissima gente. E’ stato un percorso ricco di soddisfazioni, che a me e a mia moglie Iolanda ci ha appagato.
Ma per ogni storia che si chiude, un’altra si apre… Questa volta sarà Giorgia a scriverla, una giovane ragazza che continuerà questa attività. Giorgia vanta una grande esperienza professionale, avendo partecipato a numerosi master in Italia e all’estero. La sua passione sono: panettoni, colombe e tutto ciò che è lievitato, perché usa farli con il “lievito madre”, come si faceva un tempo. E’ molto legata al quartiere, perché il suo papà è nato e vive alla Garbatella. Auguri Giorgia.

Enzo Gori

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Ricordo di Valerio Stella morto sul campo di calcio

Ricordo di Valerio Stella morto sul campo di calcio

Giovane promessa del calcio capitolino, colpito da malore, nelle commosse parole dello zio Remo

Anche a distanza di qualche mese non è per niente facile (e non lo sarà mai) raccontare della morte di Valerio, dei suoi sogni infranti e del vuoto che ha lasciato.
Forse ricorderete che della scomparsa di Valerio Stella, giovane promessa del calcio capitolino, nato e cresciuto alla Garbatella, si era già parlato nel precedente numero di “Cara Garbatella”. La redazione aveva generosamente trovato il tempo e lo spazio, anche se il giornale era proprio in fase di stampa, per pubblicare la notizia. Il 2 aprile scorso, mentre giocava quella che sarebbe stata la sua ultima partita di calcio, in seguito ad un malore improvviso Valerio si accasciava sul terreno e di lì a poco sarebbe morto.
Valerio StellaQui non voglio fare la cronaca di quella giornata che per i genitori, per noi parenti e per gli amici è stata una giornata che ci ha segnato tutti.
Voglio invece ricordare il Valerio ragazzo, pieno di speranze e sogni, calciatore, studente ma soprattutto nipote.
Lo sport e Valerio sono stati un tutt’uno. Sin dall’inizio della sua vita sempre appoggiato e seguito da mamma Maruska e papà Roberto. I genitori, con la giusta sensibilità, lo avevano indirizzato inizialmente alla pratica del nuoto sin dall’età di 3 anni. Quando Valerio ha lasciato il nuoto per dedicarsi al calcio aveva raggiunto i brevetti previsti per la sua età.
Aveva poi scelto il calcio come lo sport della sua vita e a 6 anni aveva iniziato frequentare la scuola calcio.
Di lì in avanti il suo talento e la sua passione lo avrebbero portato a vestire la casacca di diverse squadre romane, compresa la squadra che porta il nome del nostro quartiere, in un crescendo di successi e soddisfazioni.
Ma non siamo qui per fare l’elenco delle squadre con cui ha giocato, dei maestri di sport che ha avuto magari dimenticandone qualcuno. Mancino naturale si era subito distino nel ruolo di difensore, riuscendo a coprire con grande capacità sia quello di centrale difensivo che quello di terzino di fascia. Come tanti altri ragazzi che praticano il calcio aveva calcato i campi sportivi di tutta Roma, venendo a contatto con tanti altri ragazzi che come lui amano lo sport e i suoi valori postivi.
Poi c’era la scuola dove Valerio si era affermato per la sua intelligenza e per la sua capacità comunicativa. Le lingue estere erano il suo pallino e le materie dove meglio riusciva. Da grande sognava di frequentare l’Università delle Scienze Motorie e diventare anche lui un maestro di sport.
Sembrano frasi scontate ma Valerio era amato da tutti e tutti lo cercavano per la sua amicizia, per passare un po’ di tempo insieme, sia i compagni del calcio che di scuola. Assieme a quei ragazzi Valerio ha condiviso le esperienze della sua breve adolescenza. Ed in tutto questo Roberto e Maruska sempre presenti, partecipi, pronti ad accompagnarlo a destra e manca, a sostenerlo nei momenti difficili. Di che squadra era Valerio? Naturalmente tifava per la Roma. Roberto e Maruska, i suoi genitori, avevano seminato assai bene. L’amore di Valerio per i colori giallorossi si manifestava in tanti modi, dalla presenza alle partite della “Magica” a cui Roberto spesso lo portava, al completino da calciatore con i colori dell’amata squadra che anche lui come tanti bambini hanno indossato. Ricordo che quando la Roma vinse lo scudetto nel 2001 per lui, seppur bambino,come per tutti noi tifosi giallorossi fu l’apoteosi della felicità.
Tutti coloro che lo hanno conosciuto non hanno potuto far altro che amarlo. E queste persone erano davvero tante da non poter stare tutte dentro la chiesa di S. Filippo Neri il giorno del suo funerale. Non c’è altro da aggiungere se non dire che il suo ricordo sarà sempre con noi.

Zio Remo

Altri articoli:
roma.repubblica.it/cronaca/2015/04/04/www.romatoday.it/cronaca/
www.leggo.it/NEWS/ROMA

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