Maggio “garbatellano” all’insegna dello Street Food
di Ilaria Proietti Mercuri
Altro che Red Carpet, da Piazza Santa Eurosia per tutta via delle Sette Chiese le strade della Garbatella sono state inondate, nella prima settimana di Maggio, dai fumi e gli aromi del Festival dello Street Food, la tradizionale festa del cibo di strada, che si ripete ormai da anni nel quartiere giardino. Tante le sfiziosità a portar via offerte dagli stand gastronomici.
C’è chi ha scelto un panino mordi e fuggi o chi una paella monoporzione da gustare su una panchina. Seduti sui marciapiedi c’erano i ragazzini che ridevano, chi con il gelato che gli si scioglieva tra le mani e chi con un panino più grosso del pallone da calcio che teneva sotto il piede. Camminando tra un’ApeCar e l’altra, dovevi farti largo tra banchetti improvvisati dalle famiglie, con i loro bambini che non sapevano più quale fritto scegliere. Non potevano poi mancare gli anziani del quartiere, che si leccavano i baffi sporchi di birra artigianale su quelle panchine da cui non schiodavano per nessun motivo al mondo.
Dunque, tutti riuniti in quella passerella di cibo, che dal dolce al salato ha accontentato ogni palato e ogni tasca. Gli street chef hanno proposto ricette provenienti da tutta Italia, ma non solo. Dagli arrosticini di pecora abruzzesi, ai cannoli siciliani, passando per i supplì alla gricia, all’amatriciana o a cacio e pepe. Ed oltre ai classici piatti romani, si potevano assaporare anche ricette come la vera paella Valenciana, accompagnata dall’immancabile sangria.
Visto poi che una festa senza dolce è un incontro e basta, non si sono fatti attendere le sfogliatelle calde, bombe, ciambelle, waffle. E con un po’ di attesa, che si sa è già essa stessa il piacere, si serviva uno strepitoso tiramisù espresso artigianale, che solo intingendo la prima cucchiaiata ti rendevi conto che quell’attesa, in realtà, non era altro che un’atroce sofferenza. Un festival però non solo dedicato al cibo. Il tutto è stato infatti accompagnato dal quartetto Blues R&B “Lonely”, che ha aperto le danze il Primo Maggio, poi gli spettacoli degli artisti di strada, i laboratori per i più piccoli e a concludere la festa, il 4 e 5 Maggio, sono stati i ragazzi de “Gli Sgarbatelli” con i loro tamburi rullanti. Insomma, tra spettacoli musica e buon cibo, il Festival dello Street Food non ci ha fatto mancare proprio niente, il tutto incorniciato da uno spicchio di Roma genuina come la Garbatella.
Al Circolo degli Illuminati, in Via G. Libetta, l’11 Maggio vi aspetta la VI edizione di Ad Arte TeatroCineFestival, il comitato artistico che diffonde la musica, l’arte, il teatro, la danza. Ad attendervi una serata tra cinema, buon cibo, performance dal vivo e grande musica per raccogliere fondi e sostenere tutte quelle arti che non smettono mai di stupirci.
“Ciò che l’arte tenta di distruggere è la monotonia”, così
diceva Oscar Wilde. E per uccidere le abitudini, l’arte ha bisogno di
innovazione. Ed è proprio alle invenzioni infatti che Igor Mattei e Marina
Biondi, ideatori del Festival, vogliono dedicare questa VI edizione.
Dunque, tenetevi pronti e allargate le cinture. Già allargate perché sarà una lunga serata, non solo all’insegna dell’arte, ma ci saranno anche ottime pietanze, dal brindisi fino al dolce. Tra dibattiti, cibo e spettacoli, l’obiettivo sarà quello di sostenere attraverso la raccolta fondi quella che sarà la futura VI edizione della manifestazione, appunto dedicata alle invenzioni. Ma anche dare visibilità alle tante iniziative sociali che promuovono una cultura di apertura, tutelando e valorizzando le ricchezze del nostro paese sotto ogni punto di vista artistico.
Di Ilaria Proietti Mercuri
PROGRAMMA:
h 19:00 Avrà inizio la serata con un brindisi inaugurale e la chiacchierata con i partner culturali e istituzionali.
h 20:15 Proiezione Videoemotional. Di cosa si tratta? Un sorprendente racconto sulle battaglie culturali di Ad Arte nei cinque anni appena trascorsi.
h 21:00 Verranno proiettati i corti vincitori della scorsa edizione del Festival.
h 21:30 Visto che, come si dice, a stomaco pieno si ragiona meglio, non mancherà la cena con un Menù “ad arte”, servito a Buffet nel giardino del Circolo.
h 23:00 Ma non finisce qui, volete un motivo per restare? Tranquilli, non mancherà il dulcis in fundo. Vi aspetterà un bel dessert con tanto di concerto folk in sottofondo.
A seguire poi Dj set, un classico che non può mancare alle serate del Circolo.
Fitto il
cartellone di maggio del Teatro di Piazza Giovanni da Triora n. 15.
Il 2 e il 3 maggio va in scena una fiaba per grandi e piccoli: “La
Fiaba d’Inverno” di Silvia Faccini (che ne cura anche la regia) e Fulvio
Pannese, una storia per chi sa che tra amore e destino, tra luce e oscurità, i
miracoli possono accadere. “Alcuni di noi sono destinati a qualcosa di più
grande”. Questo il messaggio che Jim, messaggero della Gilda, recapita a Peter
Lake, ladro dalla nascita nella New York del 1904. Restio a credere alle parole
del Messaggero e intento allo stesso tempo a sfuggire al temibile Muntro, Peter
inizia un viaggio che gli farà incontrare Amore, Sofferenza, Sacrificio e
Redenzione.
Una
fiaba che trasporta l’invincibilità dell’Amore sulle ali del tempo e che offre
ai sognatori una nuova visione delle stelle.
“Oggi sposo” è il monologo di Matteo Cirillo
sull’amore che andrà in scena al Teatro Garbatella il 4 maggio. Un testo brillante ed ironico
sull’amore perfetto che esiste solo nella sua forma imperfetta, scritto ed
interpretato da Matteo Cirillo con la regia di Duilio Paciello, spettacolo
vincitore della V° edizione del Premio Traiano come “Miglior attore” e “Miglior
Spettacolo”. Un ragazzo
si sta per sposare, ma la sposa non arriva. Lo sposo ricorda il loro primo
incontro, il loro primo bacio e ricorda quel giorno in cui si è innamorato per
tutta la vita. Ci vogliono solo 8.2 secondi per innamorarsi di una persona, ma
potrebbe non bastare una vita intera per dimenticarla. Attraverso situazioni comiche, drammatiche e surreali,
lo sposo racconta le diverse fasi del loro rapporto: la conoscenza, l’idillio,
la convivenza e la “separazione“. Si dice
che l’amore è eterno finché dura, ma finché dura che cosa? La vita o l’amore?.
Il 9
e il 10 maggio andrà in scena “Il
Cadavre Esquis” di Camilla Ribechi con Cesare Cesarini e Camilla Ribechi.
Surrealismo, amore, guerra e disagio mentale sono i temi di questo spettacolo,
che ha come protagonista Leonora Carrington, pittrice surrealista inglese, che
ebbe da giovanissima, tra il 1937 e il 1940, un’intensa relazione con il famoso
pittore Max Ernst, surrealista anche lui, relazione che finisce in tragedia. In
Francia, dove la coppia si ritira, Max viene arrestato più volte dalla polizia
francese e dalla Gestapo ma, sul punto di essere deportato in un campo di
concentramento, riesce a fuggire dall’Europa grazie all’aiuto di Peggy
Gugghenheim, che sposerà. Leonora fugge verso la Spagna dove ha una crisi
psicologica e viene internata più volte. Verrà salvata dall’Ambasciatore
Messicano a Lisbona e fuggirà con lui nelle Americhe, precisamente in Messico,
dove vivrà amata e rispettata da tutti fino all’età di 94 anni. Parallelamente
al racconto della vita degli artisti citati, al racconto della vita degli
artisti citati lo spettacolo prevede la partecipazione attiva del pubblico con
la proposizione di alcune attività con tecniche surrealiste tra cui il collage
e il ritratto automatico.
Il 17 maggio sul palcoscenico del Teatro
Garbatella approda, dopo i tantissimi successi di critica e di pubblico in
tutta Italia, “EDIPO REBUS miti oracoli
e pasticci”. Uno spettacolo affascinante nel ribaltamento ironico di uno
dei grandi classici della letteratura occidentale.La galleria di personaggi interpretati da Corinna Lo Castro svela
retroscena insospettabili della storia di Edipo, che finisce con l’essere
scomposta, contraddetta, carnevalizzata.La Pizia, vecchia sacerdotessa di Delfi, che formula le sue profezie a
caso. L’estetista del re Laio, padre di Edipo, che spettegola sulla corte di
Tebe, la regina Giocasta, cocainomane con una vita dissoluta per volere degli
dei, la Sfinge che si dichiara vera madre e amante di Edipo ed infine Tiresia,
falso veggente cieco che cerca invano un ordine nel caos.Dietro al ‘giallo’ di Sofocle sembra profilarsi un pasticciaccio
comico, che lascia sul campo una verità caleidoscopica e labirintica.
Una
verità, come dice il Tiresia interpretato in voce e video da Roberto Herlitzka,
che forse “esiste solo nei limiti in cui la lasciamo in pace”. Lo
spettacolo teatrale ha la traduzione, l’adattamento e la regia di Paolo
Pasquini.
“Giovanna sotto il Sego del Tempo” andrà in
scena il 23 e 24 Maggio. Lo
spettacolo vuole proporre
un ritratto non
convenzionale di una
regina che non
regnò mai, Giovanna la
Pazza, la storia interiore di una donna, fragile e al contempo
fortissima. Una
donna straordinariamente moderna, nel carattere così come nelle scelte che
opera. Ossessiva, bulimica,
innamorata. Tradita. Lucida
e allo stesso
tempo incapace di controllare
le sue pulsioni. Forse per scelta
incapace. Una donna
capace di attraversare per
8 mesi la
Spagna con il feretro
del marito. Neanche 46 anni di internamento l’hanno spezzata, o chissà forse
sì. Una
donna autodistruttiva, forse per scelta. La scrittura è di Adriano Marenco, la
regia di Alessandra Caputo, l’interpretazione di Patrizia Bernardini e musiche
di Valentino Rodolfo Puccio.
Il 25 maggio“Principesse senza corona”. Un folle e divertente percorso teatrale, ”psicoanalitico”, vissuto
da una donna che vive nella realtà, ma che si moltiplica in tante donne diverse.
di e con: Barbara Gallo e con la voce di Mimmo Mignemi
“La guerra delle tre melarance” andrà in scena il 30 e 31 Maggio. Due serate attraverso cui viene mostrato l’orrore della guerra e dell’illusione umana attraverso le lenti del colore e della musica. Con Chiara Bascialla, Stefano Di Maio, Stefano Gentile, Massimiliano Labanca, Jean Poussière. Due opere di riferimento, diverse citazioni, molta scrittura musicale. Questo è lo scheletro di base de “La guerra delle tre melarance”, che, a partire da una prima cornice fiabesca, che prende corpo dalla rielaborazione ad hoc di alcune scene tratte da “L’amore delle tre melarance” di Carlo Gozzi, segue l’avventura di un giovane principe che, abbandonando l’innocente e spensierato regno della fiaba sgargiante e impetuosa, entra in contatto con la realtà cinica della macchinazione umana. Dapprima conoscerà il mondo politico, la depravazione mentale e teorica con cui esso studia l’evento bellico e di cui “La guerra spiegata ai poveri” di Ennio Flaiano costituisce la fonte vitale per coglierne il grottesco e lo spietato. Il viaggio continua sul campo di battaglia, dove il giovane oscilla tra voci, volti e, soprattutto, una sinfonia drammatica che lo conduce dall’esaltazione per una vittoria solamente apparente al sempre più oscuro vortice dell’agonia della guerra, dove non esiste nient’altro che la sconfitta.
Teatro Garbatella – Piazza Giovanni da Triora 15 – 00145 Roma
Chi l’ha detto che gli alberi possono crescere solo nei prati? Nel parcheggio di Eataly nasce un vero e proprio “Frutteto di quartiere” con 35 diversi ceppi.
Arrivare da Eataly, entrare nell’area di sosta e al posto delle macchine trovarsi davanti un frutteto metropolitano, è questa l’ultima iniziativa dell’azienda ai confini tra Garbatella e Ostiense. L’idea è stata promossa dall’associazione Zappata Romana, che da anni, coinvolge i cittadini tramite iniziative ambientali rendondo i quartieri romani più ospitali e colorati. Stavolta sotto a chi tocca? A Eataly. Proprio nel grande parcheggio di fronte all’entrata infatti, sono stati piantati ben 35 gli alberi, dal melo cotogno, al pioppo cipressino fino al sambuco, tutti inseriti in strutture di legno. Accanto ad ogni pianta potrete trovare le informazioni relative alle diverse varietà. Ma non solo, si può anche leggere a chi è stato donato l’albero. I soggetti assegnatari sono tanti, tra cui le scuole Aurelio Alonzi, Macigni Strozzi o Cesare Battisti, i parchi Colombo, Casa del Parco o della Garbatella, l’Associazione Orti urbani di Tor Carbone e così via, e ad ognuno di loro spetta custodire e salvaguardare il proprio arbusto.“Gli alberi rimarranno lì fino ad autunno” ci dicono dall’associazione, “poi saranno donati alle rispettive scuole e comitati. Quelli donati, saranno rimpiazzati da altri nuovi, che saranno a loro volta donati.”
Oltre a piantare alberi però, si pianta anche speranza; ossia quella di difendere il clima, la natura e molte specie animali, tra cui le nostre amiche produttrici di miele. E meno male! Perché come diceva un certo Albert Einstein, “Se le api scomparissero dalla faccia della terra all’uomo non resterebbero che quattro anni di vita.” E visto che i membri di Zappata Romana ci tengono a salvaguardare la specie umana, non è la prima iniziativa che lanciano a favore delle api. Già con il progetto “Bee the Future” infatti, l’associazione aveva praticato una riforestazione di 100 ettari con diversi fiori. Insomma, stessa filosofia, ma diversi progetti.
Dunque, se dovesse venirvi in mente di fare un giro da Eataly, oltre a strafogarvi di cibo, potete fare un salto al nuovo “Frutteto di quartiere”.
“Voglio piantare una bandiera e costruirci intorno una battaglia, contro i nazionalismi e le destre estreme ”
di Gianni Rivolta
Nel palazzo della Regione, in una sala gremitissima di giornalisti e di addetti ai lavori, Nicola Zingaretti ha spiegato le ragioni della candidatura del suo vice Massimiliano Smeriglio, alle elezioni europee del prossimo 26 maggio. Il governatore del Lazio, nonché segretario nazionale del Partito democratico, è partito da lontano.
Ha rivendicato i risultati di una squadra che da 11 anni ha creato coesione sociale e, adottando formule politiche inedite, ha sempre vinto, anche quando intorno si sgretolavano le macerie del Centrosinistra a livello romano e nazionale.
“Non dobbiamo essere pigri, sciatti e burocratici, dobbiamo proiettare nel futuro a livello nazionale la buona qualità di governo e il nostro modo di essere nel centrosinistra . Non dobbiamo essere subalterni, – ha ribadito Zingaretti- la lista per le europee deve essere aperta, larga e innovatrice e deve mettere al centro la crescita, lo sviluppo e le persone.
C’è l’esigenza nel centrosinistra di forgiare una nuova classe dirigente e Massimiliano Smeriglio, che è stato cooprotagonista di questa stagione politica, non poteva mancare nella lista, dove porterà la sua cultura politica. Bisognava muovere le pedine. Vittorio Foa l’avrebbe definita la “mossa del cavallo” e noi vogliamo portare nella politica nazionale,fatta spesso di sole parole,la concretezza dell’esperienza amministrativa, di chi le persone le guarda in faccia”.
Massimiliano Smeriglio a tratti si è fatto prendere dall’emozione: “ Non è facilissimo per quello che verrà e quello che è stato. Nicola mi ha chiesto di candidarmi e speriamo che “la mossa del cavallo” non si traduca nella “mossa dell’asino”.
Io comunque voglio dare un contributo diretto ad una battaglia epocale, voglio piantare una bandiera contro i nazionalisti, contro quelli della famiglia di Verona, gli omofobi,i maschilisti, contro le nuove e vecchie povertà e contro le destre estreme, che rischiano di diventare maggioranza in Italia e in Europa. Una Europa che vogliamo cambiare, che vogliamo più democratica, inclusiva e accogliente.
Ho fatto un doppio salto mortale. Ho accettato di candidarmi e di candidarmi nel Partito Democratico, perché penso che Nicola Zingaretti sia il miglior segretario che questo partito possa avere. Lo faccio correndo senza paracadute. Perché concluso , il viaggio della Memoria in programma tutti gli anni con 500 studenti romani, mi dimetterò da vicepresidente. Sarà un passaggio netto senza piano b.
Faccio politica da quando avevo 14 anni. Se sarò eletto da Strasburgo presiederò da quella posizione le politiche che in questi anni abbiamo avanzato nel Lazio, altrimenti tornerò a scrivere, a studiare e a leggere. Non è la prima volta che affronto queste sfide”.
Entra nel vivo con la presentazione delle
candidature la campagna elettorale per le europee del prossimo 26 maggio. Tra le prime
dichiarazioni ufficiali di entrata in campo c’è quella di Massimiliano
Smeriglio nella lista del Pd. Cittadino
della Garbatella e attuale vice presidente della Regione Lazio, Smeriglio proveniente
da Sel, oltre ad essere una figura di spicco della Sinistra romana, è stato per diversi anni presidente dell’XI
Municipio oggi VIII. La sua candidatura e le successive dimissioni
comporteranno un rimpasto nella Giunta regionale. Per il suo posto si fa il
nome di Daniele Leodori, attuale presidente del Consiglio alla Pisana.
Inquinamento: allarme rientrato sulla Circonvallazione ostiense
Prati
verdi, palme, roseti e alberi di limoni, chi conosce la Garbatella lo sa, sembra
di stare in una valle verde. Chi pensa però di poter vivere alla Heidi tra
lotti e giardini, freni il suo impulso. Chi crede che tutto questo quartiere
fiorito possa salvarlo dallo smog di Roma, si sbaglia di grosso.
A
farci alzare le antenne per quanto riguarda la situazione smog delle nostre
strade sono stati i dati diffusi
recentemente sugli organi di stampa. Con una campagna mirata al monitoraggio
delle polveri sottili, i volontari di Legambiente hanno fatto tappa in varie parti di Roma, tra cui proprio
Largo Fochetti, dove la Circonvallazione Ostiense incontra la Colombo, segnalato come uno dei punti più inquinati
della città. “ In realtà il monitoraggio è stato effettuato con misure di 1 ora”, ci
spiega Andrea Minutolo, coordinatore di Legambiente, “e vuole essere una
fotografia dell’esposizione inconsapevole alle polveri sottili a cui i
cittadini spesso sono sottoposti quotidianamente.”
Quali
sono stati i risultati? Subito dopo il monitoraggio eravamo tra le zone più
inquinate di Roma, ma come? Ci intossichiamo tutti nonostante la nostra valle
verde? Ebbene no. Il dato diffuso da Legambiente, innanzitutto, si basa su una
sola ora di valutazione della qualità dell’aria. Inoltre, il risultato emerso
per quanto riguarda le polveri sottili (Pm10), calcolato durante la mattinata,
è stato di 13,2 microgrammi/mc per media oraria, quando il limite massimo
consentito per la salute umana è di 50. Vero, non sono mancati picchi di
innalzamento, fino a 123,3; ma “non direi che Garbatella, o Eur, o Tiburtina, sono tra i
quartieri più inquinati” ci rassicura Minutolo.
Non
contenti però, siamo andati a verificare
i dati più affidabili dell’Arpa ( Agenzia regionale protezione
ambientale), che calcola da 55 stazioni in tutto il Lazio le aree più trafficate
tramite sensori inquinanti, in funzione tutti i giorni dell’anno e non per una sola ora. Indovinate un po’ cosa è
saltato fuori? Prendendo ad esempio il 2018, seppure i valori sono stati abbastanza elevati,
non hanno mai oltrepassato i limiti normativi in tutto l’agglomerato romano.
Gli unici superamenti dei valori massimi
per le polveri sottili sono stati registrati
nella Valle del Sacco in Ciociaria.
Nonostante i dati non siano allarmanti, vi invitiamo comunque a camminare di più, non solo per inquinare meno, ma anche perché, come diceva Alberto Sordi: “Roma non è una città come le altre. È un grande museo, un salotto da attraversare in punta di piedi”.
In ricordo delle dieci
donne assassinate al Ponte di
Ferro
di
Stefano Baiocchi
Prima
la deposizione di una corona al Ponte dell’Industria con le bandiere tricolori
e i vessilli dell’Anpi, l’Associazione Partigiani, poi il ricordo al Ponte
della Scienza con la banda della Polizia Locale di Roma Capitale, che ha messo
il sigillo sulla mattinata con l’Inno di Mameli.
Così l’Ottavo Municipio ha commemorato l’eccidio perpetrato dai nazisti il 7
aprile del 1944, quando dieci donne furono barbaramente assassinate per rappresaglia contro
l’assalto al forno Tesei, che riforniva le truppe di occupazione. Furono
sorprese dai soldati tedeschi con pane e farina, fatte allineare lungo le
transenne del cavalcavia in ferro e fucilate.
Una pagina terribile per la nostra città e per il quartiere Ostiense, caduta
per troppo tempo nell’oblio, ma ritornata alla memoria dal 1997 dopo che – per
volontà della partigiana dei Gap la Medaglia d’Oro Carla Capponi – l’amministrazione
capitolina aveva apposto sul luogo un ceppo commemorativo.
Sul Ponte della Scienza, inoltre,si sono esibite le studentesse del Liceo Pilo Albertelli in una toccante performance teatrale, nella quale hanno rievocato l’eccidio. Mentre per la prima volta, al fianco delle istituzioni presenti con l’assessora alle Politiche Sociali Alessandra Aluigi e il Presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri, è intervenuta anche l’ambasciata tedesca rappresentata dal capo ufficio culturale Annette Walter. Al loro fianco anche Mario Spagnoli, segretario Anpi della sezione Don Pietro Pappagallo. Il Presidente Ciaccheri ha voluto rimarcare l’importanza della memoria tenuta viva grazie al contributo delle nuove generazioni, che con la loro presenza, le loro iniziative per ricordare la Resistenza e costruire un mondo migliore, hanno comunque bisogno del sostegno delle istituzioni e della società civile.
Presente
tra il pubblico Gabriella Gullace, nipote di Teresa Gullace che fu uccisa dai
militi nazisti mentre tentava di parlare al marito prigioniero dei tedeschi. La
vicenda colpì moltissimo la cittadinanza tanto che Rossellini, nel suo
capolavoro “Roma Città Aperta”, volle renderle omaggio con la figura della sora
Pina interpretata da una magistrale Anna Magnani.
La nipote Gabriella riferendosi
alla vicenda di Torre Maura ha voluto porre l’accento sull’importanza della
commemorazione perché “in questi giorni in cui c’è della gente che si permette
di calpestare il pane era doveroso esserci, dove dieci donne sono state
trucidate proprio per salvare il pane”.
Da questo mese anche Cara Garbatella, il periodico che
racconta la vita dei quartieri dell’VIII Municipio, ha la sua versione on line.
Fino ad oggi le notizie si potevano leggere
nel sito dell’Associazione, che è stato trasformato a tutti gli effetti in una agenzia di stampa territoriale on
line, aggiornata quotidianamente da una redazione. E’ un grande passo avanti per
l’informazione democratica nel nostro territorio, un Municipio che supera i 160
mila abitanti, pari a una media città italiana.
Il giornale on line, facilmente consultabile digitando “Cara
Garbatella”, ha diverse rubriche. Sulla home page si possono leggere gli
articoli in tempo reale divisi nei quartieri che compongono il Municipio e corredati
da immagini fotografiche: Garbatella, San Paolo, Ostiense,Roma 70, Montagnola,
Tormarancio, Ottavocolle e Tor Carbone. Una particolare finestra è stata aperta
con “Garba 100” su tutte le iniziative in vista del Centenario (1920-2020).
Oltre agli articoli di cronaca, in fondo alla home page sul lato destro ci sono
delle utility: storia del giornale, scrittori di Garbatella, la Redazione, i comunicati
stampa e presto ci sarà una fotogallery con
immagini antiche e moderne insieme agli eventi più interessanti.
Inoltre l’archivio
del periodico consente di sfogliare tutte
le pagine a partire dal 2005 o fare una rapida ricerca per autore. Infine, come
nelle più moderne redazioni giornalistiche, Cara Garbatella on line produce,
per le notizie più rilevanti, veri e propri servizi video. Infatti in fondo alla home page, si possono consultare
alcune rubriche: video sulla Garbatella,
locandine e presto sarà presente uno spazio dedicato ai
film girati nello storico Rione.(g.riv.).
A piedi o in bicicletta lungo il Sentiero del
Pellegrino
di Fabrizio Fagiani
E’ grazie alla partecipazione ad
un bando della Regione Lazio che i Municipi VIII e IX riportano d’attualità il
progetto del Sentiero del Pellegrino. Di un percorso ciclo-pedonale di
collegamento tra la Basilica di San
Paolo e il Santuario della Madonna del Divino Amore se ne parla dal Giubileo
del 2000, quando l’amministrazione comunale di allora decise di rispondere
positivamente alle richieste del Rettore del Santuario, che chiedeva da diversi
anni la realizzazione di un tragitto sicuro per i pellegrini, che
periodicamente percorrono di notte la via Ardeatina per raggiungere il Divino
Amore. Ma il Sentiero del Pellegrino è rimasto tra i progetti rimasti nel
cassetto e non realizzati. E così i
fedeli che tutti i sabato notte, da Pasqua ad ottobre, raggiungono in
pellegrinaggio il Santuario Mariano hanno continuato a percorrere il solito
tragitto sfidando le insidie delle automobili e dei marciapiedi poco sicuri.
«Insieme al Municipio IX abbiamo
colto l’occasione dell’avviso pubblico di Lazio Ciclabile che prevede il
finanziamento di percorsi ciclo-pedonali» ci ha detto Michele Centorrino,
assessore alla mobilità del Municipio VIII «e con l’assessora ai lavori
pubblici Patrizia Ricci abbiamo attivato i nostri tecnici per adeguare il
progetto del Sentiero del Pellegrino alle ultime normative».
La Regione Lazio, come è scritto nell’avviso pubblico, “intende
promuovere l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto sia per le esigenze
quotidiane che per le attività turistiche e ricreative per migliorare
l’efficienza, la sicurezza e la sostenibilità della mobilità, tutelare il
patrimonio naturale ed ambientale, ridurre gli effetti negativi della mobilità
in relazione alla salute e al consumo di suolo, valorizzare il territorio e i
beni culturali, accrescere e sviluppare l’attività turistica”.
Per questo la nuova versione del
progetto del Sentiero del Pellegrino non sarà destinata a un uso esclusivamente
religioso, ma sarà rivolta a tutti i cittadini che vorranno camminare in
sicurezza su un percorso storico e naturalistico di grande fascino.
Il Sentiero si snoda quindi per il novanta per cento sul territorio del
Municipio VIII e inizia dalla Basilica di San Paolo. Sarà lungo 15 chilometri e
percorrerà via delle Sette Chiese fino all’Appia Antica, passando per le
catacombe di Santa Domitilla, San Callisto e San Sebastiano. E’ un tratto di
strada che ripercorre in parte quello storico del Giubileo del 1350 e quello
utilizzato da San Filippo Neri nel 1522 per la visita delle sette chiese. Il
viottolo dopo i primi chilometri cittadini diventerà sterrato attraversando il
Parco dell’Appia Antica. L’ultimo tratto si svilupperà lungo sentieri
interpoderali
Pellegrinaggio alle Sette chiese
Il Municipio IX ha partecipato alla messa a punto
della nuova versione del progetto per la parte che riguarda l’ultimo tratto del
percorso da via di Torricola al Santuario.
«Lungo il percorso» specifica
l’assessore Centorrino «saranno piantati alberi per indicare con maggiore
precisione il tragitto del cammino e saranno realizzate delle aree di sosta attrezzate
con panchine, tavoli, fontanelle e
servizi igienici».
Insomma un progetto impegnativo
che, con una previsione di spesa di circa due milioni di euro, se approvato dalla Regione Lazio potrà
rispondere alle esigenze dei fedeli della Madonna del Divino Amore e
valorizzare una porzione significativa dei Municipi VIII e IX.
Apre la sede romana di NABA Nuova
Accademia di Belle Arti, una proposta
multidisciplinare che avvicina formazione e realtà culturale della città per
far crescere nuovi talenti nella Capitale.
Il campus si trova nel cuore del Municipio Roma VIII, in via
Ostiense, in una sede di circa 3.700 mq all’interno di due edifici storici di
inizio Novecento, nella suggestiva area compresa tra l’archeologia industriale
del Gazometro e del nuovo ponte dedicato a Settimia Spizzichino a Garbatella.
Una nuova opportunità per tutte
le ragazze e i ragazzi dell’Italia centrale e meridionale offerta dal
principale gruppo italiano nella private education in ambito moda, arte, design
e media con oltre 8.000 studenti già formati nei loro corsi.
Presentata la Casa del Municipio
Venerdì 12 aprile alle ore 18:30 presso
il coworking “Millepiani”, via Niccolò Odero 13, si è tenuto un incontro di
presentazione dell’Avviso Pubblico per la costituzione della Casa del
Municipio.
Possono
candidarsi ad essere parte di questo nuovo strumento di cui si dota la nostra
amministrazione tutte le Associazioni,
Onlus, Fondazioni, che operino nel Municipio VIII e che realizzino azioni negli
ambiti del sociale a tutto tondo.
Errata corrige
Nel numero di marzo di Cara Garbatella all’articolo di pag.5
“Viale L.da Vinci: ripristinata la viabilità originaria.Approvato il progetto
del Municipio” è stato erroneamente attribuito un occhiello sbagliato: “Una
operazione da 18 milioni di euro”. E’ del tutto evidente che ripristinare la
viabilità di una strada non comporti una spesa così rilevante, ma si tratta di
un errore di impaginazione. Ce ne scusiamo con Fabrizio Fagiani autore
dell’articolo.
UN VIDEO SULLE FOSSE ARDEATINE PROIETTATO SULLA PIRAMIDE CESTIA
75 anni. Tanti ne sono passati da quel pomeriggio del 1944
in cui, dentro le Cave Ardeatine,
iniziarono a rimbombare gli spari delle pistole e delle mitraglie dell’Aussenkommando
contro 335 civili romani. Una delle più
orribili e vili azioni di rappresaglia degli occupanti tedeschi nella Capitale.
Per ricordarlo l’VIII Municipio ha organizzato una “cerimonia laica che rappresenti il filo con il passato fondativo della
Repubblica Italiana”. Queste sono state le parole pronunciate dall’assessore
alla Cultura, Claudio Marotta, all’apertura dell’iniziativa, che si è svolta
nel luogo simbolo della Resistenza romana: Porta S.Paolo. Il cuore della commemorazione è stato la
proiezione, sui candidi marmi della “Piramide Cestia”, del filmato prodotto dai
ragazzi del Cine Tv Roberto Rossellini. Il breve video, realizzato in meno di due settimane dagli
allievi dell’Istituto, è stato proiettato ininterrottamente fino alla
mezzanotte, accompagnando il passaggio verso il 24 marzo, giorno in cui avvenne la strage.
“Un’opera di pedagogia civile”, così l’ha presentata il
Presidente dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri.
“La memoria è importante.
Oggi abbiamo un grande problema di memoria – ha spiegato la Preside
dell’Istituto Rossellini, la professoressa
Marano-. Il passaggio verticale di quegli avvenimenti dai testimoni
viventi alle nuove generazioni è sempre
meno possibile. E per mantenere viva la memoria
tra i giovani non basta ricordargli le date, è necessario che qualcuno
le rielabori e le trasmetta: una comunicazione orizzontale. Il video, continua
Marano, è un esempio di questo tentativo, una rielaborazione delle vicende e
del loro significato, da trasmettere ad
altri giovani e alla popolazione romana”.
Il video inizia con le
immagini notissime del film “Roma Città aperta”. Teresa Gullace, interpretata
da Anna Magnani, viene uccisa mentre cerca di raggiungere suo marito che si
allontana su camion tedesco. Sono immagini drammatiche rielaborate con
raffinate tecniche di computer grafica. Poi appare e si colora gradualmente la
tela di Guttuso dedicata alle Fosse Ardeatine. Quindi le parole finali del componimento “Lapide ad
ignominia “ di Piero Calamandrei, al quale si sovrappongono i visi dei 335
assassinati, mentre scorre un conto alla rovescia che parte da 335 per
arrivare a zero. Lo spettatore rivive in questo modo la lenta e drammatica scomparsa delle vittime.
Nei pochi minuti del filmato i ragazzi del Cine Tv sono riusciti a condensare i sentimenti di orrore e di ripulsa che l’eccidio ha evocato fin dal momento della sua scoperta. Sentimenti che rimangono nella memoria.
Un cartellone primaverile ben ghiotto quello che il Teatro Garbatella propone al suo pubblico, dopo l’inaugurazione con “Off the Record”,
il super gettonato tour di Francesco De Gregori che, dopo venti date, finirà il
27 marzo.
Dal 5 al 7 aprile Andrea Rivera calcherà le scene con: “I quartieri di Roma ed altre storie” . Ironico ed unico nel suo genere, è uno dei più divertenti spettacoli di teatrocanzone dell’artista romano, incentrato sulla capitale e sulle sue mille sfaccettature: dalla storia
all’attualità, tutto è spunto per stimolare un pensiero nel pubblico, seppur
tra una risata e l’altra.
A
metà aprile protagonista sarà il teatro di impegno sociale.
L’11 verrà presentato “L’Aquila nuova” di e con Massimo Sconci, dedicato al capoluogo d’Abruzzo che, come l’intera regione, da troppo tempo sta vivendo una condizione di durissima crisi, causata non solamente dal terremoto, ma anche dalle lungaggini legate alla
ricostruzione, ben lontana dall’essere completa.
Sulla scena minimale, però, un cittadino aquilano qualunque, insieme al pubblico, in un racconto evocativo fatto di tante piccole storie, cerca la possibilità di cominciare a immaginare una città diversa, migliore, nuova, appunto. Il 13 e il 14 aprile andrà in scena “L’Aria” di Pierfrancesco Nacca e regia di Giulia Paoletti con Alessandro Calamunci Manitta, Andrea Colangelo, Pierfrancesco Nacca e Gabriele Sorrentino. Un lavoro, come si legge nel comunicato: “dedicato a tutte le vittime degli abusi di potere da parte dello Stato: Federico Aldrovandi, Stefano Cucchi, Michele Ferrulli, Giuseppe Uva”. “L’Aria” è il pretesto per raccontare la storia di quattro detenuti (Nicola, Mario, Rosario e Carmine) rinchiusi in un istituto di detenzione del nostro paese, storie di uomini, di abusi, di disagio
e di sofferenza.
Il
17 aprile “La Fleur. Il Fiore proibito” di Riccardo Brunetti e Francesco
Formaggi. In scena un mondo noir ambientato nella Roma dei nostri giorni.
Una
serata esclusiva nella quale ci si immergerà nell’intricato mondo della
famiglia Andolini, nota nella finzione scenica per la sua rilevante posizione
nella nuova imprenditoria romana nel settore dell’intrattenimento, attraverso la
magia del teatro immersivo.
Il mese di aprile si chiuderà il 27 e il 28 con “Principesse e sfumature” di e con Chiara Becchimanzi e voce off di Beatrice Burgo. Uno spettacolo psicoterapico che rappresenta uno sguardo piccante, acuto, femminile, esilarante sui cliché di genere e non solo. Senza mai
prendersi troppo sul serio, lo spettacolo e la sua protagonista si interrogano
sulla femminilità, sulle relazioni, sulle idiosincrasie della sensualità/sessualità,
a partire dalla narrazione di vissuti che potrebbero essere condivisi da molti/e.
Informazioni
sugli orari e prenotazioni presso il Teatro Garbatella a piazza Giovanni da Triora
n. 15, telefono 366 200 3502.
Ancora i soliti ignoti alla Alonzi: svaligiato il deposito della mensa
di Franceca VITALINI
I recenti fatti di cronaca che vedono protagonista l’elementare “Aurelio Alonzi” sono ben noti: quattro furti si sono succeduti in appena ventiquattro giorni. L’ultimo in ordine di tempo è stato messo a segno nella notte tra il 21 e il 22 febbraio con un ricco bottino composto da derrate alimentari, sottratte dalla dispensa della mensa. Nelle incursioni precedenti, invece, sono stati presi di mira i distributori automatici di merendine e bevande, ora rimossi. Non è ovviamente l’unica scuola romana a subire, con una certa ciclicità, attacchi di questo tipo, ma la “generale” frequenza di razzie e vandalismi negli edifici scolastici del territorio capitolino non elimina quel senso di “particolare” frustrazione, spaesamento ed insicurezza che nasce quando ad essere colpito è il welfare locale, ossia quel servizio di prossimità vissuto quotidianamente dalle tante famiglie del quartiere come la scuola sotto casa. Un senso di spaesamento e fragilità che accomuna tutti i rappresentanti di tale microcosmo: dirigenza scolastica, insegnanti, personale interno alla struttura, genitori e bambini, sui quali si riversano, ahinoi, le principali conseguenze di distruzioni e trafugamenti di un ambiente che dovrebbe essere confortevole e sereno per il loro benessere.
Prontamente avvertiti le forze dell’ordine e gli uffici tecnici, ora l’Alonzi si trova a fare i conti dei danni subiti, come i costi per il reintegro della merce rubata, le riparazioni da sostenere nel più breve tempo possibile, gli interventi necessari per il miglioramento della sicurezza dell’istituto, la disinfestazione dei locali, che si sommano alle spese ordinarie e straordinarie della gestione di una struttura così complessa. “Operazioni non semplici perché la scuola è una pubblica amministrazione sui generis ed ogni volta c’è di mezzo una burocrazia molto articolata, composta come ricorda Patrizia Martinelli, responsabile del plesso – da tanti attori pubblici e privati, che dovrebbero dialogare tra loro per il benessere della stessa scuola con modalità rapide ed efficaci, cercando di evitare conflitti di competenza”. Un frazionamento di responsabilità e di intervento, frutto di un imperfetto decentramento amministrativo, che non facilita un obiettivo caro a tutti i protagonisti coinvolti nella vicenda: il miglioramento della vita scolastica.
La rappresentanza dei genitori, dal proprio canto, scongiurando lungaggini ed immobilismi vorrebbe essere rassicurata, oltre che su un tempestivo intervento dell’amministrazione pubblica nei confronti dei bisogni strutturali di sicurezza del plesso, anche sulla definitiva sistemazione dell’impianto termico (con la sostituzione e il collaudo della caldaia prima dell’inizio del nuovo anno scolastico), già messo a dura prova da un guasto tecnico, che aveva lasciato (unica scuola del Municipio VIII) le classi al freddo al ritorno delle vacanze natalizie con sospensione dell’attività didattica per alcuni giorni. La scuola di via Alessandro Valignano ospita attualmente 317 studenti delle elementari ed è situata in una zona densamente popolata, quella della Circonvallazione Ostiense. Vide la luce nel lontano 1935, verosimilmente come progetto di Angiolo Mazzoni, architetto futurista, sotto la proprietà dell’Istituto Postelegrafonici (IPOST), come scuola annessa e integrata a un convitto per orfane di dipendenti delle Poste. Solo alla fine degli anni Settanta divenne un edificio scolastico pubblico.
L’ultimo saluto al vetraio della Garbatella e a un angelo del 118
Alberto Casagrande e Mirella Arcidiacono alla fontana di carlotta
Mentre La Garbatella festeggia i suoi 99 anni con tante belle iniziative è colpita dalla perdita di due carissime persone.
Il 17 febbraio se n’è andato Alberto Casagrande, il famoso vetraio di Circonvallazione ostiense. Con i suoi disegni e le sue foto antiche è stato un grande collaboratore dell’associazione il Tempo ritrovato. Alberto, tra l’altro, era compagno di scuola di Carlo Acciari, che disegnava e dipingeva anche lui in modo completamente diverso, partecipava ogni anno ai presepi di Piazza del Popolo con la sua opera in vetro. Nato il 12 novembre del 1927, come dono ha lasciato a coloro che gli hanno dato l’estremo saluto un suo disegno, che rappresenta la fontana Carlotta. Ci piace pensare che ora rincontrando Carlo, il suo compagno delle elementari, stiano insieme in Paradiso a dipingere. L’ultimo saluto ad Alberto Casagrande è stato dato da Don Franco Amatori, ex Parroco di Santa Galla, presso la chiesa di Nostra Signora di Lourdes a Tormarancia.
Un altro grande lutto è quello che ha colpito piazza Caterina Sforza 6, con l’improvvisa morte di Antonio Carnevale, infermiere sensibilissimo dell’ARES 118 e volontario fin da giovanissimo della Comunità di Sant’ Egidio. Antonio era molto conosciuto per la sua bontà e disponibilità sia sul lavoro che nell’opera instancabile di volontariato. Lo ha ricordato nell’omelia il sacerdote in una affollatissima chiesa di Santa Maria in Trastevere. Alle famiglie Casagrande e Carnevali Ramaglia le più sentite condoglianze dalla Garbatella tutta
Finalmente il 15 febbraio è stata riaperta la palestra della scuola media Moscati, in via Padre Semeria, alla Garbatella. E’ rimasta chiusa un anno a causa delle infiltrazioni dal tetto, con disagi notevoli per i ragazzi, i tantissimi studenti, circa seicento che frequentano l’istituto, i quali hanno dovuto svolgere l’ora di educazione fisica all’aperto, nel campo giochi attiguo donato dall’associazione intitolata all’artista Giaime Fiumanò.
Esattamente un anno fa le infiltrazioni avevano interdetto l’accesso alla grande palestra, e i ripetuti appelli al Comune di Roma per un intervento urgente non hanno trovato risposta immediata. E’ finito l’anno scolastico senza nessuna novità, e alla riapertura, a settembre, ancora la palestra era interdetta. E’ stato l’intervento della Giunta del Municipio, della Commissione scuola e dell’Ufficio tecnico a sbloccare l’impasse. “Non potevamo aspettare oltre – spiega l’assessore alla scuola del Municipio VIII Francesca Vitrugno – abbiamo autorizzato i lavori con i fondi a disposizione del Municipio, quelli chiesti al Comune, circa 400 mila euro per il rifacimento del tetto, non sono mai arrivati”.
Oltre ad essere una palestra molto grande e attrezzata per i 600 studenti, è da anni anche il luogo dove si svolgono il pomeriggio e la sera corsi di ballo, basket e pallavolo, rivolti agli adulti. Per gli studenti della Moscati da tempo sono previsti anche dei corsi pomeridiani di pallavolo, che durante la chiusura della palestra si sono svolti in quella del Liceo Socrate, a pochi metri dalla scuola media. Ma ora, per fortuna, i ragazzi possono frequentare la loro palestra senza dover uscire dall’Istituto.
Viale L. da Vinci: ripristinata la viabilità originaria. Approvato il progetto del Municipio
di fabrizio FAGIANI
Sul tratto del viale Leonardo da Vinci, compreso tra via Giovannipoli e la piazza omonima, si tornerà finalmente alla viabilità a senso unico su ogni carreggiata.
Era una delle più pressanti richieste fatte dai cittadini del quartiere dopo che tutta l’area, dove sarebbe dovuto essere realizzato un contestato parcheggio sotterraneo previsto dal Piano Urbano Parcheggi, era stata riconsegnata al Comune. Infatti la viabilità, messa in atto in seguito alla rimozione del cantiere del parcheggio mai costruito, si è dimostrata assolutamente inadeguata alle caratteristiche della circolazione automobilistica di quel tratto di viale.
E i cittadini, con il comitato di quartiere “Insieme per San Paolo” e il comitato “No PUP indignati”, hanno con tenacia segnalato al Campidoglio gli incidenti che si susseguivano, soprattutto nell’incrocio con via Costantino, a causa del doppio senso di marcia nella carreggiata sinistra. Segnalazioni raccolte anche dalla Polizia Municipale dell’Ottavo gruppo, che ha pure inviato una nota al Dipartimento Mobilità del Comune per sollecitare il ripristino della viabilità originaria.
Ma dal Campidoglio non arrivava nessuna risposta e allora si è attivato il Municipio VIII. «Appena insediati» ha detto Michele Centorrino, assessore municipale alla mobilità «abbiamo raccolto le necessità dei cittadini che da tempo chiedevano il ripristino della viabilità a senso unico su entrambi i lati, la messa in sicurezza delle scuole e l’aumento dei parcheggi».
Cosi, constatato il ritardo del Comune, il Municipio ha preso l’iniziativa di proporre la realizzazione della risistemazione del viale secondo un progetto messo a punto dai suoi uffici. «Il nostro progetto» ha annunciato con soddisfazione l’assessore Centorrino «è stato vagliato e perfezionato dall’agenzia della mobilità, in collaborazione con l’assessorato capitolino, è stato firmato e con esso anche la necessaria determinazione dirigenziale del traffico è stata emessa. Quindi aspettiamo solo che il Comune inizi i lavori».
E allora che cosa prevede questa tanto attesa risistemazione? Prima di tutto il ripristino della vecchia viabilità, con il senso unico su ognuna delle due carreggiate, che saranno ristrette rispetto a quelle originarie con l’istituzione dei parcheggi a spina di pesce su entrambi i lati. Con questa nuova sistemazione si impedirà il parcheggio tra gli alberi del giardino spartitraffico del viale, che sarà ristrutturato con un intervento successivo. Il restringimento delle carreggiate consentirà il transito di una sola autovettura e quindi si eviterà il fenomeno della irregolare sosta in doppia fila.
Poi è stata prestata massima attenzione alla sicurezza degli attraversamenti pedonali in prossimità degli ingressi della scuola primaria Principe di Piemonte e della scuola dell’infanzia Leonardo da Vinci. Per un tratto del viale verrà per questo istituito un limite di velocità di 30 chilometri orari e saranno realizzate strisce a rilievo sulla carreggiata per provocare il rallentamento dei veicoli. Non sarà possibile realizzare attraversamenti pedonali rialzati, come previsto nel progetto del Municipio, perché il viale Leonardo da Vinci fa parte della viabilità principale.
C’erano dei grandi tulipani di carta in testa al corteo di
studenti che venerdì ha sfilato da piazza Sant’Eurosia verso le Fosse
Ardeatine.
Sono passati 75 anni dall’eccidio avvenuto nelle cave che allora
si trovavano alla periferia di Roma. 335 vittime, colpite alla testa e poi
sepolte dalle esplosioni delle cave di pozzolana. Nessuno doveva accorgersi
dello sterminio compiuto dai tedeschi che il giorno dopo è stato comunicato
alla popolazione con un trafiletto sul giornale: “L’ordine è già stato
eseguito”.
Tutto questo è stato studiato nelle ultime settimane da
alcune centinaia di studenti, che hanno partecipato al corteo, sfilato sotto il
sole di primavera lungo via delle Sette Chiese fino alle Fosse Ardeatine, con
loro i professori e parecchi abitanti del quartiere. Gli alunni
provenivano sia dalle scuole medie del municipio che dai licei.
Moltissimi portavano dei mazzi di fiori in mano che hanno posato sulle lapidi appena arrivati al Sacrario. Hanno preparato alcuni striscioni, uno recitava “Viviamo per ricordare, la memoria siamo noi”. E questa, per molti anziani nati in quegli anni, è la speranza principale, tramandare la memoria dei fatti ai più giovani, perché non accada mai più nulla di simile, per debellare definitivamente il virus dell’antisemitismo che ancora purtroppo circola, visto che poche settimane fa sono comparse su un muro di Garbatella scritte di insulto verso la memoria di Anna Frank.
Molte scuole hanno lavorato in vista del corteo, anche con
testimonianze molto ravvicinate. Uno studente delle medie che era in piazza
venerdì è un discendente di una delle vittime, Orlando Orlandi Posti, decorato
con la medaglia d’argento al valor militare. A casa di Marco si parla spesso
della storia del loro parente, di cui sono orgogliosi. Lo studente ha
raccontato che in classe è stato letto il libro pubblicato alcuni anni fa che
contiene le brevi lettere che l’antifascista Orlandi Posti scriveva alla madre
e alla fidanzata dal carcere di Via Tasso, nascondendole nei colletti delle
camicie. “I miei compagni hanno ascoltato con attenzione – ha raccontato Marco
– perché con queste cose non si scherza”.
Un altro lavoro molto interessante è stato fatto nella scuola
media Moscati dalle classi terze, in generale hanno lavorato sulla storia delle
Fosse Ardeatine leggendo molte testimonianze, ma la classe III F è andata oltre
facendo una ricerca e scrivendo poesie dedicate alle vittime.
Ad ogni studente è stato attribuito un numero, che corrispondeva
ad una delle 335 vittime della strage nazifascista. E così ogni alunno ha
cercato la storia e la vita di quella persona e a lui ha dedicato una
poesia.
Il sacello 62 ad esempio corrisponde a Emilio Portinari: “è stato arrestato perché antifascista, ha raccontato la studentessa, teneva nascosta in casa una radio dove sentiva trasmissioni clandestine, è ingiusto condannare a morte una persona che non ha fatto nulla di male”. In mano aveva un foglio rosso a forma di cuore su cui c’era scritto “sono passati tanti anni, il dolore non si spegnerà, resterai nel nostro cuore”.
Cinque anni fa rivolsi un appello all’ VIII Municipio, a Eataly, alla Rete Ferroviaria Italiana ed alla Soprintendenza Archeologica di Roma per rendere di nuovo fruibile l’accesso ai resti di un muraglione di una residenza romana con ben sette absidi, ritrovata durante gli scavi degli anni Novanta per la costruzione del sottopasso, che faceva accedere dalla Stazione Ostiense all’allora Terminal Ostiense.
Si tratta probabilmente solo di una piccola parte di una residenza denominata Horti Serviliani, come ha ipotizzato la dottoressa Barbara Roggio, che è stata la prima a cercare di ricomporre il puzzle di tutte le testimonianze esistenti. Secondo lei Ostiense e Garbatella non erano solo territori fuori della città desolati e utilizzati solo per le sepolture.
Questi resti archeologici per motivi di igiene e sicurezza non sono più accessibili dalla parte dei sottopassaggi della stazione ferroviaria Ostiense che collegavano il binario 8 con il binario 15 ed il Terminal Ostiense, in quanto gli accessi sono stati completamente tombati.
La chiusura di quei sottopassi fu dettata dalla necessità di impedire, che continuassero ad essere solo degli immensi dormitori con evidenti criticità sanitarie. Occorre però ricordare che il contratto di compravendita del 2006 tra la Rete Ferroviaria Italiana e la Geal srl, attuale proprietaria del Terminal, prevedeva la riattivazione del sottopasso ed anche altre servitù di stazione.
Ora nessuno, neanche noi abbiamo interesse alla riapertura di tutto quel sottopassaggio, anche perché le criticità in termini di sicurezza e sanitarie, potrebbero ripresentarsi. Crediamo però che con buona volontà sarebbe ancora possibile l’accesso dal piano inferiore del fabbricato del Terminal, che ora ospita Eataly, all’ambiente sotterraneo dove sono conservati i reperti archeologici e le absidi per consentirne la visione e la visita.
Questo anzi sarebbe un ulteriore motivo di richiamo verso Eataly per romani e turisti italiani e non. Basta ricordare il grande effetto di immagine e l’appeal che ha avuto la presenza di reperti archeologici all’apertura della sede della Rinascente in via del Tritone. In noi, che come associazione abbiamo avuto la possibilità e l’onore nel 2001 di renderla per un solo giorno visitabile, è rimasto impresso il ricordo dell’iscrizione del Prefetto Settimio Mnasea, che amava come noi il posto dove viveva al punto che aveva contribuito, a proprie spese, al restauro ed abbellimento di un edificio nelle vicinanze.
Sensibilizziamo quindi chi di dovere a rendere di nuovo fruibili a tutti queste importanti testimonianze di come era il nostro territorio tanti secoli fa. Speriamo che questo nuovo appello trovi riscontro. Fulvio De Pascale per Associazione Insieme per Ostiense
E’
stato definito “il ragazzo della Garbatella che ha realizzato un sogno”.
Stiamo parlando di Mohamed Hossameldin giovane regista, che con il suo cortometraggio “Yousef” è tra i cinque finalisti al
premio David di Donatello 2019.
Hossameldin
è arrivato in Italia a 14 anni, da Alessandria d’Egitto, per raggiungere il
padre che a Garbatella gestisce una autorimessa. E ora, dopo vent’anni, parla
con uno spiccato accento romanesco.
A 27 anni si è iscritto alla Rome University of Fine Arts ( Rufa) laureandosi con 110 e lode. E l’anno successivo era già presente a Cannes nella sezione Short Film. “Yousef” è il suo settimo cortometraggio che, dopo essere passato alla Mostra Internazionale dell’Arte
Cinematografica di Venezia, ha rappresentato il nostro Paese al più importante festival
del settore, il Festival du Court Métrage de Clermont-Ferrand.
In 14 minuti “Yousef” racconta la storia di un cuoco di successo, figlio di immigrati, cresciuto in Italia. Dopo una lunghissima attesa riesce ad ottenere la cittadinanza italiana, pochi giorni dopo l’attentato di Macerata, dove da una macchina si spara per colpire a caso
delle persone solo per il fatto che hanno la pelle scura.
Le certezze di Yousef iniziano a vacillare, fino a condurlo ad una vera e propria crisi di identità. Quando si troverà di fronte ad una scelta che fino a poco prima sarebbe stata ovvia, non saprà più cosa fare. In una intervista al cinemagazine K16 Hossameldin parla del suo film:” Il film, come tutti i miei precedenti, nasce da una esigenza personale di raccontare il conflitto di identità che anche io ho vissuto e parte da articolo che avevo letto di un ragazzo italiano nero che raccontava di essere ad una festa di paese durante un concerto e di aver visto una bandiera italiana prendere fuoco. Lui, d’istinto, da italiano, corre verso la bandiera per
spegnere il fuoco.
Ma a metà strada si ferma, pensando a quale sarebbe potuta essere la reazione delle persone nel vedere un immigrato di colore con una bandiera dell’Italia infuocata in mano. Questo ha suscitato subito in me un’altra domanda: perché ha dato per scontato che
la gente lo avrebbe aggredito e accusato di aver bruciato la bandiera invece di
aiutarlo a spegnerla? E qui per me sta la novità. “
Il
prossimo 27 marzo il ragazzo della Garbatella, che ha realizzato il suo sogno
potrebbe ricevere un prestigioso premio cinematografico. E noi tifiamo per lui.
“La lazio nuoto non si tocca!” sit in dei biancocelesti sotto il campidoglio
di Gianni RIVOLTA
continua la protesta
della S.S. Lazio Nuoto contro la decisione del Comune di mettere a bando, a
concessione scaduta, la gestione della piscina di via Giustiniano Imperatore.
Dopo l’incontro-scontro,
organizzato dal Municipio nell’aula di via Benedetto Croce con l’assessore
Daniele Frongia e il presidente della Commissione sport Angelo Diario, i
biancocelesti sabato 28 hanno lanciato le loro grida fin sotto le finestre del
Campidoglio.
Qualche centinaio di
ragazzi, genitori, istruttori e vecchie glorie, infatti, si sono sgolati all’inverosimile
dando fiato a trombe, fischietti e megafono.
Un bandierone della Lazio, striscioni biancocelesti e magliette stampate per l’occasione non lasciavano dubbi ai passanti curiosi, che affollavano, come ogni fine settimana, la storica piazza. “ I cittadini della Garbatella non rinunciano alla Lazio””L’offerta economica al rialzo, capacità di gestione al ribasso”” La S.S. Lazio Nuoto non si tocca”.
Queste le frasi che sintetizzano la protesta. Al megafono si sono alternati i dirigenti della società sportiva biancoceleste: “Auspichiamo delle modifiche concrete al bando di gara – ha detto Massimo Moroli, presidente della sezione Nuoto- innanzitutto perché su 11 parametri, descritti nel nuovo Regolamento degli impianti sportivi di Roma Capitale, nel bando pubblico se ne tengono in considerazione solo 3 e poi perché assegnando 30 punti su 100 all’offerta economica si favoriscono le società più ricche a scapito di quelle storiche, come noi che abbiamo più esperienza tecnica e gestionale. Insomma si favorisce una impostazione privatistica e commerciale e poi che fine faranno i 45 operatori della piscina?”.
Ma ci sono state voci ancora più spinte nell’attesa che si consegnassero al protocollo del Comune di Roma le 1.400 firme raccolte dalla società sportiva contro la decisione del Campidoglio : “ Quando stasera andremo allo stadio per il derby di calcio Lazio-Roma abbiamo il coro pronto – Frongia vai a casa!” e ancora “ E’ una vergogna! A Roma ci sono decine di impianti con la concessione scaduta e il primo bando riguarda proprio noi che abbiamo 120 anni di storia nella pallanuoto e nei vari sport abbiamo vinto più di 250 titoli assoluti in Italia”.
In piazza c’era tutta la dirigenza della Polisportiva: dal presidente Antonio Buccioni al vice Federico Eichberg, ma anche tanti rappresentanti politici dell’opposizione tra cui la consigliera capitolina Valeria Baglio del Pd e i consiglieri regionali Eugenio Patanè e Marta Leonori. Non mancavano i rappresentanti dell’VIII Municipio da quelli della maggioranza di centrosinistra come Fabio Cantoni e Fabiana Bernabei a Simone Foglio di Forza Italia in rappresentanza dell’opposizione.
L’ Assessorato alle Politiche sociali, assieme alla Asl Rm2, organizza la presentazione del progetto di promozione della salute e sugli screening citologici in Municipio VIII.
Martedi 12 Marzo 2019 dalle ore 16,00 presso la Sala Consiliare del Municipio VIII in Via Benedetto Croce, 50.
Qualche giorno fa complice il forte vento che ha devastato la città, è crollata in parte anche la scultura di Gheno, collocata davanti la sede di Unicredit alla confluenza di Circonvallazione Ostiense con la Colombo.
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I film che nel corso degli anni sono stati girati alla Garbatella
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