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Tag: Attività commerciali

CHIUDE I BATTENTI LA STORICA TINTORIA DI INES IN VIA ROSA GUARNIERI CARDUCCI

Ci sono storie che meritano di essere raccontate, altre che fanno parte della nostra memoria e delle nostre vite. Quella della signora Ines andrebbe bene per entrambi i casi. 
Ines, classe 1928, è la titolare di una storica tintoria di via Rosa Guarnieri Carducci che dopo 56 anni di attività al servizio del quartiere ha deciso andare in pensione. 
Nata 94 anni fa a Meduna di Livenza, un paesino di poche anime della provincia di Treviso, attraversato dal fiume omonimo lungo oltre 100 km che sfocia nel golfo di Venezia. Nel dopoguerra Ines decise di scendere a Roma con le sorelle Elda e Regina “perché dalle mie parti, nel freddo nord-est, non era come adesso, non si viveva bene”
Erano in tanti i veneti che per sfuggire alla miseria, o semplicemente da un territorio tutt’altro che ricco e lontanissimo dallo sviluppo degli ultimi decenni, lasciarono la propria terra per andare altrove; molti raggiunsero le Americhe, altri si spostarono nelle grandi città: Milano, Torino, Bologna e naturalmente la Capitale.

La notizia della prossima pensione per Ines è stata inaspettata perché, nonostante l’età che avanza, – ci si perdoni la sottolineatura – lei e la sua tintoria da più di mezzo secolo hanno rappresentato quasi una figura leggendaria, un’istituzione di cui una comunità non potrà farne a meno facilmente. Perché quando si voleva avere un indumento perfetto o semplicemente rinfrescato si andava da lei. Qualsiasi capo di abbigliamento le si fosse consegnato, poteva trattarsi di una camicia, di un piumino o di una semplice vestaglia, questo tornava quasi d’incanto come nuovo o semplicemente immacolato. 
Quando si è sparsa la voce che la bottega avrebbe chiuso i battenti, anche in virtù di un cartello che invitava a “ritirare i capi entro il 31 gennaio per cessazione attività”, sono stati moltissimi i cittadini che si sono recati al negozio, come se si trattasse di una sorta di pellegrinaggio; sono andati per dirle semplicemente grazie per il lavoro svolto con competenza e onestà, per gli indumenti consegnati sempre puliti e profumati e con puntualità, come puntuale lo era il rumore divenuto familiare della serranda che al mattino presto veniva tirata su. 
Gli stessi ringraziamenti sono poi arrivati da tutto il Municipio che venerdì 28 gennaio ha consegnato non senza un po’ di commozione – per mano del Presidente Amedeo Ciacchieri e dell’assessora Alessandra Aluigi – una targa ricordo in cui si sottolineavano i 56 anni di attività. 

Alcuni abitanti giunti proprio per la consegna della targa e per le foto di rito, qualcuno a sua volta per consegnare dei doni, si sono dilungati in racconti, aneddoti e peculiarità. Tra queste la memoria incredibile di Ines che ricordava perfettamente a chi appartenesse ogni capo che le era stato affidato. Niente numeretti, né ricevute con i nomi, tutto perfettamente mnemonico. 
Non si è mai sposata, né ha avuto figli, ma tiene a precisare che ha moltissimi nipoti che l’aspettano in alto Italia.Ha mantenuto vive le sue radici e lo si sente anche dalla cadenza dialettale; nonostante tutti gli anni passati a Roma le è restato addosso il senso di appartenenza alla sua terra dove tornerà per riposarsi. Tuttavia non tornerà subito al paese natio, ma per almeno un mese si recherà in una sartoria di Via Chiabrera, dove i titolari hanno intenzione di avviare anche un servizio di stireria. “Andrò ad insegnare il mio metodo”, dice con orgoglio Ines. 

Di Stefano BAIOCCHI

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Salone Calano: parrucchieri da 50 anni in via Vettor Fausto

Celato tra i lotti della Garbatella, in via Vettor Fausto 4, si trova lo storico salone Calano, uno dei negozi di parrucchiere più longevo della Garbatella, che a febbraio ha celebrato le nozze d’oro.

Fu nel 1971 che il signor Enzo Calano, rilevò il locale che già dagli anni ’30 era adibito a barbiere. Iniziò a svolgere la professione per necessità nel suo paese di origine in provincia di Cosenza, poi col tempo si perfezionò, anche grazie agli studi per corrispondenza, finché non decise di trasferirsi a Roma e rilevare l’attività in via Vettor Fausto.

Il signor Enzo si innamora subito della Garbatella e della vitalità della strada, che collega via Ansaldo con il mercato coperto di via Passino, conosciuta come la “vietta dei negozi”. I parrucchieri, all’epoca, si contavano in tutto il quartiere sulla punta delle dita; la moglie di Enzo in una lettera scrive a riguardo: “Siamo pochi qui in questa bella Garbatella”.

Oggi la strada ci appare silenziosa e con molte serrande abbassate, ma il salone Calano resiste ed è gestito da Catia, figlia del signor Enzo. “Siamo arrivati alla Garbatella con un pulmino stracolmo di roba con reti e materassi; per noi era un mondo tutto da scoprire, Roma ci metteva anche un po’ di timore, il quartiere era molto popolare e le persone molto più espansive rispetto a quelle cui eravamo abituate nel paesino calabrese” ci racconta Catia “Inizialmente il locale era separato in due parti con un doppio ingresso, una per gli uomini e una per le donne, poi nel 1991 decidemmo di ristrutturare e creare un unico ambiente” prosegue “Gli uomini non presero bene questo cambiamento, infatti molti non tornarono più, però col tempo la clientela si è affezionata e tramite il passaparola siamo riusciti ad andare avanti. Con mio padre abbiamo tagliato i capelli ad intere generazioni, abbiamo attraversato mode e costumi, dai capelloni degli anni ’70, alle acconciature da sposa, fino alle colorazioni di cui sono specializzata”.

Oggi Catia non è più quella ragazzina che entrò in punta di piedi alla Garbatella, oggi è diventata una donna conosciuta nel quartiere, di cui il padre sarebbe sicuramente orgoglioso. La passione con cui porta avanti il suo lavoro potrebbe essere secondo Catia uno stimolo per le nuove leve, e perciò ci rivela: “Desidero tra qualche anno poter insegnare ai giovani che si approcciano a questo mestiere e trasmettergli quello che ho imparato; il lavoro è cambiato rispetto a cinquanta anni fa, non è semplice ci sono molte cose a cui stare attenti, dalla burocrazia, alla sicurezza, alle esigenze dei clienti sempre maggiori; bisogna essere sempre all’avanguardia ma anche con un occhio alla tradizione”.

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