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Tag: Elezioni

Elezioni Europee: Fabio Alberti si candida con la lista “Pace Terra Dignità”

In previsione delle Elezioni Europee dell’8 e del 9 giugno, si va delineando sempre di più il quadro dei pretendenti per un seggio a Bruxelles.

Tra i cittadini dell’Ottavo Municipio spicca il nome di Fabio Alberti, candidato nella circoscrizione Centro, con la lista Pace Terra Dignità, movimento promosso a luglio 2023 in particolare dai giornalisti Michele Santoro e Raniero La Valle.

Conosciamo meglio il candidato

Fabio Alberti, 67 anni, studioso di politica internazionale, è un volto noto nella militanza politica della sinistra radicale e nel volontariato dell’Ottavo Municipio, soprattutto nei quartieri di Tor Marancia e Montagnola.

Fin da giovane si è schierato in prima linea nelle lotte per il diritto alla casa, per l’equo canone e contro le case sfitte. Tra gli anni Settanta e Ottanta è divenuto consigliere comunale di Bologna, poi segretario romano di Rifondazione Comunista.

È stato tra le voci più significative in Italia per l’abrogazione del referendum contro il Nucleare e poco dopo si è mobilitato contro i bombardamenti nella guerra del Golfo. Negli ultimi anni è membro della Rete Italiana Pace e Disarmo e di Un Ponte Per, da sempre ha dedicato la sua vita all’attivismo per la pace, per i diritti e contro le disuguaglianze.

Il mio impegno per la pace

«Sono molto preoccupato per il presente, per il clima di scontro tra le grandi potenze militari, la situazione sta sfuggendo di mano, così rischiamo di ritrovarci nella terza guerra mondiale» – ci racconta Fabio Alberti – «L’Unione Europea spende miliardi di euro in armamenti, tutte le nazioni stanno riempiendo i propri arsenali; in alcuni stati europei hanno reintrodotto la leva obbligatoria e la cosa preoccupante che anche il Governo italiano sta vagliando la possibilità».

«Mi candido per la pace, per rimettere al centro dei discorsi europei temi che parlino di uguaglianza, di sanità, di riscaldamento globale e del diritto all’abitare. Sento l’urgenza di impegnarmi e di mettere in gioco tutta la mia esperienza maturata negli anni. Con le associazioni di cui faccio parte, abbiamo perseguito dei processi di pace e proposto negoziati sia in Ucraina sia in Medio Oriente. Sono stato nelle zone di guerra, ho visto e ho parlato con le persone che hanno subito i bombardamenti, che stanno vivendo in stati continui di paura e angoscia.

Nel mondo ci sono circa cinquanta guerre in corso, e l’Europa ha delle responsabilità gravi in molte di esse. La sinistra atlantista, che si spaccia per democratica, ha appoggiato governi guerrafondai, dimostrando di non essere sovrana in Europea ma soltanto una colonia degli Stati Uniti, tutto questo non è più tollerabile, bisogna costruire un fronte comune per la pace».

«Siamo certi di superare la soglia del 4% – conclude Alberti – I sondaggi spesso hanno commesso errori di valutazione, contiamo di attirare i voti delle persone deluse e preoccupate per la situazione bellica e dei molti astenuti alle precedenti elezioni».

Per chi volesse conoscere Fabio Alberti e la lista Pace Terra Dignità, può farlo lunedì 3 giugno alle 18:30, alla presentazione della lista, presso il Bar di Gigi a Tor Marancia (via dei Lincei 9), con lui dialogherà Elena Mazzoni, anche lei candidata alle prossime elezioni europee.

Come si vota?

Con le elezioni europee, i cittadini dell’Unione Europea eleggono i propri rappresentanti come Membri del Parlamento Europeo, un incarico della durata di cinque anni. Gli elettori italiani avranno l’opportunità di eleggere 76 membri del Parlamento europeo.

Le elezioni si terranno sabato 8 giugno dalle 15:00 alle 23:00 e domenica 9 giugno dalle 7:00 alle 23:00.

Si vota con il sistema delle preferenze: occorre tracciare un segno sul simbolo della lista che si intende votare, e si possono esprimere fino a tre preferenze ma non dello stesso sesso.

Non è possibile il voto disgiunto, ossia  non si potrà barrare il simbolo di una lista ed esprimere preferenze su candidati di altre liste.

In caso di tessera esaurita, deteriorata, smarrita o di mancato recapito, si ricorda di richiedere quanto prima un duplicato alla la Direzione Centrale dei Servizi Elettorali, in via Petroselli 50, oppure rivolgersi al Municipio di competenza territoriale.

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È Giovanni Libanori il nuovo presidente dell’Asp San Michele a Tor Marancia

A seguito delle dimissioni dell’onorevole Livia Turco dalla carica di presidente dell’Asp San Michele, la commissione Affari istituzionali del Consiglio regionale del Lazio, presieduta da Flavio Cera di Fdl, ha dato parere favorevole, all’unanimità, alla designazione di Giovanni Libanori come nuovo presidente dello storico istituto ex Ipab in piazzale Antonio Tosti 4 nel quartiere di Tor Marancia.

La carriera di Libanori

Libanori, nato a Roma nel 1967, ha un passato politico intenso. Ha militato nell’Udc, finché nel 2013, a seguito delle delusioni elettorali dei moderati, è passato al Movimento Politico Idee Popolari fondato da Luciano Ciocchetti ex Udc.

Nel 2018, invece, è balzato nelle liste elettorali di Noi Con l’Italia guidato da Maurizio Lupi, per essere accolto infine nel 2019 tra le file di Fratelli D’Italia.

Nella sua carriera amministrativa ha ricoperto nel 2011 la carica di consigliere di Cotral, e a Nemi è stato eletto nel 2017 consigliere comunale con la lista civica Uniti per Nemi, poi nel 2022 assessore con deleghe al decoro urbano, ai servizi sociali, al commercio e lavori pubblici, nonché nell’aprile del 2023 vicesindaco del paese dei Castelli Romani.

La facciata del San Michele nel 1947
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Ai gazebo di domenica si vota per il segretario del PD

Elly Schlein e Stefano Bonaccini si sfideranno  domenica 26 febbraio nelle primarie del Partito Democratico.

I due candidati, che a seguito delle votazioni tenutesi dal 3 al 19 scorso, hanno primeggiato sugli altri due candidati Gianni Cuperlo e Paola De Micheli (rispettivamente terzo e quarta), si fronteggiano per sostituire alla segreteria nazionale  il deputato Enrico Letta. A questa prima scrematura, esclusiva per i tesserati, hanno partecipato 151.530 persone in tutta Italia, ed è emersa una preferenza del 52,87% per Bonaccini e del 34,88% per la Schlein, mentre a Roma su 4.900 votanti la Schlein ha ottenuto 2.194 preferenze contro le 1.854 di Bonaccini.

Oltre a guidare il partito, chi vincerà questo faccia a faccia dovrà rimboccarsi le maniche per risollevare il centrosinistra, che ha avuto un risultato davvero deludente nelle passate elezioni politiche e in quelle regionali di Lombardia e Lazio.

In queste ultime due prove elettorali, infatti, abbiamo registrato da una parte la netta affermazione del centrodestra, guidato da Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, e un astensionismo sempre più preoccupante da parte dei cittadini, che sempre più fa capire quanto le persone si siano disinteressate alla politica e non vedano nell’esercizio del voto l’espressione di un diritto che sia realmente incisivo per le sorti del paese.

Chi sono i candidati?

Stefano Bonaccini, nato nella provincia modenese nel 1967, è eletto nel 2014 presidente della regione Emilia Romagna, carica confermata anche nel 2020 per il secondo mandato, grazie alla vittoria contro la candidata leghista Lucia Borgonzoni.

Nel suo programma di partito denominato “Energia Popolare”, propone una semplificazione del fisco con imposta progressiva, che tuteli i poveri e il ceto medio e che sia realmente maggioritaria per chi detiene ingenti capitali. Sui temi dei diritti, propone di istituire matrimoni egualitari e adozioni senza discriminazioni e l’introduzione dello ius soli o dello ius scholae per ottenere la cittadinanza italiana.

Nei temi interni al partito propone maggiore centralità dei circoli degli iscritti, la possibilità di organizzare dei referendum interni per le grandi scelte e creare una vera e propria scuola politica per formare la nuova classe dirigente.

Elly Schlein, nata a Lugano nel 1985, nella sua carriera ha svolto attivamente nel 2008 la campagna presidenziale statunitense di Barack Obama. Dal 2014 al 2019 è stata europarlamentare per l’Italia nell’VIII legislatura e dal 2020 in Emilia Romagna è vicepresidente e assessore con deleghe regionali al welfare e al Patto per il Clima.

Secondo la Schlein, come si può leggere nel suo programma intitolato “Parte da noi”, chi ricopre incarichi pubblici e amministrativi nel Partito Democratico, deve lasciare ogni altro mandato, sia per evitare un conflitto d’interesse, sia per non sottrarre tempo in altri impieghi.

La Schlein propone inoltre di tassare i grandi patrimoni, rilanciare l’edilizia pubblica e moltiplicare gli affitti sociali. In tema di diritti delle donne porta avanti la battaglia per attuare pienamente la legge 194, garantendo una percentuale di medici non obiettori in tutte le strutture mediche.

Chi può votare?

Domenica 26 febbraio, dalle ore 8:00 alle ore 20:00, possono votare, presso i gazebo del PD sparsi sul territorio nazionale, tutte le cittadine e i cittadini italiani, anche non iscritti al Partito Democratico.

È permesso votare entro le ore 12:00 di venerdì 24 febbraio, previa pre-registrazione sul sito del PD, anche a:

  • stranieri residenti in Italia o in possesso di regolare permesso di soggiorno,
  • giovani di età compresa tra i 16 e i 18 anni nel comune di residenza,
  • lavoratori e gli studenti fuori sede maggiorenni.

Per votare bisogna presentare un documento d’identità,  la tessera elettorale e pagare una sottoscrizione di 2 Euro per le spese organizzative; sono esenti dall’obolo i tesserati del Partito.

Dove si vota nel Municipio Roma VIII?

Per determinare quale sia il gazebo in cui votare nel proprio territorio, bisogna collegarsi al sito del PD e far riferimento al seggio riportato sulla propria scheda elettorale; oppure se sei residente nell’Ottavo Municipio puoi consultare l’elenco sottostante:

  • Piazza Bartolomeo Romano [sezioni da 1246 a 1249, da 1253 a 1263, escluso 1261]
  • Circonvallazione Ostiense, fronte Santa Galla [sezioni da 1236 a 1245, da 1250 a 1252]
  • Largo Leonardo Da Vinci [sezioni 1264, da 1267 a 1279, escluso 1273]
  • Via Salvatore Pincherle [sezioni da 1280 a 1293]
  • Piazza del Gazometro [sezioni da 1230 a 1235 e 1265, 1266]
  • Sede PD in viale Tor Marancia 121 [sezioni 173, 1194, 1472, da 1474 a 1491]
  • Viale Baldovinetti, lato supermercato [sezioni da 1510 a 1521]
  • Viale Erminio Spalla, lato mercato [sezioni 1023, 1127, 1261, da 1522 a 1536 e 1604, 2531, 2537]
  • Viale Pico della Mirandola, fronte mercato [sezioni da 1492 a 1509 e 2512]

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Regionali: il Centrodestra stravince ma non passa in VIII Municipio

Eletto alla Pisana Claudio Marotta con 6.092 preferenze, buona l’affermazione della Lista Verdi Sinistra con il 10,72%

Nessuna sorpresa, nessuno sconvolgimento se non quello del ribaltone (annunciato) alla Regione Lazio. È ciò che emerge dal risultato delle ultime elezioni che hanno visto prevalere nettamente il centrodestra e fatto sedere Francesco Rocca sullo scranno più alto di via Della Pisana.
Una sconfitta senza termini per tutta la coalizione di centrosinistra che sosteneva Alessio D’Amato.
L’impressione è che l’ex assessore alla Sanità, conosciuto per essersi speso e distinto sia durante l’emergenza pandemica, sia nell’affrontare la situazione debitoria della sanità regionale, sia stato lasciato solo dai partiti della coalizione, impegnati più a raccogliere preferenze e a salvare il salvabile che a giocare la partita sino in fondo. Impressionante il calo dei votanti in Regione e a Roma. L’affluenza è stata del 37,2%, il dato più basso mai registrato nel Lazio.
Secondo i dati definitivi pubblicati sul sito del Ministero dell’Interno, nel Lazio ha votato poco più di un elettore su tre. Minima l’affluenza a Roma e provincia (35,18%).

 

Il nuovo consiglio regionale del Lazio

Rocca, forte del suo 53,8% guiderà una maggioranza di 30 consiglieri. Ventidue le poltrone a Fratelli d’Italia, autentico motore della coalizione, mentre Forza Italia e Lega Salvini se ne aggiudicano 3 a testa. Un seggio anche all’UDC e alla Lista Civica Rocca.
Il centrosinistra porta invece a casa 14 seggi, di cui 10 vanno al Partito Democratico sulla cui tenuta in pochi avrebbero scommesso. Due consiglieri se li aggiudica la Lista Calenda-Italia Viva (Renzi), uno alla Lista Civica D’Amato, e uno alla Lista Verdi-Sinistra che elegge Claudio Marotta.
La coalizione guidata da Donatella Bianchi che univa Movimento 5 stelle e Polo Progressista elegge 5 consiglieri di cui 4 se li aggiudica il partito di Giuseppe Conte.

 

All’VIII Municipio il centrodestra non passa

Anche in città molti municipi tuttora amministrati da una maggioranza di centrosinistra ora vedono la lancetta pendere verso destra.
Non è il caso dell’VIII Municipio, che si conferma a maggioranza democratica e progressista su tutto il territorio e che vede D’Amato raccogliere un 49,13% contro un 36,99% di Rocca e un 11,59 di Donatella Bianchi.
Tra i partiti la parte del leone la fa Fratelli d’Italia che nel municipio rastrella un 26,62%, comunque molto al di sotto del 33,62% raccolto complessivamente in Regione. Il Partito Democratico si piazza secondo con un 24,19%. Non benissimo la Lista Calenda-Italia Viva a fronte del 6,17% raggranellato nel territorio.
La formazione Verdi-Sinistra porta invece a casa un brillante 10,72%. Tuttavia, nessuno dei candidati del centrosinistra espressione del territorio è stato eletto.
Nella Lista Calenda-Italia Viva non ce l’ha fatta Simonetta Novi, che comunque non nasconde una certa soddisfazione in virtù delle 483 preferenze ricevute. “Abbiamo e ho perso, ma mi sono divertita tanto dando tutto di me”, fa sapere Novi. “Nonostante la mia fosse una candidatura di servizio,  per sostenere il mio capolista Federico Petitti ed il mio partito Azione, ce l’ho messa davvero tutta”.  “Non ho avuto purtroppo la soddisfazione di vedere Alessio D’Amato eletto presidente, nonostante abbia fatto un ottimo lavoro nei suoi 10 anni di Regione Lazio, prima nella cabina di regia per quadrare i conti e far uscire dal commissariamento della Sanità e poi come assessore nella gestione della crisi Covid e del ciclo vaccinale contro la pandemia”.
Maya Vetri, votata da 1016 cittadini, vede il bicchiere mezzo pieno: “Mi preme sottolineare il bellissimo risultato raggiunto nel nostro territorio dalla lista Verdi-Sinistra, ma anche l’apporto dato per l’elezione di Claudio Marotta al consiglio regionale”.  “La nostra presenza nei quartieri dell’VIII Municipio, fatta di ascolto e vicinanza ai cittadini e alle cittadine, è costante e sempre piena di entusiasmo; per questo siamo stati premiati”.
Si è piazzata molto bene anche Paola Angelucci, già consigliera e assessora all’VIII Municipio ora con la delega dei lavori pubblici al IX Municipio. Angelucci ha ricevuto 1136 preferenze lasciandosi alle spalle proprio Vetri.

 

Simone Foglio fuori dal consiglio regionale

Anche Simone Foglio (Forza Italia) non siederà al consiglio regionale, nonostante le 5581 preferenze e una campagna elettorale a cui hanno partecipato anche i big di Forza Italia tra cui Gasparri, Tajani e Polverini. “A fronte di un pizzico di comprensibile delusione – scrive Foglio sulla sua pagina Facebook – sono felice e onorato di aver avuto al mio fianco tante persone straordinarie durante questa avventura, partita solo a dicembre”. “Abbiamo combattuto a testa alta e contribuito in maniera rilevante alla grande vittoria del neo Presidente Rocca”.

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A Garbatella la chiusura elettorale per D’Amato Presidente (Servizio video)

La campagna elettorale è alle ultime battute. Domenica 12 e lunedì 13 febbraio i cittadini del Lazio sono chiamati a eleggere il Presidente e il Consiglio regionale.

Venerdì 10 febbraio la coalizione di centrosinistra, insieme ai propri sostenitori, si è ritrovata a Piazza Sauli, nel cuore della Garbatella, per supportare la candidatura di Alessio D’Amato presidente.

L’ex assessore alla sanità D’Amato dal palco ha rivendicato, che il programma del centrosinistra è in continuità con quanto realizzato da Nicola Zingaretti e respinge le accuse di mala gestione espresse dagli altri due principali contendenti: Francesco Rocca del centrodestra e Donatella Bianchi del Movimento 5 Stelle.

Servizio video a cura di Paola BORGHESI e Giuliano MAROTTA

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Elezioni Regionali: Marotta, Angelucci, Vetri, Novi e Foglio i candidati del territorio

 

Manca poco alle elezioni regionali. Domenica 12 e lunedì 13 febbraio i cittadini del Lazio saranno chiamati a scegliere il Presidente e i 49 consiglieri che compongono l’assemblea regionale. Sarà senz’altro un test per l’uscente maggioranza di centrosinistra, ma anche una mezza verifica per il governo nazionale.
Il centrosinistra propone la candidatura di Alessio D’Amato. Nato e cresciuto nella borgata di Labaro, è stato assessore alla sanità nella giunta guidata da Nicola Zingaretti. In prima linea nella lotta contro il Covid, fautore di una campagna vaccinale di spessore, è stato anche uno degli artefici del risanamento finanziario nel settore sanitario regionale.
Il principale partito della coalizione, il PD, non esprime nelle proprie liste candidati provenienti dal nostro territorio, anche se gran parte della base residente nell’VIII Municipio appoggerà Massimiliano Valeriani. Uomo chiave nella giunta Zingaretti, Valeriani è stato membro del governo regionale del Lazio con delega alle politiche abitative, all’urbanistica e al ciclo dei rifiuti.

I candidati del territorio nella coalizione che appoggia D’Amato

Sono invece tre i candidati legati al territorio che troviamo nella lista Verdi-Sinistra. Claudio Marotta, esponente di spicco di Sinistra Civica Ecologista è stato assessore alla cultura prima con l’allora Presidente Andrea Catarci, ora assessore capitolino, poi con l’attuale presidente del  Municipio Amedeo Ciaccheri. Ora collabora con l’eurodeputato Massimiliano Smeriglio.
Paola Angelucci, figlia di Uccio, anima della Villetta e amato militante del PCI e del PDS di Garbatella, è stata eletta più volte consigliera a Via Benedetto Croce e nominata due volte assessora. Da sempre impegnata sul territorio, ora ricopre il delicato ruolo di assessora ai lavori pubblici al IX Municipio, quello dell’EUR.

Foto di Laura MANCIATI
Paola Angelucci

Nella lista Verdi-Sinistra troviamo anche Maya Vetri. Già esponente di spicco di Casetta Rossa, attualmente è  assessora alla cultura dell’VIII Municipio. Eletta consigliera municipale con oltre 1080 preferenze, aspira ad un posto al consiglio regionale. È appoggiata da diverse associazioni tra cui il centro sociale La Strada.
Anche il Terzo Polo (Lista Calenda e Italia Viva di Matteo Renzi) appoggerà Alessio D’Amato. Nelle liste spicca il nome di Simonetta Novi. Giornalista, si è occupata di comunicazione per importanti aziende italiane, ma anche per alcune multinazionali. “Mi candido alle elezioni – fa sapere – perché se il 22% dei giovani tra i 15 ed i 34 anni non studia e non lavora, dobbiamo ampliare il repertorio delle qualifiche e portare i 170 corsi professionali attualmente esistenti nel Lazio almeno al livello dei 489 della Regione Lombardia. Più corsi per più figure professionali per più lavoro”. Animalista convinta, nota per il suo instancabile attivismo, a via Benedetto Croce Novi è all’opposizione nella giunta guidata da Ciaccheri.

Nel cuore della Garbatella la chiusura della campagna elettorale del centrosinistra

La chiusura della campagna elettorale del centrosinistra con D’Amato sarà stasera, 10 febbraio, a partire dalle ore 17:00 in Piazza Damiano Sauli. Attesi alcuni big della politica nazionale e locale tra cui Carlo Calenda, il vicesegretario regionale del PD Enzo Foschi, l’ex presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, l’europarlamentare Massimiliano Smeriglio e la consigliera comunale Valeria Baglio. Proprio Baglio ribadisce il ruolo importante avuto dal PD nella campo sanitario regionale. “Questo è un voto importantissimo e i cittadini avranno un ruolo centrale per scegliere il futuro della Regione. Dovranno scegliere tra gli ultimi dieci anni di buon governo della Regione Lazio e quindi la competenza dimostrata da Alessio D’Amato e il ritorno al passato, al disastro delle precedenti amministrazioni che hanno lasciato milioni di euro di debiti, una sanità allo sfascio”.
“La maggioranza del Partito Democratico in Regione – prosegue Baglio – ha trainato l’Ente fuori da un deficit sanitario enorme”. “Ciò ha consentito di tornare a investire nel sostegno alle imprese giovanili e femminili, nella sostenibilità ambientale, nel commercio, nella riqualificazione del patrimonio di edilizia pubblica, nei buoni libro e nel sostegno agli affitti”.

Francesco Rocca, il candidato alla presidenza del centrodestra

Il centrodestra candida invece Francesco Rocca per lo scranno più alto di via della Pisana. La candidatura di Rocca, un outsider appoggiato direttamente da Giorgia Meloni, ha creato più di qualche imbarazzo in seno a Fratelli d’Italia. Gran parte della base avrebbe voluto Fabio Rampelli, da sempre uomo forte nella capitale e già mentore di Meloni. Dopo un evento al Brancaccio organizzato da Rampelli a sostegno di due candidati (Fabrizio Ghera e Marika Rotondi), il partito romano è stato commissariato e affidato come reggente a Giovanni Donzelli. Proprio Donzelli è finito recentemente sotto i riflettori, creando non pochi disagi nel governo, dopo le pesanti accuse lanciate ad alcuni deputati del PD dopo la loro visita in carcere all’anarchico Alfredo Cospito.
Ad oggi bocche cucite in Fratelli d’Italia, all’VIII Municipio, anche perché non vi sono candidati espressione del territorio. Parla tuttavia il senatore Andrea De Priamo, politico di lungo corso, prima a Via Benedetto Croce, poi al Campidoglio ed ora a Palazzo Madama: “Siamo molto fiduciosi nella vittoria di Francesco Rocca, ottimo manager a forte vocazione sociale.  Crediamo altresì in una forte affermazione di Fratelli d’Italia. C’è la concreta possibilità di una nuova stagione per la Regione Lazio che, insieme al governo nazionale, potrà rilanciare comparti fondamentali come sanità, trasporti, ambiente e turismo che incidono pesantemente sulla qualità della vita dei cittadini”.
Sempre nel centrodestra, nella lista di Forza Italia, troviamo Simone Foglio, residente nel nostro territorio. In alcune iniziative elettorali in diverse zone della città, si sono visti il ministro degli Esteri Antonio Tajani, il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri e l’ex presidente della Regione Lazio Renata Polverini.

La giornalista Donatella Bianchi candidata dal Movimento 5 stelle

Il Movimento 5 Stelle insieme ad una lista denominata Polo Progressista ed Ecologista candida come Presidente Donatella Bianchi. Volto noto del giornalismo, dal 1994 conduce su RAI 1 il programma Linea Blu. È stata presidente del WWF, non fa mistero della contrarietà ai termovalorizzatori, proponendo la raccolta differenziata al 100%.
La chiusura della campagna elettorale venerdì pomeriggio al cinema Aquila.

P.S.
Un’annotazione finale. Chiamiamoli presidenti (è questa la loro prerogativa, cioè presiedere) e non governatori. Non siamo nell’Arkansas, né in California.

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Casetta Rossa: incontro con la senatrice Ilaria Cucchi (Servizio video)

La neoeletta senatrice Ilaria Cucchi, è tornata a Casetta Rossa alla Garbatella, questa volta per ringraziare e festeggiare con tutte le persone che l’hanno sostenuta in questa campagna elettorale.

Candidata con l’Alleanza Verdi Sinistra Italiana è stata eletta nel collegio uninominale Toscana UO4 di Firenze, con circa 208 mila voti pari al 40% dei suffragi, il 10% in più rispetto alla candidata di Fratelli d’Italia Federica Picchi.

Ai microfoni di Cara Garbatella ha commentato il risultato delle elezioni politiche e la sua intenzione di entrare a far parte della Commissione Giustizia del Senato.

Stefano BAIOCCHI & Giuliano MAROTTA

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Manifestazione elettorale di Fratelli d’Italia a piazza Biffi, nel cuore della Garbatella. Ma sull’Albergo rosso li accoglie uno striscione antifascista.

 

Una cinquantina di militanti, un paio di vessilli tricolore, qualche bandiera di partito e naturalmente i big della destra locale, romana e nazionale con in testa il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli ad annunciare la prossima vittoria alle elezioni per la coalizione di centrodestra.
Così la mattinata di sabato 17 settembre in una Piazza Eugenio Biffi soleggiata e sonnacchiosa ha ospitato per circa due ore la manifestazione elettorale organizzata da Fratelli d’Italia.
Gli oratori si sono alternati su un piccolo palco sormontato da un grande sfondo recante il volto di Giorgia Meloni. La leader nazionale era però assente. Qualcuno ha malignato che avrebbe preferito non farsi vedere dopo l’infelice uscita dei giorni scorsi, quando lei stessa ha messo in relazione il suo linguaggio genuino con la Garbatella. In realtà era impegnata in un tour nel Mezzogiorno d’Italia.
La mattinata, dalle voci e dalle chat che si sono rincorse nei giorni precedenti, non si prospettava del tutto tranquilla. Era trapelata un po’ di preoccupazione anche tra i vertici del Municipio VIII. Nelle stanze di via Benedetto Croce era giunta voce che ci sarebbe stata una mobilitazione antifascista con tanto di presidio della piazza fin dalle prime ore della giornata.
La stessa voce era giunta evidentemente anche ai responsabili dell’ordine pubblico, tanto che la polizia si è presentata in forze: 5 blindati del Reparto Mobile, una Jeep, e qualche auto civetta. Alla fine si notavano più poliziotti che partecipanti alla manifestazione.

Lo striscione sull’Albergo rosso

Poco prima del via al comizio però alcuni giovani hanno issato uno striscione colorato sull’albergo rosso in cui si rimarcava il carattere ribelle e antifascista della Garbatella.
Alcuni ragazzi seduti a sorseggiare un caffè al bar, parlando dei partecipanti alla manifestazione di FdI, dicevano che non erano della Garbatella. “Chi li ha mai visti? È evidente che sia gente di fuori”. Altri si sono lasciati ad andare a qualche altra battuta al vetriolo: “C’è talmente poca gente che pensavamo si trattasse di una manifestazione del PD…”.

Lo striscione apparso sull’Albergo rosso

Gli interventi di Andrea De Priamo e Chiara Colosimo

Il consigliere comunale Andrea De Priamo, da almeno trent’anni attivo nella politica del quadrante sud di Roma ( Eur-Garbatella), intervenuto anche per presentare la sua candidatura al Senato, ha tenuto a evidenziare quanto la Destra italiana sia da sempre presente alla Garbatella, raccontando con una sorta di romanticismo il suo approccio e quello di Giorgia Meloni alla politica locale.
La consigliera regionale Chiara Colosimo ha invece parlato di Destra maggioritaria nel quartiere, suscitando un po’ di stupore anche da parte dei suoi stessi compagni di partito, un partito che si fonda essenzialmente sulla leadership di Giorgia Meloni e su basi ideologiche conservatrici e che – nonostante le rassicurazioni della stessa Meloni – appare tuttora più vicino all’Ungheria di Viktor Orbán che all’Unione Europea.
Alla fine tanti saluti (rigorosamente non romani) e la promessa di ritornare sul territorio da vincitori.

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Intervista a Enzo Foschi vicesegretario regionale del Pd e candidato al collegio uninominale 2 per la Camera dei Deputati

Enzo Foschi, classe 1966, una vita spesa a sinistra, prima nel PCI ora nel Partito Democratico. È stato consigliere circoscrizionale alla Garbatella, nell’aula Giulio Cesare con Rutelli e Veltroni, quindi sette anni come consigliere Regionale alla Pisana. Ora è candidato per il collegio uninominale 2 (Pietralata, Tiburtino, Nuovo Salario, Monte Sacro) per la Camera dei Deputati.

Lei è una persona molto conosciuta a Roma per il suo ruolo nel PD, ma è conosciuta  soprattutto nel territorio dove ha fatto politica per una vita. Come mai la coalizione l’ha candidata in un altro collegio?

Siamo davanti a elezioni politiche, non si tratta di elezioni amministrative. In quanto vice segretario del Partito Democratico del Lazio ho una funzione politica generale, e quindi la scelta è stata politica. Vorrei anche ricordare che non c’è corrispondenza tra il territorio del nostro municipio e il collegio, perché Garbatella, Ostiense e San Paolo fanno parte del 1°. Tutta la parte di Tor Marancia, Montagnola, Roma 70, Ottavo Colle sono comprese nel 4° collegio. È improprio interpretare le elezioni politiche come se fossero elezioni comunali o municipali.

Non sempre però i candidati accettano di buon grado i collegi loro assegnati, la sua collega Patrizia Prestipino, ma soprattutto Monica Cirinnà, in un primo momento ha puntato i piedi in maniera decisa…

Io sono onorato di essere stato scelto, perché ho incontrato nel corso di tanti anni di attività politica persone  che senz’altro avrebbero meritato di essere candidati . Ciò mi riempie di responsabilità, ma al tempo stesso, a prescindere dall’esito elettorale, soltanto l’essere stato candidato rappresenta un riconoscimento e un onore.

Perché nel centrosinistra quando vola qualche straccio non si fa quadrato? A destra e negli altri partiti sembra tutto così rose e fiori…

Questa è la malattia del centrosinistra, non siamo capaci di fare quadrato nei momenti di bisogno, capendo che ci sono molte più istanze che ci tengono insieme di quelle che ci dividono. C’è un altro punto: il PD è l’unico partito vero che esiste. Quindi noi per approvare una lista alle politiche abbiamo dovuto riunire gli organismi regionali e nazionali. Dentro quegli organismi si è sviluppato un dibattito, un confronto, che spesso sui giornali si traduce come spaccature, liti, confusione, in realtà si tratta di dialettica democratica. In realtà dovremmo chiederci perché Berlusconi, Salvini e Meloni fanno le liste a casa propria. Perché gli altri partiti non hanno riunito nessun organismo democratico per decidere il percorso delle liste. Ciò mette al riparo questi partiti dalle polemiche pubbliche, ma in realtà è una restrizione della democrazia, sono “partiti persona”.

Anche in questa tornata elettorale il partito degli astensionisti sarà probabilmente quello che prenderà più voti. Il coinvolgimento di cittadini non professionisti della politica voluto da Grillo e Casaleggio è stato un mezzo fallimento, ma ha riportato molti di essi ad interessarsi nuovamente alla cosa pubblica.
Come può la politica tornare ad avere, non diciamo un ruolo totalizzante, ma una funzione che torni ad interessare i cittadini?

L’esperienza del Movimento 5 stelle è stato un grande fallimento. Noi romani in particolare ce ne siamo accorti di fronte al governo cittadino di Virginia Raggi. Dopodiché la domanda che bisogna porsi è perché molte persone, rifiutando la politica e i partiti tradizionali, hanno scelto il movimento di Beppe Grillo. Questo avviene perché spesso le classi dirigenti dei partiti tradizionali hanno perso la capacità di mantenere un rapporto stretto con il territorio, perdendo credibilità. Io considero il Movimento 5 stelle nella prima fase, cioè nel periodo antecedente Giuseppe Conte, il sintomo di una malattia di una democrazia che esclude e non include.

La riduzione del numero dei parlamentari non può creare una frattura ancora più grave con i cittadini? 

Senz’altro, perché se riduci il numero dei parlamentari devi rafforzare le autonomie locali. Noi siamo l’unica democrazia al mondo che ha ridotto i parlamentari e indebolito le autonomie locali. Ciò ha ridotto la rappresentanza e il radicamento delle istituzioni sul territorio. L’antipolitica è un serio danno per la democrazia.

 

Enzo Foschi, candidato alla Camera per il 2° collegio uninominale
Dica la verità, non le manca un po’ la politica che si faceva sul territorio? Gli incontri con gli abitanti del quartiere, le riunioni alla Villetta…

La politica ha un senso soltanto se vi è un rapporto con le persone, se è territoriale. È evidente che non si può ritornare a un modello che non esiste più; oggi esistono molti altri strumenti, quali ad esempio i social, l’idea che la politica si riduce ad un click è un’idea aberrante, che rifiuto totalmente. Tuttavia, nonostante sia consapevole dell’importanza dei social, continuo a pensare che guardare negli occhi le persone sia imprescindibile. È chiaro che ognuno di noi è figlio della propria storia. Io non ho mai rinnegato di provenire dal PCI di Garbatella e il modo in cui i comunisti facevano politica, quella storia, quell’approccio alla politica, la porto dentro con coerenza.

Secondo lei nel PD romano c’è una vera questione morale alla luce dei fatti di questi ultimi giorni che hanno coinvolto il capo di Gabinetto del sindaco Gualtieri? Oppure sono ascrivibili a contesti estremamente marginali?

Più che questione morale si tratta di una questione comportamentale e di coerenza. Io credo che il tema di fondo non è legato ai comportamenti dei singoli, quelli ci sono sempre stati. Il tema di fondo è che il PD ha difficoltà nel rappresentare la società reale, i cittadini che affrontano tutti i giorni i problemi della quotidianità. Il PD romano ha vissuto momenti difficili, soprattutto ai tempi di mafia capitale. Ma il PD romano di allora non è quello di oggi. È cambiato tutto il gruppo dirigente, c’è una nuova generazione. È chiaro che è difficile superare quello stereotipo, ma nel lavoro quotidiano con i cittadini abbiamo intrapreso un nuovo percorso.

La nostra città ha problemi atavici, molti di essi non risolvibili nell’immediato, ma piuttosto urgenti quali ad esempio la necessità di dotarla di un sistema di metropolitane a livello europeo.
Gualtieri, a parte qualche proclama di troppo, sembra che voglia risolvere la questione della spazzatura con il termovalorizzatore,  uno dei motivi che ha portato Giuseppe Conte a far cadere il Governo Draghi. Intanto i cinghiali scorrazzano, l’immondizia è ovunque e l’incuria domina ogni spazio verde…

Roma ha problemi enormi, uno di questi è che è una Capitale non amata dagli italiani. Roma non è come Parigi  per i francesi, non è come Londra  per gli inglesi o Berlino per i tedeschi. Lo dimostrano anche le difficoltà con cui lo Stato e il Parlamento, quando sono chiamati a sostegno della Capitale, non sempre forniscono il loro appoggio. È come se non fosse un patrimonio dell’Italia. Basti pensare che è nato un partito contro Roma, la Lega nord. Roma ha onori, ma soprattutto oneri soltanto per il fatto di essere capitale, ma risolvere alcuni di questi problemi che la affliggono necessita tempo e programmazione. È evidente che se chiudi la più grande discarica d’Europa come Malagrotta devi provare un modello alternativo. E’ impensabile che i rifiuti vengano esportati in tutto il mondo senza porsi il problema di come trasformare l’immondizia in ricchezza, diventando quindi autosufficienti nella gestione del ciclo dei rifiuti. Gualtieri ha la serietà per affrontare questo tipo di problemi, ma sarà in grado di affrontare anche altre sfide quali la candidatura di Roma all’Expo.

Virginia Raggi è stata eletta dopo che avete mandato a casa Marino e, caso unico in Italia, al secondo mandato è arrivata quarta. Non pensate che sia stato un grave errore far dimettere Marino? Anche perché era stato eletto dai romani, non esclusivamente dal PD…

È stato un grande errore mandare a casa Ignazio Marino, se noi non avessimo mandato via Marino, Virginia Raggi non avrebbe mai governato Roma. Fu un errore clamoroso quello di Renzi (allora era segretario del PD); un errore pagato giustamente nelle elezioni successive che furono una debacle per il PD. C’è da dire che gli autori e i responsabili di quella mossa hanno pagato in pieno,  visto che il congresso ha sconfitto Renzi che se ne è andato a costruire un’altra formazione politica.

Conosciamo bene la sua fede per i colori giallorossi.  Chi vincerà quest’anno il campionato di calcio?

Di certo non la Roma.

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Elezioni politiche 25 settembre, i candidati del Centrosinistra sul territorio dell’VIII municipio

Roberto Morassut e Paolo Ciani alla Camera, rispettivamente nei collegi uninominali 4 e 1. Andrea Catarci al Senato nel collegio Roma 3.

Manca poco più di un mese e conosceremo la composizione del nuovo Parlamento Italiano e chi deciderà le sorti del Paese. Tutti i partiti sono ormai ai blocchi di partenza per una campagna elettorale che si annuncia vivace e in cui non mancheranno certo i colpi di scena. Con il taglio dei parlamentari deciso nell’ultima legislatura i collegi elettorali sono diventati molto ampi. La nuova legge costituzionale, infatti, modificando gli articoli 56 e 57 della Costituzione, dagli attuali 630 deputati si passerà a 400 membri per la Camera, mentre al Senato da 315 si arriverà a 200 senatori. Con la nuova legge di conseguenza aumenta sensibilmente l’ampiezza dei collegi.
Alcune novità interessano naturalmente anche il territorio dell’VIII Municipio che è stato suddiviso e ritagliato nei nuovi collegi elettorali. Per adesso sul fronte delle candidature le uniche certezze arrivano dal centrosinistra. Le altre coalizioni, per una scelta definitiva dei candidati, attenderanno il 21 agosto, ultimo giorno utile per la presentazione delle liste.

 

Roberto Morassut fra Ardeatino, Tor Marancia e il Parco dell’Appia Antica

Roberto Morassut è candidato dal Partito Democratico nel collegio uninominale 4 per la Camera dei Deputati. Un collegio decisamente vasto che tocca i territori di Tor Marancia, Navigatori, Ardeatino, Grotta Perfetta, ma che si estende anche in gran parte dell’Appio Latino, del Tuscolano di Tor Fiscale sino a Ciampino. Una vita spesa nell’amministrazione capitolina, ma anche a Montecitorio. Esponente di punta delle giunte Rutelli e Veltroni, con il quale ricoprirà anche la carica di assessore all’urbanistica, Morassut è parlamentare dal 2008.  A Roma si è occupato soprattutto di ambiente e urbanistica, tanto che sono passate sotto il suo coordinamento moltissime opere di ristrutturazione e risistemazione di piazze, strade e complessi museali. Da assessore ha guidato l’approvazione in Consiglio comunale del Nuovo Piano Regolatore Generale di Roma. Nel governo presieduto da Giuseppe Conte ha ricoperto il ruolo di sottosegretario al Ministero dell’Ambiente.

Roberto Morassut, già sottosegretario nel governo Conte

“È un territorio a me caro in cui sono nato, cresciuto e nel quale vivo attualmente”, dichiara Morassut. “È un collegio che vede, in partenza, favorito il centrosinistra, vantaggio che si può ulteriormente consolidare chiamando a raccolta tutte le energie democratiche e progressiste del territorio”.
“Conto sul massimo impegno dei militanti della coalizione di centrosinistra e del Pd e degli elettori e cittadini che in quelle strade mi hanno visto crescere”. Dai prossimi giorni, anche attraverso il suo profilo sulla pagina Facebook inizierà la comunicazione dell’organizzazione del lavoro, dei luoghi e delle iniziative di una campagna elettorale che, fa sapere, “sarà intensa e rapida”.

Paolo Ciani al collegio 1 per la Camera dei Deputati

Il collegio 1 della Camera all’uninominale è composto dai municipi I e II e dalla Garbatella (con Ostiense e San Paolo). Paolo Ciani di Democrazia Solidale (Centrosinistra), esponente di primo piano della Comunità di Sant’Egidio, dovrebbe vedersela con la ministra uscente per le pari opportunità, Elena Bonetti. Laureato in Lettere e Filosofia, Ciani è esperto di dialogo interculturale, educazione alla pace e dialogo interreligioso. Bonetti, ex PD, ha seguito Matteo Renzi in Italia Viva. Nessun nome è trapelato fin ora da Centrodestra e Cinque Stelle.

 

L’ex Presidente Andrea Catarci candidato al Senato a Roma est

Andrea Catarci, già Presidente dell’VIII Municipio, è stato invece catapultato per la coalizione del Centrosinistra nel collegio uninominale Roma 3 al Senato, area che comprende i municipi III, IV, V e VI. Una sfida difficile, tanto che dovrà vedersela molto probabilmente con l’avvocata Giulia Bongiorno in quota Lega per Salvini Premier. Mentre anche qui non è ancora chiaro quali saranno i candidati del Movimento Cinque Stelle e del cosiddetto Terzo Polo, ovverosia la coalizione in cui coabitano Renzi e Calenda. Una sfida dura quella che l’assessore alla partecipazione e alla città dei 15 minuti di Roma Capitale dovrà affrontare, ma non per questo si tira indietro.

Andrea Catarci, ex presidente dell’VIII Municipio

Alle scorse elezioni comunali, nel V Municipio, al I turno Enrico Michetti del centrodestra staccò di oltre 5 punti Roberto Gualtieri. Nel VI Municipio Gualtieri venne più che doppiato, nona caso il VI Municipio, quello che comprende tra l’altro Tor Bella Monaca, è l’unico vinto dal centrodestra. “Grazie alla coalizione democratica tutta e a Sinistra Italiana/Verdi in particolare per la fiducia accordatami”, si legge nella sua pagina Facebook dell’assessore capitolino.
“Non partiamo certo con i favori del pronostico – prosegue Catarci – ma ce la metteremo tutta per dar voce ai quartieri, alle persone e alle organizzazioni sociali che li animano, per reddito, lavoro, conversione ecologica, diritti e libertà personali, per contendere palmo a palmo alle destre la città e il Paese”.

 

 

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Assemblea popolare a Casetta Rossa in vista delle amministrative di ottobre

Sarà Maya Vetri, 39 anni, una candidata al consiglio Municipale per la lista Sinistra Civica Ecologista 

Casetta Rossa si mobilita. In vista delle prossime elezioni amministrative anche il luogo di aggregazione e socialità di via Magnaghi vuole dire la sua proponendo alcune figure di spicco legate ad associazionismo, femminismo ed ecologismo. Persone, uomini e donne presenti da sempre sul territorio dell’VIII Municipio e in particolare della Garbatella.

Sarà Maya Vetri la candidata scelta per il Municipio a sostegno di Amedeo Ciaccheri che cerca la riconferma come Presidente – nella lista Sinistra Civica Ecologista – dopo una assemblea con centinaia di persone presenti.

Nata e cresciuta alla Garbatella, 39 anni, da sempre attivista di Casetta Rossa, che la vede tra i suoi fondatori, e del coordinamento degli orti urbani, Maya Vetri è in prima linea nel cosiddetto hub solidale che raccoglie circa 150 volontari e che si sta occupando di 300 famiglie che non arrivano a fine mese. Ogni giorno i volontari sono impegnati nella raccolta di generi alimentari nei supermercati del Municipio dove cittadini generosi donano scatolame, pasta, passate di pomodoro e altri generi di prima necessità. Una autentica crisi economica quella che ha investito moltissime persone – aggravata dalCovid – che sino a pochi mesi fa avevano una stabilità finanziaria.
Maya, insieme agli altri attivisti, ha ricoperto un ruolo determinante anche nel recupero di 35 vecchi computer che, una volta rigenerati e rimessi in funzione, sono stati donati alle famiglie meno abbienti per consentire ai loro ragazzi di seguire la scuola tramite la didattica a distanza. Se verrà eletta al Municipio, si impegnerà a fondo anche “nell’apertura dei mercati rionali del territorio come luoghi dove svolgere attività culturali e sociali quali concerti o cinema, aperti a tutti i cittadini”.

Casetta Rossa appoggerà anche la candidatura all’VIII Municipio di Iacopo Nunziato, vent’anni, attivista del Centro Sociale La Strada e appartenente quindi a quella generazione nata dopo l’occupazione dei locali di Via Passino. Anche Iacopo è impegnato nel sociale e nella solidarietà, ma con una profonda attenzione all’ambiente e al cambiamento climatico, temi assai cari alla sua generazione.

“Nei percorsi ambientalisti cittadini – si legge nel suo profilo Facebook – ho tentato di dare il mio contributo laddove ci si adoperava in difesa dell’ambiente, per dire no alla speculazione sui territori e alle grandi opere inutili, per mettere tra le priorità della politica quella di una transizione a un modello di sviluppo sostenibile”.

“Il nostro municipio può e deve diventare la prima linea nella sfida al cambiamento climatico e per la trasformazione ecologica: abbiamo un enorme patrimonio ambientale rappresentato dall’Appia Antica, dal Tevere e dai tantissimi parchi, giardini e orti da integrare nei cicli di vita della città, abbiamo spazi e luoghi dismessi da rimettere al centro di processi virtuosi di produzione e consumo, abbiamo una mobilità da ripensare e un patrimonio edilizio da rigenerare”.


Novità anche per quanto riguarda la corsa al Campidoglio dove Michela Cicculli, attualmente assessora in Municipio alle Politiche di Genere, Giovanili, Bilancio e Memoria, sarà una delle tre donne capolista di Sinistra Civica Ecologista a sostegno del candidato sindaco per il Centrosinistra Roberto Gualtieri. Anche Cicculli avrà l’appoggio di Casetta Rossa, così come Sandro Luparelli, del Centro sociale Spartaco, appartenente all’Area di Liberare Roma.

Stefano Baiocchi

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