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Tag: Festa del Cinema

La Festa del Cinema di Roma ritorna al Teatro Palladium

Festa del Cinema di Roma – La diciannovesima edizione della Festa del Cinema di Roma si terrà dal 16 al 27 ottobre 2024, il red carpet e le principali proiezioni in gara si svolgeranno all’Auditorium Parco della Musica. Il programma coinvolgerà anche altri luoghi della città.
Tra le varie realtà culturali interessate c’è anche il Teatro Palladium alla Garbatella, che ha rinnovato l’accordo con la Fondazione Cinema per Roma e l’Università Roma Tre.
Dal 19 al 24 ottobre si potrà  assistere a cinque proiezioni della sezione Alice nella città, un’unità autonoma del Festival, dedicata alle giovani generazioni che si pone l’obiettivo di promuovere e valorizzare i contenuti cinematografici prodotti dal Festival e di estenderne la fruizione in particolare al pubblico degli studenti universitari.

Programma. Sabato 19 ottobre

Marko Polodi Elisa Fuksas, Italia, 2024, 77’.
Apre il sipario del teatro il film in rassegna, Marko Polo diretto da Elisa Fuksas. La pellicola si pone la domanda su come rappresentare l’irrappresentabile. La fede, il Mistero, Dio, ma vale anche per l’amore, la radicalità di certe idee, una convinzione politica. Marko Polo è una riflessione sul successo e sul fallimento, e ha a che fare con Dio ma soprattutto con la vita, e il suo racconto.

Marko Polo

Lunedì 21 ottobre

The Trainerdi Tony Kaye, Stati Uniti, 2024, 95’.
Domenica sarà la volta di The Trainer, diretto da Tony Kaye, noto per American History X.
Jack, interpretato da Vito Schnabel, si lancia alla conquista del sogno americano in una Los Angeles grottesca e surreale. La sua impresa eroica si snoda in otto giorni senza sosta e insonni, offrendoci uno spunto di riflessione sull’ossessione contemporanea per il successo.

The Trainer

Martedì 22 ottobre

Blanket Wearerdi Jeong-mi Park, Corea del Sud, 2024, 116’.
Martedì non perdete Blanket Wearer, il diario di viaggio della regista Park Jeong-mi, che abbandona la vita convenzionale e decide di vivere senza denaro per un anno.
Un viaggio alla scoperta delle comunità alternative in Europa, in un documentario che va alla ricerca di libertà e serenità interiore.

Blanket Wearer

Mercoledì 23 ottobre

Sugarcanedi Julian Brave NoiseCat, Emily Kassie, Stati Uniti, Canada, 2024, 107’.
Un tributo sbalorditivo alla resilienza dei nativi americani e al loro stile di vita. Sugarcane, il documentario d’esordio di Julian Brave NoiseCat ed Emily Kassie, è un epico ritratto cinematografico di una comunità, in un momento di resa dei conti internazionale.

Sugarcane

Giovedì 24 ottobre

Ghostlightdi Kelly O’Sullivan, Alex Thompson, Stati Uniti, 2024, 115’.
Un film che ha raccolto ottime recensioni e il plauso del pubblico è Ghostlight, in  programma giovedì 24 ottobre. Il  film narra la storia di Dan Mueller un operaio edile che lotta con i problemi disciplinari della figlia adolescente Daisy e con la causa per omicidio colposo che sta intentando contro Christine Hawthorne, l’ex fidanzata di suo figlio Brian, morto suicida.

Ghostlight

Informazioni

Il Teatro Palladium è ubicato nel quartiere della Garbatella, in Piazza Bartolomeo Romano 8.
Le proiezioni hanno inizio alle ore  20:00. Per informazioni, costi e prenotazioni dei biglietti, rivolgersi ai contatti del Teatro Palladium.

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Ricordando Rossana Di Lorenzo all’Arena Garbatella

A due anni dalla sua scomparsa, avvenuta il 13 agosto 2022, l’attrice Rossana Di Lorenzo sarà celebrata in una serata in suo onore all’Arena Garbatella in piazza Benedetto Brin. Nel quartiere dove è cresciuta, Rossana sarà ricordata domenica 1° settembre alle ore 21:00, attraverso i racconti di chi l’ha conosciuta, incontrata per le strade dello storico quartiere romano, magari in compagnia del fratello maggiore Maurizio Arena.

Programma dell’evento

Fotografie, proiezioni, racconti per ricordare Rossana Di Lorenzo ed il suo contribuito al cinema italiano. A ricordarla ci saranno, oltre alle Istituzioni municipali, la giornalista e critica cinematografica Marta Zoe Poretti, il nipote Jean Maurizio Di Lorenzo, Massimiliano Smeriglio e Mirella Arcidiacono, in arte Fatagarbatella, autrice del racconto C’era una volta una bambina della Garbatella testo che verrà letto dall’attore Luciano Roffi. L’ingresso è libero e gratuito dalle ore 21:00.

Rossana Di Lorenzo (Ballando, ballando 1983) Credits foto

Chi era Rossana Di Lorenzo?

Rossana Di Lorenzo, classe 1938, è cresciuta a via della  Garbatella 24.  Sorella di Maurizio Arena, fusto neorealista di Poveri ma belli e zia del presentatore Pino Insegno, fu attrice autentica tra gli anni ‘70 e ‘90, recitando a fianco dei grandi protagonisti del cinema italiano dell’epoca: da Alberto Sordi a Ugo Tognazzi, da Luciano Salce a Monica Vitti.

Forse i più la ricordano nel film a episodi Le coppie e nella pellicola Il comune senso del pudore, dove ebbe la parte della moglie di Alberto Sordi, che la lanciò verso il vasto successo di critica e di pubblico, tanto da garantirle una candidatura come migliore attrice non protagonista ai Nastri d’Argento nel 1971. La sua bravura la porta a recitare accanto a Claudia Cardinale, Florinda Bolkan, Philippe Noiret e Cochi Ponzoni, e a calcare le scene con Alain Delon nel film Flic Story, con Giuliano Gemma in Africa Express e con Anthony Quiin e Gigi Proietti in L’eredità Ferramonti.

Tra le sue migliori interpretazioni ricordiamo anche quella in Ballando ballando, diretta da Ettore Scola nel 1983. Il film, di produzione italo-franco-algerina, ripercorre cinquant’anni di storia della Francia, dalla vittoria del Fronte Popolare del 1936 fino al Sessantotto; ottenne diversi premi, la candidatura all’Oscar come miglior film straniero e per la Di Lorenzo la candidatura come miglior attrice non protagonista ai David di Donatello.

2004 Sulla dx Rossana di Lorenzo, al centro Fatagarbatella e l’ex presidente di Circoscrizione XI Massimiliano Smeriglio

Filmografia

  • La camera, episodio Le coppie, (Alberto Sordi 1970)
  • Il presidente del Borgorosso Football Club (Luigi Filippo D’Amico 1970)
  • Senza famiglia, nullatenenti cercano affetto (Vittorio Gassman 1972)
  • Buona parte di Paolina, (Nello Rossati 1973)
  • Per amare Ofelia (Flavio Mogherini 1974)
  • Permettete signora che ami vostra figlia? (Gian Luigi Polidoro 1974)
  • Flic Story (Jacques Deray 1975)
  • Africa Express (Michele Lupo 1976)
  • Il comune senso del pudore (Alberto Sordi 1976)
  • L’eredità Ferramonti (Mauro Bolognini 1976)
  • Taxi Girl (Michele Massimo Tarantini 1977)
  • Letti selvaggi (Luigi Zampa 1979)
  • Ballando ballando (Ettore Scola 1983)
  • Vacanze di Natale (Carlo Vanzina 1983)
  • Amarsi un po’… (Carlo Vanzina 1984)
  • Cuori nella tormenta (Enrico Oldoini 1984)
  • Montecarlo Gran Casinò (Carlo Vanzina 1987)
  • Quelli del casco (Luciano Salce 1988)
  • S.P.Q.R. – 2000 e ½ anni fa (Carlo Vanzina 1994)
  • L’assassino è quello con le scarpe gialle (Filippo Ottoni 1995)
1948 la quinta C della scuola Michele Bianchi (oggi Cesare Battisti), la prima in piedi a sinistra Rossana Di Lorenzo. La foto è stata gentilmente concessa da Nino figlio di Maria Pizzuto, che è la seconda a destra della fila in piedi
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CineMaOltre: incontro con Nanni Moretti ed Emanuele Crialese (Servizio video)

Servizio video a cura di Paola Borghesi & Giuliano Marotta. Commento di Stefano Baiocchi.

Giunto alla quarta edizione, torna alla Garbatella il Palladium Film Festival – CineMaOltre. Sei giornate dedicate interamente al cinema e all’audiovisivo con un programma denso di attività.

Ospite della prima giornata Nanni Moretti, il regista ha presentato la versione restaurata del film Sogni D’oro, opera del 1981 ben accolta dal pubblico e ha ricevuto il premio Palladium per la sua straordinaria carriera.
Nella seconda serata è stata la volta di Emanuele Crialese, per l’occasione, il regista romano, ha presentato il suo film del 2006 Nuovomondo.
L’evento, organizzato dal Dipartimento di Filosofia, Comunicazione e Spettacolo dell’Università Roma Tre in collaborazione con la Fondazione Roma Tre Teatro Palladium, ha visto la partecipazione anche di altri ospiti importanti come: Gabriele Mainetti, i Manetti Bros e i registi esordienti Lydia Patitucci, Alessandro Marzullo e Alain Perroni.

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“Vai Piedone vai!” Vittorio Gassman alla Montagnola e l’ex giallorosso Orlando protagonista involontario della storica esultanza

È ripartito il Campionato di Serie A, gli appassionati di calcio sono pronti a rivivere il rituale settimanale nella speranza di poter esultare di gioia. Che la vittoria della propria squadra migliori l’approccio alla vita è un fatto ormai assodato, facendo svanire per novanta minuti le difficoltà e le disgrazie quotidiane. Un goal decisivo, un trofeo alzato al cielo o un gesto atletico di rara bellezza, sono meglio di una medicina o di un sedativo.

Un effetto benefico cantato e mostrato al cinema, basti pensare a Grazie Roma di Antonello Venditti “Dimmi chi è che ci fa sentì ‘mportante anche se nun conto niente” o a Beat Ska Oi! cantata da Angelo Sigaro Conti della Banda Bassotti “Novanta minuti potrai dimenticare il lavoro che non hai e l’affitto da pagare” o nell’episodio Che Vitaccia! dal film I Mostri di Dino Risi uscito al cinema il 26 ottobre 1963, con Vittorio Gassman nei panni di un povero disgraziato che si svena davanti un goal della Magica, creando l’esultanza più bella ed esasperata della storia del cinema.

Che vitaccia alla Montagnola…

Il tema del calcio e della sua importanza nella vita delle persone è riportato anche nel corto dalle tinte comiche Che Vitaccia! Il corto è diviso in due parti, la prima si svolge in esterno e interno giorno nella abitazione del protagonista. Una casupola bassa, sgarrupata, con il soffitto cadente, in cui vivono nell’indigenza più completa il protagonista (interpretato da Vittorio Gassman), la moglie gravida  Ersilia (Angela Portalauri), la suocera e una schiera di otto tra bambini e bambine di varie età.

La scena si svolge in via dell’Accademia Aldina, la strada che unisce via Aristide Leonori e via Accademia degli Agiati, nel quartiere Montagnola, all’interno di un’area verde dedicata alla memoria di Don Picchi, proprio a ridosso di via Cristoforo Colombo.

Sullo sfondo dei palazzi, tra alberi e cespugli, si mimetizza la casetta dove è stato girato lo spezzone della pellicola. La casa è ancora oggi abitata, ma è per fortuna in uno stato migliore rispetto a quanto visto nel film.

Nell’Inferno della propria esistenza, appena fuori il tugurio, il protagonista preferisce spendere gli ultimi spicci che gli sono rimasti per andare a vedere la partita della Roma allo stadio, piuttosto che usarli per curare il figlio malato o risanare dei debiti.

La casa dove è stata girata la scena dell’episodio “Che Vitaccia!” in via dell’Accademia Aldina

“Vai Piedone vai!”

La seconda parte dell’episodio Che Vitaccia! si svolge sugli spalti dello Stadio Olimpico. Dalle immagini che scorrono possiamo affermare che si tratta della partita Roma – Catania del 10 febbraio 1963, terminata 5-1 per i giallorossi allenati da Alfredo Foni.

Gassman è in visibilio, commenta ad alta voce ogni tocco di palla. Pedro Manfredini, l’attaccante giallorosso soprannominato Piedone, all’83’ minuto prende palla, dribbla diversi avversari e con un tocco morbido calcia l’assist vincente per la testa di Alberto Orlando; un’azione da cineteca appunto, che fissa il risultato sul 5-1.

Il povero disgraziato protagonista di questa storia sfoga tutte le sue frustrazioni in un’esultanza a dir poco esagerata, ribaltandosi addosso agli altri spettatori, suonando una trombetta a perdifiato, strillando e sgolandosi per la sua squadra; tanta è la gioia che a momenti ci lascia le penne: “Oddio me pija uno sturbo” bofonchia esanime nel finale dell’episodio.

Il goal di Orlando che manda in visibilio il personaggio di Gassman. almanaccogiallorosso.it

Intervista ad Alberto Orlando il “Garrincha di Tor Pignattara”

Un tuffo di testa, quasi rasente al terreno, dove pochi avrebbero avuto l’abilità di colpire il pallone con precisione e forza, un cross giunto dai piedi di Manfredini e insaccato alle spalle dell’incredulo portiere del Catania.

Di quel film ricordo molto poco, oggi ho 84 anni e la memoria è un po’ ballerina, ma sono sempre contento di poter parlare dei meravigliosi anni che ho passato nel calcio – ci rivela al telefono il signor Orlando – i goal li ricordo tutti, ogni tanto li rivedo e mi emoziono ancora”.

L’istinto dell’attaccante ad Alberto Orlando non è mai mancato; nella sua carriera è stato capocannoniere della Serie A stagione 1964-1965 con la Fiorentina, mentre con la Roma ha vinto una Coppa Italia nel 1964 e la Coppa delle Fiere nel 1961, da annoverare anche diverse presenze con la Nazionale Italiana e la quaterna di goal all’esordio contro la Turchia nel 1962.

Ho avuto la fortuna di giocare con tanti campioni: Manfredini, Lojacono, Losi, Angelillo, Ghiggia e tanti altri – continua Orlando – la mia fortuna però non nasce negli stadi di serie A, ma nel campetto della parrocchia del Don Bosco a Tor Pignattara, la mia valvola di sfogo nel quartiere dove sono cresciuto e dove mi divertivo con i miei amici a giocare a calcio per interi pomeriggi”.

L’esordio in Serie A avviene con la maglia della Roma il 4 maggio 1958. La notizia che dovrà scendere in campo gli viene comunicata il giorno prima della partita, mentre si allenava nella pineta di Valco San Paolo. Gli basta poco più di mezz’ora per segnare il primo di tanti goal in Serie A.

Ho fatto tanti sacrifici, vengo da una famiglia povera e posso ritenermi soddisfatto della mia carriera – ci racconta Orlando – e pensare che il 20 gennaio del 1944, quando avevo 6 anni, sarei potuto morire durante il bombardamento di Tor Pignattara: un ordigno esplose a pochi passi da me e dai miei familiari, procurandoci diverse ferite che col tempo guarirono”.

Il “Garrincha di Tor Pignattara”, così lo definì il giornalista Colalucci, ha concluso la sua carriera da calciatore nella Spal a Ferrara, dove poi si è sposato, ha messo su famiglia ed è rimasto a vivere. “A Roma ci torno spesso, ho tanti amici e ci vado sempre volentieri – conclude Orlando – ho anche portato mia moglie a visitare Tor Pignattara, è un quartiere molto diverso da quando ci vivevo, ma resto sempre affezionato a quei luoghi”.

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Al Palladium arriva la Festa del Cinema di Roma

Il Teatro Palladium della Garbatella ospiterà anche quest’anno, dal 16 al 22 ottobre, la Festa del Cinema di Roma. La XVI edizione della rassegna cinematografica srotola il tappeto, più simile a quello di un ring che a una passerella, su cui tanti artisti e lavoratori del mondo dello spettacolo rischiano di cadere stremati, a causa della decennale crisi del settore che la recente pandemia ha amplificato all’inverosimile. Come un pugile che tenta di non andare k.o., anche il cinema tenta di rimanere in piedi, di cambiare strategie per risollevarsi, sperimentando nuove forme narrative, audiovisive e reclamando un aiuto statale che a oggi risulta insufficiente. Ben vengano quindi iniziative come quella al Palladium, che è stata resa possibile grazie all’accordo di collaborazione fra Fondazione Roma Tre Teatro Palladium e Fondazione Cinema per Roma.

Il programma prevede la proiezione in prima serata di sette pellicole, incentrate sul documentario nelle sue diverse sfaccettature che raccontano gli Infiniti Mondi, tema portante di tutta la stagione del Palladium. A quasi tutte le visioni sarà presente in sala parte del cast artistico e tecnico, con cui ci sarà possibile dialogare e dibattere.

Si inizia sabato 16 ottobre con il docu-film Con il Mare negli Occhi di Paolo Magris, film che racconta l’incontro tra una ragazza calabrese e la poesia del letterato friulano Carlo Michelstaedter. Domenica sarà visibile Mediterráneo del regista spagnolo Marcel Barrena, film tratto dalla storia vera di Òscar Camps, il fondatore di Open Arms. 

Lunedi 18 è la volta del film Tusind Timer – A Thousand Hours del regista Carl Moberg, mentre martedì ci sarà il documentario italo statunitense Benny Benassi – Equilibrio, che narra la storia del Dj Benny Benassi e del cambiamento della musica dance dagli anni settanta ad oggi. Mercoledì 20 al Palladium c’è spazio anche per Oliver Stone con il suo documentario JFK Revisited: Through the Looking Glass, in cui il regista esamina i documenti recentemente desegretati sull’assassinio del presidente Kennedy. 

Seguirà giovedì  21 la proiezione del documentario Crazy for Football, del regista Volfango De Biasi, una storia vera in cui uno psichiatra attraverso il gioco del calcio riesce a migliorare la vita di alcuni suoi pazienti, una buona terapia che porta alla nascita del primo mondiale di calcio a cinque di pazienti psichiatrici; nel cast anche Sergio Castellito e Max Tortora. 

L’ultimo giorno, venerdì 22, è dedicato alla visione del film No Tenemos Miedo, del regista Manuele Franceschini, che documenta la protesta cilena, scatenata dall’aumento dei prezzi dei biglietti del trasporto pubblico, sfociata poi in una rabbia che affonda le sue radici nel malcontento popolare delle classi più povere, prive dei servizi essenziali.

I biglietti sono acquistabili prima della proiezione direttamente al Palladium in Piazza Bartolomeo Romano 8, oppure sul sito del teatro.

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I film che nel corso degli anni sono stati girati alla Garbatella
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