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Tag: Tor Marancia

Come cambierà Piazza dei Navigatori

Il nuovo assetto urbanistico del quadrante Tor Marancia/Navigatori comincia a delinearsi in tutti i suoi aspetti. Dopo i recenti sopralluoghi delle istituzioni comunali e municipali, emergono nuovi particolari sulle opere pubbliche che andranno a interessare l’area.

Le novità riguardano gli imponenti palazzi che sorgeranno nella piazza, soprannominati Foresta Romana, la cui progettazione è stata affidata all’architetto Mario Cucinella; gli edifici ospiteranno, oltre agli appartamenti di lusso, anche mille metri quadrati da adibire a social housing con canone concordato. Faranno parte del piano anche la demolizione e la nuova edificazione della bocciofila su via delle Sette Chiese, la creazione di un playground in via Marco e Marcelliano, la realizzazione di 16 mila metri quadrati di verde e oltre 12 mila destinati a parcheggi pubblici; parte di queste ultime due opere sono previste anche tra via Galba e via Tito.

Il nuovo look di piazza Navigatori sarà completato con la ristrutturazione del locale mercato rionale, che sarà integrato con il nuovo edificio i cui lavori partiranno entro fine anno; a gennaio, invece, inizieranno quelli per le opere di urbanizzazione. A seguire prenderà il via la realizzazione dell’immobile ideato dall’architetto Cucinella.

Nell’area già cantierizzata e negli edifici abbandonati tra via di Santa Petronilla e la via Cristoforo Colombo, invece, nascerà uno spazio commerciale in cui prenderanno posto due supermercati e altre attività della grande distribuzione.

Il presidente dell’Ottavo Municipio Amedeo Ciaccheri esprime soddisfazione per “un quadrante che dopo anni di battaglie e attese comincerà a veder riconosciuto parte di quello che attendeva”. Il minisindaco ci tiene a dedicare questa riqualificazione urbana alla professoressa Nicoletta Maglio scomparsa pochi giorni fa “una persona tra le tante che hanno combattuto per rendere giustizia a questo quartiere, straordinaria pasionaria anche nella estrema eleganza che l’ha sempre contraddistinta”.

Le preoccupazioni degli abitanti e dei commercianti

Associazioni e comitati di zona, recentemente riunitisi in un’assemblea pubblica, hanno espresso preoccupazioni per le mancate compensazioni pubbliche ancora sulla carta, frutto delle convenzioni del 2018, tra il Comune e i costruttori del palazzo di vetro fronte Regione Lazio e dell’albergo bianco di via Costantino (conosciuto come il Bidet). Tra queste vi sono: il riassetto dei parchi della Montagnola e del Forte Ardeatino, la sistemazione dei marciapiedi, l’abbattimento di tutte le barriere architettoniche, la riqualificazione delle piste ciclabili nel Municipio, la sistemazione e messa a dimora di essenze arboree, il progetto di rilancio di un polo civico a viale Ballarin e la costruzione di un centro culturale polivalente a Tor Marancia.

I partecipanti all’assemblea, inoltre, hanno scritto al collegio di vigilanza nominato dal Comune di Roma, poiché neanche i numeri di quest’ultima convenzione tornano. A fronte di circa cinquantaquattro mila metri cubi di cemento inizialmente erano previste molte più parcheggi, poi improvvisamente ridotti. Anche tra i commercianti di zona c’è apprensione; sebbene accolgano positivamente la modernizzazione del mercato rionale, mostrano timore per l’impatto che la nuova area commerciale potrà avere sulla sopravvivenza dei piccoli negozi di quartiere e dei banchi del mercato. Infine, dalle prospezioni archeologiche sono emersi dei reperti, ancora non è chiaro di cosa si tratta, ma la curiosità tra gli abitanti è viva e si augurano che siano garantite le condizioni di conservazione.

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La poesia di Tor Marancia (Servizio video)

La Red Star Press presenta la La Poesia di Tor Marancia una rassegna di poesia, musica e cultura dedicata alla vecchia borgata conosciuta come Sciangai, uno spettacolo con la direzione artistica di Giulia Ananìa e Cristiano Armati.

Quattro i temi proposti: la Resistenza, lo sport, il cinema e l’inclusione, tutti animati da tanti grandi ospiti che insieme al pubblico e alle persone del quartiere popolare, costruiranno dal vivo uno spettacolo e daranno luce ad luogo meraviglioso che parla le parole buone del mondo.

Il progetto, ad ingresso gratuito, rientra nel programma del bando municipale COOLtura e sport: esercizi per il mondo che verrà, partirà il 19 e il 20 novembre nella sede della Red Star Press in viale di Tor Marancia, prosegue il 13 dicembre all’Istituto Sant’Alessio e si concluderà il 20 dicembre sempre nella seda della casa editrice.

Servizio video a cura di: Veronica GAGLIANO e Giuliano MAROTTA

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Tor Marancia: un murale dedicato a Ennio Morricone

La street art è sempre più presente nella nostra città, i colori e le figure che si stagliano sulle pareti degli edifici sono sempre più numerose. Nel quartiere di Tor Marancia, già celebre per i suoi ventuno murales realizzati all’interno del primo lotto popolare, è stata inaugurata all’incrocio tra Piazza Lorenzo Lotto e via Livio Agresti un’altra opera muraria.

Sulla facciata di un palazzo del lotto Ater conosciuto come San Quintino è stato ritratto dall’artista romano Lucamaleonte il volto di Ennio Morricone, l’immagine del celebre compositore, scomparso a luglio del 2020, è stata scelta dai tifosi dell’AS Roma tramite l’app Socios.com.

La presentazione

L’inaugurazione si è svolta sulle note delle musiche del maestro Morricone e alla presenza di alcuni abitanti del quartiere, di studenti di zona, del presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri, di alcuni rappresentati dell’AS Roma, del Roma Club Utr, dell’Airc, dell’Ater, della Regione Lazio e di Marco Morricone il figlio di Ennio, felicemente emozionato.

Ai piedi del murale, inoltre è stata affissa una targa che riporta la frase: «La Roma è una squadra da sempre con un carattere internazionale ma che sentimentalmente è racchiusa nei propri rioni. È una squadra aperta alla gente, ma che ha la capacità di essere globale. La Roma rappresenta la città».

L’iniziativa si colloca all’interno delle celebrazioni per i 150 anni di Roma Capitale, nelle quali è stato reso omaggio a vari personaggi dello spettacolo in alcuni quartieri romani come: Gigi Proietti nel quartiere Tufello, Anna Magnani a Tiburtino III, Alberto Sordi alla Garbatella, Lando Fiorini a Testaccio e Sergio Leone nel quartiere di Centocelle.

Fotogramma dal film “C’era una volta in America”

“C’era una volta a Tor Marancia”

Morricone e Tor Marancia si sono incontrati nelle colonne sonore di due pellicole girate entrambe all’Istituto San Michele in piazzale Tosti. Il primo film, girato nel 1973 Libera, amore mio! del regista Mauro Bolognini dove, proprio nelle prime inquadrature, sulle musiche di Morricone, dirette da Bruno Nicolai, vediamo Claudia Cardinale passeggiare lungo viale Odescalchi e poi entrare nell’Istituto adibito per l’occasione a casa del fascio.

Il secondo film, del 1984, è C’era una volta in America di Sergio Leone nel quale viene ricostruita una parte della stazione di New York all’interno del teatro del San Michele. In questa scena c’è un improvviso passaggio temporale: vediamo Robert De Niro comprare un biglietto del treno (il bigliettaio è Sergio Leone) e un istante dopo lo ritroviamo nello stesso luogo ma molti anni dopo, con personaggi e dettagli diversi, tutto sulle note di Yesterday dei Beatles rivisitata proprio da Ennio Morricone.

Fotogramma dal film “Libera, amore mio!” sullo sfondo l’Istituto San Michele a Tor Marancia
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Piazza dei Navigatori: al via la costruzione dei nuovi grattacieli

Si riaccendono i motori delle escavatrici e dei cingolati nel quadrante tra piazza dei Navigatori e viale di Tor Marancia. Nel polverone della terra, tra un via vai di autoarticolati, sono iniziati i lavori per la costruzione dei nuovi grattacieli che cambieranno per sempre il volto del quartiere.

Frutto dell’ultima convenzione firmata nel 2018 dalla giunta comunale pentastellata e i costruttori privati, il progetto ha visto negli anni l’avvicendarsi di diversi disegni, fino a quest’ultimo ideato dall’architetto Mario Cucinella, già noto nell’ottavo municipio per la realizzazione del nuovo rettorato dell’università Roma Tre sulla via Ostiense.

Per piazza dei Navigatori Cucinella s’ispira al milanese Bosco verticale del noto Stefano Boeri e prevede la realizzazione di alcuni edifici, più dei sotterranei adibiti a parcheggi. I grattacieli denominati comparto Z2, sorgeranno tra il già presente mega palazzo di vetro Z1 e il lungo edificio Z3 che corre su via di Santa Petronilla e andranno a ospitare alloggi di lusso, uffici, negozi e un grande supermercato.

I cartelloni pubblicitari, affissi lungo il perimetro del cantiere, riportano la firma dell’Impreme SpA, azienda già interessata nell’edificazione dell’I70 su via di Grotta Perfetta, di proprietà delle famiglie Federici Igliori; una holding detenuta dalla società d’investimento globale Värde Partners. A fronte dello sversamento di oltre 51 mila metri cubi di cemento, l’Impreme SpA promette la “riqualificazione del quartiere”, con 5.400 metri quadrati di parcheggi, 13.700 di aree verdi e il riammodernamento del mercato rionale.

L’indignazione davanti all’ennesimo scempio è evidente tra chi abita nel quartiere. Le preoccupazioni che emergono sulle pagine social e nelle riunioni delle varie associazioni e comitati sono molteplici, rispetto a quello che comporterà la costruzione di grattacieli adibiti a residenze di lusso, ossia un ulteriore aumento dei prezzi dell’immobiliare, un aumento del numero degli abitanti e del traffico, con tutte le conseguenze concernenti l’inquinamento. Tutto questo a discapito soprattutto delle fasce di popolazione a basso e medio reddito che vivono in un quartiere popolare come Tor Marancia. Si dovrà aggiungere,inoltre, il progetto sull’ex Fiera di Roma; entro la fine dell’anno sarà pubblicato, infatti, il bando con le linee guida per la progettazione di quest’area abbandonata da anni. Le previsioni parlano di un’area interessata di 44 mila mq, di cui il 20% destinati a edilizia sociale convenzionata e un altro 20% per il commerciale.

Tor  Marancia aspetta il Centro Culturale

Ma la parola “riqualificazione” non giunge nuova agli abitanti della zona. La questione di piazza dei Navigatori, ormai, ha circa trent’anni di vita e ha visto il susseguirsi di proprietari, costruttori, amministrazioni pubbliche, inadempienze e disagi, il tutto a discapito degli abitanti della zona.

Il quartiere è ancora in attesa del completamento delle opere di compensazione derivanti dal primo palazzo di vetro Z1 e dall’albergo bianco Bidet di San Paolo, tra cui la più importante: la costruzione del Centro culturale in viale di Tor Marancia 103, che dovrebbe sorgere di fronte alla chiesa parrocchiale. La gestione è già stata affidata al Teatro dell’Opera di Roma, che occuperà alcune aule per le scuole di danza e coro; saranno inoltre presenti un polo civico a disposizione degli abitanti e alcuni spazi in condivisione.

Gli ultimi aggiornamenti risalgono all’agosto scorso e decretano la vittoria del progetto della società Engeko. Non è però ancora dato sapere quando inizieranno i lavori, la demolizione e la bonifica dell’area dove ora sorge lo scheletro dell’ex scuola Mafai.

Progetto del Centro Culturale
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Afa 3: Parco di Tor Marancia in festa

C’è euforia nella Tenuta di Tor Marancia sul versante di via Grotta Perfetta, tra musica, giochi e spettacoli si festeggia l’apertura dell’area Afa 3 (ambito funzionale di attuazione) dopo circa due mesi dall’inaugurazione.

L’evento Parco di Tor Marancia in festa, organizzato dal Municipio Roma VIII in collaborazione con Roma Capitale e Teatro dell’Opera di Roma, ha visto la partecipazione di tanti abitanti della zona, di associazioni e comitati locali e rappresentanti istituzionali municipali e comunali.

Le promesse del Sindaco

Sin dalle prime ore del pomeriggio si sono alternati giochi e laboratori per bambini, in seguito si sono susseguiti dei brevi discorsi in pubblico; prima del presidente Amedeo Ciaccheri, che ha fatto gli onori di casa e poi ha ricordato le faticose lotte contro la cementificazione nella Tenuta, portate avanti trent’anni fa da attivisti e associazioni come Antonio Cederna e Italia Nostra.

Poco dopo ha preso la parola il sindaco Roberto Gualtieri che ha ringraziato gli assessori all’urbanistica e all’ambiente Maurizio Veloccia e Sabrina Alfonsi, per aver chiuso un contenzioso inveterato, che impediva l’apertura di Afa 3. Infine il primo cittadino di Roma ha ribadito che l’amministrazione pubblica non abbandonerà le aree verdi, ma se ne prenderà cura costantemente e che la Giunta capitolina sta lavorando affinché si aprano altre parti della Tenuta ancora private.

Nella serata è andato in scena Fabbrica Young Artist Program un progetto del Teatro dell’Opera, rappresentato per l’occasione dal soprintendente Francesco Giambrone, in cui si dà l’opportunità a nuovi talenti, già formati presso conservatori e accademie, d’inserirsi nel mondo dello spettacolo.

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Consegnati ai cittadini 13 ettari del Parco di Tor Marancia (Servizio video)

È stato inaugurato e finalmente aperto martedì 2 agosto, un nuovo stralcio del Parco di Tor Marancia.
Si tratta di 13 ettari di verde pubblico con ingresso in via di Grotta Perfetta.

La nuova area fruibile dai cittadini offre spazi giochi per bambini, fontanelle, alloggi per le bici, aree attrezzate con ombreggiature e panchine.

Nel nostro servizio video le interviste al Presidente dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri, all’assessora all’ambiente di Roma Capitale Sabrina Alfonsi e ad Annalisa Cipriani responsabile per Italia Nostra delle attività Parco dell’Appia Antica.

 

È stato inaugurato e finalmente aperto martedì 2 agosto, un nuovo stralcio del Parco di Tor Marancia.
Si tratta di 13 ettari di verde pubblico con ingresso in via di Grotta Perfetta.

La nuova area fruibile dai cittadini offre spazi giochi per bambini, fontanelle, alloggi per le bici, aree attrezzate con ombreggiature e panchine.

Nel nostro servizio video le interviste al Presidente dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri, all’assessora all’ambiente di Roma Capitale Sabrina Alfonsi e ad Annalisa Cipriani responsabile per Italia Nostra delle attività Parco dell’Appia Antica.

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Eurobasket Roma: rigettato il ricorso, a rischio la Serie A2

Il Tribunale Federale ha rigettato il ricorso presentato dall’Eurobasket Roma, per la mancata ammissione alla stagione cestistica 2022/2023 di Serie A2.

È stata infatti confermata l’accusa principale, ossia quella di non aver fornito, alla data di scadenza del 7 luglio, prova del pagamento del compenso, di circa trenta mila euro, all’ex tesserato Damian Hollis, il cestista americano di cittadinanza ungherese, che ha militato nella squadra romana nella stagione sportiva 2018/19.

Pronto il nuovo ricorso

Convinta della propria posizione, la società annuncia che ricorrerà alla sentenza ricevuta dalla Corte Federale di Appello. Già dalla prossima settimana si conoscerà l’esito.

Intanto cresce l’indignazione tra gli appassionati di basket e tra i tifosi, per un processo considerato troppo severo nei confronti della società di via dell’Arcadia.

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Eurobasket Roma in bilico la partecipazione in Serie A2

Momenti di ansia nella pallacanestro romana, il Consiglio Federale, dietro parere della commissione tecnica di controllo, ha deliberato la non ammissione dell’Eurobasket Roma al prossimo campionato di Serie A2.

La causa sembra essere quella di non aver fornito, alla data di scadenza del 7 luglio, prova del pagamento del compenso, di circa trenta mila euro, all’ex tesserato Damian Hollis, il cestista americano di cittadinanza ungherese, che ha militato nella squadra romana nella stagione sportiva 2018/19. Questo è quanto emerso dal Bat, il tribunale Fiba che ha provveduto bloccare preventivamente anche le trattative di mercato del club.

Pala Avenali in via dell’Arcadia

Pronto il ricorso

La società capitolina, di sede in via dell’Arcadia, è determinata a difendere il suo diritto di partecipazione alla prossima stagione.

Dai comunicati diramati emerge che nel mese di maggio 2022 Eurobasket Roma ha sottoscritto un accordo relativo a una controversia con il proprio ex tesserato, regolarmente registrato presso il Basketball Arbitral Tribunal (Bat), indicando che non sussistevano pendenze con l’ex giocatore alla data del 30 aprile.

Inoltre in data 1° luglio, è pervenuta alla società romana e alla Fip la prima notifica dell’esecutorietà del lodo Bat da parte dello stesso tesserato, in cui venivano forniti sette giorni ulteriori per regolarizzare la posizione e, una volta scaduto tale termine, veniva emanata una proroga di quattordici giorni (fino il 25 luglio) per presentare ricorso in merito alla controversia.

La società ha già avviato l’apposito iter legale per ricorrere alla decisione. Lunedì depositerà il fascicolo per il ricorso, già dalla prossima settimana i possibili risultati.

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Er FEST incontro con Zerocalcare a Tor Marancia (Servizio video)

Er Fest un festival dell’editoria radicale indirizzato ai più giovani ha illuminato il Parco della Torre di Tor Marancia. L’evento, organizzato da Momo Edizioni, è risultato tra i vincitori del bando “Estate Romana 2022 – Riaccendiamo la Città, Insieme”.

Tra gli obiettivi quello di promuovere la cosiddetta cultura radicale per portarla all’interno di quartieri e zone della città che raramente vengono raggiunte da questo tipo di manifestazioni.

Oltre dodici le case editrici presenti, cui si aggiungono laboratori e spazi dedicati agli incontri d’autore che hanno visto la presenza: di Elio Germano, Alessandro Gori, Giulio Armeni, Marta Baroni, Davide Grillo e Zerocalcare.

Quest’ultimo che si è concesso al pubblico regalando disegni e vignette, ha poi presentato il suo ultimo fumetto «Niente di nuovo sul fronte Rebibbia», un’ampia raccolta che tratta diversi temi quali: la condizione dei reclusi, l’importanza della sanità territoriale, la seduzione della denuncia della cosiddetta “cancel culture”, le condizioni dei curdi e lo stravolgimento che ha portato la pandemia nelle nostre vite.

Da segnalare infine la preziosa collaborazione delle Associazioni Parco della Torre, Conflitti e dell’Asp Sant’Alessio dell’istituto dei disabili visivi, che ha curato due incontri sui temi dell’editoria per ciechi e ipovedenti e del linguaggio inclusivo.

Stefano BAIOCCHI, Giuliano MAROTTA

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Arriva a Tor Marancia la prima Scuola di storia orale

Storia orale – La memoria è un valore enorme per un territorio dalla storia lunga e complessa come quello dell’ottavo Municipio. Imparare a raccogliere, elaborare e restituire testimonianze private e collettive sono gli obiettivi che l’Aiso (Associazione Italiana di Storia Orale) si pone nella prima Scuola di storia orale e public history nel paesaggio metropolitano di Roma che si svolgerà nel quartiere di Tor Marancia dal 17 al 19 giugno.

Il programma dei tre giorni

Il programma prevede lezioni interdisciplinari, geoesplorazioni e laboratori. I temi principali che i formatori e le formatrici coinvolte affronteranno saranno: la storia della borgata Tor Marancia “Sciangai” dalle origini al dopoguerra; la campagna in città da cui siamo circondati; le politiche urbane e riqualificazione delle periferie tra anni Novanta e nuovo Millennio, la storia delle Fosse Ardeatine e tanti altri argomenti che a partire da Tor Marancia coinvolgono tutta la città.

L’obiettivo è fornire ai e alle partecipanti strumenti per leggere la città e i suoi quartieri in prospettiva storica, utilizzando (anche) le fonti orali. Saranno intervistate circa quindici persone del quartiere, dai più anziani ai più giovani, da chi a Tor Marancia ci è nato e a chi ci è arrivato dopo un lungo viaggio. Ognuna racconterà la propria vita, il rapporto con il territorio e le sue passioni. A partire dalle interviste raccolte e avvalendosi di altri materiali documentali messi a disposizione dagli organizzatori, i partecipanti sono poi invitati a creare dei prodotti culturali da restituire alla comunità territoriale ospitante.

Istituto Sant’Alessio Margherita di Savoia negli anni ’50

Come iscriversi

Per l’iscrizione c’è tempo fino al 3 giugno, è previsto un tetto massimo di 25 iscrizioni, di cui 5 riservate per utenti del S. Alessio. Le iscrizioni verranno accolte in ordine di candidatura fino ad esaurimento dei posti disponibili. Per tutte le altre informazioni vi consigliamo di visitare il sito dell’Aiso. L’evento si svolgerà all’interno dell’Istituto Sant’Alessio e al Parco della Torre. Promosso da Aiso vede la collaborazione dell’Associazione Parco della Torre di Tormarancia, del Circolo Gianni Bosio e l’Asp Sant’Alessio, con il patrocinio del Municipio Roma VIII

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Buon Compleanno Tor Marancia!

Nascita borgata Tor Marancia – Festeggia 89 anni il quartiere Tor Marancia, era  il 6 maggio 1933 quando il Governatorato fascista di Roma, con la delibera numero 2631, assegnò i lavori alla ditta Fratelli Giovannetti per la «costruzione di un gruppo di ricoveri per i baraccati in località Tor Marancio». 

Nel periodo compreso tra l’avvento del fascismo e la seconda guerra mondiale, Roma conobbe una fase di grandissime trasformazioni di carattere urbano e urbanistico, che mutarono profondamente il volto del centro storico e consentirono alla città di espandersi a tal punto da rendere inevitabile la nascita di nuovi quartieri periferici.

Dal suburbio fino all’agro, si estendevano le dodici borgate ufficiali, costruite con l’intento di raccogliere gli abitanti della vecchia Roma medievale e rinascimentale in parte demolita dal piccone di Mussolini. Così si dava spazio alla grandezza e alla magnificenza dell’Impero, rievocato dal fascismo. Con questa vasta operazione urbanistica e demografica si allontanavano definitivamente dal centro città gli strati più poveri della popolazione per relegarli in luoghi lontani e nascosti dalle grandi arterie della circolazione urbana.

La Borgata in una foto area del 1936
Tor Marancia 1952

Un anniversario poco felice

La borgata Tor Marancia venne collocata all’interno di un avvallamento conosciuto come la Buca, a ogni pioggia si allagava proprio come al passaggio di un monsone asiatico. Da qui il soprannome Shanghai, nomignolo esotico che ancora oggi è in uso tra gli abitanti. Nella borgata vennero a viverci circa tremila persone, prive di ogni minimo servizio. Le casette costruite in fretta e con materiali scadenti non avevano i bagni ed erano coabitate da più famiglie, molte non avevano neanche la pavimentazione ma la terra battuta. Inizialmente non vi era un presidio medico, una scuola, mezzi pubblici, la difficoltà di comunicazione rendeva impossibile alla popolazione della borgata dialogare con la città e di partecipare attivamente alla vita urbana. Veniva a mancare anche la possibilità di lavorare saltuariamente, con la conseguenza della formazione di una schiera di disoccupati, così ben presto la borgata si tramutò in un luogo insalubre, segnato da miseria sociale e disperazione.

Non mancavano piccoli ladri, criminali e confinati dissidenti al regime. Uno stralcio di relazione, riportata dallo storico Luciano Villani, redatta dal fascio dell’Appia Antica nel marzo del 1935, fornisce il quadro drammatico: «La situazione sanitaria è tutt’altro che buona, specie fra i bambini dei quali moltissimi sono affetti da t.b.c., e molti casi sospetti. Il servizio sanitario è disimpegnato da un medico condotto presente soltanto il giorno, ed è insufficiente per le esigenze della zona. Sarebbe necessaria l’istituzione di un pronto soccorso permanente. Vi è molta disoccupazione (attualmente circa 350 capi famiglia). Si impone una maggiore vigilanza da parte della PS perché nella borgata risiedono una decina di vigilati speciali, nonché un altro centinaio di avanzi di galera».

Il risanamento delle borgate

Quelle che dovevano essere sistemazioni provvisorie durarono quasi vent’anni. Il malcontento della popolazione portò ad episodi di protesta, occupazioni di istituti e fabbricati, scontri con la p.s., la lotta per una casa e una vita dignitosa passò soprattutto attraverso l’Unione Donne Italiane; bisognerà attendere il 1947, a seguito della legge De Gasperi sul risanamento delle borgate. Grazie all’intercessione dei due senatori del Pci Edoardo D’Onofrio ed Emilio Sereni iniziarono i lavori che cambiarono il volto di Tor Marancia, mutandola in un quartiere con case popolari, strade nuove e servizi.

La Borgata in una foto area del 1936
Tor Marancia 1952

Un anniversario poco felice

La borgata Tor Marancia venne collocata all’interno di un avvallamento conosciuto come la Buca, a ogni pioggia si allagava proprio come al passaggio di un monsone asiatico. Da qui il soprannome Shanghai, nomignolo esotico che ancora oggi è in uso tra gli abitanti. Nella borgata vennero a viverci circa tremila persone, prive di ogni minimo servizio. Le casette costruite in fretta e con materiali scadenti non avevano i bagni ed erano coabitate da più famiglie, molte non avevano neanche la pavimentazione ma la terra battuta. Inizialmente non vi era un presidio medico, una scuola, mezzi pubblici, la difficoltà di comunicazione rendeva impossibile alla popolazione della borgata dialogare con la città e di partecipare attivamente alla vita urbana. Veniva a mancare anche la possibilità di lavorare saltuariamente, con la conseguenza della formazione di una schiera di disoccupati, così ben presto la borgata si tramutò in un luogo insalubre, segnato da miseria sociale e disperazione.

Non mancavano piccoli ladri, criminali e confinati dissidenti al regime. Uno stralcio di relazione, riportata dallo storico Luciano Villani, redatta dal fascio dell’Appia Antica nel marzo del 1935, fornisce il quadro drammatico: «La situazione sanitaria è tutt’altro che buona, specie fra i bambini dei quali moltissimi sono affetti da t.b.c., e molti casi sospetti. Il servizio sanitario è disimpegnato da un medico condotto presente soltanto il giorno, ed è insufficiente per le esigenze della zona. Sarebbe necessaria l’istituzione di un pronto soccorso permanente. Vi è molta disoccupazione (attualmente circa 350 capi famiglia). Si impone una maggiore vigilanza da parte della PS perché nella borgata risiedono una decina di vigilati speciali, nonché un altro centinaio di avanzi di galera».

Il risanamento delle borgate

Quelle che dovevano essere sistemazioni provvisorie durarono quasi vent’anni. Il malcontento della popolazione portò ad episodi di protesta, occupazioni di istituti e fabbricati, scontri con la p.s., la lotta per una casa e una vita dignitosa passò soprattutto attraverso l’Unione Donne Italiane; bisognerà attendere il 1947, a seguito della legge De Gasperi sul risanamento delle borgate. Grazie all’intercessione dei due senatori del Pci Edoardo D’Onofrio ed Emilio Sereni iniziarono i lavori che cambiarono il volto di Tor Marancia, mutandola in un quartiere con case popolari, strade nuove e servizi.

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Tenuta di Tor Marancia Al CdQ di Grotta Perfetta il punto informativo

Sdraiati sull’erba a prendere il sole, a fare due chiacchiere in compagnia, a tirare due calci al pallone, in uno dei tanti parchi romani che, specialmente nei weekend, sono presi d’assalto da molte persone. Un’occasione per trascorrere piacevoli giornate  all’aperto, ma anche per scoprire la  storia  di questi parchi, come la Tenuta di Tor Marancia: duecento ettari di campagna romana che dal 2002 sono sotto tutela ambientale e facenti parte del Parco Regionale dell’Appia Antica. 

Un’area incontaminata che costeggia diversi quartieri del Municipio Roma VIII, divisa in ambiti funzionali di attuazione (più noti con la sigla AFA),  con diversi ingressi accessibili e punti informativi, come quello di viale Londra, che è stato inaugurato nel giugno del 2018 nell’area denominata AFA 2. Ed è qui che fino al 27 giugno, dalle ore 10,00 alle ore 13,00, il punto informativo sarà gestito dai volontari del comitato di quartiere di Grotta Perfetta. Sarà  possibile ricevere informazioni e dépliant sulle tante attività organizzate dall’Ente Parco Regionale Appia Antica, sia all’interno della Tenuta che nel più vasto territorio del Parco. Sarà possibile conoscere il comitato, firmare le petizioni e informarsi sulle iniziative organizzate dal CdQ, come quella in programma domenica 16 maggio: una passeggiata guidata tra natura, archeologia e storia, dal Forte Ardeatino al Forte Appia. Il tutto indossando sempre la mascherina, con la speranza che non resti il segno bianco dell’abbronzatura sul viso.

Di Giuliano Marotta

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Concorso per il Centro Culturale di Tor Marancia

Il Comune di Roma ha pubblicato il bando internazionale per la progettazione dell’edificio che ospiterà il Centro Culturale di Tor Marancia. La scadenza per la presentazione dei progetti è fissata al 15 marzo 2021; in questa prima fase una Commissione selezionerà 5 progetti che poi saranno valutati successivamente, per la scelta del progetto vincitore. 

La struttura sarà gestita dell’Ente pubblico del Teatro dell’Opera di Roma e ospiterà le scuole di danza e coro. Una parte della struttura sarà invece dedicata ad un polo civico. In una nota del Comune di Roma si legge: “Roma Capitale intende realizzare il nuovo centro culturale Tor Marancia, quale edificio volto alla produzione e promozione culturale, che ospiterà da una parte il polo formativo del Teatro dell’Opera, con la scuola di danza, canto corale e di formazione orchestrale e dall’altra un community hub, centro aperto alla cittadinanza per attività formative e di sviluppo sociale”.

Foto da Google Maps

La struttura sarà edificata dove sorgeva l’ex scuola Mafai, in viale di Tor Marancia 103, che ad oggi è uno scheletro abbandonato. L’opera costerà circa 5,5 milioni di euro, i fondi per la realizzazione sono frutto degli oneri di concessione derivanti dalla costruzione da parte privati dei palazzi edificati a piazza dei Navigatori e dell’albergo bianco (ai più noto come Bidet, a causa della sua forma) di San Paolo. La proposta del Municipio è di intitolare il centro culturale a Nicola Ugo Stame, tenore italiano antifascista arrestato nel 1939 mentre faceva le prove per uno spettacolo al Teatro dell’Opera di Roma e in seguito fucilato alle Fosse Ardeatine. Non si esclude, però, l’individuazione di una figura che abbia un legame con il territorio. 

Per gli abitanti di Tor Marancia attualmente la priorità resta la demolizione dello scheletro dell’ex scuola e la bonifica dell’area, una spesa già in bilancio di circa 400 mila euro. Ci si augura, inoltre, che la struttura che sorgerà sia sostenibile ecologicamente e che si collochi armonicamente  all’ambiente circostante. Per i cittadini resta comunque una conquista la riqualificazione di uno spazio che per anni è stato abbandonato, seppur non può risarcirli  dello scempio perpetrato dai costruttori a piazza dei Navigatori.

Link al bando: https://www.concorsiawn.it/tor-marancia/home

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Tor Marancia in festa

Un campo da calcetto e di basket nel parco della Torre. Ecco le richieste dell’associazione 

Torna Tor Marancia in Festa, alla sua seconda edizione, evento organizzato dall’associazione Parco della Torre il 17 ottobre.

C’eravamo lasciati, nella prima edizione, con il progetto di sostituire lo scheletro dell’ex scuola Mafai in viale di Tor Marancia 103 con un centro culturale per il quartiere. Risultato che, almeno sulla carta, sembrerebbe in procinto di realizzazione, nonostante la bonifica e la demolizione dello scheletro non siano state ancora compiute come da programma.

Tema centrale di questa seconda edizione è lo sport, argomento di rilievo in questo periodo di emergenza sanitaria, dove abbiamo riscoperto l’importanza degli spazi pubblici e dei luoghi comuni e comunitari. I parchi e le aree verdi, principalmente, sono diventati determinanti per la cura del corpo, della mente e la realizzazione di pratiche sportive. Oltre ai noti benefici psicofisici dell’attività all’aria aperta, la valorizzazione dei parchi è un’ottima soluzione per fare sport in compagnia nel rispetto dei protocolli di sicurezza. I distanziamenti previsti non consentono di poter avere la stessa affluenza all’interno delle strutture al coperto, molti studenti sono penalizzati dal seguire regolarmente l’insegnamento dell’educazione motoria nelle palestre delle scuole e con la crisi economica pungente, molte persone rinunciano ad un abbonamento in palestra o ad un corso di sport. 

Da questa riflessione è nata dagli organizzatori l’idea di raccogliere fondi per recuperare la pista al centro del Parco della Torre e renderla un campo sportivo con almeno due porte da calcetto e un playground per il basket. Al centro dell’evento ci sarà alle ore 18:00 un dibattito sull’argomento in cui saranno coinvolte alcune società sportive di zona, realtà di sport popolare e alcuni rappresentanti delle istituzioni locali.

Durante l’evento ci saranno anche momenti di gioco e iniziative culturali: alle 14:30 un torneo di calcetto per i bambini/e, alle 16:30 la presentazione del libro “Senza Parole” di Erica Silvestri edito da Momo Edizioni e alle 15:00 una passeggiata storica all’interno della Tenuta di Tor Marancia, che terminerà con un’esibizione della cantautrice e poetessa Giulia Ananìa; autrice per grandi nomi della musica italiana e profondamente legata alla poesia delle strade di Roma, che per l’occasione reciterà in anteprima alcune poesie inedite, tratte dal libro di prossima uscita “L’Amore è un Accollo” edito da Red Star Press.  Per prenotazioni e informazioni sulla passeggiata chiama il numero 3408051020 o scrivi un’email a parcodellatorre@gmail.com

La giornata sarà inoltre scandita dal djset della Borghetta Stile Crew, dalle pennellate dell’artista Emanuele Olives che dipingerà un murale sul viale d’ingresso del Parco e dalla mostra fotografica collettiva “Itinerari Metropolitani. Tormarancia“, a cura di Daniela Silvestri e Massimiliano Tempesta, docenti WSP Photography. 

L’evento si svolgerà al Parco della Torre in viale di Tor Marancia 29; sulla pagina Facebook “Parco della Torre di Tormarancia” tutti i dettagli dell’iniziativa, che ci auguriamo diventi un appuntamento fisso per il quartiere e punto di convergenza delle realtà territoriali che potranno così partecipare attivamente alla realizzazione. 

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Tor Marancia: un passo avanti verso il Centro Culturale. Firmato un protocollo d’intesa tra Comune, Municipio e Teatro dell’Opera.

E’ stato siglato l’accordo ufficiale in Campidoglio per  l’affidamento della gestione del Centro Culturale di Tor Marancia al Teatro dell’Opera di Roma, che ne farà la sede del suo centro di formazione, destinando una piccola parte alle attività civiche. 

La proposta del Municipio è di intitolare il centro culturale a Nicola Ugo Stame, tenore italiano antifascista arrestato nel 1939 mentre faceva le prove per uno spettacolo al Teatro dell’Opera di Roma e in seguito fucilato alle Fosse Ardeatine; non si esclude però l’individuazione di una figura che abbia un legame con il territorio. 

La struttura che si andrà a comporre si svilupperà su circa 2.800 metri quadrati, di cui 1.700mq per le scuole di danza e coro del Teatro dell’Opera, 500mq per il centro culturale a disposizione della cittadinanza e infine 600mq di spazi condivisi, che includeranno anche il teatro. 

La struttura in oggetto sarà edificata dove sorgeva l’ex scuola Mafai, in viale di Tor Marancia 103, che a oggi è uno scheletro abbandonato in un quartiere non privo di difficoltà come la mancanza di luoghi d’aggregazione, di luoghi dove poter organizzare eventi pubblici e culturali, un quartiere con alto tasso di dispersione scolastica e disoccupazione, con una gestione pressoché inesistente da parte dell’Ater delle case popolari, con una questione abitativa emergenziale e con molti scheletri di palazzi e strutture abbandonate (come l’ex Fiera di Roma).

Foto di Ivan Selloni

La demolizione e la bonifica dell’area dove sorgerà la struttura sono previste entro la fine dell’anno e la progettazione dell’edificio sarà affidata ad un concorso internazionale che partirà a settembre. L’opera costerà circa 5,5 milioni di euro, e i soldi per la realizzazione sono frutto degli oneri di concessione della costruzione di privati dei palazzi a Piazza dei Navigatori e dell’albergo bianco “bidet” di San Paolo.

Per capire dove nasce questa storia bisogna andare indietro a circa venti anni fa. Inizialmente gli oneri di urbanizzazione erano vincolati alla costruzione di opere pubbliche tra cui un grande sottopassaggio veicolare sulla via Cristoforo Colombo, oltre a strade e altri servizi utili a tutto il quadrante interessato dalla cementificazione. I costruttori però innalzarono i palazzi senza rispettare gli accordi presi, per cui le istituzioni interdirono l’utilizzo di queste strutture. Per circa un decennio, infatti, a Piazza dei Navigatori un palazzone di cemento e vetro rimase semi-abbandonato.

La giunta Raggi nella primavera del 2018, poco prima delle elezioni municipali, invece di revocare la concessione e requisire i palazzi, decise di condonare i costruttori inadempienti e di patteggiare una cifra di circa 17 milioni di euro, dando via alla concessione a costruire un ulteriore palazzo a Piazza dei Navigatori, più grande di quello già esistente.

In seguito il Comune scelse di investire questi soldi su tutto il Municipio, e non sul quadrante interessato dalla cementificazione, promuovendo, per la prima volta nella storia della città, un concorso chiamato #RomaDecide, in cui tutti i cittadini dell’ottavo Municipio, su una piattaforma online, potevano presentare progetti e in seguito votarli. Alla fine quelli che hanno ottenuto il numero maggiore di voti sono stati finanziati. Un concorso rivelatosi fallimentare, con una partecipazione inferiore al 2% degli abitanti del Municipio e che ha messo gli uni contro gli altri gli abitanti dei quartieri. Il centro culturale popolare polivalente di Tor Marancia è rientrato, con qualche difficoltà, tra i progetti finanziati. 

In molti cittadini, tra cui i promotori del progetto riunitosi nel comitato di scopo “Centro Culturale Popolare Polivalente Tor Marancia”, prevale scettiscismo e delusione. Infatti dopo i cinque incontri pubblici del processo partecipativo svoltosi nell’autunno 2019, era emersa la contrarietà della divisione degli spazi all’interno della struttura, che vanno enormemente a vantaggio del Teatro dell’Opera. Inoltre non si vede un reale beneficio per gli abitanti del quartiere che avranno di certo difficoltà ad accedere agli esosi corsi delle scuole di danza e coro del Teatro dell’Opera.

La realizzazione del Centro Culturale a Tor Marancia sarà sicuramente una vittoria dei cittadini del quartiere che l’hanno proposto, votato e hanno fatto pressione per ottenere almeno un’occasione per il territorio. Ciononostante questa vicenda, come tante altre a Roma, fa emergere ancora una volta come i grandi costruttori, anche a fronte d’inadempienze a scapito della cittadinanza, siano gli unici ad uscirne pienamente soddisfatti. Hanno ottenuto lo sborso di solo 17 milioni di euro a fronte di accordi inziali più sfavorevoli, con un potenziale di rendita dagli incassi delle vendite molto vantaggiosi e soprattutto hanno ottenuto il permesso di costruire un terzo palazzo a Piazza dei Navigatori.

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Dopo Garbatella e San Paolo ecco il terzo Quaderno di Moby Dick

E’ in edicola “Tor Marancia, borgata di Roma”

In questi giorni è uscito nelle edicole e nelle librerie  il terzo Quaderno di Moby Dick edito dalla casa editrice Iacobelli ( 208 pagine 15 euro), curato dal Tavolo archivio storico e centro di documentazione dell’VIII Municipio. Il titolo : “Tor Marancia, borgata di Roma.Dal fango di Shangai ai colori dei murales” è esplicativo del contenuto dell’ultimo lavoro del collettivo redazionale composta da giornalisti, storici, architetti e cittadini, che da anni lavorano a svelare i segreti e la storia dei quartieri di Garbatella, San Paolo, Ostiense, Tormarancio, Montagnola.

Nella quarta di copertina del primo ed esaustivo lavoro editoriale su Tormarancio si legge:”Tor Marancia è una borgata di edilizia intensiva costruita alla fine degli anni Quaranta dall’ Istituto Case Popolari su una porzione di territorio situata alla sinistra della Cristoforo Colombo in direzione Eur, tra l’attestamento di piazza dei Navigatori e la Basilica di San Sebastiano sull’Appia antica. Fino alla fine dell’Ottocento questa era una vasta area rurale con una Tenuta agricola, qualche casale di campagna, le catacombe dei primi cristiani, alcune torri di avvistamento di epoca medievale, cave di tufo, una marrana e diversi fontanili. Solo nel 1930/31 furono costruite ai confini della proprietà Santambrogio ( ex Mons.Nicolai) le casette Pater su via delle Sette Chiese e qualche anno più tardi, nel 1933,la misera Borgata di Tormarancio nella famigerata “buca di Shangai”. Un esempio significativo di esclusione degli strati popolari più poveri della Capitale operata dal regime fascista, dove trovarono posto i diseredati delle baracche abusive e gli sfrattati. Solo nei primi anni Cinquanta, dopo una stagione di lotte per la casa e il lavoro, la baraccopoli venne completamente demolita. Da qui ebbe inizio la rinascita di questo pezzo di città con i nuovi edifici Iacp, oggi valorizzati dai colori dei murales della Street art.

Il volume, corredato da tantissime fotografie d’epoca in bianco e nero, contiene diversi contributi di carattere storico, urbanistico e di attualità. Gli scritti sono di: Fabio Alberti, Mirella Arcidiacono,Eleonora Coderoni,Flavio Conia,Claudio D’Aguanno, Milena Farina,Simona Fiorentini,Piero Fumo,Pasquale Grella,Floriana Mariani,Giuliano Marotta,Maria Paola Pagliari,Giovanni Pietrangeli,Sergio Rappino, Gianni Rivolta, Valerio Sannetti, Luciano Villani. Prefazione di Amedeo Ciaccheri.

di Gianni Rivolta

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Tor Marancia: difendiamo il Caravaggio Lezione del fotoreporter Tano D’Amico agli occupanti

“Quando non c’è energia non c’è colore, non c’è forma, non c’è vita”, così diceva Caravaggio, l’irrequieto pittore vissuto tra la seconda metà del Cinquecento e gli inizi del Seicento. E di energia oggi, gli occupanti degli edifici di Via del Caravaggio a Tor Marancia, ne sanno qualcosa. Coraggio e forza d’animo  che devono trovare ogni giorno per rimanere in quegli edifici che, nel 2013, sono stati occupati dopo lo sgombero da parte della Regione Lazio, che li utilizzava come uffici. Quando l’ente se ne andò, pian piano famiglie con bambini, disoccupati, giovani precari e tanti migranti, hanno deciso di occupare entrambe le palazzine.

Con il tempo si è creato un ambiente familiare, tutti gli occupanti si sono integrati nel quartiere. Bambini e adulti, italiani e stranieri, fanno respirare un senso di calore e vivacità. Ma basta la serenità a tenere in piedi tutto questo? A parlarcene, è Tano D’Amico, noto fotografo del Movimento degli anni Sessanta e Settanta, che il 31 gennaio ha tenuto un dibattito proprio nel sotterraneo di una delle due palazzine. Di fronte ad un pubblico attento, D’Amico paragona la vita travagliata del pittore Caravaggio, vissuto ai margini della società, a quella delle 130 famiglie impaurite dagli sgomberi. Si racconta tra l’altro, che Michelangelo Merisi, questo il vero nome dell’artista, avesse nel proprio studio le stoviglie per una sola  persona, ma tredici cavalletti e ventidue sedie, ciò a significare che gli amici e gli altri pittori condividessero con lui arte e opinioni. Il parallelo è proprio riferito alla vita che si conduce nelle occupazioni, dove persone in difficoltà, per vari motivi, perché sole, senza casa, in cerca di lavoro, con bambini da accudire, si sostengono a vicenda.

Ciò che emerge dai racconti dei presenti, a seguire l’appassionante lezione, è proprio la solidarietà, la condivisione dei momenti di difficoltà, l’integrazione ma anche la determinazione nel rivendicare il diritto ad avere una casa popolare, la dignità, il lavoro, la lotta contro la violenza ed il razzismo. Nel corso dell’assemblea sono intervenuti alcuni occupanti, in maggior parte donne; anche un bambino ha letto una lettera commovente, un’insegnante impegnata in un progetto di sostegno allo studio ed al contrasto alla dispersione scolastica, la direttrice dell’associazione “A Buon Diritto”. Per tutti, alla forte preoccupazione di essere cacciati, c’è anche quella di essere sradicati dal territorio, da quei quartieri, Tor Marancia, Garbatella, San Paolo, nei quali i bambini ed i ragazzi sono cresciuti e frequentano le scuole, le palestre, gli amici. Quello che si andrebbe a distruggere è un modello di integrazione tra razze, religioni, sia all’interno del Caravaggio, sia nella società, in quelle zone già di per sé, per la loro storia, difficili da vivere. Con orgoglio gli occupanti, provenienti da diverse destinazioni, si definiscono shangaini,  radicalizzati come i cittadini che nei primi anni ’30 si stanziarono in quella zona paludosa, che spesso si allagava inondando le baracche, tanto da essere battezzata Shangai.

E’ quindi di fondamentale importanza la cintura di solidarietà del quartiere, che si stringe intorno ai bisogni dell’occupazione del  Caravaggio e l’attenzione delle istituzioni locali. All’assemblea erano presenti, infatti, gli assessori Claudio Marotta, Alessandra Di Luigi e Amedeo Ciaccheri, Presidente del Municipio VIII, nel quale è stato attivato un tavolo con il Comune e la Regione per prendersi cura delle fragilità presenti .

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